Partigiani: la banda di Montepescali (GR)

Faceva parte del Raggruppamento Patrioti “Monte Amiata” settore C

PARTIGIANI: LA BANDA DI MONTEPESCALI

Pubblichiamo un interessante documento sulla Resistenza nella nostra zona. Siamo sempre stati convinti che sarebbe opportuno ricostruire e fissare su carta tutto il periodo che va dal Fascismo, alla seconda guerra mondiale, alla Resistenza nel nostro territorio, prima della scomparsa delle fonti orali che potrebbero testimoniare quei travagliati momenti.

Relazione sull’attività della suddetta Banda:

Verso la metà di aprile 1944, si costituì in Montepescali per iniziativa del sottoscritto e di altri elementi locali, una Banda di patrioti, che successivamente passò a far parte del raggruppamento “Amiata” e precisamente del settore C.

Zona di azione della banda quella adiacente al paese di Montepescali e alle rotabili che conducono a Versegge, Buriano e Livorno.

L’attività della Banda ridotta da principio per il limitato armamento a disposizione e per la necessaria organizzazione, andò man mano intensificandosi, ma non potette raggiungere mai vaste proporzioni per la presenza in zona di forti reparti tedeschi.

E così mentre fino ai primi di giugno ci si dovette soltanto limitare a piccoli atti di sabotaggio quali taglio di fili telefonici e spargimento di chiodi lungo le rotabili; il giorno 7 di detto mese, si riuscì a far saltare due baracche contenenti munizioni presso il deposito munizioni di Versegge.

Successivamente si procedette al disarmo di qualche milite repubblicano e il giorno 16 giugno al disarmo della locale caserma della GNR.

Il giorno 19 essendosi allontanati i tedeschi, ed essendo gli alleati ancora distanti, si procedette all’occupazione del paese, e alla organizzazione del servizio di polizia nel paese stesso.

Il giorno 20, preso contatto con le forze americane, alcuni elementi della banda, conoscitori della zona, furono messi a disposizione delle stesse con il compito di guide, il rimanente della Banda rimase in paese ad assicurare l’ordine pubblico.

Dagli allegati n. 1’2’3’4’5’6’, risultano rispettivamente: il ruolino della banda, la dimostrazione delle spese, l’elenco delle perdite inflitte al nemico, il materiale catturato o distrutto, le armi già in possesso della Banda e l’Ente a cui sono state versate.

Negativo l’elenco delle perdite subite e quelle delle persone che hanno aiutato o nociuto alla formazione.

Le operazioni di scioglimento della banda sono avvenute senza alcun incidente secondo le superiori direttive.

Da mettere in rilievo l’aiuto e lo spirito di comprensione di tutta la popolazione e lo spirito di sacrificio dei componenti la formazione, desiderosi solo della rinascita della Patria.

Montepescali 5 agosto 1944

Il Comandante della Banda (Nilo Cipriani)

UNA SINGOLARE CONFERMA

Pubblichiamo un inedito del nostro indimenticabile amico Bruno Ciarpaglini, che ricordiamo ancora con immenso affetto. Il suo libro “Gente di Montepescali”, ormai è divenuto introvabile. Fu davvero un incontro importante per noi della Sentinella scoprire una persona così ricca di valori e simpatia. Il destino però ha voluto che questo stupendo rapporto non durasse a lungo.

Adria era una bambina vivace e simpatica a cui Gigi, ovviamente scherzando, comperava una caramella o un cioccolatino se rispondeva affermativamente alla domanda: “Le prende, le sbornie, babbo?” E il sì, ovviamente era la risposta scontata ogni volta che si presentava l’occasione.

Ulivo si arrabbiava, o meglio, faceva finta di arrabbiarsi, ma non poteva impedire che la figlia, così allettata, rifiutasse il premio che si era guadagnata.

Un giorno che nella bottega del Mirolli stava ripetendosi il rito e Adria stava prendendo la caramella, Gigi si sentì tirare per i pantaloni: era Aroldo, il fratello maggiore che, sentendosi ignorato o peggio, discriminato (era però solo sfuggito all’attenzione) voleva affermare che anch’egli, oltre alla sorella, aveva il sacrosanto diritto di guadagnarsi la leccornia e disse: “Il mì babbo le piglia, sì,le sbornie.”

Ulivo si rivolse allora ad Amalia, che era dietro al bancone della mescita e si fece versare un bicchiere di vino avvertendo: “Ogni volta che i ragazzi prendono una caramella da Gigi, metti nel suo conto anche la bevuta per me.”

Cose simpatiche che avvenivano nella Montepescali dei primi anni cinquanta.

Bruno Ciarpaglini

 

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