famola strana

A Muso Duro

A Muso Duro

 

Dopo un escalation tipo “te la fo vede’ – ‘un te la  fo vede’” il Nostro si rivelò quel tanto sufficiente pe facci capi’ che s’era davanti ad una svolta epocale nell’architettura a Braccagni.

 

O forse più semplicemente avevano scelto questa insignificante espressione geografica segnata sulle carte come Braccagni, come territorio franco pe facci i propri esperimenti ed esercitazioni sulla ciccia, cioè dal e sul vero.

Tanto,  come ricorda Roberto Spadi, nella manifestazione molto partecipata di presentazione del “manufatto” alle riserve e perplessità manifestate dallo stesso, da Edo Galli e l’ecoteti, uno dei progettisti disse, con tono secco e preciso, che di architettura di livello a Braccagni ‘un ce n’era punta, anzi, ‘un c’è nemmeno uno straccio di piazza, monumento, fontana, ecc… e sicchè c’era poco da sciupare

preferisco il lato B

preferisco il lato B

 

E qui allo Spadi, forse in un momento di debolezza, gli “si è strozzato il vaffa in gola”.  Male, molto male reprimere istinti così naturali, legittimi ed opportuni. Fa male anche alla bile. Ma sopratutto al legittimo destinatario che viene così privato del giusto riconoscimento.  

 

Dopo un certo periodo di stanca estiva i lavori sono ripresi e anche se oggi non finiti ci permettano di apprezzare le già significative e diverse espressioni dei quattro lati.

Guarda Come Angolo

Guarda Come Angolo

 

 

 

 

 

 

 Noi li abbiamo temporaneamente e affettuosamente  nomati:

  1. fronte strada della stazione: A muso duro (Pierangelo Bertoli)
  2. lato sud: Preferisco il lato B (Carlo Vellutini)
  3. lato stradina pel campo sportivo: Guarda come angolo (Edoardo Vianello)
  4. lato interno verso la stazione La Terza Via (Enrico Berlinguer)

 

scala La Terza Via

scala La Terza Via

 
                                                                        ›››› il seguito nei commenti

Per i nostalgici e amanti del revival::sono giunte diverse richieste per il famigerato “i monumenti del mazzo” vera madre di tutte le madri di questo blog – segnaliamo che è sempre possibile rivisitarlo per un revival casereccio cliccando su: http://www.braccagni.info/?p=335

Se invece della mamma si volesse legge la nonna, bisogna anda’ da “Guerrino” che generò la serie http://www.braccagni.info/?p=332

 

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RSSNumero commenti (21)

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  1. il vecchio girino ha detto:

    piccole note a commento

    A) – Il lento e languido strip tease alla rovescia

    Delle due una:
    1. o ci vogliono far gustare piano piano, come quando si stilla le carte a poker, i vari nuovi aspetti, visuali inedite, scale di traverso, e chissà quante altre diavolerie, o
    2. hanno paura di spaventacci a mostracci tutto in una volta il capodilavoro

    in ambedue i casi mi sembra lodevole la centralità e la sensibilità riservata a noi abitanti del sito

    B) – Il perché dei nomi ai quattro, o cinque, lati

    Devo confessare che già ci si comincia ad affezionare. Anche la cosa più brutta che ti ritrovi tra i piedi, a forza di vederla, va a fini’ che in qualche maniera ti cattura l’attenzione, se non proprio l’affetto.

    1. fronte strada della stazione: A muso duro (Pierangelo Bertoli) Questo è già un volergli bene, perché a differenza, la canzone è bella nel testo e nella musica. Oserei dire che, esigenze di vento e freddo (?) a parte, certe facciate dell’architettura di littoriana memoria, che per certi versi la cosa ricorda, a me risultano assai più piacevoli. Ma si sa, è una questione di gusti. Una virtù in più da accreditargli: sulla scia di andreottiane citazioni – parlate di me, anche male, ma parlatene – sicuramente questo non gli mancherà. Ognuno così potrà misurarsi e scoprire i suoi più interiori misteri della psiche sparando la sua personale somiglianza o suggestione. L’ultima sentita fare è che ricorderebbe un monumento funerario, forse di un dittatore. Il che anche se in epoca della prossima giornata dei defunti, mi sembra un pelino osé. Io resto affezionato al battesimo che gli fece Maurizio Martellini: “la casa delle finestre che non ci so”

    2. lato sud: Preferisco il lato B (Carlo Vellutini) Potrebbe esse il fatto che la facciata da direttamente sullo stadio del paese, ma potrebbe esse anche l’indefinibile e inspiegabile uso di tubi inox, fili, e quant’altro, che da un sensazione di “vo sape’ che vor di!” – lontana da me l’idea che tutti quei fili possano servire a stendere i panni (e poi perché no?). potrebbero però costruire una specie di antenna pe conversa con gli U.F.O.. O, io ci’io provato. Resta in me la viva curiosità se nella somma algebrica del risparmio che si avrà d’inverno per la facciata senza finestre e il maggior consumo per raffreddare l’ambiente viste e date le smisurate vetrate esposte a sud. Dove penderà la bilancia: più risparmio per il freddo o più consumo per abbassare il caldo? Vedremo e sapremo.

    3. lato stradina pel campo sportivo: Guarda come so’ a angolo (su ispirazione da Edoardo Vinello, Guarda come dondolo…) – Questo è forse il lato più enigmatico: rifacendo da zero il tutto, dalla casa al marciapiede, c’era la possibilità di allargare o rendere più stondato e scorrevole l’accesso allo stadio per chi proviene dalla stazione. E invece no! Se è possibile l’angolo è ancora più acuto. Giocoforza pensare ad una esigenza di coerenza architettonica(?!). Stile, cosa si fa per te!!!!!

    4. lato interno verso la stazione: La Terza Via (Enrico Berlinguer) – Con tutto il rispetto per la classe e la passione dell’uomo che non potè verificare il lungo cammino della sua parte politica iniziata proprio con lui prima di mancare. All’inizio si chiamava così. Forse anche l’artista ci vuole dire che sta cercando una terza via. Mah, buona fortuna. Certo lo voglio vede’ uno che soffre appena appena un po’ di vertigini a sali’ quelle scale…………..

    5. ci sarebbe, se si vuole, anche un quinto lato, e cioè il tetto, che, tanto per cambiare non c’è. Ma ci sono i pannelli solari, e allora che gli si pole di’? Bravi. Poi a vole’, c’è di peggio in tutto il resto per cui, tutto rientra nella coerenza dell’incoerenza.

    C) – Un ultima doverosa precisazione: rifacendomi anche al sopra citato detto andreottiano parlate, parlatene, anche male, ma parlatene, che a nessuno venga a mente che io sia sponsorizzato dalla banca che verrà solo perché ne ho parlato e ora ne riparlo. Quello che ho scritto l’ho fatto per l’occasione che mi è stata data da questo blog che mi placa, anche se solo per un poco, la voglia di piazza che ho in me.

    a meno che…………..

    Gragragra

    Quando mi sono messo a fare le foto un operaio è stato mandato di corsa verso di me, forse dal capo cantiere, e mi ha chiesto con strana e viva partecipazione:
    – ha bisogno di qualche chiarimento?
    e io:
    – no, grazie, anzi, se avrò bisogno glielo chiederò

    Poi quando sono arrivato dietro, nel lato B, è uscito un signore che mi ha visto con la macchina fotografica in mano e mi fa:
    – che fa, fotografa le cose brutte?
    e io:
    – perché solo le cose brutte meritano di esse fotografate?
    – no no , faccia pure
    – grazie
    e se n’è andato

  2. Carlo Vellutini ha detto:

    Confermo il mio apprezzamento per il Lato B…Se invece che a Braccagni fosse sul lungomare di Marina o, meglio a Barceloneta, si direbbe “che struttura avveniristica”!!! O forse tra tutti quei grattacieli di metallo e vetro scomparirebbe…Però sarebbe il suo luogo ideale. Devo solo capire la copertura sulla terrazza come verrà completata. Sembra quasi che ci sia spazio per una grande tenda di quelle antipioggia e sole. Dovrò informarmi…
    Nei giorni scorsi, invece, guardando invece il Lato A che vedo direttamente dalla cucina dei miei, ragionavo su un po’ di discussioni dei mesi scorsi. Alla fine, ve lo dico, ma l’insegna servirà come elemento “di rottura” (al bando le facili battute!!! 😉 ) sul lato senza finsestre…Della serie è indispensabile per rompere la monotonia attuale (è normale che lo sia visto che l’edificio è ancora in costruzione) della facciata.

    P.S.: I vertici della Banca mi hanno confermato che hanno letto il blog (questa è una notizia importante per tutti, nel senso che ogni valutazione non cade nel vuoto), dunque sono ben preparati sull’argomento ed anche sulle polemiche che su questo sito sono venute fuori rispetto alla struttura. Nei giorni scorsi sono stati più volte presenti per vedere come andavano i lavori. Si attenderanno dunque mille domande sul perché di certe scelte che chiunque vorrà porre loro il giorno dell’inaugurazione o se, per caso, li incontrerete mentre sono a visitare l’edificio.

  3. redazione ha detto:

    Ben venga a Braccagni la Banca della Maremma, una banca legata al territorio con i fatti e non con le parole.
    Non parlerei di vere e proprie polemiche sull’erigenda struttura. Ognuno ha il diritto di fare la propria critica, che spesso rivela un attaccamento al proprio paese, alla propria comunità. Cosa che i vertici della banca siamo sicuri apprezzeranno.

  4. pizzicato ha detto:

    o bella…. HANNO GIà PROMESSO UN FINANZIAMENTO A FONDO PERDUTO PER IL blogghe?….

  5. roberto spadi ha detto:

    Leggendo questi ultimi post e andando a rileggere quelli vecchi sul monumento del mazzo, ho avuto una strana sensazione, come se stessi in una piazza vera, in un capannello di persone (pensionati, perdigiorno, passanti ecc…) che in una normalissima piazza del mondo commentano&criticano i lavori in corso di un’opera in costruzione.
    Bene.

  6. pizzicato ha detto:

    attenti ragazzi, avè boni rapporti con chi conta e c’ha i soldi è cosa bona solo se non lo si fa per i soldi che hanno, meglio esse uccelli liberi e gracchia come ci pare che pappagallini che ripetono quello che si sentono di dal padrone.
    Bene la Banca, però io sto seduto in piazza a vede che fa di bono, l’inizio è stato maldestro, perchè le case di Braccagni so state fatte dai babbi nostri, molte, e molti avevano si e no la terza elementare, eppure ci hanno dato un tetto, e sentissi di che un so degne…. beh, vorrei chiedere all’architetto chi lo fa sentire a lui degno di costruire come gli pare li in mezzo dicendo ste cose;
    i soldi un lavano un’onta si tale che fa male ogni volta che guardo la su opera, almeno per quanto mi riguarda.
    Perchè altrimenti ha ragione Dante, a Braccagni un si vale niente e si pole sparì colla piena della bruna se ci si vende al primo che ci sventola davanti qualche bigliettone, è vero ci vogliono investimenti e altro, ma prima di tutto ci vogliono le scuse VERE, perchè se un si capisce dove si sbaglia quando ci si comporta così, secondo me poi c’è poco da dar fiducia, io chi viene a casa mia in quel modo lo guardo in tralice anche se mi mette milioni sul tavolino per fassi scusà…. ecchè ci si incazza tanto se ci si nega la nostra identità per poi chinà la testa e mette la coda tra le gambe al primo ‘stormir’ di fronde… anche se ste fronde sopra c’hanno stampato l’euro?….. sia mai, foss’anche tra cent’anni quel coso che poi potrebbe abituacci alla su bruttezza, mi ricorderà sempre la frase spiattellata in faccia a Edo e al Teti, che i su babbi le case e pure carine le han fatte davvero a Braccagni…. quando io lavoravo con loro non mi scordo che ogni volta che veniva un architetto in cantiere , eran dolori e bestemmie perchè un sapeva manco che voleva di mette un mattone su un altro, e quanti guai dovevamo risolve che la loro presunzione ci causava…. quanti sacrifici ci costava un capriccio e poi il ridoverlo rifà daccapo…. ma bene fece il mi babbo quando uno che aveva disegnato un caminetto, vistolo fatto a regola d’arte come lo aveva voluto, gli chiese di buttallo giù perchè lo voleva cambià… la risposta fu, prima pagami e poi il resto fattelo da te e un mi chiamà più, un so mica il tu schiavo ne mi compri con quattro soldi per fammi fa e disà quello che ti pare.
    Bene fece Angiolino del Soldati, fior di maestro in muratura, che quando nel pulmino del Ciurli tornando da marina, con la moglie di quello che disegnò la chiesina del casotto dei pescatori, quella tutta a facciavista con le pietre di Roselle e tutta tonda, quando lei passando davanti alla chiesa disse lui gli rispose… e nò signora… e lei sbiancò… … e no signora porca la miseria cane, se il su marito l’ho visto un paio di volte è grassa, quella chiesa l’ho fatta tutta io pietra su pietra e so quello che c’è costato.
    E ce ne avrei a decine di cose del genere…… ve ne dico un’altra, un muratore di quelli d’altri tempi, di montepescali, Oscare, stava rifacendo l’intonaco ad un vecchio podere sotto Giuncarico quando arrivò il signorone di Roma che aveva studiato e gli disse…. Oscare che hai fatto?… e lui… ho fatto l’intonaco a regola d’arte….e il romano.. ma io volevo che l’intonaco risultasse vecchio e scalcinato….. Oscare stette un po’ zitto e poi lo guardò fisso nell’occhi e gli disse… sa un po’ comè?… a casa mia questi son capricci… e un glielo fece… vero che poi al pranzo che offrì ai muratori il padron di casa, alla fine del lavoro, Oscare scoprì il su piatto e ci trovò, invece che la pastasciutta come gli altri, un piatto di bei chiodi di quelli antichi fatti a mano…. e quel tipo gli disse, Oscare, te ci hai na bocca adatta pe sti chiodi…. non per la pastasciutta!!! Evviva il mi Oscare, pace all’anima sua, quelli si che erano omini!!.

  7. pizzicato ha detto:

    volevo di che la signora disse ad angiolino che la quella era la chiesa che aveva fatto il su marito…. mi son magiato le parole scusatemi

  8. r ha detto:

    a bra si vuol far credere che ci sia stata una piazza, in realtà gli incontri, per lo meno tra i giorvani, sono sempre avvenuti in prossimità di una panchina; quindi mi sembrerebbe più consono parlare di panchina virtuale.
    Riconosco però che il ricorso alla piazza virtuale testimonia, per un verso, l’assenza di una piazza reale con tanto di intestazione ad un avo illustre.
    Visto lo sviluppo urbanistico, che è esploso dopo il mio volontario allontanamento dal paese per motivi di lavoro, ritengo che una piazza non ci sarà mai, ma solo un eventuale ritrovo, più o meno gettonato di un altro punto del paese.
    Le strade lo dicono chiaro, formano un imbuto, mentre per fare una piazza, queste dovrebbero convergere in un punto, cioè nella piazza.
    Un cordiale saluto ai miei concittadini.

  9. pizzicato ha detto:

    hai ragione, ci siamo sempre arrangiati con le panchine , i portici della chiesa, e le aie, pure i maracanà… uno era proprio in via sgarallino quando c’era ancora il campo libero e se la mamma di Luigi lo voleva doveva solo affacciassi alla terrazza e chiamarlo, come in effetti faceva….

    ovvio però che sta benedetta piazza, se ci fosse stata, saremmo cresciuti forze meglio, pensa che pacchia se tra le case rosse, la vecchia coop, le case verdi e via sgarallino avessero fatto una piazza con tanto di centro anziani a disposizione, che poi diventava il punto di incontro di tutti….
    magari il red baron era li vicino e la gente non intasava l’aurelia per far colazione, così come c’era l’edicola e via dei garibaldini non aveva èroblemi di parcheggio… insomma una piazza li poteva veramente rendere la vita più bella a tutti, porcaccia la miseriaccia canaccia…..
    delle volte vorrei essere nato a montepescali dove si nasce e si muore da dieci secoli pressapoco all’ombra degli stessi sassi….. e quando uno è vecchio mette il culo sotto l’arco come faceva il su babbo e il babbo del su babbo ancora e via dicendo, la consolazione deve esse tanta, quando gli amici iniziano a sparire le pietre aiutano, a braccagni le uniche pietre che rimangono sono quelle di poche case che però vengono disprezzate, spero solo che la chiesa almeno nessuno la tocchi anche se il ce chi fa di tutto per tener lontano chi ci va, vedi il divieto di transito nel suo piazzale.

  10. pizzicato ha detto:

    c’è qulache z al posto della esse… pazienza

  11. redazione ha detto:

    Non c’entra niente con l’argomento in discussione, ma dato che ogni volta che passo da Bracacgni c’è qualcosa di nuovo, chiedo lumi.
    Fonti ben informate mi riferiscono che c’è stata una variazione nella toponomastica di Braccagni, cioè via Amm. Concialini è diventata via Anita Garibaldi.
    E’ vero?

  12. lo stradaiolo ha detto:

    Si vede che anche gli Ammiragli possano aumenta’ di grado: la moglie dell’eroe, con quanti ne erano stati messi dei mille, sinceramente mancava…………

    Se è così, prima di pote’ mette un braccagnino d.o.c. a voglia a fa strade a Braccagni, ce ne mancheranno almeno 950 e più pe accontenta tutti e mille i garibaldini………

    Se un fosse il nome di un partito direi: forza Italia! (nel senso di: fatti coraggio)

    Ma per ora mi sembra più adeguato un: FORZA TUBI!

  13. redazione ha detto:

    Però dobbiamo dare delle informazioni esatte: è cambiato o no il nome? E se è cambiato, perchè?

  14. campagnolo ha detto:

    Confermo, ora si chiama via Anita Garibaldi. Il motivo dovrebbe essere quello che in precedenza non era stata rispettata la procedura corretta per dare il nome alla via, quindi il Comune ha provveduto continuando sulla falsariga risorgimentale.

  15. redazione ha detto:

    Su questo cambio di nome della via non si è originato un dibattito, forse non era il caso.
    Torniamo sull’argomento perchè proprio ieri su Il Tirreno c’era un articolo che prendeva in esame le poche vie dedicate alle donne (e prendeva per esempio il nome di Anita Garibaldi) e spiegava come avvengono le intitolazioni delle vie. Testuale:
    “Ma chi decide – e con quali modalità – l’intitolazione di una strada? Alcune norme sono nazionali, poi però ogni Comune si regola a modo suo: c’è chi si affida ad una commissione toponomastica, chi la sostituisce con un gruppo di studiosi, chi lascia il compito alla Giunta. La prima norma, che vale per tutti, è che strade o piazze debbono essere dedicate a una persona morta da almeno dieci anni. Ma le eccezioni non sono così rare, per la deroga basta l’ok della Prefettura.Tutti possono fare proposte: cittadini, associazioni, enti, consigli comunali, parrocchie. Naturalmente la segnalazione va motivata, allegando un curriculum del personaggio che si intende “sponsorizzare”. La proposta poi passa in commissione, qunado c’è, oppure direttamente alla Giunta. L’ultima parola naturalmente è della Giunta che vara una delibera.

  16. lo stradaiolo ha detto:

    un dibattito no, ma almeno sape come mai l’hanno cambiato non mi sembra così scandaloso

    anzi, caso mai il contrario………….

  17. pizzicato ha detto:

    basta cercare la delibera, è motivata… si va in comune e si chiede, è sempolice… ma scommetto che dipende dal fatto che non erano passati i dieci anni dalla morte e mancavano i presupposti per concederlo in deroga a questa regola.

    a proposito, la piazzetta dove c’è la banca e il dottore, non ha nemmeno un alberino in mezzo per fare un pò d’ombra (pensate con un bel leccio che cosa sarebbe) e qualche panchina per chi volesse meriggiare e fare ‘paese’ li davanti, perchè la circoscrizione non pensa a proporre una cosa del genere?… oppure lancio la proposta alla banca che c’è li, potrebbe farli lei questi interventi, gliene sarebbero grati i molti che ci possono andare e trovare una ‘piazza vera’ che altrimenti non c’è.

  18. lo stradaiolo ha detto:

    caro, se ci metti un leccio (che di solito ci’ha anche il vizio di cresce) e qualche panchina un ci resta lo spazio nemmeno pe giocacci a tappini….

    queste so cose da pensacci prima, ma pol’esse che anche qui ci hanno lavorato i soliti superbi architetti “xxxxisti”

    pel cambiamento di nome dev’esse come dici te, cioè che unn’erano passati dieci anni

    a me mi puzzava infatti già del solito giochino dei prodi salvatori pronti a salì sul carro in aiuto dei vincitori……………….

  19. bugigattolo ha detto:

    bha a me fa piuttosto onco la nuova banchetta di braccagni pare un cubetto di ghiaccio sporco

  20. il vecchissimo girino ha detto:

    carissimo bugigattolo

    devo ammettere che la tua definizione è stringata ma efficace

    però come ultimo arrivato ti sei perso le battute iniziali della storia dove altri colleghi si sono sbizzarriti in definizioni più o meno appropriate, ma tutte fatte col cuore e fantasia

    se sei un amante del genere, come pare, puoi sempre armarti di tanta pazienza e andarti a leggere gli articoli che descrivano l’oggetto, ma che in parallelo segnano anche la nascita di questo blog

    mi permetto di farti da Cicerone e ti segnalo:

    1° “Guerrino” che generò la serie, cliccando su http://www.braccagni.info/?p=332

    2° “i monumenti del mazzo” vera madre di tutte le madri di questo blog, cliccando su http://www.braccagni.info/?p=335

    3° l’attuale “famola strana” andando all’inizio di questo articolo, o cliccando http://www.braccagni.info/2008/10/18/famola-strana/

    Il primo amore non si scorda mai, quindi ti anticipo la definizione che per è rimasta nel cuore, la prima, la più spontanea, fatta da Maurizio Martellini il 17 luglio scorso:

    la casa delle finestre che non ci so

  21. Roberto Spadi ha detto:

    Il 17 dicembre alle ore 21.00 in circoscrizione verrà presentato dall’ ass. Canuti il regolamento urbanistico, siccome sò previste le osservazioni ecc… sarà bene che chi ha qualcosa da dire faccia un salto in circoscrizione a dille.

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