31 mag 2009 alle ore 18:00 

9 marzo 2010

dalla persiana di camera: nevica ?

dalla finestra di cucina

neve alla montagna

si ricorda che tutte le foto pubblicate sono visibili nell’archivio VIDEO Tatzebao (meglio ancora tazebao): il termine deriva dall’uso cinese di appendere i giornali in speciali bacheche pubbliche per permetterne la lettura a tutti. E questo spazio è a disposizione per qualsiasi commento e notizie di attualità.



 

Risposte a questo articolo » (353 Totali)

 
  1. il fatto delle Versegge scrive:

    Un’esplosione di gas GPL le cui cause sono ancora in corso di accertamento, ieri sera in loc. Campo Romano (tra Sticciano e Braccagni), ha provocato il ferimento di un uomo di nazionalità tedesca ospite di un agriturismo della zona.
    All’arrivo sul posto della squadra dei vigili del fuoco, il malcapitato era affidato alle cure del 118 che ne disponeva il ricovero urgente presso l’ospedale Misericordia.
    Il personale dei vigii del lfuoco ha quindi immediatamente provveduto al ripristino delle
    condizioni di sicurezza dell’intero complesso, interrompendo l’adduzione del gas GPL contenuto in un deposito interrato ed all’interruzione della linea elettrica, limitatamente ai locali interessati dall’esplosione.
    La squadra dei pompieri ha fatto rientro in sede solo dopo aver effettuato sopralluogo e verifica delle condizioni di sicurezza dell’area, per le persone che ancora vi soggiornavano.
    Sul posto, per i rilievi di legge, erano presenti i Carabinieri di Grosseto e della Stazione di Braccagni

  2. news di cronaca scrive:

    Stasera, verso le ore 18,50, esplosione in un agriturismo delle Versegge. Pare sia esplosa la conduttura che trasporta il gpl dalla cisterna agli appartamenti; le prime notizie parlano di un straniero ferito in maniera seria. L’appartamento è totalmente inagibile.

  3. sentinella scrive:

    Braccagni sotto la neve!!!!

  4. Madonnino scrive:

    Riaperto “Il Madonnino” bar-ristorante-pizzeria per cerimonie, lauree, rinfreschi, compleanni.
    Aperto da lunedì al sabato – domenica aperto solo su prenotazione.
    Tel. 0564/329253

  5. consiglio parrocchiale scrive:

    La benedizione pasquale
    Orario 9-12,30
    Cosa preparare: un recipiente con l’acqua e, per chi lo desidera, le uova pasquali. Si fa presente che la benedizione delle famiglie sarà impartita in forma comunitaria al piano terra di ogni palazzina.
    Celebrazioni della Settimana Santa:
    Domenica della Palme: ore 10,30 benedizione dell’olivo nell’ex-asilo processione e s.messa con la lettura della passione di Gesù.
    Giovedì Santo: ore 17 S. Messa in ricordo dell’Ultima Cena del Signore e adorazione fino a tarda sera.
    Venerdì Santo: ore 15 Azione liturgica della Passione del Signore – ore 21 Solenne processione di Gesù Morto.
    Sabato santo: ore 11 benedizione delle uova ore 22 solenne veglia pasquale e s. messa della Resurrezione.
    Domenica di Pasqua: ore 11 S. Messa Pasquale con la partecipazione del coro Livallia.
    Avvertenza: le persone anziane o inferme che desiderano ricevere la s. Comunione in casa, abbiano la bontà di comunicarlo a don Luigi (tel. 0564/329028)

  6. sentinella scrive:

    Alla Fattoria Molino degli Acquisti a Braccagni, anzi a Montepescali Scalo, si può sparare ai piccioni. Ottenuto il permesso dalla Usl per motivi igienici.

    • Nello scrive:

      Ci risiamo: dove si sta ?

      • sentinella scrive:

        Effettivamente le attività collegate alla Fattoria degli Acquisti hanno come indirizzo “Montepescali Scalo”. Ma qui ci sono probabilmente ragioni storiche, legate ad una tenuta nata quando Braccagni non c’era. Oggi se qualcuno apre una attività nei dintorni della Stazione mette “Braccagni” e certamente non “Montepescali Scalo”.

        • Nello scrive:

          Sono solo intervenuto perchè così è riportato dalla giornalista. So bene che la Fattoria degli Acquisti riporta a tempi passati e quindi nell’Agro di Montepescali ( senza voler mettere il coltello nella piaga, la Cappella degli Acquisti rappresentava uno dei punti delimitativi degli Usi Civici, come riportavano le carte mediovali), ma anni fa lo stesso giornale, in occasione del ferimento del bestiaio della stalla di Oliva (non so se è la stessa azienda) riportava Braccagni (lo dico perchè abbinò il fatto alla morte di Betto, mio suocero)

  7. Granocchiaio scrive:

    guarda che io parlavo di Motociclette, non di chioccie americane asfittiche e balbettanti
    .
    quelle vai a Cortona al raduno del mercato e ne senti scurreggia quante ne voi

  8. Granocchiaio scrive:

    Sapete qual’è la più bella moto del mondo mai costruita?
    .
    Guardate questa foto e saprete qual’è!

  9. patrizio scrive:

    Quando frequentavo la scuola elementare di Braccagni, un anno accadde che per alcuni mesi, venne in classe con noi una ragazza del circo che tutti gli anni si fermava in paese, tutti lo chiamavano il circo di Pipetto. Furono costretti a stare fermi alcuni mesi perchè il tendone venne danneggiato da un fortunale. Ricordo bene questa ragazzina, simpatica ricciolina e dagli occhi vispi, la ricordo come una compagna sveglia più di noi ragazzi di campagna, una compagna in gamba. A lei ho subito pensato leggendo la lettera che sotto vi sottopongo all’attenzione:

    Lettera ai bambini dei campi ROM di Segrate

    Sgomberano i campi ROM di Segrate. Le maestre di tanti bambini e bambine hanno scritto una lettera, facendola pubblicare su un giornale e chiedendone la diffusione. Petali Rossi accoglie volentieri queste donne impegnate a far valere i diritti dei loro piccoli allievi.

    Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate.

    Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano. E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità. Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri.

    Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all’aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ciò che avete. Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perché non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica. Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato a stimare e ad apprezzare.

    Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi. I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra. Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l’affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi spiegheremo gli sgomberi? Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo ad insegnarvi tante, tante cose, più cose che possiamo, perché domani voi siate in grado di difendervi dall’ingiustizia, perché i vostri figli siano trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati.

    Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce. Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri, professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona.

    A presto bambini, a scuola.

    Le vostre maestre: Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli.

  10. Tommaso scrive:

    Mi sapete dire quando è stato costruito il cimitero di braccagni???

    • Granocchiaio scrive:

      la data esatta un te la so di, pero ti posso di chi è stato il primo ospite sepolto:

      si tratta di Olinto – non ricordo il cognome – detto anche Buconero
      faceva l’ortolano dietro alla casa della farmacia Torelli a Braccagni
      ci’aveva una specie di stanzino di un metro e mezzo per tre dove ci’aveva tutto: per mangia, pe dormi e pe caca
      la stanza era ricavata sul retro del garage

      non so se hanno riesumato la salma, visti i tempi, ma può darsi che abbiano lasciato traccia di lui da qualche parte

    • sentinella scrive:

      Intanto alcune date certe: il registro cronologico dei defunti della chiesa di Braccagni inizia con la data 22 giugno 1941, data in cui morì tal Tacconi Vanda di giorni 9 abitante e Casetta Bavona sepolta a Montepescali. Parroco Don Pietro Rigon.
      Il 27 ottobre 1961 si ha notizia di sepoltura nel cimitero di “Montepescali Scalo”.
      Naturalmente, dato che si sta parlando di un periodo relativamente recente, sapremo essere più precisi.

    • notizie sul cimitero scrive:

      Per avere notizie sull’inaugurazione del cimitero a Braccagni leggete la fine di questo articolo scritto da quella persona super acculturata che era Giuseppe Iacopini.

      Per tanti anni custode del campo sportivo

      “MASO”

      di Giuseppe Iacopini

      Tratto da La Sentinella del Dicembre 1995

      Era “Maso” per tutti.

      Al secolo Rossi Tommaso. Fine dicitore, grande narratore, acuto osservatore.

      Per ricordarlo così com’era è necessario coinvolgere anche altre persone caratteristiche della sua epoca, perché le cose più esilaranti le compiva con loro.

      Era famoso per raccontare la sua novella: “la Volpina”. Ma non era una novella per tutti i ragazzi: bisognava avere tra gli 8 ed i 10 anni, allo scopo di poterla recepire in tutti i particolari ed avere una resistenza da maratoneta, perché durava quattro ore. Io aspettai la famosa “Volpina” con l’ansia di un bambino che credeva nelle favole, ma lui pretendeva di più: affermava che non era affatto una favola, ma si trattava di un fatto vero, realmente accaduto. Non riesco a ricordare la trama con precisione, con fatture di stregoni, voli su tappeti volanti a velocità tale che “gli cascarono tutti uncichi delle deta”. Si faceva pregare per raccontarla, poi alla fine, fissato l’appuntamento con il genitore, alle venti in punto iniziava il racconto ed andava avanti sino a mezzanotte. E guai ad addormentarsi!!

      Aveva lavorato un po’ da tutte le parti, ma gli ultimi anni era stato assunto dall’ANAS per ripulire le cunette sull’Aurelia. Andava al lavoro in bicicletta, ma un bel giorno la bicicletta sparì. La cosa lo rodeva in maniera particolare, perché non amava fare la parte dello stupido che si era fatto derubare proprio nell’ora di riposo, quando schiacciava un pisolino. Così raccontava che proprio mentre lui dormiva come una lepre, cioè con un occhio aperto ed uno chiuso, nell’attimo in cui cambiava occhio, all’improvviso la “vecighetta” era sparita. Inutili furono le ricerche della “Bianchi” di Maso e lui fu costretto a comprarne un’altra.

      Dopo guerra, quando ripresero i comizi elettorali, lui era sempre presente, in prima fila. Non nascondeva le sue idee di sinistra, ma, con spirito altamente tollerante, non contrastava mai chi non la pensava come lui.

      Quando venne la televisione diventò un frequentatore appassionato ed attento. Principalmente seguiva gli incontri di pugilato, che poi commentava con il suo fraseggio colorito.

      Stava sempre davanti a tutti e ad ogni colpo ben assestato si volgeva indietro strabuzzando gli occhi ed allungando la bocca, a dimostrazione dell’apprezzamento che manifestava.

      Ma le serate più belle erano quelle del “terziglio” al bar Bernasconi. Compagni di gioco fissi erano “Mastumara”, al secolo Mario Dringoli, un filosofo che prendeva le cose con grande distacco e serenità, unitamente a Danilo Mascelloni.

      Bisognerebbe spendere più di due parole per ricordare Danilo. Era dotato di un’intelligenza non comune, di una mente che ragionava alla velocità di un computer e non solo per giocare a carte. Aveva un carisma tutto particolare, una personalità smisurata che s’imponeva senza che lui se ne rendesse conto. Morì prematuramente in un incidente assurdo.

      Maso continuò la sua vita di pensionato, nominato da me custode del campo sportivo. Non era un appassionato di calcio, “uno spormenne” come lui diceva, ma era un modo come un altro di fargli arrivare in tasca cinquemila lire tutti i mesi, che lui, nella dignità, non avrebbe mai accettato in maniera diversa.

      Avevamo da poco inaugurato il nostro Cimitero, nella volata per essere il primo a rinnovarlo fu battuto da “Cicala”. Così fu secondo ed ora l’hanno già scavato e messo nell’ossario.

      E pensare che avrebbe meritato, come tutti quelli della sua epoca, un vero monumento!

      • viviana scrive:

        Leggendo il racconto di Beppe Iacopini mi sono commossa , così come capita ogni tanto al Granocchiaio quando ascolta la musica .
        Mi sono commmossa perchè sono ritornata indietro di mezzo secolo e ho rivisto persone e fatti che improvvisamente sono apparsi netti , anche se appartenenti ad un lontano passato .
        Ho scritto una volta che , tornata al paese dopo tanti anni , mi sono sentita disorientata : poco o nulla rimaneva di quello che avevo lasciato.
        Le case , gli spazi , la gente , tutto diverso , come era ovvio che succedesse dopo una lunghissima assenza .
        Sono poi entrata al cimitero e lì ho ritrovato il paese che avevo lasciato , lì conoscevo davvero tutti .

    • roberto scrive:

      A Tommaso, che aveva chiesto di sapere notizie su quando era stato fatto il cimitero a Braccagni, sono state date un sacco di notizie, ma non l’anno in cui è stato inaugurato. Eppure dovrebbe essere una cosa che si ricorda a memoria d’uomo.

    • sentinella scrive:

      In merito alla richiesta di Tommaso, siamo in grado di dire non solo quando è stato inaugurato il cimitero di Braccagni, ma anche chi fu il primo ad esservi sepolto.
      Si tratta di Urcieri Olindo detto “Cicala” di anni 66 nato a Tortona, celibe, morto il 27 ottobre 1961.
      Il secondo fu tal Sestilio Farnetani di anni 52, investito sull’aurelia.
      Tomaso Rossi detto Maso fu tra i primi ( ma non il secondo). Maso abitava al Podere Società aveva 78 e morì di un infarto il 26 febbraio 1962 “non munito dei sacramenti perchè sfuggì ai parenti di chiamare il Parroco”.
      Secondo quella fonte inesauribile che è Beppe Caloni, per il primo ad essere seppellito nel nuovo cimitero era previsto un riconoscimento in denaro alla famiglia, ma dato che Olindo era solo, il premio non andò a nessuno.
      Grazie Beppe, grazie Iacopini e grazie anche a te Tommaso per la richiesta. Chiunque voglia avere delle notizie su Braccagni può rivolgersi alla Sentinella, faremo di tutto per soddisfarle.

  11. Nello scrive:

    Mi sembra facile: è il sarto Monaci (Ivano?) il fratello di Rapastrella.

    • Granocchiaio di Maremma scrive:

      chiamala a nome la gente: questo è Bucacenci,
      il resto come hai detto te

      • Controcorrente scrive:

        a me pare che si chiamasse IVAN e non Ivano

        • settepiani scrive:

          cari amici mettetivi d’accordo……………Ivano……….Ivan……….poco tempo fà….(vedi gli avventori),non si chiamava per caso ITALO!!!!!!!!!!!!!!

          • Controcorrente scrive:

            boia deh! e ti c’è voluto un minuto pe risponde, deh
            se lo sapevi e ci’hai messo dieci gironi a diccello e a faccelo sapè……..deh,
            grazie, eh, ma se mi dovevi sarvà dar mare a quest’ora ero già affogato da un ber pezzo! deh!

          • settepiani scrive:

            mi correggo, il soggetto Monaci Italo oltre agli avventori (bar Filadelfi) è presente anche al passaggio dei bersaglieri davanti al bar Tavarnesi………..non solo il settepiani che perde colpi per la sua avanzata età, ma ci sono anche i più giovani che……………………..

  12. Nello scrive:

    Finalmente anche noi poveri cristi prima di andare a Grosseto si può andare in internet per vedere dove posteggiare oppure quali strade fare per evitare ingorghi; Grosseto all’avanguardia con la modica spesa di € 650.000,00 (da lla cronaca cittadina di oggi sul Tirreno). Peccato che a distanza di un anno e mezzo non si siano trovati i soldi per ripristinare il doppio senso su via Malenchini dalla strada dei Pupilli a via Sgarallino.
    Altro pericolo. Un paio di anni fa, giustamente, un Carabiniere mi fece notare che un ramo del cedro del Libano del mio giardino iniziava ad invadere la sede stradale di via Pilo, con il rischio di danneggiare eventuali mezzi pesanti, in quanto l’altezza del ramo dal margiapiede era circa 1,80 m (ci passavo sotto pari pari). Orbene un ramo simile invade sia il marciapiede che parte (circa un metro) di Viale Garibaldini all’altezza della scuola (asilo, vicino confine Bonelli). Lì l’altezza è veramente limitata,poco più di un metro e mezzo, e per passare o fai le genuflessioni o scendi dal marciapiede; come se non bastasse da alcuni giorni (almeno fino a venerdì, ma penso che sabato e oggi non sia andato nessuno) il lampione posto lì (ora in mezzo al ramo) è spento.
    Viva la sicurezza

    • Controcorrente scrive:

      e no, caro Nello, qui hai toppato
      in Via Malenchini è da mo’ che c’è il doppio senso di marcia,
      magari sarà solo di fatto, cioè ognuno fa i c..zi suoi,
      magari ci sono ancora i cartelli,
      ma tutti, residenti compresi, scorazzano allegramente in su e in giù, e, come si dice, vanno in culo al mondo

      l’importante è non lampeggiargli o segnalare loro cosa stanno facendo, perché s’incazzano pure!!!!

      • Nello scrive:

        Ho capito il concetto

        • patrizio scrive:

          si.. io so quel bischero che per colpa del menefreghismo dei braccagnini di oggi (della maggior parte… degli stessi che se ne fregano della distruzione del loro territorio con il Polo Logistico… mentre sono così accalorati da interessi di caccia.. e come altri diceva… di sport… ), e dell’inconcludenza dei nostri amministratori, rispetta il senso unico di via Malenchini, e subisce le angherie dei soliti incivili che vanno contromano…
          tanto pe capissi… chi va contromano non è furbo, ma solo un inetto che mette in pericolo la propria e l’altrui vita, oltre ad aver scelto un modo per distruggere ogni regola di una civile convivenza, che imporrebbe di organizzarsi e di pretendere dai propri amministratori il rispetto delle loro delibere, annunciate e/o fatte…

  13. Nello scrive:

    Chi di dovere dovrebbe mettere a posto il sistema, che scrivo e non leggo. Per farlo devo andare sulle “Categorie” e cliccare su “la Sentinella “. La situazione si presenta sempre, in pratica se apro “braccagni.info” ad ora non trovo questa pagina con la foto degli avi del Granocchiaio, ma sempre quella con Torero e Giorgio.
    Anche Patrizio, se ho ben capito, ieri aveva lo stesso problema

  14. Nello scrive:

    Granocchiaio, con la foto giochi in casa.

  15. Granocchiaio scrive:

    AVANTI TUTTA
    1° fiera dell’economia del mare
    Regate veliche in concomitanza con l’esposizione

    “Avanti Tutta”, la prima fiera dedicata alla nautica e all’economia del mare ospitata dal 5 al 7 marzo nel nuovo Centro Fiere del Madonnino di Braccagni, non sarà solamente una interessante esposizione di imbarcazioni ed accessori ma coinvolgerà anche diverse attività legate alla vela. Sono infatti tre in questa prima edizione i circoli velici della provincia che parteciperanno alla manifestazione organizzando eventi sulla costa: Lega Navale Monte Argentario, Circolo Canottieri Orbetello e Club Velico Castiglione della Pescaia. Una “appendice” della fiera che coinvolgerà tanti appassionati.
    Durante i tre giorni di “Avanti Tutta” ogni circolo organizzerà una regata a tema. Il 5 e il 6 marzo la Lega Navale di Monte Argentario metterà in acqua a Porto Ercole due imbarcazioni DREAM con le quali chi lo desidera potrà partecipare a regate di “Match Race” nelle calme acque del porto.
    Il Circolo Canottieri di Orbetello ospiterà invece due eventi nella laguna; il primo il 6 e 7 marzo con regate dedicate ai più giovani che si confronteranno con barche della classe nascente O’pen BIC. I ragazzi affronteranno due prove, una nel pomeriggio del 6 ed una la mattina del 7. L’idea è quella di far diventare questo appuntamento la regata di apertura del campionato nazionale O’pen BIC.
    Il Club Velico Castiglione della Pescaia si occuperà infine del secondo dei due eventi ospitati nella laguna di Orbetello, in collaborazione con il Circolo Canottieri; domenica 7 si terrà la regata del noto circuito Nazionale di “Sun Fish” (dalle 10 alle 16) con appassionati da tutta Italia che hanno già aderito all’iniziativa. In più sarà organizzata anche una regata valida per il Campionato Zonale della classe 555FIV
    a Punta Ala dove parteciperanno i circoli velici di Talamone,
    Castiglione della Pescaia, Punta Ala e Follonica.
    A conclusione degli appuntamenti con le competizione veliche i partecipanti si ritroveranno tutti in fiera nella giornata di domenica 7 marzo quando nel centro direzionale avverrà la premiazione dei primi tre atleti classificati di ogni categoria.
    “Nel programmare Avanti Tutta ci eravamo ripromessi di creare un evento singolare – ha dichiarato il presidente di Grossetofiere, Riccardo Breda, – che riuscisse a coinvolgere quanti più appassionati possibile. L’organizzazione di questi appuntamenti velici va proprio in questa direzione e ci consente non solo di promuovere la fiera in ambienti diversi ma di creare valore aggiunto alla manifestazione. E’ solo un piccolo ma importante passo verso un percorso che spero in futuro possa portarci ad ospitare un evento di alta risonanza e non solo in provincia”.
    Aziende ed imprenditori che volessero partecipare ad “Avanti Tutta” possono contattare Grossetofiere al numero 0564.418783 (info@grossetofiere.it).

  16. Granocchiaio scrive:

    Cerco di rispondere a Nello
    Prima di tutto chiedo scusa per la faccenda Claudio alias Torero, ma li per li non avevo capito il giochino. Pazienza, sarà alla prossima, ma intanto complimenti a lui per la trovata. Anch’io sul momento ho traballato, poi mi è venuto il dubbio, poi mia moglie me l’ha tolto. Bravo, veramente bravo a spulciare queste situazioni.

    Anche sul gioco delle carte è possibile che abbia ragione. Io l’ho detto perche specie James Dean, o se preferite il senatore Chielli, è un vero professionista del 51 e vai. Anche ora se vedete bene quella foto l’atteggiamento e la ghigna del nostro è quella tipica di un giocatore da 51 e vai e non da 151, vai e vieni. Pur essendo in pratica, per chi non lo sa, lo stesso gioco ma nel 151 si deve arrivare appunto a 151 e quindi ci vogliono spesso due mani, nel 51 e vai tutto si riduce a una sola mano. Quindi il 51 e vai è in pratica una mano a briscola con 5 carte e l’accuso della coppia Regio e Donna e una mano a Scopa.

    L’atteggiamento dei giocatori nel 151 vai e vieni, in pratica ci vuole il doppio, è più pacato, tranquillo e quasi da routine. Per no dire pacioso.
    Nel 51 e vai invece si tratta di un violento e rapidissimo “corpo a corpo” dove pare che la velocità di eseguirlo faccia parte del piacere del gioco. Basta vederli giocare se volete osservare bene la foto.
    Osservate come il “professionista” a sinistra è tutto preso dal gioco, ma se oggi lo vedete giocare assieme a Moreno, lo vedrete quasi piegato sul tavolo tanta è la concentrazione e il pathos che li prende durante la partita.
    Osservate invece come l’altro a destra sia più rilassato, quasi sbracato………
    È certo James Dean un giocatore di 51 e vai, il panaio a destra è un giocatore di 151 vai e vieni.

    E ora due parole sul saper scrivere e dintorni. Capisco che tutti non possono aver fatto gli alti studi specialistici che ho fatto io, infatti di ragionieri in giro ce ne sono sempre meno. Però vorrei dire a Nello che quello che lui definisce il saper scrivere per me consiste in una specie di liberazione, cioè dire finalmente quello che pensi senza nessun freno, tutto quello che ti viene in mente, senza remore o calcoli. Poi lo stile, chisenefrega. L’ortografia? Chisenefrga, per di più c’è il correttore automatico o di revisione. I termini? Con Google o similare ci si pole permette di anda’ a verificare come ho fatto io proprio qui sopra per il termine “PATHOS” e poi così la gente pensa pure che te sai il greco o che comunque sai scrivere………
    No io dico a chi legge queste righe: non vi fate scrupoli, (maremmano: non vi fate seghe mentali), scrivete come potete e date via libera a quello che pensate, soprattutto dire sempre la verità. Vi accorgerete, come successo a me, che parlate agli altri, ma il primo beneficiario è chi scrive cioè se stesso.

    Boia deh, che tirata.

    • viviana scrive:

      Dici bene Granocchiaio : è bello poter dire quello che si pensa , esprimere ciò che si sente , indipendentemente dalle nostra conoscenze ortografiche e sintattiche .
      Questo non vuol dire che , una volta entrati nel blog, si sia autorizzati a scrivere tutta una serie di strafalcioni ,fregandocene dell’italiano e delle sue regole ; vuol dire solo che è un errore madornale frenare il desiderio di esporre le nostre opinioni solo perchè non ci si sente sufficientemente padroni dei mezzi linguistici .
      Confesso che quando sono entrata nel blog sono rimasta sorpresa dal modo ” disinvolto ” con cui si esprimevano alcuni miei compaesani.
      Capitava a volte che patissi un po’ per non poter correggere , così come avevo dovuto fare in trenta anni di lavoro.
      Poi ho imparato che lo spirito che anima chi scrive non è quello di fare un temino dignitoso , da sufficienza , ma il desiderio di dire la sua su tutto ciò che gli interessa .
      Ecco quindi il parlato che si fa scritto, le forme sincopate , gli accenti che mancano ed i soggetti che non sempre si concordano con i verbi .
      Ma il senso è sempre chiaro , pare quasi di sentir la voce di chi scrive , perchè questo è il registro delle nostre conversazioni , dei nostri discorsi in casa o fuori quando abbiamo occcasione di far due chiacchiere .
      Mi vengono in mente i tanti compagni di scuola di cui non c’è traccia sul blog e che avrebbero invece molto da dire sulle questioni immediate ed ancor più sul tempo passato . Parlo di Carlo , Virgilio, Enrico , Mario , Enzo , parlo di Laura che promette ,ma non si affaccia mai di persona , tanto c’è il marito che vale per tutti e due . .
      Mi pare una gran bella opportunità quella che ci ha offerto questa piazza virtuale , perchè non approfittarne ?
      Nessuno vuol essere protagonista assoluto , ci mancherebbe altro
      E come dice il Granocchiaio , parlare agli altri e con gli altri fa bene al cuore perchè ha un significato liberatorio , catartico per usare una parola dotta .
      Capita di commettere errori ? Pazienza , si sa , andiamo di fretta e alla fine non riceveremo un voto
      E poi c’è sempre l’alibi della tastiera che a volte va per conto suo . E’ lei che sbaglia , mica noi.

  17. Nello scrive:

    Onestamente pensavo che fosse finito il giochino di “Indovina chi..”, ma visto che il Granocchiaio insiste dico al 100% che la cameriera è EDA FILADELFI (credo che sia almento 40 anni che non la vedo); i giocatori in giacca è il Sig. MARIANI CLAUDIO (vediamo se quanti sono che lo conoscono) mentre quello in camicia (me lo hanno suggerito, ma seguendo un detto del compianto Bramieri Gino ” cinquanta chili fa” è riconoscibilissimo) è GIORGIO MASINI (il famoso Gallina per noi vecchio paesani)

    • viviana scrive:

      Nello è stato bravo , ma, senza difficoltà, le avevo riconosciute anche io le tre persone della foto .
      Ecco che vuol dire essere VECCHI paesani !

    • settepiani scrive:

      Bravo Nello……………però gòi avventori a quale gioco erano impegnati??????????

    • patrizio scrive:

      Il Masini sembra James Dean…

      • Granocchiaio scrive:

        Questa mia precisazione
        Io direi che qui s’impone
        Che quei due non fan scopone
        Non si pole dire mai
        151 vieni e vai ?
        51 e vai,
        io direi casomai

        James Dean? Non mi pare per davvero
        Patrick Wayne Swayze pare invero

        Ma la cosa sopraffina, a di il vero
        Da mangiassi si le mani
        È saper Claudio Mariani
        Non è altro che….Torero!

        Pe la serie:
        si poteva di meglio
        ma si leggon anche di peggio

        • settepiani scrive:

          Ottimo direi…poi anche in rima, non ti facevo così perspicace nelle risposte……così come a dire …………ironiche. Ora manca la risposta di Nello………forza Nello…Nellino quello li ti ha sfidato, voaltri che ne dite !!!!!P.S.Granocchiaio fai mente locale; non ti sembra che il nostro Masini da giovane assomigli al nostro senatore,montepescalese, On. Walter Chielli?

          • Nello scrive:

            Non so poeta, anzi come potete aver notato non so propri scrivere. Devo dire che il Granocchiaio è stato scorretto: non era da lui indicare “Torero”, la mia era una sfida gli altri.
            Da quel che si vede in mano a Torero sicuramente le carte sono toscane , più di tre ma non mi sembrano molte di più , quindi sarei per il 151, escluderei il 51 perchè mi ricordo bene quando abbiamo iniziato a giocarlo ed ero già grandicello (penso la foto sia fine anni 50).
            In effetti anch’io ho avuto il dubbio di Settepiani sul Masini, come ho detto me lo hanno suggerito, ma lo avevo scartato in quanto mi ricordavo il Chielli con i capelli scuri e poi penso sia stato più anziano del Toro

  18. Roberto Tonini scrive:

    E’ morto il mi amico Ausilio.
    Fino all’ultimo veniva a fare un po’ di spesa in ferramenta e sempre più diventava penoso il colloquio.

    Era stato molto amico di mio fratello Rodolfo, ma anche con me se la diceva. Qualche vota a suo tempo si era chiamato a spezzarci il maiale perché si diceva che era capace a fare i salami. A Braccagni i salami li facevano bene lui e prima di lui Titone del Bindi.

    Mia moglie gli regalava diverse bustine di semi, quelle scadute, ma tanto nascono come quell’altre, lui lo sapeva, ringraziava, e poi a stagione giusta si ripresentava con cavoli giganteschi, insalata, cipolle, di tutto, di più. Era gentile ed educato. Cordiale e sempre misurato, anche quando era arrabbiato. Imprecava se era arrabbiato, ma non l’ho mai sentito bestemmiare. In un paese dove le bestemmie sono per qualcuno un intercalare d’obbligo, non è poi cosa da poco.

    Ultimamente, da quando era morta sua moglie, era diventato una pena vederlo. Non riusciva a nascondere il suo profondo e vivo dolore. Ogni tanto gli scappava di bocca “Tu sapessi…….” E poi si fermava con le lacrime già pronte negli occhi……e io svelto a cambiare discorso facendo finta di non aver capito e di non essermi accorto di niente. Io, che mi ritengo all’altezza di un docente universitario in fatto di pianti e di lacrime! Figurati se un me n’ero accorto! Il problema è che se gli davo spago lui partiva, ma io poi l’avrei di certo sorpassato.

    Questa è anche l’ennesima prova di quanto le donne siano più forti di noi uomini. La donna può, e io dico DEVE MORIRE DOPO DI NOI.
    È giusto che sia così, è normale che sia così, è meglio che sia così.
    Noi uomini rimasti soli non siamo più niente senza una donna. Lei soffrirà, ma se la caverà sempre meglio di un uomo. Forse anche per un discorso di praticità. In effetti un uomo ad una certa età va i pensione, smette il suo lavoro principale e lavoricchia se ha voglia, se no pace, un fa niente. Ma una donna anche se va in pensione, quelle che ci vanno, continua a lavorare in casa per tutte le faccende, per cucinare, per lavare, per stirare, per fare le pulizie, per fare tutto insomma. Un uomo normalmente queste cose non le fa.
    E se muore la moglie si ritrova a dover fare cose che non ha mai fatto e al dolore per la perdita della compagna si aggiunge lo sconforto di essere e sentirsi un disperato e un incapace.

    Per tutto questo FORTUNATAMENTE di solito muore prima l’uomo e poi la donna. Di solito. Ma se succede il contrario sono guai. Ed infatti quando muore la moglie, credo anche statisticamente, il marito non ci’ha poi tanto tempo davanti da sopravvivere.
    Invece, normalmente, la donna sopravvive anche decine di anni al marito. Di regola.

    Ma alle regole ci sono le eccezioni. Con i miei nonni per esempio non è andata così. Il mi nonno Cecco e la mi nonna Stella erano due persone semplici ma con un grande spirito. Gente dell’ottocento avevano dei pudori e degli affetti che noi non riuscivamo a cogliere se non per intuito. Non credo di aver mai visto esternare davanti a noi gesti di affettuosità tra di loro. Meno che mai la mi nonna, che aveva un carattere un po più che forte.
    Ma quando il mi nonno mori nel Gennaio la mi nonna non gli sopravvisse che qualche mese. E apparentemente senza gravi o gravissime malattie.

    Io continuo a pensare che il dolore più forte che un uomo, o una donna, possa provare sia quello di portare al cimitero un proprio figlio. Io l’ho visto con i miei nonni e il mi babbo, e so di che cosa sto parlando.
    Però mi dicono, e non ho motivo di non crederlo, che il dolore più grande per un essere umano è la perdita del proprio compagno.

    Io credo che sia la mi nonna Stella che Ausilio siano morti per questo.

    • patrizio scrive:

      Eh Roberto che bella pagina in ricordo di un amico, che bella cosa lasciare questa terra ed essere ricordati così…

      da ultimo chiudi con le parole:
      Io credo che sia la mi nonna Stella che Ausilio siano morti per questo…

      mia nonna Adorna invece diceva sempre, non credo si possa morire di dolore!

      Eppure credo si sbagliasse, perchè la mi mamma Marisa, lo so per certo, se ne andata dopo pochi mesi dal mi babbo…. perchè non riusciva a sopportare il dolore della sua mancanza, non lo voleva fa vedere, ma io lo so che è così e chi l’ha conosciuta sa che dico la verità; e che dio li abbia in gloria entrambi.

    • sentinella scrive:

      E’ doveroso segnalare di chi sta parlando Roberto Tonini: si tratta di Ausilio Pettorali, il socero di “ovo rosso”, deceduto all’età di 86 anni, i cui funerali si sono svolti il 3 febbraio.
      E’ confortante vedere ricordate persone semplici con queste belle parole.

  19. news cronaca scrive:

    Braccagni: SI RIFORNISCONO DI BENZINA AL SELF SERVICE E SCAPPANO, DENUNCIATE DUE PERSONE

    I MILITARI DEL COMANDO STAZIONE DI BRACCAGNI, A CONCLUSIONE DI ALCUNI ACCERTAMENTI, HANNO IDENTIFICATO E DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA DUE PERSONE, UNO DI NAPOLI (39 ANNI) ED UNO DI LATINA (27) ,CHE PRESSO IL DISTRIBUTORE ESSO SULLA SS1 AURELIA (KM 196) SI SONO RIFORNITI DI CARBURANTE SENZA PAGARE (COMPLESSIVAMENTE CIRCA 100 €). IL FATTO RISALE ALLA MATTINA DEL 2 GIUGNO 2009 A POCHI MINUTI UNO DALL’ALTRO. ENTRAMBI SI SAREBBERO RIFORNITI DAL SELF SERVICE E, MENTRE SOLO IL PRIMO SI SAREBBE SOLO AVVICINATO ALLE CASSE PER POI RAGGIUNGERE NUOVAMENTE L’AUTOVETTURA, SI SAREBBERO DILEGUATI. LA SCENA E’ STATA RIPRESA DALLE TELECAMERE DELL’AREA DI SERVIZIO.

  20. sentinella scrive:

    Chiantigiane: bilancio ok
    Fatturato in crescita nonostante la crisi per Le Chiantigiane, l’azienda agricola cooperativa attiva nel settore della viticoltura che ha tenuto nei giorni scorsi la propria assemblea annuale a Braccagni.

  21. Nello scrive:

    Leggendo “Il Tirreno” di stamane potrebbero sorgere dei dubbi: il nostro blog è letto anche dai “professionisti” della carta stampata? Forse sarebbe troppo bello, visto che chi ci potrebbe guadagnare (forze politiche in primis con molti argomenti interessanti trattati: viabilità, sporcizia, polo logistico etc) ci snobba. Fatto sta che il quotidiano, a firma di Carlo Bartoli, ha fatto un inchiesta sulle Poste Italiane (oggi la seconda parte) e sembra, chiaramente spaziando su più uffici, lo sfogo che il Granocchiaio fece qualche tempo fa su questo blog. Vuoi vedere che il Nostro ce lo fregano (oltretutto è preparato su diverse cose).

    • Carlo Vellutini scrive:

      Confermo che i giornali locali seguono il blog e che lo riprendono quando trovano qualcosa di interessante. Non so se Carlo Bartoli (che si occupa della redazione Toscana a Firenze, nonché ex presidente regionale dell’Assostampa) abbia ricevuto l’input dalla redazione di Grosseto sull’argomento. Solitamente, infatti, quando fanno inchieste chiedono notizie su casi particolari ad ogni redazione locale.

  22. Granocchiaio scrive:

    TEATRO DEGLI INDUSTRI

    sabato 23 gennaio 2010 ore 17.00

    ingresso gratuito

    Partecipano le seguenti Squadre:

    BEFANATE
    Baccinelle (mangia e bevi), Grosseto (Maremma in musica), Castell’Azzara, Saragiolo, Selva e Tre Case
    con la parttecipazione del poeta estemporaneo Francesco Benelli

    SEGA LA VECCHIA
    VIIIa Zona

    • sentinella scrive:

      Appuntamenti culturali
      ■Venerdì 22 gennaio – “Donne del Novecento” Presentazione del volume di Marisa Ombra “La bella politica. La Resistenza, “Noi Donne”, il femminismo”. Biblioteca dell’Isgrec, via De’ Barberi 61 ore 16,30 – Ingresso libero.
      ■Sabato 23 gennaio – “Rassegna di spettacolo e teatro popolare. Befanate e sega la vecchia” a cura dell’Archivio Tradizioni Popolari del Comune di Grosseto. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 17.
      ■Domenica 24 gennaio – “A piedi nudi nel parco” Rassegna di teatro amatoriale. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 18 e 21.
      ■Lunedì 25 gennaio – “La tragica avventura. Un siciliano dall’Altopiano di Asiago a Gusen II. Il diario di Domenico Aronica”, Presentazione del libro a cura di G. Cisotto (Cierre edizioni, Verona 2008) – Biblioteca dell’Isgrec, via De’ Barberi ore 15.
      ■Martedì 26 gennaio – “Enrico IV” Stagione Teatrale del Comune di Grosseto e Fondazione Toscana Spettacolo. Teatro Moderno, via Tripoli ore 21.
      ■Mercoledì 27 gennaio – “Giornata della memoria – L’universo della deportazione dall’Italia. Storiografia e Memoria, oggi” Appuntamenti a cura dell’ISGREC, della Provincia e del Comune di Grosseto rivolti al mondo della scuola. Dal 25 al 27 gennaio, ore 9,30-12,30, Roccatederighi: Incontri con Don Franco Cencioni (Diocesi di Grosseto) e Luciana Rocchi (ISGREC) nell’ex seminario vescovile di Roccatederighi, nell’area che fu campo di concentramento per ebrei e punto di partenza verso il lager. Dal 25 al 28 gennaio, ore 9-13, alla biblioteca dell’ISGREC: letture da scegliere con studenti della scuola superiore e dell’obbligo.
      ■Giovedì 28 gennaio – “Anne Frank” Rassegna Sipario Incantato. Stagione Teatrale del Comune di Grosseto e Fondazione Toscana Spettacolo. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 9,30 replica ore 11.
      ■Venerdì 29 gennaio – “Giannetto” a cura dell’associazione Dritto e rovescio. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 21.
      ■Domenica 31 gennaio – “Saggio di Danza” della scuola Spazio Danza. Teatro degli Industri, via Mazzini ore 15,30 repliche 18,30 e 21.

  23. Granocchiaio scrive:

    A una terra che amo è un album della cantante portoghese Amalia Rodriguesdedicato all’Italia. Sono tutte canzoni appartenenti al folklore regionale di diverse parti della penisola italiana che la cantante ha voluto personalmente incidere in questo particolare album.

    Le canzoni sono quasi tutte di autori anonimi e di secoli molto lontani; qualcuna addirittura del secolo XV come il Canto delle lavandaie al Vomero.

    La registrazione di questo disco è stata effettuata a Roma negli Studi della Ortophonic, tra le notti dell’1, 2 e 3 marzo dell’anno 1973.

    Al disco hanno collaborato i musicisti:
    • Joel Pina, chitarra, viola;
    • Fontes Rocha, chitarra portoghese;
    • Carlos Conçalves, chitarra portoghese;
    • Pedro Leal Da Silva, chitarra spagnola.

    L’ album comprende dieci canzoni tratte dal folklore regionale italiano, cinque canzoni per ogni facciata.
    I Facciata:
    o Amor dammi quel fazzolettin – Anonimo
    o Sora Menica – Anonimo romano del IX secolo
    o Tarantella – Anonimo
    o Canto delle lavandaie al Vomero – Anonimo napoletano del XV secolo
    o Ciuri Ciuri – Anonimo (Raccolta Frontini dei secoli XVIII – IXX)
    II Facciata
    o La bella Gigogin – Paolo Giorza 1858 ( di origini milanesi)
    o Sant’Antonio allu desertu – Anonimo
    o Maremma – Anonimo (verso la metà dell’ottocento toscano)
    o Tiramole. Anonimo napoletano
    o Vitti ‘na crozza – Franco Li Causi, anni ‘50.

    EMI/Columbia C064 – 40280, anno 1973, Roma
    Tratto da Wikipedia

  24. sentinella scrive:

    Il 16 gennaio 2010 alle ore 18 inaugurazione Ottica Aprili in via dei Garibaldini, 101 a Braccagni.

  25. Granocchiaio scrive:

    Carissimo Carlo

    Intanto chiedo scusa per il cambio di articolo, ma come ci ha richiamato e chiarito la Redazione riporto l’argomento nella sua giusta collocazione, e cioè sul Tatzebao (meglio ancora di Tazebao).

    Per la foto spero di averti accontentato. La foto che cercavi è stata pubblicata e ora archiviata sul blog su http://www.braccagni.info/video/archivio-foto-pubblicate-sul-blog/ per cui ora la puoi salvare sul tuo ufficio mediatico – FB o dove vuoi te. Spero di averti fatto cosa gradita e mi piace sottolineare che sono bartaliano, quindi non posso che ammirare e tifare anche per Coppi: senza uno l’altro non avrebbe l’altezza che merita.

    Sul bilancio dell’anno appena concluso.

    In effetti il progetto per il Monumento per il momento segna il passo. Causa indisponibilità di un membro del comitato di gestione abbiamo perso un po’ di tempo. Ci siamo sentiti in questi giorni e ci siamo ripromessi di ripartire a spron battuto. Sarà nostra cura aggiornarvi quanto prima.

    Per quanto riguarda invece la carrellata che fai su tutti gli altri temi devo convenire che quantomeno li hai ben presenti e definiti. Visto che il blog ci ha aiutati e ritrovarci un po, a farci conoscere e frequentarci un altro po, di aver preso e ripreso più volte i problemi, credo che il passo successivo potrebbe utilmente essere proprio un nuovo incontro, ovviante di persona, magari proprio con il titolo
    “Braccagni: che paese era, è e sarà?”

    Io sono d’accordo e aderisco. Visti gli impegni piuttosto precisi e girovaganti che hai perché non proponi te una data? Io per il momento ho impegni solo nella giornata di sabato 23 prossimo.

    • Carlo Vellutini scrive:

      Per quanto mi riguarda il sabato è il giorno peggiore. Per ovvie ragioni calcistiche. Tutto questo, però, ricordando che sono libero sabato 30 gennaio e sabato 6 febbraio…Ovviamente grazie per la foto!!!

  26. Furto e devastazione da Borgia scrive:

    Sentite cose è successo a Giulio, Borgia: è pazzesco.
    Hanno aspettato che nessuno fosse in casa, che la famiglia partisse per le vacanze. E sono poi entrati di notte, rubando, devastando e anche intrattenendosi a mangiare dolci natalizi, bevendo spumante. Violento, sconvolgente raid di una banda di ladri nell’azienda agricola Le Rogaie al Bottegone. Nella proprietà della famiglia Borgia la banda ha non solo rubato gioielli e contanti ma ha anche sfasciato, con un’accetta, arredi, mobili, devastando tutto il devastabile. “Non ho allarmi in casa, pensavo di essere in pace”, dice ora Giulio Borgia, titolare dell’importante azienda che si concentra soprattutto sull’allevamento di bestiame, all’avanguardia in Maremma. “I ladri hanno atteso che non ci fosse nessuno in casa. E’ accaduto nella notte tra il 5 e 6 gennaio, quando eravamo fuori per le vacanze”.
    Non è il primo furto che avviene nella zona, anche l’altra volta fu usata l’accetta. Per dire la crudeltà: hanno spaccato tutto, anche il pianoforte.

  27. genitore scrive:

    Ma è vero che è caduto una parte del soffitto in una classe della scuola elementare di Braccagni?

  28. Granocchiaio scrive:

    Quando nella primavera scorsa proposi alla Redazione di portare un po’ di ordine nel giovanissimo blog indicai la possibilità di creare uno spazio fisso “NELLA” piazza a disposizione e dedicato ad argomenti i più vari e spontanei che potevano essere proposti da chi si trovava a passare di la

    Non a caso in prima pagine veniva mostrata questa scritta:
    TATZEBAO
    “SPAZIO BIANCO A DISPOSIZIONE DI CHIUNQUE VOGLIA SCRIVERE QUALCOSA SU QUESTO BLOG”

    Con il tempo la cosa funzionò talmente bene che fummo costretti a cambiare ogni mese il nome, Tatzebao di Maggio, di Giugno, ecc. senza peraltro cambiare poi la pagine vera e propria in quanto si poteva – e si può tutt’ora – andare all’indietro a scoprire articoli scritti anche mesi fa.
    Contemporaneamente fu chiesto alla redazione di avere una pagina fissa per scrivere in libertà così come era concessa ai poeti con “RISPONDERE PER LE RIME”

    Era infatti impossibile per chi non sa scrivere in rima rispondere o anche pubblicare scritti in prosa sia propri che di scrittori. Per non creare steccati troppo stretti fu proposta la dizione “Parole in libertà” così come è oggi.

    Con queste premesse era abbastanza facile sapere dove mettere i vari argomenti. Tuttavia è successo che involontariamente qualcuno abbia messo argomenti adatti al primo nel secondo e viceversa. Poi tutto si è chiarito e si è ripreso il cammino.

    In questa fase di restaurazione la Redazione subito dopo aver “tolto le catene” della registrazione mi ha pregato di specificare di nuovo l’esatto e corretto uso delle due diverse pagine. E spero di essere stato chiaro e utile allo scopo.

    Veramente mi ha anche detto che vuole togliere dalla prima facciata proprio questa “rubrica” cioè “Parole in libertà” per relegarla in altro luogo, l’importante è che non sia più fissa come il Tatzebao e in prima pagina.
    Non sono assolutamente d’accordo, ma questo è un dettaglio insignificante.

    Vorrei invece spiegare qualcosa sulla parola Tatzebao

    l’idea del Tatzebao mi venne subito a mente per similitudine
    andando a rileggere la definizione su Wikipedia estraggo:

    Dazibao (cinese: 大字报 pinyin: dazibao; Wade-Giles: tatzepao, talora trascritto in italiano in modo scorretto: tazepao, tazebao, tatsebao, tatsepao, ta-tze-bao ecc.) significa letteralmente: giornale a grandi caratteri
    Il termine deriva dall’uso cinese di appendere i giornali in speciali bacheche pubbliche per permetterne la lettura a tutti. I dazibao si differenziano dai giornali per il fatto di essere scritti a mano in caratteri grandi, facilmente leggibili.

    La Costituzione cinese garantiva il diritto di scrivere ed attaccare dazibao personali, considerati un’importante forma di democrazia rivoluzionaria. Non si poteva ricoprire o strappare un dazibao senza il consenso dell’autore

    I dazibao sono usati in Cina dai tempi dinastici, ma divennero più comuni dopo l’incremento di alfabetizzazione seguito alla rivoluzione repubblicana del 1911. Particolarmente conosciuti sono quelli delle Guardie Rosse durante la Grande Rivoluzione Culturale (1966-1976).

    Durante il periodo della contestazione del Sessantotto col nome di tazebao venivano indicati i manifesti cartacei, solitamente scritti con grossi pennelli, appesi sui muri degli atri di Università ed altri luoghi in cui erano in corso battaglie politiche. Questi manifesti costituivano il mezzo più diretto e veloce per comunicare le ragioni delle proteste e le prese di posizione sugli avvenimenti del periodo.

    Dal dicembre 1978 si produsse a Pechino un movimento politico, diretto abilmente da Deng Xiaoping, che faceva uso del cosiddetto “muro della democrazia” (situato presso una fermata di autobus a Xidan, Pechino) su cui vennero appesi dazibao ferocemente contrari alla Banda dei quattro. Ma non appena da quei dazibao si prese ad invocare riforme anche nei confronti del partito l’esperienza fu velocemente chiusa nel dicembre 1979, quando Deng Xiaoping disse la famosa frase: “La ricreazione è terminata !”(quest’ultima battuta ci ricorda che anche i grandi capi cinesi non sono sprovvisti di una buona dose di sano humour, quando serve, e quando vogliono….N.d.R.)

    Attualmente in Cina i dazibao non hanno contenuti politici. (sic!)

    Questa la premessa.

    Circa la domanda precisa della Sentinella
    Devo specificare che circa correttezza o meno del termine da noi usato, e cioè TATZEABO, è vero che Wikipedia non lo indica come termine corretto, ma è vero pure che non lo indica come termine scorretto. Sempre Wikipedia indica invece come scorretto il termine Tazebao.

    Il termine Tatzebao viene per contro usato correntemente da riviste italiane come Panorama
    http://blog.panorama.it/mondo/2007/11/08/luniversita-di-pechino-abbatte-il-tatzebao-della-democrazia/
    o altri traduttori come Babylon http://www.babylon.com/definition/Tatzebao/Italian

    Considerando la natura “aperta” di Wikipedia credo che non sia scorretto continuare a chiamarlo TATZEBAO.

    Segnalo infine, a titolo di curiosità, che esiste un portale con questo nome a Molfetta:
    http://www.tazebao.info/default.aspx

  29. sentinella scrive:

    Caro Granocchiaio, dato che sei l’ideatore della rubrica “Tatzebao”, uno spazio utile e a disposizione di tutti, perchè non scriviamo il senso di questo argomento in modo che sia chiaro a tutti i frequentatori del blog? Una curiosità: ma è tatzebao o tazebao?

Scrivi una replica

XHTML: Puoi usare questi Tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Upload Files

You can include images or files in your comment by selecting them below. Once you select a file, it will be uploaded and a link to it added to your comment. You can upload as many images or files as you like and they will all be added to your comment.


 Ultimi 50 articoli
 Indietro
Cambia il tema del blog...
  • [Uscito dal blog]
  •  
  • Utenti » 53
  • Articoli/pagine » 245
  • Commenti » 3,993
Cambia il tema...
  • VuotoVuoto
  • VitaLife
  • TerraTerra
  • WindVento « Default
  • AcquaWater
  • FireFuoco
  • LuceLuce

Info



    Nessuna pagina figlia.

Braccagni



    Nessuna pagina figlia.

Festa del Maggio



    Nessuna pagina figlia.

Chat



    Nessuna pagina figlia.

Notizie



    Nessuna pagina figlia.