Autovelox: in arrivo le multe

Stanno arrivando le multe per eccesso di velocità fatte a Braccagni nel tratto urbano della Vecchia Aurelia. Queste sono quelle non contestate subito, in quanto gli automobilisti poi giravano per via dei Garibaldini (quindi si parla in gran parte di braccagnini), mentre la pattuglia era dopo la Farmacia.

Che dire? Meglio andare piano.

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RSSNumero commenti (19)

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  1. panciolle ha detto:

    io l’ho beccata di certo, forse più di una, porca miseria, scusate la parloa!!! però è vero, dobbiamo andare più piano per Braccagni.

  2. pizzicato ha detto:

    Si va bene andare più piano, però non subiamo passivi gli autovelox che si nascondono senza poter essere visti,
    ad esempio se succede come alla rugginosa, dove peraltro tutte le multe fatte a quelli che andavano a più di settanta e sotto i novanta all’ora verso grosseto erano illegittime, ma nessuno lo divceva e intanto qualcuno incassava, se fosse così allora meglio le sagome di cartone di qualche comune del nord… e la cacarella a quelli che non rispettano i limiti e mettono in pericolo la vita loro e degli altri….

  3. al soglio ha detto:

    io spero solo di un’avella beccata
    se l’ho beccata me la sono meritata!

    però sull’Autovelox non ci siamo, no poco, proprio pe niente

    che razza di argomenti tirate fuori per l’Autovelox?
    subire passivamente? Che vol di?

    vediamo se ho capito bene:
    voi vorreste che questi fossero ben segnati quando ci sono e funzionano così andresti piano e non prenderesti la multa
    esatto?

    e quando non ci sono a quanto c..zo volete anda?
    Suppongo a quanto c..zo vi pare
    Quindi state facendo pubblicità alla Repubblica dei Furbi

    Ma che razza di ragionamenti so questi?
    So fatti dopo cena o a digiuno?

    Vediamo di fare una piccola operazione di proiezione:
    Insegnamento ai tu figlioli, o ai tu nipoti:

    1. Ragazzi, oggi v’insegno come ci si deve comporta quando ci sono i limiti di velocità:se vedete un cartello che segnala un Autovelox, ma che sia segnalato secondo legge e le ultime interpretazioni in giurisprudenza, vedete di rallenta entro la velocità prescritta, perché così è previsto dalla legge e così si deve fare per non correre o far correre pericoli agli altri
    2. se invece non vedete niente, o anche un Autovelox , ma non adeguatamente segnalato, nei termini di legge come prescritto, andate pure alla velocità che volete, perché tanto la multa è illegittima, e la potete sempre contestare
    3. e se a causa della velocità a cui posso anda a quanto c..zo mi pare, se succede qualche incidente, se ci scappa il ferito, o anche peggio? Ma l’Autovelox mica era segnalato nei precisi e prescritti termini di legge…….

    fa qualche grinza sto ragionamento?

    Bravi, cresciamo i figli e i nipote furbi e svegli e vedrete che la maglia rosa dei più furbi del pianeta un ce la leva nessuno e pe l’eternità

  4. pizzicato ha detto:

    l’apologia dell’autovelox potrebbe essere cosa giusta come l’apologia di un coltello se questo viene utilizzato per difendere una persona aggredita e non per aggredire.

    L’autovelox è uno strumento per fare le multe dopo tre – quattro mesi, quando di persone ne hai ammazzate diverse prima che t’arrivi la multa…. l’autovelox ha un senso solo se serve a contestarti subito la multa e se viene utilizzato stando bene in mostra come la legge vuole ( e ci sarà un motivo se lo vuole, non credo ci sia bisogno di ridirlo), diversamente siccome non mi fido di nessuno, può diventare, come è diventato, uno stumento per fegare molta gente. Frega chi viene multato, frega chi da questi viene ammazzato prima che gli arrivi la multa.
    il codice della strada parla di sanzioni che devono servire a prevenire… mi dici l’autovelox cui non segue l’immediata contestazione che cavolo previene?

    l’educazione dei figli, poi, al principio del rispetto della legalità, vuol dire fargli capire quando certi strumenti sono ‘abusati’ non solo per limitare gli incidenti, ma anche per far cassa o solo per strafottenza o menefreghismo di chi li usa….

    ovviamente bisogna educare al rispetto dei limiti di velocità soprattutto in paese, perchè i ragazzi devono effettivamente essere educati;

    l’autovelox usato come arma per fare contravvenzioni, per reprimere, senza prevenire e che a te tanto piace, avrebbe salvato la vita a Nilo, a Pierino?…….. o a Marco …?… no quelli che andavano troppo forte, fotografati, e non fermati o comunque avvertiti da una divisa in mostra vicino all’autovelox, sarebbero ugualmente piombati su di loro senza dargli scampo …
    allora l’autovelox ha effetto solo dopo qualche mese quando ti toglie soldi dalle tasche, quando li toglie ai babbi che non hanno educato i figli ad andare piano, nel frattempo i figli si sono ammazzati o hanno storpiato o ucciso qualcuno … bell’esempio di uso della legge… si fotografa il potenziale assassino ma non si ferma… poi si vedrà… intanto chi muore gli sta bene, se muore l’autista è perchè è figlio di uno che n on lo ha educato bene, se ammazza un passante è perchè l’autista non è stato educato bene…. ma a me che muoio in mezzo alla strada per via di un cretino che va forte, mi inressa eccome, che l’autovelox nascosto cento metri prima, sia visibile così quello stronzo andava più piano ed io mi salvavo…. e guarda che i figli in questo discorso sono sia quelli che guidano e non vengono educati che quelli che vengono investiti… ecco fai il babbo anche di chi viene investito anche per un solo secondo e poi me la racconti di nuovo.

  5. al soglio ha detto:

    io sono molto lento a capire

    per esempio da quello che mi dici mi pare di aver capito che la gente muore anche, se non sopratutto, per gli autovelox messi senza poi fermare immediatamente i trasgressori…….

    poi ti domandi l’utilità di un autovelox messo senza il rispetto delle norme spesso cavillose, e questo penso che tu la sappia meglio di me

    ma te, quando percorri una qualsiasi strada, se vedi un auto della polizia stradale, dei carabinieri, dei vigili, istintivamente cosa fai? Ti prepari a fargli un pernacchione e magari accelleri o istintivamente rallenti, poi dopo si vedrà…………
    mai sentito parlare della prevenzione anche tramite auto civetta?

    E poi una notazione per ridimensionare il paese dei furbi (l’Italia) e quello dei bravi, per esempio la Svizzera.

    La prima volta che ho visto un autovelox messo in uscita da una galleria l’ho visto diversi anni fa proprio in Svizzera

    Cosa certamente non carina ne educata, e nemmeno da gentiluomini, ma probabilmente assai efficace

    Resta il fatto che se te vai in una strada e sai che possono esserci degli autovelox piazzati in quella maniera, e poi a quelle foto segue una sanzione vera efficace certa e incontestabile, io credo che ognuno ci penserebbe due volte ad andare a qualsiasi velocità “senza-un-autovelox-messo-con-i-dovuti-accorgimenti-di-legge-anche-quelli-cavillosi”

    E qui credo si tocchi il cuore del problema:
    a me pare che tu veda il problema dal punto di vista di un azzeccagarbugli, cioè prima la legge, possibilmente lacunosa e attaccabile (il va sans dire perché) e poi tutto il resto: ci è cresciuta, prima un esercito di legulei, e poi, quando non c’era più pane per tutti, quelli più vi vispi si so dati alla politica e ci governano

    ma guarda che leggi possono anche essere fatte male, e anche questo te lo sai, ci si basa una montagna di mestieri e mestieranti! Non è che lo fanno apposta i governanti eh? No?

    L’effetto, e l’educazione, dove non mi hai convinto per niente, si basa su principi di logica, etica, giustizia e buon senso, e non di isterici cavilli e legulei

    Il tuo, a me pare, in estrema sintesi, un discorso da “ma noi teniamo famiglia……”

  6. pizzicato ha detto:

    maremma mia, tutta sta filosofia, meglio sociologia del sistema economico giudiziaro intorno all’autovelx è molto interessante.

    prendiamo le tue parole
    “per esempio da quello che mi dici mi pare di aver capito che la gente muore anche, se non sopratutto, per gli autovelox messi senza poi fermare immediatamente i trasgressori…….”
    Questo non l’ho detto, è un’abile operazione dialettica tutta tua, meglio di un esercizio oratorio di un leguleio, ma purtropo queste cose non le penso e non le dico.
    poi dici:
    “ma te, quando percorri una qualsiasi strada, se vedi un auto della polizia stradale, dei carabinieri, dei vigili, istintivamente cosa fai? Ti prepari a fargli un pernacchione e magari accelleri o istintivamente rallenti, poi dopo si vedrà…………
    mai sentito parlare della prevenzione anche tramite auto civetta?”
    io rallento se già non vado piano, e di solito quando senza pensarci sto andando un pò di più e in macchina c’è mia figlia questa mi ricorda di vrallentare senza che ci sia qualcuno in vista che controlla.
    ancora tu:
    “Resta il fatto che se te vai in una strada e sai che possono esserci degli autovelox piazzati in quella maniera, e poi a quelle foto segue una sanzione vera efficace certa e incontestabile, io credo che ognuno ci penserebbe due volte ad andare a qualsiasi velocità “senza-un-autovelox-messo-con-i-dovuti-accorgimenti-di-legge-anche-quelli-cavillosi””
    vedi che ti contraddici… l’educazione la invochi perchè uno deve rispettare le regole, poi però auspichi trappole nascoste perchè così uno viene punito. Insomma deciditi, o la gente va educata al rispetto o va repressa e sanzionata per educarla, poi infine parli di spirito civico, civile, rispetto delle regole… coscienza, ma quale coscienza c’è dietro un paese represso e non educato al rispetto delle regole?

    le regole ci sono e vanno rispettate, e tra le regole c’è un articoletto o due nella costituzione che forse non ricordi bene, sono gli articoli 24 e 25,
    te li ripropongo in estratto:

    Articolo 24
    La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

    Articolo 25
    Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.

    e sul codice della strada il principio di prevenzione vincola gli organi accertatori, questa intervista io la condivido, anche qui si parla della necessità degli autovelox , ma non nei termini da briganti nascosti come ne parli tu, a me sembra che fai solo una gran polverone e metti insieme cose diverse e poi rumi rumi e rumi e alla fine dal tu paiolo tiri fuori una zuppa troppo salata

    http://snipurl.com/5bdd6

    e poi mi sembra che hai il dfente troppo avvelenato contro i legulei, temo però che quello sia l’unico argomento con cui io e te possiamo andare d’accordo, non su come imposti la soluzione autoritaria ad un problema che è di prevenzuione e non di repressione, proprio perchè sono in gioco civiltà, educazione civica e senso della collettività in cui viviamo, rispetto del prossimo e tutto quello che ti pare.

  7. redazione ha detto:

    Autovelox: io la penso un po’ come, credo, la pensino in molti, ossia che, oltre ad essere un deterrente alla velocità, sono diventati un modo, soprattutto per i Comuni, di far cassa (Monticiano docet), e questo non è normale.

  8. al soglio ha detto:

    Come la pensano i più, specie se pensano che l’acqua è umida, con tutto il rispetto, non mi dice un granché di nuovo.

    Come la pensa il Pizzicato prendo la parte dove “forse” ci si capisce meglio: se veramente è stato pizzicato dalle mi parti, sa come si faceva ad “acchioccia’” una gallina, e quindi, e forse anche meglio, come si faceva a “schioccialla”.

    Dico, per chi non c’era o non lo sapesse, coma faceva per esempio la mi nonna pe fa questa seconda operazione.

    Chiappava pe le gambe la gallina, che forse rincoglionita da tanto cova’ camminava e si comportava come ‘na briaca, e la zuppava a testa all’ingiù nella fossetta dell’acqua bella fresca dell’irrigazione e ce la teneva abbastanza, ma non troppo da falla affoga, poi quando pensava che gli fosse passata, gli dava la via.

    Qualche volta partiva sparata di pedina che sembrava una fagiana. Altre volte, vuoi perché ce l’aveva tenuta poco sott’acqua, vuoi che era troppo rincorbellita, si vedeva che il bagno un gli era bastato e continuava a strambella come un briaco. E allora ritonfa giù col capo sott’acqua per una altro po’, finche un gn’era passata davvero.

    Pizzicato proviamo a fallo anche noi, tutti e due, di mette la testa sott’acqua, perché mi sa che siamo più briachi di una chioccia.

    Specie te, così quando ti svegli mi racconti una barzelletta sull’autovelox, invece di rifilammi tutti quegli articoli che un so boni da mangiassi nemmeno fritti.

    Ciao, e marameo…….

  9. redazione ha detto:

    A proposito di multe, pubblichiamo un articolo del Teti alias Pietro Pimpinelli, pubblicato sulla Sentinella del Braccagni di Maggio 1998. Davvero divertente e profetico.

    … Mi guardo intorno fra i giovani, fra i miei amici e il panorama che mi si presenta è di una desolazione unica. La loro più grande ambizione è quella di trovare una raccomandazione per entrare in qualche corpo dello Stato, in questo Stato Italiano che proprio grazie alla connivenza, ad “all’aiutami che poi ti aiuto” si trova in condizioni deplorevoli che ci fanno vergognare al mondo intero. I miei amici vogliono tutti fare il maresciallo, il poliziotto, il vigile del fuoco, il finanziere, la guardia forestale, ma non sanno che questi corpi, queste istituzioni sono state create come controllo della società civile, come organismi in grado di far rispettare le legge agli uomini liberi, sottolineo LIBERI, che costituiscono lo Stato.
    Un giorno lavorando con il furgone mi stavo recando da Grosseto verso la Giannella, ascoltavo alla radio il mio amico Bob Marley che intonava “Aiuonaiioo”, ed anche se i fusti d’olio rifritto si sballottavano tra loro nel cassone dietro la cabina, non ero preoccupato perché fatti 40 km dovevo incassare una bella fattura da un milione per il mio amico Sergio e per me. Passato Spadino mi fermò la finanza e dopo il controllo delle bolle, tutte in regola, decise di multarmi di lire 200.000, come se duecentomilalire non fossero niente, come se per guadagnarle bastasse pisciare per terra (evidentemente non sanno che un uomo libero per guadagnare deve fare tanti sacrifici) per il mancato rispetto di una nuova legge sul trasporto che io non conoscevo.
    Ripartii con le lacrime agli occhi e all’Alberese trovai i carabinieri, che mi imputarono del gravissimo reato di “gomme lisce”. All’Albinia fu poi la volta della polizia di stato. Risultato: quella mattina invece era meglio se andavo a fare l’amore con la troia di tatti.
    Siamo arrivati ad un punto in cui c’è più “guardie” che gente che lavora.
    Fra dieci anni assisteremo ad uno spettacolo unico: i carabinieri multeranno le auto della guardia di finanza che a loro volta indagheranno i poliziotti per le loro fatture che incominceranno prima o poi a emettere; la guardia forestale inseguirà per la macchia di Montepescali i marescialli dell’aviazione a caccia di cinghiali per impinguire ancor di più le proprie ridondanti mense.
    Alla fine succederà che saranno tutti di loro. ……..

  10. al soglio ha detto:

    a proposito di multe

    bello l’articolo del Teti

    c’è qualcuno della redazione o altri che sa spiegarmi la morale ultima di questa parabola dall’aspetto così spiritoso e…..qualunquista?

  11. redazione ha detto:

    Definire qualunquista è un modo di dire molto per non dire nulla.

  12. al soglio ha detto:

    “dire molto per non dire nulla” è un’ottima definizione di qualunquismo

    Ed è esattamente quello che volevo dire io

    Ma la morale dello scritto, a mio giudizio spiritoso e qualunquista, qual è?

  13. Tòto ha detto:

    il ragazzo voleva dire secondo me che s’era rotto le scatole di prendere le multe… anche se le violazioni c’erano e lui non conosceva la legge che regola il su lavoro. SPero che ora sia cresciuto e conosca bene la legge perchè il materiale che trasporta è di molto pericoloso per lui, i suoi operai e tutti noi, se un camion per via delle gomme liscie esce di strada mentre trasporta prodotti nocivi e tossici succede un macello, meglio allora che lo fermino e gli facciano uno due cento verbali, prima della catastrofe.

  14. redazione ha detto:

    Ma che siete tutti statali, abituati a riscuotere il 27 lo stipendio? Il senso dell’articolo è semplice ed è profetico perchè oggi i 2/3 dell’Italia la pensa in questo modo. Ossia che certe istituzioni (io dico i partiti, i sindacati, la pubblica amministrazione) nate per servire i cittadini e gli imprenditori, anzichè essere al servizio di queste categorie se ne servono. Esempi concreti, per rimanere in tema: c’è da ripianare un bilancio di un Comune? Semplice: s’inguatta un’autovelox nella zona giusta e sai a fine anno che introiti!
    Prevenire? No, sempre reprimere. E così si trova un’impresa con il 20% del personale in nero e lo Stato che fa? Chiude l’impresa. In questo modo non si colpisce solo l’imprenditore, ma l’impresa, come soggetto sociale nell’organizzazione del lavoro e quindi gli operai possono andare a casa.
    Infortuni sul lavoro? Bene, 3000 euro di multa all’imprenditore chi non ha il registro infortuni: che senso ha? E’ così che si fa prevenzione?
    Poccia oggi, poccia domani…
    E ora, caro Al Soglio, dammi pure del qualunquista.

  15. al soglio ha detto:

    Carissimo Tòto, carissimo Pietro, carissima redazione

    come non usa dire: non sarò breve

    il ragazzo le leggi le conosceva Tòto, un ave’ paura, e sa come porta cappello e camioncino

    ma sa anche come ammalia’ popolo e popolino con un certo mestiere, diciamo pure che la baldanza guascona è un tratto del suo stile apprezzato dalle genti

    a seguito di ciò, nelle sue manifestazioni verbali e scritte, trasmette questa sua caratteristica che lo porta inevitabilmente anche a romanzare un po’ le sue storia raccontate o scritte: d’altra parte per tenere il ritmo del racconto ed il pathos ad un certo livello penso sia perdonabile questo piccole vezzo

    questo detto per riquadrare un po’ lo scritto e lo scrittore, che io mi son permesso di descrivere come “spiritoso e…..qualunquista”

    ma qui devo fare una doverosa e necessaria precisazione

    mentre lo “spiritoso” andava riferito interamente allo scritto e al suo autore, il “qualunquista” entra in gioco se questo raccontino – che più avanti provo ad analizzare – mi viene citato e riportato a distanza di oltre dieci anni, facendo con questo risaltare le doti divertenti e PROFETICHE del pezzo che gli si vorrebbero attribuire……….

    e parliamo un po’ di cosa si racconta nel pezzo, magari non dimenticando la piccola analisi fatta a proposito del nostro amico autore

    PRIMO PERIODO: I Controllori degli Uomini LIBERI

    “I miei amici vogliono tutti fare il maresciallo, il poliziotto, il vigile del fuoco, il finanziere, la guardia forestale, ma non sanno che questi corpi, queste istituzioni sono state create come controllo della società civile, come organismi in grado di far rispettare le legge agli uomini liberi, sottolineo LIBERI, che costituiscono lo Stato.”em>

    Che i suoi amici manifestassero questi propositi ad un tipo iper attivo come lui, proprio in una fase in cui aveva già accesso i motori del razzo Saturno – che si ritrova bontà sua sotto il su culo – per entrare in orbita di progetti ed affari che a distanza di pochi anni già hanno dimostrato lo straordinario potenziale del bimbo, spiega come lui le trattasse, se non come dei mezzi coglioni, almeno come dei poveri amici da compatire, se non proprio da disprezzare.

    Disprezzare soprattutto, e qui mi comincia a casca’ l’asino, perché sarebbero potuti andare in quelle istituzioni “create come CONTROLLO della vita civile, come organismi in grado di FAR RISPETTARE LA LEGGE AGLI UOMINI LIBERI, sottolineo LIBERI, che costituiscono lo Stato.

    Il periodo va riletto attentamente, perché è bello fare i giocolieri con le parole, ma una volta sputate fuori dalla bocca un so noccioline che si mangia il dentro e si butta via la buccia!

    Cosa fanno o paventiamo faccino questi inqualificabili individui? fanno rispettare la legge e qui parrebbe una cosa positiva, ma a chi? AGLI UOMINI LIBERI, e sottolineo LIBERI: e a chi se non a loro dovrebbero farla rispettare? Di cosa dovremmo imputarli questi personaggi, altrimenti qualificabili come le “nostre forze dell’ordine”? di fare ciò che serve per mantenere la giustizia, la libertà e l’ordine costituito nel nostro paese? O che cosa?

    SECONDO PERIODO: Vessazione n°1

    Un giorno lavorando con il furgone mi stavo recando da Grosseto verso la Giannella, ascoltavo alla radio il mio amico Bob Marley che intonava “Aiuonaiioo”, ed anche se i fusti d’olio rifritto si sballottavano tra loro nel cassone dietro la cabina, non ero preoccupato perché fatti 40 km dovevo incassare una bella fattura da un milione per il mio amico Sergio e per me. Passato Spadino mi fermò la finanza e dopo il controllo delle bolle, tutte in regola, decise di multarmi di lire 200.000, come se duecentomilalire non fossero niente, come se per guadagnarle bastasse pisciare per terra (evidentemente non sanno che un uomo libero per guadagnare deve fare tanti sacrifici) per il mancato rispetto di una nuova legge sul trasporto che io non conoscevo.

    Qui l’amico pare sia più amato ed apprezzato, tanto da fargli intonare per lui “Aiuonaiioo”. Forse in virtù di uno stile assai “libero”, “leggero”, “sognatore”, “un pochino trasgressivo” dell’amico i fusti SBALLOTAVANO inopportunamente tra loro nel cassone. Si ma in fondo, chi se ne frega, “perché fatti 40 km dovevo incassare una bella fattura da un milione per il mio amico Sergio e per me”

    Passato Spadino mi fermò la finanza e dopo il controllo delle bolle, TUTTE IN REGOLA, decise di multarmi di lire 200.000, come se duecentomilalire non fossero niente, come se per guadagnarle bastasse pisciare per terra (evidentemente non sanno che un uomo libero per guadagnare deve fare tanti sacrifici) per il mancato rispetto di una nuova legge sul trasporto che io non conoscevo.

    Due osservazioni:
    1° se come asserisce il nostro le bolle erano TUTTE IN REGOLA, lui non è tipo da regalare i soldi e per di più ingiustamente e inopportunamente, e non bastasse per mano di coloro che “evidentemente non sanno che un uomo libero per guadagnare deve fare tanti sacrifici”.

    Dovremmo quindi pensare che lui la multa non l’ha pagata ma che non ce lo dice, e non si capisce il perché. Oppure l’ha pagata ma ha fatto ricorso facendo valere le sue “bolle, TUTTE IN REGOLA”, ma anche questo non ce lo dice…forse perché non abbastanza in chiave con il suo messaggio, o la sua pasquinata d’autore………..
    2° come giustamente fai notare, caro amico Tòto, le leggi vanno conosciute, e quindi poi rispettate. Ma non ti preocccupare, che il nostro le conosce, le conosce bene, e per quanto ne so io le rispetta.

    Conclusione: non è detto, e non è assolutamente credibile che il Teti paghi una multa per delle bolle che erano TUTTE IN REGOLA, oltretutto che lo cita a fare quest’esempio? Ci vorrebbe forse far credere che butta dalla finestra e brucia 200.000 lire solo perché ha fretta di anda a prende 1.000.000 della fattura che deve incassare “per il mio amico Sergio e per me”? No, questo non è il Teti. Anche se stava ascoltando il suo amico Bob Marley.

    TERZO PERIODO: Vessazione n°2

    Ripartii con le lacrime agli occhi e all’Alberese trovai i carabinieri, che mi imputarono del gravissimo reato di “gomme lisce”

    A quella del pianto e le lacrime agli occhi ci credo. E non perché l’abbia fatto davvero, ma perché è un intercalare che nel racconto ci voleva, è abbastanza comprensibile, e quindi non si discute.

    È altrettanto evidente che nella foga del racconto giudica e definisce con scherno il “gravissimo reato di “gomme lisce”.

    Mi domando, e gli domando se oggi, dopo 10 anni, e qualche figliolo a casa, se la rifermerebbe una battuta del genere. Lo conosco troppo bene per infierire su questa scivolata d’ala, e non la voglio nemmeno commentare.

    QUARTO PERIODO: Vessazione n°3

    All’Albinia fu poi la volta della polizia di stato.

    E qui il nostro ha il pudore di non dire nemmeno cosa successe.

    E io gli dico bravo Pietro!

    Bravo perché sei un grande, bravo perché avresti e potuto, e puoi fare, tutto quello che ti viene in mente nella vita. Perché hai la fortuna di essere dotato. Ci sarà anche un po’ di merito tuo, ma ne converrai che parecchio te la sei ritrovata dentro tutta sta robba. O no?

    Bravo anche con le parole, e anche questo si sapeva. O si dovrebbe sapere. Perché a differenza di un mio grande maestro che riconosceva nella pittura, nella musica, nelle arti in genere il tocco della “magia” forse proprio per la natura ipoteticamente superiore di queste arti, io gli rispondevo che la POTENZA DELLA MAGIA DELLE PAROLE NON LA BATTE NESSUNO. Normalmente non gli si da il vero valore perché si pensa che sia un’arte banale, solo perché si adopera tutti i giorni, e quindi si banalizza, si volgarizza. Ma il terrificante potere e magia della parola è, o può essere, infinitamente superiore.

    E non finisce qui la storia. Una volta, se volete cari amici miei, se ne farà una bella discussione dopo cena, tanto pe fa più tardi.

    Ora voglio ripiglia il discorso pe vede se mi riesce di tirallo in fondo.

    DOVE MI SONO RIBELLATO

    Mi sembra ormai chiaro il concetto che non ce l’ho con il pezzo di Pietro. E non ce l’ho nemmeno con la redazione perché a differenza delle più volte proclamate intenzioni di “non voler prendere posizione” ma di rimanere neutrale e moderatrice, finalmente una posizione l’ha presa. Che poi io non la condivida è un fatto puramente casuale e al limite ininfluente. Io sospetto sempre di quelli che si proclamano neutrali raccontando di cose e di persone: quando fanno quest’asserzione dicono già la più grossa fandonia che si possa raccontare.

    E allora dov’è la critica?

    A parte lo spirito “goliardico” del raccontino di Pietro, in fondo anche prendendo per buono quello che dice lui dobbiamo riassumere:
    1. una multa era annullabile e da non pagare, se Pietro dice la verità, e io penso che se gliel’hanno contestata veramente, lui non l’ha pagata, e le lacrime successive sono solo funzionali al racconto: se poi se non è vero niente……lasciamo perdere
    2. la seconda è una multa sacrosanta che non so chi potrebbe contestare
    3. questa proprio non esiste, secondo me, che nell’economia del racconto
    e ora analizziamo cosa ci dice la redazione:

    Ma che siete tutti statali, abituati a riscuotere il 27 lo stipendio?

    Vogliamo sorvolare su questa gratuita affermazione? O vogliamo credere che la nostra redazione sia un Prof Brunetta in versione talebana, cioè anziché indicare che nella pubblica amministrazione vi sono lavoratori e fannulloni, la redazione reputa che TUTTI gli statali siano dei fannulloni,delle sanguisughe e mangiapane a tradimento? Perché solo questo si può capire da questa “battuta” d’apertura………

    Il senso dell’articolo è semplice ed è profetico perchè oggi i 2/3 dell’Italia la pensa in questo modo. Ossia che certe istituzioni (io dico i partiti, i sindacati, la pubblica amministrazione) nate per servire i cittadini e gli imprenditori, anziché essere al servizio di queste categorie se ne servono. Esempi concreti, per rimanere in tema: c’è da ripianare un bilancio di un Comune? Semplice: s’inguatta un’autovelox nella zona giusta e sai a fine anno che introiti!
    Prevenire? No, sempre reprimere.

    Forse il senso dello stato di noi cittadini italiani è veramente carente, se così mi posso esprimere. Se fosse vero che i 2/3 della popolazione pensa che “i partiti, i sindacati, la pubblica amministrazione, nate per servire i cittadini e gli imprenditori, anziché essere al servizio di queste categorie se ne servono, PERCHE’, per esempio, c’è da ripianare un bilancio di un Comune? Semplice: s’inguatta un’autovelox nella zona giusta e sai a fine anno che introiti!”

    E qui il Pizzicato qualche colpa ce l’ha, perché a forza di demonizzare l’autovelox pare che questo sia diventato sinonimo di truffa e malaffare, mentre anche lui, nonostante tutto, riconosceva che con un coltello ci si può affettare sia il prosciutto sia sgozzare un regazzino………..

    E poi ancora:

    … così si trova un’impresa con il 20% del personale in nero e lo Stato che fa? Chiude l’impresa. In questo modo non si colpisce solo l’imprenditore, ma l’impresa, come soggetto sociale

    Quale potrebbe esser la corretta misura da prendere in questo caso?

    nell’organizzazione del lavoro e quindi gli operai possono andare a casa

    se degli operai lavorano in nero, siano pensionati, siano secondo-lavoristi, siano quant’altro, questi rubano le tasse, questi rubano i contributi, rubano il posto di lavoro, e rubano tutti i diritti di quei cittadini che invece sono dentro la legge, pagano le tasse, pagano i contributi, e anche i diritti di quelli che lavorano in nero e che rubano i posti di lavoro a loro e ai loro figli,

    questi operai non POSSANO andare a casa, ma DEVONO ANDARE A CASA

    Infortuni sul lavoro? Bene, 3000 euro di multa all’imprenditore chi non ha il registro infortuni: che senso ha? E’ così che si fa prevenzione?

    Si aspettano valide e risolutive proposte alternative al sistema vigente

    E ora, cara redazione, “Al Soglio” non ci’ha proprio bisogno di dare del qualunquista al tuo intervento

  16. Tòto ha detto:

    inutile aggiungere altro, mi pare che tu dica cose ragionevoli e giuste, anche se sul teti… credo che l’elemento goliardico condizioni ancora l’amico, e ne fa una persona a cui voglio bene.

  17. redazione ha detto:

    Purtroppo in questi giorni sono impegnato e non posso rispondere come vorrei. Dico solamente che come “redazione” effettivamente sarei dovuto essere più contenuto nei giudizi, più moderato appunto. Vorrà dire che la prossima volta interverrò sotto altro nome. L’intervento del Teti è stato scritto 10 ANNI FA, con tono goliardico.
    Non si è capito neppure i miei interventi sulle sanzioni in materia di lavoro. Se si chiude un’azienda che ha il 20% dei lavoratori in nero, a casa ci va quell’80% che lavora e paga tasse e contributi, compreso?
    Registro infortuni: ma si può pagare 3.000 un errore formale, che non può incidere in alcuni modo sugli infortuni sul lavoro?
    Queste cose gli imprenditori, coloro che hanno una propria attività lo sanno bene.

  18. al soglio ha detto:

    Cara redazione

    Mi sembra che siamo tutti d’accordo che l’articolo del Teti è stato scritto con tono goliardico. Tutti meno il diretto interessato da cui sarebbe bello sapere la sua.

    Resta il fatto che riportato nel contesto l’articolo assumeva un significato ben preciso e che io in qualche maniera ho inteso contestare: non nel metodo (ripeto a me sta bene che la redazione abbia una propria linea di comportamento e idee) quanto nel merito.

    Se ogni volta che parliamo di cose da migliorare, da modificare, da sanzionare (questa pare sia una parola obbrobriosa, da evitare, meglio sempre prevenire) e si parla di metodi tipo multe, autovelox, e quant’altro, che si spari sul pianista a priori perché “sapete un lo fanno mica per prevenire e migliorare, lo fanno pe i su interessi”, oppure “mi raccomando verificate sempre che siano in perfetta regola perché se no si po’ sempre impugnare e contestare”, e bla bla bla, su questo non ci stò e non ci stò!

    E no perché non ci sia da ridire e ci siano degli errori, per colpa e qualche volta addirittura per dolo: c’è da controllare i nostri controllori e farlo bene e puntuali.
    Ma non a causa di questi rifiutare e demonizzare in blocco ogni azione tesa a farci vivere meglio, a salvaguardare l’incolumità nostra e dei nostri familiari sulle strade e negli abitati, a chi su nostro incarico e delega, e per nostro interesse ci deve salvaguardare noi e i nostri legittimi diritti.

    Perché questo è stato fatto.

    Poi, sempre nel merito.

    “Se si chiude un’azienda che ha il 20% dei lavoratori in nero, a casa ci va quell’80% che lavora e paga tasse e contributi, compreso?”

    Io credo di aver capito, ma non sono mica d’accordo con il ragionamento.

    Se quell’azienda, e quindi il proprietario o il dirigente, lavora con il 20% di lavoratori in nero chi gliel’ha prescritto il medico? Chi è che fa il reato? Chi ha lanciato la prima pietra?

    E quindi se poi va a casa “quell’80% che lavora e paga tasse e contributi” di chi è la colpa? Dello stato che fa rispettare le leggi (anche e soprattutto a favore dei “regolari”) o di chi ha commesso il reato?

    Veramente, non per allargare il dibattito, ma per conoscenza diretta del problema, mi verrebbe da dire che questo, proprio nell’interesse dei lavoratori, sarebbe un compito in cui vedrei molto volentieri e molto più di quello che non si vede e non si sente, vedrei molto volentieri, dicevo, i sindacati, che a parole tanto, ma denunce in questo senso non mi risultano mica tante. E basterebbe guardassi un poco in giro, mica c’è bisogno d’anda in Sicilia o in Piemonte………….

    Capito?

  19. redazione ha detto:

    Proprio ieri Il Tirreno ha preso spunto da questo argomento e sulla pagina locale di Grosseto è apparso questo titolo “Braccagni: arriva l’autovelox e il paese si divide”.
    L’articolo, a nostro avviso, è stato scrupoloso, preciso, documentato ed equilibrato.

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