POLO LOGISTICO INTERMODALE DI BRACCAGNI
Scritto da Granocchiaio il 22-lug-2009 Totale commenti 939
L’argomento sul Polo Logistico di Braccagni è riportato anche dal gruppo costituito su Facebook “No al Polo Logistico di Braccagni”. Seguite anche su Facebook tutti i vari importantissimi interventi ed illustri adesioni al gruppo su questo link NO AL POLO LOGISTICO DI BRACCAGNI
Attendiamo partecipazione popolare di tutti gli abitanti della frazione di Braccagni, di tutta la Maremma e da ogni parte della Rete; ringraziamo, infine, tutti i graditi ospiti del blog e del gruppo su Facebook per i loro importanti interventi sul tema.

Il Sindaco Emilio Bonifazi ha cortesemente rilasciato in esclusiva per il nostro blog la seguente intervista a proposito del Polo Logisitico
vai al testo integrale dell’intervista al Sindaco Emilio Bonifazi
stato attuale (doppio clic per ingrandire)
ipotesi con polo (doppio clic per ingrandire)
(24-giu-2010) Nella tabella qui sotto abbiamo compreso tutti i link in relazione con la costruzione del Polo Logistico di Braccagni; tra questi abbiamo incluso anche vari documenti tra i quali la faglia tettonica della superficie su cui si vuole erigere il Polo Logistico . Man mano che veniamo in possesso di ulteriori documenti, li inseriremo su questo articolo a riprova della fondatezza delle nostre contestazioni.
(24-giu-2010) Aggiunta la cartografia a conoidi dell’area soggetta a probabile costruzione del Polo Logistico Intermodale di Braccagni.
(27-lug-2010) Appello urgente per la Maremma.
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Ora che il polo logistico (o quello che era…) ‘un si fa più, bisognerà stà attenti a qualche altra genialata dei nostri amministratori che una ne fanno e cento ne pensano!
Vi consiglio di andà a vedè (se esce a Grosseto…) un film in uscita in questi giorni che parla di FRAKING, il nuovo sistema di estrazione di gas che una società straniera vole portà nel comune di Grosseto:
Promised Land
http://trovacinema.repubblica.it/film/trailer/promised-land/422599
Regia: Gus Van Sant
Cast:
Matt Damon – John Krasinski – Tim Guinee – Frances McDormand – Lucas Black – Rosemarie DeWitt – Titus Welliver – Scoot McNairy – Hal Holbrook – Terry Kinney – Sara Lindsey – Johnny Cicco
Trailer: video: Promise land
Steve Butler arriva in una cittadina rurale assieme alla sua collega, Sue. Visto che la cittadina è stata duramente colpita dalla crisi economica, i due credono che la gente del posto sia ben disposta ad accettare un’offerta in denaro della loro compagnia in cambio dei diritti di perforazione delle loro proprietà terriere. Ma quello che sembra facile si complica a causa dell’opposizione di Frank Yates, un insegnante del luogo, che ha il supporto della campagna popolare di un altro uomo, Dustin Noble, deciso a combattere Steve sia personalmente che professionalmente…
VIDEO / FOTO / “Il mio film civile su quello che resta dell’identità americana”
A volte mi devo dà un pizzicotto pè capì se sogno o sò desto!
Nei giorni scorsi più d’un paesano e qualche grossetano, mi ha chiesto (alcuni con modi urbani, altri meno…) come c’ero rimasto(!) col polo logistico-industriale che ‘un si fa più, nè a Braccagni, nè al Madonnino. Alcuni, m’è sembrato di capì, mi mettevano tra quelli “scornati” perchè favorevole, altri mi davano la colpa (non da solo…) dell’affossamento di un’importantissimo complesso industriale portatore di ricchezza e lavoro! Naturalmente cò i primi due ho pensato che scherzassero, poi vista l’insistenza, ho incominciato a preoccupammi, alcuni di loro HANNO PARTECIPATO alle assemblee popolari fatte al centro anziani, sicchè avrebbero dovuto sapè come la pensavo allora e ancora adesso. Non solo, un tipo (davvero spassoso!) mi ha elencato “personaggi” di spicco del paese che vanno a dire in giro che grazie a loro “il buon senso ha vinto” mettendosi di fatto sul carro dei vincitori!
Ora, non so se ci sono vincitori in questa vicenda, di sicuro c’è chi ha perso la faccia e anche il senso del pudore!
Purtroppo ci sò persone che hanno avuto e ancora hanno credibilità da spendere con le persone più semplici che si fanno “confonde” dalle chiacchere, questa è l’Italia, a Braccagni come a Roma.
Mezzolitro è normale che i politici cadono sempre in piedi, sarà così anche con il cavalcaferrovia, quelli che ieri erano contro saranno in prima fila alla presentazione del progetto (pare sia alle porte con i sassi). Io sono stato a favore del compost, e, pur essendo ormai preistoria, non ho cambiato idea, ma io sono un semplice cittadino e non ho mire politiche. Comunque è vero un ex super paladino del polo e allo stesso tempo super antagonista del Comitato di cui anche tu ne fai parte in FB ha affermato che non ci ha messo il bastone fra le ruote.
Su chi ha vinto o chi ha perso io dico solo che qualcuno ha perso la faccia in modo clamoroso, mentre sicuramente hanno vinto i braccagnini ed i montepescalini.
Mi meraviglio poi che ti faccia prendere in giro: è saltato “purtroppo” solo quel polo agro-alimentare che ci volevano contrabbandare (in pratica è saltato il progetto PILT), ma si continua a parlare di ubicazione in Pian di Maggio di un complesso, tale a quello che presentò Invitalia nel lontano luglio 2011 alla sala Pegaso (e contemporaneamente escono interviste a personaggi roccastradini che insistono per lo sviluppo del Madonnino)
Macchè politici! Questi/e sò mezze calzette, assaltatori/trici di carri vincenti, portaborse da strapazzo e chi più ne ha, ne metta.
Ragassi, chi osa dire fesserie sulla battaglia contro il polo attaccato al paese…. LO SBRANIAMO !!!
Bah! per questi soggetti credo che bsterà un bel “non ti curar di loro, ma guarda e passa…”
No al polo logistico di Braccagni
Accolte in parte le osservazioni della Regione sul regolamento urbanistico
GROSSETO Come era prevedibile il consiglio non ce l’ha fatta a terminare, ieri, nella quarta giornata consecutiva di sedute, l’esame delle 1.142 osservazioni al regolamento urbanistico: alla fine si è votato su 430 osservazioni e su 20 emendamenti dei gruppi di opposizione. Le minoranze avrebbero voluto tornare in consiglio dopo Natale, per tentare di completare l’esame delle osservazioni entro la fine dell’anno, ma dai banchi della maggioranza non tutti erano d’accordo e così si è deciso di convocare il consiglio comunale, a oltranza, a partire dall’8 gennaio. Tra le osservazioni esaminate nella seduta di ieri, il consiglio comunale ha approvato, con i soli voti della maggioranza, l’accoglimento parziale dell’osservazione della Regione, quella che, di fatto, ha stravolto l’impianto del regolamento urbanistico. Il capogruppo del Buongoverno, Luigi Colomba, ha provato a chiedere una maggiore riflessione su quella che ha definito «la madre di tutte le osservazioni», dal momento che – come aveva detto anche il dirigente dell’Urbanistica, marco De Bianchi, è stata punto di riferimento per l’esame, da parte degli uffici, di tutte le altre osservazioni. Il rischio, secondo Colomba, è che la Regione non si accontenti e attivi la commissione paritetica finendo per bloccare l’approvazione del regolamento urbanistico. Un punto su cui il sindaco Emilio Bonifazi ha rassicurato, pur ammettendo che l’amministrazione è rimasta spiazzata dalle osservazioni della Regione, dal momento che il regolamento urbanistico era stato adottato dopo numerose conferenze dei servizi alle quali la Regione aveva preso parte. Il Comune, comunque, ha avuto un confronto pressante con la Regione per analizzare tutte le questioni poste nelle osservazioni e per Bonifazi non dovrebbero esserci rischi. Il presidente della IV commissione, Lorenzo Mascagni, ha fatto notare, poi, che le indicazioni principali della Regione sono state recepite. Come esempi ha citato la scomparsa del polo logistico di Braccagni, la riduzione del consumo di suolo e del numero di alloggi in città, la riduzione di alcune previsioni artigianali. (e.p.)
IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web http://www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2012-12-21
Che dire, tanto tuonò che piovve!
Alla fine l’ottusità è stata battuta, purtroppo non sempre accade, però è una bella soddisfazioe, quando capita.
Ieri sono andato alla riunione del movimento 5 stelle sul FRAKING in Maremma, tutto pieno, gente accalcata lungo i muri e persino seduta a terra, la relatrice è stata bravissima, tutto d’un fiato ci (mi) ha terrorizzato spiegandoci cosa è il fraking e in genere l’estrazione di fossili (solidi, liquidi e gassosi) dal sottosuolo, con annessi e connessi (inquinamento, pericoli assortiti, bugie, ecc); ho preso appunti e oggi ho rifatto i compiti, sfruculiando nel webbe per approfondire ciò che la ragazza ha, per ragioni di tempo, solo accennato. E’ stata una fatica perchè il traduttore rende la lettura dei documenti originali una fatica immane, però alla fine ho capito(?) che:
1. Qualcuno ha fatto il furbo( e ti pareva), per sua stessa ammissione nel proprio sito ufficiale, la Indipendent Resource, società che ha fatto il pozzo all’Olmini (loro indicano Ribolla), hanno “pompato” in un test di tre settimane il gas con, secondo loro, ottimi risultati; ma non erano autorizzati solo sondaggi?;
2. le cifre ‘un tornano (aritipareva), tutto ‘sto popò di can-can per arrivare, se tutto va bene, alla fine della coltivazione dei pozzi, ad estrarre appena il fabbisogno italiano di una settimana di gas. Eppure i dati li fornisce sempre il sito ufficiale della società committente. La domanda viene da sè, ci conviene avere l’altissima possibilità di inquinare la nostra terra, la nostra acqua e la nostra aria pè una sega?
3. C’è in giro (nel webbe più che altro, i media se ne tengono alla larga) parecchio uso di “parrebbe” , “forse”, “si dice” perchè nessuno si sbilancia fino in fondo; visto che è una materia parecchio tecnica invece ci vorrebbe più precisione.
Mi è piaciuto anche l’ing. Fiorentino d’Arco che ha cercato da subito di “sfrondare” da pipponi ambientalisti il suo discorso, bravo, vista la platea qualcuno si sarà risentito, peggio per lui. Non ho seguito, di proposito il dibattito, visti i soggetti. Mi dispiace pè non avè potuto seguì il discorso del Bargelli che ha parlato pè settimo, io ero già a tavola…
Credo che dovremo organizzà un’evento (come si dice ora…) a Braccagni pè informà la popolazione, magari puntando con precisione solo sul FRAKING nella valle del Bruna.
Giusto Mezzolitro, facciamo un evento, come lo chiami tu, ma per favore non confondiamolo direttamente o indirettamente con la questione POLO, un post ad hoc sarebbe meglio.
Il FRACKING è una tecnica estrattiva per noi nuova, ma è già da tempo usata in altri paesi e stranamente in più parti vietata. Dico stranamente perchè, come tu stesso fai notare, si va avanti in “forse” “parrebbe” etc. , senza una controprova che confermerebbe o meno la pericolosità del sistema. Il fatto stesso che da noi (dico in Maremma) il problema è uscito solo dietro i dubbi di alcuni che hanno associato l’estrazione con metodo fracking al terremoto dell’Emilia (dove da anni varie società, fra cui quella da te nominata, fanno sondaggi, ricerca e stoccaggio di gas)la dice lunga. Nessuno all’inizio ha parlato di cosa viene usato per frantumare la roccia, si parlava genericamente di un tipo di esplosivo composto da acqua e ceramica. Come dici approfondendo sul web (io non sono super esperto come te, mi accontento dell’italico verbo) e anche con l’aiuto di amici (il paesano da te citato) ho saputo altre cose, parte del composto idraulico esplosivo, composto che contiene sicuramente 89% di acqua, il 2% di elementi che direttamente o indirettamente nuociono alla salute e all’ambiente, non si sa bene cosa contenga però l’altro 9% (solo ceramica o derivati?); mi sembra di capire inoltre che sia da scartare la causa-effetto terremoti, almeno quelli catastrofici, mentre penso nella nostra zona agli sprofondamenti del terreno (si parla di milioni di tonnellate di acqua da recuperare per immetterla nei pozzi). Come si vede i problemi sono grossi, forse, dico forse,potrebbe non essere così devastante, ma purtroppo la bibliografia è scarsa e solo in un verso.
“Pipponi ambientalisti”, cosa intendi? Io non mi sento un pippone, ma così per chiarire, sono uno che da quarantasette anni è iscritto ai primi clubs ambientalisti mondiali che io sappia, nel mio caso il Club Alpino Italiano, nato a seguito di altre associazioni simili (nel caso 1863), penso all’ambiente ma penso anche al progresso e faccio una valutazione, in quanto le due cose vanno difficilmente bene a braccetto. Scusami ma penso chi in questa fase chi si attiva contro il fracking lo fa solo per ambientalismo, se poi ci sono alcuni (quelli per intendersi, come dici, hanno storto la bocca) che lo usano solo ed esclusivamente per mettersi in mostra, beh questo è un altro discorso.
Scarsità di gas: Siamo un paese dove le materie prime scarseggiano e se veramente nella concessione Ribolla-Braccagni (così non si fa confusione sulla localizzazione dei pozzi)si estrae gas per l’uso di una settimana sarebbe un successone, moltiplicalo per i pozzi in Italia di ricerca (mi riferisco alla pianura Padana, alla Basilicata, quelli che conosco) e vedresti che se ne riparlerebbe in termini entusiastici.
Ultima cosa perchè purtroppo l’argomento è interessantema per dare anche poche notizie si scrive troppo: la concessione Casoni (richiesta dalla stessa società o sua affiliata) va da Pian del Bichi (o giù di lì) fino alle Marze, interessando Braccagni, lambendo Grosseto, ma soprattutto interessando la Diaccia Botrona. Visto che ce lo hai suggerito, avrai letto quello scritto dal Dott. Piombino (che qualcuno a tacciato, m’è sembrato di capire, di pippone), bene lui ha detto che gas è stato trovato a S.Vincenzo (di Livorno?) in superficie (chiaramente va intesa in termini geologici) ed in zona umida: pensa se così fosse quanto gas ci sarebbe nella torba sottostante la Diaccia (meno male che pare che Tei, assessore all’ambiente, sicuramente non un pippone come tu li chiami, abbia detto per ora no all’autorizzazione riservandosi ad approfondire).
Visto che oramai il Polo industriale con annesso polo logistico non lo faranno più, né a Braccagni né altrove e il comitato SOS Braccagni ‘un può stà a girassi i pollici a giornata, credo proprio che incominceremo a occuparci d’altro e siccome i nostri amministratori (a tutti i livelli) una ne fanno e cento ne pensano, il materiale ‘un ci manca di sicuro. Penso che cominceremo dalla questione dei permessi di ricerca di idrocarburi, nella valle del Bruna fino al mare, cò uno spicchio di Grosseto compresa, http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/regione.asp?codreg=TO&tipo=IPT®ione=TOSCANA
che la regione Toscana “in collaborazione” con il Ministero dello sviluppo economico, hanno rilasciato, con una certa “leggerezza” a società multinazionali che si sono già portati avanti cò il lavoro avendo già realizzato ricerche geologiche e c’è addirittura un pozzo già bell’e pronto pè l’entrata in funzione proprio nella nostra zona, all’Olmini vicino alla chiesa http://www.maremmaefuturo.it/.
Queste multinazionali usano la tecnica del FRAKING che, in parole povere, è un metodo di estrazione del gas metano fatto introducendo con delle sonde (fino a mille metri e oltre) acqua ad altissima pressione negli strati di lignite che frazionandosi libera il gas.
Detto così sembra ganzo, indolore e inodore, invece, al solito, c’è qualche magagna; infatti ci sono perplessità sugli additivi aggiunti all’acqua per facilitare la fuoriuscita del gas, purtroppo non credo che si tratti di cioccolata o miele.
Poi, visto che il gas è uno spirito libero, non è detto che per uscire dal sottosuolo usi il passaggio obbligato della sonda, ma in presenza di canali naturali prende e se ne va dove gli pare e pole bussà alla tua porta.
In ultimo, e per me meno plausibile, c’è chi mette in relazione la presenza dei pozzi in una zona (dimenticavo, se una zona è ritenuta idonea allo sfruttamento i pozzi possono esse decine e decine) al verificarsi di sciami sismici di bassa intensità.
Mi sembra abbastanza pè andà, domani alle 17.00 al centro “il sole” in via Uranio pè sentì che dicano gli esperti.
Urbanistica, confermato il no al polo di Braccagni
Ridotta la superficie per aree produttive di circa 20mila metri quadrati
E il sindaco ammonisce: «Adesso dobbiamo chiudere in fretta» GROSSETO.
Un’altra seduta in cui non si è entrati nel merito delle questioni, quella della IV commissione per esaminare le controdeduzioni alle osservazioni sul regolamento urbanistico. Unico flash, il riferimento che il dirigente dell’urbanistica Marco De Bianchi ha fatto alle osservazioni della Regione sulla zona di Braccagni, illustrando la proposta degli uffici di stralciare la previsione del polo logistico riducendo la previsione per aree produttive ai circa 20mila metri quadrati, destinati a polo agroalimentare, che il vigente piano regolatore già contempla nell’area.
Gli uffici prevedono anche lo stralcio di una porzione (circa il 25%) degli oltre 8mila metri quadrati di residenziale ipotizzato in un’area nei pressi della ferrovia. Proponendo di accogliere, poi, un’osservazione del Consorzio Agrario, gli uffici ipotizzano lo stralcio di un’area produttiva prevista nella zona del Madonnino, dal momento che il Consorzio, con un’altra osservazione, chiede di potersi spostare nell’area di Casetta Grottanelli, confinante con la punta più estrema dell’area del Centro Fiere e di prevedere volumetrie residenziali nella sede attuale.
Ieri però si è parlato di fuoriuscita di notizie, di persone che in qualche maniera – anche se le controdeduzioni sono riservate – hanno saputo del probabile esito delle loro osservazioni e che, scontente, cercano contatti con l’amministrazione. «Il sito in cui le controdeduzioni sono pubblicate – ha detto il sindaco Bonifazi – risulta molto frequentato, segno che non sono solo i consiglieri comunali a entrarci, e io stesso ho iniziato a ricevere numerose telefonate di persone scontente di quello che risulta dalle controdeduzioni alle loro osservazioni… È opportuno fare in fretta», e anche il dirigente dell’urbanistica, Marco De Bianchi, ha confidato che stanno arrivando negli uffici integrazioni e chiarimenti in merito a osservazioni presentate, ma «noi – ha detto De Bianchi – non le guardiamo nemmeno». I commissari, poi, vorrebbero avere ancora più dettagli in mano.
Ieri, per esempio, sia il capogruppo del Buongoverno Luigi Colomba che quello del Movimento 5 Stelle, Giacomo Gori, hanno chiesto di poter avere le “norme”, nonostante il dirigente De Bianchi avesse già spiegato, la volta scorsa, che le uniche norme che esistono sono quelle del regolamento urbanistico adottato a marzo 2011. Esiste, però un lavoro che gli uffici hanno fatto, mano a mano che venivano esaminate le osservazioni, riportando le variazioni che potrebbero interessare le norme nel caso in cui il consiglio comunale approvasse le indicazioni date dagli uffici, ma «È solo uno strumento di lavoro» ha detto De Bianchi che, di fronte all’insistenza di Gori, a un certo punto è sbottato ed è uscito dalla sala consiliare, salvo poi rientrare per scusarsi e spiegare di nuovo il tutto.
di Enrico Pizzi
Il Tirreno 26 luglio 2012
«Polo logistico cancellato? Siamo in attesa, non ci fidiamo»
LA NOTIZIA non lo ha scosso nemmeno più di tanto. La decisione dell’ufficio urbanistica di cancellare con un colpo di spugna il polo logistico di Braccagni gli ha fatto strappare soltanto un mezzo sorriso. Fabio Bargelli, presidente di «Sos Braccagni», il comitato nato proprio per evitare la costituzione del polo logistico e intermodale nel paese che si trova alla periferia di Grosseto, non si fida più di tanto della decisione presa nella IV Commissione urbanistica presieduta da Lorenzo Mascagni.
«NON VORREI — ha iniziato — che la decisione sia soltanto un primo passo per iniziare a costruire qualcosa. Per poi allargarsi quando le acque si saranno calmate». Il presidente entra nello specifico: «Siamo moderatamente soddisfatti per il ridimensionamento produttivo, ma la sostanza resta la stessa. Ovvero: se si conferma che in quell’area ci verrà soltanto un polo agroalimentare non vedo molto la differenza con un polo intermodale. Sempre di industria si tratta». Bargelli non vuole, insieme a tutti coloro che hanno aderito al Comitato (e sono tanti) aprire le finestre di casa e vedere un polo industriale. «Il Ptc parla chiaro: prevede cioè un polo agroalimentare nella zona del Madonnino, coerente con gli strumenti urbanistici. Se la scelta fosse quella saremmo i primi ad applaudirla. Ma siamo convinti, comunqueche la realtà sia ben diversa».
BARGELLI chiude: «Siamo pronti, come avevamo già detto in precedenza, a lottare con tutte le nostre forze affinché questo non avvenga. Il ricorso al Tar, per esempio, sarebbe il primo passo della nostra battaglia». Che si prevede lunga e «faticosa».
La Nazione 19 07 2012
Ha ragione da vende il mì Presidente, al Madonnino c’è già l’insediamento produttivo del comune di Roccastrada, inoltre lì accanto è previsto dal Ptc l’insediamento produttivo del comune di Grosseto, dove, tra l’altro, i prorietari di quei terreni già pagano le tasse su quei terreni come industriali (la parola sarebbe un’altra ma ora ‘un mi sovviene); quindi che la smettano di volè costruì accanto al paesello, lì magari ci facciamo, come ha proposto il Saladini Jr, una bella piscina attrezzata come a Giuncarico così i giovani (e anche i meno giovani…)si divertano e fanno guadagnà qualche soldo ai gestori.
Ecco il testo integrale riportato dalla Nazione del 17 luglio 2012
Cancellato il Polo logistico di Braccagni
SI APRE con un vero e proprio colpo di scena, l’esame, da parte della quarta commissione, delle controdeduzioni degli uffici del Comune alle osservazioni di Regione e Provincia. Con un colpo di spugna, ieri mattina il dirigente dell’ufficio Urbanistica, Marco De Bianchi, con la sua relazione in commissione, ha di fatto cancellato il Polo Logistico di Braccagni (Pilt) per la gioia del comitato di cittadini della frazione grossetana che, sull’argomento, aveva incalzato in più di un’occasione il sindaco Bonifazi durante la campagna elettorale per il suo secondo mandato.
NELLE controdeduzioni alle osservazioni della Regione, e della Provincia, il Settore gestione del Territorio del Comune è stato infatti chiarissimo: «Il dimensionamento produttivo — si legge infatti nelle proposte di controdeduzioni pervenute ieri in quarta commissione — è giudicato sovrabbondante, non tanto per l’incidenza percentuale, ma rispetto alla stasi della domanda e soprattutto rispetto alle grandi quantità ancora da realizzare del precedente Piano regolatore. Il punto di maggior conflitto è il Pilt per il quale sembra proponibile un insediamento limitato alle funzioni produttive (non logistiche su ferro) del settore agroalimentare, coerentemente anche con le valutazioni effettuate dalla Provincia».Insomma cancellato il Polo Logistico, che nel regolamento adottato prevedeva un insediamento di 180.000 metri quadrati di superficie utile lorda (Sul), e previsto al suo posto un insediamento, sempre nella zona nord di Braccagni, di 20.000 metri quadrati (da destinare al settore agroalimentare). Ma saranno decisamente ridimensionante, (nel caso che il Consiglio comunale faccia proprie la proposta di controdeduzioni degli uffici tecnici dell’Amministrazione comunale) anche gli insediamenti produttvi di Poggetti Nuovi e della ex Stu a Barbanella. Un ridimensionamento dell’occupazione del suolo, rispetto al Regolamento urbanistico adottato, che non riguarderà però soltanto gli insediamenti produttivi ma anche quello residenziali. Recependo così il monito della Regione, che aveva fatto rilevare al Comune di aver consumato, con un solo regolamento urbanistico il 70% delle previsioni residenziali, dell’intero Piano strutturale, che al contrario dovrebbe realizzarsi nell’arco di tre regolamenti urbanistici.
La Nazione 17/7/2012
La riunione della IV commissione in Comune ha presentato un bel colpo di scena! Il dirigente De Bianchi ha detto papale-papale che il polologistico a Braccagni ‘un si fà più, troppe sò le discordanze cò le direttive regionali, (magari anche il comitato di Braccagni un pò di peso ce l’ha…) quindi, stoppe!
Però, mannaggia c’è sempre un però, l’agroalimentare, quasi-quasi ce lo zepperebbero lostesso attaccato al paesello.
La domanda sorge spontanea, se si tratterà di un semplice isediamento produttivo di industrie agroalimentari, la vicinanza alle ferrovie, condizione sineqanon pè fallo attaccato a Braccagni, a che serve se non c’è la logistica?
Ragazzi (le industri agroalimentari…) il Madonnino vi aspetta a braccia aperte!
A pensacci bene, le domande spontanee sò due, una l’ho già scritta sopra; l’altra è:
si fa finta di niente cò quei geni che ‘stò pò-pò di Regolamento Urbanistico l’hanno scritto e firmato, con un giusto (!) compenso?
POLO LOGISTICO, LE ILLEGITTIMITA’ SONO EVIDENTI
By comitato On 9 febbraio 2012 · Leave a Comment
Il sindaco faccia un passo indietro e opti per il Madonnino
Continuo a non capire il comportamento del Comune di Grosseto sul Polo logistico di Braccagni e soprattutto a non comprendere il perseverare di questo atteggiamento da parte del sindaco Emilio Bonifazi. Non solo non tiene conto del rischio idraulico e dell’art.142 della legge regionale finanziaria 2012, che certo aiuta a escludere la fattibilità del Polo Logistico a Braccagni: non prende nemmeno in considerazione l’illegittimità della previsione del centro nella variante al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico, che il comitato Sos Braccagni vuole impugnare davanti al Tar. C’è infatti un netto contrasto della previsione “Braccagni” con gli strumenti di governo del territorio, come il Ptc della Provincia ed il Pit della Regione Toscana. Insomma, gli unici a difendere la validità del progetto sono i nostri amministratori. Perché tutta questa insistenza? Cosa c’è dietro?
Ritengo che sia necessario mettere un punto fermo non a una bagarre politica ma ad una condizione formale di contenuto normativo, altrimenti vuol dire che ci possiamo dimettere tutti risparmiando tempo e denaro non solo pubblico ma soprattutto personale.
Va bene, non si vuol fare il polo logistico a Scarlino dove invece sarebbe stato logico al di là di ciò che dicono i tuttologi amministratori: spiegateci allora perché non si vuol fare dove previsto originariamente dal Piano strutturale, cioè al Madonnino, dove tra l’altro sono state investite risorse economiche pubbliche per la messa in sicurezza idraulica del sito, tenendo conto anche dell’adiacente comparto già urbanizzato presente nel Comune di Roccastrada. Torno a ripetere c’è qualche cosa che ci sfugge. Vogliamo davvero credere che si spenderanno da parte del privato 20 milioni di euro per le opere di messa in sicurezza a Braccagni? Credo che al Madonnino ne siano stati spesi circa 8 di milioni di euro.
Ritengo che soprattutto in questo momento di gravi crisi che il nostro Paese sta attraversando, in una Maremma che ha bisogno di essere rilanciata e non penalizzata da scelte tecniche e politiche scellerate (e comunque a nostro pensiero anche illegittime), il buon senso è ciò che, come si dice in Maremma “salva capre e cavoli”. Non ci sarebbe veramente nulla di male, anzi dimostrerebbe carattere, senso di responsabilità e lungimiranza, riconoscere che la strada intrapresa in altri momenti era sbagliata e che ad oggi serve tornare indietro.
Massimo Felicioni
Capogruppo Grosseto Oggi
Ci sono voci che dicono che Braccagni sarebbe il fulcro su cui girano gli interessi per la gestione e il trattamento dei rifiuti, non a caso si trova nel mezzo al triangolo CANNICCI-STRILLAIE-SCARLINO ; qualcuno sa niente di questo è può confermarlo o smentirlo?
In effetti anche questa voce è circolata, anzi mi sembra che proprio qui tempo addietro è stata riportata. Non so quanto posssa essere attendibile anche per il collegamento ai tre siti. In pratica Cannicci è in esaurimento e, se non ero non è stato trovato in zona un luogo per la discarica, mi sembra che il non riciclablile vada nel senese (Chiusi?), alle Strillaie viene portato e lavorato il riciclabile, per CDR (doveva andare a Scarlino ed è di stamane la notizia riportata dal Tirreno che il Sindaco deve trovare dove bruciarlo, viste le note vicende) e compost, Scarlino al limite può essere considerato un inceneritore (come a Valpiana) o una centrale a CDR. Penso che per qui il collegamento ai rifiuti sia stato fatto, vuoi perchè fra le molteplici attività della PILT c’era anche lo stoccaggio e fra i soci c’era (c’è) Agrideco; altro punto che porta ai rifiuti è che il progetto prevede una centrale (di discreta potenza) a biomasse, che in pratica può bruciatre di tutto, al limite anche rifiuti.
Comunque da qui a dire che il Polo divenga una discarica ce ne vuole, anzi dirrei che si potrebbe trattare di una di quelle leggende metropolitane (la zona è passata come industriale e come tale dovrebbe essere soggetta a ICI anche se onestamente non ci sono state polemiche e sì che per quell’area la tassa dovrebbe essere pesante…, se la cartella è arrivata, so per certo che a piccoli è arrivata))
Seguo sempre in maniera interessata l’evolversi della situazione legata al polo logistico, approvando in pieno l’azione intrapresa dal comitato No polo Braccagni. Quello che mi chiedo e che non mi spiego è l’ostinazione del Comune di Grosseto e della Provincia di costruirlo allo Spiga. Formulo nuovamente la domanda: a chi giova?
Credo che quello che può far gola sono gli “oneri di urbanizzazione” che visto il valore dell’opera dovrebbero avere una discreta consistenza.
Mezzolitro dice che sono gli oneri di urbanizzazione a fare gola, ma penso che in un progetto previsionale di 400 milioni siano in molti a volerci mettere il becco. Cito ancora quella cifra, anche se dai più si sente dire che ci sarà di minimo un ridimenzionamento, in quanto nel RU l’area Spiga non viene chiamata, che so, “area industriale nord Braccagni” o meglio ancora “Area indusatriale Spiga” (come erroneamente è citata Zona o area Via Concialini che a Braccagni non esiste); no viene citata proprio come “area PILT”. Nel periodo di costruzione, almeno fino a che non sarà installato il cantiere, anche i commercianti di Braccagni qualche caffè o qualche etto di mortadella o pranzo in più lo faranno, ma poi non credo che la casa duri a lungo, così per le piccole o medie imprese locali. No penso che ci mangieranno i soliti grossi, con il rischio grosso per i piccoli di rimanere dopo bruciati. Per chi non lo sapesse già da tempo in Rete circola (o circolava non so perchè non ci sono più andato) la Pubblicità-avviso di vendita per capannoni in area PILT di una Società, che si sfruttava progetti di professionisti locali che con lei hanno sicuramente lavorato, ma non era di
Grosseto.
Ultima per ora, ma ennesima nel tempo, annotazione. Anche oggi i Nostri si sentono presi in giro dalla Regione, perchè si sarebbe rimangiata la parola e molto di più, con le osservazioni sul Polo e poi con il famigerato (su questo bisogna però dargliene anche atto) art. 142 della legge 66/11. Da tempo un “cavallo di battaglia” del Governatore Rossi era il Corridoio Balcanico, cioè un collegamento fra l’Europa orientale e la Spagna, con punti di riferimento in Italia i porti di Ancona e Livorno (non Piombino come vorrebbero le autorità locali, ricordate la polemica dell’aggregazione alla nostra provincia?), sfruttando la viabilità “Due Mari”-Aurelia (o meglio Tirrenica)? Mi si sa dire a cosa servirebbe un Polo Logistico a Braccagni (dirrò di più) in provincia di Grosseto? Credo che sia più logico investire per un eventuale sviluppo di quello esistente in area labronica.
Mi sono dimenticato di dire che l’UE ha dato l’ok al progetto, era sulla cronaca di Firenze della Repubblica di Giovedì.
diversi interventi sulla stampa a proposito del Polo Logistico
ecco qui sotto i più recenti