17-18 gennaio 2009: Mostra scambio al Madonnino di Braccagni

Mostra scambio di auto, moto e modellismo d’epoca, alla 11esima edizione, promossa da Fimar in collaborazione con l’Amas Associazione Maremmana Automoto Storiche ed il “Fiat 500 Club Italia” di Grosseto, presso l’area fieristica del Madonnino (Braccagni – Grosseto). Orario 9/18. Info tel. 0564/418783

Programma:

sabato apertura al pubblico dalle ore 9 alle 18; alle 10,30 inaugurazione ufficiale nel museo delle auto d’epoca alla presenza delle autorità locali.

domenica: dalle 11 alle alle 17,30 esibizione di freestyle motocross con i Daboot, Massimo Bianconcini e il suo team; dalle 12 alle 18 interventi musicali con il Tao love bus; alle 18,30  la chiusura ufficiale della fiera. Costo del biglietto sette euro.

E’ l’ultima mostra targata Fimar, da ora in avanti sarà Grosseto Fiere.

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  1. redazione ha detto:

    A proposito della Fiera del Madonnino….

    Non mi ricordo bene se era il ’74 o il ’75 quando incominciammo l’avventura della Fiera dell’Olmini, che ora si chiama Fiera del Madonnino.
    Avevo 16-17 anni, e il Presidente dell’Olmini, l’indimenticato Varo Ortimini, incominciò a parlare a noi giocatori e anche ai nostri genitori dell’opportunità di inventarci qualcosa per poter finanziare la squadra di calcio più scalcinata (in senso buono…) che io ricordi, l’Ortimini non si capacitava del fatto che le squadre dei paesi intorno, Sticciano, Ribolla, ecc… si facevano forti (?) con i giocatori nati e cresciuti nel campetto di fianco all’officina della Cooperativa Vallebruna, Guerrino Ciofani, il mì fratello, il Bigliazzi, per citare solo alcuni, e lui si doveva arrangiare a rinfoltire la rosa di noi un po’ di seconda scelta con dei “mercenari” pescati nei ranghi del Distretto Militare o dell’Aereonautica di Grosseto.
    L’anno precedente facemmo una specie di prova generale organizzando nel famigerato (buche, cespugli di spini, residui di ferro…) campetto accanto all’officina della Vallebruna, un torneo di “calcio a 7”, la preparazione fu una fatica incredibile, ma quando fu il giorno dell’inizio del torneo io non credevo ai miei occhi, il campetto perfettamente livellato, rasatissimo, centinaia di persone tutt’attorno, fu l’unico problema a cui non avevamo pensato, (TROPPI SPETTATORI!!!), Il bar a metà pomeriggio aveva finito le bibite !!
    L’anno seguente fu istituito un comitato con l’idea di mettere su una Fiera per l’agricoltura come richiamo per far affluire gente allo stand gastronomico e incominciò l’avventura, un successone, ma la cosa incredibile fu che molti dei visitatori erano rimasti colpiti dall’esposizione dei macchinari che devo dire in tutta onestà, i più erano nostri, nel senso che per rinfoltire (Varo aveva un po’ la fissa…) il parco macchine gli ultimi giorni presi dalla disperazione s’andò da chi aveva qualche trattore o qualche altro attrezzo un po’ più novo a chiedere se ce li prestavano per qualche giorno, giusto il tempo della fiera.
    Di quel periodo il ricordo più struggente e quello dell’impegno e l’entusiasmo di Mario Daffara, che come difensore magari non era un granchè, però metteva uno strenuo impegno in tutto quello che faceva, anche quando “stronchicciava “ le caviglie dei malcapitati avversari.
    Così il Presidente potè comprare finalmente due giocatori “veri”, il Verreschi e l’Altoni e mise mano al Nuovo campo di calcio accanto alla Chiesa dell’Olmini (e qui potrei cominciare a raccontare la storia di Don Giovanni e il tifo “sportivo”, ma è meglio lasciar perdere…) e tanto per cominciare ‘un s’arrivò ultimi nel campionato seguente.
    Roberto Spadi

  2. roberto ha detto:

    Sulla nascita della Fiera del Madonnino c’è Leonardo Nucci che potrebbe raccontarci tutto per filo e per segno. Posso solo dire che: io c’ero (come spettatore) a vedere quella decina di macchinari agricoli accanto al bar.
    Mi ricordo anche le partite giocate in quel campo, anche se venivo a vederle con una certa apprensione in quanto mio cognato, tal Fosco, (scarso giocatore) trovava sempre il modo di fare un po’ di casino (c’è chi lo chiamava Peo); di quei tempi mi ricordo del Cley (tal Claudio Meacci del Botteghino) e uno che chiamavano Adone (credo che avesse una moto). Sulla squadra di calcio dell’Olmini ci sarebbe da aprire un capitolo a parte: mi ricordo solo che avevano fatto anche l’inno della squadra!
    Però, questi campagnoli….

  3. angela ha detto:

    non si possono avere le foto di quel giorno? auto tuning e premiazioni??

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