Il Cantamaggio di Montereggio

Uno squarcio di sole illumina la IV’edizione

IL CANTAMAGGIO DI MONTEREGGIO

di Enrica Barbieri – Marco Pascucci

Cari amici de “La Sentinella”, siamo dispiaciuti di non avervi incontrato, e cerchiamo di raccontarvi quanto avvenne in quel di Montereggio.

Il 9 maggio 2007, dopo le prime ed abbondanti piogge di questa lunga primavera, sorse una quasi improbabile ed improvvisa giornata di sole, come se la Natura avesse voluto omaggiare una rassegna che è tutta volta a celebrarla.

Fin dalla sera prima, sotto un cielo minaccioso, un piccolo gruppo di persone si era messo a disposizione degli organizzatori e del Presidente della Pro-Loco Gianni Tarantola.

Alla mattina, prima che arrivassero i gruppi dei Maggianti, i volontari, già con i foulard al collo, si erano impegnati a dare gli ultimi ritocchi alle strutture di supporto, comprendenti la cucina, il tendone della zona pranzo, la biblioteca-libreria, dove è possibile consultare ed acquistare libri anche con facilitazioni economiche, ed il gazebo del Comune di Mulazzo, che aveva funzione di accoglienza, di informazione e distribuzione di depliant informativi.

Verso le ore dieci, nella piazza maggiore di Montereggio, Piazza Rizzoli, detta anche “La Bomboniera della Lunigiana”, erano riuniti i Gruppi di Maggianti che, preso contatto con gli Organizzatori, iniziarono la rassegna con quel carattere itinerante che è tipico del Maggio di Montereggio.

Ogni partecipante ha ricevuto una targhetta ricordo elaborata e donata dal Maggiante montereggino Tonin Pongan.

Ogni gruppo diede vita a tre esibizioni: la prima nella Piazzetta Mondatori, detta anche “Piazza della fontana”; essa è posta nella parte alta di Montereggio, e si presta molto bene agli intrattenimenti per la sua forma raccolta e per la pendenza naturale del suolo che la rendono simile ad una cava teatrale; la seconda rappresentazione è avvenuta nella Piazza S. Francesco Fogolla, o Piazza della Chiesa, dalla quale si possono ammirare gli Appennini Tosco-Emiliani; infine la terza rappresentazione è stata effettuata nella piazza più grande, la già citata “Bomboniera della Lunigiana” circondata da alte montagne già ricche di verde.

Il primo gruppo è stato quello dei bambini della Scuola Elementare “Livio Galanti” di Arpiona che fa parte dell’Istituto Comprensivo Giulio Tifoni. La scuola, nell’ambito del progetto “Archivio della Memoria” ha dedicato ampio spazio allo studio del canto del Maggio. Gli alunni, preparati al concetto di ricerca e studio delle tradizioni, si esibirono proponendo i canti del Maggio arricchendoli anche con una danza che ricorda quelle rituali delle antiche feste appenniniche.

Ferriere (provincia di Piacenza)I partecipanti si sono presentati con un abbigliamento molto curato: casacca a quadri bianchi e verde chiaro, foulard rosso, cappello di paglia arricchito da fiori. I componenti hanno preparato per la rassegna una canzone che descrive il momento in cui i “cantaren” svegliano con la loro giocosità la padrona di casa che vestendosi in fretta va a prendere le uova per offrirle ai maggianti.

Monghidoro (provincia di Bologna)I Maggianti fanno parte dell’associazione “E bene venga il Maggio”. Sono guidati dalla ricercatrice di musica etnica Dina Staro. E’ una brigata molto coinvolgente, che riesce a trasmettere emozioni più che a concedersi alla spettacolarità; vivono la ritualità come legame sociale e non come formalismo. Il loro strumento base è il violino e si esprimono sia col canto che con la danza.

Leivi (provincia di Genova)Il gruppo è capeggiato da Giorgio “Getto” Viarengo e si presenta con una interessante varietà di strumenti: una, ed a volte anche due ghironde, chitarra classica, tamburello ed il famoso oboe usato personalmente dal Capomaggio e realizzato artigianalmente dal mitico “Bani”.

Cogorno (provincia di Genova)La Compagnia da molta importanza alla parte musicale, e nei testi richiama i temi tradizionali: fiori, rondini e messaggi bene augurali.

Comuneglia di Codivara (provincia La Spezia)I Maggianti comprendono una componente femminile, anche se sono in maggioranza uomini in costume formato da pantaloni, gilet camicia bianca e foulard. La musica è eseguita dalle fisarmoniche.

Varese Ligure (provincia di La Spezia)Questo gruppo ha una presenza femminile molto nutrita che si esibisce danzando. I costumi delle donne ricordano il primo novecento: gonne lunghe, camicia bianca con maniche a sbuffo gilet scuro; il cappello è di paglia ornato di fiori.

Biassa (provincia di La Spezia)E’ una Compagnia che raccoglie elementi provenienti dalla Val di Magra. Il borgo si trova sulle prime alture di La Spezia, perciò nelle loro strofe sono citati argomenti marini.

Cavanella (provincia di La Spezia)I partecipanti sono molto numerosi ed attivi sia nelle manifestazioni che nella ricerca di testi e musiche ed è capeggiato dal sig. Enzo Rossi.

Torza (provincia di La Spezia)Gruppo coreografico formato da uomini e donne che indossano ottimi costumi di foggia ottocentesca. Cantano sostenuti dalla musica del violino. La parte danzante è eseguita dalle donne.

Calagiubella Cavalcarmeli (provincia di Alessandria)E’ la seconda compagnia piemontese ospitata in questa rassegna. I Maggianti di questa compagine si presentano con una divisa composta da pantaloni nocciola gilet marrone camicia grigia e foulard. Questo gruppo oltre agli strumenti tradizionali usa anche una caccavella confezionata in modo artigianale.

Vaiano (provincia di Prato)I componenti sono guidati da Daniele Poli, musicista di professione e studioso della cultura popolare. Oltre agli strumenti tradizionali questi maggianti possiedono uno strano strumento a quattro corde che potrebbe ricordare un violino ed un corno da posta realizzato con un vero corno bovino. Novità assoluta del gruppo è la scelta del Capomaggio che è una bambina, splendida scelta per rappresentare la continuità.

Rossano (provincia di Massa)Questo gruppo esegue brani nel rispetto della tradizione appenninica con buone sonorità sia canore che musicali. Da tempo effettua una ricerca anche per quanto riguarda i costumi.

Giovagallo di Castelvoli (provincia di Massa)Compagnia di nuova formazione la quale canta le strofe tradizionali del maggio locale.

MontereggioPer dovere di ospitalità ha cantato per ultimo. Nelle sue canzoni oltre ai motivi inneggianti alla primavera, sono presentatemi che ricordano il ritorno a casa di chi vive lontano:

… bel vedere la rondinellaritornare al nido antico…

Il costume tradizionale è composto da pantaloni da lavoro scuri, camicia a scacchi, foulard giallo-verde e cappellaccio floscio di panno scuro; il canto è sostenuto da fisarmoniche e chitarre.

Terminate le esibizioni, e dopo la pausa pranzo nei punti ristoro sotto il tendone delle feste, nel ristorante “la Gerla d’oro” di Tiziano Fogola e nel bar a cura di Tiziano Biagi, è iniziata la cerimonia ufficiale di congedo.

Alle ore 15,30 il Sindaco Sandro Donati ha consegnato ai Capimaggio i Diplomi e le Targhe di partecipazione. La cerimonia è stata presentata da Giorgio Viarengo. Ad ogni chiamata, prima della consegna dei diplomi e delle targhe, ogni gruppo ha salutato i Montereggini con una strofa della sua canzone più rappresentativa.

Infine vi è stato il passaggio del testimone, consistente in una scultura che rappresenta un Maggiante, al Capomaggio di Ferriere Celso Calamari, dato che Ferriere ospiterà nel 2008 la rassegna “Il Cantamaggio di Montereggio”.

In un’atmosfera serena e festosa è finita la manifestazione con un unico rammarico: per la prossima bisogna aspettare un anno.

 

Sulla Rassegna di Bardi del 2006

Avevo pensato che l’idea di Giorgio Vezzani di coinvolgere i gruppi chiedendo loro un parere sulla rassegna di Bardi, fosse sì interessante, ma difficile quasi disperata.

Devo convenire che i risultati sono stati sorprendenti, mai visti tanti maggianti discutere, scrivere: “palco sì, palco no, quanti gruppi, cambiare data” ecc; insomma, sul futuro della rassegna stessa. Pur tra alcune contraddizioni, è un fatto positivo che molti convegni, quasi sempre ripetitivi, a volte autoreferenziali, non sono mai riusciti nell’intento.

Queste richieste devono essere discusse dai vari responsabili su iniziativa di Montereggio (in quanto sede della prossima festa).

Voglio dire due cose sui gruppi “nuovi” che hanno partecipato alla rassegna (Accettura – Braccagni – Canale).

Accettura: sicuramente c’è stato un eccesso di protagonismo ma è mancata ogni informazione sul gruppo; l’organizzazione era completamente in tilt per motivi vari. Ma chi, come me, ad Accettura c’è stato, può ben dire che si tratta sì di un Maggio, per molti di noi inusuale, ma assolutamente straordinario che coinvolge tutta la popolazione oltrechè moltissimi turisti, senza creare alcuna confusione.Braccagni: c’è ben poco da dire. Un gruppo molto conosciuto, affiatato e festoso, abituato alle rassegne da decenni. E’ mancata qualche spiegazione sul ruolo dei poeti che per loro è fondamentale.

Canale: una presenza voluta, sentita e partecipata, anche spiegata per chi voleva ascoltare. La simbologia: fiori in testa a corona, il pupazzo (Martlett) la sposina, sono l’evidente frutto di accurate ricerche.Conosco Magliano Alfieri, “Capitale” di questo tipo di Maggio, e per questo posso dire che lì, come in alcune zone della Toscana, le donne cantavano casa per casa da sole. A volte con musica, ma sempre e solo donne.

Rispettare fino in fondo, anche per il notevole successo ottenuto, diventa un obbligo.

 

Angelo Parodi

 

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RSSNumero commenti (2)

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  1. tonino ha detto:

    sperando che tutte le edizioni del Cantamaggio di Montereggio non abbiano a modificarsi in una sorta di variegata e scenografica accozzaglia multi etnica ( vedi rassegna a Bardi)più che un omaggio alle vere radici storiche culturali del Cantamaggio

  2. redazione ha detto:

    Ci ricordiamo come era nata la rassegna di Montereggio, e ricordiamo come i principi che la ispirarono fossero sani e genuini. Abbiamo notato poi anche la presenza di un certo fervore intorno al “canto del maggio”.
    Quello che è interessante conoscere è, ad esempio: nelle vostre zone quante squadre ci sono in attività? C’è una rivalità territoriale? Il maggio è sempre stato cantato ininterrottamente? Soprattutto: è “sentito” daller famiglie visitate? Come è vissuto? Viene cantato nei paesi o nel “contado”? Per entrare nelle case vieno chiesto una sorta di permesso? Le squadre cantano solo per il maggio o anche in altre occasioni? Cosa ci viene fatto con il ricavato del giro? Il maggio viene antato durante tutta la notte?
    Conoscere questi elementi forse può servire a capire meglio anche i connotati della Rassegna di Montereggio.
    Un saluto dalla Maremma.

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