Buti (PI): Maggio, ottava rima e cultura italiana

Un programma di spettacoli e iniziative scientifiche nel trentennale
 della 
 Rassegna del Teatro Popolare Il maggio drammatico nell’area
 tosco-emiliana
promosso e finanziato da

Regione Toscana – Provincia di Pisa – Comune di Buti – Centro
 Tradizioni Popolari Provincia di Lucca – Università degli Studi di Pisa – ARCI
 Pontedera – Associazione Teatro Buti – Compagnia del Maggio ‘P.
 Frediani’ Buti –  Fondazione Teatro Pontedera – ACLI Buti – Centro Culturale
 l’Aquilone – CRED Casentino – Cassa di risparmio Lucca Pisa Livorno spa –
 Toscana Energia

PRESENTAZIONE

Il 23-28 maggio 1978 si svolgevano tra Buti e Pisa il Convegno e la I
 Rassegna del Teatro Popolare Il maggio drammatico nell’area
 tosco-emiliana: questa iniziativa propose o ripropose all’attenzione della cultura
 italiana e dei settori più vivi della società toscana un fenomeno
 culturale che pareva morto ed invece, anche grazie a quelle generose e
 irripetibili giornate di studio, lavoro e spettacolo, ha rivelato in questi
 decenni la sua vitalità e la sua capacità di interpretare nuove
 esigenze comunicative e partecipative.
A trent’anni da quell’evento il Comune di Buti, d’intesa con la
 Provincia di Pisa e la Regione Toscana, e richiedendo il concorso sia delle
 istituzioni accademiche (Università di Pisa, Scuola Normale Superiore,
 altre Università interessate) sia dell’associazionismo culturale e dei
 centri di studio e promozione delle tradizioni popolari toscane (Centro
 di Tradizioni Popolari della Provincia di Lucca, altri centri
 interessati), intende proporre un nuovo evento che si intitola Maggio, ottava e
 cultura italiana e che vuol unire riflessione scientifica e momenti di
 spettacolo e cultura viva, dal maggio drammatico all’ottava rima al
 moderno teatro di contaminazione.
Lo svolgimento dell’iniziativa è previsto nei giorni 16-25 maggio 2008
 (utilizzando la seconda parte delle due settimane). Il convegno
 scientifico che accompagnerà la prevista serie di spettacoli ed eventi si
 articolerà in due sezioni, una dedicata al bilancio critico di studi,
 rassegne, eventi spettacolari, iniziative politico-amministrative di
 valorizzazione che hanno riguardato il maggio e l’ottava nel corso di questi
 trent’anni ed una dedicata al valore di queste tradizioni per la cultura
 italiana nella più ampia accezione del termine. Il tema insomma è
 quello dell’interferenza e dell’interscambio tra cultura popolare
 tradizionale (in particolare maggio e ottava rima) e forme e momenti della
 cultura ufficiale. Con quest’ultimo termine ci si riferisce alla cultura
 aulica e alla produzione scritta dell’Ottocento (si pensi da un lato a
 D’Ancona, dall’altro a Carducci), a figure di poeti della prima metà del
 Novecento quali Enrico Pea e Leopoldo Baroni, a certe esperienze
 musicali, cinematografiche e teatrali della seconda metà del Novecento e
 infine alla cultura dei nostri giorni, attraverso i cui canali Dario Fo,
 Roberto Benigni, Francesco Guccini fanno magistralmente rivivere aspetti
 tipici delle forme orali tradizionali.

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