(30-ago-2010 ore 09:11) Sulla risposta a: Polo Logistico Intermodale di Braccagni Un articolo dell'autorevole quotidiano online inglese Daily Telegraph intitolato "At war under tuscan skies" di Jasper Rees riporta i problemi di deturpazione del paesaggio e dell'ambiente della costa maremmana e parla anche dei problemi di Braccagni sulla costruzione del Polo Logistico di Braccagni. Il testo dell'articolo in inglese è visibile qui. Il commento del quotidiano locale Corriere di Maremma è visibile qui.
Oggi sul Corriere della Maremma lettera del Cittadino residente a Montepescali Fabrizio Fabbrini che protesta: “Miasmi dal bagno pubblico di Montepescali – nessun rimedio nonostante le sollecitazioni agli uffici comunali”.
Nel mirino anche la strada che collega a Braccagni e il degrado delle mura.
Chi ha bisogno e vuole farsi qualche mese di lavoro onesto (non so se pagato bene o male) legga qui:
IL COMUNE CERCA 15 RILEVATORI PER IL CENSIMENTO SULL’AGRICOLTURA
Il Comune di Grosseto ha pubblicato un bando per la selezione di
rilevatori da impiegare per il sesto Censimento generale
dell’agricoltura. Saranno assegnati 15 incarichi “ad hoc” che dovranno
essere espletati nel periodo compreso tra il 25 ottobre e il 31 gennaio
2011, salvo eventuali diverse disposizioni dell’Istat. Le domande
dovranno essere inviate entro il 9 settembre al Comune di Grosseto,
Ufficio comunale di censimento, piazza Duomo 1 – 58100 Grosseto –
Ufficio Protocollo.
Il bando si può trovare all’ufficio Agricoltura in via Roma 3 oppure si
può scaricare dal sito internet del Comune http://www.comune.grosseto.it (Home
page, sezione Novità). Info: 0564/488842
Si svolgeranno domani i funerali di Flavia Bruna Fusaro, mamma delle nostre amiche Elisa ed Eleonora Scapin.
Alla famiglia Scapin, ad Enrico Galli, le nostre condoglianze.
A nome mio, del mio Babbo di Elisa Enrico e Giacomo ringraziamo davvero di cuore tutti quanti ci sono stati vicini in questo momento davvero terribile a breve con le offerte raccolte faremo un assegno circolare intestato alla fondazione La Farfalla onlus associazione davvero merievole che aiuta tante persone in momenti terribili e drammatici, ancora un grandissimo ringraziamento a tutti
PAESANI, CHE DELUSIONE
Parafrasando il poeta: Braccagni di invidia ostello.
E’ l’unica cosa che mi viene in mente a fronte di prese di posizione di miei paesani su problematiche attuali. E’ in corso la Sagra paesana, che negli ultimi anni è rinata sotto l’egida dell’Unione sportiva dalle ceneri di quella della polenta e rostinciana o successivamente dal palio dei rioni, sagra che vede la partecipazione di molti braccagnini di idee politiche diverse, ad alcuni manco interessa il calcio, ma sono tutti uniti per la sua riuscita, che altro non è poi vanto di Braccagni. Ma non è cosa buona e giusta, c’è qualcuno che trova da ridire a parole (e mi può stare anche bene , per me ognuno è libero di pensarla come crede), ma purtroppo anche facendo ricorso ad altre azioni che non solo danneggiano gli organizzatori, ma creano danno anche per il contribuente, perchè facendo intervenire più volte le autorità competenti incrementano le spese comunali, quindi mi tolgono soldi per eventuali investimenti. La mia domanda è: invidia per l’organizzazione (leggi Presidente U.S.) o invidia perchè la stessa è riuscita a far crescere la sagra negli anni, mentre prima , le due menzionate, sono finite malinconicamnete dopo pochi tentativi?
Mio risulta anche che ci siano persone che con cavilli vari insorgano contro il piano di rivalutazione dell’area a verde degli impianti sportivi. Anche qui sorge spontanea la domanda: che danno mi fa qualcuno che tira fuori i soldi per un’operazione che migliora l’aspetto del paese? Che danno arreca alla comunità con la rivitalizzazione di un’area che ora come ora è abbandonata all’incuria generale e il Comune si trova spiattellato un area a verde a costo zero e a manutenzione come sopra (percè per chi fa finta di non sapere se si costruisce qualcosa sul terreno altrui, la proprietà del manufatto è di quest’ultimo). Lo sponsor principale dell’operazione è una società che ha al cuore la la sua clientela e se si espone ad una operazione del genere credo che lo faccia soprattutto per un ritorno di immagine(cioè non scontentando nessuno, anzi…) e non solo per scopi fiscali, stesso discorso penso lo faccia la nostra Amministrazione (di qualsiasi colore sarà l’anno prossimo): verrà steso un regolamento a cui tutti dovranno attenersi (del resto mi risulta già in atto in altre situazioni analoghe). Certo come tutte le cose possono essere migliorate e ampliate, ma questo fa parte della discussione di approvazione del progetto, ma da qui a buttare tutto in malora ce ne corre; a meno che, come sopra, perchè non l’ho proposto io?.
Mi domando: perchè questi signori così attenti a quello che gravita intorno all’Unione Sportiva, non sono altrettanto attenti a quello che veramnete gravita sul paese e che il nostro blog riporta?
Mi riferisco alla viabilità, possibile che ormai a due anni delle proteste non si sia trovato il metodo di ridare il doppio senso a Via Malenchini? possibile che non si sia capaci di canalizzare l’incrocio Via Sgarallino-Via dei Garibaldini? possibile che (ritornando ad uno dei nodi eneunciati nel blog sul progetto area impianti sportivi) non si trovi il modo di fare senso unico su vai Pantaleo con relativo divieto di sosta (mi scateno)ambo i lati? o, visto che la sosta promessa su un lato di via dei Garibaldini creando spazi sul marciapiede e pumtualmente non fatta, mettere il divieto di sosta sui circa 100 m dove ora è permesso e gurda caso uno dei punti più pericolosi (per intendersi all’edicola)? oppure perchè non fare questa benedetta assemblea sul polo logistico che ce la promettono ormai ufficialmente da marzo (Marras in campagna elettorale) e nonostante la presentazione in pompa magna ormai un mese fa in Provincia a doggi tutto tace?
Ecco sono queste le cose (chiaramente solo quelle più eclatanti venute alla mente e sicuramente ho lasciato altre forse più importanti) che i LOR SIGNORI così avvezzi alle stanze del POTERE dovrebbero perorare per il bene del paese, per il resto vadano, per ora, a mangiare una scottiglia e domani anche bere un caffè al fresco (per quanto il nostro clima lo permetta)nel nuovo parco.
Sottoscrivo tutto ed aggiungo una domanda: gli stessi soggetti che sono stati così scrupolosi nel far controllare tutti i permessi alla Sagra di Braccagni (e ci sono tutti statene certi…dunque ci hanno fatto il piacere di far spendere effettivamente a vuoto i soldi dei contribuenti) hanno usato lo stesso metodo con le altre iniziative che si sono svolte nella nostra zona e che si trovano sotto la loro autorità? Hanno fatto fare gli stessi controlli? Non credo che interverranno nel blog per dircelo, ma sotto sotto credo già di avere la risposta….
ed hanno usato la stessa solerzia e puntigliosità per informare la cittadinanza di Braccagni e Montepescali della variante PILT che porterà alla costruzione di un polo logistico attaccato a Braccagni?
Dato che a Braccagni abbiamo le autorità pubbliche locali che ci rappresentano, ossia Patrizia Balestri (Presidente di Circoscrizione) e Mario Iacobucci (Consigliere Comunale), sarebbe interessante sapere cosa ne pensano in merito.
E’ morta Agostina Croci. I nuovi braccagnini forse non sanno chi era, ma se diciamo “la Gosta” allora forse in molti capiranno. Prima di trasferirsri alla Marsiliana ha abitato a Braccagni, esattamente alle Case Rosse. Persona di corporatura prestante, donna intelligente, fiera, era molto conosciuta perchè era la materassaia del paese.
Il 31 luglio 2010 (alla viglia del suo 90′ compleanno)sono andato a trovarla in un Istituto per anziani di Orbetello. Quando sono entrato, tutte quelle vecchiettine mi salutavano, credendo che un loro nipote fosse andato a trovarle. Io invece ero per lei, per la Gosta. Domandai dove era, ed era lì vicino. Stentavo a riconoscerla. “I vecchi subiscon le ingiurie degli anni” cantava Guccini. Era su una sedia a rotelle, mi sono presentato come il figlio del Guardione. Lei mi fa “Roberto” “Sì sono io”. E un po’ l’emozone mi prende. Mi accorgo che è sempre lucida. “Quante case di Braccagni ho girato” (riferendosi alla sua attività di materassaia). “Braccagni mi ha dimenticato” “Non è vero” gli dico, e così facendo tiro fuori una copia della Sentinella, dove tutti gli anni gli facciamo gli auguri. Questo anno non potremo farli; ho fatto appena in tempo ad andare a trovarla.
Addio Gosta.
Oggi dovrebbero portarla a Braccagni verso le 14,30, in quel paese che non l’ha dimenticata.
Note liete: i piatti sono i soliti, grosso modo, ma i prezzi non sono aumentati, anzi mi pare che……..
Note liete: è la prima volta che vedo nelle sagre un servizio navette funzionare con precisione, frequenza e comodità. Veramente comodo. Poi dopo, al ritorno, l’autista forse un momentino in abbondanza di autostima, o forse perché dopo ore di servizio ha preso fin troppa confidenza col tragitto, ti fa provare il brivido del fuoristrada quando scende giù dal campo sportivo in una sconnessa quanto divertente discesa libera.
Note meno liete: i piatti, le postate ed il bicchiere continuano ad essere in plastica di pessima qualità, possibile che non sappiano che ci sono materiali riciclabili assai più gradevoli e non molto più costosi?
Note liete: I ragazzi e le ragazze che servono, giovani belli, sorridenti e gentili come non tutti camerieri sono sempre nei ristoranti maremmani
Note meno liete: la tortura della musica con gli altoparlanti a tutta gallara rivolti verso i tavoli dove si mangia e si colloquia solo a gesti, perché a voce è devi sgolarti per farti sentire da chi ti sta davanti
Solite note: la qualità dei piatti è da sagra, cioè senza infamia e senza lode, ancor meno per il vino
Note molto liete: una passeggiata in paese fa scoprire come tutto appaia assai ben curato e anche i lavori fatti dal comune siano ben integrati nello stile
Note molto liete: la gente del paese a sedere sulle panchine o fuori della porta di casa a veglia con i vicini è qualcosa che ti tocca il cuore
Note lietissime: il giardino di Elenina, un vero gioiello. Forse meriterebbe una migliore visibilità e fruizione.
Note così e così: visti i turisti che girellano per il paese dopo aver cenato sarebbe il caso di poter visitare anche il Museo civico e la chiesa di San Niccolò con i notevoli affreschi ed il crocefisso ligneo
RINNOVABILI? GRAZIE, MA……
Mi è giunta una simpatica e-mail nella quale un caro amico, giocando sulle parole, ” i nuovi acquisti” portava a conoscienza di un impianto fotovoltaico di futura costruzione in località Acquisti.
Che dire? Nel titolo ci sta il mio pensiero: grazie ai nostri Amministratori che invogliano a tali tipi di investimenti, ma “accidenti” perchè non regolarizzano la cosa. Ora è tutto un proliferare di impianti fotovoltaici che se veramente danno una mano non indifferente a raggiungere (forse) i dettami del protocollo di Kyoto 20-20-20 (cioè, per i meno addentro, 20% di energia rinnovabile con abbassamento del 20% del CO2 in atmosfera entro il 2020)creano un danno enorme alla nostra agricoltura. Riferendomi agli Acquisti e ai numeri riportati sull’articolo del Tirreno si può fare un calcolo approssimativo:
20 mil di euro d’investimento equivalgono ad un impianto di circa 6000 Kw di potenza (costo medio 3000-3500 €/Kw e tornerebbe anche con gli 8 mil di Kwh prodotte annualmente in quanto nella nostra zona il coefficiente d’insolazione annua è di 1330-1350 ore). Considerato che un pannello fotovoltaico ha una potenza media di 200 W occorrono dai 20 ai 30 Ha di terreno. Forse gli ettari saranno meno (le mie conoscienze sono soprattutto su impianti domestici e su questo ho fatto i conti) ma non credo che ci sia molta differenza. Ripeto l’impianto degli Acquisti è solo lo spunto alla mia riflessione, anche perchè, almeno per i promotori, il fine per cui viene realizzato è a scopi sociali per iol paese di Tirli, però è di pochi giorni fa altra diatriba su 900 o 140 Ha in un comune (non ricordo se Magliano o Manciano) fra Lega Ambiente e PdL, o gli oltre 400 Ha denunciati da Rifondazione nel comune di Scansano. Insomma non credo assolutamente che tutti questi terreni siano “deserto”, ma credo altresì che siano terreni coltivabilissimi, ma il boccone è veramente buono: si parla di affitti (anche per la terra si dice così?) di 5000-6000 €/Ha annuo, e te credo visti gli incentivi ed i Certtificati verdi (ma se si approfondisce finsico domani e stasera c’ho lka riunione per la Sentinella). Mi sa che chi è un pochino più addentro di me in agricoltura mi può cdonfermare che la resa del terreno a scopi agricoli è ben più bassa: vuol dire che presto invece di mangiare il pane (da grano) si mangerà confettura di rifiuto speciale (i pannelli), ma non scoraggiamoci stanno sperimentando quelli al mirtillo (è la verità non è una barzelletta) per cui, oltre che la luce, ci daranno la vista oltre i 10 decimi.
Pulce nell’orecchio. Avete visto che cosa strana, fino all’anno scorso rivedere i campi di girasole come negli anni ottanta era quasi un utopia. Non era più conveniente la sua coltivazione, valeva la pena solo se per cause atmosferiche non si potevano fare altre culture. Oggi se si va a Grosseto o meglio se si va a Braccagni Beach (Castiglione) è un tripudio di fiori gialli… non è che tanto tanto questi impianti a biomassa di cui si ha sentore……… Al limite si può parlare anche di questi, dell’eolico e quant’altro.
Che delusione per me che fin dai primi anni dell’ITI (mi sono diplomato nel 1968, sono vecchiotto) sognavo una casa a consumi “zero” o quasi.
Firmo, sottoscrivo e faccio mie le tue parole Nello…
dietro questi impianbti c’è solo volontà di prendersi i finanziamenti pubblici e si allettano i contadini con alti affitti… rimarrano tutti a becco asciutto quando le società con cui firmano i contratti, stranamente srl di solito a socio unico, che si riservano tutti i diritti e si rifiutano di firmare garanzie e fideiussioni , spariranno e lasceranno i campi pieni di materiale che è un frifiuto speciale che per essere smaltito e bonificato costerà dieci volte di più dell’affitto riscosso in venti anni…
Il fotovoltaico va bene, ma non nei terreni coltivabili e di classe buona come quelli degli acquisti, ma nelle zone sassose e brulle o nelle aree da bonificare di grandi e passate speculazioni… e soprattutto sopra i tetti ….
e soprattutto dove ci sono soldi pubblici da distribuire devono esserci leggi che ne impediscono la speculazione, oggi le norme che ci sono favoriscono le truffe…
poi i contadini che danno i loro terreni vincolandoli per 20-30 anni si gratteranno il capo e noi mangeremo rifiuti speciali per sopravvivere… ma questa è la buona politica dei nostri amministratori che sono a favore dell’ambiente… a aprole e soprattutto in campagna elettorale… ma piano piano scopriremo tutti gli altarini, si preparino a fare i conti con la realtà perchè la gente sta aprendo gli occhi.
La dignità del giornalismo italiano in una lettera di una giornalista, MARIA LUISA BUSI :
“Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla
mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi
determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito
senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me -
prosegue – una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale
che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del
quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di
credibilità nei confronti dei telespettatori.
Come ha detto il presidente della Commissione di
Vigilanza Rai Sergio Zavoli: ‘la più grande testata italiana, rinunciando
alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua
identità, parte dell’ascolto tradizionale´.
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un grande giornale. È
stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il
giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era
questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei
colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che
sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il
Paese. Il giornale degli italiani.
Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di
una voce sola. Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di
parte.
Dov’è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono
aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi
salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare
avanti perchè negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli?
Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro
titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un
milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.
Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E
i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare
neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i
cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende
che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè
falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare?
Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata.
Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima
elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo
spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande
progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna
interattiva multimediale.
L’Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto
della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte – un
editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro
sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato,
smentito dai fatti il giorno dopo – e l’infotainment quotidiano: da quante
volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel
lago, alle mutande antiscippo.
Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei
programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale
del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese.
Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero
dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto
profilo e interesse generale.
Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni
professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una
conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.
Nell’affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene
ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante
del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.
I fatti dell’Aquila ne sono stata la prova.
Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al
grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che
ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che
accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda
alla verifica.
Ho fatto dell’onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia
professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto
recentemente. Pertanto:
1) respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche
che ho espresso pubblicamente – ricordo che si tratta di un mio diritto
oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI – le avevo già
mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di
leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la
circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un
arricchimento.
Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c’è
più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del
pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2) Respingo l’accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui
mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede
semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e
onesti.
E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai,
lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le
loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non
debba trarre profitto dal proprio ruolo.
3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo
l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato
all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai
accusato di `danneggiare il giornale per cui lavoro´, con le mie
dichiarazioni sui dati d’ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato
quelle dichiarazioni.
Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: ‘il tg1 darà conto
delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a
campagne ideologiche´. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico è
quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire
altrettanto.
Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta
campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale
Panorama – anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me
diretta – hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche
alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi
dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni.
Sono stata definita ‘tosa ciacolante – ragazza chiacchierona – cronista
senza cronaca, editorialista senza editoriali’ e via di questo passo.
Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint
Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio
legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle
20.
Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo
molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che
abbiamo bisogno.
Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il
pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia
azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori,
nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il
dovere.
Ancora nessun commento su questo spazio nel mese di luglio 2010
Ma mettiamo ugualmente la copertina del mese che ricorda un successo degli anni 80: Bette Davis Eyes, una canzone pop scritta nel 1974 da Donna Weiss e Jackie DeShannon, portata però al successo con un ritmo pop rock nel 1981 da Kim Carnes.
La Bette Davis citata nel titolo e nel testo della canzone è la celebre attrice Bette Davis, ricordata, oltre che per la sua bravura recitativa, anche per i suoi grandi occhi espressivi.
In questa versione raggiunse la vetta delle classifiche di vendita anche in altri trentuno paesi, fra cui Germania, Australia, Svizzera, Italia, Norvegia, Giappone e Brasile.
In Bette Davis Eyes vengono citati non solo gli occhi – particolarmente seducenti – di Bette Davis, ma anche talune prerogative di altre star di Hollywood degli anni d’oro della Mecca del Cinema: i capelli biondo platino di Jean Harlow e lo sguardo ammaliante di Greta Garbo, tutte icone pop della cinematografia mondiale capaci di suscitare emozione duratura oltre il gesto filmico.
In chiave di sincopata ballata pop rock, la versione di Kim Carnes è la più conosciuta e ricordata, anche in virtù della voce particolare, roca, della cantante statunitense che, nello scandire le sillabe del testo, sembra ricordare sotto alcuni aspetti lo stile di canto di Rod Stewart o quello, più metafisico e mercuriale, di Bob Dylan.
La stessa Bette Davis, l’attrice menzionata nel titolo e nel testo della canzone, ammise di essere un’ammiratrice di questa canzone e volle conoscere personalmente Carnes e i cantautori che crearono la canzone o che lavorarono attorno ad essa, per ringraziarli per averla resa “parte dei tempi moderni”.
Credo che la questione dell’incuria a Montepescali meriti uno spazio nel blog. Visto che alcuni amici del paese seguono con attenzione il nostro spazio e che questo, comunque, è ormai letto da tempo dalla stampa locale e dai nostri amministratori (nella fattispecie i politici) possiamo garantire un buon servizio per quello che io considero il nostro Centro Storico.
Il nostro centro storico, mi sembra una definizione giusta, senza nulla togliere a chi ci abita, e poi abbiamo anche il nostro piccolo centro archeologico, San Martino, poco distanti le caldanelle… insomma a Braccagni c’è tutto, basta poco, pochissimo per distruggere questo ben di Dio…
ad esempio un Polo Logistico.
Verrebbe da dire:
Dio ce li ha dati, GUAI A CHI CE LI TOCCA.
La gente del monte e dal piano inizia ad aprire gli occhi!!!
Una brutta notizia: è deceduto sabato Franco Vellori, 59 anni, originario di Grosseto e residente a Braccagni. Arrivato nel parcheggio del ristorante “Gusta la Maremma” sulla via Aurelia tra Rispescia e Vallemaggiore, dove dallo scorso ottobre lavorava come cuoco, si è sentito male e non si è più ripreso.
Proprio qualche tempo fa il Centro Anziani di Braccagni aveva organizzato un pranzo da lui.
Oggi i giornali nazionali riportano la foto in primo piano di una militante che sventola la bandiera del PD alla manifestazione di ieri a Roma. E’ lei o non è lei? Certo che è lei, la nostra Catuscia!
Per vedere la foto: l’abbiamo inserita nel profilo di Catiuscia Scoccati su facebook, oppure comprate il Corriere di Maremma (cronaca nazionale).
Oggi sul Corriere di Maremma c’è la proposta del consigliere comunale del Pd Simone Marchetti che risiede a Montepescali “Incuria, degrado, erbacce: subito interventi” “Sbagliato mettere insieme tanti problemi: si parta al più presto dallo sfalcio”
Non ho letto il ns. Corriere, ma sicuramente quello che dice Simone è giusto; è inutile mettere tanta carne al fuoco e così, italicamente, non fare niente.
Montepescali, bando ai campanilismi, sarebbe una chicca, ma purtroppo è in abbandono da anni e sì che entrrambe le Amministrazioni che si sono succedute hanno fatto del turismo una bandiera. Addirittura si sono vantate delle bandiere blu di Marina (giorni addietro sul Tirreno c’era un servizio sull’Elba che finalmente una sua località aveva una bandiera, non ricordo bene il colore ma mi sembra blu, al che un sindaco intrvenne dicendo che per averla costava parecchiio….), ma sia Marina che Montepescali così diverse hanno molto in comune: strada d’accesso piena di buche e da anni(si può affermare da secoli) non conoscono asfaltature; le strade invase da erbacce ed altro.
Patrizio, con questa gente, toccare il tasto del turismo per invocare “NO POLO” mi sembra una gfroississima perdita di tempo.
La cosa peggiore che può fare una forza politica, è togliere la speranza di poter dire la propria alla gente… impedirlgi di decidere non dandogli le informazioni trasparenti sul suo futuro, creare una situazione di rassegnazione, quello è il momento in cui la Democrazia è in pericolo.
Ora te mi dici che l’aspetto dello sviluppo turistico non è adeguato a contrastare il Polo…. ma ti invito ad evidenziare le cose che dico , tutte… altrimenti fai il gioco di chi le minimizza.
Io di motivi per dire no al polo ne ho moltissimi…
- il polo porterà una perdita del valore delle case e dei terreni dei Braccagnini, dei Montepescalini e di quelli che stanno in campagna… se sommiamo il deprezzamento di tutti i beni del luogo, arrviamo a decine e decine di milioni di euro… questo è il prezzo in danaro che pagheremo per un progetto deciso sulle nostre teste senza nemmeno sentire che cosa pensiamo
- i 400 posti di lavoro sono diventati 200… ma anche di questi nessuna garanzia… chi assume, quali qualifiche, che garanzia c’è che si assuma a Braccagni e Montepescali? Chi ha bisogno di un posto di lavoro a Braccagni e Montepescali… lavoro di facchino e magazziniere intendo..?
- territorio deturpato
- paesaggio distrutto
- resti archeologici ricoperti o mai scavati
- prati cementificati
- rumori di livello V come per una zona industriale ad alto frastuono. giorno e notte
- Autotreni ed autotreni ed ancora autotreni pieni di containers… e container sopra containers… piazzali di containers…
- viabilità assente
- pericolo idrogeologico
- cattivi odori
- inquinamento luminoso
- braccagni da ridente cittadina trasformata in periferia industriale
- se poi il lavoro non c’è il polo rimane una cattedrale nel deserto
- e se a qualche altro politico poi gli viene voglia di trasformarlo in altro?.. Tipo inceneritore, posto di stoccaggio provvisorio di rifiuti tossici pericolosi?
quando mi citi, Nello, parla di queste cose tutte insieme e dille a chi incontri per il paese, digli che patrizio ha quese paure e questi dubbi… chiedigli che cosa ne pensano, fagli aprire gli occhi, fagli sentire anche una campana diversa da quella che suona a Braccagni e per le sue strade…
nemmeno nella puglia tanto offesa ho trovato tanta rassegnazione… tanto silenzio su un problema così importante… ma perchè non se ne parla a Braccagni?.. A Montepescali?.. Nelle campagne?…
E’ triste questa situazione…
Pat penso che tu conosca la mia posizione ripsetto al Polo e, anche se su alcuni punti discordi da te, il mio fine è sempre lo stesso:NO.
Io ho ripreso quanto detto da Simone e in particolare ho associato il bel Montepescali con Marina entrambi luoghi di invito al turismo, ma tralasciati in modo osceno. Solo in questo senso (se si può dire, tralasciamento) ho legato il turismo al polo.
Sul polo scrivo due righe nel sito.
certo che lo so, ma volevo precisare che le ragioni del mio no al polo sono articolate e molteplici, ci sono alcune certezze di fondo e altre incertezze dovute a fatti che nessuno cerca di chiarire, il gruppo NO AL POLO LOGISTICO su facebook cerca di lavorare nel senso di superare queste incertezze affermando e diffondendo le ragioni che per ora sono chiare …. il polo è contro la natura, il turismo, i beni culturali, gli interessi economici degli abitanti… poi c’è da chiarire se è vero che le ragioni per cui è stato chiesto, sono reali, perchè da una prima ricerca che almeno da me verrà approfondita, non solo su internet, risulterebbe che nessuno dei tre porti indicati, civitavecchia, piombino, livorno, avrebbero necessità ne interesse a portare containers a braccahni avendo li già predisposti importanti e capienti poli logistici….
se questo è vero, allora mi chiedo e vi chiedo… ma allora perchè costruire questo polo a braccagni?
andate su google e digitate
il balcone della maremma
si apriranno decine e decine di siti che parlano di Montepescali….
con questo nome è riconosciuto in tutto il mondo,
perchè il Balcone della Maremma viene così trascurato? Perchè lo si vuole offendere construendoci un Polo Logistico proprio davanti alla sua bella vista che spazia fino alle isole toscane più belle ?…… Ma chi ha pensato a questo e vuole realizzarlo, ama la sua terra?…. Quando si guarda allo specchio non si sente trise e non pensa che forse sta commettendo un grave errore per il quale lo riconosceranno le generazioni future? Quando guarda negli occhi i suoi figli non pensa che gli lascerà una terra ferita? Perchè passare alla storia come coloro o colui che ha deturpato un paesaggio così bello ed unico?…
Consigliamo di comprare il Corriere di Maremma che oggi contiene ben due pagine dedicate a Montepescali. Questo il titolo:
“Il balcone della Maremma” affoga tra erba alta e incuria (viaggio nello splendido borgo di Montepescali, ormai dimenticato da tutti).
Rodolfo Paladini fa da anfitrione.
tempo di funghi, di uva e di vino
di caccia e sole settembrino
Oggi sul Corriere della Maremma lettera del Cittadino residente a Montepescali Fabrizio Fabbrini che protesta: “Miasmi dal bagno pubblico di Montepescali – nessun rimedio nonostante le sollecitazioni agli uffici comunali”.
Nel mirino anche la strada che collega a Braccagni e il degrado delle mura.
Chi ha bisogno e vuole farsi qualche mese di lavoro onesto (non so se pagato bene o male) legga qui:
IL COMUNE CERCA 15 RILEVATORI PER IL CENSIMENTO SULL’AGRICOLTURA
Il Comune di Grosseto ha pubblicato un bando per la selezione di
rilevatori da impiegare per il sesto Censimento generale
dell’agricoltura. Saranno assegnati 15 incarichi “ad hoc” che dovranno
essere espletati nel periodo compreso tra il 25 ottobre e il 31 gennaio
2011, salvo eventuali diverse disposizioni dell’Istat. Le domande
dovranno essere inviate entro il 9 settembre al Comune di Grosseto,
Ufficio comunale di censimento, piazza Duomo 1 – 58100 Grosseto –
Ufficio Protocollo.
Il bando si può trovare all’ufficio Agricoltura in via Roma 3 oppure si
può scaricare dal sito internet del Comune http://www.comune.grosseto.it (Home
page, sezione Novità). Info: 0564/488842
Si svolgeranno domani i funerali di Flavia Bruna Fusaro, mamma delle nostre amiche Elisa ed Eleonora Scapin.
Alla famiglia Scapin, ad Enrico Galli, le nostre condoglianze.
A nome mio, del mio Babbo di Elisa Enrico e Giacomo ringraziamo davvero di cuore tutti quanti ci sono stati vicini in questo momento davvero terribile a breve con le offerte raccolte faremo un assegno circolare intestato alla fondazione La Farfalla onlus associazione davvero merievole che aiuta tante persone in momenti terribili e drammatici, ancora un grandissimo ringraziamento a tutti
PAESANI, CHE DELUSIONE
Parafrasando il poeta: Braccagni di invidia ostello.
E’ l’unica cosa che mi viene in mente a fronte di prese di posizione di miei paesani su problematiche attuali. E’ in corso la Sagra paesana, che negli ultimi anni è rinata sotto l’egida dell’Unione sportiva dalle ceneri di quella della polenta e rostinciana o successivamente dal palio dei rioni, sagra che vede la partecipazione di molti braccagnini di idee politiche diverse, ad alcuni manco interessa il calcio, ma sono tutti uniti per la sua riuscita, che altro non è poi vanto di Braccagni. Ma non è cosa buona e giusta, c’è qualcuno che trova da ridire a parole (e mi può stare anche bene , per me ognuno è libero di pensarla come crede), ma purtroppo anche facendo ricorso ad altre azioni che non solo danneggiano gli organizzatori, ma creano danno anche per il contribuente, perchè facendo intervenire più volte le autorità competenti incrementano le spese comunali, quindi mi tolgono soldi per eventuali investimenti. La mia domanda è: invidia per l’organizzazione (leggi Presidente U.S.) o invidia perchè la stessa è riuscita a far crescere la sagra negli anni, mentre prima , le due menzionate, sono finite malinconicamnete dopo pochi tentativi?
Mio risulta anche che ci siano persone che con cavilli vari insorgano contro il piano di rivalutazione dell’area a verde degli impianti sportivi. Anche qui sorge spontanea la domanda: che danno mi fa qualcuno che tira fuori i soldi per un’operazione che migliora l’aspetto del paese? Che danno arreca alla comunità con la rivitalizzazione di un’area che ora come ora è abbandonata all’incuria generale e il Comune si trova spiattellato un area a verde a costo zero e a manutenzione come sopra (percè per chi fa finta di non sapere se si costruisce qualcosa sul terreno altrui, la proprietà del manufatto è di quest’ultimo). Lo sponsor principale dell’operazione è una società che ha al cuore la la sua clientela e se si espone ad una operazione del genere credo che lo faccia soprattutto per un ritorno di immagine(cioè non scontentando nessuno, anzi…) e non solo per scopi fiscali, stesso discorso penso lo faccia la nostra Amministrazione (di qualsiasi colore sarà l’anno prossimo): verrà steso un regolamento a cui tutti dovranno attenersi (del resto mi risulta già in atto in altre situazioni analoghe). Certo come tutte le cose possono essere migliorate e ampliate, ma questo fa parte della discussione di approvazione del progetto, ma da qui a buttare tutto in malora ce ne corre; a meno che, come sopra, perchè non l’ho proposto io?.
Mi domando: perchè questi signori così attenti a quello che gravita intorno all’Unione Sportiva, non sono altrettanto attenti a quello che veramnete gravita sul paese e che il nostro blog riporta?
Mi riferisco alla viabilità, possibile che ormai a due anni delle proteste non si sia trovato il metodo di ridare il doppio senso a Via Malenchini? possibile che non si sia capaci di canalizzare l’incrocio Via Sgarallino-Via dei Garibaldini? possibile che (ritornando ad uno dei nodi eneunciati nel blog sul progetto area impianti sportivi) non si trovi il modo di fare senso unico su vai Pantaleo con relativo divieto di sosta (mi scateno)ambo i lati? o, visto che la sosta promessa su un lato di via dei Garibaldini creando spazi sul marciapiede e pumtualmente non fatta, mettere il divieto di sosta sui circa 100 m dove ora è permesso e gurda caso uno dei punti più pericolosi (per intendersi all’edicola)? oppure perchè non fare questa benedetta assemblea sul polo logistico che ce la promettono ormai ufficialmente da marzo (Marras in campagna elettorale) e nonostante la presentazione in pompa magna ormai un mese fa in Provincia a doggi tutto tace?
Ecco sono queste le cose (chiaramente solo quelle più eclatanti venute alla mente e sicuramente ho lasciato altre forse più importanti) che i LOR SIGNORI così avvezzi alle stanze del POTERE dovrebbero perorare per il bene del paese, per il resto vadano, per ora, a mangiare una scottiglia e domani anche bere un caffè al fresco (per quanto il nostro clima lo permetta)nel nuovo parco.
Sottoscrivo tutto ed aggiungo una domanda: gli stessi soggetti che sono stati così scrupolosi nel far controllare tutti i permessi alla Sagra di Braccagni (e ci sono tutti statene certi…dunque ci hanno fatto il piacere di far spendere effettivamente a vuoto i soldi dei contribuenti) hanno usato lo stesso metodo con le altre iniziative che si sono svolte nella nostra zona e che si trovano sotto la loro autorità? Hanno fatto fare gli stessi controlli? Non credo che interverranno nel blog per dircelo, ma sotto sotto credo già di avere la risposta….
ed hanno usato la stessa solerzia e puntigliosità per informare la cittadinanza di Braccagni e Montepescali della variante PILT che porterà alla costruzione di un polo logistico attaccato a Braccagni?
Dato che a Braccagni abbiamo le autorità pubbliche locali che ci rappresentano, ossia Patrizia Balestri (Presidente di Circoscrizione) e Mario Iacobucci (Consigliere Comunale), sarebbe interessante sapere cosa ne pensano in merito.
E’ morta Agostina Croci. I nuovi braccagnini forse non sanno chi era, ma se diciamo “la Gosta” allora forse in molti capiranno. Prima di trasferirsri alla Marsiliana ha abitato a Braccagni, esattamente alle Case Rosse. Persona di corporatura prestante, donna intelligente, fiera, era molto conosciuta perchè era la materassaia del paese.
Il 31 luglio 2010 (alla viglia del suo 90′ compleanno)sono andato a trovarla in un Istituto per anziani di Orbetello. Quando sono entrato, tutte quelle vecchiettine mi salutavano, credendo che un loro nipote fosse andato a trovarle. Io invece ero per lei, per la Gosta. Domandai dove era, ed era lì vicino. Stentavo a riconoscerla. “I vecchi subiscon le ingiurie degli anni” cantava Guccini. Era su una sedia a rotelle, mi sono presentato come il figlio del Guardione. Lei mi fa “Roberto” “Sì sono io”. E un po’ l’emozone mi prende. Mi accorgo che è sempre lucida. “Quante case di Braccagni ho girato” (riferendosi alla sua attività di materassaia). “Braccagni mi ha dimenticato” “Non è vero” gli dico, e così facendo tiro fuori una copia della Sentinella, dove tutti gli anni gli facciamo gli auguri. Questo anno non potremo farli; ho fatto appena in tempo ad andare a trovarla.
Addio Gosta.
Oggi dovrebbero portarla a Braccagni verso le 14,30, in quel paese che non l’ha dimenticata.
Autostrada Tirrenica: quali prospettive per la Maremma
su
http://www.maremmanews.tv/it/index.php?option=com_content&view=article&id=6184:autostrada-tirrenica-quali-prospettive-per-la-maremma&catid=38:ambiente&Itemid=58
bella foto che ci fa vedere la zona destinata al Polo logistico (zona marrone)
Consueta puntatina alla sagra del paese alto
Note liete: i piatti sono i soliti, grosso modo, ma i prezzi non sono aumentati, anzi mi pare che……..
Note liete: è la prima volta che vedo nelle sagre un servizio navette funzionare con precisione, frequenza e comodità. Veramente comodo. Poi dopo, al ritorno, l’autista forse un momentino in abbondanza di autostima, o forse perché dopo ore di servizio ha preso fin troppa confidenza col tragitto, ti fa provare il brivido del fuoristrada quando scende giù dal campo sportivo in una sconnessa quanto divertente discesa libera.
Note meno liete: i piatti, le postate ed il bicchiere continuano ad essere in plastica di pessima qualità, possibile che non sappiano che ci sono materiali riciclabili assai più gradevoli e non molto più costosi?
Note liete: I ragazzi e le ragazze che servono, giovani belli, sorridenti e gentili come non tutti camerieri sono sempre nei ristoranti maremmani
Note meno liete: la tortura della musica con gli altoparlanti a tutta gallara rivolti verso i tavoli dove si mangia e si colloquia solo a gesti, perché a voce è devi sgolarti per farti sentire da chi ti sta davanti
Solite note: la qualità dei piatti è da sagra, cioè senza infamia e senza lode, ancor meno per il vino
Note molto liete: una passeggiata in paese fa scoprire come tutto appaia assai ben curato e anche i lavori fatti dal comune siano ben integrati nello stile
Note molto liete: la gente del paese a sedere sulle panchine o fuori della porta di casa a veglia con i vicini è qualcosa che ti tocca il cuore
Note lietissime: il giardino di Elenina, un vero gioiello. Forse meriterebbe una migliore visibilità e fruizione.
Note così e così: visti i turisti che girellano per il paese dopo aver cenato sarebbe il caso di poter visitare anche il Museo civico e la chiesa di San Niccolò con i notevoli affreschi ed il crocefisso ligneo
Ps: ci sarebbe l’argomento aperto nel blog in merito alla Sagra di Montepescali.
Leggo e rimango molto turbato dalle dichiarazioni del vescovo di Grosseto riportate su:
http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/5023-i-sacerdoti-gay-descritti-in-panorama-sono-viziosi-e-preversi-li-vedrei-bene-in-prigione-ho-piu-pieta-per-un-pedofilo-che-per-loro-certe-vergogne-prima-non-avvenivano
Non è la prima neè sarà l’ultima cavolata che dice.Io non lo prendo nemmeno in considerazione
RINNOVABILI? GRAZIE, MA……
Mi è giunta una simpatica e-mail nella quale un caro amico, giocando sulle parole, ” i nuovi acquisti” portava a conoscienza di un impianto fotovoltaico di futura costruzione in località Acquisti.
Che dire? Nel titolo ci sta il mio pensiero: grazie ai nostri Amministratori che invogliano a tali tipi di investimenti, ma “accidenti” perchè non regolarizzano la cosa. Ora è tutto un proliferare di impianti fotovoltaici che se veramente danno una mano non indifferente a raggiungere (forse) i dettami del protocollo di Kyoto 20-20-20 (cioè, per i meno addentro, 20% di energia rinnovabile con abbassamento del 20% del CO2 in atmosfera entro il 2020)creano un danno enorme alla nostra agricoltura. Riferendomi agli Acquisti e ai numeri riportati sull’articolo del Tirreno si può fare un calcolo approssimativo:
20 mil di euro d’investimento equivalgono ad un impianto di circa 6000 Kw di potenza (costo medio 3000-3500 €/Kw e tornerebbe anche con gli 8 mil di Kwh prodotte annualmente in quanto nella nostra zona il coefficiente d’insolazione annua è di 1330-1350 ore). Considerato che un pannello fotovoltaico ha una potenza media di 200 W occorrono dai 20 ai 30 Ha di terreno. Forse gli ettari saranno meno (le mie conoscienze sono soprattutto su impianti domestici e su questo ho fatto i conti) ma non credo che ci sia molta differenza. Ripeto l’impianto degli Acquisti è solo lo spunto alla mia riflessione, anche perchè, almeno per i promotori, il fine per cui viene realizzato è a scopi sociali per iol paese di Tirli, però è di pochi giorni fa altra diatriba su 900 o 140 Ha in un comune (non ricordo se Magliano o Manciano) fra Lega Ambiente e PdL, o gli oltre 400 Ha denunciati da Rifondazione nel comune di Scansano. Insomma non credo assolutamente che tutti questi terreni siano “deserto”, ma credo altresì che siano terreni coltivabilissimi, ma il boccone è veramente buono: si parla di affitti (anche per la terra si dice così?) di 5000-6000 €/Ha annuo, e te credo visti gli incentivi ed i Certtificati verdi (ma se si approfondisce finsico domani e stasera c’ho lka riunione per la Sentinella). Mi sa che chi è un pochino più addentro di me in agricoltura mi può cdonfermare che la resa del terreno a scopi agricoli è ben più bassa: vuol dire che presto invece di mangiare il pane (da grano) si mangerà confettura di rifiuto speciale (i pannelli), ma non scoraggiamoci stanno sperimentando quelli al mirtillo (è la verità non è una barzelletta) per cui, oltre che la luce, ci daranno la vista oltre i 10 decimi.
Pulce nell’orecchio. Avete visto che cosa strana, fino all’anno scorso rivedere i campi di girasole come negli anni ottanta era quasi un utopia. Non era più conveniente la sua coltivazione, valeva la pena solo se per cause atmosferiche non si potevano fare altre culture. Oggi se si va a Grosseto o meglio se si va a Braccagni Beach (Castiglione) è un tripudio di fiori gialli… non è che tanto tanto questi impianti a biomassa di cui si ha sentore……… Al limite si può parlare anche di questi, dell’eolico e quant’altro.
Che delusione per me che fin dai primi anni dell’ITI (mi sono diplomato nel 1968, sono vecchiotto) sognavo una casa a consumi “zero” o quasi.
Firmo, sottoscrivo e faccio mie le tue parole Nello…
dietro questi impianbti c’è solo volontà di prendersi i finanziamenti pubblici e si allettano i contadini con alti affitti… rimarrano tutti a becco asciutto quando le società con cui firmano i contratti, stranamente srl di solito a socio unico, che si riservano tutti i diritti e si rifiutano di firmare garanzie e fideiussioni , spariranno e lasceranno i campi pieni di materiale che è un frifiuto speciale che per essere smaltito e bonificato costerà dieci volte di più dell’affitto riscosso in venti anni…
Il fotovoltaico va bene, ma non nei terreni coltivabili e di classe buona come quelli degli acquisti, ma nelle zone sassose e brulle o nelle aree da bonificare di grandi e passate speculazioni… e soprattutto sopra i tetti ….
e soprattutto dove ci sono soldi pubblici da distribuire devono esserci leggi che ne impediscono la speculazione, oggi le norme che ci sono favoriscono le truffe…
poi i contadini che danno i loro terreni vincolandoli per 20-30 anni si gratteranno il capo e noi mangeremo rifiuti speciali per sopravvivere… ma questa è la buona politica dei nostri amministratori che sono a favore dell’ambiente… a aprole e soprattutto in campagna elettorale… ma piano piano scopriremo tutti gli altarini, si preparino a fare i conti con la realtà perchè la gente sta aprendo gli occhi.
La dignità del giornalismo italiano in una lettera di una giornalista, MARIA LUISA BUSI :
“Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla
mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi
determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito
senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me -
prosegue – una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale
che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del
quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di
credibilità nei confronti dei telespettatori.
Come ha detto il presidente della Commissione di
Vigilanza Rai Sergio Zavoli: ‘la più grande testata italiana, rinunciando
alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua
identità, parte dell’ascolto tradizionale´.
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un grande giornale. È
stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il
giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era
questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei
colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che
sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il
Paese. Il giornale degli italiani.
Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di
una voce sola. Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di
parte.
Dov’è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono
aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi
salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare
avanti perchè negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli?
Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro
titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un
milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.
Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E
i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare
neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i
cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende
che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè
falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare?
Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata.
Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima
elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo
spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande
progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna
interattiva multimediale.
L’Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto
della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte – un
editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro
sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato,
smentito dai fatti il giorno dopo – e l’infotainment quotidiano: da quante
volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel
lago, alle mutande antiscippo.
Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei
programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale
del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese.
Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero
dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto
profilo e interesse generale.
Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni
professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una
conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.
Nell’affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene
ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante
del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.
I fatti dell’Aquila ne sono stata la prova.
Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al
grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che
ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che
accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda
alla verifica.
Ho fatto dell’onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia
professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto
recentemente. Pertanto:
1) respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche
che ho espresso pubblicamente – ricordo che si tratta di un mio diritto
oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI – le avevo già
mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di
leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la
circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un
arricchimento.
Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c’è
più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del
pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2) Respingo l’accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui
mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede
semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e
onesti.
E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai,
lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le
loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non
debba trarre profitto dal proprio ruolo.
3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo
l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato
all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai
accusato di `danneggiare il giornale per cui lavoro´, con le mie
dichiarazioni sui dati d’ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato
quelle dichiarazioni.
Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: ‘il tg1 darà conto
delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a
campagne ideologiche´. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico è
quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire
altrettanto.
Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta
campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale
Panorama – anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me
diretta – hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche
alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi
dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni.
Sono stata definita ‘tosa ciacolante – ragazza chiacchierona – cronista
senza cronaca, editorialista senza editoriali’ e via di questo passo.
Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint
Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio
legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle
20.
Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo
molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che
abbiamo bisogno.
Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il
pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia
azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori,
nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il
dovere.
Ancora nessun commento su questo spazio nel mese di luglio 2010
Ma mettiamo ugualmente la copertina del mese che ricorda un successo degli anni 80: Bette Davis Eyes, una canzone pop scritta nel 1974 da Donna Weiss e Jackie DeShannon, portata però al successo con un ritmo pop rock nel 1981 da Kim Carnes.
La Bette Davis citata nel titolo e nel testo della canzone è la celebre attrice Bette Davis, ricordata, oltre che per la sua bravura recitativa, anche per i suoi grandi occhi espressivi.
In questa versione raggiunse la vetta delle classifiche di vendita anche in altri trentuno paesi, fra cui Germania, Australia, Svizzera, Italia, Norvegia, Giappone e Brasile.
In Bette Davis Eyes vengono citati non solo gli occhi – particolarmente seducenti – di Bette Davis, ma anche talune prerogative di altre star di Hollywood degli anni d’oro della Mecca del Cinema: i capelli biondo platino di Jean Harlow e lo sguardo ammaliante di Greta Garbo, tutte icone pop della cinematografia mondiale capaci di suscitare emozione duratura oltre il gesto filmico.
In chiave di sincopata ballata pop rock, la versione di Kim Carnes è la più conosciuta e ricordata, anche in virtù della voce particolare, roca, della cantante statunitense che, nello scandire le sillabe del testo, sembra ricordare sotto alcuni aspetti lo stile di canto di Rod Stewart o quello, più metafisico e mercuriale, di Bob Dylan.
La stessa Bette Davis, l’attrice menzionata nel titolo e nel testo della canzone, ammise di essere un’ammiratrice di questa canzone e volle conoscere personalmente Carnes e i cantautori che crearono la canzone o che lavorarono attorno ad essa, per ringraziarli per averla resa “parte dei tempi moderni”.
La canzone mi garbò anche a me, ma soprattutto mi garbò la ragazza, Kim, davvero notevole!!!!!!!!!!!!!!
Voglio fare un grande “IN BOCCA AL LUPOOOOO!!!” ai maturandi che domani c’avranno d’affffà parecchio e mi raccomando, stanotte niente incubi.
Credo che la questione dell’incuria a Montepescali meriti uno spazio nel blog. Visto che alcuni amici del paese seguono con attenzione il nostro spazio e che questo, comunque, è ormai letto da tempo dalla stampa locale e dai nostri amministratori (nella fattispecie i politici) possiamo garantire un buon servizio per quello che io considero il nostro Centro Storico.
Il nostro centro storico, mi sembra una definizione giusta, senza nulla togliere a chi ci abita, e poi abbiamo anche il nostro piccolo centro archeologico, San Martino, poco distanti le caldanelle… insomma a Braccagni c’è tutto, basta poco, pochissimo per distruggere questo ben di Dio…
ad esempio un Polo Logistico.
Verrebbe da dire:
Dio ce li ha dati, GUAI A CHI CE LI TOCCA.
La gente del monte e dal piano inizia ad aprire gli occhi!!!
Una brutta notizia: è deceduto sabato Franco Vellori, 59 anni, originario di Grosseto e residente a Braccagni. Arrivato nel parcheggio del ristorante “Gusta la Maremma” sulla via Aurelia tra Rispescia e Vallemaggiore, dove dallo scorso ottobre lavorava come cuoco, si è sentito male e non si è più ripreso.
Proprio qualche tempo fa il Centro Anziani di Braccagni aveva organizzato un pranzo da lui.
Oggi i giornali nazionali riportano la foto in primo piano di una militante che sventola la bandiera del PD alla manifestazione di ieri a Roma. E’ lei o non è lei? Certo che è lei, la nostra Catuscia!
Per vedere la foto: l’abbiamo inserita nel profilo di Catiuscia Scoccati su facebook, oppure comprate il Corriere di Maremma (cronaca nazionale).
Oggi sul Corriere di Maremma c’è la proposta del consigliere comunale del Pd Simone Marchetti che risiede a Montepescali “Incuria, degrado, erbacce: subito interventi” “Sbagliato mettere insieme tanti problemi: si parta al più presto dallo sfalcio”
Non ho letto il ns. Corriere, ma sicuramente quello che dice Simone è giusto; è inutile mettere tanta carne al fuoco e così, italicamente, non fare niente.
Montepescali, bando ai campanilismi, sarebbe una chicca, ma purtroppo è in abbandono da anni e sì che entrrambe le Amministrazioni che si sono succedute hanno fatto del turismo una bandiera. Addirittura si sono vantate delle bandiere blu di Marina (giorni addietro sul Tirreno c’era un servizio sull’Elba che finalmente una sua località aveva una bandiera, non ricordo bene il colore ma mi sembra blu, al che un sindaco intrvenne dicendo che per averla costava parecchiio….), ma sia Marina che Montepescali così diverse hanno molto in comune: strada d’accesso piena di buche e da anni(si può affermare da secoli) non conoscono asfaltature; le strade invase da erbacce ed altro.
Patrizio, con questa gente, toccare il tasto del turismo per invocare “NO POLO” mi sembra una gfroississima perdita di tempo.
La cosa peggiore che può fare una forza politica, è togliere la speranza di poter dire la propria alla gente… impedirlgi di decidere non dandogli le informazioni trasparenti sul suo futuro, creare una situazione di rassegnazione, quello è il momento in cui la Democrazia è in pericolo.
Ora te mi dici che l’aspetto dello sviluppo turistico non è adeguato a contrastare il Polo…. ma ti invito ad evidenziare le cose che dico , tutte… altrimenti fai il gioco di chi le minimizza.
Io di motivi per dire no al polo ne ho moltissimi…
- il polo porterà una perdita del valore delle case e dei terreni dei Braccagnini, dei Montepescalini e di quelli che stanno in campagna… se sommiamo il deprezzamento di tutti i beni del luogo, arrviamo a decine e decine di milioni di euro… questo è il prezzo in danaro che pagheremo per un progetto deciso sulle nostre teste senza nemmeno sentire che cosa pensiamo
- i 400 posti di lavoro sono diventati 200… ma anche di questi nessuna garanzia… chi assume, quali qualifiche, che garanzia c’è che si assuma a Braccagni e Montepescali? Chi ha bisogno di un posto di lavoro a Braccagni e Montepescali… lavoro di facchino e magazziniere intendo..?
- territorio deturpato
- paesaggio distrutto
- resti archeologici ricoperti o mai scavati
- prati cementificati
- rumori di livello V come per una zona industriale ad alto frastuono. giorno e notte
- Autotreni ed autotreni ed ancora autotreni pieni di containers… e container sopra containers… piazzali di containers…
- viabilità assente
- pericolo idrogeologico
- cattivi odori
- inquinamento luminoso
- braccagni da ridente cittadina trasformata in periferia industriale
- se poi il lavoro non c’è il polo rimane una cattedrale nel deserto
- e se a qualche altro politico poi gli viene voglia di trasformarlo in altro?.. Tipo inceneritore, posto di stoccaggio provvisorio di rifiuti tossici pericolosi?
quando mi citi, Nello, parla di queste cose tutte insieme e dille a chi incontri per il paese, digli che patrizio ha quese paure e questi dubbi… chiedigli che cosa ne pensano, fagli aprire gli occhi, fagli sentire anche una campana diversa da quella che suona a Braccagni e per le sue strade…
nemmeno nella puglia tanto offesa ho trovato tanta rassegnazione… tanto silenzio su un problema così importante… ma perchè non se ne parla a Braccagni?.. A Montepescali?.. Nelle campagne?…
E’ triste questa situazione…
Pat penso che tu conosca la mia posizione ripsetto al Polo e, anche se su alcuni punti discordi da te, il mio fine è sempre lo stesso:NO.
Io ho ripreso quanto detto da Simone e in particolare ho associato il bel Montepescali con Marina entrambi luoghi di invito al turismo, ma tralasciati in modo osceno. Solo in questo senso (se si può dire, tralasciamento) ho legato il turismo al polo.
Sul polo scrivo due righe nel sito.
certo che lo so, ma volevo precisare che le ragioni del mio no al polo sono articolate e molteplici, ci sono alcune certezze di fondo e altre incertezze dovute a fatti che nessuno cerca di chiarire, il gruppo NO AL POLO LOGISTICO su facebook cerca di lavorare nel senso di superare queste incertezze affermando e diffondendo le ragioni che per ora sono chiare …. il polo è contro la natura, il turismo, i beni culturali, gli interessi economici degli abitanti… poi c’è da chiarire se è vero che le ragioni per cui è stato chiesto, sono reali, perchè da una prima ricerca che almeno da me verrà approfondita, non solo su internet, risulterebbe che nessuno dei tre porti indicati, civitavecchia, piombino, livorno, avrebbero necessità ne interesse a portare containers a braccahni avendo li già predisposti importanti e capienti poli logistici….
se questo è vero, allora mi chiedo e vi chiedo… ma allora perchè costruire questo polo a braccagni?
andate su google e digitate
il balcone della maremma
si apriranno decine e decine di siti che parlano di Montepescali….
con questo nome è riconosciuto in tutto il mondo,
perchè il Balcone della Maremma viene così trascurato? Perchè lo si vuole offendere construendoci un Polo Logistico proprio davanti alla sua bella vista che spazia fino alle isole toscane più belle ?…… Ma chi ha pensato a questo e vuole realizzarlo, ama la sua terra?…. Quando si guarda allo specchio non si sente trise e non pensa che forse sta commettendo un grave errore per il quale lo riconosceranno le generazioni future? Quando guarda negli occhi i suoi figli non pensa che gli lascerà una terra ferita? Perchè passare alla storia come coloro o colui che ha deturpato un paesaggio così bello ed unico?…
Consigliamo di comprare il Corriere di Maremma che oggi contiene ben due pagine dedicate a Montepescali. Questo il titolo:
“Il balcone della Maremma” affoga tra erba alta e incuria (viaggio nello splendido borgo di Montepescali, ormai dimenticato da tutti).
Rodolfo Paladini fa da anfitrione.