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  1. L’eredità del TATZEBAO DI MAGGIO ha detto:

    L’eredità del TATZEBAO DI MAGGIO

    Tra le miriadi di notizie e foto riferite alla Festa del Maggio e ai Maggerini (poteva essere diversamente proprio nel mese di Maggio?) gli argomenti che pare ci vengano passati in eredità, anche perché i dibattiti non sono giunti ad alcuna conclusione, o comunque poco dibattuti, a me pare siano:

    1. Regolamento Urbanistico (Laboratori di progettazione partecipata) e lo
    2. “Speciale Quartieri” tutto dedicato a Braccagni che il 22 maggio il Corriere di Maremma dedica a Braccagni

    LABORATORI DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA
    Questa è la formidabile e ineccepibile auto definizione del gruppo che si è presentato alla popolazione preannunciato da squilli e inviti allettanti.
    Ogni volta che si tenta di parlare di questi argomenti si deve superare non poche difficoltà non tanto per l’importanza e la complessità della materia, quanto per il fatto che ogni riunione ha regole e svolgimenti nuovi e diverse dai precedenti.
    È come che si fosse invitati a fare tornei per giocare a brisca, ma ogni volta che ci presentiamo dobbiamo giocare a nuovi giochi, con regole nuove e non conosciute sulle quali non ci siamo nemmeno mai “allenati”.
    Una volta ti dicono che illustrano le linee generali e che quindi è inutile che tu chieda il dettaglio che a te interessa.
    La volta dopo ti dicano che loro le soluzioni non le hanno e sono li per capire perché poi proporranno e allora si potrà discutere.
    L’ultima volta mi sono parsi particolarmente brillanti e creativi nella scenografia e nella fantasia delle regole: due gruppi di lavoro (?) e uno poteva parlare più o meno brevemente dicendo cosa pensava o cosa avrebbe voluto cambiare, e loro lì ad attaccare con lena indefessa i “pizzini”, così brillantemente definiti da Nello.
    Vero è che il caso ha voluto che quella sera ci fosse un evento sportivo che forse ha fatto rinunciare a diversi l’appuntamento (in effetti assessori e assimilati erano particolarmente latitanti), ma io a questa ipotesi ci credo poco.

    La costante è che si ha l’impressione di parlare con due sistemi sempre diversi: non si sa se dobbiamo andare a sentire cosa propongono per poi dire la nostra, o son venuti per sentire la nostra e poi si vedrà come hanno potuto tradurre in possibile i nostri desideri e bisogni. Ogni volta cambiano le regole e non c’è verso di trovare un terreno fertile ed efficace di compresnione e collaborazione.

    La tentazione di pensare che vengano per mettersi la coscienza a posto e salvare la faccia, e poi fare come gli pare è una di quelle che è difficile respingere.
    E allora? E allora si va avanti così, con fatalismo e rassegnazione, senza un’idea precisa di cosa e come verrà fatto e un’impotenza di fondo che certo non genera è fiducia ne felicità.
    Se ne rendano conto i nostri amministratori? Sarebbe già un sollievo ricevere una risposta onesta e sincera su questo.

    SPECIALE QUARTIERI
    La cosa più interessante di questa esperienza è che tutti possono constatare come dalla realtà alle parole riportate sui giornali ci sia spesso una trasformazione insospettabile e inattesa.
    Con un po’ di delusione e amarezza definivo questa una “… sbiadita ma realistica immagine di un paese che forse per ora tale non è” .
    Qui vorrei dire che se così è, non è certo per colpa esclusiva del giornale, potrebbe essere che anche noi abbiamo contribuito assai a dare questi colori e spessori.
    Usando lo stesso metodo “giornalistico” tento di riassumere questo reportage con qualche notazione:
    – non è proprio una verità inattaccabile dire che “tra Braccagni e Montepescali non si sono mai avute diatribe di campanile
    – ma possiamo sempre vantarci e consolarci per il “mosaico urbanistico che oggi ci caratterizza
    – erudirci per il fatto che a differenza di quello che pensa il sottoscritto Granocchiài non sono solo i nativi degli Acquisti, ma tutti gli abitanti del Braccagni,
    – dibatterci nel dilemma tra il cruccio visto che “La sicurezza è la nostra priorità” e la rassicurante constatazione che abbiamo però “Collegamenti ottimi, NON CI MANCA NIENTE
    – e se si alza il grido d’insoddisfazione dei giovani “In inverno qui è un dormitorio” possiamo sempre consolarci because il “Paese è immerso nelle tradizioni popolari
    – l’immancabile ciliegina non poteva che essere “sportiva” vedendo anche nelle manifestazioni “collaterali” dell’unico vero sport praticato e seguito (solo per maschietti), gli embrioni di quei futuri frequentatori di stadi così civili, educati, e, appunto, “sportivi”. Per le femminucce so vedrà………….

  2. roberto ha detto:

    Sono appena rientrato dalla Sagra della Fragola della Marsiliana. Io sono rientrato, la mia macchina è rimasta intrappolata nella fanghiglia nel campo adibito a parcheggio insieme ad altre centinaia di auto. Ed avevo pure pagato 2 euro per il parcheggio.

  3. roberto ha detto:

    Parcheggio selvaggio: faccio presente che era a pagamento.
    Fiera del Madonnino: un conto è la Sagra della Marsiliana, un conto è le Fiera del Madonnino che, pur sentendola un po’ nostra, è giusto segnalarne gli aspetti migliorabili.
    Ora speriamo che domattina riesca a portar via la macchina: questa sera non ho visto neanche un trattore a portar via le automobili. In compenso ho visto molta gente indiavolata.

  4. il granpocchiaio ha detto:

    Pagato, quindi cornuto e mazziato…………

    Sagra della Marsiliana e Fiera del Madonnino: le boiate, quando so boiate, so boiate a Braccagni come alla Marsiliana

    chi c’è rimasto a fa la guarda all’automobili?

    forse qualche automobilista indiavolito?

  5. roberto ha detto:

    … di sicuro non me la rubano!

  6. Nello ha detto:

    dov’è finita la mia replica all’EREDITA’ DEL TATZEBAO DI MAGGIO?

  7. moderator ha detto:

    Guasto al server, ecco il messaggio che abbiamo ricevuto:

    Gentile cliente, desideriamo informarla che i servizi stanno gradualmente tornando alla normalità.

    Il nostro staff tecnico sta lavorando per rendere stabile la situazione del dominio braccagni.info quanto prima.

    Seguirà un’ulteriore comunicazione a lavori terminati

  8. Il Presidente Claudio Martini ha detto:

    riceviamo e volentieri pubblichiamo

    Claudio Martini in visita al Centro Fiere
    “Una realtà importante. Dalla Regione sostegno alle future iniziative”

    “La Regione Toscana sarà a fianco di Grossetofiere per far crescere il nuovo polo espositivo”. Questo in sintesi il concetto espresso dal Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, intervenuto nella serata di giovedì 4 all’incontro organizzato nella nuova struttura del Centro Fiere al Madonnino su “Il sistema agroalimentari della provincia di Grosseto verso l’Expo 2015 di Milano” a cui hanno preso parte l’on. Luca Sani, Provincia, Regione oltre al segretario della Fondazione Qualivita.
    Martini, dopo aver visitato i nuovi locali e quelli adiacenti dell’Olma, ha avuto parole di apprezzamento per il Cda di Grossetofiere e per il lavoro svolto.
    “Finalmente – ha detto Martini – possiamo toccare con mano un progetto che per troppi anni era rimasto nel limbo. Questa struttura potrà finalmente essere messa a disposizione del tessuto economico locale per tutte quelle iniziative tendenti ad un rilancio dell’economia”.
    Il Presidente Martini ha anche sottolineato come però “non si debba cedere alla tentazione di penare troppo in grande. “Niente gigantismo – ha detto. Questa struttura dovrà accogliere eventi “di nicchia”, strettamente legati alle peculiarità del territorio ed alle sue risorse. Impossibile, e deleterio – ha continuato – confrontarsi con realtà più blasonate. Ben vengano, invece, collaborazioni con quelle strutture che già dispongono di un importante Know-out nel settore”.
    Martini ha poi ribadito che la Regione Toscana darà il suo sostegno nell’impegnativo lavoro che attende Grossetofiere. Un messaggio che non sarà lasciato cadere nel vuoto dalla nuova dirigenza.

    Ufficio Stampa Grossetofiere Spa

  9. patrizio ha detto:

    potevate pubblicare questo dopo la tornata elettorale, così mi sembra solo pubblicità gratuita e non lo apprezzo.
    Per rispondere a Nello, avevi letto la mia risposta al tuo post che è sparito?… Siccome era molto polemica con la circoscrizione e il consigliere comunale presente, il fatto che sia sparita per un caso del destino sotto elezioni, con bella mostra di queste promesse su grosseto fiere, mi rende infelicemente triste, se così si può dire, perchè io sono un uomo di sinistra, ma di sinistra non vedo niente negli uomini che la comandano in toscana e a grosseto, vedo solo grande enfasi mediatica, abuso di caselle e-mail per pubblicità di parte, e insofferenza per le esigenze della gente, abbiamo sbagliato ad eleggere le persone o queste una volta elette poi si fanno i fatti loro, tanto il posticino nel consiglio di amministrazione o in altro posto lo hanno ottenuto?
    Mi firmo così non si può dire che non si sa chi dice e pensa queste cose.
    Patrizio Galeotti
    uomo libero di sinistra.

  10. redazione ha detto:

    05-Jun-2009
    Camion con sostanze tossiche invade la carreggiata e si scontra con un’auto
    L’incidente è avvenuto questa mattina sulla statale Aurelia all’altezza di Braccagni

    Grosseto: Alle 8:23 di stamani, i Vigili del Fuoco di Grosseto sono intervenuti per un incidente sull’ Aurelia nei pressi di Braccagni.
    Qui, un autoarticolato, che viaggiava nella corsia sud (direzione Roma)e trasportatore Diossido di Titanio, per cause in corso di accertamento, ha invaso la corsia opposta scontrandosi con un’autovettura.
    Nello scontro il conducente del mezzo pesante è rimasto illeso, mentre l’unico occupante e conducente dell’autovettura coinvolta è rimasto ferito ed è stato necessario l’intervento della squadra dei Vigili del Fuoco per estarlo dall’abitacolo e consegnarlo al personale 118 presente sul posto che ha deciso per il trasporto presso l’Ospedale di Siena.
    Il traffico è rimasto bloccato per tutta la durata dell’intervento su ambedue le corsie di marcia ad opera del personale della Polizia Stradale di Grosseto.
    Al momento la squadra dei Vigili del Fuoco sta ancora operando.

  11. Webmaster ha detto:

    Faccio riferimento alle proteste di alcuni su questo post riguardo la perdita della propria risposta. Il fornitore dello spazio web ci aveva comunicato la presenza di gravi problemi sullo spazio a cui cercava di porre rimedio. Solo dopo questo abbiamo riscontrato la perdita di alcune risposte, evidentemente per problemi al database. I fatti sono imputabili al gestore dello spazio web.
    Stiamo eseguendo intanto un aggiornamento generale del blog e questo fatto porta di tanto in tanto a momentanee sospensioni della pubblicazione dovute al download degli aggiornamenti del programma. Ce ne scusiamo con gli utenti.

  12. Claudio Martini in visita al Centro Fiere ha detto:

    Claudio Martini in visita al Centro Fiere

    Già, CHISSENEFREGA che fanno questi in CAMPAGNA ELETTORALE?

    In luogo dell’attento e puntuale censore al quale stavolta, guarda un po’, gli è sfuggita la cosa, supplisco con piacere e cameratismo.

    Personalmente non credo che ne allora ne ora si tratti di maldestro tentativo di fare pubblicità a questo o quel personaggio.

    Questo blog ha un accordo informale con la l’Ufficio Stampa di Grosseto Fiere che ha fatto avere fin dall’ultima manifestazione i propri Comunicati Stampa. A noi è parsa un’ottima occasione per dare queste notizie di prima mano. Se poi un Ministro o un Presidente di Regione passa per qua e visita il nuovo centro non credo che sia tutto per propaganda. Pensare così ci pare un po clima da caccia alle streghe.
    Stesso clima che mi par di annusare anche nel post di Patrizio.
    Forse seguendo la vecchia massima “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” di andreottiana memoria, si vuole essere più realistici del re.

    E perché allora Patrizio nel post di risposta a Nello, quello andato perduto(?), continuamente dice di non voler fare le proprie critiche fino in fondo, “perché non è il caso, siamo sotto elezioni………”?, da uomo libero (?) di sinistra?………..

  13. patrizio ha detto:

    Meglio che specifichi chi sei sennò sembra che sia Claudio Martini a rispondere a Patrizio.
    La mia risposta è che quel post era chiaramente dissimulatorio, hai mai letto ‘elogio dei gudici scritto da un avvocato’ ? Ecco io non ho le qualità professionali e culturali di Calamandrei, ma sono Toscanaccio come lui, in più ho il difetto di essere Maremmano.
    Io non voglio fare politica sotto elezioni con strumenti indiretti, ma se gli altri la fanno più o meno volontariamente (ma io penso sempre male perchè è l’unico antidoto oggi per leggere i comunicati stampa di enti politicamente colonizzati e di politici che parlano di questi enti) devo pur dire qualche cosa.

    Come e quando la dico, la quale cosa, se permetti è un problema mio, una scelta mia, te invece di chiederti il perchè io scrivo certe cose in quel modo, dovresti chiederti perchè quel comunicato stampa..

    perchè vedi, a me i papi che si fermano sul bordo del fosso a fare una pisciatina, come nella canzone del Chechi, non mi danno fastidio,mi fanno ridere piuttosto, in fondo è il loro mestiere pisciare ovunque gli aggrada, fa parte del loro mondo, il mondo che noi cittadini gli abbiamo permesso di costruire, sennò come farebbero a farsi notare?..

    quindi prendi il mio intervento per quello che è, un pò come se io fossi la signorina che con vesti ….. aspetta li in quel posto e la gente si rerma un quarto d’ora e anche di più, ma non ha leggere quello che c’è scritto nella targa delle autorità… (leggi comunicato stampa), ma per ascoltare quello che la signorina ha da dire o meglio per farsi fare quello che ha da fare.

    Ora se hai bisogno di altre spiegazioni, mi dici chi sei, altrimenti dovrai ‘godere’ di queste.

    Riguardo all’accordo informale, è più che giusto, così, siamo tutti più informati, ma è anche più che giusto che qui ci sia chi ragiona con la sua testa, ovviamente un pò incline verso le sue idee ‘professate’ e non nascoste, e commenti criticamente certi comunicati stampa che stranamente vengono diffusi a ridosso delle elezioni.

    Non mi piace nemmeno il sospetto che la redazione possa fare un favore a qualcuno, e quando il sospetto c’è, io lo vevidenzio, così come evidenzio quando c’è il sospetto che certe visite e certi comunicati stampa tirino l’acqua al proprio mulino politico. Non è un reato, non è nemmeno vietato che questo accada, così come non è vietato pensare e dire quello che penso, almeno per ora, sennò dopo vorrà dire che mi porterai le arance in via Saffi.

  14. patrizio ha detto:

    mi è scappata una ‘mutina ‘ in più… è quello che succede scrivendo di corsa senza rileggere, lo dicevo che io con Calamandrei non ho niente a che spartire pur essendo toscanaccio.

  15. redazione ha detto:

    E’ opportuno precisare che abbiamo una corsia preferenziale con il Centro Fiere, nel senso che su questa “piazza” abbiamo l’opportunità di leggere quello che il giorno dopo troviamo scritto sui giornali, e naturalmente intendiamo sfruttare questa possibilità che ci viene data. Anzi, sarebbe gradito che le varie istituzioni, oltre a mandare comunicati stampa che riguardano la nostra realtà territoriale ai vari giornali, li mandassero anche a noi.
    Per la politica, su questo blog oggi non sembra giornata di votazioni, e forse non è così sbagliato.
    Magari, se si ritiene opportuno, renderemo conto dell’esito delle votazioni per quanto riguarda Braccegni e Montepescali.

  16. elezioni ha detto:

    Questi sono i risultati del collegio di Braccagni.

    Elettori 7.925
    Votanti 5.623 70,95 %

    Schede bianche 91 1,61 %
    Schede nulle 159 2,82 %
    Schede contestate e non assegnate 1 0,01 %

    Sezioni scrutinate Presidente 9 su 9
    Consiglio provinciale 9 su 9

    Candidati presidente e gruppi Voti %

    MARRAS LEONARDO 2.627 48,90
    PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO
    ALESSANDRI MASSIMO 1.704 36,39
    SINISTRA – PER LA PROVINCIA DI GROSSETO SINISTRA – PER LA PROVINCIA DI GROSSETO
    BUZZETTI DAVIDE 328 7,00
    DI PIETRO ITALIA DEI VALORI DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
    CARBONE ANNA MARIA 188 4,01
    LISTA LOCALE – MARRAS PRESIDENTE LISTA LOCALE – MARRAS PRESIDENTE
    MARONE VERA 135 2,88
    RIFORMISTI
    ANGELI LUCA 31 0,66
    Totale 2.386 50,96

    ANTICHI ALESSANDRO 2.269 42,23
    IL POPOLO DELLA LIBERTA’ IL POPOLO DELLA LIBERTA’
    ANASTASI SALVATORE 1.485 31,71
    UNIONE DI CENTRO UNIONE DI CENTRO
    TUONI GIOVANNA 214 4,57
    LEGA NORD LEGA NORD
    GORACCI MARCO 122 2,60
    LISTA LOCALE – CACCIA PESCA NATURA – INSIEME PER LA PROVINCIA DI GROSSETO LISTA LOCALE – CACCIA PESCA NATURA – INSIEME PER LA PROVINCIA DI GROSSETO
    GALLI GIANNI 47 1,00
    ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA’ ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA’
    BERTELLI ILIANA 14 0,29
    Totale 1.882 40,19

    RENIS ADRIANO 166 3,09
    LA DESTRA LA DESTRA
    INDIATI ILENIA 107 2,28
    LISTA LOCALE – GIOVENTU’ ITALIANA PER LA TUA MAREMMA LISTA LOCALE – GIOVENTU’ ITALIANA PER LA TUA MAREMMA
    LORENZI ALEX 22 0,46
    Totale 129 2,75

    BAROCCI ROBERTO 150 2,79
    RIFONDAZIONE COMUNISTA RIFONDAZIONE COMUNISTA
    LELLI RENZO 121 2,58
    LISTA LOCALE – LA SCELTA VERDE LISTA LOCALE – LA SCELTA VERDE
    PANTUCCI CHIARA 12 0,25
    LISTA LOCALE – L’ALTRA MAREMMA LISTA LOCALE – L’ALTRA MAREMMA
    DI GIULIO VINCENZO 5 0,10
    Totale 138 2,94

    RIZZO MARCO 80 1,48
    COMUNISTI ITALIANI COMUNISTI ITALIANI
    LINICCHI FIORENZO 73 1,55

    CARDONI FRANCESCO 31 0,57
    FIAMMA TRICOLORE FIAMMA TRICOLORE
    NARDINI MARISA 30 0,64

    PERI ALESSANDRO 27 0,50
    MOV.AUT.TOSCANO
    SACCANI ROBERTA 22 0,46

    MERSI ANDREA 22 0,40
    ACQUA AMBIENTE ENERGIA SVILUPPO TRASP. ACQUA AMBIENTE ENERGIA SVILUPPO TRASP.
    CORRIDORI LIOPE 22 0,46

    Totale voti ai candidati presidente 5.372
    Totale voti ai gruppi 4.682

  17. Roberto Spadi ha detto:

    Caro/a elezioni, un conto è il collegio elettorale VII che COMPRENDE Braccagni, Montepescali e Barbanella ( 7.000 elettori…), un conto sono le sezioni di Braccagni e Montepescali.

  18. Webmaster ha detto:

    Chiediamo scusa per le continue interruzioni nella visibilità del blog, specialmente in questi ultimi giorni. Si stava eseguendo un aggiornamento del programma quando è incorso un errore fatale che è stato risolto solo oggi. Si spera che con questo ultimo aggiornamento non si verifichino più problemi.

  19. elezioni ha detto:

    SEGGIO N° 64

    votanti provinciali 871 europee 872, donne prov 433 eur
    434, uomini prov 438 eur438.
    europee 2009
    sinistra e libertà 21

    pdl 290 33,25%
    rif. comun.
    29
    melchiorre –
    forza nuova 7
    unione di
    centro 21
    destra sociale 12
    partito com. 9

    PD 379 43,46%

    l’autonmia 4
    bonino 13
    lega
    nord 20
    di Pietro 30

    bianche 8
    nulle 29

    costa
    1; SEnsini 141; sassoli 10; Milana 15; Domenici 4; Berlusconi 49;
    Vaccari 1; Giuntini 2; Sgrena 1; vendola 6; Guidoni 1; Staino 2

    Risultati provinciale

    Alessandro Peri 4 di cui 2 MAT; Alessandro
    Antichi 315 di cui 49 solo pres. CPA 2; LEGA NORD 18; CASINI 24;PDL
    222; ALL. DI CENTRO –

    ROBERTO BAROCCI 26 DI CUI 2 SOLO PRES. L’ALTRA
    MAREMMA -, RIF. COMUNISTA 23

    ANDREA MERSI 1

    ADRIANO RENIS 16 DI CUI 6
    SOLO PRES; X LA MAREMMA 2, LA DESTRA 8

    FRANCESCO CARDONI 8 DI CUI
    DESTRA SOCIALE 8

    MARCO RIZZO 8 DI CUI SOLO PRES. 2, COM. ITALIANI 6

    LEONARDO MARRAS 447 DI CUI SOLO PRES. 35, DI PIETRO 24; AMO LA MIA
    TERRA 6; SINISTRA PER GROSSETO 44, PD 319, MARRAS PRESIDENTE 19

    BIANCHE 16

    NULLE 30

    SEGGIO N° 65

    ELEZIONI PROV.

    ANTICHI 113 DI
    CUI CPN 3; LEGA NOD 3; CASINI 11, PDL 81; ALL. DI CENTRO –

    BAROCCI 11
    DI CUI L’ALTRA MAREMMA 2; RIF COM. 6; NUCL. NO 2

    MERSI 1;
    RENIS 8 DI
    CUI LISTA CIV. 1; LA DX 5
    fRANCESCO CARDONE DX SOC. 2
    RIZZO COM.
    ITAL. 3
    MARRAS 201 DI CUI DI PETRO 6; RIF COM. 5; SIX PER GROSSETO
    16; PD 144; LISTA PRES. 16

  20. Webmaster ha detto:

    Continua a piccoli passi per tutti gli utenti l’aggiornamento del blog. E’ stato inserito un calendario interattivo sul quale verranno immessi (di mano in mano) tutti gli eventi, manifestazioni, riunioni, ecc. Basta fare clic sul giorno in cui si vede presente un evento per avere tutta la descrizione possibile. Il calendario è in fondo alla pagina dei commenti.
    In via sperimentale, ma funziona bene, abbiamo messo braccagni.info anche sul cellulare; in questa maniera è possibile seguire il blog anche senza un computer, semplicemente digitando dal proprio cellulare (che possa ovviamente andare su internet) questo indirizzo Web: mippin.com/braccagni Quella immagine che si vede sulla colonna di destra del blog è un codice automatico che consente ai cellulari Nokia di accedere al blog via internet senza digitare l’indirizzo; logicamente il codice si riferisce al blog Braccagni.info.
    E’ adesso possibile interagire con siti come Facebook o MySpace, in modo che Braccagni.info abbia massima esposizione anche su siti di notizie e interattivi. Come risultato abbiamo una maggiore presenza sui motori di ricerca delle notizie del blog.

  21. Nello ha detto:

    Ieri, a seguito delle elezioni tenutesi domenica 14, è stato insediato il nuovo consiglio del Centro Promozione Sociale (ex anziani) “Gli Anta” di Braccagni. Risulta così composto:
    Presidente: TERZO Bruno;
    V.Presidente: PARRI Osvaldo;
    Tesoriere: OTTAVIANI Franca;
    Segretario: LOLINI Nello;
    Consiglieri: CHECHI Laura; CIACCI Albina; MANTELLASSI Bruno;
    PASTORELLI Orazio; PELLEGRINI Lauriano.
    Inoltre sono stati eletti:
    Collegio Sindaci Revisori: BANDINELLI Giorgio e CIURLI G.Carlo (Presidente
    sarà il membro nominato dal Consiglio Circ.)
    Collegio Probi Viri: OTTAVIANI Loriana; PEPI Vilma; PERICCHI Novemia

  22. il granocchiaio ha detto:

    W GLI ANTA

    ho letto con piacere la composizione del nuovo consiglio
    e non solo per la riconferma scontata del nostro presidente, ma anche e per i nuovi arrivi

    io non brillo per partecipazione ma è come esserci e poi spero di trovare il tempo di essere più presente

    quello che mi ha fatto effetto di più è l’arrivo del BEBA
    a me mi pare ieri vedello a giro in pantaloncini corti, con una testa più grossa di tutto lui messo insieme (non a caso è uno dei pochi che può vantare il doppio soprannome che manco a spiega a cosa si riferisce è “88”)

    al POPI mi c’ero abituato, ma certo vedè il BEBA segretario, che per pudore forse non dice che è stato eletto Segretario, beh, a me fa un certo effetto……

    complimenti a tutti e, SIDACO a parte (il mi zi Orazio), pe quell’altri potrebbero anche denuncia il loro soprannome di battesimo

    auguri a tutti eletti ed elettori

    il granocchiaio

  23. redazione ha detto:

    Complimenti e auguri di buon lavoro al gruppo degli Anta. Sicuramente è un superConsiglio che continuerà a fare cose egregie com ha fatto sino ad oggi.

  24. Nello ha detto:

    Granocchiaio, in altre occasioni hai scritto di essere “l’Enciclopedia dei Soprannomi”, quindi sta a te incrociarli con gli eletti. Io non li so, forse perchè in pochi siamo braccagnini “naturali”.Sai sicuramente nil significato di “88” affibbiatomi dal gruppo Micio-Ulderigo, ma come sia diventato Beba lo sai?
    Ho smesso i panteloni corti contemporaneamente al cambio (o meglio al raddoppio) del soprannome, ma come te sei diventato nonno, io sono diventato eleggibile nel Centro anziani. La natura fa il suo corso

  25. patrizio ha detto:

    A proposito di soprannomi, tempo fa il granocchiaio mi sorprese non poco, io mi ero del tutto dimenticato di un soprannome che credo non siano molti a ricordare, mi era stato affibbiato una trentina di anni fa e più.
    Il bello è che dopo che granocchiaio lo ha detto, ho avuto come un flash e mi sono ricordato quando me lo misero e la sensazione di non riuscire a capire perchè… un pò di disagio anche infatti ad dir la verità non mi piaceva, ricordo anche questo oggi,… me lo ricordo la prima volta utilizzato verso di me nella sala da biliardo del Tavernesi.

    Il camone (di nilia), il cecco , garalla e non ricordo più gli altri, forse c’era anche il cacio, cominciarono a chiamarmi in quel modo durante una goriziana. i miei ricordi si fermano qui, perchè poi nessuno lo ha mai utilizzato più.

    GOMMONE

    è il soprannome, ma non ricordo più il perchè e qualunque sia il motivo oggi mi piacerebbe conoscero?

    Io tra gli amici braccagnini non ho particolari soprannomi, ne ricordo molti ma nessuno consolidato, da caligola a ciampino (maurilio ricordi?) ciampino per la testa grossa come l’aereoporto, caligola non saprei, a nik testa (testa grossa + giocatore di baseball), gorillino junior, tomacescky (portiere della polonia mezzo pazzo nelle uscite ai piedi, messomi da Attila) poi diventato Toma, fino al definitivo Pat che non è un soprannome vero e proprio.

    Ma se degli altri ricordo chi e come mi furono messi, gommone rimane per me un mistero… granocchiaio chiedo il tuo aiuto per svelarlo e se fosse una cosa a sfottio pesante, pazienza sei autorizzato a dirla ugualmente, male che vada mi faccio quattro risate insieme a voi.

    • il granocchiaio ha detto:

      caro Nello

      avere e non essere: io dissi, e lo confermo, di avere l’Albo d’Oro dei Soprannomi, non di esserlo.
      Questo detto vorrei precisare che non è un’anagrafe chiusa e automatica. Al contrario è un Albo a cui si accede solo a determinate condizioni e quindi non c’è automatismo. È sottoposto ad aggiornamenti sia per nuovi entrati che per duplicazione del soprannome. Sono gradite e recepite anche notizie circa il perché del soprannome.

      A dir al verità, vista la delicatezza della materia, non è così facile da gestire e aggiornare. Basti pensare che ho una grossa percentuale di iscritti di cui ho il Soprannome ma non il nome e cognome anagrafico. D’altra parte che faccio? Metto un articolo sul blog per sapere a chi corrisponde il nome del Tacchino e della Billa? Cappuccini, diranno tutti! Si ma chi era chi? Enzo e Edio, per stavolta lo dico io: Enzo Il Tacchino, Edio la Billa.

      Quindi devo pazientare e via via che mi capita aggiorno e annoto.

      Poi il rapporto con il soprannome è una cosa assai complessa e varia. C’è chi lo sopporta, chi non lo sopporta e non lo vuole, chi alla domanda di come si chiama risponde direttamente con il soprannome e chi non vuole essere così chiamato nemmeno in sua assenza. C’è poi una categoria che io reputo un po’ sfortunata e sono quelli che non hanno il soprannome e gli piacerebbe averlo. Ma nessuno glielo ha dato e non sanno come fare. A questiposso dare un piccolo consiglio: io ero di questa categoria, a sessant’anni nessuno mi aveva mai ..gato di un soprannome, e allora me lo sono dato da solo e ora so più contento e più completo.

      Al Pat, che non ricorda più che ultimamente è stato pure nomato il Pizzicato, cosa dire circa
      il Gommone? Il soprannome nasce normalmente da un’osservazione fisica o psicologica del soggetto, la battuta tagliente alla toscana che può arrivare ad essere feroce, ma se è ben mirata è formidabili e insostituibile!

      Gommone? Io non ci fare ne un dramma ne un problema. Può darsi che all’epoca tu fossi un po’ come me: non proprio alto, diciamo basso, ma abbastanza largo, diciamo tracagnotto, oppure diciamo pure……Gommone! (gommone come imbarcazione, gommone come camera d’aria del camion trasformata in mega-ciambellone per il mare, ma gommone anche come cilingomma o caramella “bombolosa”………)

      Ma poi chi l’ha detto che ci dev’esse un perché o un per come? Che senso ha sapere come mai l’Andrea Battilocchi si chiamasse il “Grinzetta”?

  26. Webmaster ha detto:

    E’ stato aggiunto alla pagina “Notizie” un calendario Google che verrà aggiornato di volta in volta dagli amministratori del blog. In esso verranno descritte le varie manifestazioni e gli eventi che – di volta in volta – si svolgeranno a Braccagni. Tale calendario è totalmente interattivo e stampabile; riporta le manifestazioni civili e religiose oltre le fasi lunari ed il tempo su Braccagni.

  27. roberto ha detto:

    un saluto a tutti gli amici della piazza da hammamet

  28. dopo Roma anche a Braccagni la F1 ha detto:

    Come forse saprete è stato presentato il progetto per correre su un circuito di F1 nel tracciato cittadino di Roma.

    Viste le ormai giornaliere (e notturne) esibizioni di centauri e automobilisti sfreccianti e rombanti nel tracciato cittadino di Braccagni mi prendo il privilegio di proporre alla Giunta Comunale di Grosseto nonché al Consiglio Comunale tutto, che venga esaminata con benevola attenzione la possibilità di istituire nelle strade del paese e immediati dintorni, un CIRCUITO PERMANENTE DI VELOCITA’ PER AUTO, MOTO, PULMAN E CAMION. E per TRATTORI.

    Completo la richiesta specificando che quando dico PERMANENTE non intendo dire che il circuito sarà disponibile ogni anno per una gara con i diversi mezzi motorizzati. No, intendo dire che sia PERMANENTE A VITA, E APERTO TUTTI I GIORNI DELL’ANNO.

    Forse qualcuno penserà che sia una provocazione e una cosa per ridere. Non sono mai stato tanto serio in vita mia. Il ragionamento è questo.

    Se si deve vivere in un paese dove, senza preavviso di direzione e mezzi utilizzati, sfrecciano inaspettatamente in orari diversi dei – diciamo così – “signori” che ci vogliono far vedere quanto sono bravi a passare a velocità folli dentro il paese, incuranti non solo del divieto e del pericolo che creano, ma anche degli sguardi attoniti e ultimamente anche incazzati dei poveri paesani, tanto vale dare a loro libertà di fare quello che vogliono ma non QUANDO VOGLIONO. Permettiamo loro di farlo in piena libertà come ora, ma finalmente autorizzati a farlo.

    Credo che così si risolverebbero le due questioni centrali: si darebbe libro sfogo ai vari artisti della velocità in paese, e si metterebbe fine ai pericoli per gli abitanti.

    Qualcuno potrebbe obiettare che così non si saprebbe come fare ad arrivare a casa, ma non vi preoccupate, spazio ce n’è intorno a Braccagni, la pe’ i campi con viottoli o carrarecce improvvisate una soluzione si troverà. Magari a qualcuno verrà anche in mente di fare una Circonvallazione di Braccagni, anche per non disturbare gli IMPUNITI DELLA VELOCITA’.

    Un ultimo desiderio: poter chiamare l’autodromo “IL REGNO DEI CRETINI”

  29. riceviamo da GROSSETOFIERE ha detto:

    Il futuro del Centro FiereSe ne è discusso alla7a Giornata dell’Economia
    “Una realtà importante. Dalla Regione sostegno alle future iniziative”

    L’attività e lo sviluppo del Nuovo Polo Espositivo di Braccagni è stato uno dei temi su cui si è discusso nel corso della 7° Giornata dell’Economia tenuta questa mattina in Camera di Commercio alla presenza di tutti i principali attori dell’imprenditoria maremmana e delle istituzioni locali e regionali.
    Puntare su eventi fortemente legati al territorio, accogliere manifestazioni di interesse regionale e operare in stretta sinergia con gli altri enti fieristici sono gli obiettivi condivisi scaturiti durante il dibattito e sottolineati nel corso dell’intervento del Presidente di Grossetofiere, Riccardo Breda.
    Breda, prendendo spunto dalle parole di Giovanni Lamioni in apertura dei lavori, ha ricordato come “la Maremma, con una quota del 22% sul totale delle produzioni agroalimentari della Toscana, rappresenti un polo di eccellenza in questo settore e come tale debba divenire luogo deputato ad accogliere eventi espositivi capaci di dare impulso alla Maremma in generale ed al “made in Toscana” in particolare, marchio questo che ha dimostrato un maggior potere di penetrazione nei mercati internazionali. Il Centro Fiere – ha concluso il Presidente Breda – può finalmente essere messo a disposizione del tessuto economico locale per tutte quelle iniziative tendenti ad un rilancio dell’economia”.
    Al riguardo il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, dopo aver ribadito che la Regione sarà a fianco di Grossetofiere per far crescere il nuovo polo espositivo, ha voluto ricordare come “non si debba cedere alla tentazione di pensare troppo in grande. Niente gigantismo – ha detto. Questa struttura dovrà accogliere eventi “di nicchia”, strettamente legati alle peculiarità del territorio ed alle sue risorse. Impossibile, e deleterio – ha continuato – confrontarsi con realtà più blasonate. Ben vengano, invece, collaborazioni con quelle strutture che già dispongono di un importante Know-out nel settore”.

    .

    Ufficio Stampa Grossetofiere Spa

  30. riceviamo da GROSSETOFIERE: ha detto:

    Piano promozionale 2010
    Ecco le novità per Grossetofiere
    Presentato martedì mattina all’assemblea dei soci

    E’ stato presentato questa mattina all’assemblea dei soci, nella sala riunioni della Camera di Commercio di Grosseto, il programma promozionale 2010 di Grossetofiere che segnerà le tappe fondamentali su cui si baserà l’attività del prossimo futuro.
    Conferma e potenziamento delle manifestazioni già in essere e nuovi eventi legati alle peculiarità del territorio sono le linee guida espresse dal nuovo presidente della Spa maremmana, Riccardo Breda, in apertura dei lavori.
    «Il nuovo programma promozionale – ha sostenuto Breda – segue due distinte linee guida che prevedono due tipologie di eventi: quelli ormai consolidati che potranno subire solo miglioramenti, e quelli, invece, che saranno portati a compimento solo a patto che vengano recepite adeguate risorse finanziarie».
    Tra quelli ormai consolidati ci sono la 12ª Mostra Scambio Auto e Moto d’Epoca di gennaio, la 32ª Fiera del Madonnino ad aprile e la 4ª edizione di “Affari in Fiera” ad inizio ottobre. Prima edizione per “Giardini di Marzo” (1ª mostra mercato del florovivaismo, attrezzature e giardinaggio) che si terrà il 26,27 e 28 marzo; new-entry, invece per “Mare da Amare” la 1ª Mostra mercato sull’economia del mare.
    «Mentre per Giardini di Marzo – ha sottolineato il Presidente Riccardo Breda – siamo in presenza di una manifestazione già in cantiere lo scorso anno e poi per mancanza di disponibilità delle strutture espositive rimandata, la novità importante è rappresentata dalla fiera dedicata al settore della nautica e a tutto l’indotto. Una fiera dalle grandi potenzialità e su cui puntiamo molto».
    «La fiera – ha precisato il direttore Carlo Pacini – sarà dislocata, nel senso che la parte statica (o espositiva) verrà accolta al Centro Fiere del Madonnino, ed la parte “dinamica” presso le strutture portuali della provincia di aderiranno al progetto».
    «Oltre a queste – ha detto Breda – è allo studio anche un progetto mirato al settore agroalimentare che, vista la complessità, dovrebbe entrare in fase di realizzazione nel 2011 ed avere una cadenza biennale».
    Tornano, infine, i progetti legati al turismo e alle energie rinnovabili. «In questo caso – ha sostenuto il direttore Pacini – siamo in presenza di manifestazioni di rilevante importanza per l’economia e la vocazione del territorio ma che necessitano di coperture finanziare adeguate».
    «L’esperienza di “Fiera Vacanze” ha ribadito il presidente Breda – è stata positiva e, dopo una pausa dovuta a fattori non dipendenti dalla volontà di Grossetofiere, siamo oggi a riproporla agli operatori del settore. E’ evidente però che, vista la peculiarità del tema trattato e l’impossibilità di andare a copertura dei costi con aziende espositrici e sponsor, questa fiera avrà bisogno di un “sostegno” economico. Stesso discorso per quella delle energie rinnovabili che troverebbe proprio qui in Maremma, terra deputata a divenire Polo delle Energie Rinnovabili, palcoscenico ideale».
    A conclusione della presentazione del piano promozionale 2010 anche due note sul Centro Fiere: «Siamo impegnati nella realizzazione degli ultimi lavori nell’area – ha detto il Presidente Riccardo Breda – ed in particolare sulla sistemazione dell’area Nord che ci consentirà di ottenere ancora più spazi per gli espositori; stiamo lavorando anche sui parcheggi e sull’illuminazione». Quest’ultima è un fattore di forte rilevanza nel contesto economico in quanto Grossetofiere ha già ricevuto alcune richieste di “noleggio” dell’area espositiva in periodo notturno; richieste che al momento non possono però essere evase.

    Ufficio Stampa Grossetofiere Spa

  31. Roberto Spadi ha detto:

    A proposito dell’area del Madonnino, più volte in diverse occasioni istituzionali e non, ho posto il problema della carenza di acqua potabile nella zona del Madonnino in cui sono previste, alcune già realizzate, strutture produttive nel settore dell’agroalimentare, senza prevedere l’aumento dell’approvigionamento idrico, indispensabile per gli usi agroindustriali, tra l’altro obbligatori con acqua potabile per i capitolati della 626 ecc…
    Nonostante ciò le istituzioni hanno continuato a progettare e costruire senza prevedere alcunchè, credo facendo affidamento per i collaudi all’allacciamento delle struttura al Consorzio Utenti dell’Acquedotto rurale il Madonnino, Ente PRIVATO di cui sono il Presidente, che per adesso e anche in futuro NEGHERA’ senza reali garanzie di potenziamento della portata dell’acquedotto esistente.
    Ho notato che il neo sindaco di Roccastrada ha posto anche lui il problema in un articolo sul Tirreno dei giorni scorsi lamentandosi di non aver potuto garantire alla società che costruisce il mattatoio un’approvvigionamento idrico sufficiente.
    Chiedo al sindaco di Roccastrada e a quello di Grosseto di insistere, con me, nel chiedere all’ATO 6 il finanziamento delle opere necessarie.

  32. il granocchiaio ha detto:

    cani bisognosi e padroni incivili

    Ho notato che si rivedono in giro “signori” (si fa per dire) che portano a spasso i loro cani, senza guinzaglio e senza nessuna cura per dove fanno i loro bisogni.

    Per essere più preciso: mercoledì scorso, mentre aspettavo di farmi il prelievo del sangue, un distinto e atletico giovin “signore” osservava compiaciuto il suo cane lupo – liberato dal guinzaglio – innaffiare tutte le piante del sottostante cortile. Non mi è stato possibile vedere se evacuazioni più consistenti fossero state fatte in qualche altro angolino.

    Perdurando l’inciviltà di queste persone, non sarebbe possibile chiedere al Comune di Grosseto di mettere dei cartelli per delimitare la zona dove è possibile far eseguire i bisogni ai cari “amici dell’uomo”?
    E magari qua e la qualche cartello che ricordasse che i cani vanno portati al guinzaglio (sempre) e avendo con se sacchetto e paletta? (sempre)
    Avete fatto caso qual è la risposta quando si chiede a qualcuno di tenere il cane al proprio guinzaglio?
    – Tanto è buono, fa mica niente! Qua lupo!
    Al che non si sa se premiare l’intelligenza o l’originalità!

    Infine segnalo che il passaggio più frequentato dai cani del paese è proprio nel parchino giochi dei bimbi a fianco delle Chiesa……………….basta fare una piccola ispezione su quel territori per vedere se è vero o no.

  33. La geep di edo ha detto:

    il nostro coccodrillo dandee, al secolo Galli Edo colpisce ancora:

    C’è un volto della Maremma da riscoprire. O almeno da tutelare, da valorizzare, da non far cadere nell’oblio. È quello delle bonifiche, dei braccianti, delle prime trebbiature fatte con le macchine. Un volto che ci riporta alla metà del Novecento quando la Maremma era ancora terra “amara”. E sarà proprio questo il tema delle proiezioni di “Maremma video mobile”, l’interessante iniziativa proposta per l’estate 2009 dal Comune di Grosseto, dal Gruppo tradizioni popolari “Galli Silvestro”, dalla Pro Loco Alborensis in collaborazione con le circoscrizioni 5 e 7.

    Con “Maremma video mobile” sarà il cinema ad andare dagli spettatori. Lo schermo su cui saranno proiettati i filmati, tutti d’epoca, verrà infatti sistemato sul portapacchi di una jeep, che raggiungerà le piazze principali delle località – Rispescia, Alberese e Braccagni – protagoniste delle pellicole. Ad accompagnare la jeep ci sarà anche un Land rover 130 con sopra montato un coloratissimo coccodrillo in plastica riciclata realizzato da Omar Rondo e presentato alla Biennale di Venezia.

    “Saranno trasmesse pellicole d’epoca recuperate dall’archivio storico di Grancia. Si tratta di filmati mai visti tratti dai cinegiornali della Settimana incom dell’Istituto Luce. Il cinema ambulante non è una novità per questo territorio. Già negli anni ’50, con le proiezioni organizzate dall’ente Maremma, arrivava nel capoluogo e nelle frazioni”.

    Il primo appuntamento è per di lunedì 6 luglio a Rispescia con la settimana incom del 1953 riguardante l’inaugurazione del villaggio del bracciante, iniziativa cui parteciparono anche Amintore Fanfani e Giuseppe Medici patrono della Riforma fondiaria.

    A seguire sarà trasmessa la pellicola di Ermanno Olmi, realizzata in collaborazione con Slow food, “Terra madre”. Il 18 luglio ad Alberese saranno proiettati, oltre a “Terra madre” e al filmato del 1950 dell’Inail dal titolo “Uomini e grano”, anche “Trebbiatura ad Alberese” di Edo Galli e immagini tratte dalla visita del duce alle bonifiche e dall’inaugurazione del ponte Mussolini. Il tour grossetano del cinebus (che proseguirà a Pian di Rocca e San Donato) si concluderà il 24 luglio a Braccagni con “Terra madre”. Nell’occasione saranno celebrati anche i 30 anni di attività del gruppo tradizioni popolari “Galli Silvestro”. Tutte le proiezioni inizieranno alle 21,15.

    “Si tratta di una iniziativa culturale di alto spessore che alla riscoperta delle nostre radici e delle natura più genuina della nostra terra unisce anche il fascino, ormai quasi dimenticato, dell’uscire di casa per condividere, tutti insieme, una serata diversa”.

    Alla presentazione dell’iniziativa, che si è tenuta oggi in sala del consiglio, hanno partecipato anche Roberto Tonini per la condotta Slow Food di Grosseto e Mario Vagaggini che dal ’54 al ’62 ha portato, a bordo di una Fiat 850, il cinema “a spasso” per la Provincia di Grosseto.

    • Roberto Spadi ha detto:

      A parte di come è scritto jeep, il post è interessantissimo e mi riprometto di spargere la voce con amici e conoscenti per fare in modo che le varie manifestazioni nei paesi raggiunti siano un successone!

    • viviana ha detto:

      ma quanto mi piacerebbe poter assistere a queste proiezioni … con la speranza di riuscire a scorgere fra la gente di allora anche il volto del mio babbo che al’Ente Maremma era infinitamente riconoscente perchè , dopo tanta disoccupazione , aveva trovato qui un lavoro .
      Negli archivi dei fratelli Gori ho cercato e trovato qualche immagine sulla consegna delle terre agli assegnatari ed in alcune ho visto , in fondo , ultima ruota del carro , proprio lui, orgoglioso di essere presente a queste storiche cerimonie che sancivano una rivoluzione nel modo di intendere il lavoro della terra .

  34. Roberto Tonini ha detto:

    altro che 850, io ci’andavo con il Paperino e col Motom!

    Se Mario Vagaggini può vantarsi di aver scorrazzato per la campagna maremmana con una 850 io posso rivendicare i miei scorrazzamenti a cavallo del mitico Motom e ancor prima dell’ancor più mitico Paperino.

    Il Paperino era un ciclomotore costruito fin dal 1953 con motore a due tempi Mosquito di 38 cc e trasmissione a rullo. Costruito fin dal 1953 dall’Industria Meccanica Napoletana fu il primo motore comprato e poi affidato a me e al mi fratello Rodolfo per portare le bombole dell’Agipgas. Certo non aveva le marce e poi non aveva il rumore adulto e la sonorità di un quattro tempi come una Gilera, ma nelle sere d’estate in una via Garibaldini percorsa in su e in giù dai fratelli Maurizio e Paolo Fregoli – figlioli del capo stazione titolare – con la loro fiammante bicicletta da corsa, anche noi riuscivamo a far spettacolo facendo rombare il nostro motorino semplicemente levando il tappo alla marmitta! Allora costava £ 63.900, come recita una pubblicità dell’epoca e vi assicuro che non era proprio poco!

    Il nostro babbo da meccanico mago qual’era aveva costruito una specie di culla dove poter appoggiare la bombola del gas che poi veniva assicurata mettendo dei lacci di gomma che si toglievano dalle bombole stesse. Questi avevano originariamente il compito di non far sbattere metallo contro metallo le bombole stesse! A pensarci oggi sembra una finezza ed un lusso impensabili!
    Su questa specie di culla si poteva mettere all’occorrenza anche altra merce, assicurata poi con lo stesso sistema.

    Molto meglio andò quando al posto del Paperino ci comprò il Motom. Questo viene presentato per la prima volta al salone di Ginevra del 1947 con il nome di Motomic, che stava per Moto Atomica.. aveva finalmente le marce ma soprattutto aveva un motore quattro tempi! Questo per noi era veramente il massimo!

    Anche su questo il mi babbo ci fece la solita applicazione e le consegne risultarono più agevoli e…..divertenti: a quei tempi non era da tutti possedere un motorino!

    Tornando alla storia nelle campagne e all’Ente Maremma. Gli anni 50 furono anche quelli durante i quali furono consegnati ai nuovi “ASSEGNATARI” i poderi. Noi Tonini avevamo all’epoca già la Ferrareccia che era stata aperta nel 1952 dal mi nonno Cecco e del mi babbo Giorgio.
    Al momento della consegna fisica del podere l’Ente Merenda (cosi poco dopo cominciammo a chiamarla, il perché cercate d’indovinarlo voi) per il nuovo assegnatario venne studiato una specie di cerimonia sicuramente studiata nelle alte sfere.

    I funzionari spiegarono al mi babbo che avrebbe dovuto comporre una specie di gruppo di attrezzi da consegnare ai contadini. C’era una vanga, una zappa, una falce e un forchetto, tutti senza manico e legati insieme con un robusto fil di ferro. Il mi babbo con la sua solita maestria realizzò un mezzo capolavoro per come questo kit risultò compatto e bello da vedersi. Ma la cosa non finisce qui. Sempre i funzionari spiegarono che in un certo giorno questa prima dotazione doveva essere consegnata nei poderi e con una procedura scenografica ben studiata: il collo doveva essere per terra, davanti al podere messo all’accesso, in modo che la famiglia arrivando trovasse questo proprio li nel mezzo come gesto di dono e benvenuto.

    Questa scenografia fu insegnata a me e a Rodolfo che comiciammo così le consegne per tutti i poderi della zona degli Olmini e la Corea con i nostri Motom.

    Così abbiamo partecipato anche noi a quel momento storico.

  35. Nello ha detto:

    So che non è il blog giusto, ma su quello della Raccolta differenziata non mi riesce inviare commenti.
    Nicola, braccagni non ha mai avuto cassonetti per l’umido e mai li avrà in quanto, parole dell’Assessore Monaci, il Comune ha smessp di acquistarli, perchè,usiamo una allocuzione sessantottina, soggetti troppo spesso a “prelievi oprloletari”.
    Ha ragione Patrick, ci sono le compostiere: Io ho partecipato all’iniziativa del comune e a costo zero mi sono ritrovato con molto compost, che non sarà concime come dice Patrick, ma sicuramente ottimo pert disgregare il terreno del mio orticello.
    Per la raccolta differenziata ha ragione anche SciabiliK che dovrebbero cambiarci la testa, ma dovrebbero intervenire anche i politici per insegnare e nel caso punire i trasgressori. Non è stato chiarito come suddividere i vari prodotti, gli imballaggi da mettere nei cassonetti sono quelli dei cittadini e non dei commercianti, come invece avviene, per cui il pericolo degli inceneritori cancerogeni paventato da Patrick è reale, basta poco per mettere nel CDR plastica e/o metalli pesanti (leggere dopo combustione diossina). C’è poi il problema dei rifiuti ingombranti, il COSECA viene dai singoli cittadini a ritirarli dopo normale telefonata (di solito il ritiro è il martedì), ma se andate in via Andreoli presso i cassonetti c’è di tutto e di più da oltre 10 gg

  36. daniele ha detto:

    Non ho visto nel cartellone degli spettacoli del Comune di Grosseto il Festival Via Cava di Roselle. Ma ci sarà?

  37. redazione ha detto:

    Il Festival di Via Cava al Parco di Pietra di Roselle, organizzato dall’associazione Carme, non ci sarà.
    Una bella esperienza, ma durata troppo poco.

  38. redazione ha detto:

    Pronto a partire il gippone del Maremma Cine Bus. La data di Braccagni sarà confermata nei prossimi giorni.

  39. Carlo Vellutini ha detto:

    Come ho avuto occasione di dire personalmente ad Edo, penso che questa iniziativa di “cinema itinerante” sia apprezzabile. Personalmente mi dispiace solo di non assistere alla serata di Braccagni in quanto sono in ferie e per necessità fisiologica bisogna che “emigri” per qualche giorno senza notizie, in particolar modo sportive!!! In questi giorni la illuestrerò a qualche amico che, dopo le recenti elezioni, è diventato assessore di comuni limitrofi per provare a vedere se non fosse il caso di estenderla (sempre che gli organizzatori siano disponibili) anche a territori che non vengono toccati dal tour di quest’anno. Credo che esperienze positive come quella organizzata da Edo con il Gruppo Tradizioni Popolari e tutti gli altri siano importanti per creare quella “cultura maremmana” che troppo spesso andiamo perdendo….

  40. Roberto Tonini ha detto:

    Clima altri tempi iersera a Rispescia.

    La magia di certe serate di estate, senza un minimo di vento, le sedie messe in un parcheggio, il telone per il cinema, la gente con le facce un po’ così, quell’espressioni un po’ così. Come abbiamo noi quando ci ritroviamo la sera dopo cena li, invece che davanti alla televisione.

    E chi arrivava portandosi da casa la propria sedia o poltroncina pe sta più comodo, io per esempio. D’altra parte, forse pe scaramanzia un c’enerano mica tante, saranno state si e no pe una trentina di posti all’inizio. La gente quasi fra l’imbarazzato e il curioso sembrava chiedere: ma questi qui che c…o fanno o vogliono fa? Chissà che ci faranno vede? L’assessore gentile e disponibile c’è, la gente che via via arriva si accomoda e prende i posti migliori, ci si saluta – ma anche te qui? – menomale che un ci so le zanzare – certo che caldo! E cosi via cantando.

    Poi la folla aumenta, le sedie cominciano a scarseggiare, chi va a prenderle tutto contento perché allora la gente arriva! Poi non bastano più le sedie e la gente si mette a sedere e s’accomoda un po’ d’appertutto. Sulle panchine, appoggiata a un albero o accovacciato sul marciapiede. Da ultimo si saprà che erano più di duegentocinquanta persone.

    Allora il Galletto parte a presentare la serata. Per il suo carattere e il suo modo di essere si presenta nell’occasione più brillante e spigliato del solito. O ha studiato bene o è veramente ispirato. Insomma spiega che cosa si vedrà, chiama a dire du parole l’assessore, che conosce bene ritmi e misure di circostanza, poi un Enrico Rustici in veste di poeta che certo non è nuovo a queste cose, ma che dopo la prima ottava lo sento un pelino emozionato, forse la mancanza di un compagno per un contrasto od una appoggio. Ma tutto benissimo, anzi, l’emotività rende il suo intervento più vero, meno tracotante, ma più apprezzabile e godibile.

    E poi, sembrava che un dovesse fini più con questa tiritera, e invece tutti fanno silenzio quando partono i filmati. Salvo poi riprendere in esclamazioni e commenti quando scorrono le immagini degli anni ’50 e in particolare di una Rispescia ancora terra da conquistare.

    E poi le interviste e le notazioni da gente che aveva visto e vissuto i momenti della consegna dei poderi dell’Ente Maremma. Il disincanto di qualcuno che notava come certe”dolcezze” e “felicità” non fossero le uniche cose dell’epoca ma piuttosto il duro impatto con un modo di vivere mai conosciuto prima: non esisteva il riposo della domenica, le ferie, ma divenuti dall’oggi al domani imprenditori non conoscere più le otto ore, gli straordinari, i riposti settimanali, le ferie……..

    Poi infine vengo chiamato a presentare il film di Ermanno Olmi Terra Madre. Io invece voglio aggiungere le mie personali esperienze dell’epoca e racconto del mio coinvolgimento in prima persona in quella sorta ci cerimonia per la consegna dei poderi e la storia della congegna della dotazione minima per lavorare che feci all’epoca in sella al mio Paperino e al Motom. Come già detto in questo blog. Del film Terra Madre ho detto che l’aveva visto il Galletto, io ancora non l’avevo visto e quindi, come tutti gli altri ero ansioso di vederlo. Buona visione e si parte.

    Mi rimetto a sede e m’accorgo di essere un po’ preoccupato. E se poi questa roba non piace? E se il mondo di Slow Food non è apprezzato e capito? Sarà riuscito Olmi a fare il capolavoro di rendere chiaro il progetto nostro?
    Poi mi lascio andare rivolto ad immagini e suoni a me ben familiari. La prima edizione di Terra Madre del 2004, poi la gente, e poi certi intermezzi con scene di incredibile bellezza e suoni che ti portano lo spirito in altre dimensioni. Poi mi ritornano i dubbi: ma ci starà la gente qui a ciucciassi du ore di questa roba? Avevo quasi paura voltarmi pe vede se c’era ancora gente o attaccava a sparì. Poi ho guardato: tutti con gli occhi sbarrati sulla piccola tela e se possibile la gente era anche aumentata.

    Raccontare il film non è possibile. È un’esperienza che va vissuta. Probabilmente ognuno vedrà delle cose diverse e che più lo riguardano. A me mi ci vorrebbe tutto il blog di un mese pe raccontalle. Il Galletto mi aveva detto di aver pianto pe i primi venti minuti. Io ci so andato diverse volte vicino. Ma è stato soprattutto il finale che mi ha invaso. Sono sparite le grandi folle, le polemiche, il caos. Solo un luogo di uno splendido angolo d’Italia, in un posto incantato, i ritmi di vita annuali di un contadino senza parole, ma con sguardi che dicevano assai di più. Le stagioni, il canto degli uccellini, delle api, dell’acqua, della pale che vanga, della ghiaia che smuove…….E poi improvviso il passaggio a bassa quota di un elicottero o di un Jet a ricordare che non è un sogno e non è tutto silenzio della natura. E poi “mio” nipote che esplora gattoni l’orto con le verdure seminate e ora nate e cresciute, che si aggrappa ad una ciocca di fagioli borlotti come se fossero mammelle di una mucca. Mi sembrava di rivede’ la mi figliola Alessandra che si perdeva in mezzo ai filari di pisellini del nostro orto e seduta per terra che se li coglieva, le apriva e se li mangiava. Orto a centimetri zero.

    • mezzamestola ha detto:

      la storia dell’ente maremma ha anche i suoi lati poco belli, ma solo chi ne è stato ferito può ancora capire quello che dico; l’ente maremma è stata una riforma agraria a metà, un pò perchè strumentalizzata dalla politica, un pò perchè alla fine a gestire la distribuzione delle terre fu la stessa parte politica che per decenni aveva convissuto con chi le terre non le voleva dare…
      i criteri di assegnazione dei poderi, delle quote … furono poi molto poco chiari. La storia è storia non si cancella, quando te andavi a portare gli attrezzi.. capirai che regalo… proviamo a pensare che con una zappa non si poteva coltivare un podere…., quando accadeva questo, c’era anche chi pur avendo i requisiti per un podere, non lo riceveva perchè aveva delle tessere in tasca che non erano dello stesso colore di chi le distribuiva…
      e i suoi figli ne hanno pagato il prezzo più di altri.

      • il granocchiaio ha detto:

        Certi ragionamenti, certe volte, in epoca non poi così lontana, venivano spudoratamente chiamati “masturbazioni mentali”

        Con tutto il rispetto per chi scrive, queste mi sono venute in mente leggendo il pezzo

        ……………………….
        “un pò perchè alla fine a gestire la distribuzione delle terre fu la stessa parte politica che per decenni aveva convissuto con chi le terre non le voleva dare…”
        …………………….

        Si ma le terre e la riforma in ultima analisi fu prima pensata e poi – come giustamente ricordi – concessa, realizzata e gestita, proprio da quella “stessa parte politica che….”, e non da altri. E questo è un fatto. Che ci ricordi e ribadisci anche te.

        La storia dei criteri di assegnazione dei poderi mi sembra mal si rapporti al discorso del kit dei 4 attrezzi. Mentre sul kit, e mi sembra che lo facessi trasparire anche un po’ dal mio racconto, a me pareva, nonostante poco più che bimbo, un fatto a dir poco puerile e paternalistico, credo che nessuno avesse l’ardine del tuo pensiero, servire a coltivare il poderino.

        Sui criteri di assegnazione non ti so troppo dire, mentre sulle dirette conseguenze, e cioè che la maggioranza “non lo riceveva perchè aveva delle tessere in tasca che non erano dello stesso colore di chi le distribuiva…” questo ti posso tranquillamente dire che è un clamoroso falso storico.

        Tutti si conosceva tutti. Tutti si sapeva più o meno chi e di quale parte eri. In quegli anni non c’era Berlusconi, e la nostra terra è sempre stata ora come allora – bontà nostra – più rossa dei cocomeri di Viareggio. E così furono grosso modo – e giustamente distribuiti i poderi. Cerca o ricerca le famiglie storiche delle primarie assegnazioni e poi vedrai. Ancora oggi, quelli che non ci hanno fatto una bella e lucrosa – ma legale – speculazione, sono ancora lì, al pezzo, e pochi, pochissimi, sono alla fame. Diversi, per non dire molti, – o forse bisognerebbe dire i più capaci – non solo se la cavano bene, ma io direi, molto più che bene. E giustamente. Sono li e riprova a fa la cartina di tornasole pe vede’ che colore viene fuori.

        Forse, come diresti te, NONOSTANTE, oltre 50 anni di governo da parte di quella “stessa parte politica che per decenni aveva convissuto con chi le terre non le voleva dare”

        • mezzamestola ha detto:

          No granocchiaio, la riforma fu pensata e richiesta fin dal dopoguerra 1918 dai socialisti, il fascismo poi la realizzò dove gli pareva, vedi Latina per esempio, e dette le terre ai loro fedeli, che comunque si fecero il mazzo per bonificare con le mani nude…
          i socialisti prima e i comunisti dopo con loro, Di Vittorio infine nel dopoguerra (la seconda) pretesero pagando col sangue di centinaia di lavoratori, le riforme fondiarie… queste furono allora concesse e gestite dalla democrazia cristiana, che non poteva più chiudere gli occhi… ma che soprattutto non poteva più far finnta di niente perchè doveva disinnescare il malcontento popolare che stava per esplodere in cose incontrollabili….

          la distribuzione delle terre avvenne secondo criteri che sono scritti nei libri di storia e sulla pelle della gente… in maremma molte famiglie di sinistra hanno i poderi dell’ente maremma, ma molti no… e nell’ente maremma se avevi la tessera del pc non ci mettevi il culo come nei consorzi agrari…

          La riforma fu studiata ed applicata ad arte per creare divisioni, poderi piccoli per non dare la possibilità di diventare autonomi, senza reddito adeguato, e al contempo sementi , buoi ed atrezzi necessari da acquistare o avere sempre dall’ente maremma alle condizioni unilaterali che questo faceva.
          Alla fine se non eri più che accorto, il podere te lo mangiavi con i debiti per coltivarlo… poi ovviamente come sempre, anche li chi lo aveva cominciò a farsi il doppio lavoro e a togliere lavoro a chi non aveva nemmeno quello… oggi poi son tutti signori… già… basta andare per la barbaruta e vedere poderi venduti con mezz’ettaro di terra intorno… e i fondi tenuti o venduti a parte… questo perchè come hai detto, qualcuno ha pianificato questo a suo tempo quando scrisse le leggi… questo doveva avvenire e ha vanificato la riforma.

          quote di tre ettari per far diventare i braccianti piccoli proprietari, che con tre ettari rimanevano sempre poveri, ma sentendosi proprietari rompevano quel vincolo di solidarietà che un tempo aveva fatto della classe bracciantile, una classe temputa e forte, che rivendicava ben altro e alla quale nel 19-20 i padroni risposero con il fascismo.

          Ora per te queste sono masturbazioni mentali, per me è storia, ma chiamiamola come vogliamo, purchè gli si riconosca un fondamento di vero… mentre tutte le manifestazioni di nostalgia e di piacere nel rivedere certe immagini sono cose normali ed umane… che vanno vissute per come uno se le sente, anche io vedendo quelle immagini sento il piacere del ricordo, ma a questo affianco il senso di un grande disagio che era quello vissuto da molti in quel periodo e trasmessomi da chi lo ha vissuto.

          ovviamente la distribuzone di terra ha prodotto ricchezza tra la gente, e questo è positivo, ma la riforma era stata pensata e voluta da altri, non da chi poi la ‘strumentalizzarono’ al loro interesse o al loro tornaconto politico… non esiste solo la maremma, la riforma ha riguardato molte altre zone, tutte con gli stessi metodi e problemi.

          quello che vedete in quei filmati parla forse di queste cose che io dico?… se si bene, se no male.

          anche io dico questo con il massimo rispetto per te, granocchiaio… lo sai bene 🙂

          • il granocchiaio ha detto:

            il rispetto non è in discussione, anzi te ne do rinnovato atto per gli scritti e per le buon reciproche intenzioni e onestà mentali

            questo detto, e per riportare il tono in colori meno sanguigni – mi scuso se mi sono lasciato prendere dalla maledetta necessità di essere violentemente sincero – propongo di metterla così: in estrema sintesi è come un bicchiere mezzo

            si, ma il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

            dipende dai punti di vista

          • mezzamestola ha detto:

            Oggi il bicchiere sembra a tutti mezzo pieno, perchè nel bene o nel male stiamo tutti meglio di allora, vittime di quel sistema e beneficiati, e i figli sono cresciuti insieme senza troppe fisime o distinzioni, io propendo per vederlo mezzo pieno e berne un poco alla salute di chi ha sofferto, ma come ogni cosa prendiamo ciò che è positivo e andiamo avanti, il negativo ci insegni invece a non ricadere in quegli errori… anche se, ad essere onesto, io guardandomi intorno vedo ben altri e più gravi intrallazzi, almeno allora si ebbe il coraggio di ragionare da statisti e le terre vennero confiscate, oggi, si pone la stessa necessità nei confronti dei capitali finanziari… ma non vedo uomini di governo che si possano chiamare statisti e quindi in grado di fare qualche cosa che lontanamente assomigli a riforme del genere. In ogni caso siccome io a Edo gli voglio bene come ad un fratello, gli faccio tanti auguri di successo per questa iniziativa.

  41. Nello ha detto:

    PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE.
    Come tutti gli anni all’inizio della stagione estiva il Presidente dell’Acquedotto del Fiora invita i cittadini al risparmio dell’acqua con inserzioni sui media, sicuramente non a costo zero. Anche il Sindaco, pochi giorni fa, da buon padre di famiglia a giustamente ricordato alcune accortezze per il rispormio idrico. Domenica 5 mi sono accorto di una perdita in Via Malenchini, altezza Menghini, ma non sapendo se era acqua potabile o di pozzo,vista l’ora, ci sono passato il giorno successivo in ora in cui il pozzo comunale era fermo: la perdita persisteva. Parlando con il ns. Consigliere Comunale ho saputo che erano alcuni giorni che la situazione era questa e che aveva avvisato chi di dovere; contattando persone che abitano in zona mi hanno detto che era almeno 15 gg e nonostante che alcuni avessero avvisato nessuno si era fatto vivo.
    Compitino da elementari: da una piccola rottura fuoriesce un litro di acqua al minuto, quanti litri escono in un giorno. Alunno, professore ma l’acqua ha una certa pressione per cui la rottura tenderà ad aumentare e l’acqua uscirà più copiosa………

  42. redazione ha detto:

    Sabato 10 luglio e domenica 11 luglio i negozi del centro commerciale di Braccagni saranno aperti anche la sera dalle ore 21:00 in poi, carta libri e fantasia, il paradiso della moda e il bar pizzeria grisu’.

  43. bulli & pupe ha detto:

    La scuola di ballo “BULLI & PUPE latin dance” di Grosseto (www.bulliepupegr.it) ha intenzione di organizzare a Braccagni un corso serale di balli caraibici “Salsa; Baciata; Merengue”

    Le lezioni avranno una cadenza settimanale della durata di 90′ inizieranno l’ultima settimana di settembre presumibilmente alle 21.30

    Chi fosse interessato all’evento e per eventuali ulteriori chiarimenti,è pregato di mettersi in contatto con la titolare della scuola Katia al

    numero 3398660970 oppure Serena 3471251686 e Francesco 3346986696

  44. riceviamo da GROSSETOFIERE ha detto:

    Giovedì 16 (ore 11) Palazzo della Provincia

    incontro con la stampa, istituzioni locali
    e associazioni per la presentazione del programma 2010 e il dettaglio della nuova Fiera Nautica

    Lo staff di Grossetofiere terrà giovedì mattina, alle ore 11, nella saletta delle conferenze del palazzo della Provincia in Piazza Dante a Grosseto, un incontro con organi di stampa, Associazioni Locali ed Enti Pubblici per illustrare nel dettaglio le manifestazioni del 2010 ospitate nel nuovo Centro Fiere al Madonnino.
    Nell’occasione sarà illustrata nei dettagli la nuovissima fiera dedicata alla nautica che non mancherà di suscitare interesse tra addetti al settore e visitatori.

    La stampa tutta è invitata a partecipare.

    Ufficio Stampa Grossetofiere Spa

  45. cristina bernasconi in abruzzo ha detto:

    La battaglia per strappare un sorriso
    Cristina Bernasconi in Abruzzo come volontaria della Croce Rossa.

    “Ho fatto tanto ma mi sembra di aver lasciato un lavoro a metà”. Non è facile raccontare il carico di emozioni di Cristina Bernasconi che è andata come volontaria della Croce Rossa di Grosseto nel campo di Castelnuovo in Abruzzo. Il giorno dopo il terribile terremoto ha pensato di non farcela proprio a stare con le mani in mano: ha dato la sua disponibilità alla Protezione Civile che l’ha precettata a partire dal 30 maggio al 6 giugno, insieme ad altri 4 operatori. Ha raccontato della vita nel campo, della perfetta organizzazione, della gente e dei tanti ragazzi, quelli 2del distributore” così chiamati perché lì è rimasto in piedi l’unico bar che la sera permette loro un attimo di svago. L’unica consolazione per adesso è Facebook ch la fa rimanere in contatto con i suoi amici: “Sono sempre a disposizione, se entro settembre verrò di nuovo precettata e non creo problemi a lavoro, parto. La gente d’Abruzzo è stata distrutta dall’esperienza del terremoto e all’inizio ci hanno accolto con diffidenza, comprensibile però. Hanno perso tutto e vivono senza più intimità: nel campo non ci sono porte, se ti lavi lo fai in comune, e se piove per andare al bagno devi usare l’ombrello. Piano piano però prendono confidenza e lì inizia la nostra battaglia per cercare di strappare loro un sorriso. Nel campo abbiamo fatto di tutto, dal servizio di cucina (per 140 persone circa), alla pulizia dei cestini e dei bagni, alla vigilanza alla sbarra d’ingresso. Sono uscita dal campo solo due volte: la prima per andare in paese dove ho visto da vicino la distruzione, la seconda sera per salutare i miei amici del distributore”.

    • Roberto Spadi ha detto:

      Cristina forever!!
      Nel mio piccolo e in occasioni molto meno gravi, quando ho avuto bisogno, 3 (tre) alluvioni subite, l’aiuto dei volontari ti aiuta quantomeno a farti passare lo stordimento che ti prende vedendo tutto il casino che madre natura riesce a fare quando ci si impegna; per un pò non sai nemmeno da che parte cominciare.

    • viviana ha detto:

      Che brava questa ragazza !
      Che piacere leggere quello che scrive !

    • Cristina ha detto:

      Salve a tutti!
      Sono tornata da un paio di giorni dalla mia seconda settimana in Abruzzo…
      Stanca, felice di tornare a casa… ma triste per aver lasciato per la seconda volta quella terra e quella gente. Mi serviranno ancora un paio di giorni per recuperare il sonno… ma la voglia di tornare laggiù non passerà.
      Per le foto: non so che dire, io ne ho un po’, ma mi pare di violare la privacy di quella gente a pubblicarle, e non parlo della privacy di cui oggi parlano tutti, quella definita dalla legge, ma della loro vita. Passeggiare per le vie di Castelnuovo, che non esiste quasi più, e vedere la vita che si è fermata quella notte, affacciarsi dai muri crollati… lascia un senso di impotenza indescrivibile, e le foto non renderebbero più giustizia di quanto abbiano fatto le immagini che fino ad oggi sono arrivate a noi.
      Però … non mi sento particolarmente brava. Avevo solo voglia di andare, di fare, di portare il mio aiuto e, se possibile, un sorriso.
      Le mie piccole battaglie le ho vinte, qualche sorriso l’ho conquistato, io insieme a le migliaia di volontari che come me hanno vissuto nelle tende insieme agli abruzzesi, mangiato insieme a loro, e insieme a loro condiviso le ore che non passano mai nelle tendopoli. Non è facile partire e lasciare la famiglia e il lavoro per una settimana, non tutti hanno la possibilità di farlo: io potevo, tutta qui sta la mia bravura, nulla di più 🙂

  46. il Granocchiaio ha detto:

    Si ma allora diciamo pure

    W Cristina
    W il blog che ci fa conoscere queste cose
    W chi ci crede e ci scrive

    senza tanta spocchia,
    tanto poi è come la TV o come Totò, prima nessuno li considerava, poi tutti a vederla e usarla una e a giubilarlo lui come un genio. Si, ma solo dopo morto.

    Come si sarebbe potuto sapere di Cristina senza il blog?

    Quante altre Cristine ci sono in Abruzzo? Si sente dire che ce ne sono diversi……….
    Sarebbe bello poter sapere anche di loro, pubblicare le loro storie!
    Queste si che sarebbero le benvenute nel blog!
    Chi sa quanti volontari maremmani sono nelle zone terremotate?
    Fateci avere notizie, e se possibile anche foto.

    Grazie

  47. riceviamo da GROSSETOFIERE ha detto:

    Giovedì 16 (ore 11) Palazzo della Provincia
    incontro con la stampa, istituzioni locali
    e associazioni per la presentazione del programma 2010 e il dettaglio della nuova Fiera Nautica

    Lo staff di Grossetofiere terrà giovedì mattina, alle ore 11, nella saletta delle conferenze del palazzo della Provincia in Piazza Dante a Grosseto, un incontro con organi di stampa, Associazioni Locali ed Enti Pubblici per illustrare nel dettaglio le manifestazioni del 2010 ospitate nel nuovo Centro Fiere al Madonnino.
    Nell’occasione sarà illustrata nei dettagli la nuovissima fiera dedicata alla nautica che non mancherà di suscitare interesse tra addetti al settore e visitatori.

    La stampa tutta è invitata a partecipare.

    Ufficio Stampa Grossetofiere Spa

  48. Ric ha detto:

    Mi associo a quello che esprime il Granocchiaio: sappiamo che ci sono molti maremmani impegnati nel nobile gesto del volontariato nelle zone terremotate di Abruzzo. Se qualche maremmano ci incrocia sul web saremmo lieti conoscere le loro esperienze in quella martoriata ma bella terra.

  49. cella senior ha detto:

    UN CARO SALUTO A TUTTI IN PARTICPLARE AL GRANOCCHIAIO CHE MI ASPETTA PER FARE UN DISCORSO DA ALMENO 3 MESI…SCUSA!!!
    VOLEVO RICORDARVI CHE IL CINE-BUS DI EDO SABATO 18 è IN PIAZZA ALL’ALBERESE E IO E L’ADORATA PROLE FAREMO QUALCHE UMILE OTTAVA DI PRESENTAZIONE…VI ASPETTIAMO(NON PER LE OTTAVE MA PER L’INIZIATIVA LODEVOLE DEL CINE BUS n.d.r.)

  50. arzillibus al G8 ha detto:

    Due pullman Iveco nuovi di zecca, di colore rigorosamente bianco scintillante con interni in velluto rosso e grigio firmati Ferrari. Sul fianco destro una scritta “From La Maddalena to L’Aquila, Summit 2009 G8” e subito sotto il parabrezza una garanzia made in Maremma, anzi in Braccagni, quella dell’Arzillibus.
    Una bella soddisfazione per il nostro amcio Michele Arzilli.

  51. offerte di lavoro ha detto:

    Cercasi operaio agricolo, possibilmente pensionato, zona Bozzone Giuncarico.
    Cercasi trattorista zona Gavorrano.
    Cercasi coppia referenziata per famiglia Vip di Capalbio.
    Per info scrivere a sentinella@maggerini.it

  52. Festa a Pereta ha detto:

    Organizzata da Daniele Lamioni e il circolo Arci di Pereta
    I festa della Birra il 18 e 19 luglio 2009.
    sabato 18 ore 17,30: Improvvisazioni e fantasie alla fisarmonica con Robin
    domenica 19 ore 17,30: Canti popolari con il gruppo folk I Vagabondi della Marsiliana; interverranno i poeti estemporanei Elino Rossi e Elidio Benelli, in collaborazione con il Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro di Braccagni e il Gruppo Il Chiovello di Magliano.

  53. Agenzia per l'impiego ha detto:

    cercasi mezzo fiasco di vino bianco, possibilmente fresco…. zona aurelia
    cercasi tre ragazze maggiorenni senza permesso di soggiorno da aiutare… zona stazione
    cercasi operaio da sfruttare gratisse senza pretese sindacali per raccattapalle (calcio e tennis) zona campo sportivo

  54. mezzolitro ha detto:

    ‘Stà novità del cercasi m’intriga, chissà che ‘un si trovi anche un pò d’intelligenza, da qualchepparte.

  55. news ha detto:

    Le Fiamme Gialle hanno sequestrato una discarica abusiva a Braccagni.

  56. maremma cine bus ha detto:

    18 luglio 2009: serata all’insegna del cinema con Maremma Video Mobile, che propone alle 21,30 in piazza del Combattente ad Alberese tre filmati sulla Grosseto e le sue tradizioni: il cinegiornale luce “Visite di Mussolini alle bonifiche maremmane”, del 1930, il filmato INAIL “Uomini e grano” del 1950 oltre ad un documentario sulla “trebbiatura di Alberese” a cura di Edo Galli.
    La serata sarà introdotta dalle ottave di Francesco e Alessandro Cellini.

  57. cittadino preoccupato ha detto:

    Notizie come “Le Fiamme Gialle hanno sequestrato una discarica abusiva a Braccagni” se si danno responsabilmente si dovrebbe fornire anche qualche altro particolare.

    Per esempio quando e dove? Non siamo a New York quindi indicare il posto non dovrebbe essere impossibile.

    D’altronde, dando per scontato che chi ha dato la notizia sia una persona responsabile e seria, l’abbia avuta come si vuole non sarà mai un “mi pare di aver sentito che avevano detto, che forse……….però io non lo so…”.
    Allora delle due una: o si ha una notizia certa e abbastanza precisa e provata e allora si da per quello che si sa, o si sta zitti e si aspetta qualcuno che la sa la fornisca poi come si deve.

    Le notizie mezze dette e mezze non dette sanno tanto di pruriginosa voglia di pettegolezzo, e non mi sembra proprio il caso.

    La terza via, quella della burla, su di un argomento del genere mi pare ancora meno il caso.

    • redazione ha detto:

      La notizia è confermata e domani sarà sui giornali. Le indagini sono in corso e pertanto invitiamo alla riservatezza.

      • cittadino preoccupato ha detto:

        riservatezza quanta? se è qui sul blog almeno qui se ne po parla evidentemente, o no? se no perchè ne avete parlato? se si perchè solo questo?

        • Ric ha detto:

          E’ bene sapere che è entrato in vigore un Ddl a firma del Ministro Alfano (cosiddetto ddl Alfano) che fissa la responsabilità di colui che scrive e – dall’altra parte – di colui che amministra il blog circa la messa in Rete di notizie. In linea di principio si ricorda a tutti che le regole sono cambiate e che il libero parlare adesso si accompagna ad una maggiore responsabilità di ciò che si dice.

          • mezzolitro ha detto:

            Si ma che notizia è se ‘un si sa: chi, dove, quando e perchè?

          • Ric ha detto:

            Vero, ma se si va a dire che le indagini sono in corso e che si raccomanda la massima riserbatezza, si va niente niente in un bacino di centinaia di milioni di persone che possono leggere una notizia come questa.

          • lodo alfano ha detto:

            Ric, grazie di averlo ricordato.

          • mezzamestola ha detto:

            Ric, vuoi per cortesia essere più preciso circa la normativa cui ti riferisci, a me non risulta niente del genere, nel dubbio, preferirei avere dati più concreti per leggere la legge e capirne di più, grazie per l’informazione.

          • Ric ha detto:

            Il Ddl Alfano – progetto di Legge già passato ad uno dei rami del Parlamento – da non confondersi con il lodo Alfano è il testo integrale sulla normativa delle intercettazioni. Questo Ddl fissa la responsabilità per coloro (utenti e amministratori di blog) che immettono in rete notizie introducendo una norma di 60 anni fa che è l’obbligo di rettifica. Questo obbligo può essere esercitato mediante semplice comunicazione per email ed eseguito entro 48 ore pena sanzioni pecuniarie. In sè tale obbligo potrebbe essere accettabile immaginando un blog che diffama persone giornalmente, però esiste anche un diritto alla stampa ed alla diffusione di notizie. Nel caso di questo blog, invece, si tratta di un blog di chiacchere in quanto la pubblicazione di notizie impone la iscrizione ad un registo prefettizio e soprattutto la denuncia di quanto si guadagna attraverso queste notizie, oltre alla nomina di un direttore responsabile il cui nominativo va denunciato. Il testo del Ddl è qui http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0005770.pdf

          • mezzamestola ha detto:

            Appunto, mi sembrava di aver capito male, conosco il DDL, ma siccome avevi detto che era entrato in vigore, alla fine non capivo più…
            ritengo quel ddl una vera abnormità… spero solo che non diventi mai legge.

          • Ric ha detto:

            Diamo per scontato che il Ddl passerà in quanto il Governo intende eliminare tutte le voci di dissenso con una norma che è unica in tutto il mondo (Cina e Afghanistan escluse…). D’altra parte se io immetto un commento su un blog come si fa a sapere se disturba qualcuno o meno? E poi se io critico civilmente una persona, per quale ragione la mia voce deve essere spenta? Qui non c’entra essere più o meno orientati su una parte politica, significa che la voce di ognuno non conta nulla.

          • cittadino preoccupato ha detto:

            Parliamo del Ddl Alfano:
            c’è nella cerchia qualcuno che se la sente di estrapolare con parole semplici, ma esatte e veritiere, il concetto che a noi interessa per il blog? Il Pat in versione “sintesi”? perché così il mappazzone del Ddl è illeggibile per un povero cristo comune.

            Nel frattempo vorrei dal Ric un chiarimento su di un punto: “In sè tale obbligo potrebbe essere accettabile immaginando un blog che diffama persone giornalmente, però esiste anche un diritto alla stampa ed alla diffusione di notizie”

            Che vuol dire che potrebbe essere accettabile nel caso in cui diffama giornalmente? E se lo fa un giorno si e un giorno no invece non va bene? Oppure una volta alla settimana? O una al mese?

            Modestamente se un diffama non è che il reato deve per forza essere continuativo, ma te mi puoi diffamare anche in una sola volta, magari sistemandomi per benino. O no?

            In quanto poi al nostro blog che è fatto solo di chiacchere credo che il problema vada ugualmente visto e capito: qui c’è libertà di diffamazione? E se non c’è questa libertà, che mezzo reali ed efficaci ha oggi – in periodo pre Ddl Alfano – un cittadino che si sente diffamato da qualcuno nel nostro blog per veder tutelati i propri legittimi diritti?

            E qui vorrei dire due parole sul secondo periodo del Ric:
            “D’altra parte se io immetto un commento su un blog come si fa a sapere se disturba qualcuno o meno? E poi se io critico civilmente una persona, per quale ragione la mia voce deve essere spenta? Qui non c’entra essere più o meno orientati su una parte politica, significa che la voce di ognuno non conta nulla”

            La domanda secondo me non va posta nei termini di “se disturba qualcuno” ma casomai “diffama qualcuno” che non mi pare esattamente la stessa cosa.
            Per cui anche il periodo successivo dovrebbe essere variato: te critichi civilmente quanto vuoi una persona , ma esiste un limite e questo limite è la libertà altrui, e cioè il rispetto della dignità dell’altro: la tua libertà non può andare a discapito della mia, la regola non cambia mai, neppure su internet.

            Cioè se l’altro si sente ingiustamente diffamato ha diritto di chiedere giustizia? E se si, quali mezzi reali e accessibili ha? Parliamone ora sul nostro blog. Se vi va.

            Qui non conta la politica: si tratta di sapere se vogliamo vivere in un stato di diritto o in una giungla di stato

          • Ric ha detto:

            Il diffamare è un caso estremo; il disturbare qualcuno è l’esprimere il proprio pensiero su un’altra persona attraverso una critica civile che non viene accettata. I blog sono entrati nel mirino dei legislatori perchè spesso usati da una certa parte politica per attaccare gli avversari; possibile che si voglia esercitare con questo Ddl una forma di coercizione sulla “troppa” libertà della Rete.
            Va detto che il motivo del successo di internet è appunto questa anarchia senza un controllore sovranazionale (impossibile peraltro a attuarsi). Una volta che internet venisse controllata terminerebbe tutto l’interesse per essa, è una cosa che non dico io ma tutti gli esperti di comunicazione di massa. Direi che è giusto cautelarsi da diffamatori con controlli attenti, ma non fare un papocchio all’italiana che consente a un illustre sconosciuto di obbligarti a rettificare ciò che hai scritto solo perchè non è d’accordo su ciò che dic. E poi la legislazione nazionale vigente già prevede forme di controllo attraverso la polizia postale ed è già definita la responsabilità dei gestori dei blog su ciò che viene scritto sui propri siti internet attraverso l’uso della moderazione (io ti cancello il messaggio se non confacente). Quindi: per quale ragione dare una ulteriore stretta?

          • cittadino preoccupato ha detto:

            Spiegazione abbastanza chiarificatrice quella del Ric. Distinguere il disturbare dal diffamare è già un bel passo. Cosa farà in effetti il Ddl se passa così com’è è quello che cerco di sapere e per questo ho chiesto che qualcuno CON ONESTA MENTALE ci illustri e ci spieghi i passi cruciali del Ddl che interessano il nostro caso.

            Purtroppo, con tutto il rispetto per il Ric, spesso si sentono interpretazioni che sembrano seguire più la logica del gregge (proprio) che quello della realtà e del raziocinio. Che internet debba rimanere una rete libera è fuori discussione, basta pensare ai casi citati dal Ric e a quello che si vede riuscire – nonostante i gravi rischi – in Iran.

            Ma resta sempre il fatto che da noi – ma non credo che l’abbiamo in esclusiva – gli assennati sono degli assennati e i cretini restano cretini. E sono questi ultimi i pericolosi, non i primi. Come resta per ora senza risposta la domanda: e se un blog come il nostro mi diffama, oggi come oggi, quali mezzi REALI ho a disposizione per farmi rendere giustizia?
            Non sto dicendo che non ci sono, sto solo chiedendo: quali sono?

          • patrizio ha detto:

            ci sono ma sono cose complicate, provo a semplificartele, ma è difficile

            – querela per diffamazione
            – citazione davanti al giudice civile per danni da diffamazione
            – scrivi alla redazione e gli chiedi di togliere l’articolo diffamatorio
            – gli rispondi per le rime, e ti difendi pubblicamente e te le tieni….

            una cosa va detta, mentre in una piazza le cose dette sono ‘volatili’ e si perdono poi tra i muri del paese, in un blog rimangono a disposizione per il mondo intero…

            quindi ci vorrebbe una certa libertà di espressione, ma al contempo anche la possibilità di individuare chi ha inserito il contenuto offensivo… cosa questa abbastanza difficile da provare… ma con un pò di ‘mestiere’ tutt si può fare, rivolgiti ai professionisti giusti che conoscono certe pratiche e avrai alla fine soddisfazione… però… c’è un però… chi oggi detiene il monopolio dell’informazione e vuole mettere il bavaglio all’informazione libera, ha anche creato la crisi della giustizia e quindi se ricorri al giudice per avere giustizia rischi di non avere la sentenza prima di 5 o 6 anni, se va bene…

            allora sarebbe bene imparare a votare le persone che non attentano alla giustizia per ragioni personali, e quelle che difendono la libertà di informazione…

            semplice no?…

          • Ric ha detto:

            Vero, Patrizio ha ragione; attualmente la gente perbene rimane perbene e gli assatanati di potere usano tutti i mezzi per non rendere pubbliche le opinioni degli altri. E’ un pò il mezzo delle dittature: io non ti faccio stare male e tu in cambio la pensi come me. L’anarchia di internet può far cadere un regime, vedi quello che sta succedendo in Iran dove Twitter e Facebook riescono a mettere in crisi la scalata dittatoriale del regime di Ahmadinejad. La diffamazione attraverso i blog è una cosa odiosa ma, a parte gli espedienti citati da Patrizio, c’è la possibilità da parte del gestore del blog di “moderare” (cancellare) eventuali post diffamatori; l’amministratore pagherebbe penalmente di prima persona per cui sarebbe uno stupido se lasciasse in rete messaggi diffamatori. Direi che questo genere di discussione è interessante; sarebbe bello se qualcuno dicesse ciò che pensa.

  58. mezzolitro ha detto:

    Vabbè allora vò a letto e domattina compro il giornale.

  59. Nello ha detto:

    Sono contento che ci sia qualcuno che si preoccupa, peccato che lo faccia solo sui grandi numeri.
    Mi sembra correttissima la posizione della redazione, del resto già esposta nelle varie repliche, come mi sembra giusto riportare di avvenimenti che in qualche modo coinvolgono il paese. Un cittadino di Braccagni, al di là della vox populi, purtroppo avrebbe individuato la zona dal servizio televisivo, perchè per me fino a prova contraria Alfano e non Alfano fino a che le indagini non sono terminate (e con la metodologia italica forse i miei nipoti sapranno qualcosa) non si può dire come stanno le cose. Le norme che regolano i rifiuti, sia urbani che industriali, sono complesse e basta un niente per prendere una cappellata specie se si tratta di materiali stoccati presso un manufatto artigianale.
    Per esempio, non credo che negli ultimi due anni sia cambiato molto, ma se uno ha l’autorizzazione al deposito ha un lasso di tempo per smaltire il rifiuto dal momento che lo ha preso in carico. Per cui senza difendere o accusare: la Finanza ha fatto bene il suo lavoro, ma l’interessato può dimostrare di essere in buona fede; ecco perchè è giusto attendere l’esito dell’inchiesta prima di trarre conclusioni (dico questpo perchè all’epoca lavorativa ci sono passato, chiaramente non ero così importante da essere indagato direttamente).Da tener conto lo scoop giornalistico 200 T di rifiuti: le norme (vedi sopra) parlano di volume (addirittura in litri) e non di pesi.
    Visto che c’è un cittadino preoccupato, perchè non fa una giratina lungo via A.Garibaldi (ex Concialini): c’è in pratica una discarica a cielo aperto sotto le linee a 132Kv delle FF.SS. che fino a pochi giorni fa formata solo da puliture di siepi e piccoli rami ora cominciano a comparire bottigliette e cartacce, vedrete se continua così presto ci saranno resti di mobili, bombole gas etc.

    • mezzamestola ha detto:

      Il problema non è mica la notizia o il fatto che qualcuno violi o no la legge, pensa che se buttiamo nel cesso, cosa che fanno un pò tutti, gli olii bruciati della frittura, commettiamo un illecito ambientale… così come se buttiamo per strada un rifiuto , e per rifiuto penso anche ad una carta di sigarette o un gomma da masticare….

      il problema è la pericolosità dell’atto, se ci sono 200 T di rifiuti pericolosi a Braccagni… io mi preoccupo del rischio che corriamo, legge o non legge me ne frega poco; la voce del popolo dovrebbe essere uno stimolo a non mettere in pericolo il popolo senza poi dover arrivare a certi estremi.
      Quindi non mi importa se c’è reato o no, a me interessa che cosa siano queste 200 T di rifiuti abusivamente tenuti o tenuti secondo legge… possono prendere fuoco, possono esplodere possono inquinare la falda che come sai a braccagni a praticamente a pelo di terra ?…

      A Braccagni c’è o no un posto che sia pericoloso per le persone?
      Se si bisogna parlarne senza aspettare la GF o i CC.

  60. Roberto Spadi ha detto:

    Nessuno lo dice e allora eccomi qua, dopo aver aspettato un po’ veniamo al punto.
    La ditta in questione ha dovuto subire 2 (due) attacchi frontali, uno della GF più che legittimo, sono pagati per controllare il territorio e, eventualmente sanzionare comportamenti scorretti;
    l’altro, meno legittimo, secondo me, da parte della stampa e tv locali che dell’allarmismo e catastrofismo a sproposito fanno un “modus vivendi” che non porta a niente se non a vendere qualche copia in più e a preoccupare INGIUSTIFICATAMENTE qualche vecchietto/a.
    Per andare al sodo:
    uno che vende pneumatici che vuoi che abbia stoccato nel cortile dell’azienda, pentole? banane? frullatori?
    Per noi addetti ai lavori del settore agricoltura, vi dò una notizia su cui meditare, quella “DISCARICA DI RIFIUTI PERICOLOSI” è INDISPENSABILE perchè se c’hai un trattore vecchio come il cucco, lo sanno tutti, l’unico che c’ha la gomma che ci va è lui che le tiene (magari non proprio a norma) ammontinate lì in azienda, te la cerchi e se hai fortuna te la prendi.
    Quindi, disgustato, vi saluto.

    • triciclo ha detto:

      Madonna mia che tirata….., e perchè non proponi all’uomo di venire a stoccare i vecchi pneumatici nell’aia del tu podere?..
      Chi te lo impedisce…
      comunque anche io sono dispiaciuto del trattamento ricevuto dal Buon amico, persona per me rispettabile, dai media grossetani.
      Se poi ha sbagliato, è giusto che venga sanzionato, e che chi vive a braccagni sappia quale sono i problemi, perchè la salute è più importaqnte del tu vecchio trattore, caro spadi,se invece non ha sbagliato ci vorrebbero le scuse.
      Giusto aspettare l’esito degli accertamenti, e al contempo difendere chi è attaccato senza prove.
      Forza amico, sono cose che succedono quando si lavora, chi non fa niente certi problemi non ce li ha.

  61. cittadino preoccupato ha detto:

    Pur con lievi sbandamenti e qualche richiamo al canto delle sirene il discorso pare avviarsi con un minimo di raziocinio verso l’impostazione del problema sollevato.

    Andiamo per gradi.
    Il PAT – una volta tanto sintetico e conciso ci dice:
    “mentre in una piazza le cose dette sono ‘volatili’ e si perdono poi tra i muri del paese, in un blog rimangono a disposizione per il mondo intero…quindi ci vorrebbe una certa libertà di espressione, ma al contempo anche la possibilità di individuare chi ha inserito il contenuto offensivo… cosa questa abbastanza difficile da provare… ma con un pò di ‘mestiere’ tutti si può fare”

    E qui faccio una proposta che dovrebbe garantire almeno un po’ chi scrive e chi legge nel blog.
    Chi scrive nel blog può firmarsi con il suo nome o con uno pseudonimo. E fin qui niente di male, l’ho fatto anche io, un po’ per gioco, un po, e questo è provato, perchè quando parli in incognito ci sono buone probabilità che le persone giudichino quello che dici e non per quello che sei o che la gente reputa tu sia.

    C’è però un limite a questo che è stato superato e che va azzerato, il filtro di cui parla il PAT. Firmare con uno pseudonimo va bene, ma l’indicazione del proprio indirizzo e-mail DEVE ESSERE QUELLO AUTENTICO E NORMALMENTE USATO DA CHI SCRIVE. E questo chiaramente con lo scopo che l’amministratore del sito possa in ogni momento sapere chi sta scrivendo. L’indirizzo e-mail non viene MAI PUBBLICATO. Questa è la sola possibilità che esiste affinché l’amministratore possa eventualmente o richiamare chi ha scritto o fornirlo alle autorità che eventualmente possano richiedere. (Anche se loro possono avere altri mezzi per conoscerlo).

    PROPONGO QUINDI ALL’AMMINISTRATORE CHE, CON EFFETTO IMMEDIATO, NON SIA PIU’ ACCETTATO ALCUN ARTICOLO IMMESSO SE NON RISULTA IN MODO PROVATO LA TRACCIABILITA’ DI CHI HA SCRITTO. E SE VIENE IMMESSO UN COMMENTO SENZA CHE QUESTO SIA TRACCIABILE, IL COMMENTO SIA IMMEDITAMENTE TOLTO DAL BLOG.

    Questa mi sembra la prima iniziativa da prendere. E indipendentemente dal Ddl Alfano o no.

    E veniamo al commento dello SCIABOLIK
    Me le fa girare due volte: primo perché ci ha fatto penare – come lui stesso confessa – prima di avere la sua opinione, secondo perché mi ha bruciato l’argomento. Ero al mare e ho pensato la stessa cosa.

    E ho fatto un ragionamento, tutto teorico, di questo tipo: ma chi ha stabilito che quella è una discarica abusiva? Se per esempio io ammasso nel mio orto dei rifiuti di ogni genere provenienti dall’orto, ma anche da scarti che avevo in cantina o in soffitta, e sono li in attesa di chiamare il servizio per il loro ritiro (si dice smaltimento?), che cosa ho io: dei rifiuti in attesa di essere smaltiti o una discarica abusiva?
    Mettiamo che io non chiamo il servizio per il ritiro e passa più di un mese, che cosa ho fatto: ho ritardato lo smaltimento o ho messo in essere una discarica abusiva?

    Lo stesso esempio può applicarsi a qualsiasi artigiano o ditta che abbia delle rimanenze o dei semilavorati che stazionano anche per anni nei propri piazzali o zona adibita di magazzino su piazzale, magari non tutti belli allineati e coperti, ma messi alla rinfusa come spesso capita di dover fare.
    E forse per questo sono da chiamarsi DISCARICHE ABUSIVE?

    È chiaro – lo ripeto – che il mio è solo un ragionamento ipotetico, anche perché non conosco i dettagli della faccenda, ma il punto che vorrei capire è: chi ha parlato per primo di DISCARICA ABUSIVA? E questa è una verità incontrovertibile e assodata o invece un’accusa da provare? O magari solo affrettate deduzioni (magari in tono catastrofistico che fa più comodo pubblicare) di non si sa bene chi? O invece si sa perfettamente?

    Per il RIC.
    Ecco servito su di un piatto d’argento (o di merda, dipende dai punti di vista) l’esempio che si prospettava.
    Mettiamo, pure per ipotesi, che la notizia sia se non proprio falsa, mettiamo che sia inesatta. Per esempio che non si tratti di DISCARICA ABISIVA, ma, sempre per ipotesi, si tratti di materiale non ben sistemato o al massimo di materiale in attesa di essere smaltito. Insomma che sia tutto fuorché una DISCARICA ABUSIVA, mettiamolo come ipotesi.

    La notizia è stata data con la dovuta(?) enfasi sulle TV locali, sui tre giornali locali, e, pare, ripresa anche dal TG1!
    Mettiamo che la notizia sia inesatta o addirittura falsa, sempre per ipotesi.
    Chi risarcisce la ditta dell’ingiusto danno subito?
    Ammesso e non concesso che chi di dovere dovesse essere condannato ad una rettifica: questa avrà mai l’impatto mediatico che ha avuto la (supposta falsa o inesatta) notizia della DISCARICA ABUSIVA?

    NOTA. Scrivo qui senza rispondere a nessuno perché l’argomento nato casualmente è stato ripreso un po in tutte maniere: come risposta a, come nota separata, con il risultato che scorrere cronologicamente gli interventi diviene quasi impossibile.

  62. moderator ha detto:

    Non ha importanza mettere l’email giusta: l’importante è ciò che si scrive. In ogni caso, qualora si rendesse necessario, si può sempe risalire alla provenienza, vero Pat e Ric?
    Discariche: è vero, può succedere per esempio che un’azienda agricola abbia nel piazzale delle bottiglie e dei cartoni da smaltire, arriva la Finanza e si becca una denuncia (è successo).
    Danno immagine: i mass media non hanno fatto nomi!

  63. cittadino preoccupato ha detto:

    Come disse quello
    poi te un mi potrai di: ma perché te un me le l’hai detto prima?

    io invece potrei sempre dirti
    Hai visto? Io te l’avevo detto!

    L’importante è ciò che si scrive. Se si scrive bene.
    Ma se si scrive male? Che fai vai a chiederlo a lui come si chiama? Magari tramite il suo indirizzo e-mail falso?
    Se pensi di poterci arrivare TE con l’IP SCORDATELO.

    Una denuncia è un’accusa. Che diventa reato quando è provata e sanzionata con grado definitivo nelle sedi e nei modi appropriati. Vero Pat?

    Danno immagine: i mass media non hanno fatto nomi. Infatti hanno fatto vedere solo di che attività si trattava a Braccagni, facendo ben vedere le IMMAGINI del sito che anche la mi canina l’ha riconosciuto!

    Moderator: come fai a dire tutto e il contrario di tutto?

    Il cittadino sta diventando sempre più preoccupato

  64. Ric ha detto:

    Rispondo al cittadino preoccupato: ammettiamo per puro esempio che la notizia data qui sul blog della operazione delle Fiamme Gialle fosse stata sotto segreto istruttorio (un mandato del giudice a fare questa operazione e poi la continuazione delle indagini coperte da segreto) e ammettiamo che la notizia avesse reso inutili le indagini o addirittua avesse vanificato le operazioni delle Fiamme Gialle. Di chi era secondo te la responsabilità? Personale di colui che la ha immessa nel blog. E se colui che ha immesso la notizia ha fornito una email falsa? Io penso del titolare del blog e giù giù tutti gli amministratori. Io sono della opinione che è necessario moderare un blog; tecnicamente uno dà le proprie vere generalità all’amministratore (che per la Legge sulla Privacy deve tenere segrete) e solo dopo è ammesso a poter usufruire del blog dicendo la sua assumendosi le proprie responsabilità per quanto detto.
    Invece su questo blog si è lasciato libertà a tutti di poter cambiare nickname, di entrare e parlare quando vogliono. Dal punto di vista generale è giusto che tra amici ci si rispetti e si rispettino gli altri sulla rete, però attenzione: 1) Internet è visto da centinaia di milioni di persone; 2) La Rete è visualizzata giornalmente anche dalla Polizia Postale e dalla Autorità competente; 3) L’accesso alla rete è per tutti brutti o belli buoni o cattivi; 4) Si può verificare che qualche “distratto” usi impropriamente il blog.
    Io propongo che l’amministratore del blog renda l’accesso limitato a coloro che rilascino la propria autentica email relazionata ad un nickname e che questa persona (in virtù del proprio riconoscimento) abbia libero accesso al blog.

  65. Webmaster ha detto:

    Arrivare a rintracciare una persona con il solo IP è pura fantasia. Tecnicamente sarebbe possibile perchè ciascuno di noi accede alla rete attraverso un nodo il quale è fornito di un indirizzo IP. L’Autorità ha la possibilità di visionare il log (registro degli accessi) che ciascun service provider ha presso il server per cui ad una notizia immessa in un determinato giorno ora e minuto (almeno credo per un mese) rimane traccia sul log del provider. Ma è una operazione complicata e che può non dare risultati. Il lasciare la propria email autentica è la unica possibilità per rintracciare una persona che immette il commento.

  66. il granocchiaio ha detto:

    Documentazione fotografica del Galletto AFFABULATORE

    Smessi i quotidiani panni dell’ormai mitico Archipenzolante il nostro Galletto paesano si prostra ormai di frequente in queste sere estive alla pubblica piazza delle nostre frazioni come consumato affabulatore delle genti illustrando in modo rapito e trasognato le sue scoperte da offrire alle umani ammirazioni.

    VEDERE QUI SOPRA LA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA DAL VIVO

    • Ric ha detto:

      Da come lo descrivi deve essere una persona che stimi molto…

      • il granocchiaio ha detto:

        of course

        nobles oblige

        maremma cignala

        • Ric ha detto:

          Forse è uno di quei tuttologi che escono fuori l’estate per parlare di svariati temi… ne conosco a decine ed evito accuratamente di andare ai loro show.

          • il granocchiaio ha detto:

            Assolutamente no! Mi sono permesso quelle battute un po’ scherzose perché il tipo – fortunatamente – le regge. E questo è già un buon segnale.

            Un po’ perché…..io resisto a tutto fuorché le tentazioni, come mi conferma il saggio FB sul quiz che ho fatto. E la tentazione di fare un commento sopra ai suoi bermuda a quadri scozzesi è stata travolgente.

            In più bisogna conoscere il Galletto: pe la serie se un lo conosci sai una s..a chi è!
            E poi nota la postura con il lato B tutto ritto……..se tu lo vedessi di profilo noteresti anche la postura che lo fa sembrare come un paperotto o uno struzzo dei cartoni animati: è troppo forte!
            Io ho avuto la fortuna di conoscere sia il su babbo che la su mamma. Il Galletto (Edo) ha un fratello gemello, Enrico, che ha preso da mamma Flora, la prima giornalaia di Braccagni (anni ’50). Il nostro Galletto ha invece preso dal su babbo – Silvestro Galli – postura compresa……..

            Forse hai gia capito che è figlio di colui al quale è stata intitolato il Gruppo di Tradizioni Popolari. Dopo essere stato adguatamete bizantinizzato o scolarizzato in Galli Silvestro by il GF. Insomma come dire: lei costà, basso e prepotente come si chiama? Io mi chiamo Garibaldi Giuseppe! E lei che vole anda sempre in bicicletta, come si chiama òei? Io? Bartali Gino, ma gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare!

  67. patrizio ha detto:

    attenzione, indicare un indirizzo e-mail e un nome non vuol dire sicurezza di sapere che chi scrive è colui che li ha forniti, un indirizzo e-mail è si un dato personale, ma non è conosciuto solo dal proprietario, ma da molte altre persone…

    se io volessi, potrei scrivere con l’indirizzo e-mail tuo e il tuo nik.

    E in caso di reato, se ti difendessi io, per insinuare nel giudice il ragionevole dubbio che altri potevano scrivere al tuo posto, in modo da farti assolvere… la prima cosa che direi è che anche l’amministratore conosceva sia il nik che l’e-mail e avrebbe potuto scrivere con quelli, e che la e-mail è sul web a disposizione di altri… o potrebbe essere finita, per via di un virus, nei pc di altri e cose del genere… :-)))

    scherzi a parte, solo l’IP può ragionevolemente portare ad una macchina (sempre che non sia stata utilizzata una wireless di altri non protetta come molte ce ne sono in giro…, cosa che di solito viene fatta da chi ne capisce di queste cose proprio per non essere rintracciabile…)… ma chi ne capisce conosce anche metodi per navigare mascherando l’IP… (vedi TOOR) insomma… se l’IP di solito è la chiave di volta per risolvere un caso di reato informatico, sempre che il malfattore non abbia preso le sue precauzioni, non sempre da solo porta alla condanna penale perchè la responsabilità penale è sempre personale (salvo casi di responsabilità oggettiva tipizzati dalla norma penale che però non ci riguardano…)mentre come detto l’IP al massimo, quando si conosce, porta ad una linea telefonica e ad una macchina a questa collegata…. ma non ci dice chi ha pigiato i tasti per immettere i contenuti offensivi in rete.

    Al massimo si può parlare di responsabilità per mancata custodia di uno strumento attraverso cui si possono commettere reati…

    immaginate un pò …. quanti sanno che un ragazzo lasciato solo al pc può commettere reati?…. chi ci va di mezzo?…

    insomma, è un gran casino…

    la soluzione?
    ve la dico solo se voi mi dite chi è nato prima, l’uovo o la gallina…

  68. Webmaster ha detto:

    L’accesso ad un blog è condizionato ad una fase primaria di riconoscimento. L’utente rilascia la propria email ed il proprio nome. Questa email può essere rilasciata falsa, vero, ma intanto la persona si è fatta (veramente o falsamente) fatta riconoscere. In seconda battuta esiste un amministratore del blog che giudica la risposta pubblicabile o meno ed ha lo strumento per cancellare immediatamente ciò che giudica non pubblicabile. Il riconoscimento di una persona attraverso l’IP è un esercizio poco praticabile: un IP è visibile solo sul log di un provider e dietro richiesta della Autorità giudiziaria. Inoltre l’IP è solo un dato aleatorio: può essere, non può essere… vanno fatte delle indagini. Semplicemente come fanno tutti i blog può essere fatta una barriera di riconoscimento e successivamente moderare le risposte cancellando quelle che possono essere giudicate non pubblicabili.

  69. Nello ha detto:

    Io da sempre mi sono presentato con il mio nome che, si può dire, sia un marchio di garanzia: non mi risulta, dopo la morte del Cucco (non mi ricordo il cognome) che ci sia un altro con il mio nome fra Braccagni e Montepescali. Dico questo anche per rispondere a Mezzamestola che nella replica alla mia precedente mi disegnava come insensibile alle problematiche ambientali, dopo che in una mia presa di posizione sull’inquinamento venivo attaccato per la critica all’uso indiscriminato della chimica in agricoltura o nell’altro sito sui rifiuti venivo indicato come un “integralista del riciclo” (ci mancava anche il soprannome di Khomeini ai già tanti ufficiali che ho: 88, Pecora, Beba, Bebo, Bebone e le varie storpiature del cognome Lolo,Lollo, Lola etc.).
    Ho già preso per primo posizione di non condanna assoluta per la eventuale discarica , mentre ho condannato i media per lo scoop, comunque per rispondere a Mezzamestola e al Cittadino preoccupato, faccio un esempio scolastico. Immagfiniamo un mio ipotetico nipote che frequenta l’ipotetica Quarta Elementare sez. B nella realissima scuola “Amilcare Cocialini” a cui è stato dato il classico tema: Il tuo paese.
    Svolgimento:
    Il mio è un ridente paese nella incontaminata Maremma ai piedi di un poggio dove sorge un mediovale castello con gli abitanti del quale il mi babbo e i suoi amici hanno ingaggiato una guerra a carte da bollo, per mne guerra poveri, per un bene chiamato Usi Civici.
    Il paese si trova al centro di un cerchio (di ellissi se ne parla alle superiori) fra la ferrovia e l’Aurelia. L’attività commerciali ed artigiane non creano grossi problemi, che vuoi che succeda ad un distributore di carburanti, si mio nonno mi dice che a Grosseto in via Michelangelo c’è stato un problemino, ma lui è rincoglionito. Che dire dell’Aurelia, qualche incidente ma niente di particolare. Si sempre mio nonno mi ha ricordato che un mesetto fa un camion ha scaricato della polvere bianca, ma i media hanno detto che non era pericolosa, pwerò che strano hanno chiuso tutte e due le corsie per la bonifica per un giorno e mezzo e che buffi gli addetti alla bonifica che le tv locali inquadravano con quelle tute bianche e mascherine che sembravano alieni. Della ferrovia che dire, a parte che la stazione è in abbandono e la macchinetta dei biglietti funziona un giorno sìe cinque no: i treni sono elettrici e non inquinano e per Siena sono così pochi che al limite inquinano quanto la macchina del mi nonno. Sempre questo rincoglionito mi ricorda che a Viareggio un treno ha fatto un casino del diavolo e che quello stesso treno tutte le notti passa anche da Braccagni (dice che le aziende terminali del merci non hanno chiuso e quindi il tran tran sicuramente continua). Ma come ho detto è rincoglionito e io a dirgli che l’incidente è successo sulla Genova-Roma e non su la linea di Braccagni che è la Livorno-Roma, per credere guardi l’orario i treni seri da Genova per Roma passano per Firenze.
    Comunque il paese vive tanto sull’agricoltura e qui, che che ne pensi quel rincoglionito del mi nonno, pericoli per la mia salute non ce ne sono. Lui mi mi parla di erbicidi, insetticidi vari ed altre robe chimiche ma io proprio non ne vedo il problema, mi ricorda anche un fatto di anni addietro di un inquinamento falde acquifere in Pianura Padana da atrazina, non so quasi scriverla, ma il mi babbo, a cui l’ho chiesto, mi ha detto che il nostro governo di allora risolse brillantemente il problema, prima di mettere al bando il prodotto, alzando la soglia d’allarme.
    Sempre parlando di ferrovie il mi nonno mi ha detto che quando frequentava questa scuola, pensa un pò se è vecchia, alla stazzione c’era un via vai di carri merci che trasportavano munizioni per il Deposito di Versegge e c’era un continuo transito di camion dello Iacopini che facevano la spola fra stazione e deposito; mi nomina dei camion strani (Lancia RO, OM Orione, Fiat 682 e 689) che facevano un casino tremendo quando entravano sulla Aurelia, lui stava alla cabina, anche, qualche volta, di notte. Mi dice che è stata una fortuna che non sia successo mai niente e che ora pensa che nel deposito non ci sia più pericoli, anche perchè i cartelli di “Divieto scattare fotografie” posti specie a Montepescali lato Sticciano non ci sono più. Questo dimostra quanto è rincoglionito il mi nonno perchè gli ho fatto notare che ora non occorre più andare a Montepescali per localizzare le Versegge, basta cliccare (quanto mi c’è voluto per fargli capire questa parola per lui nuova) su Google per avere la mappa, la posizione etc. e poi lui che legge sempre dove le mette le notizie che, specie quando non sanno che dire, i giornali riportano di movimento di armi nel porto di Talamone e/o di probabile presenza di armi ad alto mpotenziale nella zona?
    Conclusione: non è solo una eventuale presenza di 200 T di rifiuti presso una azienda artigianale che può creare pericoli, questali può solo esaltare, bensì tutto ciò che ci circonda.

    • redazione ha detto:

      Mi hai fatto venire in mente che in effetti le Versegge ed il porto di Talamone sono state spesso interessate da inchieste giornalistiche per il traffico di armi. Ora credo che il Deposito delle Versegge sia innocuo.

      • mezzolitro ha detto:

        Già, nelle riservette e ci tengano i pandori dalla Befana a Natale!

        • patrizio ha detto:

          non per fare dietrologia, ma il caso ilaria alpi ci ha insegnato che talamone era uno dei punti di imbarco delle armi, e non posso dimenticare il mio carissimo amico Massimo che era artificiere alle versegge morto in circostanze che per me, e specifico per me, non sono credibili rispetto alle notizie ufficiali. ciao Massimo

  70. ex filadelfi ha detto:

    Domenica ore 18 in poi inagurazione “La locanda di San Guglielmo ” ( ex Filadelfi). Con nuova gestione di Bar alimentari eno trattoria camere.

  71. precisino ha detto:

    Andiamo per gradi:

    1. la nostra affezionata abbonata: ha preso a schiaffi l’ex genero perché non stava fermo mentre lei sparava, onde per cui lei si è ulteriormente – e giustamente – imbestialita

    oppure

    2. la nostra affezionata l’ha preso a schiaffi solo perché lei si è imbestialita perché il tempo passa per tutti e anche lei ha perso un po’ la mira

    concordo: tremendi questi burianesi
    certo anche noi mica scherziamo tanto

    • preciso ha detto:

      La suocera (classe 1933) ha preso a fucilate l’ex genero, ma siccome il tempo passa per tutti, non l’ha chiappato. L’ex moglie a quel punto lo ha preso a schiaffi (e qualcuno deve essere arrivato).
      C’è un qualcosa di farsesco, anche se effettivamente la cosa poteva finire in targedia.

  72. Nello ha detto:

    Sono convinto che, se il Granocchiaio non lo avesse scritto, in pochi riconoscerebbero il “grande Betto” di minimo la foto è del 1975.Chi ci riconosco il Maccioppi che partecipa alla merca, mi sembra Massimo sulla paracinta che osserva, ma soprattutto si intravede “Casa all’orto” con i suoi pini e con i due silos per il fieno, una caratteristica tipica della nostra zona (me li ricordo anche nella zona Acquisti) ma che sono stati abbattuti. E’ uno dei tanti scempi che viene perpetrato nella edilizia delle nostre campagne: mi diceva un costruttore edile che le autorità (Sovraintendenza, Comune o chi?) avevano vietato la ristrutturazione di un podere a faccia a vista perchè non in linea

  73. il Granocchiaio ha detto:

    Ma te l’hai mai visto uno spogliarello che alla prima mossa si leva tutto quello che c’è da leva?
    No, non funziona così.

    Alla ora andiamo con ordine

    1. Sul paracintato: il primo è Massimino (Tavarnesi), poi chi sono gli altri due?
    2. Dietro il paracintato: uno alto, capelli alla Jimie Endrix, chi è? E subito dopo a destra uomo con occhiali scuri: chi è? Alla fine del paracintato, altezza del cancello c’è ne uno quasi pelato: chi è?
    3. nell’arena: Betto, Iverio (Vegni), il Mancioppi (Roberto), Mick Jagger (Mario Fiorilli), mancano due: quello di spalle (con gli stivaloni) e quello dietro Iverio (e questo è dura davvero)

    bisogna prova a spara, se no che gioco è?

  74. il Granocchiaio ha detto:

    io rispondo qui perchè se no la dentro ci si perde……………

    allora: intanto complimenti a Nello, quello in piedi dietro alle paracinte, col cespuglione in testa è proprio il mi fratello Raffello, detto anche Ginestra

    i tre sul paracintato: due più che coerenti sono proprio parenti…………..

    per l’uomo dagli stivali siete in alto mare
    posso dirvi però: che non è più con noi, che non era di Braccagni, che era divenuto un personaggio anche piuttosto noto, da piccolo veniva alle prove che si facevano con il complesso dei Maya al Cottolengo e, vista la passione che ci’aveva, lo facemmo debuttare come cantante in una recita tenutasi proprio li al Cottolengo!!!

    Nota
    ma con questa stagione e questo tempo un ci’avete da fa altro che fa i bischeri sul blog?

    • roberto ha detto:

      Allora lo avevo già detto: Alessandro Giustarini.

      • il Granocchiaio ha detto:

        confermo: Alessandro Giustarini

        potrei darvi anche l’impossibile, quello dietro a Iverio,

        ma lo darò per ultimo, per ora ci sono sempre due dei tre nelle paracinte, lo straniero in piedi con gli occhiali e il pelato sopra la chiusura del cancello

        forza, un’altro sforzo; di tutti questi solo l’occhialuto è un pò più difficile, ma mica tanto per i più vecchi………

    • buttero cellini ha detto:

      “Dario Cellini, professione buttero”
      A proposito di butteri, così ha titolato oggi il Corriere della Maremma un’intera pagina dedicata al ricordo di Dario Cellini, babbo del nostro amico Alessandro.

  75. Webmaster ha detto:

    Aggiornata la versione di WordPress (la piattaforma su cui funziona questo blog) alla 2.8.3. E’ una versione che risolve alcuni “buchi” sulla sicurezza del blog. Nella sezione Amministra sito è stata introdotta in via sperimentale la registrazione al blog stesso. Il funzionamento è il seguente: alla richiesta di registrazione da parte dell’utente segue un invio automatico di una password sulla email dello stesso utente.
    Ciò permette di poter scrivere articoli sul blog (ovviamente passando attraverso la moderazione degli amministratori del sito).

  76. colombi di enrico ha detto:

    Ci è giunta la notizia che il colombo viaggiatore di Enrico Galli si è classificato primo nella gara nazionale che si è svolta nei giorni scorsi a Reggio Emilia. In gara 500 piccioni, poi divenuti 350.
    Primo premio, una automobile, pare una Panda.
    Davvero una bella soddisfazione per Enrico!

  77. patrizio g. ha detto:

    Ho letto la variante al PRG riguardante Braccagni, mi sembra che tutto sia stato deciso senza interpellare i principali soggetti che dovranno subirne le conseguenze… non stando stabilmente a Braccagni, mi chiedevo se qualcuno sa dirmi se la circoscrizione e i consiglieri eletti hanno mai reso partecipi di quello che avverrà in futuro a Braccagni… la variante accoglie le richieste di una società, degli industriali di grosseto, di dieci investitori privati e della CCIAA…. su cosa e come dovrà venir costruito a Braccagni… ad esempio un nuovo albergo da 100 posti letto nei pressi del campo spostivo, un posteggio per camper (quindi possibili stazionamenti di nomadi che finalmente smetteranno di rompere gli zibidei ai grossetani?), due bacini idrici?…. ma non sento parlar di viabilità… altre case dietro la chiesa verso la ferrovia, la chiusura del passaggio a livello e la costruzione del cavalcaferrovia(?)… partendo da via malenchini… ma niente sui sensi unici, sulla viabilità locale che si concentrerà nelle strade già sovraqffollate di braccagni (vedi aurelia)… e il cavalcaferrovia che da via malenchini va fino al cimitero non prevede ad esempio il ridimensionamento della strada che collaga la via dei pupilli che va ai poderi nuovi alla via che va a castiglioni… (strada di san lorenzo?)… ne prevede una bretella che circumnavighi il paese per distrarre il traffico di passaggio locale che non passerà più sull’attuale aurelia a quattro corsie, che si trasformerà in autostrada (?)…
    insomma cari amici di Braccagni, il mondo intorno a noi sta per cambiare, qualcuno ha deciso come e perchè, gli unici che non hanno potuto decidere niente sono coloro che ci abitano, speriamo che i ‘primi’ siano stati lungimiranti…. altrimenti saranno guai per gli ‘ultimi’… come me.

    • .................... ha detto:

      niente di nuovo sul fronte occidentale

      • patrizio g. ha detto:

        Sotto l’indifferenza dei braccagnini, si sta trasformando il futuro di un paese tranquillo, in una periferia industriale di un capoluogo di provincia e di tre porti come Civitavecchia, Piombino e Livorno…

        Allora quello che dici è giusto, ma bisognerebbe che la coscienza civile, la dignità di ognuno, almeno si ponesse la domanda… ‘per chi suona la campana’ ?… tanto per restare in tema letterario.

    • Nello ha detto:

      In effetti qualcosa è stato detto alle riunioni cittadine sia quelle pubbliche che in quelle di partito, ma, come ho riportato anche nel blog del polo logistico, molti fanno finta di cadere dalle nuvole (ti salvi perchè stai al carnevale). Comunque vediamo di aggiornarti, per cquello che so.
      1) Cavalcavia. avevo già detto che sarà quella la soluzione, e te mi hai risposto che sei per il sottopasso, sembra però che vada avanti l’ipotesi lato Grosseto (dal vecchio Esso sulle Gerlette) meno impattante con una strada di scorrimento che dovrebbe unirlo,lungo la ferrovia, a via Malenchini, che con la nuova strada già prevista dal PGR arriverebbe alla vecchia Aurelia (ponticino Spiga);
      2)Albergo sapevo sia dei 100 posti in area VGita Nova, come di uno a Casetta Grottanelli, si faranno?;
      3) Area sosta camper, avevo capito che l’ipotesi era legata alla Fiera e non doveva essere assolutamente area nomadi ( anche a Grosseto sostano solo i giostrai in attesa di spostamento);
      4)Hai detto che solo alcuni soggetti hanno avuto la possibilità di compiere varianti al PGR, ma io ti avevo anticipato che mi sembrava strano che avessero comprato terreni a prezzi stratosferici in zone in cui non erano previsti insediamenti, invece……
      5) per la viabilità siamo sempre a ciao mamma, ma siamo sicuri che verrà rivista, Come? facendo strade dove si possono incriciare solo due carretti (coi prezzi del carburante quello sarà il nuovo, uin pò di fieno e vai) poi ci accorgiamo che gli spazi sono insufficienti e via a nuovi illogici sensi unici.
      La morale comunque è questa: vi si da due posti di lavoro e allora che ca..o volete

  78. Nello ha detto:

    A proposito di passaggio a livello e alla continua diatriba cavalcavia o sottopasso, mi sorge un dubbio: le ferrovie ci marciano? Penso di sì, pèrovare per credere (anche se i più smaliziati lo fanno da tempo). Passaggio chiuso, tempo minimo d’attesa (come quando chiedi informazione ai vari Enti, ma questo è un altro argomento da trattare) 15 min., si prende via S.Gugliemo si va sulla via dei Pupilli (vedi Patrizio quanto è importante) e in poco più di un mimuto, massimo 5 se fosse chiuso anche quello, sei sulla via Aurelia, nonostante il giro dei montierini che i sensi unici ci fanno fare

  79. Nello ha detto:

    Mi sembrava che il nuovo formato con le repliche agli argomenti fosse ottimo, ma con il tempo mi sto accorgendo che si perdono alcuni interventi. Per esempio non ho trovato gli ultimi interventi di Viviana, come non riesco a trovare la risposta di Patrizio sul livello altimetrico del paese, risposta che c’è sicuramente stata in quanto indicata sulle ultimi interventi sull’argomento “Polo logistico”

  80. pensionato ha detto:

    Non pensavo che a Braccagni si festeggiasse San Lorenzo, e con me non lo pensavano quella decina di persone che sul terrazzo in piedi aspettavano l’arrivo del dottore. Certo, un foglio fuori per avvisare che non sarebbe stato aperto male non ci stava…

    • magamagò ha detto:

      Sono daccordo con te pensionato. che ci s’entra noi con san Lorenzo? mi sembra una cosa assurda avere la Farmacia, la Posta il medico, e poi non so che cosa ,chiusi. Il nostro patrono è S. Guglielmo.
      Forse qualcuno dovrebbe dirglielo????????????????????

      • Ric ha detto:

        Immagino – non per dare una giustificazione al medico, ecc. – che la festa patronale circoscrive l’intero comune capoluogo in cui ricade la frazione, per questa ragione e per motivi di lavoro il Santo Patrono festeggiato per convenzione è quello del comune stesso. Io lavoravo ad Albinia ma il Patrono festeggiato era quello di Orbetello, San Biagio e non quello della parrocchia di Albinia (che ora non ricordo chi è…). Ma è la prima volta che rimangono chiusi i servizi il 10 agosto a Braccagni?

  81. un cittadino tranquillo ha detto:

    Forse il dottore si è adeguato al servizio (notoriamente efficiente e puntuale) delle Poste Italiane che di buon grado si sono allineate nella pia osservanza del Santo Patrono di Grosseto.
    Il Monte dei Paschi per esempio trova giusto da tempo fare del cerchiobottismo: metà giornata aperto e metà chiuso.

    E poi non mi risulta che gli operatori economici di Braccagni osservino adeguatamente – cioè dal punto di vista religioso e dal punto di vista civilistico (generalmente e contrattualmente il giorno del Patrono è una festività pagata) – la festa del locale patrono che a tutti è noto essere San Guglielmo. Come tutti sanno il 10 febbraio

    No, io non mi preoccupo per questo. Ancora una volta:

    niente di nuovo sul fronte occidentale

    sempre le stesse solite c…..… cose

    e poi ora………………….

    Antonio………fa caldo…………

  82. mezzolitro ha detto:

    Feste patronali… L’italia è uno di quei paesi, con la cattolicissima Spagna, che a fà festa da lavoro ‘un ci mette niente, anche S. Sughero va bene.
    Che noia…

    • Ric ha detto:

      Beh… è anche vero che uno potrebbe andare al lavoro il giorno della festa patronale; è previsto però che per coloro devono lavorare in questo giorno debba essere concessa una maggiorazione di compenso, quindi generalmente le aziende tendono a non far lavorare i propri dipendenti. E poi ricorda che alcune festività religiose con la riforma hanno perso gli effetti civili e te le posso elencare: San Giuseppe, l’Ascensione, il Corpus Domini e la festività dei Santi Pietro e Paolo. In fondo prima i lavoratori dipendenti stavano meglio…

    • Mezzalira ha detto:

      Guarda che lo sai anche te, anche nei beati paesi “atei” esistono i cialtroni come da noi……..magari qualche volta intruppati o inquadrati come vogliono i sacerdoti atei……

      Al posto di San Sughero ci sarà l’eroe della sega e della menarola……..

      Che noia…

      Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio – Heinrich Böll

      • mezzolitro ha detto:

        Dal Corriere della Sera on line:
        Il Tar : «No agli scrutini e ai crediti»
        I docenti non possono partecipare “a pieno titolo” agli scrutini e la loro materia non può avere effetti sul credito
        ROMA – Frequentare l’ora di religione non può portare crediti aggiuntivi agli studenti che si presentano agli esami di maturità e, in ogni caso, gli insegnanti di religione non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini. Lo ha stabilito il Tar del Lazio accogliendo, con la sentenza n. 7076 i ricorsi presentati a partire dal 2007 da alcuni studenti, supportati da diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, che chiedevano l’annullamento delle ordinanze ministeriali firmate da Giuseppe Fioroni e adottate durante gli esami di Stato del 2007 e 2008.

        «VIOLATO IL PRINCIPIO DI PLURALISMO» – La bocciatura delle ordinanze firmate dall’ex ministro è stata spiegata dal Tar attraverso motivazioni che si soffermano su concetti di principio, senza entrare nel merito della questione. «In una società democratica – affermano i giudici – certamente può essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell’insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un’implicita promessa di vantaggi didattici, professionali ed in definitiva materiali». Ne consegue che l’inclusione della religione nella “rosa” delle materie da cui scaturiscono i giudizi degli allievi è ritenuta illegittima: secondo il Tar questa interpretazione, data dal ministero dell’Istruzione, «appare aver generato una violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del pensiero; nonché di libera determinazione degli studenti relativamente all’insegnamento della religione cattolica».

        REAZIONI – «Rispetto, com’è ovvio, la sentenza. Ho tuttavia dato attuazione a un quadro legislativo e a una normativa precedente e vigente» si è difeso Giuseppe Fioroni, che da ministro della Pubblica Istruzione nel 2007 e nel 2008 firmò le ordinanze sugli esami di Stato rigettate dal Tar. Per Fabrizio Cicchitto «quella del Tar è una sentenza discutibile. La materia andrebbe approfondita con serenità», ha detto il presidente dei deputati del Pdl. «La sentenza ci sembra il minimo sindacale, ma è triste vedere che la politica ha bisogno del Tar per decidere su queste cose» ha affermato il radicale Maurizio Turco. Esultano i Valdesi: «La decisione del Tar rappresenta un passo in avanti verso una scuola più giusta, senza differenze o privilegi, e verso una maggiore laicità dello Stato» ha detto la moderatrice della Tavola Valdese, Maria Bonafede,

        LE RICHIESTE – Con la sentenza n. 7076 il tar del Lazio accoglie in pieno le richieste formulate dalle diverse associazioni coordinate dalla Consulta romana per la Laicità delle istituzioni e dall’associazione «Per la Scuola della Repubblica», che ora giudicano la sentenza del Tar «illuminante». Alle associazioni il i giudici hanno riconosciuto la richiesta di salvaguardia dei valori di carattere morale, spirituale e/o confessionale che «sono tutelati – secondo il Tar – direttamente dalla Costituzione e che quindi come tali non possono restare estranei all’alveo della tutela del giudice amministrativo».

        LA SENTENZA – Nella sentenza, emessa il 18 luglio e resa nota in questi giorni, i giudici fanno menzione anche del principio della laicità dello Stato, enunciato dalla Corte Costituzionale (sentenza n.203/89), ritenuto garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale: «Sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente – sottolinea il Tar- essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico». Partendo da questo concetto di fondo lo stesso metro va adottato per i crediti formativi utilizzati dai commissari della maturità, derivanti da esperienze extra-curriculari svolte nell’ultimo triennio delle superiori e che hanno incidenza diretta nella formazione del punteggio finale (fino a 25 punti). Per i giudici del tribunale del Lazio «l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica». Quindi, ha precisato ancora la sentenza, «lo Stato, dopo aver sancito il postulato costituzionale dell’assoluta, inviolabile libertà di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto “noto”, non può conferire ad una determinata confessione una posizione “dominante”».

        Anche queste sò soddisfazioni…

        • Mezzalira ha detto:

          confesso che non ho la tempra e nemmeno la tua sete in materia

          per cui sto pappierone, co sto caldo, me lo risparmio

          d’altra parte son contento perchè
          chi s’accontenta gode!

          e non posso fare a meno di constatare che sembra tu voglia ribadire:

          Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio – Heinrich Böll
          ma è proiprio una fissazione…………

          • Mezzalira ha detto:

            Caro Mezzolitro

            La tempra un ce l’ho
            ma il condizionatore si
            per cui stanotte mi so letto questa lungagnata……….

            non ho nessuna difficoltà ad ammettere di essere d’accordo con il TAR e quanto ne consegue

            per quanto riguarda la tua tempestività devo ammettere che mi pare un po’ sospetta
            o ci’hai un filo diretto con Rai3 o prima le passano a te e poi ai media nazionali

            da un lato complimenti, da un lato apparendo assai sospetta e problematica la collocazione tra un garantista e un mangiapreti (sono propenso più per la seconda) non voglio essere noioso, e prometto di non dirlo più, ma certo che è proprio vero:

            Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio

  83. Nello ha detto:

    Bel dibattito sul Patrono, peccato che a qualcuno sfugga un dato importante: nei contratti spetta al lavoratore un giorno festivo per il patrono, ma non obbligatoriamente quello in cui cade la commemorazione. Ad esempio per mia esperienza lavorativa a Siena la festività del patrono corrispondeva al 16/8 (per ovvi motivi) anzichè in dicembre data reale del patrono, così a Piombino 8/5 (anche qui mi sembra sia a dicembre, non sono avvezzo ai santi, mi interessavano le feste).
    Per quanto riguarda le società di norma (salvo esempi come sopra) prendono la data del Patrono della sede sociale come festività, per cui l’ASL, le Poste, ma anche ditte di piccoli imprenditori, nel caso nostro, festeggiano S.Lorenzo. In particolare le Poste sono anni che fanno così (per inciso le portalettere partono da Grosseto e non, come avveniva fino ad alcuni anni fa, da qui), come da anni la Banca MPS fa mezza giornata.
    Per cui dispiace per il disagio incontrato dai cittadini, ma come si dice: la legge non ammette ignoranza …ma si potrebbe aggiungere rispetto

  84. Carlo Vellutini ha detto:

    Per quanto riguarda il patrono per legge (credo) è stabilito che – a livello lavorativo- venga festeggiato quello del capoluogo comunale. Per questo nonostante che Braccagni festeggi San Guglielmo ha il suo giorno di festa il 10 agosto per San Lorenzo. Chiunque abbia lavorato (da dipendente) a Braccagni due giorni fa ottiene dunque la paga raddoppiata. Per quanto riguarda le Banche credo che sia la regola che nella festa del patrono si lavori mezza giornata. E’ avvenuto con tutti gli istituti di credito di Grosseto che ne esponevano il cartello…ed anche nel nostro paese con le due banche in essere.
    So per certo che anche nei comuni vicini avviene così. A Sticciano, ad esempio il patrono (con tanto di processione) è San Bartolomeo che si celebra il 24 agosto, ma il giorno di festa per tutti gli uffici è il 6 dicembre per San Niccolò, patrono di Roccastrada.
    Devo essere sincero…ho scoperto tutto questo lavorando, perché per me, come dovrebbe essere il Patrono se esiste per ogni paese andrebbe festeggiato in quella data. Però è chiaro che, forse, sarebbe un po’ più difficile recepire la data di ogni singola frazione che di 9mila comuni…

  85. Ric ha detto:

    Tanto per chiaccherare, il fatto che si festeggi la festa patronale del comune capoluogo anche nelle frazioni è motivo di semplificazione. E’ chiaro che il Santo festeggiato nella frazione sia quello della propria parrocchia. Come dicevo nel precedente commento io quando lavoravo ad Albinia seguivo il Patrono del comune di Orbetello che è San Biagio, per cui quando l’azienda decise di non lavorare per quel giorno (per ovvi motivi di risparmio di manodopera), io me ne stetti a casa… salvo lavorare il giorno di San Lorenzo 🙁

  86. AVVISO IMPORTANTE ha detto:

    A causa dei recenti e più volte segnalati inconvenienti derivanti dall’uso della funzione “Replica”

    Visto che per il momento è praticamente impossibile sopprimerlo dal programma

    E in attesa di un prossima futura revisione generale del sito

    Siete tutti pregati di

    Immettere (postare) tutti i vostri interventi senza adoperare la funzione “Replica”

    Se date una risposta ad una persona o ad un articolo che non esattamente vicino o attiguo al vostro, vi suggeriamo di aprire il vostro intervento con una frase del tipo: “In risposta all’articolo di…….”
    o qualcosa di simile

    grazie per la collaborazione

  87. Nello ha detto:

    Fra i tanti nonni di quest’ultimo mese si è aggiunto di nuovo l’ormai esperto Granocchiaio. Da me, vecchio aureliano, tanti auguri a te, alla Mora, a Carla ed Astelio, ma felicitazione anche e soprattutto ai genitori Alberto ( che in pratica è come il mio nipote perchè correva sempre da Maria e Nella) e Alessandra (chiedo venia per eventuale refuso).
    Granocchiaio questo nipote è proprio fortunato nlla mia via ci sono tre femminucce nate in quewsti giorni: a scuola, se continua così sarà beato fra le donne.
    Auguroni

  88. moderator ha detto:

    Naturalmente tutti “quelli del blog” si associano nel fare gli auguri al Granocchiaio per la nascita di Giulio, figlio della bella Alessandra e Alberto Bastiani!

  89. Granocchiaio ha detto:

    ringrazio tutti anche a nome di tutti i miei e a nome dell’ultimo arrivato: GIULIO

    ai miei amici del blog dico con amicizia e comprensione: occhio perchè ora con un nipote in più – e che nipote! – so diventato più forte e meno docile!

    gra gra gra
    (triplo gra, come i miei nipotini)

  90. Carlo Vellutini ha detto:

    Anche se mi sono collegato con un giorno di ritardo mi associo ai genitori Alberto ed Alessandra, al Granocchiaio ed agli altri nonni per il neoarrivato Giulio…

  91. gerlette ha detto:

    Organizzatore:: TEATRO DEI PUPAZZOLI
    Tipo: Festa – Festa privata
    Prezzo: € 5,00
    Data: giovedì 20 agosto 2009
    Ora: 21.30 – 23.00
    Luogo: Agriturismo Le Gerlette
    Indirizzo: Gerlette
    Città/Paese: Braccagni, Italy
    Telefono: 3388055343
    E-mail: legerlette@libero.it

  92. mezzolitro ha detto:

    Accidenti che cambiamento!!
    Pensavo di avè sbagliato sito!
    Avete fatto un SALTOTRIPLOEMEZZOCONAVVITAMENTOALL’INDIETRO che la Cagnotto se lo sogna!!
    Mi ci vorrà un pò pe racapezzammi, comunque, per ora, mi piace.

  93. Webmaster ha detto:

    E’ stato aggiornato il sito con uno nuovo a causa delle proteste di alcuni che non riuscivano a rintracciare le repliche sulle risposte dalla barra laterale di quello precedente. Questo nuovo tema mostra le risposte e (in modo gerarchico) anche le repliche e le repliche alle repliche delle risposte con un sistema molto intuitivo che si pensa sia di facile comprensione per tutti. Questo nuovo tema ha la barra delle pagine in basso . Accanto alla barra delle pagine c’è un pulsante di colore azzurro con una barra gialla obliqua che possiede varie funzioni dinamiche; addirittura anche i visitatori possono cambiare i colori del tema a loro piacere. Si sta facendo la traduzione italiana dei comandi in modo di renderli comprensibili a tutti. A disposizione per eventuali spiegazioni.

  94. blogghista ha detto:

    Ma questo blog mi sembra (visivamente) la reclame dell’acqua blu rocchetta. Non ci sono più immagini che indentificano la nostra zona.
    C’è nessuno? !?!?

    • Ric ha detto:

      Sono stati provati alcuni temi nuovi proprio per risolvere il problema di mancata visualizzazione delle repliche sui commenti che aveva il tema precedente che te avevi contestato.
      Questo tema – oltre la possibilità di visualizzare le repliche sui commenti – dà risalto alla gerarchia delle repliche stesse in maniera molto intuitiva oltre ad essere tecnicamente molto avanzato. L’unico difetto che ha è quello di essere aggratise e pare al momento questi americani non hanno sviluppato uno tema il cui sfondo abbia Braccagni in bella vista. Faremo rimostranze a questi insensibili sviluppatori web…

  95. blogghista ha detto:

    Gli “americani” non hanno previsto uno sfondo con Braccagni, ma il primo piano di un signore in alto a destra sì.

    • Ric ha detto:

      I temi di wordpress sono parzialmente configurabili e – conoscendo il linguaggio php – si possono fare delle aggiunte. Intanto questo tema era scritto in inglese ed è stato tradotto in italiano. La foto di quell’omino in alto a destra ho tentato di cambiarla ma al momento non sono riuscito. Per aggiungere la foto nuova al tema precedente ci sono voluti alcuni giorni proprio per trovare il link su cui era la foto di testata. Io ho parlato con il Granocchiaio per dargli una versione definitiva che piaccia a tutti però dobbiamo vederla tutti assieme; perchè non ci vediamo? Comunque il tema precedente non va bene perchè aveva dei malfunzionamenti di programma.

  96. Il Granocchiaio ha detto:

    Stamattina, domenica 23 agosto, in occasione di una mia pedalata ho incontrato un CAMION RIMORCHIO – carico di pomodori appena raccolti – CHE HA PERCORSO TUTTA LA VIA MALENCHINI IN SENSO VIETATO!!!!!!!!!
    Ho provato a fargli gesti con la mano e con il braccio, ma quello manco mi ha ca….

    Sapendo che oggi i trasporti pesanti non possono circolare ho pensato che forse causa deperibilità (?) questi abbiano un permesso speciale (?)

    E magari con la stessa motivazione hanno anche IL PREMESSO PER TRANSITARIE IN SENSO VIETATO SUI VIALE DEL NOSTRO PAESE!!!

    Fortuna che poi – in lontananze – ho visto che si è immesso nella via Aurelia Nord all’altezza del Bar per cui essendo una zona molto e spesso controllata dalle autorità, magari queste hanno provveduto di dovere.

    Questo per i miei concittadini e per chi di dovere se dovesse leggere queste righe.

    • Nello ha detto:

      E’ cosa normale che i camion con pomodori, e purtroppo non solo quelli, viaggino in via Malenchini come meglio gli torna.
      Su queste pagine spesso r4icorre il ritornello, ma chi di dovere non c’è mai, anzi al grido di allarme di Donatella, che chiedeva, visto che le promesse non sono state mantenute, almeno un pò di severità (leggi multe) qualcuno ha risposto che non è giusto farew queste richieste: forse sarà giusto che ci scappi il morto!

    • cittadino sconcertato ha detto:

      ultimo transito di autotreno pomodori contro mano, ore 20,45…
      poi oggi verso le 17,30 un autotreno ha rotto una sbarra del passaggio a livello, era fermo sotto le sbarre quando queste si sono chiuse, la sbarra si è adagiata sul cassone e il camionista ha cercato di muovere il Tir rompendo la sbarra che è rimasta attaccata per un piccolo lembo di ferro… ora la sbarra è secondo me pericolante, state attenti quando ci passate sotto e se un ferroviere legge, che avverta subito chi di dovere.

      La cosa che più mi sorprende è l’assoluta disinvoltura con cui certi enormi camion percorrono contromano una strada di un paese dopo le innumerevoli denunce della gente… e ancor più sconcertato sono dall’assoluta mancanza di controllo sul fenomeno qui denunciato, da parte dei locali carabinieri, tutti sanno che i camion viaggiano contromano in modo ormai ricorrente senza che si veda far niente per impedire la cosa, Vorrei sapere perchè accade questo? Ci sarà pure una logica spiegazione, sarebbe l’ora che venisse data, oppure che venisse impedito simile comportamento.

  97. Webmaster ha detto:

    Si pregano i gentili utenti del sito di non firmarsi con nickname tipo anonimo o unknow o altri simili in quanto il nostro programma antispam riconosce come commento non autorizzato (spam). Prego l’amico che si è firmato anonimo di ripetere il proprio commento con altro nickname in maniera di non essere eliminato automaticamente.

  98. redazione ha detto:

    Questa sera ho parlato con un noto imprenditore agricolo che produce pomodori nella zona dei Poderi Nuovi: mi dice che succede questo perchè se i camion fanno il percorso consentito urtano le automobili in sosta agli incroci, come già successo due volte.

    • cittadino tranquillo ha detto:

      mi sembra un’ottima scusa: perchè non continua a farlo?

      e come hanno fatto ierisera?

      ho visto un TIR (un bilico) pieno di pomodori che verso le 22 trasitava proprio in via Anita e poi a sinistra su pei Garibaldini e quindi verso Grosseto, nel bel mezzo e del pieno della Sacra: quante macchine ha fatto fuori???

      la redazione deve saperlo, era lì!!!

      • patrizio ha detto:

        quel noto imprenditore aveva detto fin da prima che mettessero i sensi unici, che il problema ci sarebbe stato, e aveva ragione, peccato che non sia mai stato ascoltato….

        comunque non è una giustificazione quella di andare contromano, si viola la legge e basta…

        per evitare che si violi la legge bisogna muoversi chiedendo che la viabilità sia disegnata secondo le necessità della gente e non secondo i problemi politici… se non si fa niente e poi si va anche contromano si è fuorilegge e senza senso civico, per me non degni di vivere in uno stato di diritto, e complici della sua rovina etica e morale.

        ma mi pare che qui non siamo più in uno stato di diritto ma nello stato dei DRITTI… che peraltro a me stanno da sempre sulle scatole.

    • cittadino perplesso ha detto:

      le macchine vengono urtate se sono parcheggiate in zone non consentite

      o se il guidatore del camion fa il bischero

      se no non seccede un bel niente: ripeto che ieri sera ho visto tutta la manovra di un bilico – con tutta la sua lunghezza – pieno di pomodori, provenire da via Anita, fare la curva per immettersi su via dei Garibaldini direzione via Aurelia, dove si è immesso poco dopo

      tutto questo in piena SAGRA DEL PAESE, con un affollamento non indifferente di persone e di auto

      non mi risulta che sia successo niente

      e poi già che ci siamo: sono meno ingombranti e forse un pò meno pericolose – ma mica tanto – ma ormai bici, moto, e auto percorrono via Malenchini in senso vietato almeno fino alla zona case rosse con una certa regolarità e impudenza…….

      tutto ok?

  99. viviana ha detto:

    Leggo con curiosità quello che si scrive sul futuro del paese , si parla di piano regolatore , di prospettive di concentrazioni industriali , di traffico .
    Le opinioni sono diverse , ognuno ha la sua visione delle situazioni .
    Io non posso esprimere nessun giudizio, non ho competenze nè conoscenze .
    Ma quando parlate di via Garibaldi o di via Malenchini mi viene in mente che cinquanta anni fa a Braccagni nessuna strada aveva un nome proprio : c’era l’Aurelia e nord e la strada della stazione che portava alla fine del paese , per il resto ci si orientava con il nome dei poderi …. a San Rocco o verso San Rocchino, Casetta Grottanelli o Casa all’orto e così via .
    Cinquanta anni sono tanti ed è naturale che le cose siano cambiate . Non tutti i paesi però hanno avuto lo stesso sviluppo del nostro .
    Giorni fa , in banca , un cassiere che non conosco, mentre velocemente faceva il suo lavoro , guardando l’orologio per vedere quanto mancava ancora all’uscita , mi ha detto che non vedeva l’ora di tornare a casa per rilassarsi un po’ . ” Abito a Braccagni , ha aggiunto , e lì sto come in paradiso ”
    ” Sono di Braccagni anche io ” mi sono affrettata a dire con un certo orgoglio , omettendo che non vi abito da una vita .

  100. cittadino peprlesso ha detto:

    immagino che lo stile e la potenza di Betto sia quella di sinistra, insomma quella colorata

    o mi sbaglio?

  101. roberto ha detto:

    Betto è ovviamente quello sulla staccionata con i piedi sulla mucca. Tra gli altri si riconoscono: Ovo Rosso, Fine Bindi, Marco Nisi.
    Merca a Casa all’Orto, anno 1977 circa.

  102. cittadino perplesso ha detto:

    Caro signor Roberto

    io avevo chiesto:
    “immagino che lo stile e la potenza di Betto sia quella di sinistra, insomma quella colorata
    o mi sbaglio?”

    Lei molto gentilmente mi risponde:
    Betto è ovviamente quello sulla staccionata con i piedi sulla mucca

    Allora, altrettanto gentilmente le chiedo:
    e quello sulla destra chi è secondo lei? Un Benedetto di passaggio da quelle parti o il mago Zurlì in libera uscita?

    Non mi vorrei sbaglia, ma secondo me i piedi di Betto potrebbero essere sul groppone di una vacca, si, ma con un bel paio di zibedei tra le gambe………………

    ..zo, è dura co sto caldo eh?

  103. cittadino perplesso ha detto:

    Caro signor Roberto (24 agosto 2009 alle 21:12)

    che succede? è entrato nel pallone? le domande sono semplici, si faccia coraggio, un piccolo sforzo, veda se riesce a rispondere.

    guardi che se non ce la fa da solo può anche farsi aiutare, non è mica proibito dalla legge! ci mancherebbe altro

    comunque ribadisco: rinfrescatevi un pò,
    antonio facaldo!
    fatroppo caldo……………………..

  104. moderatorr ha detto:

    Devo dire che il Granocchaio ha un archivio fotografico invidiabile.

  105. il Granocchiaio ha detto:

    Kansas City? No, grazie, forse Chicago anni ’30…………..

    Tempo addietro segnalavo un TIR, insomma un semirimorchio, di quelli lunghi come un treno, che trasportano di questi giorni pomodori, che si era fatto in pieno giorno e incurante dei gesti che gli facevo, TUTTA VIA MALENCHINI IN SENSO CONTARIO DI MARCIA.

    Diversi concordarono che veramente era uno sconcio, anche perché non sono solo i TIR a fare queste bravate, ma tutti, chi più chi meno, dalla bicicletta, allo scooter, all’auto personale, sembra che tutti vogliano provare questa ebbrezza.

    Sia Nello che Donatella che il Pat rimarcavano che problemi di sensi unici o no, finche ci sono dei cartelli e dei sensi unici questi vanno rispettati, altrimenti s’innesca un meccanismo da giungla o d’anarchia assai pericoloso dove si sa dove si comincia ma non dove si finisce.

    A chi obiettava che i camion facevano così perchè transitando in Via Anita G. avrebbero urtato le macchine in sosta feci notare che questo poteva accadere solo nel caso in cui le auto fossero parcheggiate al di fuori degli spazi ad esse riservate. Prova ne fu che una sera, alle 22.00, in piena sagra, con gente e auto traboccanti, vidi con i miei occhi un TIR provenire dalla Via Anita G. girare per via di Garibaldini per poi immettersi in Via Aurelia Sud, e il tutto senza il minimo problema………

    Oggi posso segnalare una nuova magnifica perla alla collana di queste bravate. Mentre da Via Aurelia Sud stavo per girare verso la stazione e quindi immettendomi in Via Garibaldini ti vedo un bel TIR ENTRARE IN VIA AURELIA NORD PASSANDO A SINISTRA DEL TRIANGOLO DIVISORIO E NON GIRANDO IN TONDO COME PREVISTO DAI SEGNALI!!!!!!!!!!!!

    Tutto con la massima disinvoltura e tranquillità. Tanto che una volta immesso sulla Via Aurelia Nord lo vedo spostarsi tutto a sinistra, lato delle Poste per capirsi, e andare a parcheggiare davanti al bar……….Ma siccome questo è chiuso per ferie, il camion prende e riparte, sempre direzione nord……..

    Luciano Bianciardi quando paragonò Grosseto (degli anni ’40) simile a Kansas city, intendeva dire una tranquilla e rassicurante città di provincia. No, Braccagni non mi sembra abbia questi requisiti. Forse, omettendo latitudine e dimensioni, forse Chicago anni ’30.

    Anche se io sostenevo che a me pare che tutti si sentano autorizzati a passare da noi, pisciarci in capo (quindi Ci-piscio, ma non Ci-cago) e poi via col vento…………………..

    Meno male che ci siamo noi del blog che bla bla bla, e poi un s’arriva mai da nessuna parte! O, come avrebbe detto il mi amico Ganascia: un si fa mai una sega niente!

  106. blogghista ha detto:

    Comincia a scattare qualche foto di queste manovre e mettiamole nel blog…

    • il Granocchiaio ha detto:

      a che scopo scattare foto? per dimostrare che non racconto frottole? se uno non ci crede ci vada lui a verificare
      e poi cosa dovrei fare? andare al passo dei TIR come si va al passo dei tordi? oppure portarmi al collo la macchina fotografica?

      no grazie mille, le foto le fo quando mi viene di falle e no pe dimostra’ una cosa simile

      nessun altro ha visto quello che ho visto io? siamo all’omertà? o sono io che vado a caccia di queste cose e le vedo solo io?

    • nello ha detto:

      Il Granocchiaio ha ragione, non siamo noi sicuramente gli “sceriffi” nè tantomeno le “ronde” (ammesso che ne abbiano il potere) per denunciare un fatto ormai usuale. Ci sono le varie forze dell’ordine che sono autorizzate allo scopo, alcune sono state avvisate anche personalmente parlando con l’Assessore Capperucci, ma mi sembra che …… Forse come ho già detto altre volte riferndomi nel caso al “divieto di sosta” nel Viale dei Garibaldini che di fatto “autorizzava” gli incivili a fare velocità pura (io dissi pista per Dragster, uno parlò di fare una gara di formula Uno come a Roma; forse proprio il Granochiaio) aspettiamo il morto poi qualcosa si farà

  107. il Granocchiaio ha detto:

    Anch’io ho avuto a che fare con la famiglia di Mike Bongiorno.

    Era il 1970, il mi babbo era morto due anni prima, e la Braima partecipava per le prime volte all’allora mitica Fiera di Milano con i Contenitori-agitatori per calcestruzzo che avevamo messo a punto su suggerimento datoci da Marcello Sartiani, uno dei più vivaci e intelligenti imprenditore edili dell’epoca.

    Avevamo un agente di vendita che era a modo suo un fenomeno di marketing. Era nativo della Romagna e si chiamava Nazario Garavini. Sempre presente ai momenti più importanti e cruciali della vita mondana e no dell’epoca. Basti pensare che proprio nel 1970 fu uno degli unici duei italiani a volare con il Jumbo jet 747 nel primissimo volo transoceanico. L’altro era il suo – e nostro – miglior cliente di Milano, Mario Trombetta, uno dei calcestruzzai più in vista di Milano per il quale aveva trovato posto sul prestigioso volo assieme a lui. Garavini teneva in bella vista nel suo ufficio il diploma che gli avevano rilasciato per certificare che effettivamente era presente su quel volo inaugurale.

    Girava con la Mini Cooper che allora era un must, ma a Braccagni si presentò con un Fiat Dino (motore Ferrari) vera, e non come me la feci io comprando la Fiat 124 sport coupé che però ad essa si era ispirata nella linea. Per farmela provare andammo fino al Bottegone e ritorno. Ricordo ancora che fece la curva del Peruzzi, l’ultima vendendo a Braccagni, a 120 Km senza che la macchina si scomponesse di un millimetro. Nella mia vita sono arrivato a farla al massimo a 90 Km, e con grande pena.

    Insomma anche nelle fiere cercava di dare il meglio e di attirare gente con tutti i mezzi. Noi ci lasciavamo guidare perché effettivamente poi i risultati si vedevano, eccome!

    Quell’anno si presentò allo stand con un mini motorino con delle ruote minuscole ed un motore 48 cc. Su chiamava “Marcellino”. Era una novità perché era trasportabile nel baule di una macchina ma poteva essere usato anche dagli adulti. Lui lo teneva li allo stand e poi ci faceva dei piccoli giri all’interno della fiera per farlo vedere da un pubblico incuriosito dalla bella novità. A fine fiera lo comprò il dottor Jacopini che ci veniva a lavoro alla Braima.

    Solo che per andarci in giro prese anche due ragazze, due belle ragazze. Una era una hostess dell’Alitalia e un’altra “era di una delle migliori famiglie di Milano”, come diceva lui. Questa si chiamava Daniela Zuccoli e allora aveva vent’anni. Bella d’una bellezza giovanile, girava anche lei divertita sul Marcellino, per attirare gente allo stand del Braima.

    Quando due anni dopo questa si sposò con Mike Bongiorno il nostro amico Garavini c’informò in anteprima del fatto e mi disse: ricordatevi che avete fatto la fiera di Milano e vi ho portato come standista la futura moglie di Mike Bongiorno!

    • Ric ha detto:

      Mike Bongiorno appartiene a quella elite di personaggi dello spettacolo, tra cui il presentatore televisivo Corrado o gli attori Nino Manfredi e Alberto Sordi, che hanno fatto grande l’Italia nel cinema o nell’intrattenimento televisivo; di essi si ricorda lo stile piano, quasi familiare con cui si ponevano con il pubblico e per i principi di correttezza e signorilità che gli caratterizzavano.
      Erano uomini che avevano vissuto la seconda guerra mondiale e che avevano convissuto, da una parte o dall’altra, tra gli orrori di questa guerra unita alla solidarietà tra italiani nella povertà e nel bisogno.
      Fare un paragone con la televisione di oggi è praticamente impossibile: Bongiorno era capace di far fermare l’Italia su uno spettacolo di quiz e riusciva a stabilire una immediata vicinanza con il pubblico con le sue famose e volontarie gaffes. Il suo stile era quello di un gran signore con buoni principi e molte volte riprendeva i concorrenti che usavano esprimersi od atteggiarsi in maniera non consona all’evento televisivo. Dall’altra parte la tv di oggi si basa sul pettegolezzo e sulle false liti spesso associate al turpiloquio, un segno di scadimento dello stile di vita ed anche di mancanza di idee nell’attirare l’attenzione del pubblico.
      Direi che la sua morte segna il termine di una generazione di grandi personaggi dello spettacolo che hanno fatto grande l’Italia e che soprattutto hanno saputo mostrare nel nostro Paese certi principi di correttezza e signorilità che purtroppo oggi mancano alla televisione commerciale ed anche a quella di Stato.

      • Granocchiaio ha detto:

        Mettersi a commentare la scomparsa di Mike Bongiorno a caldo, mentre ci sono centinai di giornalisti e commentatori che si cimentano nell’impresa può sembrare un tentativo di suicidio.

        Però. Però Ric l’ha fatto, con esemplare modestia e senso della misura, e quindi per tentare emulare lui, non certo i famosi giornalisti e opinionisti, mi butto.

        Sono d’accordo che è stato un grande, anzi nel suo campo sicuramente il più grande. Misura, serietà, professionalità e anche genialità di certe “pensate” che hanno contribuito non poco alla sua fortuna. Mi ricordo, secoli fa, la prima volta che disse in TV “per intiero” e non per intero come una cinquantina di milioni di persone dicevano in Italia. Il problema era, e lo scoprii presto, che quando tirava fuori queste sparate, erano tutte vere e valide e non delle papere o degli strambottoli. Erano questi piccoli trucchetti che contribuivano a far parlare di lui anche a televisore spento.

        È proverbiale la sua serietà e severità sul lavoro. Non ammetteva che si scherzasse sul lavoro nemmeno durante le prove!

        A me sinceramente non è mai stato così simpatico, ma siccome tutti gli altri, chi più chi meno mi sono piuttosto antipatici, allora dico: il meglio è stato lui.

        Ho ammirato la sua autentica e seria passione per lo sport e la sua capacità di prendersi e prestarsi a farsi prendere in giro, cosa non molto in voga nell’ambiente.

        Professionale fino all’esagerazione. E questo lo dico io. È vero che faceva papere studiate a tavolino come dice Ric, ma per questo mi sembra abbastanza perdonabile. Lo è per me assai meno quando invece, sempre a proprio vantaggio, era sgarbato e prepotente con i concorrenti o con i suoi collaboratori.

        Mi ricordo di aver vissuto in diretta la parte a m..da che fece ad Antonella Elia che aveva esultato perché una concorrente aveva rifiutato una pelliccia. Lei animalista aveva applaudito alla concorrente e Mike la maltrattò in diretta dicendogli che non doveva permettersi quei comportamenti perché così offendeva lo sponsor che pagava fior di milioni per la trasmissione…….
        Mi è rimasto sempre il dubbio che tutto fosse preconfezionato, ma intanto l’Elia fu buttata fuori dalla trasmissione.

        Cosa assai più grave successe ad una concorrente che si era nascosta dei bigliettini nel reggiseno per risponder ad un quiz. A parte l’ingenuità del gesto, davanti alle telecamere, con milioni di occhi che ti guardano, com’è possibile pensare di farla franca? E poi se fosse vero, trasmissioni registrate come quelle, o con la sua proverbiale padronanza del mezzo non poteva annullare la puntata o sospenderla? No! In diretta sbugiardò la concorrente, le dette della truffatrice e non volle salutarla alla fine, sottolineando il fatto in chiosa all’avvenuto. Questa, pur nell’errore della concorrente, fu una cattiveria pro audience e mito che non riesco a perdonare.

        Ma poi ripenso che è stato un convinto e sfegatato juventino anche quando passò alla corte di Berlusconi, per cui…………………

  108. Nello ha detto:

    Ieri, mercoledì 9, presso la sala della Circoscrizione s’è tenuta una pubblica assemblea sulla mobilità, in particolare sui servizi urbani RAMA. Non c’erano molti presenti, ma molto molto agguerriti, che più volte hanno messo in difficoltà il Presidente RAMA, che, usando un gergo calcistico, per difendersi ha mandato tantissimio palloni in tribuna. In particolare è stato affrontata la corsa delle 7.10, quella degli studenti. Le richieste dei presenti ,pochi genitori, ma soprattutto solo due studenti (ma sufficienti per le loro invettive, gli altri hanno forse creduto ch era meglio mgiocare a calcio balilla al Grisou, COME SE LA COSA NON FOSSE DI LORO INTERESSE) erano soprattutto sulla corsa delle 7.10, che dall’inizio dell’anno è stata fatta utilizzando bus urbani (quelli arancioni per intendersi), per maggiore disponibilità di posti in piedi. Io in questo blog attribui il fatto all’esigenza della RAMA di evitare multe come sulle corse per Firenze per troppa gente in piedi, il Presidente addirittura mi ha smentito dicendo che nessuna multa era stata fatta, sputtanando tutte le testate locali che ne hanno scritte giornalate. Fatto sta che ha giustificato il fatto dicendo che i bus extraurbani da 55 posti alle 7.00 avevano difficoltà di manovra a Montapescali per le macchine mal posteggiate, macchine che si scioglievano come neve al sole per la corsa successiva che spesso è stata fatta con bus da 55 ;forse i tecnici RAMA erano nell’occasione preveggenti, preveggenza che veniva meno quando il sovraccarico era abnorme da lasciare alcune volte (qualcuno ha detto spesso) tre-cinque studenti a terra. Difficoltà ha avuto a replicare ad una mamma che ha detto che pagando l’abbonamento (€ 32,00, mica poco) suo figlio, per altro rimasto qualche volta a terra, non solo aveva il diritto al servizio, ma anche al posto a sedere. S’è finalmente saputo che la fermata sulla via Aurelia di fronte al Bastiani non è autorizzata per il bus di Montepescali, ma molti autisti la fanno anche in presenza di numerosi studenti, quindi rischio di mposti in piedi……. Hanno detto che passando altri bus sulla via Aurelia, possono essere utilizzati, senza però dire che sono già pieni e, spesso, gli autisti per questo motivo, tirano di lungo, e l’eventuali bis arrivano a Grosseto in orari non confacenti con quelli scolastici.
    Comunque quella che per me è stata la perla, purtroppo per altri impegni sono dovuto venire via prima del termine, verrà provato nuovamente un bus da 55 posti: ma non aveva difficoltà di manovra a Montepescali? allora parte da Braccagni? per cui si smentisce l’Assessore Capperucci che, giustamente secondo me, ha detto che su questa corsa era impensabile pagare per due bus, quando l’utilizzo effettivo sarebbe di uno e mezzo. Io sono venuto via, ma un frequentatore del blog è rimasto e potrebbe dare le conclusioni e confutare quanto da me detto, oppure a paura a prendere posizione visto il suo impegno politico……..

    • Fabio ha detto:

      Caro Nello, aspettavo il tuo intervento e non c’è bisogno di tirarmi troppo per la giacchetta, anche perchè non c’è bisogno di avere paura di niente e soprattutto di prendere chissà quale posizione, semmai c’è da prendere atto dei disagi lamentati e della volontà di RAMA di risolverli, per quanto nelle loro possibilità, a fronte di tutta una serie di problematiche e responsabilità che non fanno capo solo all’azienda di trasporto pubblico, come avrai capito dall’esposizione del Presidente RAMA.
      Anch’io ho appreso con stupore che l’autobus da 55 posti, all’improvviso, riesce a fare manovra a Montepescali ed è un bel risultato, anche se mi è sembrato di capire che la soluzione del bus urbano (arancione) era stata adottata per consentire la salita di un maggior numero di studenti, anche se in piedi e con ovvi disagi.
      Tra le altre soluzioni c’è allo studio un cambio di percorso all’interno dell’abitato di Braccagni che consenta di raccogliere gli studenti senza la necessità di arrivare fino all’Aurelia e ad una fermata peraltro non autorizzata, dove si concentrano un elevato numero di ragazzi.
      Rimane da verificare la disponibilità di posti sugli autobus che transitano dopo le 7:10, anche se sò che alcuni studenti ne usufruiscono, non sono mai rimasti a piedi ed arrivano a scuola in orario.
      Comunque RAMA si è impegnata a monitorare il numero dei ragazzi che usufruiscono del servizio e la disponibilità di posti nelle corse successive e se del caso a mettere una corsa bis. Tutti conti che, secondo me, si fanno comunque male, in quanto soggetti ad una serie di variabili difficili da prevedere, questo per dire che il 100% del risultato è difficile da raggiungere, ma con la buona volonta che stà dimostrando RAMA credo si possano ridurre a livelli accettabili gli eventuali disagi.

      Per il Granocchiaio, l’incontro è stato organizzato dalla Circoscrizione.

      Questo è quanto, rimango a disposizione.

      • Nello ha detto:

        Fabio hai capito subito, ma “paura” ere solo per un pò di polemica, so benissimo poi chi ha organizzato la riunione, noi possiammo anche non pubblicizzare i nostri incontri, ma gli Enti dovrebbero essere più limpidi, anche perchè le corse di cui s’è discusso non erano solo per studenti (come lasciava intendere il volantino) ma per tutti, prova ne è che quando ho solo nominato la corsa quasi vuota contemporanea a quella delle 7.10 alcune mamme mi hanno quasi scannato…..
        Volutamente non ho parlato dei possibili nuovi itinerari in quanto sono sempre allo stato di ipotesi.
        Visto però che hai accennato ai nuovi itinerari e questi sono legati alla viabilità interna del paese, vi accenno che martedì nel pomeriggio vengono a fare un sopralluogo sia l’Assessore Capperucci con il Sig. Guerrini, che per chi non lo conoscesse per nnome è quello che presentò il pianno ormai quasi due anni fa. Purtroppo io non ci sono, però se il Granocchiaio fosse disponibile potrebbe fare anche lui di persona le rimostranze che ha riportato sul blog (io la mia parte l’ho anticipata mercoledì).

        • patrizio ha detto:

          PER Fabio, non credo di conoscerti, ma mi informerò da amici comuni come Nello, volevo dirti che non mi risulta che nessuno sia mai rimasto a piedi come dici, mi è stato riferito dagli interessati, che alcuni ragazzi sono stati accompagnati a scuola dai genitori, rischiando di perderla e di rimanere in mezzo alla strada, lo scorso anno scolastico.

          Per Nello e il Granocchiao, per cortesia qualcuno può far presente l’ormai annoso problema del senso unico inutile su via Malenchini?..

          • Fabio ha detto:

            Caro Patrizio chiedi a Biadone, mi conosce bene!
            Riguardo ai ragazzi rimasti a terra ho solo riferito di quanto affermato da alcune mamme presenti alla riunione.

          • Nello ha detto:

            Patrizio martedì non ci sarò, ma come ho detto, insieme a Iacopucci mercoledì in occasione della riunione RAMA, esponemmo all’Assessore Capperucci il problema viabilità in generale e in particolare quello di via Malenchini o più precisamennte sulla delibera del dicembre scorso che prevedeva alcune varianti, ma che in pratica, escluso l’inversione di senso in via Cadolini, non sono state ancora attuate. Proprio in quest’ottica l’Assessore in nostra presenza prese accordi per il sopralluogo di martedì, notare però che questo sarà un sopralluogo tecnico e non un incontro con la cittadinanza, per cui, vista la disponibilità di Capperucci non credo che creerà problemi di fronte ad alcune osservazioni, ma non ritengo neppure necessaria un’eventuale (ma proprio eventuale) invasione di osservazaioni. Forse, visto che escluso noi e il Granocchiaio abbiamo a cuore la cosa, può essere fatta una richiesta di tener conto della viabilita anche per il futuro (prossimo, lontano o….) polo logistico

  109. Granocchiaio ha detto:

    interessante il dibattito pubblico con la RAMA

    in quanto pubblico come era stato avvisato il pubblico?

  110. il Granocchiaio ha detto:

    visto e considerato che nessuno ce l’ha fatta:
    all’estrema sinistra un giovane Garalla (Walter Cerretani), all’estrema destra Santi bestiaio (Quadalti) in una rara posa di faccia
    si proprio lui, quello di cui si attende il famigerato monumento………….

  111. c.t. ha detto:

    Ciao sto cercando lavoro come assistenza anziani nelle zone di Braccagni o Grosseto se sentite qualcuno che ha bisogno contattate la Redazione.

  112. Webmaster ha detto:

    Parte da oggi l’obbligo di iscrizione di tutti gli utenti di questo blog per poter commentare gli articoli o altri commenti. Quando si intende commentare, in fondo a tutti i commenti appare la scritta SCRIVI UN COMMENTO. Se l’utente non è iscritto deve fare clic sulla parola “iscritto” della frase sotto “Devi essere iscritto per postare un commento”.
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    Siamo a disposizione per eventuali spiegazioni e aiuto per gli utenti.

    • Granocchiaio ha detto:

      anco a mi
      e vai……..

      • viviana ha detto:

        ce l’ho fatta a fare la registrazione , ma che fatica !
        Colpa ovviamente della mie modeste conoscenze .
        E’ stata la password a mettermi in crisi : lettere , numeri e segni un po’ strani , ne dimenticavo sempre qualcuno …

        • Webmaster ha detto:

          Ulteriori spiegazioni (visto questo commento) di come si ottiene una password:
          1) Si fa la richiesta normalmente come detto:
          2) Il sistema invia alla posta elettronica dichiarata dall’utente una email automatica con un link;
          3) Facendo clic su quel link si ottiene una seconda email con la password.
          La password è possibile metterla in un posto sicuro sul computer e poi si fa copia/incolla sulla finestra di accesso.
          Per ricordare il nome utente fare clic sulla casella “ricorda” sull’accesso agli utenti registrati: questo apparirà ogni volta che si vuole replicare ad un commento.

        • Granocchiaio ha detto:

          lo sapevo che cel’avresti fatta!

          in effetti la prima volta ho avuto qualche problemino anch’io, ma poi ho superato

          niente in compesno di avere commenti certi da persone certe da indirizzi certi
          più trasparenza, più regole, più responsabilità per tutti

          e poi anche una piccola soddisfazione quando si riesce a fare una cosa nuova!!!

  113. nello ha detto:

    A parte la difficoltà da me incontrata per accedere ai commenti (per fortuna non sono il solo) , le continue novità del blog se da un lato mi piacciono, ad es. la grafica, dall’altro mi lasciano perplesso. Infatti non trovo idoneo mantenere aperti alla pagina argomenti ormai superati da tempo e per il tempo (es. le sagre) che però relegano in fondo argomenti che invece, anche se sembrano fuori luogo, sono invece attuali. Un esempio è “Il Polo logistico” che per trovare la pagina,viene voglia di scriverlo ex novo ed invece appena aperto ebbe in poco tempo molti interventi e poi più, reputo che una delle cause sia propiri la sua collogazione in quanto anche ieri sera amargine di una riunione politica, uno dei relatori mi chiese esplicitamente se la popolazione lo voleva oppure no.
    Altra anomalia è anche questa pagina che quando nacque veniva azzerata mese per mese, ora invece si apre e c’è scritto “Tatzebao di Settembre” e gli oltre 210 e passa interventi cominciano nel mese scorso e forse anche prima (non vado a sincerarmene perchè altrimenti mi tocca scrivere di nuovo il commento, e anche questa è un anomalia).

  114. Granocchiaio ha detto:

    Nello ha ragione a fare le sue osservazioni
    .
    a parte le difficoltà iniziali a registrarsi incontrate chi più chi meno da tutti, non c’è da vergognarsi
    anzi vi dirò che siccome mi capita di intrufolarmi anche in altri blog, ho scoperto che le procedure del nostro sono identiche alla maggior parte di quelli che ho trovato in circolazione, per cui – come si dice – è tutto mestiere che entra, e ci servirà se vogliamo “girare il mondo”

    aspetto del blog
    è vero che ci sono stati molti cambiamenti e che spesso ci hanno un pò disorientati, ma converrete che in un anno ne abbiamo fatta di strada e credo che complessivamente il blog sia più bello e funzionale
    consideriamo anche che il nostro è abbastanza artigianale, quasi casareccio, nonostante la preparazione e la passione di chi ci aiuta (agratisse) a mantenerlo, correggerlo, depannarlo quando necessario e via via, se possibile, migliorarlo
    ma è anche vero che la nostra edizione è anch’essa agratisse e quindi non con tutte le comodità e gli optionals di una fuori serie

    piuttosto condivido le osservazione sull’inutile permanere degli articoli che sono scaduti: è veramente sciocco continuare ad avere in prima pagina ad occupare spazio prezioso ad un articolo che per esempio preannuncia un certo evento per una certa data: è chiaro che passata quella data rimanere lì è proprio una cosa senza senso, per non dire di peggio
    giriamo questa richiesta ai nostri tecnici (usiamo il plurale che fa più chic, anche se è uno solo) e credo che troverà una soluzione accettabile

    sul discorso del Tatzebao che non cambia la cosa mi riguarda da vicino e provo a spiegarla

    il TATZEBAO è nato – come il fratello PAROLE IN LIBERTA’ – per avere uno spazio fisso dove presentare le proprie osservazioni, indicazioni, lamentele, attenzioni, notizie da comunicare e quant’altro simile (il significato originario nel paese dove è nato era – grosso modo – affiggere propri manifesti nella pubblica piazza e per gli scopi appena detti)
    ora si da il caso che inizialmente avevamo una versione del nostro blog che non era così funzionale ed agile come oggi – se ben ricordate – e che mettendo molti articoli e commenti tutto l’ambaradam rallentava troppo
    si decise così di cambiare ogni mese il TATZEBAO in modo da “spezzettarlo” e renderlo quindi più leggero
    stesso discorso per PAROLE IN LIBERTA’ che nella successiva edizione è stato completato con l’aggiunta “il seguito”

    quando però ci siamo accorti che il blog aveva acquistato nuova agilità è divenuto superfluo e direi scomodo cambiare il nome ogni mese
    infatti così facendo si spezzetta tutta la rubrica e per andare a fare ricerche all’indietro la cosa diventa un rebus quasi insolubile, mentre invece oggi con un articolo “unico” la ricerca è possibile ed agile

    colgo l’occasione per ripetere che il TATZEBAO è originariamente a disposizione di ogni genere di notizia e che quando si verifica che un certo argomento prende quota e spessore si cerca di dargli nuova sede per un articolo a se stante

    PAROLE IN LIBERTA’ è nato invece originariamente per avere uno spazio simile a RISPONDERE PER LE RIME, destinato a chi non ha il dono di saper scrivere in rima, ma desideroso di scrivere qualcosa, di suo o di altri, poesia o prosa che sia, e argomenti similari

    Tutto quanto sopra detto, sono e siamo sempre aperti al dialogo, alle osservazioni e alle critiche che arrivano con il giusto spirito costruttivo come quelle di Nello che ringrazio per l’intervento

    invito peraltro lui, come gli altri lettori a sorbirsi il pezzo che ho scritto su PAROLE IN LIBERTA, sempre a proposito del nostro blog, con il proposito di fare una sorta di bilancio di questo primo anno, e in attesa di riflessioni e osservazioni da parte dei frequentatori

    infine per ritornare un momento sull’articolo IL POLO INTERMODALE

    è vero e sono d’accordo che dovrebbe rimanere in prima linea, e chiederemo un’altro exploit al nostro tecnico per farcelo ritornare

    però voglio ricordare che il penultimo articolo in sintonia con il nostro tema è del 20 agosto ed è proprio di Nello, l’ultimo del 27 agosto è del mio amico Patrizio
    l’autore mi perdonerà, ma il pezzo da lui messo ha secondo me da la mazzata finale all’argomento!
    Confesso alla luce del sole che non l’ho letto, non ero invogliato, non lo sono adesso e dubito che lo sarò in futuro.
    Sarò limitato e non all’altezza, forse non ho la tensione morale e civica di Patrizio, e nemmeno la sua passione viscerale per argomenti tra la politica e la giurisprudenza, ma un pezzo di quella lunghezza, dove vedo in qua e in la nomi come Riina, Provenzano, Messina Denaro, i casalesi, Piersanti Mattarella, Andreotti, Hegel, Dorian Gray, Orlando e Rinaldo, Don Rodrigo, Luigi XIV, Roberto Scarpinato e forse ho tralasciato qualcuno, io nonostante questi siano diluiti in un brodino di oltre 2.400 parole, io confesso che mi scoraggio, mi spavento e mi arrendo alla mia impotenza.
    E poi mi domando:
    ma leggendolo avrei forse trovato felici ed utili indicazioni per il polo logistico di Braccagni??????

    • Webmaster ha detto:

      Gli articoli in evidenza e che quindi occupano i primi posti in ordine gerarchico in questo blog erano stati predisposti su una precisa decisione. Occorre conoscere quale articolo deve continuare a rimanere fisso in prima pagina del blog e quali ritornare nella loro posizione cronologica (data di pubblicazione). Riguardo il tatzebao e la difficoltà di trovare articoli o commenti all’indietro, si ricorda che esiste il pannello di ricerca qui a destra nella barra laterale che funziona nè più nè meno come un motore di ricerca normale, ma che è interno ai commenti del blog.

    • nello ha detto:

      Hai ragione che l’ultimo articolo sul “Polo logistico” è del 20 agosto (il mio) e del 27 s.m. (quello un pò più “astruso” di Patrizio); ti ricordo che il problema non era solo Polo sì o Polo no ma anche viabilità a seguito sua nascita o meno. Di viabità mi sembra se ne sia accennato anche in questo sito (10 e 11 settembre) e mi sembra che tu (dietro mio invito) abbia seguito un sopralluogo tecnico con l’Assessore Capperucci martedì15. Non so se è stato accennato nell’occasione, ma specie la seconda parte di Via Malenchini sarà molto interessata dal traffico, più o meno pesante, se si farà sia il Polo che la nuova zona artigianale, già nel PRG di Pian di Maggio.

      • patrizio ha detto:

        astruso… !! esagerati… !!
        mica l’ho scritto io, era un articolo del procuratore capo di palermo…

        >Comunque ho alcuni problemi di tempo per riprendere l’argomento Polo Logistico, ma prima o poi ricomincio la sinfonia… <

        sl granocchiaio chiedo se ha mai pensato di organizzare una serata di 'cacio che non c'è più' di quello fatto da gente come quella del filmato che Edo ha portato in giro per la Maremma… e che dopo le ultime norme igieniche europee hanno smesso di farlo pubblicamente… cacio di quello buone ma che non si vedrà mai sul banco di un negozio…

        insomma slow food dovrebbe fare una cosa come wuella che Maurilio ha fatto per le erbe e le tradizioni medicinali, lui senza il becco di un finanziamento, slow food invece potrebbe utilizzare una briciola delle sue floride finanze.

        • Granocchiaio ha detto:

          Il Granocchiaio no, ma Slow Food abbastanza. Lo fa da anni ormai e i prodotti a rischio di estinzione per i più svariati motivi – norme igieniche vessatorie e illogiche comprese – sono prima stati catalogati tramite il progetto “Prodotti dell’Arca” a partire dal1996, poi dopo una successiva scelta operata da un comitato scientifico, confluiti al riparo sotto il grande ombrello dei Presidi Slow Food.

          In Italia sono circa 200 e tutelano i prodotti più disparati: dalla vacca Burlina al pane di patate della Garfagnana. Con gli oltre 120 Presìdi internazionali l’universo di Slow Food si è allargato a tutta la biodiversità del mondo: dal pepe nero di Rimbàs della Malesia, alla vaniglia di Mananara in Madagascar.

          Se ci vogliamo limitare ai soli formaggi, esistono in Italia 40 Presidi che tutelano i formaggi (come quelli del filmato di Edo) e 22 Presidi nel resto del mondo.
          TUTTI questi formaggi erano alla mostra di Cheese 2009.
          Poi c’erano tutti i nuovi “vecchi”, cioè fatti di nuovo a “latte crudo”, magari in attesa di essere presi in considerazione come Presidi Slow Food.

          Molti dei formaggi degustati nella seduta raccontata qui nel blog
          http://www.braccagni.info/2009/09/cronache-da-cheese-mostra-internazionale-dei-formaggi/comment-page-1/#comment-4739
          erano Presidi Slow Food, per cui lla tua raccomadazione devo rispondere: grazie del consiglio, ma già fatto!

          Maurilio ha fatto una cosa con passione su di un bell’argomento.
          Ma anche non siamo stati proprio a dormire, magari Slow, ma ci siamo.

          p.s. Slow Food è un’associazione che si basa assai sul volontariato
          le floride cose che ha non sono proprio le finanze,
          quello che ha sono i propri soci, simpatizzanti, fiduciari e collaboratori
          e la serietà che fin’ora l’ha contraddistinta

          Per maggiori notizie puoi scorrazzare a volontà su
          http://www.slowfood.it/

          gragragra

      • patrizio ha detto:

        esagerati… astruso… ho solo mandato un articolo del procuratore capo di palermo… :-))

        va beh… granocchiaio, perchè slow food non fa una serata dei formaggi scomparsi, quelli delle persone come il vecchio di terra madre che hanno smesso di fare formaggio o lo fanno solo per loro, dopo gli obblighi imposti in materia di igiene e fisco?… Ce ne sono tanti su per le colline e in montagna, io il miglio pecorino l’ho mangiato dal socero di mio fraatello a castell’azzara, lo faceva solo per se, si scioglieva in bocca… e se lo mangiavi nella sua cantinella con un bicchiere del su vinello di montagna fatto nelle poche viti coltivate a mano che ha davanti casa… allora altro che sinfonia, era na botta di vita.

        ma te e i tu amici siete un po troppo aristocratici, mi sa che ste cose vi fanno storce il naso…

  115. nello ha detto:

    Parafrasando un verso di una famosa canzone dell’Equipe 84:
    “Oggii 28 settembre…….era giorno di fiera”.
    Si perchè nessuno lo ricorda ma fino a metà degli anni 60 in questo giorno il Campo della Fiera (o come altri dicevano ” al cancello di ferro”) era stracolmo di banchi e gente fin dalle prime ore del mattino, per i giovani la partecipazione era pari a quella della Festa del Primo Maggio. Anche questa però, come la Sagra della Polenta e Rostincjiano o come la Festa dei Rioni è miseramente finita. Perchè? altre fiere nei dintorni sono continuate e ulteriormente sviluppate anche a fronte di grossi problemi , vedi quella di Ghirlanda che più volte è stata annullata per motivi sanitari (peste suina, mucca pazza etc.). La nostra no, è morta lentamente, forse a causa del progresso, erano famosi gli artigiani delle scale a pioli per la raccolta delle olive, oppure per il benessere che arrivava con il boom, le auto permettevano di raggiungere facilmente i luoghi più lontani (per molti all’epoca anche Grosseto).
    Ora abbiamo la Fiera del Madonnino, ma no0n è una cosa tutta nostra e poi, per noi giovani studenti, quella era la vera festa di fine estate, perchè due giorni dopo , ohimè, ricominciava la scuola.

    • viviana ha detto:

      L’avevo rammentato io , qualche mese , il 28 settembre , tornando indietro nel tempo e ricordando , come hai fatto tu , Nello , che in quella splendida piazza verde , quando eravamo bambini ,oggi si svolgeva la fiera del bestiame , rara occasione di festa per il paese .
      Abituati alla quiete delle nostre giornate , guardavamo attenti ed interessati l’insolito via-vai della gente che si dirigeva al Campo della Fiera per le contrattazioni sul bestiame da vendere o acquistare .
      Era un giorno allegro e rumoroso che piaceva tanto a noi bambini pronti ad entusiasmarci per tutto ciò che animava, una volta tanto , la vita del paese .

      • viviana ha detto:

        Nello, mi pare che la canzone dicesse ..” oggi 29 settembre … , ma va bene lo stesso … giorno più , giorno meno !

        • nello ha detto:

          E’ vero, ma come hai visto ho detto parafrasando.
          L’esperto Granocchiaio può essere più preciso, ma mi pare che iniziasse con il giornale radio che diceva: ieri 29 settembre….

        • Granocchiaio ha detto:

          carissima Viviana
          mi spiace ritornarci sopra ma era come un rugiolino in un occhio lo sentivo e non lo sentivo, c’era qualcosa che non quadrava, ma non capivo cos’era

          stamani un lampo e m’è venuto a mente: la canzone non diceva “oggi 29 settembre….” bensì “IERI 29 settembre…..” !!!

          lo so che è niente, ma per un orecchio abituato è una stonatura e la senti d’istinto senza sapere magari dov’è…..

          visto e considerato che l’abbiamo mentovata tanto vale riprendere la vecchia abitudine di pubblicarne il testo che, è bene sempre ricordarlo, è di Battisti ma le parole sono di MOGOL

          due precisazioni:
          1° – l’aggiunta “ieri 29 settembre….” è una trovata dell’Equipe 84 e non è sul testo originale; infatti ne sulle incisioni di Battisti né su quella di Mina risulta questa giunta
          2° – l’esatta dizione, dopo il primo verso è “giornale radio, ieri 29 settembre….”

          ed ecco il testo di Mogol

          Seduto in quel caffe’
          io non pensavo a te….
          Guardavo il mondo che
          girava intorno a me…
          Poi d’improvviso lei
          sorrise
          e ancora prima di capire
          mi trovai sottobraccio a lei
          stretto come se
          non ci fosse che lei.
          Vedevo solo lei
          e non pensavo a te…
          E tutta la citta’
          correva incontro a noi.
          Il buio ci trovo’
          vicini
          un ristorante e poi
          di corsa a ballar sottobraccio a lei
          stretto verso casa abbracciato a lei
          quasi come se non ci fosse che,
          quasi come se non ci fosse che lei.
          Mi son svegliato e
          e sto pensando a te.
          Ricordo solo che,
          che ieri non eri con me…
          Il sole ha cancellato tutto
          di colpo volo giu’ dal letto
          e corro li’ al telefono
          parlo, rido e tu.. tu non sai perche’
          t’amo, t’amo e tu, tu non sai perche’
          parlo, rido e tu, tu non sai perche’
          t’amo t’amo e tu, tu non sai perche’
          parlo, rido e tu, tu non sai perche’
          t’amo, t’amo tu, tu non sai perche’
          .

          infine, per chi vuole vederla e ascoltarla dall’Equipe 84 cliccare qui sotto
          http://www.youtube.com/watch?v=YcH6estjI6c

  116. Granocchiaio ha detto:

    Per la data della canzone ha ragione Viviana, non ci piove.
    Sulla data della fiera vi potresti sbagliare entrambi. A me pare che fosse la quarta settimana di settembre, ma non ricordo il giorno. Poco male, domattina quando vado a compra il pane lo domando all’Almanacco vivente del Braccagni, cioè Beppe Caloni. Di sicuro lui sa e si ricorda la verità. E tutto quello che mi dirà a corredo. E sicuro che non sarà poca cosa.

    Quante volte ho detto: Beppe una volta vengo da te con la cinepresa e poi s’attacca a rammentassi le cose dei vecchi come noi. E lui: quando vieni è sempre tardi. Ha ragione lui.

    Nel mio piccolo, a memoria, vi dico dei miei ricordi.

    Certo le scale in legno per gli ulivi. Era in fondo anche il periodo giusto e ne venivano in quantità. Venivano piazzate all’interno della curva del Capo della Fiera, appoggiate e accatastate agli ulivi, pronte per essere viste, valutate e poi comprate.

    E poi Quirino (Tavarnesi) che accendeva i fornelli – mi pare a carbone – pe prepara il mangia e pure il bere con la canna e la damigiana del vino. I fornelli erano fissi all’entrata della Fiera, proprio li a sinistra dove penso ci siano tutt’ora le tracce. Mi ricordo il fumo che faceva e l’odore che si spandeva.

    Ma l’odore predominante della Fiera non era ne quello e neppure quello delle varie bestie e dei loro ricordini. Era il profumo dei giganteschi sedani che venivano portati in quell’occasione dalle zone interne della nostra regione, Beppe sa anche il nome del paese, domattina glielo richiedo per la settantesima volta.

    Le bestie c’erano, soprattutto i bovi, ma ogni anno sempre meno. C’erano invece i banchi dei “chincaglieri” cioè quelli che vendevano un po’ di tutto, la chincaglieria appunto. Dal filo per cucire ai bottoni, dai pettini alle mollette per i capelli, e via di questa zolfa.

    Il banco che attirava l’attenzione dei ragazzi era naturalmente quello dei giocattoli che avevano all’epoca un significato moooolto diverso da quello di oggi. Allora comprare un giocattolo era come comperare una bicicletta oggi: si compra quanto serve e no una o due alla settimana e anche senza motivo. Per questo erano più ambiti, desiderati e una volta avuti tenuti gelosamente quasi ad usarli poco per non rischiare di romperli. Questa è una delle cose che veramente segna un’epoca rispetto ad un’altra. io mi ricordo di averci comprato una delle mie prime armoniche a bocca.

    Io comunque ci’andavo soprattutto perchè c’era il gobbo col su fratello e la figlia(?) di uno di loro, mora, coi capelli lunghi e ondulati e assai bella. Il gobbo era un tipo bassotto e a parte quello che evidentemente aveva come diceva il suo nome, non era affatto brutto. Anzi, era più brutto il su fratello che era normale ma ci’aveva un paio di pesanti occhiali modello tartaruga su di una faccia inespressiva. Lui invece ci’aveva una bella faccia, una maschera che aveva mille espressioni, tante quante ne faceva provare lui con le sue storie un po’ raccontate, un po’ da lui cantante e un po’ dalla ragazza bruna e bellissima. Potevano però cantare anche l’ultimo successo di Sanremo o l’ultima di un cantante famoso. Quando con i loro canti e le loro storie, che potevano riguardare storie antiche ma anche recenti – mi ricordo di avegli sentito canta della sciagura di Ribolla – quando avevano fatto un bel gruppetto di persone, ad un cenno della testa la ragazza prendeva da una borsa i pacchetti delle lamette da barba marca “Bolzano” dalla bianca cartina d’imballo. Cioè con la vendita delle lamette loro si ripagavano la giornata!
    Andavano avanti a venderle finché c’era gente che comprava. Poi quando la gente aveva comprato o s’era stufata di aspettare riprendevano la fisarmonica e il loro spettacolo.
    Io ci stavo incantato perché le storie erano raccontate bene, la musica era bella e la fisarmonica li in mezzo a noi. Le loro storie erano raccontate a voce alta, qualche volta i rima, qualche volta recitate, qualche volta cantate. Io ne ero innamorato e stregato, in pratica stavo tutto il tempo in uno stato assai simile all’ipnosi.
    Questo gruppo faceva anche i mercati e quando li rivide a Grosseto in piazza del mercato divennero di nuovo un appuntamento fisso per me. Era facile perché io andavo a scuola proprio li in Piazza de Maria, all’avviamento commerciale.

    Poi finì tutto perché i tempi cambiarono e i buoi non si adopravano più, le chincaglierie si andavano a vedere una volta alla settimana al mercato di Grosseto, anche le scale per le olive si trovavano se si volevano al Consorzio, per non parlare delle lamette che tra rasoi elettrici e poi quelle usa e getta, non c’era più ciccia per i gatti.
    E con loro spari anche al gente come il gobbo e il su fratello.

    Su quello che dice Nello in finale non sono troppo d’accordo.
    Le Fiere che ci sono in giro – come quelle citate – sono delle forzature per qualcosa che non c’è più e assomigliano più a dei revival, purtroppo spesso quasi patetici, che a delle cose vive, utili e gradevoli.

    Per quanto riguarda le nostre farei una distinzione.
    La fiera della polenta e della rostinciana nacque quasi spontanea dalla voglia di stare insieme e di far vivere in qualche maniera il paese. Questo avevo di buono.
    La parte che non mi sento di condividere è che era il germe per le odierne sagre fatte per i motivi più disparati e pretestuosi, ma quasi sempre sotto l’ipocrisia del nome sagra. Sagra di qualcosa che spesso non ha niente a che fare con il territorio, sagra che invece del giorno o di qualche giorno durano invece settimane e mesi. Per fare soldi per.
    Per questo e per come vidi andare certe cose dall’interno ne uscii già prima del finale della prima edizione.

    La festa dei Rioni è stata cosa ben diversa.

    Nata come voglia di stare insieme, di fare insieme, di dimostrare al mondo che Braccagni c’era e poteva fare cose strabilianti. Fu così che nacquero carri incredibilmente belli, da tutti i rioni. Costumi e mezzi che anche oggi mi domando come riuscirono a essere pensati e poi trovati. O realizzati come certi carri e certe realizzazioni.
    Ma non era solo questo. C’erano giochi per i grandi, veri giochi per giocare come il tiro della fune per le donne (sto per pubblicare una foto i questo), un incredibile torneo di calcio femminile, gare per le anziane per chi faceva la calza più velocemente, gli spettacoli dei vari rioni, i giochi “senza frontiere” per i ragazzi. C’era veramente di tutto e di più.

    E allora perché è saltato tutto il progetto?
    Per degli errori d’impostazione che poi alla lunga hanno portato a una situazione di rottura. Fra tutti quello di dare dei punteggi determinanti ai vari carri. Una misura deleteria perché se un rione, per qualsiasi motivo, riesce fare qualcosa di più gradito degli altri, automaticamente diventa insopportabile a tutti.
    Mentre chi nonostante sforzi e lavori di settimane intere, di spese non indifferenti, non vede premiato il proprio lavoro si rimedia una frustrazione ingiusta e deleteria. E comincia ad insinuarsi il dubbio di essere vittima di qualche macchinazione o – quasi sicuraemnete – di un’ingiustizia.
    Questo uno dei principali difetti. I carri dovevano essere fatti, magari ripartendo costi e spese, tra tutto il paese, ma sopratutto non partecipare alla gare finale.

    La gare finale, Siena insegna ancora, si fa con una corsa, di cavalli, di ciuchi, di paperi, di tartarughe, anche di granocchie. Chi vince vince, ma è quasi una lotteria. Ci si ride sopra, ci si prende in giro quasi ridendo, e li finisce.
    Non si può fare gare sulla generosità e i sacrifci di tutti i generi di fare un carro.

    Le spese e i sacrifici di chi non riusciva a vincere si trasformarono in qualcosa di più concreto.
    Il mi fratello dovette dissociarsi dal suo rione perché in pratica dalla campagna non si presentava più anima viva nella sua ferramenta…………..E questo mi sembra la dica lunga al riguardo.

    La colpa non è di nessuno. La colpa stà nel fatto di aver fatto una cosa bellissima con tanto, forse troppo, cuore. E con poco cervello, o se si vuole poca esperienza. Quella che oggi forse ci potrebbe essere.

  117. Granocchiaio ha detto:

    Beppe ha parlato e ha detto:

    il giorno della Fiera era il 28, come del resto mi aveva anticipato Torero.

    Questo se lo ricorda bene anche perché questa data era uno spartiacque: fine a quella data si ballava sotto la Pergola di Quirino, dopo di questa si cominciava a balla al coperto, nella sala del Pieraccini.

    Poi mi ha ricordato altri due personaggi tipici della Fiera.
    Uno è il famosissimo Tocci co’ la su porchetta: una vera garanzia di qualità profumo e sapore per la Maremma dell’epoca. Se si portava a casa la porchetta da Grosseto si chiedeva: ma è del Tocci? Se era sua bene, altrimenti ci si doveva accontenta’ di quello che passava il convento.
    Beppe mi ha poi ricordato che quando non faceva o vendeva la porchetta si dava da fare anche come cenciaiolo e raccoglitore di pelli di coniglio. Altri tempi, altre macellazioni (quelle casalinghe), altri animalisti……….

    Ma un altro personaggio altrettanto famoso era quello che vendeva una pomata per i calli e pe i lupini. Non era di qui, forse di Modena, insomma parlava straniero…………………..

    Beppe mi ha anche detto che quando lo vado a trova pe queste cose è sempre tardi.
    Beppe ha ragione.

  118. sentinella ha detto:

    “Ciao a tutti amici della sentinella sono Simona Medaglini ossia la barbiera per chi si ricorda di ma oppure potrei essere ricordata per essere la moglie di Nello il carabiniere vi volevo solo dire grazie a tutti voi per il grande affetto dimostr atoci.Sappiate che noi ci abbiamo lasciato il cuore li a Braccagni ma ci siamo portati con noi tutto il votro affetto.Grazie di cuore a tutti.Vi vogliamo bene Simona e famiglia”

    • Granocchiaio ha detto:

      carissima Simona
      .
      mi fa molto piacere risentirti, e per di più proprio qui sul blog
      certo che mi ricordo di te, come tutti noi, e ricordiamo pure Nello e la tua prole

      io abito proprio davanto a dove lavoravi te, ho due nipoti sotto casa e uno fresco fresco a Grosseto

      anche noi ti ricordiamo molto bene e con nostalgia perchè per le persone per bene e simaptiche come voi non si scordano mai

      in fondo mi pare che un pò di Braccagnino ti’è rimasto addosso

      ciao, e se puoi vieni a trovarci…………….

      mi firmo con lo pseudonimo del Granocchiaio, ma so che capirai bene chi sono

      ciao, gra gra gra

  119. sentinella ha detto:

    Vedo che ogni tanto arrivano complimenti indirizzati alla redazione della Sentinella. Devo dare atto però che onere ed oneri dell’attuale funzionamento ed impostazione del blog vanno principalmente al Granocchiao, vero e unico moderatore e amministratore del blog, coadiuvato da un webmaster che fa di tutto per rendere questo sito il più completo possibile.

  120. nello ha detto:

    I braccagnini artigiani nella foto dovrebbero essere: a destra Domenico (Beco) Martini, ciabattino e a sinistra è il Monaci (fratello di Rapastrolo) di cui non ricordo il nome, sarto. Avevano il laboratorio dal Ferretti (Micio ed altri).
    Comunque sono sempre interessanti queste foto e insisterei, anche se Patrizio ha un pò sconsigliato per la privacy, per la mostra o sul blog o in un luogo consono (tipo il circolo degli anziani, che presto faranno anche un incontro sui ricordi) come già suggerito

    • Granocchiaio ha detto:

      Quello a sinistra è, per la precisione, Italo Monaci fratello di Rapastrella e non Rapastrolo. Proprio per voce di Rapastrella ho potuto aggiornare il mio Albo d’oro dei soprannomi di Braccagni & Montepescali con quello del fratello che, manco a fallo apposta, ci’aveva quello di “BUCACENCI”

      Di lui mi ricordo che stava spesso in ciabatte, quelle da camera, che era sempre pettinatissimo, che fumava come un turco, che portava quasi sempre camicie a grandi quadri – come quella della foto – , e che teneva lunga e curata l’unghia del mignolo.

      Colgo l’occasione per sollecitare gli amici del blog a farmi avere foto di questo genere per poterle pubblicare. Sapete benissimo dove portarle e nel giro di un giorno, due al massimo, il tempo di scannerizzarle, ve le rendo. Grazie.

  121. sentinella ha detto:

    Da mercoledì 14 ottobre 2009 l’Ufficio Postale di Braccagni si trasferirà nei nuovi locali di Via Anita Garibaldi, 46/48. Per consentire le operazioni di trasloco l’Uffico rimarrà chiuso il 12 e 13 ottobre. I clienti possono rivolgersi agli Uffici di Grosseto, Sticciano, Buriano

  122. Granocchiaio ha detto:

    Barbera d’Alba – Dolcetto d’Alba – Langhe Nebbiolo – Greco di Tufo – Falanghina – Merlot delle Venezie – Nero d’Avola – Cabernet del Veneto – Verdicchio – Pinot grigio friulano – Montepulciano d’Abruzzo – Gavi – Pinot rosa – Verduzzo – Prosecco

    Questi sono le etichette viste nell’espositore frigo di un bar in una stazione di servizio.
    Come vedete c’è un campionario abbastanza rappresentativo dei vini delle varie regioni vinicole d’Italia.

    Non è completa ma abbastanza rappresentativa del territorio italiano: Piemonte, Campania, Veneto, Sicilia, Marche, Friuli, Abruzzo. L’unica enorme ed inspiegabile lacuna è che manca un qualsiasi vino toscano che, in fatto di vino dovrebbe pur sempre dire qualcosa. O no? Mai sentito parlare di Chianti? Mai sentito il nome Brunello di Montalcino? Nobile di Montepulciano? Solo per citarne tre tra i più noti. Sono tutte bandiere e vanto della nostra enologia in Italia e nel mondo intero. Fino ad essere imitati e copiati.

    A maggiore ragione non c’è nemmeno l’ombra di un vino della provincia di Grosseto. Mai sentito parlare di Morellino di Scansano? Bianco di Pitigliano? Monteregio di Massa Marittima? Montecucco? Parrina? Ansonica costa dell’Argentario? Capalbio? Sovana?

    Evidentemente chi ha fatto la scelta dei vini da mettere in esposizione nel punto vendita di quel bar di quella stazione di servizio non è interessato a far conoscere, proporre e vendere i vino di questa regione e di questa provincia. E fino a qui non mi pare ci sia niente di strano, ognuno fa la scelta che più gli pare conveniente in relazione alle sue idee di marketing e magari in relazione al territorio in cui si trova il punto vendita.

    La cosa diventa però un po’ più problematica da capire se questo bar si trova in una stazione di servizio situata in Toscana: e i viandanti che si fermano per una sosta al bar che trovano come proposta dei vini? Una panoramica delle varie zone d’Italia, ma non un solo vino toscano.

    Se poi vi dico che questa stazione di servizio è in provincia di Grosseto potreste anche dire: e come mai non c’è nemmeno un vino dei molti e ormai abbastanza noti da noi prodotti? Me lo sono chiesto anch’io ieri prendendo un caffè in questo bar di una stazione sull’Aurelia (4 corsie) vicinissimo al nostro paese.

    • viviana ha detto:

      A proposito delle ultime foto …
      Sarà che manca l’incentivo delle salsicce , ma stavolta faccio fatica a riconoscere i ragazzi delle foto .
      Nella prima , quella della scampagnata, riesco ad individuare Carlo Meacci , secondo a destra , e Mauro Cerretani , quarto , con la sporta bianca davanti a sè.
      L’ultimo a sinistra l’ho presente fisicamente , ma non ne ricordo il nome .
      Sarei curiosa di sapere chi è il bambino grassottello con il pallone in mano perchè assomiglia incredibilmente a mio marito alla stessa età , ma non può essere lui che in quegli anni abitava a Batignano .
      Tra i chierichetti non riconsco nessuno , incredibile !
      E’ forse Bruno il più piccolo a destra ?

      • settepiani ha detto:

        non è per l’incentivo delle salsicce, ma una mano posso dartela però in compenso di lecca-lecca, sai a questa età e senza…..denti !!!!! scerzi a parte: il primo a sinistra ha una sorella che si chiama V….etta, quello del pallone (non è il tuo marito) ma la su mamma lo chiamava con il nomignolo di ..PIPI, ci sono due fratelli,quello in piedi( non è di braccagni ma veniva spesso perchè aveva dei parenti) e l’altro a destra ha una sorella di nome P..la con gli occhiali assomiglia a peppino di capri il su babbo faceva il b……re-.basta ho detto anche troppo da ora in poi sarò muto come una cicala.Puoi chiamare il granocchiaio per incentivare le salsicce. Ciaio P.S.per quanto riguarda i chierichetti non bastano i lecca-lecca……….lo stabilirà in seguito, dopo una mirata riflessione, il granocchiaio.Ciaio

        • viviana ha detto:

          Nonostante i preziosi suggerimenti di Settepiani , continuo a brancolare nel buio .
          A parziale giustificazione dei miei vuoti di memoria c’è il fatto che i ragazzi in questione sono di qualche anno più grandi di me , ragazzi quindi visti occasionalmente , ma mai frequentati .
          Riconosco Carlo Meacci perchè abitava vicino a casa mia …. in seguito è diventato il falegname ufficiale della famiglia , ha costruito molti dei mobili di casa qui a grosseto .
          E riconosco Mauro perchè il suo babbo e la sua mamma sono stati il padrino e la madrina del mio battesimo e della cresima , persone che i miei hanno continuato a frequentare anche dopo aver lasciato il paese .
          Spero che qualcuno sia più bravo di me e sappia individuare chi è stato immortalato in queste due giornate di tanti anni fa .

  123. Webmaster ha detto:

    E’ stata installata per prova una chat interna a solo uso degli utenti registrati sul blog. Basta inserire il proprio nomeutente e password e fare clic sulla pagina chat. Essa permettere di chattare tra gli utenti del blog.

  124. sentinella ha detto:

    New video: nella sezione VIDEO della sentinella troverete le immagini relative all’esibizione dei poeti in ottava rima Emilio Meliani, Enrico Rustici, Umberto Lozzi e Marco Betti registrate nel corso della Sagra del Galletto a Camigliano di Montalcino il 4 ottobre 2009.

  125. Granocchiaio ha detto:

    cambio della guardia nella copertina: le due ultime foto sono state spostate nella sezione VIDEO – CARTOLINE DEI PERSONAGGI, come del resto tutte le altre già pubblicate
    http://www.braccagni.info/video/cartoline-dei-personaggi/

    questo per far posto a questa splendida foto d’epoca di un nostro concittadino che non è più con noi: “all’erta stò!”

  126. sentinella ha detto:

    Ho appena visto a TV9 Patrick Marini che spiegava cosa si è svolto oggi a Montepescali. Il titolo del servizio era “Foto di montepescalini a New York” (la foto l’ha fatta Claudio Longobardi).

    Il Circolo Culturale di Montepescali organizza una giornata di riflessione contornata da una serie di eventi a minima emissione di CO2:

    ore 15.00 la comunità di Montepescali si riunirà presso il Museo di Storia Locale “Ildebrando Imberciadori” dove verrà proiettato un film autoprodotto “Incontro con il meteorologo Luca Mercalli” introdotto da Stefano Ortimini, studente di Biologia molecolare;

    ore 16.00 al Baluardo di Montepescali vi saranno intrattenimenti musicali “a spina staccata” organizzati da Claudio Pisapia che coinvolgeranno tutti i partecipanti. Tra gli altri sarà presente anche l’eco poeta estemporaneo in ottava rima Enrico Rustici, esposizione dei lavori realizzati dagli alunni di alcune scuole locali, una mostra fotografica “come si viveva”, la riproduzione in continuo di un breve video 350 e una merenda a km 0 senza l’uso di plastica (portatevi il bicchiere da casa).

    ore 17.00 La campana della torre civica del Cassero suonerà 350 rintocchi per chiamare a raccolta tutti i partecipanti che saranno immortalati da una foto documento che verrà inviata al movimento globale http://www.350.org

    ore 17.30 alla Chiesa San. Nicolò Mons. Giorgio Nencini accoglierà i partecipanti introducendo l’ultima parte di eventi del pomeriggio:
    Proiezione del film “HOME” in versione italiana a cura del Circolo Culturale di Montepescali intervallati con alcuni brani della Corale di Montepescali e dalla chitarra classica di Martina Barlotta
    Infine verranno consegnati dei monetoni in coccio (appositamente realizzati dal ceramista di Montepescali Claudio Pisapia) agli studenti che hanno partecipato all’evento con i loro elaborati.

    La documentazione degli eventi della giornata (foto, video, “libro commenti”, esperienze) verrà raccolta e resa disponibile sul sito http://www.montepescali.it
    speech, unplugged music, climat videos, local food

  127. sentinella ha detto:

    Cronaca nera: trovato morto oggi a Braccagni nell’appartamento della compagna un 46enne di Grosseto. Si sospetta una overdose.

  128. nello ha detto:

    per la Sentinella: penso che non siate indovini o meglio preveggenti, rimmettere orologio a ora solare.

    • Granocchiaio ha detto:

      no pe esse invadente, ma non è che sei te che devi aggiorna l’orologio del tu PC?
      .
      sui miei il blog mi appare con la giusta ora solare…………………..

      • nello ha detto:

        In effetti vedo che la mia osservazione datava le 22.13, ma la scrissi un’ora prima (per inciso l’aggiornamento orario è in automatico).

        • mezzamestola ha detto:

          siete la rappresentazione esatta di quello che accade nei grandi mezzi di informazione, la notizia è la morte di una persona, e voi ci illuminate sull’ora che fa il vostro pc… se vi legge Emilio Fede vi mette subito a contratto…

          ah dimenticavo… mi dicevano che da 20 anni a questa parte a braccagni vogliono costruire un polo logistico… quindi mi chiedevo se secondo voi il colore del vestito dell’impiegata delle poste oggi era coordinato con le scarpe del cassiere del MpS e con i calzini del granocchiaio … !

          Ragazzacci ….

          • Granocchiaio ha detto:

            paragonarci ai grandi mezzi di informazione mi sembra una condanna un po’ troppo severa!
            .
            Vero che per rafforzare la tesi si cita il Sommo Fede e quindi un po’ di alone della sua mitica e impareggiabile imparzialità ci giunge a noi sotto forma di polvere di stelle………
            .
            Però tanto pe fa vede che anche noi qualcosina sappiamo, diciamo al Mezzamestola che a noi ci dicono che le lancette relative alle radici del polo andrebbero spostate non a 20 ma a quasi 40 anni fa!
            .
            a quei tempi i calzinotti turchesi li poteva portare giusto il poro Elvis o al massimo Little Tony, ma il sole era un lampo giallo al parabrise…, giallo, difficile che fosse turchese
            turchesi erano le luci degli ultimi jukebox nei bar………….

    • nello ha detto:

      Può darsi che il tuo PC dia l’ora giusta, ma la notizia di nera di ieri sera dava le ore 21,48 ed io la lessi poco prima delle 21.00, la conferma è che dopo sono andato a vedere la TV e c’era sempre Striscia.

  129. patrizio ha detto:

    La Passione del Babbo di Enrico, per chi non lo sa Silvestro Galli, ovvero il fondatore che ha dato il nome al gruppo tradizioni popolari di Braccagni, è stata coltivata anche dall’amico Enrico con risultati evidenti.
    E’ di pochi giorni addietro la notizia della vittoria di un suo ‘campione’ in una gara Nazionale che ha fruttato al nostro concittadino un premio di non poco conto, una autovettura nuova fiammante, e a Braccagni la ribalta nel firmamento degli appassionati internazionali di questa bellissima e naturale arte allevatoria.
    Ma a parte questi aspetti , la passione di Enrico Galli potrebbe diventare, in agro di Braccagni, una risorsa per molti, pulita e che non inquina.
    Le colombaie in cui organizzare gare anche internazionali (le stesse cui partecipano i colombi di Enrico con risultati eccellenti) se il Comune volesse, le si potrebbero organizzare in agro di Braccagni, basterebbe dar concrete risposte al sogno di Enrico di costrure una struttura assolutamente ecologica, che raccolga i concorrenti a da cui osservare i colombi in partenza ed in arrivo. Queste strutture porterebbero a Braccagni e nella provincia, centinaia di concorrenti da tutto il mondo con ricadute sulla nostra economia, quelle si concrete e non inquinanti…. e questa è una delle soluzioni non devastanti il nostro territorio che andrebbero considerate al posto del centro logistico-industriale che si vuol costruire. Sono tanti i giovani e meno giovani imprenditori Braccagnini e non che se solo venisero ascoltati e valorizzati, potrebbero dare una svolta sostenibile al futuro del nostro territorio.. ci vuole fantasia, coraggio , ma anche chi nelle istituzioni sia sensibile al bene comune e non solo a quello di un imprenditore.
    Patrizio Galeotti

  130. patrizio ha detto:

    Questa non è la solita spazzatura del web ma una storia vera, con altri amici stiamo cercando di diffondere il messaggio della madre, anche su facebook si sta diffondendo l’appello, io l’ho fatto ora chiedo ai braccagnini e ai montepescalini di fare quello che possono… anche un euro se siamo tanti serve… questo il modo per aiutarla:
    Aiutiamo la piccola Giorgia affetta dalla Sindrome di Berdon, malattia rarissima.
    MPS Codice IBAN: IT 45H 01030 16007 000000 672861
    Causale: “Pro Giorgia”
    Intestato a: Salvatore Pagano (padre di Giorgia)
    Giorgia, non chiudere gli occhi

    Ha 15 mesi e ha una malattia rarissima: è l’unico caso vivente in Europa.

    La mamma chiede aiuto

    Giorgia forse non doveva nemmeno nascere, come hanno detto i medici ai genitori.

    «I bambini come sua figlia possono morire anche poche ore dopo la nascita», hanno sbottato un giorno i medici di un ambulatorio di Bari. Elisa, giovane leccese, al settimo mese di gravi­danza, è rimasta a guardarli. Come poteva­no? «Ma è mia figlia…», è riuscita a dire. Non c’era cattiveria nelle parole dei medi­ci, forse c’era solo la frustrazione dell’im­potenza davanti ad una malattia tanto rara quanto impietosa. Una malattia intestina­le, che si avvicina molto alla rarissima Sindrome di Berdon. In tutto il mondo si contano circa cento persone affette, di cui viventi – fino all’anno scorso – appena venticinque. In tutta Europa, attualmente, Giorgia è la sola ad esserne affetta. Ad og­gi l’unica salvezza per la sua vita è un multitrapianto di stomaco, duodeno, inte­stino, pancreas e forse anche fegato. Mam­ma e bambina sono in attesa di partire da Par­ma (dove sono ricove­rate da quattro mesi) con un volo militare per la Francia. Appe­na si libererà un posto la piccola verrà porta­ta all’ospedale Necker di Parigi e messa in li­sta di attesa per il tra­pianto multiviscerale. L’alternativa sarebbe Miami, negli Stati Uniti. Lì non ci sono problemi di ricovero, basta pagare: 800mila euro o poco più. «Basta una telefonata e il giorno dopo sua figlia sarà in lista», ha detto alla madre un noto chirurgo italiano che fa trapianti anche in America, come se 800mila euro uno ce li avesse sotto il cuscino. Invece Elisa non ce li ha. Anzi non ha nemmeno il denaro per affrontare la trasferta parigina e quindi chiede un aiu­to a chiunque voglia darlo.

    Forse Giorgia non doveva nascere, ma Giorgia è nata e ora ha quindici mesi. Giorgia ora c’è, bellissima, cammina – ma solo con l’aiuto della mamma – nei corri­doi dell’ospedale trascinandosi dietro la pesante piantana a cui sono collegati i tu­bi che la tengono in vita. Giorgia c’è, sor­ride a quei medici e a quegli infermieri che sono diventati la sua famiglia. Pesa appena otto chili e da quattro mesi non mangia e non beve perché il suo intestino è impazzito.

    La sua prima parola in ospedale è sta­ta “pappa”, aveva fame. Ha il pancino martirizzato da sondini e cateteri, ma la maglietta nasconde tutto e lei sembra solo una meravigliosa bimba con tutta la vita davanti. Invece, ogni giorno che passa per lei è una conquista.

    La malattia, che consiste in un’anomalia cellulare che degenera fino a distruggere l’intero apparato digerente, porta alla morte. Oggi Giorgia è tenuta in vita grazie all’alimentazione parenterale, attraverso un catetere venoso centrale dal quale riceve alimentazione artificiale e terapia medica: un sondino che entra dalla gola e le scende fino al cuore. Ha subito una ileostomia (derivazione intestinale che sfocia sul pancino); ha un sondino naso-gastrico per drenare il ristagno il liquido biliare che si accumula nello stomaco; ha un sondino inserito nell’intestino per l’alimentazione enterale, nel tentativo (fallito) di alimentarla direttamente nell’intestino. Ma lei è brava e non si tocca niente. Da luglio la vita di Giorgia (e di sua madre e di suo padre) è un’altra vita. Tutto è cam­biato. E’ stata svezzata bruscamente per­ché non può più prendere il latte: la notte si addormenta con la manina sul seno del­la madre. I medici non vogliono, ma lei dorme accanto alla mamma, che da quat­tro mesi trascorre le sue notti controllan­do che Giorgia sia coperta bene, che ab­bia i sondini correttamente posizionati, che il tubicino del naso non tiri troppo per darle fastidio, che le medicazioni della pancia non siano spor­che. Lei dorme così, accucciata tra le brac­cia della mamma, stret­ta forte a lei, nonostan­te i rimproveri di me­dici e infermieri: trop­po pericoloso, dovreb­be dormire sola. Ma lei è serena accanto al­la sua mamma. Anche se le manca tanto il suo papà, che fa i salti mortali per stare accanto alla sua piccola appena può. Le prossime settimane saran­no dure. Le piccole dimensioni di Giorgia rendono difficile la ricerca di organi ade­guati e, comunque, le probabilità di riget­to sono alte. Oltretutto l’attesa del trapian­to potrebbe essere lunga anche anni. Gior­gia e la mamma saranno costrette a trasfe­rirsi a Parigi. «Porti con sè anche l’altro bambino», le hanno consigliato i medici. Perché quando Giorgia ha visto il fratelli­no che era venuto a trovarla era diventata un’altra bambina, era ritornata a sorride­re, a giocare. La migliore medicina per il suo umore. Ma un trasferimento di tutta la famiglia è impensabile, per motivi eco­nomici ma non solo.

    Forse Giorgia non doveva nascere – o forse certe cose non dovrebbero mai acca­dere – ma ora Giorgia c’è. Guardandola, non ti si può stringere il cuore. Una bam­bina, solo una bambina. Come si può af­frontare un dolore così grande? Un dramma così ingiusto? Guardando Giorgia, pensi di essere fortunato perché tutto questo non è capitato a tuo fi­glio. Fortuna, solo fortuna, e lo sai. Non è un pensiero cattivo, è un pensiero normale. Cattivo sarebbe chiude­re gli occhi (e il cuore) davanti a questa bambina. Catti­vo sarebbe non fare tutto quello che si può fare per da­re a Giorgia una possibilità di vita. La migliore per lei.

    qui la sua foto
    http://www.facebook.com/group.php?gid=323924850531&v=wall#/group.php?gid=323924850531&ref=mf

  131. sentinella ha detto:

    FESTA DEL CICLAMINO
    14-15 novembre 2009
    Vivaio BETANIA – Braccagni, via Stefano Canzio

  132. patrizio ha detto:

    Operazione trasparenza al Comune di Grosseto, a questo link del sito del Comune si possono visionare gli stipendi dei dirigenti.

  133. patrizio ha detto:

    Scena d’altri tempi, il Grappolini con la maglia del Braccagni, rossa, in scivolata sulla terza base…. sarà stato salvo oppure non ce l’ha fatta?… Ci sono molti particolari che potrebbero indicare la soluzione.

    Ma voi lo sapevate che a Braccagni il Baseball era di casa non molti anni fa?… E che la nostra squadra giocava nei campi di tutta la Toscana vincendo quasi sempre… anche se poi arrivava sempre seconda in campionato…

    • sentinella ha detto:

      Ricordiamo, ricordiamo. Nello sport a Braccagni la parentesi del baseball costituì una piccola rivoluzione.

    • nello ha detto:

      Sembrerebbe salvo, ma in quei campionati c’era un solo arbitro, quindi chissà.
      E’ vero il baseball è stato per alcuni anni uno sport in auge a Braccagni, anche se non eravamo visti di buon occhio, forse a causa del primo campionato disputato con il nome, per motivi di sponsor, di BC Montepescali. Poi siamo scomparsi, ma abbiamo avuto la soddisfazione che un nostro giovane sia diventato uno dei più forti lanciatori italiani con la conquista di scudetti e Coppa Campioni con la maglia del BBC Grosseto (Ginanneschi) ed anche un nostro dirigente a percorso la stessa strada (Mariano Torresi).
      Se Vladimiro legge intervenga anche con ulteriori foto (che so anche quelle di noi vecchietti).

  134. sentinella ha detto:

    Furti ieri a Braccagni: in via Bandi (la famiglia era presente in casa) e al Bottegone, in questo caso i ladri si sono serviti di un ascia, poi lasciata sul luogo del reato.

  135. sentinella ha detto:

    Oggi sul giornale Il Tirreno pubblicata nella pagina nazionale una lettera del giovane Michele Paris dell’Olmini, che segnala il fatto che si festeggia la Festa della Toscana in quanto fu la prima Regione ad abolire la pena di morte ai tempi del Granduca Leopoldo di Lorena.

  136. sentinella ha detto:

    Oggi a Braccagni riunione per la Toscana dell’associazione colombofila “Ali Toscane” presso la sala riunioni della Banca della Maremma. Questo grazie all’attivista dell’associazione Enrico Galli.
    Un buon modo anche di utilizzo della sala della Banca.

  137. sentinella ha detto:

    Brutto risveglio questa mattina a Montepescali: nella notte un incendio ha semidistrutto la chiesa di San Lorenzo. Cause probabili: o un fulmine o un corto circuito. Avvolto dalle fiamme anche il presepe, ogni anno visitato da migliaia di persone.
    Il fatto ha avuto ampio risalto nella pagina regionale del TG3.

  138. sentinella ha detto:

    I civettai: ancora una volta trovata una foto storica che è una vera e propria “chicca”. Ma la curiosità spinge a chiederci: chi erano i civettai? Nel senso cosa facevano e chi sono coloro ripresi nella foto? A me pare di riconoscere un giovanissimo Febo Bonelli.
    Attendiamo notizie in merito.

    • viviana ha detto:

      Riconosco anche io Febo , sarei curiosa di sapere chi sono gli altri .
      Anche i miei zii , da ragazzi , erano civettai ed accompagnavano i cacciatori che venivano da fuori, tanto per arrotondare un po’ lo stipendio .
      A volte capitava che loro stessi si spostassero per recarsi in qualche paese lontano , chiamati da chi li conosceva già.
      Ricordo che rammentavano di essere arrivati persino a Santa Severa , oltre Civitavecchia , lontanissimo per la geografia dell’epoca .
      Io ero piccola e guardavo incuriosita la civetta sul trespolo , tenuta prigioniera da uno spago, addestrata a rimanere in equilibrio , ad aprire le ali , inconsapevole trappola per gli altri uccelli .
      Era un tipo di caccia che non esiste più e che aveva la sua parte di crudeltà. Valutata nel contesto culturale in cui si praticava credo comunque che meriti qualche attenuante .

  139. Rosencrantz ha detto:

    Amleto diceva che c’era del marcio in Danimarca, mi sa che c’è del marcio anche a Braccagni.
    Dispiace, verire a sapere all’improvviso, come un fulmine a cielsereno, che c’è gente in giro che si vanta di aver riscoperto LE ANTICHE TRADIZIONI DEL MAGGIO e poi mi viene dimostrato, con le dovute pezze d’appoggio, che erano già state riscoperte anni prima da M.B. e da C.P. braccagnini doc, che poi per le cose pratiche (musicanti, poeti, ecc…) si rivolsero ai vecchi dei paesi, Braccagni e Montepescali, che ingaggiarono qualche rovina-chitarre in voga in quel periodo e poeti improvvisati come Silvano e Abramo. Mi domando e dico, che gusto c’è a dire in giro (anche su un giornalino e un libro!!) tutte quelle menate sullariscoperta delle tradizioni sapendo che non era vero?
    Vergogna!

    • sentinella ha detto:

      Come dice anche Napolitano “abbassiamo i toni”. Non abbiamo risposto subito perchè le osservazioni sollevate da Rosencrantz sono superate dai fatti. Ed i fatti ci dicono che il gruppo tradizioni popolari di Braccagni non ha mai messo nè cappello nè bandierine sulla tradizione del maggio, ma anzi è orgogloso di raccogliere quanto da altri seminato e di aver continuato a seminare.
      Ed i frutti non sono mancati.

  140. Granocchiaio ha detto:

    Dei Bindi della Società ho raccolto queste brevi notizie sui cinque fratelli:

    UGO ( Bubulino) sposato con Francesca NENCINI, da cui il figlio Sergio (Druscione)
    ALDO (Titone) sposato con Fiammetta Rossi, da cui la figlia Rosina
    FINAU’ (Fina) sposato con Carolina Tremori, da cui le figlie Giovanna e Giuliana
    GIOCONDO , rimasto signorino
    LORENZO, trasferitosi a Roselle, anche lui signorino

    Titone valente e richiesto norcino della comunità, era uno dei pochi che prestava nelle difficile avventura di fare i salami anche a Braccagni. Il salame fatto in casa dai norcini non è una cosa semplice, anzi, forse per mancanza di conservanti adeguati e di clima appropriato, questi avevano buone possibilità di non riuscire. Una volta lo chiamai a casa mia a spezzare il maiale proprio con questa sete, cioè fargli fare il salame. Lo fece, risultò buono, ma non reggeva la stagionatura, tendeva a fognare e prende il vieto, sicché ci tocco mangiarlo in quattro e du sei. L’altro che riusciva a fare qualcosa di simile – cioè il salame toscano – era Ausilio Pettorali, provai anche con lui, ma anche quella volta andò in maniera simile.

  141. Rosencrantz ha detto:

    Messere, non sono soddisfato della tardiva replica, essa mi sembra aria fritta, non aggiunge niente di nuovo e anzi mi sembra che trasudi un pò di pizziocore in zone del corpo ritenute poco nobili.
    Orsù, senza ulteriori indigi, lor signori ci svelino l’arcano.

  142. Granocchiaio ha detto:

    Preziose foto fatte pervenire dallo Sciabolik
    Qualche personaggio e attrezzo conosciuto l’abbiamo segnalato, altre persone andrebbero individuate per poter indicare chi sono……………

    Un grazie allo Sciabolik per la cortesia delle foto e una preghiera: perché con uno sforzo non ci dice la VERA versione di CHI VERAMENTE PARTECIPO’ ALLA IDEAZIONE E ALLA REALIZZAZIONE DELLE PRIMISSSE EDIZIONI?????????????
    Io so che lui lo sa
    Lui sa che io lo so
    E allora?

    • Spadi Roberto ha detto:

      Caro granocchio, certo che lo so chi ha avuto l’dea della “fiera agricola” all’Olmini, io c’ero, si trattava di un gruppo di persone che, come ho già scritto, aveva l’esigenza di alzare un pò di grana alla svelta per ‘sta benedetta squadra di calcio dell’Olmini, e Varo Ortimini si rivolse ad un personaggio di Sticciano che incominciava, era il 1975!!!, ad occuparsi di promozione pubblicitaria e quant’altro gravitasse attorno alla creazione di eventi, come si dice ora; roba che a quei tempi lo rendeva AVANTISSIMO almeno in provincia di Grosseto.
      Questo personaggio aveva un modo tutto particolare di porsi al prossimo e siccome di perfetti ci sò altro che io a questo mondo a me non mi sconfinferava perniente e mi è sempre rimasto mancino, anzi, nel mio piccolo, ero ancora minorenne e a quei tempi era un grosso handicap, l’ho combattuto in tutti i modi, cercando di far capire, con scarsi risultati… a tutti quell’altri che non era il caso di continuare quella collaborazione seppur fondamentale, assolutamente imprescindibile, per la riuscita della manifestazione.
      Detto questo quando, dopo alcuni anni, con un grosso sacrificio, in fondo l’abbiamo regalata alla Camera di Commercio e alla Provincia, le nostre strade si sono divise, io ero consapevole che era stata fatta la scelta giusta (altri meno), avevamo scelto il male minore, sparire come organizzatori ma la fiera avrebbe cmminato per conto suo e credo che i fatti ci abbiano dato ragione.

  143. Spadi Roberto ha detto:

    A margine delle mie intemerate (scusatemi…) sulla fiera dell’Olmini, vorrei soffermarmi su un aspetto che è venuto fuori mentre riguardavo la marea di foto di quei tempi, alcune hanno fatto riaffiorare dei ricordi mai del tutto assopiti e fatto rifare dei conti (per inciso ho passato da poco la linea dei 50 anni…) che magari erano passati un po’ in secondo piano.
    Non sto parlando dell’attrezzi della BRAIMA, caro granocchio, ma di Stefania, Donatella, Fiorella, Elena e Maria Grazia.
    Le ragazze dell’Olmini, tutte mie coetanee (+ o -) a quei tempi ragazzine in fiore, bellissime, dolcissime, qualcuna un po’ svampita (facevano finta…) qualcuna determinatissima ad andarsene dal nulla della campagna, chisà se quest’ultime sò rimaste contente della vita lontano dal distributore di Tito e dall’appalto dell’Olmini…
    Mi ricordo molto bene quando un paio di miei compagni di scuola vennero a visitare la fiera e viste le ragazze all’improvviso capirono perchè non andavo quasi mai con loro a Grosseto i pomeriggi del sabato a fare le vasche in centro, le ragazze più belle della provincia l’avevo sotto casa!!!

  144. Carlo Vellutini ha detto:

    Colgo l’occasione del video di Andrea Bocelli che canta My Christmas per augurare un Felice Natale a tutto il blog!!!!

  145. sentinella ha detto:

    Alla vigilia di Natale auguri a tutti i frequentatori del blog, con l’auspicio che questo piccolo spazio virtuale possa continuare a farci compagnia anche per il 2010.

  146. sentinella ha detto:

    Oggi alle ore 17 in una sala del centro commerciale di Braccagni (Piazza Anita Garibaldi) si terrà lo spettacolo per bambini “C’era una volta… Buon Natale” a cura del Teatro Studio di Grosseto.

  147. REDAZIONE ha detto:

    GROSSETOFIERE
    12° Mostra Scambio d’Epoca
    23-24 gennaio 2009 – Centro Fiere
    “Le magnifiche 10”: ecco le auto esposte nel museo

    “I Gioielli d’Epoca” è questo il tema a cui si ispirerà il nuovo museo delle auto storiche ospitato, come di consueto, all’interno della mostra auto e moto d’epoca di Grossetofiere, evento giunto alla 12° edizione e che quest’anno sarà ospitata per la prima volta nel nuovo centro fiere di Braccagni (23 e 24 gennaio 2010).

    Faranno bella mostra di sé in un ambiente particolarmente curato dieci stupende vetture provenienti da importanti collezioni private.
    Di queste ben sei vetture sono di proprietà di Felice Di Tocco di Firenze, uno dei più conosciuti ed apprezzati collezionisti italiani che vanta nel suo immenso garage “pezzi” di alto valore storico;
    le altre provengono da altrettanto noti estimatori del settore come Fabio Pacini di Gavorrano (CITROEN 5cv anno 1922),
    Carlo Giusti di Livorno (BALILLA coppa d’oro anno 1933) e Otto Semplici di Massa Marittima (FORD T ROADSTER 1 serie anno 1915 e FIAT 509 Torpedo anno 1925 ).
    Di particolare interesse la vettura FORD T ROADSTER 1 serie che è arrivata proprio da pochi mesi in Italia, ed in particolare a Massa Marittima, direttamente dagli Stati Uniti. Rappresentava l’automobile popolare della casa costruttrice FORD, ed è lo stesso modello che utilizzavano i mitici comici di quegli anni, Stanlio & Olio, nelle loro scorribande.
    Oltre a queste saranno presenti anche una Itala 1907 45 cv 4 cilindri 7433 cc, OM 465 anno 1918 12/15 cv 4 cilindri 1327 cc, 99FIAT 501 Torpedo Viotti Stolfo anno 1923 32 cv 1400 cc 4 cilindri, FIAT 0 spyder, anno 1913 15 cv 1900cc, FIAT 0 spyder anno 1913 15 cv 1900cc , FIAT TIPO 2 anno 1913 2612cc , LANCIA DELTA Torpedo anno 1911 4084cc 4 cilindri, LANCIA DELTA Torpedo anno 1911 4084, CITROEN 5cv anno 1922 856 cc 11cv.
    E sempre in tema di museo un’altra novità impreziosirà l’esposizione 2010: la presenza sotto i riflettori della collezione completa dei modelli della Vespa Piaggio, un viaggio a ritroso partendo dall’ultimo modello prodotto fino al primo uscito dalla catena di fabbricazione. Notevole lavoro che ha visto impegnati il Vespa Club di Gavorrano e il neonato di Grosseto, coadiuvati da diversi collezionisti privati.
    La 12° edizione della Mostra Scambio d’Epoca Auto, Moto e Collezionismo sarà dunque davvero speciale. Oltre ai “gioielli” a due e quattro ruote, ci saranno convegni, esibizioni motoristiche, gare di auto radiocomandate, esposizione di spettacolari elaborazioni “auto tuning”, elaborazioni speciali per le Fiat 500, modellismo… contenuti che renderanno ancor più interessante per i visitatori la grande manifestazione.
    La Segreteria di Grossetofiere è a disposizione per fornire chiarimenti e informazioni sull’evento o per ricevere adesioni da parte di aziende che vogliono cogliere questa grossa opportunità per mettersi in edivenza. Si può contattare telefonando al numero 0564/418783 (fax 0564/42527 (email: info@grossetofiere.it

    Ufficio Stampa Grossetofiere Spa

  148. Granocchiaio ha detto:

    POLVERE DI STELLE

    Opportuno e puntale intervento di Nello sulla questione spazi per manifestazioni di vario genere. Ancor più prezioso l’articolo di Carlo che, grazie al suo periodo di ferie ci può dedicare (disponibile solo per amicizia) un po più di attenzione e rispondere sul blog.
    Carlo dice cose molto interessanti sia per le novità che degli argomenti (copertura della pista di pattinaggio, disponibilità della Banca della Maremma ad aiutare le associazioni di Braccagni per realizzare una struttura nella zona del campo sportivo idonea sia allo svolgimento di pranzi e cene organizzate dalle stesse, che per lo svolgimento della sagra, sensibilizzazione dell’Amministrazione Comunale che vedrebbe di buon occhio la realizzazione di questi progetti) sia per la caratura delle fonti a cui lui accede.

    Personalmente gli do un grazie grande così.

    Poi riflettendo mi è venuto da pensare: ma dove nasce e come si realizza questa acquisizione di bisogni collettivi da parte dei soggetti citati da Carlo?

    Cioè, in parole più povere: chi gliel’ha detto all’assessore Borghi di pensare a coprire la pista di pattinaggio per fare…..già per fare che?
    E la Banca della Maremma come avrà fatto a sapere che le associazioni di Braccagni vorrebbero una struttura nella zona del campo sportivo per lo svolgimento di pranzi e cene e anche della sagra?
    E chi avrà fatto la sensibilizzazione presso l’amministrazione comunale di questi progetti?

    Andando per esclusione: escluderei subito che si siano sognati questi nostri bisogni così dal nulla, solo per il piacere di farli.
    Con una certa velocità arriverei a pensare che l’intermediario tra certe istituzioni, il comune per esempio, e la base, cioè noi cittadini, potrebbe essere il partito………evidentemente quello che ha votato a maggioranza per questa amministrazione. Non sarebbe il “popolo tutto” ma la maggioranza magari si. La minoranza si sente poco in comune e zero in paese, quindi non la rammentiamo nemmeno. In fondo a che serve?

    Mettiamo che sia allora il partito. Ma al partito chi gliele dice queste cose, come fanno a sapere il desiderio della popolazione? Forse pensano che siano loro gli eletti e che quindi anche senza chiedere niente a nessuno sanno già tutto loro……..

    Non ho parlato di Circoscrizione. Anche perché mi sembrerebbe di sparare sull’ambulanza.

    Non so quanto siano sballati i miei ragionamenti o se magari c’è del verosimile.

    Ma c’è anche il rovescio della medaglia. E cioè le notizie di ritorno. Noi abbiamo la fortuna di avere un Carlo che ogni tanto ci sciabola lì queste cose e si aprono degli spiragli sui possibili scenari del paese. È nella posizione ideale per sapere queste cose, visto il suo mestiere, ed è gentile ed amico del paese a riferircele. E un grazie anche al blog che fa da eco, se pur minimo, alle sue notizie: non ci fosse questo sarebbero confinate tra le mura domestiche o nella cerchia degli amici. Ma quando Carlo è a lavoro e ci ha da fa del suo a noi le cose chi ce le dice?

    Sia nel primo caso che nel secondo caso non mi pare che il quadro che viene fori sia così edificante.

    Essendo però un po’ romantici e un po’ amanti della musica (non solo delle canzonette Nello) ci consoliamo pensando che in fondo noi viviamo sul riflesso di questa “Polvere di stelle” – questa si una gran bella canzonettta – che ci lasciano cadere lievemente addosso i nostri potenti.

    Polvere di Stelle
    http://www.youtube.com/watch?v=DBXzAhCaqwA&feature=related

  149. nello ha detto:

    E’ vero Carlo è informato, ma è il suo mestiere e lo esercita anche quando è in ferie( che palle i telefonini).
    Comunque mi duole redarguire il Granocchiaio: certe cose erano già note.
    La copertura della pista è un progetto di inizio anno quando sembrava che la squadra di Hochey su pista di Grosseto (negli anni 70 era una potenza) si trasferisse qui, poi vicessitudini societarie hanno, almeno per ora, allontanato, se non addirittura annullato, ilò progetto.
    La “banchina” già con la sua sala a disposizione della popolazione per riunioni convegni etc (non per balli o sagre, d’estate vista la partecipazione, potrebbe ipotizzarsi per concerti) aveva dato una indicazione, quasi sicuramente alle orecchie del CdA sono giunte le voci legate al divieto di utilizzo futuro dell’asilo per sagre, di qui penso sia facile intuire eventuali investimenti (sponsorizzazione?) per il paese tutto.
    Ci sta che possono essere intervenuti anche i partiti, ma se è così penso sia un intervento bipartisan.
    Solo per risposta all’osservazione: sono io chew non amo le canzonette e non il Granocchiaio che non ama la Musica.

  150. sentinella ha detto:

    Caro Granocchiaio, dato che sei l’ideatore della rubrica “Tatzebao”, uno spazio utile e a disposizione di tutti, perchè non scriviamo il senso di questo argomento in modo che sia chiaro a tutti i frequentatori del blog? Una curiosità: ma è tatzebao o tazebao?

  151. Granocchiaio ha detto:

    Quando nella primavera scorsa proposi alla Redazione di portare un po’ di ordine nel giovanissimo blog indicai la possibilità di creare uno spazio fisso “NELLA” piazza a disposizione e dedicato ad argomenti i più vari e spontanei che potevano essere proposti da chi si trovava a passare di la

    Non a caso in prima pagine veniva mostrata questa scritta:
    TATZEBAO
    “SPAZIO BIANCO A DISPOSIZIONE DI CHIUNQUE VOGLIA SCRIVERE QUALCOSA SU QUESTO BLOG”

    Con il tempo la cosa funzionò talmente bene che fummo costretti a cambiare ogni mese il nome, Tatzebao di Maggio, di Giugno, ecc. senza peraltro cambiare poi la pagine vera e propria in quanto si poteva – e si può tutt’ora – andare all’indietro a scoprire articoli scritti anche mesi fa.
    Contemporaneamente fu chiesto alla redazione di avere una pagina fissa per scrivere in libertà così come era concessa ai poeti con “RISPONDERE PER LE RIME”

    Era infatti impossibile per chi non sa scrivere in rima rispondere o anche pubblicare scritti in prosa sia propri che di scrittori. Per non creare steccati troppo stretti fu proposta la dizione “Parole in libertà” così come è oggi.

    Con queste premesse era abbastanza facile sapere dove mettere i vari argomenti. Tuttavia è successo che involontariamente qualcuno abbia messo argomenti adatti al primo nel secondo e viceversa. Poi tutto si è chiarito e si è ripreso il cammino.

    In questa fase di restaurazione la Redazione subito dopo aver “tolto le catene” della registrazione mi ha pregato di specificare di nuovo l’esatto e corretto uso delle due diverse pagine. E spero di essere stato chiaro e utile allo scopo.

    Veramente mi ha anche detto che vuole togliere dalla prima facciata proprio questa “rubrica” cioè “Parole in libertà” per relegarla in altro luogo, l’importante è che non sia più fissa come il Tatzebao e in prima pagina.
    Non sono assolutamente d’accordo, ma questo è un dettaglio insignificante.

    Vorrei invece spiegare qualcosa sulla parola Tatzebao

    l’idea del Tatzebao mi venne subito a mente per similitudine
    andando a rileggere la definizione su Wikipedia estraggo:

    Dazibao (cinese: 大字报 pinyin: dazibao; Wade-Giles: tatzepao, talora trascritto in italiano in modo scorretto: tazepao, tazebao, tatsebao, tatsepao, ta-tze-bao ecc.) significa letteralmente: giornale a grandi caratteri
    Il termine deriva dall’uso cinese di appendere i giornali in speciali bacheche pubbliche per permetterne la lettura a tutti. I dazibao si differenziano dai giornali per il fatto di essere scritti a mano in caratteri grandi, facilmente leggibili.

    La Costituzione cinese garantiva il diritto di scrivere ed attaccare dazibao personali, considerati un’importante forma di democrazia rivoluzionaria. Non si poteva ricoprire o strappare un dazibao senza il consenso dell’autore

    I dazibao sono usati in Cina dai tempi dinastici, ma divennero più comuni dopo l’incremento di alfabetizzazione seguito alla rivoluzione repubblicana del 1911. Particolarmente conosciuti sono quelli delle Guardie Rosse durante la Grande Rivoluzione Culturale (1966-1976).

    Durante il periodo della contestazione del Sessantotto col nome di tazebao venivano indicati i manifesti cartacei, solitamente scritti con grossi pennelli, appesi sui muri degli atri di Università ed altri luoghi in cui erano in corso battaglie politiche. Questi manifesti costituivano il mezzo più diretto e veloce per comunicare le ragioni delle proteste e le prese di posizione sugli avvenimenti del periodo.

    Dal dicembre 1978 si produsse a Pechino un movimento politico, diretto abilmente da Deng Xiaoping, che faceva uso del cosiddetto “muro della democrazia” (situato presso una fermata di autobus a Xidan, Pechino) su cui vennero appesi dazibao ferocemente contrari alla Banda dei quattro. Ma non appena da quei dazibao si prese ad invocare riforme anche nei confronti del partito l’esperienza fu velocemente chiusa nel dicembre 1979, quando Deng Xiaoping disse la famosa frase: “La ricreazione è terminata !”(quest’ultima battuta ci ricorda che anche i grandi capi cinesi non sono sprovvisti di una buona dose di sano humour, quando serve, e quando vogliono….N.d.R.)

    Attualmente in Cina i dazibao non hanno contenuti politici. (sic!)

    Questa la premessa.

    Circa la domanda precisa della Sentinella
    Devo specificare che circa correttezza o meno del termine da noi usato, e cioè TATZEABO, è vero che Wikipedia non lo indica come termine corretto, ma è vero pure che non lo indica come termine scorretto. Sempre Wikipedia indica invece come scorretto il termine Tazebao.

    Il termine Tatzebao viene per contro usato correntemente da riviste italiane come Panorama
    http://blog.panorama.it/mondo/2007/11/08/luniversita-di-pechino-abbatte-il-tatzebao-della-democrazia/
    o altri traduttori come Babylon http://www.babylon.com/definition/Tatzebao/Italian

    Considerando la natura “aperta” di Wikipedia credo che non sia scorretto continuare a chiamarlo TATZEBAO.

    Segnalo infine, a titolo di curiosità, che esiste un portale con questo nome a Molfetta:
    http://www.tazebao.info/default.aspx

  152. genitore ha detto:

    Ma è vero che è caduto una parte del soffitto in una classe della scuola elementare di Braccagni?

  153. Furto e devastazione da Borgia ha detto:

    Sentite cose è successo a Giulio, Borgia: è pazzesco.
    Hanno aspettato che nessuno fosse in casa, che la famiglia partisse per le vacanze. E sono poi entrati di notte, rubando, devastando e anche intrattenendosi a mangiare dolci natalizi, bevendo spumante. Violento, sconvolgente raid di una banda di ladri nell’azienda agricola Le Rogaie al Bottegone. Nella proprietà della famiglia Borgia la banda ha non solo rubato gioielli e contanti ma ha anche sfasciato, con un’accetta, arredi, mobili, devastando tutto il devastabile. “Non ho allarmi in casa, pensavo di essere in pace”, dice ora Giulio Borgia, titolare dell’importante azienda che si concentra soprattutto sull’allevamento di bestiame, all’avanguardia in Maremma. “I ladri hanno atteso che non ci fosse nessuno in casa. E’ accaduto nella notte tra il 5 e 6 gennaio, quando eravamo fuori per le vacanze”.
    Non è il primo furto che avviene nella zona, anche l’altra volta fu usata l’accetta. Per dire la crudeltà: hanno spaccato tutto, anche il pianoforte.

  154. Granocchiaio ha detto:

    Carissimo Carlo

    Intanto chiedo scusa per il cambio di articolo, ma come ci ha richiamato e chiarito la Redazione riporto l’argomento nella sua giusta collocazione, e cioè sul Tatzebao (meglio ancora di Tazebao).

    Per la foto spero di averti accontentato. La foto che cercavi è stata pubblicata e ora archiviata sul blog su http://www.braccagni.info/video/archivio-foto-pubblicate-sul-blog/ per cui ora la puoi salvare sul tuo ufficio mediatico – FB o dove vuoi te. Spero di averti fatto cosa gradita e mi piace sottolineare che sono bartaliano, quindi non posso che ammirare e tifare anche per Coppi: senza uno l’altro non avrebbe l’altezza che merita.

    Sul bilancio dell’anno appena concluso.

    In effetti il progetto per il Monumento per il momento segna il passo. Causa indisponibilità di un membro del comitato di gestione abbiamo perso un po’ di tempo. Ci siamo sentiti in questi giorni e ci siamo ripromessi di ripartire a spron battuto. Sarà nostra cura aggiornarvi quanto prima.

    Per quanto riguarda invece la carrellata che fai su tutti gli altri temi devo convenire che quantomeno li hai ben presenti e definiti. Visto che il blog ci ha aiutati e ritrovarci un po, a farci conoscere e frequentarci un altro po, di aver preso e ripreso più volte i problemi, credo che il passo successivo potrebbe utilmente essere proprio un nuovo incontro, ovviante di persona, magari proprio con il titolo
    “Braccagni: che paese era, è e sarà?”

    Io sono d’accordo e aderisco. Visti gli impegni piuttosto precisi e girovaganti che hai perché non proponi te una data? Io per il momento ho impegni solo nella giornata di sabato 23 prossimo.

    • Carlo Vellutini ha detto:

      Per quanto mi riguarda il sabato è il giorno peggiore. Per ovvie ragioni calcistiche. Tutto questo, però, ricordando che sono libero sabato 30 gennaio e sabato 6 febbraio…Ovviamente grazie per la foto!!!

  155. sentinella ha detto:

    Il 16 gennaio 2010 alle ore 18 inaugurazione Ottica Aprili in via dei Garibaldini, 101 a Braccagni.

  156. Granocchiaio ha detto:

    A una terra che amo è un album della cantante portoghese Amalia Rodriguesdedicato all’Italia. Sono tutte canzoni appartenenti al folklore regionale di diverse parti della penisola italiana che la cantante ha voluto personalmente incidere in questo particolare album.

    Le canzoni sono quasi tutte di autori anonimi e di secoli molto lontani; qualcuna addirittura del secolo XV come il Canto delle lavandaie al Vomero.

    La registrazione di questo disco è stata effettuata a Roma negli Studi della Ortophonic, tra le notti dell’1, 2 e 3 marzo dell’anno 1973.

    Al disco hanno collaborato i musicisti:
    • Joel Pina, chitarra, viola;
    • Fontes Rocha, chitarra portoghese;
    • Carlos Conçalves, chitarra portoghese;
    • Pedro Leal Da Silva, chitarra spagnola.

    L’ album comprende dieci canzoni tratte dal folklore regionale italiano, cinque canzoni per ogni facciata.
    I Facciata:
    o Amor dammi quel fazzolettin – Anonimo
    o Sora Menica – Anonimo romano del IX secolo
    o Tarantella – Anonimo
    o Canto delle lavandaie al Vomero – Anonimo napoletano del XV secolo
    o Ciuri Ciuri – Anonimo (Raccolta Frontini dei secoli XVIII – IXX)
    II Facciata
    o La bella Gigogin – Paolo Giorza 1858 ( di origini milanesi)
    o Sant’Antonio allu desertu – Anonimo
    o Maremma – Anonimo (verso la metà dell’ottocento toscano)
    o Tiramole. Anonimo napoletano
    o Vitti ‘na crozza – Franco Li Causi, anni ’50.

    EMI/Columbia C064 – 40280, anno 1973, Roma
    Tratto da Wikipedia

  157. Granocchiaio ha detto:

    TEATRO DEGLI INDUSTRI

    sabato 23 gennaio 2010 ore 17.00

    ingresso gratuito

    Partecipano le seguenti Squadre:

    BEFANATE
    Baccinelle (mangia e bevi), Grosseto (Maremma in musica), Castell’Azzara, Saragiolo, Selva e Tre Case
    con la parttecipazione del poeta estemporaneo Francesco Benelli

    SEGA LA VECCHIA
    VIIIa Zona

    • sentinella ha detto:

      Appuntamenti culturali
      ■Venerdì 22 gennaio – “Donne del Novecento” Presentazione del volume di Marisa Ombra “La bella politica. La Resistenza, “Noi Donne”, il femminismo”. Biblioteca dell’Isgrec, via De’ Barberi 61 ore 16,30 – Ingresso libero.
      ■Sabato 23 gennaio – “Rassegna di spettacolo e teatro popolare. Befanate e sega la vecchia” a cura dell’Archivio Tradizioni Popolari del Comune di Grosseto. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 17.
      ■Domenica 24 gennaio – “A piedi nudi nel parco” Rassegna di teatro amatoriale. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 18 e 21.
      ■Lunedì 25 gennaio – “La tragica avventura. Un siciliano dall’Altopiano di Asiago a Gusen II. Il diario di Domenico Aronica”, Presentazione del libro a cura di G. Cisotto (Cierre edizioni, Verona 2008) – Biblioteca dell’Isgrec, via De’ Barberi ore 15.
      ■Martedì 26 gennaio – “Enrico IV” Stagione Teatrale del Comune di Grosseto e Fondazione Toscana Spettacolo. Teatro Moderno, via Tripoli ore 21.
      ■Mercoledì 27 gennaio – “Giornata della memoria – L’universo della deportazione dall’Italia. Storiografia e Memoria, oggi” Appuntamenti a cura dell’ISGREC, della Provincia e del Comune di Grosseto rivolti al mondo della scuola. Dal 25 al 27 gennaio, ore 9,30-12,30, Roccatederighi: Incontri con Don Franco Cencioni (Diocesi di Grosseto) e Luciana Rocchi (ISGREC) nell’ex seminario vescovile di Roccatederighi, nell’area che fu campo di concentramento per ebrei e punto di partenza verso il lager. Dal 25 al 28 gennaio, ore 9-13, alla biblioteca dell’ISGREC: letture da scegliere con studenti della scuola superiore e dell’obbligo.
      ■Giovedì 28 gennaio – “Anne Frank” Rassegna Sipario Incantato. Stagione Teatrale del Comune di Grosseto e Fondazione Toscana Spettacolo. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 9,30 replica ore 11.
      ■Venerdì 29 gennaio – “Giannetto” a cura dell’associazione Dritto e rovescio. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 21.
      ■Domenica 31 gennaio – “Saggio di Danza” della scuola Spazio Danza. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 15,30 repliche 18,30 e 21.

  158. Nello ha detto:

    Leggendo “Il Tirreno” di stamane potrebbero sorgere dei dubbi: il nostro blog è letto anche dai “professionisti” della carta stampata? Forse sarebbe troppo bello, visto che chi ci potrebbe guadagnare (forze politiche in primis con molti argomenti interessanti trattati: viabilità, sporcizia, polo logistico etc) ci snobba. Fatto sta che il quotidiano, a firma di Carlo Bartoli, ha fatto un inchiesta sulle Poste Italiane (oggi la seconda parte) e sembra, chiaramente spaziando su più uffici, lo sfogo che il Granocchiaio fece qualche tempo fa su questo blog. Vuoi vedere che il Nostro ce lo fregano (oltretutto è preparato su diverse cose).

    • Carlo Vellutini ha detto:

      Confermo che i giornali locali seguono il blog e che lo riprendono quando trovano qualcosa di interessante. Non so se Carlo Bartoli (che si occupa della redazione Toscana a Firenze, nonché ex presidente regionale dell’Assostampa) abbia ricevuto l’input dalla redazione di Grosseto sull’argomento. Solitamente, infatti, quando fanno inchieste chiedono notizie su casi particolari ad ogni redazione locale.

  159. sentinella ha detto:

    Chiantigiane: bilancio ok
    Fatturato in crescita nonostante la crisi per Le Chiantigiane, l’azienda agricola cooperativa attiva nel settore della viticoltura che ha tenuto nei giorni scorsi la propria assemblea annuale a Braccagni.

  160. news cronaca ha detto:

    Braccagni: SI RIFORNISCONO DI BENZINA AL SELF SERVICE E SCAPPANO, DENUNCIATE DUE PERSONE

    I MILITARI DEL COMANDO STAZIONE DI BRACCAGNI, A CONCLUSIONE DI ALCUNI ACCERTAMENTI, HANNO IDENTIFICATO E DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA DUE PERSONE, UNO DI NAPOLI (39 ANNI) ED UNO DI LATINA (27) ,CHE PRESSO IL DISTRIBUTORE ESSO SULLA SS1 AURELIA (KM 196) SI SONO RIFORNITI DI CARBURANTE SENZA PAGARE (COMPLESSIVAMENTE CIRCA 100 €). IL FATTO RISALE ALLA MATTINA DEL 2 GIUGNO 2009 A POCHI MINUTI UNO DALL’ALTRO. ENTRAMBI SI SAREBBERO RIFORNITI DAL SELF SERVICE E, MENTRE SOLO IL PRIMO SI SAREBBE SOLO AVVICINATO ALLE CASSE PER POI RAGGIUNGERE NUOVAMENTE L’AUTOVETTURA, SI SAREBBERO DILEGUATI. LA SCENA E’ STATA RIPRESA DALLE TELECAMERE DELL’AREA DI SERVIZIO.

  161. Roberto Tonini ha detto:

    E’ morto il mi amico Ausilio.
    Fino all’ultimo veniva a fare un po’ di spesa in ferramenta e sempre più diventava penoso il colloquio.

    Era stato molto amico di mio fratello Rodolfo, ma anche con me se la diceva. Qualche vota a suo tempo si era chiamato a spezzarci il maiale perché si diceva che era capace a fare i salami. A Braccagni i salami li facevano bene lui e prima di lui Titone del Bindi.

    Mia moglie gli regalava diverse bustine di semi, quelle scadute, ma tanto nascono come quell’altre, lui lo sapeva, ringraziava, e poi a stagione giusta si ripresentava con cavoli giganteschi, insalata, cipolle, di tutto, di più. Era gentile ed educato. Cordiale e sempre misurato, anche quando era arrabbiato. Imprecava se era arrabbiato, ma non l’ho mai sentito bestemmiare. In un paese dove le bestemmie sono per qualcuno un intercalare d’obbligo, non è poi cosa da poco.

    Ultimamente, da quando era morta sua moglie, era diventato una pena vederlo. Non riusciva a nascondere il suo profondo e vivo dolore. Ogni tanto gli scappava di bocca “Tu sapessi…….” E poi si fermava con le lacrime già pronte negli occhi……e io svelto a cambiare discorso facendo finta di non aver capito e di non essermi accorto di niente. Io, che mi ritengo all’altezza di un docente universitario in fatto di pianti e di lacrime! Figurati se un me n’ero accorto! Il problema è che se gli davo spago lui partiva, ma io poi l’avrei di certo sorpassato.

    Questa è anche l’ennesima prova di quanto le donne siano più forti di noi uomini. La donna può, e io dico DEVE MORIRE DOPO DI NOI.
    È giusto che sia così, è normale che sia così, è meglio che sia così.
    Noi uomini rimasti soli non siamo più niente senza una donna. Lei soffrirà, ma se la caverà sempre meglio di un uomo. Forse anche per un discorso di praticità. In effetti un uomo ad una certa età va i pensione, smette il suo lavoro principale e lavoricchia se ha voglia, se no pace, un fa niente. Ma una donna anche se va in pensione, quelle che ci vanno, continua a lavorare in casa per tutte le faccende, per cucinare, per lavare, per stirare, per fare le pulizie, per fare tutto insomma. Un uomo normalmente queste cose non le fa.
    E se muore la moglie si ritrova a dover fare cose che non ha mai fatto e al dolore per la perdita della compagna si aggiunge lo sconforto di essere e sentirsi un disperato e un incapace.

    Per tutto questo FORTUNATAMENTE di solito muore prima l’uomo e poi la donna. Di solito. Ma se succede il contrario sono guai. Ed infatti quando muore la moglie, credo anche statisticamente, il marito non ci’ha poi tanto tempo davanti da sopravvivere.
    Invece, normalmente, la donna sopravvive anche decine di anni al marito. Di regola.

    Ma alle regole ci sono le eccezioni. Con i miei nonni per esempio non è andata così. Il mi nonno Cecco e la mi nonna Stella erano due persone semplici ma con un grande spirito. Gente dell’ottocento avevano dei pudori e degli affetti che noi non riuscivamo a cogliere se non per intuito. Non credo di aver mai visto esternare davanti a noi gesti di affettuosità tra di loro. Meno che mai la mi nonna, che aveva un carattere un po più che forte.
    Ma quando il mi nonno mori nel Gennaio la mi nonna non gli sopravvisse che qualche mese. E apparentemente senza gravi o gravissime malattie.

    Io continuo a pensare che il dolore più forte che un uomo, o una donna, possa provare sia quello di portare al cimitero un proprio figlio. Io l’ho visto con i miei nonni e il mi babbo, e so di che cosa sto parlando.
    Però mi dicono, e non ho motivo di non crederlo, che il dolore più grande per un essere umano è la perdita del proprio compagno.

    Io credo che sia la mi nonna Stella che Ausilio siano morti per questo.

    • patrizio ha detto:

      Eh Roberto che bella pagina in ricordo di un amico, che bella cosa lasciare questa terra ed essere ricordati così…

      da ultimo chiudi con le parole:
      Io credo che sia la mi nonna Stella che Ausilio siano morti per questo…

      mia nonna Adorna invece diceva sempre, non credo si possa morire di dolore!

      Eppure credo si sbagliasse, perchè la mi mamma Marisa, lo so per certo, se ne andata dopo pochi mesi dal mi babbo…. perchè non riusciva a sopportare il dolore della sua mancanza, non lo voleva fa vedere, ma io lo so che è così e chi l’ha conosciuta sa che dico la verità; e che dio li abbia in gloria entrambi.

    • sentinella ha detto:

      E’ doveroso segnalare di chi sta parlando Roberto Tonini: si tratta di Ausilio Pettorali, il socero di “ovo rosso”, deceduto all’età di 86 anni, i cui funerali si sono svolti il 3 febbraio.
      E’ confortante vedere ricordate persone semplici con queste belle parole.

  162. Nello ha detto:

    Onestamente pensavo che fosse finito il giochino di “Indovina chi..”, ma visto che il Granocchiaio insiste dico al 100% che la cameriera è EDA FILADELFI (credo che sia almento 40 anni che non la vedo); i giocatori in giacca è il Sig. MARIANI CLAUDIO (vediamo se quanti sono che lo conoscono) mentre quello in camicia (me lo hanno suggerito, ma seguendo un detto del compianto Bramieri Gino ” cinquanta chili fa” è riconoscibilissimo) è GIORGIO MASINI (il famoso Gallina per noi vecchio paesani)

    • viviana ha detto:

      Nello è stato bravo , ma, senza difficoltà, le avevo riconosciute anche io le tre persone della foto .
      Ecco che vuol dire essere VECCHI paesani !

    • settepiani ha detto:

      Bravo Nello……………però gòi avventori a quale gioco erano impegnati??????????

    • patrizio ha detto:

      Il Masini sembra James Dean…

      • Granocchiaio ha detto:

        Questa mia precisazione
        Io direi che qui s’impone
        Che quei due non fan scopone
        Non si pole dire mai
        151 vieni e vai ?
        51 e vai,
        io direi casomai

        James Dean? Non mi pare per davvero
        Patrick Wayne Swayze pare invero

        Ma la cosa sopraffina, a di il vero
        Da mangiassi si le mani
        È saper Claudio Mariani
        Non è altro che….Torero!

        Pe la serie:
        si poteva di meglio
        ma si leggon anche di peggio

        • settepiani ha detto:

          Ottimo direi…poi anche in rima, non ti facevo così perspicace nelle risposte……così come a dire …………ironiche. Ora manca la risposta di Nello………forza Nello…Nellino quello li ti ha sfidato, voaltri che ne dite !!!!!P.S.Granocchiaio fai mente locale; non ti sembra che il nostro Masini da giovane assomigli al nostro senatore,montepescalese, On. Walter Chielli?

          • Nello ha detto:

            Non so poeta, anzi come potete aver notato non so propri scrivere. Devo dire che il Granocchiaio è stato scorretto: non era da lui indicare “Torero”, la mia era una sfida gli altri.
            Da quel che si vede in mano a Torero sicuramente le carte sono toscane , più di tre ma non mi sembrano molte di più , quindi sarei per il 151, escluderei il 51 perchè mi ricordo bene quando abbiamo iniziato a giocarlo ed ero già grandicello (penso la foto sia fine anni 50).
            In effetti anch’io ho avuto il dubbio di Settepiani sul Masini, come ho detto me lo hanno suggerito, ma lo avevo scartato in quanto mi ricordavo il Chielli con i capelli scuri e poi penso sia stato più anziano del Toro

  163. Daniele ha detto:

    Un saluto agli amici di Braccagni dagli amici di Giuncarico.

    Ciao dal Giunco.net e grazie per il vostro sostegno.

  164. Granocchiaio ha detto:

    Cerco di rispondere a Nello
    Prima di tutto chiedo scusa per la faccenda Claudio alias Torero, ma li per li non avevo capito il giochino. Pazienza, sarà alla prossima, ma intanto complimenti a lui per la trovata. Anch’io sul momento ho traballato, poi mi è venuto il dubbio, poi mia moglie me l’ha tolto. Bravo, veramente bravo a spulciare queste situazioni.

    Anche sul gioco delle carte è possibile che abbia ragione. Io l’ho detto perche specie James Dean, o se preferite il senatore Chielli, è un vero professionista del 51 e vai. Anche ora se vedete bene quella foto l’atteggiamento e la ghigna del nostro è quella tipica di un giocatore da 51 e vai e non da 151, vai e vieni. Pur essendo in pratica, per chi non lo sa, lo stesso gioco ma nel 151 si deve arrivare appunto a 151 e quindi ci vogliono spesso due mani, nel 51 e vai tutto si riduce a una sola mano. Quindi il 51 e vai è in pratica una mano a briscola con 5 carte e l’accuso della coppia Regio e Donna e una mano a Scopa.

    L’atteggiamento dei giocatori nel 151 vai e vieni, in pratica ci vuole il doppio, è più pacato, tranquillo e quasi da routine. Per no dire pacioso.
    Nel 51 e vai invece si tratta di un violento e rapidissimo “corpo a corpo” dove pare che la velocità di eseguirlo faccia parte del piacere del gioco. Basta vederli giocare se volete osservare bene la foto.
    Osservate come il “professionista” a sinistra è tutto preso dal gioco, ma se oggi lo vedete giocare assieme a Moreno, lo vedrete quasi piegato sul tavolo tanta è la concentrazione e il pathos che li prende durante la partita.
    Osservate invece come l’altro a destra sia più rilassato, quasi sbracato………
    È certo James Dean un giocatore di 51 e vai, il panaio a destra è un giocatore di 151 vai e vieni.

    E ora due parole sul saper scrivere e dintorni. Capisco che tutti non possono aver fatto gli alti studi specialistici che ho fatto io, infatti di ragionieri in giro ce ne sono sempre meno. Però vorrei dire a Nello che quello che lui definisce il saper scrivere per me consiste in una specie di liberazione, cioè dire finalmente quello che pensi senza nessun freno, tutto quello che ti viene in mente, senza remore o calcoli. Poi lo stile, chisenefrega. L’ortografia? Chisenefrga, per di più c’è il correttore automatico o di revisione. I termini? Con Google o similare ci si pole permette di anda’ a verificare come ho fatto io proprio qui sopra per il termine “PATHOS” e poi così la gente pensa pure che te sai il greco o che comunque sai scrivere………
    No io dico a chi legge queste righe: non vi fate scrupoli, (maremmano: non vi fate seghe mentali), scrivete come potete e date via libera a quello che pensate, soprattutto dire sempre la verità. Vi accorgerete, come successo a me, che parlate agli altri, ma il primo beneficiario è chi scrive cioè se stesso.

    Boia deh, che tirata.

    • viviana ha detto:

      Dici bene Granocchiaio : è bello poter dire quello che si pensa , esprimere ciò che si sente , indipendentemente dalle nostra conoscenze ortografiche e sintattiche .
      Questo non vuol dire che , una volta entrati nel blog, si sia autorizzati a scrivere tutta una serie di strafalcioni ,fregandocene dell’italiano e delle sue regole ; vuol dire solo che è un errore madornale frenare il desiderio di esporre le nostre opinioni solo perchè non ci si sente sufficientemente padroni dei mezzi linguistici .
      Confesso che quando sono entrata nel blog sono rimasta sorpresa dal modo ” disinvolto ” con cui si esprimevano alcuni miei compaesani.
      Capitava a volte che patissi un po’ per non poter correggere , così come avevo dovuto fare in trenta anni di lavoro.
      Poi ho imparato che lo spirito che anima chi scrive non è quello di fare un temino dignitoso , da sufficienza , ma il desiderio di dire la sua su tutto ciò che gli interessa .
      Ecco quindi il parlato che si fa scritto, le forme sincopate , gli accenti che mancano ed i soggetti che non sempre si concordano con i verbi .
      Ma il senso è sempre chiaro , pare quasi di sentir la voce di chi scrive , perchè questo è il registro delle nostre conversazioni , dei nostri discorsi in casa o fuori quando abbiamo occcasione di far due chiacchiere .
      Mi vengono in mente i tanti compagni di scuola di cui non c’è traccia sul blog e che avrebbero invece molto da dire sulle questioni immediate ed ancor più sul tempo passato . Parlo di Carlo , Virgilio, Enrico , Mario , Enzo , parlo di Laura che promette ,ma non si affaccia mai di persona , tanto c’è il marito che vale per tutti e due . .
      Mi pare una gran bella opportunità quella che ci ha offerto questa piazza virtuale , perchè non approfittarne ?
      Nessuno vuol essere protagonista assoluto , ci mancherebbe altro
      E come dice il Granocchiaio , parlare agli altri e con gli altri fa bene al cuore perchè ha un significato liberatorio , catartico per usare una parola dotta .
      Capita di commettere errori ? Pazienza , si sa , andiamo di fretta e alla fine non riceveremo un voto
      E poi c’è sempre l’alibi della tastiera che a volte va per conto suo . E’ lei che sbaglia , mica noi.

  165. Granocchiaio ha detto:

    AVANTI TUTTA
    1° fiera dell’economia del mare
    Regate veliche in concomitanza con l’esposizione

    “Avanti Tutta”, la prima fiera dedicata alla nautica e all’economia del mare ospitata dal 5 al 7 marzo nel nuovo Centro Fiere del Madonnino di Braccagni, non sarà solamente una interessante esposizione di imbarcazioni ed accessori ma coinvolgerà anche diverse attività legate alla vela. Sono infatti tre in questa prima edizione i circoli velici della provincia che parteciperanno alla manifestazione organizzando eventi sulla costa: Lega Navale Monte Argentario, Circolo Canottieri Orbetello e Club Velico Castiglione della Pescaia. Una “appendice” della fiera che coinvolgerà tanti appassionati.
    Durante i tre giorni di “Avanti Tutta” ogni circolo organizzerà una regata a tema. Il 5 e il 6 marzo la Lega Navale di Monte Argentario metterà in acqua a Porto Ercole due imbarcazioni DREAM con le quali chi lo desidera potrà partecipare a regate di “Match Race” nelle calme acque del porto.
    Il Circolo Canottieri di Orbetello ospiterà invece due eventi nella laguna; il primo il 6 e 7 marzo con regate dedicate ai più giovani che si confronteranno con barche della classe nascente O’pen BIC. I ragazzi affronteranno due prove, una nel pomeriggio del 6 ed una la mattina del 7. L’idea è quella di far diventare questo appuntamento la regata di apertura del campionato nazionale O’pen BIC.
    Il Club Velico Castiglione della Pescaia si occuperà infine del secondo dei due eventi ospitati nella laguna di Orbetello, in collaborazione con il Circolo Canottieri; domenica 7 si terrà la regata del noto circuito Nazionale di “Sun Fish” (dalle 10 alle 16) con appassionati da tutta Italia che hanno già aderito all’iniziativa. In più sarà organizzata anche una regata valida per il Campionato Zonale della classe 555FIV
    a Punta Ala dove parteciperanno i circoli velici di Talamone,
    Castiglione della Pescaia, Punta Ala e Follonica.
    A conclusione degli appuntamenti con le competizione veliche i partecipanti si ritroveranno tutti in fiera nella giornata di domenica 7 marzo quando nel centro direzionale avverrà la premiazione dei primi tre atleti classificati di ogni categoria.
    “Nel programmare Avanti Tutta ci eravamo ripromessi di creare un evento singolare – ha dichiarato il presidente di Grossetofiere, Riccardo Breda, – che riuscisse a coinvolgere quanti più appassionati possibile. L’organizzazione di questi appuntamenti velici va proprio in questa direzione e ci consente non solo di promuovere la fiera in ambienti diversi ma di creare valore aggiunto alla manifestazione. E’ solo un piccolo ma importante passo verso un percorso che spero in futuro possa portarci ad ospitare un evento di alta risonanza e non solo in provincia”.
    Aziende ed imprenditori che volessero partecipare ad “Avanti Tutta” possono contattare Grossetofiere al numero 0564.418783 (info@grossetofiere.it).

  166. Nello ha detto:

    Granocchiaio, con la foto giochi in casa.

  167. Nello ha detto:

    Chi di dovere dovrebbe mettere a posto il sistema, che scrivo e non leggo. Per farlo devo andare sulle “Categorie” e cliccare su “la Sentinella “. La situazione si presenta sempre, in pratica se apro “braccagni.info” ad ora non trovo questa pagina con la foto degli avi del Granocchiaio, ma sempre quella con Torero e Giorgio.
    Anche Patrizio, se ho ben capito, ieri aveva lo stesso problema

  168. Nello ha detto:

    Finalmente anche noi poveri cristi prima di andare a Grosseto si può andare in internet per vedere dove posteggiare oppure quali strade fare per evitare ingorghi; Grosseto all’avanguardia con la modica spesa di € 650.000,00 (da lla cronaca cittadina di oggi sul Tirreno). Peccato che a distanza di un anno e mezzo non si siano trovati i soldi per ripristinare il doppio senso su via Malenchini dalla strada dei Pupilli a via Sgarallino.
    Altro pericolo. Un paio di anni fa, giustamente, un Carabiniere mi fece notare che un ramo del cedro del Libano del mio giardino iniziava ad invadere la sede stradale di via Pilo, con il rischio di danneggiare eventuali mezzi pesanti, in quanto l’altezza del ramo dal margiapiede era circa 1,80 m (ci passavo sotto pari pari). Orbene un ramo simile invade sia il marciapiede che parte (circa un metro) di Viale Garibaldini all’altezza della scuola (asilo, vicino confine Bonelli). Lì l’altezza è veramente limitata,poco più di un metro e mezzo, e per passare o fai le genuflessioni o scendi dal marciapiede; come se non bastasse da alcuni giorni (almeno fino a venerdì, ma penso che sabato e oggi non sia andato nessuno) il lampione posto lì (ora in mezzo al ramo) è spento.
    Viva la sicurezza

    • Controcorrente ha detto:

      e no, caro Nello, qui hai toppato
      in Via Malenchini è da mo’ che c’è il doppio senso di marcia,
      magari sarà solo di fatto, cioè ognuno fa i c..zi suoi,
      magari ci sono ancora i cartelli,
      ma tutti, residenti compresi, scorazzano allegramente in su e in giù, e, come si dice, vanno in culo al mondo

      l’importante è non lampeggiargli o segnalare loro cosa stanno facendo, perché s’incazzano pure!!!!

      • Nello ha detto:

        Ho capito il concetto

        • patrizio ha detto:

          si.. io so quel bischero che per colpa del menefreghismo dei braccagnini di oggi (della maggior parte… degli stessi che se ne fregano della distruzione del loro territorio con il Polo Logistico… mentre sono così accalorati da interessi di caccia.. e come altri diceva… di sport… ), e dell’inconcludenza dei nostri amministratori, rispetta il senso unico di via Malenchini, e subisce le angherie dei soliti incivili che vanno contromano…
          tanto pe capissi… chi va contromano non è furbo, ma solo un inetto che mette in pericolo la propria e l’altrui vita, oltre ad aver scelto un modo per distruggere ogni regola di una civile convivenza, che imporrebbe di organizzarsi e di pretendere dai propri amministratori il rispetto delle loro delibere, annunciate e/o fatte…

  169. Nello ha detto:

    Mi sembra facile: è il sarto Monaci (Ivano?) il fratello di Rapastrella.

    • Granocchiaio di Maremma ha detto:

      chiamala a nome la gente: questo è Bucacenci,
      il resto come hai detto te

      • Controcorrente ha detto:

        a me pare che si chiamasse IVAN e non Ivano

        • settepiani ha detto:

          cari amici mettetivi d’accordo……………Ivano……….Ivan……….poco tempo fà….(vedi gli avventori),non si chiamava per caso ITALO!!!!!!!!!!!!!!

          • Controcorrente ha detto:

            boia deh! e ti c’è voluto un minuto pe risponde, deh
            se lo sapevi e ci’hai messo dieci gironi a diccello e a faccelo sapè……..deh,
            grazie, eh, ma se mi dovevi sarvà dar mare a quest’ora ero già affogato da un ber pezzo! deh!

          • settepiani ha detto:

            mi correggo, il soggetto Monaci Italo oltre agli avventori (bar Filadelfi) è presente anche al passaggio dei bersaglieri davanti al bar Tavarnesi………..non solo il settepiani che perde colpi per la sua avanzata età, ma ci sono anche i più giovani che……………………..

  170. Tommaso ha detto:

    Mi sapete dire quando è stato costruito il cimitero di braccagni???

    • Granocchiaio ha detto:

      la data esatta un te la so di, pero ti posso di chi è stato il primo ospite sepolto:

      si tratta di Olinto – non ricordo il cognome – detto anche Buconero
      faceva l’ortolano dietro alla casa della farmacia Torelli a Braccagni
      ci’aveva una specie di stanzino di un metro e mezzo per tre dove ci’aveva tutto: per mangia, pe dormi e pe caca
      la stanza era ricavata sul retro del garage

      non so se hanno riesumato la salma, visti i tempi, ma può darsi che abbiano lasciato traccia di lui da qualche parte

    • sentinella ha detto:

      Intanto alcune date certe: il registro cronologico dei defunti della chiesa di Braccagni inizia con la data 22 giugno 1941, data in cui morì tal Tacconi Vanda di giorni 9 abitante e Casetta Bavona sepolta a Montepescali. Parroco Don Pietro Rigon.
      Il 27 ottobre 1961 si ha notizia di sepoltura nel cimitero di “Montepescali Scalo”.
      Naturalmente, dato che si sta parlando di un periodo relativamente recente, sapremo essere più precisi.

    • notizie sul cimitero ha detto:

      Per avere notizie sull’inaugurazione del cimitero a Braccagni leggete la fine di questo articolo scritto da quella persona super acculturata che era Giuseppe Iacopini.

      Per tanti anni custode del campo sportivo

      “MASO”

      di Giuseppe Iacopini

      Tratto da La Sentinella del Dicembre 1995

      Era “Maso” per tutti.

      Al secolo Rossi Tommaso. Fine dicitore, grande narratore, acuto osservatore.

      Per ricordarlo così com’era è necessario coinvolgere anche altre persone caratteristiche della sua epoca, perché le cose più esilaranti le compiva con loro.

      Era famoso per raccontare la sua novella: “la Volpina”. Ma non era una novella per tutti i ragazzi: bisognava avere tra gli 8 ed i 10 anni, allo scopo di poterla recepire in tutti i particolari ed avere una resistenza da maratoneta, perché durava quattro ore. Io aspettai la famosa “Volpina” con l’ansia di un bambino che credeva nelle favole, ma lui pretendeva di più: affermava che non era affatto una favola, ma si trattava di un fatto vero, realmente accaduto. Non riesco a ricordare la trama con precisione, con fatture di stregoni, voli su tappeti volanti a velocità tale che “gli cascarono tutti uncichi delle deta”. Si faceva pregare per raccontarla, poi alla fine, fissato l’appuntamento con il genitore, alle venti in punto iniziava il racconto ed andava avanti sino a mezzanotte. E guai ad addormentarsi!!

      Aveva lavorato un po’ da tutte le parti, ma gli ultimi anni era stato assunto dall’ANAS per ripulire le cunette sull’Aurelia. Andava al lavoro in bicicletta, ma un bel giorno la bicicletta sparì. La cosa lo rodeva in maniera particolare, perché non amava fare la parte dello stupido che si era fatto derubare proprio nell’ora di riposo, quando schiacciava un pisolino. Così raccontava che proprio mentre lui dormiva come una lepre, cioè con un occhio aperto ed uno chiuso, nell’attimo in cui cambiava occhio, all’improvviso la “vecighetta” era sparita. Inutili furono le ricerche della “Bianchi” di Maso e lui fu costretto a comprarne un’altra.

      Dopo guerra, quando ripresero i comizi elettorali, lui era sempre presente, in prima fila. Non nascondeva le sue idee di sinistra, ma, con spirito altamente tollerante, non contrastava mai chi non la pensava come lui.

      Quando venne la televisione diventò un frequentatore appassionato ed attento. Principalmente seguiva gli incontri di pugilato, che poi commentava con il suo fraseggio colorito.

      Stava sempre davanti a tutti e ad ogni colpo ben assestato si volgeva indietro strabuzzando gli occhi ed allungando la bocca, a dimostrazione dell’apprezzamento che manifestava.

      Ma le serate più belle erano quelle del “terziglio” al bar Bernasconi. Compagni di gioco fissi erano “Mastumara”, al secolo Mario Dringoli, un filosofo che prendeva le cose con grande distacco e serenità, unitamente a Danilo Mascelloni.

      Bisognerebbe spendere più di due parole per ricordare Danilo. Era dotato di un’intelligenza non comune, di una mente che ragionava alla velocità di un computer e non solo per giocare a carte. Aveva un carisma tutto particolare, una personalità smisurata che s’imponeva senza che lui se ne rendesse conto. Morì prematuramente in un incidente assurdo.

      Maso continuò la sua vita di pensionato, nominato da me custode del campo sportivo. Non era un appassionato di calcio, “uno spormenne” come lui diceva, ma era un modo come un altro di fargli arrivare in tasca cinquemila lire tutti i mesi, che lui, nella dignità, non avrebbe mai accettato in maniera diversa.

      Avevamo da poco inaugurato il nostro Cimitero, nella volata per essere il primo a rinnovarlo fu battuto da “Cicala”. Così fu secondo ed ora l’hanno già scavato e messo nell’ossario.

      E pensare che avrebbe meritato, come tutti quelli della sua epoca, un vero monumento!

      • viviana ha detto:

        Leggendo il racconto di Beppe Iacopini mi sono commossa , così come capita ogni tanto al Granocchiaio quando ascolta la musica .
        Mi sono commmossa perchè sono ritornata indietro di mezzo secolo e ho rivisto persone e fatti che improvvisamente sono apparsi netti , anche se appartenenti ad un lontano passato .
        Ho scritto una volta che , tornata al paese dopo tanti anni , mi sono sentita disorientata : poco o nulla rimaneva di quello che avevo lasciato.
        Le case , gli spazi , la gente , tutto diverso , come era ovvio che succedesse dopo una lunghissima assenza .
        Sono poi entrata al cimitero e lì ho ritrovato il paese che avevo lasciato , lì conoscevo davvero tutti .

    • roberto ha detto:

      A Tommaso, che aveva chiesto di sapere notizie su quando era stato fatto il cimitero a Braccagni, sono state date un sacco di notizie, ma non l’anno in cui è stato inaugurato. Eppure dovrebbe essere una cosa che si ricorda a memoria d’uomo.

    • sentinella ha detto:

      In merito alla richiesta di Tommaso, siamo in grado di dire non solo quando è stato inaugurato il cimitero di Braccagni, ma anche chi fu il primo ad esservi sepolto.
      Si tratta di Urcieri Olindo detto “Cicala” di anni 66 nato a Tortona, celibe, morto il 27 ottobre 1961.
      Il secondo fu tal Sestilio Farnetani di anni 52, investito sull’aurelia.
      Tomaso Rossi detto Maso fu tra i primi ( ma non il secondo). Maso abitava al Podere Società aveva 78 e morì di un infarto il 26 febbraio 1962 “non munito dei sacramenti perchè sfuggì ai parenti di chiamare il Parroco”.
      Secondo quella fonte inesauribile che è Beppe Caloni, per il primo ad essere seppellito nel nuovo cimitero era previsto un riconoscimento in denaro alla famiglia, ma dato che Olindo era solo, il premio non andò a nessuno.
      Grazie Beppe, grazie Iacopini e grazie anche a te Tommaso per la richiesta. Chiunque voglia avere delle notizie su Braccagni può rivolgersi alla Sentinella, faremo di tutto per soddisfarle.

  171. patrizio ha detto:

    Quando frequentavo la scuola elementare di Braccagni, un anno accadde che per alcuni mesi, venne in classe con noi una ragazza del circo che tutti gli anni si fermava in paese, tutti lo chiamavano il circo di Pipetto. Furono costretti a stare fermi alcuni mesi perchè il tendone venne danneggiato da un fortunale. Ricordo bene questa ragazzina, simpatica ricciolina e dagli occhi vispi, la ricordo come una compagna sveglia più di noi ragazzi di campagna, una compagna in gamba. A lei ho subito pensato leggendo la lettera che sotto vi sottopongo all’attenzione:

    Lettera ai bambini dei campi ROM di Segrate

    Sgomberano i campi ROM di Segrate. Le maestre di tanti bambini e bambine hanno scritto una lettera, facendola pubblicare su un giornale e chiedendone la diffusione. Petali Rossi accoglie volentieri queste donne impegnate a far valere i diritti dei loro piccoli allievi.

    Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate.

    Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano. E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità. Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri.

    Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all’aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ciò che avete. Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perché non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica. Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato a stimare e ad apprezzare.

    Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi. I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra. Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l’affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi spiegheremo gli sgomberi? Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo ad insegnarvi tante, tante cose, più cose che possiamo, perché domani voi siate in grado di difendervi dall’ingiustizia, perché i vostri figli siano trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati.

    Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce. Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri, professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona.

    A presto bambini, a scuola.

    Le vostre maestre: Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli.

  172. Granocchiaio ha detto:

    Sapete qual’è la più bella moto del mondo mai costruita?
    .
    Guardate questa foto e saprete qual’è!

  173. Granocchiaio ha detto:

    guarda che io parlavo di Motociclette, non di chioccie americane asfittiche e balbettanti
    .
    quelle vai a Cortona al raduno del mercato e ne senti scurreggia quante ne voi

    • mezzolitro ha detto:

      ACCUSO il ranocchio di LESA MAESTA’ e aspetto una condanna esemplare.

      • patrizio ha detto:

        a me piace la ‘poderosa’ del che’ ….

      • Granocchiaio ha detto:

        e ti dirò di più: non solo è di culo basso,ma ci’ha anche la voce più stonata del mondo dei motori: pare che vada sempre a tre, e che ci’abbia l’asma
        quella di destra……………….

        • mezzolitro ha detto:

          Caro ranocchio, mostrando le due foto, ti sei dato la zappa sui piedi, la tua preferita(?) non regge il confronto…

          • patrizio ha detto:

            so due concezioni diverse, una sembra un toro da domare, l’altra sembra una cavallina che si adatta all’uomo…
            si, anche per me la seconda fa più al caso mio, perchè mi piace guidare tranquillo, girare guardando il paesaggio, piano piano… solo che mi piacerebbe color amaranto ma quella marca li l’amaranto la fanno solo per le donne… lo sapevate?…

          • Granocchiaio ha detto:

            una un toro e l’altra una cavallina? Ci pole stà. Però sempre il culo basso gli resta alla cavallina.
            Piace perché girando si guarda il paesaggio? Ma io parlavo di qual’era la più bella moto mai costruita, non quale più utile o razionale, specie pe guarda il paesaggio…………..

  174. sentinella ha detto:

    Alla Fattoria Molino degli Acquisti a Braccagni, anzi a Montepescali Scalo, si può sparare ai piccioni. Ottenuto il permesso dalla Usl per motivi igienici.

    • Nello ha detto:

      Ci risiamo: dove si sta ?

      • sentinella ha detto:

        Effettivamente le attività collegate alla Fattoria degli Acquisti hanno come indirizzo “Montepescali Scalo”. Ma qui ci sono probabilmente ragioni storiche, legate ad una tenuta nata quando Braccagni non c’era. Oggi se qualcuno apre una attività nei dintorni della Stazione mette “Braccagni” e certamente non “Montepescali Scalo”.

        • Nello ha detto:

          Sono solo intervenuto perchè così è riportato dalla giornalista. So bene che la Fattoria degli Acquisti riporta a tempi passati e quindi nell’Agro di Montepescali ( senza voler mettere il coltello nella piaga, la Cappella degli Acquisti rappresentava uno dei punti delimitativi degli Usi Civici, come riportavano le carte mediovali), ma anni fa lo stesso giornale, in occasione del ferimento del bestiaio della stalla di Oliva (non so se è la stessa azienda) riportava Braccagni (lo dico perchè abbinò il fatto alla morte di Betto, mio suocero)

  175. consiglio parrocchiale ha detto:

    La benedizione pasquale
    Orario 9-12,30
    Cosa preparare: un recipiente con l’acqua e, per chi lo desidera, le uova pasquali. Si fa presente che la benedizione delle famiglie sarà impartita in forma comunitaria al piano terra di ogni palazzina.
    Celebrazioni della Settimana Santa:
    Domenica della Palme: ore 10,30 benedizione dell’olivo nell’ex-asilo processione e s.messa con la lettura della passione di Gesù.
    Giovedì Santo: ore 17 S. Messa in ricordo dell’Ultima Cena del Signore e adorazione fino a tarda sera.
    Venerdì Santo: ore 15 Azione liturgica della Passione del Signore – ore 21 Solenne processione di Gesù Morto.
    Sabato santo: ore 11 benedizione delle uova ore 22 solenne veglia pasquale e s. messa della Resurrezione.
    Domenica di Pasqua: ore 11 S. Messa Pasquale con la partecipazione del coro Livallia.
    Avvertenza: le persone anziane o inferme che desiderano ricevere la s. Comunione in casa, abbiano la bontà di comunicarlo a don Luigi (tel. 0564/329028)

  176. Madonnino ha detto:

    Riaperto “Il Madonnino” bar-ristorante-pizzeria per cerimonie, lauree, rinfreschi, compleanni.
    Aperto da lunedì al sabato – domenica aperto solo su prenotazione.
    Tel. 0564/329253

  177. sentinella ha detto:

    Braccagni sotto la neve!!!!

    • mezzolitro ha detto:

      Meno male, ero in pensiero, che notiziona!!
      A quando: ” Braccagni al sole!!”
      Oppure: ” Braccagni sotto le nuvole!!”

      • sentinella ha detto:

        Queste sò le notizie che passa il convento!!!!

        • patrizio ha detto:

          nevica su braccagni, mentre piove in italia ‘governo ladro’….

          • mezzolitro ha detto:

            Lascia stà il governo, sennò si distraggeno e sbagliano un’altra volta a scrive i decreti.
            A proposito, si può chiede anche noi lo slittamento dei termini pè presentà, che ne sò, la domanda pè il legnatico all’Usi, visto che l’inverno si prolunga e posso avè sbagliato la stima della mì catasta di legna?

  178. news di cronaca ha detto:

    Stasera, verso le ore 18,50, esplosione in un agriturismo delle Versegge. Pare sia esplosa la conduttura che trasporta il gpl dalla cisterna agli appartamenti; le prime notizie parlano di un straniero ferito in maniera seria. L’appartamento è totalmente inagibile.

  179. il fatto delle Versegge ha detto:

    Un’esplosione di gas GPL le cui cause sono ancora in corso di accertamento, ieri sera in loc. Campo Romano (tra Sticciano e Braccagni), ha provocato il ferimento di un uomo di nazionalità tedesca ospite di un agriturismo della zona.
    All’arrivo sul posto della squadra dei vigili del fuoco, il malcapitato era affidato alle cure del 118 che ne disponeva il ricovero urgente presso l’ospedale Misericordia.
    Il personale dei vigii del lfuoco ha quindi immediatamente provveduto al ripristino delle
    condizioni di sicurezza dell’intero complesso, interrompendo l’adduzione del gas GPL contenuto in un deposito interrato ed all’interruzione della linea elettrica, limitatamente ai locali interessati dall’esplosione.
    La squadra dei pompieri ha fatto rientro in sede solo dopo aver effettuato sopralluogo e verifica delle condizioni di sicurezza dell’area, per le persone che ancora vi soggiornavano.
    Sul posto, per i rilievi di legge, erano presenti i Carabinieri di Grosseto e della Stazione di Braccagni

  180. roberto ha detto:

    …. e domani sera a Roma alla Rai a vedere “Mi manda Rai Tre”.

    • patrizio ha detto:

      Ma perchè vai a Roma a vedere quella roba li?… Ti hanno fregato la televisione?

      • roberto ha detto:

        A parte il fatto che è una delle poche trasmissioni Rai interessanti. Naturalmente vado tra il pubblico, ma se c’è qualcuno che ha qualche caso interessante posso portarlo a conoscenza degli autori del programma.

        • Granocchiaio ha detto:

          A parte il fatto che l’opinione che sia una delle poche trasmissioni Rai interessanti non è affatto condivisa dal sottoscritto

          Approfitterei del fatto che ti offri volontario nel portare nostre opinioni a conoscenza degli autori per offrirgli questa riflessione:
          se si vuole essere dalla parte dei cittadini che hanno subito soprusi o truffe, o ingiustizie ci si mette automaticamente dalla parte di molti contro una schiera di numerosi, ma con l’obbligo di mettere le parti a confronto libero, sincero ed equanime

          a mio giudizio questo non avviene perché i supposti colpevoli sono spesso messi in una luce così negativa – al di la delle loro eventuali vere colpe – che la trasmissione ti spinge idealmente dalla loro parte tanta è la faziosità degli interventi e della conduzione!

          Questo non mi pare un buon servizio per nessuno: né per i supposti offesi, né per i supposti colpevoli, né tantomeno per il pubblico pagante, cioè noi

          Tutto questo non viene aiutato dai modi spesso insolenti e indisponenti del presentatore diverso anni luce dal non dimenticato Lubrano: ricordate Mi manda Lubrano? Io si me ne ricordo bene. Era tutta un’altra musica. Con gli anni si è peggiorato anno dopo anno. Si vede che non è buon vino: con gli anni invece di migliorare questo peggiora, e come.

          • roberto ha detto:

            Condivido in parte quello che dici: in efeftti quando un’azienda viene chiamata in causa si siede automaticamente sul banco degli imputati e questo non è normale. E’ giusto invece che esistano trasmissioni di questo tipo, anche perchè sono programmi di servizio a difesa del cittadino. Lo sai che se subisci un sopruso hai più possibilità di ottenere soddisfazione se minacci di andare a “Mi manda Rai tre” oppure s “Strscia..” rispetto alla possibilità di rivolgersi all’autorità?
            Per quando riguarda gli uomini, è vero sono come il vino: alcuni inevcchiando migliorano, altri prendono l’aceto.

  181. Granocchiaio ha detto:

    carissimo roberto,

    Anch’io condivido – forse solo in parte – quello che dici.
    Dici che ho ragione la dove indico un trattamento diverso delle parti in causa. E su questo punto quindi siamo d’accordo.

    Poi dici che “E’ giusto invece che esistano trasmissioni di questo tipo, anche perchè sono programmi di servizio a difesa del cittadino”

    Per cui la conclusione che risulta è questa: è giusto ed utile avere trasmissioni di questo tipo, ma se non rispettano certi principi di equità “non sono normali”, cioè non sono né giuste né utili.
    E anche su questo mi pare siamo d’accordo, compresa la trasmissione cui ti appresti a partecipare e magari ad apparire.

    Poi ci dici: “Lo sai che se subisci un sopruso hai più possibilità di ottenere soddisfazione se minacci di andare a “Mi manda Rai tre” oppure s “Striscia..” rispetto alla possibilità di rivolgersi all’autorità?”

    Spero, anzi sono sicuro, che tu ti renda conto quanto sia grave questa affermazione. E non perché io non sia d’accordo con te, ma perchè questo significa vivere in un paese dove “le autorità” (in senso lato) non sono capaci di garantire i diritti e la salvaguardia dei cittadini.

    Basterebbe pensare a quali e quante torture si deve sottostare in occasione di guasti telefonici dove prima di riuscire a parlare con qualcuno tra dischi preregistrati, musichette cretine quanto inopportune, annunci di pubblicità non richieste, infine se riesci, ma non è detto, se riesci a parlare con qualcuno dopo l’ultimo agghiacciante annuncio “TUTTI I NOSTRI OPERATORI SONO ATTUALEMENTE IMPEGNATI, LA PREGHIAMO DI ATTENDERE PER NON PERDERE LA PRIORITA’ ACQUISITA” e giù musica, dopo tutto questo calvario sentirsi dire: se vuoi avere l’offerta che scade tra trenta secondi digita 1, se vuoi segnalare un nuovo indirizzo digita 2, se vuoi sapere le nuove offerte che scadranno stanotte digiti 3, ecc, finchè non arriva il fatidico, se hai un guasto alla linea digita 7, se hai un guasto all’ADSL digita 8, se vuoi parlare con un operatore digita 9! E che vuoi fa? Digiti 9. Poi dopo 10, 15 o anche 20 minuti ti risponde un dialetto che ti sforzi di capire se è siciliano, se è sardo, se della Val Venosta o solo chianino antico.
    Sono Maria, in cosa posso esserle utile………………..
    Provi a spiegare in che cosa potrebbe esserti utile Maria, ma nel mezzo della tua appassionata richiesta non odi più suoni ne respiro umano; pronto? Pronto?……….è caduta la linea!
    Pensa quando capita un guasto ad una persona anziana cosa deve fare……….

    E anche qui, purtroppo sono di nuovo d’accordo con te.

    Dove forse non so se siamo proprio d’accordo è sul fatto che quasi implicitamente I GIUSTIZIERI DELLA NOTTE “Mi manda, Striscia, le Iene…” , ma io aggiungerei anche “Reporter” di Rai 3, siano sopra le parti, giusti e infallibili.

    Anch’io sono stato per lungo tempo ammirato e ammiratore di questi programmi. Sicuro porto dove piano piano le verità vengono a galla e giustamente denunciate e sbugiardate.

    Poi un bel giorno, su un argomento che magari conosci molto bene, ma che spesso al grande pubblico può arrivare in modo più o meno distorto, vedi che questi signori ci sghignazzano sopra dicendo a loro volta “le loro verità” che altro non sono che opinabili opinioni. Quando non sono grosse topiche che non riesci a capire quanto siano o non siano involontarie.

    Allora – purtroppo ma finalmente – vedi la cosa sotto tutta un’altra luce. E ti viene da pensare: ma se fanno così anche per quelle cose che io non conosco a fondo, ci sarà da fidarsi di quello che dicono?

    Infine il paragone tra vino e persone è vero. Ma io i riferivo alla trasmissione “Mi manda………” che quando nacque era una cosa, invecchiando non mi pare proprio che sia migliorata.

    Questo detto domani sera ci sarò a vedere l’ennesima comparizione del cammellone in tv. Sempre che non mi sia addormito prima.

    • Nello ha detto:

      E bravi. Vedo siete molto preparati sulle trasmissioni televisive, ma non mischiamo troppo le cose.
      Non sono molto informato sulle trasmissioni che avete nominato, forse l’unica che seguo qualche volta è “Reporter”, ma secondo me non ha niente a che vedere con le altre: è un inchiesta giornalistica e come tutte le inchieste sono impostate secondo l’idea del giornalista, per cui a qualcuno può stare bene ad altri no: l’unica cosa da tener conto è che dicono la verità.La Gabbianelli è stata molte volte denunciata, ma mi sembra non sia mai stata condannata.
      Granocchiaio, per quanto riguarda “Mi manda….” sono daccordo con te che quella di Lubrano era migliore, se non altro i toni erano sempre bassi; ma meglio ancora era la prima. Non ricordo il titolo mi sembra fosse condatta da giornalista Cortese e aveva come esperto il Prof. Nebbia, docente esperto di merceologia Università di Bari, era sul 2 (la terza rete aveva ancora da venire) era abbastanza breve e trattava di risparmio, prodotti con rapporto qualità- prezzo e come il cittadino poteva difendersi per eventuali “truffe”.
      Sono d’accordo con il Granocchiaio: in che mondo si vive se i preposti alla difesa del cittadino (magistratura o varie agenzie governative di garanzia) vengono by-passate da trasmissioni televisive (più o meno ) spazzatura.

      • Roberto Spadi ha detto:

        Nello, m’eri rimasto te come persona seria, ma se ti metti anche te a discute del NULLA, mi cascano le braccia.

        • Nello ha detto:

          In piazza si parla di tutto e di più. Quello che per te è NULLA per altri, non dico sia tutto, ma è molto: avevo un collega che si fidava ciecamente di quello che diceva Ricci in Striscia, quando la TV pubblica era ancora pubblica…..
          Granocchiaio, come ho detto non seguo questo genere di trasmissioni e se lo faccio è in attesa di altre. Con questo non posso controbattere su tutte le inchieste della Gabbianelli (che essendo la curatrice del programma, inn pratica fanno tutte capo a lei) oltre tutto quella a cui ti riferisci non l’ho vista, ho solo detto che trattandosi di inchieste giornalistiche hanno un certo taglio, ma l’importante devono riportare la verità.
          Comunque per quanto riguarda il “vino al metanolo”, pur non ritenendomi un esperto enologo (al limite mi puoi indicare come un “tragugiatore”), ero al corrente di quanto hai detto in quanto mi piace leggere. Se vuoi potrei dirti che ho visto entrare in un laboratorio un amico con un vino, diciamo, rosè e uscirne con un vino di un colore rosso quanto mai. E questo dopo il tuo limite 1986, purtroppo le frodi ci sono state e sempre ci saranno. Da quanto riportato dai giornali negli ultimi anni (ripeto non sono esperto) leggo che una cantina di Castellina ha “manomesso” vino Chianti (mi è rimasta impressa perchè ci si serviva il mi babbo), ma soprattutto lo scandalo Brunello docet ed in questo caso non era il singolo produttore, addirittura hanno azzerato i vertici del Consorzio che qualcuno molto in alto voleva chiudere. A me non sarebbe importato molto preferisco da buon tragugiatore il Rosso di Moltalcino, in quanto preferisco il vino novo, addirittura ( sicuramente per questo non mi accetterai fra i tuoi adepti) mi piace tantissimo il “Novello”

          • Granocchiaio ha detto:

            carissimo Nello

            il problema serio è quello di una corretta e diffusa informazione e questa non si ha di base tra di noi italiani e non si riceve generalmente dalla televisione
            le trasmissioni citate quando affrontano un certo problema accennano appena a certe norme – spesso in maniera sbrigativa e superficiale – mentre si dilungano più volentieri nello scoop e non sulla spiegazione delle norme e delle regole violate

            non si deve essere esperti enologi per andare a comprare il vino
            Certo sapere la differenza tra una pratica ammessa sul vino seguendo certe regole di legge come per l’esempio la colorazione (cui te hai accennato) e invece una sofisticazione, o una adulterazione o una alterazione, queste si che farebbe comodo sapere

            Mi domando quanti hanno capito che cosa è successo realmente per lo scandalo Brunello , per esempio. Tieni presente che tuttora digitando “scandalo Brunello” su Google, Wikipedia tra le altre voci ti porta diritto a “scandalo del vino al metanolo, anche noto come Scandalo Ciravegna” dal nome di quel signorino che ci fece questo bel regalo a tutti noi italiani. Che è come dire la differenza tra una bomba atomica e una lotta a bucciate di cocomero.

            A te non sarebbe importato molto perché da buon trangugiatore avresti preferito il Rosso di Montalcino. Se è per una questione di gusti ci comprendiamo, perché anch’io generalmente preferisco il fratello minore al maggiore.

            Ma forse potrebbe interessarti che assieme al Chianti anche il Rosso di Montalcino ha avuto problemi simili tanto che in diversi casi, come il Brunello, sono stati costretti al declassamento dalle loro rispettive categorie, e cioè da DOCG e DOC a semplici IGT se non addirittura avviati alla distillazione obbligatoria.

            Quanto infine al Novello – vedi quanti pregiudizi – anche me piace. Magari fresco di cantina accompagnando delle caldarroste (se non l’hai fatto prova questo abbinamento il prossimo autunno).
            Magari ricordarsi che è un vino non adatto all’invecchiamento.

            Voglio infine ricordare che solo i più stagionati come me ricordano una trasmissione di tanti anni fa, si chiamava “di tasca nostra”. Sicuramente l’antenata di cotante nipotine. Era simile a quelle citate oggi, ma infinitamente migliore di queste. W le nonne!

          • Nello ha detto:

            Grazie alla tua stagionatura: la trasmissione a cui facevo riferimento e di cui non ricordavo il nome penso sia proprio di “di tasca nostra”.
            Sono d’accordo Novello-castagne è un abbinamento perfetto, il mi babbo è nato fra i castagneti e lui mi ha insegnato l’accoppiamento con il vino (anche con il fragolino secco, vitigno super coltivato fino agli anni settanta dalle sue parti). Il Novello l’ho conosciuto dopo la sua morte, ma conseguentemente ho conosciuto l’abbinamento. Sempre per questo vino ho detto che avresti storto la bocca, perchè, sempre leggendo, dai (pseudo)puristi è un vino trattato.
            Come ho detto sono un tragugiatore, ma sente la differenza fra una sciacquatura e un nettare, solo che non mi piacciono i vini invecchiati e anche quelli, come già hai fatto notare te, tipo super alcolici da 13-14° gradi,come vanno di moda ora.
            Scandalo Brunello e Chianti da me ricordati: sono soprattutto scandali e non alterazioni, è stato usato un prodotto (diciamo così) “da tre braccia una lira”, anzichè l’originale, con frode più economica che alimentare (sempre vino era).

          • Nello ha detto:

            Scusa Granocchia ho ripetuto cose che avevi già detto, ma vedendo il tuo intervento in e-mail sono andato subito a risporti senza leggere gli scambi fra te e Pat.

      • Granocchiaio ha detto:

        Caro Nello

        Che Report sia diversa dalle altre come taglio e giornalistico siamo d’accordo. Che poi ti piaccia di più delle altre è una tuo legittimo gusto.

        Sicuramente ha un approccio che sembra assai più serio, ponderato e documentato.
        Eppure la cappellata più grossa di questi ultimi tempi l’ha presa proprio questa trasmissione, per cui devo pensare anche la curatrice Gabbianelli.

        Parlando di vini, di problemi di correttezza e scorrettezza di quel mondo ha citato ad esempio lo scandalo del Metanolo con i danni ed i morti che fece all’epoca.
        Tutto questo però in un contesto che se detto ad uno che era del settore poteva anche andar bene perché conosceva storia di allora e storia che si diparte da allora. Ma per chi non è troppo addentro alle vicende viene indotto a pensare che questo sia un episodio che capita via via e che comunque sembra di assoluta attualità.

        Tanto per chiarire un po le cose e bene sapere che lo scandalo al metanolo risale al 1986, cioè quasi un quarto di secolo fa. Che fu colpa gravissima e omicida di un disgraziato isolato. Che fu proprio l’enorme scandalo e ribellione a questo fatto a segnare una svolta epica nell’enologia italiana: tutti quelli del settore sanno che il 1986 e lo scandalo del metanolo segna proprio la fine di un’epoca e l’inizia di un nuovo modo di intendere fare il vino. E che infine episodi di quel genere e di quella gravità non si sono per fortuna più avuti in Italia.

        Ma questo lo sanno e lo conoscano solo gli addetti ai lavori. Al grande pubblico se non gli si dice e gli si spiega quella data e quello scandalo rimangano come notizia a se stante, e basta.

        Prima del 1986 i contadini portavano i loro vini nei laboratori di analisi con le bottiglie incartate per non far vedere agli altri cosa avevano e all’enologo chiedevano di fare un’analisi al vino che era “di un loro amico”. Questo perché si vergognavano a dire che era il proprio, e questo poteva significare che poi lui “avrebbe fatto il vino con le bustine”, cioè i prodotti necessari ad una corretta vinificazione.
        Dopo il 1986 tabù, credenze e ignoranze cominciarono a cadere per fare posto ad una cultura del sapere e delle corrette tecniche di vigna e di cantina.

        Tutto questo fu ignorato dalla trasmissione Report e tutto il mondo del vino se ne dispiacque perché fatto proprio da una giornalista normalmente seria, preparata e scrupolosa come la Gabbianelli.
        Certo che nessuno la denunciò, com’era possibile farlo? Fu un fatto doloroso per tutti, me compreso, perché anch’io, come per le altre trasmissioni, credevo in lei ciecamente.
        Dopo no, come le altre la fiducia era irrimediabilmente incrinata. Tutti bravi, tutti belli, ma tutti capaci di prendere cappellate e nemmeno correggersi e chiedere scusa.

        Quanto poi a chi si ritiene una persona seria perché di queste cose non s’interessa, non devi preoccuparti Nello.
        Queste persone che dicono di non abbassarsi a discutere del NULLA come facciamo noi, sono persone che in effetti NON DISCUTONO SU NULLA

        PERCHE’ TANTO C’E CHI SA E DICEDE QUAL’E’ LA COSA MIGLIORE PER NOI…………O PER LORO……….

        • roberto ha detto:

          Serata sicuramente diversa quella trascorsa ieri sera in via Teulada. La trasmissione si conferma viva e vera ed il taglio è sicuramente quello dalla parte del cittadino, si nota anche dai posti a sedere, dove gli “imputati” chiamati in causa si devono sedere su scomode panche. Naturalmente non manca una strizzatina d’occhio allo spettacolo, ma questo è normale se si vuole che cose anche serie interessino al grande pubblico.
          Magari potevo cercare di stabilire un contatto con gli autori che potrebbe esserci utile.
          Commenti precedenti. Puntata di Report sul vino: la vidi anch’io e fu devastante per il settore.
          E’ vero che in questa piazza si discute su ciò che riguarda la nostra realtà territoriale e le tradizioni popolari (di questo poco), ma anche volgere lo sguardo su altri argomenti credo che male non faccia. Ma su questo può essere più precisa La Sentinella.

          • Granocchiaio ha detto:

            Certo se è vero, e io credo che tu dica la verità, “gli imputati” chiamati in causa devono sedere su scomode panche”, vuol dire che la realtà va al di la delle nostre intuizioni: ci mancavano solo la sevizie fisiche!

            Fa piacere trovare qualcuno che ricorda il grave scivolone di Reporter con la sua “maldestra” trasmissione sul vino. Questo a conferma che solo chi è ben informato delle cose, o è addentro alla materia specifica trattata riesce a capire se una trasmissione fa in una critica giusta o se è in malafede o mancante di obbiettività.

            In ultima analisi credo che queste trasmissioni siano utili, anzi direi MOLTO UTILI, per tutti.
            Mi scrive da lontani lidi una carissima amica che ha letto questo piccolo nostro dibattito:

            “A mio avviso non devono essere viste solo come una possibilita’ per risolvere i problemi dei cittadini e far valere i nostri diritti (anche perche’ e’ assurdo pensarlo!!) ma, il loro compito piu’ importante e ‘ mettere a conoscenza la gente dei vari problemi o truffe o situazioni che si possono incontrare per poterle evitare e magari affrontare preparati.
            Vanno quindi prese come (giusto sia) informazione al pubblico”

            Mi sembra un’osservazione giusta e sensata. Invito la carissima amica – che ho adeguatamente informata – a scrivere direttamente sul blog queste osservazioni: è sicuramente per noi arricchimento avere contatti da tutte le parti d’Italia.

            Termino dicendo che perfino la polemica fatta circa la veridicità o meno delle varie trasmissioni è utile. Anch’io non dico che non le guardo più e non mi interessano più, dico semplicemente che le guardo con lo stesso interesse di prima, salvo che ora – bontà loro – le guardo con occhio più attento e critico perché anche loro possono sbagliare e che i depositari delle verità assolute generalmente sono dei cretini.

            Per quanto riguarda poi il vero scopo della gita romana del Nostro a questo punto è chiaro che era la solo per vedere gli ultimi dettagli prima di lanciare anche nella nostra piccola ma viva comunità la nostra versione della trasmissione che ovviamente sarà “Mi manda la Sentinella del Braccagni!

  182. patrizio ha detto:

    dall’enciclopedia trecaniperstrada così un si sbaglia più…
    peraltro quel brunello che tutti pensavano ‘avvelenato’ dopo quei servizi televisivi terroristici, mica era poi così male :-))

    sofisticazióne alimentare Intervento fraudolento (detto anche frode alimentare) che consiste nella manipolazione di prodotti alimentari, nell’adulterazione della loro composizione mediante la contaminazione, la sottrazione di componenti o l’aggiunta di sostanze estranee non previste espressamente dalla legge, nella falsificazione allo scopo di migliorarne l’aspetto o di coprirne difetti o di facilitarne la parziale sostituzione.
    tipologie di frodi alimentari
    Con adulterazione si intendono operazioni che determinano modificazioni nella composizione analitica del prodotto attuate mediante l’aggiunta o la sottrazione di alcuni componenti. Tipici esempi sono la sottrazione di grasso dal latte e l’aggiunta di acqua al vino. La sofisticazione propriamente detta è un’operazione fraudolenta che consiste nell’aggiungere all’alimento sostanze estranee alla sua composizione con lo scopo di migliorarne l’aspetto o di coprirne difetti o di facilitare la parziale sostituzione di un alimento con un altro. Esempi sono l’aggiunta a carni alterate di coloranti in grado di ravvivarne il colore, impiego di coloranti per far apparire pasta all’uovo una comune pasta, l’aggiunta di olio di semi all’olio d’oliva, ecc. Sono comunque previsti casi in cui sono ammesse pratiche tendenti a migliorare l’aspetto estetico o comunque le caratteristiche organolettiche del prodotto (uso di coloranti, aromatizzanti, addensanti, gelificanti ecc.); in questi casi sono da ritenersi sofisticati quegli alimenti in cui sia stata aggiunta una quantità di additivo superiore a quella consentita dalla legge. La falsificazione è un’operazione fraudolenta che consiste nella sostituzione totale di un alimento con un altro (per es., olio di semi al posto di olio d’oliva, margarina al posto di burro, ecc.). La contraffazione, anche se può essere ricondotta all’adulterazione e alla sofisticazione, è comunque considerata un tipo particolare di frode e consiste nel mettere in vendita prodotti industriali con nomi o marchi atti a indurre in inganno il consumatore (per es., comune formaggio per parmigiano reggiano, comune vino spumante per champagne, ecc.). Con alterazione si intende la modificazione della composizione originale di una sostanza alimentare a causa di fenomeni degenerativi spontanei determinati da conservazione cattiva o eccessivamente prolungata.
    individuazione delle sofisticazioni
    La chimica analitica ha sviluppato metodologie basate su metodi di separazione cromatografica, di spettroscopia e di radiochimica, che per la loro elevata sensibilità e selettività consentono di svelare molte s.a. tutelando quindi il consumatore; come esempio si può ricordare l’impiego dell’analisi radiochimica mediante misura del rapporto 14C/12C, al fine di svelare la contraffazione dell’aceto di vino con acido acetico sintetico. Va osservato, infine, che gli alimenti possono subire, oltre che sofisticazioni, sempre volontarie, anche contaminazioni, di solito involontarie, dovute a varie cause.
    Diritto
    Sotto un profilo giuridico la s.a. è un mezzo attraverso il quale si può consumare un reato di adulterazione di sostanze alimentari oppure di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 cod. pen.) o anche di frode in commercio (art. 515 cod. pen.). L’elemento distintivo fra le ultime due ipotesi e la prima è quello della pericolosità per la salute pubblica, che è elemento costitutivo del reato di adulterazione. Vi è, invece, l’alterazione della genuinità di un prodotto sia nell’adulterazione, sia nella vendita di sostanze non genuine come genuine. Il concetto di genuinità di un prodotto non si riferisce soltanto alle qualità naturali del prodotto stesso, ma comprende anche i requisiti imposti dal legislatore, così che può aversi anche quando siano impiegate sostanze consentite dalla legge. In conseguenza un prodotto può essere non genuino anche se questo non abbia subito manipolazioni, ma non contenga sostanze che la legge impone di aggiungere o ne contenga quantità minori di quelle prescritte. Quando vi siano leggi speciali che prescrivono una determinata composizione, può esservi concorso fra i reati sopra indicati e la contravvenzione alla legge speciale.

    http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/BancaDati/Enciclopedia_online/S/ENCICLOPEDIA_UNIVERSALE_3_VOLUMI_3_vol_020962.xml

  183. Granocchiaio ha detto:

    Tento di dare il mio piccolo contributo e siccome non faccio mestiere del Pat, provo a dare una definizione terra terra delle cose, pur sapendo che l’argomento è vasto se non sterminato e assai scivoloso

    Se poi sbaglio il Pat “mi corriggierà”

    – Cosa si intende per frode alimentare? Con l’espressione “frode alimentare” ci si riferisce ad una pluralità di condotte illecite volte alla “adulterazione”, “alterazione”, “contraffazione”, “sofisticazione” dei prodotti alimentari.

    • Cosa si intende per prodotto alimentare? Per prodotto alimentare si intende qualsiasi materia solida, liquida o gassosa destinata all’alimentazione.

    • Cosa si intende per “adulterazione” di un prodotto alimentare? L’adulterazione consiste nella variazione, non dichiarata, dei componenti di un prodotto alimentare: è il caso, ad esempio, dell’olio d’oliva misto ad olio di semi che viene, però, immesso sul mercato come olio d’oliva puro al 100%.

    • Cosa si intende per “alterazione” di un prodotto alimentare? L’alterazione consiste nella modifica, spesso dovuta ad una inadeguata conservazione, della composizione del prodotto alimentare, tale da intaccare le caratteristiche nutrizionali dello stesso: è il caso, ad esempio, del caffè a cui viene aggiunto un additivo al fine di renderlo più aromatico.

    • Cosa si intende per “contraffazione” di un prodotto alimentare? La contraffazione consiste nell’azione fraudolenta finalizzata a far apparire un prodotto alimentare dotato di caratteristiche diverse da quelle che possiede realmente: è il caso, ad esempio, della commercializzazione del sidro come moscato d’uva.

    • Cosa si intende per “sofisticazione” di un prodotto alimentare? La sofisticazione consiste nell’operazione fraudolenta che si attua sostituendo alcuni ingredienti del prodotto alimentare con altri di minor pregio: è il caso, ad esempio, del caffè sostituito con caffè d’orzo.

    Per la cronaca: il Brunello di cui parla anziché essere fatto di sole uve Sangiovese grosso come prescrive il disciplinare della DOCG era fatto anche con altri vitigni.
    Ci stà che fosse buono: pare che siano state aggiunte varietà francesi (Merlot) per avere un gusto più internazionale e risultare più piacevole agli americani.

    Quindi la frode non aveva provocato automaticamente un peggioramento qualitativo, anzi per qualcuno……………ma frode restava e resta.

    • patrizio ha detto:

      ……………ma frode restava e resta.

      e ci manca solo che non lo sia stata… solo che fecero passare il brunello per vino al metanolo… e questa fu una bugia peggiore della frode che fecero mettendoci il merlot…

      ma che non solo nessuno ha pagato, ma ha fatto il giro del mondo con danni notevoli ai nostri prodotti.

      In ogni caso, parlando di vino sano e che non fa male, fatto coll’uva…

      portai il mi babbo a fare il giro di una grande cantina del brunello, ci fermammo poi con gli altri nella sala degustazione con tanto di esperti in divisa che facevano tutti quei versi strani ma necessari a sentire certi aromi, sapori, afrori che distinguono i vari vini… il mi babbo li ascoltò in silenzio, li guardò un pò poi prese il bicchiere e bevve come aveva sempre fatto, un paio di gotti….. poi li guardò mentre aspettavano che dicesse che era buono come loro avevano spiegato… e disse… sentite, non ve la prendete, ma voi dite quello che vi pare, il vino con la sola uva come faccio io voi non lo fate, avete a di quello che vi pare… questo è bono, ma qua dentro c’è qualche cosa… nel mio solo uva e lo posso di perchè lo faccio io, mentre voi sapete assai che cosa ci mette l’enologo qua dentro.
      Posò il bicchiere e sorridendo se ne andò verso l’uscita lasciando tutti zitti zitti… e quando uscimmo si sentì un pò di brusio…..

      • patrizio ha detto:

        Un caro amico mi scrive in privato perchè non è daccordo con il messaggio che viene veicolato nel piccolo episodio che ho raccontato, non lo manda in lista, dice, per rispettare la memoria del mi babbo e la cosa gli fa onore, ma siccome la cosa non è offensiva per nessuno, e siccome il mi babbo amava la sua libertà così come quella degli altri, se non mando sul blog le cose dette dall’amico gli faccio torto a lui (babbo), all’amico che mi ha scritto e a chi legge, perchè è giusto che tutti le leggano e si regolino secondo coscienza. Non è una questione di contrapposizione, ma di altro, di reciproco rispetto tra cose e visioni diverse della vita. Di culture diverse che non riescono a comuncare, o che ci riescono ma non si capisce, in ogni caso chi non c’è più non può replicare e l’accortezza dell’amico di scrivermi in privato gli fa onore. Di seguito la sua bella lettera:

        “… lo sai Patrizio qual è il prodotto finale dell’uva? In particolare quella lavorata con la sola uva come accenni tu? Il vino? No, ci sei vicino ma non è il vino. Il prodotto finale della sola uva spremuta e fermentata è l’aceto. E qui ti piaccia o non ti piaccia non ci piove.

        A partire da questo tutto dovrebbe risultare semplice da capire. E cioè per ottenere un prodotto gradevole e stabile sono necessarie pratiche di cantina. E nelle pratiche di cantina sono previste anche le varie correzioni e integrazioni con i prodotti necessari. Questo con buona pace di tutti chi ha fatto il vino buono – cioè oltre che buono stabile e dotato di una certa longevità, di almeno un anno, due o cinque o, nei casi migliori per uve e condizioni particolari anche dieci e decenni pure. Così è se vi pare. Ma soprattutto così è sempre stato per chi ha fatto vino buono e stabile.

        Il vino fatto dai nostri contadini non era un buon vino stabile. Poteva arrivare alla vendemmia dopo al massimo per i rossi, normalmente anche assai meno per i bianchi. Come facevano allora a bere per dodici mesi? Bevevano prima il vino, poi il vino con un po’ d’aceto, poi un po’ d’aceto con un po di vino, e poi aceto puro. Com’era possibile? Come il veleno, preso piano piano, tutti i giorni ad aumentare, “quando ci hai fatto la bocca” puoi arrivare a bere un vino completamente diverso da quello che era inizialmente.

        Finchè è durata l’epoca del vino genuino del contadino, fatto con l’uva e basta, è stata una tragedia. Ma c’era altro da pensare più importante: sfamarsi e poi sfamarsi. Il vino era per il grande pubblico dei lavoratori una specie di benzina per lavorare. E più ce n’era e meglio era. in culo alle basse rese, anzi era il contrario, viva le grandi rese.

        I francesi questo l’hanno capito decenni se non secoli prima di noi e per questo sanno fare il vino con un distacco enorme sulle nostre produzioni vitivinicole.

        Ma non perché sono particolarmente più furbi o astuti di noi. No, perché essendo partiti da situazioni pedoclimatiche mille volte peggiori delle nostre hanno dovuto fin dall’inizio aguzzare l’ingegno per far risultare buono e durevole un prodotto di base (l’uva) infimo rispetto al nostro. Tutto qui, sono diventati bravi perché non avevano il clima nostro.

        In scala diversa ma con gli stessi meccanismi è successo lo stesso dentro i patri confini.

        Fino agli anni 80-90 erano rarissimi i vini buoni del sud, Sicilia, Puglie ecc. E anche qui per lo stesso motivo: tanto era il sole e gradi naturali che si ottenevano che i viticoltori non facevano niente per “domare” e ben lavorare la materia prima. Si limitavano a coltivare, vendemmiare e vinificare. Vino grossi, molto alcolici, senza profumi cotti com’erano dal calore e poi destinarli come vini da taglio nella migliore delle ipotesi.

        Poi hanno capito che per fare buon vino non si può affidarsi a fare spremute di uva fermentate e allora la musica è cambiata.

        Noi siamo vissuti di rendita “da sole” per secoli. E anche buona parte del secolo scorso è andata così. Solo a partire dagli anni 60 qualcosa si è mosso, specie nelle grandi cantine, cooperative comprese. Ma la gente era diffidente per la novità che, come tutte le novità, era avversata odiata e combattuta, solo perché non si conosceva. Ecco i vignaioli che vanno con la boccia del mosto o del vino in fermentazione ben incartata e nascosta per farsi fare l’analisi “per un mio amico”. Tanta era la vergogna.

        Poi arrivo il 1986. Anno nefasto e foriero della nascita di una cultura vitivinicola italiana.

        Nefasto perché con l’affaire metanolo ci furono addirittura dei morti. Ma benefico perché da quel momento lì tutto cambiò. Da allora, piano piano, tutti capirono quanto era cattivo e fatto male il vino dei contadini. Non è stata questioni di giorni, ne di mesi, ma di anni. Poi c’è qualcuno che più per ignoranza che con cattiveria continua a fare queste battute così nefaste e oggi patetiche.

        Ma se per il babbo di Patrizio la cosa è comprensibile e perdonabile, per lui che la riporta paro paro, come a dire “quella si che era saggezza”, lui non è perdonabile. È solo cattiva informazione per se e per gli altri. ….”

        • Roberto Spadi ha detto:

          Parole sante.

          • sentinella ha detto:

            Ho letto con piacere. I blog servono anche per questo e, come già detto, se parliamo anche di queste cose, oltre a parlare della nostra frazione, male non fa.

        • patrizio ha detto:

          si è bello che una discussione si sviluppi così, ma non vorrei che qualcuno pensasse che nel merito io condivido tutto quello che ha detto il mio amico.

          ad esempio io colgo nelle sue parole una grossa contradizione, che provo a spiegare.
          intanto io ho fatto parlare mio padre che non era un contadino, ma uno che si faceva il vino da solo, quindi trasformalro in portavoce dei vini dei contadini , che venivano fatti per essere venduti, è sbagliato.

          Poi il mi babbo ha riconosciuto che era bono anche quello di quella grande e rinomata cantina.
          Ha poi precisato che lui sapeva con che cosa lo faceva, e lo faceva con la sola uva, mentre gli altri non sapevano che cosa c’era dentro…

          ecco, mi pare che quando l’amico dice che il vino per farlo buono e stabile ci vogliono le pratiche di cantina che abbisognano varie correzioni e integrazioni con i prodotti necessari… in pratica da ragione al mi babbo.

          quindi tutto sommato il ragionamento che si chiude con ‘Ma se per il babbo di Patrizio la cosa è comprensibile e perdonabile’ .. mostra una grande ed ‘abile’ contraddizione, direi un espediente argomentativo degno di una raffinata arte oratoria, infatti che cosa deve perdonargli , di aver detto in una battuta quello che anche l’amico mio ha confermato?… Cioè che il vino della cantina non era di sola uva? Ma se lo dice anche lui che è così…!!

          ci sono altre cose che non tornano nel bel discorso fatto dall’amico, ma ne parlerò casomai un’altra volta.

          • patrizio ha detto:

            Siccome il mio amico è per una corretta informazione, e mi contestava di aver dato un cattivo esempio con il mio piccolo racconto, continuo a spiegare perchè per certi versi non la condivido la sua lettera .

            L’amico scrive che:

            ” lo sai Patrizio qual è il prodotto finale dell’uva? In particolare quella lavorata con la sola uva come accenni tu? Il vino? No, ci sei vicino ma non è il vino. Il prodotto finale della sola uva spremuta e fermentata è l’aceto. E qui ti piaccia o non ti piaccia non ci piove. ”

            Ecco, di fatto su questa affermazione ci piove e molto, non è da sola capace di sostenere la sua verità, ma è un chiaro espediente argomentativo per rafforzare quello che l’amico vuole dimostrare evitando però di farlo e al contempo che altri possano farlo al suo posto, su quello che dice non è possibile che vi sia una verità diversa, cioè non ci piove . Questo è l’ammiccante messaggio che passa al lettore affascinato dal suo abile argomentare.

            Ma se guardiamo nel contesto dell’intera lettera, comprendiamo meglio perchè aveva bisogno di rafforzare così la sua opinione rendendola da solo un dogma su cui non è possibile discutere…

            verso la fine della lettera leggiamo che:
            “Poi arrivò il 1986. Anno nefasto e foriero della nascita di una cultura vitivinicola italiana.
            Nefasto perché con l’affaire metanolo ci furono addirittura dei morti. Ma benefico perché da quel momento lì tutto cambiò. Da allora, piano piano, tutti capirono quanto era cattivo e fatto male il vino dei contadini. Non è stata questioni di giorni, ne di mesi, ma di anni. Poi c’è qualcuno che più per ignoranza che con cattiveria continua a fare queste battute così nefaste e oggi patetiche.”

            E’ qui che ci vuole portare l’amico (non so se si è reso conto o lo fa senza volerlo, ma lo fa), cioè la parabola del suo ragionamento, analizzata alla luce del metodo socratico, tesi, antitesi e sintesi, si svela in tutta la sua aleatorietà, e segna il passo ; “la tesi” che pone all’inizio è un suo dogma, cioè il prodotto finale dell’uva non è il vino ma l’aceto, manca “l’antitesi”, cioè la diversa opinione che viene zittita proprio con il dogma posto senza spiegazione, ne’ altra spiegazione è permessa perchè “non ci piove”…

            e la “sintesi” , cioè la sua verità incontestabile è che quando la gente ha iniziato a morire di metanolo (come se prima questo i contadini non lo sapessero) solo allora ha capito che il vino-aceto-dei contadini non andava più bene per stare al pari sul mercato con i vini degli altri paesi…

            In pratica per sostenere la superiorità del vino fatto aggiungendoci quello che serve per farlo buono e duraturo, doveva demonizzare il vino dei contadini, ma non bastandogli il fatto che per lui non era buono, anzi era aceto, ha dovuto pure dar la colpa ai contadini del vino al metanolo…
            Mi chiedo che brutte esperienze deve aver mai avuto, l’amico, nelle cantine dei contadini …

            ora il metanolo come è noto non è un veleno che si sviluppa da solo nel vino fatto di sola uva, cioè nell’aceto per l’amico, ma un tipo di alcool che si sviluppa per un processo che con il vino spremuta d’uva che a lui non piace, corpo del reato del sempliciotto contadino come me, non ha niente a che spartire.

            Ma tornando a noi, a fare il vino con il metanolo non fu nell’86 un contadino, ma uno di quegli imprenditori furbetti che avevano pensato di guadagnar soldi sulle spalle della gente.

            Non c’è nessun legame tra il contadino e il metanolo, così come non c’è nessun legame tra il mi babbo e i contadini di cui parla l’amico, ne tantomeno con il metanolo .

            Ora io da povero ignorante qual mi qualifica il mio amico, sinceramente mi aspettavo di essere ‘educato’ da chi ne sa di più di me, a che serve la cultura se non la si usa anche per elevare gli altri a questa grande consapevolezza… non si può usare il sapere per distinguersi e per schiaffeggiare chi non sa… soprattutto se chi non sa è in buona fede…

            siccome sempre l’amico mi diceva che dal mio raccontino passava un messaggio sbagliato, cioè che il vino fatto in casa è più buono e sano di quello fatto dalle aziende che lo vendono, mi sembra di poter dire che il messaggio sbagliato passa invece dalla sua seppur bella lettera.

            Troppe cose sono sbagliate, troppi accostamenti inesatti, o non veri, e dove non arriva e manca l’argomento si sopperisce con il dogma, te stai zitto che su quello che dico io non ci piove.

            Mi fermo, la prossima volta racconto la mia versione dei fatti , e il perchè il vino del mi babbo, che non era avvelenato dal metanolo, al suo palato aveva un sapore-sapere-sentire che nessun brunello o altro vino poteva avere in bocca a lui, una cosa che ben comprende chi ama il filmato di terra madre.

  184. Roberto Spadi ha detto:

    Anche il mì babbo si ostinava a bere il sù vino che superato marzo-aprile cominciava a diventare aceto.
    Non c’era verso di fargli entrare in quel capoccione, tutto abbronzato meno che sotto il cappello, che con i primi caldi il suo amatissimo vino bianco (un miscuglio di trebbiano, ansonica e malvasia) prendeva “lo spunto” e in poco tempo cominciava a “girare” e poi piano-piano diventava aceto.
    Mi sono convinto che oltre all’ostinazione, lui “ci faceva la bocca” lentamente, a gradi perché se ne beveva almeno un litro al giorno; non potrei spiegarlo altrimenti, a metà luglio era proprio aceto, di quello buono, tantè che col tempo avevamo messo su un bel business.
    Una volta avevo portato una bottiglia a scuola e fatte le debite analisi il verdetto della Mattei fu: far rifermentare il vino con vinaccia fresca, non torchiata, aggiungendo lieviti selezionati e metabisolfito; non solo, aveva avuto anche da dire sul tipo di potatura (troppo lunga), uvaggio (figurarsi…) e concimazione (troppo azoto).
    Apriti cielo, ho rischiato davvero di andarmene da casa, e urlando “nella mì cantina il bisolfito ‘un c’entra e poto come mi pare!!!” mise la parola fine sul tentativo di modernizzare l’ambaradan.
    Che ti devo dì Patrizio, adesso il ricordo mi fa tenerezza, ma a quiei tempi m’incazzai parecchio.

    • patrizio ha detto:

      vedi roberto, è tutta questione di punti di vista e di cultura… a me il tu babbo non mi fa tenerezza ma mi suscita gran rispetto.

      Ad esempio chi ha detto queste parole aveva una idea diversa da te e da quella del mio amico :

      ” il peggior v. contadino è migliore del miglior v. industriale (Luigi Veronelli). ”
      dall’enciclopedia treccani voce VINO…
      dove il Vino viene qualificato come :
      Prodotto derivato dalla fermentazione alcolica, completa o parziale, del mosto di uve fresche o lievemente appassite….

      ovviamente dire che con il mosto d’uva si fa l’aceto non è sbagliato, ma che ci si faccia solo quello è un bestemmia.

      • Roberto Spadi ha detto:

        Però, Patrizio, anche te sei ostinato il giusto!!

        • patrizio ha detto:

          almeno quanto te…

          in ogni caso non ho ancora detto sul blog perchè chi fa il vino da se poi se lo beve, non è una questione di gusto, ma di modo di vivere, non è necessario dire che il vino è bono o cattivo, uno beve del suo ed è contento, tutto qui… non è poi così difficile capire perchè un uomo dopo un anno di lavoro per farsi il vino da solo, poi se lo beve con soddisfazione senza che questo possa essere giudicato come attentato alla verità storica sul problema del vino italiano…

          e comunque il vino del tu babbo non sapeva d’aceto, bischero, almeno fino a quando un veniva il caldo era vero succo d’uva, il vino bianco fatto solo con l’uva, se lo bevi prima che giri, è buono davvero e tanto… soprattutto se lo hai fatto da te… e lascia stare le bischerate, perchè io non sostengo che quello è più buono del vino sofisticato fatto e costruito in laboratorio, dico che il vino fatto da se stessi per se stessi è un rito sacro, e quello fatto per vendere dalle aziende è solo un prodotto industriale che è buono e non fa male, ma non è la stessa cosa. e qui credo siamo tutti d’accordo.

          Ma a quello che compri manca il rapporto tra l’uomo che lo fa e che se lo beve, il rapporto diretto tra il suo sudore o il suo modo di vivere passato nella sua vigna, con la quale uno parla, la vede crescere, le foglioline, le femminelle, la cura come un figlio …. , e poi il suo vinificare nella sua cantina… per come i suoi vecchi gli hanno insegnato… e alla fine della giornata il bicchiere bevuto in pace che è una vera e propria ‘eucarestia’ tra l’uomo e la terra capace di ricreare quel circolo vitale che noi oggi tendiamo a perdere…

          nessun vino comprato ti darà mai le sensazioni che ti da un vino fatto da te e bevuto da te… in quel momento hai nelle tue mani un bicchiere con il dono che la tua terra, da te zappata, vangata, le tue viti da te piantate ed innestate, ti hanno donato…. ecco l’importanza del non volerci mettere niente nel vino, non voler corrompere il rapporto sacro e puro tra te e la terra, che passa per il tempo e il lavoro che gli dedichi.. è la vita…

          il vero problema del vino è che nessuno ormai, o pochi , si fanno il vino da soli e con quel modo di vivere e sentire il mondo e la vita…

          ora lo prometto non parlerò più di questa cosa a meno che qualcuno non mi ci tiri per i capelli.

          • Rosencrantz ha detto:

            Caro Pat, forse non ti è chiaro un fatto che davo per scontato, QUEL VINO(?) MI TOCCAVA BERLO ANCHE A ME e a tutti i malcapitati che venivano a c asa mia.
            E lascia stà il Veronelli che come tanti altri a forza di sentirsi dire come sò bravi, cominciano a pontificà…

  185. planimetria ha detto:

    Stanno cercando una planimetria generale di Braccagni: come è possibile essere di aiuto?

  186. il caro amico di Patrizio ha detto:

    Dico subito che sono il caro amico evocato da Patrizio qualche giorno fa su questo blog

    Qualche giorno fa qui sul blog sono state fatte tutta una serie di considerazione sulle trasmissioni di denuncia, tipo “Mi manda Rai 3, Striscia la notizia, Reporter e altre.

    Nella discussione si scivola piano piano sulle truffe, sulle frodi e simili per approdare poi alla critica su queste trasmissioni di denuncia che non sempre – ovviamente – posseggono il dono dell’infallibilità.

    Si argomenta infine che bene che ci siano queste trasmissioni di denuncia, ma benissimo che non vengano accettate ad occhi chiusi, ma criticamente perché può succedere che per superficialità, o peggio per cialtroneria, o peggio ancora in mala fede, queste non siano proprio linde e pure come acqua di fonte.

    In particolare viene fatto l’esempio della trasmissione Reporter dove un servizio del vino trattato come minimo un po’ superficialmente combina forse più guai di quelli che voleva denunciare.
    Da qui di nuovo partono i distinguo sugli scandali del vino e la necessità di essere informati e in buona fede per poter portare valide critiche.

    Iniziano quindi una serie di chiarimenti sui termini e le pratiche necessarie per fare vino partendo dal caso recente del Brunello per rifinire allo scandalo più famoso del metanolo del 1986.
    Chiarito che i due errori erano diversi nella forma, nella sostanza e nella gravità, arriva infine l’articolo del caro amico Patrizio che ci racconta dei commenti fatti dal suo babbo in occasione di una sua visita in una grande cantina del Brunello.
    Il raccontino termina con il giudizio che dà suo babbo sul vino alla fine della degustazione:

    “sentite, non ve la prendete, ma voi dite quello che vi pare, il vino con la sola uva come faccio io voi non lo fate, avete a di quello che vi pare… questo è bono, ma qua dentro c’è qualche cosa… nel mio solo uva e lo posso di perchè lo faccio io, mentre voi sapete assai che cosa ci mette l’enologo qua dentro.
    Posò il bicchiere e sorridendo se ne andò verso l’uscita lasciando tutti zitti zitti… e quando uscimmo si sentì un pò di brusio…..”

    Chissà cosa avranno detto in quei brusii, presumo però che potevano essere assai utili a chiarire certe idee al nostro, sempre che questi fosse disposto a dar credito a costoro!

    Fatto sta che in privato il caro amico mi scrive una letterina per spiegarmi:

    “Caro mio, te non hai capito na sega, tanto per risponderti a modo mio, tanto un te la prendi, lo so …
    è una questione di cultura, non di vino bono o cattivo, ne di babbi da rispettare o meno, il mi babbo è chiunque avesse avuto quella cultura li.”

    Nella quale, tra esempi di eucaristie ed interpretazioni un momentino per me aggrovigliate ,tenta di farmi capire il suo verbo.
    Vista la piega che stava prendendo la cosa, la necessità di parlare con punti esclamativi e simile, risposi in privato al caro amico spiegando come mai mi pareva giusto farlo in quella sede e forma.

    Con una sensibilità ed un’etica tutta sua, senza né chiedermi permesso, né preavvisandomi, il caro amico pubblica questa lettera privata sul blog, nonostante gli avessi espresso come mai volevo che rimanesse privata.
    Lui peraltro giustifica questo ben qualificabile gesto con

    “se non mando sul blog le cose dette dall’amico gli faccio torto a lui (babbo), all’amico che mi ha scritto e a chi legge, perchè è giusto che tutti le leggano e si regolino secondo coscienza.”

    Sic!
    Che è tutto un programma per capire con chi si ha a che fare e qual è la logica e l’etica del caro amico.

    Virgoletta le mie parole, ma tralascia la parte iniziale che ora io riporto affinché non vi sia negato ogni dettaglio della missiva tra di noi.

    “I ricordi degli avi sono sacri, quelli di un babbo che ha lavorato la terra e ora non c’è più ancora più intoccabili
    Per questo mi riesce difficile rispondere al post di Patrizio
    Lo faccio qui per impedirgli di partire a testa bassa dopo un millesimo di secondo che ha letto, con una tirata delle sue da principe del foro che avrebbe fatto secco sia De Sica che Totò, con rispetto parlando
    Però delle due una: o smetto di leggerlo o gli rispondo
    Perché leggere certe cose e non rispondere penso faccia peggio
    Perché poi uno pensa di ave detto una cosa giusta, se non ganza, solo perchè nessuno lo ribatte
    Proviamo a prenderla da qui: lo sai Patrizio qual è il prodotto finale dell’uva?……………….”

    Il resto l’ha pubblicato lui.
    La mia lettera è stata spedita in data 21 marzo 2010 alle ore 21.14
    Forse causa richiamo a riflettere un momentino prima di rispondere il mio amico esplode con la sua ode sul blog in data 22 marzo 2010 alle 09:07 .
    Quindi è vero, non è partito a testa bassa, ma ci ha riflettuto come da me suggerito, solo che, visti i risultati mi sembrava meglio quando diceva le cose a getto senza riflettere, a caldo, anziché così ponderate e grevi.

    Ripeto ora un concetto da me espresso nella lettera e sulla quale il caro amico ci ha fatto un so quanto piroette tanto per dimostrare non tanto che non aveva “capito ‘na sega”, quanto che da quell’orecchio li non ci voleva sentì.
    Spesso viene detto che il “vino si fa da solo”, basta spremere l’uva e il vino è fatto, ma ricordiamoci che il prodotto finale della fermentazione dell’uva è l’aceto e non il vino che tuttalpiù è uno stadio intermedio e che quindi risulta, ”frutto del lavoro dell’Uomo.
    Questa non è una provocazione, ma una regola che in qualsiasi scuola di enologia insegna fin dalla prima lezione per far capire il concetto che per ottenere il prodotto vino è indispensabile il lavoro ed il sapere dell’uomo. E il sapere dell’uomo progredisce con gli studi ed il progresso scientifico.
    Ignorare questo sarebbe come voler curare un malato grave con le tecniche che si usavano ai tempi dei romani che per loro parte facevano il vino come meglio potevano, con le conoscenze di allora.

    L’ode sul vino secondo il caro amico è stata pubblicata a puntate come da lui preannunciato e da noi pazientemente attese e poi lette. Non mi azzardo nemmeno a penetrare sì alti concetti. E pensare che ero sul punto di rivelargli un segreto che lo avrebbe fatto stolsare a sentirlo uscire dalla mia invereconda boccaccia. Ma siccome è un caro amico gliela dono agratisse.

    Ci sono decine e decine di parametri più o meno oggettivi per definire le qualità di un vino. Parametri oramai codificati ed accettati universalmente anche per comodità e convenzione onde formare una grammatica ed una sintassi del parlar di vino.
    Eppure c’è una sola piccola semplice e tutto sommato banale regola soggettiva che azzera tutti questi parametri. Questa è l’espressione: sì mi piace, no, non mi piace! Non c’è oggettività che smonti questa asserzione!!!

    Di questo mi sarebbe piaciuto parlare con il caro amico se non fosse stato preso dal raptus.
    Come se fosse abituato a difendere posizioni che magari non condivide, ma che DEVE difendere, per i più svariarti motivi.

    Che dire in sintesi?

    Nonostante qualcuno – a dire la verità uno solo, anche se razionalmente e con pazienza – abbia provato a farlo ragionare, il caro amico non sente ragioni, sente la sua idea e quella gli abbasta e avanza. E qui siamo veramente agli antipodi per uno come me che ha passato la vita – presente compreso – nel dubbio continuo come costante impostazione mentale.

    Sull’argomento specifico mi pare sia difficile spendere ancora parole per una persona che sente soprattutto le sue parole, anche se si tratta di un caro amico.
    Visto che ama i paradossi e le frasi ad effetto proverei a classificare la sua passionale quanto un momentino sgangherata ode del vino fatto da noi stessi per noi stessi, come una prodotto da “turbe da delirio per masturbazione enoica”

    c’è chi scrive per chiarirsi le idee, e chi per vedere di non ripetere mai più a voce le sciocchezze una volta scritte: io spero che il mio caro amico appartenga ad una di queste categorie, ma va bene anche ad entrambi

    certo che io debba prendere lezioni di etica da chi porta in pubblico una missiva a lui diretta in sede privata e che tale doveva restare per espressa richiesta del mittente, e senza il preventivo assenso di questi e la stessa venga poi pubblicata dal caro amico, mi ci vorrà un momentino di tempo pe capilla, se mai riuscirò

    il caro amico

    “ Primieramente si vanno separando li graspi d’uva, poi le vinacce, le scorze, et quindi si esprime il sugo, il quale si ripone nei tinazzi dentro ai quali di propria natura bolle, scaccia la spuma, depone le parti secose et il tartaro, fino tanto che si purifichi” (A.Zanca, La fermentazione. Dall’antichità all’inizio del XX Secolo, in AA.VV. Il vino e l’uomo, Parma 1984).

    • Nello ha detto:

      Per finirla. Da “detti e proverbi” (esiste?): non è bello quel che è bello, è bello quel che piace. Ecco si addice a tutto anche al vino, cucina etc.
      Il vino dovrebbe, sottolineo dovrebbe, essere fatto con l’uva, ma poi c’è la mano dell’uomo, con aggiunte di vari prodotti che lo rendono più o meno amabile al gusto umano. Quindi, sempre se si tratta di uva, ad una persona (Patrizio) può piacere quello, come si dice, di una volta fatto con i piedi, solo perchè così veniva pigiata l’uva, ad altra (Granocchiaio) quello “lavorato” da enologi ed a loro si assogiano tutti gli altri.
      Proposta: perchè i duellanti non ci invitano nei loro annessi agricoli a degustare i loro vini, al limite intorno ad un tavolo visto che Pasquetta e il Primo maggio (dopo aver fatto una capatina a S.Rocchino ?) sono alle porte e già si trovano carciofi, fave oltre chiaramente prosciutto e pecorino (quest’ultimi penso si accettano anche di contadino o pastore).
      Quelli come me che ci capiscono poco o niente darebbero sarebbero la giuria popolare giusta ad un processo del genere.
      Scherzo, ma beviamo tranquillamente un bicchierotto.

      • viviana ha detto:

        Non entro nel merito di un dibattito nel quale non potrei dare nessun contributo .. tra l’altro sono astemia ; mi soffermo invece sulla correttezza di certi comportamenti , correttezza che dovrebbe essere spontanea e non frutto di un ragionamento .
        Se certe diatribe sono personali perchè così uno dei due interessati vuole che siano , perchè portarle all’attenzione anche degli altri ?
        Non è scorretto diffondere un pensiero , una riflessione che qualcuno per motivi ,che possono essere solo suoi, desidera che rimanga nell’ambito di uno scambio a due ?
        Deve essere per forza portato tutto in piazza ?
        Perchè ?

        • patrizio ha detto:

          per due motivi, certe riflessioni non erano personali ma inviate ad altri quattro o cinque soggetti che ben leggono il blog e quindi erano stati chiamati in causa senza che ne avessero nessun motivo ‘personale’, quindi non erano tra me e il mio amico ma tra me lui ed altri che non erano da considerare persone interessate;

          secondo,
          non ho fatto il nome di nessuno e siccome le riflessioni erano a me dirette, non erano personali ne riservate, le posso mettere come e dove voglio.

          Eticamente poi, c’è da dire che se leggi bene il messaggio che ho postato, mi si accusava di avervi dato una informazione fuorviante a tutti i lettori del blog.
          Quindi quali parole meglio di quelle di chi mi accusava di fuorviare i lettori del blog, per riequilibrare l’informazione sbagliata che io avevo dato (cosa peraltro assurda)?

          però poi siccome le considerazioni erano pesanti, sul piano personale, dovevo ben difendermi dicendo come la pensavo io e lho fatto senza minimamente dire a chi legge il blog chi fosse stato a mandarmi quella mail (a me e ad altri ripeto, non solo a me).

          Quindi l’argomento non era personale, ma riguardava tutti perchè ero accusato di avrvi ‘traviato’ con un messaggio ‘sublimnale’ che io contesto perchè non è vero… non ho mai sostenuto che il vino di chi se lo fa da se è meglio dell’altro, basta saper peggere per capirlo.

          In ogni caso se io avessi scritto il nome dell’amico mio, pur non violando niente perchè una lettera a me diretta dove ci sono ‘giudizi negativi pesanti verso di me’ ad un mio parente, non può essere considerata riservata se non nei confronti degli altri interlocutori a cui l’amico l’aveva mandata e che non potevano diffonderla,

          io invece ho il diritto e in questo caso mi son sentito pure in dovere di farlo, visto che ero accusato di aver condizionato negativamente il blog.

          chi scrive quelle cose, prima di invocare l’etica e la riservatezza, meglio che si faccia un esame di coscienza su questi due concetti e poi ne chieda ragione.

          La mia risposta a viviana è l’ulteriore conseguenza di un comportamento non corretto che mi trovo a dover subire.

          Avete un concetto errato di riservatezza dovuto a non conoscenza di tutto il contentuo della lettera del mio amico che non ho postato in modo compelto proprio per rispetto della sua volontà di non fare, lui, quelle considerazioni sul blog per rispetto a me e al mio babbo, cosa che ho detto da subito…

          leggete meglio tutto prima di avventurarvi in giudizi azzardati, e peraltro anche a voler sposare la tesi del rispetto della riservatezza, questa va valutata su dei parametri oggettivi, l’unico motivo di riservatezza era ed è il fatto che certe considerazioni fatte sulla mia persona e su mio padre non dovevano andare sul blog per rispetto a me e a lui (cosa detta dall’amico nella sua mail, non v’era quindi altra ragione di riservatezza riguardo alla sua persona… )

          … se permette etica e ragione vogliono che se io intendo non avvalermi di questo riguardo posso ben farlo… sono io l’ogetto dei giudizi negativi non altri, altrimenti mi devo prendere del bischero senza poter rispondere dove e come ritengo opportuno solo perchè chi mi da del bischero, per rispettarmi poi non vuole che venga pubblicato quello che mi ha detto…

          Questa logica, mi dispiace, ma è molto superficiale e non la condivido, tenetene conto quando mi scrivete in privato…

          Siamo proprio , secondo il mio modo di vedere, all’inverosimile e al ribaltamento del buon senso.

          mi dicspiace ma devo proprio respingere le tue considerazioni viviana, come reitero le mie considerazioni sulle cose dette dall’amico, sono sbagliate, tengono a far passare un uomo che si faceva il vino da solo per quello che non è mai stato e evidenziano nei miei confronti una valutazione sul mio amare o men o il vino e su come considero il vino o meno, che non hanno fondamento. Ora dite quello che volete, non ritengo più opprotuno perdere tempo, quello che dovevo dire l’ho detto, ognuno la pensi come vuole.

    • Nello ha detto:

      Ieri proposi una disfida a tavolino, oggi dico che la disputa potrà essere risolta dal 14 al 16 Maggio alla Fiera del Madonnino. Ci sarà una esposizione di vini con degustazione, non ho capito bene se a gratis (si paga l’ingresso e ci danno un calice) come in occasione di S. Lorenzo, comunque ci saranno sicuramente conferenze, il Granocchiaio o La Sentinella saranno più precisi quando pubblicizzeranno l’evento sul blog. Sarà una disputa parziale in quanto ci saranno solo espositori della provincia di Grosseto (quindi no Chianti, Brunello etc.) ma anche i nostri vanno per la maggiore. L’unica cosa “oscena” è che, va bene la globalizzazione, ma chiamarla “MaremmaWine….qualcosa che non ho recepito” è il massimo: all’anima della nostra tradizione

      • patrizio ha detto:

        ecco che cosa succede a disprezzare senza motivo un prodotto genuino, wine è più globalizzante, fa sentire più ‘ganzi’… più addentro la ‘cultura’ globale; chi fa il vino chi è?.. un coglione… glielo dicono pure i figli… !!
        meglio distinguersi e allora …wine…
        mi vien da dire viva la birra… fatta con le castagne, o quella fatta in casa da paolino, ma a questo punto vedrai che una festa della birra ce la fanno prima o poi… speriamo!

      • Carlo Vellutini ha detto:

        Da fonti Fimar mi si dice che sarà proprio così. Paghi l’ingresso, prendi il calice e poi giri per gli stand dove puoi degustare vini e prodotti tipici!!!

  187. Granocchiaio ha detto:

    Ce n’è di carne al foco, a voglia te!

    So un po vecchio e per di più palloso di mio, ma le cose mi piace chiarirle e dov’è possibile chiamalle col su nome, allora mi rifaccio da una parte e comincio a di le mia

    Nello
    ……… non è bello quel che è bello, è bello quel che piace……

    grosso modo, perché per il vino si declinerebbe
    non è buono quello che è buono, è buono quello che piace,
    che può anche andar bene, ma fino a un certo punto

    perché una persona innamorata di un’altra la vede bella perché ne è appunto innamorata, non perché sia bella in assoluto o veramente……..

    nel vino, come qualsiasi altro alimento la cosa diventa più controversa
    se per esempio dico che a me piace più il pecorino del parmigiano esprimo una preferenza, hai voglia a dimmi che il parmigiano è a latte crudo, che è più digeribile, che è universalmente apprezzato, se a me piace più il pecorino, per me è PIU’ BUONO IL PECORINO
    ma se io faccio il raffronto tra un ottimo formaggio di caseificio e un formaggio di pastore non esattamente buono, anzi con dei difetti e poi voglio sostenere che è più buono questo perché “fatto in casa e con il solo latte” dico una sciocchezza, anzi dico una bischerata

    degustazione
    accetto con piacere l’invito ma devo purtroppo fare delle precisazioni
    le degustazioni in piedi come vengono fatte in queste occasioni non sono assolutamente di mio gradimento e proprio non le faccio
    sono scomode, sono a “sciacquabudella”, cioè vino per il vino e non vino per accompagnare un mangiare: per me il vino va bevuto con la pancia contro il tavolino, altrimenti non ha senso
    da anni non bevo mai fuori dei pasti, sia per buona abitudine alimentare sia perché tutte le sensazioni hanno un effetto diverso da quello che normalmente dovrebbero avere, e cioè l’accompagnamento del mangiare
    una delle definizioni più cretine che ho inteso sul vino è quella del “vino da meditazione” che è proprio un non senso

    da qualche parte poi venivano evocati carciofi che sono in arrivo freschi e nuovi per la gioia di gustarli a pinzimonio con il nuovo olio
    il pinzimonio, o il cazzimperio come qualcuno dice, è un’ottima cosa, ma mi dispiace segnalare che il vino ci fa a cazzotti, in specie il rosso: finisce che diventa cattivo il vino e non gusti bene il carciofo: meglio un’ottima acqua

    e ora veniamo al no Maremma Wine
    veramente qui più che arrabbiarsi conviene sorridere
    non è indispensabile essere anti talebano per osservare che sono sciocchezze pretendere di bandire certe dizioni ormai indispensabili per chi vuol – o deve – vendere sui mercati globalizzati, cioè di tutto il mondo
    certo tra un’Enoteca e tra un Wine bar anch’io preferisco la prima, ma non è la stessa cosa di una fiera o di un salone del vino
    perfino degli sciovinisti come i francesi che per fare un solo esempio hanno imposto sui campi da tennis l’abolizione di termini come tie break o Deuce adoperano via via in certe occasioni il termine Wine

    e che dire poi dell’Opera house di Sidney o i Soprano (cantanti) adoperati in tutto il mondo, e poi forse qui Viviana ne potrebbe elencare una paginata

    che poi adoperare un Maremma Wine in luogo di un Vino Maremma o Vini di Maremma, o Maremma dei Vini, o che no so io, non è che queste dizioni possano far intendere che il vino è più genuino, o che siamo più ganzi, forse solo un po meno provinciali (?)

    • Nello ha detto:

      Granocchiaio, io pur avendo pochi anni meno di te non mi considero vecchio (palloso forse lo sono), ma non sono per le innovazioni a tutti i costi. Vedi uso spesso proverbi e anche detti (peccato non ne conosca molti) perchè sono tradizionalista e certe volte le tradizioni portano a risultati più validi delle moderne tecnologie.
      I miei figli mi prendono per i fondelli perchè perdo ore a fare itinerari o consultare orari dei treni, quando loro con semplice mossa in un minuto mi danno, non il Km, ma il metro dove svoltare a dx, oppure come fare ad arrivere a Budapest da Braccagni con il treno (qui ci vuole un pò di più per trovare la località di partenza); ma poi immmancabilmente arriva la telefonata perchè la strada è interrotta o trovano ventimila indicazioni, ma non quella ripportata sulla loro mappa, o nell’altro caso salta una coincidenza.
      Tu spesso citi Vikipedia, io mi affido alla vecchia Treccani (cartacea) dove alla parola proverbio c’è la definizione: breve motto di antica e larga tradizione che esprime un pensiero. Bene, capisco che per il vino è illogico usare la parola “bello”, giustamente tu dici che “buono” sarebbe più consono, ma io ho usato quel proverbio per come interpreto il suo significato: ognuno la vede come meglio crede! e questo vale per tutto.
      Per quanto riguarda la degustazione io ho specificato intorno ad un tavolino imbandito ( ho forse sbagliato per i prodotti del contadino o pastore escludendo quelli chiamiamoli “industriali”, ma, come per il vino, si possono considerare entrambi) e, sempre per i tradizionali detti, stare intorno ad un tavolino comporta anche di stare seduti.
      La dizione della fiera (riportata da alcuni organi di stampa, io avevo sentito alla televisione) è: MaremmaWineShire, tutto attaccato, unico dubbio, ma mi sembra che fosse così, le due maiuscole intermedie . Ora, come ho premesso nel precedente intervento, capisco la globalizzazione, ma cosa c’entra tutto “attaccato”, poi l’uso della parola “shire” non mi sembra sia esatto, almeno per gli altri, non per me . Sarei contentissimo se la Maremma fosse una “contea” all’inglese che rappresenta, amministrativamente, molto più di una provincia, in quanto io mi sento prima di tutto “maremmano”. E poi sempre per polemica, perchè oltre che palloso sono anche polemico, l’evento di S.Lorenzo che citavo si chiama “Calici sotto le stelle”, che può essere considerato come il padre del prossimo, guarda caso che molti di quei produttori saranno anche in Fiera, ha avuto un discreto successo in periodo estivo (quindi max. turismo) anche se non si chiamava “The chalices (o glass cups) under the stars”. Non credo che Viviana ( era tanto che non ti facevi viva) che tu chiami in ballo penso per la sua professione, anche se può essere più progressista di me, accetti a cuor leggero l’invasione di “stranierismi” che ha invaso la nostra lingua.

      • Granocchiaio ha detto:

        Caro Nello

        Mi fa piacere che tu non ti senta vecchio, certe volte contano più le convinzioni che la realtà!
        Sul palloso mi associo e, almeno per rispetto di età, forse io ti supero. Certo anche te ti difendi mica male……

        Su Wikipedia e la Treccani (Cartacea) che dire? Potrei citare il sommo A. Sibilia che una volta ci magnificò con un “C’è chi può e chi non può…….Io può” che potevi benissimo scrivere vicino alla tua citazione, ma è come se tu l’avessi scritto.

        MaremmaWineShire, tutto attaccato
        Questo presumo non l’hai trovato nemmeno sulla Treccani (cartacea) ma provo a darti del mio, anche senza Wikipedia.

        Sicuramente sai la regola che la vera notizia che richiama l’attenzione è “Uomo morde cane” e non viceversa. Non so se ricordi la manie linguistiche del compianto Mike Bongiorno che esordì negli anni ’50 con parole come “intiero” anziché “intero”, e similari, cioè parole che apparentemente erano sbagliate mentre erano solo corrispondenti poco usate. Ovviamente era tutto pensato a tavolino: lo scopo? Che tutti se ne accorgessero e ne parlassero (Andreotti insegna: parlate bene, parlate male, l’importante che parlate di me).
        Che vogliono dire questi due esempi? Semplici tattiche di marketing! Ops, scusa, dovrei dire di mercato, ma non è efficace come in inglese.

        Oggi, con il degrado televisivo si fa molto peggio: se vuoi l’attenzione di qualcuno devi fare casino e berciare a più non posso, e chi bercia più forte, chi è più sguaiato e chi fa più casino, fa più audience (pardon, ascolto). Questo mi sembra assai peggio.

        Mentre nel linguaggio dei pubblicitari ci sono questi vezzi (Chi Vespa mangia la mela – Con più lo mandi giù e più ti tira su, Se non è un piacere che piacere è? E via cantando) ma anche altri ammiccamenti e/o richiami di vario genere. Chiamare una fiera sul vino di Maremma MaremmaWineShire mi sembra al cospetto una innocente e non tanto strampalata idea.

        Sull’esempio che porti di Calici sotto le stelle convengo che tutto si può dire fuori che non sia azzeccato il nome anche evocativo per assonanza con altre situazioni seducenti e piacevoli. Peccato che poi in effetti siano spesso una lagna e un liturgia già logora dopo solo pochi anni. Sarà mica perché normalmente propongono di bere a sciacquabudella e in piedi?

        Guarda che ho evocato Viviana per il motivo opposto a quello che hai pensato: non “stranierismi” come li chiami, ma al contrario per “italianismi” tanto per intendersi, SOPRANO, PIANO, FORTE, ALLEGRO, PIZZA, SPAGHETTI, BRAVO……..e tanti altri che sono adoperati così – in italiano – in tutto il mondo e in tutte le lingue, inglese compreso. E non credo con disappunto.

        Convengo con te che a tutto c’è però un limite.
        Però allora, perché poi te la pigli così tanto per una dizione tutto sommato sporadica e non hai mai detto niente per i quotidiani, martellanti e veramente deleteri Stalking, Pusher, Podcasting…….ecc che ci vengono propinati ormai giornalmente da TV, radio e giornali sia locali che nazionali?

        Io ci avevo provato a fare questa denuncia ( http://www.braccagni.info/2009/05/parole-in-liberta-il-seguito/comment-page-2/#comment-5076 ) ma, e stavolta in maremmano, un mi cacò proprio nessuno.

        • viviana ha detto:

          A proposito delle parole straniere che sono entrate prepotentemente nella nostra lingua avevamo discusso qualche tempo fa e già allora io avevo difeso il loro uso .
          Il loro uso e non l’abuso .
          Sono convinta, ora come allora , che alcuni termini , soprattutto quelli inglesi , siano particolarmente adatti a rendere l’idea in modo immediato , senza tanti giri di parole , al punto che, se cerchiamo un sinonimo italiano, facciamo una gran fatica e non otteniamo lo stesso risultato.
          La nostra lingua , così come un po’ tutte quelle neo-latine , ama il bel fraseggio , l’espressione ricca , ampia , rifugge dalla sintesi , dall’essenzialità.
          A noi piace il discorso articolato , il periodare complesso , sia scritto che orale .
          Mi ricordo che , insegnante alle prime armi e segretaria del collegio dei docenti , ogni volta che dovevo redigere il verbale delle riunioni ricevevo regolarmente l’invito del preside ” Mi raccomando , che la verbalizzazione sia ampia ! ” perchè contava di più quanto avevi scritto che quello che avevi scritto .
          In altre culture questo compiacimento sull’espressione ridondante non esiste , di qui la scelta di essere essenziali .
          Ovviamente non possiamo rinnegare le nostre tradizioni , ma nemmeno rifiutare in modo categorico qualche suggerimento che ci viene da lontano .
          nel mondo delle scienza e della tecnica , inutile negarlo, la lingua universale è quella inglese perchè è l’inglese che si adatta meglio , proprio per la sua struttura grammaticale , a rendere certi concetti senza ricorrere ad inutili giri di parole
          Noi, che siamo poco portati ad imparare le lingue straniere, soffriamo di fronte all’invasione di tanti termini di cui facciamo fatica ad imparare il significato , dico noi riferendomi soprattutto alla nostra generazione , quella mia , di Nello o di Roberto per intendersi .
          I nostri figli avvertono meno questo disagio , si sanno esprimere bene anche in inglese …non potrebbero d’altronde farne a meno visto che tutto quello che ruota intorno alla tecnologia ,a loro tanto cara , parla solo questa lingua .
          Pensate solo questo : il mio figliolo , sposato da sei anni con una ragazza thailandese , parla con lei quasi esclusivamente in inglese . La cosa mi disturba non sapete quanto ,anche perchè spesso mi sento esclusa dai loro ragionamenti che capisco poco e male . Alla fine mi sono però rassegnata , d’altra parte, lavorando tutti e due sempre al computer e dovendo quotidianamente leggere e scrivere usando questa lingua , alla fine trovano naturale continuare ad esprimersi con lo stesso linguaggio anche nel privato … nonostante il mio disappunto .
          Questa è una situazione estrema , lo capisco , favorita dal fatto che la ragazza è straniera ….. ostinarsi però a rifiutare in modo categorico ogni interscambio linguistico, pretendere che i mezzi di comunicazione usino solo il nostro italiano mi pare decisamente assurdo, oltre che anacronistico

      • maremmaintremotita ha detto:

        certo che adesso invece che maremma cane si potrà dire con accento ingleseggiante maremma wine.. che tradotto in maremmano potrebbe diventare maremma wuaine, mi chiedo tra poco come diremo maremma maiala….

  188. sentinella ha detto:

    Oggi sul Corriere della Maremma: “Un ospedale, una speranza in una delle zone più povere dell’Africa grazie all’opera indefessa di un maremmano. La clinica materno-infantile voluta in Etiopia dal benefattore maremmano Mario Maiani, infatti, è diventata realtà”.
    Ci piace segnalare questa notizia perchè Mario Maiani di Caldana è da sempre un sostenitore della Sentinella. Veramente una grande persona: umile, semplice e che detesta le luci della ribalta.

  189. sentinella ha detto:

    Diamo, con leggero ritardo, i risultati delle elezioni regionali (anche perchè la politica dei partiti a questo blog interessa poco). Sarebbe comunque interessante fare un confronto con le precedenti elezioni (per sapere incrementi e decrementi) e sapere il risultato della Lega e dell’Italia dei Valori a Braccagni.

    Dettaglio sezione 65
    Lista
    Descrizione
    Voti
    %

    ROSSI ENRICO
    171
    61.73

    PALMISANI ILARIO
    0
    .00

    BOSI FRANCESCO
    8
    2.89

    FAENZI MONICA
    98
    35.38

    NOAS
    VOTI CONTESTATI NON ASSEGNATI
    0

    BIAN
    SCHEDE BIANCHE
    3

    NULL
    SCHEDE NULLE
    7

    287

    Dettaglio sezione 64
    Lista
    Descrizione
    Voti
    %

    ROSSI ENRICO
    459
    57.81

    PALMISANI ILARIO
    4
    .50

    BOSI FRANCESCO
    16
    2.02

    FAENZI MONICA
    315
    39.67

    NOAS
    VOTI CONTESTATI NON ASSEGNATI
    0

    BIAN
    SCHEDE BIANCHE
    6

    NULL
    SCHEDE NULLE
    15

    815
    1.102

  190. Reporter virtulae ha detto:

    Ultime! News!

    Notizia ripresa da tutti i telegiornali visti da stamani: macabra scoperta vicino alla casa di George Clooney, a Laglio nelle acque del lago di Como…………..

    I dettagli? Cosa è successo? Diverse versioni dei fatti. L’unica cosa certa e incontrovertibile è la notizia giustamente date, sottolineata e ripetuta da tutte le radio e televisioni: il fatto è stato scoperto VICINO ALLA CASA DI GEORGE CLOONEY.

    Il resto? E che ve ne frega? L notizia è questa, che si ne importa del resto.

    W il giornalismo di classe!

  191. la nazione: i commenti ha detto:

    Numero imperdibile quello di oggi de La Nazione
    Titolo: La periferia rinata
    Braccagni e Montepescali: due paesi tra tradizioni, cultura, viabilità e lavori pubblici

    Ecco alcuni commenti di paesani:
    MARIO IACOBUCCI: “Purtroppo la mancanza di un cavalcavia condiziona tutta la viabilità interna del paese. La barriera della ferrovia ci danneggia e molto”.
    CRISTIANO CHECHI: “Il passaggio a livello è una tortura per tutti. E poi il divieto di sosta nell’arteria principale della città danneggia tutti gli esercenti”.
    ADRIANO MEACCI: “Se nascerà il polo intermodale, cioè lo scarico merci della ferrovia e viceversa, Braccagni rischia di diventare una zona solo industriale”.
    EMILIANO APRILI: “A Braccagni c’è solo un campo di calcio. Servirebbero altri impianti sportivi come dei campi da tennis o magari un impianto polivalente”.
    ELEA LISA DRAGO: “Mancano punti di appoggio per i ragazzi e strutture per i più piccoli. Magari anche qualche gioco in parrocchia che possa attirare le famiglie”.

    • Nello ha detto:

      Per e-mail alcuni amici hanno preso posizione su questo articolo, sarebbe interessante se la prendessero sul blog.
      Personalmente dico che le due pagine riportate dalla Nazione sono un insieme di notizie gia lette in parte in altro quotidiano, oppure già ampiamente riportate sul blog da me e Carlo ( dirrò di più recepite con stupore da quello che in teoria doveva dirle, The President può confermare del discorso a margine del convegno sull’assetto idrografico al Madonnino). Mi fa sorridere il fatto che Iacopucci chieda il cavalcavia quando lo stesso cercava firme per il sottopasso; che tutto vada bene come dice Patrizia, quando circola voce che i montepescalini vorrebbero bloccare la strada d’accesso al paese perchè viene fatto poco o niente alla stessa: chi ha ragione io penso i montepescalini anche perchè sulla viabilità da parte dell’Amministrazione viene fatto orercchio da mercante e si che un pò di casotto s’è fatto.
      Comunque ” chi si contenta gode” e io, pur riconoscendo che ci siano problemi ben più gravi, mi contento mica tanto per la situazione del paese e non sono 80 loculi che mi rendono felice: tanto quando so morto un posto me lo trovano di sicuro ……se non vogliono sentire il puzzo

    • Nello ha detto:

      Prima mi è passato. Un giornalista dovrebbe essere anche più attento, leggete la composizione del Consiglio di Circoscrizione, purtroppo Andrea ci ha lasciati da alcuni mesi….

      • sentinella ha detto:

        In effetti tra i membri del consiglio di circoscrizione sbaglio o figura anche un certo Maurizio Spadi? E chi è?
        Bene comunque lo spazio dedicato alla Festa del 1 Maggio di Braccagni (anche se con notizie un po’ datate), come del resto avvenne per lo speciale quartieri fatto a suo tempo dal Corriere della Maremma. Sempre a proposito del Maggio, proprio oggi sempre su La Nazione, il coordinatore dell’Archivio della Maremma Pier Giorgio Zotti cita: “Certe tradizioni come i canti del maggio a Braccagni o la torciata di San Giuseppe a Pitigliano non hanno conosciuto interruzioni”.
        Finiamo riportando l’intervento pubblcato ieri della Presidente Patrizia Balestri:
        “Sia a Braccagni che a Montepescali si vive bene. La dimostrazione è che i due paesi sono in continua crescita in questi anni. Molti infatti, decidono di trasferirsi qui perchè le case costano meno e la vita è relativamente tranquilla. Come presidente di circoscrziione devo ammettere che sono molto soddisfatta di come il Comune sta cercando di risolvere i nostri problemi. Basta pensare agli impianti sportivi: dopo lo Zecchini e lo Iannella, i due stadi di Grosseto, l’amministrazione comunale ha già stanziato 300 mila euro per costruire qui un impianto polivalente al coperto che gioverà a tutta la comunità. Problemi? Forse la viabilità con la polemica relativa al passaggio a livello. La popolazione, comunque, si è già espressa contro il cavalcavia mettendo insieme oltre 100 (??ndr) firme in una petizione contro questa realizzazione”.

        • patrizio ha detto:

          comincio a pensare di affitttare la mia casa a una decina di extracomunitari, così con i duemila euro al mese che mi metto in tasca vado a fare la bella vita a montepescali almeno fino a quando non costruiranno il polo, poi mi sposterò nel più tranquillo Sticciano, quella si che è unìoasi di tranquillità e di aria pulita…

    • Carlo Vellutini ha detto:

      Per quanto riguarda lo speciale de “La Nazione” devo dire che è stato realizzato da Matteo Alfieri che aveva curato anche il precedente de “Il Corriere di Maremma”. Di recente, iinfatti, è passato al quotidiano fiorentino. Per questo, più o meno, la linea è simile e la mano di chi scrive è la stessa.
      Passando al contenuto diciamo che abbiamo un’ampia conferma di ciò che era stato anticipato dal blog, almeno, in quel caso (Palasport) diciamo che abbiamo realizzato un bello scoop con largo anticipo. Considerando anche che (Grosseto in A permettendo) a livello di investimento sugli impianti sportivi dovrebbe essere il più importante a bilancio per il 2010. In più si fa esplicito riferimento ad un uso “non solo sportivo ma anche per altre attività della nostra comunità”. Credo che alla fine per il nostro blog sia anche una piccola vittoria, visto che già da tempo sollecitavamo una struttura di questo genere e lo avevamo detto anche quando pareva che ci fosse portata via nonostante che fosse stata annunciata un anno fa. Mi preoccupa, semmai, lo stupore di chi avrebbe dovuto saperlo e lo ha saputo da Nello e da Mr President. La domanda sorge spontanea: non è che forse ci si era dimenticati di interessarsi di qualcosa che per il nostro paese diventa fondamentale? Meno male che un assessore previdente, nonostante qualche collega contrario, si è imposto (sollecitato anche da persone del paese – tra cui qualcuno che non è dello stesso colore politico-) ed ha deciso di far valere la sua idea.

      Sulla questione Iacobucci-Cavalcavia spero che si sia trattato di un lapsus. Della serie che potrebbe informarsi con la comunità prima di portare avanti progetti già scartati con tanto di raccolta di firme…anche se all’interno di coloro che rappresentato l’attuale maggioranza in Comune e Provincia ci si è dimenticati che l’amministrazione provinciale bloccò il cavalcavia causa impatto ambientale contro una decisione del Comune (allora di centrodestra) ed oggi qualcuno (dopo aver fatto spendere soldi pubblici per vincere – giustamente -aggiungo io- un ricorso) pensa di tornare sui propri passi e tornare all’originario cavalcaferrovia. Anche in questo caso mi domando: o ci prendono in giro, o c’è poca chiarezza, o c’è dell’autolesionismo, cioè opporsi, farsi dare ragione per poi decidere l’esatto contrario!!!
      Solamente Adriano Meacci (lettore del blog) parla del Polo Logistico. Segno che questo argomento si conosce poco oppure per niente, oppure non interessa troppo?

  192. roberto ha detto:

    N’è mica facile arizzontarsi in questa nuova piazza! Diciamo che siamo in un cantiere aperto.

  193. Ric ha detto:

    Spero che tutti questi aggiornamenti non diano confusione. Cambia la “pelle” del blog ma rimane come era prima. Solo che adesso gran parte delle notizie è adesso in homepage. C’è ancora da migliorare l’impatto sui visitatori ma speriamo che tutto sia facile.

  194. sentinella ha detto:

    Il 28 aprile 2010 alle ore 21 in Circoscrizione a Braccagni
    1′ ASSEMBLEA DEI CITTADINI
    Sarà illustrato il bilancio di previsione del Comune.

  195. patrizio ha detto:

    Oggi 25 aprile 2010 anniversario della liberazione, voglio ricordarla invitandovi ad ascoltare questo discorso sulla costituzione di Calamandrei:

    http://www.youtube.com/watch?v=XRTG9duEnww

    ” Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino ipaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.

    È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai.

    E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…

    Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sepere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…

    E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
    O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!
    O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubbllica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!

    O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
    E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…

    Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa cartra. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamenteo di centomila morti.

    Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione. ”

    P. Calamandrei, Discorso agli studenti milanesi

  196. sentinella ha detto:

    A Braccagni nasce “L’ottavo nano”: l’ex ristorante Filadelfi è stato preso in gestione da Eliseo Polverelli, già proprietario de “La Stalla di Eliseo”. Abbiamo un nuovo leader della ristorazione braccagnina!

  197. rosentcrantz ha detto:

    Quello nella foto sarà anche un leccio, a me mi sembra una sughera…

  198. donatella braccagni ha detto:

    Chi mi sa dire l’origine del nome Braccagni?

    • Roberto Spadi ha detto:

      La leggenda dice che Braccagni deriva dal cognome di un signore che aveva una locanda ( piuttosto malfamata…)ai piedi di Montepescali, dove appunto ora sorge l’abitato omonimo.

    • sentinella ha detto:

      Questo articolo si trova nella categoria “storia locale” di questo blog.

      Quello che tutti sanno è che “BRACCAGNI” è un paese “eponimo”, cioè che ha preso il nome da una persona. Questa persona era Giuseppe Braccagni gestore, cosa anche questa cosa nota, di una locanda che fungeva anche da “stazione di posta”.

      Ma vediamo di dare in esclusiva su questo blog delle notizie sulla famiglia di Giuseppe Braccagni.

      Giuseppe Braccagni è nato nel 1784 da Michele e Cecchetti Rosa.

      Il 28 febbraio 1820 muore Maddalena Benocci (di anni 28) di Giovanni e Rosa Lazzaretti, moglie di Giuseppe Braccagni (e una!) .

      Il 12 gennaio 1848 muore Luisa Bonechi (di anni 50), moglie di Giuseppe Braccagni (e due!).

      Il 24 ottobre 1849 Giuseppe Braccagni si sposa a Ravi con Margherita Bertocchi .

      Il 26 maggio 1852 Giuseppe Braccagni muore all’età di anni 68, professione “possidente campagnolo”, senza lasciare figli (con tre mogli?). Va tutto alla moglie Margherita Bertocchi che alla morte del marito aveva 27 anni (!).

      Il 18 settembre 1853 Margherita Bertocchi si risposa con Stanislao Bianciardi (di anni 31), fattore da Campagnatico.

  199. premio poesia dino bavona ha detto:

    XVI Premio Naz di Poesia Dino Bavona – serata conclusiva
    29 maggio 2010
    Chiesa di San Niccolo’ – Montepescali
    ore 21.00
    Premiazione dei Vincitori del XVI Premio Nazionale e della Sezione riservata alle Scuole

    Parteciperanno
    Francesca Gabrielli – flauto
    Davide Burani – arpa

    SCUOLA DANZA PALESTRA EUROPA
    Via Papa Giovanni XXIII n. 10 – Grosseto
    Insegnante: Sarah Jane Lewis
    Allieve: Costantini Francesca, Franci Sara, Mannucci Chiara, Pisapia Irene, Ronchini Sara, Zanni Jessica

    Voci recitanti: Gianluca Franci, Luisella Carnesecchi, Adriano Poletto, M. Grazie Tuliani, Teresa Sacco, Ada Corsini, Laura Pratesi

    Presenta: Fabiana Paladini

    CIRCOLO CULTURALE MONTEPESCALI

    si ringraziano:
    Circoscrizione 7 Montepescali – Braccagni
    Bar – Trattoria “Bernasconi” di Bischeri Flavio Via Lapini, 1 Braccagni tel. 0564 329058
    Montis Pescalis Ceramiche – Montepescali www. italianpottery. it
    Monte dei Paschi di Siena
    Allianz Lloyd Adriatico – Agente Generale Simone Marchetti tel. 0564 26272
    Panificio Lucia Srl – Via dei Garibaldini 109 Braccagni tel 0564 329069
    Osteria Pizzeria Sotto le Logge – Montepescali tel. 0564 329167

  200. sentinella ha detto:

    Consigliamo di comprare il Corriere di Maremma che oggi contiene ben due pagine dedicate a Montepescali. Questo il titolo:
    “Il balcone della Maremma” affoga tra erba alta e incuria (viaggio nello splendido borgo di Montepescali, ormai dimenticato da tutti).
    Rodolfo Paladini fa da anfitrione.

  201. patrizio ha detto:

    andate su google e digitate
    il balcone della maremma
    si apriranno decine e decine di siti che parlano di Montepescali….
    con questo nome è riconosciuto in tutto il mondo,

    perchè il Balcone della Maremma viene così trascurato? Perchè lo si vuole offendere construendoci un Polo Logistico proprio davanti alla sua bella vista che spazia fino alle isole toscane più belle ?…… Ma chi ha pensato a questo e vuole realizzarlo, ama la sua terra?…. Quando si guarda allo specchio non si sente trise e non pensa che forse sta commettendo un grave errore per il quale lo riconosceranno le generazioni future? Quando guarda negli occhi i suoi figli non pensa che gli lascerà una terra ferita? Perchè passare alla storia come coloro o colui che ha deturpato un paesaggio così bello ed unico?…

  202. sentinella ha detto:

    Oggi sul Corriere di Maremma c’è la proposta del consigliere comunale del Pd Simone Marchetti che risiede a Montepescali “Incuria, degrado, erbacce: subito interventi” “Sbagliato mettere insieme tanti problemi: si parta al più presto dallo sfalcio”

    • Nello ha detto:

      Non ho letto il ns. Corriere, ma sicuramente quello che dice Simone è giusto; è inutile mettere tanta carne al fuoco e così, italicamente, non fare niente.
      Montepescali, bando ai campanilismi, sarebbe una chicca, ma purtroppo è in abbandono da anni e sì che entrrambe le Amministrazioni che si sono succedute hanno fatto del turismo una bandiera. Addirittura si sono vantate delle bandiere blu di Marina (giorni addietro sul Tirreno c’era un servizio sull’Elba che finalmente una sua località aveva una bandiera, non ricordo bene il colore ma mi sembra blu, al che un sindaco intrvenne dicendo che per averla costava parecchiio….), ma sia Marina che Montepescali così diverse hanno molto in comune: strada d’accesso piena di buche e da anni(si può affermare da secoli) non conoscono asfaltature; le strade invase da erbacce ed altro.
      Patrizio, con questa gente, toccare il tasto del turismo per invocare “NO POLO” mi sembra una gfroississima perdita di tempo.

      • patrizio ha detto:

        La cosa peggiore che può fare una forza politica, è togliere la speranza di poter dire la propria alla gente… impedirlgi di decidere non dandogli le informazioni trasparenti sul suo futuro, creare una situazione di rassegnazione, quello è il momento in cui la Democrazia è in pericolo.

        Ora te mi dici che l’aspetto dello sviluppo turistico non è adeguato a contrastare il Polo…. ma ti invito ad evidenziare le cose che dico , tutte… altrimenti fai il gioco di chi le minimizza.

        Io di motivi per dire no al polo ne ho moltissimi…

        – il polo porterà una perdita del valore delle case e dei terreni dei Braccagnini, dei Montepescalini e di quelli che stanno in campagna… se sommiamo il deprezzamento di tutti i beni del luogo, arrviamo a decine e decine di milioni di euro… questo è il prezzo in danaro che pagheremo per un progetto deciso sulle nostre teste senza nemmeno sentire che cosa pensiamo

        – i 400 posti di lavoro sono diventati 200… ma anche di questi nessuna garanzia… chi assume, quali qualifiche, che garanzia c’è che si assuma a Braccagni e Montepescali? Chi ha bisogno di un posto di lavoro a Braccagni e Montepescali… lavoro di facchino e magazziniere intendo..?

        – territorio deturpato
        – paesaggio distrutto
        – resti archeologici ricoperti o mai scavati
        – prati cementificati
        – rumori di livello V come per una zona industriale ad alto frastuono. giorno e notte
        – Autotreni ed autotreni ed ancora autotreni pieni di containers… e container sopra containers… piazzali di containers…
        – viabilità assente
        – pericolo idrogeologico
        – cattivi odori
        – inquinamento luminoso
        – braccagni da ridente cittadina trasformata in periferia industriale
        – se poi il lavoro non c’è il polo rimane una cattedrale nel deserto
        – e se a qualche altro politico poi gli viene voglia di trasformarlo in altro?.. Tipo inceneritore, posto di stoccaggio provvisorio di rifiuti tossici pericolosi?

        quando mi citi, Nello, parla di queste cose tutte insieme e dille a chi incontri per il paese, digli che patrizio ha quese paure e questi dubbi… chiedigli che cosa ne pensano, fagli aprire gli occhi, fagli sentire anche una campana diversa da quella che suona a Braccagni e per le sue strade…

        nemmeno nella puglia tanto offesa ho trovato tanta rassegnazione… tanto silenzio su un problema così importante… ma perchè non se ne parla a Braccagni?.. A Montepescali?.. Nelle campagne?…
        E’ triste questa situazione…

        • Nello ha detto:

          Pat penso che tu conosca la mia posizione ripsetto al Polo e, anche se su alcuni punti discordi da te, il mio fine è sempre lo stesso:NO.
          Io ho ripreso quanto detto da Simone e in particolare ho associato il bel Montepescali con Marina entrambi luoghi di invito al turismo, ma tralasciati in modo osceno. Solo in questo senso (se si può dire, tralasciamento) ho legato il turismo al polo.
          Sul polo scrivo due righe nel sito.

          • patrizio ha detto:

            certo che lo so, ma volevo precisare che le ragioni del mio no al polo sono articolate e molteplici, ci sono alcune certezze di fondo e altre incertezze dovute a fatti che nessuno cerca di chiarire, il gruppo NO AL POLO LOGISTICO su facebook cerca di lavorare nel senso di superare queste incertezze affermando e diffondendo le ragioni che per ora sono chiare …. il polo è contro la natura, il turismo, i beni culturali, gli interessi economici degli abitanti… poi c’è da chiarire se è vero che le ragioni per cui è stato chiesto, sono reali, perchè da una prima ricerca che almeno da me verrà approfondita, non solo su internet, risulterebbe che nessuno dei tre porti indicati, civitavecchia, piombino, livorno, avrebbero necessità ne interesse a portare containers a braccahni avendo li già predisposti importanti e capienti poli logistici….
            se questo è vero, allora mi chiedo e vi chiedo… ma allora perchè costruire questo polo a braccagni?

  203. sentinella ha detto:

    Oggi i giornali nazionali riportano la foto in primo piano di una militante che sventola la bandiera del PD alla manifestazione di ieri a Roma. E’ lei o non è lei? Certo che è lei, la nostra Catuscia!
    Per vedere la foto: l’abbiamo inserita nel profilo di Catiuscia Scoccati su facebook, oppure comprate il Corriere di Maremma (cronaca nazionale).

  204. sentinella ha detto:

    Una brutta notizia: è deceduto sabato Franco Vellori, 59 anni, originario di Grosseto e residente a Braccagni. Arrivato nel parcheggio del ristorante “Gusta la Maremma” sulla via Aurelia tra Rispescia e Vallemaggiore, dove dallo scorso ottobre lavorava come cuoco, si è sentito male e non si è più ripreso.
    Proprio qualche tempo fa il Centro Anziani di Braccagni aveva organizzato un pranzo da lui.

  205. Carlo Vellutini ha detto:

    Credo che la questione dell’incuria a Montepescali meriti uno spazio nel blog. Visto che alcuni amici del paese seguono con attenzione il nostro spazio e che questo, comunque, è ormai letto da tempo dalla stampa locale e dai nostri amministratori (nella fattispecie i politici) possiamo garantire un buon servizio per quello che io considero il nostro Centro Storico.

    • ghost..o ha detto:

      Il nostro centro storico, mi sembra una definizione giusta, senza nulla togliere a chi ci abita, e poi abbiamo anche il nostro piccolo centro archeologico, San Martino, poco distanti le caldanelle… insomma a Braccagni c’è tutto, basta poco, pochissimo per distruggere questo ben di Dio…
      ad esempio un Polo Logistico.
      Verrebbe da dire:
      Dio ce li ha dati, GUAI A CHI CE LI TOCCA.
      La gente del monte e dal piano inizia ad aprire gli occhi!!!

  206. Roberto Spadi ha detto:

    Voglio fare un grande “IN BOCCA AL LUPOOOOO!!!” ai maturandi che domani c’avranno d’affffà parecchio e mi raccomando, stanotte niente incubi.

  207. Granocchiaio ha detto:

    Ancora nessun commento su questo spazio nel mese di luglio 2010

    Ma mettiamo ugualmente la copertina del mese che ricorda un successo degli anni 80: Bette Davis Eyes, una canzone pop scritta nel 1974 da Donna Weiss e Jackie DeShannon, portata però al successo con un ritmo pop rock nel 1981 da Kim Carnes.

    La Bette Davis citata nel titolo e nel testo della canzone è la celebre attrice Bette Davis, ricordata, oltre che per la sua bravura recitativa, anche per i suoi grandi occhi espressivi.

    In questa versione raggiunse la vetta delle classifiche di vendita anche in altri trentuno paesi, fra cui Germania, Australia, Svizzera, Italia, Norvegia, Giappone e Brasile.

    In Bette Davis Eyes vengono citati non solo gli occhi – particolarmente seducenti – di Bette Davis, ma anche talune prerogative di altre star di Hollywood degli anni d’oro della Mecca del Cinema: i capelli biondo platino di Jean Harlow e lo sguardo ammaliante di Greta Garbo, tutte icone pop della cinematografia mondiale capaci di suscitare emozione duratura oltre il gesto filmico.

    In chiave di sincopata ballata pop rock, la versione di Kim Carnes è la più conosciuta e ricordata, anche in virtù della voce particolare, roca, della cantante statunitense che, nello scandire le sillabe del testo, sembra ricordare sotto alcuni aspetti lo stile di canto di Rod Stewart o quello, più metafisico e mercuriale, di Bob Dylan.

    La stessa Bette Davis, l’attrice menzionata nel titolo e nel testo della canzone, ammise di essere un’ammiratrice di questa canzone e volle conoscere personalmente Carnes e i cantautori che crearono la canzone o che lavorarono attorno ad essa, per ringraziarli per averla resa “parte dei tempi moderni”.

  208. P.Galeotti ha detto:

    La dignità del giornalismo italiano in una lettera di una giornalista, MARIA LUISA BUSI :

    “Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla
    mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi
    determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito
    senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me –
    prosegue – una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale
    che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del
    quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di
    credibilità nei confronti dei telespettatori.

    Come ha detto il presidente della Commissione di
    Vigilanza Rai Sergio Zavoli: ‘la più grande testata italiana, rinunciando
    alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua
    identità, parte dell’ascolto tradizionale´.
    Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un grande giornale. È
    stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il
    giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era
    questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei
    colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che
    sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il
    Paese. Il giornale degli italiani.

    Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di
    una voce sola. Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di
    parte.
    Dov’è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono
    aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi
    salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare
    avanti perchè negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli?
    Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro
    titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un
    milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.

    Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E
    i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare
    neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i
    cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende
    che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè
    falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare?
    Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata.

    Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima
    elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo
    spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande
    progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna
    interattiva multimediale.
    L’Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto
    della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte – un
    editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro
    sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato,
    smentito dai fatti il giorno dopo – e l’infotainment quotidiano: da quante
    volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel
    lago, alle mutande antiscippo.

    Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei
    programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale
    del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese.
    Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero
    dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto
    profilo e interesse generale.
    Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni
    professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una
    conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.
    Nell’affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene
    ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante
    del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.

    I fatti dell’Aquila ne sono stata la prova.
    Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al
    grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che
    ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che
    accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda
    alla verifica.

    Ho fatto dell’onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia
    professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto
    recentemente. Pertanto:
    1) respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche
    che ho espresso pubblicamente – ricordo che si tratta di un mio diritto
    oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI – le avevo già
    mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di
    leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la
    circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un
    arricchimento.

    Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c’è
    più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del
    pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
    2) Respingo l’accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui
    mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede
    semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e
    onesti.
    E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai,
    lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le
    loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non
    debba trarre profitto dal proprio ruolo.

    3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo
    l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato
    all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai
    accusato di `danneggiare il giornale per cui lavoro´, con le mie
    dichiarazioni sui dati d’ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato
    quelle dichiarazioni.
    Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: ‘il tg1 darà conto
    delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a
    campagne ideologiche´. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico è
    quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire
    altrettanto.

    Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta
    campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale
    Panorama – anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me
    diretta – hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche
    alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi
    dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni.
    Sono stata definita ‘tosa ciacolante – ragazza chiacchierona – cronista
    senza cronaca, editorialista senza editoriali’ e via di questo passo.
    Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint
    Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio
    legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle
    20.

    Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo
    molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che
    abbiamo bisogno.
    Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il
    pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia
    azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori,
    nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il
    dovere.

  209. Nello ha detto:

    RINNOVABILI? GRAZIE, MA……
    Mi è giunta una simpatica e-mail nella quale un caro amico, giocando sulle parole, ” i nuovi acquisti” portava a conoscienza di un impianto fotovoltaico di futura costruzione in località Acquisti.
    Che dire? Nel titolo ci sta il mio pensiero: grazie ai nostri Amministratori che invogliano a tali tipi di investimenti, ma “accidenti” perchè non regolarizzano la cosa. Ora è tutto un proliferare di impianti fotovoltaici che se veramente danno una mano non indifferente a raggiungere (forse) i dettami del protocollo di Kyoto 20-20-20 (cioè, per i meno addentro, 20% di energia rinnovabile con abbassamento del 20% del CO2 in atmosfera entro il 2020)creano un danno enorme alla nostra agricoltura. Riferendomi agli Acquisti e ai numeri riportati sull’articolo del Tirreno si può fare un calcolo approssimativo:
    20 mil di euro d’investimento equivalgono ad un impianto di circa 6000 Kw di potenza (costo medio 3000-3500 €/Kw e tornerebbe anche con gli 8 mil di Kwh prodotte annualmente in quanto nella nostra zona il coefficiente d’insolazione annua è di 1330-1350 ore). Considerato che un pannello fotovoltaico ha una potenza media di 200 W occorrono dai 20 ai 30 Ha di terreno. Forse gli ettari saranno meno (le mie conoscienze sono soprattutto su impianti domestici e su questo ho fatto i conti) ma non credo che ci sia molta differenza. Ripeto l’impianto degli Acquisti è solo lo spunto alla mia riflessione, anche perchè, almeno per i promotori, il fine per cui viene realizzato è a scopi sociali per iol paese di Tirli, però è di pochi giorni fa altra diatriba su 900 o 140 Ha in un comune (non ricordo se Magliano o Manciano) fra Lega Ambiente e PdL, o gli oltre 400 Ha denunciati da Rifondazione nel comune di Scansano. Insomma non credo assolutamente che tutti questi terreni siano “deserto”, ma credo altresì che siano terreni coltivabilissimi, ma il boccone è veramente buono: si parla di affitti (anche per la terra si dice così?) di 5000-6000 €/Ha annuo, e te credo visti gli incentivi ed i Certtificati verdi (ma se si approfondisce finsico domani e stasera c’ho lka riunione per la Sentinella). Mi sa che chi è un pochino più addentro di me in agricoltura mi può cdonfermare che la resa del terreno a scopi agricoli è ben più bassa: vuol dire che presto invece di mangiare il pane (da grano) si mangerà confettura di rifiuto speciale (i pannelli), ma non scoraggiamoci stanno sperimentando quelli al mirtillo (è la verità non è una barzelletta) per cui, oltre che la luce, ci daranno la vista oltre i 10 decimi.
    Pulce nell’orecchio. Avete visto che cosa strana, fino all’anno scorso rivedere i campi di girasole come negli anni ottanta era quasi un utopia. Non era più conveniente la sua coltivazione, valeva la pena solo se per cause atmosferiche non si potevano fare altre culture. Oggi se si va a Grosseto o meglio se si va a Braccagni Beach (Castiglione) è un tripudio di fiori gialli… non è che tanto tanto questi impianti a biomassa di cui si ha sentore……… Al limite si può parlare anche di questi, dell’eolico e quant’altro.
    Che delusione per me che fin dai primi anni dell’ITI (mi sono diplomato nel 1968, sono vecchiotto) sognavo una casa a consumi “zero” o quasi.

    • Patrizio ha detto:

      Firmo, sottoscrivo e faccio mie le tue parole Nello…
      dietro questi impianbti c’è solo volontà di prendersi i finanziamenti pubblici e si allettano i contadini con alti affitti… rimarrano tutti a becco asciutto quando le società con cui firmano i contratti, stranamente srl di solito a socio unico, che si riservano tutti i diritti e si rifiutano di firmare garanzie e fideiussioni , spariranno e lasceranno i campi pieni di materiale che è un frifiuto speciale che per essere smaltito e bonificato costerà dieci volte di più dell’affitto riscosso in venti anni…

      Il fotovoltaico va bene, ma non nei terreni coltivabili e di classe buona come quelli degli acquisti, ma nelle zone sassose e brulle o nelle aree da bonificare di grandi e passate speculazioni… e soprattutto sopra i tetti ….

      e soprattutto dove ci sono soldi pubblici da distribuire devono esserci leggi che ne impediscono la speculazione, oggi le norme che ci sono favoriscono le truffe…

      poi i contadini che danno i loro terreni vincolandoli per 20-30 anni si gratteranno il capo e noi mangeremo rifiuti speciali per sopravvivere… ma questa è la buona politica dei nostri amministratori che sono a favore dell’ambiente… a aprole e soprattutto in campagna elettorale… ma piano piano scopriremo tutti gli altarini, si preparino a fare i conti con la realtà perchè la gente sta aprendo gli occhi.

  210. Mezzalira ha detto:

    Consueta puntatina alla sagra del paese alto

    Note liete: i piatti sono i soliti, grosso modo, ma i prezzi non sono aumentati, anzi mi pare che……..

    Note liete: è la prima volta che vedo nelle sagre un servizio navette funzionare con precisione, frequenza e comodità. Veramente comodo. Poi dopo, al ritorno, l’autista forse un momentino in abbondanza di autostima, o forse perché dopo ore di servizio ha preso fin troppa confidenza col tragitto, ti fa provare il brivido del fuoristrada quando scende giù dal campo sportivo in una sconnessa quanto divertente discesa libera.

    Note meno liete: i piatti, le postate ed il bicchiere continuano ad essere in plastica di pessima qualità, possibile che non sappiano che ci sono materiali riciclabili assai più gradevoli e non molto più costosi?

    Note liete: I ragazzi e le ragazze che servono, giovani belli, sorridenti e gentili come non tutti camerieri sono sempre nei ristoranti maremmani

    Note meno liete: la tortura della musica con gli altoparlanti a tutta gallara rivolti verso i tavoli dove si mangia e si colloquia solo a gesti, perché a voce è devi sgolarti per farti sentire da chi ti sta davanti

    Solite note: la qualità dei piatti è da sagra, cioè senza infamia e senza lode, ancor meno per il vino

    Note molto liete: una passeggiata in paese fa scoprire come tutto appaia assai ben curato e anche i lavori fatti dal comune siano ben integrati nello stile

    Note molto liete: la gente del paese a sedere sulle panchine o fuori della porta di casa a veglia con i vicini è qualcosa che ti tocca il cuore

    Note lietissime: il giardino di Elenina, un vero gioiello. Forse meriterebbe una migliore visibilità e fruizione.

    Note così e così: visti i turisti che girellano per il paese dopo aver cenato sarebbe il caso di poter visitare anche il Museo civico e la chiesa di San Niccolò con i notevoli affreschi ed il crocefisso ligneo

  211. Mezzalira ha detto:

    bella foto che ci fa vedere la zona destinata al Polo logistico (zona marrone)

  212. roberto ha detto:

    E’ morta Agostina Croci. I nuovi braccagnini forse non sanno chi era, ma se diciamo “la Gosta” allora forse in molti capiranno. Prima di trasferirsri alla Marsiliana ha abitato a Braccagni, esattamente alle Case Rosse. Persona di corporatura prestante, donna intelligente, fiera, era molto conosciuta perchè era la materassaia del paese.
    Il 31 luglio 2010 (alla viglia del suo 90′ compleanno)sono andato a trovarla in un Istituto per anziani di Orbetello. Quando sono entrato, tutte quelle vecchiettine mi salutavano, credendo che un loro nipote fosse andato a trovarle. Io invece ero per lei, per la Gosta. Domandai dove era, ed era lì vicino. Stentavo a riconoscerla. “I vecchi subiscon le ingiurie degli anni” cantava Guccini. Era su una sedia a rotelle, mi sono presentato come il figlio del Guardione. Lei mi fa “Roberto” “Sì sono io”. E un po’ l’emozone mi prende. Mi accorgo che è sempre lucida. “Quante case di Braccagni ho girato” (riferendosi alla sua attività di materassaia). “Braccagni mi ha dimenticato” “Non è vero” gli dico, e così facendo tiro fuori una copia della Sentinella, dove tutti gli anni gli facciamo gli auguri. Questo anno non potremo farli; ho fatto appena in tempo ad andare a trovarla.
    Addio Gosta.

    Oggi dovrebbero portarla a Braccagni verso le 14,30, in quel paese che non l’ha dimenticata.

  213. Nello ha detto:

    PAESANI, CHE DELUSIONE
    Parafrasando il poeta: Braccagni di invidia ostello.
    E’ l’unica cosa che mi viene in mente a fronte di prese di posizione di miei paesani su problematiche attuali. E’ in corso la Sagra paesana, che negli ultimi anni è rinata sotto l’egida dell’Unione sportiva dalle ceneri di quella della polenta e rostinciana o successivamente dal palio dei rioni, sagra che vede la partecipazione di molti braccagnini di idee politiche diverse, ad alcuni manco interessa il calcio, ma sono tutti uniti per la sua riuscita, che altro non è poi vanto di Braccagni. Ma non è cosa buona e giusta, c’è qualcuno che trova da ridire a parole (e mi può stare anche bene , per me ognuno è libero di pensarla come crede), ma purtroppo anche facendo ricorso ad altre azioni che non solo danneggiano gli organizzatori, ma creano danno anche per il contribuente, perchè facendo intervenire più volte le autorità competenti incrementano le spese comunali, quindi mi tolgono soldi per eventuali investimenti. La mia domanda è: invidia per l’organizzazione (leggi Presidente U.S.) o invidia perchè la stessa è riuscita a far crescere la sagra negli anni, mentre prima , le due menzionate, sono finite malinconicamnete dopo pochi tentativi?
    Mio risulta anche che ci siano persone che con cavilli vari insorgano contro il piano di rivalutazione dell’area a verde degli impianti sportivi. Anche qui sorge spontanea la domanda: che danno mi fa qualcuno che tira fuori i soldi per un’operazione che migliora l’aspetto del paese? Che danno arreca alla comunità con la rivitalizzazione di un’area che ora come ora è abbandonata all’incuria generale e il Comune si trova spiattellato un area a verde a costo zero e a manutenzione come sopra (percè per chi fa finta di non sapere se si costruisce qualcosa sul terreno altrui, la proprietà del manufatto è di quest’ultimo). Lo sponsor principale dell’operazione è una società che ha al cuore la la sua clientela e se si espone ad una operazione del genere credo che lo faccia soprattutto per un ritorno di immagine(cioè non scontentando nessuno, anzi…) e non solo per scopi fiscali, stesso discorso penso lo faccia la nostra Amministrazione (di qualsiasi colore sarà l’anno prossimo): verrà steso un regolamento a cui tutti dovranno attenersi (del resto mi risulta già in atto in altre situazioni analoghe). Certo come tutte le cose possono essere migliorate e ampliate, ma questo fa parte della discussione di approvazione del progetto, ma da qui a buttare tutto in malora ce ne corre; a meno che, come sopra, perchè non l’ho proposto io?.
    Mi domando: perchè questi signori così attenti a quello che gravita intorno all’Unione Sportiva, non sono altrettanto attenti a quello che veramnete gravita sul paese e che il nostro blog riporta?
    Mi riferisco alla viabilità, possibile che ormai a due anni delle proteste non si sia trovato il metodo di ridare il doppio senso a Via Malenchini? possibile che non si sia capaci di canalizzare l’incrocio Via Sgarallino-Via dei Garibaldini? possibile che (ritornando ad uno dei nodi eneunciati nel blog sul progetto area impianti sportivi) non si trovi il modo di fare senso unico su vai Pantaleo con relativo divieto di sosta (mi scateno)ambo i lati? o, visto che la sosta promessa su un lato di via dei Garibaldini creando spazi sul marciapiede e pumtualmente non fatta, mettere il divieto di sosta sui circa 100 m dove ora è permesso e gurda caso uno dei punti più pericolosi (per intendersi all’edicola)? oppure perchè non fare questa benedetta assemblea sul polo logistico che ce la promettono ormai ufficialmente da marzo (Marras in campagna elettorale) e nonostante la presentazione in pompa magna ormai un mese fa in Provincia a doggi tutto tace?
    Ecco sono queste le cose (chiaramente solo quelle più eclatanti venute alla mente e sicuramente ho lasciato altre forse più importanti) che i LOR SIGNORI così avvezzi alle stanze del POTERE dovrebbero perorare per il bene del paese, per il resto vadano, per ora, a mangiare una scottiglia e domani anche bere un caffè al fresco (per quanto il nostro clima lo permetta)nel nuovo parco.

    • Carlo Vellutini ha detto:

      Sottoscrivo tutto ed aggiungo una domanda: gli stessi soggetti che sono stati così scrupolosi nel far controllare tutti i permessi alla Sagra di Braccagni (e ci sono tutti statene certi…dunque ci hanno fatto il piacere di far spendere effettivamente a vuoto i soldi dei contribuenti) hanno usato lo stesso metodo con le altre iniziative che si sono svolte nella nostra zona e che si trovano sotto la loro autorità? Hanno fatto fare gli stessi controlli? Non credo che interverranno nel blog per dircelo, ma sotto sotto credo già di avere la risposta….

      • Patrizio ha detto:

        ed hanno usato la stessa solerzia e puntigliosità per informare la cittadinanza di Braccagni e Montepescali della variante PILT che porterà alla costruzione di un polo logistico attaccato a Braccagni?

        • admin ha detto:

          Dato che a Braccagni abbiamo le autorità pubbliche locali che ci rappresentano, ossia Patrizia Balestri (Presidente di Circoscrizione) e Mario Iacobucci (Consigliere Comunale), sarebbe interessante sapere cosa ne pensano in merito.

  214. braccagni.info ha detto:

    Si svolgeranno domani i funerali di Flavia Bruna Fusaro, mamma delle nostre amiche Elisa ed Eleonora Scapin.
    Alla famiglia Scapin, ad Enrico Galli, le nostre condoglianze.

    • eleonora ha detto:

      A nome mio, del mio Babbo di Elisa Enrico e Giacomo ringraziamo davvero di cuore tutti quanti ci sono stati vicini in questo momento davvero terribile a breve con le offerte raccolte faremo un assegno circolare intestato alla fondazione La Farfalla onlus associazione davvero merievole che aiuta tante persone in momenti terribili e drammatici, ancora un grandissimo ringraziamento a tutti

  215. voglia di lavorare saltami addosso ha detto:

    Chi ha bisogno e vuole farsi qualche mese di lavoro onesto (non so se pagato bene o male) legga qui:

    IL COMUNE CERCA 15 RILEVATORI PER IL CENSIMENTO SULL’AGRICOLTURA
    Il Comune di Grosseto ha pubblicato un bando per la selezione di
    rilevatori da impiegare per il sesto Censimento generale
    dell’agricoltura. Saranno assegnati 15 incarichi “ad hoc” che dovranno
    essere espletati nel periodo compreso tra il 25 ottobre e il 31 gennaio
    2011, salvo eventuali diverse disposizioni dell’Istat. Le domande
    dovranno essere inviate entro il 9 settembre al Comune di Grosseto,
    Ufficio comunale di censimento, piazza Duomo 1 – 58100 Grosseto –
    Ufficio Protocollo.
    Il bando si può trovare all’ufficio Agricoltura in via Roma 3 oppure si
    può scaricare dal sito internet del Comune http://www.comune.grosseto.it (Home
    page, sezione Novità). Info: 0564/488842

  216. braccagni.info ha detto:

    Oggi sul Corriere della Maremma lettera del Cittadino residente a Montepescali Fabrizio Fabbrini che protesta: “Miasmi dal bagno pubblico di Montepescali – nessun rimedio nonostante le sollecitazioni agli uffici comunali”.
    Nel mirino anche la strada che collega a Braccagni e il degrado delle mura.

  217. Granocchiaio ha detto:

    tempo di funghi, di uva e di vino

    di caccia e sole settembrino

  218. braccagni.info ha detto:

    Venerdì scorso sul giornale: -“Investito sulle striscie, vola per 30 metri” Un anziano stava attraversando via Giulio Cesare a Grosseto con la badante. L’uomo,93 anni, se l’è cavata con qualche escoriazione e una frattura al femore. Ferita anche la donna –
    L’uomo è ITALO BISTI, che qualcuno a Braccagni si ricorderà in quanto per molto tempo ha abitato presso la Cantina Sociale.
    Gli facciamo in nostri auguri di pronta guarigione dopo questa brutta avventura.

    • Granocchiaio ha detto:

      Solo ora vedo l’articolo con il nome del “protagonista”.

      Italo Bisti non è solo uno che “per molto tempo ha abitato presso la Cantina Sociale”

      No, lui era IL CANTINIERE. E aggiungerei un SIGNOR CANTINIERE.

      Non solo per le indubbie capacità tecniche che via via gli si sono aperte a proprio in un momento cruciale dell’enologia in cantina. Erano gli anni ’60 e si passava dal “vino del contadino” al “vino della cantina sociale” che, bene che gli andasse, si poteva definì “il vino che si faceva con le bustine”. E che faceva male a causa di queste.

      Lui prima che cantiniere era un Signore, nel senso migliore del termine. Chiamato ad un lavoro nuovo, non facile, innovativo. Con una numeroso squadra di operai che spesso tendeva ad “elettrizzarsi” per il compito ricevuto, e ben pagato. Costretto, e pagato, a barcamenarsi tra amici agricoltori che conferivano l’uva con parametri qualittativi per tutti nuovi e spesso poco comprensibili, e le direttive di un tecnico di cantina che diceva e pretendeva, cose nuove per non dire strane.

      Lui anche sotto pressione, manteneva sempre un mezzo sorriso di comprensione e di benevolenza sotto le labbra. Più propenso alla comprensione e al dialogo che alla rudezza del comando e del rimprovero. Era una serenità che veniva dal dentro dell’uomo. Non poteva che essere così. Un altro al posto suo avrebbe preso il mal di fegato in una solo stagione.

      Aveva pazienza e comprensione con tutti. Questo mi ricordo. E pur avendo una grande responsabilità nella cantina sia verso la dirigenza che verso i soci, aveva questo atteggiamento positivo con tutti.

      Certo l’ho visto anche andare “su pe i peri”, quando ce vo, ce vo! Ma era subito pronto a girà la testa fatti l’occhiolino ridendo come a dire: hai visto che so bono anch’io a fa il cattivo?

      Grande Italo. Mi spiace dell’incidente, ma mi fa piacere che nonostante il volo di 30 METRI se la sia cavata, tutto sommato, abbastanza bene. Tanto pe fa capì di che stoffa è fatto.

      Forza Italo! Tutta Braccagni tifa per te! Rimettiti alla svelta che andiamo insieme a svinà il vino novo in qualche bella cantina d’oggi!

      • eleonora ha detto:

        Mi associo agli auguri per questo Signore con cui ho lavorato (era il mio primo lavoro)e lui e sua moglie sono stati con me, ragazzetta, davvero carini e comprensivi aiutandomi ad ambientarmi in un posto davvero nuovo per me: Forza Italo!

  219. braccagni.info ha detto:

    Italo Bisti purtroppo non ce l’ha fatta. Eppure non sembrava in pericolo di vita.

  220. Granocchiaio ha detto:

    Riflettevo sulla notizia di Italo Bisti.

    Prima casualmente e per curiosità vista la notizia come era riportata dai giornali, e cioè in maniera eclatante “perché nonostante fosse stato sbalzato a 30 metri di distanza il malcapitata se l’era cavata con poco” o giù di lì”. Il che non era – come al solito – poi mica tanto preciso perché ho poi letto che era deceduto in quanto i danni l’aveva avuti e come.

    E la prima riflessione che mi viene e che per rendere “allettante e attraente” la notizia non si esita a mettere in primo piano il lato sensazionale della questione. Il resto è accessorio.

    In ogni caso letto che era lui che aveva avuto l’incidente ho scritto due righe per ricordarlo e farlo conoscere a chi non l’aveva mai visto e conosciuto. Non sapendo scrissi queste probabilmente nelle stesse ore in cui lui ci lasciava.

    E poi dopo a ricordare e a commentare. Io per esempio prima dell’incidente non sapevo dove abitava e se fosse stato ancora vivo o no. Quando poi ho saputo chi era e ho letto l’età sono rimasto sbalordito! Ma come aveva 93 anni? Ma com’era possibile? Io me lo ricordavo abbastanza giovanile fino alla sua pensione e dopo, non avendolo più visto, l’avevo dimenticato. Come mi era dimenticato che lui era partito da Braccagni forse una trentina d’anni fa, o forse anche più.

    Com’è possibile che succeda questo? Succede con tutti quelli che per qualche motivo hanno abbandonato il paese e si sono persi di vista. Non si sa dove sono, che fanno, se sono sempre vivi o che cosa. Di loro si perde anche la sensazione del tempo: tendiamo a ricordarli com’erano quando sono andati via, come se poi non fossero invecchiati e cambiati come tutti i viventi!
    Solo chi non è partito è seguito fino alla sua partenza terrena.

    E quando vedi qualche locandina dai un’occhiata all’età e poi, ma guarda come era già vecchio, oppure ma guarda com’era giovane!

    Mai che ti venisse da dì: ma guarda aveva proprio l’età giusta pe morì!

    Per quelli che sono partiti per invecchiare e finire al loro vita da un’altra parte niente: sono spariti a tutti gli effetti. Anzi, sono come se fossero già morti anche prima di esserlo effettivamente.

    E allora mi viene a mente amici e conoscenti del tempo che fu e che sono partiti per altri lidi. Che faranno? Che vita avranno avuto? Saranno ancora in vita? Spero per tutti di sì.

    Spesso ripenso ai fratelli Fregoli, i figli del capo stazione degli anni ’50, Mario (l’Atleta), Paolo, Maurizio e Giuseppina. Maurizio aveva la mia età, gli altri erano da quelle parti. Dove saranno?

    E al Carota (Renzo Grassini) chi se lo ricorda? Io non mi ricordavo nemmeno il si nome vero, me l’ha ricordato Maurilio.

    Domenico Zarola, figliolo di Giuseppe il sarto e fratello di Caterina che s’era sposata co Ercolino, ma anche nipote del Toto fratello di Giuseppe, mi pare che siano a Prato. Qualche anno fa – una ventina d’anni fa – ho visto Domenico alla Rocchette. Poi più nulla.

    Anche il Sarchiapone (Adriano pastore) pare abiti a Prato, aveva sposato Mara Capecchi che veniva a scuola con me. Dice che ogni tanto ritorni a Braccagni: lo vedrei molto volentieri!

    E Niclo Vannini che lavorava alle Poste di Grosseto e suonava il violino? Boh.

    Di Giuseppe e Giovannino Capitani ho notizie solo perché abitano a poca distanza, a Roselle. Anzi Giuseppe, che veniva a scuola con me, è mancato un paio di anni fa. Giovannino non è più Giovannino, è piuttosto Giovannotto, nel senso che si anche lui arrotondato come un tordo: infatti riconobbi solo la voce mentre stava ritirando il tesserino della caccia a Grosseto. Sentita la voce gli dissi: e te chi sei? Come si voltò e vidi i suoi occhi esclamai: te sei Giovannino, e lui sorridendo mi disse di si. Ma gli assomigliava poco a quel Giovannino che era il vero scugnizzo di Braccagni all’epoca.

    E poi altri, tanti altri. Ci si perde di vista. E di memoria.

    Non mi pare una cosa bella. Chi sa che il Presidente del Centro Sociale non gli venga in mente di fa qualcosa anche in questo senso…..hai visto mai……con quante idee mette in atto pe noi vecchierelli………..

    • braccagni.info ha detto:

      Sono d’accordo in tutto con te. Credo che anche La Sentinella del Braccagni, possa fare qualcosa affinchè i figli di Braccagni non siano inghiottiti dall’oblìo.

      • Granocchiaio ha detto:

        Grazie per l’accordo e la condivisione.

        Circa il qualcosa da fare ti segnalo un dettaglio assai importante, vorrei dire cruciale, che forse ti è sfuggito: LA SENTINELLA DEL BRACCAGNI (in questo senso) SEI TE. Indi, per cui……………….

        Figli, fratelli, cuginastri o conoscenti che siano.

  221. mezzolitro ha detto:

    Non sò dove appiccicare ‘sto post, così lo metto qui, poi i “soloni” troveranno il posto giusto, se c’è.
    Il 13 ottobre, mercoledì, alle 9.00 in sala consiliare si riunisce la IV commissione consiliare del comune cò la III commissione provinciale lavori pubblici trasporti ecc… pè esamnare delle ipotesi per la soluzione dell’attraversamento ferroviario a Bracagni.
    Oltre alla Presidente di circoscrizione, sono state invitati anche il comitato sos braccagni e il coordinamento no-polo, chissà che c’azzeccano…
    Mi sento di sussurare… NO SOVRAPPASSO a nord di Braccagni.

  222. mezzolitro ha detto:

    ATTENZIONE!!!!
    Su teletirreno c’è un ex braccagnino che parla di tradizioni contadine ecc…
    E’ proprio fissato!!!
    P.s.
    Caro http://www.braccagni.info, perche non ci hai informato che c’era questo spettacolo imperdibile?

    • biadone ha detto:

      … e io che ho cambiato pure canale!!

    • robraccagni.info ha detto:

      NNNon c’è stata informazione perchè non si parlava di BrBraccagni nella trasmissione di Teletirreno.
      PaParliamo di Braccagni piuttosto: stasera volevo prprendere un caffè. Non sono andato al bar Grisù perchè lo lo sapevo in ferie; sono andato dal Bernasconi: chchiuso. Sono andato da Eliseo/Filadelfi: chiuso, forse è è in ferie ho pensato, mi sono avvicinato al cartello esesposto e c’era scritto: “chiuso per tanti motivi”. StStavo per andare a Grosseto perchè il venerdì il Red BaBaron è chiuso, invece era aperto e c’era Cristiano e fifinalmente ho potuto prendere il caffè.
      SiSintomatico?

        • braccagni.info ha detto:

          Che fai, prendi in giro il mio computer perchè balbetta?
          Cmq la chiusura di questi locali non è da sottovalutare. Speriamo in prossime nuove aperture.

          • paolo ha detto:

            perché la chiusura di questi locali non è da sottovalutare? in che senso?

          • braccagni.info ha detto:

            L’ex Bernasconi e l’ex Filadelfi sono locali storici di Braccagni, la cui chiusura non è un buon segnale, come non è mai un segno positivo la chiusura di una attività, soprattutto in una Comunità piccola come la nostra, dove intraprendere è sempre una sfida.
            Il paese perde vitalità e punti di riferimento.

          • Nello ha detto:

            Mi risulta che o in toto o in parte gli ex titolari riapriranno a breve il Ristorante Bernasconi.
            Pare altrettanto verrà fatto per il Filadelfi.
            Speriamo perchè la moria di attività è un male per il paese.

          • mezzolitro ha detto:

            PePeccato, quequesta meme la sò pepersa!
            Complimenti,la migliore dell’anno!!

  223. mezzolitro ha detto:

    Caro ranocchio, sò molto preoccupato, girano brutte voci sulla vendemmia 2010, ‘unnè che mi potresti dà un pò di coraggio pè affrontà l’annata, magari ci sarà qualche oasi felice, che sò nel senese, dove riescano a fà un bel vino rosso senza troppi marchingegni?

    • Granocchiaio ha detto:

      Vorrei dartene ma non ho ne mezzi né motivi

      I mezzi l’ho riposti perché quando l’anno scorso mi provai a fare una piccola panoramica sulla vendemmia
      Il direttore mi spernacchio dietro “ ma cosa fa il Pinot Bianco in Alto Adige? ………….”

      Quindi i mezzi li ho lasciati spenti, tanto se a nessuno interessa o deve interessare …………….

      I motivi: da quello che sento in giro è un’annata molto difficile e per diverse cause. Ma la vita in agricoltura non è mai facile. Chi ha scienza coscienza e conoscenza si vedrà come se la cava, di solito meglio di altri.

      Piove, governo ladro.
      Anche le primissime sull’olio di oliva non sono affatto incoraggianti, anche se di ben altro tipo.
      Ma poi tanto, a chi vuoi che interessino queste cose…………..

      • braccagni.info ha detto:

        Caro Granocchiaio, se ci sono delle persone che chiedono informazioni, evidentemente è un argomento che interessa.

        • Granocchiaio ha detto:

          Caro braccagni.info

          Forse oggi ci sono questi perché qualcuno l’anno scorso aveva fatto capolino con quell’argomento e ricordandolo s’è fatto vivo

          Ma se ogni nuova iniziativa che uno non comprende viene derisa che incoraggiamento c’è ad offrire argomenti e nuovi servizi?

          • mezzolitro ha detto:

            Che ti devo dì, ranocchio, mi era sembrato strano che un ranocchio di padule si fosse fatto scoraggià da poche battute che ‘un facevano ride nemmeno i tonti, sicchè vista la brutta prospettiva che mi si presenta, avrei voluto esse rassicurato, invece vedo che titubi, e allora incomincio a preparà il lutto al braccio.

  224. braccagni.info ha detto:

    E’ ufficiale: sabato prossimo riapre il bar/ristorante Bernasconi/Mascelloni (non sappiamo ancora come si chiamerà) e la cosa non può farci altro che piacere.

  225. roberto ha detto:

    Caro Paolo ti rispondo io: oggi sul giornale c’era una inserzione con scritto”Miria, Enrico, Daniela, Mirio sono LIETI di invitare all’inaugurazione del ristorante”.

    • mezzolitro ha detto:

      Allora siamo d’accordo, ci si vede lì a sentì se si ricordano come si fà a fà i tortelli!

      • Nello ha detto:

        Come fai ad avere il donop dell’ubiquità: domani un giocano i tu’ citti. E poi che esempio dai: mangiare i tortelli (che saranno sicuramente boni come quelli dello scorso anno) e il vino che invochi al Granocchiaio, vergognati…..

        • mezzolitro ha detto:

          Caro Nello, domani pomeriggio si gioca cò l’Aquilametato, a Aquilametato, che tra parentesi ‘un sò nemmeno dovè; si torna precisi precisi pè andà a mangià i tortelli dal Bernasconi, mi sà che ci viene anche il mio amico Sergioallestero che quando sente la parola tortelli gli vengano gli svenimenti, sicchè è tutto a posto, ‘un pende un capello.
          Per il vino, te ci scherzi, ma io sò davvero preoccupato.

    • Roberto Spadi ha detto:

      Volevo salutare il ritorno di Miria, Enrico, Daniela e Mirio alla guida del bar-ristorante-pizzeria, nel farlo di cuore, vorrei, altrettanto di cuore, domandargli: ma per fare un anno di ferie, dovevano per forza fare tutto st’ambaradan?

  226. Granocchiaio ha detto:

    Riporto per facilità di consultazione la domanda di Mezzolitro:

    Caro ranocchio, sò molto preoccupato, girano brutte voci sulla vendemmia 2010, ‘unnè che mi potresti dà un pò di coraggio pè affrontà l’annata, magari ci sarà qualche oasi felice, che sò nel senese, dove riescano a fà un bel vino rosso senza troppi marchingegni?

    Caro Mezzolitro

    Ho riattivato contatti e ascoltato dal mondo del vino con orizzonti un po’ più larghi della nostra Maremma
    Ho due risposte, una breve una un poco più lunga, ma di poco.

    La prima: “annata di merda”

    La seconda: “chi vendemmierà o ha vendemmiato tardi, dopo qualche giorno di sole, forse farà cose sufficienti, ma la media dal 15 agosto (giorno in cui hanno iniziato in Franciacorta) è stata una tragedia tra pioggia, basse temperature e moccoli………….”
    Scegli te quella che meglio ti torna, tanto in Maremma come fuori la musica è in pratica la stessa.

    Oppure aspetti le previsioni fatte a mezzo stampa – ma anche video – dove si sentiranno le solite bufale tipo annata difficile ma non dappertutto, poco ma buono, buono ma poco, difficile ma dove è venuto è fantastico, non abbondante ma discreto, e via cantando……………….e tutto continua come tutti gli anni a tarallucci e vino…..appunto

  227. Granocchiaio ha detto:

    Comunicazione pe Mezzolitro

    Come avevo previsto già si sente parlare di vendemmia riuscita a “macchie di leopardo”
    Il Ciliegiolo come quest’anno a me un m’era mai venuto così bene
    Il Vermentino dalla mi parti non ha dato nessun problema………e via cantando

    Ora ci saranno le litanie dell’olio
    Di malattie se na parla dal piano alla montagna. Ora. Tra un po’ tutto sarà buono, tutti avranno un’acidità bassissima, e via anche questa….
    Il bello (o il brutto) sarà da vedere cosa farsene di quest’olio, anche perché si prevede una non indifferente quantità, e ce n’è sempre di quello vecchio..e l’olio spagnolo che costa un sacco meno

    • mezzolitro ha detto:

      Siamo messi male eh?

      • Granocchiaio ha detto:

        Secondo me si,abbastanza male, e anche secondo diversi altri
        Ma non ti preoccupare, a meno che non ci sia d’andà a batte cassa da qualcuno, tutti diranno che è un’annata eccezionale, magari a macchia di leopardo (ancora!?), basse rese, ma molto buono………..
        Personalmente prevedo che a fine stagione di molitura il prezzo sarà inferiore all’attuale, e nemmeno di pochino……………

        • mezzamestola ha detto:

          voi con ste chiacchere tirate il carro ai frantoi che già si fregano le mani e dirranno tutti che buttano 10-11 e siccome c’è lacrisi pure il prezzo della macina aumenterà… poi alla fine avranno fregato così tanto olio che il prezzo calerà per forza… anche perchè a tagliallo con quello pugliese che costa la metà e anche meno, gli ci vole meno che niente… e speriamo che sia pugliese sennò lo prendono in grecia che avrà prezzi stracciati per via della crisi o in spagna dove te lo regalano…

          • Nello ha detto:

            Beati voi che siete profondi conoscitori dei problemi sia di gusto che economici.
            Io sono ignorante in materia, ma il vino costa sempre di più, annata sì o annata no, l’olio idem come sopra; il tutto per noi consumatori ma non per i produttori. E allora? Ben vengano i 20-30-100 ettari di pannelli: così l’agricoltore (in genere) avrà una rendita (fino a quando????) e noi consumatori ci contenteremo dell’olio di Mezzamestola,non come taglio, ma come uso a metà prezzo e, come diceva l’automobilista comune ad ogni autmento di benzina: chi se ne frega tanto metto sempre 10 litri.

  228. Nello ha detto:

    Forse sara il caso di aprire un nuovo psazio, oppure andare a ricercarne uno vecchio, ma sono nuovamente a piangere sull’abbandono in cui versano i miei due paesi (considero mio anche Montepescali). Oggi non sparo sulla Croce Rossa (modo di dire per rivolgersi al Comune) bensì su un’altra Amministrazione, fra l’altro ben più ricca della nostra municipalità.
    Tempo fa il Granocchiaio ricordava i tempi andati per le amicizie perse causa trasferimenti ed altri motivi. Bene ieri l’altro, dopo diverso tempo, sono andato verso Tirli (il motivo potete capirlo) e attraversando il passaggio a livello (strano era aperto) sono rimasto allibito, chissà come si rivolteranno nelle tombe i vari Fregoli, Barsotti e Ciardi (quelli più noti) se possono vedere lo stato d’abbandono della “loro” stazione fiore, nel vero senso, all’occhiello del paese che fu. Ieri era tutta pulita, un giardino che poteva quasi competere con Euroflora, oggi sudicio e soprattutto erbacce e seccume. Questo dovrebbe essere il benvenuto ai viaggiatori, meno male che poi, inoltrandosi nei paesi, non trovano di meglio con marciapiedi sconnessi, buche ad iosa, mura mediovali che crollano e chi più nè ha nè metta, così che si mette il cuore in pace: che ho sbagliato ? Pensavo di essere in Maremma ma mi sa che sono alla periferia di Napoli ( non me ne vogliani i napoletani, mai tg odierni insegnano)

  229. robert de niro a braccagni ha detto:

    Nello, la notizia (a proposito, hai trovato i funghi?)che hai dato è importante e ci ritorneremo, ma ho appena scoperto per caso che De Niro, forse la Bellucci, stanno per venire anche a Braccagni e mi sembra giusto comunicarlo.

    Cinema
    Robert De Niro innamorato della Bellucci
    Al via le riprese di Manuale d’amore 3 di Giovanni Veronesi

    Milano-E’ tempo di ‘Manuale d’amore 3′ e Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, diventa un set cinematografico perun mese. Partono giovedi’ 21 ottobre le riprese del film diretto da Giovanni Veronesi. Robert De Niro, che recitera’ in italiano interpretera’ un professore americano che s’innamora della bellissima Monica Bellucci. La loro scena verra’ girata domani, 20 ottobre, a Grosseto, e la bimba che interpretera’ la figlia della coppia del cinema internazionale sara’ Nina, figlia di Emanuele Bandaccheri, vice presidente della Pro Loco di Castiglione.

    Giovedi’ 21 ottobre, invece, sarà il turno di Scamarcio, Chiatti e Valeria Solarino iniziare le riprese dell’episodio ‘Giovinezza”, interamente girato a Castiglione della Pescaia per tre settimane. Il 21 ottobre, dunque, la troupe sara’ presente la mattina a Villa Il Poggetto e il pomeriggio in piazza Garibaldi. Sabato al Bagno Il Faro, da lunedi’ a mercoledi’ al castello di Castiglione.

    Giovedi’ poi riprese in piazza G. Solti e via della Fortezza e venerdi’ alla Casa Rossa. Il 1° novembre al bar del Sole e corso della Liberta’ e il 2, 3 e 4 alla spiaggia di Ponente, bagno Il Faro e molo. Venerdi’ 5 novembre in via Camaiori, via Montebello e piazza della Repubblica. SABATO 6 ALLA FATTORIA ACQUISTI A BRACCAGNI e domenica 7 sul ponte Giorgini. Infine, l’8 e il 9 novembre saranno fatte riprese interne in un noto hotel della zona.

    • mezzolitro ha detto:

      Mi raccomando sabato 4 novembre non prendete impegni, vi dovete trovà tutti ( anche i lagunari…)lì alla fattoria Acquisti a fà i tonti a boccalente a vedè gli attori girà qualche scena del film.
      Sai che spettacolo.
      Credo che me lo perderò.

  230. Granocchiaio ha detto:

    San Valentino, “ la festa di ogni cretino”
    Si dice finalmente forse per riposizionare nella giusta casella la festa sviluppata da produttori di cioccolatini e di cose da consumare senza senso. La vera festa degli innamorati è notoriamente tutti i giorni, non quando è indicato da qualcuno cui interessa venderti qualcosa in più da lui prodotto. Creare un bisogno da soddisfare acquistandolo alla su bottega.

    E la festa di Halloween?
    « HALLOWEEN? Mi fa vomitare
    MI HANNO FATTO SCAPPARE IL CANE….HALLOWEEN LA FESTA DEI CRETINI”
    Post n°262 pubblicato il 31 Ottobre 2010 da kighy

    “ECCO IL RISULTATO DI QUESTA FESTA INSULSA.
    MI HANNO FATTO SCAPPARE LA CAGNETTA.
    OGGI SON ANDATA A FARE UN GIRO IN CAMPAGNA
    LEI ERA IN GIARDINO COME AL SOLITO
    L’HO LASCIATA LI.
    FINO A CHE ERA GIOVANE SAPEVA
    SALTARE IL MURO DI CINTA
    ORA NON PIU’, HA 14 ANNI ED E’ PURE SORDA.
    INSOMMA QUALCHE RAGAZZO IN VENA
    DI SCHERZI PER QUESTA FESTA STUPIDA
    HA PENSATO BENE DI APRIRE IL CANCELLO
    E LEI SPAVENTATA DAI PETARDI CHE QUESTI GIORNI
    LA FANNO DA PADRONE E’ SCAPPATA.
    ORA SON NERA, E DISPERATA…
    LA DEFICENZA DI CERTE PERSONE
    NON HA LIMITE DAVVERO.
    POSSANO LORO SPAVENTARSI DAVVERO QUESTA NOTTE
    POSSA QUESTA FESTA PORTAR LORO TANTA MA TANTA SFIGA.
    VAFFANCULO HALLOWEEN E LE PERSONE STUPIDE.
    ORA NON MI RESTA CHE SPERARE
    TOBIA PER ME E’ UN PEZZO DI CUORE”

    Questo lo sfogo estemporaneo di qualcuno colpito dal fuoco amico con i soliti proiettili intelligenti sparati da persone sprovviste purtroppo di questo ultimo ingrediente

    Halloween è l’ultima cretineria che ci siamo voluti regalare. Dice che ci costi solo 400 milioni, che si sa essere in questi giorni, ora che è uscito anche il 6 al Superenalotto, cifra poi non così stratosferica……….

    Che fare? Purtroppo nulla. Aspettare che un’altra moda, più o meno cretina, ma assai utile a chi la progetta e mette in atto, venga a scacciare anche questa. Allora se la nuova dovesse andare a far concorrenza alla nostra Zucca da maiali illuminata, si troverà il misirizzi del momento – magari un dio molleggiato – che ci spiegherà perché Halloween non è poi tanto ” in” o “rock” da seguire, ma anzi “out” e “lento”

    So di correre il rischio di essere additato come un affiliato alla “Decrescita felice”, ma in fondo meglio essere solo additato qui che militare come effettivo nelle “schiere dei belanti pascoli”

    • Nello ha detto:

      Qui non si tratta di “crescita o decrescita”, come hai detto si tratta di festeggiamenti cretini voluti, questo sì, da certe categorie per consumismo e nulla più. Da piccoli (sei poco più anziano di me, tuo fratello è della mia età) si aspettava con ansia la Befana con il suo carbone e quant’altro. Era l’unica eesta che ricordi, poi su su è venuta la moda del Natale (perchè in altre regioni era Babbo Natale che portava i regali) r4imanendo in tema S.Ambrogio (per Milano) e la Madonna (( dic. perchè a Roma iniziava la “fiera ” di piazza Navona) e via con altre feste(innamorati, mamma, babbo, nonni quelle che mi vengono subito alla mente) fino all’asaurimento per quelle italiche, dopo anche i festeggiamenti come l’economia (riecco in campo le categorie iniziali) si sono globalizzate, da qui S.Lucia fino alla “stron…ta” di Halloween, domani ne inventeranno un’altra, che so la festa del Mandarino, del Maraja o del Redentore (per intendersi Rio de Janeiro) per rimanere nell’economia globale

      • mezzamestola ha detto:

        dove mi trovo ora questi i numeri:
        matrimonio: da 15 a 40 mila euro
        comunione: da 3 a 10 mila euro
        cresima come sopra

        e li a grosseto che succede?

        io sono con quelle famiglie e quei sacerdoti che non accettano queste cose…

  231. mezzolitro ha detto:

    Vabbè ragazzi, che vi rode?
    Forse non siete più giovani e ‘un sapete più relazionarvi con il prossimo?
    C’è una festa? Io ci vò, voi restate a csa a rosicà, perchè siete vecchi, e anche acidi.

  232. braccagni.info ha detto:

    In questa giornata particolarmente piovosa del 1 novembre, un paio di notizie: la prima è che sul giornale oggi sono apparsi i risultati delle elezioni per i rinnovi dei Circoli PD. Bene, a Braccagni forse il risultato più sorprendente: c’erano due liste in competizione ed ha prevalso quella che fa capo a Loriano Valentini; nuovo segretario è il giovane Edoardo Monaci, che prende il posto di Catuscia Scoccati.
    L’altra è che oggi hanno cacciato al cinghiale per la prima volta insieme le squadre di Braccagni e Montepescali. Non si hanno notizie di tafferugli, quindi probabilmente è andato tutto bene.

    • padella ha detto:

      con questo tempo forse so andati a caccia d’anguille

    • mezzolitro ha detto:

      C’è una rettifica da fà rispetto all’elezione del Monaci alla sgreteria del circolo PD di Brcagni, per un incredibile caso di complicati(?) calcoli il risultato è andato in parità e quindi domanisera gli eletti del circolo rifaranno la votazione.
      noi di braccagni ci si deve sempre distingue…

  233. cercasi lavoro ha detto:

    Ragazza 38 automunita offresi x pulizie in appartamenti , scale , o uffici . Offresi affidabilita’ e serieta’ . zona di Braccagni o Grosseto . richiedesi 8 euro l’ora . telefonare al 339 1162969.

  234. mezzamestola ha detto:

    a me quest’anno le olive hanno buttato delle 14
    frantonio del bivio di caldana
    acidità 0,2 (analizzate a grosseto)

    da considerare che sono tutti olivi sui venti anni, in pianura, vicino a braccagni, tenuti a prato, e senza nessun tipo di medicazione ne stagionale ne mirata.

    a voi come è andata?

  235. cercasi lavoro a Braccagni ha detto:

    Ragazza 38 automunita offresi x pulizie in appartamenti , scale , o uffici . Offresi affidabilita’ e serieta’ . zona di Braccagni o Grosseto . richiedesi 8 euro l’ora . telefonare al 339 1162969.

  236. e ti dirò di più ha detto:

    in via malenchini ormai chi va contromano si arrabbia pure se chi viaggia nel senso giusto non gli fa strada, e chi dal marciapiede protesta per veloocità e contromano, sempre in via malenchini, rischia pure maleparole e chissààà forse vogliono pure picchiare… prima o poi succede…
    la responsabilità è di chi non rispetta la legge, di chi non la fa rispettare e di chi ha messo il senso unico che crea solo disagi agli abitanti… perchè una strada del genere regge bene i doppi sensi. in più, sia chiaro, noi sappiamo (si fa per dire, ci si immagina?) perchè dopo questi episodi il senso rimane così… chi vuole costruire il polo logistico attaccato al paese non cambierà mai il senso a via malenchini, gli studi sul traffico presentati in comune fatti con via malenchini a senso unico…per dire che il polo si può costruire, se cambiano il senso alla via, non hanno più valore?! o sbaglio?…
    E come mai però una via ha cambiato il senso? forse quelli che ci abitano hanno più voce in capitolo in comune di quelli cha abitano in via malenchini?… oppure sono più belli, oppure soino più simpatici, oppure sono fortunati?

    • mezzolitro ha detto:

      Bell’intervento, ma lo sfoltirei un pò, basterebbe che le forze dell’ordine si mettessero di punta e applicassero il codice della strada. Tutto finirebbe in pochi giorni.
      Invece…

      • mezzamestola ha detto:

        purtroppo finirebbero solo di viaggiare contromano, no gli enormi disagi che il senso unico causa ai residenti, e tutto senza una spieegazione plausibile se non il fatto che se ne fregano della gente.

  237. Nello ha detto:

    Mezzolitro, che filosofo utopistico che sei: manco Berlusca, non posso scomodare il Padre, riuscirebbe a mettere dìaccordo i Centri Sociali di Braccagni.
    Sei sportivo e dunque ti concedo quanto mdivci sugli impianti, ma visto anche gli argomenti posti dal Granocchiaio un pò di autovelox e di telecamere per il controllo della viabilità, visto che l’Amministrazione non ci sente a fare interventi ad hoc, non sarebbero male.
    I proventi delle multe potrebbero essere poi usate per migliorare la vita di noi cittadini (per es. riparare le buche, fare il marciapiede su via Aurelia Nord, progettare i due rondo sempre sull’Ayurelia etc…), non pensare che sia utopistico a pensare in grande: sai quanti soldi entrerebbero.

  238. un decesso ha detto:

    Nella notte è deceduto Gianfranco Bernasconi. Condoglianze alla moglie Morea ed ai figli Enrico, Paolo e Anna.

  239. mezzolitro ha detto:

    Il Bernasconi era un uomo gentile, mi chiamava “Mascherino” perché il mì zio Carlo gli aveva raccontato che assomigliavo al mì nonno paterno che a Giuncarico chiamavano “il Maschero” visto che quando usciva dalla miniera era immancabilmente tutto nero in faccia.
    Quando si andava a Braccagni pè fa la spesa, la mì mamma ordinava di andà un po’ dal Filadelfi e un po’ dal Bernasconi pè ‘un fa torto a nessuno, e anche perché lei faceva affari cò tutt’edddue (furba…) così gli vendeva pollame e conigli e li riforniva di verdure.
    Cò il Filadelfi ‘un c’era gara, in quanto a simpatia stravinceva il Bernasconi che mi trattava come un ometto, mi chiedeva dei miei vitellini, del cane, era rimasto “colpito” dalla lupetta Diana, una volta gli aveva morso, con leggiadria(!), le chiappe! Poi mi strizzava l’occhio e mi chiedeva se avevo visto qualche lepre o fagiano, chiosando sempre che tanto io lo dicevo solo agli zii Scolari.
    Parecchie volte sono andato lì lì per dargli qualche dritta, però un giuramento è un giuramento e io non ho mai tradito!
    Un Bacio alla signora Morea.

  240. Granocchiaio ha detto:

    Io co Franco c’ho preso la patente insieme.

    Siccome l’ho presa a diciott’anni, e cioè nel 1962 lui ne aveva diversi di più. Ricordo che era un po’ timoroso perché mi diceva che a prendella alla mi età tutti so boni, ma alla sua, specie in teoria, erano dolori.

    Io frequentavo poco la scuola guida perché già da diversi anni guidavo la macchina in campagna pe portà le bombole e altre cose. C’andavo solo per le lezioni di teoria per sapè cosa domandassero agli esami.

    Il mi babbo non mi voleva presentare come “privatista” e allora mi iscrisse ad una scuola guida che avrebbe poi pensato a tutte le pratiche burocratiche e quant’altro necessario, la stessa scuola a cui era iscritto Franco
    Poi poco prima degli esami l’istruttore mi disse: andiamo a fa un giro, il tu babbo m’ha detto che la macchina la guidi bene, ma io ti devo spiegare come si svolge l’esame e così t’insegno qualche trucco.

    S’andò a fa sto giretto e venne con me anche Franco che si mise di dietro
    Io partii tutto sicuro e tranquillo, badando a non commettere errori e a dimostrare che il mi babbo non aveva esagerato
    Sennonché arrivati nella stradetta laterale che immette in via Roma all’altezza del cinema Odeon l’istruttore mi dice di parcheggiare. Io faccio tutta la manovra con una perfetta marcia indietro e parcheggio preciso vicino al marciapiede. Poi mi dice di ripartire e girare a destra. Io prendo riparto e giro a destra ma andando con la ruta posteriore tutto sul marciapiedi! Uno strambellone e giù di nuovo nella strada ! a me veniva da sprofondare dalle rabbia e dalla vergogna. E lui mi disse: vai , vai tranquillo che non è niente, ma non lo rifà co l’ingegnere se no quello ti manda subito a casa.

    Usciti dalla macchina Franco mi s’avvicina e mi fa: dai stai tranquillo, che vedrai poi dopo va tutto bene, piuttosto so io che so un po’ timoroso. Poi aggiunse: però anche te le tu bischerate le fai eh?
    E questo mi parve lo tranquillizzasse.

    Facemmo l’esame lo superammo tutti e due.
    Ogni tanto negli anni gli ricordavo il fatto e lui mi diceva: eh, si me lo ricordo si, me lo ricordo. Ma un la faceva mica troppo lunga.

  241. Presentazione libro ha detto:

    25 Nov. ore 16.30 presso la Sala Consigliare del Comune alla presenza del Sindaco Bonifazi verrà presentato il libro di raccolta di poesie ” Nuda di me” di VALENTINA RIMAURO, figlia dell’ex Maresciallo C.C. di Braccagni.
    Coordinatore :FAZZUOLI Franco;
    Relatori: SESTINI Carlo , giornalista;
    ERCOLANI Erminio; Presidente AVIS Grosseto;
    DEL CORONA Anna Rosa.
    Il ricavato sarà devoluto all’AVIS di Grosseto

  242. novelle ad alberese ha detto:

    Da venerdì a domenica in Maremma un convegno internazionale sulla narrativa popolare e gli studi italiani di fiabistica promosso dal Comune di Grosseto e dall’Archivio tradizioni popolari. La prima giornata è dedicata alla figura di Aurora Milillo.
    Una giornata di studi dedicata alla figura di Aurora Milillo, una delle più grandi ricercatrici di fiabe nel panorama culturale italiano. E’ il tema che apre venerdì 3 dicembre la prima delle tre giornate de ‘Il punto sulle novelle, la narrativa popolare nell’anno dei mezzadri”, il convegno internazionale in programma alla villa granducale di Alberese (Gr) fino a domenica 5 dicembre. L’appuntamento, organizzato dal Comune di Grosseto e dall’Archivio Tradizioni popolari, si pone l’obbiettivo di fare il punto sugli sviluppi recenti degli studi di fiabistica, con un allargamento alla prospettiva nazionale e internazionale.
    La città di Grosseto, grazie allo studio, alla ricerca e alla raccolta del materiale documentario svolti negli anni, si pone quindi come uno dei più importanti centri di ricerca sul patrimonio favolistico nazionale e proprio per questo Pietro Clemente dell’Università di Firenze e l’Archivio delle tradizioni popolari stanno progettando una rete nazionale dedicata agli studi sulla fiabistica.
    Al termine della prima giornata è previsto anche uno spettacolo di Francesco Burroni e Silvia Bruni dedicato alle novelle popolari senesi dell’Ottocento (venerdì alle 21,30 al Cinema di Alberese), dal titolo ‘A Catecanne, a’ tempi del famoso re Galinfalonne, … novelle popolari senesi dell’Ottocento’.
    Il punto sulle novelle – Il programma di venerdì 3 dicembre
    Ore 15,00 saluto delle autorità
    Ore 15,30 sessione dedicata ad Aurora Milillo.
    Presiede Pietro Clemente
    PRIMA PARTE Ricordi di Aurora fiabista
    Valeria Petrucci: Il contributo di Aurora Milillo al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
    Roberta Tucci: Ricordi di Aurora Milillo negli anni Settanta
    SECONDA PARTE Temi della ricerca di Aurora Milillo
    Marcello Arduini: Fiabe, vite, racconti. L’eredità di Aurora Milillo
    Ferdinando Mirizzi e Silvia Lacertosa: Le fiabe lucane di A. Milillo: criteri di edizione e nuove prospettive di ricerca
    Maria Federico: Fiabe nella rete
    Alberto Sobrero: Il cristallo e la fi amma
    Ore 21,30 (Cinema di Alberese) spettacolo con Francesco Burroni e Silvia Bruni:
    A Catecanne, a’ tempi del famoso re Galinfalonne, novelle senesi dell’Ottocento raccolte da Ciro Marzocchi
    I tre giorni di convegno sono collegati alla ricorrenza del 13 dicembre, ormai da anni in Italia riconosciuta come la Giornata Nazionale della Rete Italiana di Cultura Popolare.  Per informazioni si può visitare il sito della Regione Toscana: http://www.annodeimezzadri.it  

  243. roberto ha detto:

    Oggi sul Corriere di Maremma ci sono due pagine dedicate alla Mostra dell’archivio fotografico Fratelli Gori. Vi e’ pubblicata una foto con il titolo “mandrie al pascolo”. Si tratta della foto di Santi Quadalti al galoppo di spalle. Non sapevo che era una foto scattata Gori.

  244. Ric ha detto:

    Possibile prima neve d’inverno sulla Maremma e Grosseto venerdì prossimo 17 dicembre 2010. E’ prevista la mattina dalle 7:00 fino alle 9:00 a causa della temperatura sotto zero della notte unita ad un passaggio di fronte nuvoloso unito a precipitazioni. Altri centri della pianura che avranno precipitazioni nevose: Orbetello, Fonteblanda, Albinia, Talamone, Castiglione della Pescaia, Follonica (pioggia mista a neve); Capalbio (neve); Braccagni (neve debole); Magliano in Toscana (neve debole). Nell’interno sarà neve per la mattinata specie sul Monte Amiata e nelle colline Metallifere. In attesa di evoluzioni http://www.ilmeteo.it/meteo/Grosseto?g=2

  245. Ric ha detto:

    Neve in Maremma venerdì 17 dicembre 2010: Praticamente tutti i siti di meterologia della Toscana danno per scontata una nevicata sulla costa tirrenica per domani mattina.
    Meteotoscana: Neve in arrivo domani mattina ad iniziare dalle province di Massa, Lucca, Pisa, Pistoia con quota 0-100m. Nel corso della giornata le precpitazioni, in intensificazione, tenderanno ad interessare tutta la Toscana.

    Ilmeteo.it: Neve forte sulla Toscana da Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara verso Firenze. Tendenza a maltempo su alta Toscana e al centro con neve forte a 100-300m sul Lazio. La sera allerta neve su basso Lazio a 300 m.

    3bmeteo.com: Da venerdì una saccatura atlantica porterà umide ma più miti correnti libecciali che favoriranno un peggioramento del tempo con nevicate anche copiose sulla dorsale e sulle zone interne, ma stante le temperature al primo mattino la neve cadrà fin su tutto il settore e sulla capitale.
    laMMa Regione Toscana: Cielo molto nuvoloso o coperto con diffuse nevicate fino a quote molto basse o di pianura, in particolare sulle zone interne della regione. Lungo la costa le nevicate si trasformeranno rapidamente in pioggia. Le nevicate potranno risultare localmente abbondanti anche in pianura.
    Aggiornamenti in serata se ci sono eventuali cambiamenti.

  246. braccagni.info ha detto:

    Apprendiamo con profondo dispiacere della scomparsa del sig. Lancia, babbo dei nostri amici Vinicio e Marco. Condoglianze a loro ed alla moglie Rosina.

    • sentinella ha detto:

      Un altro pezzo di Braccagni che ci lascia: è deceduta la D.ssa Bianca Vecchieschi. Era nata a Grosseto il 9 aprile 1925. E’ andata a raggiungere in cielo il marito, il Comandante Antonio Concialini, scomparso alcuni anni fa.
      Famiglia storica di Braccagni, che ha fatto molto per il paese e per la sua identità. La d.ssa Bianca era la titolare della farmacia del paese, che non a caso si chiamava “del Braccagni”.
      Persona estremamente buona, altruista, ispirata da profondi sentimenti religiosi.
      La Sentinella la ricorda con tanto, tanto affetto.

  247. Fabio Bargelli ha detto:

    Sarà possibile che ogni volta che nevica la Grosseto-Siena diventa un calvario?
    Mia moglie è partita per Siena con l’autobus delle 12,15, avrebbe dovuto prendere servizio in ospedale alle 14.
    L’autista che si era fermato, poco dopo il Petriolo, per mettere le catene all’autobus, ha avuto qualche comprensibile problema ma mentre stava risolvendo è sopraggiunto un fuoristrada che ha tamponato l’autobus, spingendolo in posizione pericolosa sul ciglio della strada; quindi i passeggeri, per la loro incolumità, sono stati invitati a scendere dal mezzo e rimanere al freddo ed alla neve. Dopo un po’ che aspettavano eventuali soccorsi, mia moglie con alcune colleghe si è incamminata verso l’area di servizio il “Doccio” per trovare riparo, fortunatamente un automobilista che riusciva a transitare con le catene, si è fermato ed ha offerto loro un passaggio ma, sopraggiunti con molta difficoltà nei pressi di Siena hanno trovato la strada completamente bloccata e sono rimasti intrappolati fra Siena Nord e Acqua Calda per ore, fra auto intraversate e abbandonate lungo la carreggiata, tir rovesciati agli svincoli, freddo, neve e neanche il conforto di una bevanda calda, perche raggiunta un’area di servizio si sono viste chiudere la porta in faccia perché avevano chiuso la cassa.
    Morale della favola è arrivata in ospedale alle 20,15.
    Naturalmente non ho nulla da obbiettare a Rama che, oltrettutto, ho sentito che offrirà il pernotto ai passeggeri bloccati.
    Quello che non riesco a capire è che, nonostante le allerte meteo, ci sia sempre questa impreparazione al verificarsi di questi eventi, sia da parte degli automobilisti, non che io sia bravo in queste condizioni meteo ma almeno le catene le porto a bordo, che di coloro che dovrebbero rendere le strade praticabili.

    • Ric ha detto:

      La Toscana non è terra di importanti nevicate e gelate stradali, almeno nella pianura… Giusto questa mattina parlavo con un operatore del soccorso stradale il quale ha assistito a un fuoristrada multiplo di automobilisti che passavano in una strada di collina. Su una curva con il manto stradale ghiacciato tutti sono passati alla stessa velocità di tutti i giorni e uno dopo l’altro sono finiti nel fosso sottostante la strada. Logico che il pover’uomo ha lavorato e non poco oggi. Comunque sul ghiaccio non c’è un modo specifico di guidare, se freni vai fuori strada, se non freni vai ugualmente in fossa pur girando in senso opposto le ruote. Ho scritto con un po’ di anticipo di questo arrivo di neve in pianura proprio perchè so che qui neve e ghiaccio creano problemi; dopotutto è andata bene anche perchè Livorno domani avrà le scuole chiuse per neve e Firenze è veramente nei problemi.. e grandi. Quindi la Maremma si conferma terra con scarse precipitazioni estreme, e questo è un ulteriore punto a favore.

      • Fabio Bargelli ha detto:

        Per i pover’uomini del soccorso stradale e delle carrozzerie questa non è neve è manna che scende dal cielo.
        Per quanto riguarda mia moglie domani se riuscirà a rientrare a Braccagni, perchè la notte la passa a Siena, mi ricorderò di dirle che le è andata bene, in fin dei conti la caposala oggi le ha messo un giorno di ferie … e lei se l’è spassata sulla neve!

        • Nello ha detto:

          Ric è vero che a Grosseto e in genere la costa raramente sono interessati da nevicate, ma Fabio, almeno mi è sembrato di capire, non si riferiva alla nostra zona in particolare, ma ad un viaggio fantoziano sulla 223 nel tratto collinare (solo nel caso, ieri, senese).
          E’ capibile, specie in questo momento di crisi, che certe città (GR-LI-PI) non siano attrezzate per eventi del genere, ma non giustifico assolutamente altre zone in cui la neve è di casa o giù di lì. Ti ricordo che a Siena e Firenze non passa anno che non nevichi, ti ricordo che già l’anno scorso, più o meno nello stesso periodo, la Senese (per rimanere fra noi) fu bloccata per molte ore: errare è umano perseverare è diabolico.
          Fabio non accennato ad una lastra di ghiaccio, che è sempre possibile anche da noi, Fabio parla di neve, guarda caso annunciata per venerdì 17 da tutti, anche tramite te dal nostro blog il 15 con orario dalle 7.00 alle 9.00 (quasi centrato a Braccagni ha iniziato verso le 9.30 e terminato poco prima dell’una) e la Protezione Civile e le altre istiuzioni che cavolo hanno fatto? Ripetuto in pratica il copine dell’anno scorso (almeno allora non dico che sia stata improvvisa, ma alemeno il popolino non lo sapeva).
          L’unica cosa che ci può consolare, il fiore all’occhiello dove vanno tutte le risorse di TreniItalia, l’Alta Velocità, è rimasta bloccata: però Moretti, in barba ai 32 morti e ai molti invalidi di Viareggio, è stato premiato con il Cavalierato.
          Provocazione: vuoi vedere che lo fanno apposta?

          • Ric ha detto:

            Ti ringrazio della precisazione Nello, in effetti io cercavo un pò di sdrammatizzare l’emergenza neve ma i dati alla data ed ora di questa risposta sono i seguenti:
            1) L’Autostrada del Sole da Firenze Sud e il casello di Valdichiana è stato riaperto solo 6 ore fa (da ieri). Nel caos dell’autostrada bloccata ha giocato la cattiva informazione dei cartelli che indicavano “code a tratti” così che molti automobilisti e camionisti ignari sono entrati in una trappola di neve e ghiaccio durata praticamente un giorno (ma a vedere le immagini non pare finita);
            2) Firenze è stata una cittè praticamente paralizzata per treni, bus, tram, aeroporti, trasporti pubblici e traffico privato. Strilla il Presidente della Regione Rossi e gli fa eco il Sindaco Matteo Renzi, ma la città è stata bloccata senza che nessuno desse grande peso all’imminenza della perturbazione nevosa;
            3) La autostrada (si fa per dire) Firenze-Siena è non percorribile per larghe lastre di ghiaccio sulla sede stradale;
            4) La FiPiLi è a rischio chiusura per ghiaccio e neve.
            La Agenzia AGI News dirama in questo momento un comunicato che avvisa il pericolo di ghiaccio praticamente in tutta la regione inclusa la provincia di Grosseto per questa notte e per le strade collinari.
            Disavventure per eventi atmosferici possono accadere in una regione dove la diversità morfologica e metereologica tra costa e collina possono causare precipitazioni nevose imponenti con a pochi Km. assenza completa di precipitazioni; Grosseto, per esempio, è una città che ben difficilmente ha avuto precipitazioni nevose che ebbe abbondanti solo nel 1956 e nel 1985. Sulla vicenda di ieri ha giocato la disinformazione ed il pressapochismo di coloro che non hanno creduto ai siti di metereologia che erano concordi a dare come scontata una nevicata in quel giorno ed a quell’ora, segno che i dati su velocità del vento, caratteristica delle nubi, pressione atmosferica e temperatura erano identici. Adesso, visti i danni, si spera che qualcuno paghi i danni, ma dubito…
            Riguardo i giorni che ci separano al Natale, sarà piovoso a tratti; la neve per il momento si prevede a quote di montagna, per cui andrà bene per quelli che vanno a sciare, ma occhio! Le previsioni meteo sono attendibili solo sulle 36 ore al massimo.

    • mezzolitro ha detto:

      Dice bene il Tirreno stamane, perchè l’allerta meteo non allerta nessuno?

  248. Mezzamestola ha detto:

    asoltare e ragionare…. si lo so è Beppe Grillo, ma ascoltatelo, non sempre dice cose sballate, ogni tanto a ‘parlar’ male poterebbe pure azzeccarci…

    http://www.youtube.com/watch?v=MDDEuLz97rU&feature=related

  249. Patrizio g. ha detto:

    leggo su
    http://www.provincia.grosseto.it/rassegna/text.php?text=t215308&trova=&tc=
    e su
    http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2010/12/20/news/venticinque-euro-per-andare-a-funghi-3009408

    GROSSETO. Nuove norme, più semplici e più omogenee su tutto il territorio regionale, per la raccolta dei funghi. È quanto stabilisce la nuova legge, che entrerà in vigore dal primo gennaio del prossimo anno e approvata di recente dalla Regione Toscana.

    I residenti in Toscana avranno un trattamento agevolato rispetto ai non residenti. Basterà fare un unico versamento (13 euro per 6 mesi; 25 euro per 12 mesi)

    Gli importi dovranno essere versati alla Regione Toscana sullo specifico conto corrente (n.6750946) con la causale “raccolta funghi”, intestato alla Regione Toscana..

    • Nello ha detto:

      si sapeva da tempo.
      In pratica è cambiato poco o nulla.
      Il bollettino prima si intestava al comune di residenza ora si intesta alla regione, aumenta il costo semestrale, rimane invariato quello annuale (per noi toscani),aumenta di molto per i non toscani. Aumenta (ma non so se già era cambiato) il quantitativo dei funghi giornalieri pro capite da 2 a 3 chili. Sostanziali modifiche a quanto sopra, ma a noi braccagnini interessa poco, per i reisdenti nei comuni montani
      L’unico dubbio che cerco di capire da ottobre, vidi allora lessi della legge, prima con il bollettino si potevano raccogliere tutti i prodotti del sottobosco, ora nella causale va specificato “per raccolta funghi”, che vuol dire che, ad esempio more mirtilli lamponi ed altro, non si possono più raccogliere oppure bisogna fare un bollettino a parte?

  250. mezzamestola ha detto:

    non mi pare sia cambiato poco o nulla, prima ad esempio i residenti potevano raccogliere senza pagare nel gterritorio del comune limitati solo dalla quantità…

    oggi a quello che leggo non vedo una cosa del genere… ma sai, bisognerebbe leggere la legge, i giornali ogni tanto strafalcionano un pò non so se qui hanno riportato tutto …

    ecco chi non pagava:

    Non hanno bisogno dell’autorizzazione:

    a) i proprietari dei fondi che effettuano la raccolta all’interno della loro prpprietà (senza limiti di quantità)
    b) i residenti nel territorio del Comune (con i limiti di quantita’ )
    c) soggetti non residenti, proprietari di territori boscati con superficie pari o superiore a cinque ettari situati nel Comune stesso e che consentano, sugli stessi fondi, il libero accesso agli altri raccoglitori. In tal caso si applicano i limiti di quantita’ previsti per i residenti.

    • Nello ha detto:

      Hai ragione. E’ vero per i residenti nel comune, ma visto che il rischio era grosso (facilissimo trovarsi in comune di Roccastrada senza accorgetene, non essendoci filo spinatodi demarcazione) io ho sempre pagato. Non mi risultano multe per questo motivo in zona, ma mi hanno detto che in altre zone ciò è avvenuto.
      Poi io vado spesso verso Tirli e perolla, per cui il bollettino era necessario

  251. Nello ha detto:

    Ritorno sui post della scorsa settimana sul maledetto (nel caso solo metereologicamente) venerdì 17.
    L’ultimo mio intervento si limitava in un “al lupo al lupo” in riferimento ad un titolo del Tirreno che rispondeva più o meno a “perchè l’allerta meteo non allerta nessuno?”.

    Lunedì scorso, dovendo andare a Firenze, dopo il TG delle 6.30 ho ascoltato la situazione viaria dal CIS: riaperta la SI-FI ma percorribile solo con catene montate. Esco, ritengo la temperatura sicuramente sopra lo “0”, anche se io non ho mai freddo, pioviscola. Dubbio, forse essendo all’interno, distante almeno una sessantina di chilometri dal mare, per di più in zona collinare, ci sta che ci sia ghiaccio, spece se c’è ancora neve. In questi casi, come altre volte,mi rivolgo alla Polstrada, l’agente che mi risponde cade dalle nuvole dicendomi addirittura che già la domenica la superstrada era aperta, comunque si sarebbe informato coi colleghi di Siena e mi avrebbe fatto sapere. Morale viaggio tranquillo, anzi,forse perchè molti avevano abboccato, traffico praticamente inesistente.

    Bene anche stamane, leggendo su CFR Toscana in rete ho letto un ennesimo avviso di criticità moderata per piogge , riguardante la Toscana settentrionale da stamane fino a Natale ( esattamente fino alle 23.59 del 24, forse non sanno che il Papa ha rispolverato l’ora legale facendo nascere il Bambino alle 23.00, ha anticipato alle 22.00 la Santa Messa).
    Dopo la consultazione mattutina anche di questo sito e letto le mail, mi sono dedicato al mio lavoro principale di buon pensionante: la lettura della stampa.
    Anche il Tirreno riportava ben evidente nel titolo del trafiletto quanto da me letto nel sito della Regione, ma solo leggendo si capisce che si tratta di una zona delimitata e di precipitazioni abbondanti, senza ulteriori spiegazioni.

    Dico, di fronte a questi esempi, come si deve comportare il cittadino medio? Si tuppa in casa e chi s’è visto s’è visto? Oppure si affida al destino, tanto è poca cosa, e si ritrova nell’apocalisse? Ma così si comporta il cittadino medio, l’autorità dovrebbe prevenire le azioni, anche del cittadino medio.
    Non so come funzionino nelle altre zone le Sale della Protezione civile, ma essendo presente come volontario in quella di Grosseto il 21 Nov. ho monitorato lo stato dei fiumi della provincia ogni quarto d’ora e seguendo , praticamente in diretta l’evolversi della situazione della zona sud, e tenendo costantemente aggiornato i resposabili.
    Forse era quasi impossibile trovare rimedio per le strade secondarie anche eprchè non in tutte le strade c’è obbligo di catene a bordo,, ma almeno i caselli autostradali potevano essere chiusi

    • Ric ha detto:

      Anche io riprendo il tema visto che, per queste feste di Natale, appare evidente un certo pressapochismo nel gestire la situazione meteo italiana: molti siti di metereologia italiani sono discordanti su ciò che avverrà per le feste.
      Ilmeteo.it subito dopo il disastro della Toscana lanciava strali contro la eccessiva frammentazione degli istituti di metereologia italiani i quali vengono gestiti dalle singole regioni, però va ricordato che nella emissione di comunicati meteo, ciascun sito di previsioni adotta un proprio modello fisico-matematico per la elaborazione dei dati provenienti da ciascuna stazione meteo, palloni sonda, ecc., da qui la discordanza delle previsioni certe volte anche macroscopica.
      Il pressapochismo sta nel sottovalutare gli effetti delle precipitazioni nevose nel Tirreno e sue zone interne pensando che il Centro e il Tirreno in particolare siano di fatto esentati da questo tipo di precipitazioni, poi quando succede il disastro si grida allo scandalo. Nella vicenda della Toscana, inoltre, pare che ci sia un atteggiamento quasi “lucrativo” della Società Autostrade che nel disastro dello scorso venerdì 17 non ha provveduto a sgombrare la FiPiLi (la cui pulizia viene gestita da una Società appartenente alla Società Autostrade) per incanalare il traffico verso Pisa sulla (perfettamente sgombrata) autostrada a pedaggio Firenze-Pisa, chi sa? forse per trarne maggiori utili.
      Ed ancora, nel tratto della A1 Valdichiana-Firenze Sud gli automobilisti sono stati fatti entrare con l’indicazione di “code a tratti” sui tabelloni di informazione facendoli andare verso la coda formatasi sulla neve in autostrada.
      Insomma, di tutto un po’ da parte di tutti gli enti che dovrebbero aiutare gli automobilisti….

  252. braccagni.info ha detto:

    A Braccagni va in scena Pinocchio