del 28 gen 2008 alle ore 21:41 

Dal pubblico viene dato un nome di persona su cui improvvisare: Pasqualina

Chechi

Oh Pasqualina

Siccome questa sera è nella zona

Siccome questa sera è nella zona

La invito a venirmi più vicina.

Burroni

Oh Pasqualina

Sei dolce come una meringa ripiena

Sei dolce come una meringa ripiena

Sei fresca come il vino di cantina

Rustici

Oh Pasqualina

Vediamo un po’ se lo stornello funziona

Vediamo un po’ se lo stornello funziona

Se vieni a fa’ un giro in cascina.

Chechi

Oh Pasqualina

Vorrei cantar per te con tanta lena

Vorrei cantar con re con tanta lena

La voce, il sentimento ci destina.

Burroni

Oh Pasqualina

Io ti canto ma tu sei lontana

Io ti canto ma tu sei lontana

Ma ora tu sei un po’ più vicina!

(avvicinandosi a Pasqualina)

Rustici

Oh Pasqualina

Io so un motore e so roba bona

Io so un motore e so roba bona

Ti chiedo se voi essere la benzina.

Chechi

Oh Pasqualina

Le rime vedi vengono a catena

Le rime vengono a catena

Perché sei il sol che sorge alla collina

Burroni (per dileggiare gli altri pretendenti)

Oh Pasqualina

Ma guarda questi due che fanno pena

Ma guarda questi due che fanno pena

So’ incontinenti, so’ sempre alla latrina.

La Terzina

Accompagnamento all’organetto di Donato De Acutis

De Acutis

E dopo lo stornello le terzina

E questo suono che dolce si emana

Dedicato a Sonia, Maria e Pasqualina

(le protagoniste degli stornelli precedenti)

Chechi

In questa nostra terra di Toscana

Se l’organetto un poco s’avvicina

Con le terzina la voce è lontana.

De Acutis

E chi fino da Roma si incammina

Questa gente poi quanta gioia emana

Ed è un piacere che sia qui vicina.

Chechi

Usanza antica, antica e molto sana

Se passo un’altra volta di destina

Vieni a portarcela qui in Toscana.

Elino Rossi

Sentito quanto è bella ‘sta terzina

Con l’armonica che poi la suona

Sarebbe da metterla in vetrina.

Chechi

Usanza certamente molto buona

Da portare in America o in Cina

La voce canta e l’organetto suona.

Rossi

E così si ottiene un risultato

Che tutti qui l’avete sentito

Quando il suono dell’organetto si è sprigionato.

Chechi

Da tutti certamente assai gradito

Da tutti certamente è molto amato

Vorrei che a noi Elino fosse unito.

Rossi

Scusate se io sono un po’ scordato

E certamente non sarò capito

Mi scuserete se male ho cantato.

 

Invito al poeta Edo Pettorali

Tra il pubblico era presente il poeta Edo Pettorali, che per tanti anni ha cantato con la squadra dei maggerini di Braccagni, al quale viene rivolto un invito a cantare.

Umberto Lozzi detto Volpino

Signori della corte a Casa al Pino

Che siamo qui presenti in questo piano

Altro mi resta che fargli l’inchino

Qui lo chiamo un amico, ‘un è lontano

È Edo Pettorali ed è vicino

E sarei pronto a dargli la mano

E con la luce lo guardo allo specchio

Lo invito a venire all’apparecchio.

Guarda non esser sordo da quell’orecchio

È tanto tempo che non ti ho ascoltato

Fammi un piacere e dico per espresso

E cantami un verso improvvisato

Non dire che sei fatto tanto vecchio

Ma di cervello sempre entusiasmato

E a questa grande e bella compagnia

Canta due versi in poesia.

Chechi-Noi ti vogliamo a farci compagnia

Rustici-Lo vedo Edo al palco si avvicina

Chechi-È una persona di gran cortesia

Rustici-La musa ancora qui ce lo destina

Chechi-È bene che Edo in mezzo a noi ci sia

Rustici-Lui è un poeta di stirpe maggerina

Chechi-Ai microfoni adesso hai accesso

E se non canti le mani ti battiam lo stesso.

 

Confronto poesia estemporanea - rap

Tema: Il rumore della città (rap Roby Rani, Tiziano Storti)

Il silenzio della campagna (poeti Francesco Cellini, Enrico Rustici)

Rustici

Dal pubblico un tema ci è arrivato

Tipi così insieme non si erano mai visti

Un argomento viene contrastato

Dei silenziosi contro i casinisti

Io in campagna ci sono nato

Per me fanno casino anche i turisti

E te lo giuro sopporto di rumore

Quello della farfalla dentro al cuore.

Rani

Te lo dico con amore io son tranquillo

Magari se vieni a Ravenna fammi uno squillo

C’è del casino e c’è tanta donna

Ti garantisco che hanno pantaloni o gonna

Sono belle, hanno capelli lunghi

Mamma mia crescono come funghi

Porcini, prataioli, pure le sfiandrine

Devi vedere da noi che bambine.

Cellini

Il silenzio è fatto si di rime

Qui dove si affaccia alla campagna

Noi per le persone ce le abbiamo le stime

Qualunque sia la tradizione che le bagna

Siamo al vostro canto ‘si vicine

Qui dove l’acqua ristagna

A noi non ci piace tanto rumoreggiare

Ci da noia già sentire il cane abbaiare.

Storti

Caro fratello a noi piace rumoreggiare

Te lo diciamo sul più bello perché ci piace improvvisare

Francamente il silenzio non ci piace

Perché noi facciamo fuoco alla brace

Siamo poco, delle scintille

Che ne so, magari mille

Qualcosa che assomiglia magari a una bolla

E siamo come l’acqua siamo come una molla

Che schizziamo in alto in cielo

Siamo praticamente un velo

Non ci piace il silenzio

Lo riteniamo inutile

Siamo come una boa, siamo “…ile”

E certamente mi sono preso una rima difficile

E magari ho fatto qualcosa di impossibile

Ma quello che più ci piace fare veramente un po’ di casino

Te lo dico fratello te lo dico qua vicino

Se hai coraggio allora sfidami, fallo adesso

Guardami in faccia non sono certo un fesso.

Rustici

Se in un podere tu ce lo fai ingresso

Quando ci sono dei festeggiamenti

Tu appena te ne accorgi sull’accesso

Non ci sono solamente sfinimenti

Ora ‘un dico che ci sia ovunque sesso

Comunque ci sono godimenti

Lascia la città e vieni a questo confine

Tu sapessi come so le contadine.

Rani

Se ci pensiamo in effetti queste rime

Probabilmente voi avete belle contadine

Ma vi garantisco che se arrivo al podere

Le guardo negli occhi e le metto a sedere

Bastan due parole e non dico prole

Basta mostrare tutta la mia forza

E la mia scorza all’interno c’è il succo

Le guardo in faccia e le lascio di stucco

Serve poco, basta venire dalla città

Ascolta bene torna di là

La campagna che io apprezzo e rispetto

Mamma mia la prendo di petto

Anch’io in fondo sono nato in campagna

Ma in Emilia Romagna.

Cellini

La stessa pioggia a noi ci bagna

Diverso è il modo di parlare

Confine di Toscana, Emilia Romagna

Due ore so da viaggiare

Bene anche da noi lì si magna

Un piatto non lo potrei rifiutare

Al rumore gli posso da solo una scusa

Il bello è avere la stessa musa.

Storti

Come un marinaio dentro la cambusa

Adesso ti dico come nel rumore qua si usa

Il cuore certamente qui non si doma

Vengo dalla capitale che di nome fa Roma

Mio fratello qua vicino

È un tipo assai strano

Il mio nome è Tiziano

Lui a quattro mani

Invece si chiama Roby Rani

E noi facciam casino

Fin da quando eravamo piccoli

E quando viaggiavamo su certi trabiccoli

E quando facevamo casino in motorino

E quando fumavamo magari il sigarettino

Non posso dire la parola che viene dalla manna

Non posso dire la parola che si chiama canna

Ma ci piace parlare magari qua al verde

Acciaccare qua vicino quelle che si chiaman merde

Perché di tutto il resto certamente qua si fuma

E certo il fegato certo qua ti sgruma

Allora te lo dico con un certo accento

Del casino caro fratello certo non mi pento

E se magari tu vuoi convincermi del contrario

Fallo con le gobbe come un dromedario.

Rustici

Guarda che quel tuo posto straordinario

Che a tutti quanti qui hai disegnato

Non vale certo un prato sul binario

Che gli è un gioiello al mondo del creato

Abbiamo più forza noi di un dromedario

‘un te lo dico quello che s’è fumato

tutte le erbe si so digerite

s’arrotolava anche i tralci di vite.

Rani

Io ho ascoltato quelle cose che voi dite

E con rispetto

Mi comporto come Afrodite

Io mi inchino alla vostra religione

O meglio alla vostra passione

Voi credete in quello che fate

Ed è giusto, secondo me continuate

Avete questa cosa che è il popolare

Noi purtroppo siamo più in alto mare

È importante e mi inginocchio

E vi stringo come amico un occhio

Voi siete sicuramente più dietro

Avete un sacco da insegnarci anche San Pietro

Ma sono qui solo per imparare da voi

Quando volete bi aspettiamo noi.

(Rustici) Ancora battiti di mani per gli eroi

(Cellini) Finito abbiamo ormai cantare

(Storti) Sembriamo personaggi di un game boy

(Rani) Quello che ci accomuna sono le rime da amare

(Rustici) Ognuno poi c’ha gli strumenti suoi

(Cellini) Si diversificano da montagna a mare

(Rani) Sembro un regista, sembro Nanni Loy

come dice il proverbio moglie e buoi dei paesi tuoi.

Scritto da: Fidanzi
Ultimo aggiornamento il: 28 gen 2008 alle ore 21:41

EmailPermalinkCommenti (0)
Tags
 del 28 gen 2008 alle ore 21:29 

Dove comincia e dove finisce la poesia? intitolava anni fa Morbello Vergari3 una suo articolo: “per far poesia non basta scrivere in bella metrica con versi perfetti di sillabe, di accenti, di rime. Se la poesia significa bellezza di linguaggio, bellezza di espressione si può fare veramente poesia senza la rigidità e la costruzione degli schemi metrici e delle rime…”

E pensare che Morbello inizia proprio con l’ottava rima ma nei suoi libri di questa esperienza non abbiamo traccia se non nella sestina della prima edizione di “Versacci e discorsucci”.

I suoi versi sono versi liberi, non vincolati dalle rime, anche se spesso fa uso di endecasillabi. Morbello considerava l’ottava rima troppo vincolante, preferiva scrivere in maniera diretta (senza la rigidità e la costruzione degli schemi metrici e delle rime) appunto. 

Un altro poeta di area fiorentina – Florio Londi – che fu improvvisatore fra i più noti spesso presente nelle serate di poesia con Romanelli e Landi e lo stesso Cai. Eppure fra le sue raccolte poetiche (L’età che non ebbi l’età che non amai e Canto brado) troviamo essenzialmente liriche in versi liberi e fortemente legati alla modernità.

Dunque la poesia scritta è un’altra cosa.

Fra i poeti estemporanei ci sono quelli che mantengono un percorso parallelo di scrittura dei propri versi anche se mettono nella scrittura la loro esperienza di improvvisatori componendo ottave, sonetti in quartine e terzine. Ci sono poi quelli che assolutamente rifiutano la scrittura.

Uno era Eusepio Lelli che oltretutto non ammetteva che si registrassero i suoi versi improvvisati perché affermava che la poesia va ascoltata così come si crea al momento.

Un altro è Luigi Staccioli di Riparbella (PI) che già nel primo incontro di Ribolla a Paola Pannozzo che chiedeva di inviare qualche ottava di presentazione dichiarò che per lui la poesia era solo improvvisata.

Su questo personaggio ricordo un episodio piacevole successo nel ’96 quando venni invitato in Svizzera per presentare 5 poeti toscani. Una sera a Bellinzona Staccioli e Logli Altamante avevano il tema la suora e la prostituta. Dopo 15/20 minuti mi sembrava che fosse arrivato il momento di chiudere e glielo feci intendere. Così cominciarono quei versi a righi alterni continuando però a punzecchiarsi. Ci furono diverse ottave cantate in questo modo mentre cresceva l’attenzione del pubblico sottolineata con applausi ripetuti. A un certo punto Altamante riprese con una ottava intera e naturalmente Staccioli stette al gioco continuando il contrasto. Dettero prova di grande abilità e d’ingegno. Il poeta estemporaneo è anche questo: un intrattenitore.

Ribolla terza edizione dell’incontro di poesia estemporanea.

A Carlo Bechelli e Benito Mastacchini viene dato il contrasto POESIA SCRITTA e BERNESCO

Bechelli Poesia scritta

… Ma nel mondo lo sai per pote’ vive’

e ci vole una scienza preparata

io mi segno e devo dirmi “abbasso”

ma di fronte all’Ariosto e in fronte al Tasso

Mastacchini Bernesco:

Sugli storici ‘un fare troppo chiasso

ma forse in mente non ti viene Omero

senza la penna, senza ave’ ‘l compasso

dettava tutto con il suo pensiero

queste son cose le metto all’incasso

io della storia ti dissi so’ a zero

e so adoprarla la mia mano

per fare il vino e seminare il grano.

Scritto da: Fidanzi
Ultimo aggiornamento il: 28 gen 2008 alle ore 21:29

EmailPermalinkCommenti (0)
Tags
 del 25 gen 2008 alle ore 23:19 

Nuovo allenatore e nuove prospettive per l’U.S. Braccagni

LA PAGINA SPORTIVA

di Andrea Vellutini

Svolta e transizione sono le scelte dei dirigenti e dei tecnici dell’U.S. Braccagni per il campionato 2007/2008.

Svolta, perché l’addio di Adriano Meacci, l’allenatore della promozione in !’ categoria e di tre lusinghieri campionati che hanno visto l’undici locale posizionarsi nei posti alti della classifica, alla giusta ricerca di nuovi stimoli e successi nelle categorie superiori, e di alcuni giocatori, in primis Gabriele Sonnini, protagonisti sul terreno di gioco delle eccellenti prestazioni, hanno indotto il presidente Menghini e il suo staff a rafforzare i settori giovanili per costruire su essi l’ossatura futura della squadra.

Transizione, in quanto l’innesto dei giovani, che ogni domenica passano dalla squadra Juniores alla maggiore, non sempre offre quella continuità nelle prestazioni e nei risultati, che solo l’esperienza e la giusta convinzione garantiscono.

Questo spiega l’andamento non lineare dei giallo-verdi in questa prima parte del campionato che ha visto l’undici di Fabio Ercoli disputare convincenti gare, sia sotto il profilo tecnico che di gioco, e autentici passaggi a vuoto; andamento che si sintetizza, anche se è da recriminare su qualche risultato non positivo, in cinque vittorie, tre paraggi, cinque sconfitte, sedici reti realizzate ed altrettante subite. Si ritiene, però, opportuna e lungimirante la strada del rinnovamento intrapresa, e già in questo campionato potranno vedersi gli effetti, alla sola condizione, da parte dei tifosi locali, di saper pazientare e, da parte dei tecnici, oltrechè perseverare, anche , talora, osare maggiormente nell’utilizzare gli Juniores.

Scritto da: Fidanzi
Ultimo aggiornamento il: 25 gen 2008 alle ore 23:19

EmailPermalinkCommenti (24)
Tags
 del 25 gen 2008 alle ore 23:13 

L’estate maremmana si arricchisce della propria tradizione.

di Serena Cola

EVENTI ESTIVI

 

Quando i nostri nonni erano i giovanotti maremmani, la bella terra italiana che oggi attrae turisti da tutto il mondo viveva prevalentemente di agricoltura, pastorizia e delle materie prime estratte dalle miniere presenti nell’intero territorio. Da tali attività presero vita tradizioni fortemente legate al calendario delle feste contadine, con lo scopo di creare occasioni di socializzazione. Tali tradizioni sono ancora ben radicate nell’animo dei maremmani, ed è stato possibile ammirarle anche in manifestazioni estive.

ROSELLE – CAVA DI PIETRAAlla Cava Di Pietra di Roselle si è tenuto per il terzo anno il festival della tradizione popolare che ha visto esibirsi il Coro degli etruschi uno dei primi cori grossetani del dopoguerra, fondato agli inizi degli anni settanta dal poeta contadino Morbello Vergari,che si è da sempre attivato nella ricerca e riproposizione di canti popolari, e ancora il coro dei Minatori di Santa Fiora, che presenta, come il nome ricorda i canti che i minatori erano soliti intonare quando nel dopolavoro si ritrovavano all’osteria per bere un sereno bicchier di vino, Silvana e Silverio e la Banda del torchio, con Emo Rossi e Davide Manini ed un repertorio di canzoni popolari della terra di Maremma caratterizzato da allegri stornelli, il gruppo dei Rosolacci con i loro canti legati alla tradizione del maggio e a quelli del folclore maremmano, semplici ma colorati come i rosolacci appunto, fiori dei papaveri che agli inizi dell’estate svettano tra i campi di grano.

 

L’OTTAVA RIMA A VALPIANAA Valpiana si è tenuta a luglio la 1° rassegna di improvvisazione in ottava rima.

 

Un evento atteso dagli appassionati, che nelle colline di Massa Marittima riconoscono la sede naturale di questa tradizione, tanto legata a quella del maggio altrettanto radicata.

L’evento è stato realizzato grazie alla collaborazione del Comune con il Sindaco Lidia Bai, il vice sindaco Sergio Martini, l’Assessore alla Cultura Franco Donati e di un appassionato della tradizione, residente in Valpiana, Renato Panichi.

Presso gli impianti sportivi di Valpiana era stato allestito un angolo adorno di fiori e cappelli fioriti della tradizione maggerina, qui i protagonisti si sono alternati per una presentazione iniziale. Pur trattandosi di una prima edizione i Poeti presenti erano ben 16 provenienti dalla Maremma e non solo: Emilio Meliani, Mauro Mancini, Maurizio Capanni, Artemio Melani, Umberto Lozzi, Benito Franchi, Mario Monaldi, Franco Finocchi,Benito Mastacchini, Mierzo Bartelloni, Niccolino Grassi, Andrea Fiori e ancora due giovani donne Irene Marconi e Serena Cola. Eccezionale poi la partecipazione di un piccolo poeta di 7 anni, Giacomo Cappellini, che da 2 anni, accompagna nel maggio itinerante la squadra di Valpiana sotto l’ala protettiva dei suoi componenti ed un maestro di eccezione come il Poeta Umberto Lozzi “Puntura”. Il piccolo Poeta si è mostrato sicuro ed umile alla presenza dei veterani, stupefatti e lieti nel constatare che la tradizione dell’improvvisazione “ha un futuro”. Sono stati ricordati per l’occasione con ottave che li rievocassero, poeti dello spessore di Quinto Paroli, Sandro Sozzi, Lio Banchi, Morbello Vergari e Sergio Lampis.

Alle presentazioni è seguito un pranzo aperto al pubblico a base di piatti tipici maremmani, preparati dallo staff del Gruppo Sportivo e Arci Caccia di M. Marittima /Valpiana. I poeti non hanno mancato di improvvisare e rallegrare il banchetto. Nel pomeriggio poi il vero spettacolo che ha visto il pubblico presente protagonista nella scelta delle tematiche da far svolgere agli improvvisatori in contrasto. Di temi se ne sono svolti tanti “i Dico ed il Papa”, “il cacciatore e l’ambientalista”, che ha visto per cacciatore un Umberto Lozzi strepitoso, il pubblico era affaticato dal gran ridere e sempre attento a non perdere una sola battuta, “l’odio e l’amore” interpretati da Emilio Meliani e Benito Mastacchini, due tra i nomi più apprezzati nell’improvvisazione attuale, ed ancora “il dottore, la psicologa ed il matto” con un Niccolino Grassi” il matto “decisamente calato nel ruolo assegnatogli, e tante altre situazioni comiche, di carattere politico o sociale che hanno lasciato emergere non solo l’allegria e la passione ma anche la cultura e l’esperienza degli improvvisatori.

Il raduno è stato attentamente seguito dalla ricercatrice Grazia Tiezzi, che si occupa dell’improvvisazione come pratica comunicativa della Maremma Grossetana, per un centro di ricerca linguistica – teorica e antropologia linguistica di Parigi.

Il risultato è stato un pubblico sempre partecipe in una giornata che avrebbe consigliato per le temperature date dal periodo estivo ben altre mete; parlerei quindi di successo per la manifestazione di Valpiana, che ci si augura possa riproporsi il prossimo anno con una partecipazione ancora più importante.

L’appuntamento è con tutti voi al prossimo anno, per vivere assieme l’arte dell’improvvisazione.

Scritto da: Fidanzi
Ultimo aggiornamento il: 30 ott 2008 alle ore 17:29

EmailPermalinkCommenti (0)
Tags

 Ultimi 50 articoli
 Indietro
Cambia il tema del blog...
  • [Uscito dal blog]
  •  
  • Utenti » 52
  • Articoli/pagine » 245
  • Commenti » 3,982
Cambia il tema...
  • VuotoVuoto
  • VitaLife
  • TerraTerra
  • WindVento « Default
  • AcquaWater
  • FireFuoco
  • LuceLuce

Info



    Nessuna pagina figlia.

Braccagni



    Nessuna pagina figlia.

Festa del Maggio



    Nessuna pagina figlia.

Chat



    Nessuna pagina figlia.

Notizie



    Nessuna pagina figlia.