I maggerini di Braccagni compiono 30 anni

La Squadra dei maggerini di Braccagni compie 30 anni!

AGGUATO ALLA SQUADRA DI BRACCAGNI

Tappa fissa nel maggio itinerante della sera del 30 aprile ed il 1 maggio per la squadra maggerina del Braccagni è da anni il podere di Leo Nucci, collocato nella “dritta del Madonnino”, strada che collega appunto il piazzale dove si svolge l’omonima fiera al paese di Montemassi e sul quale sorgono i confini tra i due comuni di Roccastrada e Grosseto.

Da Leo nella sera del 30 aprile 2008, un gruppo nutrito di persone attende con piacere l’arrivo dei cantori della tradizione con tavolo ricco di schiacce e dolcetti vari preparati dalla padrona di casa. Ogni anno il Nucci cerca di “combinare” l’arrivo della squadra dei maggerini del Braccagni con quello dei maggerini del Bruna e dell’Olmini per il gusto di vedere le tre squadre scambiarsi ottave intonate dai rispettivi poeti. Anche questo anno la squadra dell’Olmini è arrivata come di consueto, per portare il nuovo  maggio, ha intonato il suo repertorio in attesa dell’arrivo dell’altra squadra che si faceva però attendere. I minuti passavano e si sa che quando si attende la mente lavora e l’idea che ne è sorta è stata quella di nascondersi per poi fare una diversa accoglienza ai colleghi. Nel buio si attendevano i fanali del pulmino affacciarsi all’imboccatura della stradina interpoderale… Ecco finalmente l’arrivo dei maggerini del Braccagni… a chiedere il permesso per i loro poeti Alessandro Cellini, Francesco Cellini e Pietro Pimpinelli. A rispondere al permesso al posto del padrone di casa, sbucando da dietro il muro del podere, immerso nella penombra Enrico Rustici, che accompagnava appunto la squadra dell’Olmini, dietro a lui uno ad uno tutti i componenti. Dopo lo stupore iniziale, svanito ovviamente nel tempo di un attimo, immediata l’intuizione che aveva inizio una sfida fatta di ottave da improvvisare. Il vinto avrebbe lasciato la strada aperta al vincitore come vuole la tradizione stessa. Sfida assolutamente positiva, in cui i poeti si scambiavano nulla altro che scherzose prese in giro o complimenti, nessuna chiusa difficile che volesse mettere in difficoltà l’altra parte. La sfida si è conclusa con un abbraccio tra Andrea Ciacci del Gruppo degli Omini e Pietro Pimpinelli che accompagnava i braccagnini a seguito di una rima che li vedeva protagonisti in tempi passati. Nella reciproca stima si è ascoltato ed apprezzato gli uni i canti degli altri. Il gruppo degli Omini ha poi scelto di abbandonare il campo lasciando il doveroso spazio alla squadra del Braccagni affinché potesse portare il suo maggio.

Chissà se il prossimo anno l’agguato non toccherà subirlo alla squadra degli Omini…?

                                                                                          Serena Cola

 

 

Un inno al Maggio

 Così cantava il ‘Gallo’ (al secolo Silvestro Galli) quando insieme a tutti noi rifondò dal nulla, anzi, non dal nulla ma da quello che tutti avevamo dentro e lui aiutò a far venir fuori, la tradizione  del maggio a Braccagni.

In questo posto di gente che viene da ogni dove a trovar modo di vivere onestamente e serenamente, le radici che ci legavano vennero riscoperte e così quel canto ancora oggi nel piano e sulla collina va silente e tutti i primi maggio forte, anche da quaggiù dov’io mi trovo, lo si risente.

Grazie amici nuovi che continuate la tradizione, molti neanche sanno chi io

sia, ne io conosco bene voi, ma quando cala il sole al 30 di aprile, c’è un

richiamo che ci fa ritrovare tutti…… aria scura e fresca, un guair nell’aia e una finestra che si accende… poi il canto e la fisarmonica e con noi, con voi cantano i giovani di oggi e quelli di ieri, e se provate a zittirvi nel mezzo della canzone… nel mezzo del ritornello… aguzzate l’orecchio che sentirete la voce di loro che adesso non ci sono più che

fanno il coro nel mezzo della campagna e son con voi a salutar la vita che

rinasce.    Così, dicevo, cantava il Gallo,  mentre reggeva l’albero fiorito a primavera…..!!

Quest’albero fiorito a primavera

che è simbolo di festa e di coraggio

a tutti quanti da la buona sera

ed improvviso dice ecco maggio

seguitando la festa di bandiera

che a tutti quanti ce lo da coraggio

vedete l’albero gliè pieno di fiori

perché  è la festa dei lavoratori…..

e via con la fisa e l’organetto, chitarra e tutto il resto….

e poi il corbellaio:

Ora canterò io che so l’ovaio,

anch’io la debbo fare la mi parte

alla massaia gli frutti i pollaio

ed al capoccia gli mantenga l’arte

tanti quintali vengan nel granaio

vincesse sempre al gioco delle carte

di maggio se ne gira la farfalla

tanti vitelli al capoccia nella stalla.

Infine tutti insieme intonati o stonati che si fosse partiva la canzone… e con lei viveva la tradizione; proprio come oggi; si amici che leggete, proprio come oggi ed io da lontanissimo la notte del 30 aguzzo gli orecchi e vi sento cantare e suonare, e se smettete

all’improvviso sento ‘Loro’, i nostri cari che non ci sono più che cantano con noi, col cuore e con la mente, vi sento sempre…!!!  Viva il maggio, viva i maggerini e viva voi tutti.

Patrizio Galeotti

 

 

 

 

Archiviato in: LA CULTURA

Tag:

RSSCommenti (0)

Trackback URL

Lascia una risposta

Devi essere iscritto per scrivere un commento.