I maggerini di Braccagni a Ferriere

Ben diciassette i gruppi partecipanti

IL CANTAMAGGIO DI FERRIERE (PC)

di Tiziana Oppizzi Claudio Piccoli

 

Domenica 4 maggio la piazza di Ferriere in Alta Val Nure (PC) ha ospitato  la sesta Rassegna Interregionale del Cantamaggio per rinnovare l’antica tradizione, riproporre  il canto e trasmettere il messaggio festoso e di buon auspicio che da secoli viene portato di casa in casa nelle  comunità del  Appennino.

 

La Rassegna del Cantamaggio è nata nel 2003 da un comitato promotore del Comune di Montereggio di Mulazzo, in Lunigiana, il paese dei librai. Si voleva verificare la presenza  e la diffusione di questo rito di questua nell’area appenninica, ma non solo. L’iniziativa ha immediatamente riscosso un notevole successo sia tra le squadre di maggianti che tra il pubblico, mettendo a dura prova, sin dal primo anno, le capacità organizzative e ricettive del piccolo borgo. Molti paesi dell’Appennino hanno gareggiato per ospitare le edizioni  successive  contendendosi l’onere e l’onore di organizzare la manifestazione. Oltre Montereggio (MS) le rassegne si sono realizzate con successo sempre crescente a Leivi e a Bardi. Per i prossimi due anni  sono stati assegnati  a Varese Ligure (SP), l’anno prossimo, e a Rossano di Zeri  (MS)  nel 2010.

 

Una crescita esponenziale della Rassegna  andata ben oltre le più rosee aspettative dei promotori e ha assunto caratteristiche peculiari nel corso del tempo. Una festa di popolo, nel senso più schietto del termine, dove il piacere di ritrovarsi, stare insieme e mettersi a confronto acquista un ruolo prevalente, vissuto in prima persona da tutti i protagonisti  e dal pubblico.

 

La manifestazione di Ferriere ha avuto un prologo sabato 3 maggio con Giorgio “Getto” Viarengo, ricercatore e “maggerino” del Gruppo di Leivi, che ha tenuto una conferenza propedeutica sulla tradizione del maggio. Viarengo è anche autore del libro Siam venuti a cantar maggio, opera che può essere considerata una sorta di “quadro di riferimento”  che racchiude molti elementi  della più autentica tradizione ligure del territorio del Tigullio e prosecuzione del precedente splendido lavoro del 1980 dedicato ai Cereghino, cantastorie di Favale di Malvaro,  opera oramai introvabile.

In questo volume, attraverso lo studio del paesaggio e le sue modificazioni, Viarengo ha ripercorso la cultura millenaria delle genti che vissero, lavorarono e infine emigrarono, dando vita ad usi, riti  e memorie. Il canto e la musica,  in questo caso il Cantamaggio, hanno sempre accompagnato e scandito il vivere quotidiano. Ancora oggi, secondo Viarengo, questo rituale è molto sentito tra la gente che lo  rinnova ogni anno sia come festa  propiziatoria di buon augurio capace di rinsaldare i legami della comunità, sia con significati religiosi.

Alla conferenza è seguito un dialogo-confronto con gli abitanti di Ferriere, momento di scambio di esperienze e informazioni.

 

La mattina della domenica alle 9,30 la piazza della chiesa era già gremita di  gruppi di cantori con strumenti musicali, cappelli infiorati e un grande entusiasmo di ritrovarsi tutti insieme per dare vita alla Rassegna che quest’anno si è preannunciata molto numerosa. Diciassette i gruppi partecipanti, ne erano previsti 22,  che elenchiamo non per meticolosa informazione, bensì per dare l’idea della diffusione sul territorio di questa tradizione.: Calagiubella (AL); Biassa (MS); Cogorno (GE); Comuneglia e Codivara (SP); Marsaglia (PC); Credarola di Bardi (PR); Farini (PC) Leivi (GE); Montereggio di Mulazzo (MS); Santo Stefano D’Aveto (GE); Tornarezza (PC); Varese Ligure (SP); Rossano Zeri (MS); Cavanella di Vara (GE); Colleri (PV); Braccagni (GR) e naturalmente Ferriere. 

In  questi paesi il canto del maggio viene portato di casa in casa il primo giorno di maggio, o nella notte del 30 aprile, con formule e stili musicali diversificati; i vari gruppi si accompagnano  con strumenti a corde:  chitarre, banjo, violini, a fiato come il piffero, fisarmoniche, ghironde,organetti diatonici, ocarine. Inoltre per gli appassionati questa è stata una ghiotta occasione per vedere e ascoltare altri prodotti della fantasia popolare come i  bidofoni,  grossi recipienti di latta a cui vengono fissati un manico di scopa e delle corde di bue e che producono un suono simile al contrabbasso. Oppure pezzi di legno con lamelle applicate che percossi con un archetto o manualmente creano suoni ritmici inconsueti; inoltre cucchiai, corni di animale e tanti altri oggetti adatti a creare suoni,  splendidi frutti della creatività e della inventiva che in queste occasioni hanno maggiore visibilità combinandosi agli strumenti della tradizione e dando vita ad estemporanee  improvvisazioni.

 

Come da programma nella mattinata i vari gruppi si sono disseminati nelle principali vie di Ferriere dove erano previsti diversi punti di ritrovo e a turno hanno offerto al pubblico il loro canto in una situazione informale e molto partecipata tra la gente. Conoscere i vari canti, vedere molti giovani presenti e ascoltare le tante e differenti formule con cui ogni comunità inneggia alla bella stagione e alla ripresa della natura, risveglia e comunica entusiasmo e gioia di vivere e può accadere di essere spettatori di performance musicali d’eccezione. Come nel caso del Cantamaggio di Marsaglia  che annovera nel proprio gruppo  Ettore “Bani” Losini, straordinario suonatore e costruttore di piffero, e Attilio “Tilion” Rocca, virtuoso fisarmonicista che hanno eseguito brani del loro repertorio di monferrine, piane e gighe, tra un canto e l’altro, uno spettacolo nello spettacolo che ha valorizzato la qualità dell’ascolto e del divertimento generale.  Impossibile seguire  tutti i momenti musicali della mattinata e le occasioni  improvvisate come nel caso di un ottantenne poeta in ottava rima proveniente dalla Maremma e aggregato ai maggerini di Braccagni

Dopo la pausa pranzo ricca di canti e musiche in una sana commistione di suonatori e strumenti, la Rassegna ha avuto il suo momento istituzionale per tutto il pomeriggio quando i gruppi hanno riproposto il proprio canto del Maggio e sono stati premiati dalle Autorità Locali con targhe a ricordo dell’evento.

Fino all’ultimo la piazza è rimasta gremita di gente e lasciando Ferriere, nel tardo pomeriggio, ancora echeggiavano nei bar e nelle osterie gli echi degli inesauribili protagonisti del maggio, il piacere spontaneo del canto che ritorna nei luoghi dove è nato e ancora vive.

L’appuntamento è per il 2009 a Varese Ligure in Val di Vara per la settima edizione della Rassegna Interregionale del Cantamaggio.

 

 

 

 

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