09 set 2008 alle ore 20:40 

 

Unione Sportiva

BRACCAGNI

tra passato e presente

 

 

 

 

 

 

a cura di

Giuseppe Iacopini – Carlo Vellutini

 

Edizioni Sentinella

Braccagni, 1998

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Unione Sportiva

BRACCAGNI

tra passato e presente

 

 

 

 

 

a cura di

Giuseppe Iacopini – Carlo Vellutini

 

 

(stemma)

 

Edizioni Sentinella

(G.T.P.G.S.)

 

 

 

 

 

Desideriamo ringraziare tutti coloro che in varia misura hanno contribuito alla realizzazione della presente pubblicazione, in particolare: Carlo Pondini, Enrico Bernasconi, Massimo Tavarnesi, Delvo Brunacci, Domenico Martini, Mario Bonelli, Solidea Renzetti, Eraldo Rossi, Carlo Meacci, Fabrizio Sonnini, Oreste Nocciolini, Boero Bocchi, Liliano Rossi, Bar Red Baron, Daniele Lamioni, Alberto Tavarnesi, Paolo Pimpinelli, Patrizio Galeotti, Moreno Dottarelli, Mauro Cerretani, Pietro Zanchi, Giuliano Massellucci, Us Braccagni, Gs Montepescali, G.T.P. Galli Silvestro, Winter Mannucci, Mirella Meacci, Albo Tavarnesi, Otello Pieraccini.

 

 

 

Stampa: Pubblidea, Massa Marittima.

Copertina: l’allenatore del Braccagni Mauro Cerretani viene portato in trionfo da giocatori e tifosi dopo la promozione nel campionato di Terza Categoria 1969/70.

Finito di stampare nel Settembre 1998, grazie anche al contributo della Circoscrizione n.7 Braccagni/Montepescali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Introduzione

 

Era il 1992 quando il Gruppo Tradizioni Popolari  “Galli Silvestro” (uno dei più longevi gruppi rurali della Provincia) decise di dare alla luce un giornale di vita di paese e tradizioni popolari.

Si arrivò a questa decisione per alcuni motivi molto semplici.

Da una parte per avere a disposizione un mezzo di informazione che fungesse da cassa di risonanza per l’attività di un Gruppo in continua espansione; poi perché continuare a tenere nel cassetto ricerche che già venivano prodotte?

Ma il lato tradizionale/antropologico fu solamente uno degli aspetti.

Da un’analisi della nostra realtà territoriale, ci rendemmo conto che, pur essendo stati protagonisti e testimoni di uno sviluppo che aveva portato Braccagni verso un notevole aumento da un punto di vista demografico e urbanistico, a ciò non aveva corrisposto un adeguamento della “struttura sociale”.

Il paese si presentava con un’identità sfumata, come avvolto in una cappa di torpore; questo alla vigilia di possibili trasformazioni destinate a sconvolgere l’assetto del nostro territorio, a modificare il piano dei rapporti umani (il polo intermodale, la zona agro/industriale, etc..).

Ci fu un drappello di persone che avvertì la necessità di interrogarsi sui mutamenti in corso, di riannodare il filo della nostra memoria storica sempre più sfilacciato.

Nacque così La Sentinella del Braccagni.

Dedicammo sin da allora particolare attenzione su due aspetti che, in genere, vengono considerati emblemi di ogni comunità: la festa paesana e la squadra di calcio che, guarda caso, stavano vivendo momenti travagliati.

Sono passati alcuni anni da quel periodo.

Le feste paesane fioccano in ogni dove (tranne che a Braccagni); meno male che almeno per il 1’ Maggio l’oliveto del Campo della Fiera torna a rivivere attraverso il canto dei “maggerini”.

Per la squadra di calcio ci sono invece novità positive. Dopo un periodo tormentato, finalmente abbiamo una Società solida, che quest’anno ha riportato la nostra compagine a militare in categoria superiore.

Per questo la nostra Redazione ha deciso di assegnare il Premio Sentinella 1998 all’U.S. Braccagni, un riconoscimento che viene attribuito ogni anno alla persona o associazione che, attraverso la propria opera, abbia recato lustro alla nostra frazione.

In questo modo abbiamo inteso premiare un sodalizio sportivo nato nel 1946 e giunto, dopo varie vicissitudini, fino ai giorni nostri.

Oltre cinquanta anni di storia, di passione, divertimento, soprattutto di gioia e svago per i più giovani.

Questo grazie alla volontà di persone che dedicano il proprio tempo libero per mantenere in vita questo sport.

Alcuni frammenti di questa storia li potrete trovare in questa pubblicazione.

L’esiguità del tempo a disposizione (e la difficoltà di reperire fonti archivistiche) non poteva consentire un’esposizione completa.

Per questo abbiamo puntato la nostra attenzione su due momenti salienti: gli albori dello sport a Braccagni, un tuffo nella memoria affidato al dr. Giuseppe Iacopini, e gli avvenimenti calcistici degli anni novanta, una ricostruzione affidata al giornalista Carlo Vellutini.

Non volevamo però sprecare l’occasione per parlare più a vasto raggio delle vicende dell’Unione Sportiva. Lo abbiamo fatto, in sintesi, attraverso foto e altro materiale fattoci pervenire dagli sportivi di Braccagni.

 

ROBERTO FIDANZI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prefazione

 

Ringrazio “La Sentinella” per il lavoro di ricerca svolto e tutti coloro che hanno partecipato alla riuscita della pubblicazione, su un tema così importante e nel cuore di tutti gli sportivi di Braccagni.

Ringrazio ancora per avermi dato la possibilità di scrivere due parole sulla nostra Unione Sportiva Braccagni.

Sono l’ultimo arrivato nello staff dirigenziale e quest’anno abbiamo avuto la soddisfazione di tornare nella categoria superiore: la squadra è passata in Seconda Categoria. Questo certamente non per merito mio (ripeto ultimo arrivato), ma grazie ai nostri calciatori guidati dal tecnico Miglietta, che hanno saputo dare il meglio con serietà, serenità e spirito sportivo. Ma uno speciale ringraziamento va a tutti i dirigenti che da anni si impegnano per la buona riuscita della Società, impiegando spesso tutto il loro tempo libero con i ragazzi.

Vorrei soffermarmi su un aspetto di vitale importanza per noi: il settore giovanile.

Da tre anni abbiamo la Scuola Calcio riconosciuta dalla FIGC dove i bambini dai sei agli undici anni, seguiti da allenatori qualificati, iniziano a dare  i primi calci al pallone.

Proprio dei giovani l’Us Braccagni vuol farne il fiore all’occhiello. Quest’anno a settembre ripartiamo con gli Juniores, Allievi, Giovanissimi e Esordienti, oltre naturalmente ai Pulcini e Primi Calci.

Tutto ciò comporterà inevitabilmente degli impegni gravosi che sia io in prima persona come Presidente, sia tutti gli altri dirigenti, ci prefiggiamo di svolgere nel migliore  modo possibile; sperando anche in un aiuto da parte di tutti i nostri compaesani, presentandosi al campo sportivo sempre più numerosi durante le partite e non solo quelle della prima squadra, ma anche dei ragazzi più giovani.

 

FRANCO MENGHINI

Presidente Us Braccagni

 

 

 

 

Sono nato e cresciuto in campagna, dove fare sport era più difficile che in paese o in città, ed era anche più difficile socializzare e ritrovarsi con i coetanei.

Ma poi crescendo e andando a scuola si conoscevano ragazzi che abitavano nei poderi vicini, in paese; si iniziava a programmare: “Domenica ci si trova alla Francina!!” Si improvvisava un campetto di calcio fra il pollaio ed il porcile, i più grandi facevano le scelte per formare le squadre e poi via, calci e pallonate dappertutto. Iniziava la socializzazione, si imparava a stare con i più grandi, con i più piccoli, con i più furbi e con i più buoni.

Intanto a Braccagni c’era già il campo sportivo dietro la Chiesa e l’Unione Sportiva organizzava la scuola di calcio dal prete; si faceva sport, ci si divertiva, si stava insieme.

La domenica si andava a vedere la partita, “quella dei grandi”.

Poi andando ad abitare a Braccagni divenne tutto più facile, si usciva di casa e si andava allo stradone (Via Sgarallino) a giocare a pallone con altri venti ragazzi. Già allora era tutto organizzato grazie all’Unione Sportiva che con gli anni cresceva e con i nuovi impianti sportivi aumentava le sue attività: la scuola calcio, i campionati giovanili, i tornei estivi di minicalcio ed inoltre sfornava calciatori da avviare alle categorie superiori.

Da tutto ciò si evidenzia che lo sport è molto importante per una crescita in ambienti sani e lontani da tutti i pericoli.

Ma ancora più importante è la presenza attiva di Associazioni come l’Us Braccagni che attraverso un gioco di squadra come il calcio e tramite il volontariato di alcuni riesce ad organizzare e gestire, non senza sacrifici, tutta la serie di attività che oltre ad aiutare i ragazzi ad essere sani e forti nel loro fisico, li educano e li formano affinchè diventino uomini di domani.

 

DANIELE SALADINI

Presidente Circoscrizione n.7

 Braccagni/Montepescali

 

 

 

 

Se devo essere sincero, devo ammettere che scrivere di Braccagni (e del Braccagni squadra di calcio) con la obiettività del dirigente federale mi riesce difficile.

Perché per questa frazione e quindi tutto ciò che la rappresenta, ho sempre nutrito una certa simpatia. Da quando venivo qui (i meno giovani se ne ricorderanno) in funzione di presidente del seggio elettorale, in via dei Garibaldini, e quindi imparavo a conoscere tutti gli abitanti di questo posto.

Rimasi meravigliato per l’attaccamento di questa gente alle proprie tradizioni e per l’importanza che davano a tutto ciò che esse rappresentavano.

Qualcuno può obiettare che tutto questo c’entra poco con lo sport, con il calcio in particolare, ma non è vero. Chi ha rispetto del passato e chi è consapevole che qualunque accadimento concorre a formare il pacchetto della propria esperienza, non può non avere rispetto per il presente e non può non promettere rispetto per il futuro. Per il proprio e per l’altrui futuro. Nel rispetto di tutte quelle che vengono definite le regole del vivere democratico.

Il Braccagni, che saluto con immenso piacere in Seconda Categoria, sarà sempre e comunque rispettato alla pari di tutte le altre società toscane. Non godrà di favori e favoritismi che certo non chiederà, ma avrà lo stesso peso di tutte le consorelle toscane.

Questo posso prometterlo.

 

SERGIO FRANCHINI

Consigliere Regionale Figc

 

 

 

 

 

 

I Parte
Cenni  Storici

 

LO SPORT A BRACCAGNI

di Giuseppe Iacopini

 

 

 

 

 

 

 

 

Me ne stavo tranquillo a godermi il mio giardino, cercando di non pensare che stavo smettendo di fumare e dovevo reprimere il nervosismo che mi agitava, quando arriva il Fidanzi. Arriva ed incomincia a fare domande; bravo ragazzo il Fidanzi, ma quando ti si mette dietro con qualche idea nella testa, è peggio di un gatto legato ai c….” Ma lei si ricorda?” Si, mi ricordo tutto, ancora non sono completamente rincretinito. ” Ma allora perchè non lo scrive ? “. Ma a chi vuoi che interessi? A qualcuno più vecchio di me, a quei pochi che ormai sono rimasti. ” Ma lei lo scriva lo stesso, me lo promette?”. A dire di no sembra di voler fare i preziosi, a dire di si rimango poco convinto. E’ passato troppo tempo, i ricordi si fanno sbiaditi, rischio di fare delle brutte figure. ” Ma lei non si preoccupi, scriva quello che si ricorda”.

Va bene Fidanzi, hai vinto un’altra volta. Mi ricordo, si, mi ricordo.      A Braccagni s’incominciò a parlare di sport al tempo di Walter Stilli. Ero molto piccolo, facevo le scuole elementari sotto la ferrovia, in Via del Bozzone. Dopo pranzo s’andava allo scalo ferroviario, proprio dov’è ora, ad aspettare Walter. Lui arrivava da casa, stava alla Cantoniera vicino allo scalo, già vestito con maglietta e calzoncini e con l’attrezzatura sotto il braccio. Si passava la fossa e s’andava nel campo del Concialini.

Walter distribuiva i compiti: chi doveva reggere la corda quando saltava in alto, chi teneva la rotella per misurare la lunghezza del salto in lungo, chi dava il via, ecc..

Eravamo felici di aiutare il nostro atleta ad allenarsi.

Era bravo Walter Stilli, aveva il fisico adatto, alto e magro, si muoveva con armonia e dava la sensazione della  potenza e della classe. Fu la prima volta che vidi le scarpine con i chiodi sotto. Le aveva in dotazione per correre più veloce, ma per noi ragazzi era la prova che lui era un grande atleta, molto considerato se gli davano in dotazione anche le scarpine con i chiodi. Non ricordo i risultati che ottenne Walter ai giochi provinciali della GIL, ma certamente si fece onore. Per noi era un idolo, il più bravo di tutti, l’insuperabile. Tra l’altro era veramente un ragazzo d’oro e lo ha sempre dimostrato nello studio e nella vita.

Questo fu il primo approccio con lo sport in senso puro, poi venne il pallone. Non assomigliava neppure lontanamente a quelli di oggi: per gonfiarlo aveva la camera d’aria interna che finiva in un beccuccio dove bisognava applicare la valvola che consentiva all’aria della pompa di entrare e non uscire. Il guscio aveva una fessura legata con un trecciolo di cuoio: bisognava gonfiare la camera d’aria, legarla in cima, poi nascondere il beccuccio dentro la fessura, coprirla con la linguetta (come quando ci mettiamo le scarpe) e poi tirare bene il trecciolo e chiudere la fessura nascondendo sotto la parte avanzata, lavorando con un grosso spillone in dotazione. Quando colpivi il pallone di testa e, per caso, incocciavi nelle chiusura, vedevi le stelle e, spesso, ti scorticavi la testa. Poi un pallone nuovo chi l’aveva mai visto! A noi ragazzi non lo compravano perchè si rovinavano le scarpe e quelli che riuscivamo a procurarci erano gli avanzi dei più grandi e quindi tutti rattoppati e talmente lisi che dopo pochi minuti erano già sgonfi.

I primi a smuovere la passione per il calcio furono i figli del Titolare della Stazione di Montepescali. Si chiamava Procelli, ma di soprannome era conosciuto come “Plastico ” per il suo portamento eretto ed inappuntabile. Aveva due figli: Giovanni ed Arsiero che misero insieme una squadra di ragazzi che correvano dietro ad un pallone. Andavano a giocare dietro a casa mia, di fronte a dove il prete, successivamente, avrebbe fatto il campo sportivo. C’erano i mandrioli dei cavalli che pascolavano, ma spesso erano vuoti e quindi potevano essere utilizzati per giocare al pallone. Insieme a loro partecipavano i fratelli Tavarnesi, Aldo ed Albo, i fratelli Dringoli, Niccolò e Francesco, Angiolino Raspanti, Sergio Stilli, Febo Bonelli, Albo Ciurli ed altri che non ricordo. Noi ci limitavamo ad andare a raccattare il pallone quando finiva nei campi vicini. Non c’erano porte regolamentari, solo qualche segno e qualche palo. C’era tanto entusiasmo ed una voglia matta di correre. Poi venne la guerra e tutti questi ragazzi partirono per fare il soldato. Passata la bufera ci fu un altro capostazione che cercò di mettere insieme una squadra: si chiamava Giannessi. Non c’era il campo, come sempre, allora s’andava a Casa all’Orto; in mezzo alle querce ed ai palancati era stato ricavato una specie di campo sportivo. Venivano anche da Montepescali e fu la prima esperienza di una specie di squadra mista tra Braccagni e Montepescali. Ricordo, tra gli altri, i fratelli Meschinelli. Poi, a forza d’insistere, la Contessa Grottanelli dette un pezzo di terra vicino a Casa Mancini, poco prima del passaggio a livello. Venne messa in piedi una società sportiva e venne eletto presidente Plinio Vannini. A quei tempi si disputava il Torneo Amatori, con partite accanitissime con il Batignano ed il Deposito Cavalli. La nostra squadra era stata rinforzata da elementi di Grosseto, mi ricordo Gocciolino che giocava terzino, Tamberi in mediana, Nascenzi Ciso, il fratello del famoso portiere Aristide. In porta giocava il figlio del capostazione, si chiama Sergio Balestri ed era il coccolo di tutte le ragazzine di Braccagni. Dopo un paio d’anni il campionato venne sospeso e la squadra sparì. Ormai però il germe della passione continuava a germogliare.

Frattanto gli appassionati di ciclismo, sia di Montepescali che di Braccagni, tra i quali ricordo Divo Melani, Febo Bonelli e Telemaco Tanini, riuscivano ad organizzare qualche gara con i dilettanti ed anche con i professionisti, raccogliendo coppe ed offerte in denaro che rendevano appetibili le corse organizzate.

Il prete, Don Pietro, aveva fatto un campo sportivo dietro la Chiesa, dove giocavano i ragazzetti. Il P.C.I. mise in piedi un gruppo sportivo che prese il nome di ” Combi ” e chiese al prete il permesso di giocare sul suo campo. Il prete rifiutò ed andò montando una situazione antipatica da Don Camillo e Peppone. Ad un certo punto fui interpellato per cercare di trovare una soluzione al problema e dare ai ragazzi la possibilità di giocare. Nacque così 1′U.S. Montepescali e Braccagni. Mettemmo in piedi un Consiglio Direttivo con elementi di Braccagni e di Montepescali. Purtroppo non avevamo giocatori sufficienti, perchè quelli che c’erano erano andati tutti a giocare con lo Sticciano. Attingemmo a piene mani a Grosseto, dal Villaggio Curiel e disputammo il torneo Juniores, per giocatori sino a 18 anni. Riuscimmo ad inserire anche nostri ragazzi, come i fratelli Cappuccini: “Saragat” in porta, il “Tacchino” e la “Billa” in attacco, il Salvadori in difesa, da Montepescali venne Stivaletti. La più grossa soddisfazione fu di battere lo Sticciano in casa e fuori. L’anno successivo la squadra si rinforzò notevolmente ed andammo vicini a vincere il campionato. Ma il grosso lavoro lo facemmo con i giovani ed i giovanissimi. Avevamo una cinquantina di ragazzi e ragazzini che crescevano sotto la guida di allenatori in gamba. Come succedeva spesso a quei tempi, il torneo Juniores venne cancellato e quindi non restava altra alternativa che smettere o fare la I° Divisione. Affrontammo la I° Divisione con molta perplessità, sia per le spese, sia per la forza della squadra. Il primo anno ci comportammo con onore, finendo a metà classifica. Il secondo anno le cose si misero male, la squadra non riusciva a carburare e dentro l’U.S. incominciò ad esserci maretta. Io mi dimisi e Tanini finì il campionato. L’U.S. chiuse i battenti ed i nostri ragazzi furono costretti ad emigrare. Ma avevamo seminato bene ed i nostri giocatori riuscirono a farsi onore. Rinacque l’U.S. Braccagni, vinse il campionato. Molti giovani andarono a giocare in squadre di categoria superiore. Ma questa è storia più recente e potrebbe raccontarvela meglio chi l’ha vissuta in prima persona ed ha assaporato la gioia dei trionfi. Io ho dato il mio modesto contributo. Ogni tanto trovo qualche anziano che mi saluta con calore. Io non lo riconosco, ma lui mi dice che ha giocato tra i ragazzi di Braccagni, tra quella cinquantina che poi si sono fatti onore.

 

 

 

 

 

 

LO CONOSCI IL CASSIOLI ?

 

 

Era una partitaccia, noi esordienti e loro primi in classifica. In più il nostro campo non aveva recinzione, la gente stava appoggiata ad un palancato di filagne di castagno ad un metro dalla linea laterale. Lo spogliatoio dell’arbitro era nell’ufficio della Parrocchia, quelli dei giocatori nel vecchio pollaio del prete. Se a tutto si aggiunge un pubblico immenso di oltre cinquecento persone, ci possiamo immaginare i rischi che si potevano correre. Era stato designato arbitro il Sig. Cassioli di Grosseto. La partita si avviava ormai alla fine sul punteggio di zero a zero. Per noi era una soddisfazione avere fermato il grande ” Caffè Italiano ” capolista, per loro andava bene non avere perduto. Improvvisamente su rinvio della loro difesa, partì il mezzo sinistro Mattioli ( gran bel giocatore ), che velocemente raggiunse la nostra area superando un paio di difensori. Arrivato al limite lasciò partire un sinistro rasoterra di rara potenza. L’arbitro, che seguiva l’azione in distanza, vide il pallone diretto a rete e fischiò immediatamente, convinto che fosse goal sicuro. Invece la palla, all’ultimo istante, ebbe una deviazione e colpì in pieno il palo alla destra del portiere. Tutti si fermarono, dal momento che l’arbitro aveva fischiato. Solo Mattioli, più per rabbia che per convinzione, dette un calcio al pallone che gli era tornato tra i piedi e lo mise in rete. L’arbitro convalidò il goal come se tutto fosse regolare, nonostante le vibranti proteste dei nostri giocatori. A questo punto gli animi si accesero al massimo e la gente incominciò ad ondeggiare ed a premere verso il centro del campo dove c’era il corridoio da dove usciva l’arbitro. C’erano due carabinieri e noi dirigenti che non sapevamo come proteggere il Sig. Cassioli alla fine della partita. Fortunatamente lui si accorse della situazione estremamente critica e fischiò la fine proprio quando era a due passi da noi. Lo mettemmo in mezzo e via di corsa per arrivare alla Canonica. Ma con tutta la buona volontà possibile non potemmo evitare che calci, pugni, ombrellate, calassero addosso al povero arbitro. Con molta fatica arrivammo in Canonica e chiudemmo la porta. Il peggio era passato, ma le persone restavano fuori a rumoreggiare ed urlare contro l’arbitro. Dopo una decina di minuti lui si riprese e, parlando con noi, ammise candidamente di avere sbagliato, anche se, tutto sommato, la rete era valida. Ci ringraziò per quello che avevamo fatto e ci promise un verbale non troppo severo. Dopo un’oretta lo caricammo su di una macchina e lo riaccompagnammo a Grosseto. Noi ce la cavammo con una multa da 5.000 lire, lui smise di arbitrare e fece la cosa giusta. Da allora in poi quando un arbitro veniva a Braccagni e commetteva qualche errore a danno della nostra squadra, dal pubblico si levava immediatamente un coro solenne e minaccioso: ” Arbitro, lo conosci il Cassioli?”.

 

 

Dr. Giuseppe Iacopini: nato il 28 Novembre 1929 a Cecina, ha avuto un ruolo di primo piano nella vita di Braccagni. Il suo nome è legato alla Braima (la prima fabbrica industriale della nostra zona) ed ha rivestito anche la carica di presidente degli Industriali di Grosseto. Memoria storica del calcio braccagnino, è stato uno dei protagonisti dell’era pionieristica di questo sport nella nostra frazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

II Parte

 

GLI ANNI ‘90

di Carlo Vellutini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Introduzione

 

 

La data 23 marzo 1998 è una di quelle che gli sportivi di Braccagni non potranno dimenticare per diverso tempo.

Erano da poco passate le 17,30 quando, a Massa Marittima, il triplice fischio dell’arbitro decretava la vittoria della squadra gialloverde sul Massa Marittima per 2-0, risultato che le garantiva la prima posizione e, di conseguenza, la promozione in Seconda categoria, con una giornata di anticipo, grazie anche al successo del Casotto Pescatori-Voltina sul Roccatederighi (secondo in graduatoria).

Tale traguardo era atteso da diversi anni, otto per la precisione, cioè dalla sfortunata stagione 1989-’90 iniziata con grandi ambizioni e conclusa “nella polvere” con la retrocessione della squadra in Terza categoria.

E’ importante, quindi ripercorrere ciò che è avvenuto nelle stagioni che hanno separato la retrocessione del 1990 dalla promozione del 1998.

Sono stati anni difficili nei quali la società ha rischiato più volte di scomparire e durante i quali è stato quasi smantellato quel settore giovanile che, per lungo tempo, aveva rappresentato il “punto di forza” del Braccagni e che solo oggi, con grandi sforzi, è stato ricostruito.

 

 

 1990-’91: il Braccagni non si iscrive alla Terza e partecipa al torneo Juniores: fu la scelta giusta?

 

 

 

 

La stagione susseguente alla retrocessione fu di transizione. Il Braccagni non si presentò ai nastri di alcun campionato seniores in quanto i dirigenti avevano deciso di  far disputare il campionato Juniores, trasferendovi  la squadra che l’anno prima si era ben comportata  nel torneo Allievi. Quale allenatore fu confermato Stefano Rosini, un giovane che, ispirandosi al Milan di Sacchi, prediligeva il gioco offensivo.

Giudicare oggi se la scelta della società sia stata o meno opportuna è difficile. Di sicuro va detto che, visti i giocatori che il Braccagni aveva in “rosa” al momento della retrocessione, e che furono svincolati, con molte probabilità avrebbe potuto conquistare la promozione in un lasso di tempo più breve. Dall’altro lato va detto che la squadra Juniores espresse un ottimo calcio, facendo divertire gli sportivi che la seguivano numerosi ad ogni uscita , unendo buoni risultati al bel gioco.

 

 

 

 1991-’92: il Braccagni torna in Terza con una squadra giovane e le premesse fanno ben sperare

 

 

 

 

L’anno seguente – stagione 1991\’92- i dirigenti decisero di presentarsi ai nastri di partenza del campionato di Terza categoria con la squadra che aveva disputato il precedente campionato Juniores. In aggiunta  si  registrarono i rientri di Fabio Tavarnesi ed Eliseo Polverelli (reduci dalle stagioni di Seconda e protagonisti della promozione della precedente stagione), Alessandro Massellucci (proveniente dal Follonica), Luca Bennati (dal settore giovanile della Nuova Grosseto) e dell’allenatore-giocatore Alessandro Pieraccini (che rientrava in gialloverde dopo numerose stagioni trascorse in squadre di categoria superiore). Accanto a questi si aggiunsero altri  giocatori  locali, soprattutto della zona, che decisero di aggregarsi alla squadra, dando il proprio contributo nel torneo (vedi Gualtiero Rosini e Maurizio Todini).

Quale presidente fu nominato Aleandro Berretti, legato ad alcuni successi del passato, a dimostrazione della volontà di ricostruire, nel breve termine, una squadra competitiva.

Il primo anno di Terza fu positivo, considerando anche la giovane età media della squadra. Ricordando anche che quello del 1991-’92 è stato considerato il torneo di Terza qualitativamente migliore delle ultime stagioni, con squadre come il Paganico ed il Monterotondo che, nella stagione successiva e con pochi ritocchi, centrarono la promozione in Prima, l’undici locale espresse un buon calcio senza timori reverenziali verso alcun avversario. La squadra di Alessandro Pieraccini fu indicata quale una delle sorprese della stagione e fu elogiata da numerosi allenatori. Indimenticabile la gara interna contro il Paganico (vero dominatore del torneo) pareggiata per 1-1 in nove contro dieci, dopo una gara tiratissima che richiamò al campo sportivo numerosi appassionati.

 

 

 1992-’93: si punta ai vertici del torneo…al termine saremo penultimi

 

 

 

 

La stagione 1992-’93 è stata in assoluto la più difficile. Fu confermata la squadra della precedente stagione (che subì la perdita più “grave” con il trasferimento del portiere Alessandro Massellucci al Roccatederighi), con l’acquisto di Roberto Vergari (che aveva militato nel Braccagni in Seconda), la conferma di Marco Allegro (un attaccante che inserito nelle ultime giornate del torneo precedente aveva destato buona impressione) l’obiettivo era quello di disputare un campionato da protagonisti.

Il risultato finale fu opposto: la sfortuna, le numerose squalifiche, qualche errore determinante dei portieri, portò il Braccagni a terminare il campionato con 18 punti in classifica, al penultimo posto, seguito solo dal Boccheggiano.

Le cose non andarono meglio a livello societario dove la mancanza di risultati ed alcune incomprensioni portarono il direttore sportivo Mauro Mangiavacchi a dimettersi dopo poche giornate (rientrerà due anni dopo e sarà uno dei dirigenti protagonisti della promozione).

 

 

 

1993-’94: dopo due difficili assemblee la società evita di scomparire.  Mediocre il campionato della squadra

 

 

 

 

 

Al termine della stagione 1992-’93 il Braccagni attraversa uno dei momenti più difficili della propria storia. Nel luglio 1992 sarà tenuta l’annuale assemblea dell’Us con molti sportivi presenti. Numerosi furono anche i dirigenti che rassegnarono le dimissioni, tra i quali il presidente Aleandro Berretti, mentre il solo Marco Berretti decise di far parte del Consiglio. L’esiguo numero di consiglieri  non dava la possibilità al sodalizio di proseguire la propria attività tanto che fu deciso di aggiornare l’assemblea alla settimana seguente per verificare se vi fosse stato qualche sportivo disponibile ad entrare nel consiglio, altrimenti la società sarebbe scomparsa.

I numerosi appelli rivolti agli sportivi nel corso della settimana ebbero il proprio effetto. Oltre a Marco Berretti entrarono in società alcuni soggetti apparentemente lontani dal mondo del calcio, ma poi rivelatisi importanti. Tra questi Salvatore Greco, che assunse la carica di presidente,  e, per la prima volta, entrano a fanno il loro ingresso in società due rappresentanti  femminili: Nadia Rossi ed Elena Caselli, che avranno un ruolo determinante nella rinascita del settore giovanile (va precisato che un invito al mondo femminile, affinché si avvicinasse al calcio, fu rivolto, nella prima delle due assemblee, da Claudio Cappuccini, allora presidente della Circoscrizione).

Per quanto concerne la prima squadra fu tentato un rafforzamento in quei ruoli che, nella stagione precedente, erano apparsi più vulnerabili. In difesa fu inserito Antonio Cazziolato, giocatore con una buona esperienza anche in categorie superiori, mentre per il settore offensivo fu ingaggiato Piero Bigoni, punta molto valida protagonista della promozione del Batignano in Prima categoria. Il Braccagni fu inserito nel girone A nel quale, oltre le due squadre pisane,  figuravano due elbane. Le potenzialità della squadra, soprattutto nel precampionato, apparvero elevate, ma nel corso della stagione le aspettative dei tifosi furono smentite. Nonostante qualche buona prova, infatti, la squadra gialloverde terminò il campionato al quartultimo posto. A parte qualche sfortunata prestazione sul  risultato negativo, come nell’anno precedente, influirono alcune decisioni arbitrali certamente discutibili.

La stagione 1993-’94 è forse quella in cui la dirigenza apparve più lontana alla squadra, tanto che nell’ultima giornata di campionato nessun dirigente seguì la formazione sul terreno di Larderello contro il Valdicecina, gara in cui , per la mancanza di portieri, Eliseo Polverelli fu schierato in porta subendo il gol, dell’1-1 finale solo in “zona Cesarini”.

 

 

 

1994-’95: la società si iscrive al campionato in extremis. Il risultato finale della prima squadra non migliora  

 

 

 

 

 

 

L’allontanamento di molti dirigenti dalla squadra si notò nel corso dell’estate quando alcuni membri “storici” del sodalizio, tra i quali Eraldo Rossi, Alberto Tavarnesi ed Oreste Nocciolini, decisero di lasciare la carica. Solo allo scadere dei termini per l’iscrizione al campionato la società riuscì a riorganizzarsi confermando Salvatore Greco alla presidenza e Marco Berretti quale direttore sportivo. Fondamentali furono l’ingresso di alcuni sportivi di Braccagni tra i quali spiccavano Lamberto Martini e Roberto Balestri. L’obiettivo primario della nuova società, che nel giro di due anni fu completamente rinnovata rispetto gli anni precedenti, fu quello di risanare il bilancio su cui pesava ancora il deficit accumulato negli anni precedenti. L’obiettivo fu centrato tanto che al termine della stagione tutto il debito fu estinto. A livello societario, però, molto mutò ancora in quanto ad inizio ottobre Marco Berretti, assieme al padre Aleandro, persero la vita in un incidente stradale. La perdita di Marco rappresentò un duro colpo per la società considerando che era tra i dirigenti maggiormente attivi e tra i più entusiasti. Nel mese di novembre si registrarono due rientri importanti a livello dirigenziale: quello di Mauro Mangiavacchi e di Moreno Venturi. Nel corso del girone di ritorno si registrò qualche turbolenza nel consiglio, che condusse Lamberto Martini  a lasciare la dirigenza, dopo pochi mesi dal proprio ingresso avvenuto in un momento delicato per il sodalizio che rischiava di scomparire.

A livello tecnico la stagione si aprì con un nuovo allenatore. Al posto di Alessandro Pieraccini fu ingaggiato Sandro Piacentini, trainer già noto agli sportivi locali in quanto aveva guidato la squadra in Seconda categoria. Si registrarono diverse novità a livello di giocatori (con diversi innesti in corsa,  ma anche diversi abbandoni importanti come quelli di Roberto Vergari ed Antonio Cazziolato), tanto che la rosa ammontava ad oltre trenta giocatori. Piacentini tentò anche nuove soluzioni, tanto che Adriano Galli e Sergio Vellutini, fino alla stagione precedente stopper e libero della squadra, diventarono le punte titolari. In questa stagione anche Pietro Pimpinelli, in concomitanza con il servizio di leva, disputò qualche gara in maglia gialloverde realizzando 4 reti.

Nonostante qualche buona prestazione il Braccagni non andò oltre il terz’ultimo posto finale.

 

 

 

1995-’96: è la stagione del rilancio. Vengono raggiunti i playoff, ma la fortuna non assiste il Braccagni

 

La stagione 1995-’96 è stata quella del rilancio definitivo della squadra gialloverde. Sulla panchina fu confermato Sandro Piacentini che, nel corso dell’estate, si mosse con determinazione assieme ai dirigenti per costruire una squadra competitiva, considerando anche che facevano la prima apparizione i playoff, veri e propri spareggi promozione che opponevano le squadre classificate dal 2° al 5° posto.

A livello societario si registrò il ritorno di Carlo Soldati e l’ingresso di Mauro Cerretani (personaggio noto del calcio locale con un passato importante di allenatore) nonché quello  di Viliano Talluri.

Tra i nuovi arrivati va segnalato l’ingaggio di Alessandro Palarchi (uno dei bomber più prolifici schierati nelle ultime stagioni, con 41 reti in tre campionati), quello del portiere Leonardo Pollini oltre che di Marco Tassi (elemento importante del centrocampo per due stagioni) e, a novembre,  il ritorno di Carnesecchi, che già aveva vestito la maglia del Braccagni in Seconda categoria.

Il servizio militare  restituì inoltre un Simone Angelini rigenerato che iniziò a risultare determinante realizzando reti spesso decisive (saranno 15 al termine della stagione e 38 negli ultimi tre anni).

La squadra ebbe una buona partenza, tanto che, dopo qualche giornata, si ritrovò in vetta alla graduatoria, ma ciò durò poco in quanto l’undici gialloverde iniziò ad offrire prove altalenanti. Nonostante tutto  la formazione locale restava sempre legata al “treno playoff”.

Al termine del girone si registrò il cambio di allenatore. Gravi motivi familiari, infatti, impedirono a Sandro Piacentini di proseguire il proprio lavoro. In sostituzione fu chiamato Massimo Cherubini, trainer di grande esperienza anche in categorie superiori, con un trascorso di giocatore in serie A, oltre che essere stato una bandiera del Grosseto.

Il nuovo mister appena preso contatto con la squadra si rese conto di quali fossero i limiti che ne precludevano l’accesso a risultati significativi: una non perfetta tenuta nell’arco dei 90’ ed una scarsa attitudine a lottare ai vertici della classifica.

Dopo una quindicina di giorni la “cura Cherubini” dette i propri frutti ed i giocatori apparvero rigenerati, tanto che furono in grado di compiere un importante recupero in graduatoria, che gli consentì di agganciare i playoff quale quarta squadra in classifica.

Proprio negli spareggi, però, la fortuna  “girò” le spalle al team locale. In semifinale, contro il Buriano, nonostante due gare giocate all’attacco il Braccagni fu eliminato perdendo 2-0 in casa ed 1-0 a Buriano. Quella 1995-’96 restava comunque una stagione positiva in cui gli sportivi ebbero la conferma che il  Braccagni, di lì a poco, avrebbe potuto compiere il salto di qualità da tempo atteso.

 

 

 

1996-’97: i playoff sfuggono di poco, ma c’è la consolazione del successo nel Torneo Primavera

 

 

 

 La stagione successiva condusse a poche novità a livello dirigenziale. Si registrarono due nomi nuovi, cioè quello  di Mario Iacobucci e di Alfredo Biancucci, con l’uscita dal sodalizio di Carlo Soldati e di Moreno Venturi.

Alla guida della “prima” squadra fu confermato Massimo Cherubini. La campagna acquisti non fu eclatante, si registrarono, infatti, gli arrivi di Fabrizio Pocci, Daniele Battistini, Gianni Falciani, Alberto Ferrari e Riccardo Monaci, ma si dovette rinunciare ad elementi quali Adriano Galli, Carnesecchi, Leonardo Pollini (infortunatosi alla terza di campionato) e, da dicembre, mancò anche Sergio Vellutini partito per il servizio di leva.

Nonostante tutto i playoff apparivano alla portata del Braccagni. Una  “tegola”, però, era pronta a cadere in casa gialloverde. A novembre, infatti, per problemi familiari Massimo Cherubini dovette dimettersi da allenatore. Per quattro giornate la squadra fu condotta da Mauro Cerretani (allora segretario della società), che fu poi avvicendato da Massimo Zanobi ( pochi giorni dopo Mauro Cerretani si dimise dal consiglio dell’Us). Qualche sbandamento dovuto agli improvvisi cambi di allenatore fece perdere punti preziosi alla squadra che fu costretta a rincorre i playoff per tutto il girone di ritorno. Quando questi, a tre giornate dalla fine, sembravano raggiunti, la sconfitta patita al 92’ con il Massa Marittima, precluse al Braccagni l’accesso agli spareggi. La formazione dimostrò di non essere da meno delle squadre che avevano avuto accesso ai playoff vincendo, senza troppe remore, il successivo Torneo Primavera, che opponeva le squadre classificatesi tra il 6° ed il 9° posto.

La stagione 1996-’97 è stata importante, però, non solo per la prima squadra, ma anche per aver sancito il rilancio del settore giovanile. Dopo alcuni anni, infatti, è stata riallestita una squadra nel torneo Giovanissimi, andando ad affiancarsi a quelle partecipanti ai Pulcini ed agli Esordienti, nonché la fondamentale Scuola Calcio rilanciata nella stagione precedente. A sancire il buon operare del Braccagni in tale settore giunse, a fine stagione, l’indicazione, da parte del comitato provinciale Figc, della compagine Giovanissimi del Braccagni quale rappresentante della provincia di Grosseto nel torneo di Eboli, che raggruppava oltre sessanta società di tutta Italia e nel quale  i portacolori locali affrontarono i pari quota della Salernitana senza sfigurare.

 

 

 

1997-’98: la Seconda diventa realtà, dopo otto anni il Braccagni torna in categoria superiore

 

 

 

 

 

 

Si giunge così alla stagione appena trascorsa che ha portato il Braccagni ha conquistare l’attesa promozione in Seconda categoria.

L’annata è stata segnata da notevoli eventi sia a livello dirigenziale che a livello tecnico.

Durante l’estate, infatti, la società si è rafforzata con numerosi nomi nuovi. Accanto alla conferma dei precedenti dirigenti, infatti, si sono aggiunti Franco Menghini (che in un primo momento era stato nominato vicepresidente, quindi insediatosi, nel novembre 1997, alla presidenza con vice Salvatore Greco), Maurizio Pieri, Andrea Mantellassi, Egeo Fidanza, Mauro Pieri e Patrizia Salvadori.

La società ha dimostrato un grande entusiasmo con la volontà di centrare l’obiettivo che fino allora era sfuggito.

Per dirigere al meglio la “prima” squadra il Braccagni si è affidato a Mario Miglietta, allenatore con un ottimo passato di giocatore e che, in qualità di tecnico, aveva già centrato alcune promozioni (da segnalare quella colta con il Buriano due anni prima eliminando, nei playoff, proprio il Braccagni).

La rosa della precedente stagione fu confermata quasi in blocco. Tra le cessioni importanti si  registrarono solo quella del portiere Alberto Ferrari e del libero Fabrizio Pocci.

Quale primo “colpo” i dirigenti sono riusciti a convincere Alessandro Salvadori a vestire la casacca gialloverde dopo aver trascorso alcune stagioni con  le maglie di società di categoria superiore. Sulle qualità di  Sandro nessuno nutriva dubbi e lui non ha tradito le attese dimostrandosi sin dall’inizio fondamentale (ricordiamo, tra  l’altro i tre rigori decisivi parati tra campionato e coppa).

Tra gli acquisti estivi compiuti si registrò anche quello di Luigi Grechi, elemento di esperienza e di qualità con trascorsi da professionista, quello di Gianluca Lucattini (che troverà, però, poco spazio in virtù di alcuni ritorni importanti). Durante le amichevoli precampionato sembrava qualcosa mancare, soprattutto in difesa ed a centrocampo. L’assetto della squadra fu trovato nei mesi di ottobre e novembre con i rientri  in difesa di Adriano Galli e Fabrizio Pocci (quest’ultimo reduce da una brevissima esperienza a Sticciano in Seconda). Il centrocampo fu rinforzato con il rientro dal servizio di leva di Sergio Vellutini e con l’ingaggio di Massimo Silvestro, giocatore noto in categorie superiori e con trascorsi in C1 con la Casertana. Da non dimenticare  infine il ruolo determinante assunto  da Alessandro Massellucci, quando è stato chiamato a sostituire in porta Alessandro Salvadori.

L’avvio è stato incerto. La squadra era senza avversari nelle gare casalinghe, ma si smarriva  in quelle esterne, poi (grazie agli innesti sopra citati) Mario Miglietta ha trovato i giusti equilibri.

Con il successo esterno di Buriano ad inizio dicembre si registrò infatti la svolta e, nella gara casalinga contro la capolista Massa Marittima, fu operato l’aggancio al vertice grazie ad un gol di Palarchi al 92’ su un’invenzione di Riccardo Monaci. Il girone di andata si concluse con il Braccagni al vertice del campionato,  grazie al successo  esterno sul difficilissimo terreno del Follonica Tioxide nel recupero disputato ad inizio gennaio.

Da questo momento si è avuta la certezza che il Braccagni era “la squadra da battere”.

Con il successo sul Monterotondo le lunghezze di vantaggio sulla seconda furono portate a sette. L’unico momento di sofferenza è stato registrato a fine febbraio (complici numerose assenze) con il Roccatederighi  portatosi  a tre punti di distacco dai gialloverdi, che, però,  sono riusciti a gestire senza troppi affanni, fino al 23 marzo 1998, il giorno dei festeggiamenti di Massa Marittima e la successiva “festa” nell’ininfluente gara casalinga contro  il  Follonica Tioxide.

Al termine del torneo sono stati sei i punti di vantaggio sul Roccatederighi secondo classificato.

Molto importante per il successo finale è stata anche la presenza costante dei dirigenti vicino alla squadra che  si è  sentita responsabilizzata al massimo.

I gialloverdi, oltre che in campionato, hanno registrato anche alcune soddisfazioni in  Coppa, con la vittoria nella fase provinciale e l’approdo alle semifinali regionali. L’unico rammarico riguarda le gare con l’Alberone (Pi) che, complice un arbitraggio molto negativo nella gara di ritorno, ha portato all’eliminazione da una competizione la cui vittoria è sempre prestigiosa. Amarezza ancora maggiore perché numerosi erano gli sportivi del paese al seguito della squadra, segno di un ritrovata sintonia.

Dulcis in fundo è giunto il platonico titolo di “campione comunale” centrato allo stadio Olimpico , di fronte ad un pubblico numeroso,  contro l’Istia, formazione vincitrice del girone B di Terza. Dopo una gara terminata sull’1-1 il Braccagni si è aggiudicato il titolo per 6-5 dopo i calci di rigore.

 

La stagione 1997-’98 segna anche il definitivo rilancio del settore giovanile

 

 La stagione positiva del Braccagni è stata completata dalla formazione Giovanissimi, guidata da Luigi Grechi, che nei playoff di categoria è apparsa rigenerata giungendo alla finale del proprio girone, battuta solo dal Ribolla , ai calci di rigore, dopo aver eliminato il Gavorrano, una delle squadre favorite.

La vittoria del campionato di Terza è positiva anche per il settore giovanile: la società, in virtù delle regole che prevedono lo schieramento di giocatori under con la prima squadra, ha deciso di allestire la formazione Juniores e, accanto a questa, per non perdere alcuni elementi validi, quest’anno nella  ”rosa” dei Giovanissimi , una squadra Allievi. Il Braccagni sarà così  presente in tutti i tornei provinciali giovanili, con un proprio “serbatoio” dal quale attingere in futuro per la prima squadra, cui sarà garantito un naturale ricambio di giocatori.

 

 

 

 

 

Resoconto di una stagione vincente

 

 

 

Riportiamo adesso tutti i risultati del Braccagni nel campionato 1997-’98 ; tra parentesi i marcatori di ogni gara.

 

Caldana-Braccagni 3-1 (Grechi); Braccagni-Marina 4-1 (Angelini -2-, Polverelli, Palarchi); Casotto P.V.-Braccagni 4-4 (Palarchi -3-, Angelini); Braccagni-Sasso P. 4-0 (Palarchi -2-, Galli, Angelini); Monterotondo-Braccagni 1-0;

Braccagni-Roccatederighi 4-1 (Palarchi -2-, Angelini -2-); Sassofortino-Braccagni 1-0; Braccagni-Nomadelfia 2-0 (Palarchi, Angelini); Buriano-Braccagni 0-1 (Angelini); Braccagni-Massa M. 1-0 (Palarchi); Follonica T.-Braccagni 1-2 (Angelini, Polverelli); Braccagni-Caldana 0-0; Marina-Braccagni 1-2 (Silvestro, Monaci R.); Braccagni-Casotto P.V. 1-0 (Nocciolini); Sasso P.-Braccagni 0-3 (Nocciolini, Angelini, Monaci R.); Braccagni-Monterotondo 2-0 (Angelini, Polverelli);  Roccatederighi-Braccagni 2-1 (Palarchi); Braccagni-Sassofortino 1-1 (Palarchi); Nomadelfia-Braccagni 2-3 (Angelini, Palarchi, Galli); Braccagni-Buriano 2-1 (Palarchi, Monaci E.); Massa M.-Braccagni 0-2 (Silvestro, Galli); Braccagni-Follonica T. 3-3 (Angelini, Sartoni, Grechi).

 

 Analizziamo ora il cammino del Braccagni nella Coppa Interprovinciale.

 

FASE PROVINCIALE

 

Braccagni-Buriano 3-1 (Angelini -3-); Buriano-Braccagni 2-1 (Monaci R.);

Roccatederighi-Braccagni 3-4 (Monaci R., Palarchi, Vellutini -2-); Braccagni-Roccatederighi 2-1 (Galli, Silvestro);

Finale provinciale: Braccagni-Follonica T. 2-1 (Palarchi, Angelini).

 

 

FASE REGIONALE

 

 Bibbona-Braccagni 1-0; Braccagni-Bibbona 5-3 (Angelini -3-; Monaci R., autorete);

 Braccagni-Alberone 0-1; Alberone-Braccagni 0-0.

 

 

Diamo adesso uno sguardo ai marcatori della formazione gialloverde nella stagione 1997-’98: il numero sulla destra rappresenta i gol realizzati in campionato, mentre quelli a sinistra quelli siglati in Coppa, mentre tra parentesi è indicato il totale delle marcature stagionali.

 

Angelini 13+7 (20); Palarchi 14+2 (16); Monaci R. 2+3 (5);  Galli 3+1 (4); Polverelli 3+0 (3); Silvestro 2+1 (3); Nocciolini 2+0 (2); Grechi 2+0 (2); Vellutini 0+2 (2); Monaci E. 1+0 (1); Sartoni 1+0 (1).

 

 43 sono state le marcature totali del Braccagni in campionato, contro le 22 reti subite.

 In Coppa il Braccagni ha realizzato 17 reti subendone 12.

 6 i rigori in favore del Braccagni in campionato (tutti realizzati); 4 quelli contro (2 parati).

 3 i rigori a favore in Coppa (tutti segnati); 5 contro (uno parato).

 

 

Chi sono i protagonisti della stagione 1997-’98

 

 Dopo aver seguito le varie fasi caratterizzanti la stagione dell’Us Braccagni vediamo chi sono stati i protagonisti della stagione gialloverde (dirigenti, allenatore, giocatori).

 

 

 

DIRIGENZA

 

 

 

 

 

Alcune colonne portanti dell’Unione Sportiva: Fabio Tavarnesi (cpitano), Mauro Mangiavacchi (d.s.), Franco Menghini (presidente), Mario Miglietta (allenatore)

 

Franco Menghini (presidente): ha assunto la massima carica a stagione  in corso con un grande entusiasmo, che si è allargato a tutto l’ambiente.

 

Salvatore Greco (vice presidente): è stato il massimo dirigente dal 1993 al dicembre scorso. Ha giocato un ruolo fondamentale nel risanamento economico e nel rilancio sportivo della sodalizio.

 

Mauro Mangiavacchi (direttore sportivo): il primo obiettivo che si era posto nel ‘94 rientrando in società è stato raggiunto. Si è sempre distinto per l’impegno costante profuso all’interno della società e con la prima squadra.

 

Alfredo Biancucci (segretario): è uno dei dirigenti chiave in ambito amministrativo. Importante la propria esperienza nel settore sportivo dove ha ricoperto incarichi dirigenziali anche in altre federazioni.

 

Andrea Mantellassi (cassiere): era al primo anno di esperienza nell’Unione Sportiva ed il suo contributo è stato molto importante.

 

Moreno Toniazzi: guardalinee “ufficiale” e dirigente storico della società. La sua presenza domenicale è una garanzia.

 

Ivo Salvadori: è il veterano dei dirigenti, costantemente presente. I suoi consigli sono sempre apprezzati dai “colleghi”.

 

Maurizio Pieri: alla sua prima stagione quale dirigente. Ha dato un contributo importante portando entusiasmo, lavorando molto sull’immagine del sodalizio.

 

Mario Giacomo Iacobucci: è uno dei dirigenti che ha contribuito al rilancio del settore giovanile. Il suo contributo è stato importante anche in prima squadra.

 

Nadia Rossi: entrata in società quando questa rischiava di scomparire si è impegnata nel settore giovanile contribuendo in maniera determinate al suo rilancio.

 

Elena Caselli:  quando entrò nel consiglio il sodalizio era in crisi, si è occupata del settore giovanile impegnandosi a fondo per rilanciarne le sorti.

 

Patrizia Salvadori: al primo anno di esperienza, ha dato un contributo importante nel settore giovanile.

 

Mauro Pieri: prima esperienza in società. Si è impegnato molto nel ramo Juniores.

 

Viliano Talluri: dirigente “jolly”. Sa rendersi utile e in prima squadra e nel settore giovanile. Importante anche il suo ruolo amministrativo in qualità di responsabile del Videotel.

 

Egeo Fidanza: uno degli elementi nuovi del calcio locale. Si è impegnato con passione ed entusiasmo.

 

 

 

ALLENATORI

 

 

 

 

 

Mario Miglietta: si conferma vincente in Terza categoria. Era stato ingaggiato per compiere il salto di qualità e c’è riuscito al primo tentativo gestendo al meglio un gruppo di elementi molto validi.

 

Emilio Petrella: da due anni in forza alla società gialloverde ha svolto un lavoro positivo, pur avendo dovuto lasciare la squadra Giovanissimi a stagione in corso. Buona la sua attività con la Scuola Calcio

 

Antonio Iazzetta: ha svolto un buon lavoro con la squadra Esordienti e con la Scuola Calcio.

 

Alessandro Pieraccini: al rientro nell’organico tecnico del Braccagni dopo le stagioni in Terza si è occupato della squadra Pulcini che, grazie alla sua esperienza, è cresciuta molto.

 

Luigi Grechi: subentrato ad Emilio Petrella alla guida dei Giovanissimi ha dato nuovi stimoli alla squadra fino a raggiungere la finale del girone, battuta solo ai rigori.

 

 

 

GIOCATORI

 

 

 

 

Alessandro Salvadori (portiere): nessuno aveva dubbi sulle proprie qualità e non ha tradito le aspettative dimostrandosi elemento di categoria superiore che in Terza fa la differenza. E’ stato determinante in numerose occasioni.

 

 

 

Alessandro Massellucci (portiere): si è esibito in due occasioni risultando determinante. Poter contare su un sostituto di tale calibro in queste categorie consente agli sportivi di “dormire sonni tranquilli”.

 

 

 

Michele Romiti (portiere): costante la sua presenza in panchina ma è stato utilizzato poco. E’ stato importante per l’armonia del gruppo.

 

 

 

Adriano Galli (stopper): il suo rientro è stato molto importante per dare equilibrio alla difesa. E’ un giocatore che in queste categorie dà ampie garanzie.

 

 

 

Fabio Tavarnesi (stopper): il Capitano è uno dei giocatori che hanno fatto la storia del Braccagni. A coronamento di una carriera che si è sviluppata quasi per intero in maglia gialloverde è giunta la meritata vittoria in campionato.

 

 

 

Eliseo Polverelli (jolly): è stato utilizzato soprattutto in difesa. Il suo contributo è stato spesso determinante realizzando anche gol decisivi. 

 

 

 

Fabrizio Pocci (libero): rientrato da Sticciano a novembre ha dato equilibrio alla squadra. In categoria assicura sempre un buon rendimento.

 

Daniele Battistini (stopper): un infortunio lo ha bloccato per quasi tutto il girone di ritorno. Ha comunque fatto valere la propria esperienza dando un contributo importante nel successo finale.

 

 

 

Vanni Pieri (terzino): è un giovane classe ‘79 che denota grandi possibilità. E’ una delle basi su cui fondare il futuro della squadra gialloverde.

 

Marco Bilisari (stopper): è molto migliorato nelle ultime stagioni. Quando è stato utilizzato ha sempre svolto il proprio compito con diligenza.

 

 

 

Massimo Della Fazia (stopper\terzino): è stato a disposizione di Miglietta da novembre a causa della convalescenza da un infortunio, perciò ha avuto difficoltà a trovare posto in squadra. Si è però sempre fatto trovare preparato.

 

 

 

Federico Sartoni (mediano): dopo l’ottimo campionato 1996\’97 era atteso alla conferma e non ha tradito le attese. E’ il giocatore più “attaccato alla maglia”, ciò gli dà la grinta che rappresenta uno dei suoi punti di forza.

 

 

 

Sergio Vellutini (mediano): è un giocatore importantissimo in mezzo al campo dove appare insuperabile soprattutto di testa. Recupera e rigioca numerosi palloni a partita.

 

 

 

Giacomo Pondini (mediano): la stagione appena trascorsa lo ha lanciato definitivamente. E’ un elemento importante di centrocampo in costante crescita.

 

 

 

Stefano Nocciolini (fantasista): Miglietta lo ha rigenerato garantendogli grande fiducia. La stagione appena trascorsa è stata la propria migliore in maglia gialloverde dove, in alcune circostanze, è apparso decisivo.

 

 

 

Luigi Grechi (regista): è un elemento di grande esperienza. Inserito in varie occasioni a gara in corso si è spesso rivelato decisivo.

 

 

 

Massimo Silvestro (regista): è un giocatore di categoria superiore (con trascorsi da preofessionista). Spesso è stato l’uomo in più della squadra.

 

 

 

Edoardo Monaci (jolly): è un giovane classe 1980. E’ stato la vera sorpresa del Braccagni avendo dimostrato nonostante la “verde” età di non temere il confronto con giocatori “stagionati”.

 

 

 

Giampaolo Rossi (mediano): è un altro giovane (classe 1980) con ottime prospettive per il prossimo futuro.

 

 

 

Alessandro Palarchi (punta): calciatore molto tecnico spesso alla ricerca di “finezze”. E’ stato capocannoniere della squadra con 14 reti molto spesso determinanti. 41 sono i gol da lui totalizzati in tre stagioni in gialloverde.

 

 

 

Simone Angelini (punta): conferma il proprio valore realizzando 13 reti spesso decisive e portando a 38 gol il numero delle proprie marcature nelle ultime tre stagioni.

 

 

 

Riccardo Monaci (punta): giocatore di movimento importante in fase di pressing sulle difese avversarie. In diverse occasioni il suo inserimento a gara in corso è stato determinante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto di gruppo tra giocatori e alcuni tifosi, autori delle coreografie.

 

 

 

Claudio Vellutini: nato il 31 Luglio 1975 a Grosseto, frequenta la facoltà di giurisprudenza a Siena. Iscritto all’albo come giornalista/pubblicista dal 1995, ha iniziato a collaborare giovanissimo con la Sentinella, poi con il settimanale sportivo Alfabeta. Attualmente collabora con Il Tirreno, seguendo in particolare la Terza Categoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

Parte Terza

 

IMMAGINI

FOTOGRAFICHE

 

 

 

 

 

 

 

 

L’INAGURAZIONE DEL CAMPO SPORTIVO

 

La guerra era appena terminata. C’era una gran voglia di ripresa, di dimenticare le ferite di un conflitto mondiale. Cosa poteva esserci meglio dello sport?

Anche nella nostra zona era un fiorire di iniziative sportive, basti pensare che nel 1946 Montepescali aveva anche una squadra di pallacanestro.

Così l’8 Dicembre 1946 anche Braccagni poteva contare su un vero campo sportivo, sorto in prossimità del Podere Casa Mancini e Podere Spiga grazie all’interessamento di un gruppo di giovani sportivi che chiesero questo pezzo di terra alla Contessa Grottanelli, tramite il Ministro Palazzesi. Intorno ancora evidenti i segni della guerra.

Il primo presidente di questa squadra di pionieri antesignani dell’Us Braccagni fu Plinio Vannini, tra i consiglieri ricordiamo  Otello Pieraccini, Sergio Balestri, Giulio Bernini, Albo Ciurli, Niccolò Dringoli,  tra i giocatori Gocciolino.

Le trasferte avvenivano con il pulmino di Quirino Tavarnesi, il quale nei giorni più caldi si presentava al campo sportivo con dei blocchetti di ghiaccio a vendere gelati.

Anche se dopo pochi anni il campo sportivo fu trasferito in paese dietro la chiesa, questo si procurò la fama di “campo caldo”, soprattutto in occasione delle memorabili sfide con il Deposito Allevamenti.

 

 

 

 

 

 

8 Dicembre 1946: Ricordo della benedizione del Campo Sportivo a Casa Mancini. Madrina Ilva Tavarnesi.

 

 

 

 

 

 

SETTORE GIOVANILE

 

Possiamo senz’altro affermare che uno dei fiori all’occhiello dell’Us Braccagni è sempre stato il settore giovanile.

Ci pare giusto sottolinearne ancora una volta il ruolo sociale/socializzante che viene prima, molto prima, di qualsiasi significato agonistico.

Anche in passato venire a giocare nei “pulcini” (o nei NAGC) del Braccagni, costituiva il primo approccio con la realtà paesana (fuori dall’orario scolastico) per i bambini che abitavano in campagna. Allora la vita nei nostri comprensori agricoli era pulsante. Ci si dava appuntamento nell’aia di questo o quel podere, si dimenticava i “compiti per casa”, per dar vita ad interminabili sfide a “porticine”, cercando di emulare gli eroi della domenica immortalati nelle figure “Panini”.

Ma quando si veniva chiamati a giocare nel “campo grande” di Braccagni, con tanto di magliette e scarpette, insieme ad altri bambini provenienti anche dai paesi vicini, era un’altra emozione.

 

 

 

 

 

Campionato di calcio lega giovanile 1957/58

G.S. Parola – G.S. Avanti 3-2

In piedi: il parroco Don Roberto, Lanforti, Cipriani, Meacci, Griggio, Landeschi, Rondini, Capitani,  Ciardi, Fregoli,  Nelli (allenatore)

In ginocchio: Gepponi (massaggiatore) Pelosi, Belardi, Pieraccini, Marchetti.

 

 

 

 

Campionato Allievi

Anno 1961

Braccagni – Roccastrada 2-1

In piedi: Tonini, Costi, Dottarelli, Tavarnesi, Torresi, Pianelli.

Accosciati: Pieraccini, Bartalucci, Mannucci, Dringoli, Ciurli.

 

 

 

 

 

Campionato 1964/65

In piedi: Dottarelli, Pondini, Bisti, Tacconi, Raffi, Rossi Dringoli (dirigente)

Accosciati: Torresi, Bartalucci, Cencini, Bernasconi, Bonelli, Costi.

 

 

 

 

Allievi 1967/68

Di questa formazione era allenatore il sig. Lanfranchi di Sticciano e presidente Damiano Scolari.

 

 

 

 

Campionato Allievi 1970/71

In piedi: Cherubini, Dringoli, Pieraccini, Renzetti, Carnesecchi, Casanovi

Accosciati: Minocci, Giorgini, Scolari, Boni, Martini, Raffaelli.

 

 

 

 

Campionato Giovanissimi 1977/78

In piedi: Carraresi (allenatore) Cappelli, Bocci, Pieraccini, Vellutini, Galli Edo, Galli Enrico,

Accosciati: Sonnini, Cencini, Conti, Polidori, Tarsi, Diaziani, Baldoni.

 

 

 

 

 

Campionato Giovanissimi 1978/79

In piedi: Galli, Fanti, Pieraccini, Cappelli, Bocci, Sonnini (dirigente), Conti, Sonnini F., Vegni, Carraresi (allenatore) Baldoni

Accosciati: Bellini, Bocchi, Brunacci, Tarsi, Bocchi, Diaziani, Polidori, Meacci, Sonnini G..

 

 

 

 

 

Campionato Giovanissimi 1980/81

In piedi: Galli, Tavarnesi, Carciola, Rossi C., Pimpinelli, Bellini, Zanchi.

Accosciati: Marchetti, Rossi M., Sonnini, Polverelli, Minocci, Marzocchi.

 

 

 

 

 

Campionato Pulcini  anno 1986

 

 

 

 

 

 

 

FORMAZIONI

 

 

Pubblichiamo una carrellata di foto che abbiamo reperito della prima squadra.

Partono dagli anni ’50, quando la nostra squadra si chiamava U.S. Montepescali-Braccagni ed aveva le maglie biancorosse (modello Aiax), fatte da Nilia Venturi e Mirella Meacci. In quel periodo Braccagni poteva contare su un numero esiguo di abitanti, per questo attingeva forze atletiche sia da Montepescali, sia, in seguito, da Nomadelfia, da dove giungevano giocatori, sempre con il permesso di Don Zeno.

Ricostruiamo, per sommi capi, le vicissitudini che porteranno alla nascita dell’U.S. Braccagni.

Come abbiamo visto nel 1946 si forma il primo sodalizio calcistico: L’U.S. Montepescali Scalo, presieduto da Plinio Vannini (celebre commerciante del paese scomparso pochi anni fa);  magliette color canarino. Con l’inizio degli anni ’50 questa società entrerà in crisi.

Interviene un gruppo capeggiato dal dr. Giuseppe Iacopini che da vita all’U.S. Montepescali-Braccagni, magliette, come si è visto, biancorosse. La nostra squadra  parteciperà  ai campionati di I Divisione, con lunghe trasferte nel livornese, con un notevole dispendio di risorse economiche, che saranno attenuate mediante feste da ballo (come quella alla Fattoria Grottanelli). Questa società durerà fino ai primi  anni ’60, poi anche questo consiglio entrerà in crisi.

Il 1965 è l’anno ufficiale di costituzione dell’U.S. Braccagni: colori sociali verde/oro (ispirati dalla forte nazionale brasiliana), colore di riserva blu; presidente Damiano Scolari, segretario Manrico Dringoli.

 

 

 

 

3 Aprile 1955

Braccagni – Sticciano 2-0

In piedi:Giacomi, Griggio I, Corbelli, Iacopini (presidente), Bocchi, Turchi, Lambardi

Accosciati: Salvadori, Griggio II, Calamai “Cacchiella”, Cappuccini “Saragat”, Cardini.

 

 

 

 

Scarlino, Febbraio 1967

In piedi: Bartalucci, Rigoli, Bisti, Rossi, Martini, Costi, Tanini (dirigente) , Scolari (dirigente),

Accosciati: Cencini, Bindi, Bonelli E., Bonelli M., Pondini.

 

 

 

 

 

Anno 1970

Nella foto vediamo giocatori e tifosi che festeggiano la promozione dell’Us Braccagni nel campionato 1969/70 di Terza Categoria davanti al Campagnatico. La nostra compagine veniva considerata il “Cagliari” della Terza; bomber della squadra era Enrico Bernasconi (forte soprattutto nei colpi di testa), mentre il trainer era Mauro Cerretani, grande allenatore dopo un’invidiabile carriera da calciatore. La squadra era formata dai seguenti elementi: Giampiero Pieraccini, Carlo Pondini, Remo Rigoli, Enrico Bernasconi, Alberto Costi, Ivano Benocci, Paolo Mantiloni, Massimo Tavarnesi, Marcello Tavarnesi, Domenico Cencini, Mario Bonelli, Riccardo Martini, Ugo Bartalucci, Enzo Bonelli, Liliano Rossi.

 

 

 

 

Anno 1975

In piedi: Berretti (dirigente) Cusimano (allenatore), Pieraccini II, Lolini, Pondini, Rabazzi, Mantiloni, Martini (dirigente) Mensi, Salvadori (dirigente)

Accosciati: Cappuccini (dirigente), Martini, Bai, Cherubini, Tavarnesi, Pieraccini II, Fazzi, Cittadini (dirigente).

 

 

 

 

Anno 1976

In piedi: Massellucci, Tavarnesi Marcello, Mantiloni, Rossi, Antonioli, Rabazzi, Tavarnesi Massimo, Mensi.

Accosciati: Scapin, Fazzi, Martini, Bai, Bonari, Pieraccini.

 

 

 

 

Anno 1980

Il Braccagni vince il campionato 1979/80 di Terza Categoria

In piedi: Davitti, Bracciali, Cencini, Barsotti, Rossi, Mantiloni, Fazzi, Bocchi (allenatore)

Accosciati: Davitti, Massellucci, Belardi, Soldati, Tavarnesi, Baldoni.

 

 

 

 

Campionato 1981/82

In piedi: Cappuccini (dirigente), Dringoli II, Mantiloni, Davitti, Costi, Dringoli I, Rossi, Giorgetti, Soldati, Serrai, Vannini (allenatore/portiere)

Accosciati: Massellucci, Martini, Barsotti, Saletti, Lesti, Bandinelli.

 

 

 

 

Campionato 1984/85

In piedi: Cappuccini (dirigente), Sonnini I, Pimpinelli, Mantiloni, Sonnini II, Soldati, Bigozzi, Salvadori, Cini, Tognazzi (dirigente), Tavarnesi (dirigente), Fallani (allenatore)

Accosciati: Sgherri, Bizzarri, Davitti, Allegro, Tavarnesi, Cencini, Sonnini (dirigente), Polverelli.

 

 

 

Campionato 1985/86

In piedi: Turin, Fanara, Vichi, Carnesecchi, Soldati, Mantiloni, Pimpinelli, Tavarnesi

Accosciati: Mantellassi, Davitti, Polverelli, Sonnini Rossi, Cencini, Lanforti

Assenti: Pieraccini e Bigozzi.

 

 

 

 

Campionato 1988/89

In piedi: Venturi (dirigente), Carnesecchi, Soldati, Pimpinelli, Tombolelli,  Coli, Salvadori, Tognotti, Galli, Piacentini (allenatore), Tognazzi (dirigente)

Accosciati: Cappuccini, Coli, Lanforti, Martini, Rossi, Mantellassi, Polverelli, Mangiavacchi (dirigente) 

 

 

CAMPIONATI

 

1969/70 = promosso in seconda categoria (allenatore Mauro Cerretani)

1970/71 = Seconda Categoria

1971/72 = retrocesso il Terza Categoria

1972/73 = Terza Categoria

1973/74 = Terza Categoria

1974/75 = Terza Categoria

1975/76 = Terza Categoria

1976/77 = Terza Categoria

1977/78 = Terza Categoria

1978/79 = Terza Categoria

1979/80 = promosso in Seconda Categoria (allenatore Boero Bocchi)

1980/81 = retrocesso in Terza Categoria

1981/82 = Terza Categoria

1982/83 = Terza Categoria

1983/84 = Terza Categoria

1984/85 = Terza Categoria

1985/86 = promosso in Seconda Categoria (allenatore Sergio Vannini)

1986/87 = Seconda Categoria

1987/88 = Seconda Categoria

1988/89 = Seconda Categoria

1989/90 = retrocesso in Terza Categoria

 

 

 

 

 

 

 

FASI DI GIOCO

 

Le partite, prima di disputarsi nell’attuale campo sportivo, si svolgevano presso il campo di gioco “V. Mazzola” di via Canzio (dietro la Chiesa), prima posto in senso Est/Ovest, poi Nord/Sud a causa del passaggio dei fili della corrente elettrica. Prima ancora, come abbiamo visto, il campo era vicino Casa Mancini.

Guardando le foto una cosa che colpisce, soprattutto nelle immagini del 1970, è la notevole presenza di pubblico stipato ai bordi del campo. Oggi, in presenza di una realtà demograficamente più consistente, assistiamo ad un calo di spettatori.

Ci auguriamo che la gente sappia ritrovare il calore e l’affetto, stringendosi sempre di più intorno alla squadra che rappresenta il proprio paese.

 

 

 

 

Anno 1967

Braccagni – Ribolla (Terza Categoria)

Tra i giocatori del Braccagni possiamo riconoscere: Martini (portiere), Liliano Rossi, Bisti, Cencini.

 

 

 

Anno 1970

Braccagni – Montorgiali 3- 1

 

 

 

 

Bernasconi “stacca” di testa e segna la seconda rete per il Braccagni.

 

 

 

Groviglio in area di rigore. Saltano Martini e Pondini.

 

 

 

 

Cencini porta a tre le reti per il Braccagni.

 

Partita decisiva per il passaggio di categoria, con un pubblico numeroso a sostenere la squadra; tra i più affezionati c’era il vecchio Castagnini, che si metteva sempre dietro la nostra porta. Anche i più piccoli non facevano mancare il loro incitamento cantando “Olio, petrolio e acqua minerale…”

 

 

 

Campionato di Terza Categoria – anno 1978

Scarlino – Braccagni 3 – 1

Il plastico volo del giovane portiere Galeotti non serve ad evitare il gol.  

 

TOP 11

La formazione ideale di tutti i tempi.

 

n.1 – Bartalucci Ugo

n.2 – Soldati Carlo

n.3 – Rossi Liliano

n. 4 – Cencini “Gnasco” Domenico

n.5 – Mantiloni Paolo

n.6 – Bocchi Boero

n.7 – Tavarnesi Massimo

n.8 – Costi Alberto

n.9 – Carlini Vanni

n.10 – Bonelli Mario

n.11 – Ore Giampiero

 

In panchina: Salvadori Alessandro, Martini Riccardo, Sonnini Gabriele,  Rossi Fabio, Calamiti “Cacchiella” Enzo, Enrico Bernasconi.

Allenatore: Mauro Cerretani

Presidente: Aleandro Berretti

Segretario: Manrico Dringoli

Accompagnatore: Ivano Sonnini

Guardalinee: Cappuccini Enzo

 

Questo elenco, fatto un po’ per gioco, è stato realizzato in base alle segnalazioni ricevute.

Abbiamo inteso rendere omaggio anche a due campioni “di passaggio” del passato: Vanni Carlini d’Alberese e Giampiero Ore di Scansano. Due autentici fenomeni (Ore ha giocato anche nella nazionale militare).

 

 

 

TORNEI

 

Una panoramica su alcuni tornei disputati dal Braccagni, il cui più rinomato resta quello estivo di Ribolla.

 

 

 

 

 

Il Torneo di Ribolla

Uno dei tornei più prestigiosi è stato sicuramente il torneo estivo notturno “Dario Senesi” di Ribolla.

Rappresentava una vetrina  dei migliori giocatori del calcio maremmano, del calibro di Ticci, Guscelli, Giannini. Le squadre da battere erano il “Settebello” e il “Donnini” di Ribolla, ma anche il Braccagni seppe farsi valere, vincendo per due anni consecutivi la coppa nel 1976 e nel 1977, togliendosi la soddisfazione di rimandare a casa regolarmente battuti i cugini del Montepescali.

Presidente era Domenico Martini, allenatore Enzo Bonelli, sponsor la Braima (un anno fu anche il Caseificio Rossi e Mini Bar).

In quel periodo Braccagni si spopolava per seguire le imprese della nostra squadra.

 

 

Torneo di Ribolla – Anno 1969

In piedi: Berretti (dirigente), Benocci, Rossi, Bocchi, Fratti, Bernasconi, Sonnini (dirigente) Pondini Dringoli (dirigente)

Accosciati: Cencini, Costi, Bonelli E., Martini, Bonelli M., Tavarnesi, Sonnini F. (la mascotte)

 

 

 

 

Torneo di Ribolla – Anno 1969: foto di gruppo tra giocatori e tifosi.

 

 

 

Torneo di Ribolla – Anno 1976

1’ classificato

In piedi: Mantiloni, Martini, Dottarelli, Pieraccini II, Pondini, Pieraccini I, Rabazzi.

Accosciati: Bonari, Del Lesto, Tavarnesi Marcello, Bonelli, Tavarnesi Massimo, Renzetti.

Da notare le magliette  Braima “a lutto” per la scomparsa di “Sardone”.

 

 

 

Torneo di Ribolla – Anno 1977

1’ classificato

In piedi: Bonelli Enzo (allenatore), Panebianco, Pieraccini, Fazzi, Scapin, Becatti, Bogi, Radi, Martini Domenico (presidente)

Accosciati: Martini R., Rossi, Polla, Lenzi, Massellucci, Mantiloni.

 

 

Torneo di Ribolla – Anno 1977

Foto di gruppo dopo la vittoria.

 

 

 

 

Torneo di Ribolla – Anno 1977

L’allenatore Enzo Bonelli viene portato in trionfo dai giocatori che sollevano

la coppa.

 

 

Torneo Estivo di Scarlino

In piedi: Bernasconi (dirigente), Cencini, Costi, Bernasconi Enrico, Roggi, Bisti, Tanini (dirigente)

Accosciati: Vignoli, Bartalucci, Bonelli, Lucchetti, Bardelli, Bindi.

 

 

 

 

Torneo di Roccatederighi – Anno 1967

Il primo a sinistra è Alberto Tavarnesi (guardalinee), l’ultimo a destra il dirigente Giachi.

 

 

 

 

Braccagni, Torneo dei Bar – Anno 1962

In piedi: Armini, Rossi, Nocciolini M., Cerretani, Meacci C., Ciardi

Accosciati: Meacci A., Nocciolini O., Pondini, Sonnini, Ortimini.

Al torneo parteciparono i bar: Costi (1’ classificato), Tavarnesi, Bernasconi, Filadelfi.

 

 

 

Con i nuovi impianti sportivi, Braccagni si è dotata di una pista polivalente, teatro negli anni passati di numerosi tornei estivi. Nella foto vediamo i giocatori (giovani e meno giovani) protagonisti di una finale di minicalcio disputata il 9 Giugno 1998.

 

 

 

 

 

 

IL DERBY

 

Ci sono delle partite che a Braccagni hanno sempre rivestito un’importanza particolare: il derby del Bruna con il Buriano, con il Ribolla o lo Sticciano.

Ma il derby per eccellenza,  quello vero, è sempre stato con il Montepescali.

E pensare che all’inizio si chiamava Unione Sportiva Montepescali/Braccagni. Ma anche allora non doveva essere un gran idillio, se molti giocatori di Montepescali (e qualcuno anche di Braccagni) preferirono andare a giocare a Sticciano, cosicchè una buona parte di montepescalini tifava per lo Sticciano. C’è da dire che poi, dopo due sonore sconfitte dello Sticciano da parte della nostra squadra, le cose si sistemarono.

C’è da dire però che i rintocchi del campanile non hanno mai  offuscato completamente la ragione, dando la possibilità di assistere a partite accese, combattute, ma che non sono mai degenerate in atti deplorevoli.

Certo, non  la penserà così l’arbitro Cucca di Talamone, quello tanto per intenderci, della secchiata d’acqua in testa, durante un incontro vinto dal Braccagni a Montepescali…

Dal prossimo anno questo derby tornerà a disputarsi in Seconda Categoria.

I tempi sono cambiati e c’è anche che parla di un’eventuale fusione tra queste due società: resisterebbe?

 

Ecco le formazioni di alcuni incontri.

 

 

 

 

Giovanili

Braccagni – Montepescali 1-2

In piedi: Meacci, Cerretani, Nisi, Fregoli, Griggio I (capit.), Parigi, Guarguaglini (allenatore)

In ginocchio: Mannucci, Capitani, Griggio II, Ciardi, Landeschi.

 

Campionato di Terza Categoria.

2 Febbraio 1975

Braccagni – Montepescali 1-1

Braccagni: Mensi, Mantiloni, Tavarnesi I, Pondini, Dringoli, Rabazzi, Tavarnesi II, Pieraccini II, Martini, Fazzi, Bai.

Montepescali: Bracciali, Rigone, Fiacchi, Lenzini, Butteroni, Cipriani, Sartoni, Storai, Lozzi, Fromboluti, Lozzi.

Arbitro: Arrighieri di Livorno

Marcatori: al 12’ Martini (B), al 35’ Lozzi I (M).

 

Campionato di Terza Categoria

28 Dicembre 1975

Braccagni – Montepescali 2-3

Braccagni: Mensi, Rabazzi, Soldati, Dringoli, Mantiloni, Bonari, Tavarnesi II, Cherubini, Panerai (Tavarnesi I al 42’), Pieraccini, Bai.

Montepescali: Calistri, Rigoli, Conti, Fromboluti, Lenzini, Viggiani, Marini, Casanovi, Lozzi II, Fiorilli, Lozzi I.

Arbitro: Carnesecchi di Grosseto

Marcatori: Lozzi I al 30’, Lozzi II al 55’, Mantiloni ® al 65’ Lozzi II ® al 70’, Mantiloni ® al 87’.

Note tratte dall’agendina del dr. Iacopini: “Partita pessima. Loro giocano d’impeto. Noi siamo senza ordine e senza centravanti. Difficile andare a rete”.

 

 

 

 

 

 

Il portiere del Braccagni Bracciali non può nulla contro il tiro di “Rececconi” Storai del Montepescali.

 

 

Campionato Esordienti

9 Aprile 1977

Braccagni – Montepescali 2-1

Braccagni: Bocchi (Galli II), Balestri (Angelini) Cappuccini, Cencini, Bellini, Vellutini, Sonnini, Salvadori, Spampani, Galli I, Conti.

Montepescali: Ciacci, Giorgi, Sodi, Marini, Paladini, Saladini, Sartoni, Starnai, Lorenzoni, Belardi, Balducci.

Arbitro: Venafra di Marina

Marcatori: Spampani (B), Galli I (B), Balducci (M).

 

 

 

 

 

 

SCAPOLI/AMMOGLIATI

 

Se c’era un avvenimento in grado di divertire e richiamare una numerosa  folla al campo sportivo, questo era l’incontro tra Scapoli/Ammogliati. Scontri epici tra “seghe” e “cornuti” (uno in particolare si disputava il 19 marzo), contornati sempre da un folto pubblico che non mancava di manifestare a questi improbabili atleti il proprio calore, attraverso l’incitamento e coreografie fatte da striscioni e cartelli. L’incasso poi andava all’Unione Sportiva.

Questi incontri cominciarono verso il 1951 e all’inizio della partita la “scelta del campo” aveva uno svolgimento tutto particolare, ossia attraverso una partita a carte “Va e vieni” a scopa tra Otello Pieraccini e Lauro Baroni.

Numerose e gustose sarebbe le scenette da ricordare; memorabile fu quando la folla fece il funerale con tanto di prete all’arbitro, il sig. Ferrari (rappresentante della Ferrero), accompagnandolo dentro una bara (costruita dal falegname Febo Bonelli) alla stazione a prendere il treno.

Calcio come puro divertimento.

 

 

 

 

Tra gli altri possiamo riconoscere Aristide Terzo “Guerrino” (colui che tiene la bandiera), Anselmi, Peruzzi, Carnesecchi “Barazzolo”, Bernasconi, Sonnini, Berretti, Tavarnesi (con la coppa), Bernini, “Duce”, Raspanti, Pepi, Basile, Rossi, Cappuccini, Bonelli.

 

 

 

 

Anno 1957

Scapoli – Ammogliati 3 – 2

Anche la bara con il prete pronto per la benedizione.

 

 

 

 

 

Foto di gruppo.

 

 

 

 

Al centro del campo Otello Pieraccini tiene due corna possenti. Uno dei principali organizzatori degli incontri era il sig. Basile.

 

 

 

Anziché prendere il pallone, il portiere Pietro Zanchi abbraccia il palo. Il difensore Larini lo… saluta!

 

 

 

 

Anno 1965 (circa)

Nella foto possiamo riconoscere da destra verso sinistra: Umberto Ciotti, Gianni Frare, Febo Bonelli, Elio, Mangiavacchi, Guido Baroni, Gino Cittadini, Ivano Sonnini, Agostino Lori, Enzo Armini, Silvestro Galli (con il cartello), Aleandro Berretti, Enzo Cappuccini, Oris Ciacci, Winter Mannucci.

 

 

 

 

 

 

TORNEO AMATORI

(ARCI)

 

Ci sono coloro che, magari anche con degli ottimi trascorsi da calciatore, non si arrendono all’avanzare dell’età, al dilagare dei chili di troppo ed alla contemporanea diminuzione di fiato, rifiutandosi di attaccare le scarpette al fatidico chiodo.

Poi ci sono coloro che avrebbero sognato, non diciamo una maglietta da titolare, ma anche da riserva, in qualsiasi squadra disposta a scommettere sulle proprie capacità calcistiche, evidentemente leggermente scarse.

Questa schiera, eterogenea, ma unita dall’identica passione di fronte all’irresistibile fascino di una palla che ruzzola, si ritrovava insieme fino a qualche anno fa in un torneo per amatori, l’ARCI.

Queste squadre si distinguevano sia per l’impegno profuso in campo, sia per le cene memorabili che si

svolgevano nei fondi del Pondini prima, del Tavarnesi poi.

 

 

 

 

 

 

GIOCATORI

 

L’Us Braccagni non ha mai navigato nell’oro, ma ha sempre dovuto fare i conti con risorse economiche limitate.

Anche attualmente il reperimento di fondi rimane il principale ostacolo da affrontare, non potendo contare sull’entrate di una festa o di grossi sponsor, come avviene per altri sodalizi sportivi.

L’unica grande ricchezza, l’unico vero patrimonio, è sempre stato rappresentato dal settore giovanile, un autentico serbatoio per la prima squadra.

Molti sono i giocatori usciti dal nostro vivaio per andare a rinforzare squadre che militano in categorie superiori.

Tra questi vogliamo ricordare Moreno Dottarelli (attuale allenatore dei portieri del Grosseto) che dalle giovanili del Braccagni è passato al Sauro, poi alle giovanili del Torino, poi Astimacobi, Ancona, Montevarchi; Alessandro Renzetti in arte Caribù o Ercolino,  dotato indubbiamente di elevate qualità tecniche e l’attuale massimo esponente prodotto dal vivaio gialloverde: Adriano Meacci.

Una citazione a parte merita il giocatore simbolo di Braccagni: il roccioso Paolo Mantiloni, scomparso prematuramente nel 1992 all’età di 41 anni.

 

 

ALESSANDRO RENZETTI

 

 

 

 

 

Dalle giovanili del Braccagni, fu accompagnato da Winter Mannucci agli osservatori dell’Unione Valdinievole. Da lì inizierà una brillante carriera che lo porterà a giocare nel Montecatini, in C1 con il Cosenza (insieme al forte Marulla), Messina, Crotone.

Pubblichiamo un brano tratto dal giornalino scolastico La Pulce dell’anno 1971, scritto dai bambini Gregorio Torresi e Ivonne Sonnini.

“Alessandro Renzetti è un ragazzo di sedici anni, alto magro, castano. E’ un giovane dell’Us Braccagni, affronta lo sport con tenacità, come fosse un lavoro e se la sua squadra perde, incomincia a rivolgere insulti alla squadra avversaria e tante volte litiga. Ma sua madre, dove l’abbiamo lasciata? Una donna alta, grassa, anche ella molto appassionata di calcio. Figuratevi che una volta, mentre guardava la partita dalla finestra di casa, vide che l’arbitro aveva squalificato il figlio. Arrabbiata, scese con le mani ai fianchi, con la faccia tempestosa si mise davanti all’arbitro, insultandolo; anche noi ragazzi, che avevamo visto tutto, facemmo altrettanto.

Alessandro ha sempre sognato di andare a giocare nella squadra della Fiorentina, la sua preferita. Finalmente il suo sogno si è avverato. L’undici febbraio è stato chiamato a Firenze per iniziare gli allenamenti nella squadra giovanile della Fiorentina.”

 

 

 

ADRIANO MEACCI

 

 

 

 

 

Nato nel 1966 a Francoforte (da qui l’appellativo Fritz  per gli amici), cresciuto nelle giovanili del Braccagni, ha militato per ben otto anni nelle file del Grosseto (con una breve parentesi a Cecina), sempre come centravanti; in seguito un anno in C2 nel Ponsacco  per poi trasferirsi a San Donà di Piave dove vive delle stagioni magiche, portando con i suoi gol la squadra dall’Interregionale alla conquista per la prima volta della C2. Dopo questo exploit arriva l’imprevista chiamata di Gaucci a vestire la maglia dei Grifoni del Perugia in serie B, dove contribuirà anche con i suoi gol  alla conquista della serie A (indimenticabile l’incontro trasmesso in tv: Perugia – Brescia 3 – 1 con doppietta di Meacci). Poi in C1 con l’Ancona (che salirà in serie B), Avezzano (C2) e Pistoiese (C1).

Pubblichiamo un brano di Pietro Pimpinelli tratto dalla Sentinella del Luglio 1995.

 

Segna per noi Fritz

Un campo verde con quattro bandiere a delineare un quadrato e due porte dove si deve segnare, può essere un campo di calcio, ma anche un pezzo di terra di questo mondo dove gli dei ti hanno relegato per dimostrare chi sei, quali sono le forze del tuo spirito, dove arrivano le tue potenze di uomo.

Se hai paura dell’avversario le tue potenti gambe da panzer tedesco non ti porteranno a scoccare una bomba che farà rabbrividire il povero portiere.

Se temi che le tue qualità di calciatore non siano in grado di salire ai gradini più nobili della scala della classe calcistica, sarai una fumata nera, un sogno le cui ali non l’hanno portato nei cieli della gloria; se pensi che ti circonderà ha armi troppo forti per fermare  la tua corsa, allora vorrà dire che sarai sconfitto dalla temerarietà dei poveri di spirito, di coloro che mandano a merda  questa vita in cui tutti si starebbe meglio senza l’invidia dei maligni.

Ma tu caro Fritz, Meo ti chiamano a Grosseto, anche quando sarai triste per un insuccesso, pensa che non sei solo, che lo stopper che ti copre deve affrontare la forza d’urto di un intero paesino di campagna il cui nome è Braccagni.

Noi siamo con te per tanti motivi, non solo perché ti si vuole bene e perché ammiriamo la tua testa sempre libera dai vincoli del potere, ma per qualcosa di più grande, qualcosa che solo tu ci potrai dare.

Se sarai grande, il bomber, ci farai sentire anche a noi parte di questo sogno, per la prima volta noi piccoli paesani dal buon cuore apparterremo al grande mondo che vediamo solo in televisione, a quel mondo aldilà di Grosseto e della Bruna dove tutti sembrano eroi, tutto più facile, meno doloroso di questa vita.

Facci sognare, segna per noi magico Fritz.

 

FRANCO COLOMBA

 

 

 

 

Franco Colomba è nato a Grosseto il 6 Febbraio 1955. Dopo un anno suo padre, carabiniere, venne a prestare servizio a Braccagni, dove nacque il fratello Giorgio. Dopo 5 anni il trasferimento a Bologna, da dove nelle giovanili Colomba spiccherà il volo verso palcoscenici si serie A e B, con una convocazione in Nazionale. Attualmente allena il Vicenza in serie A ed è uno dei mister più quotati sul mercato. E’ bene precisare che non ha mai rivestito la maglia del nostro paese.

 

PAOLO MANTILONI

 

 

 

Nella foto vediamo Paolo Mantiloni mentre solleva la coppa vinta nel torneo estivo di Ribolla del 1976

 

Un’autentica bandiera,  il giocatore simbolo del Braccagni, scomparso troppo presto.

Mentre c’è una tendenza dei giocatori a Braccagni di andare a provare esperienze in altre squadre, Paolo Mantiloni, pur ambito da società di categorie superiori, è sempre stato fedele alla maglia del Braccagni. Un giocatore arcigno, ma sempre estremamente leale e corretto.

Un esempio da seguire.

 

 

 

 

 

 

PERSONAGGI

 

 

Il calcio a Braccagni vanta una tradizione che ormai supera i 50 anni di storia.

Nell’arco di questo lungo ed intenso periodo di attività calcistica, sono stati sfornati non solo una serie di giocatori di buon livello, ma anche delle classi dirigenziali con dei personaggi che ormai sono entrati a far parte della storia del nostro paese.

Ne ricordiamo solamente alcuni (impossibile sarebbe citarli tutti).

 

ALDO RASPANTI detto Sardone

 

 

 

Si sentì male proprio durante un incontro del Braccagni nel corso del torneo estivo di Ribolla (anno 1976): era attaccato alla rete di recinzione e stava dando alla nostra panchina dei consigli tecnici, quando si sentì mancare. Questo la dice lunga sulla sua affezione alla squadra. Sardone era conosciutissimo anche perchè  era lo spazzino del paese.

Noto sportivo, dedicava particolare attenzione alla cura degli spogliatoi. Persona particolarmente emotiva, fino a quando proprio l’emotività lo ha tradito una calda sera d’estate  in mezzo alla sua gente.

 

ARISTIDE TERZO detto Guerrino

 

 

 

Se, come dice qualcuno, per essere dei veri braccagnini bisogna aver avuto nel sedere almeno una puntura del dottor Nisi, probabilmente, aggiungiamo noi, anche la nostra capigliatura deve essere passata dalle implacabili forbici di Guerrino. Il quale attraverso le sue famose “zazzere” riusciva a far la gioia dei genitori, non altrettanto quella dei figli.

Ma limitare il ricordo di Aristide Terzo detto Guerrino alla sola attività di barbiere, sarebbe riduttivo.

Scomparso nel 1992, persona assai affabile ed espansiva, il suo accento tradiva ancora le sue remote origini venete. Ci si rivolgeva a lui per l’ineguagliabile calligrafia, spesso era proprio lui che preparava le locandine per le partite domenicali.

Ma Guerrino era conosciuto anche per essere stato per molti anni il corrispondente da Braccagni per il giornale Il Tirreno, per il quale seguiva le partite della squadra locale.

Siamo entrati in possesso proprio della sua agendina, dalla quale abbiamo estratto le formazioni di alcune partite.

 

Campionato di Terza Categoria

26 Novembre 1972

Braccagni – Istia 0-0

Braccagni: Bartalucci, Tavarnesi I, Dringoli, Carnesecchi, Rabazzi, Piaraccini I, Tavarnesi II, Pondini, Martini, Bonelli, Pieraccini II. In panchina: Raspanti, Giorgini.

Arbitro: Caiozzi di Grosseto.

Note: al 40’ esce Pieraccini II entra Giorgini.

 

Campionato di Terza Categoria

22 Dicembre 1974

Braccagni – Sauro 4-0

Braccagni: Mensi, Raffaelli, Rabazzi, Pondini, Pieraccini II, Mantiloni, Tavarnesi, Cherubini, Martini, Pieraccini I, Bai. In panchina: Lolini, Fazzi, Bernasconi.

Arbitro: Bertocci di Livorno

Marcatori: Tavarnesi, Martini, Mantiloni ®,Tavarnesi

 

Campionato di Terza Categoria

23 Marzo 1975

Braccagni – Monterotondo 2-1

Braccagni: Trinci, Mantiloni, Rabazzi, Pondini, Dringoli, Pieraccini I, Tavarnesi II, Pieraccini II, Martini, Fazzi, Bai. In panchina: Mensi

Arbitro: Corazzesi di Montiano.

Marcatori: Pieraccini I, Pieraccini II, Rossi (M)

 

Campionato Allievi

14 Novembre 1976

Braccagni – Castiglionese 0-3

Braccagni: Galeotti, Balestri, Viviani, Berretti, Bandinelli (Rossi), Favali, Barsotti, Cappelli, Baccetti, Gazzarri, Nicchi.

 

Campionato di Terza Categoria

12 Dicembre 1976

Braccagni -  Arcille 3-0

Braccagni: Mensi, Bonari, Antonioli, Mantiloni, Rabazzi, Pieraccini, Tavarnesi II, Rossi, Martini, Pagano, Bai. In panchina: Scapin, Tavarnesi I.

Arbitro: Macor di Livorno

Marcatori: Martini, Bai, Bai.

 

Campionato di Terza Categoria

6 Novembre 1977

Braccagni – Buriano 3-2

Braccagni: Mensi, Bonari, Soldati, Mantiloni, Massellucci, Fazzi, Barsotti, Pondini, Martini, Rossi, Cencini. In panchina: Galeotti, Dringoli.

Arbitro: Lazzerini di Grosseto

Marcatori: Martini (Br.), Barsotti (Br.), Barsotti (Br.), Cecchinelli (Bu.), Baldoni (Bu.)

 

Campionato di Terza Categoria

10 Dicembre 1978

Braccagni – Olmini 6-1

Braccagni: Belardi, Bonari, Soldati, Tavarnesi, Massellucci, Mantiloni, Baldoni, Martini, Rossi, Fazzi, Barsotti. In panchina: Galeotti, Pondini.

Arbitro: Di Fante di Grosseto.

Marcatori: Baldoni (B), Frati (O), Baldoni (B), Baldoni (B), Rossi (B), Martini (B),  Soldati (B)

 

Campionato di Terza Categoria

1 Aprile 1979

Braccagni – Laghi 1-0

Braccagni: Belardi, Acciai, Bonari, Cencini, Soldati, Mantiloni, Tavarnesi, Baldoni, Fazzi, Pondini, Barsotti. In panchina: Galeotti.

Arbitro: Pierini di Manciano.

Marcatori: al 40’p.t.  Mantiloni ®

 

Campionato di Terza Categoria

3 Febbraio 1980

Braccagni – Boccheggiano 3-1

Braccagni: Belardi, Soldati, Cencini, Davitti, Bocchi, Mantiloni, Davitti, Rossi, Martini, Fazzi, Barsotti. In panchina: Bracciali, Baldoni.

Arbitro: Di Marco di Grosseto.

Marcatori per il Braccagni: Rossi, Barsotti, Davitti.

 

Campionato di Seconda Categoria

1 Febbraio 1981

Braccagni – Civitella 0-3

Braccagni: Belardi, Mantiloni, Soldati, Davitti L, Martini, Costi, Martini, Bonelli, Davitti, Barsotti, Fidanzi.

Arbitro: De Siati di Pisa.

Note: nel s.t. al 13’ espulso Soldati, al 20’ Costi, Davitti e Martini. Al 29’ rigore inesistente per il Civitella.

E qui si fermano le annotazioni di Guerrino. La memoria ci riporta al clima di una partita divenuta incandescente  a  causa di discutibilissime decisione arbitrali. Lo stesso sarà scortato dai carabinieri sino alla stazione, dove sarà oggetto di insulti e getti d’acqua da parte di una folla inferocita.

 

 

ENZO CAPPUCCINI detto Tacchino

 

 

 

 

 

Nella foto vediamo Enzo Cappuccini al centro, contornato dagli amici dell’Unione Sportiva

 

Ci sono delle persone con le quali è impossibile non andare d’accordo, che con la loro presenza sono in grado di calmare gli animi e di dare serenità all’ambiente.

Forse sono proprio queste persone, umili e che non amano le “luci della ribalta”, le vere colonne di qualsiasi gruppo o associazione.

Due di queste erano sicuramente Enzo Cappuccini, detto “il Tacco” (guardalinee per antonomasia), e Oris Ciacci detto “Pato” (foto sotto).

Quando c’erano le trasferte nei campionati giovanili i ragazzi facevano a gara per assicurarsi un posto nella 127 del Ciacci o nella mitica R4 Rossa del Tacco, per poi magari fargli i dispetti togliendogli la marcia o per ricordare loro che le automobili  hanno anche altre marce oltre la terza. Poco importava: qualche immancabile sosta nei bar ed il gioco del calcio sembrava ancora più bello e divertente.

 

 

 

 

 

La prima a sinistra è l’inconfondibile sagoma di Oris Ciacci detto “Pato” durante una partita tra Scapoli/Ammogliati

 

 

 

 

 

 

Brani tratti da

LA SENTINELLA DEL BRACCAGNI

 

 

 

 

 

 

Per tanti anni custode del campo sportivo

“MASO”

di Giuseppe Iacopini

 

Tratto da La Sentinella del Dicembre 1995

 

Era “Maso” per tutti.

Al secolo Rossi Tommaso. Fine dicitore, grande narratore, acuto osservatore.

Per ricordarlo così com’era è necessario coinvolgere anche altre persone caratteristiche della sua epoca, perché le cose più esilaranti le compiva con loro.

Era famoso per raccontare la sua novella: “la Volpina”. Ma non era una novella per tutti i ragazzi: bisognava avere tra gli 8 ed i 10 anni, allo scopo di poterla recepire in tutti i particolari ed avere una resistenza da maratoneta, perché durava quattro ore. Io aspettai la famosa “Volpina” con l’ansia di un bambino che credeva nelle favole, ma lui pretendeva di più: affermava che non era affatto una favola, ma si trattava di un fatto vero, realmente accaduto. Non riesco a ricordare la trama con precisione, con fatture di stregoni, voli su tappeti volanti a velocità tale che “gli cascarono tutti uncichi delle deta”. Si faceva pregare per raccontarla, poi alla fine, fissato l’appuntamento con il genitore, alle venti in punto iniziava il racconto ed andava avanti sino a mezzanotte. E guai ad addormentarsi!!

Aveva lavorato un po’ da tutte le parti, ma gli ultimi anni era stato assunto dall’ANAS per ripulire le cunette sull’Aurelia. Andava al lavoro in bicicletta, ma un bel giorno la bicicletta sparì. La cosa lo rodeva in maniera particolare, perché non amava fare la parte dello stupido che si era fatto derubare proprio nell’ora di riposo, quando schiacciava un pisolino. Così raccontava che proprio mentre lui dormiva come una lepre, cioè con un occhio aperto ed uno chiuso, nell’attimo in cui cambiava occhio, all’improvviso la “vecighetta” era sparita. Inutili furono le ricerche della “Bianchi” di Maso e lui fu costretto a comprarne un’altra.

Dopo guerra, quando ripresero i comizi elettorali, lui era sempre presente, in prima fila. Non nascondeva le sue idee di sinistra, ma, con spirito altamente tollerante, non contrastava mai chi non la pensava come lui.

Quando venne la televisione diventò un frequentatore appassionato ed attento. Principalmente seguiva gli incontri di pugilato, che poi commentava con il suo fraseggio colorito.

Stava sempre davanti a tutti e ad ogni colpo ben assestato si volgeva indietro strabuzzando gli occhi ed allungando la bocca, a dimostrazione dell’apprezzamento che manifestava.

Ma le serate più belle erano quelle del “terziglio” al bar Bernasconi. Compagni di gioco fissi erano “Mastumara”, al secolo Mario Dringoli, un filosofo che prendeva le cose con grande distacco e serenità, unitamente a Danilo Mascelloni.

Bisognerebbe spendere più di due parole per ricordare Danilo. Era dotato di un’intelligenza non comune, di una mente che ragionava alla velocità di un computer e non solo per giocare a carte. Aveva un carisma tutto particolare, una personalità smisurata che s’imponeva senza che lui se ne rendesse conto. Morì prematuramente in un incidente assurdo.

Maso continuò la sua vita di pensionato, nominato da me custode del campo sportivo. Non era un appassionato di calcio, “uno spormenne” come lui diceva, ma era un modo come un altro di fargli arrivare in tasca cinquemila lire tutti i mesi, che lui, nella dignità, non avrebbe mai accettato in maniera diversa.

Avevamo da poco inaugurato il nostro Cimitero, nella volata per essere il primo a rinnovarlo fu battuto da “Cicala”. Così fu secondo ed ora l’hanno già scavato e messo nell’ossario.

E pensare che avrebbe meritato, come tutti quelli della sua epoca, un vero monumento!

 

RISORGEREMO… PAROLA DI PRESIDENTE

di Aleandro Berretti

 

Tratto da La Sentinella del Marzo 1992

 

Prima un breve prologo.

Era la fine degli anni ’60 e l’U.S. Braccagni s’impose alla grande al torneo estivo di Ribolla e nell’anno seguente ottenne la promozione in 2’ categoria. Tutto questo con giocatori di Braccagni.

Dopo venti anni di alti e bassi, il consiglio dell’U.S. a seguito dell’ultima retrocessione, prese la decisione abbastanza importante: non iscriversi al campionato di 3’ categoria e proseguire l’attività solo a livello giovanile.

Le cause furono la mancanza di fondi e la carenza di giocatori del posto con i quali le piccole società come il Braccagni tirano avanti.

Invece la maggioranza dei nostri atleti, tendono a giocare in squadre di altri paesi; chi lo fa per tentare la carriera o chi per ambizione degli stessi genitori di avere un figlio che gioca in qualche società più grande.

Il risultato è che a Braccagni sono costretti a prendere giocatori di fuori e quelli anche poco, ma vanno pagati, magari solo il rimborso del viaggio.

La squadra viene seguita di meno e di conseguenza diminuiscono gli incassi e i fondi finiscono; da qui la decisione di sospendere per un anno, per poi vedere.

Nell’estate del 1991 si forma l’attuale consiglio, con il fermo proposito di rifare la squadra con tutti i ragazzi del posto, come venti anni fa’.

Viene contattato Alessandro Pieraccini detto “Cecchino” che dopo aver militato nelle giovanili del Braccagni anni fa’, ha giocato in varie squadre non solo della nostra provincia.

Il “Cecchino” torna a Braccagni col chiaro intento di insegnare tutto quello che ha imparato, nella sua lunga carriera, ai giovani locali.

Egli è l’unico che percepisce lo stipendio ma non per giocare, bensì per allenare.

Dopo un avvio un po’ stentato la squadra ha cominciato ad ingranare ed a mettere insieme qualche risultato positivo. Le basi ci sono e se il paese ci vuol dare una mano…

Cosa abbastanza facile del resto, perché basta che la domenica la gente venga alla partita quando si gioca in casa; così facendo porterebbe un po’ di soldi e soprattutto un bel po’ di incoraggiamento. Se poi non interessa venire al campo c’è sempre la possibilità di richiedere la tessera di socio sostenitore.

Vorrei spendere qualche parola anche per i giovanissimi che si avvicinano per la prima volta al calcio e che potrebbero divenire i futuri giocatori del Braccagni e forse chissà, potrebbero far carriera in squadre più importanti.

Quindi invito i genitori a mandare i figli al campo sportivo, anche quando piove, che tanto un po’ d’acqua non gli fa male; così impareranno a stare in compagnia di altri bambini e faranno un po’ di sport.

Vorrei quindi concludere invitando tutti gli sportivi e non solo, a stringersi intorno alla nostra squadra di calcio; a sostenere i nostri giovani ragazzi affinchè l’U.S. Braccagni possa tornare a militare in ranghi che più  gli appartengono.

Quindi la domenica tutti al campo sportivo per un solo grido: “FORZA BRACCAGNI!”.

 

 

 

 

 

Nota. Siamo agli inizi degli anno novanta:  Braccagni vuole voltare pagina. La nostra Comunità si appresta a vivere gli albori di una nuova Primavera, che porterà verso un rinnovato entusiasmo ed interesse nel campo delle attività sociali, culturali, sportive.

Tra i protagonisti di questo rinnovato risveglio troviamo Aleandro e Marco Berretti.

Il primo tornerà a prendere le redini della squadra di calcio, dopo un periodo di profonda crisi; Marco (anche lui poi entrerà nell’Unione Sportiva) sarà uno delle colonne portanti del Gruppo Tradizioni Popolari “Galli Silvestro”, che grazie anche alla sua opera acquisterà nuovo impulso e vigore, diventando promotore di importanti manifestazioni.

Adesso il Braccagni è “risorto”; iniziative come il “Maggio”, la “Befana”, la Sentinella, continuano ad esistere, ma si sente (e tanto) la mancanza di uno come Marco.

Se dobbiamo dedicare a qualcuno questa umile pubblicazione, allora non abbiamo dubbi: è per loro, due nostri grandi amici scomparsi in maniera tragica il 4 ottobre 1994.

 

 

 

ESSERE BRACCAGNINO

di Pietro Pimpinelli

 

Tratto da La Sentinella del Gennaio 1998

 

Essere Braccagnino significa andare per la salita del Peruzzo con la Renault 4 del Tacco che impreca sorridendo, l’arbitro ci aspetta già da mezz’ora, ma il nostro grande Ciotti sarà intervenuto per calmarlo. Enzino ha già fatto le sue strategie con Nino a centrocampo, Michelone libero alla Baresi, Cristianino a ruttare in faccia agli attaccanti, il Massellucci in porta e tutti a correre per vincere.

Essere Braccagnino significa essere nati in un paese così tuffato nella campagna da sembrare tanti poderi insieme.

Al campo, dietro la chiesa, c’è Marcellino sulla fascia che sembra un trattore sulla linea laterale, e il grande Cacio tira le punizioni alla “Cacino” perché l’ha sempre tirate così, anche prima di Platini e Maradona.

Le discussioni al Bar Bernasconi sono ad alta voce, le gote rosse ed infiammate di Errico si oppongono con veemenza al vocione del grande Attila, sempre pronto a far casino: noi ragazzetti li osserviamo attoniti. È difficile pensare che nella vita incontreremo cose più importanti del calcio; ancora la passera è lontana e tutto il mondo ci sembra rotondo a spicchi neri.

D’inverno è freddo e Millo giù da Eraldo in cantina parla del suo cane e di uccelletti con la sicurezza di un veterano. Il fuoco scricchiola, Elisabetta, Stella, Silvia ci sorridacchiano, qualcosa si muove. Quasi, quasi, vado in culo alla Juve e al porto d’armi.

Dal Comparini il toro ci punta e di rincorsa picchia nella cancellata, bisogna stare attenti che non arrivi il Comandante. La sua famiglia è sempre stata la più importante del paese, le granocchie che infiliamo nelle borsine della Coop vengono dalle fosse dei suoi campi e poi quando giochiamo a pallone nelle ristoppie fa sempre finta di non vederci.

Il prete ci dice con la massima serietà di andare a messa, ma la chiesa è troppo alta, mette quasi paura, meglio andare a vedere di qualche luccio giù da Mario là alla Bruna.

Domenica c’è il derby Braccagni-Montepescali, tutti al campo; ancora i soldi non contano, non veniamo umiliati, c’è il Gaghe che la infilza di testa or ora tornato dal Brasile bianco, bianco (eppure là c’è il sole); dietro con Paolone e il Soldati ci fanno una sega Bettega e Altobelli. Il Brencio dice qualche stronzata in romano sulla panchina dell’IP e le sue manone grandi mi fanno compagnia alla testa.

Tutti sono al mare, Narina e cogliere i pomodori e io passo il tempo con i vecchi del paese. Alle cinque sul fresco si va a tirare qualche pallata a tennis sul muro della Pesa. C’è una finestra sola ma il Mahi ce la butta sempre. Il Rappoli, Yoghi, Nino e Michele giocano di nascosto a poker, tutti vincono, nessuno perde, ma il biondino che sta in via Cadolini ha già raggranellato per quando si sposa.

Passa il Ranzani, pianta due schiaffi a tutti e va a casa in bicicletta.

Edo Galli ha già cambiato la settantesima fidanzata e il diciottesimo lavoro.

Essere Braccagnino vuol dire essere nati qui, conoscere le famiglie storiche e capirle, sapere quali fosse sono diventate asfalto, dove erano i campi prima dei capannoni, che era il grande Oris e sapere quante ragazzotte sono state ignudate la notte della Festa della Fagiana.

Essere Braccagnino significa avere il sangue gialloverde e aver avuto nel culo almeno una puntura del vecchio dottor Nisi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articoli tratti dal giornale

IL TIRRENO

 

 

 

 

 

Marzo 1946

Da Castiglion della Pescaia

Castiglione – Montepescali 4-0

Il punteggio stesso è sufficiente a dimostrare quale sia stato l’andamento del giuoco: un goal nel primo tempo, infatti, è stato il coronamento di un giuoco arruffato e fiacco; tre goals nel secondo tempo, invece, il corollario di una ripresa più ordinata, precisa e tecnica.

I punti sono stati segnati nel primo tempo dall’ala sinistra Ciacci e nel secondo tempo dal centro avanti Carducci con classiche rovesciate a mezza altezza.

La squadra del “Montepescali” ha tentato invano, durante i novanta minuti, di penetrare attraverso le linee avversarie onde marcare il punto della bandiera, ostacolato in maniera magistrale dal terzino rosso blu Terminali.

Buono l’arbitraggio.

 

Anno 1947

Il torneo Propaganda

Batignano – Montepescali 7-1

La giornata del 19 marzo è stata particolarmente proficua al bianco-verdi di Batignano, i quali in occasione della festività di S. Giuseppe, si sono portati in quel di Montepescali con un seguito di numerosissimi sostenitori.

La partita era particolarmente sentita dato lo spirito di campanile che esiste fra le due frazioni. E’ stato un bell’incontro anche se giocato su un terreno reso pantanoso dalla pioggia caduta nella mattinata.

Il Batignano, forte in ogni reparto (anche se con le ali di riserva e prive di allenamento) ha letteralmente dominato da un capo all’altro dell’incontro, ponendo alle spalle dell’estrefatto  portiere del Montepescali ben sette palloni che hanno coronato la supremazia dei 90’ di gara.

I punti per i bianco-verdi sono stati segnati 3 da Candura, 2 da Falsini, 1 da Aprili e 1 da Garomersini.

Una bella gara l’ha disputata il popolare Candura, il quale, come mezzo-destro, è un vero piacere vederlo.

Gli ospitanti hanno segnato il punto della bandiera ad opera del loro centro-avanti.

L’arbitraggio del sig. Bonucci di Grosseto è stato ottimo sotto ogni aspetto.

La squadra campione di Batignano si è schierata nella seguente formazione: Capecchi, Nebbiai, Sfondrini, Tona, Aprili, Sbardellati, Garomersini, Candura, Falsini, Ponticelli e Cappelli.

 

Come sottolinea il cronista dell’epoca, il derby con il Batignano rappresentava un incontro infuocato, particolarmente sentito dalle due tifoserie. Famoso è rimasto quello arbitrato dal sig. Mario Dalla Cesara.

L’arbitro si presentò al Campo di Braccagni (a Casa Mancini) ed i giocatori locali gli dettero un amichevole benvenuto: “Arbitro, oggi fai per bene se non per te si mette male!”.

Sarà perché i batignanesi gli avevano promesso un fiasco d’olio, fatto sta che si vinceva per 1 a 0 fino a  pochi minuti dal termine quando Dalla Cesara assegnò un calcio di rigore alla squadra ospite. Apriti cielo: successe il finimondo! L’arbitro fu circondato e aggredito. Per fortuna c’era di passaggio un camion di militari delle Versegge, che lo prelevarono, sottraendolo ad una folla inferocita, e lo caricarono sul camion.

 

 

Maggio 1947

Istia – Montepescali Scalo 5 – 0

Assai proficua è stata per gli azzurri istiensi l’ultima partita di questo Campionato di Propaganda poiché, con tale affermazione, si sono aggiudicati il terzo posto nella classifica.

Prima della gara abbiamo assistito a un gesto molto significativo offerto dai calciatori ospiti, i quali si sono recati a deporre un mazzo di fiori alla cappella degli “Undici Martiri d’Istia”.

A nostro giudizio la partita non ha bisogno di commenti in quanto il punteggio rispecchia l’andamento della gara.

 

13 Giugno 1948

Bollettino F.I.G.C.

Partita Montepescali – Ravi

Accertata la irregolare posizione di due giuocatori del Ravi partecipanti alla gara a margine si assegna partita vinta al Montepescali, col risultato conseguito sul campo: Montepescali batte Ravi 2 a 0.

Si diffidano tutte le Società partecipanti al campionato di non includere per la disputa di gare elementi che non siano in possesso dei requisiti necessari per parteciparvi, a scanso di dover poi provocare provvedimenti disciplinari da parte di chi di competenza, a carico di tali giuocatori.

Classifica:

Alberese         11 6 3 2 32 18 13

Montepescali  12 5 5 2 27 16 13

Batignano        9   6 2 1 16 5   14

Centro Rif.      11 5  2 4 23 18 12

Ribolla             10 6 1 3  30 11 13

Ravi                 10 5  2 3  26 14 12

F.G Bagno        9  2  1  6  10 32 5

Aurora Massa  11  0  2 9  9   42  1

 

18 Febbraio 1949

Da Braccagni

Riunione di sportivi

L’Unione Sportiva Montepescali Scalo invita tutti i soci ad intervenire alla riunione che sarà tenuta lunedì c.m. nella sala Pieraccini per il seguente ordine del giorno:

Chiusura anno finanziario;

Elezione del nuovo consiglio direttivo;

Varie.

Si prega di non mancare.

 

18 Gennaio 1951

Cronaca di Follonica

San Pietro – Montepescali 3-1

Montepescali: Zanchi, Pieraccini, Rossi, Carnesecchi, Ortimini, Bovani, Ciacci, Peruzzi II, Ferretti, Lorini, De Sanctis.

San Pietro: Bernardoni, Gemignani, Bonamici, Bulichelli I, Cagliaro, Salvadori, Bertaccini, Baldini, Ricci I, Ricci II, Caciagli (Ranieri).

Arbitro: Conti di Follonica.

Goals: 1° t.: Ricci I al 20’ e 31’ (S.P); 2° t.:Bertaccini al 19’ (S.P.), Ferretti al 44’ (M).

 

Per la prima volta la squadra del San Pietro ha fatto la sua apparizione ufficiale sul terreno del Campo Comunale giocando una partita contro il giovane “undici” del Montepescali.

Prima di passare a trattare come sono andate le cose durante i 90’ di giuoco è bene premettere che una mancanza totale di educazione, ed è penoso doverlo rilevare, è regnata ad opera degli atleti i quali accompagnavano sovente gli errori di questo o quel compagno con improperi e bestemmie degne di frequentatori delle più basse bettole. E’ bene che chi ha il compito di insegnare il gioco a questi ragazzi riesca prima a far comprendere loro che il regolamento del calcio colpisce, attraverso gli arbitri, coloro che si rendono indifferenti ad ogni buona norma di educazione fino all’espulsione dal campo.

Ed ora veniamo alla partita.

Due “undici” acerbi nella quasi totalità dei propri elementi e, nonostante la giovane età dei più, ancora troppo a corto di fiato. Non hanno ancora assimilato una struttura di gioco vera e propria ed in ciascuno  è la bramosia di liberarsi della palla con calcioni dati senza convinzione e senza ponderazione. Hanno bisogno di molto lavoro, prima atletico e poi sulla palla e siccome la volontà non manca siamo certi di vederli nuovamente all’opera in un prosieguo di tempo trasformati ed educati.

Del Montepescali solo il portiere, autore di belle parate (l’unico errore quello del 3° goal subito) ed a tratti il terzino Pieraccini, si sono salvati dal marasma generale. Nulla la mediana, insufficiente la linea di punta. Nei 90’ due sole azioni pericolose verso la porta di Bernardoni: al 36’ della ripresa ad opera di Ciacci che a conclusione di una azione personale ha costretto il portiere avversario a salvare in corner ed al 44’ l’unico punto segnato da Ferretti. Poi niente di notevole.

Del San Pietro dobbiamo registrare il lungo periodo di predominio territoriale (75’ su 90’), i tre goals segnati ed altrettanti banalmente sciupati per la troppa precipitazione dei propri avanti.

Sicuro Bernardoni impegnato però maggiormente dagli allunghi di Cagliaro che dai tiri degli avversari. Dei terzini buona la prova di Bonamici affermatosi sicuro e preciso colpitore nei rimandi volanti. La mediana è deboluccia. Il solo Bulichelli I, pur a corto di allenamento, è stato quello che ha rifornito incessantemente di palloni il proprio attacco ove la vecchia volpe Ricci I (troppo individuale) e le mezze ali Baldini e Ricci II svolgono un lavoro massacrante ma troppo confuso quando si trovano in area avversaria. Un ragazzo invece che ha dei numeri per farsi strada è l’ala sinistra Ranieri che nel 2° tempo ha sostituito Caciagli.

D’altro canto sarebbe ingiusto voler pretendere grandi cose da una squadra che è agli inizi della sua formazione, ma siamo certi che il costante insegnamento dell’ex portiere Riparbelli (il generoso “Pallino”) riuscirà a trasformarla in un “undici” efficiente ed ottimo.

1 goals: nel primo tempo al 20’ è Bonamici che libera la propria area dal calcio d’angolo battuto da de Sanctis. La palla perviene a Bertaccini che fugge per poi crossare al centro. Ricci I se ne impossessa, supera la difesa e segna imparabilmente. Al 31’  scambio a metà campo tra Ricci I e Bulichelli I che avanza. I due con rapidi passaggi giungono in area ed il centro avanti scartato Pieraccini segna ancora nell’angolo destro. Nella ripresa al 19’ terza rete del San Pietro. Fugge sull’estrema sinistra Ranieri e giunto all’altezza dell’area di rigore crossa sul centro dell’area di porta. Zanchi esce per sventare la minaccia ma non riesce a trattenere la palla che ripresa da Bertaccini viene spedita nella rete incustodita.

Al 44’ la rete dell’onore degli ospiti. Contropiede e palla a De Sanctis, poi a Ferretti che batte facilmente Bernardoni.

Da notare l’espulsione al 40’ di Bulichelli I e Rossi per reciproche scorrettezze.

Renato Benedetti

 

Partita grottesca, surreale. La nostra squadra,  “formato Brancaleone”, si reca a Follonica per un rapporto di amicizia tra dirigenti. Dopo poco i minuti i giocatori, soprattutto i nostri, cominceranno ad insultarsi tra loro ad ogni minimo errore, tanto da finire sul taccuino dell’estrefatto e scandalizzato cronista.

 

2 Marzo 1951

Da Montepescali

Che cosa ne vogliamo fare dell’U.S. Montepescali Scalo?

Nel 1946 fu fondata a Montepescali Scalo l’U.S. Montepescali Scalo ed eletto un consiglio direttivo con l’intento di esplicare esclusivamente attività calcistica.

Ed infatti fu così.

Durante i primi due anni di vita della Società, furono disputati due campionati provinciali e tutto il pubblico che affluiva allora numeroso intorno al rettangolo di gioco, era entusiasta della nostra organizzazione sportiva. Poi tutto finì, o quasi. Infatti da allora l’U.S.M.S. non ebbe più un Consiglio  Direttivo che avesse pensato, se non a partecipare a campionati (che non furono più organizzati), almeno a continuare l’attività intrapresa limitandosi magari ad incontri amichevoli.

Successivamente fu evitato il ritiro del campo di gioco da parte dei proprietari sigg. Conti Venier-Grottanelli, ad opera di qualche appassionato che limitatamente coadiuvato dagli stessi giocatori, prese le redini e la suddetta U.S. dette ancora cenni di esistenza.

Oggi siamo nelle stesse condizioni e benchè in questi ultimi anni siano state disputate diverse partite, non si nota interessamento neppure da parte dei soci fondatori.

Le prove più chiare sono: lo scarso pubblico agli incontri e la mancata assemblea generale indetta tre volte ed altrettante fallita.

A questo punto, considerato impossibile continuare di questo tono, è lecito domandarci: Che cosa ne vogliamo fare dell’U.S. Montepescali Scalo? Vogliamo che esista ancora, oppure no?

E’ necessario ora che ognuno interroghi se stesso e si faccia avanti a proporre i suoi punti di vista.

Questo, tutti i soci, vecchi e nuovi, e tutti gli sportivi possono farlo attraverso l’assemblea generale che, ancora una volta, è indetta per sabato 3 marzo alle ore 20 in prima e alle ore 21 in seconda convocazione, nella sala Pieraccini. Secondo il parere di tutti e magari attraverso votazione, si può regolare la posizione dell’U.SM.S. come segue:

eleggere, se c’è il favore della maggioranza, un consiglio direttivo che riporti l’U.S.M.S. ad una pur modesta attività (modesta per le scarse possibilità finanziarie) in modo che i giovani giocatori locali non siano abbandonati molto più se si pensa che il fine più nobile dello sport è quello di educare gli animi;

sciogliere l’U.S.M.S. come conseguenza logica di una eventuale decisione in tal senso.

A questo punto non resta che auspicare favorevolmente per il primo punto.

Avvertiamo intanto che domenica 4 marzo la squadra canarina ospiterà la forte compagine del S. Pietro (Follonica).

Preghiamo quindi di intervenire.

Vannini Guido

 

 

7 Aprile 1957

Cronaca di Montepescali

La “Coppa S. Guglielmo”

Su iniziativa della Parrocchia S. Guglielmo di Braccagni, è stata messa in palio una coppa che verrà disputata fra cinque compagini calcistiche maremmane. Gli atleti che vi prenderanno parte non dovranno superare i 18 anni quindi siamo certi che assisteremo a delle partite piene di brio e di cambattività. Le squadre sono: il Braccagni che schiera dei giovanissimi, il Roccastrada della quale non possiamo sapere, la Polisportiva che ha nelle sue file dei giovani studenti del Commerciale inferiore, i Ferrovieri anch’essi giovanissimi, ed infine la “Mazzola” di Montepescali che è fra le più quotate anche perché molti dei suoi giocatori hanno militato in altre squadre negli anni precedenti.

Ecco quali sono le cinque squadre avversarie che si contenderanno la Coppa S. Guglielmo.

La battaglia è senz’altro aspra e difficile, ma non è detto che sul palo d’arrivo la casacca biancorossa della Mazzola, sia pur per una corta testa, non possa balzare vittoriosa.

Essa schiera Paladini, un portiere bravo e pieno di ardimento; Fantini I e Pimpinelli, due terzini abbastanza sicuri; Fantini II e Ciarini mediani che riusciranno senz’altro a dare il via ai cinque uomini di punta; il centro mediano Marchetti che cercherà di spazzar via le insidie della sua area. Infine i cinque attaccanti: Fiorilli I e Cipriani II veloci e desiderosi di ben figurare; le due mezze ali: Castellucci e Fiorilli II veri sgobboni, ed infine il centro attacco Cipriani I che si darà da fare per superare la barriera difensiva avversaria.

Roberto Cipriani

 

8 Aprile 1957

Giocatore infortunato

Un grave incidente si è verificato durante lo svolgimento della partita Braccagni – San Carlo.

Il centromediano della squadra locale Bardi Gerardo di 22 anni residente in via Mameli 1, mentre si stava esibendo in una sforbiciata cadeva malamente a terra, dove rimaneva dolorante.

Veniva soccorso dai compagni di squadra, i quali lo trasportavano ai bordi del campo, dove il massaggiatore resosi conto della gravità dell’infortunio lo faceva trasportare all’ospedale civile da una macchina di passaggio di proprietà di Alberto Chelli.

Il medico gli riscontrava la sospetta frattura della parte distale dell’omero sinistro e la sospetta lesione del gomito sinistro e pertanto lo faceva ricoverare giudicandolo guaribile in 10 giorni.

 

11 Aprile 1957

Da Braccagni

Braccagni – Ferrovieri 4-0

Domenica 7 aprile ha avuto inizio il Torneo Ragazzi valevole per la Coppa Juniores. La nostra squadra ha riportato subito nella prima giornata una meritata vittoria per 4 a 0 contro i Ferrovieri di Grosseto. Nel primo tempo abbiamo subito visto l’affermarsi dei nostri ragazzi sia pure con leggero vantaggio. Infatti al 25’, dopo un veloce scambio tra Ciardi e Mannucci i ragazzi del Braccagni riuscivano a segnare con un tiro improvviso che sorprendeva il portiere avversario.

Nel secondo tempo i Ferrovieri cercavano di imbastire azioni miranti al pareggio, che però venivano neutralizzate: infatti il Braccagni all’8’ segnava con Griggio, quindi al 17’ con Mario Fregoli e ancora al 23’ con Mannucci. Eccellente l’arbitraggio del sig. Solari Giorgio di Grosseto. Accompagnava la squadra il nostro allenatore Sergio Guarguaglini.

Formazione del Braccagni: Parigi, Capitani, Landeschi, Fregoli Paolo, Meacci, Armini, Nisi, Fregoli Mario, Griggio, Ciardi, Mannucci.

Classifica: Braccagni p.2; Polisportiva p.2; Montepescali p.0; Ferrovieri p.0; Roccastrada p.0 (riposo).

 

1 Settembre 1957

 Da Montepescali

Assemblea Generale dell’Unione Sportiva

I massimi campionati calcistici hanno ormai da tempo bussato alle porte.

Inizia ora la campagna acquisti per i gironi minori.

Infatti lunedì 2 settembre 1957 avrà luogo una assemblea generale nel clan montepescalino.

Si dovrà discutere la verifica dei poteri; la nuova nomina dell’ufficio di presidenza; la relazione dell’annata calcistica 1956/57; l’esame della situazione finanziaria e si dovrà scegliere nuovi giocatori per il prossimo Campionato di prima divisione.

Tutti i soci e i simpatizzanti sono dunque invitati a partecipare all’assemblea ordinaria dell’Unione Sportiva Montepescali – Braccagni.

 

15 Ottobre 1957

Da Montepescali

Stanic-Livorno – Montepescali/Braccagni 5-0

Il netto risultato di 5 a 0 ha confermato l’imbattibilità della squadra ospite rilevante nel suo gioco di attacco e di difesa. Iniziano i locali con forti puntate in avanti che fanno prevedere una partita combattuta e difficile. Al 10’ un tiro di Bianchi sfiora il montante sinistro della rete e al 16’ l’arbitro accorda un rigore quasi inesistente in favore dei locali che Bartoli, incaricato di battere, sbaglia.

Al 29’ la prima rete degli ospiti su azione personale di Lentini, mentre al 39’ l’arbitro Santini di Pisa annulla una rete di Marcangeli per un precedente fuorigioco.

Quasi allo scadere del tempo un bel a solo di Marcangeli con successiva rete dello stesso, strappa gli applausi agli spettatori. Così con 2 reti a 0 si va agli spogliatoi.

Nella ripresa è ancora il valido Lentini, su passaggio di Bianchi, che segna la terza rete. Di tanto in tanto vediamo qualche azione dei locali che però non riescono a concludere; ma sono ancora gli ospiti che segnano la quarta rete al 30’ con Bianchi con un tiro violento. Nell’ultimo quarto d’ora i locali sembrano più decisi e affiatati degli ospiti e con una veloce azione riescono a portarsi in area avversaria e a tirare ripetutamente in porta, ma il palo impedisce a Resta di segnare il goal della bandiera. Dopo l’autorete di Tazzi al 32’, nulla di rilevante sia dall’una che dall’altra parte e allo scadere del tempo l’arbitro pone fine all’incontro. I ragazzi di Castelli nulla hanno potuto contro la forte squadra livornese che ha messo in evidenza un gioco fruttuoso e intelligente.

S. Cipriani

 

27 Gennaio 1958

Montepescali in ripresa (1-1) pareggia col San Vincenzo

Montepescali

La squadra del Montepescali ha finalmente dimostrato di essere in ripresa, giocando una entusiasmante partita. Al 10’ del primo tempo un nettissimo fallo di Agostini in area di rigore è passato inosservato all’arbitro che non ha concesso la massima punizione. Nonostante il Montepescali continuasse a premere nell’area avversaria, Galoppini, su azione di contropiede, ha fortuitamente segnato di testa. Anche nel secondo tempo i locali hanno mantenuto l’iniziativa, ma la rete di Resta, segnata al 10’ con una bellissima azione, non ha avuto seguito.

Parecchi tiri dei locali sono stati infatti neutralizzati dal bravo Saggini, in ottima forma.

Montepescali: Ortimini, Mattioli, Rastrelli, Giacomi, Bassi, Tarsi, Giannini, Resta, Renzetti, Brezzi, Pacini.

Arbitro: Gasperini di Pisa

Reti: al 40’ Galoppini; al 10’ s.t. Resta

Classifica

Collesalvetti 28

Gavorrano    25

P.te Ginori    19

S. Vincenzo  17

Massa M.ma  17

Stanic Li        16

Castag.to        16

Pomarance      16

Batignano       13

S. Carlo S.       11

Manciano         11

S. Donato         10

Camp. M.           5

Montepescali       3

S. Donato e Montepescali un punto in meno per rinuncia.

 

24 Aprile 1958

Da Montepescali

Ponteginori – Montepescali 1-0

Al fischio di inizio dell’arbitro signor Menelao di San Severo, sono gli ospiti a partire all’attacco con  rapide puntate, che la difesa giallorossa riusciva però a sventare con sicurezza.

Al 9’ Lotti batteva il primo calcio d’angolo per il Montepescali.

Al 17’ il Montepescali sfiorava la segnatura con una punizione battuta da Mattioli calciata di poco sopra la traversa. Al 21’ il centro avanti Bellucci, che si trovava in evidente fuorigioco, non rilevato dall’arbitro, calcia a rete da pochi passi e riesce a mandare la propria squadra in vantaggio.

Il Montepescali ha un momento di smarrimento, ma subito poi si scatena e numerose sono le incursioni sotto la porta ospite, ma nessuno riesce a concludere.

Anche il secondo tempo è di marca montepescalina e sembra ormai certo il pareggio, quando una azione di contropiede del Ponteginori per poco non fa nascere il secondo goal.

In complesso tutti hanno giuocato discretamente. In quanto all’arbitro, escluso l’errore del goal, ha diretto una egregia partita.

La squadra del Montepescali è scesa in campo con i seguenti giocatori:

Ortimini, Mattioli, Tognotti, Montalti, Bassi, Giacomi, Lotti, Resta, Renzetti, Brezzi, Griggio.

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

INDICE

 

 

 

Introduzione     pag.

Prefazione      pag.             

Giuseppe Iacopini                                                                                          Lo Sport a Braccagni      pag.     

       “”                                                                                                             “Lo conosci il Cassioli?”

 

Claudio Vellutini                                                                                             Gli anni ’90

L’inaugurazione

Settore Giovanile

Formazioni

Fasi di gioco

Tornei

Il derby

Scapoli/Ammogliati

Giocatori

Personaggi

Brani tratti da La Sentinella

Giuseppe Iacopini                                                                           “Maso”

Aleandro Berretti                                                                             Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                            

Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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Aleandro Berretti                                                                             Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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Aleandro Berretti                                                                             Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                            

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Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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                                                                            Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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                                                                             Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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 Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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eandro Berretti                                                                             Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                            

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Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                            

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Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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     Essere braccagnino

                                                                            

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                                                                             Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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 Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

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                                                                           Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                            

†††††††††††††††††††††††††††††††††††††楒潳杲牥浥蕯瀠牡汯⁡楤瀠敲楳敤瑮൥楐瑥潲倠浩楰敮汬⁩††††††††††††††††††††††††††††††††††††††䔠獳牥⁥牢捡慣湧湩൯††††††††††††††††††††††††††††††††††††††

                                                                            Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

††††††††††††††††††††††††††††††††††††††楒潳杲牥

                                                                            Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

††††††††††††††††††††††††††††††††††††††䔠獳牥⁥牢捡慣湧湩൯††††††††††††††††††††††††††††††††††††††

                                                                             Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                           

††††††††††††††††††††††††††††††††††††††删獩牯敧

                                                                            删獩牯敧

 Risorgeremo… parola di presidente

Pietro Pimpinelli                                                                              Essere braccagnino

                                                                            

††††

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                  Essere braccagnino

                                                                           

†††††††††獅敳敲戠

                  Essere braccagnino

                                                                           

†††††††††††††††††††††††††††††††††††††

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