Chi conosce questa pianta?

por(r)etto braccagnino

por(r)etto braccagnino

 

 

 

            porro selvatico

 

             Allium ampeloprasum
                                      La parte edule di un giovane porro selvatico, pronta per essere cucinata

 

and the winner is:

1° Tòto

2° Patrizio Galeotti

3° panciolle

4° Roberto Spadi: rimandato a……….tarda primavera!!!

 

e grazie milleeeeeeeeeeeeeeee 

 

i quattro che hanno risposto sono invitati a veni a prova la frittata: ecco come mai mi veniva bona……..

 

Roberto Tonini

 

  

 

Ho scoperto da qualche anno nel mi orto questa pianta spontanea che viene proprio in questo periodo.

 

Ha un bulbetto rigonfio a sette-otto cm sotto terra, tanto che per toglierla ci vuole una vanghetta o una zappa. Cresce sopratutto all’ombra e in zona umida. L’ho rivista anche lungo la scarpata della ferrovia, dalla stazione vecchia pe veni verso le sbarre della stazione nuova.

 

Ha un delicato profumo di aglio sia nelle foglie che nel gambo che nel bulbetto, per cui ho pensato che sia proprio un tipo di aglio, ma dalle ricerche fatte non ho trovato niente di preciso. un deve’esse velenosa, perchè l’ho già mangiata e un m’è successo niente……Avevo pensato all’aglio ursino o a quello selvatico, ma ambedue mi pare abbiano foglie più larghe e sull’ovale……..

Vediamo se c’è qualcuno che già lo conosce e mi pole aiuta’……………..

 

articolo pervenuto da Roberto Tonini

 

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RSSNumero commenti (13)

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  1. Tòto ha detto:

    potrebbe essere l’aglio delle vigne:
    http://snipurl.com/6vko6
    oppure Allium triquetrum L.
    http://snipurl.com/6vkrr
    ma potrebbe essere anche il cosiddetto porraccio
    http://www.funghiitaliani.it/index.php?showtopic=15327
    in pratica dovresti apsettare la fioritura per capire meglio di che si tratta…

  2. Patrizio Galeotti ha detto:

    porro selvatico ?

  3. Roberto Spadi ha detto:

    Bah! Il porro selvatico viene nel periodo dell’aglietti, in tarda primavera…Comunque gli somiglia.

  4. Roberto Spadi ha detto:

    ::Aglio orsino e aglio delle vigne con fiorellini bianchi (molto profumato in tutta la pianta di aglio).
    Aglio orsino è una perenne erbacea, di solito ha due foglie lanceolate che possono arrivare sino ai 20 cm. Il picciolo è allungato, i fiori sono ombrelle con un numero di fiori da 6 a 20, di colore bianco e con i tepali lanceolati. Fiorisce da maggio a giugno arriva sino a 800 m sul livello del mare.
    Maggio e giugno a casa mia è TARDA PRIMAVERA:

  5. Roberto Spadi ha detto:

    2^ parte, come la prima anche questa è estratta da internet:

    Anche questo parla di PRIMAVERA- INIZIO ESTATE.

  6. Roberto Spadi ha detto:

    Molte di queste specie possono
    essere utilizzate in cucina,
    benché non tutte abbiano le
    stesse proprietà terapeutiche
    dell’aglio coltivato (Allium
    sativum); generalmente non si
    coltivano, ma ci si limita alla
    raccolta dei germogli primaverili
    o dei bulbi nei mesi estivi.
    Le foglie, gli steli e i bulbi teneri
    raccolti in primavera si
    consumano freschi nelle insalate,
    nelle zuppe o anche cotti
    insieme alle carni, proprio
    come si fa con l’aglio coltivato.
    I bulbi maturi, raccolti all’inizio
    dell’estate, si conservano facilmente
    anche per mesi, se sono
    stati prima seccati: come l’aglio
    comune, essi possono venire
    utilizzati in cucina anche nelle
    stagioni successive.

  7. Roberto Tonini ha detto:

    Sciabolik non piglia foco!

    io avevo proposto di rimandatti ad……..aprile anziché a settembre, come normalmente s’usa, perchè vedevo che cosi abbastava…………..

    scherzi a parte, la ricerca è seria puntuale ed esauriente, forse c’è stato un malinteso, perchè sulla base delle indicazioni ricevute ho fatto qualche ricerca anch’io, ho trovato altre foto e pare proprio, senza ombra di dubbio, che si tratti PORRO SELVATICO.

    E non di AGLIO ORSINO e AGLIO DELLE VIGNE di cui te specifici ora di nuovo caratteristiche e periodo di fioritura. In effetti poi questi hanno foglie assai diverse e non c’è possibilità di confonderli.

    Infine circa il periodo forse bisogna riflettere su di un aspetto: si cita sempre il periodo di fioritura, tarda primavera, inizio estate, ecc. ma non quello di nascita (spontanea), crescita e raccolta che sono ovviamente tutte antecedenti.

    Per il porro selvatico in questione è spuntato da un paio di settimane e controllerò da vicino lo sviluppo e poi la fioritura, e per chi interesse lo farò sapere, magari anche con foto.

    Resta da vede’ quanto me ne resta in terra, visto e considerato che oltre all’insaporitina delicata ma precisa che fa in una minestra, anche in una frittata un ci sta male. E quindi mettilo qui, mettilo la, bisogna vede quanto ne resta pe fallo poi fiori!!!

  8. Tòto ha detto:

    Tonini, ma lo sai che avella assaggiata senza troppe fregne, per capì se era bona o no, ai miei occhi è la cosa più bella che un omo possa fare in questo tempo di internette e telefonini?
    dovrebbero datti il premio sentinella per questo, comunque grazie al tuo sacrificio adesso ci provo pur’io a far frittate con quel ben di dio, e soprattutto la voglio assaggià a pinzimonio con vino rosso novello e salsiccia cruda spalmata sul pane, poi ti dico… ah… questi so argomenti seri che trasformano quest’internette in qualche cosa di bono, di positivo…

  9. mattafirri ha detto:

    Io so distingue a malapena l’aglio dalla cipolla, figuriamoci se so riconosce un porro selvatico.
    Ma il sarchia e un po’ di amici e tutto diventa speciale, anche il pinzimonio con novello e salsiccia cruda…

    ps: mattafirri si scrive così?

  10. Roberto Tonini ha detto:

    Caro Tòto
    Se è la cosa più bella che un omo possa fare in questo tempo di internette e telefonini sia quella d’assaggia un porro selvatico anche se io non lo conoscevo mi pare un po’ osato, ma ti ringrazio ugualmente.

    Circa le frittatine e qualcosa di delicato penso che tu possa provare con assai giovamento.
    Qualche dubbio sul pinzimonio specie se con salsiccia cruda e vin novello. A parte il fatto che ti sei dimenticato il pane casereccio a lievitazione naturale e magari almeno fermo di un giorno, gli ultimi due vanno senz’altro d’accordo, ma il primo? Forse hai detto bene te: bisogna provare!

    Fallo e poi facci sapere.

  11. Sarchiapone ha detto:

    Qui c’è qualcuno che mi chiama in causa senza che io ci fussi

    Se quarcheduno e mi chiama io aglirispondo

    Ma di che si lamenta sto mattafirri? Anche il Tonini tanto bravo com’è s’è dovuto rivolge al blogghe pe sape che pianta era, affigurassi lui!!!

    Pel premio chel Tòto vole dagli gli dico che si dia una calmata: io na volta che sbarbavo i butti che ci’aveva tutto introno un’agave, siccome viddi sti butti belli bianchi e croccanti dissi: se so così belli devono esse anche boni. Mi guardai in giro pe vede se mi guardava nessuno e poi dai giù un bel morso e ammasticallo. Era dolce e acquoso, un incrocio fra un’asparagio e un ananasso che sapeva di poco. Però cattivo unn’era e nemmeno velenoso, forse un poco allappante. Un s’era ai tempi dei blogghete ma il premio caso mai spetterebbe prima a me.

    Pe la domanda del mattafirri di come si scrive il su nome io gli rispondo: se sei un animale, come io penso, vai tranquillo, hai scritto bene.

    Lo cazzimperio da Tòto già detto
    Di Trilussa mi rammenta lo sonetto

    « E, lì, se tinse er grugno de carbone,
    se messe una giaccaccia e serio serio
    agnede all’osteria der Cazzimperio
    framezzo a li gregari de Nerone »

    ma poi con quant’olio c’è un guanno
    a chi da noia o perfin fa danno?

  12. mattafirri ha detto:

    In effetti ho indebitamente nominato Sarchiapone, il quale, parlando di animali, effettivamente lui lo è, in quanto trattasi di un “volatile”; invece un “mattafirri” è… è… in questo momento non mi ricordo chi sono, se qualcuno mi vuol aiutare a ricordare cosa è un “mattafirri”…

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