Il poeta Rustici a Buti per la rassegna Maggio

MAGGIO, OTTAVA E CULTURA ITALIANA

BUTI (PI)

PROGRAMMA

VENERDI’ 16 MAGGIO

16.30 Inaugurazione della Sede del Museo del Maggio e dell’Arte Contadina

17.00 Apertura dei lavori del Convegno e saluti istituzionali

Paolo Cocchi, Assessore alla cultura Regione Toscana
Andrea Pieroni, Presidente Provincia di Pisa
Roberto Serafini, Sindaco Comune di Buti
Marco Pasquali, Rettore Università di Pisa;  
Manrico Testi, Centro Tradizioni Popolari Provincia di Lucca
Maria Gloria Bracci Marinai, Dirigente Ufficio scolastico Provincia di Pisa
Manuela Renzoni, Dirigente Istituto Comprensivo ‘I.Masih’ Buti-Bientina.

17.45 Presentazione delle nuove edizioni di L. Baroni, I maggi (I ed. Pisa, Nistri-Lischi, 1954) e Parnaso popolare butese (I ed. Livorno, Giusti, 1929), Pontedera, Edizioni Tagete, 2008 Fabrizio Franceschini, Università di Pisa: Maggio, poesia popolare e intellettuali: il caso di Leopoldo Baroni
Luciano Lischi, editore: Leopoldo Baroni e la Nistri-Lischi negli anni ’50 e ’60 del Novecento
Michele Quirici, Edizioni Tagete: Una giovane casa editrice per il territorio
Silvano Baroni: Ricordi di Poldino

20.00 Cena – Buffet

21.30 Antonio Foscarini, Maggio drammatico di Pietro Frediani in 5 atti. Compagnia del Maggio ‘P.Frediani’ Buti. (P.zza Divisione Acqui)
SABATO 17 MAGGIO

9.30 I sezione del Convegno: Maggio, ottava rima e cultura italiana
Michele Feo, Università di Firenze: Il Maggio prima del Maggio drammatico: aspetti della scena popolare dal Rinascimento ad oggi
Piero Floriani, Università di Pisa: Prospettive sull’ottava rima: scritto/orale, antico/moderno, popolare/colto
Patrizia Castelli, Università di Ferrara: “…sta su, bellina, mettete ‘l zinale”: Giuseppe Mazzatinti e i canti popolari nello scorcio del XIX secolo
Gabriella Ravenni, Università di Pisa: L’ottava nel teatro musicale italiano: da Clorinda a Lola

12.30 Pranzo

15.00 I sezione del Convegno: Maggio, ottava rima e cultura italiana
Pier Marco De Santi, Università di Pisa: Riflessi della cultura tradizionale nel cinema di Bertolucci e dei Taviani
Paolo Benvenuti, regista cinematografico: Il Maggio e il cinema
Maurizio Agamennone, Università di Firenze: I moduli musicali del teatro popolare e dell’improvvisazione poetica in Toscana
Maria Lortat Jacob, etnomusicologa: Caratteri musicali dell’improvvisazione in Sardegna

18.00 Prima parte: Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori. L’Orlando dell’Ariosto cantato in ottava
          rima. Compagnia del Maggio ‘P.Frediani’. Regia Dario Marconcini. (Teatro F. di Bartolo)

20.30. Cena – Buffet

21.30 Seconda parte: Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori. L’Orlando dell’Ariosto cantato in       .         ottava rima. Compagnia del Maggio ‘P.Frediani’. Regia Dario Marconcini. (Teatro F. di  
         Bartolo)
         

DOMENICA 18 MAGGIO

9.00 II Sezione  del Convegno: Il Maggio drammatico: conservazione della tradizione, sincretismi e scambio di linguaggi
Paolo Billi, operatore di teatro: Teatro popolare e teatro d’avanguardia: i casi di “Santa Uliva” e della “Passione”
Dario Marconcini, direttore artistico Teatro di Buti: Teatro di ricerca: tra teatro popolare e teatro classico
Maura Graziani, Università di Firenze: La contaminazione tra Maggio e teatro nell’esperienza di Buti-Pontedera
Paola Marcone, regista e drammaturga: ”Passio Mariae”: il Maggio come linguaggio contemporaneo
Lorenzo Fioroni, Società del Maggio Costabonese: La Società del Maggio Costabonese oggi
Natascia Zambonini, Compagnia Maggistica Monte Cusna di Asta: Esperienze e prospettive di lavoro
Piergiorgio Lenzi, Compagnia di Gragnanella – Filicaia – Casatico. Il Maggio di fronte alle difficoltà di ricambio generazionale
Mario Filippi, Compagnia del Maggio ‘P.Fradiani’. Buti: Trentacinque anni sul e col maggio di Buti
Andrea Bacci, Compagnia del Maggio ‘P.Frediani’. Buti: La Compagnia del Maggio ‘P. Frediani’ oggi
12.00 Passio Mariae. Regia Paola Marcone (Ex-Società Operaia)
        
13.00 Pranzo – Buffet

15.00 Spartaco. Maggio di Romolo Fioroni. Società del Maggio Costabonese (Parco Danielli)

17.00 Buffet

18.00 I Paladini di Francia. Compagnia di Gorfigliano (Piazza della Chiesa)

20.00 Cena – Buffet

21.15 La Santa Maddalena. Maggio di Don Francesco Andreuccetti. Compagnia di Partigliano   
         (P.zza Divisione Acqui)
VENERDI’ 23 MAGGIO

9.30 Presentazione della collana Biblioteca delle tradizioni popolari. Il maggio  drammatico, a cura   
       di M. Feo con la collaborazione di F. Franceschini e M. E. Giusti (Edizioni ETS Pisa):
Michele Feo, Università di Firenze: Ragioni risultati e prospettive del progetto editoriale
Enrico Lorenzetti,  La nuova edizione del “Maggio in Versilia, in Lucchesia e in Lunigiana come lo ha visto Enrico Pea”

10.30 III Sezione del Convegno: Trent’anni di studio e documentazione delle tradizioni popolari

Maria Elena Giusti, Università di Firenze: Studi e iniziative sul teatro tradizionale toscano nell’ultimo trentennio
Mariano Fresta, IDAST: Gli spettacoli di teatro tradizionale nell’ultimo trentennio: un primo censimento
Piercarlo Grimaldi, Università del Piemonte orientale: La documentazione delle tradizioni musicali e teatrali in Piemonte
Gianfranco Molteni, Università di Siena: La museografia demologica: esperienze e prospettive
12.00 Rappresentazioni Scuole (P.zza Divisione Acqui):
Scuola Media di Buti. La traversata coi Promessi Sposi di D. Marconcini e P. Billi. Tradotto in Maggio da Enzo Pardini.

13.00 Pranzo

15.00 IV Sezione del Convegno: Prospettive e proposte sulla valorizzazione del maggio e dell’ottava rima in Toscana

Roberto Serafini, Sindaco di Buti
Gian Bruno Rivenni, Regione Toscana
Mauro Amerighi, Sindaco di Terranova Bracciolini
Paolo Benvenuti, regista cinematografico
Pietro Clemente, Università di Firenze
Michele Feo, Università di Firenze
Piero Floriani, Università di Pisa
Fabrizio Franceschini, Università di Pisa
Maria Elena Giusti, Università di Firenze
Nicola Landucci, Assessore alla cultura della Provincia di Pisa
Dario Marconcini, direttore artistico Teatro di Buti
Paolo Nardini, Archivio Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana
Mario Spiganti, CRED
Manrico Testi, Centro Tradizioni Popolari Provincia di Lucca

20.00 Cena

21.30 Antonio Foscarini. Maggio drammatico di Pietro Frediani in 5 atti. Compagnia del Maggio                  
          ‘P.Frediani’ Buti. (P.zza Divisione Acqui)

SABATO 24 MAGGIO

11.00 Rappresentazioni Scuole (P.zza Divisione Acqui):
Scuola dell’Infanzia di Buti. Un’antica fiaba cinese. Tradotta in Maggio da Stefania Frassi.
Scuola Elementare di Buti. Biancaneve. Maggio di Nello Landi.

13.00 Pranzo

15.00 La cultura italiana e i poeti estemporanei: omaggio a Nello Landi (Ex-Cinema Vittoria. Cascine di Buti)

Fabrizio Franceschini: Un saluto a Nello Landi e a tutti gli ospiti

Interventi parlati e cantati di

Ivan Della Mea
Giovanna Marini
David Riondino

e dei poeti estemporanei

Pietro De Acutis (Bacugno, Rieti)
Elino Rossi (Scansano, GR)
Alessio Runci (Leonessa, Rieti)
Realdo Tonti (Agliana, PT)
Emilio Melani (S. Maria a Monte, PI)
Irene Marconi (Massa Marittima, GR)
Niccolino Grassi (Massa Marittima, GR)
Enrico Rustici (Braccagni, GR)
Benito Mastacchini (Suvereto, LI)
Marco Betti (Bucine, AR)
Lorenzo Nichelini (San Giovanni Valdarno, AR)
20.00  Rappresentazioni:
Gruppo folclorico di Pieve di Compito. Zingaresca: Bardone e Linchetto
Torelli Maremmani (Associazione ‘Sergio Lampis’. Ribolla)
21.00  Cena – Buffet

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  1. la scomparsa di fornari ha detto:

    Ci è giunta la notizia della scomparsa di un amico della Sentinella: lo studioso di tradizioni popolari Alessandro Fornari di Firenze. La sua raccolta di canti popolari pubblicata negli anni ’70 rimane una pietra miliare. Proprio recentemente ci aveva inviato un articolo che sarà pubblicato sul prossimo numero della Sentinella.
    Ecco un suo ritratto:

    “Mi accusano di essere un passatista, di occuparmi di cose vecchie, non più attuali; macché passato e passato dico io, la tradizione è viva, è nei gesti, nei comportamenti, nelle scelte che compiamo ogni giorno, solo che stentiamo a rendercene conto». Quello di Alessandro Fornari con le tradizioni popolari, è un appuntamento che si rinnova ormai da cinquant’ anni. Mezzo secolo trascorso nei borghi e nelle campagne della Toscana a raccogliere dalla viva voce dei contadini e della gente di paese le antiche novelle, i proverbi e i riti, ma soprattutto i canti popolari, dalle canzoni delle stagioni e del lavoro, alle ninnananne, alle improvvisazioni; tutto fissato su registrazioni magnetiche conservate presso la Discoteca di Stato ed in gran parte ancora inedite. Da questo enorme patrimonio musicale Alessandro Fornari, uno dei più noti studiosi di folclore attualmente ricercatore alla facoltà di Scienze della Formazione di Firenze, ha tratto la prima antologia italiana basata su registrazioni originali, «Canti Toscani». Un classico ormai, con melodie celebri come «La vendemmia (Svegliatevi dal sonno briaconi)», «Lucciola vien da me», «Rificolona», e che oggi la Libreria editrice fiorentina ripropone in una versione arricchita: «In questa nuova edizione della raccolta ho aggiunto una ventina di canti, di cui la maggior parte proveniente dalla montagna pistoiese, come “Sotto il ponte della Siera” e “La bella inglese”, versione italiana di un canto noto anche in Irlanda, e alcuni me li hanno cantati a San Colombano, vicino alla Badia di Settimo, come “Ménica” o “Bista vol essere sposo”; ma tante melodie l’ ho scovate sul Monte Amiata: per esempio questa versione della famosa “Maremma amara”, che in questo libro, come gli altri canti, presento con tanto di spartito, affinché possa essere eseguita. Perché le tradizioni hanno significato solo nelle comunità, a queste vanno riproposte, altrimenti le ricerche non servono a nulla». Sì perché quello di Fornari non è il lavoro di un filologo. Sua intenzione è riproporre i canti della tradizione, lanciarne la riscoperta attraverso i cantanti folk e gli operatori culturali che continuano ad avvicinarlo. «Rispetto ad altri campi della cultura tradizionale, la canzone popolare è quella che si è persa di più a livello di conoscenza diffusa; del resto il messaggio musicale è il più difficile da veicolare, la gente ti guarda stupita quando gli chiedi di cantare una filastrocca o una ninnananna, non può credere che sia interessante qualcosa che per loro è così banale, e poi basta che uno sia stonato e già la testimonianza che tramanda è alterata. Ma soprattutto sono venute meno le occasioni e le funzioni della canzone popolare. Nelle piazze, nelle campagne, non si ritrovano più le persone che insieme intonano un contrasto, quando si rivivono le tradizioni lo si fa più col senso dello spettacolo, che del rito solenne; anche i bambini oggi giocano da soli e in casa, non cantano certo “Madama Dorè”». E allora, va tutto perso? «Attraverso la scuola e gli incontri culturali si deve cercare di far capire alla gente quanto la loro stessa vita affondi le radici nella tradizione che è l’ autobiografia inconsapevole di una comunità. E così le canzoni tradizionali non sono il segno di un mondo passato e stantio, raccontano chi siamo noi».

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