POLO LOGISTICO INTERMODALE DI BRACCAGNI

L’argomento sul Polo Logistico di Braccagni è riportato anche dal gruppo costituito su Facebook “No al Polo Logistico di Braccagni”. Seguite anche su Facebook tutti i vari importantissimi interventi ed illustri adesioni al gruppo su questo link NO AL POLO LOGISTICO DI BRACCAGNI

 

Attendiamo partecipazione popolare di tutti gli abitanti della frazione di Braccagni, di tutta la Maremma e da ogni parte della Rete; ringraziamo, infine, tutti i graditi ospiti del blog e del gruppo su Facebook per i loro importanti interventi sul tema.

 

Il Sindaco Emilio Bonifazi ha cortesemente rilasciato in esclusiva per il nostro blog la seguente intervista a proposito del Polo Logisitico

vai al testo integrale dell’intervista al Sindaco Emilio Bonifazi

stato attuale (doppio clic per ingrandire)

ipotesi con polo (doppio clic per ingrandire)

(24-giu-2010) Nella tabella qui sotto abbiamo compreso tutti i link in relazione con la costruzione del Polo Logistico di Braccagni; tra questi abbiamo incluso anche vari documenti tra i quali la faglia tettonica della superficie su cui si vuole erigere il Polo Logistico . Man mano che veniamo in possesso di ulteriori documenti, li inseriremo su questo articolo a riprova della fondatezza delle nostre contestazioni.

(24-giu-2010) Aggiunta la cartografia a conoidi dell’area soggetta a probabile costruzione del Polo Logistico Intermodale di Braccagni.

(27-lug-2010) Appello urgente per la Maremma.

Link in relazione con l’articolo Polo Logistico di Braccagni
1 vai al testo integrale dell’intervista al Sindaco Emilio Bonifazi
2 vai all’intervento del Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Grosseto Leonardo Marras
3 Vai all’intervento dell’Arch. Roberto Aureli – progettista Master plan aeroportuale
4 Lettera aperta al Presidente della Provincia ed al Sindaco di Grosseto di Patrizio Galeotti
5 Si è costituito il Comitato di Valutazione e Osservazione del Polo Logistico di Braccagni
6 Le faglie tettoniche comprese dove si vuole erigere il Polo Logistico di Braccagni
7 Cartografia a conoidi dell’area soggetta a costruzione del Polo Logistico di Braccagni
8 Comunicato stampa n. 2 del  Coordinamento Valutazione ed Osservazione Polo Logistico di Braccagni
9 Intervento di Edo Galli, Presidente del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro
10 Intervento del Presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras

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RSSNumero commenti (947)

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  1. sentinella ha detto:

    Un nuovo insediamento per complessivi 200mila metri quadrati situato nell’area a nord del centro abitato di Braccagni, tra il vecchio tracciato dell’Aurelia e la linea ferroviaria per Siena: si tratta del polo logistico intermodale: un sistema di opere, infrastrutture e impianti per la ricezione, custodia e smistamento delle merci che transitano dalla provincia di Grosseto. Un progetto atteso da molti anni, che oggi comincia a prendere forma e che potrà avere importanti sviluppi anche nel settore ortofrutticolo e agroalimentare. “Questo insediamento – ha detto il Sindaco Emilio Bonifazi – avrà un ruolo di primaria importanza fornendo infrastrutture di servizio al trasporto merci. Un progetto di grande interesse per lo sviluppo delle imprese e la competitività del sistema economico”.
    La previsione del polo logistico ha come obiettivo infatti quello di creare le necessarie disponibilità di spazi da destinare ad aree retro portuali per i porti limitrofi (Piombino, Livorno, Civitavecchia) ed attrarre nuovi investimenti. “E’ un progetto sul quale ho creduto fin dall’inizio – ha detto l’assessore allo sviluppo economico Paola Checcacci – confortata anche da una serie di studi di Sviluppo Italia che hanno individuato la Maremma come un importante snodo per questo tipo di insediamenti. Il progetto, realizzato secondo canoni di sostenibilità energetica e ambientale, avrà un minimo impatto visivo sul territorio e potrà dare un contributo importante allo sviluppo economico del territorio con positive ricadute occupazionali”.
    Intanto per realizzare il polo il Comune ha avviato le procedure per l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali. “Il nostro impegno – ha detto l’assessore all’urbanistica Moreno Canuti – è quello di procedere celermente alla valutazione della proposta e agli atti necessari, in modo da consentire nel più breve tempo possibile la realizzazione della nuova infrastruttura”.
    La variante si propone di modificare la localizzazione del polo intermodale, già previsto nel piano regolatore a ovest della ferrovia, portandolo dal lato opposto del tracciato ferroviario. Uno spostamento necessario non solo per motivi tecnici, ma anche per consentire l’inserimento nel progetto di una serie di obiettivi di sostenibilità ambientale.
    Per garantire la massima informazione presso la cittadinanza degli strumenti di pianificazione territoriale e degli atti di governo del territorio, tutta la documentazione relativa alla variante è depositata presso gli uffici del Settore Gestione del Territorio del Comune di Grosseto, servizio di pianificazione urbanistica, situati in via Minghetti 3/a. La documentazione può essere consultata e riprodotta in copia nei giorni di apertura al pubblico il martedì e il giovedì dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 17.

  2. mezzolitro ha detto:

    Se lo fanno ad est della ferrovia, possono anche farci il cavalcavia?

  3. Mezzalira ha detto:

    È un augurio o uno scongiuro?

    Di tutte le implicazioni possibili di fronte ad un progetto di questa portata è tutta qui la prima reazione che viene a mente?

    Come se poi non si sapesse dove dovrà essere fatto il cavalcavia!

    e poi: se invece che ad est il polo fosse stato fatto a ovest con che ci si doveva anda di la, co l’elicottero?

  4. Roberto Spadi ha detto:

    Non per essere noioso, ma un progetto simile, avrà bisogno anche di infrastrutture adeguate, o si va avanti con la Vecchia Aurelia?

  5. Mezzalira ha detto:

    Io credo che sia le infrastrutture che il progetto stesso prevedano tanta di quella “robba” che ci sia da vede e studia pe un so quanto.

    Altro che lotte pe un sovrappasso stoppato per supposto impatto ambientale.

    Quelle, rispetto a quello che si dovrà vedere e digerire, parranno una guerra a “bucciate di cocomero”

    Prova un po’ a pensa alla viabilità, alla vecchia Aurelia, a quella a 4 corsie, all’Autostrada e quella semispecie di paese che si chiama Braccagni: che fine farà?

    poi si parlerà (?) d’impatto ambientale…………………

  6. mezzamestola ha detto:

    Chi ha una ferramenta a Braccagni diventerà ricco!!!

    • mezzolitro ha detto:

      Non solo diventerà straricco, ma comprerà l’US Braccagni, TV9, fonderà un partito tipo… “forza nodo!” e vincerà le circoscrizionali; però le ragazze le lascerà stà.

  7. intervento Marras ha detto:

    Polo logistico infrastruttura fondamentale per il tessuto produttivo”
    Intervento di Leonardo Marras sulla nuova struttura prevista nel piano territoriale

    Braccagni: “La variante urbanistica che trasla al di là della ferrovia Grosseto Siena la localizzazione del Polo logistico di Braccagni – dice il presidente della provincia Leonardo Marras – è una buona notizia per le imprese che operano nella nostra provincia.
    Oggi, infatti, grazie al lavoro congiunto di Comune e della precedente Amministrazione provinciale ci sono le condizioni per realizzare questa fondamentale infrastruttura, prevista dal Piano territoriale di coordinamento e dal Piano strutturale del Comune capoluogo.”
    “Il polo logistico – conclude – sarà dotato di una piattaforma per lo scambio della modalità di trasporto da ferro a gomma, di magazzini per il condizionamento delle merci, impianti per lo stoccaggio di prodotti agroalimentari e celle frigorifere. Si tratta di un progetto complesso intorno al quale stanno lavorando le Istituzioni e la Camera di commercio, e che auspico veda il coinvolgimento di importanti aziende private che operano nel settore logistica.

  8. Mezzalira ha detto:

    Questa di mezzolitro mi pare una segnalazione veramente importante

    onde evitare il ripetersi locale di fenomeni così incresciosi tipo il nascere di un BRACCAGNI 2 (quando non è ancora nato BRACCAGNI 1) e poi giù giù US Braccagni, TV 1000, un partito modello come “FORZA TUBO”, vincere le elezioni del Nuovo Granducato di Montepescali-Braccagni, lascia stare tutte le ragazze (ma dedicarsi solo a festini con signore dai 18 in su),

    considerato che il pernicioso evento dell’arricchimento da Ferramenta potrebbe portare ad una quanto mai inopportuna concentrazione economica delle varie attività imprenditoriali del posto, dal panaio al macellaro, dall’edicola al fruttaiolo, dalla stireria al business della raccolta indifferenziata, dalle banche alle banchine,

    tutto questo premesso

    non sarebbe il caso di far partire immediatamente l’ipotesi una PUBLIC COMANY per l’acquisto della citata Ferrareccia ormai identificata la larva di questo travolgente progetto totalizzante, anche perché da rapporti riservatissimi parrebbe che l’attuale titolare sia mooooooolto corruttibile, anzi parrebbe che un ci vole più la mazzachera come una volta pe chiappallo, basta una Mezzolitro pe accontetallo,

    si, ma basta che sii di quello veramente bono

  9. Nello ha detto:

    Sarà la volta bona? Prima questo benedetto polo doveva nascere nell’area Madonnino-Francina, poi vennero i luminari di Firenze per il piano urbanistico e ci chiesero dove si voleva, perchè poteva essere presa in considerazione l’area della vecchia cavo, per i nuovi paesani verso Grosseto, ora viene fuori, sembra in modo ufficiale, l’area Spiga-Società se ho capito bene. Certo è che questa notizia, uscita fra l’altro in bella evidenza sulla stampa locale, è una bella “novità” se stando alle voci del paese da mesi la/le società interessate ahnno acquistato l’area a prezzi iperbolici.
    Non sono favorevole per motivi sia ambientali che di sicurezza, ma da sempre mi sento democratico e se la maggioranza vuole il polo logistico ben venga ( soprattutto se davvero dovesse dare 200 posti di lavoro nuovi), comunque sarebbe opportuno in primis di pensare alla viabilità complessiva sia dell’area interessata che del paese e, visto che si sarebbe all’inizio, fare le nuove strade che sopportino il transito dei TIR e non dopo pochi anni (vedi via A. Garibaldi o Concialini che dir si voglia) è, non solo necessario il senso unico, ma anche il divieto di sosta su un lato. Altri lo hanno già detto, ma la Variante Aurelia diventerà autostrada, la vecchia Aurelia sopporta a mala pena, specie nel centro abitato, il traffico odierno: come verranno smaltiti i centinaia di TIR che, si suppone, dovranno transitare per rendere redditizio il polo?

  10. il granocchiaio ha detto:

    caro Nello,

    Ma te quando dici “se la maggioranza vuole il polo logistico ben venga” a chi fai riferimento all’amministrazione Comunale/Provinciale o ai cittadini di Braccagni/Montepescali?

    Mi associo all’idea che sarebbe bello vedere come hanno risolto il problema del traffico sia perché trattandosi di un “nodo logistico intermodale” deve essere l’asse portante di tutto il progetto, e tutto questo in relazione al territorio della frazione, della viabilità interna e di quella di transito, quella per superare la ferrovia e tutti i vri raccordi.
    Così a naso mi sa che ci dev’esse un discreto intrighìo di queste e sono curioso di vede come ne esce fori sistemato il paese e tutti noi.

    Poi magari faremo anche noi le nostre valutazioni. Anche ambientali.

    • Ric ha detto:

      Sarebbe bello se qualche amministratore locale per tramite di questo blog ci facesse sapere, anche per grandi linee, quali sarebbero le eventuali soluzioni a ciò. La cosa non interessa solo la frazione di Braccagni – tanto per essere precisi – ma lo stesso capoluogo.

    • Nello ha detto:

      Intendo dire che molti cittadini sono favorevoli, almeno alle discussioni fatte, anche durante i due famosi forum sul piano urbanistico. Comunque ricordo che fine anni 80 primi 90 con la opzione compost sì compost no, fu ventilato il primo mega progetto di nodo intermodale con tanto di grosso scalo merci ferroviario: bene per il compost pochissimi favorevoli, per il nodo pochissimi contrari (io in entrambi i casi ero fra i pochissimi, ma come ora accettavo quanto voleva la maggioranza)

      • il granocchiaio ha detto:

        Certo come si fa a dimenticarsi un fatto come quello del compost? La sola volta che un intero paese si ribella contro l’imposizione dall’alto di qualcosa che la gente non voleva, salvo eroiche posizioni minoritarie quanto fedeli.

        Lo spettacolo di un sindaco che esce da una riunione in Circoscrizione e si lascia dire a mezza voce – ma in modo che tutti sentissero – “protestate pure, protestate quanto volete, tanto la discarica per il compost ve la facciamo. Quale infelice uscita! Lo schiaffo che ricevette lui e l’intera amministrazione è rimasto mitico e leggendario.
        Ma cosa riuscì a fare il paese quella volta resta per me un mistero e mi domando se mai potrà ripetersi un futuro.

        Fu in quel periodo che si cominciò a parlare del Polo Intermodale è vero. Ed è vero che molti furono a favore e pochi contrari.

        A me – forse troppo maligno – mi venne subito da pensare che fosse un proposta tanto per tentare di abbindolare il paese con un diversivo nella vana speranza di ammorbidirlo sul piano compost.

        E tanto per essere chiaro mentre per il Compost per me fu abbastanza facile esserne contro, in questo caso non sono ne a favore ne contro. E come potrei? Non si conosce materialmente nessun progetto al di la delle solite chiacchere

  11. Roberto Spadi ha detto:

    Quando ci furono le assemblee in circoscrizione per il Compost io ero uno dei pochi ad essere favorevole ma ero solo un ragazzo (comunque lungimirante…) e nessuno mi prese sul serio , tranne Leo Nucci che invece non ne voleva sapere e così per la prima volta ed unica litigammo un pò;
    Mi arresi quasi subito, NON potevo arrabbiarmi con Leo e allora lasciai perdere, lanciando una profezia “tipo Cassandra”… se la maggioranza vuole mettere la testa sotto la sabbia con il culo ben in vista, fate pure, ne riparleremo tra qualche anno quando le discariche sarnno piene e il problema sarà irrisolvibile.
    Putacaso proprio qualche giorno fa in una riunione di partito, un assessore ha detto, più o meno:” non ci sono risorse disponibili per le frazioni perchè il comune spende 12.000.000 di euro per la nettezza urbana in quanto la situazione è al collasso!”

    • Nello ha detto:

      A dir la verità parlo di 18.000.000 €, ma conta poco la cifra bensì le conseguenze: 511.000€ bloccati in attesa di eventi per il problema rifiuti.
      Comunque ti ricorderai che i contrari si basavano sul fatto di cattivi odori sia dallo stabilimento compost sia dai camion che sarebbero passati carichi di rifiuti. Bene, se si sta un ora sull’Aurelia passano almeno dieci-venti camion di rifiuti e il compost non puzza (il Granocchiaio ha visto il mio modesto impianto, che chiamarlo semiartigianale è un onore, e può confermarlo e vicino c’era anche quello del suo parente).

  12. SE TE LO DICONO LORO ha detto:

    L’altro giorno parlando con un amico gli chiedo: ma te che ne pensi di questo Nodo Intermodale?

    Mah, che ti devo di – fa lui – forse porterà un po più di lavoro al paese….

    Beh – faccio io – quello di sicuro, ma io ti chiedevo se t’immagini cosa scapperà fuori in fatto di viabilità, strade, ponti, accessi, a mi sa che ci sarà un grande intrighìo….

    Eh – fa lui – di certo se si comincia a pensa che ci deve passa l’autostrada, una strada normale che porti verso Grosseto la gente che viene dai paesi a nord come Sticciano, Roccastrada, Montemassi, Ribolla, ecc. e viceversa, una strada che vedrai dovrà far scorrere anche camion T.I.R. e simili, i pulman della RAMA……e poi l’accesso al paese……il collegamento con la zona Ovest, cioè di la dalla ferrovia……..

    Già, ci sarà di sicuro anche il sovrappasso e chissà come sarà visto che immagino dovrà prevedere anche il traffico pesante, senza contare l’accesso al paese vero e proprio.

    Si ma guarda – mi risponde – che per il paese se si risolve potrebbe anche essere una rinascita rispetto ad oggi.

    In che senso – faccio io.

    Nel senso che oggi non avendo risolto il problema del sovrappasso – e quindi del passaggio a livello – tutti i flussi di gente che veniva da fuori, sia da Siena-Roselle per il mare, sia dalla zona Roccastrada e nord est, tutta gente che attraversava il paese, si poteva fermare per comprare il giornale, prendere una schiaccina, un caffè, o qualsiasi altra cosa, oggi non ci passa più.

    Come non ci passa più, domando.

    No no, te l’assicuro io, quelli che vengono da Arezzo-Firenze-Siena (cioè gli AR-FI-SI) quando arrivano al bottegone girano a sinistra e per la strada di Barbaruta vanno verso il mare. Gli altri da nord fanno lo stesso, quando arrivano verso Braccagni fanno la deviazione verso La Magia e poi al Lupo si immettano nella strada del Bozzone per poi riprendere verso il mare. Ormai il passaggio a livello di Braccagni è diventato mitico e odiato in tutte le parti della Toscana.

    E quindi?

    E quindi anche quelli che dicevano: non facciamo il sovrappasso, senno perderemo tutto il traffico di passaggio ed il commercio ne risentirà, l’hanno perso proprio per non averlo fatto!

    Si ma c’era l’impatto ambientale, osservo io.

    Ma perché secondo te tutto il complesso del Nodo Intermodale stesso e tutta la viabilità che lo renderà tale, i collegamenti verso tutte le direzioni in uno spazio tutto sommato mica tanto grande e a ridosso del paese, cosa farà, un bell’impatto ambientale?

    Ma, anch’io so un po’ curioso di vede almeno su carta cosa hanno previsto. Poi sai, aggiungo, mi consolo che – come mi disse un mio vicino di sieda nei lontani anni ’70 ad una riunione in Circoscrizione dove illustravano il nuovo Piano Regolatore, e nella quale mi permettevo di chiedere spiegazioni su cose che non mi quadravano per niente (leggi pure PIAZZA), il saggio e premuroso mio vicino mi disse: ma che discorsi fai, proprio te che hai studiato! Se te lo dicono loro che per noi è meglio così…..è meglio così.
    Appunto.

    • Patrizio G. ha detto:

      secondo me con gente che scrive in questo modo, invece di un blog si potrebbe fare un vero e proprio giornale…

      appena verrò a Braccagni, la prima cosa che farò sarà quella di andare in comune a prendere le carte del polo inermodale, poi casomai non sarebbe male se attraverso il blog se ne parlasse questo agosto e chiisà mai… ci si potrebbe poi vedere tutti in circoscrizione …
      perchè non sognare un pò ogni tanto.
      Certo che quasi quasi, tra sensi unici, strade e autostrade, credo che l’unica soluzione sia comprare l’elicottero per andare e venire da casa per chi vive in Braccagni.

      Sul cavalcaferrovia… ma perchè non un sottopasso?… Mi pare la storia delle centrali nucleari.. ogni tanto qualcuno ritorna alla carica… così, tanto per di qualche cosa e nel frattempo tira l’acqua al su mulino, hce naturalmente è lontano dal cavalvaferrovia e quindi un gliuene pò fregà di meno dell’impatto visivo e ambientale.
      a presto

      • il Granocchiaio ha detto:

        è incredibile che uno come il Pat ogni tanto inciampi per un filo d’erba tra le scarpe!

        se uno come Andrea Vellutini – che non mi pare laureato né in ingegneria né in matematica, ma probabilemnte in buon senso – ti spiega semplicemente con una somma di tre valori: spessore della trave (o come si chiama) che sorregge i binari + altezza di un camion + luce necessaria per il passaggio = sei già sotto il letto del fiume Bruna!

        c’è ancora qualcosa di cui parlare? o anche la matematica è sottoposta a revisione e diviene un’opinione? O l’aria fritta è buona solo perché fritta è buona anche un sola di scarpa?

        • patrizio ha detto:

          no granocchiaio, su questi dati non c’è il monopolio, sono dati e basta, li dove era previsto il sottopasso non vai sotto il livello ne la falda ( che poi è quello che conta) della Bruna, in quel punto la ferrovia è a circa 14 mt sopra il livello del mare, la Bruna a monte è a 6 metri circa, ma giu a valle cioè a 2 kilometri di distanza… al ponte vicino al Balestri;

          non è il livello o la falda della Bruna che fa paura ne può essere presa come riferimento perchè è troppo lontana e otto metri sono più che sufficienti per fare quello che va fatto… torno a ripetere, granocchiaio, questa è una buccia di banana, si , ma non ci scivolo io, ma te… anche se non te ne accorgi.

          ti porto due esempio, follonica, ferrovia dove c’è il sottopasso, 8 metri sopra il livello del mare, mare a 500 metri…….

          albinia dove vogliono fare il sottopasso e lo faranno, 5 metri sul livello del mare, a 500 metri c’è il fiume e a un kilometro e mezzo c’è il mare… quindi per cortesia certi esempi non soddisfano il mio palato… anche quelli che ti dico io sono numeri della matematica che si studia a scuola, i tuoi numeri mi sembrano di una matematica che si studia un so dove, ma di certo due più due i tuoi conti, fanno meno tre… mi pare :-))

          • il Granocchiaio ha detto:

            caro Pat mi hai convinto! Di fronte alla filosofia dei numeri non resisto.

            Ora però, visto che sei riuscito a convincere anche me, prova a convincere anche quelle decine di famiglie che periodicamente vanno sott’acqua a Braccagni in occasione di ogni acquazzone degno di questo nome. Dove questo succeda credo lo sai meglio di me.

            poi quando li hai convinti fammi uno squillo

          • patrizio ha detto:

            vedi. va sott’acqua chi ha i fondi sotto terra, chi ci ha fatto un appartamentino poi si lamenta di più… ma ci si poteva fare?…
            poi una barriera come la diga di un cavalcaferrovia non faceva altro che mandare sott’acqua delle famiglie al posto di altre… che magari non hanno nemmeno il ‘sottano’ dicono in puglia…

            non mi importa di convicere nessuno, mi basta dire quello che penso.. lo sai bene… :-))

          • mezzolitro ha detto:

            approposito di cose che ‘un si potrebbero fà, l’ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI ha minacciato VERIFICHE agli allacci alle fognature (acque chiare/acque scure) a Braccagni; MAMMAMIA CHE PAURA!!!
            E’ già la quarta o quinta volta che il comune fa queste minacce!!!
            Enzo Biagi li chiamava PENULTIMATUM.
            Che ridere!!!.

          • il Granocchiaio ha detto:

            a mezzolitro: complimenti, questa è veramente la migliore dell’estate 2009

            facciamoci una sagra o una cuccagna

            dal momento che un ci s’ha la piazza pe facci un monumento

          • il Granocchiaio ha detto:

            al Pat: scusa la franchezza ma io quando perdo dico: bravo hai vinto tu!
            E si riparte

            non basta (sempre) dire quello che uno pensa……………….
            si corre il rischio di dire cose che hanno senno e ragione solo per se stessi

            con il dovuto rispetto, e senza mancare, di rispetto

            gragragra

          • patrizio ha detto:

            Ma chi avrebbe perso cosa?…
            C’era una competizione in corso?…
            Dimmelo perchè non me n’ero reso conto.

          • francesco ha detto:

            “Ma io non lo sapevo
            che era una partita
            possi dartela vinta
            e tenermi la mia vita…”
            Questa chi la canta lo so solo io. Tiè.

          • Nello ha detto:

            Follonica: spesso chiuso per acqua, sia Bicocchi che Massetana.
            Scarlino: come sopra.
            Alberese: idem
            Non so se c’è sempre, ma dal Tavarnesi c’era il punto di rilevamento altimetrico militare e mi asembra fosse 13 m e spiccioli (Granocchiaio controlla che con questo caldo un ce la fo ad arrivarci) Questo è un dato certo: quando fecero le strade nuove (Vedi via R.Pilo) prendendo quota “0” via Baldi dal Pondini, davanti casa mia la strada sarebbe stata più alta del mio muretto fra 3 e 5 m. Patrizio mi sembra che le tue misure siano a naso (se pigli a misura il mio vanno benissimo).

          • mezzolitro ha detto:

            Comunicato stampa – 14 nov 2002
            Provincia di Grosseto

            Risposta dell’assessore Annarita Bramerini alle ultime dichiarazioni di Andrea Agresti sulla questione del cavalcavia di Braccagni

            Comunicato stampa

            Risposta dell’assessore Annarita Bramerini alle ultime dichiarazioni di Andrea Agresti sulla questione del cavalcavia di Braccagni

            “Nessun attacco personale all’assessore Andrea Agresti. Non è, infatti, mia abitudine confondere il piano personale con gli aspetti politico – istituzionali.
            Voglio, invece, replicare ad alcune inesattezze che continua a ripetere nelle sue dichiarazioni. Il Consiglio provinciale nel ’99 ha approvato la convenzione con le Ferrovie dello Stato per il passaggio alla Provincia della viabilità conseguente alla chiusura del passaggio a livello di Braccagni. La VIA è iniziata nel 2002, dopo che il difensore civico della Regione Toscana, a seguito della petizione dei cittadini della frazione, che per esprimere la loro contrarietà al cavalcavia avevano raccolto 600 firme, chiedeva alla Provincia di sottoporre il progetto alla verifica della valutazione di impatto ambientale. L’iter, che si è concluso lo scorso settembre, dopo le valutazioni tecniche, ambientali, paesaggistiche, non ultime quelle relative alla Protezione civile, ha dato un parere sfavorevole al cavalcavia e favorevole al sottopasso. Le garanzie di sicurezza per i rischi di allagamento, evidenziate nel ’95 dalla Prefettura, sono state tenute in debita considerazione. Infatti non solo Braccagni non ha i problemi idrogeologici dell’Alberese ma – e cito testualmente il parere sulla VIA: “Quel parere riguardava i sottopassi di Follonica, dove l’opera di attraversamento costituiva l’unico collegamento al centro abitato non avendo alternative che invece sussistono nel caso in esame (Braccagni)… La posizione di Braccagni, infatti, è servita a monte dall’Aurelia e verso la campagna da altre possibilità di accesso facilmente utilizzabili in caso di calamità (principalmente il cavalcavia del Bottegone e il collegamento con la vecchia Aurelia). Da un punto di vista idrogeologico il sottopasso non risulta vincolato da particolari problematiche connesse all’interferenza con acquiferi profondi e non sono presenti vincoli ostativi relativi alle norme del Piano Assetto Idrogeologico del Bacino Ombrone”. Gli atti, diversamente da quanto affermato dall’assessore Agresti, li conosco e non sono equivocabili. Forse non ricorda quanto scritto nel parere sulla VIA fornito dal suo Comune il 14 agosto scorso in cui si legge: “Dall’esame delle alternative di localizzazione (al cavalcavia) individuate dallo studio di impatto ambientale, per il Comune di Grosseto la soluzione più opportuna appare l’alternativa del sottopasso lungo lo stesso tracciato del cavalcavia – aggiungendo – che la realizzazione del cavalcavia comporterebbe un impatto visivo sulla percezione del paesaggio che limiterebbe le caratteristiche di valore ecologico, culturale, sociale ed economico, pertanto decida la Provincia”. E’ esattamente la stessa cosa che diciamo noi.
            Mi sembra che questi interventi si commentino da soli. Le polemiche fini a se stesse non mi interessano. Capisco che per altri non sia così, soprattutto quando la scadenza elettorale del 2004 si avvicina ed aumentano gli ”appetiti” sulla Provincia.

          • Nello ha detto:

            Bello, peccato la data. Ora si parla di nuovo con insistenza del cavalcavia, anche da partre dei politici all’epoca contrari e guarda caso fra i motivi di superamento sottopasso c’è anche il problema idrogeologico (fra parentesi l’area di Braccagni comprende anche il Madonnino, riflettiamo gente…).
            Comunque non mi sembra il caso di riaprire il dibattito, l’unica cosa da dire è che il passaggio a livello, come qualcuno lo ha definito, è l’emblema a livello, se non nazionale, regionale del paese.

          • patrizio ha detto:

            ognuno dice le sue, controllerò pure io meglio se mi capita sottomano una qualche fonte ufficiale così partiamo da dati sicuri.
            Riguardo alla falda sotterranea, comunque, salvo che sul posto non ci sia una vena che passa di li, problemi non ci sono, i dati di cui parlano sopra sono oggettivi, e derivano da rilevamenti fatti; che la politica poi faccia dei numeri un dogma, peraltro sempre modificabile a seconda di come il vento muove la ‘banderuola’ è altra faccenda, ma le cose vanno chiamate per nome, non mascherate dietro numeri.

            Io rimango dell’idea del sottopasso, ovvio che se lo fanno alle caldanelle mi rompe di molto…. però guardiamoci bene in faccia, il sottopasso doveva svilupaprsi nell’area che adesso è stata edificata, se la discesa fosse stata fatta parallela alla ferrovia, poteva essere a ridosso dell’attuale passaggio a livello ed uscire sulle gerlette con spazio abbondante per uno svincolo nei pressi della gabina dell’enel… adesso si dovrebbe spostare più verso la stazione vecchia aumentando i metri di larghezza e i milioni per farlo… ecco la verità, altro che chiacchiere inutili, un soprapasso è una diga insopportabile, un sottopasso è un elemento impossibile perchè ora mancano gli spazi per farlo.

            Vogliamo fare la diga di Braccagni, bene deturpiamo il nostro paese, così dopo aver negato a questo una piazza decente, adesso fregiamolo con una diga alle spalle della chiesa che impedisce allo sguardo di vedere le colline da giuncarico a caldana… unico vantaggio che li si potranno fare gli orti, riparati dalla tramontana, ma se ritorna l’acqua dall’aureia come accadde anni fa… la diga del cavalcaferrovia sarà una barriera che aiutarà l’allagamento di tutte le case del ‘quartiere’ stazione.

          • Nello ha detto:

            E quell’acqua che farebbe ad un eventuale sottopasso, perchè il punto Patrizio non è la falda acquifera bensì l’acqua piovana (più esattamente gli ormai consueti rovesci) che non riuscirebbero a smaltire le eventuali pompe (ripeto Follonica, Scarlino , Alberese e Ponte dei Macelli e Barbanella e Stadio, ci sono altre offerte?)

          • patrizio g. ha detto:

            Nello mi sono documentato, le altimetrie secondo le planimetrie del comune allegate al PRG, riportano intorno ai 20 metri sul livello del mare dal tavarnesi e d’intorni, 14,1 metri sul livello del mare alla ferrovia dove verrà il cavalcaferrovia, questo conferma i miei dati e non gli atri, in quel punto si può scendere almeno di 8 metri, salvo non trovare una vena di acqua, ma oggi anche quella con i cementi speciali che ci sono, può ben essere superata…. il problema non è l’acqua che viene da sotto, ma l’acqua che ognuno tira al su mulino…. politico o economico che sia, secondo me, e noi dovremmo bercela tutta, qualunque sia…

  13. Carlo Vellutini ha detto:

    Devo essere sincero del Polo Intermodale sentivo parlare che ero piccolino e adesso che sono alle soglie del “mezzo di cammin di nostra vita” indicato da Dante siamo sempre a discutere del luogo in cui lo faranno…Dunque la domanda sorge spontanea, cioè “quando” lo faranno??? Sull’opportunità o meno di averlo, sinceramente non so che dire, ma è chiaro che la decisione di spostarlo nell’area Spiga-Società venga di conseguenza agli investimenti sul famoso Agro-Alimentare del Madonnino. Ancora la zona industriale non c’è, ma forse tra un po’ i capannoni sorgeranno. Non avrebbe infatti senso allontanarlo troppo da questa zona. E’ chiaro che se le prospettive sono quelle di uno sviluppo industriale di Braccagni a Nord debba venire di conseguenza uno sviluppo “civile”, nel senso di abitazioni, a sud…In questo caso mi sembra chiaro che la proposta del cavalcaferrovia posizionato in questa zona, dunque sbucando sulla strada delle Gerlette (o degli Acquisti) non è poi così campata in aria, visto che bene si sposerebbe con il futuro sviluppo del paese. Fra l’altro in quel caso il “salto” sarebbe sicuramente minore rispetto alla zona della Stazione Vecchia dove è stato già bocciato dai braccagnini, ma non solo (in questo caso democraticamente con tanto di raccolte di firme dalla popolazione). Tutto questo se sarà cavalcaferrovia, visto che tutti erano d’accordo sul sottovia, con tutti i probemi connessi, ma con minor impatto ambientale…Sarà da attendere dunque cosa ci diranno i nostri amministratori, invitandoli sempre a venire “in loco” ed a testare quelli che possono essere gli sviluppi delle loro idee. Perché tracciare una linea su un foglio di carta è una cosa, metterlo in atto è ben diverso!!!

  14. patrizio ha detto:

    Nello, ti rispondo qui perchè mi sono perso nel blog…
    effettivamente un sottopasso allagato può diventare, più che un ostacolo, visto che ci può essere una alternativa e che comunque l’allagamento durerebbe poco, un pericolo mortale, un mio collega non meno di una settimana fa, è annegato in Puglia proprio per essere rimasto intrappolato in auto dopo un temporale in un sottopasso……. son cose da mettere nel conto, è giusto dirlo ad onor del vero… comunque a me continua a piacere il sottopasso come soluzione migliore adottata un pò ovunque, con le dovute cautele e misure di sicurezza, ovviamente, non messo li evvia.

  15. patrizio g. ha detto:

    Nello ti rispondo qui così diamo ordine al blog.

    Si, via San Guglielmo diventa importante, ma non ne sento parlare mai, e sai che è una via vicinale, il mio timore è che non rientri nelle trattative generali come quelle per l’albergo, io ti do 100 posti tu mi dai un ettaro per ampliare gli impianti sportivi;
    per S. Guglielmo tutto dovrebbe rientrare nel progetto di esproprio per il cavalcaferrovia, altrimenti dopo non si potrà più fare senza spendere milioni aggiuntivi.

    Per il resto, a breve verrà messa sul blog tutta la documentazione sulla variante, almeno così è stato deciso ieri sera dai ‘capi’ storici della piazza di Braccagni; così potremo leggere e vedere che cosa accadrà. La prima cosa che ho fatto appena arrivato a Braccagni, è stata di andare a farmi rilasciare una copia in comune.

    Secondo me dobbiamo parlare di questo ed altro, perchè lasciando perdere cavalca o sotto passo, quello che conta, e che tu rilevi, è la viabilità… purtroppo per me sottovalutata, e forse dovremmo almeno preparare delle note da far girare e controfirmare dai braccagnini per poi mandarle agli uffici competenti e alla stampa, in modo almeno da far sentire una voce del territorio adesso che tutto si sta decidendo e ci sono spazi per modifiche ed integrazioni. Ovviamente va rispettato il diritto di tutti.

    Sinceramente quello che diventerà Braccagni non mi piace, e sarebbe bene spostare tutto dopo la società, invece di metterlo a ridosso del paese, dando a questo un respiro di vivibilità e spazi più ampi; altra cosa che dovremmo fare, è localizzare con il comune, la futura piazza di Braccagni e farcela concedere nel piano di urbanizzazione a carico di chi riceve permessi per costruire decine di appartamenti. Ora è il momento di stabilire queste regole per il bene sociale, domani sarà tardi.

    Poi c’è il problema della previsione della viabilità di ‘passaggio’ in modo da non concentrarla nel paese…… una cosa veramente pericolosa che farebbe diventare Braccagni un inferno, la gente deve sapere che solo per entrare nell’aurelia vecchia, se non si prevede una bretella esterna, dovrà rischiare incidenti e fare file anche lunghe.

    Io ci sono ed ho le carte, ci vuole un incontro per parlare e capire meglio, come si può fare ad organizzarlo?

  16. il citta-suddito ha detto:

    Questa volta sto col Pat.

    Evidentemente non inebetito dalle meraviglie che solo noi riusciamo a vedere non tanto nel paese quanto in chi ci amministra, e ci disegna, e ci ricama, e ci arreda l’appartamento in cui viviamo, lui di qui nativo costretto ad amare più di noi questo paese solo perché lavora e abita a 1000 chilometri da qui.

    “……..lasciando perdere cavalca o sotto passo, quello che conta, e che tu rilevi, è la viabilità… purtroppo per me sottovalutata……..”

    “……..Sinceramente quello che diventerà Braccagni non mi piace………”

    Condivido in pieno le due affermazioni, anche se sulla seconda siamo costretti ad arrivarci con un po’ d’immaginazione perché non essendo noi tecnici dobbiamo districarci in un linguaggio che sembra fatto apposta pe piglia pel culo la gente normale, come io mi ritengo.

    “………ci vuole un incontro per parlare e capire meglio, come si può fare ad organizzarlo?”

    Domanda che anch’io ripeto. Capisco che in questo periodo d’agosto si trovano male anche i responsabili che hanno firmato il progetto e altri responsabili a vario titolo.

    Ma dall’alto della mia età vi dico: rassegnatevi e abituatevi, tanto queste cose che riguardano il futuro del paese e dei cittadini vengono pubblicate di preferenza in questo periodo dell’anno. Da sempre.

    E se sa da fa con un minimo di speranza per capire e renderla utile ed efficace mi permetto di dare queste indicazioni:

    1. chiamiamo qualcuno che sappia spiegarci le cose, ovviamente un tecnico, possibilmente apolitico. Ammesso che esita questa razza
    2. prepariamoci a fare domande per capire, NON PER ACCUSARE, specie se dovesse venire un tecnico del comune (rimandiamo ad altra riunione le domande su come mai i cassonetti sono sempre pieni, specie quelli vicino a casa nostra), probabilmente ci mandano il più incolpevole
    3. andiamo a queste riunioni con animo aperto e innocente. Tanto a diventa cattivi (?) siamo sempre in tempo dopo

    se poi verrà a spiegarci le cose uno strafighettone che ci illuminerà la via con espressioni del tipo:
    “….dovranno essere eliminate le incongrue superfetazioni……..” linguaggio notoriamente corrente nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre vie, nella nostra chiesa, nei bar di tutto il paese, allo stadio di calcio, ma non nella piazza, se arrivassero tali tipi, NON VI SPAVENTATE: ormai siamo abituati a questo mostrare i muscoli ed altro.

    Pe la serie: me l’ha date tante, ma tu sapessi quante gnien’ho dette!

  17. redazione ha detto:

    Ho notato vari interventi in cui viene sollecitato un incontro con la cittadinanza per spiegare a chiare lettere la Braccagni che verrà. In effetti ho visto anch’io il progetto e non è davvero poca cosa, anzi è destinato sicuramente le condizioni di vita degli abitanti della zona. Sarebbe anche opportuno che ad organizzare questi genere di incontri non fosse sempre l’istituzione, ma gruppi di cittadini. Una volta c’era La Sentinella del Braccagni, ricordate il nostro primo incontro “Ma che paese è questo” organizzato alla chiesa? Ora però La Sentinella è una rivista che esce una volta all’anno e non ha più ruoli organizzativi. Sarebbe bello che a Braccagni nascesse una sorta di Pro Loco che, oltre a promuovere la frazione, facesse anche una attività tesa a rendere più unita e consapevole la Comunità. Confidiamo nel futuro e nello spirito dei braccagnini.

  18. Nello ha detto:

    Quelli della Redazione invocano sì un incontro sull’argomento ma organizzato dalla Cittadinanza. E’ sicuramente bella cosa, ma ci sono dei problemi notevoli. Come altri anch’io ho letto la delibera n. 359 del 30/06/09 relativa alla variante del PRG e soprattutto i due allegati: il progetto del polo e la relazione sulla Valutazione ambientale. Non sono sicuramente un esperto di urbanistica e non credo di essere il solo, per cui penso che se si vuole fare una discussione in generale, va bene sia una riunione che il blog; ma se dobbiamo approfondire la cosa occorrono le istituzioni per invitare i vari soggetti (Responsabile della Società PILT, Assessore/i provinciali e comunali, Ferrovie ed altri).
    Qualche piccola informazione: in tutti i documenti non si fa riferimento alla viabilità del paese e penso non sia roba da poco in quanto a regime con la ottimizzazione dei trasporti al 50% sono previsti complessivamente circa 40 autotreni in transito da/per il Polo, con max previsto di 7 mezzi ora; mi sembra di capire che verrà portata quota “0” dell’area del polo al livello binario ferrovia per Siena (circa + 1,60 m) e nel contempo abbassando l’area, penso Francina, di circa 2 m (per invaso?); anche in questa fase quante macchine operatrici insisteranno in Braccagni e dintorni?
    Come si vede tutti possiamo essere informati (i documenti a richiesta vengono dati) e se ci ritroviamo fra noi sarà solo una discussione superficiale, mentre se le scarne informazioni che si possono ottenere dai documenti vengono illustrate dagli Addetti possiamo prendere atto della Ufficialità della cosa e allora si va bene una riunione cittadina da dove stillare un documento con le nostre controproposte.

    • il granocchiaio ha detto:

      riprendo il discorso di Nello

      a me pare che nessuno abbia la voglia – o l’interesse – ad informarci obbiettivamente e a dovere: non l’ha MAI FATTO NESSUNO, e non credo che ci sia qualcuno voglioso o anche solo disponibile a farlo

      Vero è che i documenti ci sono (?) ma non tutti sono all’altezza di ricercare quelli veramente utili ad una comprensione

      Nello pare che come il Pat sia ben equipaggiato a questo riguardo: io per conto mio gli chiedo se è in condizioni di rimediare tutto quello necessario ad una discussione tra di noi (la cittadinanza) – eventuali spese saranno rimborsate

      Ripeto la mia opinione, una volta recuperato il materiale bisogna rimediare un tecnico che risponda alle nostre domande di chiarimento, ma soprattutto un tecnico che non venga sponsorizzato da una parte politica, perché io – per esempio – non so proprio cosa farmene: alla mia età se mi voglio piglia pel c…. vado davanti allo specchio e so bono a fallo anche da solo

  19. Nello ha detto:

    Il Granocchiaio può avere ragione nel dire che i più, dirrei quelli informati nei più piccoli particolari, hanno interesse di tenere il “vulgo” nell’ignoranza, ma prendendo i documenti in mano nostra (in pratica quelli del Pat) non andiamo molto lontano ed eventuali tecnici non “interessati” potrebbero solo illustrarci alcuni passi che non sono chiarissimi (es. l’abbassamento dell’area verso Sticciano).
    Sono sempre convinto che la soluzione migliore sarebbe un incontro con gli Addetti e se non vogliamo intromissioni politiche, che però prima o poi avremo, invitiamo il solo Responsabile della Società di Gestione polo e l’Arch. D’Urso che ha styeso la Valutazione ambientale, con un tecnico di parte da noi invitato, che successivamente può indicarci i pro ed i contro.

    • patrizio ha detto:

      Viabilità, credo sia la cosa più importante per noi, oltre naturalmente al fatto che qualcuno ha deciso di investire sulla nostra zona, somme altissime, prevedendone la trasformazione in modo ‘industriale’, con programmi che vorrei sentir spiegati dal diretto interessato, il presidente della società PILT che invito pubblicamente a Braccagni, a dire quale sarà il futuro del nostro paese secondo i suoi progetti; questo in spirito costruttivo, e in modo da poter pure noi esprimere i nostri dubbi, le nostre paure e anche i nostri bisogni. Una pianificazione senza ascoltare la gente si fa nei paesi con poca democrazia, nei paese autoritari, nei paesi dove la gente ha perso il senso della propria dignità.

      Spero che nel Grossetano questo non accada, ma non so… dico un’altra cosa, Braccagni da diversi anni si è ampliato, sono venute persone nuove, hanno comprato villette e appartamenti anche signorili nella speranza di trovare tranquillità e serenità, nella speranza di fare un buon investimento.

      Il paese si è popolato di SUV e di belle auto, segno di un benessere auspicabile per tutti. Chiedo a questi nuovi Braccagnini se gli piace l’idea di una industrializzazione con 170.000 metri quadri di capannoni previsti a nord di Braccagni, davanti alla ex cantina sociale… un traffico previsto da 40 a 100 camion (TIR) al giorno per le strade senza prevedere una rete viaria diversa… in cambio si parla di 400 posti di lavoro…
      mi chiedo se a Braccagni ci siano 400 disoccupati interessati ai posti di lavoro o questo non porterà altre persone da fuori con le loro auto ….

      Dove verranno parcheggiate?

      Chiedo ai Braccagnini se gli sta bene ‘farsi pisciare in capo’, scusatemi la battuta di gusto discutibile, ma per smuovere le coscienze intorpidite che altro si può fare?

      Eppure un certo amor proprio, un certo spirito di iniziativa, quando venne popolato il nuovo quartiere di villette parallelo alla linea dell’alta tensione, lo vidi subito, qualcuno evidenziando il suo spirito di ‘padrone in casa d’altri’ ci mise abusivamente subito un cartello di divieto di accesso in quella che è oggi via anita graibaldi, annunciando a tutti che un certo attaccamento ai propri beni, al proprio orticello, lo aveva, se fosse poi coerente con il convivere civile o meno non importa, ma almeno sapeva pensare ai propri interessi.

      Ecco, se manca senso di condivisione E DI LEGALITà, faccio almeno appello a quel negativo senso di ‘sopraffazione’… che aspetta a venir fuori , a manifestarsi per tutelar i propri interessi adesso che a metterli in pericolo non è più il passaggio della mia bicicletta davanti casa loro?…

      Prendete questo come una provocazione, un invito a svegliarvi, belli brutti o cattivi che siete, male male che vada non sarete mai peggio di quello che sono io,

      oggi ci sarebbe una cosa su cui tutti possiamo ritrovarci e condividere un progetto,

      la viabilità sostenibile, per impedire che Braccagni diventi una trappola stradale insostenibile…

      E POI DOMANI NON DITE CHE NON LO SAPEVATE… SVEGLIA BRACCAGNINO VECCHIO O NUOVO CHE TU SIA…
      QUELLO CHE SENTI SULLA TUA TESTA E GIU’ PER IL TUO CORPO, SCENDERE CALDO E GOCCIOLANTE, IN QUESTA TORRIDA ESTATE, NON è IL SUDORE PER IL CALDO UMIDO OPPRIMENTE, NON E’ LA CONSEGUENZA DELL’EFFETTO SERRA E DELL’INQUINAMENTO MONDIALE….

      E’ PISCIO CALDO, PURO PISCIO SPRUZZATO FELICEMENTE E CON MAESTRIA PER FARLO SEMBRARE ALTRO E ALTROVE ORIENTARE LE ATTENZIONI.

      CI STANNO PISCIANDO SULLA TESTA E NOI MALEDICIAMO IL TEMPO !!!…

      • un signore tranquillo ha detto:

        caro Patrizio

        non si preoccupi se per ora non l’ha ca….., pardon, cercato nessuno per rispondere alle sue disperate quanto accorate righe

        non si preoccupi perchè sono convinto che le schiere dei 600 anti impatta ambientale siano giustamente in meritate e giuste ferie, magari al fresco, viste le temperature di questi giorni

        quindi ripeto, non si preoccupi!

        vedrà che quando torneranno e vedranno che quello che viene prospettato e da lei ben segnalato, farà sembrare l’impatto ambientale per cui si sono battuti e la battaglia poi vinta, questa apparirà come una giocosa battaglia a bucciate di cocomero!

        e allora non 600, ma 6.000, anzi 60.000 saranno nella giusta direzione per combattere il nuovo temuto!!!

        ci crede lei?
        fa male se se non ci crede, io per esempio ci credo

        sono un signore molto tranquillo

  20. patrizio ha detto:

    Leggendo i giornali, ho trovato questo articolo del Procuratore aggiunto di Palermo che per chiudere in bellezza agosto, per sottrarvi al tedio morte di polemiche sterili e povere di contenuto, tipo la rostinciana di braccagni è meglio del cignale di montepescali o altro, vi segnalo seviziandovi ,….. attenzione,

    anche quando vi scocciate di leggere, continuate perchè dice delle cose che non possiamo più permetterci di far finta di non sapere… certe considerazioni anche nel nostro piccolo potrebbero valere … se è vero che la mafia ormai ha il colletto bianco e opera in toscana come in sicilia… e in altre parti d’italia… ogni fatto va letto tenendo prensete le cose che dice Scarpinato, secondo me, per evitare che si diffondano anche da noi, o almeno, se già si sono diffuse, per rendercene conto.

    tratto da:
    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/18894/78/

    di Roberto Scarpinato – 27 agosto 2009
    L’intervento integrale del procuratore aggiunto di Palermo

    Se provate a chiedere a un fruitore medio di fiction e di film sulla mafia che idea si sia fatto della stessa, vi sentirete sciorinare i nomi dei soliti noti: Riina, Provenzano, i casalesi e via elencando. Sentirete evocare frammenti di una storia di bassa macelleria criminale, intessuta di omicidi, cadaveri sciolti nell’acido, estorsioni, traffici di stupefacenti, di cui sono esclusivi protagonisti personaggi di questa risma: gente che viene dalla campagna o dai quartieri degradati delle città, e che si esprime in un italiano approssimativo. Una storia di brutti sporchi e cattivi, e sullo sfondo la complicità di qualche colletto bianco, di qualche pecora nera appartenente al mondo della gente “normale”. Ma, del resto, in quale famiglia non esiste qualche pecora nera? Se dunque la mafia è solo quella rappresentata (tranne qualche eccezione) da fiction e film, è evidente che il fruitore medio tragga la conclusione che la soluzione del problema consista nel mettere in carcere quanti più brutti sporchi e cattivi, e nel fare appello alla buona volontà di tutti i cittadini onesti perché collaborino con lo sforzo indefesso delle forze di polizia e della magistratura per estirpare la mala pianta. Questo, con le dovute varianti, il pastone culturale ammannito da fiction e film di conserva con la retorica ufficiale televisiva, e metabolizzato dall’immaginario collettivo. Un pastone che non fornisce le chiavi per dare risposta ad alcune domande elementari. Ad esempio come mai, tenuto conto che le cose sono così semplici, lo Stato italiano è riuscito a debellare il banditismo, il terrorismo e tante altre forme di criminalità, ma si rivela impotente dinanzi alla mafia che dall’unità d’Italia a oggi continua a imperversare in gran parte del Paese?

    Come mai parlamenti, consigli regionali e comunali, organi di governo e di sottogoverno sono affollati di pregiudicati o inquisiti per mafia, tanto da insinuare il dubbio che quel che combattiamo fuori di noi sia dentro di noi? Come mai, oggi come ieri, tra i capi organici della mafia vi è uno stuolo di famosi medici, avvocati, professionisti, imprenditori, molti dei quali già condannati con sentenze definitive? Come mai commercianti e imprenditori a Palermo, a Napoli, in Calabria continuano a pagare in massa il pizzo e, a differenza del fruitore medio, non si bevono la buona novella che la mafia è alle corde? Come mai i vertici di Confindustria lanciano tuoni e fulmini contro i piccoli commercianti che non hanno il coraggio di denunciare gli estorsori, minacciandoli di espellerli dall’organizzazione, ma vengono colti da improvvisa afasia quando si chiede loro perché intanto non comincino a prendere posizione nei confronti delle centinaia di imprenditori, inquisiti o già condannati, che hanno azzerato la libera concorrenza e costruito posizioni di oligopolio utilizzando il metodo mafioso? Ecco, quando a un fruitore medio ponete queste e altre domande, lo vedrete annaspare cercando vanamente possibili risposte nell’infinita massa di fotogrammi, immagini e battute stipate nelle sue sinapsi, dopo centinaia di ore trascorse a vedere fiction e film che raccontano le note storie di brutti sporchi e cattivi. Mentre sceneggiatori continuano a proiettare catarticamente il male di mafia sul monstrum (colui che viene messo in mostra) – Riina, Provenzano, Messina Denaro, i casalesi – elevato a icona totalizzante della negatività, centinaia di processi celebrati in questi ultimi quindici anni hanno raccontato un’altra storia della mafia, sacramentata da sentenze passate in giudicato, che fornisce risposte illuminanti a molte delle domande di cui sopra. Un’altra storia intessuta di centinaia di delitti, di stragi di mafia decise in interni borghesi da persone come noi, che hanno fatto le nostre stesse scuole, frequentano i nostri stessi salotti, pregano il nostro stesso Dio… Un’altra storia che ha dimostrato come la città dell’ombra – quella degli assassini – e la città della luce, abitata dalle “persone perbene”, non siano affatto separate ma comunichino attraverso mille vie segrete, tanto da rivelarsi come due facce dello stesso mondo. Un’altra storia che racconta l’osceno di questo Paese, quel che è avvenuto ob scenum, mettendo a nudo un fuori scena affollato di una moltitudine di sepolcri imbiancati che hanno armato la mano dei killer o li hanno protetti con il loro silenzio complice.

    Che racconta come gli assassini arrivino sulla scena per buon ultimi, quando i sepolcri imbiancati hanno fallito nel fuori scena tutti i tentativi necessari per convincere la vittima ad ascoltare, per il suo bene e quello della sua famiglia, i consigli degli amici, sicché, come sono solite fare le persone istruite e timorose di Dio, allargando sconsolati le braccia ripetono: “Dio sa che è lui che ha voluto farsi uccidere…”. Centinaia di processi che costringono a rileggere la storia della mafia non più come una storia altra, che non ci appartiene e non ci chiama in causa, ma piuttosto come un terribile e irrisolto affare di famiglia, interno a una classe dirigente nazionale tra le più premoderne, violente e predatrici della storia occidentale, la cui criminalità si è estrinsecata nel corso dei secoli in tre forme: lo stragismo e l’omicidio politico, la corruzione sistemica e la mafia. Tre forme criminali che essendo espressione del potere sono accomunate non a caso da un unico comun denominatore, che è il crisma stesso del potere: l’eterna impunità garantita ai mandanti eccellenti di stragi e omicidi politici e ai principali protagonisti delle vicende corruttive. Una storia-matrioska nel cui ventre si celano centinaia di storie accertate con sentenze definitive, che sembrano fatte apposta per la felicità di qualsiasi sceneggiatore e regista che volesse prendersi la briga di narrarle. Vogliamo provare a raccontarne solo una tra le tante? C’era una volta…, anzi… mi correggo. Ci fu per una volta, e per un breve periodo, in un’isola di assolata e bruciante bellezza, un Presidente della Regione che si chiamava Piersanti Mattarella, notabile democristiano figlio di un ex Ministro, il quale si era messo in testa di cambiare il corso delle cose e di moralizzare la vita pubblica. Iniziò quindi a promuovere leggi per controllare il modo in cui erano spesi i soldi della collettività, e a disporre ispezioni straordinarie per accertare come venivano assegnati gli appalti pubblici. Gli amici gli consigliavano di lasciar perdere, ma lui non recedeva dai suoi propositi. Lentamente, giorno dopo giorno, cominciò a trovarsi sempre più solo. Frequentarlo significava rischiare di restare impigliati dentro la «camera della morte». Così viene chiamata in Sicilia l’enorme e invisibile rete costruita sott’acqua per imprigionare i tonni, che, quando riemergono in superficie dal fondo della rete, si trovano circondati dalle barche disposte in cerchio e vengono finiti a colpi di arpione nel corso delle mattanze: bagni di sangue che evocano antichi rituali sacrificali dove vita e morte si confondono, giacché l’una si nutre dell’altra. Quando Mattarella percepì attraverso il linguaggio mutigno dei gesti degli “amici” – i loro sguardi costernati, i loro silenzi imbarazzati – che il rullo dei tamburi di morte si faceva sempre più vicino, tentò di salvarsi la vita chiedendo aiuto a Roma ad alcuni vertici del suo partito e al Ministro degli Interni. Al ritorno dalla sua trasferta romana, confidò alla sua segretaria che se gli fosse accaduto qualcosa la causa sarebbe stata da ricercarsi in quel viaggio romano. Mentre Mattarella volava a Roma, un altro aereo si alzava segretamente in volo dalla Capitale verso la Sicilia.

    A bordo si trovava uno degli uomini più potenti del Paese, personificazione stessa del potere statale: Giulio Andreotti, sette volte Presidente del Consiglio, ventidue volte Ministro. Dove andava Andreotti in gran segreto? Partecipava a un incontro con i capi della mafia militare e quelli della mafia dei colletti bianchi: l’onorevole Salvo Lima e i cugini Nino e Ignazio Salvo. In quel qualificato consesso si discuteva del “problema Mattarella”, quel democristiano anomalo che si ostinava a non ascoltare i buoni consigli degli “amici” e stava compromettendo gli interessi del sistema di potere mafioso. Il 6 gennaio 1980, Mattarella fu ucciso sotto casa da un commando mafioso. Giulio Andreotti tornò segretamente in Sicilia e all’interno di una villa incontrò alcuni dei mafiosi assassini di Mattarella che, com’è sacramentato in una sentenza definitiva della Repubblica italiana, avrebbe coperto con il suo silenzio complice per il resto dei suoi giorni, garantendo così la loro impunità e alimentando il senso di onnipotenza della mafia ¹. Che ve ne pare? Non vi sembra una storia inventata apposta per un film? Se, come diceva Hegel, il demonio si nasconde nel dettaglio, nel dettaglio di questa storia è leggibile il segreto dell’irredimibilità e della dimensione macropolitica del problema mafia, al di là delle imposture e dei depistaggi alimentati dal sapere ufficiale che lo spaccia come quella vicenda di bassa macelleria criminale di cui dicevo all’inizio. Di storie simili se ne potrebbero raccontare per mille e una notte. Sono tutte racchiuse in un enorme giacimento a cielo aperto a disposizione di chiunque: le pagine dei tanti processi che con un tributo altissimo di sangue hanno per la prima volta in Italia portato sul banco degli imputati non solo i soliti brutti sporchi e cattivi, i bravi di Don Rodrigo, ma anche il “Principe” di cui essi sono stati instrumentum regni e scoria, e senza la cui protezione e complicità sarebbero stati da tempo spazzati via. Un album di famiglia di “intoccabili”, che nel loro insieme ricompongono il segreto ritratto di Dorian Gray di una componente irredimibile della nostra classe dirigente: ministri, capi dei servizi segreti, vertici di polizia, parlamentari, alti magistrati, alti prelati, banchieri, uomini a capo di imperi economici. Storie scomode perché chiamano in causa responsabilità collettive, costringono a interrogarsi sull’identità culturale del Paese e sul passato e sul futuro… o sulla mancanza di futuro di un’Italia ancora troppo immatura per fare i conti con la propria storia e verità, e quindi condannata a vivere all’interno di una tragedia inceppata, destinata ciclicamente a ripetersi, pur nelle sue varianti storiche. Storie scomode che dimostrano quanto sia fuori dalla realtà continuare a raccontare il come e il perché della mafia come una sorta di opera dei pupi dove vengono messi in scena solo eroi solitari – Orlando e Rinaldo – che guerreggiano contro turpi saraceni: Riina, Provenzano, ecc. Dinanzi a tutto ciò, come spiegare il silenzio, la distrazione – che talora sembrano sconfinare nell’omertà culturale – di tanti sceneggiatori e registi? Induce a riflettere come tale omertà appaia perfettamente speculare a quella che caratterizza il discorso pubblico sulla mafia e sulla criminalità del potere, e come l’una e l’altra celino sotto il velo della retorica le piaghe della nazione.

    Che pensare dinanzi a tante pellicole che, pure di ottima fattura, si rivelano tuttavia depistanti nel loro raccontare un universo mafioso quasi completamente decorrelato nella sua genesi e nelle sue dinamiche dal sistema di potere di cui è espressione e sottoprodotto? L’equivalente di raccontare la storia dei bravi di manzoniana memoria come un sottomondo autorefenziale, tagliando il cordone ombelicale con il sopramondo dei Don Rodrigo. L’equivalente di raccontare il Fascismo ascrivendone la responsabilità solo a un manipolo di esaltati gerarchi, e non già come l’autobiografia di una nazione. La storia di questo Paese ricorda a tratti quella di certe famiglie che nel salotto buono mettono in bella mostra per gli ospiti le glorie e il decoro della casata, e nello scantinato nascondono la stanza di Barbablù che gronda sangue. È lecito dubitare che la rimozione, alla quale ho accennato, sia solo frutto di distrazione o sottovalutazione? Si può ipotizzare che costituisca la “fisiologica” declinazione dell’essere la mafia una delle forme in cui si è storicamente manifestata la criminalità del potere in Italia? Il cardinale Mazzarino, gesuita di origine italiana, consigliere del Re di Francia Luigi XIV, soleva ripetere: «Il trono si conquista con le spade e i cannoni, ma si conserva con i dogmi e le superstizioni». Questa massima riassume in modo magistrale l’esigenza di condizionare la costruzione del sapere sociale in modo da impedire al popolo di comprendere i segreti della macchina del potere, tra i quali i suoi crimini. Proprio per questo motivo, da sempre il sistema di potere ha falsificato il sapere sociale sulla mafia. Prima per decenni ne ha negato ostinatamente l’esistenza, poi, sino alla metà degli anni Ottanta, l’ha banalizzata a mera criminalità comune e, infine, dopo le stragi del 1992 e 1993, ha giocato la carta – sinora vincente – di ridurla a una storia di “mostri”, di orchi cattivi… Poiché, dunque, il sapere sociale non è mai innocente, viene da chiedersi sino a che punto la rimozione e l’adulterazione che caratterizza la rappresentazione filmica della mafia sia condizionata non solo dalle autocensure di chi ritiene sconveniente raccontare storie sgradite al potere, ma anche da un sistema che orienta la produzione, canalizzando le risorse solo sui film e le fiction “innocui” o, peggio, depistanti nel senso che contribuiscono a cristallizzare nell’immaginario collettivo i dogmi e le superstizioni tanto cari ai Mazzarino di ieri e a quelli di oggi. Comunque sia, quel che accade – o meglio che non accade – chiama in causa la responsabilità di tutti coloro che lavorano nel mondo delle fiction e del cinema.

    C’è una storia collettiva che attende ancora di essere raccontata e salvata dall’oblio organizzato, per restituire al Paese la sua verità e aiutarlo a divenire adulto. Portarla alla luce in tanti processi è costato un altissimo prezzo: alcuni sono stati assassinati, altri – magistrati, poliziotti, semplici testimoni – segnati per il resto della vita. Ora tocca a qualcun altro fare la sua parte. E se ciò non dovesse avvenire, tra qualche anno dovremmo purtroppo fare nostra l’amara considerazione di Martin Luther King: «Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici». ¹ Nella motivazione della sentenza n. 1564 del 2.5.2003 della Corte di Appello di Palermo nel processo a carico di Andreotti, confermata definitivamente in Cassazione, si legge: «E i fatti che la Corte ha ritenuto provati dicono, comunque, al di là dell’opinione che si voglia coltivare sulla configurabilità nella fattispecie del reato di associazione per delinquere, che il sen. Andreotti ha avuto piena consapevolezza che suoi sodali siciliani intrattenevano amichevoli rapporti con alcuni boss mafiosi; ha, quindi, a sua volta, coltivato amichevoli relazioni con gli stessi boss; ha palesato agli stessi una disponibilità non meramente fittizia, ancorché non necessariamente seguita da concreti, consistenti interventi agevolativi; ha loro chiesto favori; li ha incontrati; ha interagito con essi; ha loro indicato il comportamento da tenere in relazione alla delicatissima questione Mattarella, sia pure senza riuscire, in definitiva, a ottenere che le stesse indicazioni venissero seguite; ha indotto i medesimi a fidarsi di lui e a parlargli anche di fatti gravissimi (come l’assassinio del Presidente Mattarella) nella sicura consapevolezza di non correre il rischio di essere denunciati; ha omesso di denunciare le loro responsabilità, in particolare in relazione all’omicidio del Presidente Mattarella, malgrado potesse, al riguardo, offrire utilissimi elementi di conoscenza».

    di Roberto Scarpinato

  21. Granocchiaio ha detto:

    Se c’è una cosa che mi fa andare giù di morale è quella di fare discussioni su cosa c’era scritto veramente sull’acqua. E ora mi pare ci siamo proprio.

    E allora diamoci sotto, per questa volta ancora.
    Io non ti ho incolpato di aver di fatto impedito la discussione su l’argomento NODO, ho solo detto che con il tuo intervento MATTONE di fatto ha scoraggiato non solo me, ma chiunque altro si fosse avvicinato.

    Chi ha scritto sarà anche più importante di te e sicuramente di me, ma resto dell’opinione che quella non è roba per me. Ma ho l’impressione di non essere solo.
    C’entrava qualcosa? Io ne dubito assai, ma rimarrò nell’ignoranza perchè ti ribadisco che non ho nessuna intenzione di perdere parte del tempo che mi è rimasto pe andare a leggere queste cose. Lascio il piacere tutto a te e agli amanti del genere.

    Il Polo a Braccagni si farà! Questo lo dici te. E qui mi fermo.
    La cosa sorprendete è che di tutta la popolazione di Braccagni, maggiorenni e vaccinati, tu dia la colpa ESCLUSIVA A ME perché non se ne parla. E questo è un bel punto.
    Starei pe incazzarmi, ma non ce la fai. Per ora.

    Nello ha ragione ma io no perché mi perdo in formaggi e vecchie foto invece di dedicarmi alle sane e consapevoli letture del Procuratore di Palermo che secondo te mi avrebbe illuminato sufficientemente per capire – e forse predire – il futuro del POLO INTERMODALE, di tutto il paese, e chissà cos’altro.

    No mio caro, non lo leggerò più di una volta, non lo leggerò e basta. Tutto qui. È vero che come diceva la mi nonna s’impara anche dai ciuchi, ma il ciuco me lo scelgo da solo, se permetti.
    Quanto ai caci e ai culi, che m’incolpi di amare fin troppo, resto condannato e felice dello stato. Ci sono delle ottime probabilità che non ti dia retta e che continui ad occuparmi dell’una e dell’altra cosa, finchè mi pare.

    Poi lasciamo stare per carità di patria l’argomento donne, sensibilità e argomenti trattati con certo tono. Io forse non avrò il fioretto, ma almeno ci provo e magari mi rimane in mano un fiore al posto del fioretto. Ma a te che fendi l’aria di questi argomenti con la clava che ti rimane in mano?

    Piccola nota sull’assessore al traffico.
    Quando è venuto era giustamente ad attenderlo il Presidente della Circoscrizione ed il Consigliere di maggioranza. Io mi sono aggiunto chiedendo il permesso a tutti. Permesso accordato ho assistito alla disamina dei problemi, a come l’assessore con il suo Vigile prendeva nota e chiedeva, sono stato con loro a fare i sopralluoghi nel paese, ho ascoltato tutte le richieste del Presidente e del Consigliere.
    Ho ascoltato le poche parole che ha detto per sua parte l’assessore che si possano sintetizzare in un “abbiamo preso buona nota, studieremo i problemi a tavolino con le misure prese per verifica delle vie, le richieste da voi fatte e la relativa fattibilità. Le poche parole dell’assessore presumo che siano state poche non perché non sapeva cosa dire, ma perché gli altri (cioè i nostri) praticamente parlavano sempre loro. Giustamente, beninteso, mica è un’accusa.
    Vedremo. Io intanto mi sono fatto un’idea: se dovessi rinascere non vorrei mai fare l’assessore al traffico di un paese come Braccagni.
    Logica vorrebbe – la tua – che ora mi aspettassi di essere incolpato dei mali della circolazione a Braccagni! Mi sono montato la testa?

    E ora una franchezza: non mi piace il tuo intervento.
    Consolati, mi piace ancor meno l’averti risposto.

  22. Granocchiaio ha detto:

    riceviamo questa ipotesi elaborata da Patrizio con preghiera di pubbliarla, cosa che facciamo con piacere anche per riaccendere un po i riflettori su questo problema che, come asolito, pare volarci sopra le nostre stese, e noi come tanti b…ri con il nasu all’insù…………….

    queste le parole di accompagnamento per la foto:

    Presso il Comune di Grosseto è possibile richiedere il materiale che
    riguarda il futuro sviluppo del nostro paesello,
    si tratta di una variante al Piano regolatore per la realizzazione di un
    ‘Polo Logistico Intermodale’ in agro di Braccagni che comporterà la
    realizzazione di un insediamento industriale (di natura Logistica?) che
    trasformerà probabilmente il nostro territorio dall’attuale a quello che ipoteticamente abbiamo ricostruito in questo fotomontaggio approssimativo.

    Abbiamo solo riprodotto i capannoni presenti nel sito della vecchia cantina
    sociale e li abbiamo inseriti nel terreno dove è prevista l’edificazione di
    circa 170.000 metri quadri di opifici e capannoni.
    Ovviamente la foto da solo un’ idea, non esprime quello che verrà
    effettivamente realizzato, serve per farci capire cosa ci potrebbe aspettare
    in un futuro prossimo.

    Seguirà a questa mia, una serie di piccole note esplicative dove cercherò di
    raccontare quello che ho letto nei documenti depositati presso il nostro
    Comune. Preannuncio, per correttezza di chi legge, che io sono contrario a
    questo tipo di sviluppo del nostro paese, più avanti spiegherò anche il
    perchè, per ora cerchiamo di guardare e di farci un’idea di quello che ci
    attende.

    Patrizio Galeotti

    ringrazio Parizio che pur abitando a 1.000 km da noi pensa ancora al suo paese e si preoccupa più di chi ci abita o ci sta vicino………

    da parte mia una considerazione:
    non so quanto possa essere realistica la previsione del fotomontaggio, per parte mia sarò pure pessimista, ma io credo che la prospettiva sia molto ma molto peggio di quella qui (ordinatamente) ipotizzata: provate a immaginare l’Aurelia a 4 corsie che diventa autostrada, la nuova strada che dovrà affiancare questa in parallelo, tutto il sistema viario necessario al Polo Intermodale (se no che intermodale è?), l’attraversamento della ferrovia, l’attraversamento di Braccagni, e poi ditemi cosa viene fuori secondo voi

    per non parlare di invasi, laghi laghetti e acquitrini per regimare delle acque che già si sa sono pericolose, e poi dopo tutto questo sistema viario, secondo voi come saranno, migliori?

    il Granocchiaio

    • nello ha detto:

      Non credo che sarà un accozzaglia di capannoni come ha supposto Patrizio, ma credo che sia peggio in quanto al posto di molti capannoni ci saranno tantissimi container di vari colori, nuovi arrugginiti etc. Ho visto “depositi” di container a Livorno e lungo l’A12 verso La Spezia e , se qui venissero messi anche meno, ritengo che non sia un bel vedere.
      Per quanto riguarda la viabilità, di cui in tutte le documentazioni avute non si fa mensione se non per quelle ipotizzate nel PGR o ai forum tenuti nei mesi scorsi, caro Granocchiaio la Complanare alla futura Autostrada (è di questi giorni la conferma di apertura cantieri entro fine anno) sarà la nostra amata Vecchia Aurelia, almeno per quanto ci riguarda come si ricava dal progetto presentato dai giornali, quindi si torna indietro a venti anni fa.
      Sono d’accordo con te che Patrizio, pur abitando lontano, è più presente di molti nostri concittadini per quanto riguarda il vivere nel nostro paesello

      • patrizio ha detto:

        purtroppo caro Nello le cose temo siano diverse da come vengono descritte nei documenti del Comune, se guardiamo bene sono pieni di cose dette e non dette, una per tutte la viabilità, c’è uno studio sul traffico attuale e quello sostenibile sulle strade esistenti, ma non si dice niente della viabilità futura ne si prevede la costruzione di nuove strade… mettiamoci allora sopra che la PILT quando si è iscritta alla CCIAA ha dichiarato decine e decine di attività possibili come oggetto sociale… quindi una volta costruiti 170.000 metri quadri o giù di li, di capannoni, che sono 17 ettari, potrebbe anche usarli per fare altre attività, e considera che le merci che transitano dai porti sono si contenute nei containers, ma anche in autobotti se sono sostanze liquide, per esempio… come sostanze chimiche, carburanti, o combustibili vari, e per quelle ci sarebbe bisogno di serbatoi di stoccaggio… ma che ne dici di riciclaggio di rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse? visto che è questa un’altra delle attività che la società ha dichiarato in CCIAA?.. certo per far questo occorrono permessi e requisiti, ma una volta costruiti gli opifici, chi ci assicura che ottenuti legittimamente tutti i permessi non si cambi l’attività secondo quanto dichiarato in CCIAA riguardo all’oggetto sociale?.. In fondo io non me la prendo nemmeno con l’imprenditore che sta facendo e bene il suo lavoro, cosa che gli va riconosciuta, ma non posso però tacere i miei dubbi.
        Ma ancora… chi ci assicura che i 400 posti di lavro promessi siano poi veri e siano riservati agli abitanti della zona?…
        Nello io volevo utilizzare questo blog per parlare di questi problemi con voi, ma oggi la redazione ha preso una posizione critica poichè non ritiene il blog posto dove parlare di sviluppo del territorio essendoci altri sidi preposti… forse questo è il mio ultimo post su questo argomento, su queste pagine, ma di certo non la smetterò di cercar di sensibilizzare e dire la mia in altri luoghi, informatici e non… ufficio postale compreso quando vengo li… se ce ne rarà bisogno. E di venire a romperti l’anima come ho fatto questa estate… quando insieme siamo andati in Comune a cercar di capire meglio il tutto.
        Ciao Patrizio Galeotti

        • Biadone ha detto:

          Ritengo l’argomento molto interessante perchè riguarda il futuro del posto dove abito, dove sono nati i miei figli e vorrei che continuassero a vivere, ai piedi di quello che fino ad oggi viene definito il “Balcone della Maremma” (ma forse qualcuno se lo è dimenticato, Montepescalesi compresi).
          Quindi che cosa significa che la Redazione ha preso posizione su questo argomento?
          Non si tratta di parlare di sviluppo econimico, si tratta di parlare del futuro del paese dove viviamo e abbiamo tutto il diritto di sapere e DECIDERE di cosa vogliamo fare di questo territorio. Se fa paura parlare di queste cose allora sono molto più interessato di prima!!
          Ricordo che questo blog nasce come piazza virtuale di Braccagni, la piazza che non c’è; allora questi argomenti dove possono essere trattati se non nella piazza del paese? Alla luce del sole?
          Ritengo che negare di parlare di tutto questo sia antidemocratico e se qualcuno in piazza cerca di impedirmi di parlare, di una cosa legittima senza offendere nessuno, allora urlo più forte!
          SONO D’ACCORDO CON PATRIZIO.
          SONO CONTRARIO A QUESTO INTERVENTO PERCHE’ IL TERRITORIO DI MONTEPESCALI E BRACCAGNI NON HA BISOGNO DI TUTTO QUESTO, HA GIA’ PAGATO UN PREZZO ALTO IN NOME DI UN IPOTETICO SVILUPPO (vedi Madonnino ecc.)
          Chissà che un domani quel Balcone non sarà ribattezzato il “Balcone della Maremma Sp………ta”

          • patrizio ha detto:

            dopo un nutrito scambio di e-mail, con la redazione ci siamo chiariti, ecco la risposta:

            sul polo intermodale di braccagni ognuno può dire la sua, siamo
            in tema.

            C’era stato un equivoco dovuto ad una errata lettura o interpretazione di alcune e-mail.

            Patrizio Galeotti

  23. Granocchiaio ha detto:

    ho portato questo articolo in prima pagina onde permettere di vedere agevolmente l’ipotesi elaborata da Patrizio
    .
    mi pare un bel contributo come base per osservazioni e commenti

  24. patrizio ha detto:

    Ricomincio quindi da dove ero rimasto a raccontarvi quello che riguarda Braccagni.
    La società P.I.L.T S.p.a. (Polo Intermodale Logistic & Terminal) di Grosseto costituita il 18 giugno 2002, di proprietà di Giannetti Aristide + altro socio e della Autotrasporti Fratelli Giannetti S.r.l., è iscritta alla CCIAA di Grosseto con molteplici attività nel suo oggetto sociale, e tra queste ne riporto alcune:
    autotrasporto di merci per conto terzi;
    riciclaggio di cascami e rottami metallici, di materiale plastico per la produzione di materie prime plastiche, resine sintetiche nonché dei rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse;
    esercizio di rivendita di carburanti per autotrazione, attività di intermediazione del commercio di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici per l’industria, di vari prodotti senza prevalenza di alcuno;
    Il commercio all’ingrosso di altri prodotti intermedi, di rottami metallici, di sottoprodotti della lavorazione industriale, di altri materiali di recupero non metallici (vetro, carte, cartoni, ecc…) e di altri prodotti;
    lo svolgimento di servizi delle lavanderie a secco, tintorie… .
    La società PILT Spa in data 18 marzo 2008 deposita al protocollo del Comune di Grosseto (n. 35013) una Istanza per avvio del procedimento urbanistico per la realizzazione di un’area industriale a specializzazione logistica in località Braccagni.
    Nella descrizione dell’Intervento che la PILT S.p.a. chiede di realizzare a Braccagni, leggiamo che l’insediamento produttivo avrà di 170.000 metri quadri di superficie coperta, verrà realizzato con fabbricati industriali a destinazione d’uso logistica, magazzini, opifici , strutture per il commercio ed uffici… il tutto basato su soluzioni coerenti con i principi di ecocompatibilità e sostenibilità ambientale. Si parla di un investimento stimato in 70-100 milioni di euro con la previsione di circa 400 posti lavoro. Si aggiunga che tutto l’insediamento comporterà la messa in sicurezza idraulica dell’intera zona, che però verrà fatta con fondi pubblici e , da quello che si legge, con un contributo privato da determinare (se non ho capito male).
    A seguito della istanza della PILT Spa, il Comune ha deliberato di avviare il procedimento di formazione della Variante al PRG relativa e di cui parlerò nel prossimo post.
    Patrizio Galeotti

  25. nello ha detto:

    Meno male che Patrizio è tornato sulla sua decisione, perchè mi sembra l’unico a cui sta veramente a cuore il futuro del paesello.
    Basta scorrere la pagina per vedere che sono suo compagno d’avventura su questo, anche se più realisticamente penso che sarà difficile fermare quello che sembra ormai un processo irreversibile.
    Ormai sembra che sia già partita la fase iniziale: presentazione del progetto che tiene conto di già vecchie proposte su piani strutturali del luogo (ben illustrate e già accettate dalla , allora esigua, popolazione di Braccagni, per chi fa finta di noulla era l’altro problema epoca “compost”); in una riunione è stato detto da persona che dovrebbe essere bene informata che già sono stati investiti diversi milioni (per le voci di paese sono stati già acquistati i terreni a prezzi, per me profano, incredibili); le persone nominate da Patrizio come titolari della società non sono come me “ignoranti” in fatto di contratti etc. se fanno un passo sono coperti con ausilio di esperti e suggeritori che difficilmente rischiano ( vi ricordo un fatto ben più grosso e ,per molti, più pericoloso: la centrale di Montalto che doveva essere nucleare e dal 1975 in poi sono succedute proteste a non finire con blocchi stradali, manisfestazioni con sponsorizzazioni VIP di ogni tipo, la centrale è stata fermata con reattore già in loco solo dal referundum del 1987).
    Qualcuno, io del resto, ricorda in questo ed altri argomenti il successo della popolazione sul “Compost”, ma c’erano due differenze sostanziali: primo era solo una ipotesi su uno spostamento di sito (da Istia di Maiano a qui), l’altro, anche più importante, a regime prevedeva solo 10 unità operative, di cui 5 già della Nettezza Urbana (non c’era ancora il COSECA). Oggi invece si parla di 400 unità a regime e sotto questi chiari di luna (anche se reputo sia una bufala, come gli oltre 100 posti messi in bella mostra sulla civetta di un giornale locale) sarà un impresa dire no.
    Invece di dire no secco al polo dirrei di percorrere altre strade:
    1) onestamente non so che differenza ci sia fra polo logistico e polo intermodale, perchè sempre a quest’ultimo si riferivano le informazioni ufficiali dateci negli anni scorsi;
    2) viabilità, già accennata da parte mia, Patrizio e Granocchiaio;
    3) problema idrico, non idrogeologico. Braccagni dal 2000 ad oggi è cresciuto a dismisura (tutta la lottizzazione dietro l’asilo- quella ex Iacopini- area Vita Nova- area Silos Massini, brutto o bello che fosse un simbolo del paese sparito), ma l’acquedotto è rimasto lo stesso. Loro come fanno? Penso e spero che per l’acqua industriale utilizzino quella dell’invaso/i e quella reflua depurata e non pozzi (che prosciugherebbero quelli esistenti in paese), ma per la potabile? Spadi (se ci sei batti un colpo) dice che prima della lottizzazione Madonnino , l’acqua anche se non a forza ce l’avevano, ora scarseggia ma gli manca spesso, soprattutto nei periodi fieristici. Il polo prevede 400 unità fisse, che fra camionisti e addetti vari gravitino altre 100-150 persone giornaliere: l’acquedotto con la portata attuale è sufficiente ed il Fiora ha la capacità di aumentarla?.

    Ultima informazione, ma importante. Sicuramente verrà pubblicato sui giornali, ma sabato 31 p.v. dalle 10.30 alle 13.00 ci sarà c/o la Sala della Camera di Commercio invia Cairoli l’ultimo incontro sul forum del Territorio, qui ci sono state due riunioni nei mesi scorsi. Non sapendo come si svolge,non so se ne sapremo qualcosa di più, ma tanto vale andarci.

  26. Biadone ha detto:

    Da un dizionario online riporto la definizione di intermodale: “Di trasporto di merci effettuato con l’impiego di vari mezzi e imprese coordinati tra loro ”
    Per “vari mezzi” si intende il sistema gomma-ferro-nave o aereo, sotto Montepescali il mare manca da un pezzo e il collegamento aereo lo vedo improbabile, per cui mancano alcuni presupposti fondamentali.
    Inoltre, mi sembra che mancano le “varie imprese coordinate fra loro”, la società è una sola e fra i suoi obbiettivi societari non si parla solo di trasporto merci ma, riassumendo, di stoccaggio e riciclaggio di rifiuti oltre che stoccaggio e commercio di combustibili (per citare solo alcune voci).
    Infine non c’è riferimento all’agricoltura e al settore agroalimentare che dovrebbe essere quello in sviluppo nella Provincia.
    Quindi la mia domanda è: che cosa sarà questo “polo intermodale”?

    • nello ha detto:

      La mia domanda era: che differenza passa fra polo intermodale e polo logistico. Cosa sia il polo intermodale lo sapevo, quello che non riesco a capire è “logistico”, penso sia integrativo a quello che hai riportato, cioè oltre che scambio ci sia la sosta (quindi stoccaggio).

  27. Carlo Vellutini ha detto:

    Al di là di come vada affrontata la questione del Centro Intermodale sul blog, credo che sia opportuno capire a fondo: 1. Cosa si può fare, 2. Cosa è stato fatto fino ad oggi; 3. Cosa è più importante per la nostra comunità; 4. Chi ci può dare qualche indicazione in più.

    Visto che mi sembra che ormai tutta la procedura è partita e che il Piano Strutturale preveda proprio a Braccagni la nascita dell’insediamento di fabbricati penso che su questo fronte il danno sia stato fatto. Dunque non ci resta che provare a pararlo, magari per far sì che una cosa del genere sia il meno impattante possibile. Sia in termini di traffico che di schifezze per il nostro paesaggio (già l’area del Madonnino ha fatto il suo…e lo farà ancora quando nasceranno i capannoni del Comune di Roccastrada – ricordate? ne èparlarono anche a “Che tempo fa” su Rai Tre-). Bisogna poi capire se realmente tutti i posti di lavoro che si dicono verranno creati oppure no. Un conto è se si sposta gente che già lavora nelle aziende interessate, un conto è se sono effettivamente NUOVI posti. Bisogna poi cercare di studiare le responsabilità dei nostri rappresentanti politici: il piano strutturale è stato redatto da tempo: perché nessuno dei nostri rappresentanti era mai andato a vederlo e ci ha avvisato del rischio che incombeva? In fin dei conti era il loro ruolo.
    Personalmente, come sa il Granocchiaio, ho incaricato con un amico ingenere, di dare un’occhiata a tutta la documentazione e vi devo dire che lui era molto perplesso sull’opportunità e la funzionalità di un’opera di questo genere. Solitamente – mi ha detto- queste funzionano in uno scambio a tre (acqua, gomma, rotaia) e non a due (gomma-rotaia). Comunque non essendo poi la sua specializzazione quella di valutare nel dettaglio questo tipo di opere ha parlato con un architetto che vive in zona e che si occupa di architettura del paesaggio e dell’ambiente. A quanto mi ha detto l’ingenere, l’architetto era molto perplesso su questa opera. Si tratta di una persona seria e competente che può anche essere coinvolta (il Granocchiaio e gli altri fondatori del blog sanno di chi si tratta e solo per una questione di riservatezza non ne faccio il nome). Visto che l’architetto conosce anche le problematiche della zona potrebbe essere una voce da sentire.
    Sul collegamento del Centro Intermodale alla centrale a Combustibili Vegetali della Rugginosa, so che questa era una previsione del Piano Strutturale voluta dalla giunta Antichi che, però, da un incontro tra il Comitato Ambientale Rugginosa e la giunta Bonifazi l’assessore Canuti aveva escluso (della serie che l’attuale amministrazione è contraria a questa ipotesi). Dal momento che si dovrà tenere un incontro pubblico e che probabilmente Canuti sarà presente, cerchiamo di avere qualche delucidazione in più.

  28. Granocchiaio ha detto:

    grazie Carlo

    grazie del tuo intervento che getta un po di chiarezza su tutto l’argomento e su quelle che sono le varie opzioni da esaminare

    ora che il problema è ben venuto alla luce mi domando se non sia il caso di promuovere una riunione per esaminare inseme le possibili azioni da intraprendere per vedere cosa è possibile tamponare o caso si può ancora fare a questo proposito

    se siamo di questo avviso chiedo che ci sia già un primo start da questo blog e poi vedremo

    sveglia cittadini

    • patrizio ha detto:

      Credo sia proprio il caso che a Braccagni si parli di queste cose, perchè ho avuto l’impressione che certi argomenti in passato siano stati tenuti lontani dal ‘popolino’ come me (ad esempio) e nessuno o pochissimi li conosca nonostante ci siano state discussioni e riunioni…
      Sembra che a Braccagni ci sia un ‘buco enorme’ di informazione che secondo me è dovuto un pò al nostro menefreghismo e un pò a chi non ha fatto debita opera di informazione.
      Dico comunque subito che la posizione di chi alza le mani di fronte all’ineluttabilità del polo così come descritto, perchè i giochi sarebbero ormai fatti, la rispetto ma non la condivido. Delle due l’una, o già si sa tutto e quindi si può escludere che si possa evitare simile sviluppo, oppure se ancora non si sa bene che cosa stia succedendo, aspettiamo a dire che non si può far niente.
      Io voglio prima capire, poi deciderò se veramente non si può far niente per impedire quell’insediamento; anche se a dir la verità certe cose le si fanno per volontà politica, che come sappiamo può dir di si oppure di no.
      Se si farà quella cosa li, vorrà dire che i nostri politici hanno scelto per noi quel futuro… Ma allora forse sarà opportuno rivedere se siano ancora degni della mia fiducia.
      Continuerò a descrivervi i documenti che ho raccolto nel prossimo post. anche per sopperire al vuoto informativo cui siamo stati nostro malgrado condannati, in modo che si possa decidere a ragion veduta e non per sentito dire.
      Patrizio Galeotti

    • viviana ha detto:

      mi inserisco nel vostro dibattito senza avere nè comptetenze nè conoscenze tali da permettermi di poter dare un giudizio motivato sulla questione che state affrontando.
      Ho guardato però con attenzione le immagini che Patrizio ha elaborato su quello che potrebbe essere l’aspetto del paese una volta completato l’ insediamento del polo .
      Ma è terrificante vedere questo enorme agglomerato di capannoni nelle immediate vicinanze del centro abitato!
      E tutto questo ,a quel che ho capito , calato dall’alto, senza che chi nel paese vive abbia potuto dire la sua o possa, a questo punto, opporsi in qualche modo .
      Ma per chi ci hanno preso ?

  29. Carlo Vellutini ha detto:

    Secondo me sia Patrizio che Viviana hanno centrato il punto: chi decide lo fa in maniera incurante della gente che vive in una zona. Per il Piano Strutturale sono state fatte assemblee aperte per avere uno strumento “partecipato”, ma quanti sono in grado di capire un convegno spesso tecnico su un certo argomento? La risposta è semplice: pochi (erano quasi sempre presentei architetti, ingegneri amministratori e poco altro). Come si può vedere la questione dell’Intermodale la stiamo iniziando a capire piano piano, documento su documento, ipotesi su ipotesi…e sono tre mesi che ci stiamo discutendo tra di noi (magari parlandone con tecnici del settore). Da qui io punto il dito su coloro che decidono per noi o che dovrebbero farlo. Dove erano quando il piano strutturale veniva elaborato? Perché non ce ne hanno parlato nel dettaglio in parole semplici? Perché non tutti hanno una preparazione in tema di norme urbanistiche, di assetto del territorio, di rischi idrogeologici, ecc. ecc..Oppure vogliamo fare come l’area industriale del Madonnino in cui si sono accorti che era soggetta ad allagamento quando è venuta l’ultima alluvione creando anche la fuga di alcune imprese interessate ad acquistarvi un terreno? Questa è la cosa che mi domando e che domando ai nostri rappresentanti (di tutte le parti politiche) che solo oggi si accorgono che Braccagni si arricchirà di tanti bei capannoni…Con questo io non sono contrario a priori allo sviluppo di un territorio, però dico: facciamolo con criterio! Alla fine chi naviga nel blog sta ragionando di organizzare un incontro con le istituzioni o con i tecnici o con la Pilt: ma non dovrebbe farlo la Circoscrizione, un partito o soggetti che ne hanno anche più autorità? Capisco che spesso si è in altre faccende affaccendati (primarie, scontri tra correnti ed altro ancora), però sarebbe bene far vedere che certi problemi sono ben noti e che si intendono risolvere….altrimenti non mi meraviglio se la gente smette di votare. Non dimentichiamoci che alle ultime provinciali, nel ballottaggio, si è a fatica raggiunto il 50% di cittadini alle urne. Un dato preoccupante e che conferma quanto la politica sia distante dalla gente!!! Forse sarebbe bene rifletterci…

    • patrizio ha detto:

      Sottoscrivo ogni tua parola, caro Carlo, e prima di passare alla descrizione dei documenti del Comune come promessovi (che tu conosci perchè come hai detto sono tre mesi che ne parliamo cercando il modo migliore per capire e far capire, tanto per farvi vedere di come le cose si svolgono veloci e senza mai coinvolgerci , sulle nostre teste, ecco che cosa leggo oggi nella news del Comune… Braccagni non esiste….

      Lo scorso 15 ottobre la Regione Toscana la Regione Toscana ha approvato il finanziamento al Piano urbano di sviluppo sostenibile (Piuss) presentato dal Comune di Grosseto, che prevede un programma di interventi di riqualificazione urbana per un investimento complessivo di 28 milioni E 400mila euro, queste le parole dell’assessore:

      “Siamo arrivati a questo importante risultato – ha spiegato l’assessore allo sviluppo economico Paola Checcacci – dopo un percorso di concertazione avviato da luglio 2008 che ha coinvolto vari attori. Grazie al Piuss – ha proseguito l’assessore Checcacci – si attiveranno a breve diversi cantieri, con ricadute positive per il sistema delle imprese, creando quindi anche un indotto economico importante in termini occupazionali, con la creazione di nuove professionalità. Insomma il progetto presentato dal Comune rappresenta un’occasione per la città di Grosseto per allargare i propri orizzonti, ed avviare un percorso di sviluppo che sia capace di attrarre una domanda culturale e di turismo altamente qualificata”.
      Le operazioni ammissibili, definite dalla Regione, erano “Infrastrutture per lo sviluppo economico e servizi alle imprese, interventi di recupero e riqualificazione dell’ambiente urbano, costruzione, recupero e riqualificazione di strutture per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale, realizzazione di asili nido e servizi integrativi ed infine interventi di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale in un’ottica di promozione del turismo sostenibile. E proprio a queste finalità è dedicato il piano presentato dal Comune di Grosseto, che prevede la realizzazione di un centro di documentazione degli Etruschi, un percorso ciclabile turistico-ambientale che collega il capoluogo alla frazione di Roselle, la valorizzazione delle Mura medicee, interventi al museo archeologico e la realizzazione di un nuovo asilo nido in via Mozambico. ”

      ecco, il Comune dice di avere a cuore lo sviluppo del turismo culturale, delle risorse archeologiche… peccato che a Braccagni la nuova area archeologica di San Martino al Piano, sia destinata ad essere coperta da capannoni industriali, peccato che quando nel 2002 al teatro degli Industri si riunirono gli ‘stati generali’ per discutere di sviluppo sostenibile vennero dette cose non ascoltate come ad esempio:
      il prof. Ludovico. proponeva di Considerare Braccagni luogo strategico anche per una eventuale città dello spettacolo o centro conferenziale in quanto localizata in prossimità delle principali strutture viarie; vi auspica realizzazioni di strutture modulari, leggere e flessibili.

      ed ancora Ludovico Evidenzava l’importanza strategica di Braccagni. Ritienendo prioritario sanare e valorizzare ciò che attualmente è “spendibile”….

      nella stessa riunione l’Arch. D’Aquino. si sofferma sul particolare aspetto paesaggistico di Braccagni chiedendo di preservare l’attuale naturalezza della zona..

      a queste osservazioni rispondeva per il Comune il Dirigente De Bianchi indicando come soluzione possibile la realizzazione di un polo agroalimentare data la chiusura artificiale del territorio dovuto alle due infrastrutture stradali. Si soffermava anche sullo studio effettuato dall’Amministrazione sui coni visivi, i quali saranno determinanti per le
      eventuali future decisioni.

      Ecco, io mi fermo qui, così che possiate comprendere come qualcuno che non abita a Braccagni lo aveva a cuore già allora, e come a noi nessuno ha poi relazionato sugli sviluppi possibili… ne tantomeno ci considerano ora, mentre da un lato al comune si parla di sviluppo culturale e ambientale e dall’altro si impegna una fetta del nostro territorio per quel tipo di sviluppo contrario a quanto si dice…
      in cambio si chiede la costruzione di bacini per evitare alluvioni, si dice che soldi non ce ne sono quindi l’intervento del privato è necessario per farli, in cambio gli si da l’autorizzazione a costruire i capannoni… ma al contempo si scopre che i fondi regionali e comunali ci sono… solo che ne è stato prevista una diversa destinazione.

      Sia chiaro, Carlo ha ragione, La giunta precedente di diverso colore politico ha permesso di arrivare alla richiesta della Pilt e la giusta odierna si comporta come se niente fosse e va incontro alle richieste della stessa società come se fosse la cosa più naturale ed auspicabile per il Comune… a voi ogni ulteriore considerazione. La prossima volta parlerò di nuovo del progetto Pilt e dell’atteggiamento del Comune.
      Scusatemi per la lunghezza.
      Patrizio Galeotti

      • patrizio ha detto:

        A seguito della richiesta della società PILT Spa, il Comune dopo anni di silente attendismo, ha deciso di avviare il procedimento per la variante al PRG per la previsione di un polo logistico intermodale….. notiamo che da polo agroalimentare siamo passati ad altra definizione.
        Le parole, le definizioni in questa vicenda hanno un peso importante, noto infatti che si parla di polo intermodale nel momento in cui le ferrovie sposterebbero lo scalo merci a braccagni… che essendo il crocevia di tre tronchi ferroviari e di quelli stradali, sembra il luogo deputato a questo.
        Però poi obbiamo scoperto che le ferrovie non hanno più intenzione di far alcunchè a braccagni, e il polo intermodale viene utilizzato per indicare l’attività di una società privata scollegata dalle ferrovie dello stato. Diventa allora necessario chiamare il progetto polo logistico e ci andrebbe messo, per capire meglio, il termine privato…
        Ma sia il venir meno del progetto delle ferrovie che il nascere della valenza privatistica vengono tenute un pò nel limbo, nel silenzio forse no… non si possono tacere atti pubblici.
        Così ora quel polo agroalimentare dove molte aziende maremmane e non potevano investire e arricchire la provincia, diventa un polo solo logistico e in mano ad una sola società.
        Niente di male dice Roberto Spadi, i politici devono decidere anche senza dir niente perchè li abbiamo votati per quello… e così facendo ha fatto una dichiarazione di appartenenza al pensiero politico in auge oggi in italia… ahimè…
        Ma siccome ne ho piene le tasche della politica e so che il miglior modo per affossare ogni ragionevole nostra richiesta di chiarezza è lo schierarsi politicamente, esco subito dalla palude in cui Roberto Spadi senza volerlo stava per portarci e ritorno alle carte del Comune.
        Dicevo che il Comune con delibera di G.C. n. 359 – 09 apre il procedimento dichiarandone pure l’urgenza (ma guarda un pò).

        Rimando alla prossima per entrare nei contenuti degli allegati alla deliberazione.
        Per ora dico che il garante della comunicazione è stato nominato il Sig. Spartaco Betti, che diventa per questo uno dei nostri punti di riferimento per ogni chiarimento sulla vicenda, una persona da invitare a Braccagni per chiarire il progetto, anche se rappresenta il Comune e quindi sarebbe opportuno affiancarlo a qualche professionista della materia che sappia cosa e come chiedere quello che a noi comuni mortali può sfuggire. L’architetto indicato da Carlo Vellutini potrebbe essere uno di questi visto che abita a Braccagni ed è sensibile a queste problematiche.
        Patrizio Galeotti

    • Spadi Roberto ha detto:

      Carissimi, purtroppo non sono d’accordo con voi e questo mi dispiace veramente; il concetto che per fare un’insediamento produttivo o un’altra qualsiasi opera pubblica o privata, si debba prima chiedere il consenso ai cittadini residenti nella zona interessata e in quelle limitrofe, mi fa sorridere, amaramente, ma mi fa sorridere.
      Chi ci governa, a qualsiasi livello e categoria, è stato scelto da noi, sicchè ci rappresenta ed è lì per prendere decisioni in nostra vece, quindi che ci garbi o no i nostri politici DEVONO fare il loro mestiere.
      Che poi abbiano le competenze e l’onestà intellettuale per svolgere al meglio il compito, questo è un’ altro discorso; ma sempre noi l’abbiamo scelti.

      • Biadone ha detto:

        Ti ricordo che a Braccagni la popolazione non ha voluto il cavalcaferrovia in nome dell’impatto paesaggistico, volontà che è stata accolta da chi ci governa, per cui mi sembra una grande contraddizione accettare oggi un intervento ben più impattante e che non investe solo Braccagni ma un’area ben più vasta, compromettendo in modo irreversibile il panorama che si può ancora godere dal Baluardo di Montepescali.

      • Spadi Roberto ha detto:

        Sarebbe facile per me dire “infatti il cavalcaferrovia/sottopasso ancora non c’è e si passa la vita a quel passaggio a livello” ma non lo farò perchè anch’io ero contrario e ho partecipato alla battaglia; resta il fatto che preferisco il decisionismo all’indecisionismo cui siamo condannati.
        E poi mi sta sulle scatole il fatto che una volta siamo tutti ingegneri addetti al traffico, poi tutti ingegneri idraulici, poi tutti architetti paesaggisti, poi tutti eccetera eccetera. Senza dimenticare l’eterno discorso sul fatto che a Braccagni non si fa mai crescere un’azienda che una, però poi si dice ma proprio qui devono fà questo?
        Una volta sò andato a visità dei parenti in Veneto e di fronte al mio entusiasmo passando ad una fabbrica di pandori ( P A N D O R I ) un parente incazzatissimo mi apostrofò ” ma te non ti rendi conto di quanto dà fastidio la puzza di burro e vaniglia 24 ore al giorno per 8/10 mesi all’anno?”
        A quel punto…

        • mezzamestola ha detto:

          In queste cose il decisionismo non si chiama così, ma autonomia decisionale, o meglio discrezionalità della Pubblica amministrazione, e l’iter per essere regolare, prevede una fase di coinvolgimento della gente del posto, che deve prima essere chiaramente avvertita ed istruita sui fatti, coinvolta nel progetto e poi ascoltata nelle sue esigenze ed infine occorre tener conto delle eventuali diverse proposte e se non si vogliono prendere in considerazione, bisogna argomentare in merito.
          Questo a livello di legittimità della procedura amministrativa, poi ci sarebbe anche l’opportunità politica, il rispetto degli elettori.
          Il problema da quello che sta venendo fuori è di due tipi, mancanza di informazione adeguata della popolazione, sviluppo in senso contrario a quello per cui la zona è naturalmente preposta…

          quella zona è tra le più belle della Maremma, siamo sicuri che non ci siano altri sbocchi produttivi da finanziare e sostenere?

          Poi ci sono anche problemi paesagistici, archeologici, inquinamento, sicurezza, rumorosità, viabilità,

          Qualunque sia la scelta da fare, questa deve fare i conti con questi elementi.

        • Biadone ha detto:

          Braccagni:
          non ricordo bene la data ma circa 8/9 anni fa è stata approvata una variante all’area artigianale lungo via malenchini, che oggi arriva fino alla ferrovia e si sviluppa verso nord.
          Risultato:
          ad oggi un solo nuovo capannone è stato costruito e guarda caso da un’azienda già presente su Braccagni, la quale, però, ha lasciato vuoto il precedente capannone che è stato occupato da un supermercato, aperto da chi aveva già in Braccagni un attività commerciale, che a sua volta ha lasciato libero il precedente fondo che è stato occupato, finalmente, da una nuova attività commerciale che vende surgelati.
          Caro Roberto per fartela breve Braccagni offriva già possibilità di sviluppo artigianale ma in circa 10 anni di nuovo è arrivato solo un negozio di surgelati e nessuno ha detto “ma proprio qui devono fà questo?”

      • Carlo Vellutini ha detto:

        Roberto, io sono d’accordo con te sul fatto che chi decide lo debba fare. Nel senso che in Italia a suon di veti incrociati non facciamo mai nulla…a partire da tante infrastrutture fondamentali per lo sviluppo di un paese. Però come hai ben scritto tu c’è l’aspetto della competenza e dell’onestà individuale. Se tu sai che verrà realizzata un’opera che in un modo o nell’altro sarà impattante e che può creare disagi alla popolazione (e questa lo è) devi informare gli abitanti dell’area che ciò accade. Mi si potrà dire che i convegni sul piano strutturale sono stati fatti, che chiunque poteva partecipare presentando le sue osservazioni…ma è altrettanto vero che pochi sono coloro che hanno le conoscenze per poter realmente capire cosa un documento così importante alla fine contenga. Da qui, visto che come dici tu chi ci rappresenta sono gli “eletti” – questo non perché abbiano qualcosa in più di noi, ma perché li votiamo noi e dunque sono la trasposizione dei cittadini nei vari consigli- gli stessi dovrebbero tenere ben aggiornato il loro “elettorato” su quanto avviene, per poter consentire alla gente di dire la sua opinione e, magari, di far presente agli amministratori quali sono gli umori della popolazione che anche loro rappresentano. Umori che possono essere ben diversi dai loro e dai quali si può valutare o meno l’opportunità di certe decisioni. Il problema, quindi, non è il “fare” e il “decidere”…ma il silenzio che ne segue!!!

  30. nello ha detto:

    Come già ho ricordato il 31/10 alle 10.30 c7o mla sala della Camera di Commercio ci sarà l’incontro coclusivo del forum itinerante per il Regolamento urbanistico; stamane altro atto insieme al quotidiano mi è stato consegnato il documento relativo a Braccagni e Montepescali e ….. Mentre per Montepescali non ci sono a mia vista sorprese, mi sembra che le richieste formulate sono state riportate in forma esatta (chiedo conferma ai castellani), per Braccagni ci sono inesattezze o meglio cose che io non ho sentito (ma si potrebbe dire che avendo superato la sessantina sono entrato nel periodo di rincogllionimento e potrei aver inteso lucciole per lanterne). Non mi risulta che nessuno abbia richiesto una rotatoria fra via Baandi e via Malenchini (ma in questo caso potrebbe essere un errore di posizione visto che era stata richiesta per la via Aurelia ), non mi sembra che nessuno abbia richiesto una zona PEEP davanti al distributore (fra parentesi ci sono tre antenne telefoniche molto vicine e, anche se io non gli dò molta importanza, tutti dicono che sono peggio del diavolo). Ma quello che mi fa specie è che viene riportato che la maggioranza della popolazione è favorevole al polo logistico, polo logistico che fu nominato solo per avere conferma di dove si sarebbe sviluppato il paese se a nord o a sud, cioè nella parte opposta del polo stesso. Gli architetti non ci seppero dire dove fosse l’ubicazione mentre stranamente ora risulta a nord. Altra anomalia sempre riportata sulle mappe risulta il sottopasso o cavalcavia che viene ubicato fra la stazione e la Balocca, che sicuramente è un controsenso con l’ubicazione a nord del polo logistico: cosi il transito interesserà maggiormente il paese anche se facessero le strade di raccordo fra il podere Spiga e il vecchio distributore Greco transitando per la stazione dove prevedono una piazza, l’unica del paese (se venisse fatta veramente potremmo fare un pensierino al monumenti, vedi altra pagina del blog).
    Con la cosa che io non sono obbligatoriamente la bocca della verità, sarebbe opportuno che altre persone interessate a questo argomento fossero presenti il 31 (alcuni hanno già partecipato agli incontri locali).

    • patrizio ha detto:

      Che sgomento, delusione, sconforto e impotenza; ma al contempo che voglia di reagire, di dimostrare che la gente c’è, che ragiona con la propria testa…
      Ma come fare stando a 7-800 kilometri di distanza, frequentando il paese solo di tanto in tanto… vorrei che si formasse un comitato di ‘salute pubblica’… non trovo altro nome , che sostituisca le istituzioni e le ‘formazioni sociali’ (leggi partiti politici) assenti in questa vicenda, oppure presenti ma ben attenti a non coinvolgere la gente, ad informarla.
      Ma come faccio a proporre queste cose, è come se dicessi ‘armatevi e partite’… ‘organizziamoci e lavorate’… se qualcuno volesse raccogliere questo mio disperato appello ad organizzare una associazione che si occupi di fare luce su questa vicenda, io farò tutto quanto in mio potere e possibilità per aiutarlo, pur da quaggiù.
      Patrizio Galeotti

  31. Granocchiaio ha detto:

    Carissimi, purtroppo anch’io non sono d’accordo con voi, con voi tutti. Salvo che con Sciabolik e Rolex, con loro io sono d’accordo.
    Provo a spiegarmi

    Dice lo Sciabolik:
    “il concetto che per fare un’insediamento produttivo o un’altra qualsiasi opera pubblica o privata, si debba prima chiedere il consenso ai cittadini residenti nella zona interessata e in quelle limitrofe, mi fa sorridere, amaramente, ma mi fa sorridere”

    e fin qui ci siamo

    “Chi ci governa, a qualsiasi livello e categoria, è stato scelto da noi, sicchè ci rappresenta ed è lì per prendere decisioni in nostra vece, quindi che ci garbi o no i nostri politici DEVONO fare il loro mestiere
    Che poi abbiano le competenze e l’onestà intellettuale per svolgere al meglio il compito, questo è un’ altro discorso; ma sempre noi l’abbiamo scelti.”

    E qui la conferma
    Tutto questo è la conferma della teoria e del metodo e la filosofia di chi ci amministra, perché loro lo sanno, noi no, ma loro lo sanno. Ovviamente sanno quello che è bene per noi.
    E fin qui sono d’accordo con Sciabolik.
    .

    A Viviana che chiedeva:
    ……………….. E tutto questo, a quel che ho capito, calato dall’alto, senza che chi nel paese vive abbia potuto dire la sua o possa, a questo punto, opporsi in qualche modo.
    Ma per chi ci hanno preso ?

    Rolex rispondeva:per quelli che siamo, e loro lo sanno bene
    .
    E qui si chiude il cerchio: perché mai si dovrebbe chiedere il consenso ai cittadini residenti prima di fare un insediamento produttivo o un’altra qualsiasi opera pubblica o privata? Chiaro il perché: PERCHE’ LORO LO SANNO quello che è giusto o sbagliato per noi, ma anche e soprattutto PERCHE’ LORO CI PRENDONO PER QUELLO CHE SIAMO: un gregge che deve seguire tragitti e scelte che fa per lui il buon pastore, democraticamente eletto!

    Che ci sia qualche piccolo inconveniente? Magari una piazza mai fatta?
    A qualcuno che chiedeva perché non fosse prevista (negli anni 70) fu data una risposta qualsiasi, non la sto a ripetere per la centesima volta, ma ripeto volentieri quello che mi disse il mio saggio vicino di sedia: ma come, proprio te che hai studiato, vai a fare queste domande? Lo dovresti sapere, se loro te lo dicano è segno che è meglio così!
    Appunto, loro lo sanno!
    Strade troppo strette nel paese quando tutto era possibile programmare e fare? Parlo del 1970, non del 1870. Che gli andavi a dire sono troppo strette? Loro lo sapevano quale dovevano essere le dimensioni giuste. Chiaro, perché loro lo sanno.

    Non aver previsto una specie di circonvallazione del paese per togliere un micidiale corridoio di attraversamento? Non aver previsto parcheggi in paese perché tanto la gente la macchina non ce la mette in garage che serve a tutto fuorché a rimetterci la macchina?

    Vero è che se non si interessa di queste cose la popolazione di un piccolo centro di che cosa si dovrebbe occupare? Ma si ritorna li, inutile preoccuparsi, loro sono i nostri eletti, e LORO LO SANNO cosa è bene o cosa è male per noi.

    E poi perché affaticare il cervello del popolo, meglio lasciarlo riposare e magari dormire nel limbo. Così quando si sveglia ancora assonnato ogni quattro anni chiamato a scegliere gli eletti, possa ancora pensare: ma cosa volete? Cosa mi chiedete? Tanto voi lo sapete cosa è meglio per noi.

    E poi su di un altro punto sono in linea con lo Sciabolik.
    La dove dice:
    “E poi mi sta sulle scatole il fatto che una volta siamo tutti ingegneri addetti al traffico, poi tutti ingegneri idraulici, poi tutti architetti paesaggisti, poi tutti eccetera eccetera.”
    Hai presente cosa deve fare una mamma in casa?
    Normalmente deve essere cuoca, lavapiatti, lavandaia, stiratrice, addetta alle pulizie, contabile, educatrice, infermiera, insegnante, moglie……………..e chissà quante altre se ne possono aggiungere!
    Anche a me mi sta un po’ sulle scatole questo fatto: vogliono la parità dei diritti e poi fanno tutto loro! E quello che è di peggio si lamentano pure!

  32. nello ha detto:

    Mi ero perso l’intervento di Roberto Spadi relativo all’ingegnere idraulico etc……..
    Mi sbaglio o anche tu ti sei perfettamente impersonificato nella parte in occasione di una delle riunioni sulla viabilità presentandoti con mappe tracciati e relativa relazione per fare la variante”sud” con cavalcavia fra la stazione e la Balocca (guarda caso quella riportata dal forum sull’urbanistica).
    Sempre sul cavalcavia e amministratori: mi sembra che qualcuno ha presentato ricorso al TAR contro il cavalcavia (OK giunta Antichi), l’ha vinto ed ora pare orientato (vedi sempre forum) a montare in sella al famigerato cavalcavia.
    Roberto, sei proprio sicuro che gli amministratori, perchè eletti hanno sempre ragione, non voglio infierire più di tanto perchè il problema(i) mi interessano il giusto, ma la tua è forse una difesa d’ufficio

    • patrizio ha detto:

      Eh, Roberto Spadi sa il fatto suo, non sarà che per caso vuole domani mettere le antenne dei telefonini nei terreni degli usi civici? Risolverebbe un sacco di problemi economici… e poi vuoi mettere che poste per i cignalai… se sa contrattare gli ci fa mettere la tolda come quella dei velieri e giù schioppettate… scherzi a parte, ma i cacciatori non dicono niente sul progetto dei capannoni a braccagni?… tutto regolare?

      A proposito …

      ma lo sapevate che nella riunione di cui ha parlato Nello che si terrà a breve su braccagni, si parlerà anche della funivia che unirà braccagni a montepescali? Infatti invece di riqualificare la vecchia strada che a piedi è una passeggiata salutare tra olivi e antiche costruzioni del 1200, macchia di bosso, scopo, ciclamini e rovi di more, si pensa a spendere per una funivia che unirà braccagni a montepescali partendo… udite udite, niente popo di meno che… dal podere spiga e finirà sotto le mura verso i lavatoi… così chi la prende avrà la possibilità di rifarsi gli occhi contando i tetti dei capannoni che la PILT costruirà sotto il tracciato…
      e poi uno se la prende per il ponte di Messina… alla faccia del bicarbonato di sodio… o in questo caso sarebbe meglio dire… alla faccia del litro di olio di ricino…

      • viviana ha detto:

        la funivia da Braccagni a Montepescali ??
        Mi viene in mente la mi’ mamma, povera donna , che da sei anni a undici è andata a scuola a Montepescali perchè al piano non c’erano le elementari .
        Andava con tutti gli altri bambini, su per l’oliveto, passava per le scorciatoie e arrivava a destinazione .
        Quattro ora di scuola e poi via giù per la discesa , cartella a tracolla , grembiulino e fiocco al vento .
        Così ogni mattina da ottobre a giugno
        Lei , una delle poche femmine , rientrava in casa in orario , ma i maschi spesso si attardavano a cercar nidi , a rincorrersi e fare a botte .
        Nessuno in famiglia si allarmava per i ritardi che si mettevano in conto e al limite si facevano pagare con qualche nocchino in testa .
        Pensa ci fosse stata la funivia : ce lo vedo il mi’ nonno Marsilio che guarda su e dice ” Maria , butta la pasta , i bimbi son partiti ora ora dal baluardo ! “

        • nello ha detto:

          La funicolare, sarebbe bene che intervenisse chi la propose (a mio parere in maniera provocatoria), poteva veramente servire nei tempi che ricordi, ma non solo per gli scolari di Braccagni o meglio di Montepescali Scalo, ma anche per quelli del paese che al piano venivano per poter vivere.
          Purtroppo quando vengono fatti forum di questo tipo, si fanno anche richieste, diciamo, bizzarre, poi ci sono gli studiosi (in questo caso architetti) che per il loro essere si ingegnano a portare avanti il progetto, che penso sia fine a se stesso: quanto verrebbe modificato il paesaggio per costruire ora una ipotetica funicolare.
          Un invito: le nostre mamme vedevano male quella che per tutti è “la strada vecchia” (addirittura una mia zia per una caduta su quella via rimase menomata gravemente per tutta la vita), ma falla ora in massimo mezz’ora siamo al baluardo passando in mezzo all’oliveto e per quella, secondo me, eccezionale fonte, ora ripulita che è l’anteprima di quello che per me è uno dei paesi più belli della Maremma. Ahi turismo non ben evidenziato dal forum.

          • Biadone ha detto:

            La funicolare che ha destato tanto interesse da parte di tutti fu proposta in maniera provocatoria e soprattutto verbale (ma veniva tutto registrato) da tale Fabio Bargelli, che per rispondere alle problematiche (reali) di collegamento fra gli abitanti di Montepescali e servizi essenziali che si trovano a Braccagni (ufficio postale, farmacia, banca, ecc.) portò l’esempio di Certaldo dove una funicolare unisce il castello con il paese che si è sviluppo in basso, rappresentando la stessa situazione di Montepescali e Braccagni, con l’unica diffenza che lì si chiama tutto Certaldo.
            La cosa mi fà sorridere, perchè mette in evidenza come siano state prese in considerazione cose buttate là in maniera del tutto provocaria e senza senso mentre le cose veramente importanti, alle quali puntiamo per un miglioramento della qualità della vita della frazione, siano state scarsamente considerate, infatti risulta che siamo tutti d’accordo per il Polo Logistico.
            Rimane il rammarico per Fabio Bargelli sul fatto che, quando dice cose serie non viene ascoltatato, mentre quando dice “Ca……te” ……. che strano destino!!!
            Perdonatelo

    • Spadi Roberto ha detto:

      Carissimo Nello, non sei attento, in quella occasione, come in altre, MI TOCCAVA fare lo splendido con carte, grafici ed altro perchè, appunto, ELETTO ad una carica istituzionale (sai comè, noi Consiglieri di Circoscrizione…) quindi toccava senz’altro a me, era il mio ruolo e quello DOVEVO fare.

      • nello ha detto:

        Non intendevo mettere in dubbio la tua buona fede di amministratore di circoscrizione (che meno male dalle prossime elezioni non ci sarà più, perche cosiì come funzionea oggi, e non per colpa degli eletti, non serve a nulla) prima e tanto meno di Presidente dell’unico Ente Pubblico locale poi, l’ho solo detto perchè, utilizzando un gergo sportivo siamo in Italia 57 milioni di C.T.), per cui si può essere ingegneri, medici, matematici, ambientalisti ed altro ancora : in parole povere tuttologi. Per questo vanno accettati tutti i suggerimenti anche quelli provocatori, come quello di Patrizio sulle antenne, i metterli in atto è poi un’altra cosa, ma ribadisco che vanno ascoltati, valutati e anche accettati, in barba da essere stati eletti (vedi quello che ha detto Carlo).

  33. Spadi Roberto ha detto:

    Oh Biadone, ma quante ne combini!!!

  34. patrizio ha detto:

    Tornando a parlare del Polo Logistico o industriale, come promesso, vi segnalo un estratto della relazione allegata alla delibera del comune che ha aperto la variante a seguito dell’Istanza della società Pilt Spa.

    Variante al P.R.G. per la previsione di un Polo Logistico Intermodale
    nell’area a Nord del centro abitato di Braccagni
    AVVIO DI PROCEDIMENTO
    (ai sensi dell’Art. 15 LRT 01/05)
    Estratto della RELAZIONE

    Il Comune di Grosseto, ha ritenuto la proposta PILT suscettibile di accoglimento approvando una Deliberazione di Giunta Comunale n. 397 del 17/06/2008 “Atto di indirizzo per la promozione della realizzazione di un’area industriale a specializzazione logistica in loc. Braccagni e per l’avvio
    della valutazione della proposta di Piano complesso di intervento presentato dalla Soc. PILT”.
    L’obiettivo è di realizzare una piattaforma logistica intermodale; un sistema di opere, infrastrutture e impianti per la ricezione, custodia, manipolazione e smistamene delle merci che transitano da e per la provincia di Grosseto.

    II Piano Regolatore Generale, approvato con DCRT n. 72/1996, aveva già previsto interventi di natura edilizia e infrastrutturale per la frazione di Braccagni, in particolare gli arti 82 e 83 delle NTA, con l’obiettivo di creare le premesse per un forte sviluppo economico di Grosseto, basato sullo sviluppo dell’industria agro-alimentare e sulla creazione di un polo intermodale, la scelta di Braccagni nasce dalla preesistenza di un nucleo di attività produttive artigiane nella frazione e dalle condizioni infrastrutturali favorevoli (nuova Aurelia con i suoi svincoli, ferrovia Siena-Grosseto, ecc.)
    Tali previsioni vengono riconfermate completamente dalla presente variante, tenuto conto della oggettiva impossibilità di prevedere alternative localizzative agli interventi programmati.

    P.R.M.L. Piano Regionale della Mobilità e della Logistica (2003), individua le caratteristiche della domanda merci e la mancanza di piattaforme logistiche adeguate viene riconosciuta come ostacolo alla intermodalità ferro-gomma. Per gli scali merci e i centri di smistamento merci sulla rete ferroviaria, in coerenza con i contenuti del P.T.C., individua lo scalo merci di Braccagni quale intervento nel Comune di Grosseto.
    – P.T.C. Piano Territoriale della provincia di Grosseto individua tra i “grandi ambiti artigianali e industriali” l’area grossetana, comprendente le aree industriale di Braccagni, le aree industriali di Sticciano e le aree artigianali della cintura di Grosseto

    A nord del centro abitato di Braccagni, si prevede il completamento dell’insediamento produttivo artigianale posto tra il vecchio tracciato dell’Aurelia e il tracciato ferroviario per Siena, ammettendo edifici produttivi di tipologia “intermedia”.

    L’attuazione di questo intervento è subordinato ad una progettazione unitaria e, oltre alla realizzazione degli standard di Legge, alla realizzazione e cessione gratuita all’Amministrazione Comunale di uno o più invasi artificiali per una superficie complessiva di almeno mq. 75.000 per una capacità non inferiore a me. 150.000 di acqua, fatte salve le ulteriori verifiche per l’equa applicazione della perequazione urbanistica, correlata al soddisfacimento del fabbisogno idrico derivante dai nuovi insediamenti produttivi.

    In adiacenza agli impianti sportivi esistenti, a Sud di Braccagni, è previsto un albergo per n. 100 posti letto la cui realizzazione, ai fini della perequazione urbanistica, è condizionata alla cessione gratuita all’Amministrazione Comunale di un’area di almeno ha 1.00.00 per ampliare gli impianti sportivi della frazione e realizzarvi strutture e servizi pubblici per la frazione per mq. 1.500 di s.l.p. Il Regolamento Urbanistico definirà le specifiche funzioni, oltre ad ammettere il potenziamento delle attrezzature pubbliche già esistenti nel centro. Nel perimetro dell’UTOE potrà, inoltre essere individuata un’area multifunzionale da utilizzare come area sosta camper e/o parcheggio pubblico, (oss 82,149)

    – Lo sviluppo dei nuovi insediamenti dovrà essere adeguatamente dimensionato alle infrastrutture con particolare attenzione alla viabilità, agli attraversamenti ferroviari e stradali, ai posti auto e standard.

    Particolare attenzione dovrà essere posta al sistema di approvvigionamento idrico (rete duale per uso irriguo), al sistema dei rifiuti, alla possibilità di impiego di energia alternativa, nonché alla massima permeabilità del suolo.

    Su questo aspetto domani manderò un altro post con le determinazioni dei Geologi che se ne sono occupati.

    Per ora osservo che di tutto si parla men meno che di come verrà realizzata l’area proposta dalla società PILT, a che cosa servirà veramente e come si farà a rimettere tutto come prima se la Pilt dovesse poi ripensare al progetto o decidesse di non gestire più il polo, oppure lo svendesse ad altri o ancora chiudesse tutto… Non ci sono garanzie da questo punto di vista, per evitare cattedrali nel deserto o l’utilizzo della zona per attività diverse da quelle indicate. In più manca un piano di risanamento ambientale nel caso in cui l’area, divenuta inutilizzata, venisse poi abbandonata… se la società non da garanzie concrete, e reali, basta che chiuda i battebnti , fallisca, o altre cose del genere, per far ricadere tutto l’onere del ripristino dello stato dei luoghi , sul comune… un’area così grande concessa ad una sola società, pone grossi problemi da questo punto di vista, problemi che sarebbero molto inferiori se i rischi fossero divisi in qualche decina di società diverse..

    Ma come faceva notare Biadone, a Braccagni i lotti per aprire attività e portare lavoro ci sono da decenni…. ma nessuno li ha chiesti.. nessuno li utilizza… pensiamo adesso se si costruiscono 170.000 metri quadri di capannoni e poi la società fallisce, o decide che l’attività non è più redditizia… che ce ne faremo poi di una specie di cattedrale nel deserto? o meglio nel bel mezzo della nostra Maremma?..
    Patrizio Galeotti

  35. sentinella ha detto:

    COMUNE DI GROSSETO
    SABATO 31 OTTOBRE 2009
    FESTA DELLA PARTECIPAZIONE

    Si chiude il percorso di ascolto che ha coinvolto la cittadinanza nell’elaborazione del nuovo regolamento urbanistico. Una giornata di festa e incontri nelle vie e nelle piazze del centro storico cittadino. Intanto l’esperienza della partecipazione dal 28 ottobre è in mostra a Dire e Fare.

    Una giornata di festa aperta a tutti i cittadini, per ricordare il percorso di elaborazione del nuovo regolamento urbanistico e fare una sintesi di tutte le proposte pervenute. Sabato 31 ottobre il Comune ha infatti organizzato la “Festa della Partecipazione”, che si sviluppa per tutta la giornata presso la sala contrattazioni della Camera di Commercio in via Cairoli, alla Chiesa dei Bigi in piazza Baccarini e in via Vinzaglio. Un programma, quello di sabato 31, che vedrà la discussione e il confronto sulle proposte dei cittadini e sul futuro della città, attraverso i rappresentati delle categorie, le associazioni e il Forum giovani di Grosseto. Alle attività della giornata si affiancano mostre, giochi con bambini, mercatino, banchini informativi e concerto finale.
    “Ascoltare il cittadino e renderlo partecipe delle scelte programmatiche a favore del territorio – ha detto il Sindaco Emilio Bonifazi – è stato un impegno a cui l’amministrazione ha sempre cercato di rimanere fedele e che ha trovato nei lavori per la redazione del primo Regolamento urbanistico il suo momento di massima realizzazione. Quello che abbiamo intrapreso è un percorso che vogliamo chiudere simbolicamente con una grande Festa della Partecipazione: una Festa di tutti, dai bambini agli adulti, e un’occasione anzitutto per ringraziare i cittadini del contributo dato alla elaborazione di questo strategico strumento di pianificazione del territorio”.
    La Festa della Partecipazione costituisce una vetrina di tutto quel patrimonio di idee, progetti e soluzioni che sono emerse in oltre un anno di lavoro e che riguarda un modo particolare l’organizzazione degli spazi pubblici e la riqualificazione dei paesi e dei quartieri residenziali. Un momento di sintesi del processo compiuto, articolato nelle piazze di Grosseto, che avrà appunto il compito di arricchire, e infine approvare, alcuni fondamentali aspetti del Regolamento.
    “Il lavoro svolto in questo lungo periodo, gestito da un gruppo del Dipartimento di Urbanistica e pianificazione del territorio gestito dall’Università di Firenze – ha detto l’assessore alla partecipazione Simone Ferretti – ha rappresentato un’occasione preziosa per tutta la città, un esperimento di gestione partecipata che ha segnato uno spartiacque nella gestione del territorio. L’avvio di una modalità di ascolto della città che va ben oltre l’informazione sugli atti amministrativi e sulle decisioni prese, rappresenta un nuovo modello di relazione tra pubblica amministrazione e cittadini”.
    “Il processo di partecipazione che ha accompagnato la redazione del Regolamento urbanistico del Comune di Grosseto – ha detto l’assessore al governo del territorio Moreno Canuti – ha rappresentato una esperienza importante per l’intera comunità grossetana: un percorso che per la prima volta ha visto amministrazione e cittadini progettare insieme il futuro della città, dando la possibilità a tutti, non solo agli addetti ai lavori di prendere parte alle scelte urbanistiche che hanno dei riflessi concreti sulla vita di tutti coloro che abitano e vivono la città”.
    Intanto il Comune di Grosseto e l’esperienza della partecipazione saranno presentati nell’ambito di “Dire e Fare” la rassegna dedicata all’innovazione nella Pubblica Amministrazione in programma a Firenze dal 28 al 31 ottobre.
    E’ stato infine creato un portale sul regolamento urbanistico costantemente aggiornato, all’interno del quale sono pubblicate tutte le informazioni legate alla festa della partecipazione di sabato 31 ottobre oltre che tutti i materiali prodotti in questo anno di lavoro. Il portale è raggiungibile all’indirizzo http://www.comune.grosseto.it nella sezione “Partecipazione al Regolamento Urbanistico”.

    • patrizio ha detto:

      Ma secondo voi che differenza c’è tra le parole segnalate dalla sentinella e questo testo di edoardo bennato?…

      Presto vieni qui, ma su non fare così
      ma non li vedi quanti altri bambini
      che sono tutti come te
      che stanno in fila per tre
      che sono bravi e che non piangono
      mai!…

      E’ il primo giorno però domani ti abituerai
      e ti sembrerà una cosa normale
      fare la fila per tre, risponder sempre di si
      e comportarti da persona civile!…

      Vi insegnerò la morale a recitar le preghiere
      e ad amar la patria e la bandiera
      noi siamo un popolo di eroi e di grandi inventori
      e discendiamo dagli antichi romani…
      E questa stufa che c’è basta appena per me
      perciò smettetela di protestare
      e non fate rumore, e quando arriva il direttore
      tutti in piedi e battete le mani…

      Sei già abbastanza grande
      sei già abbastanza forte
      ora farò di te un vero uomo
      ti insegnerò a sparare, ti insegnerò l’onore
      ti insegnerò ad ammazzare i cattivi…
      e sempre in fila per tre, marciate tutti con me
      e ricordatevi i libri di storia
      noi siamo i buoni, perciò abbiamo sempre ragione
      e andiamo dritti verso la gloria…

      Ora sei un uomo e devi cooperare
      mettiti in fila senza protestare
      e sei fai il bravo ti faremo avere
      un posto fisso e la promozione…
      E poi ricordati che devi conservare
      l’integrità del nucleo familiare
      firma il contratto, non farti pregare
      se vuoi far parte delle persone serie…

      Ora che sei padrone delle tue azioni
      ora che sai prendere le decisione
      ora che sei in grado di fare le tue scelte
      ed hai davanti a te tutte le strade aperte…
      Prendi la strada giusta e non sgarrare
      se no poi te ne facciamo pentire
      mettiti in fila e non ti allarmare
      perchè ognuno avrà la sua giusta razione…

      A qualche cosa devi pur rinunciare
      in cambio di tutta la libertà che ti abbiamo fatto avere
      perciò adesso non recriminare
      mettiti in fila e torna a lavorare…
      e se proprio non trovi niente da fare
      non fare la vittima se ti devi sacrificare
      perchè in nome del progresso della nazione
      in fondo, in fondo puoi sempre emigrare…

    • patrizio ha detto:

      da questo link scaricate la scheda informativa per prepararvi all’incontro che si terrà alla Camera di Commercio di Grosseto il 31 ottobre alle 10,30, temo però che non si potrà parlar di niente perchè mi sa tanto che sarà solo un incontro di autoreferzialità… visto quello che si pubblicizza..

  36. patrizio ha detto:

    Continuo a segnalare estratti della relazione allegata ai documenti Comunali:

    ASPETTI GEOLOGICI
    L’indagine geologico – tecnica a supporto della variante al P.R.G. del Comune di Grosseto per la realizzazione di un Polo Logistico Intermodale in prossimità dell’abitato di Braccagni, ha reso possibile la caratterizzazione dell’area di variante in termini di CONDIZIONI DI PERICOLOSITÀ GEOMORFOLOGICA E DI PERICOLOSITÀ IDRAULICA.

    Per quanto riguarda la pericolosità geomorfologica l’intera area di variante è stata assegnata ad una pericolosità geomorfologica elevata (G.3).
    Si tratta di una scelta improntata alla massima cautela dal momento che, allo stato attuale, niente lascia supporre che nell’area di variante si possa verificare tale fenomeno.
    (OVVIAMENTE LO DICONO COLORO CHE NON CI VIVONO…. MA COME FIDARSI DI SIMILI CONSIDERAZIONI?)
    Tuttavia, anche in considerazione della situazione stratigrafica presente, si ritiene doveroso procedere ad un’indagine di dettaglio che possa escludere, almeno nei limiti delle attuali possibilità geognostiche e strumentali, l’eventualità che detto fenomeno si possa verificare.
    (ECCO IL PERICOLO POTENZIALE MASCHERATO DALLE PAROLE… ‘NEI LIMITI DELLE ATTUALI POSSIBILITÀ GEOGNOSTICHE E STRUMENTALI..’)

    A seguito dell’evento alluvionale del 2004, l’area di variante è stata perimetrata come area allagata, per cui si è reso necessario predisporre un apposito studio idraulico che ha definito le aree interessate da allagamenti per eventi con Tra 1 e 20 anni, per eventi con Tra 1 e 30 anni e per eventi compresi tra 30 e 200 anni :
    • la verifica per eventi con tempi di ritorno di 20 anni ha appurato una modesta esondazione a monte della ex S.S. Aurelia n°1 che, tuttavia, non interessa l’area di variante.
    • la verifica per eventi con tempi di ritorno di 30 anni, invece, ha messo in evidenza una |modesta esondazione in due aree di ridotta estensione localizzate a ridosso della ferrovia. L’intera area impegnata da tale evento è stata inserita in classe di PERÌCOLOSITÀ IDRAULICA MOLTO ELEVATA (1.4) la verifica per eventi con tempi di ritorno di 200 anni ha messo in evidenza una esondazione che si sviluppa su di un’area piuttosto estesa e raggiunge una quota assoluta pari a 16,75 m slm. L’intera area impegnata da tale evento è stata inserita in classe di PERICOLOSITÀ IDRAULICA ELEVATA (1.3) Sulla base della pericolosità geomorfologica è stata individuata un’area a Fattibilità condizionata (F3) ed, in ottemperanza a quanto previsto dalle Direttive per le indagini Zoologico – tecniche di cui al D.P.G.R. n°26/R del 27/04/2007 (punti 3.1 e 3.2.1), è stato predisposto un approfondimento di indagine geognostica, da effettuare in sede di predisposizione del Piano Attuativo, finalizzata ad esaminare in dettaglio gli aspetti geologici e geotecnici dell’intera area di variante (PROBLEMA SOTTOVALUTATO DA CHI NON C’ERA E DA CHI NON CI VIVE OVVIAMENTE, IL PROBLEMA E’ SE UNA VOLTA POSTI NELL’AREA PRODOTTI COME QUELLI CHE POTENZIALMENTE LA SOCIETA’ PILT POTREBBE TRATTARE, SOSTANZE CHIMICHE, RIFIUTI, CARBURANTI E COSE DI QUESTO TIPO, OPPURE SE UNA VOLTA COSTRUITO IL CENTRO LA pilt VENDE AD ALTRE SOCIETA’ CHE STOCCANO NELLA ZONA PRODOTTI PERICOLOSI, E POI SI VERIFICA UNA NUOVA ESONDAZIONE ANCHE PICCOLA, CHE COSA SUCCEDE? DOVE FINISCONO LE SOSTANZE? A BRACCAGNI E NELLE CAMPAGNE CIRCOSTANTI.. CON QUELI COSTI PER LA BONIFICA ?).

    Per quanto riguarda, invece, la Fattibilità condizionata, lo stesso studio idraulico sopra richiamato ha predisposto un intervento di messa in sicurezza, ovvero di autosicurezza, basato sulla compensazione tra il volume di riporto necessario al rialzamento della quota di imposta di una parte degli interventi ed il volume di scavo di un’area compresa tra la S.S. Variante Aurelia, l’argine del Torrente Fossa e la ex S.S. senese Aretina e la ferrovia Grosseto-Siena per la realizzazione di una vasca di accumulo temporaneo delle acque (NELLA ZONA DELLA FRANCINA, UNA DELLE PIU’ BELLE E CARATTERISTICHE DELLA MAREMMA IN ZONA, ANDARE A VEDERE PER CAPIRE, CHE DIVENTEREBBE UN ACQUITRINIO CON PROBLEMI DI ZANZARE ED ALTRO).
    Per le ragioni sopra esposte, viene espresso parere favorevole (OVVIAMENTE, RILEVATO CHE IL PERICOLO C’E’ ALLA FINE IL PARERE E’ COMUNQUE FAVOREVOLE) alla realizzazione della variante proposta subordinando la stessa all’approvazione dell’intervento di messa in sicurezza idraulica da parte dell’Autorità competente ed alla esecuzione degli approfondimenti geognostici sopra indicati in sede di predisposizione del Piano Attuativo (QUANDO CIOE’ SARA’ ORMAI TROPPO TARDI PERCHE’ TUTTO SARA’ GIA’ DEFINITO).

    Chiudo con alcune mie considerazioni personali, opinabilissime. Questi dati geologici sono allegati alla delibera del Comune, ma non sono stati fatti da tecnici al di sopra delle parti, ma da tecnici di parte della societa’ PILT… quindi pur essendo legati dagli obblighi professionali di dire verità e non mistificare la realtà sono sempre pareri di parte interessata ad ottenere il permesso di costruire il polo.

    In ogni caso, questi pareri sono molto prudenti e cauti sulla fattibilità della variante, tanto che loro stessi evidenziano l’elevato rischio della zona e suggeriscono delle contromisure, che però al contrario di quello che crede Roberto Spadi non servono minimamente a risolvere i problemi di allagamento della zona Madonnino e poderi circostanti… che rimane completamente esclusa da questa variante. Infatti li il problema viene ancora da più a monte.

    Il bacino che dovrebbe essere realizzato alla Francina, che abbasserebbe di due metri il livello del terreno, oltre a modificare in modo sostanziale e definitivo un territorio caratteristico e utilizzabile in ben altro modo, oltre a creare una zona umida perennemente soggetta a zanzare e altri fenomeni propri di zone del genere, che nel corso dei secoli in Maremma si sono sempre combattuti, non rappresenta una misura per mettere in sicurezza le aree alluvionate negli ultimi anni nella zona Madonnino e del paese di Braccagni, ma solo una misura di sicurezza per l’area del PILT… che peraltro per uscire dal pericolo di essere alluvionata, dovrebbe essere rialzata di un metro… probabilmente proprio con quei terreni di risulta dall’abbassamento della zona della Francina.

    Come si vede si dice che la zona dove la PILT vuole costruire i 170.000 mq di capannoni (scordandosi di dire quanti metri quadri di cemento e catrame verranno affiancati per i piazzali scoperti), è zona pericolosa , per risolvere il problema basterebbe alzarla di un metro;

    bene, il problema diventa a questo punto dove trovare il terreno per rialzare tutti quegli ettari… ma la soluzione è subito trovata, non in funzione della soluzione dei problemi generali dell’intera area… ma solo della zona del polo , quindi nessun problema il terreno si trova abbassando un’altra zona di due metri che così per magia diventa anche vasca di contenimento di eventuali fenomeni esondativi.
    Ovviamente le modifiche definitive di un paesaggio maremmano caratteristico e che tutti ci invidiano, violando le più elementari leggi del buon senso, che in altre situazioni sarebbero vietate dalle leggi statali e regionali sulla immodificabilità dell’ambiente, in specie di quello protetto, qui non vengono considerate come ‘oltraggio al paesaggio e a chi ci vive’.
    Tutto viene piegato alla ragion di stato degli interessi privati ad un investimento che a mio avviso non da nessuna garanzia per il futuro, ne in ordine di posti di lavoro, ne su quello della sicurezza… lasciando poi aperto il problema di quello che se ne farà domani di una zona così… deturpata sul piano paesaggistico e ambientale.

    Ad esempio non si dice che così facendo, la zona intermodale a nord di Braccagni e a questo attaccata, diventa un argine al torrente Rigone che è uno dei motivi di pericolo per le esondazioni verso Braccagni che vengono dal poggio di Montepescali.
    Insomma quelle che sembrano soluzioni a problemi di alluvione del paese e delle campagne , che vengono presentate come contraltare con ricadute positive e di sicurezza sui territori circostanti alla possibilità di edificare il Polo, sono in realtà rimedi strumentali e utili solo per alzare il livello del polo logistico… per metterlo al di sopra delle alluvioni, senza considerare e risolvere i problemi che oggi abbiamo sia nel paese che nelle campagne.
    Questa è naturalmente la mia lettura delle carte depositate in comune, quindi opinabile, ma frutto di una riflessione personale che vi sottopongo come lettura critica.
    Patrizio Galeotti

  37. sentinella ha detto:

    Necessari migliori collegamenti col capoluogo
    Braccagni e Montepescali procedono a braccetto

    Il Comune ha scelto di affrontare le realtà di Braccagli e Montepescali. La prima frazione è prevalentemente commerciale e nelle assemblee si è discusso molto sulla possibilità di rafforzare l’area artigianale-industriale, in un’ottica di riqualificazione complessiva della zona, puntando sull’innovazione. In ogni caso è stato sottolineato che occorre un’incisiva riorganizzazione urbanistica e il nuovo insediamento Peep dovrebbe portare alla realizzazione di servizi ed eserczi commerciali. A ciò si aggiungono le richieste per la viabilità interna, la creazione di un luogo centrale e riconoscibile che costituisca il centro del paese e l’adeguamento delle strutture alle esigenze di una popolazione in crescita. Chi vive a Montepescali ha affermato con convinzione l’opinione che anche gli abitanti di piccole realtà abbiano diritto ai servizi elemtari della vita associata. Qui gli interventi riguardano restauro e risanamento del borgo, parcheggi, viabilità, manutenzione generale che incoraggi il turismo e le attività economiche e la valorizzazione degli usi civici e della produzione di energie alternative.
    Tratto dal Corriere di Maremma del 28.10.2009

    • nello ha detto:

      Mi sembra che ci sia un pò di confusione nell’articolo riportato dal Corriere mischiando Braccagni e Montepescali, ma non è il solo: anche i tecnici del Forum hanno fatto lo stesso errore, pensando che i problemi fossero gli stessi. Non bisogna aver studiato l’algebra (come il vecchio detto) per capire che Braccagni è un insediamento nato alla “rinfusa” prticamente dopo il 1975 senza una logica, mentre il Castello (da sottolineare) è un borgo mediovale con tutti i problemi che le varie sovrintendenze portano. Ribadisco inoltre che nessuno ha parlato di PEEP e Polo Logistico durante le due riunioni fatte a Braccagni. Mentre per Montepescali l’energia da fonti rinnovabili, che in effetti fu tema di discussione, non so quanto sia attuabile: un cittadino fece notare che gli avevano negato la possibilità di installare panneli solari, se fosse vero, ma credo che lo sia, non vedo quale altre fonti possono essere utilizzate, forse lo sfruttamento dell’acqua calda che c’è nel sottosuolo, ma nessuno ne parlò nelle due sedi.
      Patrizio, mi hai apewrto un secondo fronte per il no al polo logistico; onestamente non avevo pensato agli asparagi di Ton di Carlo, dove vado a cercarli dopo lo sfascio (leggi diserbanti ed altro) del sottooliveto di S.Rocchino-Campo la Fiera.

  38. Granocchiaio ha detto:

    queste le foto della Festa della Partecipazione
    ora si attendono i resoconti di questa festa
    e si sa anche da chi attenderli…………………..basta guardare le foto!

    Una preghiera: fateci un resoconto essenziale, non un comizio o una lunga dissertazione, limitatevi all’essenziale, a quello che avete capito. So che non è una cosa facile, ma mi permetto di dare un piccolo consiglio: provate a scrivere come parlereste ad figlio assai giovane od a un nonno assai vecchio. Cioè con parole semplici e concetti comprensibili con poche parole, “in estrema sintesi”.
    Tanto se uno vole capi capisce se si è chiari e concisi.

    • mezzamestola ha detto:

      Io sono quello biondo con i capelli rasati, i baffi e la gonnella a pallini.
      Dunque, la frase che più mi ha colpito è:
      Chi è di Montepescali tra di voi?.. Nessuno…
      Perchè non ci sono Montepescalini?…
      Boh…. non lo sappiamo.

      Ecco, mi sembra molto singificativo di come la festa della partecipacipazione lo sia ma non per tutti.

      Quelli del piano invece erano presenti… ma meno male che eravamo solo una quindicina, o meno, perchè se fossimo stati 5 o 600, o più e così per ogni altro quartiere, come si converrebbe per poter dire che la festa era veramente quella della partecipazione, nessuno avrebbe potuto partecipare a niente perchè il posto non c’era.
      Che cosa voglio dire… che se festa era, era quella della partecipazione ridottissima.
      Nessuno rappresentava altri, ognuno rappresentava se stesso, per cui se prendiamo i 70.000 e più abitanti del comune, mi pare che non si possa parlare di festa della partecipazione, bensì di festicciola tra intimi o cose del genere, un aperitivo al bar… vah… .

      A chi pensa poi che altrimenti non si possa fare, dovrebbe rispondersi che allora la si chiami in altro modo.

      Comunque è positivo che si cerchi di coinvolgere la gente.

      Ma il problema è sempre lo stesso, la gente che cosa ne capisce di tutte quelle cose tecniche?… Come si può chiedere di parlare di problemi complessi e proporre soluzioni se alla prima cosa che non torna secondo i propositi degli organizzatori, alla fine ti senti dire sempre che le cose non stanno in quel modo, che però c’è un pip, una pep, una pip… cioè un qualche cosa che a noi comuni mortali non è dato conoscere?..

      Va beh… meno male che c’erano persone che sapevano il significato di tanti termini e qualche cosa si è capito.

      Io ad esempio ho capito che si poteva dire quello che si voleva ma che fosse afferente a quello che si doveva dire, il problema è che ancora non ho capito bene che cosa voleva dire quel poter dire.

      Se si provava a dire che il Polo logistico vanificava tutte le proposte fatte, si sbagliava perchè li del Polo non si poteva parlare in quanto era una cosa che è a parte … Già allora mi pare che ci siamo presi un pò pel c….

      si fanno proposte per uno sviluppo che non prende in considerazione del polo nel mentre il Comune apre con urgenza e accondiscendenza la pratica per far costruire il Polo…
      La mi mamma da brava casalinga avrebbe capito subito l’inghippo e la fregatura… perchè vedete, alla fin fine i soldi che la regione e il comune spende per queste cose, questi incontri, sono soldi nostri… il tempo che gli ho dedicato chi me lo restituisce… se poi una volta proposto qualche cosa e approvato, non serve a niente perchè mi trovo 200 tir al giorno per braccagni?… Forse serve a sentirmi domani dire che in fondo la colpa è mia perchè alla festa della partecipazione non ho detto che… o ho proposto che… ma non potevo parlar del Polo…
      Meno male che qualcuno ha detto che quel polo li ha dei problemi… ma io penso che se la politica vuole il polo lo fanno ugualmente… allora quale è la mia proposta, un comitato di persone che studino a tavolino i problemi… ci stiamo contando e verà fuori qualche cosa prima o poi.

      Cosa fare?…

      Aspetto che altri rappresenti megli la giornata.

    • Biadone ha detto:

      Al mi’ nonno gliela spiegherie così “l’hai presente la legge del menga ….” e forse la spiegherie così anche al mi’ figliolo.
      Riassumendo:
      1) l’argomento polo logistico era fuori tema (?????)
      2) potevamo parlare solo in merito alla funzione dell’ex-asilo (tra l’altro proprietà privata), della viabilità interna e del sotto-sovrappasso ferroviario ed indicare se la proposta del Comune aveva recepito le aspettative dei cittadini. Risposta: NO!!

      La proposta non tiene conto delle problematiche legate alla viabilità proprio perchè collegate alla realizzazione del polo logistico, ne consegue che, essendo fuori tema il polo, risulta fuori tema anche la viabilità, sotto-sovrappasso compreso. Ritengo che il ragionamento sia stato questo: prima facciamo il polo logistico, poi, forse, mettiamo mano all’adeguamento della viabilità, nella migliore tradizione delle cose fatte al contrario come usa in Italia.
      Unica nota positiva, della quale non ci mancavano certezze, è che in via del tutto ufficiosa ci è stato detto che la localizzazione del polo logistico, così come proposto, crea dei problemi di natura paesaggistica e soprattutto di rischio idrogeologico.
      TRANQUILLI, al brutto ci si abitua, infatti tutte le mattine mi guardo nello specchio, e per il rischio idrogeologico ci sono soluzioni molto onerose in termini economici che verrano affrontate con i soldi dei cosiddetti contribuenti, così oltre a beccarci il polo pagheremo la sua messa in sicurezza a scapito della nostra, perchè rialzare di un metro l’area del polo è come dire ABBASSARE di un metro Braccagni. Soluzione: TUTTI AL POGGIO, questo è il vero obbiettivo, rivitalizzare Montepescali. OH, SCHERZO ….. LORO NO!

  39. Granocchiaio ha detto:

    tutti sofddisfatti e satolli dalla Festa della Partecipazione?
    .
    il mezzamestola mi viene segnalato sofferente per troppo……..cosa?
    .
    non è che siete tutti a letto per indigestione o per overdose da patecipazione?
    .
    mica avranno detto: tutti zitti e che nessuno parli………………

    • Spadi Roberto ha detto:

      Io sò quello cò la permanente trasparente…
      Per la verità la giornata non è stata così inutile, mi sò fatto anche la sessione pomeridiana!
      Non capisco tutto questo sarcasmo, ciò che è emerso, per Braccagni, è che i presenti (in rappresentanza di TUTTI i braccagnini…) hanno BOCCIATO tutti o quasi gli scenari proposti dal redigendo Regolamento Urbanistico da parte dei tecnici dell’Università di Firenze e per la precisione:
      1) riqualificazione dell’ex asilo di Braccagni come centro sociale ecc…
      2) sovrappasso ferroviario con tra l’altro un ponte carrabile di 400 mt.
      3) polo logistico con annessi e connessi.
      Se le dichiarazioni di intenti hanno un valore, ciò che è emerso alla fine dei conti è che in Comune hanno capito che Braccagni c’è qualcosa che non va.

      • patrizio ha detto:

        io non avevo il mandato di rappresentare nessuno, solo me stesso, come pure tutti i presenti, salvo mi sfugga qualche cosa; quindi l’incontro era tra pochi e non con la popolazione rappresentata o meno, poi ringrazia il cielo che si usa sarcarsmo e non altro, con quello che è successo… per me Gravissimo dal punto di vista della rappresentanza… tu stesso hai detto che i politici possono fare quello che credono perchè ne hanno mandato… ma ora dovresti dire che quel mandato lo hanno tradito visto che l’esito che riporti è negativo riguardo le loro proposte…

  40. Carlo Vellutini ha detto:

    Al di là del numero dei partecipanti, almeno da quello che ho capito, la rappresentanza braccagnina è stata la più preparata sull’argomento e questo credo che debba essere considerato un fiore all’occhiello. Non è un caso che è l’unica che si è espressa in maniera sfavorevole dimostrando di essere stata comunque vigile su quanto ipotizzato per la nostra frazione. Credo che un merito vada dato anche al blog che da settimane affronta l’argomento in maniera accurata. A questo punto vedremo se i nostri rappresentanti ci faranno ricredere sul loro ruolo, cioè che esprimendo gli interessi di una popolazione (seppur senza vincolo di mandato, come cita la Costituzione) debbono anche prendere atto della volontà della maggioranza, che in sede di forum si è espressa in un modo inequivocbile (senza dimenticare che gli assenti hanno sempre torto…me compreso, anche se condivido la linea intrapresa dai braccagnini). A questo punto penso che un incontro con il Comune per capire le future intenzioni diventi ancor più importante, considerando quanto accaduto sabato. Capisco che, alla fine, la “partecipazione” possa essere considerata solamente formale, ma giunti a questo punto almeno un po’ di chiarezza credo che tutti noi la meritiamo…se non altro per aver dimostrato di avere a cuore le sorti della nostra frazione!!!

  41. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    “Cambiare tutto per non cambiare niente”

    FESTA DELLA PARTECIPAZIONE
    Programma del 31 ottobre 2009
    Sala Conferenze Camera di Commercio di Via Cairoli

    Il giovane assessore animato da sincera passione spiega con accorate modulazioni le gioie ed il piacere che si vivrà nel corso della giornata, quando tutti si renderanno conto della fortuna che ci è capitata ad avere questo governo qua, un governo che ci dà oggi la gioia e l’ebbrezza di una Festa della Partecipazione.
    Impossibile dubitare della sincerità di cotanta passionale spiegazione, non ci resta che reggerci forte e prepararci al meglio.

    Dopo un po’ di ping pong arriva il Sindaco che con la sua dialettica, non certo brillante e vibrante come quella del giovane assessore, ma pur sempre concreta e coerente, e fa un bel discorsetto che pressappoco dice così.
    Tutto quello che serve per avere un Regolamento Urbanistico efficiente e valido è che bisogna fare una serie quasi infinita di passaggi burocratici, un po’ voluti dalla legge, un po’ necessari per far vedere che si sente l’opinione dei cittadini. Ed è proprio in quest’ottica che è stata messa in piedi questa rappresentazione con valenti studiosi, ma anche animatori e organizzatori di giochi e giochini perché il pubblico possa più felicemente avvicinarsi. Il finale con merende – ma di prodotti tipici – pare il degno finale della sagra.
    Ma il Sindaco oltre ad essere un politico è anche una persona particolarmente corretta e non vuole far la parte dello gnorri. Alla fine della lunga e sapiente illustrazione, leggero leggero, quasi tra le righe spara con nonchalance che a parte tutti questi discorsi queste consultazioni le successive osservazioni previste dalla legge e quant’altro, poi da ultimo sempre come prevede la legge, sarà il potere politico quello che dovrà decidere cosa e come approvare. Parole sante quanto ovvie, ma anche assai opportune, in particolare per quelli che si fossero messi in testa delle idee strane, come per esempio di poter incidere con le proprie aspirazioni, desideri o semplici buon esempi e osservazioni.
    Sinceri complimenti al Sindaco e alla sua trasparenza.

    Quindi i valenti e preparati (e immagino adeguatamente ricompensati) tecnici e specialisti, financo universitari, sono lì a fare le finte, nel senso buono, s’intende. Ma sempre a illustrarci LORO cosa “in teoria” A NOI piacerebbe fare, magari sempre attenti a farci rimanere in tema, perché se domandi qualcosa di parallelo, pur strettamente legato al progetto generale (vedi allusioni e citazioni dai precedenti di Mezzamestola, Biadone e Nello) vieni subito zittito e riportato alla ragione: sei fuori tema, di questo non si può parlare.

    Resta in ogni caso qualche piccola curiosità.
    Ma ci prendono per scemi o lo siamo davvero? A Roma mi pare dicano: ma ci sei o ci fai?
    E noi, ci siamo o ci facciamo?
    Come si fa ogni qualvolta che si affronta un tema di così grande importanza, come si fa a cambiare tutte le volte le regole del gioco e rimanere con la faccia tranquilla a guardare le nostre reazioni? Ma siamo scemi o ci pigliano pe scemi? Che abbiano ragione loro?

    Roberto Spadi a questo riguardo pare sposare senza indugio questa tesi fino a rovesciare i ragionamenti dei più: “…..ciò che è emerso alla fine dei conti è che in Comune hanno capito che Braccagni c’è qualcosa che non va”
    Solo che i più pare che pensino esattamente il contrario e cioè che “….alla fine dei conti è che a Braccagni hanno capito che in Comune c’è qualcosa che non va”

    Quando ci sono state le riunioni nelle Circoscrizioni la gente è venuta, anche numerosa, e sul posto, sul momento le veniva spiegato come funziona “questa volta” il “nuovo sistema” , il nuovo gioco. La gente perplessa ascoltava, guardava le lavagne, poi sempre più titubante sentendo parlare di gioco e di interviste e di altre cosucce del genere, stava buona finchè qualcuno non sparava la fatidica “Sì, ma i cassonetti davanti casa mia, perché proprio lì e perché non li svuotano tutte le mattine?”. E l’incantesimo era rotto.
    Forse c’era qualcos’altro di rotto……
    No, non si era capito niente, non si era capaci di giocare, non si doveva fare così. E quindi si passava oltre.
    Qualcuno un po’ più tosto tirava dritto e diceva la sua. L’altro faceva il suo bravo comizietto che tanto gli piaceva, facendo incazzare gli altri, mentre qualcuno che magari era in tema, faceva la figura del pirla perché sembrava un marziano.

    Ma loro dissero: non vi preoccupate, noi abbiamo segnato tutto, poi vedrete nelle puntate successive come sarete serviti.

    In effetti tutto no, ma qualcosa sì, magari da quelli che avevano berciato più forte degli altri, ma qualcosa è stato segnato. Specie quello che rimaneva nel quadro del gioco previsto. Quello fuori tema come “ma una circonvallazione al paese?” o “e il nodo intermodale come si sistema col regolamento?” erano stati semplicemente ignorati.

    Durante la Festa della Partecipazione non sono rimasto molto nella sala di contrattazione della Camera di Commercio, anche perché i dubbi che avevo me li aveva fortunatamente ed opportunamente sciolti e risolti il Sindaco, per il resto è bastato sentire come si è svolto il confronto ai tavoli. La mia permanenza lì poteva solo significare avere n-artisti/partecipanti +1, tanto valeva che toglier quel +1.

    Il risultato non poteva cambiare di un milionesimo, l’importante era cambiare la rappresentazione, per arrivare agli scopi con i sistemi sostanziali di sempre, insomma “Cambiare tutto per non cambiare niente”, come disse Tancredi al Principe di Salinas quando Garibaldi sbarcò in Sicilia.

    • viviana ha detto:

      Seguo con attenzione il dibattito che da settimane interessa i frequentatori del blog riguardo alla realizzazione di un polo logistico intermodale in un’area importante in prossimità del paese .
      La cosa che colpisce chi, come me, può solo permettersi di ascoltare è il diverso atteggiamento delle persone di fronte alla questione , conferma di come sia variegata la nostra umanità.
      Ecco quindi chi si accalora e non si rassegna all’idea di dover accettare, impotente, le disastrose decisioni che provengono dall’alto e chi invece , rassegnato , commenta che la politica non è mai partecipazione diretta alla cosa pubblica e che le elezioni servono a scegliere coloro che si faranno portavoce delle nostre esigenze : se poi questi non ci piacciono , affari nostri .
      Qualcuno sollecita azioni più energiche , altri , sdegnati , auspicano un orgoglioso Aventino perchè tanto non c’è via di uscita .
      L’immancabile ottimista , quasi sempre, e non a caso , il più giovane , vede l’aspetto positivo della discussione e del confronto ed elogia giustamente il blog che favorisce lo scambio delle opinioni .
      Tantre idee, tante posizioni , in comune però la valutazione negativa di un progetto che stravolgerebbe la realtà di un paese che ha sempre faticato a trovare una sua identità , privo com’è di una vera e propria storia .

  42. Granocchiaio ha detto:

    Cambiano le parole, ma mica la musica.
    Sarò anche monotono, ma mi tocca ripete per l’ennesima volta la scenetta che subii una quarantina di anni fa sempre sull’argomento Piano Regolatore, cambia il nome ma l’argomento è lo stesso.
    Anche allora mi ritrovavo ad avere un’idea diversa dal Comune (progetto del paese senza piazza) e siccome ebbi l’impudenza di dirlo – nel più assoluto silenzio di un super affollatissima assemblea – qualcuno si preoccupò di dirmi: “proprio te Roberto che hai studiato…….se te lo dicono loro……….cosa vai a contestare: LORO LO SANNO COSA FARE…………”

    Oggi Sciabolik cambia le parole ma non la musica: forse siamo noi – maggioranza del paese (gli assenti hanno sempre torto, ricorda giustamente Carlo) – che si sbaglia e con ciò facciamo una pessima figura nei riguardi del Comune che a suo dire a questo punto ha “capito che a Braccagni c’è qualcosa che non va”

    A vole esse positivi a tutti i costi non ci resta che il pragmatismo ottimistico di Carlo che considera – bontà sua – la rappresentanza braccagnina la più preparata sull’argomento, notando che è l’unica che si è espressa in maniera sfavorevole, dimostrando di essere quantomeno vigile su quanto proposto.
    Fa piacere anche senti di’ che forse un po di merito vada riconosciuto al blog che da tempo prova ad affronta e dibatte l’argomento. Mi pare ci s’aggreghi anche l’amica Viviana.
    Anch’io come lui resto in attesa di vede se i nostri rappresentanti ci faranno ricredere sul loro ruolo, prendendo atto di una volontà maggioritaria nel paese che si è espressa in modo inequivocabile.

    Circa il finale però anche Carlo mi sembra meno ottimista e più realista quando dice che anche nel caso in cui “la partecipazione possa essere considerata solamente formale” perlomeno si faccia chiarezza nel rispetto di chi ha a cuore la sorte della propria frazione. E si sappia chi ha voluto una cosa e chi no.

  43. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    Ciascuno sta solo sul nodo letale
    cercando capire nel chiaro:
    ed è subito buio

  44. Biadone ha detto:

    Nei giorni scorsi ho visto un servizio giornalistico sull’incidente ferroviario di Viareggio, sono rimasto ulteriormente impressionato anche perchè siamo portati a dimenticare troppo in fretta, calato il clamore giornalistico si spengono le telecamere e tacciono le voci e noi dimentichiamo.
    Si possono dimenticare gli oltre 30 morti, una città lacerata che ad oggi non vede nessun indagato da parte della magistratura?
    Risulta evidente il palleggio di responsabilità tra i vari attori coinvolti e alla fine non ci sarà nessun colpevole, come succede spesso in Italia.
    Ritengo invece che il colpevole ci sia, NOI, noi cittadini che accettiamo e subiamo silenziosi … “perchè loro sanno cosa è meglio per noi”.
    Cosa c’entra tutto questo con il polo logistico? Ai posteri l’ardua sentenza!!

    • viviana ha detto:

      ..ma quanta letteratura in questi ultimi interventi !
      Dal Gattopardo , a Quasimodo , a Manzoni .
      Mi pare che il disappunto dei braccagnini riesca a trovare ogni forma per manifestarsi .
      Insomma con il gergo o con la poesia si vuol far capire che certe decisioni che vengono imposte dall’alto non piacciono proprio.

      • Biadone ha detto:

        E qui mi rovino: …. se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.

        • mezzamestola ha detto:

          La fortuna va guidando le cose nostre meglio che noi non oseremmo desiderare. Vedi là, amico ‘SCIABOLIK’, come si vengono manifestando trenta, o poco più smisurati ‘CAPANNONI’? Io penso di azzuffarmi con essi, e levandoli di vita cominciare ad arricchirmi colle loro spoglie; perciocché questa è guerra onorata, ed è un servire Iddio il togliere dalla faccia della terra sì trista semente. — Dove, sono i ‘CAPANNONI’? disse Sancio ‘SCIABOLIK’. — Quelli che vedi laggiù, rispose il ‘DON BRACCAGNINO SCIOCCHE’, con quelle braccia sì lunghe, che taluno d’essi le ha come di due leghe. — Guardi bene la signoria vostra, soggiunse Sancio ‘SCIABOLIK’, che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino. — Ben si conosce, disse ‘DON BRACCAGNINO SCIOCCHE’, che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone.

  45. Granocchiaio ha detto:

    Carissimo Tancredi, carissimo Mezzamestola, carissimo Biadone, carissimi tutti

    Dal momento che siate tutti così allitterati immagino che conoscete la favole di Narciso, io un so di chi è ma grosso modo ce la ricordiamo tutti.
    Dopo i complimenti di Viviana mi sa che vi siete messi a fa come i pavoni. Capisco che a riceve complimenti fa piacere, ma bisogna sta un pochino attenti, perché a casca nella trappola di Narciso un ci si mette niente. Va bene gioca, ma mi sembra di vedelli quelli la, quelli che “loro lo sanno cosa è bene per noi”: so li a reggesi la pancia dalle risate: ma guarda che bravo pollacchiotti questi bloggherini, tanto qua qua qua e poi un bel quaqquaraqquà!

    Non credo che l’intento di Viviana fosse questo, anzi, a me pareva un incoraggiamento a resiste e a trova i modi per non arrendesi. Anch’io ho ricevuto qualche volta i complimenti suoi, e so che fanno piacere. Ma ora bravi allitterati, cercate di rinsavì, sciacquatevi la faccia co l’acqua fresca e accantonate un momento prosa e poesia e cerchiamo di trova soluzioni più prosaiche e pragmatiche.

    Carloooooooooo, se ci sei batti un colpo!

    • patrizio ha detto:

      Granocchiaio, attento a dar consigli su come non guardasi nell’acqua, che te mi sembra a forza di farlo ci sei cascato da piccino e ancora ci sguazzi fino al collo… ollo ollo ollo ollo ollo ollo…

      un fa il civetto… to to to to e dicci icci icci icci icci quello che sai sul polo olo olo olo olo, in rima, in prosa o anche a gesti sti sti sti sti… e lascia che uno dica quello che gli pare are are are are e come vuole, sei mica a casa tua qui… sei in piazza… azza azza azza azza anche se piazza chiusa, ma sempre piazza è è è è è è è.

      non rinnegar la tua Eco che ti ama ma ma ma ma ma ma …… sennò poi ti chiameranno anno anno anno civetto etto etto etto….. o meglio kilo….

  46. Granocchiaio ha detto:

    casissimo Patrizio

    ti ringrazio per la gentile tua: mai sarei stato di fare un tuo quadretto così esplicativo come hai fatto te stesso

    complimenti per lo spirito che dimostri, per la tolleranza che che dispieghi, con le rime che ci delizi, con l’arguzia che ci mostri, con la saggezza che ci illumina
    come funziona la cosa: non dovrei dare buoni consigli perché ne vuoi l’esclusiva? Concessa!

    Io continuero a dare cattivi esempi.

    p.s.
    ora che ci penso: ma io mica mi sono rivolto a te…………..che fai anche l’avvocato d’ufficio non richiesto?

    • patrizio ha detto:

      ah granocchiaio…., mica c’avrai la coda di paglia proprio te che sei un burlone di prima scelta?…
      Comunque un ringrazià me ma il mezzamestola che mi ha telefonato tutto demoralizzato per via della tua…. converrai… entrata un poco a cianchetta…

      Poro figlio, un sapeva più che di… non ho potuto far altro che provà a dargli na mano a giustificassi contro uno che ha penna e testa dissacrante difficili da domar come te… tanto che nemmeno in due ti si tiene testa…

      Ovvia sopporta un poco con pazienza e ritorna a puntar il tuo dito, la tua arte, la tua penna o meglio i tuoi polpastrelli sul Polo che la gente sennò si scoraggia e pure io sto aspettando da giorni che l’argomento riprenda il suo giusto saund.

  47. Biadone ha detto:

    Chiusa la parente (come diceva Totò), ritorniamo a dove eravamo rimasti:
    Nei giorni scorsi ho visto un servizio giornalistico sull’incidente ferroviario di Viareggio, sono rimasto ulteriormente impressionato anche perchè siamo portati a dimenticare troppo in fretta, calato il clamore giornalistico si spengono le telecamere e tacciono le voci e noi dimentichiamo.
    Si possono dimenticare gli oltre 30 morti, una città lacerata che ad oggi non vede nessun indagato da parte della magistratura?
    Risulta evidente il palleggio di responsabilità tra i vari attori coinvolti e alla fine non ci sarà nessun colpevole, come succede spesso in Italia.
    Ritengo invece che il colpevole ci sia, NOI, noi cittadini che accettiamo e subiamo silenziosi … “perchè loro sanno cosa è meglio per noi”.
    Cosa c’entra tutto questo con il polo logistico?

    Sotto con le risposte non mancano premi a sorpresa, magari una gazzosa con la cannuccia!

  48. Spadi Roberto ha detto:

    Era un pò che non frequentavo il blogghe, dopo un pò di lettura quà e là, una domanda mi nasce spontanea:
    Ma che vi fumate?

  49. Granocchiaio ha detto:

    Carissimo Sciabolik,
    visto e considerato che te probabilmente non fumi e quindi hai la testa più fresca della comune nostra, ci vorresti commentare il pezzo riportato in testa del blog e qui riprodotto (causa cattiva riproduzione grafica) in relazione al tanto (da te) amato Nodo Logistico Intermodale di Braccagni?
    grazie

    Una strategia comune per i porti del Tirreno
    il Tirreno — 13 novembre 2009 pagina 11 sezione: ATTUALITÀ

    L’11 novembre 2009 i porti di Koper, Ravenna, Trieste e Venezia (e successivamente Rijeka) hanno costituito l’associazione volontaria Napa – North Adriatic Port Association. L’obiettivo dell’associazione è quello di promuovere iniziative ed azioni capaci di sviluppare i collegamenti marittimi e terrestri dall’hinterland verso la nuova Europa nonché allo scopo di ampliare i rispettivi bacini di riferimento e di conseguenza anche i servizi commerciali offerti (servizi merci, crocieristici e passeggeri, protezione dell’ambiente e qualità, sicurezza, formazione, servizi di Information Communication Technology).

    L’associazione dichiara di voler promuovere la costituzione di un “co-modality promotion center”, come richiesto dalle comunicazioni europee (in riferimento ai progetti comunitari TEN-T), al fine di favorire il potenziamento del corridoio Adriatico-Baltico e di far acquisire ai porti del Nord Adriatico il ruolo di piattaforma logistica europea per i traffici dall’Estremo Oriente verso l’Europa in generale (l’Europa centro-orientale in particolare) e viceversa.

    L’associazione si orienterà a coordinare anche le azioni di promozione del sistema portuale alto-adriatico ai diversi livelli regionale, nazionale, comunitario ed internazionale. A questo proposito curerà la presentazione delle attività associative presso le istituzioni europee a Bruxelles e presso i rispettivi Paesi, nonché la presenza congiunta dei porti associati alla Fiera Transport & Logistic 2010 che si terrà a Shanghai. L’intenzione dell’associazione, attraverso l’armonizzazione delle politiche e delle attività, è quella di presentarsi al mercato mondiale come un unico grande hub da 132 milioni di tonnellate (appena dietro ad Amburgo nel ranking europeo dei porti).

    Che dire, sia pure con amarezza: così si fa! Eppure proprio di fronte ad iniziative come questa stride nel contrasto, l’immobilità assoluta delle nostre Port Authority. Hellooo! C’è nessuno? Non riusciamo nemmeno a chiudere ciò che la buona volontà della Regione Toscana e i buoni uffici dei comuni di riferimento ci hanno servito in un piatto d’argento durante tutti questi anni di tentativi di coordinamento almeno tra i principali porti del sistema regionale (Livorno, Piombino e Marina di Carrara). Non solo regna sovrana una competizione senza coordinamento tra gli scali, ma non esistono nemmeno altre forme di integrazione e di cooperazione.

    Ricordo una grande intuizione del sindaco Cosimi, quella dell’arco portuale Livorno-La Spezia-Genova che vorrei riprendere con forza: perché non provare ad integrare almeno la parte toscana, come primo passo verso una prospettiva di “sistema” dell’Alto Tirreno o del Mar Ligure come dir si voglia. Un tavolo unico di riferimento, merci-passeggeri tra Livorno-Piombino e Marina di Carrara, propedeutico ad un filiera ancora più profonda, e tanto più competitiva capace di unire in prospettiva l’offerta di un parte rilevante del sistema portuale dell’ascella ovest del Mediterraneo. L’intuizione è davvero significativa perché la competizione sarà d’ora in avanti e prima di tutto, essenzialmente tra archi portuali. La ripresa dei traffici si incanalerà su direttrici e binari nuovi, che non sono stati ancora tracciati. I “binari”, in questo senso, li porranno i comportamenti strategici degli scali e dei sistemi di questi, ovvero la capacità di iniziativa dei loro sistemi di governance. In altre parole, comincia a divenire chiaro che i binari virtuali su cui scorreranno i nuovi main stream di traffico emergeranno anche dalla visibilità che a livello globale sapranno darsi i vari sistemi locali “co- modali”.

    – Massimo Paoli

    • Spadi Roberto ha detto:

      Carissimo granocchio, sembrano parole condivisibili anche se anche qui al dilà di buoni propositi…
      Tanto più che secondo me la frase più pregnante (GF docet…) è: La ripresa dei traffici si incanalerà su direttrici e binari nuovi, che non sono stati ancora tracciati.
      Quindi anche questo tipo, il sig. Massimo Paoli, come tutti, non sa se il traffico merci andrà per mare, terra, aria, o vattelappesca come, lasciando aperti tutti gli scenari, traffico su strada compreso.

  50. Granocchiaio ha detto:

    Carissimo Sciabolik

    A proposito del Polo logistico intermodale di Braccagni e dell’articolo di Massimo Paoli sulla Nazione del 13 novembre scorso, nonché del tuo successivo commento, al di là del tuo ottimo politichese,
    al di là del mare, al di là delle stelle, al di là di tutto………………

    ma, secondo te, onestamente,
    sto c..zo di povero paese non è già stato bastonato a dovere e a sufficienza con la sistemazione (o sevizie?) urbanistica a cui è stato sottoposto da oltre quarant’anni a questa parte?
    Non è già stato abbastanza abbrutito, spelacchiato, lasciato senza piazza, senza capo e senza coda?
    Ma quanto deve esse martirizzato ancora? Ma lo vogliamo fa diventa un Ecce Homo della Maremma o che cosa?

    Eppure, in fondo e per esempio, avere un paese come il Falco della Maremma che ci sovrasta ci aiuta un po’: è come avere degli avi nobili che ci fanno perdonare il fatto di essere moderni e senza storia.
    Proprio dal suo baluardo si nota chiaramente come Braccagni sia stato fatto crescere e sviluppare in una sorta di casualità cialtrona e pressappochista.
    Eppure che specie di libro aperto da disegnare era Braccagni negli anni 60!
    Vedi le foto d’epoca che ho rimediato e quelle fatte proprio stamattina per te.

    Dal Baluardo dicevo, Braccagni riesce a dare di sé un’immagine che ricorda una entità nata quasi casualmente tra una stazione ferroviaria, una grande via di comunicazione (l’Aurelia) e un paio di strade che servono ad attraversarla da est ad ovest, ma nessuno in seguito ha mai provato a dargli una propria personalità di progetto.
    Nonostante tutto questo è li, con una Chiesa ed il suo Campanile che forse assieme alla Stazione ferroviaria restano gli unici pezzi che fanno pensare ad un paese, ad un paese mai nato.
    Un elettrodotto che sembra fatto apposta per tagliare e squarciare di nuovo il paese nella direzione nord sud.
    Un campo sportivo che è stato messo casualmente e a ben vedere nella posizione più infelice possibile, non fosse altro perché servito in maniera criminale da una strada dalle dimensioni di un viottolo e da un altro largo accesso – a lato del distributore sulla ex Aurelia – che è divenuto subito un passo pedonale, ma inutilizzabile per un traffico di auto – che poteva essere altra via di accesso – perché proprio all’imbocco dell’area c’è stato messa – in maniera altrettanto criminale – una costruzione ad uso spogliatoio dei campetti ausiliari, tennis e pista di pattinaggio.

    Non hai notato che nonostante tutto questo ci siano delle circostanze per cui piano piano la gente sente che DEVE volergli bene, come ad un parente sfortunato e ritrovato di cui avresti fatto benissimo a meno, o di uno sfortunato giovane cane abbandonato da un bastardo di padrone che lo lascia alla macchia perché si è accorto che ha paura delle fucilate?

    Sempre dalla comoda visuale del baluardo hai notato che proprio la campagna che circonda e “assedia “ il paese è l’unico elemento fisico visivo che nobilita veramente il luogo?
    Che è proprio questo spazio aperto che ridà un filo di speranza pur tra mille ma, se e però?
    Ed è proprio questo nostro piccolo grande tesoro ed essere minacciato col “coso” in questione.

    Ma se viene l’autostrada che succede al paese?
    Se chiudono le sbarre del passaggio a livello dove si farà – in colpevole ritardo – il sovrappasso sulla ferrovia?
    E se si provasse a disegnare una circonvallazione del paese, proprio tra la ferrovia e l’Aurelia, o domani l’Autostrada, cioè tutto attorno al paese?

    Ma se poi ci si piazza nel fianco nord un bel Polo Logistico Intermodale che nessuno sa di certo a cosa possa servire, stante anche i dubbi sulle reali utilità dell’opera, stante che (tue parole): “ il sig. Massimo Paoli, come tutti, (quindi anche te e i nostri “LORO-CHE-SANNO COSA-SIA-BENE-PER-NOI) non sa se il traffico merci andrà per mare, terra, aria, o vattelappesca come, lasciando aperti tutti gli scenari, traffico su strada compreso”

    §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

    Lo sviluppo a nord e a sud sono le due uniche possibilità per il paese. Una di queste ce la vogliamo giocare con un ulteriore “coso” che non promette niente di buono, se non a chi ci vuol fare i propri interessi. Una localizzazione nata quarant’anni fa e chiaramente casuale come le altre, e trascinata stancamente fino ad oggi senza né capo né coda?

    Però a noi un ci vuole bene nessuno….nonostante che “loro” sappiano cosa sia bene per noi. Sanno come programmare, soprattutto. Vediamo come.

    Lo sai, carissimo, nel famigerato piano regolatore degli anni ’70 dove era localizzata la Zona Artigianale e la Zona Industriale di Braccagni? Te lo ricordo io: quella Artigianale era localizzata dietro la proprietà Jacopini, tra la sua abitazione e quella che doveva poi diventare Via Malenchini, o se vuoi la strada per la Stazione Vecchia. Mentre la Zona Industriale di Braccagni era tutta la zona a destra di Via Malenchini, o se vuoi tutta la zona a nord del paese, partendo proprio da questa via.

    Per verificare la lungimiranza di questa programmazione basti ricordare che il Primo Insediamento Industriale di Braccagni fu la costruzione dell’Officina di riparazione Auto-Moto-Bici del Baroni, con relativa abitazione. Per capirsi, dove ora c’è il ristorante De Gustibus. Quello fu il primo insediamento “Industriale” di Braccagni.
    Mentre il primo insediamento Artigianale (vero) fu il laboratorio di Pino che cominciò a fare camicie, tanto pe apri come artigiano, per trasformarsi subito dopo nel fortunato centro commerciale “Magazzini Pino”. Anche questo autorizzato in zona Industriale e non artigianale. E non commerciale.
    Il terzo esempio, sempre per far vedere quanto bene si sia programmato il paese, furono i silos del Rubegni, proprio sulla Via Malenchini, di fronte a tutte le abitazioni di questa via (specie le Case Rosse) a godere del salubre spolverio dei cereali immagazzinati.
    E sì che c’è già qualcuno pronto a battersi affinché non vengano spostate o peggio demolite queste mega-supposte in lamiera zincata dal cuore del paese, perché da considerarsi “Costruzioni Storiche” o “Archeologia Agraria” del paese.
    Se c’è una ragione “storica” per lasciarli proprio lì dove sono credo piuttosto sia quella per mostrare alle future generazioni che sensibilità e lungimiranza abbiano avuto i nostri amministratori dagli anni 70 in poi.

    E forse non è un caso se in quel periodo l’unico vero insediamento artigianale fu fatto da privati che scelsero da andare un po’ fuori paese, davanti al podere Spiga del Grottanelli, e cioè la BRAIMA (anno di costruzione 1967, arrivò ad avere quasi 30 dipendenti).

    L’articolo di Massimo Poli sulla Nazione che ho segnalato mi pare dia la misura su che spazi e temi si dovrebbero misurare i respiri su questi argomenti.

    E “loro” vanno a propinarti sto “coso” nel cortile del nostro paese………….

    Quali porti dovrebbe servire?
    Te lo vedi, te, il traffico merci di Piombino e di Civitavecchia – tanto per limiatrsi ai più “vicini” che fanno a cazzotti per arrivare nello splendido e nevralgico Polo Logistico Intermodale di Braccagni? Per rimandarli dove?
    Pe fa che? pe fa una cacciata al cinghiale? Ma quella si fa nelle nostre macchie, non lì.

    Ma siamo seri: ci prendano pe rimbecilliti? O più semplicemente pe un gregge di pecoroni appecoronati?

    Per adoperare una abusata ma ormai corrente battuta del Sommo Tonino:
    MA CHE MINCHIA CI’AZZECCA STO NODO CON BRACCAGNI, CON MONTEPESCALI E IL NOSTRO PEZZETTO DI MAREMMA CHE CI RIMANE DA DIFENDERE?

    BEHHH, BEHHHHH, BEHHHHHHH(sonoro da pecorone di maremma)

    • Spadi Roberto ha detto:

      Carissimo ranocchio, sei un bravo ragazzo ma hai un difetto (uno solo?), sei un pò prolisso per i miei gusti, sicchè mi ci vorrà qualche giorno per decifrare stò popò di intervento e offrirti un’altro saggio del mio proverbiale politichese…

    • Spadi Roberto ha detto:

      Intanto, ho notato che a parte te, caro ranocchio, e il confinato nel tacco d’Italia, A NESSUN’ALTRO GLIE NE FREGA UNA MAZZA del polo internodale/modale o come cacchio si chiama…

      • sentinella ha detto:

        Ho anche io questa impressione, non tanto per quanto avviene in questo blog. E’ ovvio che con la nuova linea che abbiamo intrapreso, questo spazio non invita più al commento, alla partecipazione attiva, quanto piuttosto alla lettura, quindi non c’è da stupirsi se l’argomento “polo intermodale” non suscita particolare animazione e interventi.
        Quello che mi lascia perplesso è invece il “silenzio” del paese, non sò se voluto (perchè proprio disinteressato) o indotto (perchè non si vuole che interessi), anche se non dobbiamo scordarci che alla Festa della Partecipazione era presente un drappello di persone braccagnine ben informato.
        Questa indifferenza alla vigilia di importanti trasformazioni destinate a sconvolgere l’assetto del nostro territorio è preoccupante.

      • mezzamestola ha detto:

        mi sembra di sentire Berlusconi quando commenta uno sciopero… erano 100.000 in piazza?… vuol dire che agli altri 59 milioni e 990 mila non gliene frega niente… ora dimmi Roberto (sciabolik), ma a te che la gente non parli del polo piace o no? Cosa pensi di questo fenomeno: che la gente è daccordo con il Polo o che è rassegnata?… Perchè se è daccordo con la costruzione del polo allora non ci possiamo far niente, nessun problema, ma se per caso fosse che è rassegnata o che non gliene frega niente allora come politico che fa politica per il bene della società in cui vivi la cosa ti dovrebbe preoccupare e molto. Una società dove la gente è indifferente è una società in mano ai furbi, una società che invece è rassegnata è in mano a chi è pericoloso. Scegli quale busta ti soddisfa di più cosi ci facciamo una idea… :-)) mi diceva un mio prof di diritto sindacale… il conflitto sociale è il termometro della democrazia, quando il conflitto è basso e la gente non protesta vuol dire che la democrazia è in pericolo, la protesta della gente è uno strumento prezioso per il politico lungimirante , gli permette d capire quando sta sbagliando e di correggersi in tempo.

  51. Granocchiaio ha detto:

    Non vorrei sbagliarmi, ma mi sa che si stà discutendo seriamente e profondamente sul dito che indica la Luna. Ma non si parla di questa.

  52. patrizio ha detto:

    A me sembra che parliamo dell’universo mentre qualcuno ci dice che la luna non è nel cielo e quel dito ce lo vuole mettere nell’occhio.

  53. nello ha detto:

    Rispetto a ieri ci sono 5 commenti in più: non so come mai ne leggo solo due (penso gli ultimi) e non posso partecipare alla eventuale discussione

  54. Granocchiaio ha detto:

    prova a cliccare sulla scritta “Commenti precdenti” e vedrai che ti si aprirà un mondo davanti a te………….

  55. nello ha detto:

    Grazie Granocchiaio.
    Non credo, caro Spadi, che sia solo Patrizio ( che caduta di stile per l’affermazione “quello del tacco” che sei di Bossi? e allora dimettiti dalla tuia carica visto che ti ha appoggiatom un partito contrario alla Lega) ad essere contrario al Polo Logistico, anch’io lo sono vuoi perchè credo fermamente che si faccia l’interesse di pochi e non della comunità, non credo che sia utile vedere un centionaio di camion al giorno scorrazzare per le ampie vie paesane, ma soprattutto sono scoglionato perchè qui siamo in pochi a prensdere posizione per il sì (mi pare solo te) che per il no, mentre parlando con paesani ci sono molti contrari (e tu lo sai benissimo visto che in una riunione eravamo in 6, quattro contrari e due favorevoli), ma come qualcuno ha detto non prendono posizione forse per motivi di parte, e si che qui potrebbero usare pseudonimi. Caro Spadi, come Presidentre degli Usi Civici eri presente al Convegno intercomunale (Grosseto-Roccastrada) sul paesaggio? Penso che la nostra piana fosse la diretta interessata o sbaglio? Il Tirreno riportò in bella evidenza la notizia dell’incontro un paio di giorni prima, ma precedenti impegni inderogabili mi hanno impedito la partecipazione; stranamente nei giorni successivi non è stato riportato nulla: che è successo? il Polo deturpa o no il paesaggio, se eri presente dacci notizie .

    • Spadi Roberto ha detto:

      Mi dispiace, caro Nello, ma tra le tante doti che ho non c’è l’ubiquità, ero ad un convegno da un’altra parte e non ho potuto partecipare, comunque il Tacco d’Italia non credo che sia spregiativo, me l’hanno insegnato alle elementari e quarant’anni fa ‘un c’erano i leghisti…

  56. Spadi Roberto ha detto:

    Francamente m’è venuto a noia di passà pe quello che vole, assolutamente vole il polo intermodale/nodale o come cavolo… ecc…

    Sicchè sò andato a ricercarmi LA PRIMA VOLTA CHE NE HO PARLATO SUL BLOGGHE e, sorpresa-sorpresa vi batto di almeno 15 (quindici) mesi e già cercavo di mettervi in guardia…
    Carta canta.
    1. 31 Roberto Spadi
    Agosto 15, 2008 alle 12:17 pm
    Giornata del cavolo, niete mare, allora mi fò un giretto sul blog pè vedé come si dipana la matassa e, devo dire che sò rimasto meravigliato di come siamo andati a finire fino a Rocca di Frassinello!!!
    Dico, ‘un c’è abbastanza casino qui senza andare a ciabattare del comune di Gavorrano? Vogliamo parlare del centro benessere (?) in lamiera zingata fulminante costruito alla ex Braima, azienda con una storia importante per Braccagni…Era quasi meglio un bel rudere coperto di rovi che uno strazio del genere.
    Ora ‘un si pò fà un comitato cittadino per ogni cosa che non va, (vi assicuro che gestirne uno non è facile…) anche perchè ce ne vorrebbero decine, ma è certo che se non si sta attenti i maghi dell’edilizia commerciale-industriale-civile con la connivenza degli enti preposti al controllo, strazieranno sempre di più il nostro territorio.
    Enti preposti che hanno anche un’altra responsabilità, si tratta della mancata programmazione dello sviluppo che con buona pace dell’amico Ptrik, non si può fermare, ma appunto indirizzare, valutando le lecite esigenze di espansione economica con la salvaguardia del paesaggio (che tanto ci piace così com’è) e dello sfruttamento delle risorse, falde acquifere, strade, acquedotti, boschi, ecc…
    Non ho tanta immaginazione per figurarmi nella mente cosa si inventeranno con il polo logistico e lo scalo merci delle ferrovie SE E QUANDO verranno realizzati, ma di sucuro faranno casino. CERCHIAMO DI NON FARCI TROVARE IMPREPARATI.
    Bè volevo scherzare un pò e invece mi sto prendendo un’incazzatura, sicchè vi saluto!

  57. nello ha detto:

    Forse nell’agosto 08 ci hai messo in guardia sul futuro polo logistico, ma poi lo hai difeso sia sul blog che in altri luoghi (vedi mio accenno nel precedente intervento). Io non ti addito come un rovina paese, anzi accetto tutte le posizioni, basta che siano personali e non di facciata. Io stesso nell’altro duro confronto paese- amministrazione (compost) presi una posizione contraria rispetto alla maggioranza dei miei paesani, non me ne vergognai allora e non me vergogno ora ma già allora ero contro il polo intermodale (come veniva presentato). Per inciso il compost e il polo venivano “imposti” da una maggioranza democraticamente eletta allora come ora e come già hai asserito in precedenti scritti la scelta va considerata giusta: peccato che, come hai detto, allora tu fossi per il no al compost

    • Spadi Roberto ha detto:

      No caro mio, hai letto male, ero favorevole ma ero un ragazzo e nessuno mi prendeva sul serio; mi toccò pure la rampogna del povero Leo Nucci che era un fondamentalista del NO COMPOST così lasciai perde, c’avevo di meglio dafffffà…

      • Spadi Roberto ha detto:

        Anche qui CARTA CANTA!
        Roberto Spadi scrive:
        26 luglio 2009 alle 12:44
        Quando ci furono le assemblee in circoscrizione per il Compost io ero uno dei pochi ad essere favorevole ma ero solo un ragazzo (comunque lungimirante…) e nessuno mi prese sul serio , tranne Leo Nucci che invece non ne voleva sapere e così per la prima volta ed unica litigammo un pò;
        Mi arresi quasi subito, NON potevo arrabbiarmi con Leo e allora lasciai perdere, lanciando una profezia “tipo Cassandra”… se la maggioranza vuole mettere la testa sotto la sabbia con il culo ben in vista, fate pure, ne riparleremo tra qualche anno quando le discariche sarnno piene e il problema sarà irrisolvibile.
        Putacaso proprio qualche giorno fa in una riunione di partito, un assessore ha detto, più o meno:” non ci sono risorse disponibili per le frazioni perchè il comune spende 12.000.000 di euro per la nettezza urbana in quanto la situazione è al collasso!”

    • viviana ha detto:

      Mi pare che ora , a questo punto , non valga la pena andare a cercare un capro espiatorio per quello che non si è fatto e si doveva fare .
      Ognuno forse ha la sua parte di responsabilità , occorre essere onesti , sempre .
      Giorni fa ero a pranzo con un imprenditore di Grosseto che, tra una portata e l’altra , parlava del futuro trasferimento della sua azienda nel Polo di Braccagni . Il suo non era un discorso vago e fumoso , era un dettagliato resoconto di quello che di qui a poco dovrà capitare : citava con esattezza la dimensione dell’ambiente , forniva addirittura dati su quella che sarà la partecipazione economica degli enti pubblici alla realizzazione di questa struttura .
      Mentre lui parlava con l’entusiasmo di chi si accinge a realizzare un progetto forse sognato da anni , io ripensavo con infinita tristezza a tutte le discussioni su questo argomento che hanno animato il blog .

      • Spadi Roberto ha detto:

        Madame Viviana, le sembrerà un’ovvietà, ma al contrario di quello che credono il ranocchio, mezzamestaola e Nello, di ogni problema della vita ci sono più sfaccettature, bisogna farci i conti, senza troppe chisure mentali, infatti ILMONDO PERFETTO NON ESISTE.

  58. nello ha detto:

    Roberto, non ho capito il tuo intervento: cosa intendi per chiusure mentali e che il mondo perfetto non esiste?
    Un gruppo di paesani, per te con qui occhi foderati di prosciutto (di quello buono e genuino che ci passa il Granocchiaio), è contrario al Polo, per questo le indichi come mentalmente ottusi? Guarda che almeno per ora siamo un paese libero ed ognuno ha il diritto dovere di accettare o criticare quelle che tu chiami “giuste cause” perchè imposte da chi è stato democraticamente eletto. Potrei accettare, a malincuore, il Polo a seguito di una maggioranza assembleare, ma da come si è espresso il conviviale di Viviana mi sembra che tutto sia stato deciso alla chetichella da tempo infischiandosene della popolazione. Con questo non voglio dire che noi siamo nel giusto e te nello sbagliato: dico solo che Braccagni si troverà 17 ha. di capannoni senza, penso, ricevere nulla in cambio: che so viabilità decente, un centro di aggregazione sociale, qualche posto di lavoro(per noi della circoscrizione 7, così ci prendo tutti) etc.
    Ti prevengo forse su una tua affermazione: di polo se ne parla da anni ed io l’ho affermato, ma non doveva essere ubuicato al podere Spiga e anche durante i due incontri del forum sul territorio i Sapientoni non sapevano dove sarebbe stato ubicato se a nord o a sud del paese; guarda che i due incontri sono stati fatti non 2-3 anni fa ma nella primavera scorsa.

    • mezzamestola ha detto:

      dedicato a tutti quelli che se ne fregano, con amore, rispetto e anche tenerezza, e un pò di amarezza. destra sinistra e centro, extra compresi.

        • Granocchiaio ha detto:

          eh si! credo proprio che questa sia una pensata geniale, la quadratura del cerchio, la soluzione dei nostri problemi!
          .
          ma come abbiamo fatto a non pensarci prima, non dico io, ma per esempio uno Sciabolik ci poteva anche arrivare
          .
          e invece no, il mezzamestola ha bruciato tutti sul tempo
          e noi li a scervellarsi sul da fare, sul che dire
          .
          bene, bravo, di cuore
          .
          così penso che potremmo risolvere i problemi del polo a Braccagni
          .
          male che vada, con questi sistemi, avremo sicuramente almeno un altro ventennio del berlusca e della satira che ci campa sopra a dumila……………………

  59. Granocchiaio ha detto:

    Sarò anche prolisso, ma se devo argomentare qualcosa metto tutto sul tavolo, senza nascondermi dietro a frasi enigmatiche da interpretare, o peggio pluri interpretabili, evito il linguaggio alla politichese, quando cioè si dice una cosa, ma a ben leggere si potrebbe intendere anche il contrario. Dicono tutto e il contrario di tutto: sono campioni in questo i politichesi.

    Amaramente mi rendo conto che ci stiamo avviando agli ultimi colpi di coda sull’argomento.

    Mezzamestola opportunamente ci segnala con il suo ultimo intervento chi potrebbe essere il vero responsabile di tutti i guai a Braccagni.
    Effetti immediati del dopo NO B DAY? Qualunquismo? O magari solo amara disperazione?

    .
    Non sarò breve, e cerco anche stavolta di dire quello che penso, punto per punto facendo riferimento anche a quello che hanno detto gli altri.

    Nota lo Sciabolik:
    Intanto, ho notato che a parte te, caro ranocchio, e il confinato nel tacco d’Italia, A NESSUN’ALTRO GLIE NE FREGA UNA MAZZA del polo internodale/modale o come cacchio si chiama…

    .
    Quindi, per sua stessa ammissione, a Sciabolik NON GNENE FREGA UNA MAZZA del polo………..
    E questo è un fatto acquisito.

    E poi Nello
    ………………, ma soprattutto sono scoglionato perchè qui siamo in pochi a prendere posizione per il sì (mi pare solo te) che per il no, mentre parlando con paesani ci sono molti contrari (e tu lo sai benissimo visto che in una riunione eravamo in 6, quattro contrari e due favorevoli), ma come qualcuno ha detto non prendono posizione forse per motivi di parte, e si che qui potrebbero usare pseudonimi……………

    .
    Mi pare chiaro che abbia ragione Nello: non confonderei chi si esprime sul blog con chi è contrario ma non interviene sul blog.
    A me dispiace, ma è inevitabile, non tutti scrivono sul blog.
    Casomai potrei essere dispiaciuto per il fatto che non c’è (per ora) un movimento come quello che si formò per il Compost. Forse la gente non percepisce che questo progetto potrebbe essere ancora più deleterio di quello che si riuscì fortunatamente a sventare.

    E parliamo allora anche di Compost.

    Dice Sciabolik:
    ero favorevole ma ero un ragazzo e nessuno mi prendeva sul serio; mi toccò pure la rampogna del povero Leo Nucci che era un fondamentalista del NO COMPOST così lasciai perde, c’avevo di meglio dafffffà…

    Con tutto il rispetto non credo che il progetto saltò perché nessuno prendeva sul serio lo Sciabolik, e nemmeno per quello che borbottò un livido Sindaco uscendo dall’infuocata assemblea in Circoscrizione: contestate pure quanto volete, tanto noi il Compost ve lo costruiamo lo stesso!
    Credo invece che fu l’evidente sbaglio del progetto di per sé, di come nacque (un po’ come questo) e della sua collocazione, nonché la partecipazione della stragrande maggioranza della popolazione che si mosse talmente bene da far valere il proprio orientamento e la propria convinzione.
    Non sottovaluterei nemmeno il ruolo che svolse l’altra volta l’opposizione che stavolta invece brilla e tuona per la sua assenza. Sul Compost si formò una schieramento trasversale, ma qui di trasversale vedo poco o niente. Per la serie: opposizione se ci sei batti tre colpi, e poi ne basterebbe anche uno solo.

    Comunque pare proprio che lo Sciabolik sia recidivo, anche allora voleva “smerda’” le nostre immediate campagne.

    E questo nonostante lo Sciabolik stesso vada fiero di aver scritto in data Agosto 15, 2008 alle 12:17 pm
    ………………….Non ho tanta immaginazione per figurarmi nella mente cosa si inventeranno con il polo logistico e lo scalo merci delle ferrovie SE E QUANDO verranno realizzati, ma di sicuro faranno casino……………..

    .
    E qui credo proprio ci sia una grossa contraddizione, o come si dice noi, il nostro si sia fatto cianchetta da solo. Perché, nonostante tutto, lui già dall’agosto 2008 metteva in guardia la popolazione “perché di sicuro faranno casino”. E ce lo vuole oggi ricordare e sottolineare.

    Quando la signora (e non un indelicato quanto inopportuno madama) Viviana ci dice che
    un imprenditore di Grosseto …………………… parlava del futuro trasferimento della sua azienda nel Polo di Braccagni . Il suo non era un discorso vago e fumoso , era un dettagliato resoconto di quello che di qui a poco dovrà capitare : citava con esattezza la dimensione dell’ambiente , forniva addirittura dati su quella che sarà la partecipazione economica degli enti pubblici alla realizzazione di questa struttura.
    .
    non dice delle ovvietà, ripete quello che già in certi ambienti si dice tranquillamente, dato per scontato che in ogni caso e contro ogni nostra opposizione il Polo si dà per fatto! Casomai si potrebbe dire che sono delle enormità che un imprenditore vanti i suoi sicuri affari futuri “alla barba del contadino…….”
    .
    Ma il nostro Sciabolik si leva d’impaccio con un
    le sembrerà un’ovvietà, ma al contrario di quello che credono il ranocchio, Mezzamestola e Nello, di ogni problema della vita ci sono più sfaccettature, bisogna farci i conti, senza troppe chiusure mentali, infatti ILMONDO PERFETTO NON ESISTE.
    .
    Che, per chi non avesse capito cos’è il politichese, è un esempio classico da enciclopedia: dire tutto per non dire niente, o dire tutto e il contrario di tutto, ovvero la sagra delle ovvietà.
    .
    A malincuore devo riconoscere che i timori di Nello sono molto concreti:
    Potrei accettare, a malincuore, il Polo a seguito di una maggioranza assembleare, ma da come si è espresso il conviviale di Viviana mi sembra che tutto sia stato deciso alla chetichella da tempo infischiandosene della popolazione.
    .
    Perché una persona come lo Sciabolik IGNORA COMPLETAMENTE le prove inconfutabili, gli esempi che gli ho citato a dimostrazione di cosa hanno fatto le nostre amministrazioni in paese dagli anni 70 ad oggi? Perché non dice una parola su questo?
    .
    Da cosa desume che le amministrazioni di oggi siano diverse e migliori di quelle di ieri?
    Forse perché hanno riconosciuto i loro errori?
    Mai udito ciò. E voi?
    Chi ci assicura che quelle di oggi non facciano come quelle di ieri che ci progettarono, a partire dall’angolo dove oggi c’è il ristorante Gustatus, tutta la Zona ad Insediamento Industriale del paese Braccagni?
    .
    Vero che – come ricordavo l’altra volta – il primo insediamento industriale fu poi la bottega di Guido Baroni per riparazione di bici, moto e auto, ma vero anche che per questo si deve ringraziare solo Lauro Baroni e l’epica piazzata che fece in Comune fino a farsi udire per tutto il corso Carducci con cittadini e, pare, vigili accorrenti per le urla del nostro.

  60. Biadone ha detto:

    La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone,
    non è neanche avere un’opinione, non è neanche un gesto o un’invenzione.
    La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.
    La Libertà (Gaber – Luporini, 1972)

    La partecipazione democratica consiste nell’attivazione di quelle politiche che mirano a coinvolgere gli enti locali, le associazioni e i cittadini nell’ambito dei processi decisionali di governo del territorio e risponde all’esigenza della pubblica amministrazione di giungere alle decisioni attraverso un ampio coinvolgimento delle competenze ed esperienze diffuse nella società, attivando dinamiche di contatto diretto, dialogo e consultazione di tutti i cittadini.

    Si può riassumere in tre fasi fondamentali:
    1) informazione, quale premessa ad un rapporto trasparente e paritario tra i vari attori democratici;
    2) dialogo, più gestibile e amplificato grazie all’esistenza di nuovi canali di comunicazione;
    3) consultazione con forme variabili di contatto a distanza finalizzato alla partecipazione concreta di tutti gli attori alla redazione di documenti e alla presa di decisioni;
    il tutto diventa democrazia partecipata che non è una fantasia politichese ma norma della Comunità Europea.
    E qui siamo in Europa?
    A Voi le conclusioni

  61. sentinella ha detto:

    Regolamento urbanistico in Consiglio comunale in primavera per la sua adozione e possibilità di una variante anticipatoria per il Polo logistico a Braccagni.
    Mesi fa la giunta comunale, in collaborazione con quella provinciale, ha elaborato una variante per traslare al di là della ferrovia Grosseto-Siena l’insediamento stesso. Si tratta di una piattaforma per lo scambio della modalità di trasporto da ferro a gomma, di magazzini per il condizionamento delle merci, di impianti per lo stoccaggio di prodotti agroalimentari e di celle frigorifero. L’assessore Canuti oggi non esclude che, qualora dovesse accumularsi qualche ritardo ulteriore nell’adozione del Regolamento, il Comune decida di procedere quindi con la variante anticipatrice, per accelerare i termini di realizzazione del polo logistico.
    “E’ un intervento determinante – dice l’assessore Canuti – tanto più adesso che il progetto si lega sempre più a quello del polo agroalimentare. Una sua realizzazione avrebbe una valenza oltre i confini provinciali. Ecco perchè serve metterlo in moto nel 2010, anche in vista di una fase di rilancio economico che gli indicatori ci dicono possibile”.

  62. Granocchiaio ha detto:

    Anche la Sentinella sembra abbia ora accesso a notizie di prima mano(?) sicuramente interessanti per il paese, e questo non ci può che far piacere.

    Se non ho capito male la giunta comunale e quella provinciale hanno elaborato una variante per spostare al di là della ferrovia Grosseto – Siena l’insediamento per il Polo Logistico.

    Questo dovrebbe significare due cose:
    1. che intanto la zona prima prevista di tutto il territorio fino alla ferrovia stessa (per capirsi tutto l’ex podere La Spiga) viene liberato da questa mega occupazione per spostarsi al di là della ferrovia (dove? Casa al Pino? Fattoria Grottanelli? Madonnino?)
    2. che questa variante essendo stata elaborata “mesi fa” è assai probabile che già in occasione della FESTA DELLA PARTECIPAZIONE in Programma il 31 ottobre 2009 era già a conoscenza della Giunta stessa

    Il primo punto porta una boccata di speranza allontanando almeno dal paese questo popò di ciborio, anche se non chiarisce in alcun modo in quale maniera potrebbe essere sistema la viabilità nord sud attraverso e del paese

    Il secondo punto genera qualche perplessità perché se era un argomento già in essere o in via di definizione con la provincia non si capisce come mai nei vari incontri con la popolazione non se ne è mai fatto cenno

    Sarebbe poi interessante approfondire e chiarire poi cosa si intende dire l’assessore con “Una sua realizzazione avrebbe una valenza oltre i confini provinciali. Ecco perchè serve metterlo in moto nel 2010, anche in vista di una fase di rilancio economico che gli indicatori ci dicono possibile”

    Tutti argomenti che potrebbero essere ripresi nell’incontro ipotizzato da Carlo Velltini e al quale il sottoscritto ha già dato convinta convinta adesione.
    http://www.braccagni.info/2009/05/tatzebao-di-giugno/#comment-5240

    • patrizio ha detto:

      caro granocchiaio, mi sa che non hai capito bene… purtroppo… ahimè… quell’aldilà della siena-grosseto vuol dire esattamente davanti a Tondicarlo dove ben sappiamo da tempo è localizzato il polo… in pratica quel messaggio dell’assessore è scritto nel più limpido e chiaro ‘politichese’ tanto politichese che dice e non dice ed in più fa confondere le idee anche a chi avendo letto gli atti già sa dove verrà il Polo. PAre più un messaggio in stile ‘radio londra’ per chi sa , piuttosto che un modo per informare la gente in una logica di governo trasparente.
      Prima era previsto a ovest della siena grosseto, ora è a est, cioè tra podere spiga, la ferrovia l’aurelia e la società.
      ho capito male pure io? Se si accetto ben volentieri correzioni perchè vorrebbe dire che lo fanno veramente dove era previsto, cioè nell’area madonnino… anche se li sarebbe sempre un obbrobrio..

      E’ certo che le FFSS dicono da anni che lo scalo merci in provincia di grosseto non è utile, lo tolgono da grosseto e non lo rifanno più, il polo intermodale diventa a questo punto inutile… secondo il maggior utilizzatore, ma ecco che spunta un progetto di privati, che subito viene accettato dalla politica locale, senza dir niente però alla popolazione che li ha votati… e anche quando si chiede che cosa stia succedendo in occasione dell’incontro alla CCIAA di qualche mese fa… nisba, nessuno sa niente e qualcuno dice pure che son cose che non c’entrano niente … poi da indiscrezioni anche su questo blog, si viene a sapere che gli imprenditori investono e progettano per il futuro in quell’area, si viene anche a sapere che l’assessore manda gli auspici augurali con notizie però poco chiare, ed ecco che il cerchio si chiude.

      Il Polo si farà, dove si sa, e se a noi cittadini non sta bene, non importa, l’opposizione è contenta perchè spera di avere voti alle prossime elezioni, voti di protesta contro chi già eletto non dice niente e non fa niente per informare la gente… però sta stranamente zitta, forse non intende attirare su di se le antipatie dei finanziatori del progetto, grandi imprenditori come sappiamo, e quindi gioca ‘sporco’, cavalcherà il malcontento pubblico domani… quando avremo problemi di viabilità e di vivibilità… allora la colpa sarà di chi ha permesso questo …

      Ora io dirrei di organizzare senz’altro gli incontri per farci spiegare quello succederà, ma non basta, ci vuole un comitato cittadino… se fossi li mi muoverei io, ma trovandomi lontano non posso far niente… possibile che nessuno si muova per organizzare chi non vuole il polo in quel posto?.. Forse Braccagni è veramente quello che dicono certi montepescalini, un posto senza arte ne parte dove ognuno pensa ai fatti suoi e dio per tutti… nessun attaccamento al paese, nessuna comunità, niente di niente che possa qualificarci come comunità…
      Ai montepescalini però dico… perchè il vostro silenzio? perchè acettate così senza dir niente che vi mettano la mosca sul naso…

      il polo sotto Tondicarlo è una offesa al vostro paese, prima di tutto, che dopo quasi un millennio di viste mozzafiato sulla maremma, dopo che si è meritato per questo il nome di Balcone della Maremma… oggi quattro politici e quattro imprenditori , oggi dopo mille anni di storia mettono in bella mostra sotto al BALCONE DELLA MAREMMA un insediamento industriale o come lo vogliamo chiamare… che distruggerà il paesaggio, che renderà impossibile la viabilità.
      Volevo tornare a Bracagni in vecchiaia, volevo finire i miei giorni li… dove son nato, ma temo che così mi costringerò ad un esilio forzato, lontano da quello che stanno per fare del nostro paese e del vostro.

  63. Nello ha detto:

    Ho aspettato tanto a prendere la parola (anche se scritta, ma in piazza si parla e non si scrive, anche se la piazza è virtuale) perchè volevo delle risposte da chi di dovere, ma visto l’orario di apertura dell’Ufficio Territorio e Ambiente, solo stamane ho trovato il tempo.
    Come dice Patrizio è una pia illusione lo spostamento del Polo, diciamo così, alle origini: il progetto va avanti sempre al podere Spiga, per cui siamo sempre al punto di partenza.
    In quell’Ufficio mi hanno chiesto perchè sono (siamo) contrari ed io ho risposto in maniera semplice: c’era un PC portatile, con possibilità di Internet, gli ho presentato il nostro sito ed in particolare la sequenza fotografica di inizio pagina, dicendo che la terza foto era un fotomontaggio ma che rendeva l’idea soprattutto a loro che erano tecnici.
    Chiaramente hanno fatto finta (o forse sarà stato anche vero) di non sapevano che Braccagni avesse un blog, mi hanno detto che avrebbero approfondito, però perchè…….
    Ecco “quel però perchè…” mi ha fatto arrabbiare, perchè è quello che con Patrizio abbiamo suggerito: incontrarsi con le parti in causa (PILT, Comune, Provincia etc). Quindi visto che le parti politiche (maggioranza ed opposizione indistintamente) hanno fatto orecchi da mercante, perchè “La Sentinella” non prende il toro per le corna e non organizza lei una bella assemblea pubblica con inviti mirati?

    • Roberto Spadi ha detto:

      Bravo Nello, sò con te, facciamo un (ultimo?) tentativo più che altro per capire chi prende sul serio la faccenda.

      • sentinella ha detto:

        Si, dobbiamo fare questo incontro, io posso contattare i professionisti che hanno fatto il piano delle acque, o meglio hanno studiato la fattibilità sotto quel punto di vista; a loro sarebbero da fare molte domande , come ad esempio che cosa è stato faddo per ecapire se fenomeni di abbassamento del terreno come quello accaduto all’acquisti, si possono ripresentare in zona? O come si intende risplvere il problema del pericolo idrogeologico di braccani, ma acnhe di quella zona, visto che diventado nella migliore delle ipotesi un punto di stoccaggio di merci (anche pericolose)… se viene una all’uvione che cosa succede?… ci prendiamo tutti i liquami nel paese?.. o nella campagna sottostante?… e come si concilia il problema delle acque calde sotto il suolo (caldanelle) che sono sotto anche il suolo di Braccagni e li… che potrebbero portare uno sviluppo molto diverso, per turismo o agricolture… con il deturpamento del paesaggio per una zona che a noi non sembra giustificata dal punto di vista industriale o logistico… insomma queste domande itneressano solo noi tre o quattro oppure anche gli altri?… Ecco che chiedo ai combattivi tifosi di Braccagni ed ai giocatori, di sentirsi di braccagni, e aiutarci a capire e rispolvere q

        • sentinella ha detto:

          La Sentinella del Braccagni, con l’aiuto di più persone possibile, in questo momento è in grado di assicurare :
          un numero della rivista all’anno;
          questo blog.
          Stop
          Per quello di sopra: è opportuno non firmarsi “sentinella” – Cosa c’entrano poi i tifosi e i giocatori anche questo non lo capisco. Allora perchè no i cacciatori e i ferrovieri?

          • Nello ha detto:

            Essendo un pò duro di comprendonio, sono perplesso: a quale “Sentinella” devo dare retta.
            La prima dice una cosa, la seconda in pratica l’opposto. Non vorrei che qualcuno faccia a bella posta casino.
            Anche io come la seconda “Sentinella” , visto che ormai è più di un anno che frequento il blog e comincio a riconoscere la stessa firma anche su più psedonimi , avevo dubitato della firma.
            Forse sarebbe opportuno di ritornare al breve periodo in cui bisognava fare un sacco di manovre per poter scrivere. (a proposito grazie dell’intervento per ripristinare il sito).
            Ritornando all’argomento, mi sembra che, almeno per alcuni, è importante e non mi va che ci si prenda in giro. Questo è un problema grosso per il paese sia che si faccia o , come mi auguro, non si faccia; dovrebbe interessare tutti ma non si deve fare casino invocando tifosi e calciatori (per credete laggere la pagina sportiva), si deve dare una risposta seria e credibile, quindi ok per tecnici, imprenditori, politici ma soprattutto voce ai cittadini.
            Alla Sentinella dico che l’ho chiamata in causa solo perchè già altre volte ha proposto, con successo, incontri; chi dovrerbbe essere preposto, forse perchè c’è dentro fino al collo, ha fatto orecchie da mercante ( ricordate che il giochetto è stato portato avanti da due amministrazioni di colore opposto) ed io non sono nessuno per poter portare avanti il mio progetto; al limite potrei buttare giù una assemblea, ma visto l’esito della pubblica assemblea indetta dal Comitato della statua per la scelta del bozzetto, penso sia meglio non farne di nulla e continuare a confrontarsi qui.

        • Roberto Spadi ha detto:

          Eccoci, ci mancavano i tifosi&giocatori del Braccagni…
          Cara sentinella, vabbè che devi stare sveglia, ma cambia tipo di sigarette, mi sembri un pò scomposto…

  64. Tratto dal sito: lasentinelladellamaremma.wordpress.com ha detto:

    Italia in svendita: Valle Bruna (27 luglio 2009)

    Nel territorio di Roccastrada, dopo:
    – l’asfaltatura di decine di km di strade bianche
    – il potenziamento dell’illuminazione pubblica di tutti i centri abitati e di quella privata con utilizzo di corpi illuminanti inadatti e conseguente inquinamento luminoso e spreco crescente di energia
    – l’abbattimento, ormai consueto, delle alberature in occasione della manutenzione dei fossi con il conseguente indebolimento delle sponde, l’aumento della velocità del deflusso delle acque e la distruzione del prezioso habitat di numerose specie animali
    – la concessione di estrazione di gesso e produzione di 20 milioni di mq/anno di cartongesso.
    – la cementificazione di 5 ettari di terreno agricolo di classe I per l’impianto di pannelli fotovoltaici su inutili e costosi inseguitori solari.
    – la cementificazione di 42 ettari di terreno agricolo di classe I per la realizzazione di un Polo Agroalimentare (poi diventato Industriale – Commerciale) che, a 8 anni dalla sua realizzazione, è in stato di abbandono e per il quale si sta impiantando un sistema di idrovore da 8 milioni di Euro (soldi dell collettività) per rendere sicura la’area dalle frequenti alluvioni.
    – la cementificazione di 8 ettari per una inutile e costosa e soprattutto brutta struttura fieristica sul limitrofe territorio grossetano.
    – il recente annuncio della cementificazione di 20 ettari sul confinante territorio grossetano del Polo fieristico per la realizzazione di un Polo Logistico intermodale, retroporto di Livorno, Civitavecchia e Piombino .
    – la trasformazione della vicina variante Aurelia in autostrada con relativi svincoli, caselli, rotonde e illuminazioni varie
    ecco l’ennesima violenza al nostro territorio denominata “Progetto Fiume Bruna” della Indipendent Energy Solutions per la “coltivazione” di gas metano che procede a grande velocittà. Non si tratta di “coltivazione” agricola ma si tratta di una terminologia dell’industria mineraria e estrattiva che indica il complesso delle operazioni per estrarre i minerali da un giacimento. L’area interessata è la valle del Bruna tra Montemassi, Sticciano, Montepescali e Vetulonia.
    Un altro pezzo di Maremma svenduto in cambio tanti buoni propositi basati su un investimento di 50 milioni di Euro per l’estrazione di 2,4 miliardi di metri cubi di gas in 30 anni che tranquillizzano tutti, a partire dalla terminologia molto amichevole… “coltivazione” e “Progetto fiume Bruna“, fino al rispetto assoluto di tutte e le norme e i vincoli stabiliti secondo le necessità del caso… e dalla ipotesi di un eventuale intrappolamento, dopo l’estrazione del gas, della CO2 non si sa bene come catturata.
    La Maremma, Distretto Rurale d’Europa di nome ma non di fatto, sta puntando direttamente verso una nuova identità: quella di una squallida periferia urbana in declino di una città che non c’è, alla quale mancano ancora all’appello qualche iper centro commerciale, alcuni outlet, un rigassificatore, un termovalorizzatore e magari un campo nomade sotto gli svincoli.
    Mala tempora currunt.
    lasentinelladellamaremma.wordpress.com

    Articolo pubblicato sul sito della Sentinela della Maremma

    • Nello ha detto:

      Sicuramente qualcuno storgerà il naso su quanto detto da Patrick, ma la realtà è questa: dallo pseudo sviluppo propostoci, noi non avremo che le briciole. Non credo posti di lavoro (c’è l’esempio del Centro Fiere che qualcuno, Sciabolik, mi criticò, ma posti nisba), non credo benessere; credo invece cementificazione (non è un errore grave, ma il polo logistico dovrebbe insistere su circa 35 ha), traffico e, speriamo, non criminalità.
      Di quanto ha detto forse l’unica cosa che potrebbe essere considerata una attività locale è quella del gas, la cui estrazione è prevista sull’area dei vecchi pozzi minerari di Ribolla, e l’attività estrattiva in zona è vecchia di millenni.

    • patrizio ha detto:

      ci sono, sono d’accordo,

      possibile che maremmani nativi da generazioni non sappiano sentire quello che Patrik ci dice con saggezza e cognizione di causa?…

      Siamo ciechi e sordi fino a questo punto…. ? poi piageremo sul latte versato da noi stessi…

      Montepescalini silenti, questà è una occasione da non perdere per affermare la personalità della vostra comunità… qui è in gioco un territorio che identifica una popolazione, è una cultura che viene calpestata… se la battaglia sugli usi civici ha diviso, questa è l’occasione per ritrovare un comune sentire….

      ho come l’impressione che mentre ci dividevamo sugli usi civici, qualcuno rideva alle nostre spalle e si fregava le mani… così non possiamo presentarci uniti contro chi vuole lo sviluppo della nostra terra contrario alla sua naturale vocazione.

      I nostri babbi e nonni ci hanno lasciato un paradiso, non saremo responsabili verso i nostri figli e nipoti di aver permesso che venisse distrutto… un secolo e mezzo di sacrifici per niente… questo è il valore della vostra silente rassegnazione che misura la vergogna di una remissione accettata senza voler conoscere, misura del disgustoso comportamento di accondiscendenza verso chi ci porta alla distruzione dell’unica cosa vera, dell’unico vero tesoro della maremma, la nostra identità che affonda le radici nel nostro paradisiaco paesaggio. e così perdiamo anche la nostra dignità… perdiamo le nostre radici ma non perchè altri ce le porta via… ma perchè noi gli permettiamo di farlo tradendo vigliaccamente noi stessi.

    • Roberto Spadi ha detto:

      Mi permetto di ripetere la risposta a questo commento che feci a suo tempo sul sito La Sentinella della Maremma:
      Perchè, ‘un ci può stà un campo nomadi sotto un cavalcavia?

  65. dal sito: lasentinelladellamaremma.wordpress.com ha detto:

    Italia in svendita: Braccagni (24 luglio 2009)

    Succede quando non si dà valore alla propria terra, alla propria identità. A Braccagni, piccola frazione dormitorio a 15 km da Grosseto, 20 ettari di suolo agricolo di classe I ubicati ai margini dell’antico lago Prile liberato dalla malaria e reso coltivabile da imponenti opere di bonifica durate centinaia d’anni, verranno trasformati, in nome dell’ormai consueto ossimoro “sviluppo sostenibile”, …in polo logistico retro portuale di Piombino, Livorno e Civitavecchia.
    L’aumento di carico urbanistico al quale la piccola frazione campagnola, nota per il canto del maggio e i suoi poeti in ottava rima, è stata soggetta in questi ultimi 5 anni e l’insediamento di Poli di vario genere tra cui questo… non sarà che un passo in più verso le squallide periferie delle città ormai in crisi, dei “suburbia” in cui l’auto era la regina incontrastata dei legami sociali, del lavoro, del sogno americano degli anni ‘50. Lo sprawl che ne consegue non porta ricchezza come vantano i nostri amministratori, ma spreco di risorse (vedi per esempio gli 8 milioni di euro per il sistema di idrovore per mettere in sicurezza il desiderato polo industriale del vicino Madonnino), aumento del disagio sociale, costo e allungamento dei tempi di trasporto, peggioramento della funzionalità delle reti e dei servizi, aumento dell’individualismo nel soddisfare esigenze di massa, squilibrio del rapporto tra uomo e natura, indebolimento dei legami sociali, distruzione di testimonianze storiche e culturali (vedi i reperti archeologici trovati proprio nel sito in questione), danno estetico del paesaggio, perdita della qualità di vita e consumo di territorio. Un circolo vizioso senza fine al quale, anche se un po’ in ritardo, i grossetani sembrano ambire.
    Si tratta di sacrilego consumo di terreni fertili! In Italia abbiamo ormai perso ben 30.000 km2 (quasi il 10% del territorio): siamo in 60 milioni su 301.000 km2 (5.000 m2 pro capite) tolte le Alpi e gli Appennini….
    le aree Agricole residue sono solo 2.500 m2 pro capite (un orto di famiglia!)
    L’indicatore di dotazione di suolo agricolo dedicato a colture temporanee e permanenti fa parte dell’insieme di indicatori di sostenibilità proposti dalla Divisione Sviluppo Sostenibile dell’ONU (UN-DSD) Nel nostro paese questo fenomeno ha un rilievo particolare: se si guardano i dati statistici dell’Unione Europea, in soli 10 anni, dal 1987 al 1997, sono stati impermeabilizzati per usi civili circa 2.800.000 ettari di suolo più o meno fertile; e mentre nell’intera Unione Europea la perdita di terreno agricolo è stata in questo decennio pari al 2%, l’Italia ha consumato addirittura il 20% di questa preziosa risorsa; secondo APAT nell’ultimo decennio sono scomparsi in Italia 1.8 milioni di ettari di SAU (Superficie Agricola Utile), pari al 12.2%.
    Tutto ciò per movimentare l’alquanto disorientata economia locale, magari liberando preziosi terreni dello scalo ferroviario di Grosseto per nuove speculazioni edilizie. Ma cosa rimarrà alla collettività? nuovi fatidici posti di lavoro, ricchezza, felicità?
    lasentinelladellamaremma.wordpress.com

    Articolo pubblicato sul sito della Sentinella della Maremma

  66. Rosencrantz ha detto:

    Cari sudditi, perché è ciò che siete, figurarsi se il Comune che da investimenti complessivi di 200 milioni d’euro ricaverà una decina di milioni dagli oneri di urbanizzazione, ascolterà il vostro grido di dolore.
    Con i tempi che corrono le esaustissime casse comunali fanno l’eco, quindi con buona pace di comitati, gruppi folcloristici e non, partiti di governo e opposizione, blog assortiti , il polo logistico si farà, con annessi e connessi.
    Questo è poco ma sicuro.
    Se per cantare il maggio a S. Rocchino in spensierata allegria, si devono buttare diverse decine di posti di lavoro, vi conviene guardare S. Remo in tv.
    E se ciò non vi aggrada…

    • Nello ha detto:

      Fammi capire dove sono “queste diverse decine di posti di lavoro” , se prendi a riferimento quello che è scritto sulla carta Ok, ma purtroppo dubito.
      Anch’io credo che il progetto andrà avanti, visto anche il menifrechismo dei “sudditi” (come tu ci chiami), ma incontrarsi con le parti interessate non penso che sia un idea da buttare, anzichè trovarsi sul groppone quanto vogliono gli altri che, nessuno, ha radici sul posto.
      Per notizia, sul “IlTirreno” stamane c’è una cosa che in parte potrebbe interessare. All’isola d’Elba è in costruzione la nuova linea a 130 Kv di TERNA. Vi garantisco per esperienza personale che da più di dieci anni va avanti la storia, perchè la linea attuale è critica, il progetto iniziale era ancora ENEL, sono state fatte riunioni tecniche con i vari soggetti interessati, compreso l’autorità del Parco che in pratica non è interessato, si sono riuniti vari comitati, infine fatta la conferenza dei servizi ed a seguito di tutto nel 2008 veniva concessa dal ministero competente l’autorizzazione all’esecuzione. Ebbene in tutta la trafila solo un sindaco ha posto da subito dei paletti e nel suo territorio la linea è interrata (anche l’ultimo tratto, mi sembra per 2,5 Km, in ingresso alla cabina di Portoferraio lo è), ma per 7 Km circa la line è aerea, quindi in tralicci di circa 30 m, uno di 40 m, guarda caso lungo la china del Volterraio in bella vista dal golfo di Portoferraio. Nei giorni scorsi c’è stata una manifestazione popolare pilotata dai commercianti e albergatori per evitare l’obbrobrio dei tralicci: bene, pur non smantellando il cantiere, TERNA s’è resa disponibile ad un nuovo incontro.
      Se è successo all’Elba (va bene il turismo), perchè non si può fare qui che ancora siamo, in teoria, ancora alle carte? Se il Polo viene fatto anche noi si potrebbe ottenere qualcosa : ad esempio se le cifre fossero quelle che riporti, ma mi sembrano tanti milioni, cosa sarebbero 3-4 milioni per far interrare le due linee FS che dividono il paese? oppure mettere nero su bianco che almento il 10-20% dell’occupazione sia riservata ai residenti nella circoscrizione? imporre la schermatura del luogo con alberi di alto fusto? oppure…. Non si otterrebbe quello per cui io ed altri non vorremo, ma almeno un benificio per il paese ci sarebbe.
      E a proposito il Maggio si canta, almeno fino a ieri, al Campo della Fiera e non a S.Rocchino: nel primo caso i capannoni del Polo sarebbero un pò coprti dal paese, ma a S. Rocchini ci sei praticamente sopra…….

    • Roberto Spadi ha detto:

      Bè a vedè l’articolo del corriere di maremma (se riuscite a leggerlo…) Rsencrantz non c’era andato lontano ( 100 miloni o 200 che voi che sia) il polo si farà, Alleluia! MI chiedo:
      lo faranno nasce come un fungo porcino dopo le abbondanti piogge settembrine? Oppure prima daranno una sistemata alla rete viaria che già ora è congestionata intorno a Braccagni, e magari un rinforzo all’acquedotto del Fiora che già da un pò è appena sufficente?

  67. Carlo Vellutini ha detto:

    Io ribadisco la mia posizione, anche perché mi piace essere realista e perché credo che le rivoluzioni popolari (seppur abbiano fatto nascere alcuni bei diritti) si sono sempre rivelate una fregatura per lo stesso popolo (in Francia dalla Rivoluzione vennero fuori il Periodo del Terrore e Napoleone e non certo la democrazia). Detto questo io sono tra quelli che avrebbero visto favorevolmente un incontro con le istituzioni sul tema del Polo Logistico. Non perché sia convinto che noi riusciremmo a fermarlo, ma perché penso che dal momento che questo è stato previsto e che verrà realizzato che almeno ciò avvenga nel modo migliore. Un punto su cui tutti ci siamo interrogati è che cosa accadrà alla viabilità di Braccagni e se qualcosa è previsto. Credo che questi sarebbero incontri costruttivi per cercare di disegnare qualcosa nell’interesse di chi il paese lo vive realmente, e ribadisco realmente. La differenza tra i residenti ed i tecnici è una: i primi conosco i problemi, i secondi lo fanno in maniera teorica, tracciano una linea e chi si è visto si è visto!!! Leggo poi dei 400 posti di lavoro. Al di là della propaganda politica di qualsiasi colore mi piacerebbe porre ai nostri amministratori la solita domanda: ma questi sono nuovi, oppure si tratta di occupati che da altre realtà si spostano a Braccagni? Questa è una differenza fondamentale. Un conto sono 400 NUOVI posti di lavoro, un contro 400 TRASFERIMENTI. Per il resto sono convinto che nessuno di noi cambierà nulla. Semmai mi dispiace che tutto sia stato realizzato senza essere mai stati informati. Non dico dagli assessori, ma dai nostri rappresentanti nelle istituzioni (in Circoscrizione e nel Consiglio Comunale). Non pretendo che facciano chissà cosa, ma almeno vigilare e farci conoscere le decisioni su tutto ciò che riguarda il nostro paese, quello sì…Per il resto, come si suol dire, l’unica possibilità che noi abbiamo è quella del voto ad ogni scadenza elettorale. Forse è un po’ poco…ma almeno quello ci è rimasto!!!

  68. Nello ha detto:

    “Eppur si muove….” qualcuno più in gamba di me disse qualche secolo fa, il detto si può riferire all’articolo del Corriere di Maremma (penso sia giusta la dizione).
    Ormai non sono più chiacchiere da bar o sentito dire a qualche riunioine di partito: due assessori hanno sentenziato che il polo logistico ( o come si vuol chiamare) si farà a Braccagni, con la supervisione di Invitalia (un la conoscevo, ma da cdome la nominano sarà un ente importante) e, addirittura, la Scuola Superiore S.Anna. Lo strano è che a fronte di tante menti eccelse interessate meno di un anno fa in occasione del forum, anche uno degli assessori intervistati, caddero praticamente dalle nuvole: si c’è qualcosa di vero (sono anni che se ne parla), ma niente di certo……
    Però come sempre ci sono specchietti per allodole da parafulmine.
    Si va dai 400 posti di lavoro sventolate dal Frosolini, ma sia questa testata che il Tirreno tutte le settimane offrono posti di lavoro per centinaia di persone, quindi delle due l’una: o sono bufale o in provincia di Grosseto, in barba alla situazione nazionale, non abbiamo più mano d’opera disponibile.
    Si sostiene che non sarà veramente solo uno scambio merci (come dopvrebbe essere un polo intermodale) ma si parla di ricevimento, stoccaggio, lavorazione, confezionamento e spedizione di merci.
    In buon politichese non viene specificato, quanto al capoverso sopra, se il tutto viene fatto nella stessa area (quella che ho chiamato POLO) oppure si fa riferimento contemporaneamente anche alle altre eventuali attività industriali previste ; ma soprattutto per gli scettici, non dicendolo apertamente, si indica ufficialmente l’area a sud del polo agroalimentare ( area Madonnino) quindi area Spiga, sperando di iniziare i lavori al più tardi nei primi mesi 2012.
    Sempre per i miei paesani scettici, Patrizio, forse anche con troppo allarmismo prevenendo quello affermato dall’assessore Frosolini, ci mise in guardia nell’autunno scorso che la società privata interessata all’opera aveva si la licenza per per la logistica, ma anche altre licenze, compresa quella dello stoccaggio materiali pericolosi ( l’area è a un tiro di schippo dal paese)

  69. sentinella ha detto:

    Così parlò Frosolini

    L’amministrazione Bonifazi prova a imprimere un’accelerata sulla realizzazione del polo logistico a Braccagni. L’assessore ai lavori pubblici, Maurizio Frosolini, intervenendo al congresso provinciale della Filt Cgil, ha rilanciato su tutta la linea, indicando le tappe che dovranno portare alla concretizzazione di questo snodo fondamentale non solo per lo sviluppo, ma per la definizione di un nuovo tipo di economia sul territorio.
    Sarà il regolamento urbanistico – conferma l’assessore al governo del territorio, Moreno Canuti – a definirne la tempistica. “Siamo pronti anche a imboccare procedure capaci di anticipare le previsioni contenute nel Regolamento. Qualora se ne ravvisasse la necessità, ma siamo sicuri che i tempi saranno rispondenti al valore del progetto”. L’investimento per l’area di Braccagni si aggira intorno ai 100 milioni di euro “… e assicura Frosolini – non è un progetto immobiliare, ma industriale e darà lavoro a 400 persone”. In concreto, si tratterà di una serie di strutture per la logistica “… molto di più di un semplice scalo merci – dice l’assessore – A Braccagni le merci arriveranno, in parte potranno essere lavorate e assemblate, potranno essere confezionate per poi essere movimentate verso i mercati italiani e esteri”. La parte più a nord dlla futura area sarà, infine, dedicata a un progetto di un grande portata: un polo agroalimentare . A individuare la provincia di Grosseto come sito adatto a questo tipo di progetto è stata Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, che agendo su mandato del Governo, ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione delle potenzialità dei singoli territori.
    Il progetto ha preso le mosse nel 2008, quando a palazzo Aldobrandeschi fu presentato lo studio-pilota frutto della collaborazione tra Provincia, Invitalia e Scuola Sant’Anna di Pisa con l’intento di lavorare sulla logistica per assicurare alle produzioni maremmane la via dei mercati esteri, con un’attenzione particolare alle filiere vitivinicola, olivicola, ortofrutticola e lattiero-casearia.
    “Abbiamo già avuto un incontro con Provincia e Invitalia – spiega l’assessore Canuti – per l’individuazione dell’area su cui impiantare il progetto. Avendo noi già elaborato la previsoen del polo logistico a Braccagni è venuto naturale puntare su questa zona. L’idea di un polo agroalimentare, sostenuto dall’autorevolezza di Invitalia dà ancora più forza al progetto complessivo”. Se i tempi saranno rispettati, entro il 2011 dovrà avvenire l’approvazione del Regolamento urabinistico e quindi della variante relativa e i privati che hanno presentato il progetto a quel punto potranno dare il via all’intervento.

  70. Collina ha detto:

    Camusi batte Frosolini 5 – 1

    • patrizio ha detto:

      e noi di braccagni e montepescali si batte tutti il muso nel polo…..

    • Rosencrantz ha detto:

      Messeri, certo che a Braccagni avete uno strano modo di intervenire nelle discussioni; come altrimenti interpretare quello stringato ” Camusi batte Frosolini 5-1″?
      Forse perché ha avuto cinque(?) commenti contro uno?
      E allora? Forse la nobile arte del batti e corri non si merita di avere il giusto risalto sul vostro blog?
      Forse è più importante la distruzione del territorio per una supervalutata (o sottovalutata, dipende dai punti di vista) necessità di sviluppo economico?
      Ai posteri l’ardua sentenza.

    • Nello ha detto:

      Pensavo di essere uno dei pochi ignoranti (da ignorare, e non in senso offensivo) che frequentano il blog, ma te mi batti. Che senso ha di mischiare un grande atleta e tecnico del passato in un problema, che, almeno per parte della popolazione, porterà delle preoccupazioni ben più grosse di un evento sportivo. L’ignoranza aumenta perchè lo sportivo in questione è scomparso da anni e quindi non ha senso nominarlo in questo sito.
      Però forse………., non sei mica quel politico locale (fra l’altro unico arbitro ad ammonire il grande calciatore Spadi) che in campagna elettorale, non sapendo cosa dire di meglio al suo avversario, affermò che ” come fa uno che non sa nemmeno chi sia Barbana a fare il sindaco…”. L’ignorante vinse al primo round…………

      • patrizio ha detto:

        il blog è utile quando fa qualche cosa di utile, altrimenti è fine a se stesso e non mi piace più, siccome a braccagni stà per accadere un evento di quelli che gli cambieranno la storia, se nel blog nessuno tranne io e nello ne parla, allora per me questo blog si può anche chiudere.

        • sentinella ha detto:

          Bene, così anche quei pochi che ne parlano la smettono di rompere le scatole.

          • Archimede Pitagorico ha detto:

            Mi si è accesa la lampadina

            Soluzione prescritta per chi è preoccupato per il Nodo:
            chiamate a raccolta le centinaia e centinaia che hanno firmato per impedire il sovrappasso della ferrovia
            loro si che se ne intendano di impatto ambientale
            e riescano pure ad avere risultati
            sembrano che non ci siano, ma sono tutti qui, magari sono tutti a fare pipì, ma basta chiamarli!

            Che idea Archimede! Sono proprio un bell’inventore!

          • Nello ha detto:

            Mi sembra che la “Piazza virtuale” aperta con questo intervento della Sentinella mi sembra da chiudere.
            Auguro a tutti i ben pensanti tanti auguri per i 400 posti, con questo ho chiuso con il blog.

          • sentinella ha detto:

            Subito alcune precisazioni: il mio intervento intendeva sortire l’effetto opposto, ossia: vuoi per motivi politici, economici ma soprattutto per l’atavica indifferenza che attanaglia Braccagni, del polo in paese non se n’è parlato un granchè. Il blog è l’unica voce che cerca di mantenere alta l’attenzione su questa opera, e questo può anche rompere le scatole. Cosa vogliamo fare, arrenderci anche noi all’indifferenza?
            La funzione del blog: il blog è, per sua definizione, CONOSCENZA, questo deve fare chi frequenta un blog, aumentare la conoscenza nelle persone. Nel nostro caso, dato che Braccagni latita di punti di aggregazione anche fisici, aver creato una piazza, seppur virtuale, non penso sia sbagliato. Scendere in campo con iniziative: sarebbe bello, ma costituisce un impegno gravoso che nessuno è disposto a prendersi, anche se in futuro non è escluso.
            La posizione della Sentinella rispetto al polo: La Sentinella non è nè contro nè favorevole al polo. La Sentinella è contro l’indifferenza. Ed in questo momento c’è troppo silenzio.

        • Rosencrantz ha detto:

          Messeri, ricomponetevi! Il nervosismo non giova a nessuno; certo che se la sentinella prendesse, per una volta, posizione non cascherebbe il mondo! ma in quest’Italia di CERCHIOBOTTISTI questo è il modus vivendi, sempre pronti a salire sul carro del vincitore, ma con un solo piede, perchè non si sa mai, il vento può sempre girare…

  71. Roberto Spadi ha detto:

    Hei! Giovanotti, che ne direste di andare il 9 sera al circolo anziani e parlare del polointermodale con i candidati (solo di una parte) alle regionali che sono lì di passaggio?

  72. Roberto Spadi ha detto:

    E vieni anche te, caro Archimede Pitagorico, ho letto dopo il tuo commento e caro mio, questa volta la lampadina mi sembra un pò fiacca, quella volta non c’era da combattere solo l’impatto ambientale, di tutta evidenza, ma c’erano le rimostranze dei negozianti che temevano di veder sparire i già scarsi clienti che attraversavano il paese pè andà al mare. Inoltre furono proposte ipotesi alternative.
    Qui si tratta di impatto ambientale, di tutta evidenza, ma in ballo c’è una possibilità di sviluppo che non mi sentirei di buttare alle ortiche a cuor leggero, quindi il caso va dibattuto e eventualmente fare le nostre rimostranze.

  73. sentinella ha detto:

    Ci sono novità rispetto alla riunione di ieri sera in Circoscrizione?

    • patrizio ha detto:

      Certamente, non lo sapete?
      I politici, sinistra e opposizione uniti, dopo aver visto la neve a montepescali e braccagni, hanno deciso di costruire, insieme al Polo, anche una pista di scii tagliando parte del bosco che da montepescali scende e risale verso santa maria, e da santa maria alla polveriera sfrutteranno la cessa che c’è per una funivia (per rispettare le richieste dei verdi), poi daranno il permeso a chi ha più di 1.000.000 di euro di soldi rientrati dall’estero per lo scudo fiscale, di costruire baite sulle pendici di montepescali… al campo della fiera invece si costruisce un residence per il turismo e agli acquisti, nei tre laghetti, acquapark, tiro al piccone ed escursioni con motoslitta in inverno.
      Credo che per il futuro siamo belle che sistemati.

  74. Nello ha detto:

    Che desolazione! L’invito rivolto da Roberto di partecipare alla riunione di ieri sera presso il Centro Anziani non è stato accolto. E’ vero che il tempo era infame (lo stesso invitante ha dato buca adducendo che il freddo non ha permesso l’uso della sua Rolls…….o forse la banda Prandelli?), ma pensavo che almeno i paesani fossero più presenti. In pratica è stato un vero incontro politico, ma nonostante tutto qualcosa è stato detto. Solo un accenno al “polo” nell’introduzione del Presidente della Provincia, poco più di un accenno da parte mia nel mio intervento (visto, gioco forza, l’impostazione della riunione), ma, meraviglia, molto più di un accenno nelle conclusioni di Marras. La cosa più importante, secondo me, è che lo stesso Marras , come la Matergi, abbia, in primis, affermato la necessità (direi l’obbligo), e limpegno da parte sua, di una pubblica assemblea con le parti in causa per illustrare le finalità del progetto e, convenendo, non andare avanti “per sentito dire”.
    SPERO DI RIPORTARE BENE.
    Al di là della sua posizione in merito (come sindaco di Roccastrada ha lavorato sul “Progetto Madonnino” anche soprattutto in prospettiva polo) ha detto che Braccagni non è solo un progetto Regionale e/o provinciale, ma fa parte di un progetto “poli”che interessa tutta la penisola (ha parlato di cinque insediamenti complessivi) di qui la partecipazione di Invitalia, mentre la Scuola S.Anna ha solo marginalmente preso parte attiva, in quanto ha lavorato soprattutto per lo sviluppo economico provinciale. Di quello che si sente e si dice c’è sicuramente qualcosa di vero, ma da un rapidissimo accenno che ha dato sulla logistica, mi sembra di aver capito che non ci dovrebbero essere montagne di container come, anche io stesso avevo paventato, in altre realtà nate con nquesto scopo (tipo a La Spezia lungo A12), esclude inoltre stoccaggio permanente di riufiuti (altri siti delegatio allo scopo). Sicuramente l’impatto, dovunque venga insediato (in teoria anche in altra parte della provincia) ci sarà, ma la discussione dovrà tenere conto del complessivo (bilanciamento fra i pro e contro, attuali e futuri) e non impostata su una guerra ambientalista. Ha detto inoltre che siamo sempre alla fase iniziale e la prima mossa sarà l’approvazione della Variante Urbanistica, la prossima settimana ci sarà un nuovo incontro Provincia-Comune. Spera che entro la fine della primavera ci siano dati sufficienti per indire un assemblea sia sulle caratteristiche del polo sia sulla viabilità, che andrà profondamente rivista anche nell’ottica dello sviluppo del Madonnino (parole a quattr’occhi: è impensabile convogliare il traffico futuro sulla frazione). Comunque anche dopo la prospettata assemblea ne passerà di acqua sotto ponti prima del V.I.A. (gioco di parole) definitivo all’inizio attività, inoltre qualunque sia la decisione che verrà presa non è collegata a fini elettrorali perchè, come una battuta, di qui in avanti, per ora, c’è solo il 2012 libero da tornate elettorali (vedremo noi di provvedere Roberto cerca di metterci l’Usi Civici, così si copre anche quello).
    Impressioni personali
    Il progetto andrà sicuramente avanti, ma sono disposti ad accettare indicazioni (il fatto che abbia fatto riferimento alle Valutazioni Impatto Ambientali e ai tempi lunghi ha aperto altre possibilità).
    A margine: INVITALIA è il nuovo nome di “SVILUPPO ITALIA”, mi ero posto la domanda in un mio precedente intervento, la risposta , senza nessuna richiesta, l’ha data Marras, anche lui, come altri politici, frequenta o almeno legge le nostre chiacchiere da piazza?

    • Roberto Spadi ha detto:

      Bravo Nello!!
      Bel lavoro!!

      • patrizio ha detto:

        quindi il polo è inevitabile

        • Nello ha detto:

          può darsi, ma mi sembra buono l’impegno del Marras per una assemblea, poi si vedrà che ci dicono e come ce lo mettano, il polo naturalmente

          • Puntini sulle i ha detto:

            utile la precisazione ultima, ma oltre a sapere come ce lo mettano, non sarebbe il caso di chiarie una volta per tutte anche dove ce lo mettano?
            Tanto chi ce lo mette e chi ce lo piglia credo sia ormai chiaro per tutti………….

            il polo naturalemnte

          • patrizio ha detto:

            ho capito… ragazzi… come diceva il mi nonno…… spalle al muro e chiappestrette…

        • Carlo Vellutini ha detto:

          Il polo credo che ormai sia inevitabile per varie ragioni. La prima è che forse la portata dello stesso è più ampia di quello che pensavamo, visto che vi intervengono Invitalia (ex Sviluppo Italia) ed ICE (Istituto per il Commercio Estero). In più se Marras ha fatto abbondantemente capire che il suo intervento (da Sindaco) per creare un’area industriale al Madonnino nella zona del Comune di Roccastrada è stato direttamente collegato alla nascita del Polo Logistico (non è un caso che al momento in quella stessa area ci siano le strade ma non i capannoni) fa capire quale sia la sua posizione al riguardo: cioè il Polo verrà realizzato. Il Comune di Grosseto mi sembra avere le idee ben chiare (leggi Frosolini). Dunque noi possiamo fare ben poco. A parte chiedere , come ripeto da un po’ di tempo che se il Polo va fatto almeno che lo facciano bene!!! Nel senso che questo non crei disagi per Braccagni e, magari, a parte rendere più brutto il nostro paesaggio, provare a trarne qualche beneficio (vedi la viabilità del paese).
          Comunque io ripeto che le orecchie vanno tirate soprattutto a chi ci rappresenta in paese: possibile che il poco che si sa di questo progetto lo si conosca grazie al blog e non grazie ai nostri rappresentanti che, di tutto ciò, dovrebbero tenerci informati?

  75. Granocchiaio ha detto:

    Guardate di nuovo la foto qui sopra esposta.

    Per gli abitanti del posto credo non sia difficile riconoscere la zona che pare sia destinata per il
    Polo Logistico.

    Ad ogni modo a beneficio di chi non è del posto precisiamo
    – che la vista è quella dal baluardo di Montepescali,
    – che la prima strada che si nota, partendo dal basso è l’Aurelia a 4 corsie,
    – che la strada immediatamente superiore e parallela alla 4 corsie è la ex Aurelia che, partendo a destra dal passaggio a livello della fattoria Grottanelli, attraversa poi il paese di Braccagni
    – che la linea obliqua che parte sempre da destra – fattoria Grottanelli – e va a ricongiungersi con la linea ferroviaria Livorno Roma, è la ferrovia Siena Grosseto
    e che quindi il triangolo compreso tra l’ex Aurelia, la ferrovia Siena Grosseto e la linea verticale verde che rappresenta il fosso, è proprio la zona che sarebbe destinata al Polo Logistico

    non è difficile notare che il tutto è assai fortemente delimitato da strutture di un certo “peso” e cioè ad est (in basso nella foto) dall’ex Aurelia che attraversa il paese e in seconda battuta dalla nuova Aurelia – forse domani Autostrada -, ad ovest e nord (in alto nella foto) le ferrovia Siena Grosseto, mentre a Sud, oltre il fosso, c’è il paese di Braccagni

    ora una innocente e forse ingenua riflessione:
    è possibile che da l’Italia tutta – ci dicono “uno dei cinque insediamenti di questo tipo in tutta la penisola! – si sia scelto questo triangolo, così ingabbiato e così a ridosso di un paese per cotanti programmi operativi, pur se per noi tuttora abbastanza nebulosi? (ma se lo sanno, perché non ce lo dicono? Cosa c’è di inconfessabile, se già chi ha comprato i terreni, e come mi pare Nello diceva, sicuramente non l’ha fatto al buio, con le cifre che si vocifera)

    E la viabilità? Tutto chiaro?
    Chi ha scelto sicuramente ha chiaro in mente come si sistemerà il sito, i suoi contorni e le sue funzionalità viarie che, attraversamento del paese compreso, collegamento nord sud della zona, vista la sua destinazione (polo logistico) si presume debbano avere anche un certo carico e una conseguente soluzione di scorrevaolezza e funzionalità……….

    Non mi aspetto interventi dai politici e nemmeno dai tecnici, ma sarei felice di sentire qualche voce, anche se isolata, dei nostri concittadini.

    A Carlo dico: son con te per la proposta della tirate di orecchi ai locali, ma ai “caporioni” che sicuramente sapevano e sanno, probabilmente anche più di quello che oggi ammettono a mezza voce, cosa gli si da? In premio un lecca lecca?

    • viviana ha detto:

      A me viene in mente una riflessione che diversi mesi ebbi a fare qui , quando ricordai che durante un pranzo con un imprenditore di Grosseto , sentii da lui citare con disinvoltura tutto quello che la sua azienda avrebbe realizzato nel polo di Braccagni .
      Scrissi allora che il signore in questione non pareva” dare i numeri ” , ma parlare con cognizione di causa , come se avesse ben chiaro tutto quello che sarebbe accaduto in tempi relativamente brevi .
      Siccome all’epoca qui, sul blog, si discuteva ,come se il progetto potesse essere annullato perchè non lo si voleva , io rimasi sconcertata .
      Dove stava allora la verità ?
      Fiduciosa , pensai che il mio conoscente , persona serissima tra l’altro, avesse lavorato un po’ di fantasia .
      Ora comincio a ricredermi .

      • Puntini sulle i ha detto:

        Quello che dice Viviana avvalora la tesi che “chi era interessato alla cosa” sapeva e sapeva fin troppo bene se arrivava a spendere ed investire somme importanti. Giusto, perché come qualcuno ricordava proprio qui nel blog, non si fanno investimenti di questo genere ed entità “al buio”.
        Caro Carlo, come vedi non solo ai piccoli rappresentanti locali andrebbero tirate le orecchie, perché non sono stati certo loro a dare le dritte a questi imprenditori.
        Loro imprenditori erano “interessati ai fatti” e quindi adeguatamente e precisamente informati……..noi no. Mi sbaglio?

        • patrizio ha detto:

          alla faccia del libero mercato e della libera concorrenza!!!

        • Nello ha detto:

          Mi sembra di aver riportato l’affermazione di Marras: ho lavorato, come sindaco, nell’ottica polo artitigianale-industriale di Roccastrada al Madonnino proprio in prospettiva del polo logistico (o come si chiamerà, per capire meglio uso questo termine).
          Viviana aveva già riportato le affermazione del suo commensale molto tempo fa, praticamente all’inizio della storia, è vero che allora dette più ragione a noi che a lui, ma, anche se la speranza è ultima a morire, non mi risulta che gli imprenditori facciano spreco di denaro (anzi mi risulta il contrario, vedi le cronache nazionali attuali) e anche io (e mi sembra di capire ) Patrizio, i più forti frequentatori sull’argomento a fronte di un esborso, almeno stando alle voci,di milioni di euro per 35 Ha ho dubitato di un successo del fronte del no, e, pur continuando a non capire l’utilità dell’insediamento, abbiamo richiesto fortemente un’assemblea in cui la popolazione potesse avere la possibilità di esprimere il suo no ( ed anche il suo sì) cercando di ottenere qualche sicurezza ben più certa dell’aleatorio 400 posti di lavoro, tipo garanzie migliorative del paese (ad es. parlai di interramento delle due linee AT, un centro di aggregazione, che manca e non si sa dove sbattere la testa se vogliamo organizzare qualcosa …..). Credo, anzi spero, che della viabilità ci pensino i nostri amministratori che hanno super esperti (sic!!!!!!!!).
          Per concludere, anche se a noi interessa il giusto, ma è eloquente: da giovedì sera è ufficiale quello tutti si aspettavano, SCARLINO Energia ha ottenuto il V.I.A. dalla Provincia, sì, nella lingua ufficiale della politica IL BURATICRESE, l’impianto di produzione elettrica non sarà una centrale che brucia rifiuti, ma un inceneritore che bruciando rifiuti genera energia elettrica. La differenza in effetti può essere enorme (un inceneritore ha più controlli) ma nella sostanza cambia poco. Dubbio di un ignorante come me: non è che siano sotto delle penali, visto che la società in oggetto ha lavorto a seguito indicazioni precedenti? e non sarà così anche per Braccagni? (vede il giusto iniziale non è campato in aria)

          • Roberto Spadi ha detto:

            A questo punto della storia, bisogna incominciare a tirare le somme, quindi vi annoierò con le mie impressioni e spero (ne sono sicuro) che “qualcuno” prenda appunti.
            1) Una società totalmente privata ha messo su un’ambaradan da decine di milioni di euro di investimenti in un’area che NON E’ prevista in nessuno dei piani strutturali ( che tanto ci hanno sfracassato le p…) finora presentati dall’uno quando non c’era nessuno ad oggi;
            2) che ci dovesse essere un’area destinata a “scambio merci” l’abbiamo sempre saputo che era destinata a Braccagni, quello delle ferrovie per intenderci, prima a sud dell’abitato poi a nord, e più o meno nessuno aveva avuto a che ridire;
            3) quando le ferrovie hanno cercato di fare il sovrappasso ferroviario a nord dell’abitato la popolazione (eh sì, la popolazione) ha fatto fuoco e fiamme perchè era brutto e alla fine il sovrappasso non è stato fatto. Siamo sempre qui alle sbarre ad aspettà che passi il treno;
            4) c’è la questione dei posti di lavoro, che non saranno 400, ma anche se fossero 50 non sarebbe poco, chi ci sputa sopra?
            Allora, che si vole fà? Ci si attiva come per il sovrappasso oppure si aspettano gli eventi? Così poi, magari, già che ci sono, visto che si fa il polo poi si “incornicia” con un bel sovrappasso ferroviario?

    • Carlo Vellutini ha detto:

      Ovviamente io ragionavo a livello locale…Se dobbiamo ragionare a livelli più alti, allora lo sapere quante cose si dovrebbero vedere? A partire dalla trasparenza della pubblica amministrazione che è tale solo quando le cose sono finite!!!

  76. aricolo 9 ha detto:

    La nostra Costituzione all’art. 9 recita:
    La Repubblica ………Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

    lo scrivo per ricordare che chiedere che la costruzione in zone come la Maremma, da tutti riconosciuta come uno dei paradisi italiani, di opere a fortissimo impatto ambientale e paesagistico, come ad esempio il polo logistico o quello che sarà, rispetti il nostro paesaggio, non è un fatto ‘romantico’ o un capriccio di qualche invasato ambientalista.
    E’ un diritto Costituzionalmente garantito su cui ognuno di noi dovrebbe vigilare. Non possiamo guardare a chi ne chiede il rispetto, come se fosse un estaneo, uno straniero in casa propria, dovremmo invece cercare di capire se l’altro diritto Costituzionale, quello al lavoro (art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro), venga realizzato in coerenza con questo principio di tutela del territorio, e entrambi questi diritti siano coerenti anche col l’altrettanto costituzionale diritto di cui all’ Art. 41.
    L’iniziativa economica privata è libera.
    Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

    d’altra parte appellandomi all’art. 21 della Costituzione ritengo necessario ed opportuno che ognuno dica liberamente quello che pensa, non solo per esercitare un diritto, ma in questo caso anche un dovere, e mi spingo a pensare che chi non dice niente e aspetta sull’uscio che altri dica e pensi per lui, diventa complice di un gravissimo delitto, l’uccisione della nostra Costituzione e con lei dei suoi e degli altrui diritti.

    • mauro ha detto:

      a dire la verità anche io mi sto meravigliando di tutto questo silenzio e disinteresse, conosco il problema del polo grazie a voi, ma poi nessuno ne parla, nessuno dice niente e i nostri rappresentanti politici locali saembrano pensare solo agli affari loro, non capisco come mai, certo io il voto a questi non glielo do più

      • Catuscia Scoccati ha detto:

        Caro Mauro, già il fatto che tu pensi al polo logistico come “problema” forse vuol diere che la pensi in un certo modo, ti invito a pensare con il cuore e con la riflessione di come progettare il futuro.
        I politici, che tu rammenti stanno lavorando per fare proposte, vedrai che presto affronteremo l’argomento.
        Vedi è un pò che nn mi collegavo al blog ed io, che sono una politica ti rispondo e ti invito a partecipare se vuoi alle mie riunioni del circolo PD aperte ai cittadini, ti accorgerai che quello è un luogo di confronto su quelle che sono le scelte per il territorio, anzi se vuoi abbiamo un’iniziativa il giorno 17 marzo ore 17.30 a Grossetofiere dove parleremo di “SICUREZZA IDRAULICA SUL TERRITORIO PROVINCIALE”; saranno illustrati gli interventi fatti dalla Regione Toscana e quelli futuri, noi crediamo nel futuro per questo progettiamo il futuro e se è possibile in mezzo alla gente ascoltando i contributi di ciascuno. Ti invito se vuoi a rispondermi alla mia mail che è cscoccati@tiscali.it, perchè non so se avrò tempo per tornare a visitare il blog nella prossima settimana. Ciao

        • Nello ha detto:

          Catuscia sai benissimo che io preferisco non parlare di partiti nel blog, del resto tutti mi conoscono e non importa mettermi l’etichetta, sai benissimo come la penso sul polo in quanto raramente salto le riunioni del PD, ma sai benissimo che anch’io critico l’atteggiamento dei politici sul problema.
          Come puoi vedere ho riportato quasi tutto quello che ha detto Marras, manca qualcosa di proposito in quanto non ho capito bene e, sempre per il mio detto “navigare a vista nell’ignoranza e per sentito dire”, non ho riportato per creare ulteriori dubbi.
          Quello che ho detto a te quale responsabile locale del PD (del resto ribadito a Marras e Matergi) anche se il problema non è definito, diciamo che però al 70% lo è, mi sembrava giusto che la popolazione fosse informata di quello che queste giunte (Regione, provincia e comune) nè pensano, compreso il pensiero della società PILT.
          Per il mio lavoro ho avuto modo di seguire due progetti importanti: la mobilità pedonale dalla stazione di Siena al centro della città e l’elettrodotto (oggi nell’occhio del ciclone) dell’Elba. In entrambi i casi, prima della Conferenza di Servizio, la popolazione è stata avvisata con interviste a mezzo stampa e vere e proprie assemblee. Nel nostro caso no: ribadisco che un anno fa in occasione del Forum sul Territorio i Soloni architetti non ci seppero dare una risposta sulla localizzazione (sembrava quasi che non sapessero del problema); in compenso recepirono la provocazione del ns. amico Fabio sulla funicolare per Montepescali e, guarda caso, la fecero partire proprio nel mezzo dell’area dove la Giunta comunale recepiva, un paio di mesi dopo, il progetto PILT.
          E se la vogliamo mettere in politica: perchè l’opposizione, che fa casino su tutto (anche, ma questo è un male italico, su attuazione dei progetti approvati da loro) su questo benedetto polo sta zitta. Non mi dire che sono corretti come noi che fino a che le bocce non sono ferme non parlano, l’affaire Marraccini docet.
          Comunque cercherò di soprassedere al problema per qualche giorno, diciamo fino a Pasqua, per vedere se una persona che io rispetto mantiene la parola e organizza questa benedetta assemblea.

        • patrizio ha detto:

          Carissima Catuscia, conosco il tuo impegno giornaliero per la collettività, come tu conosci i problemi di Braccagni da tempo, devo dirti che senza fare di tutt’erba un fascio, l’impegno politico si valuta anche da come si ascoltano e risolvono i problemi semplici della gente di tutti i giorni; ogni volta che ti ho travato alle riunioni sei sempre stata sensibile ai prioblemi e interessata, te lo riconosco.
          Ora ti chiedo, da quanti anni via Malenchini ha una delibera del comune già belle e fatta (cosa detta e affermata più volte dai politici locali che siedono in consiglio comunale) che prevede la sua rimessione in doppio senso almeno fino a via Sgarallino… ? Come mai niente si fa per togliere quattro segnali e si continua a permettere che la gente ogni giorno metta se stessa e la vita degli altri in pericolo viaggiando contromano in una via che per forza di cose non può rimanerte a senso unico? Sia chiaro che se ci muore le conseguenze le subiranno anche coloro che dovevano provvedere e non hanno fatto niente.
          E per riprendere giustamente le osservazioni di Nello, che parla di responsabilità dell’opposizione che sta zitta e nicchia su tutto… io immagino perchè non dice niente , per il polo semplicemente perchè ha le mani in pasta con l’affare che c’è sotto, nel senso che l’idea parte dalla giunta Antichi e poi viene ripresa dalla sinistra, quindi essendo loro i padrri putativi del tutto, non possono poi prendere posizione, ma cavalcano la situazione approfittando casomai del malcontento denunciato da Mauro… così per cose di cui anche loro sono politicamente responsabili, l’unico a pgar sarà il pd… (comunque responsabile del progetto e del silenzio) poi sul malcontento della viabilità, lasciano che cresca perchè sanno che politicamente la cosa avrà un peso nei voti alle prossime elezioni… e così il PD diventa responsabile due volte, prima perchè non risolve i problemi di tutti i giorni denunciati da più di un anno dalla sua gente, poi perchè permette all’opposizione di cavalcare questo malcontento.
          Cosa fare allora? Ma semplicemente camminate per Braccagni e guardate con i vostri occhi i problemi e risolveteli come facevano altri che vi hanno preceduto, è semplice.

  77. Carlo Vellutini ha detto:

    Credo che il problema vero, per quanto riguarda decisioni così “impattanti” – in tutti i sensi sia in positivo che negativo- su una popolazione non si affrontano solo nelle sedi di partito, ma con assemblee che permettano a tutti di incontrarsi e, sporattutto, confrontarsi. Questo però non vuol neppure dire di organizzare qualcosa al volo, ma preparare anche la cittadinanza su tema. Della serie un conto è ascoltare e basta un altro è fare nel concreto.
    Catuscia sotto questo aspetto sa bene che quanto viene detto in campagna elettorale o nelle assemblee organizzate ad hoc serve solo per riempire con parole le orecchie di chi partecipa e poi, nei fatti, non accade nulla. Questo è il problema della classe politica attuale e lo ripeto spesso ai tanti uomini e donne che sono al comando che conosco. A Braccagni, dall’estate scorsa ad oggi (è passato quasi un anno) si sono aperti almeno tre grandi dibattiti.
    1. la viabilità, con problemi anche di sicurezza. 2. La questione della mancanza di una struttura o uno spazio al servizio delle associazioni (forse qualcuno non se ne è accorto o qualcun altro forse è anche contento, ma la nostra Sagra è a rischio…e con lei rischia la nostra Unione Sportiva). 3. il Polo Logisitico.
    Ebbene in quasi un anno non siamo riusciti ad avere risposte esaurienti – a parte quella parziale di Marras sul Polo Logistico dell’altra sera che, però sotto tanti aspetti è diversa da ciò che Frosolini ha dichiarato ai giornali-.
    Per quanto riguarda la questione della struttura mi sono adoperato personalmente, trovando la disponibilità della Banca della Maremma a finanziare la struttura (a costo zero per le associazioni e per la collettività), oltre al favore dell’assessore Borghi, salvo poi registrare una clamorosa frenata da parte della stessa amministrazione (personalmente ho capito, anche parlandoci, che qualche altro assessore non vede bene il fatto che un’opera si realizzi con project financing…mi viene il dubbio che qualcun altro a Braccagni, forse per ragioni diverse, abbia remato contro la stessa, ripeto mi viene il dubbio e spero che rimanga solamente tale). Siccome la necessità di realizzare la struttura è cosa risaputa e le disponibilità finanziare (i soldi che il Comune risparmia potrebbero essere utilizzati per altre importanti finalità, come ha dichiarato il Sindaco rispondenti ad una domanda sul tema stadio…tipo l’edilizia scolastica, visto che quanto accaduto a Braccagni deve essere da monito per altre strutture) esistono dal novembre scorso, mi è dispiaciuto (e anche molto) che a livello locale chi ci rappresenta, compresi tutti i partiti, non solo il PD, non hanno mosso un dito per fare qualcosa.
    Della serie che l’unione fa la forza, ma mi dispiace doverlo dire perché al mio paese voglio particolarmente bene, ma a Braccagni su tre questioni importanti l’unione alla fine non si è saputa creare. Nonostante questo blog – e le testimonianze sono molte – sia ben conosciuto dagli amministratori.
    Per questo, forse, al di là delle parole da campagna elettorale mi piacerebbe sentire qualche impegno concreto con tanto di date certe per la loro realizzazione. Altrimenti il rischio è che alla prossima campagna elettorale saremo di nuovo a parlare delle stesse cose e, soprattutto, degli stessi problemi!!!

  78. patrizio ha detto:

    Abbiamo fino ad ora chiesto notizie e ci sono state negate, se volevamo sapere chi e come costruirà il Polo, e dove, abbiamo dovuto faticosamente cercare da noi stessi,

    sono tanti gli interrogativi che pone una zona in quel modo, uno che mi gira per la testa in questi giorni è:

    gli scarichi dei liquami, delle fogne nere, e dei reflui industriali che inevitabilmente verrano prodotti in una zona a così alta intensità produttiva, dove verranno incanalati?.. verrà costruito un nuovo depuratore ? dove’ o saranno realizzare fosse imof o cose del genere?… e con quali garanzie per la falda che da li riguarda poi i pozzi a valle che danno acqua per le coltivazioni attuali?…
    e soprattuto se a qualcuno verrà la voglia di violare la legge e scaricare nel fosso rigone (si chiama così?)… ecco l’attuale governo per salvare il sedere a chi ha inquinato il Lmbro in questi giorni, ha sfornato….

    Con leggina (di 1 articolo) 25 febbraio 2010 n. 36 in G.U. n. 59 del 12 marzo 2010 di iniziativa governativa è stata annullata la interpretazione della Cassazione secondo cui tutti i superamenti dei limiti di legge da parte di scarichi industriali (e di depuratori comunali) costituivano reato.

    salvo che a noi questo non interessi perchè tanto ci faranno una viabilità migliore e magari ci finanzieranno anche il monumento a Santi…
    vero braccagni?

  79. Carlo Vellutini ha detto:

    Una prima, lieta, notizia per quanto riguarda alcuni problemi sollevati sono in grado di darla. Ho appena parlato con l’assessore alle Finanze, nonché allo Sport, Paolo Borghi ed al termine di una riunione di giunta è riuscito a far mettere a bilancio per il 2010 la copertura della Pista di Pattinaggio di Braccagni con un contributo di 350mila euro. vviamente mi ha autorizzato a riportarlo ufficialmente sulla nostrra piazza. Adesso partirà l’iter progettuale e già nel corso dell’anno corrente dovrebbero iniziare i lavori di realizzazione della struttura. Si tratta di un progetto importante che pareva dover scattare già nell’anno passato, ma che per varie ragioni si era arenato. Borghi, anche per venire incontro ad una comunità che non ha spazi aggregativi e che necessita di un luogo pubblico che sia veramente tale, già da qualche tempo si era impuntato per condurre in porto il progetto. Oggi, dopo un lungo iter, mi ha comunicato ufficialmente la notizia ed a questo punto speriamo che in tempi celeri il nuovo “palasport” possa essere realizzato. Oltre alle attività dedicate all’hockey, la nuova pista coperta (che avrà anche delle tribune laterali) potrà essere utilizzata anche dall’Unione Sportiva per far allenare i bambini quando il campo è bagnato o quando piove, ma potrà anche essere utilizzata per organizzare serate da ballo, pranzi e cene al coperto o spettacoli ecc. ecc. Il tutto ovviamente rispettando le normative vigenti.
    Personalmente credo che sia una risposta importante e adesso non resta che incrociare le dita ed attendere l’inizio dei lavori…Ovviamente da giornalista mi impegno ad essere “sentinella” su quanto accadrà nei prossimi mesi e di aggiornarvi….Con l’occasione ho sollecitato l’assessore affinché in sede di giunta e tramite i colleghi competenti possano essere fornite a breve risposte sia sulla questione del Polo Logistico che della Viabilità.

    • sentinella ha detto:

      Una buona notizia che, naturalmente, prendiamo con beneficio di inventario aspettando appunto l’inizio dei lavori, anche perchè in passato se ne era già parlato e temevamo che avesse fatto la stessa fine della squadra di hockey del Grosseto.
      Certo, sarebbe proprio quello che manca a Braccagni come struttura, poi starebbe ai braccagnini farne buon uso.

  80. Carlo Vellutini ha detto:

    Diciamo che la pista è qualcosa di svincolato dal Polo. Come è stato ricordato Mariotti lo scorso anno non era entusiasta di Braccagni. Non è un caso che proprio su pressione dell’Hockey Grosseto – a quanto mi risulta- si era cercata (avallata da una parte della giunta) di trovare una soluzione in città. Credo che una frattura nella stessa giunta si fosse creata tra chi come Borghi in questi mesi ha sostenuto che la copertura della pista di Braccagni fosse necessaria per garantire al paese una struttura che vada al di là dello sport, vista anche la mancanza di un luogo ad hoc, dunque non privilegiando gli interessi di una neonata società il cui successo (anche numerico nonostante un bel progetto sul piano teorico) è ancora tutto da verificare. Alla fine comunque è prevalsa la linea dell’assessorato allo sport in quanto competente per tutto ciò che riguarda l’impiantistica e, dunque, si è dato il via all’iter – questa volta in maniera definitiva- per arrivare alla copertura della pista.

  81. Nello ha detto:

    Forse l’argomento andrebbe trattato in un sito ad hoc, ma visto che interesserà domani anche il Polo, ovunque venga insediato, penso vada bene.
    Dunque frequentatori del blog si sono meravigliati della presenza di tre alieni alla “pubblica” assemblea del PD sul problema idrogeologico della zona. Bene l’unico alieno era, al limite, il sottoscritto, perchè Beco e soprattutto Tle President (Sciabolik per altri, Spadi per tutti) erano, Patrizio nella sua arringa direbbe, parti interessate.
    Per la partecipazione l’assemblea mi porta a due riflessioni:
    1) gli organizzatori devono ritenersi soddisfatti, non ho contato i presenti, come mio solito, ma ad occhio, tenendo conto di quanto detto prima da Catuscia di un centinaio di posti a sedere, almeno una sessantina di persone erano presenti;
    2) per me, ma penso anche per gli organizzatori per altri motivi, una delusione, di Braccagni paese compresi gli organizzatori eravamo in tre (di cui uno amministratore comunale) e della campagna pochi altri, forse una decina.
    Ecco questo punto mi fa riflettere: siamo qui a chiedere un incontro per il Polo sì Polo no, poi quando viene fatta una assemblea dove si tratta di un problema importante (e per tanti di noi anche “devastante”) c’è un menifreghismo allucinante. Forse perchè quest’anno pur avendo avuto una piovosità enorme (in pratica dai primi di novembre ad oggi è piovuto tutte le settimane, è prevista anche per questo il prossimo fine settimana), ma regolare da non fare danni, ci ha fatto diminticare le due alluvioni dell’area Madonnino o la decina di minore proporzioni, ma per molti con carissime conseguenze, di Braccagni da quando c’è la nuova Aurelia?
    Due parole sull’assemblea. Per uno come me, che per la prima volta ha affrontato l’argomento nel suo complesso, è stata molto interessante, anche se, concordando con Lamberto e The President, non mi ha convinto totalmente sia l’intervento di Bellacchi (Consorzio Bonifica) che di Restante (Acquedotto del Fiora). Il primo ha illustrato i lavori ad oggi effettuati (Idrovore e bacino ai Pratini) e futuri (canale fra le due Aurelie e i nuovi tre passaggi della Variante), ma non ha parlato minimamente del problema a monte. Essendo l’argomento di carattere provinciale ha parlato della regimazione delle acque bacino Merse-Gretano accennando a tre invasi con sfruttamento per produzione elettrica (mini-idrica) come già avviene nella centrale di S.Martino a Grosseto (nata nei primi anni del ‘900 e di qualche centinaio di Kw garantiti, almeno nel periodo che la gestiva il mio reparto, da ottobre a marzo, dopo so che hanno fatto interventi, prima il privato e poi il Consorzio e non so se la potenza sia cambiata). Il problema è che lo stesso lavoro potrebbe essere fatto con un invaso simile sul Rigo, affluente della Fossa, come ha chiaramente illustrato The President (peccato non gli hanno fatto stendere le carte che avveva portato, sembrava proprio una persona seria, anche se l’abbigliamento……ma l’abito non fa il monaco), ma come detto il Bellacchi non ne ha parlato.
    Restante invece ha parlato di acque potabili e industriali, ma, se ho ben capito, i soldi non ci sono, l’acqua è poca (e fin qui non ha detto niente di nuovo, basta leggere i giornali), ma ha parlato di recuperi delle acque ma come? Si devono fare fogne e depuratori (come dice la legge regionale), ma, già ora, nell’area del Madonnino non mi sembra esita un depuratore (e si che si vede e, in certi casi, si sente, S.Giovanni docet), ma anche sul progetto del Polo, se non ricordo male, non se ne parla. Inoltre sempre Restante al The President (e ai pochi interessati presenti) ha confermato che il loro acquedotto (tuttora Consorzio Privato) non sarà integrato dall’Acquedotto, dovranno pensare ancdora loro alla sua manutenzione (pagando la tariffa intera al mc, tariffa che,non so in che percentuale, tiene conto anche della manutenzione) e dovranno sopportare anche il prelievo che i vari insediamenti fanno o faranno (The President prendi parola). Se il Polo partirà, da dove prende l’acqua (anche solo quella potabile) se non ci sono i soldi per rafforzare (o meglio sarebbe rifare) l’acquedotto locale?
    Frosolini ha parlato soprattutto riprendendo i precedenti interventi e per quello che compete al Comune, ma, senza nulla togliere all’Assessore, penso che i primi due interventi siano stati più sentiti dai presenti (interessati).
    Per motivi di tempo non ho sentito le conclusioni eventuali date dai tre Rappresentnti le parti in causa, ma soprattutto non ho potuto sentire la conclusione della Brametini, che potrebbero aver portato delle novità, non tanto come candidata al Consiglio , quanto Assessore Regionale uscente all’Ambiente e Territorio.
    Un appunto al The President: perchè non metti nel blog il documento, anche se datato, che mi hai dato? Gli su tutto, e sul polo in particolare, si dice che i politici locali sono assenti, ma il documento parla chiaramente della problematica anche futura (quindi anche del Polo).
    Comunque, come si dice, non c’è due senza tre: ti propongo fin da ora come Presidente dell’ipotetico comitato polo se nascerà

    • patrizio ha detto:

      Caro Nello, anche se siamo in pochi a cercar di capire e a cercar di sensibilizzare, non dico mica ad avere una opinione contraria al polo come ce la ho io, ma almeno a fare in modo che una opinione uno la possa fare, a favore, contro, mezza e mezza… ma non per sentito dire ma avendo gli strumenti conoscitivi per farlo; anche se siamo in pochi non dobbiamo demordere… e comunque la coscienza per il futuro l’abbiamo a posto.
      E poi la storia insegna che è bastato un piccolo Davide per abbattare il gigante Golia…. non si sa mai…. è la forza delle idee che fa forte l’uomo e lo rende quello che è, non i soldi…

  82. Valutazione Ambientale Strategica ha detto:

    E’ molto tempo che non leggo il blog, spero di non ripetere una notizia già data.
    Delibera di Giunta Comunale n. 153 del 09/03/2010 “Presa d’atto del Documento Preliminare, trasmesso dal proponente, individuazione dei soggetti competenti in materia ambientale ai fini delle consultazioni. Procedura fase preliminare ai sensi dell’art. 23 LR 10/2010, per la Variante al PRG per la previsione di un polo logistico intermodale nell’area a nord del centro abitato di Braccagni.”

    Dovrebbe significare che è iniziata la procedura per la fase preliminare di Valutazione Ambientale Strategica.
    Non aggiungo altro!

    • Nello ha detto:

      Purtroppo penso che le tue conclusioni colpiscono nel giusto. Lo stesso Marras in occasione della riunione (politica) mi sembra proprio del 9/3 o giù di lì parlò di VIA strategico (oltre la VIA diciamo normale che di solito è usato per le autorizzazione): come scrissi in occasione del resoconto della riunione che interessava il polo preferisco non approfondire in quanto aspetto che Marras come Pres. Provincia (o altri soggetti interessati) indica la riunione promessa nell’occasione.

  83. sentinella ha detto:

    INCONTRO CON L’ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI

    29 settembre 2008 presso la sede dell’Associazione Industriali di Grosseto.

    Partecipanti: Stella Bevilotti (Bevilotti Costruzioni), Giulio Fedele (Ass. Industriali), Ulisse Ferretti (Eletromoderna), Mauro Masetti (PILT s.p.a.), Stefano Menghini, Luca Vitale (FIAIP), Antonio Cappelli (Scav Prema s.p.a.), Antonio Capone (Direttore Ass. Industriali).

    Esiste un documento redatto, da tempo (2002), dall’Associazione Industriale con Confartigianato e CNA quale “contributo” al Piano Strutturale e che sarà riconsegnato.

    REINDUSTRIALIZZARE IL TERRITORIO

    Riunire le aree Pip

    Le esistenti piccole zone artigianali, distribuite su tutte le strade di accesso alla città, funzionano in maniera disarticolata (mancano i servizi, non si riesce a fare bene la raccolta dei rifiuti …). C’è necessità di intervenire su queste aree, armonizzandole con la città, accorpandole e recuperando il patrimonio edilizio esistente per convertirlo ad altri usi più consoni agli interessi della città.

    Realizzare grandi aree industriali__

    Secondo i nostri interlocutori, in questo territorio manca da 30 anni una politica industriale con conseguente debolezza di questo settore. E’ aperto, con l’Amm.ne Provinciale, anche nelle previsioni dell’UTOE, il piano delle aree industriali. L’Ass.ne Industriali, successivamente al “contributo” del 2002 aveva, da sola stavolta, elaborato un progetto per realizzare i fabbisogni richiesti dal settore industriale della provincia di Grosseto che consisteva essenzialmente nel raccogliere, da un punto di vista quantitativo, un numero di aziende nuove da creare su questo territorio, in maniera da creare competizione anche a livello di aree toscane.

    Le aziende maremmane non riescono ad essere competitive per diversi motivi tra cui anche la mancanza sul territorio di aree idonee per favorire l’insediamento dell’industria, è quindi necessaria una politica di reindustrializzazione del territorio.

    Anche per attrarre investimenti occorre realizzare grandi aree industriali coerenti con il territorio e con la sua vocazione ambientale (agroalimentare, nautica, assemblaggio, ….) idoneamente progettate e proporzionate al fabbisogno, servite da binari che le attraversano, e con idonei piazzali antistanti gli stabilimenti, contemplando, inoltre, anche i servizi connessi, nelle quali operare il recupero energetico, il recupero di risorse, la raccolta differenziata, etc. dove chiudere una filiera produttiva per non emarginalizzare il sistema produttivo.

    Vengono indicate come sufficienti 1 o 2 grandi aree industriali (comprendenti, in esse, l’accorpamento delle zone artigianali) destinate a piccole/medie imprese.

    500 ettari per l’industria__

    Esiste un protocollo d’intesa con il Comune, nel quale si propone di studiare un accorpamento delle zone artigianali e, nel medesimo protocollo d’intesa, viene individuato il fabbisogno provinciale per nuovi insediamenti industriali sul territorio in 500 ettari commisurati per l’insediamento di 50 nuove aziende.

    Ciò per permettere di alzare il tasso di industrializzazione della provincia di Grosseto che attualmente risulta il più basso della regione Toscana, al limite della soglia di recessione.

    11-13% tasso medio di industrializzazione della Regione Toscana – 6-7% tasso di industrializzazione della Provincia di Grosseto

    Braccagni__

    Nel capoluogo occorrerebbe prevedere, almeno in parte, insediamenti industriali in una struttura che possa ospitare attrezzature logistiche e strada ferrata e viene indicata la zona intorno a Braccagni per l’ubicazione ideale del polo logistico ed area industriale.

    LO STATO DI FATTO

    AZIENDE

    Attualmente diverse aziende storiche di Grosseto stanno spostando la produzione in altre regioni italiane (es. in Umbria) dove hanno a disposizione aree attraversate da binari, incentivi per l’assunzione del personale, e quindi creano disoccupazione sul territorio maremmano.

    Ad esempio: l’azienda “MABRO” – settore tessile – 250 dipendenti oltre all’indotto che impiega altri 250 addetti – è in notevoli difficoltà; data l’ubicazione piuttosto isolata, fa fatica a spedire la propria merce a prezzi accettabili, non ha logistica intorno, non ha modo di fare manutenzione;

    l’azienda EDIL FERRO – settore ferroso – 50/60 dipendenti – nell’attuale ubicazione è costretta a ricevere il materiale trasportato su gomma (barre da 12 mt.) con oneri di trasporto maggiori e non riesce a competere con le aziende che ricevono il materiale su strada ferrata direttamente in stabilimento e che peraltro da anni ha fatto richiesta di aree idonee (10/15 ettari) ed attualmente è in fase di trasferimento dell’attività ad Assisi dove gli hanno dato lo spazio a condizione che assuma un dato numero di dipendenti.

    AMBIENTE

    Il territorio toscano ha un’alta percentuale di verde ed il rispetto per l’ambiente comporta ovviamente una politica industriale coerente con lo stesso.

    L’Azienda Parco dell’Uccellina costa alla Regione Toscana 2 milioni di euro l’anno; va costruito intorno al “settore ambiente” un business che fatturi e produca.

    AEROPORTO

    La presenza dell’aeroporto militare di Grosseto crea un’area di attività, ma è insostenibile che un territorio come quello di Grosseto si debba reggere sulla sola esistenza di questa struttura che impiega 5000/6000 addetti e produce una economia falsata, legata esclusivamente alla presenza del personale dell’aeroporto.

    LAVORATORI

    Il 50% degli occupati è nel settore pubblico.

    Esistono giovani lavoratori, in media trentenni, che percepiscono 800,00 euro mensili che poi compensano con le pensioni degli anziani, questi sono decine di migliaia su una popolazione di 200.000 abitanti. Tutto questo frena la propensione all’auto imprenditorialità degli abitanti di questo territorio e verrà preso d’assalto da varie forme speculative come e già successo.

    ESPORTAZIONI

    Nonostante la produzione di prodotti tipici rinomati come olio, vino etc. le esportazioni importanti nella Provincia di Grosseto, riguardano acido solforico e biossido di titanio – delle ditte “Nuova Solmine” di Scarlino e “Tioxide” , che coprono il 60/65% della percentuale della provincia.

    Mentre le aziende come “Corsini” di Castel del Piano – dolciaria – che nonostante le discrete dimensioni (impiega stabilmente 70/80 addetti e nei periodi di maggiore produzione impiega fino a 250 addetti) ha notevoli difficoltà ad esportare i propri prodotti anche per l’ubicazione della stessa in un’area dove manca persino l’ADSL.

    Il Tasso di esportazione della Regione Toscana è tra i primi in Italia, mentre il tasso di esportazione della Provincia di Grosseto è del 2%

    UN PIP PER OGNI COMUNE

    Insistono sul territorio 28 Zone PIP in altrettanti Comuni, vedi Castel del Piano, Arcidosso, Santa Rita, Roccalbegna, ecc., in zone poco accessibili ed isolate, dove manca la banda larga, l’ADSL e sono molto distanti dai centri e ciò crea difficoltà per reperire manodopera specializzata che segua la produzione, mancano scuole di formazione, infatti la zona PIP di Santa Rita – di 16.000 mq. – è di fatto non utilizzata.

    Questo secondo i rappresentati dell’Ass. Industriali non crea un modello competitivo di sviluppo!

    LA FILIERA AGROALIMENTARE

    Sul territorio è presente una notevole produzione di grano che però non viene lavorata sul territorio ma viene trasportata altrove per la lavorazione, in quanto sul luogo mancano mulini e pertanto il valore aggiunto della produzione viene lucrato in altra sede.

    Non si chiude in loco la filiera agroalimentare.

    Il grano rientra in Italia franto ad es. in Francia e viene acquistato da aziende tipo Barilla, De Cecco etc.

    Serve un mulino__

    La presenza di un mulino sul territorio, avrebbe un valore importante per creazione di posti di lavoro, abbatterebbe i costi di trasporto che i produttori oggi sono costretti a sostenere e consentirebbe di chiudere la filiera con la conseguente realizzazione di un valore aggiunto – questo, inoltre, potrebbe attrarre anche investimenti nel settore.

    Infine secondo i nostri interlocutori, la filiera corta può rappresenta un’opportunità ma non deve costituire in alcun modo un vincolo per lo sviluppo delle attività produttive.

    GROSSETO TRA LA “DUE MARI” E I PORTI

    Nel progettare il futuro del territorio và tenuto conto che Grosseto sarà situata lungo l’asse logistico tra l’Autostrada che si farà dei “Due Mari” (E78), che il governo ha promesso di realizzare, e i porti di Livorno e Civitavecchia. Grosseto quindi sarà collegata all’autostrada E45 e quindi alla adriatica ciò rende sicuramente appetibile il territorio con maggiori viabilità e collegamenti.

    ENERGIA

    Il problema energia è molto sentito, i rappresentanti dell’Ass.ne Industriali ritengono che sarebbe opportuno disciplinare, nel Regolamento Urbanistico, in maniera chiara un regolamento relativo alla installazione di impianti di produzione di energia nelle aree industriali (pannelli solari, fotovoltaico) , tenendo conto dei vincoli del territorio (ad esempio il cono visivo di Braccagni).

    Ciò perché l’energia è ovviamente indispensabile nella produzione industriale e ad oggi risulta che all’aumento del numero di piccoli impianti non corrisponde alla curva di aumenti nei consumi.

    Sarebbe auspicabile una centrale adiacente all’area industriale, ben dimensionata, che andrebbe ad essere servente dell’area stessa abbattendo totalmente i costi del trasporto di energia.

    UBICAZIONE AREA INDUSTRIALE

    Il territorio è costituito da ampi spazi dove attualmente insistono prevalentemente attività inerenti il turismo, l’artigianato, l’agricoltura ed i parchi; ciò crea una economia monoculturale e di conseguenza, un territorio povero, mentre proprio le caratteristiche del territorio (spazi e vocazione) sono tali da consentire comodamente l’ubicazione di attività diverse dando disponibilità di aree per l’industria, specificando le regole di coerenza con il territorio.

    Nel tempo, dopo studi, incontri, convegni etc. sono state individuate diverse aree da adibire a zone industriali, ad esempio:

    zona LA STELLA a Grosseto Nord – si sono succedute nel tempo: una variante urbanistica per dividere l’area in due; era previsto un mercato annonario che poi non si è fatto; era stata prevista una centrale energetica che poi non si è fatta; era stato previsto uno stabilimento di compostaggio che poi non si è fatto; ed attualmente questa grossa area si sta lottizzando per l’industria artigianale
    è stato assegnato al settore industria un rettangolo di 49 ettari accanto al Madonnino area dove è impossibile collocare un binario stante il Bruna da scavalcare ed è un’area non identificabile come polo logistico;
    la zona industriale era stata progettata inizialmente in provincia: a Gavorrano, ma c’è l’acropoli Etrusca, poi a Scarlino ed infine a Braccagni dove è disponibile un’area di 49 ettari – spazio comunque insufficiente alle esigenze del settore – dove non può esserci un’area logistica e dove sono state sollevate obiezioni per l’uso dello spazio sia a Nord che a Sud di Braccagni, oltre all’obiezione costituita dal cono visivo di Montepescali

    Qualsiasi scelta di area va bene, ribadiscono i nostri interlocutori, purché sia attraversabile da un binario, e che le scelte siano decise e coerenti.

    • cassandra ha detto:

      dunque, nel 2008 a fine settembre si dice che:

      ‘la zona industriale era stata progettata inizialmente in provincia: a Gavorrano, ma c’è l’acropoli Etrusca, poi a Scarlino ed infine a Braccagni dove è disponibile un’area di 49 ettari – spazio comunque insufficiente alle esigenze del settore – dove non può esserci un’area logistica e dove sono state sollevate obiezioni per l’uso dello spazio sia a Nord che a Sud di Braccagni, oltre all’obiezione costituita dal cono visivo di Montepescali ‘

      quindi di polo non si para, ma di zona industriale… il che è altra cosa anche dal punto di vista dell’inquinamento, visivo, acustico, ambientale… di necessità di una centrale elettrica,

      si da parere negativo all’area di braccagni e poi iniziano gli acquisti dei terreni nel 2009 a prezzi dieci volte superiori al prezzo del terreno nel luogo a nord di braccagni.
      Poi si scopre che le forze politiche sono tutte d’accordo per concedere una variante e far nascere sul posto un polo.

      ne deduco che gli imprenditori, ancor prima di avere la certezza che a nord di braccagni si può fare un polo logistico (che poi potrebbe essere industriale) hanno messo mani al portafoglio ed hanno investito senza certezze?..

      ma .. la cosa comincia a presentare aspetti strani e che dovrebbero essere approfonditi, sembra che qualcuno sapesse e già sappia che li si può fare quanche cosa, sennò a che pro spendere milioni di euro ?

      e poi è stato detto che l’area fa parte di un progetto con dietro un piano di sviluppo nazioale, allora devo pensare che ci sono anche fondi europei e nazionali da considerare…. non è che siano questi stanziamenti posibili che fanno gola agli investitori?…

      e se dopo che il progetto è partito, la zona costruita, i finanziamneti dati (sempre che ci siano) chi li intasca ha dei ‘problemi’ e sparisce?… Chi bonifica il tutto?

      e soprattutto… quali garanzie di occupazione e lavoro offrono coloro che sembra aver previsto tutto tanto da investire milioni, ma son capaci solo di sbandierare 400 posti di lavoro… senza determinanre modalità di assunzioni, qualifiche necessarie, e altro che sia importante per noi che viviamo nel territorio…?

      C’è poi tutto l’aspetto delgli scarichi, dove confluiranno gli scarichi umani ed industriali che una zona del genere produrrà così vicino al paese?.. quali campagne saranno ulteriormente interessate ad eventuali depuratori, con quali conseguenze per coloro che vi abitano e per il paese?

      Di questo niente.

      E’ facile vedere solo che altre zone erano state interessate dallo stesso progetto, ma poi non se ne è fatto niente… a Braccagni pare siamo più bravi, stiamo tutti zitti e non dicicamo niente… il luogo ideale per fare fare affari sulle nostre teste senza che possiamo dir la nostra.

      i miei occhi vedono solo due comuni, roccastrada e grosseto che accettano ai confini del loro territorio, lontano quindi dagli occhi e dalle proteste dei loro elettori, svendere terreno per fare opere che deturpano una vocazione turistica e agroalimentare… la tradiscono in nome di un presunto sviluppo indistriale….. come se la futura autostrada dei due mari e qualla che da civitaveccia collegheràcon livorno, siano occasioni di sviluppo solo industriale… ma io dico che quando queste strade saranno fatte, aumenterà lo sviluppo turistico… solo che se ci mettiamo industrie finiamo per distrugere la nostra vera risorsa, la terra e il territorio, il paesaggio ….

      grazie all’uovo di pasqua che ci avete regalato signori amministratori

    • Nello ha detto:

      “Niente di nuovo sul fronte occidentale” romanzo sulla guerra 15-18, niente di nuovo sul polo notizie vecchie e alcune clamorosamente superate, a meno che seguono le orme governative: Berlusca dice che la crisi non c’è, oppure come quella mamma sulla figlia che era un pochino in cinta; da un resoconto di una TV locale, la Camera di Commercio (o similare) in un convegno dei giorni scorsi ha affermato che export della provincia di Grosseto è positivo (+ 2% circa) largamente in controtendenza nazionale e/o regionale (dissero anche quest’ultimo ma non lo ricordo).
      Il mio amico Cassandra ripete cose già ridette in questo blog, lo fa penso per vedere di svegliare i nostri concittadini, ma credo che predichi al vento.
      In compenso, voci paesane, riportate a per e-mail (non voglio riaprire una piaga e le lascio ai diretti destinatari, caso mai il mittente può intervenire) confermate anche da mia moglie (interessata indirettamente per il suo lavoro) danno per prossimo l’arrivo della Barilla, ma non per fare di Pian di Maggio un nuovo spot “Mulino Bianco” ma per costruire un pastificio.
      Domanda: ma il polo agro-alimentare non è verso l’area del Madonnino? oppure anche per questo, come per il logistico,
      è intervenuto il mago Silvan con un suo gioco di prestigio e magigamente si è spostato dove inizialmente era la zona artigianale?
      Meditate gente illusa, meditate……

  84. la nazione 7/04/2010 ha detto:

    Pioggia di investimenti per strade e cimiteri. Il Presidente Balestri: “Popolazione in aumento. Qui da noi si vive bene”

    Tradizioni, cultura, sport. E poi viabilità e lavori pubblici. Ma soprattutto aria buona e vita tranquilla. Braccagni e Montepescali, il cuore della Circoscrizione 7, sono due piccoli centri alla periferia nord di Grosseto in continua crescita. I problemi si contano sulle dita di una mano. Come sottolinea il presidente Patrizia Balestri, in carica dal 2006: “Stiamo rimettendo a nuovo la strda comunale che da Braccagni porta a Montepescali. Un lavoro importante per tutti gli abitanti del nostro borgo. L’amministrazione comunale ha stanziato oltre 300mila euro e questo anno contiamo di concludere tutti i tre chilometri di strada che portano dal bivio a Montepescali. Per il momento sono state riasfaltate le zone più malmesse, quelle nelel curve, dove era quasi impossibile passare”. Il presidente snocciola anche altri interventi della sua gestione: “I cimiteri di Braccagni e Montepescali subiranno un profondo restyling: i lavori prevedono infatti la costruzione di ben 80 loculi in più a Braccagni e quasi 60 a Montepescali – aggiunge Patrizia Balestri-. Dopo uno studio fatto con il comune, infatti, anche i cimiteri vanni ingranditi”. Non è tutto oro, comunque, quello che luccica: “Ci sono state delle feroci polemiche a Montepescali perché c’è chi vorrebbe costruire anche fuori dalla cinta muraria . Ma il vincolo paesaggistico e le belle arti hanno bloccato tutto. E dal mio punto di vista posso dire che hanno fatto bene. Come si fa rovinare un gioiellino come Montepescali? La mia guerra alla cementificazione selvaggia sarà sempre dura”. Senza dimenticare la rete fognaria di Braccagni, un po’ vecchia: “Forse servirebbe una revisione delle fognature anche perché il paese è cresciuto soprattutto ultimamente. Quando piove con intensità, le fogne non riescono a contenere tutto l’acqua. E poi manca, soprattutto in qualche zona periferica, il collaudo del Comune per l’urbanizzazione. Tutti problemi, comunque, facilmente risolvibili.
    Due paesi piccoli, ma molto vivi per quanto riguarda gli aspetti artistici e culturali: “A parte il maggio – prosegue il presidente – una festa davvero importante per tutta la nostra comunità, va ricordato il premio nazionale di poesia intitolato a Dino Bavona, ideato dal circolo culturale di Montepescali e giunto alla sedicesima edizione”. Senza dimenticare il Centro anziani, un piccolo centro di aggregazione (proprio a ridosso della Circoscrizione) che conta ben 600 iscritti, provenienti da tutta la campagna circostante: “Organizziamo gite, feste. Devo dire – dice Patrizia Balestri – che sono davvero molto attivi”. Anche a lei, come gli altri suoi colleghi, non piace l’ipotesi di chiusura delle Circoscrizioni nel 2011: “Se in città probabilmente sono troppe – chiosa Patrizia balestri in periferia sono un punto di riferimento. A Braccagni manca per esempio un ufficio decentrato dell’anagrafe, utile soprattutto per gli anziani che non possono andare a Grosseto
    Di Matteo Alfieri

    • Nello ha detto:

      Forse l’articolo doveva essere messo in un altro sito, che so nel TATZEBAO, in quanto anche se sono contrario, anche se mi associo ad altri su mc di cemento, anche se Patrizio (anche lui in altro sito) ha paventato delinquenza etc. , ma non credo, anzi spero, che i 140 loculi circa fra Braccagni e Montepescali non siano conseguenza dell’inquinamento da POLO (camion etc.).
      Visto che l’articolo è stato messo qui: in Centro di Promozione Sociale ha solo (si fa per dire) 336 iscritti (anno 2009, quest’anno si spera di confermare).

  85. Goffredo di Buglione ha detto:

    Scitta la parola fine sul cavalcaferrovia, infatti si è espresso il Consiglio di Stato con sentenza n. 1952 del 9 marzo 2010 che respinge l’appello proposto da RFI contro la sentenza del TAR Toscana che respingeva la richiesta di annullamento degli atti relativi alla Valutazione di Impatto Ambientale.
    Si legge nella sentenza che le ragioni ostative alla realizzazione del progetto sono state esternate, negli atti della Provincia, con motivazione ampia ed esaustiva, in particolare, nei rileivi che “il
    cavalcaferrovia, proprio per le sue dimensioni e le sue caratteristiche di sovrastruttura, non presenta connotazioni idonee circa il rispetto dei caratteri insediativi e rurali del contesto territoriale di riferimento, ponendosi come elemento di criticità”.
    Si afferma inoltre che “la sua ubicazione in prossimità dell’abitato, dequalifica il contesto insediativo generale, con particolari effetti negativi nei confronti della popolazione insediata e da insediare (impatto visivo e percettivo, deprezzamento fondiario e immobiliare).
    E ora??

    • Roberto Spadi ha detto:

      SOTTOPASSO !!!!!!!!!!

      • cassandra ha detto:

        dice la motivazione della sentenza :
        “la sua ubicazione in prossimità dell’abitato, dequalifica il contesto insediativo generale, con particolari effetti negativi nei confronti della popolazione insediata e da insediare (impatto visivo e percettivo, deprezzamento fondiario e immobiliare).

        Secondo me queste parole spiegano bene un altro motivo per dire no anche al POLO Logistico, e li i motivi sono gli stessi moltiplicati per centomilioni.

  86. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    Mah, io non so proprio cosa dire e fare……….
    Certo immagino che dovremmo essere tutti più felici e contenti
    Magari issare al vento una brachetta rosa………
    Anche se c’è da chiedersi cosa succederà ora
    Per esempio chiedere dove, come e quando verrà fatto l’attraversamento della ferrovia

    E poi magari chiedere ai nostri amministratori comunali e provinciale se il POLO LOGISTICO avrà minore o maggiore impatto ambientale rispetto ad un cavalcavia ormai condannato, anche alla luce delle motivazioni riportate per il cavalcavia:

    “gli atti della Provincia, con motivazione ampia ed esaustiva, in particolare, nei rilievi che “il cavalcaferrovia, proprio per le sue dimensioni e le sue caratteristiche di sovrastruttura, non presenta connotazioni idonee circa il rispetto dei CARATTERI INSEDIATIVI E RURALI DEL CONTESTO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO, PONENDOSI COME ELEMENTO DI CRITICITA’”

    Si afferma inoltre che “LA SUA UBICAZIONE IN PROSSIMITA’ DELL’ABITATO, DEQUALIFICA IL CONTESTO INSEDIATIVO GENERALE, CON PARTICOLARI EFFETTI NEGATIVI NEI CONFRONTI DELLA POPOLAZIONE INSEDIATA E DA INSEDIARE (IMPATTO VISIVO E PERCETTIVO, DEPREZZAMENTO FONDIARIO E IMMOBILIARE)

    Due domande a Patrizio:
    1° – perché sono “INDICIBILI “ le ripicche politiche? Veramente sono tali?
    2° – quali sono e da chi sono state emesse “le sentenze che dicono che li il sottopasso ci si può fare e che i problemi prospettati non sono tali” (dov’è esattamente “li”?)

    Pensierino della sera: lo sapete a che profondità staziona mediamente il livello dell’acqua nei pozzi di Braccagni?
    Dai 3 agli 8 metri.

  87. Carlo Vellutini ha detto:

    La sentenza del Tar mi sembra molto chiara anche nell’interpretazione. Credo che la battaglia contro il sovrappasso sia una sfida vinta dai cittadini di Braccagni. Soprattutto deve portare via ogni idea che si possa riproporre questa opera…Chiaro che il sottovia qualche problema potrebbe darlo sugli allagamenti, ma insomma si fanno tunnel sottomarini ora non credo che non ci si possa attrezzare per evitare che ci sia l’acqua un giorno sì e l’altro pure. Se poi ciò dovesse anche avvenire mi domando quante volte all’anno potrà accadere? In più mi chiedo quante volte vada sott’acqua quello di Scarlino Scalo che oltre ad essere pericoloso va comunque giù per diversi metri in una zona che è simile alla nostra…Anche a Grosseto i sottopassi (specie Barbanella) si allagano, ma restano chiusi qualche ora e poi le auto passano di nuovo…Dunque mi sembra che questo sia un problema superabile. Per tutto il resto credo che si debba mediare tra la necessità (e quella c’è) di togliere il passaggio a livello e comunque e la questione paesaggistica e di svalutazione fondiaria e immobiliare del nostro paese di fronte ad un’opera che di sicuto è impattante salendo ben oltre l’altezza delle case (almeno così si diceva)…
    Sul Polo torniamo allo sesso discorso: se va fatto facciamolo bene e che non sia qualcosa di altrettanto impattante…nel caso però sono convinto che un’eventuale sentenza del Tar difficilemnte parlerebbe di svalutazione del patrimonio immobiliare…visto che solitamente un insediamento di questo tipo da molta gente viene percepito come un elemento di benessere portando occupazione!!!

  88. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    Su quello che dice Carlo.
    Su di una cosa sono d’accordo. Che la sentenza dimostra che se c’è una forte presa di coscienza da parte della popolazione, ci sono delle ottime probabilità che il volere di questa riesca a sfondare. È successo con il Compost ed è successo con il Cavalcavia.
    Almeno per ora e nella prima collocazione proposta.

    Quanto poi a progettare un sottopasso che si sa già dover essere sottoposto ad allagamenti periodici sulla base di seri e validi studi e progettazione, vorrei proprio vedere chi ha il coraggio di proporlo, di insistere e poi magari approvarlo e poi realizzarlo.

    Visto che la richiesta di sapere in base a cosa diceva Patrizio “peraltro le sentenze dicono che li il sottopasso ci si può fare e che i problemi prospettati non sono tali”, è rimasta senza risposta, chiedo di nuovo: quali sentenze? Emesse da chi? Lì dove sentenziano che il sottopasso si può fare?

    Chi è che mette in giro chiacchere? Quali?

    Lui chiede dove siano a Braccagni i pozzi con l’acqua a tre metri dal livello. Ebbene sì, in effetti non sono vicino alla ferrovia. Sono infatti a Braccagni alto, dove c’è già però un certo dislivello rispetto alla stazione. Quindi rispetto alla ferrovia anche meno di 3 metri.

    Le cose indicibili della politica sono tutte piene di fascino. Se volevi che non se ne parlassi potevi benissimo tenertele per te. Di che si tratta?

    • patrizio ha detto:

      queste le parole della sentenza del TAR che è stata confermata dalla sentenza del Consiglio di stato
      “Il rapporto interdisciplinare del 13.9.2002, redatto dopo la presentazione del progetto, dello studio d’impatto ambientale, dell’indagine geologica e idrogeologica, delle osservazioni presentate dal pubblico (cfr. n.t.a. di cui alla deliberazione regionale n. 1069/99) nonché dei pareri di Arpat, Asl e comune di Grosseto, individua a sua volta impatti negativi diffusi che riguardano la qualità ambientale del paesaggio, il patrimonio culturale naturale, gli aspetti igienico-sanitari, il benessere della popolazione, l’uso del suolo e il clima acustico, concludendosi con un giudizio negativo sullo studio di impatto ambientale ed indicando la soluzione alternativa consistente nella realizzazione di un sottovia come unica possibile allo scopo di risolvere i problemi di viabilità connessi alla soppressione dei paesaggi a livello.”

      sull’acqua a tre metri….. devi dire la metà della verità che non vuoi dire continuando a mandare in giro mezze informazioni e battute che cambiano la realtà, che si trasformano in disinformazione, e fai un cattivo servizio al blog… e a chi lo legge…

      devi dire per essere imparziale, che nel sottosuolo di Braccagni non c’è acqua diffusa come se fosse un lago su cui galleggiamo… , ma ci sono ‘vene d’acqua’ e che basta fare il sottopasso dove queste vene sono meno importanti… gli studi ci sono, le sentenze ne parlano…

      più avanti e con calma mando i testi delle sentenze, in pdf al blog così ve li pubblicate e li studiate…

  89. Carlo Vellutini ha detto:

    L’unico sovrapasso che potrebbe essere realizzato, a quanto si legge dalle sentenze, dovrebbe essere ben al di fuori del paese. Però ragionando sulla tipologia di sviluppo di Braccagni e considerando dove sarà collocato il polo logistico il superamento della ferrovia deve quasi certamente essere posizionato come prolungamento di via Malenchini. Questo vuol dire che se deve essere collocato laddove pensato il sovrappasso allora deve essere pensato per forza il sottopasso. In questo momento una collocazione diversa la vedo difficile, a meno che non si crei il collegamento dalla ex Esso del Greco con cavalcaferrovia che sbuca alla curva della strada delle Gerlette. Però secondo quanto disposto se ci sarà uno sviluppo abitativo di Braccagni a Sud saremmo sempre al solito punto di contrasto rispetto a quanto disposto dal Tar…

    • Carlo Vellutini ha detto:

      Patrizio io credo che sul Polo a differenza che su altri argomenti già citati, come il Compost ed il Sovrapasso, alla fine a Braccagni non è stata trovata una linea comune in paese. Mi spiego meglio: se chiedi in giro c’è chi non sa neppure che cosa sia, c’è chi ne ha giusto sentito parlare e chi non gli fa né caldo e né freddo. Diciamo che questi sono coloro che si sono meno informati della questione. C’è poi l’aspetto di chi si è interessato ed anche qui ci sono varie categorie. C’è chi lo ha fatto con la testa altrui e che continua a pensare che il Polo porti realmene 400 nuovi posti di lavoro dunque è favorevole, c’è chi è contrario per altri motivi, magari legati all’aspetto paesaggistico-ambientale e c’è invece chi è favorevole usando la sua testa, nel senso che per idee è convinto che un’area di quel genere comunque possa portare effetti positivi sul nostro paese e sulla sua economia.
      Nel mio caso, invece, la posizione è sempre la stessa: di principio non sono favorevole. Però poi rifletto e penso e, forse in maniera sbagliata, non riesco ad essere così netto nel dire no per forza. Allora dico che se proprio deve essere fatto va fatto con tutte le dovute cautele del caso e che questo non deve avere effetti negativi sul paese (leggi viabilità). La mia, magari, è una rassegnata accettazione del Polo, però mi sembra che quando dall’alto (e qui si parla di coinvolgimento di Ice e Invitalia) vogliono fare qualcosa la fanno. Tanto per capirci io che durante l’anno giro tutta l’Italia sono per l’adeguamento dell’Aurelia a quattro corsie a Sud di Grosseto e fino a Civitavecchia, credo che quella che passa per Braccagni vada già bene. Dunque non vedo la necessità dell’autostrada. Però chi comanda la vuole ed anche politicamente, in via trasversale, ha convinto tutti. Dunque la mia parola e quella di pochi altri non conta.
      Però, per tornare, al punto iniziale del dibattito credo che sull’argomento Polo a Braccagni la compattezza di altre battaglie non si riuscirà a trovare…Ripeto spero che la mia sia una rassegnazione e basta…ma non ne sono troppo convinto!!!

      • patrizio ha detto:

        Si Carlo anche questa tua analisi la condivido, come rispetto coloro che hanno una idea positiva del polo, o chi come te, pur non piacendogli una zona del genere a ridosso del paese, è fatalista e quindi giustamente si muove per cercare di ottenere il massimo per Braccagni.
        Io invece penso che il polo non debba farsi e cercherò di fare quello che legge permette perchè non venga fatto, poi siccome sono realista anche io, se le cose si metteranno nel senso favorevole al Polo mi vedrai al tuo fianco e a quello degli altri per cercare di ottenere il meglio che si può per Braccagni tutto, anche per coloro che se ne fregano.

        Però io pur se mi sento un po’ Donchisciotte, devo ugualmente far la mia battaglia contro i mulini a vento, contro i muri di gomma. Ovviamente questa sentenza da più speranza a chi la pensa come me, e senz’altro sarà uno degli strumenti di lotta.

        Si aggiunga la presenza sotto l’area del futuro Polo di un insediamento archeologico che se portato alla luce potrebbe diventare una seconda Roselle, ed inserirsi magicamente come un possibile percorso turistico (che vedrebbe Tondicarlo come punto di posta e riposo) archeologico; cosa che se ben studiata può determinare uno sviluppo diverso e più sostenibile della zona, con maggior tornaconto per i Braccagnini che non il Polo.

        Riguardo poi al sottopasso, rimando alle sentenze e al documento che venne redato in circoscrizione, anche da me, e che conteneva osservazioni che sono state accolte nelle sentenze.

        I motivi del mio no al soprapasso sono gli stessi moltiplicati per tante volte, che mi impediscono di accettare un Polo come quello.

        In realtà con tancredi ci divertiamo a schernirci su cose che non sono state prese in considerazione da nessuno se non in modo molto ‘tangenziale’ ai problemi seri di cui si discuteva allora. Uno per esempio, il sottopasso, costretto come e ra in quel posto faceva a cazzotti con la normativa della viabilità che prevede dei coeffifienti per le curve diversi a seconda se l’area fosse stata urbana o agricola… o cose del genere.. ormai superate.

        Per me è una questione di coerenza, e comuqnue sono abituato a stare dalla parte delle battaglie perse, non a caso da anni voto a sinistra e mi ritrovo sempre Berlusconi al governo e quando non ci va lui ci trovo altri che si dicono di sinistra, che ci vanno anche con il mio voto, ma alla fine sono come lui, uomini di potere e che pensano ai propri interessi di bottega (leggasi parte politica), non alla collettività… e il caso Polo rispecchia esattamente queste cose… è il mio destino, in questo sono un pò fatalista pure io, ora mi chiedo…che io sia anarchico?…boh… Speriamo di si.

        • Carlo Vellutini ha detto:

          In effetti Patrizio la questione dei resti archeologici ritrovati nei pressi della zona in cui sorgerà il Polo Logistico potrebbero giocare un ruolo importante. A quanto mi risulta dai primi scavi sarebbe addirittura emersa una chiesa. Per questo ci sta che l’insediamento fosse ben più ampio di quello che si pensava. Non so se il fatto che si trovi al di là della ferrovia di Siena verso Casalpino possa essere un punto a sfavore oppure no. Tutto sta da quello che dicono gli studi archeologici…E’ chiaro che se alla prima buca dovesse emergere qualcosa anche il Polo Logistico subirebbbe un blocco dei lavori…

  90. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    Il ragionamento di Carlo fila. Costretti dalla provocata sentenza del TAR a costruire il sovrappasso fuori dal paese viene subito a mente l’ipotesi ex Esso-Greco e strada delle Gerlette. Soluzione peraltro già ventilata in certi ambienti politici locali. Ma è giusta la notazione che se il Polo dovesse essere fatto dove si dice, il naturale passaggio della ferrovia dovrebbe essere posizionato come prolungamento di Via Malenchini. Se fosse fatto li con la sentenza provocata del TAR si dovrebbe esaminare la possibilità di fare un sotto passo. Cosa che io continuo a pensare assai problematica.

    Senza contare che a noi manca anche una circonvallazione del paese ad ovest, il che vorrebbe dire verso la ferrovia…………….

    Insomma io credo che ci siamo ficcati in un bel casino!

    Per Patrizio
    Te riporti una sentenza che parla dei motivi negativi del sovrappasso e del nefasto impatto ambientale…..ma te nel tuo intervento hai parlato di “ sentenze dicono che li il sottopasso ci si può fare e che i problemi prospettati non sono tali.”
    Facci sapere di queste sentenze per cortesia, a noi interessano QUESTE SENTENZE DA TE CITATE.

    Cattiva informazione per l’acqua nei pozzi a tre-otto metri
    Io confermo tutto. Vai a Braccagni alto e domanda, così vedrai e saprai.
    Circa il fatto che in pratica Braccagni galleggia su di un mare di acqua, non vai lontano dalla verità.

    • Roberto Spadi ha detto:

      Caro Patrizio, il problema del sottopasso a Braccagni oramai, non è l’ubicazione, l’ottimo sarebbe la zona a sud della stazione come già indicata da me e dal Bargelli nelle sedi opportune, il fatto è che quei fenomeni degli ingegneri delle ferrovie vogliono eliminare 3 (diconsi tre) passaggi a livello con una sola opera.
      Se questi sono i termini, NON C’E’ SOLUZIONE.

  91. patrizio ha detto:

    A dir la verità ho delle notizie che ti interesseranno, il 28 maggio a Braccagni verranno a parlare gli archeologi dell’Università di Siena che hanno effettuato gli scavi, e ci diranno che cosa veramente c’è li sotto, e dove si estende il sito, pare proprio sotto l’area del polo, non quindi verso Casalpino, ma a monte della ferrovia verso Tondicarlo.
    La cosa strana è che il Comune, a quanto ne so, ma se sbaglio chi legge e sa, potrebbe correggermi su questo blog, ha fatto fare un parere di fattibilità ad archeologi di una unviersità diversa che non aveva fatto gli scavi… ricavandone un documento possibilista, probabilmente proprio perchè questi non avevano l’esatta contezza del sito studiato e scavato da altri, non lo so, le mie sono ipotesi, aspettiamo prima di ritenerle giuste, quello che ci dirranno il 28 maggio a Braccagni gli studiosi invitati.

  92. sentinella ha detto:

    Giunta Comunale: prevista la realizzazione tra il 2011 ed il 2012 del primo e secondo stralcio del polo logistico di Braccagni per 20 milioni di euro. L’Amministrazione del Sindaco Bonifazi ha programmato di compierlo entro l’anno o, quantomeno, di iniziare.
    Ci siamo quasi.

    • Nello ha detto:

      Sarebbe interessante sapere a cosa servono i 20 ml e soprattutto che deve fare il Comune: la viabilità? o cos’altro perchè spero che almeno la comunità, oltre al sicuro disagio, non paghi per gli interessi di qualcuno.

  93. Nello ha detto:

    Alla comunicazione della Sentinella sullo stanziamento per il Polo, oggi sul Tirreno leggo l’intervento di Marras che prospetta l’uso civile dell’aeroporto decisivo per le merci riferendosi chiaramente al polo di prossima realizzazione. Quanto dice non fa una grinza, se il Polo nasce dovrà essere sfruttato e l’aeroporto fa al caso, ma….
    In piena campagna elettorale lo stesso Marras ci promise che entro pochi giorni avrebbe organizzato un’assemblea pubblica in merito al problema, dichiarando che avrebbe fatto il possibile per essere lui stesso presente; subito dopo le elezioni l’Assessore Capperucci disse altrettanto. Ora io dico che sarebbe stato assurdo pensare che tale assemblea fosse stata fatta nei primi giorni di Aprile, ma che non se ne parli nemmeno dopo circa due mesi mi sembra l’ennesima presa in giro.

  94. no polo a braccagni ha detto:

    Costruire un polo attaccato ad un paese senza soluzione di continuità vuol dire non considerare la salute e la vita della gente, costruirlo in un’ area archeologicamente importante vuol dire essere insensibili alla nostra storia, costruirlo senza considerare il paesaggio vuol dire assassinare le speranze di lasciare la terra ai nostri figli meglio di come i nostri padri l’hanno lasciata a noi….

    Amministrare così vuol dire farlo senza avere valori positivi, vuol dire distruggere un territorio e la sua cultura, vuol dire calpestare la gente e le sue speranze.

    non è questo che ci si aspetta dalla sinistra.

    chi ci governa si presenta come di sinistra ma della sinistra non ha più niente, ne valori, ne scopi politici, smettiamo di dargli il voto.

    • patrizio ha detto:

      Tieni Stretto Ciò Che E’ Buono

      Tieni stretto ciò che è buono,
      anche se è un pugno di terra.
      Tieni stretto ciò in cui credi,
      anche se è un albero solitario.
      Tieni stretto ciò che devi fare,

      anche se è molto lontano da qui.
      Tieni stretta la vita,

      anche se è più facile lasciarsi andare.
      Tieni stretta la mia mano,
      anche quando mi sono allontanato da te.

      poesia degli Indiani d’America
      dal sito
      digilander.libero.it/PensieriInVolo/poesieindiane/poesie_indiane.htm

    • sentinella ha detto:

      E’ nato su facebook il gruppo “No al polo logistico di Braccagni” fondatore “Patrizio Galeotti”.

      Ps: Patrizio, dato che c’eri, Braccagni lo potevi scrivere per bene.

  95. nello ha detto:

    Riprendo il commento dalla pagina sportiva di Carlo alla replica di Patrizio circa un eventuale campionato di Promozione della nostra squadra.
    E’ vero quanto dice Carlo (molti lo chiamano Brera per le sue conoscienze sportive e in parte culinarie, qualcuno si ricorderà la sua rubrica “Diario….”sulla gloriosa Telemaremma, non mi piace TV9) dietro la C2 del Gavorrano ci stanno importanti imprenditori del Casone. Appunto Casone quindi industrie Solmine, ex Tioxside (non so come si scrive il nuovo nome)ed altre, ma guarda caso a qualche Km dal Bagno di Gavorrano e coperto dalla collina di Scarlino, quindi invisibile agli occhi della popolazione e soprattutto non interessato dagli scarichi di dette industrie (gli effetti secondo il vento si possono sentire al massimo ai confini nord-ovest del comune).
    Carlo lo dice polemicamente, ma io l’ho pensato seriamente (Patrizio con te ne parlai la scorsa estate: oltre ai 400 posti di lavoro, oltre ad ipotetiche opere pubbliche avrebbe colpito un offerta sportiva. Qui è diversa la situazione: il tutto verrà costruito a poche centinaia di metri dal paese ed eventuali effluvi si sentirebbero eccome.
    Ora su FB è stato creato il sito “no al polo…” ed ho visto che il numero di aderenti cresce (in 24 ore da 13 a 48), si farà la mostra e incontro sugli scavi in vicinanza al probabilissimo polo, ma i più diretti interessati al problema perchè non si sentono? L’unica voce che mi è stata riportata (sarebbe bene cercare una conferma, ma io so chi è ma non lo conosco e poi per lavoro è spesso fuori dall’Italia) è di un abitante della zona di Casa Mancini che pensa seriamente di cercare un’altra abitazione. Ricordo che all’epoca del compost gli abitanti dell’area Francina erano tutti in prima linea (compreso tanti montepescalini, anche se gli avevano paventato opere importanti, quali il ripristino delle mura, che ora stanno cadendo…ma questo sarebbe un problema da blog)

    • Carlo Vellutini ha detto:

      Ovviamente il mio commento sarcastico sulla pagina sportiva spero che si traduca in realtà nel caso in cui il Polo (ed io credo che avverrà, come ho già spiegato più volte…) venga realizzato. Il problema è che io non sono così convinto di quanto potrà realmente funzionare, visto che questi tipi di strutture lavorano bene laddove lo scambio è su più fronti: gomma-ferrovia-acqua-aria e non dove c’è solo gomma-ferrovia. Per questo penso che alla fine lascerà poco sul territorio. Lo sport, però, è un veicolo di traino per farsi pubblicità, dunque il mio sarcasmo, sotto certi aspetti nasconde anche una verità, cioè quella che si potrebbe usare il calcio per un’operazione di marketing che, alla fine, permetterebbe, anche di farsi accettare agli occhi di una parte di popolazione locale…A Gavorrano, dove le industrie esistono comunque da anni ed hanno un impatto importante sul piano occupazionale, l’operazione simpatia ha funzionato…Nonostante quelle strutture siano un cazzotto in un occhio sul piano del panorama, però sono lì da tanti anni e, forse, nessuno ci fa più caso…Quando sono state realizzate, poi, avere un’industria era quasi un vanto e dell’impatto ambientale importava poco a tutti…Oggi le sensibilità sono ovviamente cambiate e questo è un bene!!!!

    • mezzolitro ha detto:

      Ammazza!!!
      Se su FB e ci sò un centinaio di “anti-polo logistico” sai che spavento alle alte sfere!!!
      Saranno lì che si pisciano addosso dalle risate.

      • Nello ha detto:

        Se te non ci stai chi se ne frega, ci sono alcuni litri che potrebbero veramente spaventare. Se leggi i nomi non ci sono solo braccagnini e quelli sono voti che contano nel 2011, i nostri no siamo tutti fossilizzati e votiamo sempre uguale.

      • patrizio ha detto:

        mezzolitro uno cerca di diffondere le informazioni che ha come può, mica si vuole far paura a nessuno…. anzi si vuole discutere parlare ragionare, si vuole essere rispettati e si vuole capire, facebook è uno strumento che non piace nemmeno a me, ma io l’informatica la uso quando serve, e cerco di non subirla per quello che posso, li si vuole solo raccogliere un pò di persone che la pensano allo stesso modo per vedere se possiamo aiutarci a vicenda per informare la gente che:

        – non è tutto oro quello che ti dicono che luccica

        – i 400 posti di lavoro per i residenti sono uno specchietto per le allodole

        – alla gente questo Polo costerà una barca di soldi perchè si svaluteranno case e terreni in zona, comprati e costruiti con i risparmi e i sacrifici di generazioni

        – che braccagni e montepescali non saranno più, uno il balcone della maremma ricordato anche nella nostra letteratura, e l’altro un bello ed ordinato centro dove poter vivere e crescere i propri figli

        – che l’inquinamento acustico aumenterà

        – che l’inquinamento da cattivi odori aumenterà

        – che l’inquinamento in generale aumenterà

        – che il paesaggio sarà deturpato

        – che i reperti archeologici non saranno valorizzati

        – che aumenterà il traffico ma non le strade

        – che braccagni diventa tutt’uno con un complesso di capannoni industriali

        – che una volta fatto il polo se la logistica non tira potrebbero farci qualche altra cosa, visto che le strutture ci sono

        – che se si stancano di farci il polo tutto rimane li e la collettività poi dovrà chissà quando con altri soldi nostri rimettere tutto a posto

        – vorremmo sapere se i 150 milioni sono soldi privati o ci sono anche fondi pubblici da investire…. perchè in quel caso sono soldi nostri

        – che le opere di aggiustamento idrico comporteranno l’innalzamento della zona di due metri dal livello attuale… cosa che cambierà per sempre ed in modo irrimediabile la conformazione del territorio e Braccagni rimarrà sottoposta

        – che il cono visivo di Monteprescali sarà irrimediabilmente compromesso

        – che non è vero che se li si lavora ne beneficiano anche i negozianti di braccagni, perchè la dentro è prevista la costruzione di camere, mense, banche…. faranno tutto da se

        – che oltre a questo centinaia e centinaia di autotreni verranno messi li e li transiteranno senza minimamente portare niente a noi ma solo rumore ed inquinamento e gravi rischi di traffico per i nostri figli che girano con i motorini o con le biciclette

        – dove ci sono autotreni ci sono officine e depositi carburante….

        – ci sarà una illuminazione che renderà la maremma anche di notte una zona a giorno

        – quando ti affacci dalla finestra vedrai luci e sentirai rumori, sentirai puzzo quando tira la tramontana, e non potrai più come ora dire vado a far due passi in campagna, ma vado a far due passi nella periferia industriale di braccagni che avrà i suoi problemi come tutte le periferie industriali di questo mondo

        mi fermo ma potrei continuare.

  96. roberto ha detto:

    Patrizio mette il Polo dappertutto, anche nella pagina sportiva, ma in questo caso, effettivamente, l’arrivo di denaro porterebbe solo benefici al sodalizio sportivo (vedi appunto Gavorrano).
    Viene citato spesso anche la “questione compost”, ed in effetti qualche analogia c’è. Riprendendo quello che dice Nello, voglio però precisare che gli abitanti dell’area Francina praticamente erano uguale a zero; ed anche a Montepescali non è che poi fossero così sensibili alla questione (della serie: a Braccagni ci portano i rifiuti? Cavoli loro.)
    Le analogie, secondo me, sono principalmente due. Una è la procedura seguita, assolutamente deficitaria. Ai tempi del compost, ci vennero a dire che questo compost era cosa buona è giusta, ad iniziare da alcuni compaesani impegnati politicamente, che tutto era deciso, e che la cosa si doveva fare. Ma il paese volle vederci chiaro ed iniziò ad informarsi. L’altra cosa è la dislocazione: la fabbrica del compost doveva sorgere vicino a Casa all’Orto. A me se mi chiedono quale è un paesaggio di vera Maremma, io gli dico di prendere il bivio sull’Aurelia per Siena e arrivare fino a Sticciano e di dare un’occhiata ai sugherettai… una zona perfetta per le fabbriche!!!
    Anche a questo giro, si parla del Polo, della sua funzione futura, dei posti di lavoro, ma qualcuno ha spiegato alla popolazione di cosa si tratta?
    E l’ubicazione? A Casa Mancini? Praticamente a ridosso del paese? Non credo che bisogna essere degli ingegneri per capire ciò cosa comporta.
    A me dire sempre NO, non piace. Non ho nulla contro le fabbriche, anzi, o contro gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti. Ma un minimo di rispetto per le popolazioni e per l’ambiente ci vuole.
    Soluzioni? A me ad esempio il fatto che al Madonnino, al confine tra il Comune di Roccastrada e Grosseto stia sorgendo una piccola zona industriale, non lo trovo affatto disprezzabile.
    Per finire, c’è un’altra analogia tra i tempi del compost e quelli del Polo. Allora, nella protesta c’era l’anima “verde” (rappresentata dal bresciano Alberto Frattini), ma c’era soprattutto il paese, disposto ad occupare l’Aurelia e marciare fino alla Spineta. Oggi c’è l’anima verde (in particolare bergamasca), ma ancora non il paese. Ma qualcosa si sta muovendo.

    • mezzolitro ha detto:

      Ma stiamo a scherzà?
      Pe avè una squadra forte, magari in serie nazionale, si sarebbe disposti a fà un patto col diavolo?
      State attenti, giovanotti, la boria è una cattiva consigliera…

    • Nello ha detto:

      Roberto mi sembra sbagli.Il compost fu un problema si di area verde ma anche commerciale.Infatti in prima linea c’erano dei commercianti, guarda caso gli stessi che erano favorevoli al polo mintermodale. La causa è chiara: nel primo caso pochissimi posti di lavora= poco guadagno ; nel secondo molti camionisti= molto guadagno. E’ vero chew alla Francina non ci stava nessuno, ma io mi riferivo all’area per far capire che tutti erano interessati (Madonnino, Grancia, Sticciano, Braccagni, Montepescali). Non è vero che i montepescalini dicevano “rifiuti a basso, chi se ne frega”, il fatto che le proposte di contentino fossero rivolte a Monytepescali (parco, ripristino mura etc.) la dice lunga, ed inoltre alcuni capataz montepescalini erano schierati apertamente anticompost; te lo garantisco perchè come praticamente unica mosca bianca io ero favorevole e di discussioni ne ho avute sia al piano che al colle. Dimentichi inoltre dal dire che c’era una buona fetta politica che sosteneva gli anti-compost (escluso PCI-PSI).
      Oggi secondo me la posizione è diversa: forse Montepescali ora dice chi se ne frega, non mi sembra che esista un’area verde (se ho capito bene il bergamasco ha una posizione dirrei ” intransigente” cioè è contro tutto quello che varia di un virgola lo status della zona, anche se può portare benessere e non solo inquinamento) gli unici che protestano sono quattro “bischeri” con varie motivazioni e soprattutto non abbiamo l’appoggio di una sola forza politica. Tutti abbiamo in comune al no: si vede l’inutilità del polo e non solo a Braccagni: il porto più vicino è a 60 Km, Trenitalia addirittura vuole fare fuori la divisione Cargo, l’aeroporto non è ne è carne nè pesce; il fatto che tutti i partiti siano favorevoli lascia molti dubbi (il colpo di mano dello spostamento alla chetichella dall’area Madonnino al Podere Spiga è un esempio).
      Ti ricordo che voi anti-compost gridavi allo scandalo dello spostamento annunciato con tanto di assemblea pubblica da Maiano a qui, ed eri d’accordo di ritornare alle origini.

  97. patrizio ha detto:

    e se ieri eravamo in 100 a dir no al polo logistico
    adesso siamo in 111 a dir no al polo logistico!!

    Ascoltiamo qualche consiglio contro il polo logistico

    http://www.youtube.com/watch?v=SH8ufpyc2T4&feature=player_embedded

  98. Nello ha detto:

    Sulla cronaca del Tirreno di oggi c’è una notizia ( a ben leggere sono due) che mette in crisi lo sbandierato scambio treno-gomma del polo: Trenitalia ha definitivamente disdetto lo scalo merci e i tre verificatori superstiti, dopo una settimana a Livorno Calambrone, sono stati trasferiti ad altre mansioni. Livorno Calambrone (ecco la notizia aggiuntiva) è lo scalo merci di Livorno (ci vuole poco a capirlo) ma è soprattutto il terminal del suo porto dove arrivano e partono migliaia di conteiner. Se le Ferrovie tengono in piedi uno scalo come questo e dismettono completamente Grosseto nonostante gli sbandieramenti pubblicitari del nostro polo un motivo ci deve essere, non vi pare?

    • Nicola ha detto:

      Ciao a tutti, volevo soltanto dirvi che il discorso che il polo dovrà essere un centro di smistamento anche per il porto di livorno è un’autentica fesseria.
      da alcuni anni vivo a braccani ma lavoro a livorno e il mio lavoro mi ha portato ad avere molti contatti con le realtà aziendali labroniche ed in particolar modo con quelle del porto e vi posso dire che:
      – il porto sta subendo una crisi molto accentuata dovuta sì allo scenario economico negativo ma in particolar modo dovuto alle pessime scelte organizzative che stanno facendo si che gli armatori (le compagnie navali di trasporto merci) si trasferiscano sempre più spesso su la spezia e genova. Quei pochi che rimangono vengono fatti ruotare tra i vari terminal per assicurare il lavoro un po’ a tutti
      – il porto di livorno non ha certo bisogno di rivolgersi a grosseto perchè è in fase di ultimazione l’interporto di guasticce che permette di avere un’area di chiassà quante migliaia di ettari a pochissimi km dalle banchine

      detto questo se si aspettano che arrivi lavoro da livorno se lo possono scordare

      saluti

  99. Intervista esclusiva del Sindaco Bonifazi ha detto:

    Il Sindaco Emilio Boniazi ha cortesemente rilasciato in esclusiva per il nostro blog la segunete intervista a proposito del Polo Logisitico

    Sindaco Bonifazi, la tempistica per la realizzazione del Polo Logistico sta correndo velocemente. Ci può indicare alcune scadenze?

    “Dopo l’avvio del procedimento per la variante (Delib. G.C. n.359 del 30/06/2009) è stata avviata la Valutazione Ambientale Strategica(VAS)che è ad oggi in itinere. Una volta conclusa si potrà andare in adozione, pubblicazione (45 gg.), controdeduzione alle eventuali osservazioni e approvazione”.

    L’amministrazione comunale crede molto nel Polo stesso. Quali vantaggi può
    portare al territorio?

    “L’integrazione con il polo agroalimentare diventa elemento propulsivo del distretto rurale con ricadute importanti nel settore occupazionale”.

    In passato si è parlato anche di possibili stoccaggi all’interno dello stesso di rifiuti pericolosi. E’ in grado di escludere questa possibilità?

    “Tutte le condizioni poste escludono tale possibilità, anzi la qualità dell’insediamento è garantita dall’osservanza di tutti i criteri APEA in riferimento a parametri ambientali, energetici, smaltimento rifiuti, ecc.”

    A Braccagni si è saputo del Polo praticamente quando questo era già previsto. Perché non si è convocata un’assemblea popolare preventiva per illustrare al paese questo progetto?

    “Sui temi del Regolamento Urbanistico è stata effettuata una modalità di partecipazione attraverso forum itineranti e laboratori di progettazione, conclusa con Festa della Partecipazione che ha coinvolto la popolazione; sono sul sito del Comune i report ed i filmati dei vari incontri che si sono svolti”.

    Spesso si è sottolineato che il Polo porterà 400 nuovi posti di lavoro. Ma saranno realmente tali oppure si tratta in parte di spostare gente già impiegata altrove?

    “Si stimano circa 200 posti di lavoro senza tenere conto dell’indotto”.

    A Braccagni, anche durante la Festa del Maggio, un gruppo di persone ha contestato la scelta di realizzare il Polo ai piedi di Montepescali con lo slogan “più terra, meno cemento”. La domanda è: secondo lei si tratta di un’opera impattante oppure no?

    “La trasformazione è indubbiamente significativa, anche se saranno messe in atto tutte le possibili azioni di mitigazione, come quinte vegetazionali ed analoghe soluzioni, che assicurino la sostenibilità ambientale e la qualità sociale dell’intervento”.

    Ultimamente si è parlato di importanti scoperte archeologiche nell’area in cui deve sorgere il Polo. Le risulta? E nel caso cosa pensa di fare il Comune di Grosseto?

    “Il consulente archeologo del Regolamento Urbanistico ha fornito per l’area in questione uno studio preliminare per l’elaborazione della carta del rischio archeologico; in tale quadro è stato evidenziato che il sito archeologico di notevole interesse si trova in un’area esterna all’ambito in oggetto. Inoltre la Soprintendenza Archeologica della Toscana ha raccomandato di effettuare appositi saggi al momento dell’inizio lavori”.

    Quello che più preoccupa gli abitanti di Braccagni è la questione viabilità. Gli studi sul Polo parlano di un transito di almeno 40 autotreni al giorno. Chiaro che gli stessi non possono percorrere le strade del paese. Come pensate di risolvere questo problema?

    “Il traffico indotto dal polo logistico non deve interessare il tratto all’interno dell’abitato di Braccagni; infatti l’accesso avviene dallo svincolo dell’Aurelia (che diventerà svincolo autostradale) con le opportune sistemazioni relative all’intersezione con la ferrovia”.

    • mezzolitro ha detto:

      Nella giornata finale della festa della partecipazione in camera di commercio, sia il dirigente che l’assessore all’urbanistica Canuti, dissero le stesse cose del sindaco, pari-pari. Infatti tecnicamente è tutto possibile, ci saranno 45 giorni per le osservazioni che OGNUNO potrà fare, quindi ci sarà modo di chiarire tutti gli aspetti.
      Mi sembra però che sia la società PILT che le amministrazioni locali siano determinate a fare l’opera.
      Sicchè saranno cazzi.

      • mezzolitro ha detto:

        Non fare il furbo, io c’ero perdavvero, ci sò anche le foto;
        Ad una tua precisa domanda, il dirigente, quello con i capelli bianchi e le pose da architetto, si stizzì un pò e il Canuti, precisando che per norma non avrebbe potuto esprimersi in quanto non era previsto che gli amministratori in carica partecipassero alla “festa della Partecipazione” fece un discorso che COME RIPETO, ricalca pari-pari l’intervista del Bonifazi alla sentinella.
        Era allora come ora ancora tutto da verificare, impatto ambientale ecc…, poi ci sarebbe stato il tempo delle osservazioni al progetto che CHIUNQUE può fare, anche te, basta che non ci scrivi troppe cazzzate, tipo la possibilità che il polo disturbi l’arrivo dei marziani ecc…
        Un’ultima cosa, io vedo il polo intermodale come una possibilità di sviluppo, la manifestazione di ieri sui reperti trovati a S. Martino de plano mi apre scenari nuovi che esplorerò con attenzione, mi piacerebbe incontrare la società PILT che lo vuole costruire per avere un quadro più preciso.
        La sentinella potrebbe combinà un’incontro cò questi signori?

        • sentinella ha detto:

          In paese c’è già chi si sta attivando per mettere in piedi un incontro che serva a capire cosa bolle in pentola (anche se ho l’impressione che siamo già un pezzo avanti con la cottura).
          Per quanto riguarda l’intervista al Sindaco Bonifazi, dobbiamo ringraziarlo per aver risposto alle domande che gli erano state formulate alcuni giorni fa.

    • Nello ha detto:

      Mi sembra si possono contestare tre cose nell’intervista al Sindaco:
      1) Ho partecipato a tutte le riunioni del forum itinerante sul territorio (anche a quella di Montepescali) e sempre i relatori (?) sono caduti dalle nuvole sulla domanda del polo, addirittura il mio cognato si scaldò dicendo che la localizzazione dello stesso era importantissima in quanto avrebbe conseguentemente spostato lo sviluppo urbanistico del paese. Penso che alla festa di Partecipazione a cui si riferisca il Sindaco non sia cambiato di molto se la stazione di partenza dellafunicolare (sic!!!!!!!!!!) per Montepescali è stata posta nel bel mezzo dell’area del futuro polo;
      2) Sui posti di lavoro risponde in buon politichese dice tutto, ma in effetti non dice niente;
      3) Sulla viabilità era meglio se stava zitto: come non può influire sul paese se da quella che forse sarà una specie d’autostrada (la differenza ad oggi è che si pagherà il pedaggio) per andare all’ingresso del polo verrà usata la vecchia Aurelia e poi visto che si dovrà pagare il pedaggio i camionisti che dovrebbero venire dal porto di Civitavecchia o dall’aeroporto, se andasse avanti l’idea di Marras, prendono l’autostrada fino a braccagni e non escono a Grosseto Nord?

    • Donatella ha detto:

      Mi fareste il favore di pubblicare la data dell’intervista di cui sopra? Grazie

      • Carlo Vellutini ha detto:

        Le domande erano state inviate una decisna di giorni fa. Le risposte del Sindaco sono arrivate ieri, venerdì 28 maggio 2010.

      • Granocchiaio ha detto:

        carissima Donatella
        la data in cui è stata rilasciata l’intervista è quella che appare sul blog e cioè 28 maggio 2010 come qui sopra risponde Carlo

        ma per essere un po’ più precisi e chiarire certi altri eventuali dubbi preciso che l’intervista è stata rilasciata – ovviamente – prima della mostra realizzata in collaborazione con la soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, il Corso di Laurea in Conservazione e Gestione dei Beni Archeologici dell’Università di Siena ed il Museo Archeologico di Grosseto e delle relazioni tenute presso la locale Banca di Credito Cooperativo lo stesso giorno alle ore 18.00

        l’ora risultante per l’intervista del Sindaco , e cioè 22.16, è l’ora in cui il sottoscritto ha materialmente postato l’intervista sul blog

        spero di aver soddisfatto adeguatamente la Tua legittima curiosità

    • sentinella ha detto:

      Era logico che durante la presentazione di ieri alla Banca della Maremma degli scavi di San Martino, venisse fuori la questione Polo. Tra gli altri, è stata sollevata dall’avvocato Patrizio Galeotti, fondatore del gruppo su Facebook “No al polo logistico intermodale di Braccagni”.
      Patrizio Galeotti: “Gioia per vedere questi resti che si trovano nei nostri luoghi, dove sono cresciuto, preoccupazione per il fatto che proprio in questi luoghi nascerà il Polo. Perchè questi resti dovranno essere ricoperti?”
      Mario Cygielman (Sovraintendenza per i beni archeologici della Toscana): “Gli Enti interessati (Regione, Comune, Sovraintensdenza) sono stati già allertati, in quanto c’è un vincolo archeologico, anche se il Polo è previsto nelle zone adiacenti San Martino. Ma anche nei dintorni ci sono segnalazioni di resti. Per quanto di nostra competenza faremo ad oltranza la nostra parte, anche se, ovviamente, ci sono decisioni che non dipendono da noi”.
      La notizia di questo neanche tanto ipotetico intralcio alla realizzazione del Polo è stata ripresa nei titoli di apertura del telegiornale di TV9.

    • sentinella ha detto:

      Oggi su “La Nazione”:
      POLO INTERMODALE A BRACCAGNI, IN PAESE C’E’ CHI DICE NO
      La protesta: il gruppo che si è formato su facebook conta già 150 iscritti. E il sindaco risponde ai quesiti.

      Oggi la protesta relativa al Polo trova spazio sul giornale La Nazione, riportando la nostra intervista al sindaco Bonifazi e facendo riferimento al gruppo “No Polo” fondato da P. Galeotti su facebook.

  100. mezzolitro ha detto:

    Conoscete il detto “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”?
    C’è un progetto, c’è un iter burocratico che si sta dipanando che riguarda la fattibilità, l’impatto ambientale ecc…, ci saranno da vagliare le osservazioni, ci sono gli scavi di S. Martino che come dice il sig. Mario Cygielman (Sovraintendenza per i beni archeologici della Toscana): “Gli Enti interessati (Regione, Comune, Sovraintensdenza) sono stati già allertati, in quanto c’è un vincolo archeologico, anche se il Polo è previsto nelle zone adiacenti San Martino. Ma anche nei dintorni ci sono segnalazioni di resti. Per quanto di nostra competenza faremo ad oltranza la nostra parte, anche se, ovviamente, ci sono decisioni che non dipendono da noi”
    E’ ancora tutto aperto, dipende dai cittadini forzare la mano, se avranno coraggio e compattezza, di certo per ora manca il più, i cittadini.

  101. Carlo Vellutini ha detto:

    Dopo l’pintervista che ci ha rilasciato il Sindaco credo che sarebbe quanto mai opportuna l’assemblea pubblica che da circa un anno si dice di convocare. Questo perché alla luce di quanto emerso dagli scavi e visto che il Primo Cittadino ci dice che la questione Polo si è svolta tutta alla luce del sole, mentre altri sono pronti ad affermare che “fatta la legge, trovato l’inganno” (che nessuno me ne voglia ed adesso spiego il perché…) cioè che la procedura deve avvenire in maniera trasparente, ma poi ci sono anche le norme per far trasparire meno di quello che ci si attenderebbe, allora penso che sarebbe bene chiamare le varie parti interessate e che vengano a spiegare in faccia a tutti quando e come si sono comunicate le decisioni che riguardano la nostra comunità. Magari si potrebbe spiegare a tutti quali sono i nostri timori (leggi viabilità ed emergenze archeologiche), ma anche cercare di capire quanto si (e chi) guadagna con il Polo (se non sbaglio alla fine è un’opera privata, più che pubblica, dunque deve produrre reddito) e quanto ci si rimette in termini di ambiente!!!

  102. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    Quello che dice Nicola, chissa perché, io lo sospettavo da tempo.

    Non credo che quello che ci dice sia un segreto di stato e che sia verificabile assai facilmente.

    Dopodichè qualcuno ci dovrà dare delle spiegazioni.
    O no?

  103. Nello ha detto:

    Quello che dice Nicola mi era ben noto, perchè ho ancora amici a LIvorno (per moptivi di studio ci sono stato sette anni) e sono ancora legasto a quella città. Il problema del porto è noto a tutti perchè il Tirreno lo ha riportato più volte nelle pagine regionali, ed inoltre anche chi legge solo i giornali sportivi potrà aver notato le problematiche che ha con la sua compagnia portuale un noto bomber labronico. Per quanto riguarda i vari terminal container o auto o quant’altro nella zona basta andare a Pisa in auto con la vecchia Aurelia e/o con la Emilia (notyate che un grosso terminal auto è anche a Civitavecchia aperto da poco). Per i container è da tempo che Spezia ha avuto il sopravento su Livorno (e se il Sindaco non contenta Spinelli si va al buio pesto) anche perchè Livorno si stya buttando sulle crociere. Per altro rinforzo alle cavolate che dicono sul Polo: oltre ai privati come dice Carlo (ma perchè allora il comiune nel bilancio 2011-2012 ha previsto 20 mil.?) ci hanno detto che c’è oltre all’ex Sviluppo Italia (non mi viene il nuovo nome ma basta scorrere e si trova) anche l’ICE, ma guarda caso Tremonti l’ha messo negli 2Enti” da depennare…….

    • patrizio ha detto:

      Al calo del 21% di traffico merci del porto di Livorno (anno 2009-2010), si aggiunga che a Civitavecchia esiste già un polo logistico (interporto), nuovo e in pieno sviluppo,
      http://www.icpl.it/
      andate a vedere quello che c’è a Civitavecchia.

      Ora mi chiedo se forse qualcuno non stia progettando un polo Braccagnino che non avrà mercato, rimarrà quindi una cattedrale nel deserto, poichè Livorno è in crisi, la Spezia già è operativa e miglior approdo per le merci che vanno a nord, Piombino pare che si stia preparando a fare da solo, Civitavecchia non solo non sembra interessata a portar merci a Braccagni, ma probabilmente ne sarà concorrente… allora mi chiedo, una volta avuti i 100 milioni di finanziamento (ma c’è o non c’è questo finanziamento? O sono soldi privati….? La cosa è determinnate che venga detta chiaramente alla gente… e qui tutto tace)… a che cosa servirà questo polo logistico che non pare avere mercato?
      E se una volta costruito, tutto si ferma per mancanza di lavoro, chi lo smonta, chi riporta i luoghi al suo stato naturale? Chi bonifica l’area? Chi ci garantisce che l’area non avrà altra destionazione visto che sarà già attrezzata?
      Non bastano le promesse fatte in una intervista, io vorrei avere atti ufficaili a disposizione per poterli valutare da libero cittadino.

      Il Sindaco deve dircelo, e prima di fare varianti e dare autorizzazioni deve chiedere alla società che intende costruire il Polo Logistico, i contratti con le società del settore che accetteranno di mandare i conteniner a braccagni invece di regimentarli già direttamente dalle aree logistiche che ci sono nei pressi dei porti che sono stati indicati come possibili fonti di merce da mettere su rotaia.
      Da quello che non ci viene detto, sommato a quello che si legge anche su internet il quadro che ne viene fuori è che i porti di Civitavecchia, Piombino, Livorno indicati come fonte delle merci e quindi di lavoro per il polo di Braccagni, quindi movente principale ed essenziale per giustificarne la costruzione, non possano poi soddisfare le esigenze logistiche paventate a fondamento del Polo Braccagnino… Allora che cosa dobbiamo pensare?…
      Vogliamo informazioni, signori della P.A. che vi apprestate a dare le autorizzazioni a questo progetto, e le vogliamo adesso non quando avete deciso tutto, lo chiediamo per cortesia , ma fermamente; non è più possibile aspettare, dopo quello che abbiamo sentito dire dalla sovraintendenza abbiamo il diritto e voi il dovere di spegarci chiaramente ed in modo trasparente quello che succede.

  104. mezzolitro ha detto:

    Si può sapè che dice ‘sto Nicola? ‘un trovo il suo post.

  105. patrizio ha detto:

    http://www.youtube.com/watch?v=S-rMFcdL2rk

    Mario Cygielman (Archeologo direttore coordinatore Soprint. della Toscana) dice NO al Polo Intermodale di Braccagni durante la presentazione degli scavi fatti a San Martino in Piano. Ed indica la popolazione di Braccagni come soggetto importante per decidere il futuro del paese, per questo vogliamo sensibilizzarla.
    28 maggio 2010 – Braccagni

  106. Nello ha detto:

    Per chi vuole sapere cosa dice NICOLA
    Andate nei commenti precedenti, scorrete qualche interventoi dopo l’intervista a Sindaco e lo trovate.
    Battuta: io ci sono subito arrivato, si vede più siamo ignoranti e meglio ci si destreggia sul casino

  107. patrizio ha detto:

    Devo fare una precisazione alla risposta del Sindaco a questa domanda:
    DOMANDA DI VELLUTINI: A Braccagni si è saputo del Polo praticamente quando questo era già previsto. Perché non si è convocata un’assemblea popolare preventiva per illustrare al paese questo progetto?

    RISPOSTA DEL SINDACO:
    “Sui temi del Regolamento Urbanistico è stata effettuata una modalità di partecipazione attraverso forum itineranti e laboratori di progettazione, conclusa con Festa della Partecipazione che ha coinvolto la popolazione; sono sul sito del Comune i report ed i filmati dei vari incontri che si sono svolti”.

    Ho partecipato ad un laboratorio di progettazione e non si è detto niente ai partecipanti del polo, anzi quando c’ero io ci invitavano a dire che cosa non andava nel paese e a proporre soluzioni, così i presenti, me compreso, ignari del fatto che il Polo già era una proposta in itinere, abbiamo messo umilmente il nostro tempo e la nostra disponibilità a servizio dell’iniziativa e abbiamo parlato dei nostri problemi, viabilità e quant’altro… qualcuno ha proposto anche una funivia che partiva da dove verrà il Polo (ma del polo nessuno sapeva) per arrivare a Montepescali…

    Poi ho partecipato all’ultima giornata, alla CCIAA dove si tiravano le somme dell’intera operazione partecipativa, e quando li, dopo aver saputo del polo della richiesta della PILT per una variante, accolta benevolmente dal Comune stesso che aprì urgentemente la procedura amministrativa per l’istruttoria, ho chiesto perchè farci perdere tempo a parlare dei problemi di Braccagni e Montepescali come è oggi, quando con la costruzione del Polo i problemi sarebbero stati ben altri, ci venne risposto, a me almeno, in modo brusco che quella non era la sede per parlar di quelle cose

    e questa cosa è accaduta davanti a tante persone che possono testimoniare, e se qualcuno nega che è andata così fa un grave sgarbo alla mia onestà.

    Io spero che quanto prima il Signor Sindaco venga a Braccagni a spiegarci il nostro futuro, a darci delle garanzie, lo sapremo ascoltare e dovrà avere la pazienza di rispondere alle nostre legittime richieste di chiarimenti e garanzie.

    Tutto nel massimo rispetto, sia chiaro, perchè a Braccagni più che montare la protesta, come stanno dicendo da qualche parte forse per creare un’aria di agitazione e di emergenza che non esiste, c’è tanta ignoranza e la gente deve sapere la verità, ma la verità vera non quella di qualcuno soltanto.

  108. NO POLO ha detto:

    nelle carte del comune si legge che il Polo Logistico raccoglie traffico da Civitavecchia e Livorno…. ma come vi ho segnalato a Civitavecchia hanno già il loro Polo e non si hanno notizie di contratti con le società che vogliono costruirne uno a Braccagni, ma anche Livorno ha il suo Polo che è 40 volte più grande di quello di Braccagni… su segnalazione di un aderente al gruppo NO POLO che lavora a Livorno ed è di Braccagni, NIcola che già è intervenuto su questo blog, vi invito a leggere questa pagine di wikypedia sull’interporto di Guasticce a Livorno e a riflettere su quanto ci viene detto dai nostri politici, i conti non ci quadrano, perchè costruire un polo logistico quando la toscana e il lazio ne hanno già due sufficienti per le esigenze di questi porti?…

    l’articolo su wiky

    L’Interporto toscano Amerigo Vespucci è una struttura di scambio per trasporti intermodali che sorge nell’area di Guasticce, nel comune di Collesalvetti, a quattro chilometri da Livorno e dal suo porto e a breve distanza dall’autoparco “Il Faldo”. Situato in un’area pianeggiante, che segna il confine tra la Piana di Pisa e le Colline livornesi, si estende su una vasta superficie posta a nord della provincia di Livorno, che è stata preventivamente soggetta ad un’operazione di bonifica. Infatti, data la natura paludosa del sito, sono state eseguite nuove canalizzazioni confluenti in un’idrovora capace di muovere 15000 litri d’acqua al secondo.

    Per la costruzione del complesso, nel 1987 fu costituita la società Interporto Toscano A. Vespucci S.p.A.. Essa annovera tra i suoi soci la Regione Toscana, i comuni di Pisa, Livorno, Lucca e Collesalvetti, l’Autorità Portuale di Livorno, associazioni di industriali, Trenitalia ed altri ancora.

    Tuttavia, a causa di una crisi di liquidità della suddetta società, originata da un ritardo nell’erogazione dei fondi statali e comunitari e dal mancato aumento del capitale sociale, i lavori sono stati portati avanti con molteplici difficoltà. Al 2009, dopo aver ottenuto un finanziamento di 26 milioni di Euro nell’ottobre 2007 da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica, l’Interporto è in fase avanzata di realizzazione, ma è pienamente operante nelle parti già completate. In base al Piano particolareggiato predisposto dal Comune di Collesalvetti, l’interporto, una volta ultimato, si estenderà su una superficie di 2.755.720 m², di cui:

    234.500 m² destinati a magazzini;
    696.000 m² di piazzali;
    126.000 m² occupati dal terminal ferroviario (che dall’agosto 2008 permette il movimento di merci dal porto labronico all’interporto);
    142.000 m² per i servizi;
    15.000 m² di strade;
    736.800 m² destinati alle aree verdi di riequilibrio;
    285.000 m² per le aree verdi di compensazione.
    L’interporto è posto nei pressi di importanti vie di comunicazione, quali:

    la ferrovia Pisa-Livorno-Roma, alla quale è raccordato mediante parte del tracciato della vecchia Ferrovia Maremmana Livorno-Stagno-Collesalvetti;
    Strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno, che serve l’area dell’interporto con due uscite;
    Autostrada A12;
    Variante Aurelia;
    via Aurelia.
    In futuro si prevede di rendere navigabile anche lo Scolmatore dell’Arno, così da creare un collegamento immediato per il trasporto delle merci dal porto di Livorno; inoltre è previsto il prolungamento del tratto ferroviario che giunge da Livorno e che serve l’interporto: esso verrà collegato con la tratta Pisa-Collesalvetti-Vada all’altezza di Vicarello.

    Tra settembre 2006 e aprile 2007 l’interporto ha movimentato circa 3.700 container al mese.
    fonte:
    http://www.it.wikipedia.org/wiki/Interporto_toscano_Amerigo_Vespucci

  109. sentinella ha detto:

    Oggi su Il Tirreno due pagine dedicate al Polo:
    “Io sono cresciuto qui e dico no” Dal gruppo facebook alle leggi la “resistenza” di un cittadino. Patrizio Galeotti spiega perchè a scelto di mobilitarsi contro il progetto Pilt “Danni alla memoria, all’ambiente al paesaggio”

    “Ombre etrusche sul Polo” Reperti a Braccagni, investimento da 300 milioni a rischio flop.

    Giannetti: “Facciamo altre verifiche, ma non si perda tempo”

    L’ira del presidente Marras “Non si può dire no a tutto”

  110. Nello ha detto:

    Dovendo fare come RF,mi sono letto subito il Tirreno e velocemente mando il mio primo commento.
    -Che bello: prima 400 posti di lavoro, poi dal Sindaco 200 più un pò d’indotto, poi Giannetti dice 600 più 900 d’indotto. Se continua così è un casino dovremmo lottare contro la cementificazione selvaggia di Braccagni in quanto verranno da tutta Italia a lavorare al Polo.
    -Ha ragione la Gelmini in Italia la cultura è sotto le scarpe e fa bene ha togliere i finanziamenti alla ricerca, se il Soprintendente Cygielman dice “cose non vere e in pratica fuorsvianti” quando scambia cocci e ferri vecchi con ville strade etc dal 5° sec. A.C. al 1100 circa (Giqannetti dixit).
    -Il Sindaco e Marras in buon politichese cercano di far marcia indietro su certe prese di posizione finora intransigenti (a detta populi) Polo fortissimamente polo a l Pod. Spiga, ora va bene ritornare anche all’origine verso l’area, almeno per me più giusta, del Madonnino, dove ormai è stata accettata da quasi tutti (anche da me) l’area insediativa.
    -Marras dice, giustamente, che tutti gli allarmismi saranno fugati quando ci verrà illustrato il progetto (stessa posizione dell’Amministrazione comunale), ma quando? Ricordo allo stesso Marras che verso la fine della campagna elettorale regionale (non ricordo la data precisa, verso il 20 Marzo) disse che passate l’elezioni avrebbe convocato un assemblea pubblica sul problema. Se si scorre sui commenti precedenti ci sarà il mio del momento in cui mi esponevo il tutto dicendo che fino a Maggio, salvo eclatanti novità, non avrei più scritto sul Polo perchè mi aveva in un certo senso convinto. Avevo posto la data di maggio perchè la Giunta regionale si insediava il 28 Aprile e per me quella era la data del termine delle elezioni (e non il 29 Marzo data effettiva). Bene ad oggi 5 Giugno si sente dire che i cittadini si dovrebbero esprimere dopo la presentazione del progetto: fa bene, come spessissimo è accaduto al paese, dirrei che i tempi sono maturi INIZIANO I MONDIALI DI CALCIO facciamo la riunione cosi ci saranno solo i “quattro bischeri” (e forse solo 3) contrari, mentre il grosso della popolazione è favorevole perchè gli assenti hanno sempre ragione……anche se poi sono a smadomnnare sulle giocate degli azzurri.
    – Gli scavi di S.Martino al Piano sono stati effettuati in pratica da volontari (gli studenti della facoltà di Archeologia dell’Università di Siena, sede distaccata di Grosseto) al costo totale di 8.000€ circa, per portarli avanti e dare una risposta definitiva sul sito archeologico, a detta di Cygielman occorronop circa 50.000€, signor Giannetti, Sindaco Bonifazzi e Presidente Marras a fronte di trecento milioni cosa sono? Tiraterli fuori e vediamo.-
    – Presidente Marras, io ho votato l’anno scorso una persona seria e posata, che conoscevo come ottimo amministratore, ti reputo sempre tale, cioè ottimo amministratore, ma lascia da parte certe imposizioni manzoniane (questo matrimonio non s’ha da fare) o caroselliane (o così o pomì) per non dire peggio. Discutiamone con calma e poi vediamo

  111. Carlo Vellutini ha detto:

    Da quanto letto sul Tirreno mi sembra trasparire un po’ di nervosismo da più parti. In questo Paese si sono fatte deviare autostrade per i reperti archeologici, si è bloccata per anni una galleria a Follonica e si è costretto a fare una sopraelevata a Batignano. Questo per capire che se nella zona del polo dovesse venire fuori qualcosa di importante ci sarebbe poi molto da discutere. Ad oggi sono convinto che verranno fatti degli studi e che poi l’iter ripartirà senza problemi. Però si capisce come ognuno abbia da giocarsi qualcosa sul polo. Capisco Giannetti da imprenditore che deve tirare l’acqua al suo mulino. Capisco anche Marras che vede, probabilmente – ma il condizionale non è d’obbligo visto che lo disse anche a Braccagni-, il polo come uno strumento per far partire la zona industriale di Roccastrada al Madonnino. Su quello ha speso molto della sua credibilità politica sul suo territorio ed il fatto che a tanti anni di distanza non si vedano ancora capannoni vuol dire molto. A frenarla fu anche l’alluvione…Dunque credo che un certo nervosismo, anche scomposto, in qualche risposta ci sta. Il punto è un altro: credo che il convegno ed il blog abbiano sollevato un problema. Adesso vedremo come andrà risolto…

    • mezzolitro ha detto:

      Credo che a questo punto un’assemblea pubblica organizzata dalla circoscrizione o da chi vi pare, non sia più rimandabile.
      Anche perchè tra poco incominciano i mondiali di calcio e se pè disgrazia l’Italia s’arrangia un pochino del polo e quant’altro ‘un ne parlerà più nessun giornale…

  112. Roberto Spadi ha detto:

    Per chiarezza, vorrei sapere se la foto panoramica con la simulazione dell’insediamento del polo intermodale sia stata assemblata marcando rigorosamente i confini del lotto di terreno destinato oppure se è stato fatto una cosa tanto per fare?

    • patrizio ha detto:

      Roberto è una chiara ricostruzione ipotetica, come c’è scritto sotto, è così piccola la foto che è difficile seguire le linee dei confini, è un modo per cercare di capire… se avessimo un progetto vero lo avremmo già mandato al blog per la pubblicazione, posso però dirti che l’area che parte da Braccagni e che copre i campi di verde scuro, è stata considerata con degli opifici o strutture perchè negli allegati n. 1 e 2 alla Del. G.C. n. 359 del 30/06/09 quell’area risulta interessata dalla variante ed è riportata con la stessa evidenza di tutto il resto dell’area che arriva fino alla società.

      Sono sicuro però che gli ammiinistratori del sito, sarebbero ben felici di ricevere disegni e planimetrie vere invece di ipotesi, che inevitabilmente possono non essere esatte… altrimenti non sarebbero ipotesi…

      Se hai dei dati più precisi mandali che la gente li deve vedere e sono curioso pure io di vederli… vogliamo solo farci una idea per capire meglio … niente di più… aiutateci…

  113. patrizio ha detto:

    Una precisazione doverosa, in passato girava voce che i terreni dove sorgerà il polo erano stati acquistati dalla PILT, la voce pare sia sbagliata, oggi si dice sempre in giro, che ci sarebbe solo una promessa di acquisto legata alla fattibilità del Polo (cosa che sarebbe più che giusta e coerente), ma a dir la verità queste sono solo voci di paese senza riscontro, potrebbe anche essere che non sono vere. Io la verità non la conosco ed è giusto dire che oggi non sappiamo se i terreni sono stati venduti, c’è solo un preliminare oppure non c’è niente, siccome non sappiamo che cosa è accaduto, è giusto dire queste cose per correttezza, almeno dal mio punto di vista.

  114. Goffredo di Buglione ha detto:

    Scusate, ho letto male o sul Tirreno il Sig. Giannetti cita l’AGRIDECO fra le società partner interessate al polo logistico?

    • Leggi Meglio ha detto:

      Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

      IL TIRRENO 2010-04-13

      AMBIENTE
      SCANDALO RIFIUTI Agli arresti domiciliari i vertici della Agrideco

      GROSSETO. Arresti domiciliari per i vertici di Agrideco srl, la società di intermediazione di rifiuti di Follonica coinvolta nel maxi scandalo “Immondizia d’oro” che agli inizi di febbraio ha portato all’arresto di 15 persone, mentre sono 61 gli indagati tra cui spicca il nome di Steno Marcegaglia, patron dell’omonimo gruppo mantovano.
      In carcere erano rimasti in quattro: il presidente del consiglio d’amministrazione Stefano Rosi, il vice Luca Tronconi oltre a due membri della società Paolo Meneghetti e Federico Lattanzi. Ieri mattina il giudice Pietro Molino, a distanza di due mesi dall’applicazione delle misure cautelari, ha accolto la richiesta dei legali degli indagati depositata la settimana scorsa con la quale chiedevano gli arresti domiciliari per tutti e quattro.
      Associazione a delinquere, falso in atto pubblico, traffico illecito di rifiuti sono alcuni dei reati contestati agli indagati mentre nei confronti di Rosi e Tronconi pende anche l’accusa di omicidio colposo, lesioni e incendio dopo che nello stabilimento del La Botte, in seguito a un’esplosione del capannone, morì un operaio, Doru Martin, mentre un altro collega rimase in fin di vita.
      Proprio da questo incidente e dal materiale che al momento dell’esplosione veniva smaltito all’interno del capannone iniziò l’inchiesta. Seguendo le bombolette di deodorante, ancora piene di gas, che dovevano essere triturate dalla Agrideco gli inquirenti scoprirono i tracciati su cui viaggiavano i rifiuti pericolosi e speciali che – secondo gli inquirenti – invece di essere smaltiti come prevede la legge venivano declassificati per ridurre la spesa.
      Un anno e mezzo di indagini da parte dei carabinieri del Noe di Grosseto coordinati dal pubblico ministero Alesandro Leopizzi al termine delle quali, il 9 febbraio scorso, scattarono le manette in mezza Italia e un terremoto che probabilmente non è ancora finito.

      • Goffredo di Buglione ha detto:

        Caro Leggi Meglio, mia moglie mi ha buttato la copia del Tirreno, quindi non posso verificare se ho letto bene. Mi posso sbagliare!

        • patrizio ha detto:

          Per la precisione non è Giannetti che fa la citazione, ma il giornalista del Tirreno, le parole dell’intervistato sono sempre riportate tra le virgolette, le altre sono del giornalista che firma l’articolo e se l’articolo è senza firma sono attribuite al direttore del giornale.
          Però a dir la verità, salvo non arrivi una smentita del Giannetti, la cosa è veramente destabilizzante… se fosse vero che tra le società che volevano construire il polo c’è anche questa…. allora i dubbi su quello che domani potrebbe accadere a braccagni, a due passi dall’abitato…. erano fondati… è la riprova che l’unica garanzia vera che certe cose non accadano, non sono le parole che garantisce che le attività saranno vincolate con contratti e atti …. non servono carte scritte… l’unica vera garnzia è non fare questi poli dove non servono, o comunque non farli attaccati alle zone abitate… pensiamo al pericolo cui ci sottomettiamo (con i nostri figli) se una volta fatto il polo, qualche bischero per guadagnare di più fa le cose che sono state contestate a quella società violando la legge…. mette in pericolo tutta braccagni in caso di incidente… se ci mettono rifiuti pericolosi e prendono fuoco in trenta secondi tutta braccagni potrebbe essere invasa dal fumo tossico… pensiamo un pò alla gente e non solo al profitto …

        • Nello ha detto:

          Onestamente non capisco “leggi Meglio”: hai fatto una domanda e lui replica con una tiritera che tutti sappiamo e in pratica non dice niente.
          In effetti nell’intervista a Giannetti viene riportata anche la Agrideco fra i soci PILT, ma se sia ancora in vita o meno non lo so, ma credo, che al di là dell’azzeramento dei suoi vertici, sia sempre operativa. Del resto nelle poche frasi che alcuni amministratori hanno fatto sul Polo fu detto che c’erano partecipazioni (non so a quale fine, azionarie o solo consulenza) di Enti statali e nell’intervista in oggetto non sono riportate
          Comunque non credo che sia necessario sapere da chi è composta la PILT quanto quello che può fare e mi sembra che tempo addietro Patrizio accennò sul blog alle autorizzazioni che essa ha.

          • patrizio ha detto:

            da una visura alla CCIAA di Grosseto, tra le attività dichiarate dalla PILT risultano tra le altre anche queste, pur non essendo quelle dichiarate per il POLO e a quello che ci dice il sindaco nel polo queste attività non saranno permesse, ne riporto alcune solo a titolo informativo e perchè citate da Nello:
            autotrasporto di merci per conto terzi;
            riciclaggio di cascami e rottami metallici, di materiale plastico per la produzione di materie prime plastiche, resine sintetiche nonché dei rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse;
            esercizio di rivendita di carburanti per autotrazione, attività di intermediazione del commercio di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici per l’industria, di vari prodotti senza prevalenza di alcuno;
            Il commercio all’ingrosso di altri prodotti intermedi, di rottami metallici, di sottoprodotti della lavorazione industriale, di altri materiali di recupero non metallici (vetro, carte, cartoni, ecc…) e di altri prodotti;
            lo svolgimento di servizi delle lavanderie a secco, tintorie… .

            Attenzione, non si vuol dire che la PILT una volta fatto il polo poi si metterà a fare queste attività, non abbiamo nessun motivo di pensare che farà cose diverse da quelle permesse, ci tengo a sottolineare questo aspetto perchè non si creino inutili allarmismi.

          • Leggi Meglio ha detto:

            Ho voluto postare un articolo pubblicato sul Tirreno solo per non entrare nel merito della questione, in quanto non capisco che nesso ci sia fra un’azienda che tratta rifiuti e un polo intermodale per l’agricoltura.

          • Nello ha detto:

            Per Leggi Meglio. Spero che gli interventi di Patrizio ti abbiano chiarito il perchè del dubbio “cosa c’entra, eventualmente, Agrideco con il polo”. E poi mi sembra che si sia cominciato a parlare di polo logistico agroalimentare solo in un secondo tempo, guarda caso dopo che Patrizio accennò per la prima volta la visura della CCIAA.

  115. sentinella ha detto:

    Questo quanto pubblicato su Il Tirreno il 5 giugno 2010 in cronaca di Grosseto.

    «Io sono cresciuto qui e dico no» Dal gruppo facebook alle leggi la “resistenza” di un cittadino
    Patrizio Galeotti spiega perché ha scelto di mobilitarsi contro il progetto Pilt: «Danni alla memoria, all’ambiente, al paesaggio»

    di Sara Landi

     BRACCAGNI. Patrizio Galeotti è nato agli Acquisti e cresciuto a Braccagni correndo «nei campi del piano di Montepescali dove oggi vogliono costruire il polo logistico». Su Facebook ha fondato il gruppo “No al polo logistico di Braccagni” (169 gli iscritti a ieri). In un’intervista al blog della Sentinella di Braccagni sul sito http://www.braccagni.info il sindaco Emilio Bonifazi ha preso posizione.  «Il sito archeologico è di notevole interesse», ha confermato Bonifazi, ma «si trova in un’area esterna all’ambito del polo logistico». Il soprintendente per i beni archeologici della Toscana Mario Cygielman ha parlato però di incompatibilità tra gli scavi e il polo.  «Ritengo che il soprintendente abbia detto una cosa di buon senso», commenta da parte sua Galeotti.  «È plausibile che il sito archeologico si sviluppi anche oltre la ferrovia, nei terreni di competenza del polo. Stiamo aspettando l’esito di rilievi fotografici fatti dall’alto per capirne meglio la localizzazione. Sarebbe opportuno continuare gli scavi anche oltre la ferrovia. L’area dovrebbe essere dichiarata soggetta a vincolo come altri terreni limitrofi nei quali si sono trovati reperti simili o anche di minor valore».  Come è nata l’idea di un gruppo su Facebook? Quali altre iniziative intendete portare avanti?  «Da cittadino di Braccagni la cosa di cui ho sentito più bisogno è l’informazione sul progetto, che è mancata. Siamo pacifici e figli della legge, chi ci rappresenta come espressione di un paese in rivolta o in protesta sbaglia. Gli iscritti hanno con Braccagni, Montepescali e le loro campagne un rapporto di amore e rispetto per la loro bellezza e sentono il bisogno di capire meglio quello che accadrà. Abbiamo fatto questo perché crediamo nella gente e nella capacità che ha di scegliere ciò che è meglio per se stessa, per la Maremma e per chi verrà dopo di noi ma per farlo dobbiamo sapere e conoscere».  

    Che cosa chiedete alle istituzioni, visto che come dichiara il sindaco Bonifazi nella stessa intervista “la valutazione ambientale strategica è in itinere”?  «Cito la sentenza 1952 del 2010 del Consiglio di Stato dove “si afferma che la sua ubicazione (di un soprapasso ferroviario, ndc.) in prossimità dell’abitato di Braccagni dequalifica il contesto insediativo generale, con particolari effetti negativi nei confronti della popolazione insediata e da insediare (impatto visivo e percettivo, deprezzamento fondiario e immobiliare)”. Nella stessa sentenza si parla anche di “vulnus alla visuale da e verso Montepescali”. Anche le amministrazioni locali si espressero contro il progetto di fare un cavalcaferrovia a valle di Braccagni. Noi ci riconosciamo in queste considerazioni e vogliamo che con coerenza la stessa amministrazione che le ha espresse per un’opera che è cento volte meno impattante come un cavalcaferrovia le esprima anche per il polo logistico, impedendone la costruzione. La politica deve essere coerente, se vuole mantenere credibilità».  Scavi archeologici, cementificazione, viabilità: cosa preoccupa di più, in questo momento, la comunità braccagnina?  «La viabilità a Braccagni non è mai stata un problema come da quando hanno introdotto i sensi unici. Il polo porterà ancora maggior traffico e nel contempo nessuno ci dice quali opere verranno fatte per sopportarlo. Quando l’attuale statale Aurelia diventerà autostrada a pagamento anche tutto il traffico locale attraverserà il paese aggiungendo pericolo al disagio. Molte delle persone che conosco temono che Braccagni venga usata per costruire una cattedrale nel deserto deturpante per la natura e la quiete del paese. Questa opera, realizzata senza soluzione di continuità con l’abitato, rischia di diventare un disastro ambientale se verrà a mancare la spinta dei contratti con i porti, perché Civitavecchia, Piombino e Livorno non sembra che abbiano interesse a convogliare le loro merci qui. Se viene meno il lavoro le società se ne andranno lasciando in Maremma un grande piazzale cementificato nel mezzo del panorama più bello che abbiamo. E dopo aver speso fondi pubblici per costruirlo ce ne vorranno altri per smantellarlo».

  116. patrizio ha detto:

    qui l’intervista al sovrintendente

    http://www.iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2010/06/05/news/ombre-etrusche-sul-polo-logistico-2063910

    si noti come adesso i 100-150 milioni di euro siano diventati 300, e che i 400 posti di lavoro scesi poi a 200, ora tornano a diventare 600… Cose strane … queste sono le ragioni per dire si al polo logistico?… Mi dispiace ma io non ci sto, io la penso come il sovrintendente… intervistato.

  117. Nello ha detto:

    Sono ormai due giorni e mezzo che il Tirreno ha pubblicato le due pagine sul Polo, ma come al solito i miei paesani fanno orecchi da mercante. E’ vero che la Piazza virtuale creata dalla Sentinella doveva in pratica sostituire il Bar con le sue discussioni più disperate, ma qui siamo oltre, correggimi esperto Granocchiaio, ma siamo veramente estimatori di Paolo: 4 amici in piazza.
    Una sera, fine agosto 2009, si fece una riunione “carbonara” in sette persone, idee varie fine ultimo: NO Polo (meno che uno che come al solito dice bianco e scrive nero, per cui non si sa mai come veramente la pensa). Ebbene meno due (che non so se sono su FB)sono tutti iscritti al gruppo “NO POLO”, ma solo in tre (anche quello che dice e non dice) partecipano alle nostre discussioni. Mi sembra un pò poco. Se poi si pensa che ad ieri gli iscritti al gruppo sono più di duecento, mi sembra che la discussione langue. Il bello è che (Pat abitando fuori lo sa solo di riflesso) che la gente in paese comincia a porsi le domande e a crearsi dubbi sulle scarne risposte che dò (metto sempre in risalto il fatto che quello che si sa è per le nostre ricerche e no perchè qualcuno ha fatto una riunione pubblica per spiegare il cosa, il come ed il perchè come oper il compost), ma quando dico di partecipare alla nostra discussione (specie i più giovani che hanno più dimestichezza con la Rete) si tirano indietro. E sì che sarebbe questo il momento di partecipare, visto che i diretti interessati cominciano a sentir venir meno le loro certezze (il nervosismo che trasuda dalle interviste è un indicazione).

  118. patrizio ha detto:

    Non trovando sul tirreno on-line l’intervista al presidente Marras , l’ho cercata su internet e sul sito dello stesso Marras viene riportata, è giusto che la possiate leggere tutti, la libera opinione si forma sulla libera espressione di idee nel rispetto di tutti, non concordo con Marras ma farò sempre di tutto perchè chi non la pensa come me possa far conoscere la sua idea; l’intervista è pubblicata qui:
    http://www.leonardomarras.it/commenta.php?recordID=78

  119. p. galeotti ha detto:

    Dopo aver letto e riflettuto molto sulle parole e i concetti che il Presidente Marras esprime in questa intervista, e anche nelle parole non dette da lui ma a lui imputate dal giornalista, però da lui non smentite ma pubblicate sul suo sito (che quindi reputo faccia sue), mi sento in dovere di dare una serie di risposte da semplice cittadino ad Amministratore pubblico in pieno spirito di democratico confronto. I miei sono considerazioni critiche costruttive, un modo per aiutare a capire perché dico NO AL POLO e permettere a chi amministra la cosa pubblica di capire perché io penso che stia facendo un grosso errore.

    Prima però dico che nel gruppo NO AL POLO LOGISTICO DI BRACCAGNI siamo arrivati a 233 iscritti, e noi non abbiamo nessuna posizione ideologica, ragioniamo con la nostra testa e rappresentiamo ognuno se stesso, io parlo infatti per me soltanto.

    Dice Marras:
    “bisogna che si riconosca anche un interesse generale superiore che è quello dello sviluppo”.

    Le rispondo, Sig. Presidente, che questa affermazione potrebbe tranquillamente essere fatta da me e da chi non vuole il polo a Braccagni, tenendo ben presente però che a differenza di lei, io specifico che un vero e superiore interesse allo sviluppo fine a se stesso, non esiste, e un amministratore che prende decisioni che incidono sulla collettività e sulla vita futura di un territorio e dei suoi abitanti, per me deve essere preciso…

    che vuol dire Lei con SVILUPPO?…

    Lo sviluppo dei nostri figli? Lo sviluppo della cultura? Lo sviluppo del turismo? Lo sviluppo della dignità della gente e il suo rispetto?

    Vede Presidente, se per sviluppo lei intende questo la pensiamo allo stesso modo.

    Ed infatti alla base del mio NO AL POLO di Braccagni c’è proprio l’interesse superiore dello sviluppo in senso sostenibile di un territorio senza deturparlo…… nel rispetto del paesaggio, del patrimonio storico, della cultura della sua gente.

    A tal proposito le ricordo, ma sono sicuro che la conosce meglio di me, che nella nostra COSTITUZIONE ci sono diversi tipi di diritti, ma tra questi primeggiano quelli FONDAMENTALI che sono affermati nei primi articoli e tra questi l’art. 9 che recita:

    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
    Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

    poi c’è anche l’articolo 41 che non è tra i principi fondamentali e che dice:

    “L’iniziativa economica privata è libera.
    Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
    La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. ”

    Ora le faccio osservare che l’articolo 9 è uno dei principi FONDAMENTALI della Costituzione…. principi che sono fondanti e vincolanti per tutte le leggi (e quindi anche e soprattutto per gli amministratori pubblici) ai quali devono conformarsi; anche gli articoli successivi della Costituzione, sebbene contengano principi Costituzionali , vanno letti in modo che non contrastino con i PRINCIPI FONDAMENTALI…. che, in quanto FONDAMENTALI, hanno un valore ed una forza assorbente e preminente riguardo a tutti gli altri, compreso l’art. 41.

    Quindi anche l’art. 41 che ho citato va letto in quei termini…… cioè non può contrastare con l’art. 9 che prevale su di esso. Mi spiego meglio:

    Lo sviluppo attraverso l’iniziativa economica privata, cioè una iniziativa privata come quella di chi le ha chiesto di costruire il polo logistico, deve essere coerente con l’art. 9, principio fondamentale e irrinunciabile della nostra Costituzione, quindi qualunque sia il tipo di sviluppo e di interesse superiore cui lei si riferisce, questo non può comunque essere superiore ai principi fondamentali della nostra Costituzione, salvo non dare di questa una interpretazione che non condivido .

    Allora, secondo me, e sottolineo secondo me, lo sviluppo economico che lei permette con la sua azione politica e amministrativa, dando i permessi per far fare il Polo Logistico a Braccagni, non può essere superiore ai principi fondamentali della Costituzione di cui parla l’art. 9 che riporto per chi legge :
    LA REPUBBLICA PROMUOVE LO SVILUPPO DELLA CULTURA E LA RICERCA SCIENTIFICA E TECNICA.
    TUTELA IL PAESAGGIO E IL PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO DELLA NAZIONE.

    Quindi si impegni in un progetto di sviluppo che rispetti ‘un interesse generale superiore ‘ che sia coerente con la nostra Costituzione, con la tutela del paesaggio, del patrimonio storico, con la cultura, della nostra Maremma, e mi vedrà al suo fianco a sostenere la sua azione, sempre che comunque lo sviluppo sia poi giustificato da attività produttive che hanno un vero mercato coerente con i principi citati.

    Adesso capirà che io non sono un ideologo, ma semplicemente un ragazzo nato agli Acquisti, cresciuto a Braccagni correndo per quei campi dove si vuol fare il Polo, così come tutti i miei amici e compaesani, di Braccagni, di Montepescali e delle campagne limitrofe….. e oserei dire, come ogni uomo più o meno fortunato e libero che c’è su questa nostra bellissima ma disastrata terra.

  120. ROBERTO AURELI ha detto:

    Io sto con Galeotti e Cygielman

    Le polemiche sulla realizzazione del polo logistico di Braccagni investono un pregresso di fatti e percorsi attinenti la recente storia del nostro territorio che non possono essere dimenticati.
    In primo luogo l’affossamento del patrimonio ferroviario che negli ultimi decenni ha visto la completa dismissione del traffico merci, l’eliminazione del deposto bagagli, la continua inesorabile diminuizione del personale, la chiusura del deposito manutenzione e la conseguente diminuizione di movimentazione treni della stazione di Grosseto
    Assistiamo poi ad un accerchiamento del sedime ferroviario, continuamente rosicchiato, da pressioni edilizie che vedono nell’adiacente deposito del Consorzio agrario il culmine di questi tentativi speculativi giustificati anche dall’assurda eliminazione del collegamento ferroviario che in maniera intelligente (?) collegava i silos del deposito con i binari individuando così un primo reale centro intermodale cittadino.
    Percorso che permise, alcuni anni fa, l’avanzamento di una proposta demenziale che riguardava il possibile interramento del tracciato ferroviario per far posto, ovviamente, a nuove forme di speculazione edilizia con nuovi fabbricati.
    In secondo luogo, l’affossamento del Piano Regolatore aeroportuale che individuava proprio nel Sito del Consorzio agrario il terminal del traffico charteristico a cui ambiva il nostro scalo civile in una logica di nuova infrastrutturazione viaria, di superfici destinate a deposito e stoccaggio che abbisogna laddove il traffico aeroportuale genera movimentazione di persone e merci.
    Siituazioni che dovevano essere recepite negli strumenti urbanistici comunali e provinciali e che invece, disattesi, hanno permesso l’edificazione selvaggia intorno al sedime aeroportuale riducendo la stretta via Orcagna ad unico collegamento viario (sic).
    Adesso, dopo aver perso i treni di Ryanair, di Gs Aviation, di Impresit, dopo che Viterbo diventerà l’alternato di Fiumicino e Siena l’aeroporto del sud toscana, assistiamo a puerili tentativi di “rivitalizzare” il traffico aereo, probabilmente finalizzati a distogliere i cittadini dal ricordare quello che, volutamente, non si è fatto. (A tal proposito sarebbe utile vedere il forum di Grosseto dove un attento osservatore di problemi cittadini ha recuperato un po’ di vecchi articoli sul tema.)
    Certo è che la casta politica, poco incline a studi scientifici, ad analisi territoriali, a coerenti percorsi progettuali, è invece più sensibile a immediati e vacui proclami. Ebbene il nostro territorio è stato investito più da fenomeni di speculazione fondiaria ed edilizia che da grandi interventi di trasporto pubblico, di intermodalità, di infrastrutture moderne ed a basso impatto ambientale finalizzate al recupero dell’esistente nel solco di una scelta politica che ha trovato non pochi estimatori.
    Allora, prima di proporre cattedrali nel deserto che inesorabilmente andrebbero a sottrarre nuovo territorio, ci si interroghi sulla logica schizofrenica che vede da una parte abbandonare, destrutturare, paralizzare e dall’altra proporre aleatori, impattanti, irreversibili interventi.
    Se poi il nuovo territorio da saccheggiare è anche portatore di importanti reperti archeologici credo che i dubbi avanzati da Galeotti siano più che legittimi ed in sintonia anche con il nuovo assessore regionale all’urbanistica Marson che sta chiedendo un giusto ripensamento sul “ bruciare” nuovo territorio.
    Arch. Roberto Aureli
    Progettista Master Plan Aeroportuale 1991

    • Nello ha detto:

      Finalmente una voce nuova e che voce: un esperto che più volte è intervenuto sull’urbanistica cittadina.
      Anche lui pone (ripeto da esperto) il problema di dell’abbandono di Grosseto da parte delle ferrovie e senza queste a che serve un Polo Logistico, ci insegna che per l’aeroporto vuoi i militari, vuoi la politica ha fatto sì che rimanesse lettera morta, non accenna alla viabilità, forse perchè non profondo conoscitore del paese, ma penso gli basterebbero 25 min (il tempo necessario per percorrere i circa 5 km di vie paesane) per sviscerare tutti i problemi che noi ignoranti portiamo avanti, ma gli strateghi del traffico dicono che si vede lucciole per lanterne.
      Sull’aeroporto una parola: Marras spera nei cargo per il Polo. Aureli giustamente accenna a via Orcagna (che al momento risulta unica via d’accesso allo scalo), non mi sembra che sia idonea al traffico dei TIR, inoltre dove scaricano i cargo, non mi sembra che ci sia spazio sufficiente per la movimentazione di una decina di TIR nello scalo (onestamente non so il carico di un aero-cargo, reputo però che 10 camion siano pochi).

      • Carlo Vellutini ha detto:

        Non è un caso che da quando si è iniziato a parlare di Polo Logistico si sia cominciata a ritirare fuori la questione dello scalo merci dell’aeroporto. Un progetto a mio giudizio impossibile da realizzarsi. Il primo motivo è che non ci sono spazi dove appoggiare i container (la scelta del militare è stata precisa e non dimentichiamo – chi è stato allo scalo civile lo sa- che quando arriva un charter viene aperto un cancello che poi prontamente si richiude per consentire l’accesso del mezzo all’attuale aerostazione). Verso la zona di via Orcagna ci sono le case dunque la vedo molto dura allargare lo spazio per i cargo. E poi, come dice anche il Prof. Aureli la stessa via è l’unica di accesso al campo di aviazione. Questo vuol dire far transitare decine di tir in direzione Polo (visto che non c’è spazio per tenerli). Tutto ciò in una via di traffico cittadino, anche perché ho qualche dubbio che gli stessi mezzi riescano a curvare sul rondò tra via Orcagna e via Civitella e sulla strettoria di via Biancardi. Dunque debbono per forza dirigersi verso via Telamonio e poi – mi domando e vi domando- passeranno nei sottopassaggi ferroviari? Troppi punti interrogativi, questa è la mia risposta. Dunque anche in quel caso ci vorrebbe viabilità alternativa lungo l’aeroporto e poi a ricondurci sulla nuova via che collegherà lo stesso con Grosseto Nord (i lavori – si dice- partiranno a breve). Ma anche quella dello scalo civile fino ad oggi è stata pura utopia. Il Prof. Aureli ha ricordato le occasioni perse (a partire da Ryan Air e Gs Aviation), in più è anni che sento tutti i politici lamentarsi perché non sono possibili gli scali notturni. Dov’è il problema, visto che non ce ne sono neanche diurni. Lo sarebbe se arrivassero aerei in continuazione durante il giorno…ma visto che non arrivano perché discutere su qualcosa che non esiste?
        Questo per far capire come funzionano le cose nel nostro paese!!!
        Tornando al nostro: l’intervento del Prof. Aureli, oltre che autorevole, ci fa capire come quella sul Polo ci sia una questione su cui si deve discutere ed in maniera chiara. Il confronto deve essere alla base della stessa e non si deve cercare di evitare come – a mio giudizio- le nostre istituzioni hanno fatto fino ad oggi. Non si tratta di “dire sempre di no” come sostiene il presidente Marras (a proposito nella sua giunta c’è un partito ecologista, che dice?) ma si tratta di confrontarsi su problemi reali e concreti e su cui, le voci contrarie non sono meno autorevoli di quelle a favore…

        • Ric ha detto:

          Vorrei dire anche io la mia sul Polo Logistico di Braccagni e soprattutto notare come, dagli interventi del Prof. Aureli prima e da Carlo Vellutini poi, la questione vada vista in una maniera complessiva tra aeroporto, ferrovie e arterie di comunicazione. In effetti ci sono delle difficoltà di connessione tra la struttura aeroportuale grossetana e Braccagni ma molto più va notata la difficoltà della struttura ferroviaria, ormai giunta quasi al livello di stazione di passaggio visto che il sistema dell’alta velocità passeggeri praticamente scavalca Grosseto nella tratta Roma-Pisa e lo scalo ferroviario sta andando sempre più dismettendo le proprie strutture (e pensare che avevano intravisto in Braccagni il nuovo scalo ferroviario della città!).
          La mia domanda verso tutti coloro che leggono questo blog è questa: dobbiamo intendere il Polo Logistico di Braccagni come un argomento isolato oppure inserirlo in una discussione ancora più allargata aggiungedovi il problema della connessione autostradale (ancora mancante), dell’aeroporto di Grosseto (ormai soppiantato da quello di Siena), della stazione di Grosseto (che ormai ha praticamente dismesso lo scalo ferroviario)?

          • Nello ha detto:

            Mi sembra di capire anche nell’intervento del Prof. Aureli che le cose sono per forza legate. In un altro intervento ho fatto notare che al di là come sarà e funzionerà il polo è necessario che le tre componenti principali siano strettamente funzionanti. Cioè se fra porti ferrovia e strada viene meno una dei componenti il polo non può funzionare e la situazione ad oggi è: strade in alto mare anche se c’è la prospettiva dell’autostrada (nel migliore dei casi non prima di 4-5 anni) e della Grosseto-Fano in piena costruzione, ma ancora alcuni lotti anno da venire; il porto di Livorno ha un suo polo in nparte già funzionante; su questo sito si parla di un polo in costruzione (non ne so molto e quindi mi tengo sul vago)fra Piombino e Venturina; il porto di Talamone credo che sparirà con il nuovo turistico, e finora è stato soprattutto noto per la movimentazione di armi; Civitavecchia, anche se incombe la crisi Italpetroli, ha tanti depositi costieri e sta specializzando sul turistico (MSC Crocere ha uno dei terminal italiani); non parliamo delle ferrovie che hanno abbandonato in pratica la Tirrenica da Pisa a Civitavecchia (in questa stazione inizia ad operare la Regione Lazio che è fra le più bistrattate, ma con circa 10,00€ permette di andare a Roma a/r e circolare su tutti i mezzi urbani nella giornata, da noi nemmeno dla prossimo 13 entra in vigore, e penso non entrerà mai, il Memorario) e il trasporto merci. L’aeroporto se si vuole è la barzelletta buona per ogni momento di crisi: Marras propone i Cargo ben sapendo che ciò, fino a che ci saranno i cacciabombardieri di base (fra l’altro scelta accolta di buon grado dalle precedenti Amministrazioni), è la classica utopia. Per intendersi tre o quattro giorni fa la stampa locale dava ampio risalto al via libera dei voli notturni, stamane lo stesso Generale smentiva tutto. Se proprio si vuole sposare la voce aerocargo, perchè non si buttano a mare i campalinismi (come fra noi e i castellani) e si fa un discorso serio su Ampugnano? Pensate si avrebbe in brevissimo tempo la superstrada per Siena, si contenterebbero i senesi che svilupperebbero il loro aeroporto (un pò come Orio al Serio)senza dare noi più di tanto a Firenze e Pisa (notarte che la Regione punta su questi due scali e quindi Grosseto….) e noi grossetani (ed i turisti) in poco più di mezzora si raggiungerebbe un aeroporto funzionante già ora. Capisco che questa è provocazione pura, ma mi sembra anche una provocazione grave quando una nota marca di caschi motociclistici chiude uno stabilimento a Grosseto, non per la crisi, ma per risparmiare lo apre in Asia e i nostri benamati politici lo giustificano con la globalizzazione

        • Ric ha detto:

          Io vorrei far notare che, mentre noi ci spertichiamo in critiche sulla gestione aeroportuale di Grosseto, che è in stretta connessione con le politiche di insediamento del Polo Logistico di Braccagni, gli stessi cittadini senesi riuniti in un comitato sono contrari ad un adeguamento commerciale/turistico di Ampugnano per una serie di argomentazioni che riporto dal loro sito internet: “1) l’idea di ampliamento dell’aeroporto di Siena non ha seguito alcun processo democratico di partecipazione: è stata una decisione presa agli inizi del 2007 da pochi amministratori locali, in accordo esclusivo con il fondo internazionale di investimenti Galaxy; 2) a nostro giudizio, e secondo l’autorevole parere di decine di esperti da noi consultati (professori universitari, tecnici ed economisti), trasformare in scalo commerciale il piccolo aeroporto senese è un progetto disastroso sotto molteplici punti di vista: una operazione a bilancio economico, sociale ed ambientale negativo; 3) il “miracoloso intervento del finanziatore internazionale Galaxy” è stato presentato in un clima mediatico di ricatto, con argomentazioni povere ed imbarazzanti del tipo: “o perseguiamo l’ampliamento dell’aeroporto o subiremo la piaga della recessione”. La realtà è che questo progetto è una inutile operazione finanziaria speculativa, in ultimo a danno dei soldi pubblici e a discapito di una grossa porzione del nostro territorio; 4) il progetto di ampliamento dell’aeroporto senese nasce al di fuori di una pianificazione regionale e nazionale dei trasporti, in contrasto con tutti i documenti di indirizzo e pianificazione del territorio, in una provincia servita da una rete ferroviaria inadeguata a binario singolo, e da collegamenti stradali migliorabili. L’area interessata dall’espansione dell’aeroporto di Ampugnano è situata alle pendici della falda del Luco, che fornisce acqua potabile a gran parte della provincia di Siena. Costituisce un raro complesso naturale continuo ed esteso di oltre 36.000 ettari di boschi, alvei fluviali, praterie e aree agricole tradizionali disseminate di pievi romaniche”. Dal punto di vista tecnico questi cittadini hanno ragione: Ampugnano è un aeroporto che non si adatta a voli commerciali di certe dimensioni, mentre Grosseto è un aeroporto litoraneo come Fiumicino e con piste di una certa dimensione sulle quali potrebbero atterrare jet anche di grandi dimensioni. Eppure non si fa nulla per rendere lo scalo recettivo a voli non dico di linea ma neppure low-cost. Faccio sommessamente notare che comunque ai vari VIP nazionali che possiedono case nella Maremma è consentito scendere con i propri jet privati, ma su questo caso non mi dilungo ulteriormente…
          Comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano – Siena Sito Web http://www.comitatoampugnano.it/index02.html

  121. Nello ha detto:

    Presso la sala Pegaso del Palazzo Provinciale venerdì 11 ore 15 ci sarà la presentazione del PTC (Provincia: Territorio in Comune), sabato 12 in mattinata ci sarà un convegno d’approfondimento con relatori esponenti del mondo politico-economico della provincia.
    Forse sarà l’occasione di sapere qualcosa di concreto sul Polo?

  122. sentinella ha detto:

    Corriere di Maremma 9 giugno 2010

    Su degrado e polo logistico il gruppo di maggioranza sprona alla partecipazione dal basso
    BRACCAGNI – MONTEPESCALI: il PD dice la sua

    Il circolo del Pd di Braccagni-Montepescali prende posizione dopo le polemiche che hanno riguardato le due frazioni cittadine in merito al problema del degrado (segnalato su queste colonne) e sulla prospettiva del polo logistico.
    “Le frazioni sono al centro della cronaca cittadina di questi giorni – si legge in una nota. Il polo logistico, la discussione sullo stato di manutenzione di Montepescali sono infatti argomenti che fanno discutere e obbligano il circolo del Pd ad una netta presa di posizione”.
    “Il nostro ruolo – aggiunge il circolo di Braccagni e Montepescali – è quello di stare vicino ai nostri abitanti svolgendo una funzione di ascolto e partecipazione. Proprio la nostra base, i nostri cittadini, hanno il dovere di dare gli input all’amministrazione comunale perché la politica guardi all’interesse di tutti e risolva la necessità concreto”.
    “L’agricoltura – continua il Pd – è certamente il motore di sviluppo del nostro territorio, ma l’agricoltura non può concentrarsi solo nei prodotti di nicchia e nell’attività di tutela del localismo; il polo logistico risponde a questa necessità di sviluppo che passa attraverso la distribuzione e la commercializzazione e la commercializzazione dei nostri prodotti. Deve esserci chiarezza ed informazione ne confronti dei cittadini su tutti gli aspetti che riguardano il polo”.
    “Questa amministrazione si è contraddistinta per i processi partecipativi che dovranno essere definiti anche per le scelte importanti che riguardano le nostre frazioni – conclude la ota- Il Circolo del Pd proporrà quindi una serie di incontri al proprio interno per ascoltare i propri iscritti e simpatizzanti che operano sul territorio: come maggioranza in circoscrizione chiederemo all’amministrazione di ascoltare e di condividere le scelte con tutti i cittadini che, giustamente, chiedono informazioni”. Una presa di posizione che prova a contenete le polemiche.

    NDR: Alla vostra base, ai vostri cittadini, farebbe piacere informazione e confronto anche su questo blog.

    • Nello ha detto:

      Eppur qualcosa si muove. Anche se tardivamente una forza politica prende una posizione. Se la Sentinalla ha riportato l’articolo in maniera esatta, almeno qui non ci sono isterismi.
      Una nota a margine: all’emanazione giornaliera in rete de “LA SENTINELLA” giornale che ormai da anni periodicamente riporta i fatti ed i misfatti del paese sono stati scagliati gli strali di berlusconiana memoria quando invitava gli inserzioni di non fare pubblicità in un grande giornale a tiratura nazionale perchè lo avversava? In fondo l’ufficio stampa, se esiste, del Circolo poteva inviare il testo alla alla redazione (e non mi si dica come fare, visto che alcuni dei suoi componenti partecipano alle riunioni di redazione)

  123. Nello ha detto:

    Purtroppo le belle parole durano un attimo: passate le elezioni e vinte si fa come meglio conviene. Non dico che sia una provocazione il filmato (l’ha detto e penso che non sia come il berlusca che dice e poi afferma che i giornalisti anche di fronte a simili registrazioni), ma anche detto che per lo sviluppo economico della provincia occorreva un centro (artigianale, industriale o agro-industriale) con relativo polo logistico e Braccagni era il posto ideale, per la centralità, la ferrovia e la Variante (forse futura Autostrada) e la Senese. Questo era il programma, l’unica cosa cambiata alla zittina è l’ubicazione del polo, sembra strano che lo spostamento di poche centinaia di metri abbia creato il polverone.
    In questa situazione si trova anche il Presidente della Regione e, questo è grave, si è votato meno di tre mesi fa.
    Comunque sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Rossi (e di conseguenza l’Ass. Marson), il suo programma prevedeva la protezione del territorio (come riporta anche il Tirreno odierno) e non il depauperamento con nuovi insediamenti edilizi. E’ forse vero che il polo logistico non sono villette (Questo è relativo alla discussione contro la cementificazione denunciata dal Pres. Parco Arcipelago dove esponenti di spicco e Sindaci del suo schieramento gli si sono scagliati contro), ma è altrettanto vero che 35 Ha di terreno agricolo vengono utilizzati per installarvi (sperando se va avanti non sia così) quella che rischia, come dice l’Arch. Aureli, una cattedrale nel deserto

  124. nello ha detto:

    Marras, anche oggi sul Tirreno, insiste, se si va a fondo giustamente, di aspettare a criticare che sia illustrato in una pubblica assemblea il progetto Polo nel suo insieme. A me sembra che questa assemblea sia come la storia della Bella Marsiglia che “tutti la vogliono,ma nessuno la piglia”. Intanto si va avanti con equivoci (a questo punto dubito che siano esposti ad arte). Ad esempio senza addentrarmi a fondo sull’intervesta sopracitata (anche perchè la posizione del Presidente è ben chiara) Marras dice che l’Univerità di Siena non ha trovato niente di archeologico da creare impedimento al Polo, strano che il 28/5 Professori della stessa Università in una pubblica assemblea a Braccagni (guarda caso organizzata senza tante promesse non mantenute) abbiano detto esattamente il contrario. A chi credere? Signor Presidente organizziamo questa benedetta assemblea, dopo le posizioni saranno più chiare e nascerà sicuramente una discussione con pro e contro, ma sicuramente non sul sentito dire. Braccagni, come più volte ricordato in questo blog, c’è già passato con il Compost, ma in quell’occasioni non fu fatta una sola assemblea, ma più d’una con la partecipazione civile di gran parte della popolazione

    • roberto ha detto:

      Obbiettivamente, gli scavi archeologici cosidetti di San Martino sono stati fatti nella zona adiacente il Polo e lì, era abbastanza noto, c’è un sito rilevante; la Soprintendenza disse che anche la zona dove deve nascere il Polo era interessata da reperti e meritava di essere perlustrata e studiata. Ma, una volta fatte queste verifiche, non credo che possono esserci ostacoli alla realizzazione del progetto (questo per quanto riguarda il discorso archeologico).

      • Nello ha detto:

        Quanto dice Roberto risponde al vero, ma è anche vero che a domanda precisa il Prof. Cygielman rispose che per lui il polo ora come ora non andrebbe fatto, occorrerebbe fare ulteriori scavi per controllare lo sviluppo e l’entità del ritrovamento. Disse anche che purtroppo il loro parere pur essendo di validità importante, non era vincolante come già altre volte è successo. Sempre a precisa domanda di quanta vile moneta occorreva, rispose che se la ricerca fosse stata effettuata, come quella in oggetto, dagli studenti dell’Università di Siena, con 50.000,00€ si poteva dare un giudizio definitivo (e polemicamente ho confutato quando attribuito a Giannetti in merito a eventuali scavi di approfondimento nell?intervista di sabato scorso).
        Mi sembra che quanto dice oggi Marras e quanto detto dal Sovrintendente sono diametralmente opposti.
        Onestamente devo dire : siamo sicuri che Marras abbia detto Università di Siena e non Firenze? Il progetto PILT per il sito archeologico mi sembra faccia riferimento all’Università di Firenze.
        Approfondisco quello che dice Nicola: la localizzazione iniziale del polo (che come ho già detto praticamente nesuno contestò) era a ridosso dell’area industriale -fieristica del Madonnino distante da abitazioni e non ad oltre un chilometro e a poche decine di metri dalle abitazioni (casa Barbacci, Massellucci ed altre).

        • polo no grazie ha detto:

          c’è modo e modo di fare verifiche e scavi, sono tanti i punti interrogativi cui rispondere.
          Soprattutto quando si contraddice quello che ho sentito dire con le mie orecchie allora non mi fido più di chi sostiene certi argomenti.
          I rilievi a campione verranno fatti dove verrà scavato per fare le fondamenta dei capannoni oppure in modo organico in tutta la zona secondo le richieste della sovrintendenza?… e se lo scavatore scava a dieci cm da una tomba o da un importante reperto ma non lo trova perchè è li accanto…che si fa… pietra sopra e via?…?

          Per evitare furberie ed escamotage, chi dichiara di essere rispettoso dei reperti, si offra di far fare gli scavi nell’area del polo in modo organico, se non risulterà niente tanto meglio per tutti, ma se c’è qualche cosa di interessante allora si fermi il progetto.

          In ogni caso i motivi per non fare il polo logistico sono molti altri, a partire dalla reale mancanza di necesità economica, a che cosa servirebbe?

          • Nello ha detto:

            SDe si vuole fare sempre e solo opposizione a tutto quello che si dice e si scrive mi inviti a nozze.
            Io ho solo riportato quianto detto da Cygielman: per avere una risposta precisa sull’area di S. Martino bisogna fare dei sondaggi.
            Io sono perito (e scarso) sapevo a mala pena fare il lavoro assegnartomi, figurati se so come si fanno gli scavi e/o sondaggi: se il Sovraintendente ha dato una sua opinione, penso che sappia quello che dice e come si faccia.

  125. patrizio ha detto:

    APPELO AI MIEI CONCITTADINI DI BRACCAGNI MONTEPESCALI E CAMPAGNA

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico… guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no.

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico porta lavoro, ma non vi darà nessuna garanzia, solo la sua parola, chiedete che tipo di lavoro, chiedete chi assumerà, chiedete con quali criteri assumerà, chiedete che tipo di contratto di lavoro vi faranno firmare, chiedete se a tempo indeterminato o determinato, chiedete se le banche potranno darvi un mutuo con quel tipo di con tratto, se avrete protezione sanitaria, contributi tfr, chiedete se ci sono posti riservati a chi abita nella zona , guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no.

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico è necessario e serve per il traffico delle merci in maremma, ditegli che esistono già strutture del genere e che non serve, non porterà vantaggi alla Maremma, ma allontanerà l’unica vera risorsa che abbiamo… il turismo, guardate negli occhi i vostri figli e e rispondetegli no.

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico non inquina, che è costruito nel rispetto delle leggi , chiedete gli se le leggi fermeranno gli esiti di possibili incidenti, incendi o errori umani, come fumi tossici o percolamenti di prodotti pericolosi, chiedetegli se è giusto che un impianto di questo tipo venga costruito senza soluzione di continuità con il paese, senza pensare ai pericoli di chi abita, guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no.

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico è progresso chiedetegli perché non investire gli stessi soldi per valorizzare le risorse ambientali e paesaggistiche, storiche e archeologiche , faunistiche e umane del posto, chiedetegli perché costruiscono grandi complessi industriali in località dove si può puntare all’utilizzo delle acque calde del sottosuolo, del turismo, dell’agricoltura… guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no .

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico non cambia irreversibilmente il paesaggio, la natura, ditegli che non è vero guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no .

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico non interessa terreni archeologicamente importanti ditegli che il sovrintendente ha detto che secondo lui c’è incompatibilità tra polo e i resti già trovati, guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no .

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico è cosa buona e giusta, guardate gli occhi dei vostri figli e cercate dentro di voi le parole per spiegargli, quando saranno grandi, perché avete permesso che una struttura del genere cambiasse la terra dove sono nati e cresciuti, dove gli avete insegnato il rispetto della natura e dei tesori che questa nasconde, dove gli avete fatto vedere le prime lucciole di giugno, dove gli avete insegnato quanto sia bello un papavero e brutto un copertone di gomma abbandonato ai margini di una strada o un piazzale di catrame e cemento, guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no.

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico……. guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no, ditegli di no, ditegli grazie ma non ne abbiamo bisogno, ditegli che siete esseri umani e che volete vivere sulla terra dei vostri padri, che volete rispetto, che siete persone con un cervello ed una volontà, avete una personalità da rispettare, non siete semplici manichini cui dare ordini; guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no

    Il nostro futuro è in noi, non svendiamolo al miglior offerente in cambio di perline di vetro, di cose non vere, non abbiamo altra risorsa che la nostra dignità, difendiamola e diciamo NO AL POLO LOGISTICO perché …. semplicemente perché non serve, perché non ci piace, perché è uno spreco di risorse pubbliche, perché cambia irreversibilmente il nostro paesaggio, trasformando la nostra identità, ferisce la memoria dei nostri padri che hanno dato sudore e sangue per lasciarci una Maremma bella come la vediamo oggi.

    Quando qualcuno vi dirà che il polo logistico… guardate gli occhi dei vostri figli e rispondetegli no.

  126. Nicola ha detto:

    Leggo oggi sulla rassegna le dichiarazioni di Marra:
    «È chiaro – spiega Marras – che il Ptc non può “localizzare” esattamente un’infrastruttura. Ma per noi il polo logistico, a fianco dell’area industriale e del polo fieristico, è strategico. E certo non è pensabile di farlo altrove, visto che lì ci sono ferrovia e autostrada e anche l’aeroporto è a due passi. Posti così buoni non ce ne sono molti».

    Faccio queste considerazioni:
    1) l’area industriale/artigianale a grosseto nord non ha le stesse caratteristiche ed è addirittura è più vicina all’areoporto senza avere impatto su una zona residenziale?
    2) una considerazione personale: sono proprio sicuri che la finalità del polo sarà solo quella agroalimentare? perchè se andate ad interrogare la visura CCIAA risulterebbe che la maggior parte dei nominativi collegati alla PILT non hanno attualmente interessi (partecipazioni, cariche tecnice o direttive) all’interno di attività alimentari ma trattano altri settori (auto/accessori moto/edilizia). Anzi uno dei consiglieri d’amministrazione è stato fino al 12/03/2010 presidente del cda e resp. tecnico di Agrideco e consigliere di Programma Ambiente Apuane sempre nel settore di smaltimento rifiuti solidi

  127. P. Galeotti ha detto:

    PARLIAMO DI COSE SERIE E DI FATTI CONCRETI

    Nell’allegato n2 alla Del. G.C. Di Grosseto n.359 del 30.06.2009, è chiaramente scritto che gli obiettivi della variante richiesta per costruire il polo a ridosso di Braccagni sono:

    “… POTENZIARE E RIQUALIFICARE LE AREE INDUSTRIALI DEL CAPOLUOGO, NONCHÈ A CREARE LE NECESSARIE DISPONIBILITÀ DI SPAZI DA DESTINARE AD AREE RETRO PORTUALI PER PORTI LIMITROFI (PIOMBINO,LIVORNO,CIVITAVECCHIA), ED ATTRARRE NUOVI INVESTIMENTI PRODUTTIVI; IN TALE AMBITO SARANNO LOCALIZZATE SUPERFICI COPERTE DEDICATE ALLA PRODUZIONE E/O A FASI DI TRASFORMAZIONE, AREE PER LA LOGISTICA DI MATERIE LOCALI O AREE DI STOCCAGGIO.”

    non ragioniamo delle chiacchiere, e dei proclami di una politica disposta a passare sopra le reali esigenze di un territorio per affermare la sua verità, soprattutto quando si decidono le sorti del nostro paese, delle nostre case e dei nostri figli. Ragioniamo sulle parole scritte negli atti che riguardano il POLO… dove si legge che:

    POTENZIARE E RIQUALIFICARE LE AREE INDUSTRIALI DEL CAPOLOGUO..
    l’unica area industriale che conosco è attaccata a Grosseto dove diceva NICOLA.
    Per quanto riguarda i porti, abbiamo visto che, a quanto pare, questi non hanno interesse a portare le merci a Braccagni, quindi è del tutto inutile questa che sembra più una scusa per dare importanza al progetto e convincere l’amministrazione, che mi pare però non sia necessario convincere, perché più che un progetto di un privato, il polo di Braccagni viene difeso con i denti proprio dalla P.A. che dovrebbe poi controllarne la fattibilità e la legittimità, oltre che la necessità…

    Peraltro non vedo nessun atto che garantisca questo interesse dei porti toscani, tanto meno vedo studi di marketing imparziali né parziali, a giustificare la necessità di una struttura del genere. Ascolteremo che cosa ci dicono quando ci convocheranno, bontà loro.

    IN TALE AMBITO SARANNO LOCALIZZATE SUPERFICI COPERTE DEDICATE ALLA PRODUZIONE,
    ma allora non è solo logistico, come si legge sui giornali; lo si dica chiaramente alla gente cosa si produrrà lì. Ma che cosa?… Non lo so… e voi, chiederemo pure questa cosa…

    IN TALE AMBITO SARANNO LOCALIZZATE SUPERFICI COPERTE DEDICATE …… A FASI DI TRASFORMAZIONE ;
    che vuol dire trasformare materie e merci in italiano? ancora attività che rientra nell’ambito produttivo, quindi industriale, non solo logistico di movimentazione… eppure ancora sui giornali si legge di stare tranquilli perché nessun tipo di attività sarà permessa al di fuori di quella logistica…. carico scarico e stoccaggio…

    AREE PER LA LOGISTICA DI MATERIE LOCALI …
    ma ditemi un po’, l’Olma, la neo struttura per l’imbottigliamento al Madonnino, che faranno… caricano un tir nel loro piazzale e poi lo portano al polo logistico due chilometri più in là e riscarica e ricarica?.. Oppure pensiamo che l’Edilferro e il Greco, e le aziende già presenti nell’area industriale di Grosseto, porteranno i loro manufatti a Braccagni invece di spedirli per conto loro direttamente da dove li producono…

    Infine si parla AREE DI STOCCAGGIO…
    e qui si apre un mare di cose mai dette, di contraddizioni, che siccome tali sono, fanno paura e fanno legittimamente pensare che le cose non siano poi così chiare come le si racconta sui giornali o nei proclami elettorali.

    Infatti se l’area servirà allo sviluppo dell’area industriale del capoluogo, come detto nel documento, allora i prodotti stoccati saranno quelli industriali… ma leggiamo nei giornali e nei proclami politici che il polo servirà solo per prodotti agroalimentari… ma mi chiedo nella zona industriale di Grosseto quali prodotti agroalimentari vengono confezionati, quelli prodotti dall’Edilferro ? o i tubi in cemento del Greco?.. Conoscete altri prodotti legati allo sviluppo della zona industriale del capoluogo che non abbiano carattere industriale?..

    Quali sono poi i prodotti agroalimentari prodotti nel nostro comune che hanno bisogno di un polo logistico così fatto?… Ditemeli voi.

    Poi si sbandiera lo sviluppo dell’aeroporto di Grosseto, come scalo commerciale; purtroppo non si dice che motivi di sicurezza e di ordine di sicurezza nazionale, perché li c’è un aeroporto militare strategico per il sud Europa, impedirebbero tale sviluppo… secondo me… e secondo voi?…

    Cosa ancor più importante, noi non siamo Israele, non abbiamo prodotti molto costosi e deperibili, gli unici che economicamente conviene portare in aereo, da esportare … salvo non si intenda usare l’aeroporto per far venire certi prodotti così costosi che solo gli industriali che sapranno arricchirsi con certi progetti, possono comprare… non certo coloro che copriranno i 200 posti di lavoro promessi… a cui non credo e che riceveranno stipendi …. da tremila euro al mese o da 800 come di solito accade se va bene?….

    Pensiamoci bene a quello che ho scritto, e appena si legge una qualche parola favorevole al polo sui giornali riflettiamo tenendo presente quello che è scritto negli atti, non abbiamo timore a pensarla diversamente o a contraddire il politico di turno, una democrazia si regge sul controllo critico di chi amministra, non sull’adesione supina a tutto quello che dice, e ragioniamo con la nostra testa, invece di seguire come zombie tutto quello che ci dicono….

  128. no polo grazie ha detto:

    Sig. Nello, temo che ci sia un equivoco, forse mi sono mal espresso, non intendevo criticare le sue parole, io condivido quello che ha detto, volevo solo dire la mia specificando come la pensavo. Ci riprovo, non concordo con chi sostiene che sia la stessa cosa fare scavi organici e sistematici da parte della sovrintendenza e chi dice che va bene anche scavare solo dove verrà costruito il polo, nel secondo caso si scava solo in punti prestavbiliti dove verranno fatte le fondamenta dei capannoni… nell’altro si scava in corrispondenza degli altri ritrovamenti e si prosegue a monte …. e se sbaglio correggetemi pure, stiamo cercando di capire.

    • Nello ha detto:

      Grazie del Signore e per il lei, va bene il tu come fra amici.
      Quando il Sovraintendente diceva che occorreva di fare saggi intendeva nell’area prevista per il polo (la domanda di Patrizio era specifica), chiaro che verso la Tirrenica lo scavo (se ci sono le dovute autorizzazioni) sarebbe libero. Per quanto riguarda le eventuali vestigia in corso di costruzione dei capannoni o quant’altro, questo è un altro problema (al bivio di Nomadelfia la Senese docet, per non parlare della costruenda linea B1 e C del metrò di Roma), inoltre,mi sembra di capire che sei nuovo del paese, nelle campagne circostanti ogni tanto si trovano “cocci e ferri vecchi” (parole riportate dal Tirreno, sabato scorso), ma sono veramente poca cosa a differenza di quanto ci è stato illustrato il 28/5 (leggende metropolitane dicono anche che contadini hanno rovesciato più volte il terreno perchè hanno trovato, durante i lavori di pre semina qualcosa di più di semplici cocci).
      Comunque ripeto che gli archeologi dovrebbero sapere come fare i sondaggi di prova (e la fotografia aerea gli è d’aiuto) ed inoltre sia il Sindaco che il Presidente della provincia lasciano intendere di essere favorevoli a un approfondimento (ricorda che 50.000,00 € di cui s’è parlato, bella cifra per una persona media, saranno sì e no sufficienti, per qualche ettaro di scavi e non sicuramente per i 35 Ha ipotizzati per il polo)

      • no polo grazie ha detto:

        Stavo pensndo una cosa, chiedo vostro consiglio,
        ma se per caso volessero trovare un’altra ubicazione del polo, non so, al madonnino o in altro comune come ‘minacciato ‘ sui giornali; vuoi vedere che il problema sono gli oneri di urbanizzazione che ammontano a molti milioni di euro!

        Insomma, non è che si innesta una gara a voler il polo sul proprio territorio? Non è che Marras lo avrebbe fatto al madonnino facendo incassare l’urbanizzazione a Roccastrada, sua patria, ma non si sa per quale motivo, accordi politici o altro, il comune di Grosseto sacrificando Braccagni è riuscita ad ottenere la localizzazione sul suo territorio per incassare l’urbanizzazione, ed avere fondi per fare le opere iddriche, se fosse così che cosa è stato dato in cambio?..

        Che ne pensate?

        • Nello ha detto:

          Va be’ che siamo nella patria del Macchiavelli…..
          No,sei sulla strada sbagliata, anche se per ora il grosso del problema va avanti sul “sentito dire”, ma su questo le idee sono chiare.
          Di polo intermodale (allora logistico oggi) se ne cominciò a parlare nella seconda metà anni 80 (più o meno insieme al Compost).Da sempre l’ubicazione era verso il Madonnino, più esattamentefra la Fossa e la ferrovia di Siena (per capirsi loc. Francina), quindi comune di Grosseto (e Marras all’epoca non era Sindaco, e non credo che facesse politica attiva). In effetti lui ha solo detto che ha creato il polo artigianale-industriale di Roccastrada presso il Madonnino soprattutto per la presenza prossima del logistico. Devo dire che l’area inizialmente individuata è sempre stata soggetta ad allagamenti (ancor prima di quelli disastrosi iniziati dall’autunno 2004, e anche su questo puntò l’indice il Comitato NO COMPOST) e, pare sempre per questo, si è avuto lo spostamento (alla zittina) al podere Spiga. Per quanto riguarda l’urbanizzazione non credo proprio da parte dei comuni si innesti una gara perchè mi sa che gli stessi dovrebbero tirare fuori tanti soldini (nel bilancio 2011-12 Grosseto a messo una ventina di milioni per il Polo penso che un pò gli rientreranno, ma quello che dovrà essere usato per la viabilità esterna, non rientra).
          Carlo ha accennato a Scarlino, c’è anche Orbetello quali comuni desiderosi a ricevere il Polo, penso che entrambi abbiano le caratteristiche per riceverlo (addirittura al Casone esiste già una specie di scalo merci) ed in entrambi la crisi s’è fatta sentire eccome (lungo l’Aurelia dopo il bivio della Parrina ci sono molti capannoni desolatamente chiusi) e per Scarlino fra ex Tioxade, Nuova Solmine e Scalino Energia di camion già ora ne transitano un bel pò (credo che si avvicinano al previsto minimo del progetto PILT).
          Comunque io ho la stessa posizione ora, come sul Compost: il problema, se esiste, non è spostandolo da un paese all’altro.

  129. sentinella ha detto:

    Il Polo Intermodale di Braccagni sempre più al centro della cronaca locale. Oggi sia sul Il tirreno che il Corriere di Maremma è riportato l’intervento dell’architetto Aureli fatto su questo blog.
    Ieri la presa di posizione del Presidente della Provincia Leonardo Marras che riportiamo in calce.
    E’ chiaro che ormai non è solo una questione “braccagnina”.

    Marras: «Polo logistico strategico e Braccagni è il sito più indicato»

    È strategico per la Maremma e la Provincia, con il Ptc, lo mette in testa agli obiettivi da realizzare. Ma sul polo logistico di Braccagni, che promette centinaia di milioni di investimenti e parecchie centinaia di posti di lavoro, c’è una grossa ombra: il possibile stop della Soprintendenza alle belle arti, preoccupata per alcuni ritrovamenti archeologici avvenuti a poca distanza da dove dovrebbe sorgere. «È chiaro – spiega Marras – che il Ptc non può “localizzare” esattamente un’infrastruttura. Ma per noi il polo logistico, a fianco dell’area industriale e del polo fieristico, è strategico. E certo non è pensabile di farlo altrove, visto che lì ci sono ferrovia e autostrada e anche l’aeroporto è a due passi. Posti così buoni non ce ne sono molti». Insomma, Etruschi o non Etruschi, per Marras il polo logistico deve essere fatto. «Sia chiaro, non vogliamo farlo su una necropoli, non ci pensiamo proprio. Ma il sito scelto è adesso in fase di Vas (valutazione ambientale strategica, ndr) e l’università di Siena, con la propria accuratissima “carta archeologica”, ci ha fatto uno studio e non ha trovato nessun problema. Insomma, non vedo grossi ostacoli alla realizzazione di un’opera che può essere davvero il motore della Maremma». Fra l’altro il polo logistico è destinato a diventare qualcosa di interesse sovra-provinciale: «Ci sono già le premesse per farlo diventare uno dei cinque poli italiani per l’agroalimentare, un punto di partenza per l’internazionalizzazione non solo dei nostri prodotti, ma di quelli di tutta l’Italia centrale. E questo grazie alla ferrovia e, in futuro, anche all’aeroporto». Non sarà uno stoccaggio di container, ma un polo a servizio della spedizione: «Fornità servizi, come la dogana, il confezionamento, tutto quanto è legato alla spedizioni delle merci. Prima di contestarlo, credo che vada ben conosciuto. Magari anche rendendosi conto di quale straordinaria opportunità è per la nostra economia». Eppure sembra che già stiano nascendo comitati. La sindrome che gli americani chiamano Nimby (not in my backyard, “non nel mio cortile”) colpisce spesso in Maremma: «Io credo che la gente debba capire bene di cosa si tratta. Lo spiegheremo, è un’opera fondamentale. Se poi ci sono dei “no” ideologici, contro quelli non possiamo fare niente. Anche il mio non è un “sì a prescindere”, ma è misurato alla straordinaria occasione di valorizzazione dell’area».

    • P.Galeotti ha detto:

      “E’ COME SAPERE CHE UN AMICO O UN PARENTE STA PER MORIRE”

      queste le parole di una Montepescalina scritte su facebook, mi ha autorizzato a segnalarle su questo blog, io la penso come lei, soprattutto dopo aver letto le tristi ed incomprensibili frasi del Sig. Marras….

      Grazie Sig.ra Rosetta Melani

      NEI PRIMI 11 ANNI DELLA MIA VITA DENTRO I MIEI OCCHI C’E STATO IL MONDO CHE VEDEVO DAL BALUARDO DI MONTEPESCALI E OGGI A 62 ANNI è INTATTO DENTRO IL MIO CUORE .IL PENSIERO CHE POSSA ESSERE DETURPATO MI FA VERAMENTE MALE COME SAPERE CHE UN AMICO O UN PARENTE STA PER MORIRE

    • Nello ha detto:

      Per correttezza l’intervento del Prof. Aureli è riportato anche su Tirreno (e a questo punto penso anche su La Nazione). Sempre sul Tirreno di oggi c’è un comunicato di un partito che si scandalizza dei terreni sottratti alla agricoltura per installare impianti fotovoltaici: ma il Polo a cosa sottrae i 35 Ha?, l’anno scorso di questi tempi c’era una bella distesa di cavoli……

    • Ric ha detto:

      Viene citato che per il Polo «Ci sono già le premesse per farlo diventare uno dei cinque poli italiani per l’agroalimentare, un punto di partenza per l’internazionalizzazione non solo dei nostri prodotti, ma di quelli di tutta l’Italia centrale. E questo grazie alla ferrovia e, in futuro, anche all’aeroporto» Mi domando: 1) Quali prodotti dell’agroalimentare maremmano possano trarne vantaggio per la loro internazionalizzazione; 2) Quale fattivo ruolo avrebbe il Polo Logistico in questo; 3) Si citano la ferrovia e l’aeroporto, ma se Trenitalia e Cargo stanno dismettendo la loro presenza a Grosseto o per lo meno stanno tagliando su posti di lavoro e servizi, se l’argomento aeroporto è un continuo ammettere (da parte dei politici maremmani) e smentire (da parte della Aviazione Civile e dagli stessi militari), quali altri reali argomenti vengono portati riguardo la integrazione dei sistemi di trasporto con lo stesso Polo Logistico. Per lo meno qualcuno del mondo della politica lo dica su questo blog.

  130. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    600 firme cercasi 600

    io non c’ero, ma tutti mi dicono che per bloccare e quindi sconfiggere l’orrendo progetto di fare un sovrappasso dal devastante impatto ambientale da via Malenchini e quindi sopra la ferrovia si raccolsero in paese più di 600 firme, tutte vere, tutte assai turbolente, tutte appoggiate politicamente.

    C’è qualcuno tra quei 600 che pensa che il Polo Logistico abbia minore impatto ambientale del sovrappasso ferroviario?

    Cercasi i 600 valorosi di allora…………..

    • erano600eranogiovanieforti ha detto:

      si, vorrei tanto anche io che venissero fuori i 600, uno eccolo comunque, io firmai e aiutai l’allora presidente della circoscrizione (Daniele Saladini), e a quanto pare la legge era dalla nostra parte, visto che il Consiglio di Stato ha confermato quello che dicevamo… e sono gli stessi motivi che potremmo anche proporre contro la costruzione di un polo a Braccagni, se non lo sposteranno.

  131. patrizio ha detto:

    Agrideco nel Polo Logistico? NO GRAZIE

    ancora notizie di stampa su questa società segnalata dal Tirreno come interessata ad entrare nell’affare Polo Logistico di Braccagni…. che poi viene indicato come polo intermodale, polo agroalimentare, polo industriale e chi più ne ha ….

    Riccardo Chiari
    L’oro tossico dei rifiuti

    Era una semplice società a responsabilità limitata l’Agrideco di Scarlino. Una piccola srl nell’alta Maremma, con un capitale sociale di non più di 100 mila euro, e che però lavorava su un settore merceologico assai delicato ma al tempo stesso assai remunerativo come quello della gestione e dello smaltimento dei rifiuti speciali. Riuscendo ad avere ottimi contratti e intensi rapporti di lavoro con multinazionali e grandi industrie italiane come Lucchini e Marcegaglia, nonché con più di una municipalizzata. Con fatturati, per almeno tre anni, di trenta milioni l’anno. Il tutto fino a quando, nell’estate di due anni fa, un terribile incendio distrusse la fabbrica. Nel rogo un operaio rimase gravemente ferito, e un altro operaio padre di famiglia, Doru Martin, migrante rumeno, morì bruciato vivo. Una vittima del malaffare, visto che già le prime indagini accertarono che Martin era morto mentre all’Agrideco si stata «trattando» uno stock di bombolette spray esauste, targate Procter&Gamble, per la lavorazione delle quali non c’era alcuna autorizzazione.
    Insomma ci sono tutti gli ingredienti di una patologica storia italiana nell’inchiesta della procura di Grosseto per un gigantesco traffico illecito di rifiuti inquinanti e pericolosi che ieri mattina ha portato i carabinieri del Noe a eseguire ordinanze di custodia cautelare, notificare denunce, fare perquisizioni e sequestri in mezza Italia, dalla Toscana al Friuli Venezia Giulia, dalla Lombardia al Trentino Alto Adige, e ancora Emilia Romagna, Marche, Campania, Lazio, Abruzzo e Sardegna. L’indagine fra gli altri vede coinvolto un personaggio di rilievo come Steno Marcegaglia, padre dell’attuale presidentessa di Confindustria. E vede tornare di attualità i fanghi e la colmata di Bagnoli, il monumentale residuo della dismessa acciaieria Ilva, rifiuti contaminati e parecchio inquinati che, visto l’insuccesso dei metodi legali, qualcuno aveva deciso di smaltire in modo illegale.
    L’operazione del Noe è stata chiamata «golden rubbish», spazzatura d’oro. Il motivo è lampante, visto che il traffico di rifiuti accertato è stato stimato in circa un milione di tonnellate, con un guadagno di parecchi milioni di euro, gravi danni all’ambiente, e anche un consistente danno all’erario per l’evasione dell’ecotassa. Le persone denunciate sono 61, e per quindici di loro il gip ha deciso ordinanze di custodia cautelare, sei in carcere e nove ai domiciliari. Si tratta di legali rappresentanti, presidenti di cda, direttori generali, responsabili tecnici, soci, responsabili di laboratorio, chimici e dipendenti delle società coinvolte nel maxi traffico illecito. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere all’omicidio colposo, a lesioni personali colpose, incendio, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, gestione non autorizzata di rifiuti, falsità in registri e notificazioni. Sequestrati, va da sé, laboratori di analisi e automezzi per il traffico.
    La struttura organizzativa dell’associazione per delinquere, secondo i carabinieri del Noe e la procura grossetana, era imperniata proprio sul ruolo della Agrideco srl, che oltre al suo impianto di trattamento poteva contare su produttori, trasportatori, laboratori di analisi, altri impianti di trattamento, siti di ripristino ambientale e discariche. Il tutto per gestire i flussi dei rifiuti inquinati con una sistematica falsificazione di certificati di analisi, formulari di identificazione e registri di carico e scarico per dare codici di rifiuto non corretti, così che questi ultimi potevano essere dirottati in siti «compiacenti» di destinazione finale in Toscana, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna.
    Fra i laboratori sequestrati quello di analisi di Mantova della Made Hse, del gruppo Marcegaglia, dove venivano redatti falsi certificati di analisi sui rifiuti da smaltire provenienti dall’industria siderurgica di Ravenna dello stesso gruppo Marcegaglia di Ravenna, il cui ex direttore, il piombinese Mauro Bragagni, è stato arrestato. In quanto all’Agrideco, che dal giorno dell’incendio aveva chiuso i battenti, sono stati arrestati il presidente del cda Stefano Rosi, il vice Luca Tronconi, e i due componenti del cda Paolo Meneghetti e Federico Lattanzi. Arrestato anche il collaboratore della società Giovanni Consiglio.

    http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/02/articolo/2312/

    • patrizio ha detto:

      ancora notizie sulla Agrideco su:

      http://www.bologna.repubblica.it/dettaglio/nella-ferriera-370mila-tonnellate-di-veleni/1856406/2

      Nella Ferriera 370mila tonnellate di veleni

      IL BUSINESS Come detto l’epicentro del terremoto è in Maremma, negli uffici follonichesi della Agrideco, la società di intermediazione che dal 1991 lavora con i grandi gruppi industriali italiani. È lì che si gestiva il business. Dalle indagini è emerso che alla società veniva commissionato lo smaltimento dei rifiuti in mezza Italia. I lavori venivano eseguiti molto spesso attraverso un impianto di trattamento che si avvaleva di produttori, trasportatori, laboratori di analisi, impianti di trattamento, siti di ripristino ambientale e discariche, per coordinare i flussi.

      ACCUSE Per i vertici dell’Agrideco le ipotesi di reato sono associazione a delinquere per il traffico illecito di rifiuti, gestione non autorizzata di rifiuti, falsità in registri e notificazioni, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Accuse pesanti come macigni. Ma Stefano Rosi, 50 anni, originario di Viareggio e abitante a Donoratico, e Luca Tronconi, 45 anni, di Roccastrada, presidente e vice dell’intermediaria dei rifiuti, devono rispondere anche di omicidio colposo e lesioni personali in merito a un infortunio sul lavoro avvenuto in un deposito di Follonica in cui morì un operaio per un’esplosione. Stava schiacciando con un «ragno» una montagna di bombolette spray vuote. L’indagine ha colpito pure il gruppo Marcegaglia. Due dirigenti sono finiti ai domicliari, indagato anche Steno Marcegaglia, fondatore del gruppo e padre di Emma, presidente della Confindustria.

  132. Nello ha detto:

    Sono andato alla presentazione del PTC:Piano territoriale di coordinamento o Provincia Territorio in Comune? Comunque si parlava del futuro della provincia. Dirrei che la presentazione mi ha soddisfatto, anche se mi sembra di aver capito che si punti tanto sull’ambiente e il suo ritorno (turismo), sviluppo rurale e industriale che onestamente non ho capiuto come si concili bene con l’ambiente (sviluppo massiccio di fonti rinnovabili, con conseguente diminuzione di terreni coltivabili). A dir la verità io ero andato per avere notizie sul Polo e se prima avevo idee confuse ora sono completamente perso. Inizio a dire che Braccagni (Madoinnino) è, come si sapeva, confermato come uno dei quattro poli provinciali di siti artigiano-industriali. Si conferma la nascita di un polo “trasporti”, con 3 diverse indicazioni:
    1) sistema integrato di servizi al trasporto fra Braccagni, Casone e nodi diffusi (par. 4.1 punto 5 dell’opuscolo di presentazione);
    2) Polo intermodale di Braccagni (sempre sull’opuscolo a pg 15 Vision di “città”;
    3) Polo intermodale e piattaforma logistica (dagli sliders dell’illustrazione dell’Arch.Pettini).
    Domanda; quale è l’esatta definizione? ovvero si viaggia a vista….

    • patrizio ha detto:

      Sistema integrato di servizi al trasporto fra Braccagni, Casone e nodi diffusi ?

      No.. no… state tranquilli, la Nuova Solmine (ex ENI) che produce acido solforico e la Huntsman Tioxide che sintetizza biossido di titanio proprio li a Scarlino non c’entrano niente…

      I soli beni che ovviamente, come ci dicono in tutte le salse sui giornali i nostri politici, saranno stoccati a Braccagni sono gli agroalimentari notoriamente prodotti al Casone….

      leggi meglio Nello, via, un fare l’ingenuo anche te… giù!!! mettiti gli occhiali e vedi li tra parentesi scritto in piccolo… ma vedrai che c’è… dovrebbe esserci scritto:

      carciofi, fichi secchi, fave, zucchine, pesche, poponi,
      che altro ci fanno al casone!!!….

      tutti prodotti biologici con bollino verde del Casone di Scarlino ,

      e che diamine perdio…

      va beh…. di notte emettono una luce fosforescente…lo so … ma ovvia giù stiamo a guardà il pelo nell’uovo… ma è un bene… no?!… Così dio bono si risparmia pure la luce…

      che gente malfidata che siamo però… ci danno i carciofi al posto delle lampadine e noi ci lamentiamo…. ma un ci pensate al risparmio di luce, di corrente, meno petrolio bruciato, meno alberi abbattuti…

      insomma che altro vogliamo da questa politica ambientalista attenta al paesaggio e al turismo… e poi con quei quattro sassi degli scavi archeologici, porca miseria un si potevano nemmeno coltivà quei campi…

      almeno così si copre tutto con du metri di … oh… m’è venuta un’idea geniale… proca miseria.. questa è bvella davvero… oh… me lo diceva sempre il mi poro bisnonno… te devi fa politica… hai le idee bone…,
      per rialzà tutto di du metri, invece della terra bona, ci si potrebbe portà l’immonnezza della discarica di Marina…

      azzo… che idea… voi vedè che un ci avevano pensato…… va che si risolve pure il problema della discarica senza dovè incenerì niente… geniale…!!!

      E basta con sta storia del no al polo lgistico… basta da noia a chi lavora per il nostro bene…. suvvia un facciamo i comunsti… sempre contro a tutto e a tutti … ecco che cosa siamo … comunisti ha ragione Berlusconi, poveraccio…. anche lui….!!!

      • Talion ha detto:

        Caro Patrizio, mi chiamo Talion e vengo dal pianeta Na’vi, ti voglio spiegare come abbiamo risolto un problema simile al vostro:
        Per dare vita al polo logistico (o come lo chiamate voi) e rialzare i terreni abbiamo usato, in questo scintillio di colori e luci, i “gessi rosso scarlatto” derivanti da una lavorazione “agroalimentare” e così siamo partiti.
        Poi abbiamo dato impulso alle energie rinnovabili costruendo una centrale ad olio vegetale, vicino alla nostra casa albero ed a pochi km dal nostro polo, già, ma dove stoccare le migliaia di tonnellate di combustibile se non nella grande area creata per il polo? e così abbiamo chiuso il cerchio.
        Pensateci è una grande occasione!

        • Patrizio ha detto:

          questi interventi che sembrano scherzare con il Polo Logistico o Intermodale che vogliono costruire attacato a Braccagni, hanno invero dei risvolti di riflessione interessanti…

          Ma se è vero che in un polo logistico si stocca merce, perchè possa essere messa da gomma a ferrovia e viceversa, vuol dire che qualunque merce può transitare e anche sostare per qualche tempo a Braccagni… a meno di un chilometro dalla scuola elementare…. e asilo …. dalle case abitate…

          cioè anche merci pericolose, penso ai combustibili ad esempio… agli olii vegetali che potrebbero diventare necessari in quantità enormi per una eventuale centrale Enel che si alimenti in futuro di simili carburani vegetali (uno per tutti l’olio di palma che è prodotto agricolo)…. a cose altamente infiammabili ed esplosive come bombolette spry…. cartoni per imballaggi, colle, giocattoli in plastica, materiale per officine, olii industriali, alcool, non necessariamente i prodotti pericolosi sono rifiuti… lo sono anche prodotti da vendere prima che diventino rifiuti…speciali pericolosi….. nessuno ci dice niente, ma salvo indicazioni certe e contrarie… io mi sento autorizzato a pensare che ciò possa accadere..

          siamo sicuri che i nostri bambini siano al sicuro in una situazione del genere se si verificasse quello che temo?

          inoltre se accadesse, non bastano le indicazioni le promesse e il rispetto delle leggi sulla sicurezza a mettere fuori pericolo un paese e i suoi abitanti se un simile agglomerato di situazioni pericolose lo si costruisce attaccato ad un paese, ad una zona abitata… se un uomo sbaglia? se capita un imprevisto?… se per via di situazioni personali qualcuno perde la testa, se dei terroristi vedessero in questo centro pieno di merce e quindi ricchezza, un obiettivo sensibile… come si rimedia se non tenendo lontani i pericoli dalle zone abitate?….

          avete sentito che in questi giorni a Grosseto si è evitata una tragedia perchè delle cisterne di Gas GPL che transitavano su rotaia potevano prendere fuoco visto che le ruote dei vagoni su cui erano trasportate facevano scintille?… meno male che alcuni hanno visto ed hannoa vvertito i vigili del fuoco che hanno scongiurtato il peggio…

          ora mi chiedo … ma se certe merci pericolose in quantità enorma vengono portate su rotaia a Braccagni al polo che deve nascre… devono passare nel mezzo al paese sulla ferrovia di Siena… oppure sto ipotizzando cose sbagliate? Ma è vero o no che la scuola e l’asilo a Braccagni sono a meno di un chilometro da questo nuovo polo che volgiono costruire? e’ vero o no che le abitazioni civili sono anche più vicine…. ?

          secondo me gli extraterrestri se ci guardano, stanno inorridendo vedendo quello che vogliono costruire a Braccagni attacato al paese.

  133. P. Galeotti ha detto:

    ” Dai grandi speculatori, dalla cialtroneria egoista di milioni di singoli individui decisi a fare ciascuno il proprio abuso nell’indifferenza per le regole, dal cinismo di migliaia di amministratori locali disposti a svendere anche il più bel paesaggio del pianeta in cambio di un pugno di voti. Gela il sangue, la lettura de ‘LA COLATA’ , il reportage collettivo edito da Chiarelettere da oggi in libreria e firmato da Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo e Ferrucci Sansa. Gela il sangue perchè riconosce che certe aree sottoposte a tutela hanno faticosamente conservato la loro meravigliosa fisionomia e che qua e là si battono per ‘IL BELLO’ il migliaia di comitati, associazioni, gruppi e singoli cittadini generosi e ostinati, ma dimostra anche un dato incontrovertibile. L’assalto forsenanto, bulimico, insaziabile al territorio. E’ l’estrema arrendevolezza davanti al business di governatori, assessori, presidenti provinciali, sindaci, segreterie, uffici tecnici di ogni colore, Terroni, polentoni, Berlusconiani, bersaniani, bossiani… ”

    Queste parole sono di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di ieri, articolo in prima pagina e pag. 27.
    Credo che comprerò questo libro e forse farebbe bene anche ai Braccagnini e Montepescalini che già non lo conoscono, dargli una lettura…. così, tanto per frescheggiare tra una partita e l’altra, ci facciamo un’idea di quello che accade in giro; il solo modo per capire, ed evitare che tra cento anni accada anche da noi… la Maremma, il posto più bello del mondo, come dicono i miei amici forestieri quando vengono a trovarmi.

  134. P.Galeotti ha detto:

    LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA E AL SINDACO DI GROSSETO.

    La mia protesta contro il polo logistico, il mio NOPOLO, non è sterile e fine a se stessa, ma si basa anche su proposte alternative come queste, chiedo al Presidente Marras e al Sindaco, che cosa hanno da dire di queste mie proposte per lo sviluppo della nostra Maremma:

    1- Rendere più funzionale il sistema di parchi di interesse storico-culturale integrati in un entroterra caratterizzato da attività agricolo-forestali fiorenti e da situazioni ambientali integre e fruibili (paesaggio, scavi archeologici, risorse faunistiche).
    2- Rendere il Comune un’attrattiva turistica di livello nazionale, grazie ad attrezzature e funzioni innovative inserite in ambienti urbani a forte connotazione storica. (far diventare i nostri paesini medioevali come Montepescali, Sticciano, Roccastrada, Roccatederighi, Sassofortino, Montemassi, Giuncarico, Tirli, Caldana, Vetulonia, Buriano, dei gioielli incastonati nel collier di colline che circonda la gemma… la Maremma, la Livallia, nel mezzo della quale loro vogliono costruire il polo logistico di braccagni).
    3- Estendere la stagionalità turistica grazie all’offerta integrata di un ampio ventaglio di opportunità.
    (percorsi turistici in bicicletta, a cavallo, a piedi, percorsi del vino, dell’olio, del bel vedere, del bel sentire, del buon mangiare, insieme a questi, ostelli e punti di ristoro, attività di agriturismo, punti di riposto con acque termali, percorsi storico culturali, come ripercorrere le vecchie vie che da Roselle passando per Batignano portano a Montepescali e da li per San Martino verso Vetulonia… a piedi , in mountain byke, o a cavallo… e perchè no, a dorso d’asino per salvare questa razza in via d’estinzione. Dar respiro e pubblicizzare i nostri musei, da quello di Grosseto ai piccoli ma ricchi musei dei paesini come Montepescali).
    4- Creare un sistema rurale di buona salute grazie al presidio ambientale esercitato da aziende agricole sane e produttive.
    (finanziamenti a basso tasso o a fondo perduto per innovare i macchinari, le strutture, servizi a basso costo per favorire l’agricoltura biologica a bassissimo impatto ambientale, strutture come mercato della frutta e verdura che favorisca la vendita diretta dei prodotti, incentivi e aiuti a coloro che sono colpiti dalle deleterie politiche agricole Europee).

    per correttezza, i punti non in parentesi sono ripresi con piccolissime modifiche dalla VISION del PTC ed esposti nei cartelloni in piazza Dante.

  135. sentinella ha detto:

    Apprendiamo dal Corriere di Maremma:
    “Contro il polo logistico a Braccagni c’è il coordinamento di valutazione”

    “A dare vita al coordinamento sono Italia Nostra, Gruppo Tradizioni Popolari “Galli Silvestro”, la Sentinella della Maremma, La Sentinella del Braccagni, il Comitato Maremma Viva e il gruppo nato su Facebook No al Polo logistico.”
    Maggiori particolari in seguito, quando ne verremo a conoscenza.

    • Nello ha detto:

      E vai, qualcuno extra paese si muove, a quando i nostri paesani?

      • P.Galeotti ha detto:

        Voglio manifestare tutta la mia soddisfazione per la nascita del COORDINAMENTO DI VALUTAZIONE E OSSERVAZIONE del Polo Logistico di Braccagni.
        Dove la politica ha fallito, mancando di informarci su quello che stanno progettando a casa nostra e per il nostro futuro, tanto ha potuto la volontà dei liberi cittadini. Sul pessimismo della ragione ha vinto l’ottimismo della volontà.
        questo il sito di riferimento
        http://www.braccagni.wordpress.com/

  136. 600 mica 1.000! ha detto:

    così scriveva Tancredi fu Braccagni l’11 giugno 2010:

    600 firme cercasi 600
    io non c’ero, ma tutti mi dicono che per bloccare e quindi sconfiggere l’orrendo progetto di fare un sovrappasso dal devastante impatto ambientale da via Malenchini e quindi sopra la ferrovia si raccolsero in paese più di 600 firme, tutte vere, tutte assai turbolente, tutte appoggiate politicamente.
    C’è qualcuno tra quei 600 che pensa che il Polo Logistico abbia minore impatto ambientale del sovrappasso ferroviario?
    Cercasi i 600 valorosi di allora…………..

    La risposta di “erano600eranogiovaniefort”il 15 giugno 2010 è:

    si, vorrei tanto anche io che venissero fuori i 600, uno eccolo comunque, io firmai e aiutai l’allora presidente della circoscrizione (Daniele Saladini), e a quanto pare la legge era dalla nostra parte, visto che il Consiglio di Stato ha confermato quello che dicevamo… e sono gli stessi motivi che potremmo anche proporre contro la costruzione di un polo a Braccagni, se non lo sposteranno.

    Considerazione sui numeri e sui colori
    Mah, qualche trombetta strombazzante alto si sente, a parere di molti l’impatto paventato dal nuovo insediamento è infinitamente più impattante, e allora perché è così difficile raccogliere l’attenzione dei 600? Mica so 1.000 come nella più nota spedizione!
    O forse ci manca come a quelli la camicia rossa?

  137. Nello ha detto:

    Ieri in una riunione prettamente politica, alla presenza del TOP amministrativo locale, si sarebbe dovuto discutere delle problematiche della Circoscrizione, anche alla luce degli interventi giornalistici. Alla fine si è parlato solo di Braccagni in particolare del Polo Logistico (non ignorando i grossi problemi di Montepescali, che verranno trattati dallo stesso gruppo politico la prossima settimana).
    A dire la verità sono stato indeciso se riportare alcune note che potrebbero essere interessanti per la nostra discussione oppure fare finta che non sia successo nulla ed aspettare gli eventi. Poi ho deciso di scrivere due cose, per come le ho capite, escludendo la parte puramnete politica per rispetto dei partecipanti e perchè ho sempre sostenuto che un problema di ordine cittadino deve essere trattato al di fuori di quelle che possono essere le indicazioni partitiche.
    E’ inutile stare a ripetere quali sono le posizioni di Provincia e Comune sulla questione, ma qualcosa, non molta approfondita per la verità, è stato detta:
    1) E’ mancata una più ampia informazione da parte di tutti i soggetti interessati che ha portato ad affermazioni alcune verosimili, altre completamente infondate in particolare che il polo avrà caratteristiche solo ed esclusivamente agro-alimentare e collegato in una infrastrutta nazionale che ne prevede 5 in tutta Italia, ed inoltre che tutti i problemi, forse escluso l’ultimo del sito archeologico, erano stati presi in considerazione, per quest’ultimo verranno fatti i saggi suggeriti;
    2) Il cammino del Polo Logistico (o intermodale o piattaforma, anche questo fa parte della scarsa informazione) è iniziato, ma per arrivare alla meta (inizio lavori) c’è ancora strada da fare;
    3) Invitalia e ICE (istituti di ministeri) stanno preparando il “Piano di fattibilità logistica” per la provincia di Grosseto, piano generale e non particolare , il che vuol dire che potrebbe essere negativo o positivo per l’intero territorio e nel secondo caso, non necessariamente nel secondo caso per Braccagni. Questo Piano dovrebbe essere presentato a giorni in un Seminario che si terrà in Provincia, dopo di che seguirà la “benedetta” assemblea cittadina da più richiesta;
    4) La PILT ha presentatato un progetto, ormai a noi ben noto, che deve superare sia la VIA ordinaria (solo impatto ambientale) che la VIAs, dove viene trattato il progetto nel suo complesso.
    5) Mi è sembrato di capire che già ad oggi l’occupazione del suolo è stata ridotta rispetto al progetto iniziale;
    6) Nel Polo (praticamente tutto privato, se si esclude una piccola partecipazione della Camera di Commercio) troveranno ubicazione Uffici, Dogana ed un Laboratorio (mi sembra di aver capito Pubblico, staccato dalla proprità) per la Certificazione di Qualita dei prodotti. Nei “capannoni” non sono previste lavorazioni di qualsiasi tipo, se si esclude la movimentazione vera e propria e la preparazione degli imballaggi, non mi viene una parola idonea, per la spedizione;
    7) Finalmente è stata messa una parola chiara sui posti di lavoro, sicuramente verranno ma non nei numeri ipotizzati, Marras ha ipotizzato sui 150-200;
    8) Ho posto al Sindaco la domanda che Carlo non aveva fatto nella sua intervista in esclusiava per la Sentinella relativa ai 20 mil. stanziati nel bilancio 2011-12, visto che la struttura è privata: i soldi sono stati stanziati per i “lavori pubblici” sia per il completamento degli adeguamenti del Polo Madonnino (fieristico e agro-industriale) che per quelli futuri di quello logistico.
    Spero di aver riportato correttamente quanto detto, se ho detto cavolate, visto che tutti si sono sbilanciati dicendo che leggono il blog, sono liberi di correggermi.

  138. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    Il resoconto che ci fa Nello mi spinge a qualche riflessione.

    Qualcuno allora sa qualcosa, ma parla solo in qualche posto a qualcuno predestinato (e privilegiato) a sapere.
    Allora non era solo una battuta che bisogna avere una camicia colorata, rossa, rosa o come si sia adeguata oggi nel tempo oggi non so dire, per essere ammessi nel circolo di “chi è ammesso e può sapere.”
    Questo tipo di democrazia partecipativa non mi è nuovo, ma non per questo da me particolarmente amato.

    Mi par di capire che nemmeno “i privilegiati” abbiano potuto sapere lo stato delle cose con esattezza e completezza.
    E qui mi viene un altro dubbio: ma non vogliono dire le cose nemmeno ai loro compagni o non lo sanno nemmeno loro come stanno realmente le cose?
    In nessuno dei due casi mi sento particolarmente rinfrancato dalla cosa.

    In tutta questa faccenda non mi pare che ci siano Satanassi o Caimani o Draquile a frenare, criticare, interferire. Proprio non si sentano. Sorge un dubbio: non ci sono (e se ci sono ma perché se ne stanno zitti?) o ci sono e stanno con loro?

    Brutti pensieri della sera.
    Riflessioni di cacca.
    Scusate la cacca, buonanotte.

    • Nello ha detto:

      Per prima cosa dico che qui di privilegiati ci sono solo, gli “ignavi”, cioè i paesani che se ne freghano quindi non sanno del loro prossimo futuro e vivono alla giornata felici e contenti perchè per ora è tutto tranquillo e al limite ci si consola dei 1500 posti di lavoro promessi da un noto imprenditore (leggere il Tirreno di due sabati fa).
      Secondo: ho detto che la riunione era prettamente politica e che c’erano le massime autorità locali, Cristo se non sanno qualcosa loro che ci stanno a fare!
      Terzo: è vero che non hanno detto tutto, ma hanno detto tanto, o meglio, per gente come me ed altri a cui sta a cuore il problema, hanno confermato (ed in parte ampliato) quanto noi sapevamo e/o supponevamo.
      Quarto: non è vero che certe riunioni (epsressione usata spesso da me, ma ripresa anche martedì, mi sembra dal Presidente della Provincia) non sono carbonare. Faccio notare che parte di quanto detto, Marras lo aveva già anticipato in una assemblea pubblica verso il 20 marzo al termine della campagna elettorale, ma allora eravamo solo quattro gatti, e invece di aver paura di due fiocchi di neve, visto poi che alcuni dei miei compaesani vanno in settimana bianca,avresti dovuto partecipare e contestare quanto esponevano sia sulla situazione locale, provinciale e regionale. E in quella occasione si poteva parlare liberamente e, al limite, approvare ciecamente perchè simpatizzanti oppure contestare vivacemente perchè oppositori(comunque mi sembra che qualcosa scrissi).
      Per quanto riguarda l’aver sottaciuto certe cose Marras l’ha fatto capire (ed io usando spesso “dovrebbe” “potrebbe” etc. ho cercato d’adeguarmi)lui ha già la bozza dello studio di fattibilità, visto anche che prevede il seminario entro fine mese, ma giustamente aspetta che siano gli estensori ad illustrare il tutto.
      Inoltre io da sempre intervengo sul blog con il mio nome (a Braccagni sanno tutti che c’è un solo Nello)per cui Marras, Bonifazi e gli assessori presenti, se ho riportato cavolate, sanno benissimo a chi rivolgersi, ma quanti sono che usando uno pseudonimo possono far giocare su quanto dice uno?
      Mi sembra di capire che il problema sia sentito sia da parte dei frequentatori del blog (e tramite questo forse da altri, mi risulta che anche gli amici castellani cominciano ad interessarsene), dalla stampa locale (e forse anche di più se è vero quanto riportato dalla stessa) e dagli stessi ammnistratori: state btranquilli l’assemblea si farà sicuramente ma…….I mondiali di calcio saranno finiti, siamo d’estate è caldo, insomma speriamo di essere almeno quanti quelli che stanno di là dal tavolo, perchè di sicuro loro saranno in tanti e convintissimi delle loro posizioni e, va a finirew come sul Forum: non s’è parlato del Polo Logistico per cui siamo d’accordo.

      • P.Galeotti ha detto:

        Bisogna dare atto a Nello che se tutti i cittadini fossero attivi come lui, le cose si saprebbero e i politici starebbero più attenti, perchè sarebbero controllati da una opinione pubblica critica(in senso costruttivo) e partecipante alla vita del paese.
        I suoi interventi su questo blog ne sono la prova e negare questo sarebbe come negare il sole e la luna.
        Uno può essere d’accordo o meno, ma la sua parte la fa per lui e anche per tanti altri.
        Intanto è già molto positivo che ci sia una riunione di paese dove illustrano il progetto, finalmente!!!

        D’altra parte questa viene fatta a denti stretti per rimediare all’enorme vuoto informativo, cui ci avevano costretti, e solo … però… anche questo è chiaro come il sole (nonostante vogliano negarlo e prendersi tutti i meriti proprio coloro che non hanno mai fatto niente per informarci), perchè qualche bischero come me e Nello (scusami Nello ma non è offensivo) si sono andati ad informare e hanno martellato con richieste di informazioni, poi siccome non venivamo soddisfatti, è nato il gruppo su facebook i giornali ne hanno parlato, e a quel punto viste le reazioni del sindaco, di marras e di giannetti che si leggono sui giornali, anche altre associazioni hanno aperto gli occhi e si sono avvicinate cercando di capire i problemi di mancanza di informazione che avevamo da almeno un anno posto.

        Quindi sia chiaro a tutti, se oggi la politica viene a ranghi compatti a Braccagni a discutere di polo, il merito non è del partito di maggioranza che ha sempre disatteso le richieste di informazione, non è dell’opposizione che se ne è sempre fregata del problema quasi avesse un interesse a questo progetto, non è della circoscrizione che ha sempre ignorato quello che chiedevamo…

        ma della forza di pochi cittadini che si sono tirati su le maniche e mettendoci soldi e tempo loro, HANNO COSTRETTO CHI CI RAPPRESENTA

        ad uscire dal buco nero del silenzio in cui ci avevano costretti.

        Riguardo poi al minimizzare gli scavi archeologici, questo è un altro comportamento classico di chi li teme…

        Ancora… pensavo tra me e me… ma se io, Nello e quattro o cinque ragazzi come noi, siamo riusciti a ottenere la mobilitazione degli stati generali della politica locale e provinciale, allora vuol dire che quello che diciamo ha un fondamento di verità e fa paura!..

        Ma perchè facciamo così tanta paura se chiediamo solo informazioni?

        Che paura può fare chi chiede che la sovrintendenza effettui degli scavi per sapere se sotto dove vogliono costruire il Polo ci sono resti archeologici o meno?…

        Ma soprattutto… fa più paura che l’opinione pubblica finisca per comportarsi come noi? Cioè finisca per ricominciare a porsi e a porre domande chiedendo spiegazioni e risposte,

        cominci a fare quello che la COSTITUZIONE GARANTISCE A TUTTI, esercitare il democratico e civile controllo sul potere politico mediante la conoscenza, l’informazione e la consapevolezza?..

        Allora, forse, c’è ancora speranza per la Maremma e l’italia…

        • nello ha detto:

          Pat, non sono bacchettone come tantissimi italiani, che si scandalizzarono per u W….ccio di Benignana memoria: so’ maremmano e so’ il signifgicato di “bischero” (del resto l’ho usato infinite volte sul blog).
          Comunque nel mio precedente intervento mi sono dimenticato di dire la cosa più importante. Io mi considero una persona corretta (e te Pat lo sai in quanto ti dissi che c’era questa riunone, ma non ti garantivo il resoconto): sed ho riportato il resoconto sul blog è perchè mi hanno autorizzato (Marras stesso) e i miei dubbi, che ho evidenziato, stavano nel fatto che essendo una riunione ristretta del mio gruppo politico (per inciso io sono stato invitato dal responsabile del circolo non facendo parte attiva dello stesso, forse anche per la mia posizione nel merito)e non essendo avvezzo al giornalismo, avevo paura di riportare posizioni puramente politiche degli intervenuti.

          • patrizio ha detto:

            quan+lcuno per caso è stato alla riunione della circoscrizione di ieri sera dove si parlava del tasso di rumorosità consenstito a Braccagni?

          • Nello ha detto:

            Patrizio diciamo che me lo sono scordato, in quanto mi era sembrato di capire che ci fosse la prossima settimana, in quanto non ho visto nessun avviso (sapevo però della cosa perchè fu detto martedì sera).
            Se però devo dire la verità, io non credo molto ha queste prove. Indubbiamente sono importanti, ma è il metodo che mi lascia perplesso: basta un niente per alterare il tutto (alle tre di notte circa ad Abbadia S.S.per testare la rumorosità dei trasformatori ci toccò fare la caccia ad un gatto in amore perchè altrimenti si rischiava l’arresto e allora non avevo l’indirizzo dell’avv. Peppo…).

        • Tancredi fu Braccagni ha detto:

          Ammannato, Ammannato,
          Che bel pezzo di marmo hai rovinato.

          Caro Nello, caro Pat
          agli Acquisti sei pur nato
          quanta carta avete usato!

          Carissimi,
          ho letto le vostre con attenzione, ma forse voi non avete letto me, o mi sono spiegato male

          io non ho fatto una critica a Nello
          io ho constatato una situazione di fatto che non solo non negate, ma di fatto confermate
          a Nello ci son volute più di 2700 parole, al Pat, oltre 2900 per non spostare di una virgola quello che ho detto io

          il popolo sarà pure formato da molti “ignavi”, cioè i paesani che se ne fregano,
          ma nessuno degli amministratori facilità il flusso di informazioni che potrebbero interessare ai paesani
          in questo senso pochi “privilegiati” hanno accesso a certe informazioni,
          pur nel linite di come gli viene concesso di sapere e per quanto gli viene concesso di sapere
          le sedi di partito sono legittime e benemerite , (si fa per dire)
          ma allora un paesano per essere informato adeguatamente dovrebbe prendere la tessera?
          Sta roba si faceva tempi del poro zio, mi risulta.

          Ma poi infondo, diciamola a dritto: ma chi glielo fa fare ad un politico, amministratore o no, di venire a spiegare ai “paesani” quali sono i veri programmi, i veri ragionamenti ed i veri conti che sono stati fatti, spiegare tutto questo ai “paesani”?
          Per sentirsi magari far domande impertinenti? anche se legittime?
          E chi glielo fa fare? Tanto nessuno si lamenta, forse un po’ di casino lo fanno quei quattro bischeri che sbraitano sul quel cazzo di blog (un bischero sono anch’io)….ma te lo immagini te!

          L’uomo politico è saggio.
          L’uomo politico sa che il paesano prima che paesano è cittadino, ma prima ancora e di più è suddito, e il cittadino ama sentirsi suddito, il paesano è felice di essere suddito.

          E il politico ama i suoi sudditi
          Il politico regna sui propri sudditi.

          • Nello ha detto:

            Comunque si gira la si mette sempre imn politica.
            Comunque è quella che porta avanti il mondo da sempre. C’erano i patrizi e i plebei, c’erano i guelfi e i ghibellini ora ci sono i centrodestra e i centrosinistra, ma sempre i politici di mezzo, e se si vuole più essere precisi, ci sono anche le famose lobby che ora legate all’uno ora all’altro gestiscono l’economia, quindi la nostra vita.
            Detto questo, non bisogna forzatamente essere legati ad un partito per sapere le cose. Chi frequenta il blog sa come è nata questa questione: da chiacchiere di strada, col tempo alcune risultate o prive di fondamento o parzialmente esatte. Poi c’è stato un primo “bischero”, spalleggiato da un secondo,
            che ha tirato fuori dei soldini (strano ecco un’altra cosa fatta da uno sbagliata, in quanto si poteva accedere gratis) per avere una copia del progetto PILT e via di seguito….
            No caro Tancredi, se uno vuole essere informato, ci riesce anche senza politica. Solo di una cosa hai ragione, con la politica (in questo caso di maggioranza o minoranza) si ha più facile accesso ad informazioni, sappi però che una cosa agli atti non è segreto di stato. Se vai sui siti idonei (nel caso Provincia, Comune, Camera di commercio) vedi a cosa puoi accedere o no: penso che i politici a cui fai riferimento (quelli che ho menzionato) hanno detto solo cose che sono già agli atti; lo dimostra il fatto che Marras ha accennato di aver visto parte della bozza dello “studio di fattibilità”, ma non è andato oltre.
            Se comunque ti interessa in una riunione a Bozzolo (MN) relativa ad un polo agro-alimentare in fase di realizzazione si è parlato del progetto TiBre del porto di Livorno e accenno ad un polo logistico agro-alimente di zona. Non è menzionato specificatamente Braccagni, ma ci sono arrivato partendo da “Invitalia polo logistico Grosseto Braccagni” è un articolo della Gazzetta di Mantova e nelle note del Titolo del Sito c’è riportato (non so se lo scrivo esattamente) “Marras polo logistico Braccagni”, come vedi per avere notizie non occorre la politica, e permettemi di ripetere che i nostri paesani sono “ignavi”

  139. patrizio ha detto:

    Il direttore della Scuola Normale di Pisa Salvatore Settis e Oliviero Toscani presentano il progetto Nuovo Paesaggio Italiano.

    «Si è data la priorità al guadagno, al fare presto e male anziché bene e più lentamente. Se la Toscana è la regione più bella, nonostante tutto, è perché qui si è ragionato nel corso dei secoli seguendo valori come la bellezza, la lentezza, l’idea che il paesaggio è anche l’anima di un popolo. La nostra sfida è aiutare chi ci governa a recuperare questi valori perduti».

    Settis accusa: c’è una sinistra del mattone facile

    l’intera intervista su
    http://www.lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2010/06/16/c%e2%80%99e-una-sinistra-del-mattone-facile/#more-1513

  140. sentinella ha detto:

    Tratto dal Corriere di Maremma
    La protesta si struttura: “Vogliamo valutarne l’esigenza”
    CONTRO IL POLO LOGISTICO A BRACCAGNI C’E’ IL COORDINAMENTO DI VALUTAZIONE
    Polemiche: Scoppiano le proteste contro l’eventuale polo logistico a Braccagni

    Il dibattito sulla realizzazione del Polo logistico a Braccagni si trasforma. E’ nato, infatti, il coordinamento di valutazione e osservazione del Polo intermodale “per studiarne – dicono i promotori . la reale esigenza e le conseguenze sul territorio”.
    A dare vita al coordinamento sono Italia Nostra, Gruppo Tradizioni Popolari “Galli Silvestro”, la Sentinella della Maremma, La sentinella del Braccagni, il comitato Maremma viva e il gruppo nato su facebook No al polo logistico di Braccagni, che conta quasi 300 iscritti. “Il coordinamento – dicono i fondatori – si propone di analizzare i progetti, verificare la compatibilità degli interventi previsti nel quadro dello sviluppo del territorio e della sua vocazione, avendo come obiettivo l’interesse reale della popolazione. Le osservazioni saranno comunicate al più presto atutte le comunità interessate e si informa che il gruppo di lavoro è aperto a chiunque voglia farne parte e dare un contributo”. Per questo è stato aperto anche un indirizzo di posta elettronica: coord.polo@gmail.com. Il dibattito, quindi, si fa sempre più serrato anche alla luce dell’approvazione del Ptc, che seppure non localizza il polo intermodale (non è nelle facoltà della Provincia), lo indica come uno degli interventi strategici. Da parte loro sia Marras che Bonifazi hanno riaffermato non solo l’opportunità di un’infrastruttura di questo tipo, legata all’agroalimentare, ma hanno indicato in Braccagni il luogo più idoneo, per la vicinanza della ferrovia, ma anche – in prospettiva – allo scalo civile (per i cargo). Tuttavia, da una parte gli scavi archeologici, dall’altra i no di una parte della popolazione rischiano di fare del polo logistico un nuovo “caso”.

  141. patrizio ha detto:

    DEDICO A TUTTI GLI SCETTICI, I FATALISTI, A COLORO CHE SE NE FREGANO DEL FUTURO DEL LORO PAESE, A COLORO CHE STRUMENTALIZZANO LA POLITICA PER I LORO INTERESSI PERSONALI, A CHI PENSA ALLA PROPRIA CARRIERA POLITICA PIU’ CHE A CIO’ CHE E’ BENE PER PROPRIO PAESE, PER LA PROPRIA TERRA, LE PAROLE DELLA CANZONE DEL MAGGIO DI DE’ ANDRE’

    PER QUANTO VOI SI SENTIATE ASSOLTI SIETE PER SEMPRE COINVOLTI

    http://www.youtube.com/watch?v=LVyM8i5mUAM

    • Ric ha detto:

      In risposta a Patrizio che si pone delle domande sulla scarsa partecipazione popolare dei braccagnini al tema del Polo mi viene da pensare se la popolazione della frazione sia ad oggi formata da braccagnini autentici oppure se (come Grosseto) ormai si sia sostituita la popolazione residente “storica” con altri gruppi familiari di altre regioni o altre nazioni che sentono meno la loro appartenenza al territorio. D’altra parte certe problematiche della stessa Grosseto non ricevono la giusta considerazione dalla cittadinanza perchè la città non è formata più da grossetani e molti tendono ad essere, nella fase partecipativa, disinteressati della vita sociale cittadina. Un esempio lampante è il calcio, dove una città di 80.000 abitanti non riesce a portare più di 3.000 persone allo stadio con una squadra in serie B, mentre Siena, più piccola di Grosseto, riesce a pienarlo. Io penso che queste persone che abitano la frazione di Braccagni andrebbero maggiormente coinvolte nel problema del Polo Logistico e soprattutto informate anche personalmente con riunioni o assemblee o comunque con forme di partecipazione personale.

      • Patrizio ha detto:

        Si Ric,secondo me hai ragione , e se vogliamo sensibilizzare la gente, dovremo fare un’opera di avvicinamento casa per casa, perchè questa possa interessarsi a quello che sta per accadere, lasciandola libera di capire e scegliere se gli va bene o meno.
        Soprattutto occorre che coloro che sono credibili e già sanno qualche cosa sul Polo Logistico, inizino ad uscire dal loro ‘guscio protettivo’ almeno iniziando a parlarne tra i loro amici, ripeto… non intendo consigliare di fare proselitismoio a favore del si o del no, ma sensibilizzare al fatto che il Polo Sta per essere costruito dicendo quello che per ora si sa.
        Non è facile però…
        nel frattempo ho scoperto che proprio nel bel mezzo della zona dove vogliono costruire il POlo , secondo carte depositate al Comune di Grosseto, ci sarebbero ben due presunte faglie sotterranee che si incrociano, le faglie sono fratture della crosta terrestre che quando si muovono creano una serie di problemi che ben conosciamo. Il documento l’ho mandato al gestore di questo blog. se vuole pubblicarlo perchè tutti possano valutare quello che dico sarebbe una operazione di trasparenza. Il documento è del 2003.

        • Ric ha detto:

          A mio avviso per informare braccagnini “storici” e “acquistati” c’è un mezzo molto sicuro e potente: la Sagra di Braccagni. Perchè non fare all’interno della sagra un gazebo oppure uno spazio illustrato con due sedie e qualcuno che possa parlare alla gente per spiegare i problemi del Polo Logistico? Sarebbe la cosa più semplice senza dover andare in giro per le case (costa tempo e persone che lo facciano). Riguardo la seconda notizia: è molto grave… spero che non sia così come dici.

  142. Roberto Spadi ha detto:

    Di questa situazione mi sconcerta più di tutto l’atteggiamento di chiusura nei confronti di chi obbietta sulla costruzione del complesso a ridosso di Braccagni (fino a via Malenchini!), che traspare dalle dichiarazioni del presidente Marras il quale mi pare di capire sia orientato al “O così o Pomì” che francamente lo porrebbe al minimo del mio gradimento personale.
    La popolazione di Braccagni ha tutto il diritto di obbiettare, tanto più che già in occasione della vicenda del sovrappasso ferroviario, la mobilitazione cittadina non ha permesso la costruzione, proprio nella stessa zona, di un manufatto che avrebbe stravolto il paesaggio per sempre; traguardo raggiunto, se non mi sbaglio, con sentenza di cassazione…
    Personalmente credo che il polo logistico o come si chiama abbia un senso solo accanto alla zona agro-industriale dei comuni di Grosseto e Roccastrada al Madonnino, dove per altro mi sembra che in origine doveva essere situato, tra l’altro vorrei sapere chi ha deciso, e con quali argomentazioni, che il polo debba essere spostato a ridosso di Braccagni piuttosto che stare al Madonnino
    Lì già si concentrano le uniche attività industriali della zona e in futuro, se ci sarà, come tutti si spera, un pò di ripresa economica, in quel luogo tutto è pronto per costruire nuove attività industriali.
    E’ pur vero che il quel sito non ci arriva la ferrovia, ma il trasporto merci su rotaia in Italia non ha mai avuto aspetti significativi, quindi ne potranno fare a meno o trovare, se mai ce ne fosse proprio bisogno, soluzioni alternative.
    Da ultimo, ma non per ultimo, vorrei spendere due parole sulla mobilitaziomne e la piega che sta prendendo; al momento si sa che è nato un coordinamento propedeutico alla creazione di un comitato cittadino, molto bene, vorrei sapere però se i coordinatori faranno un scrematura degli aderenti al comitato o ci sarà un “avanti tutti insieme appassionatamente” che comprenda tutti gli arruffapopoli del comprensorio e più in là?

    • P.Galeotti ha detto:

      Ti rispondo per me solo, ho aderito al coordinamento ribadendo la mia assoluta autonomia, non sono il portavoce del coordinamento.

      Il coordinamento esprime le sue considerazioni dichiarandosi come tale, e nessuno di coloro che ne fanno parte può esprimersi a suo nome se prima non ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione da tutti i componenti, in ogni caso il coordinamento va tenuto distinto dai singoli componenti, e serve a raccogliere materiale e a studiarli per poter fare le considerazioni che ritiene più giuste, in modo costruttivo;

      Chiunque arruffi i popoli, per quanto mi riguarda si autoesclude, poichè la regola è rispetto e pacatezza.

      Tutti possono partecipare, ma nessuno può far poi come gli pare.

      Occorre però fare attenzione a questa cosa, ed essere chiari, non sempre far valere fermamente le proprie legittime ragioni, se colui contro il quale io chiedo di esercitare un mio diritto mi nega di poterlo fare, mi fa diventare arruffapopoli; l’arruffapopoli ai miei occhi diventa chi mi vuole impedire di fare una cosa che io legittimamente posso fare.

      Non sempre i popoli si arruffano, si provocano, alzando la voce, molto più spesso e pericolosamente si arruffano e si provocano in silenzio negando diritti e non permettendo di esprimersi liberamente, o negando informazioni.

      Poi c’è sempre il pericolo che colui che non sopporta di essere contrariato, faccia di tutto per provocare la controparte con atteggiamenti e parole forti, e quindi far saltare i nervi a chiunque… ma questa è altra cosa e anche da questa il coordinamento deve cercare di essere immune.

      L’importante è che quando succede una cosa del genere, si sappia distinguere il vero arruffapopoli da chi fa solo la sua legittima parte ed è volutamente o per ignoranza, provocato, e poi rimediare e riportare il tutto ad un civile dialogo.

      Sia chiaro che non ammetto che queste mie parole siano assimilate ad episodi o persone particolari, chi lo fa lo fa a suo rischio e pericolo, e su questo non concedo niente a nessuno; io parlo solo in generale, per ipotesi e a titolo personale.

  143. Carlo Vellutini ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con il presidente Spadi!!! Su tutti i fronti…Credo soprattutto che non si possa sottovalutare chi critica o, comunque, non è d’accordo su una scelta. Credo che, comunque, dopo settimane in cui i nostri politici hanno sottovalutato la questione, adesso hanno capito che un po’ di malumore si è creato. E so per certo che questo è definitivamente avvenuto dopo la riunione del coordinamento del PD, quando si sono resi conto che anche il partito, alla fine, non li appoggia…o almeno non lo fa completamente. Credo che questo, ad un anno dalle elezioni comunali, sia un campanello d’allarme da non sottovalutare…Se da un lato saluto con favore la nascita del coordinamento, perché comunque le varie posizioni vanno coordinate, dall’altro lato credo che adesso il tutto vada valutato per bene. Personalmente sono per un NO ad un Polo che, secondo me, non ha molto senso. Ma capisco che da noi si è sempre sostenuto che mancano le infrastrutture e, dunque, c’è chi spinge affinché queste vengano fatte quasi per forza (non è il caso di un aeroporto per cui sono passati vari treni – Gs Aviation e Ryanair in primis- e non si sono saputi prendere? I frutti li stanno cogliendo altri a pochi chilometri da noi e adesso ne beneficiano…).La mia domanda è: ma siamo così sicuri che serva realmente? Che poi funzioni e produca quei benefeci che tutti ci dicono che arriveranno? Detto questo parto dal presupposto che tutto ciò si sia valutato e che se un privato investe cifre a otto zeri non sia autolesionista e, dunque, ne sia convinto. A quel punto arriva la questione sollevata da Roberto Spadi: cioè quella del No al Polo attaccato al paese. Io sono di quelli che se alla fine si realizzerà al Madonnino in un’area che verrà comunque industrializzata potrei anche accettarlo. Capisco che sia difficile per il fatto che la ferrovia è troppo distante, capisco mille altre cose…ma alla fine se siamo convinti che quest’opera è necessaria cosa mi cambia allungare la ferrovia di due chilometri e fare anche un ponte sulla Fossa? Qualche milione di euro in più? Ma se stiamo parlando di un’opera che dovrebbe costarne 300, non credo che 10 in più o 10 in meno faccia la differenza…ma forse neppure 20…Allora riflettiamo su questa cosa. Il fronte del NO può funzionare solo se si è in grado di fare una critica costruttiva. Il muro contro muro credo che non porti a nulla. O meglio, va bene all’inizio, ma poi dobbiamo anche ragionare sulle alternative. Se queste ci sono. E quella del Madonnino, alla fine, mi sembra valida e ragionevole…E chissà che alla fine non possa anche essere accettata!!! Se hanno dato fastidio un blog e qualche giornalata evidentemente anche i nostri amministratori non cercheranno lo scontro definitivo. E su questa battaglia cvredo che il consenso venga anche creato!!!

  144. sentinella ha detto:

    Oggi sul Corriere di Maremma viene riporato parte del dibattito su Facebook del gruppo No Polo. In particolare viene ribadita la presenza di faglie nel sito destinato al Polo, ed inoltre la presa di posizione di un membro del gruppo, che se la prende con l’adesione al gruppo “No al Polo logistico” di Sinistra e Libertà che è maggioranza in Provincia esprimendo il vice presidente e assessore all’assetto del territorio Marco sabatini: “Se fa parte della maggioranza in Provincia, quella stessa maggioranza che appoggia la localizazione del Polo e vuole fortissimamente la sua costruzione, mi sanno dire che senso ha se a Palzzo Aldobrandeschi si dice sì .. e poi si iscrive qui per dire no?” scrive un membro del gruppo.

    • Nello ha detto:

      Non ho letto quanto riportato sul Corriere d.M. ma se quello che rfiporta la Sentinella è vero, perchè dubitarne, è stato scritto una c……: io ho espresso solo un mio parere su un iscritto al Gruppo (nella fattispecie un gruppo politico), ma non ho fatto nomi nè di persone nè tantomeno delle cariche che esse ricoprono in seno all’Amministrazione.-
      Del resto io ho sempre ribadito che ognuno deve portare avanti la propria idea senza vincoli siano essi di amicizia e/o appartenenza politica; inoltre se non fosse così molti di noi (io in primis) non dovrebbero essere contro il NO. Diversamente reputo la posizione di un gruppo politico: un alleanza viene fatta su basi programmatiche e, ripeto, non si può tenere un piede su due staffe.

  145. roberto ha detto:

    Faglie e conoidi (tratto da FB gruppo “No Polo”)

    Come si vede dalla cartografia depositata al Comune di Grosseto nel centro della localizzazione del Polo
    Logistico si incrociano due fratture o faglie anche se incerte o presunte. Questo elemento insieme
    ad altri vanno ad aumentare il rischio di fenomeni di sprofondamento già verificatesi in zona.

    Da un’altra cartina depositata al Comune e individua i cosiddetti conoidi, cioè i flussi di detriti acqua e fango portati a valle dai corsi di acqua e dalle acque piovane, il Polo Logistico si trova proprio davanti ad uno di questi flussi, il più grosso.

    • Nello ha detto:

      non essendo geologo,non posso dire che le faglie evidenziate siano o no pericolose, certo è che se dovesse succedere come lungo la strada del Polesine addio ai tre- quattro cento milioni, ma a questo c’avrà pensato la PILT.
      Per i flussi di detriti e acque dal poggio c’ha pensato eccome, non credo che tutto l’inmtervento previsto per convogliare le acque alla Francina, una bella spesa non credo solo per il torrente, che si quando s’incazza fa paura, ma penso che sarebbe bastato rinforzare gli argini, al più allargando anche il letto

      • P.Galeotti ha detto:

        sulle faglie, pur essendo probabili, quindi non certe, il problema non è che si perdono 300 milioni, il vero problema è che si perdono i nostri soldi, cioè i finanziamenti pubblici cui punta chi vuole costruire il polo; poi se qualche cosa deve succedere,questo è il pericolo di sprofondamenti come quelli degli Acquisti.

        Sui conoidi…. non si costrusce davanti a queste cose, facendoci delle dighe… si costruisce da un’altra parte… anche perchè la misura proposta è l’innalzamento del sito di due metri…. già… ma Braccagni rimane sotto di due metri dopo…

        E poi spulciando altre carte del Comune… trovo scritto che si consiglia, per la zona a nord di Braccagni dove vogliono costruire il polo, di fare in modo che sia salvaguardata la permeabilità dei terreni… ma piazzali e capannoni impediscono questo e quindi la contraddizione è evidente.

        E gli sccavi archeologici?… Li si sono trovati ori, bucchero, tombe, una pieve, una villa romanica, una strada che collegava probabilmente Vetulonia a Roselle…
        Ma dico.. se queste cose le trovavano in USA ci avevano già fatto un museo a cielo aperto ….. noi ci costruiamo capannoni invece…

        Sinceramente le cose contro il polo in quella posizione stanno diventando troppe e gravi… è troppo vicino ad una zona abitata per dar i permessi necessari a farlo, pensiamo un pò all’ipotesi di un incidente che può sempre capitare…. così vicino al paese, alla scuola e all’asilo… pensiamo ai nostri ragazzi se proprio non volgiamo penare a noi, pensiamo a loro…

        Ma avete pensato al calore che sprigioneranno le celle frigo enormi ?… Ogni frigo rilascia calore… pensiamo a Braccagni che già d’estate ribolle… che cosa vuole dire se la temperatura si innalzasse di qualche grado…

        i condizionatori degli uffici della dogana… sono centinaia e centinaia di fonti di calore …che aumentano proprio durante le calde giornate estive..

        e i rumori che faranno di continuo, io temo un ronzio continuo, un continuo sottofondo di motori di autotreni…
        muletti..

        Secondo me sarebbe saggio un serio ripensamento, e so che in tanti, sempre di più a Braccagni e Montepescali lo pensano… il Polo Vicino al Paese, sotto Montepescali in posizione così pericolose non piace a nessuno, ogni giorno sento sempre più persone che sono contrariate…

        Come dar torto a chi non vuole il Polo logistico in quella posizione?… Un politico accorto, soprattutto nell’imminenza delle elezioni, dovrebbe tener conto di questo… e siamo solo agli inizi con le iniziative di informazione sul polo, sono tante le cose da dire a cui nessuno pensa.

  146. Cultura, coltura per il territorio. « La Sentinella della Maremma ha detto:

    stò con l’Architetto Aureli. E’ da quando ero un ragazzo che in paese si sentiva dire che le FFSS dovevano costruire un Polo

  147. Nello ha detto:

    Finalmente un gruppo politico dice la sua sul Polo. Sul Tirreno di oggi c’è una lettera in cui il Segretario comunale del PSI prende posizione sul Polo. Si schiera sul fronte del SI e, come ho sempre detto e ripetuto fino alla nausea, rispetto la paosizione perchè ognuno è libero di pensarla come vuole anche perchè ciò apre nuove discussioni.
    Chiedo solo due cose al Segretario del PSI:
    1) sa di preciso dove dovrebbe essere localizzato il POlo? mi sembra di no in quanto parla di Braccagni e del Madonnino, ma mi sembra di capire che per lui sono la stessa cosa;
    2) se ha ben chiaro che il Polo sorge a Braccagni e non al Madonnino, come fa ad affermare che “il paesaggio della Maremma Toscana non può esserre offeso…..” con 17 Ha circa di capannoni ed altre opere di servizio (leggere il progetto PILT) proprio sotto il Baluardo di Montepescali.
    Se segue il blog avrà sicuramente letto che diverse sono le motivazioni del NO: molti sono contrari alla sua localizzazione e no al POLO in generale

  148. Edo Galli ha detto:

    http://www.lasentinelladellamaremma.wordpress.com/

    La storia vi guarda dall’alto del Baluardo di Montepescali, ripensateci:

    Sono il Presidente del Gruppo Tradizioni Popolari “Galli Silvestro” che da oltre trenta anni si occupa di tramandare, conservare e promuovere la tradizione del Maggio Maremmano e la sua cultura. Fino all’altro ieri abbiamo creduto e studiato che eravamo figli di quei pionieri di fine ottocento che dopo la bonifica colonizzarono i poderi delle fattorie dell’agro dando vita ad una piccola comunità tra la ferrovia, l’Aurelia e la locanda del Braccagni ( tra il 1845 e oggi).

    Un’identità fiera e forte che abbiamo ereditato e portato avanti fino a diventare oggi quel grande albergo-paese-satellite immerso nella campagna e periferia della città capoluogo.

    Non posso tacere.

    Io stò con Cygielman
    Oggi che quei quattro sassi, cocci o “sassolini” (come li ho sentiti chiamare inopportunamente da chi sottovaluta la storia dei miei avi, trovati dalla Soprintendenza a San Martino in Piano, vicino Braccagni alle pendici di Montepescali, vicino a dove vogliono costruire il polo logistico o intermodale) riportano alla luce una storia che ci appartiene, che appartiene di diritto a questa comunità, oggi dicevo, credo sia più che lecito chiedere che l’indagine e lo scavo debbano andare avanti anche di là dalla ferrovia, dove cercano di realizzare il Polo, per sanare ogni dubbio sul mistero di questo interessante insediamento di pianura prima di sotterrarlo sotto due metri di terra, per sempre.

    Io stò con l’Architetto Aureli.
    E’ da quando ero un ragazzo che in paese si sentiva dire che le FFSS dovevano costruire un Polo intermodale a Braccagni, ma poi le ferrovie scelsero Civitavecchia per il suo porto. Dal TGR Regionale apprendo che un Polo logistico verrà costruito a Piombino in aree industriali da riconvertire in un progetto di recupero intelligente.
    Chiedo ai nostri amministratori e alla Pilt cosa ce ne facciamo di un altro Polo a così pochi km di distanza e perché alle porte del paese tanto da confondersi in esso, con esso, snaturandone la vocazione naturale. Quale beneficio può trarne la comunità locale; che fine farà la qualità della vita di cui godiamo oggi? Che bisogno c’è di sacrificare altri trenta ettari di terreno coltivabile quando 40 ettari di terreno agricolo trasformato in lottizzazioni, a pochi chilometri, nel comune di Roccastrada, rimangono ancora oggi inutilizzati dopo dieci anni, nonostante tutte le promesse preelettorali di posti di lavoro mai mantenute.

    Io stò con Patrizio Galeotti.
    Perché correvo con lui in quei prati verdi di foraggio e rossi di papaveri che oggi voi volete trasformare in piazzali di asfalto e cemento, incapaci di dare alla terra l’acqua che la disseta, e all’uomo quello sviluppo sostenibile di cui ha diritto, in questa terra ridondante di bellezze naturali, storiche ed artistiche che dovrebbero essere il motore dello sviluppo e dell’economia del nostro territorio, invidiato ovunque nel mondo per come non si è omologato al sistema.

    Io stavo con Roberto Ferretti e lui oggi starebbe con noi.
    Nei primi anni 90 immaginavo una Maremma tutta mia, un parco inteso a tutelare un mondo agricolo allora ancora intatto, la sua storia, i suoi miti e leggende, il suo lavoro; sognavo i percorsi della bonifica, le ippovie, gli ecomusei, un turismo comunque sostenibile e legato alle qualità produttive del territorio. Tutto disatteso, eppure allora era tutto a portata di mano, poi solo cemento selvaggio, CAV e ahimè, da qualche anno, pure le zone industriali in pianure incontaminate alla quale una sinistra di altri tempi aveva saputo dare respiro preservandola dallo scempio durante lo sviluppo economico degli anni sessanta.

    Dopo 29 anni che non cantavo più il maggio ho rispolverato il cappello di allora per cantare un canto estemporaneo di protesta contro il Polo, “No cemento più Terra” scritto dall’eco-poeta Enrico Rustici, figlio di questo gruppo. Da qui con il cappello fiorito dei poeti e dei Maggerini comincia la lotta contro chi ci cala dall’alto un cappello di catrame e cemento che non ci appartiene.

    Al Sig Sindaco di Grosseto rimprovero di non essere stato chiaro, di non aver informato la comunità quando era giusto farlo, quando tutto era in fase di progetto.

    Al Presidente della Provincia chiedo di rispettare il suo elettorato, di fare un passo indietro e di non perseverare in errori come quei 40 ettari urbanizzati in mezzo alla campagna.

    Alla Banca della Maremma sempre attenta al territorio chiedo di farsi garante per la prosecuzione degli scavi archeologici, perché la conoscenza è alla base di ogni cultura democratica che si rispetti.

    Ripensateci.

    La storia vi guarda dall’alto del Baluardo di Montepescali, e dal basso delle rovine dell’antica Pieve di San Martino in Piano.

    Edo Galli Presidente del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silverstro

  149. Coordinamento V.e O. P. L. di B. ha detto:

    Coordinamento Valutazione e Osservazione Polo Logistico di Braccagni
    COMUNICATO STAMPA n.2 – 26/6/2010

    Dopo alcuni sopralluoghi e dopo avere esaminato i documenti disponibili, oltre alle dichiarazioni apparse sugli organi di stampa, esprimiamo le seguenti considerazioni:

    – Il progetto di massima approvato come variante dal Comune di Grosseto non esprime ancora un’idea chiara sulle finalità, le collocazioni e le dimensioni delle opere e dell’intero assetto futuro del territorio su cui verranno costruite. Se l’ indicazione prevista è di 145 ha, l’area complessiva destinata dal piano strutturale attorno a Braccagni è di 200 ha, per fiera, polo logistico, polo intermodale, scalo merci, industria, altre residenze, agro-produttivo.

    – Non si è sviluppata ancora nessuna fase partecipativa che un progetto del genere avrebbe assolutamente richiesto.

    – Vi sono aspetti di ordine morfologico nel territorio interessato che non favoriscono un simile gigantesco piano. Temiamo che la frazione, già messa in difficoltà dalla recente espansione edilizia, possa realmente subire uno stravolgimento ulteriore e definitivo: viabilità, sicurezza, problemi sociali, inquinamento (ambientale, acustico, luminoso), peggioramento della qualità di vita, impatto paesaggistico e consumo di acqua (già carente nella zona), oltre alla trasformazione irreversibile di un grande quantità di superficie agricola di classe I.

    – Non è di interesse secondario, come qualcuno insistentemente vuol far credere, lo scavo archeologico di San Martino in Piano. Il sito si trova nelle immediate adiacenze dell’abitato, è stato identificato nel 2003 e l’operazione di scavo attuata nel 2008 dalla Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, per quanto limitata, ha effettuato ritrovamenti di notevole interesse, dai quali si deduce una grande importanza storica della zona.

    – Sugli scopi del piano: ad una prima osservazione, indipendentemente dalle relazioni attese nei prossimi giorni, non ne comprendiamo la reale esigenza, in relazione agli interessi e alla vocazione del territorio, né concordiamo con questo modello di intervento che rischia di diventare un’operazione destinata a fallire, al contrario di quanto si vorrebbe far credere, per accattivarsi il consenso dell’opinione pubblica. Le nuove infrastrutture non garantiscono affatto da sole il risultato. Né si conoscono progetti validi sulle aree che si potranno liberare in città, tutto questo ci fa temere operazioni speculative.

    – Più in generale, possiamo affermare, per verità e non per ideologia, come ha scritto nei giorni scorsi Ferruccio Sansa in un editoriale, che “Il cemento arricchisce pochi e impoverisce tutti; i posti di lavoro creati dal mattone sono di breve durata e scarsa qualificazione. Ma ben più pesanti sono gli effetti negativi sul turismo (15% del Pil). La via del cemento è lastricata di bugie…” Guido Piovene parlava di “speculazioni edilizie nate per mancanza di affetto”. L’ assenza di amore per la terra dove viviamo e il non riuscire più a capire la nostra identità,favorisce gli interessi solo transitori e di pochissimi imprenditori che producono però conseguenze irreversibili e deleterie per le vere risorse della nostra Maremma.

    – Il Coordinamento formato dai gruppi di Braccagni, Italia Nostra, Maremma Viva, No al Polo Logistico, che sta vedendo aumentare le sue adesioni, come quella del Coordinamento dei comitati e delle associazioni ambientaliste della Provincia di Grosseto, chiede che si apra un confronto vero trasparente e pubblico tra le amministrazioni e i cittadini interessati.

  150. sentinella ha detto:

    Oggi su Il Tirreno presa di posizione dei socialisti sul Polo
    IL POLO LOGISTICO PUO’ CONVIVERE COL TERRITORIO
    Il Polo Logistico di Braccagni e l’area industriale del Madonnino, sono da tempo inseriti come priorità nel Piano di Sviluppo della Regione Toscana.
    Da anni l’area in oggetto è stata individuata come strategica allo sviuluppo dell’economia provinciale, in questa parte di territorio si trovano gli immobili e l’area utilizzata per importanti manifestazioni di promozione del territorio da Grossetofiere e lo stabilimento dell’Olma, il comune di Roccastrada ha lì realizzato l’area industriale.
    Da sempre questo particcolare territorio è stato centro di scambio e d’incontro per l’unica attività economica esistente in Maremma, l’agricoltura.
    Particolari condizioni logistiche, lo fanno preferire ad altre zone, per essere l’ombelico della provincia di Grosseto, la linea ferroviaria passa a fianco, la stessa superstrada la attraversa, l’aereoporto è vicinissimo.
    La provincia di Grosseto, negli ultimi anni ha prodotto una profonda trasformazione economica, nuove attività si sono sviluppate e consolidate e il vento della crisi non ha spento questo processo.
    Il Polo Logistico e l’area industriale saranno il catalizzatore necessario a far crescere l’economia provinciale, e la giusta e necessaria difesa del nostro meraviglioso territorio deve con esso poter convivere.
    Il paesaggio della Maremma Toscana può non essere stravolto e offeso, basta solo realizzare infrastrutture e immobili che non siano scollegati all’esistente, ben inseriti e storicamente riconoscibili. E questo è cosa che la politica può e anche deve fare.
    Mario Straccali
    Segretario Comunale Psi

    • Patrizio ha detto:

      la vera notizia di oggi non è questo messaggio politico che secondo me cerca solo di trovare alleanze per le prossime elezioni strumentalizzando il vero problema del Polo logistico… per fini solo di piccolo cabotaggio politico… la vera notizia è l’uscita della lettera del Presidente del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro che ripropongo perchè merita la giusta evidenza:

      Edo Galli scrive:
      26 giugno 2010 alle 10:31

      La storia vi guarda dall’alto del Baluardo di Montepescali, ripensateci:

      Sono il Presidente del Gruppo Tradizioni Popolari “Galli Silvestro” che da oltre trenta anni si occupa di tramandare, conservare e promuovere la tradizione del Maggio Maremmano e la sua cultura. Fino all’altro ieri abbiamo creduto e studiato che eravamo figli di quei pionieri di fine ottocento che dopo la bonifica colonizzarono i poderi delle fattorie dell’agro dando vita ad una piccola comunità tra la ferrovia, l’Aurelia e la locanda del Braccagni ( tra il 1845 e oggi).

      Un’identità fiera e forte che abbiamo ereditato e portato avanti fino a diventare oggi quel grande albergo-paese-satellite immerso nella campagna e periferia della città capoluogo.

      Non posso tacere.

      Io stò con Cygielman
      Oggi che quei quattro sassi, cocci o “sassolini” (come li ho sentiti chiamare inopportunamente da chi sottovaluta la storia dei miei avi, trovati dalla Soprintendenza a San Martino in Piano, vicino Braccagni alle pendici di Montepescali, vicino a dove vogliono costruire il polo logistico o intermodale) riportano alla luce una storia che ci appartiene, che appartiene di diritto a questa comunità, oggi dicevo, credo sia più che lecito chiedere che l’indagine e lo scavo debbano andare avanti anche di là dalla ferrovia, dove cercano di realizzare il Polo, per sanare ogni dubbio sul mistero di questo interessante insediamento di pianura prima di sotterrarlo sotto due metri di terra, per sempre.

      Io stò con l’Architetto Aureli.
      E’ da quando ero un ragazzo che in paese si sentiva dire che le FFSS dovevano costruire un Polo intermodale a Braccagni, ma poi le ferrovie scelsero Civitavecchia per il suo porto. Dal TGR Regionale apprendo che un Polo logistico verrà costruito a Piombino in aree industriali da riconvertire in un progetto di recupero intelligente.
      Chiedo ai nostri amministratori e alla Pilt cosa ce ne facciamo di un altro Polo a così pochi km di distanza e perché alle porte del paese tanto da confondersi in esso, con esso, snaturandone la vocazione naturale. Quale beneficio può trarne la comunità locale; che fine farà la qualità della vita di cui godiamo oggi? Che bisogno c’è di sacrificare altri trenta ettari di terreno coltivabile quando 40 ettari di terreno agricolo trasformato in lottizzazioni, a pochi chilometri, nel comune di Roccastrada, rimangono ancora oggi inutilizzati dopo dieci anni, nonostante tutte le promesse preelettorali di posti di lavoro mai mantenute.

      Io stò con Patrizio Galeotti.
      Perché correvo con lui in quei prati verdi di foraggio e rossi di papaveri che oggi voi volete trasformare in piazzali di asfalto e cemento, incapaci di dare alla terra l’acqua che la disseta, e all’uomo quello sviluppo sostenibile di cui ha diritto, in questa terra ridondante di bellezze naturali, storiche ed artistiche che dovrebbero essere il motore dello sviluppo e dell’economia del nostro territorio, invidiato ovunque nel mondo per come non si è omologato al sistema.

      Io stavo con Roberto Ferretti e lui oggi starebbe con noi.
      Nei primi anni 90 immaginavo una Maremma tutta mia, un parco inteso a tutelare un mondo agricolo allora ancora intatto, la sua storia, i suoi miti e leggende, il suo lavoro; sognavo i percorsi della bonifica, le ippovie, gli ecomusei, un turismo comunque sostenibile e legato alle qualità produttive del territorio. Tutto disatteso, eppure allora era tutto a portata di mano, poi solo cemento selvaggio, CAV e ahimè, da qualche anno, pure le zone industriali in pianure incontaminate alla quale una sinistra di altri tempi aveva saputo dare respiro preservandola dallo scempio durante lo sviluppo economico degli anni sessanta.

      Dopo 29 anni che non cantavo più il maggio ho rispolverato il cappello di allora per cantare un canto estemporaneo di protesta contro il Polo, “No cemento più Terra” scritto dall’eco-poeta Enrico Rustici, figlio di questo gruppo. Da qui con il cappello fiorito dei poeti e dei Maggerini comincia la lotta contro chi ci cala dall’alto un cappello di catrame e cemento che non ci appartiene.

      Al Sig Sindaco di Grosseto rimprovero di non essere stato chiaro, di non aver informato la comunità quando era giusto farlo, quando tutto era in fase di progetto.

      Al Presidente della Provincia chiedo di rispettare il suo elettorato, di fare un passo indietro e di non perseverare in errori come quei 40 ettari urbanizzati in mezzo alla campagna.

      Alla Banca della Maremma sempre attenta al territorio chiedo di farsi garante per la prosecuzione degli scavi archeologici, perché la conoscenza è alla base di ogni cultura democratica che si rispetti.

      Ripensateci.

      La storia vi guarda dall’alto del Baluardo di Montepescali, e dal basso delle rovine dell’antica Pieve di San Martino in Piano.

      Edo Galli Presidente del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silverstro

  151. sentinella ha detto:

    Oggi su Il Tirreno pubblicate le ragioni del NO del coordinamento.
    Documento assai utile.

  152. Nello ha detto:

    Ormai il Polo logistico di Braccagni è divenuto un argomneto appetitoso per le testate giornalistiche locali per cui quasi tutti i giorni possiamo leggere interventi di varie persone. Oggi per esempio leggo sul Tirreno un intervista rilasciata dal Presidente Marras, ma prima di addentrarmi nello specifico devo fare una critica. Si parla oggi di comitati per il “no al progetto”, ieri ce n’era uno solo, ma chi sono veramente?
    Ho sempre criticato chi ha fatto cose alla zittina (Amministrazioni etc.), ma mi sembra che anche il Comitato, o meglio i Membri che lo hanno definito, hanno fatto altrettanto. Non dico che non sia necessario, ma per lo meno una assemblea pubblica per la sua nascita doveva essere fatta: io così mi trovo a contrastare il polo senza sapere se mi posso riconoscere nel comitato.
    Due note sull’intervista. Mi sembra che il Presidente sia venuto a più miti consigli rispetto all’intervista letta qualche sabato fa. Bene al confronto (l’ho sempre richiesto sia sul blog che personalmente a Marras e Bonifazi), giustamente va affrontato no muro contro muro, ma dialogando e quindi dire anche le cose come veramente stanno e non solo per accenni ed ammiccamenti. Ad esempio dire realmente come stanno le cose ” con il consenso largamente maggioritario della popolazione” (riporto dall’intervista): il consenso era per la localizzazione iniziale,non sicuramente per quella che, almeno fino ad oggi, sembra essere quella finale.
    Spero che all’assemblea pubblica, che Marras ipotizza giustamente con l’Amministrazione comunale, ci venga spiegato veramente cosa avremo fra qualche anno, cosa ci guadagna o ci rimette Braccagni o più in generale la comunità cittadina sia dal punto ambientale, paesaggistico, sicurezza (anche viaria)ed economico e perchè stranamente il tutto si sia spostato alle porte del paese

    • Patrizio ha detto:

      Nello, il comitato non fa cose alla zittina, chiunque voglia partecipare lo può fare, il primo comunicato pubblcato su questo sito è chiaro, c’è anche un indirizzo e-mail, quindi nessuna cosa fatta alla chetichella e soprattutto non paragonarci a chi ha veramente nascosto e sta continuando a farlo, quello che sta per accaderew a Braccagni… questo non è corretto:

      sentinella scrive:
      17 giugno 2010 alle 18:12
      Tratto dal Corriere di Maremma
      La protesta si struttura: “Vogliamo valutarne l’esigenza”
      CONTRO IL POLO LOGISTICO A BRACCAGNI C’E’ IL COORDINAMENTO DI VALUTAZIONE
      Polemiche: Scoppiano le proteste contro l’eventuale polo logistico a Braccagni

      Il dibattito sulla realizzazione del Polo logistico a Braccagni si trasforma. E’ nato, infatti, il coordinamento di valutazione e osservazione del Polo intermodale “per studiarne – dicono i promotori . la reale esigenza e le conseguenze sul territorio”.
      A dare vita al coordinamento sono Italia Nostra, Gruppo Tradizioni Popolari “Galli Silvestro”, la Sentinella della Maremma, La sentinella del Braccagni, il comitato Maremma viva e il gruppo nato su facebook No al polo logistico di Braccagni, che conta quasi 300 iscritti. “Il coordinamento – dicono i fondatori – si propone di analizzare i progetti, verificare la compatibilità degli interventi previsti nel quadro dello sviluppo del territorio e della sua vocazione, avendo come obiettivo l’interesse reale della popolazione. Le osservazioni saranno comunicate al più presto atutte le comunità interessate e si informa che il gruppo di lavoro è aperto a chiunque voglia farne parte e dare un contributo”. Per questo è stato aperto anche un indirizzo di posta elettronica: coord.polo@gmail.com. Il dibattito, quindi, si fa sempre più serrato anche alla luce dell’approvazione del Ptc, che seppure non localizza il polo intermodale (non è nelle facoltà della Provincia), lo indica come uno degli interventi strategici. Da parte loro sia Marras che Bonifazi hanno riaffermato non solo l’opportunità di un’infrastruttura di questo tipo, legata all’agroalimentare, ma hanno indicato in Braccagni il luogo più idoneo, per la vicinanza della ferrovia, ma anche – in prospettiva – allo scalo civile (per i cargo). Tuttavia, da una parte gli scavi archeologici, dall’altra i no di una parte della popolazione rischiano di fare del polo logistico un nuovo “caso”.

    • P.Galeotti ha detto:

      Ma a questa assemblea pubblica potremo partecipare e fare domande e dire quello che pensiamo, oppure dovremo star zitti ad ascoltare i motivi di chi è a favore del polo logistico attaccato a Braccagni?

      Soprattutto perchè mi è stato negato l’accesso in Comune a quasi tutti i documenti della pratica Polo logistico?

      Come potrò essere all’assemblea ed avere argomenti da porre e domande da fare se non avrò potuto studiare come i relatori a favore del polo, i documenti relativi?

      Non ti pare Nello che ci sia un pò di disegualianza tra chi è contro e cerca di sapere e chi sa ed è afavore, dal punto di vista dell’informazione?…

      In ogni caso di domande no avrò molte da fare e lo dico prima per evitare poi problemi, io porterò una videocamera e farò riprese a titolo personale, per mia futura memoria delle cose che verranno dette in questa PUBBLICA ASSEMBLEA).

      • Nello ha detto:

        Due note:
        Un comitato si costituisce prima fra due o più soggetti, poi si riunisce pubblicamente per farsi conoscere dai più e di conseguenza avrà una certa rappresentività (poi se si volesse andare navanti penso che bisognerà fare altre cose che tu saprai certamente meglio di me). Per lo meno è stato così per quelli che conosco.
        Per l’assemblea sono d’accordo con te che qualcuno sarà avvantaggiato in quanto i più (pro o contro polo) saranno all’oscuro. Però…., però nessuno vieta di farne una successiva dove la popolazione può discutere liberamente con la presenza o meno (non è necessaria) di Amministratori, al limite, supportando anche la richiesta di Edo, presso il Centro di Promozione Sociale (ex centro anziani).

        • P.Galeotti ha detto:

          Nello, provocatore nato (per fortuna che ci sei altrimenti dovevamo inventarti a braccagni), cerco di spiegar meglio:

          un Comitato è una cosa, un insieme di soggetti che si coordinano è una cosa diversa, non esiste a Braccagni un Comitato ma un Coordinamento cioè non c’è nessun responsabile ne una entità unica per ora, chi ne fa parte è autonomo (io ci tengo alla mia autonomia), basta che chiedi di farne parte scrivendo a coord.polo@gmail.com che è stato pubblicato proprio per questo fin dalla prima uscita sui giornali e su internet proprio il giorno dopo la sua costituzione, questa è la prova della trasparenza e della apertura del Coordinamento.

          Magari tu riuscissi a costituire un bel Comitato cittadino che ad esempio dice no al polo e si da da fare per delle iniziative, potrei forse iscrivermi anche io… ora spero di aver chiarito e… grazie alle tue sane provocazioni… che hanno il pregio di permettere di fare chiarezza su cose importani.

          • Nello ha detto:

            é già qualcosa, mi sembrava di aver capito che era un “coordinamento” ma sai: fare polemica qulche volta fa bene alla discussione.
            Si può pensare ad un Comitato, ma credo che al momento non sia il caso di parlarne, proprio per la “ignoranza” che, almeno fino ad oggi, ha fatto da contorno a tutto il progetto. Ignoranza,che mi pare di capire da certe tue affermazioni, provocata ad arte da soggetti che invece dovrebbero, per la loro investitura, essere “limpidi e puri siccome un angelo, quando altrui salutano” (rimembranze scolastiche?)

  153. sentinella ha detto:

    Ecco l’intervento di Leonardo Marras, Presidente della Provincia.

    POLO LOGISTICO/ Marras: «Fondamentale per il settore agricolo e agroalimentare che insieme fanno il 18% del Pil. Aperti al confronto sulle modalità di progettazione e realizzazione»

    Marras interviene per chiarire le idee della Provincia: «la tutela di territorio e paesaggio sono una nostra priorità»

    «Le preoccupazioni espresse dal coordinamento dei comitati rispetto all’impatto che il Polo logistico di Braccagni potrebbe avere sul paesaggio meritano considerazione – dichiara il presidente Marras – perché interpretano un comune sentire e un’attenzione vigile alla qualità ambientale del nostro territorio. Beninteso, attenzione che è patrimonio condiviso dalle Istituzioni di governo, come dimostra il fatto che la nostra realtà ha standard ambientali di rilievo assoluto nel panorama nazionale.

    Fra l‘altro tengo a chiarire che la scelta di realizzare il polo intermodale, è figlia della necessità di dotare il sistema d’impresa locale di un’infrastruttura a servizio del settore agricolo e del comparto agroalimentare, che da soli rappresentano il 18% del nostro prodotto interno lordo, a fronte, ad esempio, dell’8,7% del turismo.

    Non si tratta quindi di un intervento speculativo, ma di un presidio logistico che è strategico nell’assicurare ai nostri produttori un trampolino per l’internazionalizzazione e l’accorciamento della filiera della commercializzazione. Così da garantire valore aggiunto a chi sulla terra ha deciso di rimanerci, producendo ricchezza e occupandosi allo stesso tempo della manutenzione del territorio e del paesaggio.

    Siamo tutti consapevoli del fatto che opere di questa portata hanno un impatto sul paesaggio, e di conseguenza della necessità di progettarle e realizzarle con accuratezza, minimizzandone l’impatto ambientale e paesistico. Evitando, magari, gli errori grossolani che all’inizio degli anni 2000 proprio a Braccagni sono stati fatti con le urbanizzazioni.

    Se il presupposto dal quale si parte, quindi, è ragionare su come fare bene le cose, e non mettere in discussione scelte compiute nel rispetto delle leggi e con il consenso largamente maggioritario della popolazione, personalmente rispondo positivamente alla richiesta di un incontro pubblico.

    Naturalmente in armonia e al fianco del Comune di Grosseto, che dal punto di vista della programmazione urbanistica e della titolarità dei processi di partecipazione è il protagonista principale nella gestione del territorio».

    • mezzolitro ha detto:

      Della dichiarazione del Marras mi piace sottolineare due cose:

      1)Siamo tutti consapevoli del fatto che opere di questa portata hanno un impatto sul paesaggio, e di conseguenza della necessità di progettarle e realizzarle con accuratezza, minimizzandone l’impatto ambientale e paesistico. Evitando, magari, gli errori grossolani che all’inizio degli anni 2000 proprio a Braccagni sono stati fatti con le urbanizzazioni.

      2)Se il presupposto dal quale si parte, quindi, è ragionare su come fare bene le cose, e non mettere in discussione scelte compiute nel rispetto delle leggi e con il consenso largamente maggioritario della popolazione, personalmente rispondo positivamente alla richiesta di un incontro pubblico.

      Quando si fa questo incontro pubblico?

      • Nello ha detto:

        Bravo Mezzolitro, ormai sei alla damigiana: mi sai dire che vorresti dire? la sottolineatura c’è già nel pezzo girnalistico, e mi sembra che il politichese sia all’eccesso. Di quali storture si parla? a quali lottizzazioni si riferisce Marras? a quelle di via Andreoli, Via Guelfi, Via Pantaleo? Ma come durante il famoso Forum non furono coperte di iuncenso ma quasi, anche a fronte di osservazioni di natura viaria. E poi ripeto: il conse43nso maggioritario c’è stato in riunioni di partiti o coalizioni,ma su un progetto complessivo che si riferiva al polo agro-industriale-fieristico-logistico area Madonnino.

        • mezzolitro ha detto:

          Caro Nello, mi sa che vi state prendendo troppo sul serio, voi del Braccagni e così non cogliete l’ironia…

        • Patrizio ha detto:

          Nello io ho solo segnalto il mio disagio per avvermi impedito di accedere a tutti i documenti che un anno fa erano disponibili, e te ne sei testimone perchè quando ci offrirono di visionare e fare le copie dei faldoni con cartografia ed altro, dicemmo che per ora ci accontentavamo della delibera e degli allegati, letti questi poi avremmo fatto le ulteriori richieste, non ho detto che qualcuno ad arte lo fa apposta e ci impedisce di accedere ai documenti dolosamente… la cosa è diversa, se avessi le prove che qualcuno lo fa apposta sarei già andato in procura a denunciarlo, no io credo che sia uno spiacevole disguido. Ma è accaduto. E mi impedisce a me e ad altri di capire meglio quello che sta accadendo e quindi mi mette su un piano di inferiorità di fronte ad un eventuale dibattito con gli esperti, che si risolverà non in un dibattito ma nell’esposizione delle sole ragioni di chi verrà a parlare senza possibilità di una discussione critica alla pari… quindi qualunque sia l’esito, non sarà mai un esito veramente partecipato, perchè per partecipare occorre sapere e conoscere… sia chiaro che la cosa peserà in futuro, e saprò farla pesare nei luoghi opportuni perchè come non mi sono mai stancato di dire, se la PA fa progetti e li approva nel rispetto delle leggi, anche io sono figlio della legge e a questa mi attengo, sempre.

  154. sentinella ha detto:

    Oggi su Corriere di Maremma è riportato sia il documento redatto dal coordinamento NO POLO, sia la replica di Leonardo Marras.
    Questi i titoli:
    Polo logistico: botta e risposta Coordinamento – Marras
    BRACCAGNI, L’ORA DELLE POLEMICHE
    Il Coordinamento chiede un ncontro al presidente della Provincia Marras.

  155. Carlo Vellutini ha detto:

    Una cosa su tutta questa vicenda va detta: il blog e tutto quanto è nato attraverso una bella discussione su questo sito ha prodotto effetti importanti. Credo che in Italia spesso ci si piange addosso per il fatto che non si riesce ad avere accesso ai mezzi di comunicazione. Nel nostro caso un blog ed un gruppo nato su facebook hanno fatto accendere i riflettori su una vicenda che, altrimenti, sarebbe giunta a conclusione senza che nessuno se ne accorgesse.
    Diciamolo senza bosogno di “autoincensarsi” -come avrebbe detto un mio simpatico collega- : il blog si è dimostrato uno strumento democratico al servizio di Braccagni. Sarei ben felice se fossero di più i nostri compaesani ad approfittare di questa piazza virtuale!!! Anche in questo modo si possono sollevare problematiche e, magari, cercare anche di trovare soluzioni per risolverle!!!
    Forse questo mio intervento non è appropriato con il tema della discussione…ma lo ritengo degno di riflessione!!!

    • mezzolitro ha detto:

      Guarda Carlino che i Braccagnoli sò birbi(?), sul sito ci vanno, danno un’occhiata e poi se ne rivanno senza commentà, ma poi quando li trovo in giro fanno commenti, anche intelligenti(qualcuno eh!!!)però ‘un ne vogliono sapè di sbilanciassi sul webbe.
      Contenti loro…

      • Nello ha detto:

        …e questo è grave. Anch’io la penso come te, ma se uno va sul blog, legge e assimila, ma non si espone crea più danno che altro: non solo al gruppetto dei “no”, ma anche a quelli dei “sì”.
        Oltretutto vige sul blog l’anonimato (cosa che a me da molto noia) per cui uno può dire ciò che meglio crede usando ora uno ora un altro pseudonimo.
        Per inciso: noi siamo braccagnini, braccagnolo sarai tu di campagna (gioco estivo “Braccagnino-Campagnolo= braccagnolo)

        • Carlo Vellutini ha detto:

          Infatti il mio intervento era diretto proprion a far discutere su questo…Più anonimato che su un blog non ci può essere!!! Visto che questo alla fine è un mezzo – nel suo piccolo- importante, andrebbe sfruttato. Io dove mi giro sento dire “ho letto nel blog” o “che si dice sul blog”, poi però a scrivere siamo sempre i soliti…

  156. POLO IN PILLOLE 1 ha detto:

    ogni giorno segnalerò qualche cosa sul polo logistico attaccato a Braccagni.

    – E se per fare un polo logistico agroalimentare, dove trattare prodotti quindi alimentari deperibili, ci volessero grandissime celle frigorifero che per funzionare emettono enormi quantità di calore all’esterno, Braccagni per via della vicinanza vedrà soprattutto d’estate aumentare il già rilevante caldo torrido?…

    ma poi mi chiedo quali sono in maremma questi prodotti…. il vino, l’olio… ma non hanno già l’Olma e l’imbottigliamento al madonnino?…

  157. ROBERTO AURELI ha detto:

    Polo di Braccagni

    1 luglio 2009

    Ritorno volentieri sul tema dei territori “bruciati” da riutilizzare, filosofia condivisa dall’assesore regionale all’urbanistica Marson, per avanzare dubbi sulla necessità di coinvolgere un nuovo territorio, peraltro amato mirabilmente dai suoi concittadini, affinchè prima si faccia un serio censimento dei territori in dismissione e si disegni un quadro organico decisionale. E non posso che ritornare al sedime del tracciato ferroviario che investe la città di Grosseto. Quel tracciato che ancora oggi occupa oltre 15 ettari in pieno centro cittadino composto dai terreni compresi tra la sottostazione elettrica di Barbanella ed il consorzio agrario –già collegato con i binari – in una sorta di primordiale centro intermodale (mi correggo “o piattaforma logistica” ?) che langue in un limbo di mancate decisioni progettuali e realizzative. Terreni su cui si affaccia il piazzale della stazione che ancora oggi ospita la palazzina del deposito postale – scopriamo, con orrore, che movimenta i colli via strada e non via treno come sarebbe logico pensare -, e che pare dovrà adattarsi a vedere trasformata una stazione ferroviaria di transito, come è sempre stato, in un terminale di testa seguendo misteriose strategie operative ( Variante al PRG tavola dei contesti della città di Grosseto). Non riconosco un coerente disegno che veda, come sembra si dica nel caso di Braccagni, una finalità di “ottimizzare il trasporto su rotaia” al fine di realizzare una filiera corta dei prodotti agroalimentari maremmani, non risulta chiaro se l’intervento sia coerente alla Deliberazione 22 marzo 2006 -Piano della logistica nazionale- oppure al Fondo Infrastrutture del 2008 o altri e quali finanziamenti pubblici attrarrà.

    Il trasporto su ferro in Italia, indicato da sempre come forma di trasporto ideale già nei convegni che in veste di studente frequentavo negli anni ’70, sta subendo una crisi impensabile che sull’onda della destrutturazione delle ferrovie dello stato non ha risparmiato il nostro comprensorio.

    La morsa della speculazione edilizia, la corsa all’ottenimento del “finanziamento” pubblico –laddove forse non ce ne sarebbe bisogno – basti pensare alle ultime rotatorie cittadine realizzate con giardini, costosi pozzi d’irrigazione, pregiate essenze piantumate ma prive di basilare corsia ciclabile (!)- la caducità del potere partitico “carpe diem” che anima i nostri amministratori, creano un mix pericoloso che ci rende sordi ad approfondimenti scientifici nel solco del vero sviluppo sostenibile. Si arriva ad inneggiare a ciò che, qualche anno prima, si è volutamente affossato – vedi il caso dell’aeroporto civile di Grosseto- dimentichi che il territorio non è come un vestito stagionale da usare e riporre quando più ci aggrada. E soprattutto che non si può più prestare ad operazioni speculative in quella logica selvaggia di nuova cementificazione a tutti i costi.

    Arch. Roberto Aureli

    • Ric ha detto:

      Riprendo l’intervento dell’Arch. Aureli riguardo le linee di politica locale sui trasporti nel Capoluogo in funzione del Polo Logistico di Braccagni e mi risulta incredibile leggere sui giornali locali il “decollo” ai voli notturni dell’aeroporto di Grosseto quando è ormai chiaro che il Ministero della Difesa veda come fumo negli occhi l’atterraggio di aerei civili nel suolo maremmano. Se poi si va a caldeggiare la costruzione di un Polo Logistico quale integrazione dei trasporti merci aerei, stradali e ferroviari, ci si accorge subito che il discorso non torna per una evidente dismissione di tutti i sistemi di trasporto in Maremma. Proprio oggi il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, riguardo la costruzione di una seconda pista dell’aeroporto di Peretola a Firenze e sulla contestazione (eterna…) della vicinanza di due aeroporti, Pisa e Firenze, a circa 90 Km. l’uno dall’altro, è andato a proporre un polo aeroportuale. Ma Grosseto non ha nè poli aeroportuali, ferroviari e mezzi di integrazione stradale del sud Toscana. Sommessamente, non sarà il Polo Logistico di Braccagni la solita “cattedrale nel deserto” per far credere che la politica maremmana lavori?

  158. Nello ha detto:

    Penso che, almeno leggendo la stampa locale, questa benedetta assemblea pubblica si farà, quindi bisogerebbe trovarsi pronti. Il condizionale è d’obbligo in quanto i rappresentanti “per il polo” verranno preparati su documnetazione che noi poveri cristi non abbiamo vuoi perchè, forse, ancora non tutto è definito, vuoi, come riporta P.Galeotti il 28/6, non viene dato accesso a documenti che lo scorso agosto erano nel faldone PILT degli Uffici comunali.
    Però sappiamo alcune cose:
    1) Le Amministrazioni (Provincia. Comune e credo anche Regione) sono favorevoli ad un Polo Logistico o intermodale (mi solleva che anche l’Arch. Aureli si pone il dubbio della dizione)in provincia, con scelta caduta ultimamente nell’area Spiga a Braccagni, ma lasciando aperto uno spiraglio per un possibile spostamento (credo anche perchè l’opinione pubblica, a causa nostra, è venuta a conoscienza e comincia ad avere dei dubbi);
    2)Usando un termine matematico, condizione necessaria e sufficiente per un suo perfetto funzionamento, occorre vicinanza di strade e ferrovia, nonchè in prossimità del polo polifunzionale del Madonnino;
    3) dolente nota, noi del NO viaggiamo da cani sciolti, in questo favorendo gli altri che invece sono tutti compatti (in tutti i sensi non s’è levata una presa di posizione da partiti e/o associazioni varie, siano esse economiche sociali e molte che si reputano ambientaliste etc.).
    Di contro:
    a) per molti NO in generale ed al Pod. Spiga in particolare (ecco i cani sciolti, la storia insegna che il successo delle rivoluzioni, senza entrare in particolari, è di andare avanti uniti, poi a risultato acquisito risolvere le varie questioni interne);
    b) in molti esprimiamo dubbi sull’utilità, almeno allo stato attuale delle cose, del polo stesso (vedi anche l’intervento di Polo In Pillole 1 di ieri);
    c) riprendo anche Aureli e la Marson, si baratta terra prettamente agricola, addirittura negli ultimi anni adibita a coltura intensiva, per farne terra a scopo industriale,
    d) è indubbio che sono validi tutti i dubbi creatisi: paesaggio, rumore, viabilità (questo problema per il paese esiste già ed esiste il dubbio che non ci sia la volontà di risolverlo, nonostante i 5 incidenti fra Via Garibaldini e Via Sgarallino avvenuti dopo la modifica di due anni fa, prima mai successo uno..) etc.
    Ecco basandosi su queste certezze si potrebbe pensare di portare da subito delle controproposte per poi svilupparle quando tutte le carte saranno in tavola.
    Carlo ha già fatto la sua proposta portare tutto al Madonnino, con raccordo ferroviario (con scavalcamento del Fossa) ponendo l’accento ad un aumento dei costi, ma che non inciderebbe in maniera significativa su un investimento di centinaia di milioni di euro. Non ha posto l’accento che lì, se non è finito poco ci manca, l’aspetto idrogeologico è già risolto e, come diceva un mio collega, “poggio e buca fa pari”: si spende per il raccordo si risparmia per l’idrogeologico.
    Altro punto importante: cosa si intende per prossimità al Madonnino? Già per l’eventuale localizzazione allo Spiga ci sarà una (diciamo così) navetta continua per lo spostamento delle merci e allora perchè non sfruttare direttamente la zona industriale prevista alla Rugginosa (mi sembra bloccata per patto di stabilità?) tanto sulla stampa il Sindaco disse che comunque il traffico del polo non avrebbe interessato il paese; oppure riprendere i vecchi studi di farlo a sud del paese (guarda caso, questo si fu detto e fu presentato un piccolo studio da THE PRESIDENT, di una viabilità alternativa con tanto di sovrapasso durante il più volte nominato Forum per il Territorio).
    Io ora dico la mia cavolata
    Potrebbe essere fatto fra la Vecchia Aurelia e la Variante (futura autostrada) fra il Cafaggio e le Caldanelle (per chiarire meglio davanti all’ex Agip). E’ chiaro che in pratica ci sono alcuni punti che resterebbero, però secondo me più sfumati. C’è meno impatto paesaggistico (già la Variante e di più le modifiche autostradali impallano) in quanto non esistono punti stratecici per la visibilità tipo il Baluardo(solo una torretta conosciuta a pochi e di faticoso raggiungimento sulla collinetta poco prima delle Caldanelle). E’ difficile trovare nella nostra zona terreni di scarso utilizzo agricolo, ma lì da anni non mi sembra si coltivi intensamente (forse anche a causa degli spazi rimasti)in quanto prima c’è stata una vigna e mi ricordo anche di cereali, inoltre verso le Caldanelle c’è una coltivazione di un arbusto che onestamente non conosco (la proprietarià me lo disse ma…. ignorantemente per me e per molti a cui ho chiesto sono dei “cespugli”, ripeto è solo la mia espressione).
    Lì tutto potrebbe essere facile (ripeto non entro nel merito dei proprietari, che a buon diritto possono essere contrari): facilità di inserirsi alla ferrovia raccordando il polo al vecchio scalo merci di Montepescali (chiaramente nome per FF.SS), in corso di modifica autostradale fare l’uscita ex novo, possibilità di fare una complanare (tangenziale) del paese da lì alla Società (al limite sfruttando con relativi adeguamenti percorsi già esistenti). Non ultima, ma penso non meno importante specie per un tecnico per caso come me , si potrebbe finalmente sfruttare l’energia che da secoli si butta via: l’acqua calda delle Caldanelle. Verranno meno quelle che ricordo venivano chiamate le terme di noi poveri, ma che nessuno ha mai voluto passarle ai Terme vere e proprie, però come teleriscaldamento e/o geotermico si potrebbe risparmiare economicamente e come aiuto a Protocollo di Kyoto, faccio notare che da sempre la portata è costante e studi fatti per Roselle citano anche questo bacino.

    • Nicola ha detto:

      scusa la replica Nello ma da quello che leggo, ovviamente correggimi se sbaglio o ho interpretato male, lo spostare il polo da nord a sud del centro abitato sarebbe una soluzione?
      se è così permettimi di pensare ingenuamente che allora la contrarietà possa derivare solo dalla eventuale pericolo di trovarsi i capannoni davanti alla finestra della propria abitazione ma se questi sono da un’altra parte il problema del polo si pone di meno.
      personalmente metto in discussione il polo per l’impatto negativo che può avere sulla qualità della vita a Braccagni, nonostente l’area dove è previsto tendenzialmente non crea impatto visivo alla mia abitazione

      • mezzolitro ha detto:

        Caro Nicola, bisogna avecci sempre un piano “B”, perchè a questo mondo DIFFICILMENTE si ottiene quello che sarebbe il meglio per tutti.

        • Nicola ha detto:

          si, allora mi piacerebbe capire se ci stiamo (e includo volutamente anche me nel plurale) opponendo per non avere un insediamento di quel tipo nella zona limitrofa al paese o semplicemente non si vuole in quel preciso punto.

          • POLO IN PILLOLE 2 ha detto:

            seconda pillola

            costruire un polo logistico che ha in se dei pericoli ovvii per via della possibilità che possa ospitare merci pericolose, più o meno illegalmente (nessuno può impedire che qualcuno perda la esta e sbagli), vicino ad un paese, è pericoloso e quindi o non si fa nessun polo o andrebbe fatto, sempre che ce ne sia bisogno (e questo è altro problema da discutere dati certi alla mano che però oggi non vedo), lontano dai centri abitati.
            Pensiamo al fatto che soci della società che vuole costruire il Polo sono anche società che operano nel campo dei rifiuti e di sostanze altamente tossiche, o che una parte delle azioni della società che ha chiesto di costruire il polo accanto a braccagni sia di proprietà di una società recentemente al centro di interventi della locale Procura della Repubblica che secondo fonti giornalistiche è intervenuta anche per trattamento di rifiuti pericolosi a Follonica (ovviamente nessuno pensa che questi soci poi violino la legge, io mi riferisco solo alla paura che si può avere per eventuali errori umani o cambiamenti di destinazione ad esempio ad opera di future amministrazioni).
            Sono cose che ad un cittadino fanno venire paura, e penso più che giustificatamante.
            Quindi dividersi adesso fa il gioco di chi vuole avere la strada libera da persone che si oppongono. Cerchiamo ciò che unisce contro il Polo , quello che divide serve solo a chi il polo lo vuole fare dove gli pare e senza sentire storie da nessuno.

          • Nello ha detto:

            Non so bene se te hai seguito la campagna elettorale che ha portato Marras a Pres. Provincia, oppure discussioni pubbliche avute in precedenza, perchè ci sono state anche se molti dicono il contrario perchè vuoi perchè non sapeva, vuoi perchè “chi se ne frega” ( lo stesso discorso vale per il tema viabilità ci sono state quattro o cinque riunioni, poi tutti cadono dalle nuvole), comunque se l’hai seguite solo pochissimi (dirrei solo quelli del Coordinamento nato) hanno mosso qualche obbiezione sia al polo agro-industriale che al polo logistico del Madonnino. Quindi se ne può dedurre che ai più stava bene, il bubbone è scoppiato quando una mattina (metaforicamente) abbiamo trovato i capannoni davanti casa senza sapere quello che c’era dentro. Ricorda Nicola, che se domani verranno dicendo berlusconianamente “s’è scherzato, si voleva vedere se eri svegli o meno come avete fatto finora si torna alle origini” sul blog l’argomento passa in seconda, anzi, terz’ultima riga, sopravanzando il problema viabilità, che scalertà in penultima.

      • Nello ha detto:

        Se hai seguito tutto il problema del polo, avrai letto anche che il mio NO POLO è forse il più integralista: io sono da sempre contrario al polo sia a zona Braccagni (ripeto lo ero ai primordi fine anni 80) che in altre zone in quanto per primo temo la sicurezza personale, basta aver letto sull’argomento che insieme ai prodotti da smistare arriva a rimorchio la delinquenza. Detto questo, capisco che non si può combattere contro i mulini a vento, al limite si può discutere e cercare di ottenere il massimo. Forse per molti il massimo sarebbe anche il solo spostamento di qualche centinaia di metri. Io nel giochetto (dopo aver ribadito i miei dubbi sull’utilità dello stesso) ho ricordato che c’è un vecchio progetto che lo prevedeva all’ex cava, ma la mia proposta è più ampia (ho addirittura ricordato anche il polo industriale della Rugginosa) è fuori dalla vista del paese, per cui lo stesso non ne subirebbe una conseguenza diretta, non ci sono grossi problemi paesaggistici, intesi come panorama, non ci sono problemi idrogeologici ed altro.
        Poi ripeto è una proposta, tu puoi fare la tua, altri possono dire la loro, è solo una chiacchierata in piazza virtuale.
        Non conosco le leggi, il Pat è il mio riferimento legale, ma penso che certe volte si ottenga di più discutendo serenamente che inalzando le barricate (visto che ho fatto riferimento a rivoluzioni).
        Visto che avevo messo dei punti da cui speravo di poter aprire un nuovo fronte di discussione, riporto ora i miei più grossi interrogativi sul polo.
        1) quanto veramente è utile un polo logistico che occupa sul progetto 35 Ha per un collegato polo agro-industriale di una ventina di insediamenti di cui i tre presenti sono già autosufficienti (mi riferisco ad OLMA e Chiantigiane e Valle Bruna,per altro già in parte spostata, lascio fuori il polo Fieristico per ovvie ragioni)?;
        2) quanto costa alla comunità il giochetto che essendo privato, mi risulta solo una piccola partecipazione della Camera di commercio, visto che per il prossimoi biennio sono stanziati a bilancio comunale già una ventina di milioni e in quello provinciale?;
        3) quanto ci guadagnano Braccagni e Montepescali a sopportare tutto?.
        Questi sono i miei più grossi dubbi, poi ripeto per me non andrebbe fatto

  159. Mission from Mars ha detto:

    Questa del polo logistico che servirebbe a movimentare i prodotti agricoli della maremma è per me una bufala bella e buona, come lo era quella del polo agroalimentare: se andate a vedere i lotti assegnati nel c.d. polo agroalimentare, in pratica ci sono solo aziende di movimento terra, produzione di plastiche, una concessionaria e poco altro. Da quando si mangiano escavatori, sabbia e plastica???

    Prima fanno abboccare la gente con le solite esche, e poi finanziano con denaro pubblico aree i cui capannoni che tra pochi anni saranno vuoti, con cartello “affittasi” e magari in attesa del cambio di destinazione d’uso a residenziale, come in Veneto e in Lombardia, regioni che la nostra bella sinistra diceva di non voler imitare, in quanto distruzione del territorio (di questo si tratta, la pianura padana è distrutta, ambientalmente ed urbanisticamente al collasso).

    Col polo logistico andrà lo stesso, ci dicono che serve a movimentare i prodotti agricoli maremmani, ma una volta volta realizzato, chi s’è visto s’è visto, aspettatevi di vedere i container con su scritto hanjin accatastati, come in tutti i poli logistici italiani.

    PS qualcuno poi ci spiegherà a cosa serve votare questo centrosinistra fotocopia sbiadita della destra berlusconiana, mercatista, affarista, liberista.

    • Nello ha detto:

      Qui i casi sono due: o ci sei o ci fai.
      Tutto d’accordo fino al PS, ma poi che cavolo dici.
      Per prima cosa io spero che la finalità del blog non sia politica pura (per intendersi vota Pinco che Pallino è inefficente), se così fosse sarei il prima a mandare tutto ad ortiche.
      Secondo: di polo agro-alimentare e polo logistico-intermodale se ne parla da anni, guarda caso in tutto questo bailamme da noi creato, perchè questo s’è fatto, non un solo gruppo politico è sceso in campo a nostro favore. Credo proprio che hai preso un granchio: siamo di fronte ad un accordo bipartisan ben forte che speriamo con il nostro “NO” si sia capace di smontare.

      • Mission from mars ha detto:

        Io sono sicurissimo che con una Giunta Antichi, in Provincia, il sostegno a polo logistico e intermodale sarebbe stato identico, ecco perché ho scritto quel che ho scritto.

        La mia non è una dichiarazione di appartenenza politica, ma di rigetto di questo tipo di politica, di destra o di sinistra non importa, incentrata sul consumo irreversibile dell’unica risorsa su cui la Maremma più costruire la sua prosperità, cioè la natura, la terra buona, il paesaggio unico (che la politica locale fa di tutto per distruggere come accaduto al Nord e al Sud d’italia, ormai devastati dal cemento).

        Per quanto possa essere fastidioso quello che ho scritto, la polemica sul piano personale è però una cosa sterile e inutile, sopratutto perché non spiega e non aiuta ad analizzare a fondo la realtà dei fatti.

        Astrattamente, anche io sarei stato più che favorevole alla nascita di un polo agroindustriale per la trasformazione dei prodotti agricoli della maremma, in modo da lasciare il valore aggiunto qui e non a spostarlo dove il grano e gli ortaggi vengono trasformati oggi.

        Benissimo, anzi malissimo, perché parliamo di cose astratte: se tu osservi le imprese che dovrebbero insediarsi per prime nel c.d. “polo agroindustriale”, ci sono imprese per lo stoccaggio e la commercializzazione di inerti, una concessionaria di auto, un’impresa di trasporti e movimento terra, un’industria per materie plastiche. Dov’è il polo agroindustriale??? A me pare che la bufala del polo agroindustriale, sin qui, sia servita solo a muovere risorse pubbliche per urbanizzare (leggi cementificare) un’area con terreni tra i più fertili della provincia, dove presto potranno arrivare i soliti costruttori e possessori di capannoni in cui si avvieranno attività che, dopo pochi anni, potranno essere smantellate per lasciare spazio a iniziative incentrare sulla rendita fondiaria. 100 ettari di edificato in quella posizione, al centro della maremma, con l’autostrada vicina, praticamente 4 volte la superficie del paese di Braccagni, sono un boccone prelibatissimo perché i capannoni daranno origine a enormi cubature. Se non credi che le cose possano andare così, mi spiace per te, significa che non conosci il Nord italia, e il modo in cui dal capannone industriale vuoto, usato come garanzia per ottenere prestiti dalle banche, si passa all’area industriale dismessa e poi al complesso edilizio residenziale di qualità in posizione strategica. Chi pensa che le società che realizzeranno e possiederanno capannoni non facciano questi conti, secondo me conosce poco la realtà.

        Col polo logistico, credo che andiamo verso la stessa direzione, con la realizzazione di un’infrastruttura sovradimensionata (se non inutile) per le imprese agricole maremmane che esportano, localizzata oltretutto in una posizione senza senso. Se lo scopo dell’intervento fosse la massima interconnessione tra infrastrutture diverse, LOGICA VORREBBE CHE IL POLO INTERMODALE VENISSE REALIZZATO A GROSSETO, cioè vicino all’aeroporto, vicino alla futura A12, vicino alla due mari (uscita Roselle), più vicino a civitavecchia, più vicino alla stazione di Grosseto, verso la quale non sarebbe difficile realizzare, in area industriale Grosseto Nord, una derivazione ferroviaria che connetta la stazione di grosseto con i grandi spazi ancora esistenti tra la città e la variante aurelia e la linea ferroviaria.

        Da qualunque punto di vista la si guardi, la localizzazione del polo intermodale a Braccagni sembra un cosa poco sensata, e la questione dell’export dei prodotti agricoli maremmani a me sembra il classico specchietto per le allodole, ribadisco, perché in caso non avrebbe senso localizzare il polo intermodale a 15 Km dall’aeroporto e a 15 Km dalle futura due mari quando sempre restando accanto all’A12, potresti metterlo vicino a due infrastrutture in più.

        Invece, come sistema per muovere qualche milione di euro di denaro pubblico in progettazione, far girare un bel po’ di cemento, e occupare qualche decina di ettari di suolo per future trasformazioni con ulteriore rendita fondiaria, a me sembra perfetto, basta superare le resistenze degli abitanti di Braccagni con le solite menzogne da politicanti.

        • Nello ha detto:

          Mi sembra che si vada verso lo stesso fine, io ho solo contestato la tua chiusura del primo pezzo, vuoi perchè l’hai messa in politica trita, vuoi perchè il prpblema come più volte ripetuto non è di ieri, di ieri è il colpo di mano della nuova localizzazione al pod. Spiga. Conosco il Nord,il Centro ed il Sud in tutti i posti vale lo stesso giochino, di cattedrali del deserto ne hanno parlato in molti, per ultimo l’Arch. Aureli ed il rischio è grosso. Nella mia proposta di localizzazione a Sud del paese, ho espresso per primo la localizzazione della Rugginosa, inserendo poi la zona Caldanelle solo perchè è vago ildiscorso “prossimità Madonnino”.
          Non voglio creare una polemica personale, perchè sarebbe deleteria solo cerco di dare notizie che non siano campate in aria (ping pong centodestra-centrosinistra).
          Un ultima cosa, non riferita solo al tuo intervento ma anche ad altri l’hanno posta, mi sembra che si faccia molta confusione sull’area del Madonnino e sarebbe interessante che qualcuno ben informato ci illustrasse. Io sapevo che i lotti venduti cui fai riferimento (mi sembra che ad oggi siano tredici) sono nell’area artigianale-industriale di Roccastrada (sembra però che, oltre a quelle che hai detto, ci vada anche un mattatoi e il Consorso Agrario e una centrale a biomasse); il polo agroindustriale dovrebbe interessare il comune di Grosseto (ad oggi Chiantigiane, Valle Bruna, OLMA che da ottobre ha aperto una linea di imbottigliamento olio). Quindi se il polo logistico per prodotti agricoli ad oggi dovesse tenerne conto i 35 Ha prospettati sono una enormità

          • Mission from mars ha detto:

            Sei stato chiarissimo, grazie. A proposito: questo è solo l’inizio, la piana di braccagni tra 20 anni sarà occupata da una città industriale che stanno iniziando a costruire adesso da zero e che quando ci sarà l’A12, continuerà solo ad espandersi, in modo più o meno disordinato, ma che comunque stravolgerà il posto. Da Montepescali non vedremo più la bellissima piana maremmana, ma una enorme distesa di capannoni grigi e ciminiere. Il luogo che abbiamo conosciuto sta iniziando ad essere travolto ed è solo questione di tempo, purtroppo.

            Fosse per me, peraltro, ogni insediamento industriale sarebbe obbligatoriamente ricoperto da pannelli fotovoltaici, e sarebbe schermato alla vista con trincee ricoperte di alberi d’alto fusto, profonde almeno 25 metri. In Francia e Germania, nelle aree più pregiate (ad esempio in Borgogna), molte aree industriali sono realizzate così e a fatica di vedono.

            Purtroppo noi siamo in Italia abbiamo a che fare con una classe politica indecente, ignorante, e sopratutto poco interessata al bene comune, e quindi ci prendiamo addosso vergognose speculazioni fondiarie, troppo spesso travestite da investimenti, e sfrontatamente brutte e aggressive con il nostro caro ambiente.

      • giancarlo ha detto:

        Io il voto a questi di Braccagni non glielo ridò, dopo averci fatto il bel regalo di un polo attaccato al paese senza dir niente…. e farò di tutto perchè anche i miei parenti ed amici siano informati dell’accaduto…
        e meno male che c’è un posto come questo dove poterlo dire.

        • Ric ha detto:

          Sarebbe bello che molti altri che hanno a cuore la propria frazione (e non solo…) venissero a dire qui su blog la sua, che poi è una opinione molto importante per tutti. Ricordiamoci che il silenzio aiuta coloro che vogliono far passare la cementificazione per progresso. La vostra opinione è molto gradita!

  160. POLO IN PILLOLE 3 ha detto:

    Nell’area del Madonnino dove si è sempre parlato di polo agroalimentare, non c’è una azienda, dico una, che si occupa di agroalimentare? (Almeno secondo le fonti che ho io)

    Da fonti giornalistiche registro queste presenze:

    – Formazione addetti allo spettacolo (Full Time di Berti & C snc) Il Tirreno, 21/6/2006 e 2/4/2009;

    – Vendita auto (Autostima srl) Il Tirreno, 21/6/2006 e 2/4/2009;

    – Stoccaggio e lavorazione inerti (Massai srl) Il Tirreno, 21/6/2006 e 2/4/2009;

    – Stoccaggio e lavorazione inerti (Co.l.Mar. srl) Il Tirreno, 21/6/2006 e 2/4/2009;

    – Materiali in pvc e vetroresina (Tecnobath srl) Il Tirreno, 21/6/2006 e 2/4/2009;

    – Trasporti e scavi (Pepi srl) Il Tirreno, 2/4/2009;

    – Vendita autocarri (Toscana Autocarri spa) Il Tirreno, 2/4/2009;

    – Tuscany World (inscatolamento e imballaggio) Il Tirreno, 21/6/2006;

    – Edilferro (4 lotti) Il Tirreno, 21/6/2006;

    – Consorzio Agrario Provinciale di Grosseto Il Tirreno, 21/6/2006;

    Dove sono le società Agroalimentari?…
    Quelle propagandate da chi ha voluto che questa zona agricola per eccellenza venisse trasformata in industriale?…Non ne vedo e la cosa mi preoccupa.
    Se guardiamo i soci della PILT che ha chiesto di costruire il polo logistico attaccato al nostro paese, da una visura alla CCIAA la Pilt risulta così composta:

    -Autotrasporti Giannetti s.r.l.
    -Vemar s.r.l.
    -Sol.Mar S.p.a.
    -Agrideco S.r.l.
    -Technical Project S.r.l.
    -CCIAA di Grosseto
    -Studio Ambiente C&G
    -Aliante S.p.a.

    Non vedo nessuna società specializzata nel settore agroalimentare…

    Un polo Logistico, si dice nei proclami politici,al servizio dei prodotti agroalimentari della Maremma… ma non capisco perchè nessuna azienda interessata all’agroalimentare sia visibile in questa operazione…

    Credo sia lecito pensare che qualche cosa non torni… nessuno dice quali sono i prodotti agroalimentari che verranno trattati, quali sono le aziende agroalimentari interessate, quale è il mercato e gli studi di riferimento… ma il Polo Logistico agroalimentare va fatto… perchè? Il perchè nessuno ce lo dice…
    possiamo provare ad ipotizzarlo… soldi, finanziamenti pubblici?

    Ma gli interessi della gente, e quelli del territorio che i politici che abbiamo votato dovrebbero rappresentare dove sono?…

    • Nello ha detto:

      Pillole 3, mi meravigli!!!! E’ possibile che uno come te che in 1 e 2 hai dato notizie ok abbia preso un granchio così? Il riferimento ditte che porti mi risulta anche a me, io so anche di un mattatoio e ho sentito di una centrale a biogas, ma solo sentito dire non ho certezza, però ti riferisci al ‘polo industriale-artigianale di Roccastrada, il polo agro-industriale dovrebbe riguardare il comune di Grosseto. In effetti da quando se ne parla con insistenza poco o nulla è cambiato: solo l’OL.MA. ha aperto il nuovo stabilimento di imbottigliamento. La speranza dei politici è che altri facciano investimenti, ma a questi chiari di luna…..
      Comunque ciò non muta di una virgola quanto ho già affermato: al momento attuale necessita veramente un polo logistico agroalimentare? Penso di no perchè sia l’OL.MA che le Chiantigiane sono già autosufficienti per carico, scarico ed invio prodotti finiti

    • mezzolitro ha detto:

      Cari polo in pillole e Nello, ma voi chi siete, il gatto e il gatto?

  161. Mission from Mars ha detto:

    Le attività industriali che forse si avvieranno e quelle di logistica se mai ci saranno, come si vede benissimo, sono attività paleo-industriali.

    Non ci sarà quasi nulla di innovativo, in pratica saranno quasi tutte attività industriali che si potrebbero avviare in qualunque altro posto, e che quindi saranno facile preda della concorrenza interna e internazionale, in poco tempo.

    Tradotto, è il solito buco nell’acqua, finanziato magari a carissimo prezzo con soldi pubblici. I chiari di luna ci sono per chi non si adegua alla redistribuzione internazionale delle produzioni e delle attività economiche: chi produce cose che si possono fare altrove a prezzo più basso, e che fa produzioni a basso contenuto di tecnologia, è perso.

    Nel caso di braccagni, queste attività paleo-industriali andranno però anche a rovinare un territorio oggi integro e a deprimere la qualità ambientale e il paesaggio, che sono le uniche risorse essenziali visto che in maremma non sia avviano attività nei settori di punta (biotecnologie, en. rinnovabili, nanotecnologie): insomma siamo di fronte a un capolavoro in termini di fallimenti e scelte economiche penose e distruttive.

  162. patrizio ha detto:

    Dedicata a tutti gli uomini che credono nei politici che promettono una cosa e poi fanno esattamente il contrario.

    Liberamente riadattata da un testo di Fabrizio De Andrè

    La ballata dell’amore cieco:

    Un uomo onesto, un uomo probo,
    tralalalalla tralallaleru
    SI FIDO’ perdutamente
    d’un POLITICO che non lo CONSIDERAVA niente.

    Gli disse portami domani,
    tralalalalla tralallaleru
    gli disse portami domani
    il cuore di tua madre per i miei cani.

    Lui dalla madre andò e l’uccise,
    tralalalalla tralallaleru
    dal petto il cuore le strappò
    ED AL SUO PARTITO LO PORTO’.

    Non era il cuore, non era il cuore,
    tralalalalla tralallaleru
    non le bastava quell’orrore,
    voleva un’altra prova del suo cieco amore.

    Gli disse COMPAGNO se mi vuoi bene,
    tralalalalla tralallaleru
    gli disse COMPAGNO se mi vuoi bene,
    tagliati dei polsi le quattro vene.

    Le vene ai polsi lui si tagliò,
    tralalalalla tralallaleru
    e come il sangue ne sgorgò,
    correndo come un pazzo AL SUO PARTITO ritornò.

    Gli disse COMPAGNO ridendo forte,
    tralalalalla tralallaleru
    gli disse COMPAGNO ridendo forte,
    l’ultima tua prova sarà la morte.

    E mentre il sangue lento usciva,
    e ormai cambiava il suo colore,
    la vanità POLITICA fredda gioiva,
    un uomo s’era ucciso per il suo amore.

    Fuori soffiava dolce il vento
    tralalalalla tralallaleru
    ma IL POLITICO fu preso da sgomento,
    quando lo vide morir contento.
    Morir contento MA INGANNATO,
    quando a lui niente era restato,
    non il suo amore, non il suo bene,
    ma solo il sangue secco delle sue vene.

  163. POLO IN PILLOLE 4 ha detto:

    A Braccagni a ridosso del paese vogliono costruire il polo logistico, ma lo chiamano agroalimentare, un insieme di capannoni altissimi, e di piazzali per containers, poi si vocifera di altro, deputatori interni, dogana, uffici, banca, mense, e chi più ne ha più ne mette…

    il progetto che ha già l’appoggio ‘politico’ della provincia di Grosseto, e dei politici più in vista della nostra zona, ha la paternità di una società che ne ha promosso l’iter amministrativo per la costruzione proprio attaccato a Braccagni. Cosa di cui i cittadini sono stati tenuti all’oscuro.

    Nella società che vuole costruire il polo logistico, tra i suoi soci c’è un’altra società e il suo amministratore ai tempi dell’incidente mortale di Follonica del 2008, incidente per cui i vertici dell’azienda e il suo amministratore sono finiti sotto inchiesta della Procura di Grosseto.

    In quell’incidente morì un operaio mentre stava lavorando a dei prodotti che non dovevano essere trattati, cosi dice la stampa già citata in questo blog, perchè considerati a rischio o comunque speciali… erano bombolette che esplosero e presero fuoco creando gravissimi danni alle cose e alle persone.

    I nostri politici che ci chiedono di avere fiducia nel loro progetto, perchè sarà un polo agroalimentare dicono, non ci spiegano che cosa c’entra in un polo agroalimentare una società che con l’agroalimentare non ha niente a che spartire, ma soprattutto perchè chi è sotto inchiesta per fatti così gravi fa parte del consiglio di amministrazione e della proprietà della società che ha chiesto di costruire attaccata ad un paese abitato, vicino alle scuole e sotto il più bel panorama della Maremma, accanto e forse sopra (occore scavare per dirlo con certezza) a dei resti archeologici importantissimi che qualche politico ‘lungimirante’ continua a non voler riconoscere come importanti.

    E se domani qualcuno in barba a tutto e tutti gli viene voglia di commettere uno sbaglio come a Follonica e ci porta rifiuti pericolosi e questi prendono fuoco, esplodono o altro… chi salverà i nostri figli , i nostri vecchi e noi stessi dai pericoli di questo tipo?

  164. Roberto Spadi ha detto:

    Vorrei fare un po’ il punto della situazione, visto che la tanto agognata assemblea pubblica per spiegare alla popolazione il progetto dei privati, il perché e il percome delle scelte fatte dalle amministrazioni pubbliche, non ha ancora una data e oramai credo che se sarà fatta, andrà a settembre.
    E’ un po’ difficile per me parlare di un progetto senza conoscerlo nei particolari, con i “si dice” non si va lontano ma solo questo ho a disposizione e quindi provo a tirare le fila. Il fatto più rilevante nell’ultimo periodo è la discesa in campo di un coordinamento (Coordinamento Valutazione e Osservazione del Polo Logistico di Braccagni) tra associazioni e privati cittadini che hanno firmato un documento di denuncia con lo scopo di mettere a conoscenza della popolazione del progetto della società che vuole costruire il polo intermodale alle porte di Braccagni; li ho linkati e onestamente non mi è piaciuto tutto ciò che vi ho trovato, niente di che, ma quel velo integralista che, secondo me, traspare, proprio non mi piace, come non mi piace, l’ho già detto, l’atteggiamento un po’ (anche senza il po’) arrogante e di chiusura che traspare dalle dichiarazioni degli alti papaveri delle varie amministrazioni.
    Ho avuto anche un incontro con alcuni rappresentanti di quel coordinamento e confrontandomi con loro ho avuto l’impressione che si tratti, per alcuni, di “routine”, nel senso che si fiondano dove c’è odore di malcontento e tirano fuori tutto l’armamentario di anni e anni di lotte ambientaliste che a me non è mai piaciuto.
    Secondo me ci vorrà un po’ più di dialettica e obbiettività nei ragionamenti quando avremo le carte da studiare.

    • mezzamestola ha detto:

      ehm… scusa Spadi.. per la battuta con pseudonimo, ma non è rivolta a te ma in generale… temo che quando avremo quelle carte da studiare ormai potremo solo usarle per pulirci il ‘sedere’ sempre che non ci faccia troppo male per il trattamento che ci avranno usato…. i politici.

      In ogni caso quel comunicato ancora deve passare alla stampa solo dopo si può divulgare.

      E ancora , quando si affrontano certi problemi bisogna tirar fuori tutte le migliori doti di tolleranza e anche umiltà, altrimenti se prevale il personalismo si distrugge tutto e si fa il gioco di chi nel frattempo … ocme dicevo sopra… poi te ne accorgi quando vai al gabinetto.

      • Nello ha detto:

        In altro intervento, qualcuno, prendendo spunto al dibattito mio con un altro blogger, fece riferimento al “il gatto ed il gatto”. Oggi forse si ripeterà, ma io sono d’accordo con Spadi (ed è tuttop dire), in quanto l’arroganza di certe persone mi dà molta noia, siano esse amministratori (ed esempi ce ne sono stati fino ad oggi), siano esse difensori di un territorio. Sì anch’io come Spadi ho l’impressione che qualcuno (nota bene non tutti) cavalchi la nostra protesta per scopi più o meno personali, e mi dà noia che qualcuno che ci crede penda dalle loro labbra.
        Sarà sicuramente sbagliato, ma io penso, specialmente in questa fase, che i portabandiera della protesta siano i cittadini (purtroppo pochi) di Braccagni, con l’aiuto esterno, sempre in questa fase, delle varie associazioni, anche e soprattutto per la loro esperienza. Lasciamo perdere per ora le giornalate a livello nazionale (va bene per ora quelle locali), sì ai gazebo durante le sagre paesane di agosto (se ce lo permettono), ma lasciamo perdere i Toscani o i Settis (che se ho ben capito fra l’altro hanno un costo) o gli Asor Rosa: il problema è ormai noto se gli interessa fanno come quelli che si sono uniti a noi, non solo per”amicizie”, ma anche per le notizie ricavate dal blog e dalla stampa locale.
        Per rendere l’idea di quanto ho detto, mi riferisco alla famosa “guerra degli Usi Civici” fra Castellani e Vulgo. In una delle infocate assemblee tenute, forse perchè sapeva parlare bene, i Castellani si fecero rappresentare da una persona abbastanza giovane però che io non conoscevo (devi sapere che il problema mi interessava il giusto). Chiesi chi fosse e questo, dicendo il suo nome, disse che stava a Montepescali da due anni. Penso che i Castellani persero moltissimi punti alla mia osservazione: come volete i privilegi per i nativi e mandate a rappresentarvi uno che non è nemmeno oriundo.
        Ecco per me siamo nella stessa identica posizione: le rimostranze le devono portare avanti i residenti con l’aiuto degli ” esperti” (per questo tipo di lotte) e non viceversa.

  165. sentinella ha detto:

    Polo logistico della Maremma:un sistema per crescere
    Venerdì 23 Luglio 2010 ore 10,30
    Sala Pegaso, Piazza Dante Alighieri, Palazzo della Provincia, Grosseto

    Intervengono
    Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto
    Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto
    Gianni Lamioni, presidente della Camera di Commercio di Grosseto
    Enzo Rossi, assessore allo Sviluppo Rurale della Provincia di Grosseto

    Presentazione del progetto
    Il ruolo delle piattaforma logistica nella distribuzione internazionale dei prodotti agroalimentari
    della provincia di Grosseto

    Gianni Fiaccadori, Istituto Nazionale Commercio Estero (ICE), responsabile nucleo logistica
    Massimiliano Maurizi, Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa

    Contatti
    Provincia di Grosseto – Settore Sviluppo Rurale
    tel 0564 484412 – fax 0564 28860

    • mezzolitro ha detto:

      Che dite, ci si pole andà anche noi del Braccagni a sentì di che si tratterebbe?

      • Tancredi fu Braccagni ha detto:

        Considerando che si va ad ascoltare in diretta chi decide cosa è bene per tutti noi e come è bene per tutti noi a me pare un’esperienza elettrizzante

        Come minimo

        Poi tanto che ci si vada o non ci si vada che differenza fa?
        Tanto loro mica ci vedano!
        Hanno ben altre cose da guardare e da vedere!
        Sono convinto che anche mettendomi in prima fila loro non mi vedranno: i loro sguardi vedano ben più in alto, e più lontano…………

        Si credo proprio che c’andrò

        • Patrizio ha detto:

          spero che non facciano pubblicità al polo logistico attacato a braccagni, o che non lo presentino come cosa fatta e necessaria… ma evidenziono i loro progetti e le loro idee in merito alla maremma in generale, (e comunque rietngo il polo logistico una cosa inutile e non necessaria in maremma, dove si dovrebbe investire in ben altro)

          in caso contrario , se sponsorizzeranno il polo localizzato a Braccagni bisognerà denunciare la perdita di imparzialità della Pubblica Amministrazione in merito ad un progetto privato da realizzare con soldi pubblici, e quindi anche il venir meno della mia fiducia in merito alla imparziale valutazione che la PA è chiamata a fare del progetto sul piano della sua fattibilità…

          la discrezionalità che esprime un organo politico di una pubblica Amministrazione non può diventare parzialità di fronte ad interessi contrastanti tra popolazione rappresentata e privati che guadagnano dal progetto….

          altrimenti quella PA si assumerà la responsabilità politica del suo operato davanti agli elettori e davanti alla gente di cui chiede la fiducia.

          • Nello ha detto:

            Penso proprio di esserci, se non lo facessi ci rimetterei la faccia non solo con voi, ma anche quelli della PA con cui ho discusso in merito alla disinformazione di tutto il progetto.
            Penso che però sia solo una riunione interlocutoria. Mi spiego.
            Al di là della presenza di Marras, Bonifazi, Lamioni e dell’ass. Rossi, coloro che tireranno le fila saranno i Rappresentanti di ICE ed Invitalia che dovrebbero dimostrare l’utilità del polo logistico in provincia di Grosseto in un contesto sia locale che nazionale. Non credo che però saranno loro a dire dove nei tre siti previsti nel PTC e che i “nostri” avrebbero circoscritto in zona Braccagni. Forse si addentreranno nello specifico, ma io non credo in quanto sarebbe uno smacco triplo se dicessero secco “Pod. Spiga” e domani dovessero fare retromarcia di fronte a (speriamo) massicce rimostrnze della popolazione. Ripeto politicamente a loro non interessa chi non è residente (leggi voti), per cui venerdi usciremo dalla sala Pegaso con un documento in mano (me lo dovranno dare perchè in una riunione politica con i maggiorenti, per altro padroni di casa venerdì, mi fu detto “!bravo bischero, se lo chiedevi ti si dava senza spendere 17€, mi sembra che pagasti tanto Pat?) e studiarlo informando la popolazione (gazebo-sagra permettendo) per andare all’assemblea pubblica preparati

          • Goffredo di Buglione ha detto:

            Attenzione cari paesani, il titolo dell’iniziativa è “Polo logistico della Maremma: un sistema per crescere” e non “Polo logistico di Braccagni: un sistema per distruggere un territorio”, non credo che chi interverrà nomini Braccagni quale luogo scelto per il polo. Siamo nella fase degli studi di fattibilità e quindi vi verrà proposto uno studio che dimostra l’utilità di un polo logistico per la maremma.
            Fatto questo si passerà alla fase della localizzazione e fra tutte le localizzazioni possibili in provincia di grosseto verrà scelta quella meno impattante e “logisticamente” migliore.
            Fatto questo si passerà alla progettazione vera e propria del polo … scritta così sembra vera!

            Mi sembra, invece, di essere in una canzone di Cristicchi “La vita all’incontrario”:
            Come sarebbe bello
            vivere la vita all’incotrario
            invertire il senso di marcia del viaggio …

            In questo caso il titolo sarebbe “La Pubblica Amministrazione all’incontrario”!!

  166. sentinella ha detto:

    Volevo segnalare un anniversario: il 22 luglio 2010 è un anno da quando il Granocchiaio aprì su questo blog l’argomento “Polo”. Da allora, di acqua ne è passata sotto i ponti e si sono raggiunti anche certi risultati.
    Diciamo che il nostro discutere (con questo sono 400 commenti!) non è stato vano.

    • Granocchiaio ha detto:

      Per la precisione, e per la storia, come ama “La Sentinella”

      il Granocchiaio impostò il primo articolo che però non era suo, bensì della Sentinella stessa.
      Questo altro non era che un comunicato:

      • sentinella scrive:
      22 luglio 2009 alle 18:12
      (Modifica)
      Un nuovo insediamento per complessivi 200mila metri quadrati situato nell’area a nord del centro abitato di Braccagni, tra il vecchio tracciato dell’Aurelia e la linea ferroviaria per Siena: si tratta del polo logistico intermodale: un sistema di opere, infrastrutture e impianti per la ricezione, custodia e smistamento delle merci che transitano dalla provincia di Grosseto. Un progetto atteso da molti anni, che oggi comincia a prendere forma e che potrà avere importanti sviluppi anche nel settore ortofrutticolo e agroalimentare. “Questo insediamento – ha detto il Sindaco Emilio Bonifazi – avrà un ruolo di primaria importanza fornendo infrastrutture di servizio al trasporto merci. Un progetto di grande interesse per lo sviluppo delle imprese e la competitività del sistema economico”.
      La previsione del polo logistico ha come obiettivo infatti quello di creare le necessarie disponibilità di spazi da destinare ad aree retro portuali per i porti limitrofi (Piombino, Livorno, Civitavecchia) ed attrarre nuovi investimenti. “E’ un progetto sul quale ho creduto fin dall’inizio – ha detto l’assessore allo sviluppo economico Paola Checcacci – confortata anche da una serie di studi di Sviluppo Italia che hanno individuato la Maremma come un importante snodo per questo tipo di insediamenti. Il progetto, realizzato secondo canoni di sostenibilità energetica e ambientale, avrà un minimo impatto visivo sul territorio e potrà dare un contributo importante allo sviluppo economico del territorio con positive ricadute occupazionali”.
      Intanto per realizzare il polo il Comune ha avviato le procedure per l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali. “Il nostro impegno – ha detto l’assessore all’urbanistica Moreno Canuti – è quello di procedere celermente alla valutazione della proposta e agli atti necessari, in modo da consentire nel più breve tempo possibile la realizzazione della nuova infrastruttura”.
      La variante si propone di modificare la localizzazione del polo intermodale, già previsto nel piano regolatore a ovest della ferrovia, portandolo dal lato opposto del tracciato ferroviario. Uno spostamento necessario non solo per motivi tecnici, ma anche per consentire l’inserimento nel progetto di una serie di obiettivi di sostenibilità ambientale.
      Per garantire la massima informazione presso la cittadinanza degli strumenti di pianificazione territoriale e degli atti di governo del territorio, tutta la documentazione relativa alla variante è depositata presso gli uffici del Settore Gestione del Territorio del Comune di Grosseto, servizio di pianificazione urbanistica, situati in via Minghetti 3/a. La documentazione può essere consultata e riprodotta in copia nei giorni di apertura al pubblico il martedì e il giovedì dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 17.

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      i primissimi commenti furono cronologicamente i seguenti.

      mezzolitro scrive:
      22 luglio 2009 alle 21:00
      (Modifica)
      Se lo fanno ad est della ferrovia, possono anche farci il cavalcavia?

      Mezzalira scrive:
      22 luglio 2009 alle 21:5
      8 (Modifica)
      È un augurio o uno scongiuro?
      Di tutte le implicazioni possibili di fronte ad un progetto di questa portata è tutta qui la prima reazione che viene a mente?
      Come se poi non si sapesse dove dovrà essere fatto il cavalcavia!
      e poi: se invece che ad est il polo fosse stato fatto a ovest con che ci si doveva anda di la, co l’elicottero?

      Roberto Spadi scrive:
      23 luglio 2009 alle 22:17
      (Modifica)
      Non per essere noioso, ma un progetto simile, avrà bisogno anche di infrastrutture adeguate, o si va avanti con la Vecchia Aurelia?

      Mezzalira scrive:
      23 luglio 2009 alle 23:02
      (Modifica)
      Io credo che sia le infrastrutture che il progetto stesso prevedano tanta di quella “robba” che ci sia da vede e studia pe un so quanto.
      Altro che lotte pe un sovrappasso stoppato per supposto impatto ambientale.
      Quelle, rispetto a quello che si dovrà vedere e digerire, parranno una guerra a “bucciate di cocomero”
      Prova un po’ a pensa alla viabilità, alla vecchia Aurelia, a quella a 4 corsie, all’Autostrada e quella semispecie di paese che si chiama Braccagni: che fine farà?
      poi si parlerà (?) d’impatto ambientale…………………


      mezzamestola scrive:
      24 luglio 2009 alle 12:11
      (Modifica)
      Chi ha una ferramenta a Braccagni diventerà ricco!!!

      • intervento Marras scrive:
      24 luglio 2009 alle 12:37
      (Modifica)
      Polo logistico infrastruttura fondamentale per il tessuto produttivo”
      Intervento di Leonardo Marras sulla nuova struttura prevista nel piano territoriale
      Braccagni: “La variante urbanistica che trasla al di là della ferrovia Grosseto Siena la localizzazione del Polo logistico di Braccagni – dice il presidente della provincia Leonardo Marras – è una buona notizia per le imprese che operano nella nostra provincia.
      Oggi, infatti, grazie al lavoro congiunto di Comune e della precedente Amministrazione provinciale ci sono le condizioni per realizzare questa fondamentale infrastruttura, prevista dal Piano territoriale di coordinamento e dal Piano strutturale del Comune capoluogo.”
      “Il polo logistico – conclude – sarà dotato di una piattaforma per lo scambio della modalità di trasporto da ferro a gomma, di magazzini per il condizionamento delle merci, impianti per lo stoccaggio di prodotti agroalimentari e celle frigorifere. Si tratta di un progetto complesso intorno al quale stanno lavorando le Istituzioni e la Camera di commercio, e che auspico veda il coinvolgimento di importanti aziende private che operano nel settore logistica.

      mezzolitro scrive:
      24 luglio 2009 alle 18:13
      (Modifica)
      Non solo diventerà straricco, ma comprerà l’US Braccagni, TV9, fonderà un partito tipo… “forza nodo!” e vincerà le circoscrizionali; però le ragazze le lascerà stà.
      si, ma basta che sii di quello veramente bono

      ………………………..
      C’era chi cazzeggiava, chi si preoccupava, e chi sapeva già dove voleva arrivare…….

  167. sentinella ha detto:

    Oggi su Il Tirreno:
    Polo logistico di Braccagni
    La Provincia scopre le carte.

  168. Tancredi fu Braccagni ha detto:

    certo che le osservazioni di Goffredo di Buglione sono abbastanza seducenti…………..
    e se fussero vere ????????????

  169. Goffredo di Buglione ha detto:

    Il Tirreno di oggi tenta di smentire quanto ho scritto ieri, ma … devo osservare che:
    1) posizione ambigua dell’articolo, nella cronaca di “Grosseto Castiglione Roccatrada”.
    2) si parla di Braccagni solo nel titolo e non nelle dichiarazioni dei politici.
    3) la foto che recita “l’area dove dovrebbe sorgere il polo logistico” non mi sembra che sia Braccagni ma, se non vado errato, l’area industriale del Madonnino in Comune di Roccastrada.
    4) se il polo logistico sorge in Comune di Roccastrada perchè all’iniziativa di presenazione interviene il sindaco di Grosseto e non quello di Roccastrada?

    Questa è l’informazione che viene data ai nostri paesani che invece non sanno che il polo logistico, come risulta dalle “carte” della PILT, sorgerà dietro al podere spiga tra la ferrovia per Siena e via malenchini, praticamente attaccato al paese.
    Tranquilli prima o poi, sicuramente poi, si farà il tanto richiesto incontro pubblico, dove non potremo dire niente e sorbirci quello che è stato deciso per noi da chi sa cosa è meglio per noi.

  170. Nello ha detto:

    Finalmente la presentazione della Pre fattibilità del polo logistico.
    Tutti i relatori (meno che gli untimi due che ho sentito) sono stati entusiasti per la presenza visto la giornata estiva e lavorativa. Il Sindaco ha anche detto che non vuole una popolazione di soli pensionati e di dipendenti a stipendio fisso. I secondi purtroppo sono anche una conseguenza di scelte politico-economiche degli anni passati (mi riferisco a rifiuto della Innocenti oppure alla scelta di ricevere il Savoia Cavalleria o per rimanere in tema la scelta degli Euroflyt), ma se i relatori sono stati contenti della presenza deve ringraziare anche i pensionati che hanno tempo da perdere. Perchè per me il succo sta qui i presenti hanno perso tempo a sentire solo discorsi che andrebbero bene in campagna elettorale e non per la presentazione di un progetto che a detta degli stessi amministratori dovrebbe essere il non plus ultra dell’economia locale. Dico mche gli ultimi due non hanno esternato loa loro meraviglia per i presenti: sala Pegaso all’inizio (ben oltre il quarto d’ora accademico di ritardo, ma questa ormai è prassi per ogni riunione) era piena, alle 12.15 quando ha cominciato a parlare il rappresentante di Invitalia c’era, pe ressere magnanimi, la metà delle persone.
    La barzelletta è stata che in pratica l’intervento di quest’ultimo avrebbe dovuto, anzi doveva, essere il clou con la spiegazione del progetto e le motivazioni che hanno portato la scelta su Braccagni. Bene partiamo da quest’ultima: un mese fa circa si parlava alla presentazione del PTC di tre possibili localizzazioni: Scarlino (area Casone) Grosseto (area Braccagni) ed Orbetello (io avevo capito Albinia, ma mi hanno detto poi area ex SITOCO), con indicazione della provincia su Braccagni. Il Dott. Maurizi ha invece ristretto la scelta solo fra il Madonnino e Braccagni, con scelta di Braccagni per minor psese di “mobilità” e perchè anche, udite udite, le ferrovie possono fare lo scalo merci alla stazione. Poi, anche se è vero che la nostra discussione nasce su chiacchiere più o meno veritiere, l’altra barzelletta ancora più esilarante alla presentazione di una specie di progetto si scopre che ci sarà un solo capannone di circa 6.000 mq, una palazzina di servizio di 75 mq il tutto in un area che va da un max. di poco meno di 20.000 mq (polo intermodale) a poco meno di 18.000 mq (polo monomodale). In parole povere in due ettari ci sarebbe tutto questo mega impianto (sono convinto che Big Mat nella stessa zona occupi più o meno uguale). Inoltre lo stesso Maurizi ha detto che la struttura servirà la provincia di Grosseto e parte delle Porvince di Siena, Arezzo e Viterbo, il tutto per la “movimentazione” del 20% della produzione della zona. Mi sembrano un pò diversi i dati che la stampa (e non solo)ha attribuito ai nostri amministratori: penso al solo laboratorio di certificazione del prodotto sbandierato: mi sembra in 75 mq lo spazio sia uno pochino ristretto.
    Alla fine mi sono ricreduto anche su una affermazione del Sindaco che in un primo tempo mi aveva in pratica entusiasmato: c’è intorno al progetto un dibattito mediale specie in Rete (per lo meno ci ha fatto un pò di pubblicità nominando la Sentinella del Braccagni) che su facebook, bisogna parlarne con calma, crerare un comitato che possa legalmente rappresentare la componentedel no(penso) nelle varie sedi. Ma se quanto ha detto Maurizi è quello che ci dobbiamo aspettare, che gli ci voleva a dirci: signori dite solo c….., non c’è niente di vero, fate finta che il proprietario del Pod. Spiga ha deciso di fare una muccheria, la stalla ha più o meno la stessa superficie , l’altezza uguale (ha proposito mi ero scordato che il capannone sarà alto 7,00 m al trave),l’unica cosa è che dovremo studiare una pavimentazione idonea all’ambiente perchè i piazzali per i camion sono sconsigliabili in terra battuta….
    Oppure c’è qualcosa in più di quanto hanno detto e allora si accetta anche un comitato.
    Due ultime cose:
    1) mi hanno smentito da subito (sia Marras che Bonifazzi) hanno fatto il nome di Braccagni;
    2) Cribbio neppure un ciclostilato per l’evento, che ci voleva a fare 100 copie del progetto

  171. sentinella ha detto:

    Marras, Lamioni e Bonifazi concordano che il progetto di realizzare a Braccagni la piattaforma logistica dell’agroalimentare è una infrastruttura necessaria che occorre portare avanti.
    La realizzazione sarà modulare, ha precisato Il Presidente della Provincia Marras, e definiremo compiutamente il progetto confrontandoci con la popolazione per condividerne assieme l’utilità e individuare regole e soluzioni tese a difendere l’interesse pubblico complessivo. Questa infrastruttura è comunque indispensabile per non continuare a perdere valore aggiunto derivante dalla produzione agroalimentare, perché la logistica è decisiva per essere moderni, per essere raggiunti e raggiungere mercati senza costose mediazioni.
    La piattaforma logistica agroalimentare – ha tenuto a sottolineare con enfasi il presidente Marras – è un’infrastruttura che può spingere l’intero tessuto imprenditoriale che ruota intorno alle produzioni agricole ad organizzarsi in una logica di filiera. Dallo studio di fattibilità commissionato dalla Provincia a Invitalia e Ice, emerge con chiarezza questo tipo di funzione ,ha continuato Marras, che se utilizzato in modo opportuno è in grado di fare da moltiplicatore del valore aggiunto e indurre comportamenti virtuosi nelle aziende, elevandone la capacità di aggregazione del prodotto, quella di prepararlo e consegnarlo nelle quantità e secondo gli standard della domanda.
    L’esigenza di mandare messaggi di disponibilità a costruire un progetto in cui tutti si riconoscano , ha trovato ampio spazio nell’intervento del Sindaco Bonifazi: “ragioneremo assieme su come farlo perché aperti al confronto e disponibili a valutare tutti i temi aperti che sembra preoccupino la popolazione”. Essendo fuori discussione l’utilità dell’infrastruttura, ha concluso il Sindaco, come amministratori sensibili alla tutela paesistica e idrogeologica, vogliamo trovare il modo di realizzarla velocemente e con il minor impatto ambientale possibile.
    Lo sforzo di procedere a tappe coinvolgendo nelle scelte le imprese e la popolazione è un segnale importante di Comune e Provincia che deve essere colto nel suo val