La Rassegna di Montereggio

Riflessioni sulla Rassegna Interregionale del Cantamaggio

                                                     LA RASSEGNA DI MONTEREGGIO

Ecco alcune riflessioni sulla Rassegna Interregionale del Cantamaggio che abbiamo seguito in quasi tutte le sue edizioni.

In sei anni la manifestazione ha visto sempre una notevole partecipazione di pubblico, a volte ben oltre le aspettative, ha sviluppato un interesse crescente e ha coinvolto tantissimi gruppi di maggianti.

Se quando è stata ideata dai promotori uno degli intenti era quello di verificare la presenza e la diffusione del Cantamaggio nelle aree Ligure-Tosco-Emiliane, sicuramente l’obbiettivo è stato ampiamente raggiunto e ha coinvolto anche altre regioni.

In diverse località il Maggio si è sempre cantato, salvo brevi interruzioni, in altre è stato ripreso e molto probabilmente altre si accingono a farlo sull’onda del successo e dell’interesse della Rassegna.

Certo non tutti i gruppi sono “genuini”, ma non si tratta di fare classifiche o di dare patenti di “originalità”, ma piuttosto di capire come questa crescita esponenziale rischi di modificare, o in parte abbia già modificato, l’idea originaria.

Certo manifestazioni di elite che coinvolgono un numero ristretto di appassionati o studiosi non hanno senso, basterebbe un convegno. Dall’altra parte una massificazione generalizzata porta al prevalere di altri elementi rispetto a quello principale. Si rischia, a nostro avviso, di riprodurre la Sagra di paese mentre il rituale (il canto del Maggio) è una cosa diversa, più interessante e culturalmente più valida rispetto alla Festa della Castagna, del Fungo e via dicendo.

Si tratta allora di trovare un equilibrio tra proposta culturale valida e una partecipazione a dimensione accettabile il più possibile consapevole di quello che si va a vedere, fermo restando che la componente aggregativi, di incontro e anche di divertimento è fondamentale per la riuscita della Rassegna.

Già la suddivisione in due giornate ci sembra una cosa da continuare e potenziare, non solo un incontro serale, ma magari anche degli aperitivi canori o musicali.

L’idea che ci viene in mente e che esponiamo è quella di una Rassegna del maggio annuale e che veda una singola regione, o due al massimo, “ospite” della manifestazione.

Inoltre, dato che Montereggio è la patria dei librai, si potrebbe abbinare una presentazione di libri riguardanti le tradizioni popolari della stessa regione e area geografica e anche una presenza di dischi di musica popolare sempre legate alla regione ospite.

Questo certo potrebbe creare diversi problemi logistici e di accoglienza per i gruppi partecipanti oltre a creare un notevole lavoro di ricerca di realtà dove il Canto del maggio è presente.

Si tratta di cercare quei gruppi spontanei che “effettivamente” cantano il maggio senza intenti di attrazione turistica o altro, andando a contattare quei ricercatori che operano seriamente sul territorio e che possono collaborare alla riuscita della manifestazione.

Lasciare quindi che la Rassegna così come è oggi vada avanti di moto proprio visto la gara ad ospitarla con cui diversi comuni si contendono l’organizzazione e per Montereggio invece, una nuova prospettiva che permetta di conoscere altre realtà, anche geograficamente più lontane, ma viste nelle loro “totalità” e in modo più omogeneo.

Questo a nostro avviso potrebbe permettere un approccio più motivato o una curiosità a conoscere nuove forme di ritualità che dovrebbero garantire comunque una buona partecipazione di pubblico forse più attento e motivato e mettere a disposizione di Montereggio quella qualità di offerta culturale che la caratterizza.

Un discorso analogo si potrebbe fare in prospettiva anche per aree geografiche limitrofe all’Italia, pensiamo Francia, Svizzera, Austria, Slovenia dove si potrebbe verificare quali ritualità legate alla primavera sono ancora praticate.

Questo nostro suggerimento è tutto da verificare nella sua fattibilità, però pensiamo sia un utile contributo per qualificare Montereggio in modo diverso e per uscire dalla strada imboccata che tende a portare allo svuotamento dei contenuti di partenza.

                                                                               Tiziana e Claudio

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