Terra Madre: il film

 

Terra Madre trailer italiano del film di Ermanno Olmi

Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro e Slow Food Grosseto

 

presentano il film documentario

di Ermanno Olmi,

“Terra Madre”,

realizzato in collaborazione

con Slow Food

.

 

 

BRACCAGNI venerdì 24.07

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ore 23 ex asilo

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Terra Madre

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filmato di Ermanno Olmi

locandina


Archiviato in: IL MANGIARE ED IL BERE

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RSSNumero commenti (19)

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  1. il granocchiaio ha detto:

    Finalmente arriva anche a Braccagni il capolavoro di un maestro del cinema mondiale che propone la propria visione sulla situazione nel mondo riguardo il cibo e le relative mplicazioni
    economiche e sociali

  2. terra madre ha detto:

    Terra Madre: un interessante documentario di nicchia.

  3. il granocchiaio ha detto:

    fantastico commento!

    ma che significa documentario di nicchia? sarebbe bello sapere qualcosa su questa sintetica ma affascinante riflessione…………………………

  4. Ric ha detto:

    Io lo ho visto ieri sera ed è interessantissimo. Oltretutto tratta di un argomento che è di fondamentale importanza ai giorni nostri. Non è un documentario su un problema di nicchia, anzi….

  5. corazzata potemkin ha detto:

    “l’occhio della madre”
    “la carrozza col bambino”
    “la vanga che entra nella terra”

  6. il granocchiaio ha detto:

    Forse ora capisco meglio il secco ma efficace giudizio del direttore:
    “un interessante documentario di nicchia”

    Non è dato sapere di chi è l’ultimo post, ma tento di tradurre per un pubblico non di nicchia:

    Traduzione in volgare del post:
    • corazzata potemkin:
    “l’occhio della madre”
    “la carrozza col bambino”
    “la vanga che entra nella terra”

    Traduzione in volgare:
    “………è una cagata pazzesca!”

    Quanto è bello e utile scrivere e leggere sul blog
    Aiuta a conoscerci, e a metterci tutti nella propria più vera dimensione.

  7. moderator ha detto:

    Non so cosa ha voluto dire “corazzata” (anche se è facile intuirlo), solo che bisognerebbe sapere da chi provengono certe allusioni, per una questione di trasparenza.
    Forse la cosa migliore è davvero fare in modo che chiunque voglia lasciare un commento prima si registri.

  8. mezzolitro ha detto:

    E’ ganzo vedevvi infognà in questi commenti, sembrate fidanzatini nervosi, fate a gara a chi la spara più grossa/ingarbugliata, bravi! Vi prego NON smettete!!

  9. il granocchiaio ha detto:

    tanto pe fa un piacere allo Sciabolik

    per ovvi(?) motivi io so l’identità del “corrazzata”
    a me, anche per questo, risulta chiaro cosa ‘ha voluto dire “corazzata”’ solo che bisognerebbe che buttasse giù la maschera (lo sai che risate ci si farebbe, noi) per una questione di trasparenza.
    Forse la cosa migliore è davvero fare in modo che chiunque voglia lasciare un commento prima si registri.

    Eh si, mi sa proprio di così.

  10. il granocchiaio ha detto:

    amen

  11. Biadone ha detto:

    Scusate il ritardo.
    Solo oggi leggo questo post, in uno di quei giorni in cui ti svegli e hai qualcosa addosso che non ti spieghi, o fai finta, poi: TERRA MADRE, il ricordo di una fresca sera d’estate in compagnia di amici, aspettando un telone che si illumina e ti proietta tre pugni nello stomaco, come quelle tre mele poggiate sul tavolo da mani meravigliose, con un vissuto unico, che solo chi ama e vive la terra può avere.
    Tre pugni, come i tre episodi che si susseguono e si fondono uno nell’altro: il documentario sul forum mondiale svoltosi a Torino, alternato dalle esperienze di alcuni partecipanti nei loro paesi d’origine; la storia di un contadino sospesa tra follia, fiaba e realtà di un’esperienza che fatichi a credere possa essere avvenuta in Italia e ai nostri giorni; e infine, una splendida poesia che non ho la capacità di descrivere, ed è proprio per questo che la definisco poesia, per le sensazioni che ti lascia dentro: malinconia, delicatezza, vergogna e speranza.

    La mia non vuole essere una recensione del film, che la lascio agli esperti, ma vuole essere un tentativo di riportare pace tra il titolo del post e i commenti che mi hanno preceduto e che hanno tradito le mie aspettative.
    Comunque certi commenti non fanno che confermare la drammaticità del film, se il mondo è in queste condizioni ci sarà un perché!
    E’ un film potente e questa è l’unica similitudine che trovo con una corazzata, e comunque l’argomento è di nicchia, perché le sorti del mondo interessano a pochi, l’importante è avere un bel televisorone 52 pollici, i nostri bei cellulari, i SUV e quant’altro utile per apparire ma la cosa più importante è spengere il cervello, tanto il pianeta c’è sempre stato e sempre ci sarà e sulla terra c’è posto per tutti ..… sì, ma fuori dal mio giardino!

    Ringrazio il Gruppo Tradizioni Popolari e soprattutto il mitico Granocchiaio!!

    P.S. nel mio immenso masochismo non solo l’ho visto due volte ma ringrazio pure!

  12. Il Granocchiaio ha detto:

    Complimenti per le ferie a Biadone

    Se dal 25 luglio ti metti a rispondere ora i casi so due: o ci’hai messo quasi un mese a ponza sta replica o hai fatto delle stra-ferie. Spero che sia il secondo caso.

    Condivido molte delle cose dette. In particolar modo l’amara notazione che fai a proposito del supposto argomento di nicchia: il commento originale fu: “Terra Madre: un interessante documentario di nicchia”. Che dopo poco fu completato con la dotta citazione della corazzata potemkin che io mi permisi di tradurre in italiano comprensibile a tutti “………è una cagata pazzesca!”, dalla celebre esclamazione liberatoria del Fantozzi.

    Poi qualcuno ha voluto – forse – ritirare la manina indietro, ma ormai la frittata era fatta. Spiace soprattutto perché chi vuol far polemica è proprio sul blog che si può fare. Ma se alla seconda battuta uno se ne va e non risponde che ha parlato a fare?

    Vero anche dei tre momenti del film.
    Il primo quello che fa intravedere la Terra Madre che si svolge ogni due anni a Torino, la prossima sarà nel 2010. E’ quella che conosco meglio, che ho vissuto e che fa piacere rivedere. Un solo rammarico: pur così ben sintetizzata da Olmi non hai nemmeno la minima idea di cosa sia viverla dal vero e dal di dentro. Moltiplicando per mille i volti, i suoni, i colori, gli incontri, moltiplicando quanto si vuole non si arriverebbe mai alla realtà!
    Io sono uno di questi fortunati che l’hanno vissuta dal di dentro. Ma non è un privilegio per pochi, è solo questione di volontà perché se uno vuole può andarci e godersela.

    Il secondo è chiaramente una ipotesi, una provocazione, uno stimolo a pensare. C’è chi capisce chi non vuole o può capire. “Io può” disse il mitico Sibilia.

    Il terzo, e forse l’ho già scritto, è quello che ho più goduto. Perché mi ci sono sentito dentro, mi sono sentito lui e nello stesso tempo l’ho invidiato. Ho invidiato quello stile di vita che ho conosciuto, l’ho visto dai miei vecchi zii di un paesino piccolissimo sull’Amiata, alle Macchie. Ma mi ci ho visto anche me stesso per quel poco che ho fatto una quarantina d’anni fa, coltivando un orto esagerato. Lo facevo prima e dopo di andare al lavoro mio, quello vero. Lo facevo con la stessa passione e intensità che vedevo fare a lui. La vanga che entra nel terreno, la preparazione delle bracette, i solchi, la semina, veder nascere, annaffiare, crescere. E poi la scena del bimbo che va gattonando in mezzo alle cose nate.

    Le mi figliole facevano così. Non credo di averglielo insegnato, io mi limitavo a permetterlo. Forse l’ho già detto, ma lo ripeto: una volta ci sparì Alessandra che aveva poco più di due anni. Dopo un po’ di paura la ritrovammo nascosta seduta per terra tra i filari dei pisellini: era lì che se li coglieva, le sgusciava e poi se li mangiava………….

    Onestamente non co cosa dire a proposito di questo terzo episodio, o forse lo so ma non la voglio fa troppo lunga. Ognuno spero se lo goda e se lo ricordi come me lo ricordo io.

    Ma forse ha ragione quel tipo che ogni tanto mi accusa di fare qui sul blog troppo salotto!
    E pensare che la mia passione è l’orto……………………….

  13. Biadone ha detto:

    Caro Granocchiaio, sulle ferie stendiamo un pietoso velo, non mi sono allontanato dalla spiaggia di Marina. Il fatto è che ho staccato per una quindicina di giorni (come lettore) e al mio ritorno sul blog l’argomento non era in vista e comunque non ho fatto le dovute ricerche per vedere cosa era stato inserito, non so se è un mio limite o del programma (credo il primo).
    Per chi ha occhi per vedere, ciò che Olmi ha mirabilmente sintetizzato è sufficente a dare l’idea di cosa è Terra Madre, ovvio che viverla deve essere un’altra cosa, credo che per il 2010 mi organizzerò.
    Sarebbe stato interessante proseguire il dibattito con chi poi ha ritirato la manina, ma forse lo ha fatto perchè si è sentito individuato non pensando che tu potessi sapere la sua identità. Anche questo è un limite del blog.
    Molte volte è stato detto che il bello del blog era l’uso degli pseudonimi, perchè chi legge si concentra su ciò che è scritto e non su chi l’ha scritto, inoltre, non nascondo il mio divertimento nell’aver scritto sul blog in maniera anonima, giocando, poi per me vale il detto che il gioco è bello quando dura poco e se oggi mi firmo biadone sapete chi sono.
    Personalmente credo vada garantito l’anonimato di chi scrive, salvo verifiche e individuazione in caso di censure o altro, questo per non perdere quel fascino che contraddistingue il blog e che ne ha fatto la fortuna. Credo che senza anonimato certi argomenti non avrebbero avuto successo o non sarebbero neanche stati lanciati.

  14. moderator ha detto:

    In effetti anche io penso che, soprattutto chi amministra il blog e grazie a questo ha la possibilità di conoscere chi scrive, non deve assolutamente svelarne l’identità. Uno dei principi base di questa “piazza”, voluto proprio dallo stesso Granocchiaio, era quello di concentrare le attenzioni sull’oggetto dell’argomento e non sul soggetto che lo ha proposto.
    Anche perchè poi c’è il rischio che, come spesso succede, magari non potendo attaccare un “ragionamento” venga attaccato il “ragionatore”.

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