I nostri campioni

Adriano Meacci

Adriano Meacci

Edo Ciardi

Edo Ciardi

                                                      Lo sportivo più rappresentativo della nostra zona: abbiamo fatto un mini sondaggio per capire quale atleta  del nostro compresorio avesse raggiunto il maggiore successo nel proprio campo; ossia chi è  arrivato più in “alto” ed il cui ricordo è ancora vivo nella nostra mente.

Questo è il risultato (provvisorio).

In ordine alfabetico:

* Cerretani, Mauro, calciatore;
* Colomba Franco, calciatore;
* Dottarelli Moreno, calciatore;
* Giannini Andrea, astista;
* Meacci Adriano, calciatore;
* Parri Kety, pattinatrice;
* Renzetti Alessandro, calciatore.
* Rigoli David, giocatore di baseball.

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RSSNumero commenti (31)

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  1. Sarchiapone ha detto:

    con questi nomi tutti tutti un ne conosco, ma se ci mettete il GARALLINO, il FRITZ,ERCOLINO(detto anche CARIBU’), e così via, la cosa dienta più comprensibile………

  2. Roberto Spadi ha detto:

    Ho un bel ricordo del Meacci che da ragazzino, avrà avuto 14/15 anni, secco come un chiodo, tutto denti, gioocò con noi della “rappresentativa delle Versegge” una partita amichevole pre-campionato con il Bologna di Nanni, che era in ritiro a Scansano.
    Io non lo conoscevo, lo portò Guerrino Ciofani, che davanti alle mie perplessità (‘un c’aveva l’età) mi disse: “tranquillo, questo sà giocà per davvero…”
    Infatti a fine partita, una decina di reti a tre, mi senbra, proprio l’allenatore volle sapere vita morte e miracoli di quel ragazzino che ne aveva segnate un paio, e Pelè (Il Capitano…) :” so una sega, è la prima volta che lo vedo!”

  3. Nello ha detto:

    Escluderei Colomba in quanto al limite è grossetano, il su’ babbo era carabiniere qui e poi, a detta sua, dall’età di cinque anni è andato a Bologna.
    Degli altri due su tutti: Andrea Giannini (sarebbe bene dire che è figlio di Diva Chelini, non sono molti a saperlo) e David Rigoli che nei rispettivi sport hanno raggiunto la nazionale con esiti molto positivi: Andrea con la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo e David anche il campionato professionistico americano.

  4. bartali ha detto:

    DU QUESTIONI:

    PRIMA: ma si deve vola solo in alto in che cosa? Cosa significa “più rappresentativo della nostra zona”?

    che arrivato più in alto? Non credo, perché forse la classifica è già belle e fatta, o comunque sono
    dati oggettivi e non si discutono, quindi non ha senso fare un sondaggio, serve solo leggere le classifiche di dove sono arrivati i vari atleti

    oppure si tratta di dati soggettivi in quanto uno la vede un po’ a modo proprio, il che sarebbe come una specie di simpatia o ammirazione, per quello che uno ha visto in certo atleta, in certo momento, in un certo contesto?

    e poi questo elenco provvisorio lo possiamo allargare? Perché allora io sparo solo quelli che mi vengano a mente, e poi come si dice, ognuno se lo tira………

    nel calcio, che non è il mio sport preferito
    lo Gnasco, il Mantiglioni, il Pondini, il Gaghe, Liliano Rossi, il Camone, il Capoduri, il Cecchino, Ercolino detto anche Caribù che però prese presto il volo per lidi più alti,il Peo, ma forse il mio preferito è il Chiopi, genio e sregolatezza, mi divertivo sa vedello gioca e a fa i casini che faceva.

    Nel calcio degli anni 50, che ha già un qualcosa di più mitico, quello con la maglia dell’Aiax
    Boero (il più grande capitano di sempre), il Carlini, il Tommasi, Ore, il Turchi, il Tacchino e la Billa, Bronzino, Cusimano, il grandissimo portiere Variano Ortimini (mi ricordo una foto di una parata in tuffo in qualche giornale famoso), lo Stilli. Tra questi grande ammirazione per il mitico Carlini, ma la palma va a Boero Bocchi, il numero 5 della formazione. Compresa la partita ad alata tensione con il Caffè Italiano!

    Ma me piace ricordare anche il Gallo che negli anni 50 smessi gli abiti da muratore, tanto pe dassi una rifinitura si prendeva la sua bicicletta da corsa a s’andava a fa il suo allenamento, dopo una giornata di lavoro…………se no un era un ciclista. Correva anche davvero e arrivò 3° o 5° in un campionato toscano dilettanti. Il che non è evidentemente poco.

    Avvolto in una nube di mistero e di strane avventure anche il Petrocchi, originario di Buriano, poi abitante il podere dell’Ente vicino a Giocondo. Dicevano che avesse doti e capacità straordinarie, ma anche sbalzi di rendimento per caratteristiche fisiche particolari. Cosi mi ricordo.

    E poi infine la SECONDA QUESTIONE.

    Che ha predisposto la redazione un contatore o che cosa per potè vota il o i preferiti?
    Sarebbe bene sapello, perché sennò si chiacchera ma un si contano le pecore………….

  5. redazione ha detto:

    L’immagine che vededete è quella di Edo Ciardi, tratta da una foto/cartolina gentilmente fornita da Bruno Terzo.
    Si può avere maggiori informazioni su questo giocatore?

  6. Nello ha detto:

    Bartali, è un sondaggio per cui va preso come tale al più uno può aggiungere o togliere un nome, gli altri appoggeranno la nuova proposta. Conosco quasi tutti i nomi che hai fatto, anche perchè fino agli anni 80 ero un ultras braccagnino, ma se rimanessimo solo nell’area calcio bisognerebbe aggiungere a quei nomi quelli, forse più oscuri, che hanno fatto sì che la gloriosa U.S. abbia continuato a vivere nel tempo ed essere oggi un fiore all’occhiello per il calcio giovanile della Maremma: per intenderci anche noi abbiamo avuto i nostri “Camilli”.
    Per la redazione (ed anche per Bartali, che non lo ha nominato) Edo è stato un buon giocatore ed ha fatto una discreta carriera dilettantistica sia in zona che per l’Italia, mi sembra abbia giocato anche con Garalla (o più o meno nello stesso periodo) nell’Alcamo.Poteva assimilarsi, fatte le dovute proporzioni, a Maradonna: genio e sregolatezza.
    Sapevo che stava a Ribolla l’ho ritrovato nel senese, ma ora non so dove stia, anche perchè i familiari più stretti non abitano più qui..

  7. Carlo Vellutini ha detto:

    Credo che quando si cerca di capire chi è lo sportivo del nostro paese più rappresentativo si debbano fare alcune considerazioni: 1. quanto è effettivamente braccagnino. 2. Che sport ha praticato. 3. A che livelli lo ha praticato.

    Per questo non ci sono dubbi che Adriano Meacci sia lo sportivo del nostro paese che, ad oggi, possiamo considerare più importante. E’ vero che è nato a Francoforte (ricordiamo, però, da babbo braccagnino), ma a 3 anni viveva già qui. Ha calciato i primi palloni nel Braccagni e vi ha militato fino agli Allievi, quando fu prelevato dal Grosseto. A livello nazionale, oltre ad aver scalato le graduatorie del calcio fino alla serie B (conquistando la promopzione in A con la maglia del Perugia), ha vinto le classifiche cannonieri della serie D (un paio di volte) e della C2, dove, con 25 reti, fece segnare il record assoluto battuto solo da Riganò con la maglia della Fiorentina. Per dirla tutta ha anche un “record particolare”: ha segnato in tutte le categorie in cui ha militato, dalla Seconda (con il Braccagni), alla serie B. Di fatto gli mancano solamnte la Terza e la serie A, in quanto non vi ha mai giocato. Credo che tra tutti i nostri sportivi sia anche quello che ha raggiunto maggiormente le cronache nazionali (Gazzetta e altri quotidiani sportivi, l’allora Telepiù con la doppietta al Brescia, Rai…un suo gol al Brescia fu anche preso come “promo” di un torneo da Italia 1). In più è il terzo goleador di sempre con la maglia del Grosseto. Detto questo ricordo una mia intervista che realizzai con Adriano sulle colonne del “Il Tirreno”. Aveva appena firmato per il Perugia e ad una mia domanda che recitava: “a quando un ritorno in biancorosso?”, lui mi rispose: “In biancorosso non so, ma ti confesso che il mio sogno è finire la carriera con i colori gialloverdi del Braccagni, la squadra con cui ho tirato i primi calci ad un pallone”. Ebbene, non solo ha rispettato quell’impegno, ma ha anche iniziato qui la carriera di allenatore, portando il Braccagni allo storico traguardo della Prima categoria (conquistandovi anche un secondo posto). Oltre tutto Adriano vive qui e vi ha aperto anche un ngozio. Dunque credo che per tutte queste ragioni lui può essere considerato a tutti gli effetti lo sportivo braccagnino più rappresentativo.

    Su Franco Colomba vi posso dire che, anche sabato scorso in quanto allenatore dell’Ascoli, quando lo ho intervistato, gli ho detto che sono di Braccagni e lui mi ha risposto “allora giochiamo in casa”. Questo perché lui comunque ricorda di essere nato a Grosseto, ma di essere vissuto i primi cinque anni nel nostro paese (ricorda sempre con affetto la famiglia Mannucci che viveva nel suo stesso palazzo in via Bandi). Comunue, alla fine, lui si sente bolognese a tutti gli effetti (“Ho vissuto 49 dei miei 54 anni lì, dunque è normale”, così mi ha detto).
    Credo che non vada sottovalutato neppure Moreno Dottarelli, che, comunque, ha militato tra i professionisti (con Montevarchi e Grosseto), oltre ad essere stato Campione d’Italia Allievi con il Torino. Anche lui è tornato a Braccagni ed ha sempre vissuto qui.

    Su Andrea Giannini non posso che spezzare una lancia a favore. Oltre ad essere mio amico non nasconde mai il suo essere “mezzo sangue” braccagnino. La mamma Diva è cugina proprio di Moreno Dottarelli. A livello di sport individuale grossetano il suo oro ai Giochi del Mediterraneo è secondo solamente ai trionfi di Alessandra Sensini. Andrea è stato anche Campione d’Italia assoluto per due volte ed una indoor.

    David Rigoli ha conquistato allori sia in campo nazionale che internazionale, principalmente con la maglia del Parma e con quella della Nazionale Italiana. Paradossalmente non è mai stato nel Bbc Grosseto nei periodi d’oro.

    Credo che l’oro giovanile di Kety Parri, seppur ai campionati italiani Uisp non vada sottovalutato in quanto le manifestazioni degli enti di promozione sportiva in certi sport hanno più valore di quelle federali.

    Alessandro Renzetti è stato il capitano del Cosenza nella promozione in serie B del 1984. Un’annata storica con lui che, in terra calabra, dove è rimasto a vivere è sempre un mito…

    Mauro Cerretani oltre ad aver militato nella Primavera del Milan ha disputato alcuni campionati nell’Alcamo in serie D (credo che allora fosse Quarta serie, dunque simile all’attuale C2 – o Seconda Divisione-).

    Tra coloro che hanno militato nel Braccagni, ma non braccagnini, voglio menzionare Pitrangelo Ore (scansanese doc) che raggiunse la maglia Azzurra con la Nazionale Dilettanti e che fu aggregato al Mantova di Fabbri (quello in cui giocava anche Zoff), anche se non entrò mai definitivamente in rosa.

    Per quanto riguarda la maglia del Grosseto, oltre che Adriano Meacci la hanno vestita in campionato anche i braccagnini Stefano Brunacci (una stagione in Promozione) e Marco Pieri (due stagioni in serie D).

    Tra i “record” con la maglia del Braccagni (qui gioco in casa) l’unico ad aver vinto (nel senso di arrivare effettivamente primo in campionato) i tornei di Terza e Seconda categoria è Sergio Vellutini, che fece parte sia della squadra del 1997-’98 (prima in Terza), sia di quella della stagione 2003-’04 (prima in Seconda).
    Fra l’altro è stato anche Campione Italiano Ragazzi di Baseball con la casacca del Bbc Grosseto nel 1985.

    Questo è un resoconto dei miei ricordi…ed ho cercato di dare una carriera in sintesi degli atleti in classiica. Bartali ha provveduto a ricordare quelli del passato…

  8. roberto ha detto:

    Molte notizie sul calcio si possono trovare nel libro “Unione Sportiva Braccagni – tra passato e presente” (Edizioni Sentinella anno 1998) di Giuseppe Iacopini e Carlo Vellutini e che potete in parte leggere anche in questo blog nelle “categorie”. Furono raccolte molte testimonianze che oggi sarebbe impossibile recuperare, come quella di Solidea Renzetti, Albo Tavarnesi, Otello Pieraccini, lo stesso Iacopini. Fu proprio Giuseppe Iacopini che ci regalò una stupenda immagine del primo sportivo di Braccagni: Walter Stilli. Da rileggere.
    Caro Carlo, per quanto riguarda tuo fratello Sergio, capisco i legami familiari, ma non esageriamo! Anch’io ho un nipote (Stefano Nocciolini) che non giocava male nè a pallone nè a tennis; io stesso ho vinto un torneo di ping pong quando ero militare a Padova (64 partecipanti), ma insomma….

  9. Carlo Vellutini ha detto:

    Vabbé, io parlavo di piccoli record in gialloverde…visto che Bartali citava le glorie del passato. E quello, in effetti, un record lo è…L’altro che, con il Braccagni, ha conquistato due promozioni è Gabriele Sonnini. Nel 1986 la centrò, però, non vincendo il campionato di Terza, ma vincendo ai rigori contro il Seggiano lo spareggio per il secondo posto. Fu poi protagonista del 3-1 (con gol) nello spareggio del 2004 con il Castiglioncello. Per quanto riguarda il titolo Italiano Ragazzi con il Bbc, però, non me lo puoi paragonare ad un torneo di tennis o di ping pong. Intanto perchè è l’unico ancora conquistato dalla squadra della nostra città (nel 1987 arrivammo secondi e, con scarsa gloria, della squadra faceva parte anche il sottoscritto, perdendo la finale scudetto contro il Collecchio Parma). Tra l’altro è un alloro che figura ancora nella carte intestata del Bbc…

    Tra i braccagnini del calcio credo che una citazione particolare vada fatta a Paolo Pimpinelli che è uno dei bomber più prolifici del calcio dilettantistico maremmano, avendo sfiorato le 200 reti in carriera. Paradossalmente, nonostante fosse sempre nei primi tre delle classifiche marcatori di ogni stagione, ha vinto un solo titolo di capocannoniere in Seconda, proprio al suo ritorno in gialloverde nella stagione 1999-2000. Se non sbagliò segnò 19 reti sotto la guida di Enzo Bonelli.

  10. Tz ha detto:

    Per quanto mi riguarda penso che il Meo sia stato lo sportivo che più di tutti ha riempito la mente dei ragazzi della nostra generazione toccando il culmine con quei due gol visti su tele più col barre pieno.
    Oh Fida, lungi da me il pensare di entrare in una simile graduatoria, ma isomma qualcosa per quei colori l’ho fatto, ora via paragonammi al tu torneino di ping-pong è un discorso alla Mourinho ecchccazzo. Con quella maglietta gialloverde c’ho fstto 13 campionati dalla terza alla prima (prima volta nella nostra storia) e, nn l’ho mai contate ma saranno più 300 partite, non penso che ce ne sono tanti che l’hanno fatte più di me.

  11. moderator ha detto:

    Onore a Sergio, protagonsta di eroiche stagioni con la maglia gialloverde, a partire dal settore giovanile.

  12. bartali ha detto:

    Sulla questione delle du questioni unn’è che la redazione ci si si rovinata a risponde
    Per cui siamo qui a chiacchera di quello e di quell’altro e mi sa che assomiglia a una schiccherata tra amici, al bar o dove vi pare, ma il discorso messo così non porta da nessuna parte

    Unn’è che io volessi la classifica a tutti i costi, caso mai mi pareva che lo volesse proprio la redazione

    Comunque continuiamo allora a fare cani sciolti.

    Giustamente ognuno è figlio della propria epoca e di quella parla. Della mi epoca mi piacerebbe senti anche qualche altra campana, ma evidentemente quelle sonano solo in paradiso, o alla Scala di Milano. Qui in Maremma, terra di granocchiai, ci si gracida giusto noi……….

    Ora vorrei introdurre un nuovo punto di vista.
    Purtroppo così come succede nella vita di tutti i giorni il calcio monopolizza anche questo sito e argomento. Non c’è da meravigliarsi, in fondo anche a livello nazionale, ahimè, è la stessa zolfa. Ma questo mi porta a fare anche un’altra considerazione.

    ALLORA GLI SPORTIVI A BRACCAGNI SONO SOLO UOMINI!!!

    E le donne? Le donne da noi per ora seguono tracciati e o percorsi più simili a certi paesi del mediterraneo o del vicino e medio oriente? È vero che è stata segnalata anche una ragazza, ma mi pare proprio la classica eccezione che conferma la regola.

    Come tanti commilitoni o vecchi amici ci si mette a parla di calcio, e di che se no, quando si smette di parla di caccia. E le donne?

    Vero è che gli si fa fa una festa all’anno, ma è veramente tutto quello che la nostra società (cioè noi) riesce a riservargli? Braccagni compreso, un siamo mica un paese del pianeta Vega.

    Sarò anche monotono, sarò anche fori moda, ma io vi dico:

    « …gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare… »

  13. Nello ha detto:

    Mi sembra che la discussione sia stata aperta in modo corrente facendo un elenco di sportivi che si sono messi in luce al di fuori non solo del paese, ma raggiungendo notorietà anche a livello nazionale. Purtroppo se escludiamo la Sensini e la mezzofondista (mi sembra sia Artuso) a livello femminile anche la città non ha dato grandi nomi, per cui mi sembra che nell’elenco stillato dalla redazione siamo in media (la Kety oltretutto è stata, anche se UISP, campionessa italiana). Ora invito gli sportivi a fare dei nomi, ma penso siano poche le ragazze praticanti sport. A me vengono in mente due sole ragazze entrambe nella pallavolo: Mila Mantellassi e Martina (non so il cognome, ma è la figlia dell’agente Polfer) che nella sua categoria prometteva bene facendo già parte della rappresentativa provinciale.

  14. Carlo Vellutini ha detto:

    Confermo che anche a Grosseto la media delle ragazze che hanno ottenuto grandi risultati non è elevata. Anche perché gli sport di squadra danno decisamente meno opportunità alle donne rispetto agli uomini. Se guardiamo gli “olimpionici” maremmani vediamo che ci sono tanti rappresentati del baseball, la Sensini, Pimponi nel beach volley, Fabbroni (nel lontano 1932) nel pugilato, Branca nel calcio e poco altro…Questo per far capire come alcuni sport (vedi il pugilato) non prevedono (o hanno previsto) la sezione femminile, altri, mentre in quelli di squadra gli alti livelli, in Maremma, latitano.
    Se non sbaglio nelle zone limitrofe (credo a Sticciano, dove c’è anche Luca Panerati, pro negli Usa e Nazionale di baseball, nonché nipote di Davide Pizzinelli) c’era una calciatrice che aveva giocato in serie A. Mi informerò…

  15. roberto ha detto:

    Vero è che ognuno è figlio della propria epoca. Quando ero giovane il mito si chiamava Alessandro Renzetti in arte Caribù o Ercolino. Leggo sul libro dell’Us Braccagni: “Dalle giovanili del Braccagni fu accompagnato da Winter Mannucci agli osservatori dell’Unione Valdinievole. Da lì inizierà una brillante carriera che lo porterà a giocare nel Montecatini, in C1 con il Cosenza (insieme al forte Marulla), Messina, Crotone. Pubblichiamo un brano tratto dal giornalino scolastico La Pulce dell’anno 1971, scritto dai bambini Gregorio Torresi e Ivonne Sonnini: (racconta quando la mamma Solidea vide il figlio espulso ed entrò minacciosa in campo) e conclude “Alessando ha sempre sognato di andare a giocare nella squadra della Fiorentina, la sua preferita. Finalmente il suo sogno si è avverato ed è stato chiamato a Firenze per iniziare gli allenamenti nella squadra giovanile della Fiorentina”.
    Di lui mi ricordo le partite in notturna nel torneo estivo Senesi a Ribolla, ma anche quando era sulla spiaggia al bagno Somalia sembrava volesse mangiare il pallone.
    Riuscii a contattarlo nel 2004 per la “partita del ricordo” in memoria di Marco e Aleandro Berretti, ma causa impegni di lavoro non potè participare. Il suo diniego era carico di nostalgia.

  16. Carlo Vellutini ha detto:

    Alessandro Renzetti lo scorso anno venne a vedere una partita del Grosseto. Fui contattato da un amico tifoso ed avrei dovuto incontrarlo, ma ansarono in curva e – viste le nuove disposizioni di legge- non riuscimmo a vederci.
    Dalle mie ricerche degli ultimi giorni ho trovato che Vinicio Ciacci è originario di Montepescali (non so se ci sia nato o meno e di questo cercherò conferme). Credo che tutti lo conoscono, oltre ad essere stato una bandiera del Grosseto ha giocato con Livorno e Lucchese in serie B e, soprattutto, con il Bologna in A con cui nel 1974 vinse la Coppa Italia. Non so se mio zio Nello può dare qualche testimonianza, visto che in quegli anni avrebbe dovuto essere una presenza fissa suglia spalti del Dall’Ara.

  17. Nello ha detto:

    In effetti all’epoca ero a Bologna, ma nell’anno 1975 ero militare. Mi ricordo però di Vinicio in amaranto, dove lo vidi anche giocare, in quanto ho studiato Livorno e fino al 1979 spesso con gli amici andavo nella Nord dell’Ardenza. Devo dire che in quel periodo per i livornesi era croce (perchè conduceva per loro una vita sregolata, ma il più delle volte era perchè rientrava a Grosseto) e delizia (perchè, quando giocava, si metteva spesso in evidenza). Devo dire che non l’ho mai visto con la maglia biancorossa.
    Per quanto riguarda le sue origini, credo che, rimanendo in un argomento di questo blog, non sia “naturale” come montepescalino.
    Per quanto riguarda “Ercolino” sicuramente ha giocato nelle squadre sopra riportate (non Montecatini, ma Pieve a Nievole, la differenza è minima)inoltre nella Pistoiese (nel periodo che questa squadra iniziò la sua scalata dalla serie D fino a raggiungere la serie A) e nel Foligno, non mi pare che abbia giocato nel Messina.

  18. Carlo Vellutini ha detto:

    Mi sono informato e originario di Montepescali era il babbo di Vinicio. In maglia montepescalina ha disputato diversi tornei estivi…

  19. moderator ha detto:

    In merito a questo elenco di nostri “campioni”, prima di tutto ci fa piacere che ci abbiamo azzeccato, nel senso che altri nomi non sono venuti fuori, se non quello di Vinicio Ciacci di Montepescali. Poi è un sondaggio che si presta a più chiavi di lettura; se per esempio prendiamo quello che si è affermato maggiormente tra quelli in elenco è sicuramente Franco Colomba, per la sua militanza in serie A come giocatore e per la sua ottima carriera da allenatore. Tra l’altro anche attualmente sta facendo molto bene ad Ascoli in serie B. Ma del nostro luogo ha davvero poco. Per questo probabilmente il beniamino locale oggi è sicuramente Adriano Meacci: cresciuto nelle giovanili del Braccagni, per tanti anni centravanti del Grosseto, poi in squadre professionistiche in giro per l’Italia, fino all’imprevista chiamata dal presidente Gaucci a vestire la maglia del Perugia in serie B. Ha terminato la sua carriera a Braccagni e pensiamo che potrebbe avere un futuro come allenatore in qualche club importante.
    Nel già citato libro dedicato all’Us Braccagni, pubblicammo anche la TOP 11 di tutti i tempi di giocatori del Braccagni (assolutamente per gioco) che era questa:
    1 – Ortimini Varo
    2 – Soldati Carlo
    3 – Rossi Liliano
    4 – Cencini Gnasco Domenico
    5 – Mantiloni Paolo
    6 – Bocchi Boero
    7 – Tavarnesi Massimo
    8 – Costi Alberto
    9 – Carlini Vanni
    10 – Bonelli Mario
    11 – Ore Giampiero
    In panchina: Salvadori Alessandro, Martini Riccardo, Sonnini Gabriele, Rossi Fabio, Calamiti Cacchiella Enzo, Bernasconi Enrico, Pondini Carlo.
    Fu reso omaggio anche a due campioni di passaggio del passato: Vanni Carlini di Alberese e Giampiero Ore di Scansano: questo ultimo giocò anche nella nazionale dilettanti.

  20. amarcord ha detto:

    da buon appassionato di ciclismo faccio notare che probabilmente in porta avrebbe giocato assai meglio Variano, fratello del buon Varo che segnalate (spero solo qui e non anche nel libro) il quale credo giocasse più a briscola che a pallone.

    poi, già che ci so, come diceva Forrest Gump, dico la mia sui meglio di sempre: credo che, se non il numero 1 in senso assoluto, almeno nella troika dei migliori di sempre, Boero Bocchi il su posto ce lo dovrebbe ave’

    forse perchè giocava una cinquantina di anni fa le memorie in giro latitano, ma vi assicuro che oltre ad essere bravo era quello che i calciofili chiamano “uomo squadra”, tanto pe capissi alla Franco Baresi, o alla Armano Picchi o alla Gaetano Scirea……….

    amarcord

  21. moderator ha detto:

    Nel libro è Variano e non Varo.
    Boero Bocchi infatti è il “libero” della TOP11 di sempre.

  22. Carlo Vellutini ha detto:

    Consideriamo che il libro è stato scritto nel 1998…Perché penso che nella top 11 di oggi un giocatore del calibro di Gabriele Sonnini un posto lo meriterebbe di sicuro, così come Michele Rossi…E per quanto riguarda i portieri, che nessuno si offenda, ma Alessandro Salvadori (fra l’altro ha raggiunto la Promozione con la maglia della Massetana) ed Alessandro Massellucci sono tra i migliori di sempre…anche se, oggi, seppur non braccagnino abbiamo un giovane del calibro di Claudio Scognamiglio (secondo del Grosseto della storica promozione in B) che, forse, batte tutti e che solo per aver deciso di impegnarsi nella sua professione di geometra a 22 anni ha deciso di rinunciare al calcio professionistico per sposare la maglia gialloverde del Braccagni.

  23. Carlo Vellutini ha detto:

    Scusate, ovviamente Gabriele Sonnini ed Alessandro Salvadori li sposterei dalla panchina al campo della Top 11…Credo che per Gabriele parli la storia, era il capitano del Braccagni della promozione in Prima…

  24. moderator ha detto:

    In effetti bisogna tenere presente l’anno di uscita del libro,1998 appunto. Anche me stona vedere Gabriele Sonnini in panchina nella TOP11, ma tanto lui che Michele Rossi a quel tempo erano giovanissimi, e anche se andiamo a guardare le formazioni gialloverdi degli anni ’90, Gabriele non lo troviamo.
    Per quanto riguarda il portiere, l’Ortimini non lo conosco, ma dalla Billa in su tutti parlavano bene di lui.
    Cmq il libro, pur con i suoi limiti ad iniziare dal formato tipografico dovuto alla carenza di disponibilità economiche (il tipografo, tal Fausto Poli di Massa Marittima fece quello che era possibile fare), rappresenta una preziosa testimonianza del calcio a Braccagni, difficilmente ripetibile.

  25. Carlo Vellutini ha detto:

    Una volta fatto il monumento, magari penseremo anche a dare una rinfrescata al libro…Considerando anche che dal 1998 in poi sono state scritte le pagine più importanti del Braccagni sia a livello seniores che giovanile…

  26. Nello ha detto:

    Si parla solo di atleti, ma fra i braccagnini ci sono stati anche arbitri. Sono atleti anche loro: Mirio Romani, volley serie C; Malentacchi Mario e Maule (anche se sta in Corea) nel calcio e poi se qualcuno se lo ricorda il Nelli, il figlio del capo stazione che è stato per molti anni arbitro di basket in serie A (non so se anche internazionale)

  27. sergio ha detto:

    braccagni ha dato molti giocatori e ricordo particolarmente peo pieraccini, dottarelli moreno e ricordo anche se in campo era un po diciamo rompi martini riccardo.consentitemi di ricordare anche fabio dringoli che magari come giocatore lasciamo stare ma rimane sempre un mio grande amico e compagno di scuola ciao fabio

    • mezzolitro ha detto:

      Caro Sergio, a chi l’avrebbe dati Braccagni ‘sti popò di campioni, al gatto?

    • braccagni.info ha detto:

      Ciao Sergio. Abbiamo mandato i tuoi saluti a Fabio. I nomi che hai fatto appartengono tutti al grande Braccagni di una volta: il Peo Pieraccini, il Gaghe Martini; Moreno Dottarelli ha dei trascorsi calcistici a livelli più alti e anche quando ha attaccato le scarpette al chiodo come giocatore, direi che probabilmente è stato il miglior allenatore dei portieri del Grosseto.

      • sergio52 ha detto:

        è vero che quei giocatori sono rimasti sempre a braccagni.ma erano altri tempi epoi devi sapere che uno studio fatto dal milan e riportato sul sito informache su 1500 ragazzi che passano dalle giovanili uno solo uno andrà a fare il calciotore tra i professionisti.

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