Angolo del libro a cura di Corrado Barontini

ANGOLO DEL LIBRO – a cura di Corrado Barontini
Fidanzi mi scrive: A proposito della Sentinella, come sempre sono a chiederti un contributo…”. L’Angolo del libro diventa ogni anno una scommessa con i tanti volumi che vengono pubblicati in Maremma o sulla Maremma. Impossibile stare dietro a tutti e soprattutto metterci tutto.
Oggi la frazione di Braccagni viene scelta da tante famiglie per andare a viverci e a me piace pensare che le considerazioni per scegliere questo posto non siano solo economiche o logistiche, ma che tengano conto di quello che c’è: una rivista della comunità, una rassegna dei Maggi, una fiera… eppoi l’Associazione culturale Galli Silvestro.
Insomma… cercherò di assolvere al meglio alla richiesta di Roberto per dare un “contributo”; si tratta di scegliere qualche libro che parla di tradizioni e di cose della Maremma. Tenendo conto naturalmente dei libri più vicini al paese. È un po’ questo il sodalizio che si è creato con i lettori.

Per far contento Daniele Lamioni, di origini maglianesi, accenno subito ad un libro di Guido Gianni, uscito postumo, dal titolo “Allarmi siam ridicoli – fascisti a Magliano”. Lo ha pubblicato Stampa Alternativa e l’ha curato Irene Blundo (che fra l’altro dal giornale La Nazione, quando è il momento, parla bene del Maggio di Braccagni).

Per le edizioni di Stampa Alternativa è uscito anche il libro di Luciana Bellini”Racconti raccontati” che è una ristampa della prima edizione del 1998 (diventata ormai introvabile): “Luciana Bellini apre il ventaglio della memoria senza che un grammo di polvere si diffonda. Un ritratto antico, un vecchio portagioie, una cartolina datata bastano per dare corpo a una folla di sensazioni, di personaggi, di storie” (è scritto nel retrocopertina ed io non potrei dire meglio).

Per non trascurare la montagna amiatina voglio segnalare un altro editore, Mario Papalini, che con la casa editrice Effigi di Arcidosso ci consegna una bella paccata di titoli; quest’anno ha fatto uno scoop con il libro di Lucio NiccolaiDavid Lazzaretti davanti al Sant’Uffizio” uscito a fine estate. È stato un evento perché l’autore ha potuto mettere le mani e gli occhi nell’Archivio della Congregazione per la dottrina della Fede della città del Vaticano dove ha avuto accesso ai documenti, assolutamente inediti, relativi al “processo” contro Lazzaretti davanti al Sant’Offizio. Questo libro dunque consente una conoscenza ulteriore dei fatti e delle circostanze che portarono al sacrificio del “Profeta dell’Amiata”.

Sempre per le edizioni Effigi un bel libro fotografico intitolato “Maremmasi canta il maggio a Roccastrada” con immagini straordinarie di Marco Burattini e Marco Muzzi che hanno vissuto il maggio seguendo alcuni gruppi e naturalmente fotografandoli con arte. Il libro contiene una bella introduzione sul Maggio folklorico di Florio Carnesecchi ed un saggio su La tradizione del Maggio nel comune di Roccastrada di Paolo Nardini; ci sono nel libro anche alcune noterelle mie sulla tipologia dei Maggi presenti nella zona di Roccastrada. Un libro così bello se non lo cercate me n’ho a male.

Eh, sì, il Maggio. Pensate, son anni che Braccagni offre uno spazio e amplifica le voci di questa tradizione e finalmente oggi si parla di proporre un riconoscimento UNESCO che metta insieme la poesia estemporanea e la tradizione del Maggio come beni immateriali da conservare e segnalare al mondo intero.

Su questa usanza un libro, curato da Serena Cola, è partito proprio da Braccagni; s’intitola: “La tradizione del Maggio in Maremmale squadre maggerine“, editore Innocenti.

È il primo libro che parla dei Maggi in maremma realizzando una sorta di censimento delle squadre maggerine. L’autrice conosce bene la tradizione facendo lei stessa parte di un gruppo. Nel libro si affronta l’argomento dell’aggregazione dei maggiaioli dando risalto ai cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni che hanno visto partecipi della tradizione anche le donne e i ragazzi, mentre in passato le squadre erano formate da soli uomini. Parlando della attuale composizione dei gruppi scrive Cola: “sono costituite da gruppi di amici, compagni di lavoro e parenti , che si uniscono spontaneamente per andare a portare i propri canti nelle campagne, generalmente in quelle località di origine dei componenti“.

Questo libro censisce una trentina di “squadre di maggiaioli” delle quali oltre venti sono ancora attive e molte le ritroviamo proprio il primo maggio a Braccagni. La festa del Maggio, come ben sappiamo, coniuga nella tradizione il momento civile della festa del lavoro con l’usanza di andare a fare gli auguri nella notte fra il 30 Aprile e il primo Maggio.

Questo libro è stato un momento di rilancio sulla tradizione che per tante ragioni è quella più diffusa nella provincia grossetana e forse non sarebbe male affrontare l’argomento in maniera più organica, magari con un convegno che affronti altri aspetti non contenuti in questo libro ricco di immagini e di notizie. Restituire consapevolezza sulla consuetudine e sulle modalità espressive che rappresentano l’entroterra culturale più seguito dalla gente di maremma serve ai turisti ma anche a chi ci abita.

Non posso non segnalare l’ultimo libro di Duilio Tosi in arte Tosibelli, prolifico autore della Maremma, uomo legato alle tradizioni e ai racconti orali tramandati anche grazie alla sua scrittura.

Il suo ultimo lavoro: “L’urla del tramonto – Gavorrano sull’orlo delle colline” editrice Leopoldo II di Follonica. La ricerca, contenuta anche in questo libro, si affida alla memoria, al vissuto, ai ricordi che mettono insieme luoghi e figure disegnando l’identità del territorio, come quello minerario, dove il minatore ad esempio, o i partigiani, sono stati protagonisti di lotte e di tragedie: ora vittime, ora soggetti di resistenze eroiche.

“Non è un caso – scrive Luciana Rocchi nella prefazione – che le poesie che compaiono nel testo siano dedicate a minatori e partigiani. E a dire il vero è il linguaggio della poesia che sembra il più congeniale allo scrittore Tosibelli…” Tutto il libro è percorso da scene di vita che per quanto rese in maniera letteraria mantengono una straordinaria espressività ed un fondamentale legame con la realtà del passato.

Trasmettere la memoria orale in modo da non permettere che tutto si perda per sempre.

Sembra essere questo il senso e forse il progetto contenuto nelle opere di Tosibelli. La sua espressività ci offre sempre un quadro variegato di notizie che vengono scritte, pare proprio, con l’intento di ritrovare uno stato d’animo, una sensazione, un modo di essere vero fino all’inverosimile.
Invitandovi a leggerlo vorrei concludere con la frase della presentazione di Luciana Rocchi: “Forse neanche uno storico illustre avrebbe saputo trasmettere meglio la simmetria tra il generale e il particolare, le strutture e la vita
Giulio Guicciardini Corsi Salviati – Le fotografie di famiglia alla tenuta degli Acquisti 1898 – 1958

Edito dall’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma, Comune di Grosseto; a cura di Carlo Bonazza con una presentazione di Giovanni Contini.

Questo è assolutamente un libro che appartiene a Braccagni.

Le immagini pubblicate, oltre ai personaggi legati alla famiglia Guicciardini, ci restituiscono scorci di campagna, attività di lavoro, situazioni di caccia, fotografie di località maremmane prima dello sviluppo urbanistico (Castiglione della Pescaia, Forte San Rocco a Marina, Porto Ercole).

Giulio Guicciardini, nato a Firenze nel 1887, appena ventenne ereditò il grande patrimonio fondiario del nonno materno (il marchese Bardo Corsi Salviati) e la sua attività principale – come scrive Giovanni Contini nell’introduzione: “nel corso di tutta la vita fu quella di migliorare le sue aziende agricole, e in particolare la grande proprietà maremmana , cinquantamila ettari suddivise in tre parti: gli Acquisti, le Versegge in agro di Montepescali, e Banditaccia in agro di Montorsaio“. Questo straordinario personaggio dimostra un grande amore per la tenuta degli Acquisti procedendo nel tempo alla bonifica dei terreni soggetti alle terribili alluvioni della Bruna, tracciando chilometri di strade poderali, scavando canali di bonifica, costruendo case coloniche per abitazioni e ripari del bestiame.

Creerà tre scuole capaci di accogliere novanta alunni dalla fattoria e si attiverà per costruire, con il contributo di altri proprietari, una vera e propria chiesa a Braccagni.

La passione per la fotografia, unita alla sua passione per il disegno, ha inizio fin da ragazzo e l’archivio fotografico, conservato nella villa di Sesto Fiorentino, è riunito in molti album tenuti addirittura in una sala appositamente dedicata alle fotografie.

Un libro che racconta con le immagini la storia di Braccagni e la storia della bonifica, gli immensi spazi di Montepescali attraversati dalla ferrovia, con una sosta nella campagna dove il treno si fermava se c’era gente da scendere o da salire. Pensate un po’, il treno fa una stazione (fermata): “stazione di Montepescali” (ancora inesistente) e soprattutto per le cacciate invernali (l’invernata come era detto il periodo della caccia al cinghiale) la famiglia Corsi Salviati affittava un intero vagone dalle ferrovie.

Tutto questo è possibile trovare nel libro fotografico di Giulio Guicciardini che ci fa scoprire com’era il paesaggio (ma anche le persone) prima che Braccagni diventasse il centro di vita che conosciamo.

Questa la metto di giunta (un po’ come fa il macellaio con l’osso del brodo).

È stato presentato a Firenze, il 21 Novembre ’07, il CD “Caterina Bueno – Coro degli Etruschi dal Vivo, Firenze 1975″ Editore Pegasus; si tratta di un documento sonoro particolare che mette insieme, ad oltre trent’anni di distanza, i suoni e le armonie di una serata realizzata con Caterina Bueno (la cantante folk toscana scomparsa recentemente) e Morbello Vergari che diventano delle vere e proprie icone sonore rappresentative della cultura orale di quegli anni.

L’alternarsi di una riproposta fedele e di una rielaborazione colta contenuta nel CD, ci offre il profilo di un dibattito che ebbe, nel genere tradizionale, due filoni di confronto, fra i gruppi portatori della tradizione e gli interpreti che cercarono di introdurre nuove competenze musicali nei brani stessi.

Il dibattito, al di là delle discussioni, ebbe però il pregio di arricchire l’esperienza del canto popolare alimentando la curiosità e l’interesse dei giovani.

 

Segnaliamo anche il libro “La gente di Meleta” (al tempo in cui la miseria era ricchezza) di Mauro Bartolini dedicato a Roccatederighi e che contiene tra l’altro una foto dei maggerini di Sassofortino del 1950.

 

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