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	<title>Commenti a: Slow Food</title>
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		<title>Di: Roberto Tonini</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-4682</link>
		<dc:creator>Roberto Tonini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 03:55:49 +0000</pubDate>
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		<description>vado a fare un piccolo viaggio culturale a Bra per documentarmi sui formaggi di tutto il mondo

lo faccio per tutti voi, al ritorno vi dirò

gragragra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vado a fare un piccolo viaggio culturale a Bra per documentarmi sui formaggi di tutto il mondo</p>
<p>lo faccio per tutti voi, al ritorno vi dirò</p>
<p>gragragra</p>
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		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-4679</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 19:54:40 +0000</pubDate>
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		<description>Perché a Cheese


Nient’altro che un racconto – con parole, voci, immagini e profumi – la cui trama sarà ambientata in particolare in montagna: ecco, in sintesi, Cheese 2009. L’attività che i pastori portano avanti negli alpeggi, condotta nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale è, se ci riflettiamo con attenzione, anche un’importante risorsa sociale, economica, paesaggistica e culturale per i territori che la ospitano.

&lt;em&gt;il resto dell&#039;articolo nella pagina qui di sopra&lt;/em&gt; 
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perché a Cheese</p>
<p>Nient’altro che un racconto – con parole, voci, immagini e profumi – la cui trama sarà ambientata in particolare in montagna: ecco, in sintesi, Cheese 2009. L’attività che i pastori portano avanti negli alpeggi, condotta nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale è, se ci riflettiamo con attenzione, anche un’importante risorsa sociale, economica, paesaggistica e culturale per i territori che la ospitano.</p>
<p><em>il resto dell&#8217;articolo nella pagina qui di sopra</em> </p>
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	<item>
		<title>Di: il granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3536</link>
		<dc:creator>il granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 05:53:00 +0000</pubDate>
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		<description>ma mi sembra tutto chiaro: 

per Mezzolitro l&#039;orario confermo essere le 11.30 (mi sembra il più consono per smalti il pieno)

per tutti gli altri le 23 

dov&#039;è il problema?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma mi sembra tutto chiaro: </p>
<p>per Mezzolitro l&#8217;orario confermo essere le 11.30 (mi sembra il più consono per smalti il pieno)</p>
<p>per tutti gli altri le 23 </p>
<p>dov&#8217;è il problema?</p>
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		<title>Di: Ric</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3529</link>
		<dc:creator>Ric</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 23:50:57 +0000</pubDate>
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		<description>Granocchiaio dai te l&#039;ora esatta proiezione di Terra madre, please</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Granocchiaio dai te l&#8217;ora esatta proiezione di Terra madre, please</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mezzolitro</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3528</link>
		<dc:creator>mezzolitro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 23:03:47 +0000</pubDate>
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		<description>Come si fa con voi, uno dice 11.30, quell&#039;altro 23.00...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come si fa con voi, uno dice 11.30, quell&#8217;altro 23.00&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: redazione</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3527</link>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 22:52:45 +0000</pubDate>
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		<description>Bene così, c&#039;è molto &quot;braccagni&quot; in queste serate. E ora riflettori puntati su venerdì prossimo alle 23 con Terra Madre, un orario un po&#039; &quot;difficile&quot; ma crediamo valga la pena aspettare e andare a letto un po&#039; più tardi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene così, c&#8217;è molto &#8220;braccagni&#8221; in queste serate. E ora riflettori puntati su venerdì prossimo alle 23 con Terra Madre, un orario un po&#8217; &#8220;difficile&#8221; ma crediamo valga la pena aspettare e andare a letto un po&#8217; più tardi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: il Granocchiaioi</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3525</link>
		<dc:creator>il Granocchiaioi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 22:29:47 +0000</pubDate>
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		<description>Successo anche all’Alberese!

Sabato 18 luglio si è ripetuta la proiezione di documentari d’epoca prebellica, di un bel film di Edo Galli sulla trebbiatura in Maremma e poi di nuovo la proiezioni del film di Ermanno Olmi Terra Madre.
Anche qui tanta, tantissima gente!

Tra un filmato e l’altro il Galletto, ormai scafato presentatore, ha spiegato e poi chiamato a delle piccole esibizioni un gruppo locale di canterini, il nostro poeta estemporaneo “Cella senior” e il sottoscritto per una breve introduzione al film.

Ricordo ancora che Terra Madre sarà proiettato venerdì prossimo alle ore 11.30 in occasione dei festeggiamenti per il 30° anniversario del G.T.P.G.S.

qui sopra potete vedere 2 piccoli filmati su Terra Madre</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Successo anche all’Alberese!</p>
<p>Sabato 18 luglio si è ripetuta la proiezione di documentari d’epoca prebellica, di un bel film di Edo Galli sulla trebbiatura in Maremma e poi di nuovo la proiezioni del film di Ermanno Olmi Terra Madre.<br />
Anche qui tanta, tantissima gente!</p>
<p>Tra un filmato e l’altro il Galletto, ormai scafato presentatore, ha spiegato e poi chiamato a delle piccole esibizioni un gruppo locale di canterini, il nostro poeta estemporaneo “Cella senior” e il sottoscritto per una breve introduzione al film.</p>
<p>Ricordo ancora che Terra Madre sarà proiettato venerdì prossimo alle ore 11.30 in occasione dei festeggiamenti per il 30° anniversario del G.T.P.G.S.</p>
<p>qui sopra potete vedere 2 piccoli filmati su Terra Madre</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Tonini</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3461</link>
		<dc:creator>Roberto Tonini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 19:39:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=513#comment-3461</guid>
		<description>&lt;strong&gt;POMODORI A GO GO&lt;/strong&gt;

Incontro tecnico e visita guidata su &lt;strong&gt;“CONSERVAZIONE DEL GERMOPLASMA VEGETALE DI ORIGINE AUTOCTONA”&lt;/strong&gt;

Si è svolto oggi presso la sala conferenze di Legambiente di Rispescia questo interessante incontro organizzato dall’&lt;strong&gt;Arsia &lt;/strong&gt;(Agenzia Regionale per lo sviluppo e l’innovazione) tramite il Centro per il collaudo ed il trasferimento dell’innovazione di Grosseto.

Il germoplasma è il materiale ereditario trasmesso alla prole mediante le cellule germinali in grado di permettere di preservare in modo diretto la biodiversità a livello genetico e di specie. Esso inoltre contribuisce in maniera indiretta all’incremento della biodiversità.

La biodiversità è la ricchezza di varietà di specie animali e vegetali, frutto di lunghi processi evolutivi. Slow Food ha creato per questo la propria &lt;strong&gt;Fondazione per la Biodiversità ONLUS&lt;/strong&gt;  www.fondazioneslowfood.it/ 

Autoctona invece significa “nata nello stesso luogo in cui vive”, cioè del posto.

Provo ora a tradurre la prima frase in maremmano corrente: gli autentici e veri semi di una volta e del nostro territorio, in modo che si mantenga o addirittura si aumenti la diversità delle colture vegetali. 

Oggetto dell’incontro sono stati i 6 pomodori inseriti nei Repertori Regionali a rischio di estinzione per la Toscana:

&lt;strong&gt;Pomodoro Canestrino di Lucca	Provincia di Livorno, Provincia di Lucca, Provincia di Pisa
Pomodoro Costoluto Fiorentino	Provincia di Firenze
Pomodoro fragola			C.M. Garfagnana
Pomodoro Pisanello		Provincia di Livorno, Provincia di Pisa
Pomodoro Quarantino ecotipo Valdarno	Provincia di Arezzo, Provincia di Firenze
Pomodoro Tondino Liscio da Serbo Toscano	Intera Regione&lt;/strong&gt;

Sono stati esaminati prima i vari aspetti riguardanti:
•	La tutela della biodiversità agraria in Toscana: aspetti normativi e stato di attuazione della LR 64/04 – trattato da &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Rita Turchi (ARSIA)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;
•	Il progetto di caratterizzazione delle varietà locali – &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mario Macchia (Università di Pisa)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;
•	I coltivatori custodi e la conservazione del germoplasma – &lt;em&gt;&lt;strong&gt;(Roberto Martellucci – ARSIA)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;

Comunicazioni per:
•	L’esperienza del Comune di Santa Fiora – da parte di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Renzo Verdi – Comune di Santa Fiora&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;
•	Le iniziative della Provincia di Grosseto – &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fabio Fabbri – Amm.ne Prov.le Grosseto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;

Presente &lt;em&gt;&lt;strong&gt;l&#039;Assessore all&#039;Agricoltura per Comune di Grosseto Giuseppe Monaci&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;

E’ seguita poi una degustazione guidata dei pomodori guidata da &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Luca Fabbri (Governatore Slow Food)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e da &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Roberto Tonini (Fiduciario Slow Food Grosseto).&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;

Si sono così potute apprezzare le diversità dei vari pomodori, da quelli più dolci a quelli con maggiore acidità, da quelli più equilibrati a quelli meno. Tutti comunque validi e molto buoni.

Alla fine, con il solo scopo di curiosità, è stato votato il più gradito che è risultato essere il Pomodoro Fragola della Garfagnana.

Nota: in attesa che il sottoscritto impari a mettere delle foto anche nei commenti (dovrei riuscirci in settimana prossima) riporto due foto dell’avvenimento in testa al presente articolo, mandando temporaneamente in ferie il nostro presidente Carlo Petrini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>POMODORI A GO GO</strong></p>
<p>Incontro tecnico e visita guidata su <strong>“CONSERVAZIONE DEL GERMOPLASMA VEGETALE DI ORIGINE AUTOCTONA”</strong></p>
<p>Si è svolto oggi presso la sala conferenze di Legambiente di Rispescia questo interessante incontro organizzato dall’<strong>Arsia </strong>(Agenzia Regionale per lo sviluppo e l’innovazione) tramite il Centro per il collaudo ed il trasferimento dell’innovazione di Grosseto.</p>
<p>Il germoplasma è il materiale ereditario trasmesso alla prole mediante le cellule germinali in grado di permettere di preservare in modo diretto la biodiversità a livello genetico e di specie. Esso inoltre contribuisce in maniera indiretta all’incremento della biodiversità.</p>
<p>La biodiversità è la ricchezza di varietà di specie animali e vegetali, frutto di lunghi processi evolutivi. Slow Food ha creato per questo la propria <strong>Fondazione per la Biodiversità ONLUS</strong>  <a href="http://www.fondazioneslowfood.it/" rel="nofollow">http://www.fondazioneslowfood.it/</a> </p>
<p>Autoctona invece significa “nata nello stesso luogo in cui vive”, cioè del posto.</p>
<p>Provo ora a tradurre la prima frase in maremmano corrente: gli autentici e veri semi di una volta e del nostro territorio, in modo che si mantenga o addirittura si aumenti la diversità delle colture vegetali. </p>
<p>Oggetto dell’incontro sono stati i 6 pomodori inseriti nei Repertori Regionali a rischio di estinzione per la Toscana:</p>
<p><strong>Pomodoro Canestrino di Lucca	Provincia di Livorno, Provincia di Lucca, Provincia di Pisa<br />
Pomodoro Costoluto Fiorentino	Provincia di Firenze<br />
Pomodoro fragola			C.M. Garfagnana<br />
Pomodoro Pisanello		Provincia di Livorno, Provincia di Pisa<br />
Pomodoro Quarantino ecotipo Valdarno	Provincia di Arezzo, Provincia di Firenze<br />
Pomodoro Tondino Liscio da Serbo Toscano	Intera Regione</strong></p>
<p>Sono stati esaminati prima i vari aspetti riguardanti:<br />
•	La tutela della biodiversità agraria in Toscana: aspetti normativi e stato di attuazione della LR 64/04 – trattato da <em><strong>Rita Turchi (ARSIA)</strong></em><br />
•	Il progetto di caratterizzazione delle varietà locali – <strong><em>Mario Macchia (Università di Pisa)</em></strong><br />
•	I coltivatori custodi e la conservazione del germoplasma – <em><strong>(Roberto Martellucci – ARSIA)</strong></em></p>
<p>Comunicazioni per:<br />
•	L’esperienza del Comune di Santa Fiora – da parte di <em><strong>Renzo Verdi – Comune di Santa Fiora</strong></em><br />
•	Le iniziative della Provincia di Grosseto – <strong><em>Fabio Fabbri – Amm.ne Prov.le Grosseto</em></strong></p>
<p>Presente <em><strong>l&#8217;Assessore all&#8217;Agricoltura per Comune di Grosseto Giuseppe Monaci</strong></em></p>
<p>E’ seguita poi una degustazione guidata dei pomodori guidata da <strong><em>Luca Fabbri (Governatore Slow Food)</em></strong> e da <strong><em>Roberto Tonini (Fiduciario Slow Food Grosseto).</em></strong></p>
<p>Si sono così potute apprezzare le diversità dei vari pomodori, da quelli più dolci a quelli con maggiore acidità, da quelli più equilibrati a quelli meno. Tutti comunque validi e molto buoni.</p>
<p>Alla fine, con il solo scopo di curiosità, è stato votato il più gradito che è risultato essere il Pomodoro Fragola della Garfagnana.</p>
<p>Nota: in attesa che il sottoscritto impari a mettere delle foto anche nei commenti (dovrei riuscirci in settimana prossima) riporto due foto dell’avvenimento in testa al presente articolo, mandando temporaneamente in ferie il nostro presidente Carlo Petrini.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Tonini</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3446</link>
		<dc:creator>Roberto Tonini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 05:25:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=513#comment-3446</guid>
		<description>&lt;strong&gt;I volti e le storie di di Terra Madre 2008&lt;/strong&gt;
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Gente di Terra Madre - 1A PARTE - Clip Ufficiale (SOTTOTITOLATA IN ITALIANO) - © SLOW FOOD

Gente di Terra Madre - 2A PARTE - Clip Ufficiale (SOTTOTITOLATA IN ITALIANO) - © SLOW FOOD&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;
Se vedrete tutte e due le clip per intere, forse, capirete in piccola parte quello che è stata ed è TERRA MADRE

(guarda proprio qui sopra)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I volti e le storie di di Terra Madre 2008</strong><br />
<strong><em>Gente di Terra Madre &#8211; 1A PARTE &#8211; Clip Ufficiale (SOTTOTITOLATA IN ITALIANO) &#8211; © SLOW FOOD</p>
<p>Gente di Terra Madre &#8211; 2A PARTE &#8211; Clip Ufficiale (SOTTOTITOLATA IN ITALIANO) &#8211; © SLOW FOOD</em></strong><br />
Se vedrete tutte e due le clip per intere, forse, capirete in piccola parte quello che è stata ed è TERRA MADRE</p>
<p>(guarda proprio qui sopra)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ric</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3437</link>
		<dc:creator>Ric</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 21:32:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=513#comment-3437</guid>
		<description>Trovo interessante tutta questa documentazione su Slow Food e sugli eventi ad esso relazionati. Sarebbe bello vedere tutto insieme in una pagina ad hoc; dopotutto il cibo e l&#039;agroalimentare fanno parte della nostra terra di Maremma. Che ne pensi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo interessante tutta questa documentazione su Slow Food e sugli eventi ad esso relazionati. Sarebbe bello vedere tutto insieme in una pagina ad hoc; dopotutto il cibo e l&#8217;agroalimentare fanno parte della nostra terra di Maremma. Che ne pensi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Tonini</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3434</link>
		<dc:creator>Roberto Tonini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 21:05:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=513#comment-3434</guid>
		<description>nella sezione Video di Slow Food Ermanno Olmi e Carlo Petrini parlano del film-documetraio TERRA MADRE
www.braccagni.info/video/video-di-slow-food/terra-madre-il-film-di-ermanno-olmi/

a seguire anche il trailer del film stesso 

si ricorda ancora il calkendario delle proiezioni:

- 18 luglio ad ALBERESE
- 24 luglio a BRACCAGNI in occasione del 30° anniversario del G.T.P.G.S.
- 4 settembre a PIAN DI ROCCA
- 5 settembre a S. DONATO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>nella sezione Video di Slow Food Ermanno Olmi e Carlo Petrini parlano del film-documetraio TERRA MADRE<br />
<a href="http://www.braccagni.info/video/video-di-slow-food/terra-madre-il-film-di-ermanno-olmi/" rel="nofollow">http://www.braccagni.info/video/video-di-slow-food/terra-madre-il-film-di-ermanno-olmi/</a></p>
<p>a seguire anche il trailer del film stesso </p>
<p>si ricorda ancora il calkendario delle proiezioni:</p>
<p>- 18 luglio ad ALBERESE<br />
- 24 luglio a BRACCAGNI in occasione del 30° anniversario del G.T.P.G.S.<br />
- 4 settembre a PIAN DI ROCCA<br />
- 5 settembre a S. DONATO</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fiduciario Slow Food Grosseto</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-3289</link>
		<dc:creator>Fiduciario Slow Food Grosseto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 19:16:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=513#comment-3289</guid>
		<description>“&lt;strong&gt;Terra Madre&lt;/strong&gt;, ultimo lavoro di Ermanno Olmi, è una poesia riflessiva e piena di speranza sul rapporto conflittuale tra l’uomo e la terra, da riscoprire ritornando a seguire i ritmi della natura”

Così riferisce Vie del gusto - www.viedelgusto.it/ita/ - primo portale del gusto d&#039;Italia,  aprendo il proprio articolo di commento al film-documentario.

D’altra parte proprio Olmi ci spiega: “&lt;em&gt;Con ‘&lt;strong&gt;L’albero degli zoccoli’ &lt;/strong&gt;ho pensato ad un film sulla fine della civiltà contadina, ma ora, qui, a distanza di trenta’anni, capisco che qualcosa è andato avanti, questa civiltà sta vivendo………&lt;/em&gt;”

È un documentario da godersi lasciandosi andare alle immagini ai suoni ai contrasti che il grande regista ci offre per spiegarci il proprio animo che ha conosciuto Terra Madre. 

&lt;strong&gt;Ma cos’è Terra Madre nella realtà?&lt;/strong&gt;
&lt;em&gt;Terra Madre è un progetto concepito da Slow Food, frutto del suo percorso di crescita e che oggi ha il suo fulcro nella convinzione che “mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico”. Da sempre Slow Food si è schierato per i piaceri della tavola e il buon cibo e ha difeso le culture locali di fronte alla crescente omogeneizzazione imposta dalle logiche cosiddette moderne di produzione, distribuzione ed economia di scala. Ed è proprio seguendo fino in fondo queste logiche che Slow Food si è reso conto di quanto fosse necessario proteggere e sostenere i piccoli produttori, ma anche cambiare il sistema che li danneggia, mettendo insieme gli attori che hanno potere decisionale: consumatori, istituti di formazione, chef e cuochi, enti di ricerca agricola, organizzazioni non governative... Divenne evidente che si poteva avere un impatto significativo solo moltiplicando e cumulando azioni locali che seguissero una visione-guida globale.

Così è nata Terra Madre: per dare voce e visibilità ai contadini, pescatori e allevatori che popolano il nostro mondo. Per aumentare, nelle comunità dei produttori e nell’opinione pubblica, la consapevolezza di quanto è prezioso il loro lavoro. Per dare ai produttori qualche arma in più per continuare a lavorare in condizioni migliori, per il bene di tutti noi e del pianeta. Per queste ragioni, costruire una rete mondiale – che disponesse di strumenti di condivisione delle informazioni e che offrisse la possibilità di imparare dalle esperienze altrui e di collaborare con gli altri – è sembrato fondamentale. Il nostro obiettivo è continuare ad avere terre fertili, dove germoglino e crescano piante e animali adatti a quei particolari ambienti, piuttosto che dopati con sostanze chimiche che li fanno fruttare o ingrassare artificialmente. Il nostro obiettivo è continuare ad avere persone che custodiscono terre, saperi e cibi che hanno il gusto della nostra infanzia.

La rete di Terra Madre è stata lanciata nella riunione inaugurale del 2004 a Torino. Quel primo incontro ha radunato 5000 produttori da 130 paesi e ha attirato – come mai prima di allora – l’attenzione dei media sulle loro problematiche. La seconda edizione dell’incontro internazionale si è tenuta nel 2006 e ha coinvolto anche 1000 cuochi – dai più celebri ai più semplici –, tutti profondamente consapevoli delle responsabilità nei confronti dei produttori di qualità. Nel 2006 hanno partecipato alla riunione generale anche 400 ricercatori e accademici, nel tentativo di riavvicinare la teoria alle buone pratiche.

Un progetto così ambizioso non si sarebbe mai potuto realizzare senza il contributo di un gruppo di sostenitori molto motivati. Slow Food ha mobilitato istituzioni pubbliche, enti locali, regionali e nazionali per formare insieme la Fondazione Terra Madre. L’associazione ha anche favorito partnership con compagnie private e reti solidali, alcune delle quali si sono costituite appositamente per l’evento.&lt;/em&gt;

Per uno come me che ha vissuto dal di dentro le tre edizioni di Terra Madre del 2004, 2006 e 2008 vedere il film è stato come rivivere quelle emozioni con orizzonti allargati, con l’interpretazione musicale e visiva caratteristica di un film, visto ed elaborato dal grande artista. 


Nell’intervento di chiusura dell’ultima edizione 2008, un ragazzo quindicenne del Massachusetts ha raccontato di proposto al proprio istituto scolastico un progetto semplice ma molto efficace: “&lt;strong&gt;Il progetto Germoglio&lt;/strong&gt;”, che consisteva nel convertire un vecchio ed inutilizzato campo di calcio in un orto, coltivato e curato dagli studenti, in modo da fornire cibo genuino e biologico alla mensa scolastica. Un progetto che è stato in seguito adottato in varie parti degli USA e anche in Senegal. &lt;strong&gt;“Siamo stufi di essere etichettati con frasi tipo:&lt;/strong&gt; “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;ah, questi ragazzi di oggi…”. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Noi abbiamo dimostrato che ci sappiamo fare. 
&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Saremo la generazione che riconcilierà l’essere umano con la terra!”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;

come a molti è già noto il film viene proiettato nel corso del programma &lt;strong&gt;MAREMMA-CINE-BUS &lt;/strong&gt;curato da &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Edo Galli, cioè il Galletto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; a cui la la nostra Condotta Slow Food Grosseto ha voluto aderire sponsorizzando appunto la proiezione dell&#039;opera del grande maestro.

dopo il debutto a Rispescia le prossime proiezioni avranno il segunete calendario:
- &lt;strong&gt;18 luglio ad ALBERESE&lt;/strong&gt;
- &lt;strong&gt;24 luglio a BRACCAGNI &lt;/strong&gt;in occasione del 30° anniversario del G.T.P.G.S.
- &lt;strong&gt;4 settembre a PIAN DI ROCCA
- 5 settembre a S. DONATO&lt;/strong&gt;

altre eventuali tappe saranno cmunicate anche in questa sede
&lt;strong&gt;stanno piovendo infatti richieste da un pò tutta la provincia!!!&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Terra Madre</strong>, ultimo lavoro di Ermanno Olmi, è una poesia riflessiva e piena di speranza sul rapporto conflittuale tra l’uomo e la terra, da riscoprire ritornando a seguire i ritmi della natura”</p>
<p>Così riferisce Vie del gusto &#8211; <a href="http://www.viedelgusto.it/ita/" rel="nofollow">http://www.viedelgusto.it/ita/</a> &#8211; primo portale del gusto d&#8217;Italia,  aprendo il proprio articolo di commento al film-documentario.</p>
<p>D’altra parte proprio Olmi ci spiega: “<em>Con ‘<strong>L’albero degli zoccoli’ </strong>ho pensato ad un film sulla fine della civiltà contadina, ma ora, qui, a distanza di trenta’anni, capisco che qualcosa è andato avanti, questa civiltà sta vivendo………</em>”</p>
<p>È un documentario da godersi lasciandosi andare alle immagini ai suoni ai contrasti che il grande regista ci offre per spiegarci il proprio animo che ha conosciuto Terra Madre. </p>
<p><strong>Ma cos’è Terra Madre nella realtà?</strong><br />
<em>Terra Madre è un progetto concepito da Slow Food, frutto del suo percorso di crescita e che oggi ha il suo fulcro nella convinzione che “mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico”. Da sempre Slow Food si è schierato per i piaceri della tavola e il buon cibo e ha difeso le culture locali di fronte alla crescente omogeneizzazione imposta dalle logiche cosiddette moderne di produzione, distribuzione ed economia di scala. Ed è proprio seguendo fino in fondo queste logiche che Slow Food si è reso conto di quanto fosse necessario proteggere e sostenere i piccoli produttori, ma anche cambiare il sistema che li danneggia, mettendo insieme gli attori che hanno potere decisionale: consumatori, istituti di formazione, chef e cuochi, enti di ricerca agricola, organizzazioni non governative&#8230; Divenne evidente che si poteva avere un impatto significativo solo moltiplicando e cumulando azioni locali che seguissero una visione-guida globale.</p>
<p>Così è nata Terra Madre: per dare voce e visibilità ai contadini, pescatori e allevatori che popolano il nostro mondo. Per aumentare, nelle comunità dei produttori e nell’opinione pubblica, la consapevolezza di quanto è prezioso il loro lavoro. Per dare ai produttori qualche arma in più per continuare a lavorare in condizioni migliori, per il bene di tutti noi e del pianeta. Per queste ragioni, costruire una rete mondiale – che disponesse di strumenti di condivisione delle informazioni e che offrisse la possibilità di imparare dalle esperienze altrui e di collaborare con gli altri – è sembrato fondamentale. Il nostro obiettivo è continuare ad avere terre fertili, dove germoglino e crescano piante e animali adatti a quei particolari ambienti, piuttosto che dopati con sostanze chimiche che li fanno fruttare o ingrassare artificialmente. Il nostro obiettivo è continuare ad avere persone che custodiscono terre, saperi e cibi che hanno il gusto della nostra infanzia.</p>
<p>La rete di Terra Madre è stata lanciata nella riunione inaugurale del 2004 a Torino. Quel primo incontro ha radunato 5000 produttori da 130 paesi e ha attirato – come mai prima di allora – l’attenzione dei media sulle loro problematiche. La seconda edizione dell’incontro internazionale si è tenuta nel 2006 e ha coinvolto anche 1000 cuochi – dai più celebri ai più semplici –, tutti profondamente consapevoli delle responsabilità nei confronti dei produttori di qualità. Nel 2006 hanno partecipato alla riunione generale anche 400 ricercatori e accademici, nel tentativo di riavvicinare la teoria alle buone pratiche.</p>
<p>Un progetto così ambizioso non si sarebbe mai potuto realizzare senza il contributo di un gruppo di sostenitori molto motivati. Slow Food ha mobilitato istituzioni pubbliche, enti locali, regionali e nazionali per formare insieme la Fondazione Terra Madre. L’associazione ha anche favorito partnership con compagnie private e reti solidali, alcune delle quali si sono costituite appositamente per l’evento.</em></p>
<p>Per uno come me che ha vissuto dal di dentro le tre edizioni di Terra Madre del 2004, 2006 e 2008 vedere il film è stato come rivivere quelle emozioni con orizzonti allargati, con l’interpretazione musicale e visiva caratteristica di un film, visto ed elaborato dal grande artista. </p>
<p>Nell’intervento di chiusura dell’ultima edizione 2008, un ragazzo quindicenne del Massachusetts ha raccontato di proposto al proprio istituto scolastico un progetto semplice ma molto efficace: “<strong>Il progetto Germoglio</strong>”, che consisteva nel convertire un vecchio ed inutilizzato campo di calcio in un orto, coltivato e curato dagli studenti, in modo da fornire cibo genuino e biologico alla mensa scolastica. Un progetto che è stato in seguito adottato in varie parti degli USA e anche in Senegal. <strong>“Siamo stufi di essere etichettati con frasi tipo:</strong> “<strong><em>ah, questi ragazzi di oggi…”. </em></strong>Noi abbiamo dimostrato che ci sappiamo fare.<br />
<em><strong>Saremo la generazione che riconcilierà l’essere umano con la terra!”</strong></em></p>
<p>come a molti è già noto il film viene proiettato nel corso del programma <strong>MAREMMA-CINE-BUS </strong>curato da <strong><em>Edo Galli, cioè il Galletto</em></strong> a cui la la nostra Condotta Slow Food Grosseto ha voluto aderire sponsorizzando appunto la proiezione dell&#8217;opera del grande maestro.</p>
<p>dopo il debutto a Rispescia le prossime proiezioni avranno il segunete calendario:<br />
- <strong>18 luglio ad ALBERESE</strong><br />
- <strong>24 luglio a BRACCAGNI </strong>in occasione del 30° anniversario del G.T.P.G.S.<br />
- <strong>4 settembre a PIAN DI ROCCA<br />
- 5 settembre a S. DONATO</strong></p>
<p>altre eventuali tappe saranno cmunicate anche in questa sede<br />
<strong>stanno piovendo infatti richieste da un pò tutta la provincia!!!</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Tonini</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-1174</link>
		<dc:creator>Roberto Tonini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 07:28:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=513#comment-1174</guid>
		<description>&lt;strong&gt;TERRA MADRE TOSCANA&lt;/strong&gt;
Il Giusto Gusto
terza edizione

40 comunità di produttori di tutto il mondo
incontrano la Toscana

28 ottobre – 2 novembre 2008

105 contadini e allevatori provenienti da Europa, Asia, Mediterraneo, Caraibi, America del Sud incontrano la Toscana, le sue province, i suoi abitanti per parlare di prodotti tipici, progetti di cooperazione e sviluppo, solidarietà, gusto, giustizia dei mercati e salvaguardia dell’ambiente.

Incontri con la cittadinanza, le istituzioni e i produttori locali, cene, convegni per discutere insieme di un mondo buono, pulito e giusto. 

Questo il programma:

28 ottobre 2008 – ore 20.30
in tutte le province toscane incontro conviviale con i produttori stranieri e toscani
vengono organizzate cene e momenti d’incontro, dove i cittadini della Toscana accoglieranno con spirito festoso i delegati internazionali

29 ottobre 2008
Incontri con la cittadinanza e i produttori locali in tutte le Province della Toscana
saranno organizzati numerosi incontri di confronto con le istituzioni, i produttori toscani, altri soggetti che hanno deciso di partecipare all’approfondimento delle problematiche del mondo del cibo e della sua salvaguardia come strumento di sussistenza, sviluppo e cultura

31 ottobre - 2 novembre 2008 – Orbetello (GR)
Rete di Terra Madre Toscana: dal locale al globale - programma 2009/2010
Convegno internazionale e workshop tematici nell’ambito della Manifestazione “Gustatus” promosso dal Comune di Orbetello che accoglierà produttori e prodotti della Terra di Toscana nei suoi mercatini


I Presidi Slow Food della provincia di Grosseto:

Bottarga di Orbetello
Massimo Bernacchini – info@orbetellopesca.it

Palamita di mare
Stefano Ferrari – stefano.ferrari34@tiscali.it stefano.ferrari@bancatoscana.it
Massimo Bernacchini - info@orbetellopesca.it

Razza Maremmana
Roberto Tonini – roberto.tonini44@tiscali.it

Sfratto dei Goym
Giovanna Pizzinelli - gio.pizzinelli@libero.it





Le Comunità straniere ospitate dalla Condotta di Grosseto

Etiopia

    Teff di Debre Zeit
La cooperativa Alfa Gowa riunisce 58 contadini (41 uomini e 17 donne) e vende teff, grano, orzo e ortaggi in uno spaccio aperto a Debre Zeit grazie a un finanziamento di Oxfam. Il  teff, bianco o rosso, principale prodotto della cooperativa, è un cereale antichissimo, dai semi minuscoli, poco più grandi di granelli di sabbia, con la cui farina si prepara il pane nazionale etiope, la &#039;njera. La coltivazione prevede ripetute arature con i buoi nel mese di maggio, la concimazione, la semina a giugno e la raccolta (a mano, con la falce) a novembre. Dopo la raccolta, le spighe sono poste su una piattaforma di sterco indurito di vacca e fatte calpestare dai buoi. Per dividere la paglia dai grani si usano pale di legno e un setaccio.


Francia


    Bue guascone “aréolé” del Gers – Presìdio Slow Food
Particolarmente adatta ai lavori agricoli che esigono una certa potenza, calma e resistenza alla calura, la razza bovina Mirandaise, originaria del Gers, era largamente diffusa fino alla metà del XX° secolo. Alla fine degli anni ’70, però, non restavano più di 150 vacche e un solo toro di razza. A seguito del programma di salvaguardia avviato negli anni ’80, nel 2008, si recensiscono più di 500 vacche, apprezzate per la buona capacità di riproduzione e l’attitudine all’ingrasso. L’audace scommessa di un piccolo gruppo di allevatori, cui si aggiunge l’appoggio del Liceo Agricolo di Mirande, consiste proprio nel voler stabilire una filiera completa ed incentrata sul prodotto faro della razza: il bue Mirandais del Gers. 

Hanno collaborato con la Condotta di Grosseto:

Agriturismo Aia della Colonna – Santa Caterina – Roberto Tistarelli
Agriturismo Poggio Sasseta - Montiano
Antica Fattoria del Grottaione - Montenero D&#039;Orcia – Flavio Biserni 
Azienda Agricola Agrituristica Le Calle di Catocci Riccardo – Poggi del Sasso 
Azienda Agricola Marinelli - Montenero d&#039;Orcia  - Franco Mascelloni 
Azienda Agricola Cesare Borri – Monte Antico
Azienda Regionale Agricola di Alberese loc. Spergolaia - Alberese  
Caseificio F.lli Rossi - Braccagni – Fabio Rossi
Caseificio  Il Fiorino – Roccalbegna – Angela Fiorini
Comune di Grosseto
Frantoio Franci - Montenero d&#039; Orcia – Giorgio Franci 
Morisfarms Fattoria Poggetti - Massa Marittima – Adolfo Parentini
OL.MA. - Montepescali Scalo – Neri Massimo
Poggio Argentiera - Banditella di Alberese – Giampaolo Paglia
Provincia di Grosseto - Ufficio agricoltura
Ristorante Il Cantuccio -  Buriano – Francesco Angeloni 
Ristorante Oste Scuro - Braccagni – Ezio Formica
Tenuta Paganico - Civitella Paganico – Maria Novella Uzielli
Tenuta Rocca di Montemassi - Fraz. Montemassi – Stefano Ferrante</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TERRA MADRE TOSCANA</strong><br />
Il Giusto Gusto<br />
terza edizione</p>
<p>40 comunità di produttori di tutto il mondo<br />
incontrano la Toscana</p>
<p>28 ottobre – 2 novembre 2008</p>
<p>105 contadini e allevatori provenienti da Europa, Asia, Mediterraneo, Caraibi, America del Sud incontrano la Toscana, le sue province, i suoi abitanti per parlare di prodotti tipici, progetti di cooperazione e sviluppo, solidarietà, gusto, giustizia dei mercati e salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>Incontri con la cittadinanza, le istituzioni e i produttori locali, cene, convegni per discutere insieme di un mondo buono, pulito e giusto. </p>
<p>Questo il programma:</p>
<p>28 ottobre 2008 – ore 20.30<br />
in tutte le province toscane incontro conviviale con i produttori stranieri e toscani<br />
vengono organizzate cene e momenti d’incontro, dove i cittadini della Toscana accoglieranno con spirito festoso i delegati internazionali</p>
<p>29 ottobre 2008<br />
Incontri con la cittadinanza e i produttori locali in tutte le Province della Toscana<br />
saranno organizzati numerosi incontri di confronto con le istituzioni, i produttori toscani, altri soggetti che hanno deciso di partecipare all’approfondimento delle problematiche del mondo del cibo e della sua salvaguardia come strumento di sussistenza, sviluppo e cultura</p>
<p>31 ottobre &#8211; 2 novembre 2008 – Orbetello (GR)<br />
Rete di Terra Madre Toscana: dal locale al globale &#8211; programma 2009/2010<br />
Convegno internazionale e workshop tematici nell’ambito della Manifestazione “Gustatus” promosso dal Comune di Orbetello che accoglierà produttori e prodotti della Terra di Toscana nei suoi mercatini</p>
<p>I Presidi Slow Food della provincia di Grosseto:</p>
<p>Bottarga di Orbetello<br />
Massimo Bernacchini – <a href="mailto:info@orbetellopesca.it">info@orbetellopesca.it</a></p>
<p>Palamita di mare<br />
Stefano Ferrari – <a href="mailto:stefano.ferrari34@tiscali.it">stefano.ferrari34@tiscali.it</a> <a href="mailto:stefano.ferrari@bancatoscana.it">stefano.ferrari@bancatoscana.it</a><br />
Massimo Bernacchini &#8211; <a href="mailto:info@orbetellopesca.it">info@orbetellopesca.it</a></p>
<p>Razza Maremmana<br />
Roberto Tonini – <a href="mailto:roberto.tonini44@tiscali.it">roberto.tonini44@tiscali.it</a></p>
<p>Sfratto dei Goym<br />
Giovanna Pizzinelli &#8211; <a href="mailto:gio.pizzinelli@libero.it">gio.pizzinelli@libero.it</a></p>
<p>Le Comunità straniere ospitate dalla Condotta di Grosseto</p>
<p>Etiopia</p>
<p>    Teff di Debre Zeit<br />
La cooperativa Alfa Gowa riunisce 58 contadini (41 uomini e 17 donne) e vende teff, grano, orzo e ortaggi in uno spaccio aperto a Debre Zeit grazie a un finanziamento di Oxfam. Il  teff, bianco o rosso, principale prodotto della cooperativa, è un cereale antichissimo, dai semi minuscoli, poco più grandi di granelli di sabbia, con la cui farina si prepara il pane nazionale etiope, la &#8216;njera. La coltivazione prevede ripetute arature con i buoi nel mese di maggio, la concimazione, la semina a giugno e la raccolta (a mano, con la falce) a novembre. Dopo la raccolta, le spighe sono poste su una piattaforma di sterco indurito di vacca e fatte calpestare dai buoi. Per dividere la paglia dai grani si usano pale di legno e un setaccio.</p>
<p>Francia</p>
<p>    Bue guascone “aréolé” del Gers – Presìdio Slow Food<br />
Particolarmente adatta ai lavori agricoli che esigono una certa potenza, calma e resistenza alla calura, la razza bovina Mirandaise, originaria del Gers, era largamente diffusa fino alla metà del XX° secolo. Alla fine degli anni ’70, però, non restavano più di 150 vacche e un solo toro di razza. A seguito del programma di salvaguardia avviato negli anni ’80, nel 2008, si recensiscono più di 500 vacche, apprezzate per la buona capacità di riproduzione e l’attitudine all’ingrasso. L’audace scommessa di un piccolo gruppo di allevatori, cui si aggiunge l’appoggio del Liceo Agricolo di Mirande, consiste proprio nel voler stabilire una filiera completa ed incentrata sul prodotto faro della razza: il bue Mirandais del Gers. </p>
<p>Hanno collaborato con la Condotta di Grosseto:</p>
<p>Agriturismo Aia della Colonna – Santa Caterina – Roberto Tistarelli<br />
Agriturismo Poggio Sasseta &#8211; Montiano<br />
Antica Fattoria del Grottaione &#8211; Montenero D&#8217;Orcia – Flavio Biserni<br />
Azienda Agricola Agrituristica Le Calle di Catocci Riccardo – Poggi del Sasso<br />
Azienda Agricola Marinelli &#8211; Montenero d&#8217;Orcia  &#8211; Franco Mascelloni<br />
Azienda Agricola Cesare Borri – Monte Antico<br />
Azienda Regionale Agricola di Alberese loc. Spergolaia &#8211; Alberese<br />
Caseificio F.lli Rossi &#8211; Braccagni – Fabio Rossi<br />
Caseificio  Il Fiorino – Roccalbegna – Angela Fiorini<br />
Comune di Grosseto<br />
Frantoio Franci &#8211; Montenero d&#8217; Orcia – Giorgio Franci<br />
Morisfarms Fattoria Poggetti &#8211; Massa Marittima – Adolfo Parentini<br />
OL.MA. &#8211; Montepescali Scalo – Neri Massimo<br />
Poggio Argentiera &#8211; Banditella di Alberese – Giampaolo Paglia<br />
Provincia di Grosseto &#8211; Ufficio agricoltura<br />
Ristorante Il Cantuccio &#8211;  Buriano – Francesco Angeloni<br />
Ristorante Oste Scuro &#8211; Braccagni – Ezio Formica<br />
Tenuta Paganico &#8211; Civitella Paganico – Maria Novella Uzielli<br />
Tenuta Rocca di Montemassi &#8211; Fraz. Montemassi – Stefano Ferrante</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Tonini</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-1055</link>
		<dc:creator>Roberto Tonini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 04:14:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=513#comment-1055</guid>
		<description>Carissimo socio

Ti ringrazio per la tua domanda che mi offre la possibilità di spiegare alcune cose sulla nostra Guida alle Osterie d’Italia.

Prima però una curiosità: se ho ben capito hai ricevuto la Guida e qui hai visto che in zona c’era un locale – senza fa nomi – nato pochi anni fa, in un prefabbricato in zona artigianale, che è pochi anni che ha aperto, e di cui, ci fai capire, non sei entusiasta del gusto estetico, cosa che pare tu vorresti fosse tenuta in più alta considerazione. Giusto?

E ora una domanda: perché non ci hai mangiato? Perché questo mi sembra evidente, altrimenti anche un pur vago accenno l’avresti fatto. Se tu ci avessi mangiato, cosa per la quale questi locali esistono, la tua osservazione non avrebbe  riguardato prevalentemente la realizzazione estetica, DEL DI FUORI, senza una sola parola su cosa conta, cioè il mangiare. Perché si, noi teniamo conto anche di questo, ma dopo, molto dopo aver considerato e valutato tutta un’altra serie di cose che reputiamo assai più importanti pe questo tipo di locali, e che ora cercherò brevemente di spiegarti.

Circa il periodo di apertura non proponiamo mai locali che non abbiano almeno un anno di vita da noi conosciuta e seguita. Non rincorriamo i locali-novita, anzi.
Il fiduciario della zona di pertinenza per la prima volta si limita a proporre il locale alla nostra sede toscana. Questa incarica di redigere le schede ai suoi collaboratori periferici, che poi siamo noi fiduciari o membri del comitato di gestione. Ma qui si deve fare un’importante precisazione: nessuno di noi va fa a fare le schede nel proprio territorio o comunque in locali dove sei conosciuto e sanno della tua carica. Anzi, ogni anno veniamo dirottati a rotazione su altre zone e province, per cui lo stesso locale viene OGNI ANNO e continuamente VERIFICATO da persone diverse. E questo con ovvio vantaggio per un riscontro sui giudizi più allargato e riscontrato. 
Quindi a differenza delle altre grande guide italiane la base di giudizio è enormemente più grande: basti pensare che l’anno scorso per la sola Toscana gli estensori delle schede sono stati quasi una settantina! Pare la formula funzioni se dopo diciotto anni di vita questa guida vende, solo in Italia, oltre 100.000 copie all’anno.

La tipologia e lo stile. Pur ammettendo diversità di locali – osteria tradizionale, osteria moderna, trattoria, enoteca con mescita e cucina, vineria, ristoro agrituristico (con parsimonia e grande selettività), ristoranti a conduzione familiare – cerchiamo uno stile riconoscibile e semplice, sia nell’ambiente sia nel servizio (tavola, stoviglie) sia nell’accoglienza, che vorremmo familiare e calda. La professionalità – che ricerchiamo come antitesi al dilettantismo e all’approssimazione – non passa necessariamente attraverso il formalismo, le tovaglie fino a terra, i sottopiatti, i piatti di forma e dimensione esuberanti, i grandi bicchieri di cristallo, il rabbocco deferente del bicchiere da parte del personale di sala. Anzi, uno stile di questo tipo è spesso indice di un locale che ha fatto o mira a fare un “salto di categoria”, che ha modelli e ambizioni diversi rispetto alle osterie che interessano a noi. Per capirsi può andare ben pure la tovaglia di carta gialla, in certi contesti, e il bicchiere detto “cinquino”, ma questo non preclude a chi lo vuole, di servire in bicchieri adeguati ai vini, senza però che questo sia per forza una prerogativa irrinunciabile.

La soglia di prezzo è fissata a 35 euro vini esclusi. Questo come prezzo medio, se poi uno chiede una fiorentina da chilo, o altre esagerazioni le pagherà il dovuto senza che questo porti fuori prezzo l’insieme del menu.

Se il locale viene ritenuto meritevole, vengono assegnati simboli che segnalano una certa eccellenza
Per esempio:
• ” la bottiglia”: segnala una interessante cantina 
• “il formaggio”: il simbolo è attribuito ai locali che presentano una buona scelta di formaggi 
C’è po la “famigerata” e assai ambita “chiocciola”
Nella  guida è spiegato che è assegnata a  “Un locale che ci piace in modo speciale, per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza in sintonia con lo Slow Food”

Basti sapere che fino all’anno scorso in tutta la provincia di Grosseto c’era un solo locale “chioccioluto” ed era L’antica Fattoria del Grottaione a Montenero.
Il locale cui fai riferimento – senza fare nomi – ha per ora “solo” il contrassegno della “bottiglia” e del “formaggio”. Per ora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo socio</p>
<p>Ti ringrazio per la tua domanda che mi offre la possibilità di spiegare alcune cose sulla nostra Guida alle Osterie d’Italia.</p>
<p>Prima però una curiosità: se ho ben capito hai ricevuto la Guida e qui hai visto che in zona c’era un locale – senza fa nomi – nato pochi anni fa, in un prefabbricato in zona artigianale, che è pochi anni che ha aperto, e di cui, ci fai capire, non sei entusiasta del gusto estetico, cosa che pare tu vorresti fosse tenuta in più alta considerazione. Giusto?</p>
<p>E ora una domanda: perché non ci hai mangiato? Perché questo mi sembra evidente, altrimenti anche un pur vago accenno l’avresti fatto. Se tu ci avessi mangiato, cosa per la quale questi locali esistono, la tua osservazione non avrebbe  riguardato prevalentemente la realizzazione estetica, DEL DI FUORI, senza una sola parola su cosa conta, cioè il mangiare. Perché si, noi teniamo conto anche di questo, ma dopo, molto dopo aver considerato e valutato tutta un’altra serie di cose che reputiamo assai più importanti pe questo tipo di locali, e che ora cercherò brevemente di spiegarti.</p>
<p>Circa il periodo di apertura non proponiamo mai locali che non abbiano almeno un anno di vita da noi conosciuta e seguita. Non rincorriamo i locali-novita, anzi.<br />
Il fiduciario della zona di pertinenza per la prima volta si limita a proporre il locale alla nostra sede toscana. Questa incarica di redigere le schede ai suoi collaboratori periferici, che poi siamo noi fiduciari o membri del comitato di gestione. Ma qui si deve fare un’importante precisazione: nessuno di noi va fa a fare le schede nel proprio territorio o comunque in locali dove sei conosciuto e sanno della tua carica. Anzi, ogni anno veniamo dirottati a rotazione su altre zone e province, per cui lo stesso locale viene OGNI ANNO e continuamente VERIFICATO da persone diverse. E questo con ovvio vantaggio per un riscontro sui giudizi più allargato e riscontrato.<br />
Quindi a differenza delle altre grande guide italiane la base di giudizio è enormemente più grande: basti pensare che l’anno scorso per la sola Toscana gli estensori delle schede sono stati quasi una settantina! Pare la formula funzioni se dopo diciotto anni di vita questa guida vende, solo in Italia, oltre 100.000 copie all’anno.</p>
<p>La tipologia e lo stile. Pur ammettendo diversità di locali – osteria tradizionale, osteria moderna, trattoria, enoteca con mescita e cucina, vineria, ristoro agrituristico (con parsimonia e grande selettività), ristoranti a conduzione familiare – cerchiamo uno stile riconoscibile e semplice, sia nell’ambiente sia nel servizio (tavola, stoviglie) sia nell’accoglienza, che vorremmo familiare e calda. La professionalità – che ricerchiamo come antitesi al dilettantismo e all’approssimazione – non passa necessariamente attraverso il formalismo, le tovaglie fino a terra, i sottopiatti, i piatti di forma e dimensione esuberanti, i grandi bicchieri di cristallo, il rabbocco deferente del bicchiere da parte del personale di sala. Anzi, uno stile di questo tipo è spesso indice di un locale che ha fatto o mira a fare un “salto di categoria”, che ha modelli e ambizioni diversi rispetto alle osterie che interessano a noi. Per capirsi può andare ben pure la tovaglia di carta gialla, in certi contesti, e il bicchiere detto “cinquino”, ma questo non preclude a chi lo vuole, di servire in bicchieri adeguati ai vini, senza però che questo sia per forza una prerogativa irrinunciabile.</p>
<p>La soglia di prezzo è fissata a 35 euro vini esclusi. Questo come prezzo medio, se poi uno chiede una fiorentina da chilo, o altre esagerazioni le pagherà il dovuto senza che questo porti fuori prezzo l’insieme del menu.</p>
<p>Se il locale viene ritenuto meritevole, vengono assegnati simboli che segnalano una certa eccellenza<br />
Per esempio:<br />
• ” la bottiglia”: segnala una interessante cantina<br />
• “il formaggio”: il simbolo è attribuito ai locali che presentano una buona scelta di formaggi<br />
C’è po la “famigerata” e assai ambita “chiocciola”<br />
Nella  guida è spiegato che è assegnata a  “Un locale che ci piace in modo speciale, per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza in sintonia con lo Slow Food”</p>
<p>Basti sapere che fino all’anno scorso in tutta la provincia di Grosseto c’era un solo locale “chioccioluto” ed era L’antica Fattoria del Grottaione a Montenero.<br />
Il locale cui fai riferimento – senza fare nomi – ha per ora “solo” il contrassegno della “bottiglia” e del “formaggio”. Per ora.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: socio slow</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2008/10/08/slow-food/comment-page-1/#comment-1047</link>
		<dc:creator>socio slow</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 14:34:28 +0000</pubDate>
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		<description>Sono un socio Slow Food che qualche tempo fa ha avuto in omaggio un libro sulle Osterie di Italia segnalate da Slow. Ho visto che tra queste ce n&#039;è una (di questa zona ma non faccio nomi), nata pochi anni fa in un prefabbricato di una zona artigianale. E&#039; vero che in una Osteria ci si va per mangiare, ma nella valutazione della guida, il gusto estetico del locale non conta nulla? E prima di  mettere nella guida un locale appena nato, non sarebbe meglio aspettare per vedere si regge l&#039;usura del tempo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un socio Slow Food che qualche tempo fa ha avuto in omaggio un libro sulle Osterie di Italia segnalate da Slow. Ho visto che tra queste ce n&#8217;è una (di questa zona ma non faccio nomi), nata pochi anni fa in un prefabbricato di una zona artigianale. E&#8217; vero che in una Osteria ci si va per mangiare, ma nella valutazione della guida, il gusto estetico del locale non conta nulla? E prima di  mettere nella guida un locale appena nato, non sarebbe meglio aspettare per vedere si regge l&#8217;usura del tempo?</p>
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