Che fine hanno fatto le nostre luminarie?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo su richiesta di un commerciante braccagnino:

anni addietro, e per diversi anni, noi commercianti di Braccagni, abbiamo versato dei soldi per l’allestimento delle luminarie stradali poi montate in occasione delle feste natalizie

a onor del vero venivano messi anche dei raccoglitori nei vari negozi per le eventuali offerte della popolazione: da me hanno sempre versato poco o niente, ma da altri so che hanno versato

resta però il fatto che i commercianti dovevano(?) accollarsi questa spesa, e io non ho mai capito perché proprio i commercianti e non tutti i cittadini, se non proprio l’amministrazione pubblica

comunque, a parte la genesi, l’anno scorso non s’è visto più niente

Come mai? Che è successo? Dove sono le nostre luci?

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RSSNumero commenti (24)

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  1. redazione ha detto:

    Una Redazione che si rispetti deve dare delle risposte. Ecco che allora siamo andati ad intervistare colei che è stata l’ispiratrice e promotrice delle luminarie di Braccagni, ossia TINA BENOCCI, la quale ci ha rilasciato la seguente dichiarazione:

    “Per mantenere una luminaria ci vogliono soldi e non discorsi. I commercianti si accollano questo onere solo ed esclusivamente perché il paese non riesce a reggere economicamente il costo di questa spesa. Ci vogliono un sacco di soldi, perché, ad esempio, il camioncino con la gru che porta su gli uomini a montarle costa circa 2.000 euro. Se i commercianti, ma voglio anche ricordare che ci sono gli artigiani e liberi professionisti, non hanno intenzione di partecipare a questa iniziativa economicamente, la luminaria verrà messa questo anno e non verrà messa mai più.
    Le luci ci sono, sono di proprietà di chi ha partecipato sempre, quindi della comunità in genere, nello specifico commercianti, artigiani e liberi professionisti, perché sono loro che hanno messo i soldi; il paese ha fatto un gran lavoro perché tutti gli anno ha dato il suo sostegno, ma ora i costi sono cambiati e questa è la situazione: se tutti gli anni non si tira fuori i soldi le luci non saranno messe.
    Questo anno saranno montate da chi lo ha fatto sempre: Bonari, Tognazzi, Martini (Luca in particolare).
    Dico al commerciante che ha scritto: se si pensa di non tirare fuori i soldi, come invece fanno a Grosseto (commercianti, etc…), le luci verranno messe questo anno e non verranno messe più.
    Per questo anno è tutto pronto per illuminare le vie principali di Braccagni. Non solo, nel nuovo centro commerciale verrà fatto un albero di Natale, anche questo a spese dei commercianti del centro.”

  2. Roberto Tonini ha detto:

    Il commerciante sono io e non ho difficoltà a firmarmi.

    Mi trovo con un minimo di imbarazzo a rispondere a Tina principalmente perché è quella che, finchè è stata “dei nostri”, è quella che si è data più da fare, fino al punto che potrei anche azzardare che se non si fosse mossa lei le luci di Natale a Braccagni ancora non s’erano viste.

    Quindi merito a chi ha merito. Ma sarebbe un’offesa alla sua intelligenza se nascondessi dove non sono d’accordo con le sue riflessioni, per motivi che cercherò di sintetizzare, ma che Tina già in parte conosce perché li ho sempre manifestati. Ora c’è il Blog e si possono dire a tutti coloro che vogliono leggere e informarsi sulle cose del nostro paese.

    Perché e con quale logica le spese per queste luminarie devono essere sostenute dai commercianti, ma anche artigiani e liberi professionisti? Perché questo si dice, si sostiene e si arriva fino alla conclusione a me rivolta che “:se si pensa di non tirare fuori i soldi, come invece fanno a Grosseto (commercianti, etc…), le luci verranno messe questo anno e non verranno messe più”

    Il fatto che a Grosseto si ragioni alla stessa maniera non è per me un motivo sufficiente a farmi capire la logica di questa scelta o deprecabile abitudine che dir si voglia.

    Io avevo pregato la redazione di mettere anche una seconda foto per far vedere a cosa può portare una motivazione “commerciale” di queste luminare “sponsorizzate”.
    Benemeriti sponsorizzatori, cioè coloro che “devono pubblicizzare per poter vendere di più, per poter rimettere in moto il treno del consumismo, per poter rimettere a posto l’economia del singolo commerciante, e quindi dei produttori, e quindi del paese, della città, della nazione,del mondo…………e quindi delle nostre famiglie e di ognuno di noi”
    Io modestamente, commerciante si, ma qualche dubbio su questa equazione ce l’ho. Mi rendo conto che di questi tempi queste riflessioni possono scandalizzare a 360°, ma anche questo è un dato, non una ragione.

    Sono andato troppo lontano?
    Allora perché qualcuno non mi spiega perché dovrebbero essere proprio i commercianti a sostenere questi abbellimenti delle festività? Magari permettiamolo anche ai professionisti e agli artigiani. E gli altri perché no? I comuni cittadini che non rientrano nella categoria, perché non dovrebbero partecipare? Il ferroviere, il dirigente di banca, il militare delle forze dell’ordine, il prete, il badilante, il pensionato…………..che cos’hanno per non essere ammessi a partecipare? Perché non hanno i mezzi o perché non sono direttamente interessati ad “eventuali benefici di ritorno”, cioè di maggiori vendite…………

    C’è qualcuno che ancora crede che una luminaria possa far vendere di più?

    E se anche fosse, è questa la ragione che ci fa mettere le luminarie?

    Perché, magari, dovrebbe essere il Comune o la Circoscrizione? Certo sarebbe la cosa più logica, ma coi tempi che corrono………….

    È proprio questo volerli escludere a priori che non mi quadra.
    Stando alle cifre della redazione la nostra comunità conta sui 2.000 abitanti, per cui con 2,00 € a testa il montaggio sarebbe pagato, mentre se si salisse a € 5,00 euro a testa ci si potrebbe permettere di riparare gli eventuali guasti, di pagare il montaggio, di rinnovare e arricchire la dotazione………..

    È così sballata come idea?

    Se la risposta fosse quella che ho inteso qualche volta, del tipo “ma la gente non ci sta”, allora vuol dire che la gente queste cose non le desidera abbastanza.

    E forse manco se le merita.

  3. armigero ha detto:

    Luminarie: mi par di aver capito questo.
    Prima si fa una spesa consistente per l’acquisto delle luci, poi ci si accorge che la loro installazione e mantenimento tutti gli anni costa, e quindi c’è il rischio che vengano riposte da qualche parte.

  4. bugigattolo ha detto:

    io sarei già contento se funzionassero sempre bene i lampioni del paese ….inutili sprechi di energia ne facciamo abbastanza nelle nostre case.. limitiamoci a quelli!!!

  5. Nervinus ha detto:

    Finalmente..le luminarie..oh e c’è anche l’albero..Avete Visto..qualcuno s’è interessato non sono tutti dormienti..a proposito dei fossi sono stati puliti quelli di via pantaleo e per fortuna l’acqua a Braccagni non è arrivata..!!

  6. redazione ha detto:

    Per Nervinus: peccato che su internet non si capisce il tono dell’intervento…
    Comunque vorrei capire dagli abitanti di Braccagni, dato che tra l’altro molti frequentatori del blog non abitano più in paese, come si presenta il paese durante le festività, dato che, ad onor del vero, in genere è abbastanza triste.
    Di sicuro però non mancano mai le iniziative, ma questo fa parte di un altro argomento.

  7. Nervinus ha detto:

    Il paese si presenta piuttosto triste..anche le facce delle persone sono tristi…certo il clima economico non aiuta..! Quest’anno c’è l’albero l’anno prossimo..potremmo ripensare il presepe magari “Vivente”..visto che i personaggi ci sono anche senza vestirli..!

    Intanto scambiamoci gli Auguri che porta bene..
    Buone Feste a tutti..! 😉

  8. redazione ha detto:

    Per gli auguri c’è tempo ancora qualche giorno.
    Ora mi preparo per la riunione di stasera (aperta a tutti) dove si cercherà di organizzare degli appuntamenti fino alla Befana proprio per cercare di ravvivare le serate braccagnine.

  9. redazione ha detto:

    Mi sa che si ravviva poco. Di sicuro le luminarie non illumineranno nè la Befanata del Gruppo Galli Silvestro, nè il Presepe che questo anno non verrà fatto

  10. Roberto Tonini ha detto:

    Cara redazione

    Capisco la tua amarezza ma di fronte a certi atteggiamenti bisogna anche aprire gli occhi e guardare in faccia la realtà.

    • Le luminarie non illumineranno né la Befanata del Gruppo Galli Silvestro, né il Presepe che questo anno non verrà fatto”,
    • il Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro NON organizzerà la Befanata e quindi via libera in paese a chiunque voglia organizzare qualcosa per il 5 o 6 gennaio 2009.
    • Se la C.R.I. di Braccagni vuol organizzare qualcosa per la Befana ben venga!

    Questo crescendo e il tuo girovagare tra i vari articoli del blog dove piangi e ti disperi per il “gran rifiuto” delle tue schiere mi ricorda chissà perché L’Orlando Furioso e la disperazione di Orlando che lo porta alla perdita del senno. Conoscendoti di persona conto sul fatto che prevalga la ragion di stato e il pragmatismo che poi in fondo stempera i tuoi ardori nei non rari momenti in cui t’infiammi.

    Prova a metterla così: allora vuol dire che la gente queste cose non le desidera abbastanza.

    Le attività e iniziative che coinvolgono gruppi di persone funzionano bene finchè c’è entusiasmo a fare, sia che si tratti di una novità che un rivivere tradizioni passate. Specie queste ultime se calano un po’ d’interesse sono destinate prima o poi a spegnersi da sole.

    Personalmente non mi ci strappo quei quattro capelli che mi so rimasti. Io sono un “befanista”, e te lo sai, e a Babbo Natale mi ci so venduto da ragazzo per interesse, perché mi giravano ad aspetta tutte le vacanze di Natale pe poté ricevere i regali. Mi sembrava tempo buttato via stupidamente. Prendevi i giocattoli il 6 di gennaio e il giorno dopo dovevi ritorna a scuola: ma che gusto c’era? E i fulminanti sopra la carabina a chi le dovevo spara, alla maestra?

    No, Babbo Natale io agli Acquisti non l’ho nemmeno mai visto.

    La Befana nemmeno, ma tutta la liturgia di preparargli la sera prima le fascinette di scopo per il foco, un’altra piccola di fieno per il ciuchino (la Befana degli Acquisti aborriva la scopa), e poi qualche altro genere di conforto come un bicchiere di latte, un cavalluccio, una fettina di panettone, i ricciarelli no perché erano troppo buoni, erano pochi, ed era meglio che si mangiassero noi.
    La mattina non c’era più niente di tutto questo, solo un po’ di cenere per il foco che s’era fatta li per li.
    E poi tutti i regali, quelli sciolti e quelli dentro le calze.
    Anche se i regali più importanti e belli erano quelli sciolti, anche la gioia di ritornare nel calduccio del letto e infila la mano nelle lunghe calze della mi nonna pe tira su tutti incartati in carta di giornale, un arancio, uno cioccolatino, una noce, un mandarino, un fico secco, un torroncino, un pezzetto di carbone (per di che s’era stati anche un po cattivi e disobbedienti), poi magari qualche piccolo giocattolo adatto ad entrare nella calza, come per esempio un aereoplanino di ferro, o un astuccio di legno a due piani per le matite e le penne che divenne subito una splendida mitragliatrice con i coperchi scorrevoli che s’allungavano, e poi si ricominciava da capo, arancio, fico secco, noce, e via fino in fondo………….

    Questa era la Befana. Quindi una festa molto intima della famiglia che si viveva tutta tra di noi. Con gli altri ci s’andava pe fa vede i nuovi giocattoli e per giocare, ma no pe fa le Befanata!

    Una volta invece della Befana che vien di notte, a una cert’ora si presentarono dei tipi vestiti abbastanza strani e quasi mascherati, dicendo che erano mandati dalla Befana pe portacci i regali. Erano regali particolarmente belli e li per li un mi ci misi a di ma chi so o chi non so: presi i giocattoli, ringraziai e mi ci misi a gioca. E poi la Befana quella notte venne lo stesso, quella mia, quella vera.

    Uno degli ambasciatori di quella sera credo fosse il conte Vanni Guicciardini.

    Quando è stata fatta la Befanata a Braccagni a me non ha mai ricordato niente di tutto questo,

    Viva la Befana.

    E lasciamo che Babbo Natale accontenti i bimbi pe tutte le vacanze di Natale.
    (Ma esistono ancora queste vacanze? Se dovessi giudica dai regali che faccio ai mi nipoti, a me mi sembra che sia una vacanza di Natale tutto l’anno…………….)

    Quando si dice predica bene e razzola male!

  11. redazione ha detto:

    Un prima precisazione al tuo intervento che come sempre si legge molto volentieri.
    Una redazione ha il compito, quando è informata sui fatti, di riferirli alla popolazione. In questo caso altre associazioni diverso tempo fa si erano rese disponibili ad organizzare qualcosa per la Befana, ma si erano fermate quando hanno saputo che la stava organizzando il gruppo tradizioni popolari. Dato che ieri sera tutto è andato “a monte”, mi pareva giusto (oggi 20 dicembre 2008) non creare aspettative nei confronti di una befanata da parte del gruppo che non ci sarà, e dare via libera alle persone di buona volontà.
    Tutto qui.

  12. mezzamestola ha detto:

    viva la befana, e speriamo che ci ripensino, non è vero che la befana si fa quando si sente, si fa soprattutto per i bimbi, non per noi stessi.

    Ci vuole anche un pò di spirito di scrificio quando uno non ha l’ispirazione; la befana non è come il maggio, un tempo si faceva per arrotondare, con la questua, quello che il lavoro e la terra non dava, oggi non siamo ancora ritornati a questo, per fortuna, oggi la befana si dovrebbe fare per gli altri, per i bimbi, e diventa poi occasione per stare insieme. ripensateci,ripensateci,ripensateci.

    soprattutto ai vecchi befanotti, dove non arrivano i giovani, arrivateci voi, se la fate gli rifate tornare la voglia, gli rifate capire perchè va fatta…. la befana è per vedere gli occhi dei bimbi pieni di meraviglia, di timore e poi di contentezza…

    ripensateci…

    è una favola vivente, per dare, come abbiamo avuto noi, la possibilità di vivere quel momento in cui si diventa grandi scoprendo che la befana non esiste… eppure si continua a farla esistere nel cuore…

    tacco, cencio, bellini, sonnini, mario, sandro, enrico, bale, fida, paolino, edo e tutti gli altri…. ricordatevi… una favola viva, la fantasia, i bambini…!!!

  13. redazione ha detto:

    Condivido l’intervento precedente: ho molte foto della befana davanti alla chiesa circondata dai bimbi ed è bello vedere le loro espressioni. Io credo che intellettuali rurali, demologi e quant’altro abbiano portato sulla cattiva strada. Per la Befana al centro non ci devono essere rappresentazioni teatrali, fuochi o cantori, ma i protagonisti devono essere i bambini: la befana deve essere fatta per loro. E per organizzare qualcosa naturalmente occorre anche la voglia di stare insieme.
    Magari, sempre rispetto all’intervento precedente, vorrei precisare che nel “maggio” la questua non credo proprio che venisse fatta per “arrotondare”: il ricavato è sempre servito per la “ribotta” e non per andare in tasca ai maggerini.

  14. redazione ha detto:

    Dato che più volte in questa “piazza” è stato chiesto conto delle luminarie natalizie, è giusto riferire che nei negozi di Braccagni è stato affisso un foglio con esposti costi e ricavi in maniera analitica. In sintesi:
    Costi: 2454,00
    Ricavi: 1.058,25
    Perdita: 1.397,75

  15. Roberto Spadi ha detto:

    2.454,00 – 1.058,25 = 1.395,75

  16. Impertinente ha detto:

    si può sapere chi ha ripianato la perdita?

  17. Impertinente ha detto:

    carissima redazione

    qualche giorno fa chiedevo chi ha ripianato la perdita esposta di 1.395,75 (euro, suppongo)

    i conti so belli specie se sono chiari: torno a chiedere come stanno le cose?

  18. redazione ha detto:

    Le cose a quanto pare stanno così: la perdita è stata ripianata dll’impresa Martini. Siamo stati esaurienti?

  19. Impertinente ha detto:

    Carissima Redazione,

    Sicuramente non tempestivi, se per rispondere a una domanda del genere ci vogliono 21 giorni……………..

    Esaurienti no: l’impresa Martini? a che titolo? perchè un atto così generoso non è stato portato e additatto alla pubblica opinione? su questi aspetti non ci dici niente…….ti sembra normale?

    e poi: è sicuro o cosa? che vuol dire “Le cose a quanto pare stanno così:”? non è una cosa certa?
    ma come vanno interpetrati questi comportamenti tipo pare/non pare, te lo dico/non te lo dico, se me lo domandi te lo dico…….???

  20. redazione ha detto:

    Abbiamo come al solito anticipato quello che poi diverrà di dominio pubblico. Poi quando uno è un benefattore, non ha bisogno di sbandieralo ai quattro venti.
    E ora che sai come stanno le cose, a letto.

  21. Impertinente ha detto:

    si, e magari “a letto e zitto!”
    conosco la canzoncina e riconosco il tono

    scusa redazione se osiamo chiedere delle cose pubbliche, ma chi se non voi ha – come al solito – accesso ai segreti che poi “diverranno di dominio pubblico”?

    io che so maligno di natura ogni volta che c’è un “benefattore” mi viene immediatamente la voglia di capire come mai?

    figurati se poi il benefattore “non ha bisogno di sbandieralo ai quattro venti”……………….

  22. Roberto Tonini ha detto:

    Ci risiamo

    Siamo in vista di dicembre e delle feste natalizie e ci domandiamo di nuovo: che fine hanno fatto le nostre luci natalizie?

    Parlo ovviamente da commerciante perché è in questa veste che mi sono state richiesti negli anni i soldi per questo scopo.

    Non ho mai capito e condiviso perché solo i commercianti dovessero sostenere questa spesa: il paese è di tutti e non di proprietà dei soli commercianti: ammesso che sia un’abitudine non la condivido lo stesso e la trovo veramente curiosa, per non dire di peggio.

    Si è saputo che l’ultimo posizionamento di queste luci ha segnato un bel deficit e si è saputo, con una certa difficoltà, anche chi si era accollato le spese di questo disavanzo. Chi l’ha fatto avrà avuto i suoi buoni motivi per farlo.

    Dubito peraltro che questo possa ripetersi per cui mi pare assai probabile che quest’anno il paese resterà senza luminarie.
    Se così deve essere perché non si trovano motivazioni e quindi fondi per farle…….così sia.

    Però mi domando: se il materiale esiste ancora forse ogni commerciante potrebbe richiederne un pezzo per abbellire il proprio negozio. In fondo sono loro che li hanno pagati.

  23. roberto ha detto:

    Ci risiamo.
    Ci avviciniamo al Natale e riviene fuori il discorso delle luminarie. In breve: alcuni cittadini di Braccagni si sono dati da fare presso i titolari di varie attività economiche pochi anni orsono per raccogliere fondi per acquistare luminarie e rendere meno squallido il nostro paese durante le feste natalizie. Successivamente varie problematiche hanno fatto in modo che tutte le luminarie venissero accantonate da qualche parte, ed anche questo anno probabilmente non verranno tirate fuori. Vedi Roberto, qualche ragione sicuramente ce l’hai; quando si chiede soldi bisogna anche poi rendere conto del loro uso, e soprattutto quando si fanno degli investimenti bisogna anche essere sicuri che si possa dare loro un seguito. Ma pensa anche allo spirito di quei cittadini che cercano di fare il possibile per animare la vita di questo paese, che cercano di svegliarlo dal torpore in cui vive. E forse, ammesso che ci sia anche qualche sbaglio, credo che meriti di essere perdonato.

  24. Roberto Tonini ha detto:

    Ci risiamo
    Cerchiamo di capirci e non fare i finti tonti

    1. – È curioso che tu metta in evidenza che “alcuni cittadini di Braccagni si sono dati da fare presso i titolari di varie attività economiche pochi anni orsono per raccogliere fondi per acquistare luminarie e rendere meno squallido il nostro paese durante le feste natalizie”
    Messe così le cose pare che il merito sia tutto, se non esclusivo, di chi si è dato da fare…….a farsi dare i guadrini. Chi invece li ha tirati fuori………..? Era un loro dovere? Era un loro obbligo? A che titolo veniva richiesto a loro e non ad altri?

    2. – Come da te raccomandato Mi metto a pensare “anche allo spirito di quei cittadini che cercano di fare il possibile per animare la vita di questo paese, che cercano di svegliarlo dal torpore in cui vive” (con i soldi degli altri), ma non mi viene in mente le colpe che io gli avrei addebitato nel mio intervento: se l’ho fatto indicami il passo in cui l’ho fatto, e di conseguenza non so perché dovrei chiedergli scusa, di cosa e a chi?

    FAMO A CAPISSI
    Il mio intervento terminava:
    3. “Però mi domando: se il materiale esiste ancora forse ogni commerciante potrebbe richiederne un pezzo per abbellire il proprio negozio”

    All’unica cosa che chiedevo non hai dato né attenzione né risposta.

    Non mi pare un bell’esempio per salire in cattedra e deliberare sul giusto e lo sbagliato.

    Non ti chiedo nemmeno se è una richiesta legittima oppure no
    Ma chiedo invece a te se di fronte all’impossibilità di metterle per tutto il paese non sia il caso di cederle ad uso temporaneo e gratuito per il periodo a chi materialmente l’ha pagate

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