Un inno al Maggio

Così cantava il ‘Gallo’ (al secolo Silvestro Galli)
quando insieme a tutti noi rifondò dal nulla, anzi, non dal nulla ma da
quello che tutti avevamo dentro e lui aiutò a far venir fuori, la tradizione
del maggio a Baraccagni.

In questo posto di gente che viene da ogni dove a trovar modo di vivere
onestamente e serenamente, le radici che ci legavano vennero riscoperte e
così quel canto ancora oggi nel piano e sulla collina va silente e tutti i
primi maggio forte, anche da quaggiù dov’io mi trovo, lo si risente.

Grazie amici nuovi che continuate la tradizione, molti neanche sanno chi io
sia, ne io conosco bene voi, ma quando cala il sole al 30 di aprile, c’è un
richiamo che ci fa ritrovare tutti…… aria scura e fresca, un guair
nell’aia e una finestra che si accende… poi il canto e la fisarmonica e
con noi, con voi cantano i giovani di oggi e quelli di ieri, e se provate a
zittirvi nel mezzo della canzone… nel mezzo del ritornello… aguzzate
l’orecchio che sentirete la voce di loro che adesso non ci sono più che
fanno il coro nel mezzo della campagna e son con voi a salutar la vita che
rinasce.

Così, dicevo, cantava il Gallo,  mentre reggeva l’albero fiorito
a primavera…..!!
Quest’albero fiorito a primavera
che è simbolo di festa e di coraggio
a tutti quanti da la buona sera
ed improvviso dice ecco maggio
seguitando la festa di bandiera
che a tutti quanti ce lo da coraggio
vedete l’albero gliè pieno di fiori
perchè è la festa dei lavoratori…..
e via con la fisa e l’organetto, chitarra e tutto il resto….
e poi il corbellaio
ora canterò io che so l’ovaio,
anch’io la debbo fare la mi parte
alla massaia gli frutti i ppollaio
ed al capoccia gli mantenga l’arte
tanti quintli vengan nel granaio
vincesse sempre al gioco delle carte
di maggio se ne gira la farfalla
tanti vitelli al capoccia nella stalla
infine tutti insieme intonati o stonati che si fosse
partiva la canzone… e con lei viveva la tradizione; proprio come oggi;

si amici che leggete, proprio come oggi ed io da lontanissimo la notte del
30 aguzzo gli orecchi e vi sento cantare e suonare, e se smettete
all’improvviso sento ‘Loro’, i nostri cari che non ci sono più che cantano
con noi,

col cuore e con la mente, vi sento sempre…!!!

viva il maggio, viva i maggerini e viva voi tutti.

patrizio

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