L’angolo del libro

ANGOLO DEL LIBRO

 di Corrado Barontini

 

 

Se dovessi dare un titolo alle mie parole di oggi userei questo: “Preferisco la primavera!”.

Sapete, qui fa un po’ freddo… ma non batto i denti, batto invece sulla tastiera del computer queste cosette per La Sentinella che me le ospita.  Si tratta di alcuni libri… scelti fra quelli pubblicati recentemente che sono sicuramente tanti perché in Maremma l’editoria è cresciuta e perché c’è tanta gente che scrive. Ma prima di cominciare fatemi dire alcune cose a cui tengo, anche se sono tristi: a febbraio del 2008 se n’è andato Eugenio Bargagli, il Cantastorie di Maremma che tante volte ci ha  fatto compagnia con i suoi canti e con la sua fisarmonica proprio a Braccagni. È un’assenza che si fa sentire. 

Un altro lutto nel mondo della cultura da segnalare è la morte dello scrittore Alfio Cavoli di Manciano; di lui segnalerò qualche libro; intendo però sottolineare il vuoto che lascia questo personaggio che nella vita ha scritto tantissime cose sulla Maremma diventando lo scrittore più significativo di questo territorio.

Infine voglio ricordare che il 16 di gennaio 2009 ricorrono venti anni dalla morte di Morbello Vergari (lo scrittore popolare, il poeta contadino, ma per me l’amico…); a parte le iniziative già programmate dalla Pro Loco di Roselle e dalle scuole elementari di quel paese per ricordarlo, ci sono in arrivo alcune ristampe di suoi libri. Uno sarà “Versacci e discorsucci” il libro di poesie con il quale Morbello vinse nel 1964 il I° premio città di Torino, l’altro “Canti popolari in Maremma”l.

Ed ora fiato alle parole. Anche per questo numero si tratta di segnalare qualche libro che parla di tradizioni e di cose maremmane. Naturalmente il primo da considerare appartiene a Braccagni.

 

Delle erbe e della magia – Cure e rimedi nel sapere popolare” di Maurilio Boni, Daniele Lamioni, Fabio Dei, Nicoletta Basili, Chiara Romano. Ed. Effigi Arcidosso, Euro 15,00

 

Questo libro, che reca una introduzione dell’antropologo Tullio Seppilli, nasce da una mostra di diversi anni fa realizzata a Braccagni, riproposta poi a Grosseto. La ricerca portata avanti con testardaggine dal gruppo Galli Silvestro, ma in particolare da Maurilio e da Daniele, è finalmente inserita  in un libro che rende onore al lavoro fatto.

Dentro a questo volume si trovano notizie sulle usanze misteriose e segrete del mondo contadino, sulle cure “selvatiche” (oggi considerate alternative), ci troviamo inoltre il racconto  delle credenze e delle superstizioni che hanno influenzato la vita di tante persone.

Il mondo di una volta fatto di regole non scritte si affidava alla memoria tramandata  che nella nostra epoca ha finito per affievolirsi ed “È  per questo che (scrive Seppilli nell’introduzione) ogni serio lavoro di rilevazione di pratiche erboristiche o ‘magiche’[…] rappresenta oggi un contributo prezioso e un apporto insostituibile alla ricostruzione di un grande affresco conoscitivo e operativo”. Cose dimenticate o ritenute inutili vengono riprese e fissate in questo libro che descrive i comportamenti e le tradizioni tramandate per far fronte alle malattie. 

Il testo si divide in due parti. La prima comprende ricette, rimedi, consigli , ma anche piccoli racconti , e si rifà ai saperi popolari. La seconda parte invece (curata da F. Dei, N. Basili, C. Romano) riporta la sintesi di un ulteriore approfondimento realizzato nel 2003 (in collaborazione con  Maurilio Boni) che ha collaborato per realizzare un ulteriore sondaggio documentato con interviste a pazienti e guaritori.

Il libro, arricchito dalle piacevoli illustrazioni Massimiliano Longo, stimola la lettura, incuriosisce offrendo uno spaccato del passato che si fa attualità, vita di relazione, necessità di sapere. Scrive Piergiorgio Zotti: “Troverete le ricette, le usanze, i dubbi e l’ironia di un mondo attraversato da una profonda crisi. Riconoscerete le storie gentili della nostra infanzia, incontrerete gli esseri oscuri che abitano negli abissi della terra e dell’anima”. Buona lettura!

 

Marcella Natucci Maraccini “Vecchia Maremma – esperienze di vita vissuta” ed. Innocenti Euro 8,00

 

Di questa autrice avevo parlato qualche anno fa su La Sentinella a proposito di un suo libro :  “Gaspara Stampa, un amore” un libro che raccontava la storia di una poetessa veneta del ‘500.

Pur essendo nata nel livornese, Marcella Natucci si considera maremmana e ce lo dimostra con questo piacevole libro con il quale racconta la propria Maremma conosciuta cinquant’anni fa.  Si tratta di una serie di tasselli letterari che ci portano ad assaporare “Paesi e gente di Maremma” scritti con disinvoltura senza ricercatezze, con l’unico scopo di fissare qualche impressione o qualche storia. “Ricordo ancora l’effetto che mi fece Pitigliano quando venendo da Grosseto, alla curva della Madonna delle Grazie, mi apparve improvvisamente in tutto il suo splendore…” Poi Sorano “altro incontro da fiaba…”. In questo libricino l’autrice ci guida con sensibilità in un mondo di ricordi  toccando i vizi e le virtù dei luoghi più interni della nostra provincia e della gente che ci viveva. “Mi si affacciano alla mente tutti: il ricco, l’avaro, Andrea l’attacchino, il “Frate”, la Zi’ Pe’ e tanti altri di cui parlerò…” E con la sua penna Marcella appassiona il lettore descrivendo personaggi e famiglie del luogo con le loro storie che si mescolano con la vita dell’autrice e con la professione di medico condotto del marito, Mirto Marraccini. I racconti vanno dietro alla professione del marito toccando altri luoghi maremmani come Caldana  e l’Uccellina. Il libro si chiude infatti  con una nota sulla festa di Caldana- Grilli fatta per raccogliere fondi per comprare un’ambulanza. In questo racconto Marcella mette in risalto  la vita di quella comunità. Questa, che  è una seconda edizione, si legge d’un fiato e chi non ce l’ha dovrebbe procurarsela.

 

OUIDA  Marie Louise de la Ramée “In Maremma” ed Semper editrice Firenze Euro 23,00

L’autrice di questo romanzo ottocentesco di 620 pagine era inglese (1839 – 1908 in arte Ouida) e la prima edizione del 1882 apparve in lingua inglese tradotta poi in italiano e pubblicata nel 1896. Ci sembra interessante una sua segnalazione sia per il titolo sia per le atmosfere che consentono di riconoscerci una maremma ancora “maledetta” per chi l’abitava e per gli stessi  visitatori.

Marie Louise de la Ramée costruisce un racconto affascinante utilizzando fonti della letteratura di viaggio, con la suggestione dei ritrovamenti archeologici di ruderi etruschi, che nell’800 appassionarono molti ricercatori. L’intreccio letterario narra delle avventure di una eroina che conduce la propria vita al riparo dai viventi, in comunicazione con  il mondo dell’oltretomba. Vari uomini cercano di conquistarla senza successo fino a quando la fanciulla soccombe al mondo delle passioni.

Il nome di questa autrice, che si stabilì in Toscana sin dal 1871( morta a Viareggio nel 1908), oggi è perlopiù dimenticato. Ci voleva il coraggio di un editore come Paolo Casini, che ama la Maremma, e l’appassionata introduzione di Margherita Ciacci che ce lo presenta inquadrandone il periodo storico e gli ambienti che fanno da sfondo a questo “romanzo a sensazione” per consentire di conoscere i gusti e gli interessi letterari di nuove categorie sociali di fine ‘800 contraddistinti dalla cultura vittoriana.

Il volume ha poi una bella copertina illustrata con un particolare di un quadro di Pietro Barucci (1845– 1917) “Tramonto della Bassa Maremma” che io non conoscevo.

 

Alfio Cavoli ha spesso apprezzato la “Sentinella” lodando l’entusiasmo del Gruppo di Braccagni. Fra i tanti volumi pubblicati dallo scrittore di Manciano alcuni sono usciti poco prima della sua scomparsa. Ne segnalerò tre iniziando da “La bella donna di Sovana – Storia di Margherita Aldobrandeschi e dei suoi cinque mariti” Ed Effigi, Arcidosso, Euro 10,00

 

Margherita  Aldobrandeschi vissuta nella Maremma del Due-Trecento, ha affascinato Cavoli per il suo carattere e per gli eventi che l’avevano riguardata. Per salvare i propri averi questa donna dal carattere controverso aveva commesso una serie di errori matrimoniali “sostanzialmente catastrofici per lei e per il suo feudo”.

Questo volume documentato e ricco di spunti consente ad Alfio di ricostruire “il percorso esistenziale di Margherita fino al suo sessantesimo anno d’età, dopodiché – dice l’autore – ci siamo dovuti arrendere all’evidenza riscontrata da fior di studiosi…” fra questi cita l’opera di Gaspero Ciacci sugli “Aldobrandeschi nella storia e nella Divina Commedia”.

Il ritratto che Cavoli fa di Margherita Aldobrandeschi delinea una donna forte, pronta a rimettersi in gioco pur di difendere il feudo più vasto della Maremma lasciatole in eredità troppo presto dal padre Idebrandino il Rosso. Nella sua vita Margherita andrà in sposa  anche a Nello Pannocchieschi ma in questo libro “nessun riferimento sarà fatto alla supposta vicenda  con Pia dei Tolomei, perché una Pia con questo cognome non è mai stata trovata dagli studiosi a Siena al tempo dell’Alighieri: e con questo cognome acquistato Nello la sposò –sì- una Pia, ma si trattava di Pia Guastelloni, vedova di Baldo Tolomei, la quale era sempre viva nel 1318, tre anni prima della morte di Dante, e quando il Purgatorio era già stato ultimato…” anche da questo ragionamento portato in “Prefazione” si capisce come l’autore si sia affidato alla certezza dei documenti separando la storia dalla leggenda.

 

Maremma d’altri tempi – Viaggio fra gli eventi, le condizioni sociali, i personaggi di una terra amara, dal Medioevo al Novecento” Ed Effigi, Arcidosso, Euro 12,00

 

L’autore in questo suo libro realizza una ottantina di racconti dove parla di episodi e personaggi presentandoli con la sua prosa incantata e sempre venata di notizie e curiosità.

La Maremma è stata segnata da miseria e nobiltà, da personaggi eroici e da semplici lavoratori, da documenti e da reperti d’archeologia. Cavoli sa tracciare un percorso dove trovano posto i più antichi manoscritti come il Frammento di Travale del 1158 nel quale si riconoscono i primi elementi volgari della lingua italiana o le notizie tratte da documenti d’archivio su fatti importanti: liti, battaglie, congiure, santi, briganti, poeti, pittori, musicisti… esperimenti legati al lavoro della terra e così via. Su su ci fa attraversare i secoli descrivendo, ad esempio nel  ‘700,  una “Maremma davvero amara, che vedeva gran parte della sua popolazione di Grosseto e di Follonica chiudere uffici e fabbriche, sprangare porte e finestre delle case e scappare dalla mortifera terra litoranea e sub collinare…” per far posto ai “poveri diavoli provenienti dal pistoiese, dal Casentino, dal Modenese e perfino  dalla Corsica, con la consapevolezza che molto probabilmente non sarebbero più tornati ai loro paesi, dalle loro mogli, dai loro figlioletti”.

Questo viaggio ci ricorda i racconti fatti in vegliatura da abili narratori, solo che in quel caso la storia si mescolava con le leggende, qui invece Alfio riporta molti episodi affidandosi ai documenti e quindi restituendoci un racconto ricco di riferimenti storici e di considerazioni che fanno percepire la maestria narrativa con la quale questo scrittore ha saputo valorizzare molte cose maremmane. La provincia di Grosseto son certo che lo ricorderà proprio per i suoi libri.

 

Storie e leggende della Toscana – cento gustosi episodi fra realtà e fantasia popolare” ed. Laurum, Pitigliano. Euro 13,00

 

Questa raccolta di storie di aneddoti e leggende tiene conto dell’intera Toscana. Numerose fonti sono confluite nel libro che, come dichiara Cavoli presentandolo, “è estraneo a qualsiasi finalità scientifica nel campo delle tradizioni popolari”. L’intenzione è quella di “interessare, divertire, suscitare curiosità permetter qualche pausa di piacevole distensiva lettura”. Un libro scritto con una prosa scorrevole che agevola la lettura rendendola davvero “distensiva”. Anche in questi racconti l’autore non si piega alla banalità delle storie, anzi tratta gli argomenti leggendari, con il solito scrupolo e con la severità di chi usa la scrittura per comunicare qualcosa che va oltre le parole.

Gli aneddoti e le tante storielle formano delle pause rispetto al contenuto più vario delle leggende. “D’altronde – afferma Cavoli – i volumi di questo genere hanno il vantaggio di poter essere letti cominciando dall’inizio o dalla fine e perfino da qualsiasi pagina”. E questo consiglio è risultato efficace  anche per me per potermi godere questi “cento gustosi episodi”. La copertina, così come alcune pagine interne al libro, sono illustrate dal pittore Dino Petri. 

Non resta che consigliarlo a chi ancora non l’ha comprato e a quelli che intendono fare un regalo piacevole.

 

 “Mi consenta, direbbe qualcuno strusciando la esse, “avrei un altro libro da segnalare”… si tratta del volume: “VIII Zona da Grancia al Poderone – briciole di storia e tradizioni” una preziosa edizione a cura di Mario Innocenti edita dall’editrice Innocenti di Grosseto,  Euro 50,00 

 

Sponsorizzato dal Comitato dell’VIII° Zona, ma anche dalla Trattoria del Poderone di Montiano, condotta da Carla Biagi, è stato presentato in occasione dell’appuntamento dei Maggi a Grancia 2008. Questo volume è una edizione preziosa, di grande formato, che riprende la precedente (uscita due anni fa) arricchita però da ulteriori immagini e argomenti. Si tratta di un percorso fra poderi e colline che attraversano un’area vasta della campagna intorno a Grosseto, un tempo conosciuta come Ottava zona.

Il paesaggio delle colline che salgono da Grancia fino al Poderone si sono trasformate lentamente assumendo l’aspetto attuale fatto di coltivi di viti (con i recenti impianti di Morellino), di uliveti e campi da semina. Ma prima di diventare terreno coltivabile c’erano le macchie come quelle di Monte Bottigli che testimonino ancora la naturale bellezza di questa campagna. I pastori, i carbonai e i tagliatori sono coloro che hanno dovuto sostenere una lunga lotta per trasformare un ambiente spesso ostile rendendolo accogliente ed ospitale. Il libro, rispetto alla prima edizione, ha raccolto ulteriori  interventi fra cui quelli di Corrado Barontini, Moreno Vichi, Edo Bartolucci e Valentino Simoncelli e moltissime immagini che disegnano il formarsi di una comunità legata alla pastorizia, al taglio del bosco, all’attività dei carbonai, ai lavori stagionali ed agli intrecci con le tradizioni culturali che sono divenute il punto di riferimento di quei valori inalienabili per l’identità dell’intera Maremma. In questa campagna era molto coltivata la poesia a braccio e nel libro si trovano diversi riferimenti ai fratelli Elidio e Francesco Benelli della campagna di Magliano in Toscana che hanno continuato l’ottava rima improvvisata così come l’hanno imparata dagli zii Argillano e Assallonne Benelli (poeti nati nell’800).

Nel libro non poteva mancare il riferimento al drammatico episodio degli undici martiri d’Istia che vennero uccisi proprio in questa zona, a Maiano Lavacchio, il 22 Marzo del 1944. Sul luogo dell’eccidio una chiesetta ed un monumento ricorda il terribile avvenimento.

Un’altra “Chiesina” costruita nel 1929 in località Cerri Alti  segna una linea di demarcazione fra i comuni di Magliano e di Grosseto rappresentando un punto d’unione fra la campagna di Grancia e Poggio la Mozza con quella degli Andrei, dei Benelli, dei Biagi sino al Poderone.

Tutto questo ed altro ancora sarà possibile rintracciare attraverso le immagini, i testi e qualche didascalia che il libro ci offre facendoci conoscere qualche microstoria e tante famiglie venute ad abitare in questa campagna che, nonostante l’isolamento e le difficoltà economiche, ha saputo far tesoro di un senso diffuso di ospitalità e di tolleranza che fa onore ai vecchi pionieri della Maremma.

 

Delle Erbe e della Magia

Molte le presentazioni del libro curato da Maurilio Boni e Daniele Lamioni. Il 12

 Giugno 2008 alla Chiesa dei Bigi a Grosseto alla presenza non solo degli autori, ma anche di coloro che il progetto lo hanno seguito fin dall’inizio con entusiasmo, come Valerio Fusi, Piergiorgio Zotti, Edo Galli. Anche a Via Cava a Roselle  si è parlato di erbe con l’intervento dell’assessore Matergi, mentre il 6 agosto 2008 il libro è stato oggetto, a Marina di Grosseto, di un appuntamento con “Gusta la notizia”, il giornale parlato di Paolo Pisani. Il 29 novembre gli autori hanno partecipato alla presentazione del libro a Sorano, presso la cantina “L’Ottava Rima”.

Ecco una testimonianza tratta dal libro: “Il Malocchio – Siamo pochi quelli boni a segnà la sorte e ancora meno quelli boni a segnà ‘l foco di Sant’Antonio. Chi riesce non è perché l’ha imparato dai conoscenti o perché in famiglia si tramandavano questa virtù, ma perché è una persona scelta dalla sorte. Infatti bisogna esse nati in un preciso mese, in un preciso giorno e in una precisa ora…”

 

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