Guerrino

 

Il carissimo e certamente non dimenticato Guerrino, nome di battaglia del barbiere Terzo Aristide, babbo del cotanto Popi, dai più conosciuto come Bruno, l’animatore del circolo degli anziani, non era famoso solo come barbiere e quindi come titolare di apprezzato luogo di lettura delle riviste sportive e non
 
nei rari momenti in cui lo si vedeva fuori del suo salone, svestito del suo lungo camice bianco, tanto da sembrare un uccello senza penne, o un prete senza tonaca, girava con un prezioso foglio tutto ripiegato in tasca che via via tirava fuori per raccontare le ultime sul suo peregrinare lungo e penoso
 
nel foglio c’era lo schizzo di un monumento, probabilmente buttato giù da lui artista tuttofare come erano tutti i barbieri dell’epoca, un monumento da erigere a Braccagni in ricordo e alla memoria dei caduti della Grande Guerra, cioè quella del 15 – 18
 
raccontava delle promesse fatte dall’ultimo assessore con cui aveva parlato, o con l’ingegnere che gli spiegava che bisognava prevedere uno spazio nel nuovo piano regolatore, sennò un si poteva fa niente, delle promesse del sindaco, delle speranze che lui diceva sempre di avere, ma che i suoi occhietti buoni e un pò tristi sembravano invece mettere in forte dubbio
 
io non so se il vecchio “Guerra” veniva scambiato per l’ultimo guerrafondaio della maremma, magari a causa del suo soprannome che poteva far pensare proprio ad essa, o se ancora non gli avevano magari detto anche a lui che, come le piazze, i monumenti ai caduti per la patria, gli architetti dei paesi non  li consigliano più, cioè, non vanno più di moda
 
Guerrino, immagino anche a nome e per conto di tutti i suoi commilitoni, ha trovato poi la generosa e compassionevole ospitalità a Montepescali, che forse si prestava di più dal punto di vista architettonico, e proprio all’entrata del paese fa mostra di se un piccolo ma evidente monumento ai caduti della prima grande guerra
 
forse sempre per (me) imprescrutabili tragitti architettonici a Braccagni è stato poi posto nel “parchino” nel luogo dove si sarebbe potuto ben ospitare il monumento desiderato e guadagnato a caro prezzo dai nostri nonni, un altro monumento che se non ricordava gesta eroiche per la patria, certamente alzava di diversi metri in alto la bandiera della civiltà sociale della popolazione, con un mausoleo intitolato e finalizzato ai corporali bisogni umani, dall’inconfondibile stile orientaleggiante, forse in lungimirante previsione di esodi e immigrazioni
 
vuoi per la più che evocante forma tondeggiante della cappella, vuoi per l’uso univoco pensato, al granocchiaio venne subito da battezza’ il monumento: “a testa di minchia”
 
per motivi che qui non è il caso di analizzare, quelle poche nuove abitazioni che si sono avute negli ultimi decenni in paese, non si sono discostate stilisticamente di molto dalle altre insulse edificate nel centro e in periferia degli altri paesi dormitorio della nostra provincia
 
sennonché ultimamente, sulla scia di un segnale di chiaro progresso economico del nostro centro (?) si vede spuntare e crescere, tra le impalcature che ormai non riescano più a nascondere le conturbanti linee della nuova costruzione finanziaria, un edificio dalle forme uniche precise e certe, uno stile che non mi ci è voluto poi tanto tempo a battezzare: dopo il monumento a “testa di minchia” avremo anche una banca “testa quadra”
 
gragragra

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  1. il Vecchio Girino ha detto:

    carissimo gragragra, sono un vecchio girino in attesa di poter esprimere anch’io il mio gragragra
    Purtroppo noto che anche questo tuo spazio resta più una bacheca che un luogo di scambio di idee come io mi aspettavo e mi continuo ad augurare
    Mi domando se tutto questo non sia frutto e figlio di una situazione di partenza già dichiaratamente statica dalla nascita, cioè pare allinearsi al DNA di una “sentinella”, dedita più ad un passivo osservare che ad un attivo dibattere
    Se questo è lo spirito e lo scopo, io direi che è anche un suo (grosso) limite
    Probabilmente mettendo un pò più di sale e spirito si potrebbe provocare commenti e dibattiti sulla nostra sonnolenta (in)esistenza
    Io per esempio su questa storia che parte da Guerrino ce l’avrei qualcosa da dire…………
    Sarebbe bello che si facesse avanti qualcuno per sapere se è interessato a sapere qualcosa di più sul “Paese che non è mai nato”
    Questo permetterebbe anche, e finalmente, di aprire un dibattito spontaneo tra gli abitanti(?) “del Braccagni”, senza dover passare al tuo pleonastico permesso a…………
    grigrigri

  2. Fidanzi ha detto:

    Patrizio Galeotti ci scrive in merito alle citazioni di Guerrino e della bottega del Vannini

    Della bottega del vannini mi ricordo quando si andava a prendere il latte con la bottiglia di vetro e se c’era, anche la panna… Lo ricordo ancora con i baffi e gli occhialini; poi Tiziana… che tempi.. quando te (Fidanzi) ed il Lancia giocavate sotto i pini della Società.
    Mentre Guerrino… ricordo ancora la prima volta che mi portarono a farmi i capelli, era nella sua bottega, ancora ho la sensazione del pennello con la saponata che teneva sulla stufetta in un bricchettino d’acciao.. e il mi nonno che stava lì con me…
    Poi di Guerrino ho molti altri bei ricordi, una persona buona… tra le tante cose mi ricordo tutta la storia di quando vinsero con il Rossi il Totocalcio… feceero tredici.
    A presto.

  3. il vecchio girino ha detto:

    caro Fida,
    vedi che anche quelli più giovini hanno la memoria lunga: non so quant’anni ha ora Patrizio Galeotti, e quindi quanti ne aveva ai tempo della latteria del Vannini. Ma si io ero giovane, lui doveva esse un cittino. Eppure, anche lui si ricorda i baffetti e gli occhialini. Purtroppo mi sfugge chi era Tiziana, di sicura una straniera e no del nostro giro, senno almeno il nome me lo ricordavo……..
    E anche di Guerrino. Bravo a ricordassi del bricchettino d’acciaio sulla stufetta (Carlo del Pondini sostiene che era un fornellino elettrico di quelli con la spirale elettrica che diventava rossa quando si arroventava). Ci credo che di Guerrino ci’abbia bei ricordi, e come potrebbe esse differente? Tra i profumi delle lozioni, la brillantina, il dopobarba, per non parlare di quello speciale e fantastico profumo che era nei libricini con le fotografie di belle donne che, tutto incipriato, ci dava sotto natale, e noi gli si dava una piccola mancia…………..
    Chi si ricorda della Domenica del Corriere, delle foto a colori degli anni ’50 su questi giornali?
    E il tutto nell’atmosfera quasi esotica della bottega del Guerra, anche a causa del suo dialetto veneto(?) mai scordato, e in quegli occhietti buoni ma che se sapevi guardarli ti parlavano di tante cose, tutte meravigliose e fantastiche, del suo incondizionato amore e stima per il buon vino……………
    Grande Guerra
    Oggi il Popi mi ha detto che si ricorda perfettamente il bozzetto del disegno per il monumento di cui ho parlato recentemente. Mi ha anche detto che l’autore unn’era il su babbo come pensavo io, ma addirittura il Martini, quello scultore famoso! Pensa te a cosa abbiamo rinunciato pe ave’un pisciatoio a testa di minchia nel centro del paese!!!!!!!
    gragragra

  4. patrizio ha detto:

    effettivamente son più piccino di te, o meglio ero, perchè ad una certa età poi siamo tutti o grandi o vecchi uguali.
    io parlo degli anni intorno al 65, e però se si parla di Guerrino voglio dì una parola anche su Angiolina, perchè se ti facevi i capelli nella bottega di Guerrino la voce di Angiolina la dovevi sentì per forza, e poi con lei ci sono stato a lavoro per i campi per diverso tempo. In quei campi dove ho conosciuto Modesto del Rappoli, il Tremori, il Baccheschi, il Cencini, la Rosona, ma anche tavolone e un sacco di gente, tanta tanta… Argene e …. insomma tutta gente che mi ha lasciato qualche cosa, di certo mi ha fatto sentire parte di una comunità che però quando torno a Braccagni, salvo con qualcuno, stento a ritrovare…

    Insomma penso lo si possa dire, io a Guerrino mi sa che poi alla fine gli volevo bene.
    Ah… ricordi gli articoli che ogni martedì andavano sulla pagina sportiva sul Braccagni… li scriveva lui, e in quei tempi, fine 70, io giocavo in porta con il Mantiloni il Bay il Gaghe,cavallo pazzo, il Fazzi, il Rabazzi e poi altri …. il Soldati, Massimino Tavarnesi, il Cacio che una volta tirò un calcio alle spalle ad uno che lo rincorse per mezzo campo e lui si rifugiò nella baracca di ferro delle doccie… e dietro la porta stava sempre il Castagnini accovacciato con la cicca in mano e ogni tanto il Tacco metteva la bandierina tra le gambe e si faceva veloce un goccetto dall’immancabile fiasco.
    Mentre dei tempi quando il campo sportivo dietro la chiesa aveva ancora la porta sotto le finestre di Solidea e dell’Ercolino, mi ricordo che venivo a vederle e con gli amici si cantava una tiritera che faceva così: olio petrolio ed acqua minerale, per vincere il braccagni ci vuol la nazionale…. e dietro a quella porta durante una partita con i montepescalini ci misi il mio primo orologio preso dall’orefice che stava sotto la casa di Menchino…. mi sa che da quel giorno diventò montepescalino pure lui perchè alla fine della partita un c’era più.
    patrizio

  5. il vecchissimo girino ha detto:

    sei forte patrizio
    dagli ancora con questa zolfa
    questa per me è musica
    vai avanti che poi qualcuno spero ti venga dietro
    io per esempio
    ciao
    gragragra

  6. patrizio ha detto:

    allora te la dico una perchè ciò fatto caso proprio ora, ma vedi te che strana la vita, da quasi cinquantanni che sono braccagnino degli acquisti , con te è la prima volta che ci gracchio, ops.. che ci scambio qualche parola, salvo la memoria non mi traidsca e un comune amico non mi abbia detto che sei uno e invece sei un’altro.
    però mannaggia……., alle caldanelle mi ci sono lavato pure io e forse ciò pure fatto la piscia in quell’acqua calda e più volte, perchè ancora non toccavo il fondo che il mi nonno mi ci portava, la tra le canne a fare il bagno, c’era quel muretto di conteniemnto della vasca e mi ricordo che io sciacquettavo li attaccato.
    Ma io domandoeddico, ma perchè un ci si ritorna porca miseria… ci farebbe bene ai reumatismi secondo me, altro che voltarenne.

    ma a proposito di barbieri, per venì più ai giorni nostri, vedi che anche i pomeriggi che dal micio si trovavano il lollo e garalla mica sò da dimenticà, che poi anche se li voi dimenticà quelli ti perseguitano lo stesso la notte, e da solo comincio a ride che la mi moglie si preoccupa pure; mi ricordo quando cominciavano col micio che li provocava, c’era la gente solo per divertissi ad ascoltalli, li in bottega. A raccontare quello che ho sentito in quei giorni ci sarebbe da scrivere un libro che quello di barzellette di totti gli fa le p…….e,

    e se comincio a frequentare sta nuova piazzetta di braccagni, che poi vedi che strano, non ce l’abbiamo mai avuta una piazzetta, va a fini che ci voleva sta macchina per farla una, dove stiamo a ottocento kilometri di distanza a parlà un pò, a veglià, a meriggià, come se fossimo seduti alle panchine della chiesa, o su all’aurelia, ma quelle di prima perchè ora un mi ci trovo più, quelle di menco, e che hanno visto gli ultimi giorni di Albo del Ciurli ma anche del su babbo, poi Febo e del Bandinelli…. e di tanti altri, un pò di tutti; che poi non ci si pensa, ma quelle pietre aavevano un valore perchè avevano tenuto freschi i culi dei nostri vecchi, quello era un valore che nemmeno una panchina fatta da michelangelo nel marmo di carrara ai miei occhi ha…. ; e arriva uno che dice che basta via … tutto da rifere nuovo… e io il mi culo da vecchio dove lo metto, dove lo rinfresco aspetando godot? io rivoglio le panchine brutte che cereno e sulle quali peraltro ho dato appuntamento ad un altro che da anni ha lasciato braccagni ma che lo pensa sempre; è come tirà giù il nido alle rondini per noi emigrati, si torna a casa e un pezzo alla volta non ci si ritrova più niente.
    Quelle panchine che hanno visto la comunione e la cresima di tutti quelli che conosco , il matrimonio anche di tanti che non so chi siano; e videro un giorno anche il Guardione che attraversava mentre arrivava una macchina, e fu preso in pieno sulle strisce, ma quando l’autista della macchina scese tutto impaurito si mise le mani nei capelli…. il Guardione tranquillo si riprese subito e come se niente fosse successo riprese la sua strada camminando con le sue gambe e tranquillizzando tutti, ma la macchina rimase li davanti alla chiesa con il cofano ciombato e il vetro davanti sfondato…. per quello si mise le mani nei capelli, mica per la paura di aver preso l’ Anchise, maremmaintremotita…… e tutti noi senza parole, ammutoliti, increduli;

    va che abbiamo assistito ad un miracolo e non ci abbiamo pensato…
    e si perchè non è stata l’ultima volta che è successo davanti alla chiesa.

    Sempre nel solito posto ci fu l’investimento di edo del galli, che infatti da allora un se più ripreso poverino (ciao edo questa battuta vale una bevuta… );

    lo prese una macchina che veniva a tutta velocità dall’aurelia, lui fece un volo che da davanti alla casa del ciurli, per la precisione quella del falchetto, lo vide atterrare alla prima panchina dopo l’entrata del piazzale della chiesa….. anche lui un si fece niente, come un gatto, si rialzò evvia… ma quando lo dissi al su fratello con queste parole:
    Enrico il tu Fratello l’ha preso una macchina davanti alla chiesa, lui di botto e convinto domandò a sua volta tutto preoccupato: l’ha preso una macchina? e dove l’ha portato?… si rimase tutti senza la parola giusto per qualche secondo prima di scoppià a ride… a crepapelle; ora che ci penso… secondo me con tutto il rispetto, un pensierino al miracolo del posto ci andrebbe fatto.
    quando si so tolte quelle pietre e quei pini ci si pensava mica che avevano impressi dentro questi ricordi?!
    beh io tra qualche giorno sarò a braccagni, magari ci si saluta , anzi ci si presenta per la prima volta hehehe.. !!! e secondo me la cosa varrebbe bene un bello spumone , spuma e vino come quello che ci si faceva ai tempi del pigue.
    in gamba veccio, mi raccomando
    patrizio

    ps. Tiziana era la nipote del Vannini, veniva a scuola con me lì a braccagni.

  7. il vecchissimo girino ha detto:

    rifacciamoci di fondo: non vorrei indaga più a fondo su questa Tiziana che veniva a scuola con te, che però, secondo me, te ci hai preso una sbornia che ancora un t’è passata del tutto, e qualche piccolo rimpianto……..ma fermiamoci qui!
    bella storia questa degli Acquisti: o quando sei venuto via te dagli Acquisti? occhio perchè che è bene che si sappia che io sono l’unico maschio nato partorito in illo loco, l’unico altro essere che c’è nato, ma è femmina, è Anna di Raggio! quindi con noi, quando parli degli Acquisti, sarebbe meglio tu ti mettessi sull’attenti – ma no quello militare, quello di un di’ cavolate perchè se no te le sbugiardiamo subito noi
    Secondo me te in ci sei stato più di tanto alla fattoria, anche perchè parli più di braccagnini che di granocchiai
    un c’è niente di male, ma è bene qualificassi pe quello che siamo: io, dopo cinquant’anni e passa che un ci stò più, se mi domandano: sei di Braccagni, io gli rispondo, NO, io a Braccagni ci stò di casa, ma io so degli Acquisti
    piglia, incarta e porta a casa!
    ciao Patrizio, a beve quando voi
    se ci’ha fatto ritrova’ interenette che te frega, meglio ritrovassi qui, che un ritrovassi mai
    a proposito,
    pe vedessi in faccia e pe anda’ a beve insieme, ritroviamoci alla ferrareccia del braccagni, quando è aperta, tanto li mi conoscono bene, chiedi del girino o del granocchiaio
    e speriamo che quando ci si vede ci faccia una risata, e un si scappi dalla paura!
    certo a sentitti parla a bischero come me, va a fini che sei proprio degli Acquisti!
    guarda che se alle Caldanelle ci’hai sentito l’acqua un pò salata è perchè ci’avevo pisciato prima io……………………

  8. patrizio ha detto:

    per dilla tutta quando nacqui a quel tempo i miei stavano a casa nova, dove ora sta Oliva, parlo dei tempi che c’era ancora il silos tondo, e l’hai presente quella capanna che c’è ancora li prima di entrà dove prima c’era l’aia, o meglio l’aia era a sinistra dopo i castri, e la capanna stile vecchia maremma coperta di scopi è sulla destra, quella la fece il mi nonno cerri col mi babbo che era boscaiolo; ma dimmi, se io ti dicessi come ti dico che sono stato anche battezzato nella chiesina della fattoria, me la riconosci la cittadinanza ?
    Te lo dico meglio, ricordi il poro Santi Quadalti? … il bestiaio che morì nell’alluvione del 66? io stavo a casanova quando ci stava anche il su figliolo che te devi conosce per forza, Abramo che sposò la Pompiglia …. e mi ricordo ancora il garelli grigio con cui Santi veniva a trovalli, e mi portava a me edabio, il su nipotino, una coppettina di gelato, perchè poi quel garelli passò al mi nonno e ci sono andato anche io.
    Ovvio che forse un ti poi ricordà di me, perchè poi sono venuto via dagli acquisti che ero ancora piccino e dopo una parentesi a venturina, nel 66 so tornato a sta col mi nonno alle case rosse… ma guarda che devi conoscermi bene almeno di vista, perchè quando lavoravo col Ciurli ho riparato tanti tetti, forse pure quello che copriva la tu zucca.
    Però se ancora un sei convinto, te ne raconto altre, ci sei mai stato te sotto i ponticini dei canali dell’acquisti con una rete attaccata ad una canna che si faceva passa da una parte all’altra per pescà i pesciolini per la frittura? sapeva un pò di fango, ma era bona, occhè ti ricorderai allora dei ghiaccioli alla menta dello spaccio della fattoria… io li mangiavo e mi parevano la cosa più bona del mondo. Poi guarda, mi fratello è pure andato alla scuola dell’acquisti co Marido…

    Ma se voi continuo, però siccome io ero piccino è normale che non ti ricordi, ma ti ricorderai del Cerri però, lui è , era il mi nonno. E poi se chiedi a ‘ovorosso’ se si ricorda di patrizio del Galeotti, vedrai che lui te lo dice chi sono,
    ed è vero, io so cresciuto a Braccagni e ne son venuto via nel bel mezzo della vita, e vedi che il ricordo ormai non me lo levo più.. per mia fortuna..
    però chi se lo scorda quando imparai ad andare in bicicletta con le zeppe di sughero sotto i piedi, mettevo il pedale allo zoccolo della comcimaia a casa nova, poi partivo e giravo a destra verso la muccheria dove allora stava memmo, e a metà strada c’era il mi nonno con i maiali… allora lui mi prendeva al volo perchè i piedi non mi arrivavano per terra e mi girava colla bicicletta e tutto, io ripartivo verso casanova e se non cascavo nella fossa arrivavo di nuovo all’aia dove rigiravo e via… e come faccio a non sentirmi dell’acquisti secondo te?..
    ora meglio che lavoro un pò, ciao a presto, patrizio

  9. Gra gra gra ha detto:

    fratello mio. co le bischerate che hai detto ti riconosco fratello degli Acquisti
    tanto meglio se ci’hai pure il battesimo nella chiesetta
    devi sapè che quello era il mi regno, o uno dei mi regni, all’Acquisti
    li ci sevivo messa a don Pietro (Rigon) e prima di me ce l’ha servita il mi babbo
    io mi ci so sposato, il mi babbo ci s’era spostato, ci s’è sposata la mi prima figliola e spero mi ci sposi la seconda, e quando sarà il tempo anche i mi nipotini
    e mi ci hai toccato dove mi brucia, un ave’ paura!
    io ci’ho un libro intero su ste barzellette…………….
    mi ricordo del tu nonno, di te pe gniente, ma fa na sega, ti voglio bene come a un fratello
    ciao patrizio

  10. patrizio ha detto:

    ma voi vedè che tu m’hai servito la messa del mi battesimo, era il 61, pò esse?
    un abbraccione patrizio

  11. il vecchissimo girino ha detto:

    no, palo!
    senza esse blasfemo, ma tu sappessi che messe servivio io in quell’anni………..
    n’avevo diciassette e il motore, che unn’era ancora del tutto sciolto, mi pigliava via anche senza accenzione della candela, si potrebbe di’ “pe autocombustione”!
    ora fermamoci qui, pel momento, che si ripiglia poi………………………….

  12. Fidanzi ha detto:

    Mi sto a fa’ delle risate, altra roba!

  13. il vecchissimo girino ha detto:

    caro patrizio, e cara redazione
    ora di notte, che so le 4 e 11 (e no come segna l’orologio sballato di sto blogghe che so già due volte che ve lo dico), cioè l’ormai fisso intermezzo notturno che ci’ho, come tutti i vecchi, voglio ritorna un momentino sull’ultimo scambio avuto con patrizio, fratello mio
    dalla velocità dello scambio poteva sembra una “sveltina”, ma unn’era così, era solo la gioia irrefrenabile di due fratelli che si rincontrano e che un s’ereno mai conosciuti
    si caro patrizio, anche a te t’ha pizzicato quel maledetto bischero del “LOCCO DEGLI ACQUISTI”
    e te è capace un sai nemmeno che bestia è
    è difficile da descrivello, ma è facile ditti gli effetti: quando uno chiacchera come parli te degli Acquisti e dei su abitanti, delle capanne di scopo, dei castri, del motorino garelli, la cosa è ormai certa: a te t’ha pizzicato il locco degli Acquisti
    e poi mi vai a tocca Santi bestiaio (te dici Quadalti, ma quello è solo il cognome)
    te un no sai, ma m’hai toccato sulla carne viva
    t’ho detto di un libricino che ho scritto sull’Acquisti e che quel matto della redazione mi spinge a pubblica, e poi via via, na volta all’anno, un capitoletto me lo strappa e lo pubblica sulla sentinella
    come pel figliol prodigo io ora faccio per te una cosa molto rara, che spero apprezzerai: ti trascrivo paro paro uno stralcio di quello che ho riservato a Santi bestiaio

    ……..il mio cavaliere ideale era Santi Guadalti. Santi montava uno stallone nero con una stella bianca in fronte. Asciutto e segaligno, le guance infossate, occhi spiritati sull’infinito, una cicca a lato della bocca, un frustino corto in mano: sembrava nato e cresciuto a cavallo. Bello ed emozionante a vedersi, molto di più dei Tex Willer, Buffalo Bill o di qualsiasi altro eroe dei fumetti.
    Io non ricordo di averlo mai visto a piedi, sempre a cavallo. Per la gioia di noi ragazzi certe volte Santi faceva impennare il cavallo come si vedeva nei giornalini, oppure infilzando gli speroni nel suo cavallo nero partiva sparato come una furia.
    Santi Guadalti è morto durante l’alluvione del ‘66. Io ero bersagliere a Civitavecchia e fui mandato con il mio reggimento in soccorso in Maremma, di stanza a Marina di Grosseto, dove si recuperava anche il bestiame morto affogato.
    In tutta la provincia quell’alluvione portò un solo morto: Santi che morì a cavallo in Barbaruta dove cercava di recupera del bestiame. E così il mio eroe si mitizzò: nato e morto a cavallo.
    Nessuno ha mai pensato di ricordarlo con una lapide o anche meglio con un cavallo impennato come faceva lui………….Io per conto mio me lo porto nel cuore come un’immagine Mitica, indelebile, un vero Eroe che ho visto e ammirato in carne ed ossa!”

    e ridagli, ritorna anche qui una lapide che un c’è………..

    tutta sta roba l’ha scritta un ammorbato pizzicato dal LOCCO DEGLI ACQUISTI
    gragragra

  14. patrizio ha detto:

    si, mi hai toccato,

    devi sapè che Caterina, la moglie di Santi, è stata la mia seconda nonna…… che dio li abbia in gloria insieme; mi raccontava un sacco di cose, ora mi viene in mente quella del lupo mannaro che per calmassi andava a bagnassi nell’acque del fosso vicino alla balocca…. e mentre la diceva faceva pure il verso… l’ululato… oh…. ma lo raccontava così bene che guasi ci credo ancora…

    a proposito, Santi ha avuto la medaglia d’oro e Caterina aveva una pensioncina per questo, non so se lo sapevi, se un lo sapevi spero che la cosa ti scaldi un pò il cuore perchè tra tante mdaglie che si danno in giro con tanta faciloneria…. quella era giusta.

    Poi mi ricordo di quelli che lo videro l’ultima volta, loro sul rimorchio della cingolina, la 55, che gli dicevano di anda via con loro e lui che disse che non poteva lascià le su bestie e prese all’opposto verso la piena, poi per tanti giorni un lo vide più nessuno….. e Caterina stava sul pianerottolo di casa qui dove son ora io, seduta col rosario in mano e il fazzoletto e aspettava il figlio Abramo che ogni giorno partiva a cercallo…. poi un giorno ……. èh si… un mi reggono gli occhi a quel ricordo….

    e se ti rispondo solo ora è perchè oggi ero in viaggio, tutto’lgiorno
    per arrivà a braccagni e ti scrivo da qui, da casa, come dico sempre… con sto caldo appiccicoso cane che mi fa suda pure le p……. ;

    te quel libretto me lo devi fa legge, perchè vedi, al locco un c’è rimedio, è vero, però ci sono dei modi per ridurre gli effetti, e le cose che hai scritto ne sono uno….. ; lo so che un fanno guarì però fanno vive meglio.

    ora io stò qua, vicino… , credo che prima o dopo un abbraccio si debba fa, e quella bevuta pure, porca miseria cane… e alla salute di Santi e di Caterina,

    sperando in Roberto che sia presente pure lui, che è tanto che un lo vedo quel randagio della società, amico di sempre.
    bona fratello, patrizio

  15. il vecchissimo girino ha detto:

    ti rispondo ora che so venuto in casa, so le 11 e 18 di sera e l’orologio fasullo del fida è più briaco di me che n’ho bevuti due………….
    ci’avevo visto bene a di che era pizziczto dal locco degli Acquisti
    un so se lo sai, ma è na malattia che i dottori un conoscnono, la conosce solo un’altro ammalato, come me, per esempio
    certo che mi ricordo Caterina, e Abramo
    della medaglia ora che me l’hai detto, me ne ricordo, ma si vede che un mha fatto un grande effetto, nel senso che mi sembra poca cosa per quello che era che quello che ha fatto………….
    sara pure meglio di niente, ma resta sempre na miseria
    il libretto c’è per te, unn’ave paura
    e in quanto a guari, ti auguro, come a me, di unguari mai da questa malattia del locco, da retta a me
    ciao
    gragragra

  16. Fidanzi ha detto:

    Sapete che vi dico? Leggendo queti commenti, è vero, mi sono fatto un sacco di risate. Ma non solo. Avete citato la vostra infanzia agli Acquisti, ma se il pensiero va alla mia giovinezza alla fattoria Grottanelli, allora anche io un po’ mi emoziono. I nostri ricordi rimangono appiccicati a quei luoghi, alle cose, alle persone. Per me sono i pini della Società, il frantoio di Tondicarlo, i pescheti della Francina, la pesca alla Fossa…. e sono i ricordi delle persone legate alla fattoria, come il guardia Beppe Biancanelli, scomparso alla fine degli anni ’60 in un incidente davanti alla bottega di Nilia, la quercia maremmana Beppe Calastri, i miei vicini di casa, la faniglia Bindi.
    Anzi, mi sarebbe venuta un’idea. Si è parlato di Santi Quadalti: perchè non dare a lui (alla memoria) il Premio Sentinella nel ricordo del suo sacrificio e con lui ricordare tutte quelle straordinarie figure che ruotavano intorno alla vita nelle fattorie?

  17. il vecchissimo girino ha detto:

    cara redazione, anzi Carissima Redazione,

    Forse troppe volte ti ho rimproverato di guardare troppo al passato e troppo poco al futuro
    Non ho cambiato idea, non è sufficiente guardare al passato, bisogno guardare anche al futuro, con sguardo dritto e aperto……
    E qui mi son venuti in menti i versi struggenti e incredibilmente belli di Pierangelo Berti:

    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

    E non so se avrò gli amici a farmi il coro
    o se avrò soltanto volti sconosciuti
    canterò le mie canzoni a tutti loro
    e alla fine della strada
    potrò dire che i miei giorni li ho vissuti
    (A muso duro – P. Bertoli)

    questo volevo dire, anche se lui, bontà sua, l’ha detto molto meglio di me

    ma questo detto, mi sono sembrate così dolci e vere le tue parole che hanno aperto ai tuoi ricordi d’infanzia: sono felice per te e per tutti coloro che, come noi, tutt’ora sopravvivono anche grazie a questi, al ricordo dei ricordi, che il tempo sublima e, come i migliori vini, col tempo possono solo migliorare

    forse è grazie a questi che, geniaccio che non sei altro, riesci ad avere lampi come quello di pensare ad un premio alla memoria di Santi del Quadalti: t’invidio, perché avrei voluto averla io quest’idea
    allora se non sono stato il primo ad averla, voglio essere il primo a sostenerla,
    il Premio Sentinella a Santi Quadalti nel ricordo del suo sacrificio nel 40° (!) anniversario della sua scomparsa e con lui ricordare tutte quelle straordinarie figure che ruotavano intorno alla vita nelle fattorie?
    Molto bene anche quest’ultima notazione, affinché tutti si ricordino anche di loro, di quella sterminata marea di gente che ha fatto la storia delle nostre fattorie, delle nostre terre, la storia di noi, e non solo come qualcuno ha fatto, solo di chi ha un nome un po’ più conosciuto degli altri
    Le fattorie potranno essere vendute o straziate, possono anche scomparire fisicamente e per sempre, ma non scompariranno nella mente e nei cuori di chi l’ha fatte, vivendoci e lavorandoci una parte o un’intera vita
    Hai visto mai che il Premio Sentinella sia dato alla memoria di un intero popolo: a Santi Quadalti in memoria di tutti quelli che hanno vissuto nelle fattorie
    Che bel rappresentante, più bello non potevi sceglierlo: bravo!

  18. il vecchissimo girino ha detto:

    correzione
    forse più che 40° sarà 42°, ma in fondo 2 anni di fronte all’eternità che so?

  19. Fidanzi ha detto:

    Si è spesso parlato di una certa Tiziana Vannini, una graziosa alunna bionda che frequentava le scuole elementari di Braccagni fine anni ’60 inzio ’70. Non so dove sia ora, gli ultimi ricordi che ho mi riportano a quando faceva la commessa ai Grandi Magazzini al Risparmio di Grosseto. Volevo pubblicare una foto della classe con lei, ma non l’ho trovata. In compenso ho trovato quella che vedete all’inizio: anno 1956, la “terribile” (almeno così dicono) maestra Mascherini passa in rassegna le sue truppe alle elementari di Braccagni. Ci piacerebbe molto sapere chi sono quegli alunni; non solo: se chi ci segue ha foto particolari, che ci aiutano a ricordare i nostri trascorsi, le invii alla redazione, anche attraverso l’e.mail sentinella@maggerini.it, che il nostro solerte webmaster Ric provvederà a pubblicare sul blog. A proposito di foto, ho qualcosa che mi è rimasto di traverso sin dall’infanzia: fine anni sessanta, alla Braima ci fu una spettacolo musicale con canzoni cantate dai bambini al quale però i miei non mi ci vollero portare. Qualcuno ha delle foto di quella serata? Mi farebbe contento.

  20. Fidanzi ha detto:

    Il vecchio girino un po’ mi preoccupa: ho pubblicato una foto del 1956 dove ci sono dei giovanissimi virgulti (che credo lui sappia riconoscere) e mi piacerebbe davvero sapere quei bambini di ieri che uomini (e donne) sono oggi.
    Ho parlato di uno spettacolo alla Braima (che credo lui conosca), forse frutto di una mia fantasia giovanile.
    Silenzio totale. Non sarà mica annegato?

  21. il vecchissimo girino ha detto:

    il vecchio girino per questa volta non è annegato, anche se in acqua era, alle terme di Sorano

    ritorno e trovo diverse grigliate accese, e di carne al foco c’è n’è, se Dio vole, non dico troppa, ma senz’altro assai
    con ordine e con calma, perchè te, birichino sei in ferie e non poi pretende che tutti stieno lì a risponde a botta alle tue

    questo detto

    1° nel 1956 il vecchio girino frequentava in piazza de’ maria, l’avviamento commerciale in classe 2° perchè era ito a scuola un anno prima: la leggendaria maestra Mascherini – da te evocata e riportata in eloquente foto – mi fece l’esame per esse ammesso, a 5 anni, alla 2° alimentare, ma s’era nel 1949!
    Per l’anno da te segnalato fossi in te mi rivolgerei ai diversi frequentatori della classe di ferro 1947, a rifassi dalla mi moglie, al Pondini, a Enrico Bernasconi, a Giorgio Massellucci, a Mauro del Bianchi, a Virgilio Ricutini, Giulianina del Bindi, Franca del Nesi, Viviana Pisacane, e poi a tutti quelli che ognuno di questi ti potrà dire

    2° spettacolo “alla Braima”: sono partito militare nell’aprile del 1966 e la Braima era ancora a Sarrocchino, sono tornato nel settembre del 1967 e la Braima si era già costruita un capannone di fronte al podere Spiga e già c’era stata fatta la festa a cui ti riferisci, credo per l’inaugurazione o giù di li

    indi, per cui, ero militaresente in ambedue li casi

    alle prossime

    gragragra

    piuttosto, noto l’assordante silenzio di diversi papaveri chiamati in causa…………………

  22. il vecchissimo girino ha detto:

    HAI VISTO MAI?

    O redazione, mi sbaglio o si comincia a decolla’?

    Mi piace l’immagine di una grande GRIGLIATA MISTA che si sta sviluppando in questa storia. Un so se sia meglio continua a fa arriva nuova ciccia da mette al foco, o comincia’ a divide il pesce dalla ciccia, pe un confonde sapori e….. saperi. Decidi un po te. Io pel momento ti mando ste piccole riflessioni che mi so venute. Non è una scusa per evita risposte e commenti, quelli verranno le prossime notti. Per ora ti mando queste con una considerazione che avrebbe fatto la mi nonna Stella: ricordati “Gianni”, che si pole impara’ anche dai ciuchi! Forse anche una storia di monumenti mancati, di falsi monumenti, di paramonumenti, di monumenti del carso, di case utili(?) ma brutte, insomma anche a discute di queste bischerate si ri-avvicina la gente e poi la porta a parla dei problemi che loro vedano e senteno………………

    1. come raccogliere i “SAPERI DI BEPPE” e quelli come lui? probabilmente sarebbe sufficiente che qualcuno si armasse di registratore (o meglio di videoregistratore) e andesse a intervistallo: probabilmente lui non aspetta altro! Io credo che di “Beppi” e “Beppe” in giro ce ne sieno ancora a sufficienza pe un perde l’insostituibile memoria nostra e delle nostre storie e genti: e se ne facesse anche noi una banca? Una banca dove deposita’ tutte queste cose e che restasse a disposizione nostra, dei nostri figlioli, nipoti e giu giu, pe tutti quelli che lo volessero dopo utilizza e consulta? Potrebbe esse la prima BANCA POPOLARE DEI NOSTRI SAPERI, libera, senza interessi e gabelle da paga……………….l’altro giorno gli faccio: Beppe, ma prima del Massini, chi ce l’aveva il molino a Braccagni? Eh, ma te voi sape’ quello prima o tutta la storia? E chi la sa tutta, con nomi, cognomi e commenti come Beppe? Beppe potrebbe esse il conto corrente nr 1 della nostra banca!

    2. vista ormai l’improbabilità, se non l’impossibilità – e forse l’utilità ultima – di riunire “quattro amici al bar” perché non fare “QUATTRI AMICI IN RETE”? i vari amici Edo, Maurilio, Roberto, Claudio, Fabio, Enrico, Daniele, Alessandro, ecc, perché non proveno a fassi la loro “stanza” o il loro “bar virtuale” per fa quattro chiacchere?
    3. blogghe, forumme, c’è qualcuno che riesce a tradurre in maremmano ste parole, o ci s’accontenta di scrivelle come si dicono in lingua maremmana? È aperto il concorso a chi trova la traduzione più ganza
    4. non è forse il caso che il “padron di casa” della Sentinella cominci a distingue e a indica qual è la disposizione della “stanze di casa”? a me pare bello e gradito da parecchi il fatto di ave stanze pe chiacchera delle cose che c’interesseno. Va bene anche – e forse un po’ aiuta e vivacizza – una certa libertà d’espressione e di linguaggio, e poi se la grammatica e la sintassi la lasciamo un poco a riposa e ci pigliamo invece un po’ di libertà, chiamamola “licenza o libertà poetica” (un ci s’ha mica la Mascherini di dietro a pigliacci a scappellotti) ma forse un po’ d’ordine – in queste stanze – aiuterebbe a capissi meglio. Tanto pe mettisi il cappello in testa e le mutande al culo, e non viceversa, oppure d’anda a piscia al gabinetto e a mangia in cucina e no viceversa. Per esempio. Mi s’ho accorto d’ave adoperato la parola “stanza” pe distingue argomenti e posti di discussione diversi………….hai visto mai?

    gragragra

  23. Redazione ha detto:

    Allora ricordavo bene: la Braima (probabilmente nel 1967) fu inaugurata con uno spettacolo tipo “Zecchino d’oro” (non si può scordare la colonna sonora della propria infanzia come “Torero Camomillo” o “Sitting Bull”), ma a parte questo sarebbe bellissimo se qualcuno avesse le foto di quella serata.
    Per il blog (o come lo vogliamo chiamare) è vero, bisognerà comininciare a mettere un po’ di ordine. Intanto gli argomenti attuali di discussione sono “Monumenti del mazzo” (principalmente dedicato allo sviluppo urbanistico di Braccagni). “Guerrino” (ricordi e altro) “Una serata a Braccagni” (attualità e credo si stia aprendo un fronte legato alla viabilità cittadina); inoltre aperta anche la pagina sportiva alla quale possono far riferimento i tifosi (e non solo) del Braccagni.
    Questo spazio è di tutti coloro che vi vogliono partecipare, si accettano suggerimenti e soprattutto è importante diffondere in paese l’esitenza di questo “blog”. Intanto questa mattina sono venuto e ho “seminato”.

  24. il vecchissimo girino ha detto:

    sempre tempestivo e opportuno il capo redazione!

    ritorno sulla tua idea del premio in onore e alla memoria di Sante Quadalti, anche a nome di tutti i lavoranti della campagna di maremma grossetana

    non mi pare che l’argomento stia prendendo il volo, e allora io rilancio e vado oltre:

    vorrei che fosse intitolata una via di braccagni a Sante Guadalti
    di motivazioni ce ne so un bagaglio, specie se data a lui anche in nome di tutti i lavoranti delle nostre campagne
    vorrei che fosse di iniziativa popolare, se c’è questa condivisione di idee e sentimenti

    come si deve fa? chi lo sa?

    redazione vedi un pò se l’argomento vale l’apertura di una nuova “stanza” o che so io?

    vado di fretta, se mi sveglio ti riscrivo stanotte

    ma st’orologio, un è possibile di rimettilo?

    ogni volta che lo guardo mi fa veni le vertigini

    gragragra

  25. pizzicato ha detto:

    approvo il premio sentinella e la via, alzo tutte e due le mani e nel mio piccolo provo a diffondere l’idea ad altri anche fuori da blog.

  26. il vecchissimo girino ha detto:

    grazie al PIZZICATO e alla su immediata e doppia adesione

    sia drento che fora al blogghe da fa sape’, o da ricorda’: SANTI QUADALTI è stato l’unico morto della tremenda alluvione del ’66 in tutta la Maremma grossetana

    cercasi pennabona pe scrivecci un pezzo

    gragragra

  27. Redazione ha detto:

    Su indicazione di Miria Mascelloni, ecco alcuni nomi degli alunni (anno 1956) ritratti nella foto con la maestra mascherini che passa in rassegna “le truppe”:
    Nello Lolini, Alberto Costi, Miria Mascelloni, Anna Rosellini, Roberto Rigutini, Maurizio Pelosi, Moreno Dottarelli, Pasqualina Moretti, Graziella Cittadini, Franco Landeschi
    Mauro Capecchi (deceduto), Alessandro Fiacchi (deceduto), Marcello Del Mecio, Marisa Capecchi, Luciana Cencini.

  28. il vecchissimo girino ha detto:

    cara redazione,

    la faccenda di pubblica’ foto d’epoca mi piace assai, però vorrei fa qualche osservazione:

    1° – pe pote’ riconosce qualcuno bisogna che la foto sia più grande senno’ un ci si fa: io so convinto che Miria ha riconosciuto le persone perchè ci’aveva una foto simile – o magari la stessa – a casa sua, sennò so M..azzi amari………

    2° se le foto sono di discreta qualità io proporrei un giochino: pubblica’ una foto vecchia, o meglio ancora vecchissima, e poi vede’ chi è il primo a riconosce chi è! però dev’esse una foto chiara e grande, sennò un funza………..

    gra gra gra

    so che la redazione stessa ci’ha della bella robina in questa senso……o no?

  29. Fidanzi ha detto:

    In effetti Miria ha riconosciuto i suoi vecchi compagni di scuola avendo in mano l’ingrandimento della foto.
    Materiale ne abbiamo, anche se non sempre ad “alta definizione”.
    Il nuovo sito, di cui abbiamo appena iniziato il lavoro di ristrutturazione, permetterà immagini più nitide.
    Piuttosto, anche te in fatto di materiale di “archivio”…

  30. Fidanzi ha detto:

    Nella foto che è apparsa in alto (sotto la maestra Mascherini) c’è un gruppo musicale di cui mi sembra di riconoscere qualcuno.
    In particolare c’è un chitarrista la cui faccia non mi è nuova.

    ps: c’erano anche le sagre della musica beat?

  31. il vecchissimo girino ha detto:

    bel colpo redazione, veramente bel colpo

    e ora giochiamoci un pochino su questa foto, giochiamo a vede chi se ne ricorda

    il primo a sinistra è Franco Fanti, chitarrista per diletto, amico degli altri due chitarrari, l’ultimo a destra è il Filippo Mèno, ancora oggi impenitente e sulla breccia, il batterista è il mitico Frustalupi

    quiz:
    1° – chi erano i chitarristi appartenenti alla prima formazione grossetana di chitarre + chitarra basso + batteria
    2° – come si chiamava questa prima formazione
    3° – cosa c’è scritto esattamente nel cartello, chi l’ha scritto e quale caratteristica aveva il gruppo de “Le scimmie” che si esibi nell’occasione?

    premi per chi risponde bene:
    1° alla prima domanda: due aranciate amare San Pellegrino diacciate
    2* alla seconda domandA: il cavatappi pe aprì le due aranciate
    3° alla terza domanda: una cena offerta da un ristorante del paese di Braccagni

    gragragra

  32. Biadone ha detto:

    Che meraviglia!! O com’è che m’ero perso questo posto?
    Mi dispiace non pote’ entra’ nel merito e aiutavvi a ricorda’ luoghi e personaggi, ma a Braccagni ci so’ arrivato di recente.
    Sono fra quelli nati troppo tardi pe’ ave’ assaporato in pieno l’odori, i sapori, i colori e le voci che co’ vostri racconti riesco a sentire, e che non so’ diversi da quelli che ho sentito durante l’infanzia, traumaticamente dissolti nel fumo della madia che bruciava, pe lascia’ posto ai mobili di formica.
    Le mie origini non so’ legate ai vostri stessi luoghi, anzi, forse non ho un luogo d’origine che sento mio, perché pur essendo nato a Grosseto non mi so’ mai sentito nel posto giusto.
    Ho avuto la fortuna d’ ave’ i nonni in campagna, e quando co la rama “s’andava su”, come diceva la mi nonna, era tutta n’altra musica, la stessa che ora riportate alla memoria in questa veglia virtuale.
    La campagna doveva esse’ il mio luogo d’origine, dove vive’ e conosce i vari Guerrino, Santi, Caterina e tutti l’altri, ma so’ sempre in tempo perché ci siete voi, v’ascolto, allungo una mano e so’ lì.
    Scusate lo sfogo, e ora sotto con questa musica, “uno strappo di solle” … e via!

    P.S. approvo il premio Sentinella e la via a Santi

  33. redazione ha detto:

    Oggi per il “vecchio girino” è un giorno speciale. Auguri a lui ed alla figlia Alessandra da tutti gli amici di questa “piazza”.

    PS: Non so chi sia Biadone, non voglio saperlo, ma mi fa piacere che ci sia, anche se sulla sua identità mi è venuto un vago sospetto…

  34. famola stranaNew braccagni.info ha detto:

    Se invece della mamma si volesse legge la nonna, bisogna anda’ da “Guerrino” che generò la serie 

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