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	<title>Commenti a: TATZEBAO LUGLIO 2010</title>
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		<title>Di: Patrizio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/05/tatzebao-di-giugno/comment-page-5/#comment-6762</link>
		<dc:creator>Patrizio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 15:02:37 +0000</pubDate>
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		<description>Firmo, sottoscrivo e faccio mie le tue parole Nello...
dietro questi impianbti c&#039;è solo volontà di prendersi i finanziamenti pubblici e si allettano i contadini con alti affitti... rimarrano tutti a becco asciutto quando le società con cui firmano i contratti, stranamente srl  di solito a socio unico, che si riservano tutti i diritti e si rifiutano di firmare garanzie e fideiussioni , spariranno e lasceranno i campi pieni di materiale che è un frifiuto speciale che per essere smaltito e bonificato costerà dieci volte di più dell&#039;affitto riscosso in venti anni...

Il fotovoltaico va bene, ma non nei terreni coltivabili e di classe buona come quelli degli acquisti, ma nelle zone sassose e brulle o nelle aree da bonificare di grandi e passate speculazioni... e soprattutto sopra i tetti .... 

e soprattutto dove ci sono soldi pubblici da distribuire devono esserci leggi che ne impediscono la speculazione, oggi le norme che ci sono favoriscono le truffe...

poi i contadini che danno i loro terreni vincolandoli per 20-30 anni si gratteranno il capo e noi mangeremo rifiuti speciali per sopravvivere... ma questa è la buona politica dei nostri amministratori che sono a favore dell&#039;ambiente... a aprole e soprattutto in campagna elettorale... ma piano piano scopriremo tutti gli altarini, si preparino a fare i conti con la realtà perchè la gente sta aprendo gli occhi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Firmo, sottoscrivo e faccio mie le tue parole Nello&#8230;<br />
dietro questi impianbti c&#8217;è solo volontà di prendersi i finanziamenti pubblici e si allettano i contadini con alti affitti&#8230; rimarrano tutti a becco asciutto quando le società con cui firmano i contratti, stranamente srl  di solito a socio unico, che si riservano tutti i diritti e si rifiutano di firmare garanzie e fideiussioni , spariranno e lasceranno i campi pieni di materiale che è un frifiuto speciale che per essere smaltito e bonificato costerà dieci volte di più dell&#8217;affitto riscosso in venti anni&#8230;</p>
<p>Il fotovoltaico va bene, ma non nei terreni coltivabili e di classe buona come quelli degli acquisti, ma nelle zone sassose e brulle o nelle aree da bonificare di grandi e passate speculazioni&#8230; e soprattutto sopra i tetti &#8230;. </p>
<p>e soprattutto dove ci sono soldi pubblici da distribuire devono esserci leggi che ne impediscono la speculazione, oggi le norme che ci sono favoriscono le truffe&#8230;</p>
<p>poi i contadini che danno i loro terreni vincolandoli per 20-30 anni si gratteranno il capo e noi mangeremo rifiuti speciali per sopravvivere&#8230; ma questa è la buona politica dei nostri amministratori che sono a favore dell&#8217;ambiente&#8230; a aprole e soprattutto in campagna elettorale&#8230; ma piano piano scopriremo tutti gli altarini, si preparino a fare i conti con la realtà perchè la gente sta aprendo gli occhi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nello</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/05/tatzebao-di-giugno/comment-page-5/#comment-6760</link>
		<dc:creator>Nello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 13:33:13 +0000</pubDate>
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		<description>RINNOVABILI? GRAZIE, MA......
Mi è giunta una simpatica e-mail nella quale un caro amico, giocando sulle parole, &quot; i nuovi acquisti&quot; portava a conoscienza di un impianto fotovoltaico di futura costruzione in località Acquisti.
Che dire? Nel titolo ci sta il mio pensiero: grazie ai nostri Amministratori che invogliano a tali tipi di investimenti, ma &quot;accidenti&quot; perchè non regolarizzano la cosa. Ora è tutto un proliferare di impianti fotovoltaici che se veramente danno una mano non indifferente a raggiungere (forse) i dettami del protocollo di Kyoto 20-20-20 (cioè, per i meno addentro, 20% di energia rinnovabile con abbassamento del 20% del CO2 in atmosfera entro il 2020)creano un danno enorme alla nostra agricoltura. Riferendomi agli Acquisti e ai numeri riportati sull&#039;articolo del Tirreno si può fare un calcolo approssimativo:
20 mil di euro d&#039;investimento equivalgono ad un impianto di circa 6000 Kw di potenza (costo medio 3000-3500 €/Kw e tornerebbe anche con gli 8 mil di Kwh prodotte annualmente in quanto nella nostra zona il coefficiente d&#039;insolazione annua è di 1330-1350 ore). Considerato che un pannello fotovoltaico ha una potenza media di 200 W occorrono dai 20 ai 30 Ha di terreno. Forse gli ettari saranno meno (le mie conoscienze sono soprattutto su impianti domestici e su questo ho fatto i conti) ma non credo che ci sia molta differenza. Ripeto l&#039;impianto degli Acquisti è solo lo spunto alla mia riflessione, anche perchè, almeno per i promotori, il fine per cui viene realizzato è a scopi sociali per iol paese di Tirli, però è di pochi giorni fa altra diatriba su 900 o 140 Ha in un comune (non ricordo se Magliano o Manciano) fra Lega Ambiente e PdL, o gli oltre 400 Ha denunciati da Rifondazione nel comune di Scansano. Insomma non credo assolutamente che tutti questi terreni siano &quot;deserto&quot;, ma credo altresì che siano terreni coltivabilissimi, ma il boccone è veramente buono: si parla di affitti (anche per la terra si dice così?) di 5000-6000 €/Ha annuo, e te credo visti gli incentivi ed i Certtificati verdi (ma se si approfondisce finsico domani e stasera c&#039;ho lka riunione per la Sentinella). Mi sa che chi è un pochino più addentro di me in agricoltura mi può cdonfermare che la resa del terreno a scopi agricoli è ben più bassa: vuol dire che presto invece di mangiare il pane (da grano) si mangerà confettura di rifiuto speciale (i pannelli), ma non scoraggiamoci stanno sperimentando quelli al mirtillo (è la verità non è una barzelletta) per cui, oltre che la luce, ci daranno la vista oltre i 10 decimi.
Pulce nell&#039;orecchio. Avete visto che cosa strana, fino all&#039;anno scorso rivedere i campi di girasole come negli anni ottanta era quasi un utopia. Non era più conveniente la sua coltivazione, valeva la pena solo se per cause atmosferiche non si potevano fare altre culture. Oggi se si va a Grosseto o meglio se si va a Braccagni Beach (Castiglione) è un tripudio di fiori gialli... non è che tanto tanto questi impianti a biomassa di cui si ha sentore......... Al limite si può parlare anche di questi, dell&#039;eolico e quant&#039;altro.
Che delusione per me che fin dai primi anni dell&#039;ITI (mi sono diplomato nel 1968, sono vecchiotto) sognavo una casa a consumi &quot;zero&quot; o quasi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>RINNOVABILI? GRAZIE, MA&#8230;&#8230;<br />
Mi è giunta una simpatica e-mail nella quale un caro amico, giocando sulle parole, &#8221; i nuovi acquisti&#8221; portava a conoscienza di un impianto fotovoltaico di futura costruzione in località Acquisti.<br />
Che dire? Nel titolo ci sta il mio pensiero: grazie ai nostri Amministratori che invogliano a tali tipi di investimenti, ma &#8220;accidenti&#8221; perchè non regolarizzano la cosa. Ora è tutto un proliferare di impianti fotovoltaici che se veramente danno una mano non indifferente a raggiungere (forse) i dettami del protocollo di Kyoto 20-20-20 (cioè, per i meno addentro, 20% di energia rinnovabile con abbassamento del 20% del CO2 in atmosfera entro il 2020)creano un danno enorme alla nostra agricoltura. Riferendomi agli Acquisti e ai numeri riportati sull&#8217;articolo del Tirreno si può fare un calcolo approssimativo:<br />
20 mil di euro d&#8217;investimento equivalgono ad un impianto di circa 6000 Kw di potenza (costo medio 3000-3500 €/Kw e tornerebbe anche con gli 8 mil di Kwh prodotte annualmente in quanto nella nostra zona il coefficiente d&#8217;insolazione annua è di 1330-1350 ore). Considerato che un pannello fotovoltaico ha una potenza media di 200 W occorrono dai 20 ai 30 Ha di terreno. Forse gli ettari saranno meno (le mie conoscienze sono soprattutto su impianti domestici e su questo ho fatto i conti) ma non credo che ci sia molta differenza. Ripeto l&#8217;impianto degli Acquisti è solo lo spunto alla mia riflessione, anche perchè, almeno per i promotori, il fine per cui viene realizzato è a scopi sociali per iol paese di Tirli, però è di pochi giorni fa altra diatriba su 900 o 140 Ha in un comune (non ricordo se Magliano o Manciano) fra Lega Ambiente e PdL, o gli oltre 400 Ha denunciati da Rifondazione nel comune di Scansano. Insomma non credo assolutamente che tutti questi terreni siano &#8220;deserto&#8221;, ma credo altresì che siano terreni coltivabilissimi, ma il boccone è veramente buono: si parla di affitti (anche per la terra si dice così?) di 5000-6000 €/Ha annuo, e te credo visti gli incentivi ed i Certtificati verdi (ma se si approfondisce finsico domani e stasera c&#8217;ho lka riunione per la Sentinella). Mi sa che chi è un pochino più addentro di me in agricoltura mi può cdonfermare che la resa del terreno a scopi agricoli è ben più bassa: vuol dire che presto invece di mangiare il pane (da grano) si mangerà confettura di rifiuto speciale (i pannelli), ma non scoraggiamoci stanno sperimentando quelli al mirtillo (è la verità non è una barzelletta) per cui, oltre che la luce, ci daranno la vista oltre i 10 decimi.<br />
Pulce nell&#8217;orecchio. Avete visto che cosa strana, fino all&#8217;anno scorso rivedere i campi di girasole come negli anni ottanta era quasi un utopia. Non era più conveniente la sua coltivazione, valeva la pena solo se per cause atmosferiche non si potevano fare altre culture. Oggi se si va a Grosseto o meglio se si va a Braccagni Beach (Castiglione) è un tripudio di fiori gialli&#8230; non è che tanto tanto questi impianti a biomassa di cui si ha sentore&#8230;&#8230;&#8230; Al limite si può parlare anche di questi, dell&#8217;eolico e quant&#8217;altro.<br />
Che delusione per me che fin dai primi anni dell&#8217;ITI (mi sono diplomato nel 1968, sono vecchiotto) sognavo una casa a consumi &#8220;zero&#8221; o quasi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: P.Galeotti</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/05/tatzebao-di-giugno/comment-page-5/#comment-6689</link>
		<dc:creator>P.Galeotti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 17:45:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=1768#comment-6689</guid>
		<description>La dignità del giornalismo italiano in una lettera di una giornalista, MARIA LUISA BUSI :

&quot;Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla
mansione di conduttrice dell&#039;edizione delle 20 del TG1, essendosi
determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito
senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me -
prosegue - una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale
che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del
quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di
credibilità nei confronti dei telespettatori.

Come ha detto  il presidente della Commissione di
Vigilanza Rai Sergio Zavoli: &#039;la più grande testata italiana, rinunciando
alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua
identità, parte dell&#039;ascolto tradizionale´.
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un grande giornale. È
stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il
giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era
questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei
colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che
sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il
Paese. Il giornale degli italiani.

Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di
una voce sola. Oggi l&#039;informazione del TG1 è un&#039;informazione parziale e di
parte.
Dov&#039;è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono
aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi
salari peggiori d&#039;Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare
avanti perchè negli asili nido non c&#039;è posto per tutti i nostri figli?
Devono farsi levare il sangue e morire per avere l&#039;onore di un nostro
titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un
milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.

Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E
i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare
neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i
cassintegrati dell&#039;Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende
che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè
falliti? Dov&#039;è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare?
Quell&#039;Italia esiste. Ma il tg1 l&#039;ha eliminata.

Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima
elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo
spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande
progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna
interattiva multimediale.
L&#039;Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto
della nostra indifferenza. Schiacciata tra un&#039;informazione di parte - un
editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro
sull&#039;inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato,
smentito dai fatti il giorno dopo - e l&#039;infotainment quotidiano: da quante
volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel
lago, alle mutande antiscippo.

Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei
programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale
del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese.
Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero
dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto
profilo e interesse generale.
Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni
professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una
conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.
Nell&#039;affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene
ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante
del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.

I fatti dell&#039;Aquila ne sono stata la prova.
Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al
grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che
ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che
accade quando si privilegia la comunicazione all&#039;informazione, la propaganda
alla verifica.

Ho fatto dell&#039;onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia
professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto
recentemente. Pertanto:
1) respingo l&#039;accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche
che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto
oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo già
mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di
leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la
circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un
arricchimento.

Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c&#039;è
più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del
pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2) Respingo l&#039;accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui
mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede
semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e
onesti.
E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai,
lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le
loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non
debba trarre profitto dal proprio ruolo.

3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo
l&#039;intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato
all&#039;azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai
accusato di `danneggiare il giornale per cui lavoro´, con le mie
dichiarazioni sui dati d&#039;ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato
quelle dichiarazioni.
Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: &#039;il tg1 darà conto
delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a
campagne ideologiche´. Posso dirti che l&#039;unica campagna a cui mi dedico è
quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire
altrettanto.

Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta
campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale
Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me
diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche
alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi
dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni.
Sono stata definita &#039;tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista
senza cronaca, editorialista senza editoriali&#039; e via di questo passo.
Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint
Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio
legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle
20.

Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo
molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che
abbiamo bisogno.
Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il
pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia
azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori,
nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il
dovere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La dignità del giornalismo italiano in una lettera di una giornalista, MARIA LUISA BUSI :</p>
<p>&#8220;Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla<br />
mansione di conduttrice dell&#8217;edizione delle 20 del TG1, essendosi<br />
determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito<br />
senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me -<br />
prosegue &#8211; una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale<br />
che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del<br />
quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di<br />
credibilità nei confronti dei telespettatori.</p>
<p>Come ha detto  il presidente della Commissione di<br />
Vigilanza Rai Sergio Zavoli: &#8216;la più grande testata italiana, rinunciando<br />
alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua<br />
identità, parte dell&#8217;ascolto tradizionale´.<br />
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un grande giornale. È<br />
stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il<br />
giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era<br />
questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei<br />
colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che<br />
sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il<br />
Paese. Il giornale degli italiani.</p>
<p>Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di<br />
una voce sola. Oggi l&#8217;informazione del TG1 è un&#8217;informazione parziale e di<br />
parte.<br />
Dov&#8217;è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono<br />
aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi<br />
salari peggiori d&#8217;Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare<br />
avanti perchè negli asili nido non c&#8217;è posto per tutti i nostri figli?<br />
Devono farsi levare il sangue e morire per avere l&#8217;onore di un nostro<br />
titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un<br />
milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.</p>
<p>Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E<br />
i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare<br />
neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i<br />
cassintegrati dell&#8217;Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende<br />
che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè<br />
falliti? Dov&#8217;è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare?<br />
Quell&#8217;Italia esiste. Ma il tg1 l&#8217;ha eliminata.</p>
<p>Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima<br />
elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo<br />
spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande<br />
progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna<br />
interattiva multimediale.<br />
L&#8217;Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto<br />
della nostra indifferenza. Schiacciata tra un&#8217;informazione di parte &#8211; un<br />
editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro<br />
sull&#8217;inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato,<br />
smentito dai fatti il giorno dopo &#8211; e l&#8217;infotainment quotidiano: da quante<br />
volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel<br />
lago, alle mutande antiscippo.</p>
<p>Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei<br />
programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale<br />
del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese.<br />
Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero<br />
dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto<br />
profilo e interesse generale.<br />
Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni<br />
professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una<br />
conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.<br />
Nell&#8217;affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene<br />
ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante<br />
del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.</p>
<p>I fatti dell&#8217;Aquila ne sono stata la prova.<br />
Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al<br />
grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che<br />
ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che<br />
accade quando si privilegia la comunicazione all&#8217;informazione, la propaganda<br />
alla verifica.</p>
<p>Ho fatto dell&#8217;onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia<br />
professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto<br />
recentemente. Pertanto:<br />
1) respingo l&#8217;accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche<br />
che ho espresso pubblicamente &#8211; ricordo che si tratta di un mio diritto<br />
oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI &#8211; le avevo già<br />
mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di<br />
leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la<br />
circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un<br />
arricchimento.</p>
<p>Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c&#8217;è<br />
più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del<br />
pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.<br />
2) Respingo l&#8217;accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui<br />
mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede<br />
semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e<br />
onesti.<br />
E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai,<br />
lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le<br />
loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non<br />
debba trarre profitto dal proprio ruolo.</p>
<p>3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo<br />
l&#8217;intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato<br />
all&#8217;azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai<br />
accusato di `danneggiare il giornale per cui lavoro´, con le mie<br />
dichiarazioni sui dati d&#8217;ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato<br />
quelle dichiarazioni.<br />
Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: &#8216;il tg1 darà conto<br />
delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a<br />
campagne ideologiche´. Posso dirti che l&#8217;unica campagna a cui mi dedico è<br />
quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire<br />
altrettanto.</p>
<p>Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta<br />
campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale<br />
Panorama &#8211; anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me<br />
diretta &#8211; hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche<br />
alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi<br />
dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni.<br />
Sono stata definita &#8216;tosa ciacolante &#8211; ragazza chiacchierona &#8211; cronista<br />
senza cronaca, editorialista senza editoriali&#8217; e via di questo passo.<br />
Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint<br />
Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio<br />
legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle<br />
20.</p>
<p>Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo<br />
molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che<br />
abbiamo bisogno.<br />
Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il<br />
pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia<br />
azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori,<br />
nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il<br />
dovere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mezzolitro</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/05/tatzebao-di-giugno/comment-page-5/#comment-6686</link>
		<dc:creator>mezzolitro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 11:28:24 +0000</pubDate>
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		<description>La canzone mi garbò anche a me, ma soprattutto mi garbò la ragazza, Kim, davvero notevole!!!!!!!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La canzone mi garbò anche a me, ma soprattutto mi garbò la ragazza, Kim, davvero notevole!!!!!!!!!!!!!!</p>
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	</item>
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		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/05/tatzebao-di-giugno/comment-page-5/#comment-6685</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 01:18:58 +0000</pubDate>
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		<description>Ancora nessun commento su questo spazio nel mese di luglio 2010

Ma mettiamo ugualmente la copertina del mese che ricorda un successo degli anni 80: Bette Davis Eyes, una canzone pop scritta nel 1974 da Donna Weiss e Jackie DeShannon, portata però al successo con un ritmo pop rock nel 1981 da Kim Carnes.

La Bette Davis citata nel titolo e nel testo della canzone è la celebre attrice Bette Davis, ricordata, oltre che per la sua bravura recitativa, anche per i suoi grandi occhi espressivi.

In questa versione raggiunse la vetta delle classifiche di vendita anche in altri trentuno paesi, fra cui Germania, Australia, Svizzera, Italia, Norvegia, Giappone e Brasile.

In Bette Davis Eyes vengono citati non solo gli occhi - particolarmente seducenti - di Bette Davis, ma anche talune prerogative di altre star di Hollywood degli anni d&#039;oro della Mecca del Cinema: i capelli biondo platino di Jean Harlow e lo sguardo ammaliante di Greta Garbo, tutte icone pop della cinematografia mondiale capaci di suscitare emozione duratura oltre il gesto filmico.

In chiave di sincopata ballata pop rock, la versione di Kim Carnes è la più conosciuta e ricordata, anche in virtù della voce particolare, roca, della cantante statunitense che, nello scandire le sillabe del testo, sembra ricordare sotto alcuni aspetti lo stile di canto di Rod Stewart o quello, più metafisico e mercuriale, di Bob Dylan.

La stessa Bette Davis, l&#039;attrice menzionata nel titolo e nel testo della canzone, ammise di essere un&#039;ammiratrice di questa canzone e volle conoscere personalmente Carnes e i cantautori che crearono la canzone o che lavorarono attorno ad essa, per ringraziarli per averla resa &quot;parte dei tempi moderni&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora nessun commento su questo spazio nel mese di luglio 2010</p>
<p>Ma mettiamo ugualmente la copertina del mese che ricorda un successo degli anni 80: Bette Davis Eyes, una canzone pop scritta nel 1974 da Donna Weiss e Jackie DeShannon, portata però al successo con un ritmo pop rock nel 1981 da Kim Carnes.</p>
<p>La Bette Davis citata nel titolo e nel testo della canzone è la celebre attrice Bette Davis, ricordata, oltre che per la sua bravura recitativa, anche per i suoi grandi occhi espressivi.</p>
<p>In questa versione raggiunse la vetta delle classifiche di vendita anche in altri trentuno paesi, fra cui Germania, Australia, Svizzera, Italia, Norvegia, Giappone e Brasile.</p>
<p>In Bette Davis Eyes vengono citati non solo gli occhi &#8211; particolarmente seducenti &#8211; di Bette Davis, ma anche talune prerogative di altre star di Hollywood degli anni d&#8217;oro della Mecca del Cinema: i capelli biondo platino di Jean Harlow e lo sguardo ammaliante di Greta Garbo, tutte icone pop della cinematografia mondiale capaci di suscitare emozione duratura oltre il gesto filmico.</p>
<p>In chiave di sincopata ballata pop rock, la versione di Kim Carnes è la più conosciuta e ricordata, anche in virtù della voce particolare, roca, della cantante statunitense che, nello scandire le sillabe del testo, sembra ricordare sotto alcuni aspetti lo stile di canto di Rod Stewart o quello, più metafisico e mercuriale, di Bob Dylan.</p>
<p>La stessa Bette Davis, l&#8217;attrice menzionata nel titolo e nel testo della canzone, ammise di essere un&#8217;ammiratrice di questa canzone e volle conoscere personalmente Carnes e i cantautori che crearono la canzone o che lavorarono attorno ad essa, per ringraziarli per averla resa &#8220;parte dei tempi moderni&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: Roberto Spadi</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/05/tatzebao-di-giugno/comment-page-5/#comment-6598</link>
		<dc:creator>Roberto Spadi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 19:36:59 +0000</pubDate>
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		<description>Voglio fare un grande &quot;IN BOCCA AL LUPOOOOO!!!&quot; ai maturandi che domani c&#039;avranno d&#039;affffà parecchio e mi raccomando, stanotte niente incubi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio fare un grande &#8220;IN BOCCA AL LUPOOOOO!!!&#8221; ai maturandi che domani c&#8217;avranno d&#8217;affffà parecchio e mi raccomando, stanotte niente incubi.</p>
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	<item>
		<title>Di: ghost..o</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/05/tatzebao-di-giugno/comment-page-5/#comment-6597</link>
		<dc:creator>ghost..o</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 17:56:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=1768#comment-6597</guid>
		<description>Il nostro centro storico, mi sembra una definizione giusta, senza nulla togliere a chi ci abita, e poi abbiamo anche il nostro piccolo centro archeologico, San Martino, poco distanti le caldanelle... insomma a Braccagni c&#039;è tutto, basta poco, pochissimo per distruggere questo ben di Dio...
ad esempio un Polo Logistico.
Verrebbe da dire:
Dio ce li ha dati, GUAI A CHI CE LI TOCCA.
La gente del monte e dal piano inizia ad aprire gli occhi!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro centro storico, mi sembra una definizione giusta, senza nulla togliere a chi ci abita, e poi abbiamo anche il nostro piccolo centro archeologico, San Martino, poco distanti le caldanelle&#8230; insomma a Braccagni c&#8217;è tutto, basta poco, pochissimo per distruggere questo ben di Dio&#8230;<br />
ad esempio un Polo Logistico.<br />
Verrebbe da dire:<br />
Dio ce li ha dati, GUAI A CHI CE LI TOCCA.<br />
La gente del monte e dal piano inizia ad aprire gli occhi!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Vellutini</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/05/tatzebao-di-giugno/comment-page-5/#comment-6596</link>
		<dc:creator>Carlo Vellutini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 17:24:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=1768#comment-6596</guid>
		<description>Credo che la questione dell&#039;incuria a Montepescali meriti uno spazio nel blog. Visto che alcuni amici del paese seguono con attenzione il nostro spazio e che questo, comunque, è ormai letto da tempo dalla stampa locale e dai nostri amministratori (nella fattispecie i politici) possiamo garantire un buon servizio per quello che io considero il nostro Centro Storico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che la questione dell&#8217;incuria a Montepescali meriti uno spazio nel blog. Visto che alcuni amici del paese seguono con attenzione il nostro spazio e che questo, comunque, è ormai letto da tempo dalla stampa locale e dai nostri amministratori (nella fattispecie i politici) possiamo garantire un buon servizio per quello che io considero il nostro Centro Storico.</p>
]]></content:encoded>
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