Ricordo di Melfo

Ricordo di Federico Zacchini di Vallerotana (anni 72); il funerale c’è stato il 15 luglio 2008

MELFO

 

Ho conosciuto Melfo pochi anni fa, prima ne avevo solo sentito parlare come pietra di paragone (Melfo  avrebbe detto questo…, Melfo avrebbe fatto così…, ti ricordi quella volta che Melfo…, ecc…) in situazioni caratteristiche come ricorrenze o particolari attività agricole.

Mi rimase subito simpatico con quei baffi e lo sguardo furbetto di chi ha già capito tutto e si diverte a fare finta di non sapere niente, così lo misi ai primi posti della mia lista di persone ad hoc conosciute ( alcuni professori di scuola, Assunto Fregoli, Giotto, ecc…), ogni tanto ci si trovava e si discuteva dei Massimi Sistemi, di agricoltura e dei tempi passati, quando fare il contadino era proprio una fatica ma la voglia di farsi una famiglia e poi “farla andare avanti” rendeva tutto più leggero.

Mi raccontava delle sue vicissitudini con la salute senza farle pesare troppo facendomi capire che la sua vita era già tracciata da tempo e quindi tutto ciò che veniva era “ a gratis” e non c’era da farla tanto lunga.

Da lui ho ricevuto uno dei migliori apprezzamenti che mi abbiano mai fatto (sono pochi per la verità); tempo fa aveva bisogno di fare lo squadro del campo dove voleva impiantare la vigna nuova e non so come era venuto a sapere che per parenti e amici, lo faccio volentieri e quindi mi chiese di dargli una mano.

Alla fine della giornata, con lo squadro fatto, in fondo al campo in leggero declivio guardando le paline tutte in fila mi disse: “O bravo Roberto, con una rotella metrica e tre canne hai fatto quello che i geometri fanno con un monte di diavolerie e delle volte ‘un gli torna, bene, dirò ad Armida di farti doppia porzione di tortelli!”.

Ciao Melfo, spero che dove sei ora ti abbiano dato un bel trattore da scorrazzare qua e là.

                                                                                            Roberto Spadi

A Roberto Spadi… il mio ricordo di Melfo

Per ovvi motivi conoscevo Melfo molto più di te, se non altro per una questione di età………..

Conoscevo tutta la famiglia perché abitavano originariamente agli Acquisti, e quindi il su babbo Alvaro, la su mamma, il su fratello Vittorio, le su sorelle Nadia ed Emma…………….

Ai tempi quando la carne di animali da cortile non si comprava al macello ma direttamente dal produttore, dal contadino insomma, l’agnello che si mangiava qualche volta all’anno si pigliava da Alvaro Zacchini.

Il più delle volte era in scambio di qualche lavoro extra che il mi babbo gli faceva, poteva essere un cancello, la riparazione di qualche attrezzo agricolo, o vo sape’ che cosa!

C’è sempre stato un bel rapporto tra la mi famiglia e quella degli Zacchini, anche perché col mi babbo ci andavano d’accordo tutti.

Poi sai, la mi mamma era originaria del Calvello, della famiglia Pastorelli, il mi zi’ Erpidio, il mi zi’ Orazio il “Sindaco”, vivo e vegeto tuttora a Braccagni, e forse anche per questo c’era una certa solidarietà di “casta”.

Anche il su fratello Vittorio era un bravo ragazzo e alla mano, ma certo Melfo, come l’hai ben descritto te, era anche più alla mano e simpatico, con quegli occhietti e baffetti birbi, sempre pronto ad una battuta, sempre misurato e saggio.

Sempre pronto a parlatti dopo dieci anni che un ci si vedeva come se fosse stato il giorno prima

belle persone queste, che il tempo non cancella nel ricordo, anzi col tempo, come il vino bono, possono solo migliorare.

Poi come capita spesso, nell’annuncio funerario vai a scoprire che Melfo unn’era il vero noma, ma un’altro che manco mi ricordo……….fa ‘un tubo, per me rimane sempre Melfo dello Zacchini!

 

                                                                                                                                 Roberto Tonini

 

 

 

 

 

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