POLO LOGISTICO INTERMODALE DI BRACCAGNI
Scritto da Granocchiaio il 22-lug-2009 Totale commenti 922
L’argomento sul Polo Logistico di Braccagni è riportato anche dal gruppo costituito su Facebook “No al Polo Logistico di Braccagni”. Seguite anche su Facebook tutti i vari importantissimi interventi ed illustri adesioni al gruppo su questo link NO AL POLO LOGISTICO DI BRACCAGNI
Attendiamo partecipazione popolare di tutti gli abitanti della frazione di Braccagni, di tutta la Maremma e da ogni parte della Rete; ringraziamo, infine, tutti i graditi ospiti del blog e del gruppo su Facebook per i loro importanti interventi sul tema.

Il Sindaco Emilio Bonifazi ha cortesemente rilasciato in esclusiva per il nostro blog la seguente intervista a proposito del Polo Logisitico
vai al testo integrale dell’intervista al Sindaco Emilio Bonifazi
stato attuale (doppio clic per ingrandire)
ipotesi con polo (doppio clic per ingrandire)
(24-giu-2010) Nella tabella qui sotto abbiamo compreso tutti i link in relazione con la costruzione del Polo Logistico di Braccagni; tra questi abbiamo incluso anche vari documenti tra i quali la faglia tettonica della superficie su cui si vuole erigere il Polo Logistico . Man mano che veniamo in possesso di ulteriori documenti, li inseriremo su questo articolo a riprova della fondatezza delle nostre contestazioni.
(24-giu-2010) Aggiunta la cartografia a conoidi dell’area soggetta a probabile costruzione del Polo Logistico Intermodale di Braccagni.
(27-lug-2010) Appello urgente per la Maremma.
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POLO LOGISTICO, LE ILLEGITTIMITA’ SONO EVIDENTI
By comitato On 9 febbraio 2012 · Leave a Comment
Il sindaco faccia un passo indietro e opti per il Madonnino
Continuo a non capire il comportamento del Comune di Grosseto sul Polo logistico di Braccagni e soprattutto a non comprendere il perseverare di questo atteggiamento da parte del sindaco Emilio Bonifazi. Non solo non tiene conto del rischio idraulico e dell’art.142 della legge regionale finanziaria 2012, che certo aiuta a escludere la fattibilità del Polo Logistico a Braccagni: non prende nemmeno in considerazione l’illegittimità della previsione del centro nella variante al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico, che il comitato Sos Braccagni vuole impugnare davanti al Tar. C’è infatti un netto contrasto della previsione “Braccagni” con gli strumenti di governo del territorio, come il Ptc della Provincia ed il Pit della Regione Toscana. Insomma, gli unici a difendere la validità del progetto sono i nostri amministratori. Perché tutta questa insistenza? Cosa c’è dietro?
Ritengo che sia necessario mettere un punto fermo non a una bagarre politica ma ad una condizione formale di contenuto normativo, altrimenti vuol dire che ci possiamo dimettere tutti risparmiando tempo e denaro non solo pubblico ma soprattutto personale.
Va bene, non si vuol fare il polo logistico a Scarlino dove invece sarebbe stato logico al di là di ciò che dicono i tuttologi amministratori: spiegateci allora perché non si vuol fare dove previsto originariamente dal Piano strutturale, cioè al Madonnino, dove tra l’altro sono state investite risorse economiche pubbliche per la messa in sicurezza idraulica del sito, tenendo conto anche dell’adiacente comparto già urbanizzato presente nel Comune di Roccastrada. Torno a ripetere c’è qualche cosa che ci sfugge. Vogliamo davvero credere che si spenderanno da parte del privato 20 milioni di euro per le opere di messa in sicurezza a Braccagni? Credo che al Madonnino ne siano stati spesi circa 8 di milioni di euro.
Ritengo che soprattutto in questo momento di gravi crisi che il nostro Paese sta attraversando, in una Maremma che ha bisogno di essere rilanciata e non penalizzata da scelte tecniche e politiche scellerate (e comunque a nostro pensiero anche illegittime), il buon senso è ciò che, come si dice in Maremma “salva capre e cavoli”. Non ci sarebbe veramente nulla di male, anzi dimostrerebbe carattere, senso di responsabilità e lungimiranza, riconoscere che la strada intrapresa in altri momenti era sbagliata e che ad oggi serve tornare indietro.
Massimo Felicioni
Capogruppo Grosseto Oggi
Ci sono voci che dicono che Braccagni sarebbe il fulcro su cui girano gli interessi per la gestione e il trattamento dei rifiuti, non a caso si trova nel mezzo al triangolo CANNICCI-STRILLAIE-SCARLINO ; qualcuno sa niente di questo è può confermarlo o smentirlo?
In effetti anche questa voce è circolata, anzi mi sembra che proprio qui tempo addietro è stata riportata. Non so quanto posssa essere attendibile anche per il collegamento ai tre siti. In pratica Cannicci è in esaurimento e, se non ero non è stato trovato in zona un luogo per la discarica, mi sembra che il non riciclablile vada nel senese (Chiusi?), alle Strillaie viene portato e lavorato il riciclabile, per CDR (doveva andare a Scarlino ed è di stamane la notizia riportata dal Tirreno che il Sindaco deve trovare dove bruciarlo, viste le note vicende) e compost, Scarlino al limite può essere considerato un inceneritore (come a Valpiana) o una centrale a CDR. Penso che per qui il collegamento ai rifiuti sia stato fatto, vuoi perchè fra le molteplici attività della PILT c’era anche lo stoccaggio e fra i soci c’era (c’è) Agrideco; altro punto che porta ai rifiuti è che il progetto prevede una centrale (di discreta potenza) a biomasse, che in pratica può bruciatre di tutto, al limite anche rifiuti.
Comunque da qui a dire che il Polo divenga una discarica ce ne vuole, anzi dirrei che si potrebbe trattare di una di quelle leggende metropolitane (la zona è passata come industriale e come tale dovrebbe essere soggetta a ICI anche se onestamente non ci sono state polemiche e sì che per quell’area la tassa dovrebbe essere pesante…, se la cartella è arrivata, so per certo che a piccoli è arrivata))
Seguo sempre in maniera interessata l’evolversi della situazione legata al polo logistico, approvando in pieno l’azione intrapresa dal comitato No polo Braccagni. Quello che mi chiedo e che non mi spiego è l’ostinazione del Comune di Grosseto e della Provincia di costruirlo allo Spiga. Formulo nuovamente la domanda: a chi giova?
Credo che quello che può far gola sono gli “oneri di urbanizzazione” che visto il valore dell’opera dovrebbero avere una discreta consistenza.
Mezzolitro dice che sono gli oneri di urbanizzazione a fare gola, ma penso che in un progetto previsionale di 400 milioni siano in molti a volerci mettere il becco. Cito ancora quella cifra, anche se dai più si sente dire che ci sarà di minimo un ridimenzionamento, in quanto nel RU l’area Spiga non viene chiamata, che so, “area industriale nord Braccagni” o meglio ancora “Area indusatriale Spiga” (come erroneamente è citata Zona o area Via Concialini che a Braccagni non esiste); no viene citata proprio come “area PILT”. Nel periodo di costruzione, almeno fino a che non sarà installato il cantiere, anche i commercianti di Braccagni qualche caffè o qualche etto di mortadella o pranzo in più lo faranno, ma poi non credo che la casa duri a lungo, così per le piccole o medie imprese locali. No penso che ci mangieranno i soliti grossi, con il rischio grosso per i piccoli di rimanere dopo bruciati. Per chi non lo sapesse già da tempo in Rete circola (o circolava non so perchè non ci sono più andato) la Pubblicità-avviso di vendita per capannoni in area PILT di una Società, che si sfruttava progetti di professionisti locali che con lei hanno sicuramente lavorato, ma non era di
Grosseto.
Ultima per ora, ma ennesima nel tempo, annotazione. Anche oggi i Nostri si sentono presi in giro dalla Regione, perchè si sarebbe rimangiata la parola e molto di più, con le osservazioni sul Polo e poi con il famigerato (su questo bisogna però dargliene anche atto) art. 142 della legge 66/11. Da tempo un “cavallo di battaglia” del Governatore Rossi era il Corridoio Balcanico, cioè un collegamento fra l’Europa orientale e la Spagna, con punti di riferimento in Italia i porti di Ancona e Livorno (non Piombino come vorrebbero le autorità locali, ricordate la polemica dell’aggregazione alla nostra provincia?), sfruttando la viabilità “Due Mari”-Aurelia (o meglio Tirrenica)? Mi si sa dire a cosa servirebbe un Polo Logistico a Braccagni (dirrò di più) in provincia di Grosseto? Credo che sia più logico investire per un eventuale sviluppo di quello esistente in area labronica.
Mi sono dimenticato di dire che l’UE ha dato l’ok al progetto, era sulla cronaca di Firenze della Repubblica di Giovedì.
diversi interventi sulla stampa a proposito del Polo Logistico
ecco qui sotto i più recenti