Monumento ad Anita Garibaldi? Si grazie, no grazie.

Ecco la pizzetta destinata all'opera

Ecco la pizzetta destinata all

Il buttero davanti alla stazione di Grosseto

Il buttero davanti alla stazione di Grosseto

 

L’ipotesi di un ricordo ad Anita Garibaldi da porsi nel piazzale del nuovo centro commerciale di Braccagni ha suscitato molto interesse (leggere i commenti).

Secondo molti sarebbe stato meglio dedicare un ricordo a Sante Quadalti, il buttero degli Acquisti scomparso il giorno dell’alluvione del 1966.

 

 

 

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RSSNumero commenti (54)

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  1. Sandra Bonaiuti scrive:

    Mi spiace notare tra le righe del blog, frasi di “stizza” verso il Paese che Vostro malgrado vi fa ombra dall’alto. Tale ombra pare acuire sempre quel po’ di rivalità e concorrenza che caratterizza gli abitanti del Piano. A Patrizio G. che biasima il povero paese che non sa riconoscere ed onorare i figli migliori, “…..Povero quel paese che non ha memoria….. povero quel paese che non riconosce i suoi figli migliori e non li onora…..” sue testuali parole, mi sento dover replicare.
    Ma come! Esiste una diatriba lunga di anni per questi benedetti Usi Civici, creati, mantenuti e (fino a qualche anno fa) anche rivalutati da persone di Montepescali e che ahinoi, per colpa di un montepescalino D.O.C. e di Politici “debosciati” ne è stata permessa “l’estorsione”. Vi sembra che Noi di Montepescali non stiamo lottando per la memoria dei nostri avi? E tutto a spese di fondi privati! Un Monumento costa e non poco, a meno che l’autore non ne faccia personale dono all’Amministrazione che lo accoglie. E questa Amministrazione mi pare che abbia poco (o non sia capace) di spendere. Non spende neanche tante parole, figuriamoci soldi. (E questo per favore non chiamatemelo LIVORE POLITICO, ma fattiva concreta e dimostrabile realtà!!!) E poi, giusto un anno fa, Noi di Montepescali, compresa la sottoscritta, abbiamo fatto una colletta e pagato di tasca nostra il materiale a 2 operai volontari per la ristrutturazione del Monumento ai Caduti! Cosa che doveva spettare al Comune tramite la circoscrizione. Una vergogna da pubblicare su tutti i giornali, cosa che non è stata fatta! Purtroppo per l’Area del Paese di Montepescali e per fortuna di chi la amministra, questa è troppo piccola e quindi poco atta a contenere tutti i monumenti a tutte le Belle Persone (originarie da SECOLI di Montepescali, quando Braccagni invece era ancora un cognome di qualcuno che abitava chissà dove) che quotidianamente, anche nei discorsi dei “Vecchi” del Paese al Baluardo vengono ricordate con parole,frasi ed aneddoti ai giovani che si soffermano ad ascoltare. Scusate, ma ho sentito il dovere di rispondere a polemiche gratuite. Voi del Piano che predicate tanto bene, invece di invitare al dialogo gli “amici del Paese” come avete sempre sostenuto di avere, non perdete un’occasione per pungerli con “acume bucolico” di evoluti fittavoli. E dato che in questo blog si comunica anche con citazioni, approfitto per citare Calvino, tra l’altro autore molto vicino alla nostra terra: “D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda”. Con l’augurio sincero che Braccagni sappia dare nel tempo tante belle risposte alle domande del cittadino, del turista o del semplice curioso.
    Un suggerimento per la Vostra fantasia….un monumento dovresti innalzarlo anche al maestro Giotto Minucci che Vi ha fatto un bel regalo!
    Saluti “comunque amichevoli” Sandra
    Crepi l’avarizia e spazio ad un’altra citazione! “Non abbiamo tanto bisogno dell’aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto”.
    Epicuro

  2. moderator scrive:

    In questi giorni mi stanno mettendo l’adsl a casa,ho il computer fuori uso e quindi non posso partecipare al dibattito che si è sviluppato come vorrei. Dico solamente che questa bellissima discussione è giusto che si tramuti in qualcosa di concreto. Tutti i nomi fatti sino a questo momento sono più che legittimi, ma su Sante Quadalti mi pare che ci sia un vero e proprio plebiscito. Addirittura vedo persone e Associazioni pronte ad impegnarsi in prima persona per onorare la memoria di Sante e di ciò che rappresenta. Allora perchè buttare via questa occasione? Perchè Camomilla non vuoi più intervenire sull’argomento? Non so’ di chi sia stata l’idea di partenza, penso di privati cittadini e fatta propria dal PD, ma visto che ha suscitato tanto interesse, perchè non vedersi nuovamente? Proviamo a vedere se c’è unità di intenti, sapendo che non sarà MAI al 100%, perchè c’è chi vorrà un monumento (o quel che sarà) in via dei garibaldini, chi al bivio, chi alla Stazione Vecchia; perchè c’è chi vorrà il monumento al bifolco, chi al carbonaio, chi al pastore e chi penserà che sono soldi sprecati.
    Ma questa volta ho l’impressione che nel nome di Sante si possa portare avanti un progetto unitario.
    Camomilla, anche te fatti sentire.

  3. mastrociliegia scrive:

    “Alla fine,
    non conserveremo altro che quello che amiamo,
    e non ameremo altro che le cose che comprendiamo,
    e non comprenderemo altro
    che le le cose che abbiamo imparato a conoscere”
    Baba Dioum, poeta dello Zaire

  4. patrizio g. scrive:

    Caro Carlo, te lo dico direttamente perché conosco e apprezzo la tua onestà intellettuale, ha ragione Roberto, te scrivi bene quando ti ci metti, e sei anche molto convincente, ma questa volta in tutta sincerità non posso cedere alla tua arte e alle tue seppur degnissime considerazioni; ti voglio rispondere più che con la mente, con i miei sentimenti, anche se è cosa rischiosa aprirsi così, ma Roberto ormai me lo ha già fatto fare riportando quelle parole scritte in altro momento e con altro stato d’animo, e quindi non mi rimane che continuare; qualcuno potrebbe leggerci debolezza ed approfittarne, corro però volentieri il rischio perché quello di cui parliamo ne vale la pena e soprattutto non lo faccio per me o per ragioni personali.

    Roberto dell’Acquisti ti ha risposto con le parole che sono anche le mie, basterebbero le sue, ma devo dirti anche altro, sono cose meno importanti ma le devo dire.

    Menotti Bennati,

    per me fargli un monumento a Braccagni sarebbe una specie di mancanza di rispetto alla sua memoria e ti spiego perché.

    Leggendo e rileggendo, come più volte ho fatto e faccio tutt’ora, i suoi libri che non mancano mai sul mio comodino, le sue poesie, si capisce, si sente e si comprende una cosa che per lui era importante sopra ogni altra: Menotti Bennati, che aveva vissuto la sua gioventù agli Acquisti come Roberto, era, si sentiva e amava con tutto se stesso, Montepescali, dove era nato e dove voleva tornare a riposare per sempre.

    Fargli un monumento a Braccagni mi sembrerebbe quasi un dispetto, non perché non sia persona degna del nostro paese, al contrario: dobbiamo casomai domandarci se Braccagni sia degno luogo per lui, per una persona così buona e vera, un politico pulito e trasparente, un uomo di sinistra non inquadrato, ma libero, impegnato nella P.A. e che per aver denunciato delle cose che non andavano, venne letteralmente ‘esiliato’ in un paesino lontano dalla sua famiglia; amministratore incorruttibile ed intelligente, un tipo come Sandro Pertini insomma, onesto e pieno di valori morali ed etici che andrebbero sempre tenuti presenti ed insegnati ai più giovani.

    Per questo non vorrei che fosse onorato con una statua a Braccagni, posizionata tra quegli Acquisti che tanto amava e Montepescali che adorava, in una specie di limbo di ‘terra di mezzo’; vorrei invece che fosse ricordato con una via, una targa o un monumento, bellissimi ma…..

    ma lassù nella sua bella e tanto ‘adorata’ Montepescali,

    il SUO PAESE,
    dove conosceva anche i sassi dei muri scalcinati e delle vie, dove conosceva gli alberi e gli ulivi fuori le mura, la gente che con lui era nata e cresciuta per quelle vie.

    Comunque vada, io al suo monumento, se mai venisse fatto e in qualunque posto sarà, andrò a sedermici all’ombra, magari pensando a quello che lui scrisse della statua del buttero, nella stazione di Grosseto, che sembra dire a tutti quale sarebbe il monumento giusto per Braccagni; anche lui secondo me (ma è una mia sensazione) vorrebbe il monumento a Santi Quadalti. Queste le sue parole tratte dal suo libro ‘Quando balla la vecchia’ pag 158 e ss.

    ” IL BUTTERO DI BRONZO ”

    “… Sono seduto su una panchina ombreggiata nel piazzale esterno della stazione di Grosseto e devo aspettare più di un’ora per prendere l’autobus che mi porterà al cimitero di Montepescali. Vicino a me c’è la statua del buttero maremmano e con lei tanta parte della Maremma di una volta oppressa dalla malaria e dai padroni della terra.

    Ho scritto molto sulla Maremma……….Si ho scritto molto e vorrei scrivere ancora, e da questo bronzo scaturiscono le immagini che diventeranno parole, dal buttero di bronzo escono fuori i butteri veri custodi delle serrate e del bestiame brado della fattoria dove io trascorsi gli anni della fanciullezza e, più oltre fino a diventare uomo. Questi butteri, che nella fattoria si chiamano bestiai, sono …………….. (segue una pagina intera di ricordi delle persone con nomi ed episodi veri)
    Parlare dei bestiai non è possibile senza ricordare le bestie che essi curavano con competenza e direi affezione. Lo stato di salute del bestiame brado era legato alla stagione e alla consistenza dei pascoli, ………… Di questa situazione di benessere del bestiame, i primi a goderne erano i bestiai … E dal buttero di bronzo venivano fuori le immagini della marcatura e della castratura…………. Arriva l’autobus e cessa l’ondata di immagini…………….. dopo la visita al camposanto, ora eccomi arrivato al muraglione dove c’è già l’autobus per il ritorno a Grosseto,…………..Sono di nuovo a Grosseto, scendo proprio davanti al buttero di bronzo, immagine dei butteri veri che, chissà quanto riderebbero a vedere, oggi, le immagini dei butteri turistici.”

    Ho tagliato tanto, ma ho cercato di salvare la poesia con la quale carezzava la statua di Meo Faccendi nel piazzale davanti alla stazione di Grosseto, e sembrava che parlasse di Santi, vi prometto che un giorno di questi mando alla redazione i pezzi scritti da Menotti Bennati in modo che possa pubblicarli con il permesso della famiglia, perché dopo averlo letto posso dire che ci si sente ancor di più legati a questa terra di Maremma.

    E’ un peccato che in tanti non sappiano chi erano queste persone straordinarie: Menotti Bennati, Santi Quadalti e tanti altri… proporrei alla redazione di creare uno spazio dove mettere foto e ricordi dei nostri paesani, di Braccagni e Montepescali e della campagna… è un peccato che ad esempio il ricordo di Melfo o di Guerrino lo possano leggere solo coloro che avranno la Sentinella in edizione cartacea, o che ci sia chi non sa chi erano Sardone, il Gallo, il Tacco o Quirino, Febo, Nilo, Pierino e tanti, tanti tantissimi altri, Massimo, Marco, Luciano…….. ed altri ancora….. ed ancora altri…….

    Caro Carlo, ora capirai meglio perché per me Menotti Bennati ha diritto ad un riconoscimento vero, ma (e sottolineo ma) nella SUA Montepescali; temo però che il livore politico che acceca le menti e non fa vedere le cose e le persone per come sono, sia ancora di ostacolo per pensare che su quel monte gli si riconosca quello che si merita. Povero quel paese che non ha memoria….. povero quel paese che non riconosce i suoi figli migliori e non li onora.

    Dopo quello che ha scritto Roberto ora sapete quello che mi lega a Santi Quadalti, è qualche cosa che va oltre l’oggettività di un giudizio imparziale, e quindi prendete le mie parole come ‘di parte’.

    Io posso solo sperare che in molti vogliano riconoscergli l’onore di un ricordo concreto, un qualche cosa da vedere e su cui riflettere, dove poter andare con i figli e i nipoti a raccontarne la storia prima che vada persa con gli ultimi che lo hanno conosciuto; questo perché così, solo così un monumento vive oltre la gente nelle generazioni che seguono, solo così serve a qualche cosa e non solo a far sentire soddisfatti coloro che lo hanno pensato, realizzato, finanziato….

    Mi piace l’idea di Bruno, un monumento ai caduti sul lavoro che rappresenti Santi sul suo cavallo e dietro le sue mucche, perché per me, lui che ha ‘dato’ la sua vita per il suo lavoro, può ben rappresentare la dignità di coloro cui la vita viene ‘strappata’ sul lavoro ogni giorno per incuria, per mancanza di rispetto della persona, perché il danaro ha la precedenza su tutto e così, per risparmiare qualche euro, si condannano un padre o una madre di famiglia e i loro figli, alla pena di Caterina su quel pianerottolo, ad aspettare aspettare, pregare ed aspettare ‘chi non tornerà’………

    e mentre scrivo queste parole, mentre voi le leggete
    ne sta morendo un altro,
    un’altra Caterina piangerà, tra qualche ora, mentre una già sta piangendo adesso, accomunate tutte nella loro disperazione che si ripete, eguale come allora.

    Tutto senza che si possa far niente….. se non un monumento che li ricordi tutti, dia loro dignità, un monumento sotto il quale ridere e correre, vivere e far vivere, dove pensare, dove riflettere che cosa fare perché non succeda di nuovo, e anche dove, ogni tanto, lasciarsi scendere qualche lacrima nascosta.

  5. Roberto degli Acquisti scrive:

    Caro Carlo, non c’è proprio niente da ringraziare, caso mai sono io a ringraziare tutti quelli che hanno conosciuto la storia per via diretta o indiretta e ne sono rimasti colpiti a vita come me. Ma grazie anche a te e quelli come te che hanno rispetto per la memoria di queste persone e dei fatti occorsi.
    Ripensavo stanotte a quando dicevi:
    “Su Santi Quadalti non so che dire, anche perché conosco la sua figura solo per essere stato l’unica vittima dell’alluvione del 1966 sorpreso dalla piena mentre cercava di salvare del bestiame nella zona degli Acquisti – cosa di per sé meritevole”.
    Forse, non volendo, hai dato la motivazione più forte per fare il monumento a Santi, e cioè perché i giovani devono SAPERE e NON DIMENTICARE.
    E questo senza nulla togliere a Menotti Bennati.

    Caro Biadone
    A me mi piacciono i complimenti, da tutte le parti vengano. Ma di certo un posso chiappammi anche quelli che so di spettanza di altri.
    L’articolo su Guerrino non solo lo riconosco come mio, ma ne vado particolarmente fiero perché per un certo verso è quello che poi, per una serie fortunata di eventi, è stato quello che ha fatto decollare questo blog.
    Gli altri sono di amici. Qualcuno come me “granocchiaio”, cioè degli Acquisti. Ed è proprio merito di uno di questi se si possono leggere belle cose come quelle che voglio riportare qui di sotto.

    Da scritti di Patrizio Galeotti su questo blog:

    rivolto a me:
    …………….se io ti dicessi come ti dico che sono stato anche battezzato nella chiesina della fattoria, me la riconosci la cittadinanza ?
    Te lo dico meglio, ricordi il poro Santi Quadalti? … il bestiaio che morì nell’alluvione del 66? io stavo a Casanova quando ci stava anche il su figliolo che te devi conosce per forza, Abramo che sposò la Pompiglia …. e mi ricordo ancora il Garelli grigio con cui Santi veniva a trovalli, e mi portava a me edabio, il su nipotino, una coppettina di gelato, perchè poi quel Garelli passò al mi nonno e ci sono andato anche io……………..

    ……………….devi sape’ che Caterina, la moglie di Santi, è stata la mia seconda nonna…… che Dio li abbia in gloria insieme; mi raccontava un sacco di cose, ora mi viene in mente quella del lupo mannaro che per calmassi andava a bagnassi nell’acque del fosso vicino alla Balocca…. e mentre la diceva faceva pure il verso… l’ululato… oh…. ma lo raccontava così bene che guasi ci credo ancora…
    a proposito, Santi ha avuto la medaglia d’oro e Caterina aveva una pensioncina per questo, non so se lo sapevi, se un lo sapevi spero che la cosa ti scaldi un po il cuore perchè tra tante medaglie che si danno in giro con tanta faciloneria…. quella era giusta.
    Poi mi ricordo di quelli che lo videro l’ultima volta, loro sul rimorchio della cingolina, la 55, che gli dicevano di anda’ via con loro e lui che disse che non poteva lascia’ le su bestie e prese all’opposto verso la piena, poi per tanti giorni un lo vide più nessuno….. e Caterina stava sul pianerottolo di casa qui dove son ora io, seduta col rosario in mano e il fazzoletto e aspettava il figlio Abramo che ogni giorno partiva a cercallo…. poi un giorno ……. èh si… un mi reggono gli occhi a quel ricordo………….
    Bella roba eh?

    Se si fa il monumento a Santi, da qualche parte bisognerà riporta’ anche queste testimonianze……..

    E ancora grazie a Patrizio, certo che m’hai scaldato un poco il cuore!

  6. Carlo Vellutini scrive:

    Roberto, ti ringrazio per quanto hai scritto su Santi Quadalti. Le tue parole sono quelle di chi ha una conoscenza diretta e, dunque, molto sentite. Che sia chiaro io come ho scritto ho parlato di Menotti Bennati perchè ho letto i suoi libri anche se non lo ho conosciuto personalmente (lo ricordo solo quando venne a ritirare il premio Sentinella, fra l’altro con un’alta partecipazione di gente). Dunque mi sta bene qualsiasi candidatura, da Santi Quadalti a Menotti Bennati…purché sia qualcosa comunque legato alla storia locale e che sia realmente sentito dalla gente…

  7. Biadone scrive:

    Per Roberto:
    Nell’emozione di scrivere mi dispiace aver dato l’impressione che quelle parole sul ricordo di Santi fossero mie. In realtà le avevo ricercate nel post “Guerrino” e sai chi le ha scritte.
    Non voglio meriti che non ho, anche perchè conosco il personaggio dai racconti che mi sono stati fatti e che tu hai riproposto.

  8. Roberto degli Acquisti scrive:

    È proprio un bel piacere leggere uno che sa scrive! Beato te Carlo. Se poi quello che ti scrive ti torna, ancora meglio. A di la verità tutto tutto non mi torna, ma è naturale, e ora dico la mia.

    Grazie per aver fatto chiarezza sulla faccenda Garibaldi, garibaldini, Anita e topanonomastrici vari. Qui un dico niente perché meglio di come l’hai detto te, posso solo peggiora le cose.

    E allora veniamo al monumento. Dopo aver scartato anche te l’Anita Garibaldi (ma non garibaldina) proponi MENOTTI BENNATI del quale ricordo anche le parole che disse in occasione della premiazione da citata. Vedi, te sei di quella generazione, io so di quella di Santi Quadalti. Te sei pe lui, io so pel mio.

    Te dici: “Su Santi Quadalti non so che dire, anche perché conosco la sua figura solo per essere stato l’unica vittima dell’alluvione del 1966 sorpreso dalla piena mentre cercava di salvare del bestiame nella zona degli Acquisti – cosa di per sé meritevole – ”
    E non dicendo altro non è che tu abbia qualche colpa. Caso mai la colpa e di chi non ha scritto o fatto qualcosa per ricordare il fatto e la persona. Perché il fatto va inquadrato in un momento molto particolare.

    Qualche flash sul’alluvione del ’66 (tutta trovato sul gugglone)

    Firenze 4 novembre 1966: l’acqua dell’Arno dilaga in piazza Cavalleggeri: presto la spalletta del fiume sparirà alla vista

    Ebbe un’ora precisa l’inizio dell’agonia di Firenze. Il più sconvolgente cataclisma della sua storia iniziò alle 7,26 del 4 novembre 1966: a quell’ora si fermarono gli orologi elettronici, come in un forte terremoto. L’ultimo ponte, quello di San Niccolò, veniva invaso dalle acque dell’Arno che straripavano dalle spallette. Il fiume toscano, con una portata di 4500 metri cubi al secondo, si era improvvisamente trasformato in un Po in piena, seminando insieme ai suoi affluenti morte e distruzione in tutto il Valdarno dalle porte di Arezzo fino a Pisa.

    Il centro di Grosseto allagato dall’acqua dell’Ombrone

    Passavano meno di venti minuti e a Grosseto, alle 7.45, l’Ombrone rompeva l’argine destro contemporaneamente in tre punti. L’acqua irrompeva limacciosa e minacciosa in città: dal Berrettino, per via de’ Barberi, puntava direttamente su piazza De Maria, poi, attraverso Porta Vecchia, entrava nel cuore del capoluogo maremmano.

    …………………………………………..
    Diverse persone rimasero più o meno leggermente ferite, soprattutto per cadute, dato che il terreno rimase a lungo scivoloso per il fango, che continuò a impiastricciare le strade, dopo che le acque si furono ritirate.
    Solo una persona trovò la morte e fu una morte esemplare e in certo modo spettacolare nel suo tragico svolgimento. La vittima fu infatti il buttero Santi Guadalti, che lavorava alla fattoria “Acquisti” dei conti Guicciardini. In un gesto di estrema dedizione, mentre l’ondata di piena stava avanzando, si gettò a cavallo tra i flutti per salvare la mandria, chiusa nel recinto, e venne travolto. Il suo corpo fu trovato dieci giorni dopo, in un canale della fattoria.

    Io in quei momenti ero militare a Civitavecchia e fui mandato in soccorso proprio a Marina di Grosseto. Quando ce la farò a pubblicare quei quattro righi che ho scritto sulla mia gioventù, potrai leggere anche questa indimenticabile esperienza.

    Una cosa però ti posso anticipare: ero incazzato nero ogni volta che sentivo la televisione che parlava di Firenze, e poi di Venezia, e poi ancora di Firenze e poi, al massimo, in finale del servizio, parlavano genericamente dello straripamento dell’Ombrone, senza servizi in video e senza tante altre precisazioni. Io mi ci arrabbiavo nero, perché, come al solito, da buoni terroni della Toscana, nun ci cacava proprio nessuno.

    Non ti dico l’emozione quando seppi della sciagura di Santi. Provo però a confessarti i miei sentimenti per lui pubblicando in fondo a queste righe, altre righe, sempre dal mio incompiuto manoscritto, a proposito di Santi.
    Certo parole non più belle e toccanti di quelle di Biadone che ha già scritto più sopra:
    “… quelli che lo videro l’ultima volta, loro sul rimorchio della cingolina, la 55, che gli dicevano di anda via con loro e lui che disse che non poteva lascià le su bestie e prese all’opposto verso la piena, poi per tanti giorni un lo vide più nessuno….. e Caterina stava sul pianerottolo di casa qui dove son ora io, seduta col rosario in mano e il fazzoletto e aspettava il figlio Abramo che ogni giorno partiva a cercallo…. poi un giorno ……. èh si… un mi reggono gli occhi a quel ricordo….”

    Ti devo però confessare che dopo un po’ mi prese un sentimento contorto e maligno che quasi quasi me ne vergogno ancora. Pensavo: voglio proprio vede ora che ci’abbiamo avuto anche un morto a causa dell’alluvione, se ci considerano qualcosa idi più. Da vergonassi anche a raccontarlo: ma è la verità.

    Prima di chiudere dico che mi fa piacere essere d’accordo anche sulla localizzazione del monumento e soprattutto che in ogni caso, proprio da parte nostra, che un sia il solito “monumento del mazzo”

    Dal mio manoscritto “Il tempo degli Acquisti”
    “………………………………………………..
    Nelle scuderie comandava “Beppe bestiaio” (Giuseppe Gregori) elegante con i suoi baffetti rigirati all’insù. Beppe aveva un cavallo rossiccio con il culo grosso e abitava nella casa della muccheria, nell’appartamento a nord.
    Ma il mio cavaliere ideale era Santi Quadalti. Santi montava uno stallone nero con una stella bianca in fronte. Asciutto e segaligno, le guance infossate, occhi spiritati sull’infinito, una cicca a lato della bocca, un frustino corto in mano: sembrava nato e cresciuto a cavallo. Bello ed emozionante a vedersi, molto di più dei Tex Willer, di Buffalo Bill o di qualsiasi altro eroe dei fumetti.
    Io non ricordo di averlo mai visto a piedi, sempre a cavallo. Per la gioia di noi ragazzi certe volte Santi faceva impennare il cavallo come si vedeva nei giornalini, oppure infilzando gli speroni nel suo cavallo nero partiva sparato come una furia.
    Santi Guadalti è morto durante l’alluvione del ‘66. Io ero bersagliere a Civitavecchia e fui mandato con il mio reggimento in soccorso in Maremma, di stanza a Marina di Grosseto, dove si recuperava anche il bestiame morto affogato.
    In tutta la provincia quell’alluvione portò un solo morto: Santi che morì a cavallo in Barbaruta dove cercava di recuperare del bestiame. E così il mio eroe si mitizzò: nato e morto a cavallo.
    Nessuno ha mai pensato di ricordarlo con una lapide o anche meglio con un cavallo impennato come faceva lui………….Io per conto mio me lo porto nel cuore come un’immagine mitica, indelebile, un vero Eroe che ho visto e ammirato in carne ed ossa!”

  9. Carlo Vellutini scrive:

    Sulla questione monumento, ma anche toponomastica, penso che molta carne al fuoco sia stata messa, ma molta altra sia ancora lì ad aspettare. Partiamo da Anita Garibaldi. Sono d’accordo con Nello (che per chi non lo sapesse è anche il mio zio) con cui avevamo già affrontato l’argomento a casa. Capisco che questo sia dedicato alla moglie del “Generale” in quanto si troverebbe all’interno del centro commerciale che si trova sulla omonima via. Il problema è che chi ha deciso la toponomastica ha commesso un doppio errore. Come diceva Nello, infatti, le vie di Braccagni (ad eccezione dell’Aurelia) sono dedicate ai Garibaldini, nel senso di coloro che hanno fatto parte della Spedizione dei Mille. Dunque fu un errore dedicare la strada ad Antonio Concialini (credo anche perché non erano presenti le motivazioni di legge per derogare alla regola di un tot. di anni che devono intercorrere tra la morte e l’intitolazione stessa) – ovviamente il mio è un giudizio formale, non entro nel merito della persona, questo per fugare ogni possibile dubbio su questo argomento- poi ad Anita Garibaldi. Nessuno dei due, infatti, ha preso parte alla famosa Spedizione. Il primo per ovvie ragioni di età, la seconda in quanto è deceduta oltre dieci anni prima della stessa. Va anche detto che proprio in quanto dedicate ai “garibaldini”, dunque ai seguaci di Garibaldi, non esiste neppure una via dedicata allo stesso “Generale”, che invece è presente a Grosseto ed anche – mi sembra- a Montepescali. Da qui la mia prima contrarietà al monumento che nasce anche da un errore (a mio giudizio) di intitolazione della strada. In più devo dire che, con tutto il rispetto per la sua figura, mi sembra che Anita Garibaldi più che seguire il Generale dal Sud America all’Italia e durante la sua fuga dalla ormai caduta Repubblica di Roma e dandogli i tre figli, non possa essere considerata un soggetto di rilievo del Risorgimento. Ecco allora che se proprio un monumento si vuol fare si debba pensate ad un personaggio diverso se reale…oppure a qualcosa di portata generale (vedi i casi del Badilante, a quello delle vittime del bombardamento del 1943, all’Alluvione). Se io dovessi scegliere ad occhi chiusi un personaggio legato alla tradizione locale e che ci ha lasciato qualcosa, per ragioni di età e per essere vicino al Gruppo Tradizioni Popolari, penserei subito a MENOTTI BENNATI. Una figura che ha raccontato una pagina importante della nostra storia e che, anche vivendo a Pisa, non ha mai dimenticato le sue origini. Per questo fu insignito del Premio Sentinella che, bene o male, è il nostro piccolo Grifone d’Oro. Su Santi Quadalti non so che dire, anche perché conosco la sua figura solo per essere stato l’unica vittima dell’alluvione del 1966 sorpreso dalla piena mentre cercava di salvare del bestiame nella zona degli Acquisti -cosa di per sé meritevole-.
    Se ci sforzianmo tutti insieme forse si può anche trovare una figura o un argomento condivisi da tutti, magari legati proprio alla storia locale e che rappresenti qualcosa, anche se capisco che ciò sia difficile, per la mancanza di grandi figure, dovuta anche alla giovane età del nostro paese. Sinceramente da qualche anno vedo sorgere come funghi monumenti per Grosseto che mi sanno di poco e che servono solamente a dare un taglio diverso alle aiuole. A Braccagni se monumento dovrà essere mi piacerebbe che fosse qualcosa di diverso, sentito ed apprezzato da tutti. Ripeto, se fosse per me, non avrei dubbi nell’indicare Menotti Bennati, ma capisco anche che chi non conosce troppo la storia locale potrebbe anche chiedermi: chi è?
    Sull’eventuale localizzazione sono d’accordo con Sarchiapone (credo fosse lui) nel collocarla nel triangolo che c’è tra la Chiesa ed il centro commerciale….L’importante, ripeto, è che non sia l’ennesimo “monumento del mazzo”. Di questi nessuno sente il bisogno!!!

  10. moderator scrive:

    E’ da giovedì sera che sono scollegato per problemi con il mio computer, ma vedo che carne al fuoco ne è stata messa!

  11. Sarchiapone scrive:

    Nel mio precedente intervento del 23 u.s. mi confessavo il vero ignorante perché non riuscivo a capire cosa era successo, in quali riunioni, dove si erano svolte, e chiedevo umilmente una spiegazione a chi c’era stato. Con particolare riferimento al “monumento: a chi? perchè? dove? perchè proprio li?
    Questa volta posso ben dire che nel blog c’è stata molta confusione, forse è mancato il moderatore a riportare un po’ d’ordine e ognuno ha fatto come Vasco Rossi “ognuno a rincorrere i suoi guai, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo perso per i cazzi suoi”. Nel senso che ognuno ha ascoltato soprattutto se stesso.

    Comunque, nonostante nessuno abbia spiegato per filo e per segno cosa è successo, (le riunioni) dove e presso chi, da chi erano organizzate, ecc. quello che è scaturito chiaramente è il fatto del monumento.
    Io ho cercato di dire la mia, e oltre a diversi interrogativi che ponevo e altre riflessioni, in particolare HO RILANCIATO L’IDEA DEL MONUMENTO A SANTI QUADALTI.
    Idea non nuova, che già avevo messo nel blog tempo addietro, e alla quale in particolare mi aveva dato spalla Biadone (mi pare) che ora riprende insieme a tanti altri l’idea.
    Circa la prima iniziativa, quella di un qualcosa – ora si parla di targa o qualcosa di simile – alla memoria di Anita Garibaldi, resta poco comprensibile questo impeto improvviso, noi che non siamo stati buoni in oltre mezzo secolo a fare nemmeno una targa ai quegli sciaurati mandati al fronte nella prima Grande Guerra. (Vedi o rivedi, la nota su GUERRINO (http://sentinelladelbraccagni.wordpress.com/2008/06/11/guerrino/) e la successiva MONUMENTI DEL MAZZO (http://sentinelladelbraccagni.wordpress.com/2008/07/02/i-monumenti-del-mazzo/#comment-197)
    Anche la collocazione si presta a imbarazzanti considerazioni: è privato? È pubblico? E se è pubblico, è solo coincidenza che sia un Centro Commerciale in via di realizzazione, lancio e consolidamento?
    Comunque quello che a me interessava era ed è il monumento a Santi Quadalti. E su questo mi pare nessuno abbia avuto qualcosa da ridire.
    C’è stata la seducente idea di Bruno per un’opera in terracotta, immagino dal gruppo di Marco di Don Zeno. Tutta da verificare nel suo insieme e per altri aspetti pratici, ma sicuramente di grande respiro e impatto emotivo e d’orgoglio. Chi potrà mai meritarsi più di Santi Quadalti un’opera straordinaria in tutto il nostro comprensorio? E io direi anche in tutta la Maremma!
    E qui ci stà anche la risposta a chi proponeva di metterlo presso la Fiera del Madonnino. E chi se la gode poi? Solo per sfruttare e nobilitare una struttura mercantile? E noi, abitanti ce lo vediamo 2 o 3 volte l’anno, come ha giustamente osservato Bruno.
    Anche allo Spadi, che concorda sul fatto di metterla in paese, direi che pecca di ottimismo. Come si fa a sperare in una nuova piazza a Braccagni? Quali elementi ci sono che ce la fanno sperare nei prossimi decenni? Sa qualcosa lui che noi non sappiamo? Io credo che lui pecchi solo di ottimismo. L’ottimismo non fa male, anzi. Basta non esagerare.
    E poi voglio confessa una cosa. Io al monumento a Santi Quadalti ci tengo tanto pe motivi personali, ma non meno di un Biadone, o di un Fabio, o di un Mastrociliegia che quando chiacchera arriva prima agli ossi che alla ciccia. Ho una certa età, un po’ d’acciacchi, ma me la cavo in qualche maniera, e spero di resta ancora un bel po’ sulla breccia, come si dice. Ma spera di vede il monumento a Santi in una nuova piazza a Braccagni, mi sembrerebbe veramente di esagera un pochinino.
    Metto il post di qui e di la, perché è nata nel “Riunione della Sentinella” ma forse ha ragione Sciabolik quando dice che la csaella giusta forse è “I Monumenti del Mazzo”

  12. mastrociliegia scrive:

    So’ qui che dopo ave’ regalato l’ultimo pezzo di legno a Geppetto, m’è rimasto un panetto di creta che m’aveva regalato Marco, quello di Tondicarlo, … Marco Zeno … o giù di lì.
    So’ passati troppi anni, l’attrezzi un li sapevo usa’ allora, figurati adesso, ma ricordo quelle mani che davano vita a opere incredibili. Avevi davanti un pezzo di creta e tempo d’un attimo volava via un passerotto, galoppava un cavallo.
    Miracoli della vita, ma la vita è strana, oggi ti regala esperienze bellissime e domani dolori incalcolabili che ti avvolgono come nebbia, … e perdi la strada. Sai che è lì a pochi metri, ma non ce la fai, la nebbia ti avvolge. Un raggio di sole, ci vole un raggio di sole.
    Un blogghe serve anche a questo, a butta’ là quello che hai nel cuore.
    Cosa volevo di’, che ho sbagliato a regala’ quel pezzo di legno, che Anita un mi dice nulla e che il monumento al gatto e la volpe è proprio ‘na bischerata, ma la terracotta può rida’ vita a quella tragica scena, così come è stata descritta, che ha visto coinvolto Santi Quadalti, ma io un so’ bono, ci vogliono quelle mani, ci vole quel sentimento. Un raggio di sole.
    Finche c’è ricordo non c’è separazione.

  13. bruno terzo scrive:

    Cari amici, permettetemi di dire la mia sulla questione del monumento. Benché avessi promesso di esserci alla riunione non ho partecipato perché essendo un po’ in la con gli anni ogni tanto la memoria fa cilecca e proprio me ne sono scordato, comunque il Centro Gli Anta era degnamente rappresentato da vice presidente Osvaldino Parri.
    Ora comunque scrivo a titolo personale.
    Anita Garibaldi, senza dubbio una figura simbolo nella storia, è senz’altro degna che le venga dedicato un monumento, basta pensare che a Roma gliene hanno dedicato uno sul Gianicolo, tanto più perché collegato alla toponomastica di Braccagni ma con la nostra realtà, come direbbe l’ON. Di PIETRO, che c’azzecca ?? Forse ha ragione Nello .
    Ma mi piace proprio l’idea di Sarchiapone che anche Pizzicato, Enrico, Patrizio hanno condiviso. Santi Quadalti è a mio giudizio senz’altro degno di tale ricordo. E non capisco dopo gli entusiasmi descritti perché il tutto si è spento come la focata di un fiammifero. La dedizione al lavoro , il senso di responsabilità nella custodia delle cose che ti sono state affidate non hanno limiti, Santi di questo aveva fatto il suo credo e ciò gli è stato fatale. Forse per noi potrebbe essere anche il monumento ai caduti sul lavoro .Più ci penso e più l’idea mi piace!!!!!! . Una cosa è certa : se a Braccagni si fa un referendum su a chi dedicare il monumento, non c’è partita!!! Anche a Roselle, quale riconoscimento significativo per i figli della nostra terra, hanno cambiato il nome della scuola da G.Carducci a Morbello Vergari
    E già che ho preso il verso a scrivere voglio esprimere anche la mia idea di come mi piacerebbe che il monumento venisse fatto e cioè Santi a cavallo dietro alle vacche rigorosamente maremmane con l’acqua che sta crescendo. Realizzato i n terracotta e, considerata la bravura, da quei paesani che operano al Tondicarlo , mi scuso ma mi sfugge il nome– basta vedere alcune delle loro opere, una su tutte il Palio di Siena-; in quanto la terracotta a mio modesto avviso si presta mirabilmente a scene equestri, riuscendo a trametterti qualcosa..
    Sono stato avvisato che è stata predisposta una lettera per la amministrazione Comunale, quindi l’iniziativa non può essere partita dal Comune, in quanto all’appoggio del PD non vedrei il nesso , ognuno oltre che un’idea politica ha una testa per condividere scelte o iniziative che con la politica hanno poco a che fare;non voglio minimamente pensare, anche se mi è stato detto, forse a battuta, che , siccome i garibaldini avevano la camicia rossa, non sia l’occasione per qualche nostalgico per rispolverare le bandiere rosse, magari in occasione del 25 aprile quando forse si vorrebbe festeggiare Anita Garibaldi, come peraltro confermato da camomilla, morta nel 1849 ben 95 anni prima del 25 aprile 1944 data della liberazione che comunque è festa di tutti: bianchi , rossi , verdi, ecc.
    Questa storia del monumento ha sollevato un bel polverone ed è riuscito se non altro a togliere le ragnatele dalle penne, ma credo a questo punto sia preferibile riparlarne prima di dare l’impressione di una popolazione divisa, con dati certi sulla ubicazione, sulla proprietà della piazzetta del Centro Commerciale, ecc.
    Quanto all’idea di Camomilla di ipotizzare il monumento a Santi all’interno del polo fieristico, si per se stessa condivisibile,ma io come braccagnino lo sentirei poco mio , avrei occasione di vederlo 2/3 volte all’anno , mentre averlo in paese sarebbe tutti i giorni sotto gli occhi.

  14. Camomilla schiarente scrive:

    Questo mio intervento, credo sia finale su questo argomento e solamente per rispondere a Patrizio per la domanda che mi ha posto. La versione che ti è arrivata alla riunione della sentinella, non era esatta, anzi interpretata un po maluccio e come dice Fabio non fatta già presente ad un Assessore durante altro tipo di riunione! Per la risposta in merito al soggetto del monumento, trovo che la statua a Santi Guadalti sia un’opera da realizzare, ma chiederei di valorizzarla con dimensioni appropriate all’interno del polo fieristico, la piazzetta del centro commerciale si presta meglio ad un lavoro di diametro e volumi diversi, voglio raccontarti lo svolgimento del progetto primario.
    L’idea iniziale era quella di fare una targa in onore di Anita Garibaldi in quel luogo, perchè collegato alla toponomastica ed avere un collegamento con la festa del 25 aprile. abbiamo chiesto un preventivo ad un artista che doveva dipingere il mosaico, il quale giustamente ci ha suggerito come disporre la targa nel contesto dello spazio e dello stile della piazza, alla riunione che abbiamo fatta come residenti ed associazioni è stato suggerito all’artista stesso che appoggiare il mosaico di ceramica su uno scoglio di sasso su una parete di questo preparata a giusto modo, poteva essere meglio che poggiarlo su di un piedistallo ed ecco che ai presenti è parso di aver prodotto una cosa da apprezzare, abbiamo deciso di scrivere all’Amministrazione comunale e così stiamo procedendo ad inoltrare la richiesta, quindi non si tratta neppure di una statua, ma di qualcosa di minor imponenza, ma di qualificazione per quella piazza titolata appunto ad Anita Garibaldi. Ripeto Santi merita veramente un riconoscimento, ma collegato alla trsformazione di questo territorio, che grazie alle bonifiche esercitate sullo stesso ed ai sistemi di prevenzione adottati dalla Protezione civile non debbano più piangere persone che muoiono per colpa della furia della natura. Scusate gli errori grammaticali e l’italiano scritto alla come viene, ma esprimere quello che provo pensando a Santi Guadalti mi crea emotività, perchè penso come era difficile prima e come spesso non ci rendiamo conto quanto è più facile oggi fronteggiare eventi disastrosi, prima ognuno faceva quello che poteva da solo, oggi abbiamo come supporto tanta gente esperta nel settore che ci aiuta e ci garantisce l’aiuto in momenti di tanto rischio.

  15. Biadone scrive:

    Come ricordato da Sarchiapone era stata lanciata su questo blogghe l’idea di fa’ un monumento al Santi ed io mi ero schierato fra i sostenitori, poi quell’iniziativa è sparita nei meandri di internette, ma ricordo con piacere i vari interventi.
    Ora che è emersa la necessità per alcuni abitanti di fare qualcosa per Braccagni, pensando ad un monumento legato alla toponomastica (si dice così? so’ indigesti?), che non rappresenta la storia di questo paese, si potrebbe addrizzare il tiro e proporre qualcosa che altrimenti andrebbe perso e che fa parte della vita recente del paese. Lo slogan ormai è consumato: per non dimenticare!
    Garibaldi è nei libri di scuola, Santi Quadalti è nel cuore di chi lo ha conosciuto.
    So andato a cercallo perché è troppo bello, fa tanto Maremma: … quelli che lo videro l’ultima volta, loro sul rimorchio della cingolina, la 55, che gli dicevano di anda via con loro e lui che disse che non poteva lascià le su bestie e prese all’opposto verso la piena, poi per tanti giorni un lo vide più nessuno….. e Caterina stava sul pianerottolo di casa qui dove son ora io, seduta col rosario in mano e il fazzoletto e aspettava il figlio Abramo che ogni giorno partiva a cercallo…. poi un giorno ……. èh si… un mi reggono gli occhi a quel ricordo….

  16. patrizio g. scrive:

    perfetto, si comincia a capire qualche cosa, a fare chiarezza perchè io non avendo partecipato alle riunioni precedenti avevo capito quello che potevo, d’altra parte chi esponeva, presentatosi come appartenente al PD, pareva (da come parlava) avesse avuto l’ok dell’assessore, si parlava di due-tre mila euro, e della piazzetta del centro commerciale come sede, sede peraltro su suolo comunale per alcuni e privato per altri, insomma la cosa veniva riportata come quasi fatta, tanto che chi la contestava nella riunione della sentinella, veniva quasi trattata come se ‘rompesse le uova nel paniere’ già pieno.

    Quindi a quanto dici siamo ai nastri di partenza per il monumento; meglio, così siamo sempre in tempo a trovare insieme una soluzione condivisa, mi sembra da bischeri dividerci, io non sono per Santi contro Anita, ne per Santi perchè contro chi propone Anita, ma solo perchè mi sembra una idea migliore quella di un monumento ad uno di noi.
    Santi Quadalti avrebbe il merito di dare un motivo di orgoglio ai braccagnini e agli abitanti della campagna, e anche un sentimento di affetto verso chi lo ha conosciuto, che così potrebbe parlarne ai propri bambini ricordandone la figura; un punto fermo per la nostra memoria di paese…… sarebbe un peccato che venisse dimenticato.

  17. Fabio scrive:

    Per patrizio:
    ero presente alla riunione “incriminata” e riporto la mia versione dei fatti.
    Con l’assesore si è parlato della viabilità di Braccagni ed è andato via prima che venisse introdotto l’argomento monumento.
    Meno male, perchè lo spettacolo che ne è seguito non è stato certo edificante, una larga fetta dei presenti era decisamente contraria e lo ha manifestato in maniera vigorosa.
    Il GTPGS non credo fosse stato invitato, trattandosi di una riunione politica, ma, secondo quanto detto quella sera, era stato invitato ad una precedente riunione dove l’iniziativa era stata presentata alle varie associazioni presenti a Braccagni.
    Questa la mia campana, che spero abbia suonato bene.

  18. enrico scrive:

    appoggio pienamente l’idea di onorare Santi,senza togliere niente ad anita, ma chi conosce la storia di braccagni sa che se questa “bellissima frazione” esiste anche grazie a gente come Santi e quindi chi meglio di lui da proporre come tra i più importanti simboli del paese. Altra cosa, mi chiedo perchè chi scrive sul blog non si firma con il proprio nome di battesimo, è forse per la privacy?

  19. patrizio g. scrive:

    Avrai capito che io ti ho risposto con una battuta, che faceva il pari con il modo con cui ti sei inserito nella discussione, ‘camomilla’ è eloquente… in risposta a chi stava già discutendo tranquillamente della cosa.

    Però quello che dici non quadra con quanto è stato detto alla riunione della sentinella, li è stato riferito che con l’assessore venuto a braccagni si è parlato del monumento ad anita e del luogo, è stato pure rimproverato che il GTPGS non era presente (ma era stato invitato?), quindi non siamo più alla fase raccolta firme ma a quella propositiva già avanzata, tanto che pareva già cosa fatta (salvo io abbia capito male), forse è successo che prima si è proposta la cosa al comune e poi visto che è piaciuta l’idea si vanno raccogliendo firme?.
    Comunque, siccome anche io giro con l’idea della pace in testa, te che ne pensi di Santi Quadalti, lo conosci? Ci staresti a unirci intorno ad un monumento al nostro Buttero?

  20. Camomilla schiarente scrive:

    Non mi piace fare zizzania, ma semplicemente dire la verità! Al Comune non è ancora stato presentato nulla! ma sarà inviata una semplice richiesta sottoscritta da chi condivide l’idea. La prima riunione di questo gruppo è stata la partenza non l’arrivo, altrimenti dimmi te, carissimo patrizio come si cominciava il lavoro?, ripeto quindi la lettera sta girando per il paese, chi condivide l’idea la firma e poi la inviamo all’Amministrazione, se in alternativa a questa idea ce ne fossero altre, inviamole, poi sarà chi ha le competenze a valutare, ironicamente credo che non ci tocca nulla!Spero di non mettere zizzania, ho anche l’ombrello con i colori della pace, quest’anno l’ho dovuto tenere sempre aperto con questa stagione! Sciocchezze a parte, non c’è fortunatamente una guerra in atto!Semplicemente tanta voglia di fare qualcosa per questa bellissima frazione, dove tutti siamo felici
    di abitare e rispettare!

  21. Pizzicato scrive:

    Secondo me se al Comune gli fosse detto che a Braccagni c’è una medaglia d’oro per aver perso la vita durante il suo lavoro, per salvare il bestiame agli acquisti, durante l’alluvione del 66, sarebbero ben contenti di fargli un monumento e noi tutti ne saremmo orgogliosi, quindi appoggio la proposta di sarchiapone. L’utilità di un monumento a Santi, è palpabile, ricorderebbe a tutti un figlio della nostra terra che per amor di questa ha sacrificato la sua vita; un esempio per molti, ritrovarsi sotto al monumento ne3lle occasioni importanti del paese, avrebbe un significato in più. Credo che anche i promotori del monumento per Anita, conoscendo meglio la storia di Santi Quadalti, approverebbero di dedicarlo a lui, poichè chi è sensibile al ricordo che un monumento può suscitare e ai valori che rispecchia, tanto da farsi promotore, ritengo abbia mente e cuore per accogliere l’idea di santi con entusiasmo facendola propria.
    Il mio è un invito a trovare insieme il monumento migliore, in modo da sentirlo nostro, da starci sotto uniti, da farlo diventare valore comune, e non momento di divisione. Che ne dite?

  22. patrizio g. scrive:

    Cara Camomilla, credo che se ti presentavi come zizzania era meglio perchè tu scrivi:
    …”il monumento in questione è stato richiesto da un gruppo di residenti che si sono ritrovati per condividere l’idea da proporre ad altri…”
    Togliamo me dai Braccagnin tenuti a sapere questa cosa, perchè io ci sono e non ci sono al paese, ma tutti quelli che conosco io e che ho interpellato, non sapeva niente di questa cosa; quindi sarebbe meglio dire che un gruppo di persone ha avuto una idea e senza sottoporla a tutti e l’ha presentata al Comune… almeno questo è apparso ai miei occhi.

  23. Camomilla schiarente scrive:

    Per togliere veli e vedere limpido utiliziamo vetril! scherzi a parte il monumento in questione, è stato richiesto da un gruppo di residenti che si sono ritrovati per condividere l’idea da proporre ad altri, un gruppo di comuni mortali non catalogati come appartenenze, quindi non proposto dall’amministrazione Comunale, non promosso da partiti poitici. La richiesta quindi di tale opera verrà pubblicata ai paesani e senza forzature ci sarà la possibilità di sottoscriverla ed inoltrata come richiesta all’Amministrazione competente, che esaminerà il luogo se di sua proprietà e la possibilità di realizzarla, quindi nessun sotterfugio! Tranquilliziamoci.
    la spiegazione del soggetto è quello di onorare la figura di Garibaldi per l’affetto che lo lega ad Anita, perchè la via è titolata a Garibaldi, questo è quanto ci risulta, se qualcuno ne sa di più lo faccia presente. By Camomilla

  24. Sarchiapone scrive:

    Caro Patrizio
    Grazie per la precisione e tempestività. Questo mi permette di pote’ di la mia nel giusto posto dove posso, e cioè in questo blogghe.

    1° argomento
    P(atrizio) – perchè il monumento ad Anita e non ad altri, ad esempio più collegati a Braccagni?
    S(archiapone) – bravo! Già, perché? per qualunquismo o inerzia mentale? Proprio dalle pagine di questo blogghe fu lanciata qualche tempo addietro un lamento e una preghiera che ora voglio rilanciare: PERCHE NON SI FA UN MONUMENTO ALL’UNICO VERO EROE DELLA NOSTRA TERRA? E cioè Santi Quadalti. Molto brevemente rammento per i più giovani e per chi se l’è scordato che Santi è stato l’unico morto e martire di tutta la provincia di Grosseto durante la grande alluvione del Novembre del 1966. Martire perché per amore del proprio lavoro e del suo dovere, nonostante sconsigliato a farlo, tentò di recuperare del bestiame in Barbaruta da dove purtroppo non ritornò più.
    Mi sembra che a questa proposta di monumento vi fu una pronta e calorosa adesione, ma poi tutto si spense some la focata di un fiammifero.
    Ora se il discorso torna di attualità credo che prima di pensare alla supposta eroina, un nostro sicuro amato e (spero) non dimenticato Santi, il “Buttero martire” sia da riprendere in considerazione.

    2° argomento
    P(atrizio) – perchè la strada che era titolata ad uno di Braccagni poi è stata dedicata ad Anita e non si è fatta una ricerca tra i braccagnini per capire che cosa gli sarebbe piaciuto a loro?
    S(archiapone) – è legata al punto precedente, ma la condivido nel merito: già perché? perché queste cose nascono non si bene dove e come e trovano una risposta PER NOI (cittadini) prima ancora che noi si sappia della domanda?

    3° argomento
    P(atrizio) – perchè se in un paese si fa un monumento non si chiede prima a tutti a chi e dove va messo?
    - il posto dove si è deciso di metterlo è privato?… se si perchè spendere i soldi pubblici per metterlo li e non in una zona pubblica?
    S(archiapone) – quando la logica è logica anche le domande vengono da se: già perché? Tanto pe non nascodessi dietro ad un dito: a me il posto “non detto, ma fatto capi’ non piace e non mi torna. Certo che poi l’essere una sorta di cortile privato mette anche in forte imbarazzo i proprietari, immagino,sembra che uno faccia il monumento pe fagli un piacere o magari pe valorizza la su proprietà: imbarazzante, veramente imbarazzante!
    E siccome non mi nascondo dietro a un dito, nel caso in questo blogghe venisse fatta una raccolta di idee pe dove mettello, stante piazza mancante (e un la prevedo nemmeno all’orizzonte), indico nel triangolo libero tra i giochi dei bimbi vicino alla Chiesa e il parcheggio laterale un primo sito da esaminare.

    Si parla poi di lavori fatti durante le feste per il Maggio. Ci crediate o meno, nonostante il nome, in passato ci so passato anch’io da quelle parti e credo le cose non cambino un granché. Nonostante la buona volontà e l’organizzazione, trovi sempre più gente disposta a preparare che a “sprearare”, come dicono a Verona. E quindi devo pensa che sia un “vizio fisiologico”(?) del genere umano(!).
    Non ho consigli da dare. Ho solo cattivi esempi, ancora e purtroppo.

    Du parole anche pe Mastrociliegia:
    Carlo LUI
    Non entro nel merito perché conosco assai niente della storia, ma mi piace come chiaccheri pe cosa dici e come lo dici: serio e sdrammatizzante, ma soprattutto pronto alla burla e allo scherzo.
    Caro Mastrociliegia, pe quello che mi riguarda arrivi secondo, perché io volevo proporre il “MONUMENTO AL BISCHERO” di Palude, s’intende: sai io ci’ho un po di debole pe i “Monumenti del M..azzo”

    Da quanto mi piaci mi auguro di non scoprire mai chi sei, così almeno mi metto al riparo dalla possibilità che tu mi resti antipatico: se non ti conosco ti metro solo pe quello che scrivi e questo mi abbasta e m’avanza!

  25. mastrociliegia scrive:

    Si può sapere chi è il secondo che insieme al gatto allestisce la festa del Maggio? La volpe?
    Mi risulta che la festa del Maggio la facevano anche prima di due anni fa, perchè se non sbaglio, il gatto ha partecipato all’allestimento delle ultime due edizioni (se sbaglio chiedo immediatamente scusa).
    Visto che sul monumento c’è già abbastanza confusione propongo come soggetto “il gatto e la volpe”, liberamente tratti da Collodi, da posizionarsi nell’oliveto davanti al campo della fiera (pubblico).
    Ovvia, ci si vede al Gambero (Barone) Rosso.

  26. patrizio g. scrive:

    parlo per sentito dire alla riunione della sentinella.
    E’ il monumento ad Anita Garibaldi da posizionare nello spiazzo interno al nuovo centro commerciale (chiamiamolo così), li in mezzo al porticato.
    La proposta pare venga dal Comune e subito appoggiata dal PD se non ho capito male(almeno chi la perorava ne fa parte).

    Ci sono però delle obiezioni che sono state espresse in riunione, ne accenno alcune:
    - perchè il monumento ad Anita e non ad altri, ad esempio più collegati a Braccagni?
    - perchè la strada che era titolata ad uno di Braccagni poi è stata dedicata ad Anita e non si è fatta una ricerca tra i braccagnini per capire che cosa gli sarebbe piaciuto a loro?
    - perchè se in un paese si fa un monumento non si chiede prima a tutti a chi e dove va messo?
    - il posto dove si è deciso di metterlo è privato?… se si perchè spendere i soldi pubblici per metterlo li e non in una zona pubblica?
    - poi si è parlato di un altro problema legato alla partecipazione alle manifestazioni organizzate a Braccagni, ad esempio il maggio…. o altro, in pratica coloro che giorni prima devono logisticamente costruire tutto, e poi per giorni, dopo la mainifestazione, ripuliscono e mettono a posto, persone che di solito poi operano dietro le quinte, chiedono più collaborazione, gli anni passano per tutti, alla fine il grosso del lavoro pesante ricade solo su un paio di persone, una è il gatto rosso, che materialmente non ce la fanno; chiedono maggiore disponibilità e aiuto da parte di chi può, mi sembrano richieste da prendere in considerazione, ovviamente l’aiuto può essere dato in tanti modi, lavorando ma anche facendo compagnia se le forze e la salute non permettono sforzi. I nuovi abitanti di braccagni potrebbero approfittare della cosa per iniziare ad aiutare dando anche mezza giornata del tempo al gruppo, e così imparerebbero a conoscere i braccagnini e ad inserirsi in una cosa che vive fin quando le persone la fanno vivere, altrimenti potrebbe scomparire.
    Queste le cose discusse, oltre ai contenuti del nuovo numero della sentinella che contiene la descrizione della befanata a braccagni scritta da un tal Tonini Roberto e che è un piccolo capolavoro, da leggere e sbellicarsi dalle risate, provare per credere.

  27. Sarchiapone scrive:

    x la redazione, x l’ignorante, x Nello

    forse il vero ignorante so io, però in questo linguaggio tutto vostro di detto e non detto, sottintesi ammicamenti e quant’altro io non ho capito mica un granchè (un’acca)

    si potrebbe avere una spiegazione semplice e lineare dei fatti e in particolare di questo monumento: a chi? perchè? dove? perchè proprio li?

    poi già che ci siate, anche la storia GTPGS, Franco Capecchi, gattorosso (che preferisco) ecc. un siate stati mica tanto limpidi……..

  28. Nello scrive:

    Condfivido a pieno Ignorante sia per Franco che per discutere. Sarà, ma vista la finalità dell’opera, mi sembra che la discussione precedente sia stata una riunione della Carboneria o della Giovine Italia: io, come tantio altri, non sapevo nulla e poi quali Associazioni hanno partecipato? mi sembra di capire che il GTPGS fosse almeno ufficialmente assente per mancanza d’invito o come me (per la vostra riunione, si è dimenticato?
    Per alimentare la discussione: la topomastica di Braccagni è tutta legata ai Mille (escluso via Guelfi) perchè se si voleva dare un nome di donna all’ex via Concialini, non è stato utilizzato quello della compagna di Crispi, unica donna che ha partecipato ufficialmente all’impresa? (per inciso Anita è morta nel 1849 nella pineta di Ravenna e non ha accompagnato Garibaldi nella sua successiva fuga attraverso da Scarlino)

  29. ignorante scrive:

    Le discussioni devono esserci quando esistono i motivi, Franco forse voleva dire, che il Gruppo Tradizioni popolari “Galli Silvestro” non era presente alla riunione fatta con le associazioni paesane ed alcuni semplici cittadini, non a quella successiva dove lui ha partecipato, che era di altro genere. Da poro ignorante vi chiedo di non distruggere ma di aiutare a costruire, questo possiamo farlo anche attraverso uno scambio di idee come c’è stato nella riunione con le varie rappresentanze paesane. Quello che doveva uscire dai partecipanti era la condivisione di un’opera per Braccagni, sarebbe meglio riunirsi di nuovo e costruire ripeto, non distruggere in anticipo un’opera così bella, che valorizzi la frazione e chi realizza l’arte.

  30. redazione scrive:

    Si comunica che La Sentinella verrà portata in stampa lunedì prossimo e quindi fra circa 10 giorni sarà in edicola. In merito alla riunione di ieri sera alcune brevi riflessioni: è stata una serata lunga e piacevole, con la consueta buona partecipazione di persone. In merito agli assenti, non c’erano i vari Bruno Terzo, Nadia Menghini, quelli della Circoscrizione, insomma se ci fossero anche i rappresentanti delle varie realtà sociali, culturali e politiche, di sicuro porterebbero il loro contributo per arricchire la nostra conoscenza, ma sappiamo bene che chi ha tali impegni è costantemente impegnato in una miriade di riunioni. Volti nuovi non ne abbiamo visti, per la verità neanche qualche volto vecchio, in particolare alcuni membri dl Consglio del GTPGS si sono dati alla latitanza, vorrà dire che ci rivolgeremo a Federica Sciarelli. L’unico momento in cui la discussione si è accesa è quando il “gatto rosso” (per gli amici Franco Capecchi) ha detto che aveva partecipato ad una riunione in Circoscrizione per la realizzazione di un monumento dedicato ad Anita Garibaldi da realizzarsi nel piazzale del nuovo centro commerciale. Ha detto anche che era stata fatta notare l’assenza del GTPGS (cosa non vera, in quanto il Gruppo era rappresentato in maniera molto autorevole proprio dal consigliere Franco Capecchi), ma sia sul luogo sia sul soggetto del monumento si è scatenata una discussione inaspettata. Ho l’impressione che in futuro sarà oggetto di discussione anche su questo blog.

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