RISPONDERE PER LE RIME!
Questo spazio è riservato a tutti i poeti in ottava rima che potranno duettare “in rete” con i poeti di Braccagni su qualsiasi tema, possibilmente di attualità. E magari una sera ritrovarsi insieme “a veglia” per fare un po’ di canti improvvisati.
A tutti quanti faccio il mio saluto
Con amicizia e un poco di umiltà
In questa rubrica do il benvenuto
Per parlare di temi di attualità
Che sia un amico o uno sconosciuto
Con i suoi argomenti ci arricchirà
Parlate in prosa o in versi sopraffini
Chi ve lo chiede è Alessandro Cellini.
Alessandro Cellini
Articoli non in relazione.













Per annunciare belle giornate
torna la rondinella messaggera
garrisce gaia e poi dopo l’Estate
parte ma in cuore fortemente spera
di ritornare con le ali spiegate
a festeggiare un’altra Primavera
e a ritrovare all’ombra dei giardini
canti di vecchi e giochi di bambini.
Mauro Chechi
alle nove, d’april s’è tra i cuscini,
che il giorno venticinque, sai, l’è festa,
l’è festa, perchè giovani ( cretini?)
la libertà s’erano messi in testa,
libertà che permette ai cittadini
di dir stronzate alzando poi la testa.
ora, compagno, ascolta il vecchio MAO:
pur se in ritardo canta : BELLA CIAO
Ormai il destino è deciso
si è visto alla elezione
voglio esse più preciso
avanza la Lega alla votazione
non più solo a Treviso
ma anche nella toscana popolazione
tra poco Bossi ed i suoi fratelli
nella patria di Dante e Machiavelli.
Quali sono le tue scuole?
c’hai capito poche o niente
vedo che a te ti dole
ma il Polo lo vuole la gente
fermare lo sviuluppo un si pole
non si va controcorrente
viene maggio con il suo alloro
viva il Polo e i posti di lavoro.
te nell’occhi mi sa c’hai il cloro
fumi roba marcia e poi favelli
non tutto quel che luccica gli è oro
quel c’hai dentro la cosa co’ capelli
fall’esser tuo e non prodotto loro
come fa la gente i capannoni a volelli
se nessun gli ha detto che li si faranno
e che il lavoro promesso gliè un’inganno
Quello che tutti sanno
è che il Polo intermodale
di sicuro un fa danno
e Braccagni è il luogo ideale
nuove opportunità si svilupperanno
grazie allo sviluppo industriale
basta con l’ambientalismo da salotto
questi verdi ci hanno un po’ rotto.
i verdi, lo si sa, faranno il botto
con loro sbatterà chi non capisce
che l’opra del signor detto “io fotto”
è l’opera che il popolo gradisce
e questo sarà ormai per tutti il motto
lo vuole il re, il popolo ubbidisce!
Ho l’impession, se guardo il popolino,
che ami il nan, perchè pieni di vino
chi segue il capoccione vive supino
gli bacian i piedi e gli lecano il didietro
bevon vino si ma non del contadino
aman quello che contiene un segreto
della chimica le cantin di montalcino
ma arriverà per tutti il giorno di Pietro
quel di a chi lo vota e per lui in paradiso
un gli basterà del clown il bel sorriso
Su questa rima vi avevo lasciato
e la riprendo volentieri
il momento è arrivato
me lo hanno detto ieri
non c’è un nuovo Comitato
ma l’attività segue i suoi sentieri
il Gruppo si è messo in azione
per il Maggio ventesima edizione.
evviva il maggio e la tradizione
ogni anno saluta la primavera
senza orpelli e senz’ambizione
canta e racconta la vita vera
ci parlerete della colonizzazione
di un polo che porterà la sera
esproprio della natura maremmana
sfregio al paesaggio della toscana
sembra la repubblica della banana
chi tien più soldi fa come gli pare
un gli basta più frugà sotto na sottana
o andà in barca solcando per il mare
tratta la gente come na puttana
chi ha deciso che li il polo deve stare
hai voglia a di’ che un’è bello e un si vole
se poi la gente se ne frega e un si dole
In questa pazza stagione
dove freddo e neve impera
tra poco si affronta la questione
siamo già alle porte della Primavera
ci attende una riunione
in un radioso futuro si spera
scaduto di questo Consiglio il mandato
si spera nella nascita di un altro Comitato.
Ben tornato in questo paraggio
caro Berlusca star qui conviene
non rischi il linciaggio
e a Milano ti è andata bene;
meglio parlare del maggio
quella data presto viene
speriamo che la bella stagione
allontani ogni nuvolone.
Si riprende le nostre discussioni
si rifa’ come si faceva prima
a ragionar sulle questioni
sotto forma di ottava rima
non è un bel momento pe’ le tradizioni
per la Befana il Gruppo non era in clima
meno male che qualcuno ha organizzato
e a Braccagni la vecchietta s’è festeggiato.
Se avete compiacenza di seguirmi
In loco assai più adatto al mio parlare
Così il mio pensiero vorrei dirvi
Per chieder di catene e dimostrare
Che cosa sono e dove si sono viste
Oppure osservazioni un poco miste
Per Mao
Provo a risponderti se ci riesco
questa rubrica andava tanto bene
poi in modo poco cavalleresco
gli sono state messe le catene
finito è questo angolo di bernesco
ma accettar le regole conviene
ora ci vogliono le registrazioni
mica sarà stato Berlusconi?
son tempi questi poco boni
braccagni scomparirà silenziosamente
ricoperta verrà da tanti capannoni
mentre voi poetate mestamente
ce ne frega di più a noi cafoni
che a voi poeti fini di mente
ma del catrame tra i tir e delle lamiere
le vostre ottave diventeran bandiere
la regola conviene? so’ opinioni
ognuno può sbagliar, se n’è contento
meglio la pioggia o asciutto in le prigioni?
la fame in strada o sazio nel convento?
e qui t’ho detto le mie convinzioni
libero io son, con’è libero il vento.
la regola mi stringe, mi tormenta
la musa mia sen va, lei si spaventa.
io quì che mi gustavo i panettoni
e già qualcuno mi stava a pensare
natale avrà portato pochi doni
lo penso se vi state a lamentare
ri sollevar ancor dei polveroni
è quello che più mi diletta fare
ma di registrar qualcosa a breve raggio
or son solo le prove pel 1° maggio
Chi dell’ottava è un amante
e gli piace questo strumento
di occasione un ce ne sono tante
ma ecco un altro appuntamento
Camigliano non è così distante
il 4 ottobre arriva in un momento
si canterà con nostro diletto
alla famosa Sagra del Galletto.
non so se quel che dico l’ho già detto
ma le ottave che qui qualcun scriveva
anche se fatte solo per diletto
eran di prima scelta, o a me pareva
e tutto andava, quasi un archidetto
in ordine le cose poi metteva.
perchè l’intoppo poi s’è manifesto?
cosa abbiam fatto per voltare il desco?
A causa dei recenti e più volte segnalati inconvenienti derivanti dall’uso della funzione “Replica”
Visto che per il momento è praticamente impossibile sopprimerlo dal programma
E in attesa di un prossima futura revisione generale del sito
Siete tutti pregati di
Immettere (postare) tutti i vostri interventi senza adoperare la funzione “Replica”
Se date una risposta ad una persona o ad un articolo che non è vicino o attiguo al vostro, vi suggeriamo di aprire il vostro intervento con una frase del tipo: “In risposta all’articolo di…….” oppure, per esempio, “rispondo al Granocchiaio per dirgli:….” o qualcosa di simile
grazie per la collaborazione
eccomi scusate son tornato
spero l’invito mi abbia compreso
tutto di corsa stò un pò accaldato
che la mia assenza non vi abbia offeso
bella la nuova opera che il creato
in quel di ValPiana Dio ci ha reso
cucciolo di poeta e musicante
di carte da giocare ne avrà ben tante
l’invito non lo hai fatto invano
caro Cellini lo raccolgo lesto
da questo blog son rimasto lontano
ma ultimamente mi son fatto foresto
a Marina nel crogiolo umano
portai famiglia e tutto il resto
ma a queste rime son tornato
anche se non son poeta formato
eccomi scusate son tornato
spero l’invito mi abbia compreso
tutto di corsa stò un pò accaldato
che la mia assenza non vi abbia offeso
bella la nuova opera che il creato
in quel di ValPiana Dio ci ha reso
cucciolo di poeta e musicante
di carte da giocare ne avrà ben tante
Al Carissimo Alessando Cellini
Anche stasera sono ben in vena:
è forse il caldo che dà isperazione,
o forse è l’aria bona qui di Siena
che mi invita a far composizione
che a stento la ragion trattiene e frena.
Tanta sarebbe qui la mia intenzione
di sciogliere un bel canto improvvisato
ma per adesso prendilo stilato
nelle grafia moderna che ci ha dato
la scienza nuova e la tecnologia.
In ogni caso è sempre improvvisato,
è sempre frutto della fantasia
che rispecchia fedele quello stato
in cui si trova qui l’anima mia.
Questo pensier ti mando, o gran poeta,
tanto la cosa non più segreta.
E’ bene che si sappia e si ripeta
che in questo sito si può dialogare,
qui si puo dissetare ogni poeta
che sente in cuor bisogno di cantare.
E la mia voce giunga a te discreta
in questa sera quando declinare
si vede luglio che lo lascia posto
al suo fratello: al mese d’agosto.
Io di salute, sai, mi sento a posto
e così spero sia per te, fratello
che non ho visto mai ma sarà tosto
quel giorno che sarà senz’altro bello.
Ogni pensier ch’avea ben riposto
ecco compare a me e tal fardello
affiora alla mia mente questa sera
per cantar la canzone mia sincera.
A risentirci,Alessandro, buonasera
t’assista il fato, Dio e la fortuna
la tua felicità sia veritiera
e tu non abbia mai sventura alcuna.
In questa estate che ormai par vera
goditi il sole, il mare e anche la luna
Andiamo avanti in pace piano piano
e Ti saluta Scalabrelli Ivano.
Indomito mi sento e senza briglia
ed un richiamo io lo devo fare
e la mosca al naso un pò mi piglia
quando troppi inviti devo fare
ed il pensiero mio un poco si scompiglia
se da solo mi trovo a dialogare
Avevo invitato i poeti alla conversazione
ma nessun rispose nemmeno estempore o la redazione
E or che nota ho reso la questione
mi rivolgo a tutti quei bernescanti
che han fatto ottave per ogni situazione
e se ben ricordo sono proprio tanti
a lor non voglio fare obbligazione
anche se provo un pò di rimpianti
E mentre la mia ottava vola
rispondetemi anche voi, almen con una sola
Ecco, Cellini il mio pensiero vola
verso di te poeta appassionato!
Tu domandavi un’ottava sola,
eccoti allora, pronti accontentato.
Ho ben sentito quella tua parola
che reclamava il verso ben cantato,
insomma qualche ottava solamente,
ho sentito l’invito alla Tua Gente.
E Ti rispondo io semplicemente
per dirti ch’è un diletto conversare,
dare spazio al cuore ed alla mente
con un’ottva ‘sì per dialogare.
La poesia col canto, normalmente,
sollevano dal tanto faticare,
tolgon pensieri ed ogni seccatura
e rendon meno pesa la calura.
Ho sentito una lieve seccatura
per la penuria dell’ottava rima,
eccoti allor che vengo con premura
anche se già Ti avevo scritto prima.
Un’ ottava ce l’ho sempre sicura
che può riempire il lamentato clima.
S’è bella o brutta, questo poco vale,
tanto ormai io te la mando uguale.
E’ tardi, è notte e ‘l vento maestrale
m’accarezza la faccia, in quest’altura
da dove ogni punto cardinale
posso vedere in maniera sicura.
in questo trenta luglio ch’è normale
che imperi sopra il mondo la calura,
ché se ‘un fosse così sarebbe danno,
io lo festeggio il mio compleanno.
E’ notte fonda e tutti a letto vanno;
io dormo poco proprio per natura,
il sonno in verità non è il mio affanno
e passo il tempo intento alla lettura
od a seguir l’ennesimo malanno
che fanno in giro per troppa andatura
i giovani che più non san soffrire
e vanno per le strade poi a morire.
Io tante cose Te le vorrei dire
però è tardi, nella fonda sera,
allora devo proprio qui finire
e ancora tornerò con la sincera
parola mia così per conferire
con la solita ottava, alla maniera
limpida e chiara senza aver segreti
come son usi far sempre i poeti.
I. Scalabrelli
Al Caro Cellini
Caro Cellini chi non fa non falla:
un verso m’è rimasto nella penna
a causa della fretta di inviarla
un’ottava è rimasta senza gemma
e quando sono andato a riguardarla,
con la dovuta calma e giusta flemma,
ho visto che non era un’ottavina
ma una zoppicante settimina.
Chiedo perdono se la disciplina
per una volta è stata violata
può capitar che quando si cammina
si possa fare qualche scivolata.
Però è giusto che se non combina
la cosa debba esser rilevata.
Si sa che questi sono inconvenienti
che capitare possono ai viventi.
Cellini, grazie tante e complimenti
per le parole ostese bene in rima
pronunciate con i dovuti accenti
che rispecchiano l’uomo e il giusto clima
che si respira in cotali ambienti
dove l’uno con l’altro ci si stima,
dove si agisce con gran fratellanza
come fra i Maremmani è costumanza.
Si sente, in ogni verso, in ogni stanza,
la poesia creata con amore
e poco importa, in tale circostanza,
se uno è contadino o professore.
Qui non ci si esprime con baldanza,
ma si presta la voce al nostro cuore,
perché il poeta ha dei doni innati
e non importa esser letterati.
I Poeti son tutti quelli nati
con animo gentile e raffinato;
quegli uomini che Dio li ha creati
con questo dono impresso, ben segnato.
E’un gene che ci vien dagli antenati;
un gene che, di certo, ‘un s’è comprato,
ma ci pervien d’antica illustre via
per questo noi cantiamo la poesia.
Arrivederci, me ne vado via:
domani parto vo verso Milano,
dove una parte della Gente mia
è andata ad abitare su lontano.
In questo mese ancor la mia Genia
a un altro Scalabrelli a messo mano!
Vado lassù, che sai, non è vicino,
vado a vedere il terzo Nipotino.
Rilevi la mancanza con verso sopraffino
che scorre liscio e puro come rena
pari a nobile seta e pregiato lino
tu che della musa la vena ne hai piena
ma i complimenti ti faccio per il nipotino
che vai a trovar a Milano dalla bella siena
Si sente che gran sentimento c’hai nel petto
e che sei nato maremmano schietto
Un giorno ci troveremo dirimpetto
le nostre ottave insieme a cantare
e allor partirem per un duetto
che difficile sarà dimenticare
e allor con un dito toccheremo il tetto
dilettandoci insieme a improvvisare
E or ti voglio dire in modo assai compito
Che per venir in Maremma ti faccio il mio invito
E quando il dovere di nonno tu avrai esaurito
e tornerai tra le tue amate mura
potrai venire a celebrare il rito
quaggiù in Maremma in mezzo alla natura
e prima che il Sol leone sia finito
spero che di venir tu ne abbia cura
Le ottave che ho da farti sono tante
A te poeta simil al grande Dante
Or di parole ne ho disperse tante
e spero ti siano state assai gradite
però ricorda che ogni bernescante
deve far contrasto anche senza lite
e quindi ogni poeta diventa duellante
con rime educate e rifinite
Il mondo dell’ottava è molto vasto
e comprende anche l’arte del contrasto
Ti mando allor saluto cordiale e casto
augurando delle belle vacanze milanesi
e se della tua curiosità ho toccato il tasto
quando rientrerai in terre tue senesi
ricordati di questo maremmano impiastro
che gli inviti sinceri suoi te li ha resi
E non so se il nipotino è di figlio o figlia
saluta comunque tutta la famiglia
E’ notte fonda e t’ho appena sentito
in un CD di quelli di Pomonte,
ove con fare liscio e ben forbito
affrontavi tenzone fronte a fronte
con quel gruppo capace e ben nutrito
che di poesia pare aver gran fonte.
Ho sentito che i versi tu non sprechi
cantando insieme col Maestro Chechi.
E allor sentendo del bel canto gli echi
mi è sovvenuto d’andare a vedere
e senza far dell’audio vani sprechi
ho visto il tuo saluto con piacere
che puntual gentile tu mi rechi.
Di questo non avevo da temere
perché della Maremma so la storia
e della gentilezza la memoria.
Il tuo cantar ricorda quella gloria
vetusta, antica, sana e genuina;
mi ricorda quel tempo e la baldoria
che il mio pensier ben lungi lo confina:
nel tempo andato quando tanta boria
sopraffaceva la gente contadina.
Riecheggia nel tuo dire delicato
un mondo che non ho dimenticato.
Io da Milano sono ritornato;
ho salutato un altro Scalabrelli
è il terzo dei nipoti questo nato
e gli ho già scritto alcuni versi belli,
così che un giorno quando è più attempato
ed io avrò più bianchi i miei capelli
lui potrà dir:In un tempo lontano
questo mi scrisse il nonno Maremmano.”
Ti ringrazio del sentimento umano
dei saluti e gli auguri alla famiglia
e al figlio mio che sta nell’Ambrosiano
suolo che poi ne dista tante miglia
che devi consumar perché è lontano.
Ma un dì verrò da Te con la bottiglia
e allor con i bicchieri pieni e vuoti
faremo festa fra noi e ai nipoti.
Vedo che tutto scrivi e tutto noti
da buon poeta nato e navigato
e in tal maniera il cuore mio lo scuoti
e con piacere ecco ti ho mandato
questi pensieri che di certo annoti.
Io del Tuo dire Ti son molto grato!
A risentirci alloro Poeta Grande!
Attendo Tue risposte e Tue domande.
suolo lassù distante tante miglia.
Caro Cellini anch’io so’ un po’ lontano
A tutti i poeti frequentatori:
Quando nella tua casa un banchetto indici
e prepari con cura ogni pietanza
dall’antipasto al sugo con i pici
e bell’arrosto e vino in abbondanza
lo stesso feci io invitando in versi tanti amici
perchè stà pagina funziona se c’e l’alternanza
Che siate in vacanza in montagna oppure al mare
Un ottava di risposta la potete fare.
Come abile ordito ricamato
scorre nell’etere questo sì bel canto
che da tessitore esperto vien bene intrecciato
e della bella poesia poi ne trama il manto
suonino le campane per questo gran poeta ritrovato
che di questa rubrica ne diviene il vanto
Tu di nobil cultura e io figlio della terra
Mai farem tenzone e mai farem la guerra
E come badilante che buche sulla strada interra
cerco di ravvisar la via che ho intrapresa
o come agricoltor che arnese in mano serra
cerco di esser all’altezza delle difficil impresa
o forse maniscalco che bel cavallo ferra
chee a batter chiodo l’opera sua mai ha arresa
Cerco di far poesia con poca destrezza
Per poter solo sfiorare della tua musa così tanta altezza
Ma del domani non vi è mai certezza
e questa è l’essenza della vita
chi con furbizia e chi con la stoltezza
ognun di noi tenta la risalita
e va vissuta sia gioia che amarezza
nella lotta terrena che è infinita
Ma quando leggo i versi che mi dici
Dico: LA VITA E’ BELLA SE CONTI CERTI AMICI
Per Alessandro Cellini
Sono eccellenti sai quelle cornici,
quei versi schietti che vai dedicando
a me che solo adesso le pendici
di questo monte io vo praticando.
Io Ti ringrazio di quello che dici
e con sincerità tanto rimando;
si,ricambio così col cuore in mano
io,cittadino Scalabrelli Ivano
Nelle vene ho ‘l sangue Maremmano
e questo per me è stato sempre un vanto
anche quando la Terra, giù lontano,
lasciar dovetti e mi dispiacque tanto.
A Siena son cresciuto, e il senso umano
ho sviluppato, ma portai quel manto
di rispetto civile e cortesia
per ogni uomo, ei qualunque sia.
E’ vero, mi diletto in poesia;
è stata ed è per me gioia e diletto
e soprattutto la passione mia.
Sarebbe bello fare un bel duetto
per affinare la mia fantasia,
così come si dice: petto petto!
Chissà se un giorno venga l’occasione
ed io possa provar questa emozione.
Verrà, io spero tanto, la stagione
che io possa incontrare Voi Cantori
e dare al Ciel così quella canzone
ch’è degna certo dei più eccelsi allori.
Intanto prendo giusta cognizione
dell’amicizia Tua e del Valore
e del bel canto fatto con il cuore.
Cellini, il Tuo verso gentil suona
come canto d’augel sull’alba chiara
che con il sol nascente al dì s’intona,
così è la tua poesia gentile e rara
fatta con l’espression cortese e buona
verso un’essenza che in realtà t’è ignara
di cui solo hai sentito la poesia
e tu gentil rivolgi cortesia.
Ed è per ciò che la canzone mia
scende fluente a Te con gran rispetto,
ché bene so la Vostra cortesia
per quanto è stato scritto, è stato detto.
Per la Maremma ho grande simpatia
anche se non fui mai lì al cospetto
per ascoltar diretto e genuino
il Vostro canto che mi par Divino.
Per questo deferente io m’inchino
a Te, Signor Cellini ed ai poeti
che sono nel Tuo cerchio, a Te vicino
con i quali sovente tu ripeti
l’antico verso, vetusto il cui declino
non ci sarà finché saran concreti
i Vostri canti e la Vostra passione
per conservar così la tradizione.
Tu vai temendo la mia sparizione
per la comparsa e poi la dipartita
ma vedi che son qui con la canzone
come il tuo cuor gentil solerte invita.
In questo poetar non c’è tenzone
ma è come fare una piacevol gita;
con questo io rinnovo la mia stima
a Te cantore dell’Ottava Rima.
E in tale guisa l’espression mia prima
è quella d’un saluto a tutti Voi
che del bel canto siete in su la cima:
Voi di Braccagni che coi figli suoi
porta nell’aria, in cielo, e giusto lima
il verso antico, quel che piace a noi
quel canto che ci ha tutti rallevato,
il canto dell’ottava improvvisato.
Per Scalabrelli
Si dice che le parole il vento porti via
e che invece sacra è una stretta di mano
come treno veloce sulla ferrovia
così è scomparso veloce il nostro Ivano
spero comunque che lui bene stia
e sia a far le ferie un pò lontano
Se della musa attaccate non ha già le fronde
son certo che alla mia chiamata lui risponde
Cellini, il Tuo verso gentil suona
come canto d’augel sull’alba chiara
che con il sol nascente al dì s’intona,
così è la tua poesia gentile e rara
fatta con l’espression cortese e buona
verso un’essenza che in realtà t’è ignara
di cui solo hai sentito la poesia
e tu gentil rivolgi cortesia.
Ed è per ciò che la canzone mia
scende fluente a Te con gran rispetto,
ché bene so la Vostra cortesia
per quanto è stato scritto, è stato detto.
Per la Maremma ho grande simpatia
anche se non fui mai lì al cospetto
per ascoltar diretto e genuino
il Vostro canto che mi par Divino.
Per questo deferente io m’inchino
a Te, Signor Cellini ed ai poeti
che sono nel Tuo cerchio, a Te vicino
con i quali sovente tu ripeti
l’antico verso, vetusto il cui declino
non ci sarà finché saran concreti
i Vostri canti e la Vostra passione
per conservar così la tradizione.
Tu vai temendo la mia sparizione
per la comparsa e poi la dipartita
ma vedi che son qui con la canzone
come il tuo cuor gentil solerte invita.
In questo poetar non c’è tenzone
ma è come fare una piacevol gita;
con questo io rinnovo la mia stima
a Te cantore dell’Ottava Rima.
E in tale guisa l’espression mia prima
è quella d’un saluto a tutti Voi
che del bel canto siete in su la cima:
Voi di Braccagni che coi figli suoi
porta nell’aria, in cielo, e giusto lima
il verso antico, quel che piace a noi
quel canto che ci ha tutti rallevato,
il canto dell’ottava improvvisato.
Che gioia e armonia sempre lo allieti
che sia sempre propizia la sua runa
che cresca in mondo libero senza veti
che lo accompagni sempre la fortuna
questo è l’augurio alla mascotte dei poeti
che l’ccompagni sempre la sua buona luna
E con pò di alone di magia..
…che tutta la sua vita sia poesia
a Matteo son toccate grandi imprese,
praticamente era appena nato
che già lasciava questo suo paese
e sulla nave si trovò imbarcato!
oggi festeggia il suo secondo mese
ed ogni giorno dalla poesia è cullato
e nonostante ancora ‘un sa parlare
è già stato sul palco a improvvisare
tutti di cuore voglio ringraziare
per i cari auguri ricevuti
e spero presto poterci incontrare
per farvi di persona i miei saluti
quest’evento lo voglio festeggiare
prendendoli di tutti i contributi
certo sarà un bambino dei più lieti
se è nato con gli auguri dei poeti!
Per Estempore:
Mentre mi riposavo in casa mia
mi è giunta di un amico una telefonata
che mi invitava a cantar di poesia
con Rossi Elino in montagna una serata
E ho saputo che la tua notizia era stantia
perchè Irene è già da tempo che mamma è diventata
Non mi vorrei sbagliar è più di un mese
e la prole ha già portato in Corsica isola francese
a Matteo son toccate grandi imprese,
praticamente era appena nato
che già lasciava questo suo paese
e sulla nave si trovò imbarcato!
oggi festeggia il suo secondo mese
ed ogni giorno dalla poesia è cullato
e nonostante ancora ‘un sa parlare
è già stato sul palco a improvvisare
tutti di cuore voglio ringraziare
per i cari auguri ricevuti
e spero presto poterci incontrare
per farvi di persona i miei saluti
quest’evento lo voglio festeggiare
prendendoli di tutti i contributi
certo sarà un bambino dei più lieti
se è nato con gli auguri dei poeti!
Per Pardo:
Abile e vorace sei stato come lupo
e alla tua chiusura mi son trovato perso
perchè agli auguri che tu hai fatto al pupo
hai concluso l’ottava con un difficil verso
ma come bruco nel bozzolo io non mi impupo
e il cielo adesso mi par di nuovo terso
Tracciata adesso ho la nuova via
per chi vuol risponderci in poesia
leggo che Irene è mamma finalmente
spero che lei e la prole stiano bene
e le auguro, telematicamente,
tanta felicità, e come si conviene
che il bimbo puppi e dorma e nel suo ambiente
tutta sia festa, e che ore serene
passino il babbo con la mamma e il pupo
e che bandito sia ogni pensier cupo
Di poesia piene ne hai le vene
anche se poco di diletti a contrastare
ne ho avuta prova a diverse cene
quando con me non hai voluto cantare
Ma ora tanti auguri alla cara Irene
che nel ruolo di mamma hai voluto presentare
Giunga a lei gli auguri e la gioia mia
e che crescan forti i figli della poesia
Le tue belle parole portan via
tutto il difficile del mio rapporto
con l’improvvisazione in poesia
che, t’hai ragione, non sta nel mi’orto.
Io ti ringrazio, e spero che la via
del canto presto approdi in porto
e ci s’incontri assieme a contrastare
con te, co’Irene e quanti san cantare!
Come in fiaba si usa raccontare
che chi ha le doti spesso non ne è a conoscenza
sempre solerti bisogna continuare
con sentimento nella propria scienza
non aver timore se devi faticare
continua a far poesia che sia sublime o un pò melenza
Non ti giudicare mai con un verdetto arcigno
perchè ogni brutto anatroccolo può diventare cigno
Avete bevuto alla fonte di Elicona
scusate se mi intrometto
la rima ho poco buona
confronto a voi son poveretto
quello che vuol dir la mia persona
davanti allo spettabile cospetto
una lieta notizia da Massa viene
e salutiamo MAMMA Irene.
leggo che Irene è mamma finalmente
spero che lei e la prole stiano bene
e le auguro, telematicamente,
tanta felicità, e come si conviene
che il bimbo puppi e dorma e nel suo ambiente
tutta sia festa, e che ore serene
passino il babbo con la mamma e il pupo
e che bandito sia ogni pensier cupo
Come cesello che sulla pietra imprima
al forte colpo dell’abile scultore
lo stesso effetto ebbe la tua rima
sulla mente mia e sul mio cuore
di poesia la volta tua di cantar un’è prima
e si capisce che della sacra musa sei cultore
E dopo aver sentito un verso più di ogni altro bello
penso che anche io devo alzar il livello
E’ fine e assai sapiente il tuo stornello
che indica intelligenza e anche cultura
di chi della vita cosciente del fardello
apprezza ancor la tradizione pura
si capisce che amante sei del canto bello
e far buona poesia non ti fa paura
Io di poesie ne ho ascoltate tante
e le tue non son certo da ignaro dilettante
Dell’arte dell’ottava sei certo amante
ed al mio stile molto superiore
incanteresti certo ogni astante
ed io ti ascolterei per ore ed ore
come chi sa coltivar bene le piante
della tua dote ogni verso è fiore
L’averti conosciuto è certo cosa buona
e spero d’incontrarti di persona
Caro Cellini, Ti ringrazio tanto
per la risposta che m’hai dedicato;
è bello discovrir, seguire il canto
d’un poeta ‘sì noto e ben dotato!
Con l’occasione io Ti dico intanto
che in Maremma, certo, sono nato:
la mia Casata viene da lontano,
vien proprio dalla Terra di Manciano.
Ma poi la sorte mi portò pian piano,
seguendo della vita la gran scena
giorno dopo giorno, a mano a mano,
fanciullo mi trovai in quel di Siena,
ove si svolse il mio cammino umano
d’una vita felice e anche serena.
Ed oggi che ormai sono a riposo
mi diletto col canto melodioso.
Il mio desio è rimasto ascoso
il mio diletto fu solo privato
anche se in cor regnava impetuoso
il seme di quel canto improvvisato
che sempre lo trovò con me riposo
in uno scritto lungo e ben stilato
Ma il gran pensier che il cor mi rode e lima
e quel bel canto in ottava rima.
Ritrovo il verso come l’ho lasciato
E nessun degli amici mi ha dato risposta
Forse l’invito mio non è stato ascoltato
O troppo lenta viaggia questa posta
Ma dico con spirito rinnovato
A chi è in vacanza al monte, a casa o sulla costa
Che ne direste di trovarci per far di poesia
Una sera davanti a UN BICCHIERE ALLA TERRA MIA?
A tutti gli amici poeti:
Di giorni molti ormai ne son trascorsi
dall’ultimo dì che frequentai questo portale
un pò mi sono presi di rimorsi
per questo mio comportamento inusuale
ma la tecnologia segue i propri corsi
e il mio pc funzionava male
Ora che tra di voi son tornato
possiam recuperare il tempo passato
Del tempo limite giunto sono allo stremo
e spero di produrre versi belli
le ottave che un dì insieme produremmo
uniranno cellini e scalabrelli
ma di conoscerti di persona ormai fremo
per poter cantar da veri menestrelli
Come ogni fiore che sboccia sul ramo
sei forse di Roselle o di Magliano?
E come pesce che abboccò all’amo
di colui che si diletta a pesca
anch’io certo la bramo
di poter mangiar quest’esca
E quando poeti conosciamo
a cui far poesia bene riesca
Noi gli diciamo per il ritardo scusa
e che ci accompagni sempre la Nobile musa
Cellini io conosco la tua fama,
così come conosco il tuo valore;
mio desiderio, mia più grande brama
è d’incontrarti e avere tale onore!
Ma dato che il cantar certo ci affama
e la poesia ce lo dà calore
in tale guisa un dì c’incontreremo
e due ottave insieme le faremo.
Del tempo limite giunto sono allo stremo
e spero di produrre versi belli
le ottave che un dì insieme produremmo
uniranno cellini e scalabrelli
ma di conoscerti di persona ormai fremo
per poter cantar da veri menestrelli
Come ogni fiore che sboccia sul ramo
sei forse di Roselle o di Magliano?
E come pesce che abboccò all’amo
di colui che si diletta a pesca
anch’io certo la bramo
di poter mangiar quest’esca
E quando poeti conosciamo
a cui far poesia bene riesca
Noi gli diciamo per il ritardo scusa
e che ci accompagni sempre la Nobile musa,
Cellini, scusa tanto dell’errore,
ché a scrivere il cognome ho sbagliato.
Preso un po’ dalla fretta e dal tremore,
co’ un’acca in più te l’ho codificato.
Te lo chiedo perdono per favore;
e spero così d’esser perdonato!
Te lo chiede in maniera ‘sì discreta
Ivano Scalabrelli ch’è un poeta.
CARO CHELLINI HO LETTO IL CALDO INVITO
DI PROFERIRE OTTAVE IN GIUSTA RIMA
IO SO’ NOVIZIO MA L’HO BEN CAPITO
CHE PRESSO TE POSSO TROVARE STIMA
IO AMO QUESTO CANTO BEN COMPITO
CHE CREA ATMOSFERA E GIUSTO CLIMA
MI PIACEREBBE ENTRARE IN TAL CONTESTO
CON QUESTO LA MIA GIOIA MANIFESTO.
son qui di ritorno in verità
per l’invito fatto da un caro amico
non so se per impegni o umiltà
di lui leggo solo verso antico
mi domando quindi dove è che stà
e attraverso i tasti ancor gli dico
poeta del braccagni torna a cantare
inutile altrimenti che mi vieni a invitare
Ora che il pc funziona con te posso cantare
hai sempre versi belli e la rima assai buona
coi tuoi pensieri riesci ad incantare
a tutti noi come pifferaio che suona
ed un ringraziamento te lo devo fare
peril tuo humor forte che però mai stona
e ricordar ‘na cosa il tempo qui mi vede
pensate per il circolo ad eventuale sede
mi consenta sto in attesa di opinioni
al solito io tengo maggioranza
su me ne hanno levate di questioni
e sulla giovane dea di virtù e di eleganza
ma quando poi si arriva alle elezioni
si posa penna in quella data stanza
di qualsiasi colore religione o età
fate vincere il partito della libertà
Oggi sembra un giorno come tanti
la bella stagione tarda ad arrivare
di vede’ il sole ‘un ci so’ santi
chiusi in casa dobbiamo stare
ma un compito abbiamo davanti
il nostro dovere dobbiamo fare
chi tifa Franceschini, chi Berlusconi
a tutti buone votazioni.
cerchiam di allontanar la nostalgia
e lo facciam col canto maggerino
domenica una bella compagnia
a Sticciano sopra al parco del campino
con gli stornelli e pure la poesia
improvvisata dal caro Volpino
Monticellese Amici del Parco con i Briganti
han proprio divertito tutti quanti
La festa bene è andata
ed il maggio s’è cantato
tanta gente si è ritrovata
ed insieme abbiam festeggiato
ma una sorte davvero ingrata
via due persone ci ha portato
due persone a noi vicino
una di Versegge l’altra del Madonnino.
Leonardo Nucci di ceppo contadino
alla sua terra era legato
personaggio davvero sopraffino
della sua conoscenza ero onorato;
se passavi dal Madonnino
per un caffè o un gelato
c’era Andrea con la sua cortesia
ma il destino se l’è portato via.
è tempo in cui rientra la marea
che le tempeste vanno a riposare
difronte guardo un fiore di orchidea
su quella terra lo vado a posare
da lei che è la signora madre e dea
a cui ogniuno poi dovrà tornare
una domanda volgo e sono indegnata
per questa vita giovane spezzata
quest’anno che del maggio ho fatto senza
quest’anno in cui ci lascian degli amici
che la stagione nuova abbia clemenza
dal mare fino ai monti e le pendici
se l’allegria nei visi fa parvenza
quel che porti nel cuore or lo dici
di salutare il caro Leo mi vien L’idea
e con lui un pensiero volgo pure a Andrea
(grandi i poeti Braccagnini organizziamo questi ritrovi!!!! )
ritorno per vostra grande stima
il lavor mi riempie la giornata
sarà dura esser presente come prima
ma l’onori devo far alla maggiolata
la mente in fretta i versi lima
vorrebbe cantar all’improvvisata
inizia col ringraziar in tutta coscenza
Il Cellini che a Grosseto fece Presenza
A maggio cantano gli uccelli
in questa nostra bella terra etrusca
ognuno porta al nido i suoi fardelli
chi mangia grano e chi mangia crusca
mi mancano però versi sapienti e belli
che un dì facea per me il buon Berlusca
vorrei sentirti presente come prima
ti prego lanciami la rima
Speriamo la tradizione non sia morta
fra pioggia grandine e temporale
di dir una cosa non mi importa
che qualcuno vorrebbe farne il funerale
ora la dico e la faccio corta
e del cimitero l’ha messa sul viale
Se mi definisce certi gruppi Belli
stia a casa sua a fare di stornelli
Si avvicina il giorno più sentito
da chi ama le nostre tradizioni
da tutti noi è riverito
ci riempie di colori e di suoni
di questo noi abbiam appetito
di poesia, musica e canzoni
a noi questo ci importa
quando Maggio bussa alla porta.
Va tutto bene non ne faccio un dramma
> s’è visto che comunque è un portento
> ha contrastato bene da programma
> l’ardore che c’aveva non s’è spento
> con l’occasione mando un telegramma
> a chi gli dette il latte e il talento
> se Enrico con le rime è ben fornito
> l’è merito di chi l’ha partorito !!!!!
> ( Complimenti a tutti e due !!! )
ps: per catuscia!
Abbiam gioito tutti a quel desco
dei cantatori in ottava rima
col verso antico fatto di bernesco
che anche il mio fare a lor collima
fuori pioveva e faceva fresco … Visualizza altro
ma dentro ebbro di gioia era il clima
degli ottavanti si sentiva il trillo
ma il Rustici a me pareva brillo
(ma bravo come sempre…..)
Ho appena fatto partenza
e da Ribolla sono tornato
lì della poesia c’è l’essenza
bella l’aria che ho respirato
ora ho in mente altra scadenza
altro appuntamento rinomato
a Braccagni a sentir maggio cantare
se posso vi vengo a trovare.
Rispondo al tuo pensiero di riflesso
sapere che di notte e a quell’ora
la gente all’improvviso c’ha rimesso
la vita, la famiglia, la dimora,
si fa fatica a proseguir lo stesso
e manderesti tutto alla malora,
che in tenda breve sia la permanenza
per chi è rimasto della casa senza.