La mia Befana

 

 La mia Befana

 di Roberto Tonini

 

È più difficile parlar male  di Garibaldi o della Befana? Credo che sia una domanda dalla risposta

impossibile, ma le cose impossibili mi garbano e quindi ci provo: provo a parla  male della Befana! Eresia, colpa, grave, reietto, sputi, calci, ova marce e  anche peggio. Provate a leggere e poi può darsi che uno su mille mi capisca.  

Spero, perché mi basterebbe. L’altra sera io c’ero e perciò parlo per quello che  ho visto. Ho visto una comunità unità, felice di ritrovarsi e salutarsi, farsi  gli auguri e fare due chiacchiere: capirai, hai visto mai che la gente del paese  non si ritrova volentieri in qualche posto pe fa due chiacchiere, vede i bimbi  nuovi nati, racconta dell’ultimo che se n’è andato, si è avviato prima di noi…..

 

E poi i bimbi che corrono, vociano, sudano, si divertono, anche più delle altre volte perché stasera passa la Befana – anche se i più non sanno nemmeno chi è,  di sicuro la conoscono meno di Babbo Natale – ma perlomeno stasera i genitori  rompano meno ed è come se fossero in una specie di libera uscita, possano  gridare e correre più forte delle altre volte, tanto i genitori o i nonni è difficile che stasera gli dicano state fermi, state boni, un vi movete! Stasera  possano fa il casino che vogliono: è la Befana!

 

Le donne cuciniere, veri angeli  custodi di tutto il paese mangereccio, hanno sfoderato il loro apprezzato e  collaudato menu dei nostri sapori, tra penne, salumi, e dolci, nemmeno al  ristorante te lo danno con tanto amore e reuscita! È veramente un piacere mangiare le cose cucinate con amore da chi ti vuole bene. Da bere era cosi e  cosa, ma quando il clima è bono, tutto è bono. Il locale era come prevedibile  pieno al punto giusto, cioè bello pieno, ma insomma si riusciva a movessi e a  respira. I bimbi un po’ meno, ma insomma, con un po’ di spinte si cercava di fagli spazio.

 

Poi finalmente preceduta da berci e annunci incomprensibili, è stata annunciato l’arrivo della Befana. Musiche e canti sommersi da  comprensibili vocii hanno reso praticamente incomprensibili musica e parole dei  musicanti, ma tanto c’era la Befana! Va detto che quest’anno anche la vecchiona  (si perché da noi non arriva la vecchietta, ma la vecchiona, una donnona vicino al metro e ottanta, con certe braccia e certe mani che fanno invidia a tanti giovinetti di oggigiorno: di sicuro io non ci vorrei mai letica, se ti da uno  manrovescio la nostra Befanona ti manda sparato all’ospedale senza bisogno  dell’ambulanza!) era molto più garbata di quest’altranni, non che fosse una  damerina, ma di certo meno sguaiata e scorretta dell’altra, un sembrava manco la  stessa: io ho pensato, magari è la su sorella! Anche il Befano m’è parso un po’  più domo, o forse è solo un po’ più rimbecillito dalla vecchiaia: se capita a me  capiterà a anche a lui ho pensato.

 

A questo punto la scena si è ripetuta come  gli altri anni. I bimbi li davanti a cerca di vede questi du giganti neri dalla

faccia inguardabile, nell’assordante vocio generale, avranno pensato: ma sti du  cosi chi so? Chi ce l’ha mandati? Di quale serie televisiva fanno parte? Su  quale canale TV li danno sti du bischeri? Io alla televisione brutti cos’ un  l’ho mai visti! Boh! Vediamo un po’ se almeno e ci’hanno qualche potere  speciale, tipo POWER RANGERS o i GORMITI………. Insomma se ne stanno li buoni buoni, seduti per terra dove sapientemente li hanno fatti accucciare i grandi che invece buoni buoni non lo sono mai per antonomasia, infatti spingono,  pressano, soffocano all’inverosimile questi esserini che probabilmente  cominciano a pentissi di esse stati trascinati in questa caotica avventura……….

 

A  sto punto un si sa bene cosa dovrebbe succede, anche perché il regista ormai preso dall’enfasi del momento ha lasciato momentaneamente la guida della serata  e sta facendo fotoricordo dell’avvenimento. Poi come folgorato da precisi ordini  con la voce e con inequivocabili segni d’intesa e comincia una scena che dire  divertente forse non rende bene l’idea. Insomma si sparge la voce che la Befana  si sente male e ci vole l’Ambulanza. Io ero li e ho visto bene tutto.

 

La Befanona s’alza e viene guidata un po’ più in la della vomitata che opportunamente un innocente ma sincero bimbo aveva davanti a lei offerto,  certamente non per divertimento suo, probabilmente per suo irrefrenabile  sentimento! Insomma la Befanona fa un due o tre metri e po’ viene messa a terra  in malo modo perché un si decideva a sentissi male: capirai con quel popo’ di fisico! È più facile che ci s’ammali noi che lei! Una volta a terra la poverina  un sapeva più che fa: io le ero vicino e in uno scambio di sguardi sembrava  volemmi di: e ora che c..o devo fa? Arrivano du’ inservienti vestiti di bianco e  un autista della vera ambulanza con il solito siringone pe’ fagli un si sa bene  quale tipo di intervento. Ma credo che nessuno ci facci caso.

 

Ognuno o bercia, o ride o fa le fotografie-ricordo. O cureggia nel caos generale. Qualcuno la  prende sul serio e va da Filadelfi a sbecerà che la Befanona s’è sentita male e un sanno che fa! Gli unici che se la scampano so i bimbi doverosamente e  fortunatamente abbandonati la per terra, no anzi spostati, visto il ricordino che il loro sfacciato ma sincero collega aveva lasciato per terra. Dopo questo spostamento che viste le circostanze e il caos è risultato essere assai fortunato, nel senso senza incidenti, ne troppi pestoni o tentennamenti. Penso parecchio anche grazie alla pressione costante e compatta dei “grandi” che non  si spostavano un millimetro dai bimbi, per cui stando stretti come sardine in scatola, era veramente difficile di casca! Anch’io devo di ero li a fa la mi parte. Ma vigliaccamente mi ero messo dietro la Befanona che anche da sede mi  copriva mezzo, e facevo le foto ai bimbi spauriti, ai grandi tutti sorridenti, e  a quelli più lontano che un vedevano una cicca.

 

Poi a un certo punto i mi nipotini che avevano già ricevuto il loro pacco dalla Befanona, decidono che è meglio anda’ a gioca a casa con gli ultimi regali appena ricevuti. E poi devono anda a letto presto perché deve passa anche la Befana da casa loro e il su nonno gli ha detto che se lei vede i bimbi sempre in piedi, lei tira di lungo e non si ferma a lascia i regali nella calza! Questa gliel’ho ricordata io, perché loro  tutti presi dalla confusione probabilmente già se n’erano scordati. E così siamo andati a casa e abbiamo preparato la casa per l’arrivo della Befana casereccia.

 

Giacomo, ormai un piccolo genio dell’ospitalità, di sua iniziativa aveva già  ritagliato la mattina, con immensa gioia della su mamma, decine di freccine di  carta verde che poi aveva opportunamente appiccicato co la colla per terra, onde  indicare alla Befana quale tracciato doveva segui pe trova generi di conforto  per lei, per il suo ciuchino e dove avrebbe potuto (e dovuto) lasciare i doni per lui e pel su fratello. Tanto pe’ la cronaca i generi di conforto pe’ la  vecchina che io avevo originariamente indicato in una fascinetta di scopo pe’ fassi foco e scaldassi e una fascinetta d’erba pel su ciuchino, s’erano poi dovuti cambia in un paio di tubi con Patatine Chips, uno con quelle al formaggio e uno un me lo ricordo, e pel foco un se n’è fatto di niente perché lui ha detto che tanto in casa c’era il riscaldamento si poteva ferma du’ minutini davanti alla stufa a riscaldassi e poi riparti. Il su fratello Emanuele ha detto che se l’ha detto Giacomo è segno che andava bene così. E allora siamo andati tutti a letto nell’attesa della mattina pe vede che regali aveva portato la Befana.

 

A quel punto a letto ho ripensato un po’ a tutta questa storia e mi so accorto che la Befana la stavo pensando solo io. I bimbi avevano già ricevuto quattro TIR di regali pe Natale, poi il ritocco dalla Befanona, senza conta che durante l’anno a ogni compleanno di uno bisogna fa il regalo anche a quell’altro pe’ un fa discussioni, poi quando fa il compleanno il nonno invece di fa il regalo solo a  lui si fa anche ai nipoti, così so più contenti…………… È un’inflazione di regali!

E poi ci si meraviglia se non le rimettano tutti a posto! Ma ci vorrebbe un battaglione della protezione civile pe rimette tutto a posto dopo un paio di orette di gioco, come si fa a pretenderlo da du creature? Figuriamoci se questi si emozionano pe’  ‘na Befanona che apparentemente come figura con i POWER RANGERS  così colorati, veloci e disponibili tutti i giorni……..non c’è confronto. Meglio  quelli della televisione.

 

E allora? Allora io penso che tanto vale ritorna all’antico, alle vecchie usanze, alla Befana che vien di notte, con le scarpe tutte rotte………ma soprattutto che non si vede. Una Befana da raccontare e da far  immaginare ai nostri ragazzi, come per esempio l’ho sempre immaginata io fino alla  giusta età. Che vantaggio c’è a vederla li in mezzo a quella bolgia pe’ ricevere l’ennesimo regalo fatto come ripieno perché tanto i regali veri l’hanno già ricevuti? La mia, la nostra Befana, era una Befana raccontata, mai vista, che t’entrava in testa a forza di discorsi dei genitori, dei nonni, dei parenti. E  li a fantasticare con che veniva, col ciuchino, no, poi con la scopa…ma come  faceva? Volava? E come faceva a vola? Con una scopa? Ma, sembrava tutto così  strano.

 

Però poi la gioia di un fucilino co i fulminanti o una pistola di plastica arancione trasparente pe’ vede la pompetta che spruzzava l’acqua ripagava tutti i dubbi e i perché. E fino all’anno dopo s’era li ad aspetta e  fantastica’ su questa vecchietta che doveva accontenta tutti. Poi venne fori che  ognuno ci aveva la sua. Primo perché sennò un poteva arriva in una notte sola in tutto il mondo. Poi quando si scopri che non era uguale pe tutti: a qualcuno gli portava i regali più belli e più costosi, a qualcuno meno belli e meno costosi.

Ed era già una piccola lezione di vita, a voglia a di. Insomma, come pe tante altre cose, parecchio si lavorava di fantasia. Con meno si vedeva e più si  doveva immagina. Sia noi che chi ci doveva tirà su. Ma un mi pare che le cose  andassero poi tanto peggio, in questo senso.

 

All’immaginazione non c’è limite,  per cui uno poteva pensa e sogna fino dove gli arrivava la fantasia. Se invece  guardi le cose materiali sei costretto a vede per quello che è non per quello  che vedi. Forse è anche per questo che ho fatto un forte paragone col mio amico  Roberto, vera anima di queste lodevoli cose, e con il quale mi sfogo di queste  mie amarezze. Lui la pensa in maniera assai diversa, quasi all’opposto, ma ci si  capisce e ci si compatisce a vicenda!

 

È in virtù di quest’amicizia che gli ho sparato questa cattiveria: la differenza che c’è tra la Befana di una volta, quella mia immaginata e la Befanona di oggi è la stessa differenza che c’è tra  l’erotismo e la pornografia. E qui ho rischiato veramente di rovina la nostra  amicizia. Ma solo pe’ un momento perché dopo ave scrollato il su lungo collo da  giraffone, inarcato le ciglione e fatto due o tre smorfie alla fine m’ha detto: te sei sempre il solito esagerato. E li ho capito che l’avevo scampata anche questa volta, e me l’aveva perdonata.  

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