(30-ago-2010 ore 09:11) Sulla risposta a: Polo Logistico Intermodale di Braccagni Un articolo dell'autorevole quotidiano online inglese Daily Telegraph intitolato "At war under tuscan skies" di Jasper Rees riporta i problemi di deturpazione del paesaggio e dell'ambiente della costa maremmana e parla anche dei problemi di Braccagni sulla costruzione del Polo Logistico di Braccagni. Il testo dell'articolo in inglese è visibile qui. Il commento del quotidiano locale Corriere di Maremma è visibile qui.
Prime interessanti indicazione sulla vera identità del tipo che suona la chitarra, balla e sorride: pare sia un Nomadelfo. La cosa potrebbe anche essere vera, se non altro leggendo il testo in lingua orginale che ora vi offro
Gionni Bigù
Nella bassa Maremmana, vicino a Nomadelfia
nel profondo della foresta tra i sempreverde
c’era una capanna fatta di terra e legno
dove viveva un ragazzo di campagna chiamato Gionni Bigù
non imparò mai a leggere ne a scrivere bene
ma suonava la chitarra come fosse un campanello
Portava la sua chitarra in una borsa di pelle
Si sedeva sotto l’albero vicino alle rotaie
Vecchi ingegneri lo vedevano seduto nell’ombra
suonava con il ritmo che davano i conducenti
quando la gente passava si fermava e diceva
“Oh, che suoni riesce a fare quel piccolo ragazzo di campagna”
Sua madre gli diceva “un giorno sarai un uomo
sarai a capo di una grande banda musicale
molta gente viene da lontano
e ti sente suonare mentre scende il tramonto
forse un giorno il tuo nome sarà su un insegna
che dice Stasera “Gionni Bigù”
Prime interessanti indicazione sulla vera identità del tipo che suona la chitarra, balla e sorride: pare sia un Nomadelfo. La cosa potrebbe anche essere vera, se non altro leggendo il testo in lingua orginale che ora vi offro
Gionni Bigù
Nella bassa Maremmana, vicino a Nomadelfia
nel profondo della foresta tra i sempreverde
c’era una capanna fatta di terra e legno
dove viveva un ragazzo di campagna chiamato Gionni Bigù
non imparò mai a leggere ne a scrivere bene
ma suonava la chitarra come fosse un campanello
Vai!Vai!Vai, Gionni, vai!
Vai, Gionni, vai!
Vai, Gionni, vai!
Vai, Gionni, Vai Gionni Bigù
Portava la sua chitarra in una borsa di pelle
Si sedeva sotto l’albero vicino alle rotaie
Vecchi ingegneri lo vedevano seduto nell’ombra
suonava con il ritmo che davano i conducenti
quando la gente passava si fermava e diceva
“Oh, che suoni riesce a fare quel piccolo ragazzo di campagna”
Vai!Vai!Vai, Gionni, vai!
Vai, Gionni, vai!
Vai, Gionni, vai!
Vai, Gionni, Vai Gionni Bigù
Sua madre gli diceva “un giorno sarai un uomo
sarai a capo di una grande banda musicale
molta gente viene da lontano
e ti sente suonare mentre scende il tramonto
forse un giorno il tuo nome sarà su un insegna
che dice Stasera “Gionni Bigù”
Vai!Vai!Vai, Gionni, vai!
Vai, Gionni, vai!
Vai, Gionni, vai!
Vai, Gionni, Vai Gionni Bigù