La voce del mi’ amico Latino e Abbattimento del silos del Massini

Bozzetti di vita paesana

LA VOCE DEL MI AMICO LATINO

 

 

Il mio amico Latino, che però io chiamavo Etrusco, tanto per giocare, aveva tante virtù, ma in particolare ce n’aveva una che nemmeno lui sospettava. Un giorno gli dico: ma lo sai che te c’hai la voce di un famoso personaggio che parlava alla radio? E lui: ma che mi dici? Mi metti in imbarazzo! No no – gli rispondo – ce l’hai proprio uguale: è una voce inconfondibile e a me molto, ma molto, cara. Cerco di metterlo sulla buona strada per indovinare chi era, gli dico che era senese, che faceva soprattutto la radio, che era famoso negli anni 50 e 60 e, un mi ricordo, ma forse anche po’ dei 70.

E lui ci prova e ci riprova, ma ‘un ce la fa. Allora alla fine gli faccio: ma almeno le trasmissioni che seguivano il giro d’Italia, quello in bicicletta, un te le ricordi? E lui, si, ma un mi ricordo a chi ti voi riferì. E allora, ma nemmeno le radiocronache del Palio ti ricordi? E lui rattristito da questo non ricordare: abbi pazienza Roberto, ma proprio mi sfugge……….

Da quel momento le visite di Etrusco si infittiscono per tentare di sapere di chi ci’aveva la voce, viene in bottega anche quando un gli serve niente, ciondolando, e con la sua splendida e unica voce sembra parlare anche di più, di ascoltarsi, pe capì a chi assomigliasse, o pe provocammi. E io niente!

Poi alla fine, ma dopo avello fatto soffrì pe’ un so quante volte che veniva in bottega, un bel giorno gli faccio: oggi ti dico di chi ci’hai la voce! E lui con gli occhi di chi sta per ricevere una grazia dal cielo: grazie Roberto, te un sai che piacere che mi fai! E allora io gli faccio calare dall’alto, come se fosse la concessione di un principato: te ci’hai la voce di Silvio Gigli! E lui mi guarda con quegli occhietti da topino sperduto come per chiedemmi: ora che devo fa, devo esse contento? Ma si vede che me lo legge in faccia e mi dice: grazie Roberto, te un sai che piacere che m’hai fatto.

E io: guarda che il piacere deve essere proprio tutto tuo perché la sua era una gran voce, calda, non so se definirla nasale, argentina e pastosa, ma sicuramente casereccia e che sapeva di giro d’Italia da lontano, di cavallucci e di panforte e di “ballate con noi”. Quindi te ogni volta che vieni in bottega parla quanto voi, io manco ti guardo, ma mi fa piacere ascoltarti, specie se un’ ti guardo, così mi sembra d’ave Silvio Gigli in ferramenta.

E lui contento. E io contento più di lui.

Poi un bel giorno mi si mette lì appoggiato al banco e mi fa: ma lo sai che ogni volta che ti vedo mi fai venì in mente il tu’ babbo Giorgio? E io: eh, mi fa piacere! E lui che manco mi ascoltava va a dritto a dimmi quello per cui era venuto in bottega e vo sapè quant’era che me lo voleva di.

E mi fa: ma lo sai te che quando io co’ la mi famiglia s’arrivò a Braccagni venni dal tu babbo a cercà di caricà l’acitilene pe’ fa luce e lui mi disse: e che fai luce coll’acitilene? E io gli dissi sì, o con che la dovevo fa? E lui mi disse: piglia il lume a gasse no? E allora io gli risposi che per ora non potevo perché non ce la facevo a pagallo. E lui mi fa: te pigliala e poi quando ci’hai i soldi me la paghi.

A questo punto gli occhi del mi amico Etrusco che già sono lucidini di suo diventano quasi acquosi e l’argentina voce alla Silvio Gigli si fa più fievole tremante e decisa nello stesso tempo. Io pe un fa la su stessa fine sua gli faccio: sì sì, lo so, lo faceva spesso.

Al chè, forse per non degenerare, Etrusco volta lentamente il culo, e borbottando sottovoce se ne va.

“E Siena trionfa immortale” Forse disse così uscendo una delle ultime volte che venne in bottega, così come diceva il suo gemello Silvio Gigli alla fine di ogni radiocronaca del Palio.

Roberto Tonini

L’abbattimento del Silos del Massini

Un nostro amico e compaesano che ormai da molti anni vive in Puglia, a marzo rientrando nel nostro paese, ad un certo punto con l’automobile si trovò dalle parti di Sticciano. La moglie gli fa presente che, senza accorgersene, aveva superato Braccagni. “Impossibile” – dice il nostro amico – non ho ancora visto il Silos!”.

Non sapeva che dal mese prima il Silos del Massini non c’era più, era stato abbattuto.

E’ venuto così a cadere un simbolo del nostro paese, posto ai margini della via Aurelia e che era impossibile non notare. Inutilizzato ormai da moltissimi anni, al suo posto sono già sorte palazzine abitative.

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  1. Roberto ha detto:

    dico la verità: a rileggelo m’ha fatto un certo effetto, anzi, ma fatto venì il groppo quando parlava del mi babbo. Ora io non so se succede quando s’invecchia e regalmente si rincoglionisce come il mio amico Carlo o come il sottoscritto, ma certo è che ogni volta che parlano bene del mi babbo mi chiappa male. No che mi dia noia, anzi, ma è un misto di piacere e di piagnolina. Lo dico perchè ultimamente mi capita un casino di volte, specie in ferrareccia dove mi ci ritrovo ora in vecchiaia. Specie i vecchi braccagnini, o anche montepescalini, quelli che l’hanno conosciuto, mi rammentano episodi che più o meno assomigliano a quello che ho scritto. Si perchè lo devo confessà: so stato io a scrive l’articolo, e si mi dico bravo è solo perchè il mio amico Carlo (Petrini) mi dice sempre: mi raccomando ricordatevi, prima di tutto AUTOSTIMA.

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