POLO LOGISTICO INTERMODALE DI BRACCAGNI

L’argomento sul Polo Logistico di Braccagni è riportato anche dal gruppo costituito su Facebook “No al Polo Logistico di Braccagni”. Seguite anche su Facebook tutti i vari importantissimi interventi ed illustri adesioni al gruppo su questo link NO AL POLO LOGISTICO DI BRACCAGNI

 

Attendiamo partecipazione popolare di tutti gli abitanti della frazione di Braccagni, di tutta la Maremma e da ogni parte della Rete; ringraziamo, infine, tutti i graditi ospiti del blog e del gruppo su Facebook per i loro importanti interventi sul tema.

 

Il Sindaco Emilio Bonifazi ha cortesemente rilasciato in esclusiva per il nostro blog la seguente intervista a proposito del Polo Logisitico

vai al testo integrale dell’intervista al Sindaco Emilio Bonifazi

stato attuale (doppio clic per ingrandire)

ipotesi con polo (doppio clic per ingrandire)

(24-giu-2010) Nella tabella qui sotto abbiamo compreso tutti i link in relazione con la costruzione del Polo Logistico di Braccagni; tra questi abbiamo incluso anche vari documenti tra i quali la faglia tettonica della superficie su cui si vuole erigere il Polo Logistico . Man mano che veniamo in possesso di ulteriori documenti, li inseriremo su questo articolo a riprova della fondatezza delle nostre contestazioni.

(24-giu-2010) Aggiunta la cartografia a conoidi dell’area soggetta a probabile costruzione del Polo Logistico Intermodale di Braccagni.

(27-lug-2010) Appello urgente per la Maremma.

Link in relazione con l’articolo Polo Logistico di Braccagni
1 vai al testo integrale dell’intervista al Sindaco Emilio Bonifazi
2 vai all’intervento del Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Grosseto Leonardo Marras
3 Vai all’intervento dell’Arch. Roberto Aureli – progettista Master plan aeroportuale
4 Lettera aperta al Presidente della Provincia ed al Sindaco di Grosseto di Patrizio Galeotti
5 Si è costituito il Comitato di Valutazione e Osservazione del Polo Logistico di Braccagni
6 Le faglie tettoniche comprese dove si vuole erigere il Polo Logistico di Braccagni
7 Cartografia a conoidi dell’area soggetta a costruzione del Polo Logistico di Braccagni
8 Comunicato stampa n. 2 del  Coordinamento Valutazione ed Osservazione Polo Logistico di Braccagni
9 Intervento di Edo Galli, Presidente del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro
10 Intervento del Presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras

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  1. Roberto SpadiNo Gravatar scrive:

    Ho saputo che, finalmente, il comitato sos Braccagni (ri)prende l’iniziativa e convoca una conferenza stampa per replicare alle argomentazioni del Sindaco Bonifazi agli stati generali delle associazioni delle costruzioni sull’art. 142 della legge finanziaria regionale che vieta l’edificazione di nuove costruzioni in terreni soggetti a inondazione.
    Allo stato NULLA si potrebbe costruire di nuovo (area industriale con annesso polo logistico compresa…) nei dintorni di Braccagni; che peccato…

  2. mezzolitroNo Gravatar scrive:

    Non mi ero sbagliato, ieri il sindaco e le associazioni dei liberi professionisti del settore dell’edilizia hanno incominciato il piagnisteo contro la legge regionale che vieta la costruzione di alcunchè nelle zone a rischio di alluvione!
    Non credo che l regione li ascolterà più di tanto, la legge è sacrosanta, e se i professionisti pensano di ‘unn’esse più boni a fà il loro lavoro possono sempre cambià settore o dassi all’ippica. Idem per gli amministratori locali.

  3. mezzolitroNo Gravatar scrive:

    Alcuni giorni fa, parlando con un tecnico del comune di Roccastrada, credo di avè capito che con l’applicazione della legge regionale 66/11 che prevede la tutela delle aree sottoposte ad alluvioni, vietando la costruzione di alchunchè, sarà difficile che il comune di Grosseto possa utilizzare tutta l’area dello Spiga per la costruzione del polo-logistico/area idustriale o quello che è.

    • NelloNo Gravatar scrive:

      A parte il fatto che anche il Sindaco ha detto che l’RU (e quindi vale anche per iol polo) andrà rivisto, ma anche se non sono un giurista, leggendo la legge mi par di capire che ci sono molti appigli che potrebbero essere presi, ma se davvero ci fosse divieto per nuove costruzioni in zone a rischio, penso che anche il Madonnino avrebbe chiuso a nuovi insediamenti.

  4. NelloNo Gravatar scrive:

    Effetto NIMBY, acronimo anglosassone per indicare quando si vuole verde il nostro giardini, fregandosene di quello del vicino. Con questo termine siamo stati classificati noi del Comitato “sos braccagni.net” soprattuto da componenti del partito di maggioranza del comune e dela provincia di Grosseto, solo perchè non volevamo la localizzazione allo Spiga, ma accettavamo quella del Madonnino del POLO. Sai che effetto circa 800m di distanza.
    Stamane il Tirreno riporta la notizia che il Sindaco di Follonica a dato mandato a COSECA di delegare FUTURA allo smaltimento dei rifiuti comunali. Ai più forse sfuggirà il senso della notizia, ma FUTURA è la società che gestisce l’impianto delle Strillaie, dove verrà prodotto cdr, il combustibile per intendersi usato da Scarlino Energia per la produzione elettrica (nelle intenzioni anche questa società dovrebbe far parte del piano provinciale dello smaltimento dei rifiuti). Come risponde il partito di maggioranza del nostro comune e provincia ( è noto a tutti che è lo stesso del comune del golfo): più NIMBY di questo atteggiamento non si può, Follonica ha fatto il diavolo a quattro per ottenere il blocco dell’impianto del Casone, ma entra nella produzione del combustibile. Penso che una risposta certa non arriverà, visto i personaggi interessati.
    Mi sembra di ritornare alla fine degli anni ottanta, più o meno per lo stesso motivo (allora era compost, ma veniva fatto anche cdr) quando la quasi totalità dei miei compaesani dicevano no all’impianto in zona Francina -Casa all’orto, ma il “puzzo” se lo dovevano prendere altri (nel caso quelli di Maiano)

  5. NelloNo Gravatar scrive:

    Purtroppo nei giorni scorsi c’è stata la prima sentenza romana sui ricorsi di Scarlino Energia per il blocco impostole dal TAR: così non può funzionare. Ora sarà al vaglio il secondo ricorso, ma fino a maggio l’impianto dovrà essere fermato, quindi cassa integrazione sicuramente per gli addetti di tale impresa, ma a rischio elevato anche per quelli di Solmine o ex Tioxide etc in quanto il blocco sarà totale, quindi anche l’impianto di depurazione di cui tali ditte facevano uso e senza quello dovranno per forza o bloccare la produzione o limitarla al massimo. A margine, non ho capito bene il perchè, in uno degli articoli del Tirreno, che ieri ampiamente commentava la notizia, si parlava di problemi anche per la depurazione fogniaria di Follonica. Come ho detto non so se ho capito bene, ma se così fosse per il Comune sarebbe una bella beffa.
    Il purtroppo iniziale era sì rivolto agli addetti dell’area Casone, ma era anche per noi. Sicuramente prima che qualcosa di definitivo si muova intorno al Polo la Provincia troverà il sistema di ricomporre il tutto, ma sia il progetto Madonnino che il progetto PILT prevedono una centrale a biomasse (mi sembra sui 20 Mw)quindi il rischio “immondizia”, prospettato anche nelle pubbliche assemblee indette dal Comitato “sos barccagni.net”, aumenta notevolmente (l’impianto delle Strillaie, che abbinato anche a Scarlino Energia, fa parte del piano rifiuti provinciale a giorni iniziera la produzione).
    Che beffa sarebbe per i miei compaesani: di quelli che a fine anni ottanta (la quasi totalità)era contro l’impianto di compostaggio, per via anche del puzzo che si sarebbe sentito nel paese con i camion che passavano sulla Variante, molti sono a favore del Polo allo Spiga. Bene ora il puzzo non verrà dai camion della Variante (che per altro transitano tranquillamente ora per altri lidi) ma probabilmente dal paese stesso, per credere basta passare dal Bottegone con i venti di mare e da noi i venti spessissimo sono dal settore nord…..

  6. GranocchiaioNo Gravatar scrive:

    “Grosseto ha bisogno di provvedimenti per combattere la crisi economica”.

    Grosseto: “Nel porgere a tutti i cittadini grossetani e quindi a tutti i pubblici amministratori locali un sincero augurio di buon anno – dice Massimo Felicioni, di Grosseto Oggi per la sua Identità – desidero cogliere l’occasione per fare un invito pubblico. Si tratta di un invito rivolto a tutti, sia alla maggioranza che all’opposizione, ai nostri amministratori comunali, provinciali, alle associazioni di categoria. Il tema è la pianificazione di Grosseto e dell’economia grossetana. Tutti sappiamo che la nostra città, come anche altri comuni provinciali, pur essendo dotata di un piano strutturale approvato, ha ad oggi il Regolamento urbanistico comunale solamente adottato. Il mio giudizio professionale su questo strumento è molto critico, sia per le incongruenze, sia per le incoerenze, sia per illogicità e insostenibilità di alcune scelte. Una su tutte quella del polo logistico di Braccagni. Premesso ciò, per dovere morale, vengo però a sottolineare come amministratore pubblico e cittadino responsabile, che tutti noi dobbiamo concorrere a far correggere le situazioni insostenibili e quelle pericolose, per poi velocemente approvare il piano. Grosseto per come è stata sviluppata non è assolutamente in grado di poter resistere senza gli strumenti e le scelte esecutive alla crisi economica che incombe. Mi sbaglierò, ma io credo che se continuiamo a fare demagogia a parlarci addosso dei progetti bandiera, Grosseto cadrà in ginocchio. In questo momento la città è ingessata urbanisticamente ed è improduttiva economicamente: i dati esposti sia dalla Camera di Commercio sia dalle associazioni di categoria fotografano in modo indelebile la reale situazione. L’approvazione del Regolamento urbanistico non sarà la panacea di tutti i mali, ma rappresenta quantomeno un primo concreto aiuto”. “Finito il 2011, guardiamo avanti e facciamo in modo – conclude Felicioni – che l’inizio del 2012 sia l’occasione per responsabilizzarci, che sia l’occasione concreta per scegliere. Scegliere quindi di approvare subito uno strumento urbanistico indispensabile, scegliere (come ha fatto, con ciò che aveva a disposizione, il presidente della Camera di Commercio Gianni Lamioni rispetto al brand Maremma) di credere nella nostra terra, dotandola di politiche concertate che vedano partire da subito i poli agro alimentari, i poli logistici nelle posizioni geografiche strategiche per funzionare, che vedano sostenere economicamente e burocraticamente le produzioni della filiera agro-alimentare, che dotino di nuovi servizi la nostra industria del turismo purtroppo ancora oggi rimasta inespressa a causa di una classe dirigente incapace”.
    Lunedì 02 Gennaio 2012 10:37
    MaremmaNews

  7. plutoNo Gravatar scrive:

    sovrappassi, sottopassi, e sotto…………
    Però che presuntuosi questi ingegneri! Proprio dei fenomeni!
    Pretenderebbero di fare un’opera razionale: invece che tre passaggi a livello vorrebbero con un solo sovrappasso eliminarne 3? Ma dove hanno studiato? Chi gli ha insegnato a ragionare così?
    Ma siamo matti?

    Tre passaggi a livello? Allora tre sovrappassi. Per esempio.
    Oppure un sovrappasso e due passaggi a livello chiusi. Per esempio quello ipotizzato a sud del paese che eliminerebbe si un po’ di traffico dal centro (ma mica tanto) però in compenso farebbe felici gli abitanti della zona ovest dopo il passaggio a livello di Siena e della stazione vecchia! Provate ad immaginarvi che giro deve fare uno che viene dai poderi nuovi e poi arrivato al passaggio a livello (chiuso) della stazione vecchia debba andare, per esempio, in banca o a comprare il pane.
    Provate a fare mentalmente che giro dovrebbe fare: questo si sarebbe incrementare il turismo locale! Lo sai che giri deve fare prima di arrivare li!
    Una manna per Patrizio!

    Se almeno avessero accettato il suggerimento di tanta parte della popolazione e costruire subito un sottopasso, magari proprio in fondo alla via dei Garibaldini come i più chiedevano,allora si che ci sarebbe stata la soluzione di tutti i problemi, e anche di più.
    Aboliti i 3 passaggi a livello, creata un piscina potenziale che avrebbe impreziosito il nostro paese di questa meraviglia dell’intelletto e della perspicacia. Macché idrovore piazzate per pompare l’acqua che al minimo scroscio avrebbe allagato il sottopasso. No, no, si sarebbe lasciato il laghetto in pianta stabile e messo un traghetto per le persone, le biciclette, le moto, le auto e anche i camion, TIR compresi. E magari anche delle paperelle e delle ninfee nell’acqua che giuliva sarebbe stazionata colà. Pensate alla bella stagione con le serenate delle granocchie e le schiere di zanzare a rappresentare il paesaggio tipico della nostra Maremma.

    Niente non c’è verso di avere delle cose razionali. E poi ci si mettono anche gli ingegneri delle Ferrovie a fare proposte oscene e irrazionali……………

    Ma mi domando e dico: che si aspetta a tirar fuori e rendere operative le proposte dei “seicento e oltre” che hanno firmato per il “no sovrappasso”?
    Perché non vengono fuori?
    E’ in gioco un problema davvero serio e importante: che fine hanno fatto queste proposte alternative?
    Se c’è uno dei “60 e più” batta un colpo!

    • Roberto SpadiNo Gravatar scrive:

      Caro pluto puoi abbaiare quanto ti pare, ma un sovrappasso alto 30 metri te lo scordi, te e gli ingegneri delle ferrovie, se le sentenze, in questo paese, valgono qualcosa.
      La bozza di progetto prsentato dalla circoscrizione prevedeva anche la costruzione o la ristrutturazioe di un paio di strade già esistenti che consentirebbero di collegare i poderi nuovi con via dei Garibaldini, ecc..; mica penserai di esse l’unico che conosce Braccagni e le sue dinamiche del traffico?
      E poi chi ha parlato di sottopassi? Ed è un peccato perchè da quando hanno inventato le pompe, nelle zone come la nostra che è poco al di sopra del livello del mare, si usano normalmente, senza scandalo alcuno per sollevare l’acqua piovana in eccesso. Quindi se servisse un sottopasso basterebbe costruirlo con tutte le precauzioni e gli accorgimenti tecnici che la tecnologia ci fornisce. Ma non è di questo che stiamo parlando visto che in molti c’è la paura che in caso di allagamento qualcuno possa restare intrappolato e non se ne è più fatto niente del sottopasso alle sbarre. non mi risulta che il sottopasso pedonale, anche se non molto profondo, alla stazione sia sempre allagato.

  8. fabrizio abbriniNo Gravatar scrive:

    Rinnovo la domanda che formulai tempo indietro su queto sito web: a chi giova il polo logistico attaccato al paese di Braccagni?

  9. NelloNo Gravatar scrive:

    Poveri noi, come la mettiamo? Ultimamente capita di leggere notizie che affossano sempre di più la super localizzazione del Polo. Prima c’ha pensato la regione, poi forze di maggioranza ora ci pensa il da me super criticato Ministro della infrastrutture (a dir la verità io lo critico pèer l’altra carica, quello dello Sviluppo). Tramite l’ENAC ha bloccato quasi tutte le pratiche di concessione agli aeroporti,sicuramente ci rientra anche Grosseto.
    Quindi: il porto più vicino sarebbe quello di Piombino a 57 Km; l’aeroporto più vicino Pisa o Viterbo (futuro) intorno ai 150 Km, Le FS dicono fate pure basta che paghiate (pare profumatamente); l’autostrada ha da venire (si parlava del 2016, ma come diceva un vecchio ritornello “sarà sarà ma non ci credo), vuoi vedere che questo benedetto Polo logistico (e purtroppo anche l’eventuale il suo surrogato agroalimentare non è esente) dovrà solo utilizzare la Aurelia, Variante o Provinciale che sia? E allora a che pro? dove sarà tutta questa convenienza per sciupare la nostra zona?

    • NelloNo Gravatar scrive:

      Sembra quasi che Bonifazi e Marras siano corsi ai ripari su quanto ho scritto ieri. Non lo credo, ma è sintomatico che oggi, a piena pagina, il Tirreno riporti la svolta su Braccagni.
      Il piagnisteo continua, sembra che i nostri si siano alleati sul Polo come estremo rimedio alla politica economica grossetana. Si va nuovamente contro la Regione che prima firma un protocollo d’intesa che contiene il polo agroalimentare e polo logistico e poi ci sputa sopra. Io andai a sentire Salvadori, ora assessore, in campagna elettorale all’ex asilo. Lui parlò di polo agroalimentare, ma di logistica solo per quello, da fare in provincia di Grosseto, in quanto la più indicata a livello regionale, disse anche che la regione avrebbe visto positivamente la sua localizzazione nel comune capoluogo, espresse fin da allora dei dubbi sulla localizzazione individuata dai nostri amministratori (attaccata al paese). Questo avvenne in tempi non sospetti, cioè in tempo a cambiare la localizzazione sull’RU (portato in consiglio esattamente un anno dopo) quindi mi suona male questo astio contro le osservazioni regionali. Ma si sa siamo in politica, molti hanno da cercarsi un posto nuovo se quanto bolle in pentola (purtroppo credo che come al solito si finisca a tarallucci e vino) per le riforme politico-amministrative che il Governo Monti (e di ieri anche Rossi) vorrebbe portare avanti, per cui ora più di ieri si cerca di dimenticare quanto detto.
      Mi sembra oltremodo insolito questo arroccamento su certe posizioni: il polo intermodale è completamente saltato, rimane in piedi solo quello con scambio su gomma (al limite, ma anche qui non mi pare molto probabile, quello su ferro), quindi dov’è il senso?
      Mi sembra strana inoltre questa difesa dell’RU: l’intervista di Montemaggi, sempre ieri riportata dal Tirreno, lascia seri dubbi sull’operato dei politici su tutta la Variante, si dirrà che è solo politica, forse è vero, ma stranamente la Procura, sempre secondo le notizie dei media, non si interessa solo su Batignano ma avrebbe acquisito tutta la documentazione inerente.

      • NicolaNo Gravatar scrive:

        Qui c’è il comunicato sulla conferenze di ieri comune-provincia
        http://web.comune.grosseto.it/comune/index.php?id=228&tx_ttnewstt_news=4110&cHash=8f8127dfa3

        Ma visto che è stato affrontato il tema del sovrappasso c’è qualche straccio di progetto o simile da poter vedere?

        • NelloNo Gravatar scrive:

          Non c’è ancora nulla di concreto. Mi sembra che Marras abbia parlato della necessità e che stanno facendo incontri con le Ferrovie per fare il progetto esecutivo, quindi onestamente penso che si possa parlare di quanto già trattato su questo blog, sia nell’argomento viabilità che in questo del Polo, in quanto collegato ad entrambi.
          L’unica cosa che sembra certa è che non può essere fatto a nord (per capirsi come proseguo, in pratica di via Malenchini, visto il no del Consiglio di stato. Quindi siamo solo nel campo delle ipotesi e quindi penso sia prematuro parlarne. Il Presidente degli Usi Civici in un assemblea presentò una sua ipotesi, per me poteva andare bene, perchè, oltre a risolvere il problema passaggio a livello, alleggeriva il traffico in paese in quanto era possibile, venedo da Grosseto, entrare in paese dalla Stazione. Ecco forse , ma tanto per intavolare una discussione, The President potrebbe metterlo, ma nel articolo della Viabilità

          • Roberto SpadiNo Gravatar scrive:

            l’ embrione di un progetto del sovrappasso fu presentato in circoscrizione, quando il sottoscritto era consigliere, aiutato dal Bargelli che poi lo illustrò anche nelle “assemblee della partecipazione” , lì capirono fischi per fiaschi e c’hanno messo una funivia da Braccagni a Montepescali.
            A parte gli scherzi, in circoscrizione ci studiammo un pò e effettivamente lo schizzo del sovrappasso è piaciuto anche i piani alti della politica locale, solo che all’ingegneri delle ferrovie non gli va bene perchè loro vorrebbero, con una sola opera, eliminare 3 (tre) passaggi a livello (fenomeni!), invece col nostro trcciato si elimina solo quello alla stazione.
            Se lo ritrovo, ve lo metto in un post.

  10. Carlo VellutiniNo Gravatar scrive:

    Ieri sono stato alla Conferenza Stampa di presentazione dell’Osservatorio Ambientale e Territoriale della Provincia di Grosseto. Vi invio il sunto che è stato pubblicato.

    “In provincia di Grosseto nasce l’Osservatorio ambientale, organismo di partecipazione e verifica dei dati tecnici e scientifici sulla qualità ambientale rilevati nelle aree sensibili del territorio. La Giunta provinciale ha adottato la delibera, la seconda commissione consiliare ha esaminato il relativo regolamento, che definisce obiettivi, composizione e funzionamento dell’Osservatorio, e domani il provvedimento andrà in Consiglio per l’approvazione definitiva.

    «Con la costituzione dell’Osservatorio ambientale rispondiamo ad un impegno precedentemente preso con i Comuni e le associazioni di cittadinanza attiva, mettendo a disposizione di tutti i cittadini uno strumento trasparente di partecipazione e di verifica- ha dichiarato Leonardo Marras, presidente della provincia di Grosseto – Questo organismo non avrà poteri ispettivi e non sostituirà le Istituzioni di controllo, ma garantirà un monitoraggio continuo dei dati, favorendo la consultazione sistematica, la trasparenza e l’informazione al pubblico».

    La funzione dell’Osservatorio ambientale è quella di favorire il confronto tra soggetti istituzionali e privati, porre in essere iniziative di partecipazione per la conoscenza e la comprensione dei dati ambientali, ed è composto dal presidente della Provincia o su delega dall’assessore all’Ambiente, in qualità di presidente dell’Osservatorio; dai sindaci dei comuni territorialmente interessati dalle tematiche ambientali o da loro delegati. Tutti partecipano a titolo gratuito. Il Comitato tecnico, coordinato e presieduto dal dirigente dell’area Ambiente e Conservazione della Natura della provincia, è composto da tecnici nominati dalla Asl, dall’Arpat, dai comuni di volta in volta interessati, e dall’Amministrazione provinciale. Per alcune tematiche, su indicazione del presidente dell’Osservatorio, al tavolo può partecipare anche un tecnico nominato congiuntamente dai comitati ambientali.

    La partecipazione di associazioni e comitati e di tutti i soggetti portatori di interessi legittimi, rappresentativi della realtà sociale, culturale, ambientale ed economica del territorio- spiegano dalla provincia- viene assicurata attraverso incontri e iniziative pubbliche, ma anche in occasione delle sedute dell’Osservatorio che, di norma, sono aperte al pubblico. Inoltre, i verbali delle riunioni e tutta la documentazione prodotta vengono pubblicati on line. L’Osservatorio, almeno una volta all’anno e ogni volta ne venga ravvisata la necessità, rendiconta in Consiglio provinciale il programma delle azioni realizzate.

    Non si comprende come mai, qualora l’Osservatorio ambientale voglia rappresentare un valore aggiunto rispetto ai tradizionali luoghi di confronto tra istituzioni, non preveda la partecipazione permanente di rappresentanti delle associazioni ambientaliste e comitati più rappresentativi a livello provinciale. «L’Osservatorio è il luogo ideale per aprire un tavolo permanente di confronto tra istituzioni del territorio, operatori del settore e cittadini, per garantire la salvaguardia della qualità della vita, l’ambiente e al tempo stesso lo sviluppo delle attività economiche, industriali, estrattive e produttive- ha aggiunto Patrizia Siveri, assessore provinciale all’Ambiente -. Una delle aree su cui si concentrerà l’attenzione dell’Osservatorio è la Piana di Scarlino, particolarmente sensibile per la forte interconnessione tra industria, insediamenti umani e zone di notevole fragilità e pregio ambientale e turistico. Ecco perché sin dai primi passaggi, la provincia ha voluto condividere l’Istituzione di questo organismo con i sindaci di Follonica e Scarlino i quali, peraltro ne hanno fortemente sollecitato la costituzione».

    Credo che sia uno strumento importante, se ben applicato. Partirà con il caso specifico della Piana di Scarlino, ma potrebbe essere utilizzato anche per altre emergenze…

  11. Roberto SpadiNo Gravatar scrive:

    Anch’io c’ero, sia in circoscrizione a Bracagni che in Camera di Commercio a Grosseto, dove a precisa domanda mia e di Patrizio, sia il Gorelli che l’assessore Canuti ci spiegarono che il polo logistico-industriale era solo all’inizio del percorso negli uffici del comune in quanto un privato aveva fatto domanda per costruirlo allo Spiga e il comune stava studiando le carte, quindi era inutile parlarne in quella occasione.

  12. NelloNo Gravatar scrive:

    Sembra che tutto sia passato nel dimenticatoio, poichè sia i giornali che il blog stanno da tempo ignorando la questione.
    Personalmente, ma penso che sulla stessa linea ci siano altri in particolare gli amici del Comitato “sos braccagni.net”, non ho insistito in questi giorni, perchè, come riportato anche da questo blog, c’è un indagine in corso da parte della Procura grossetana sul famigerato (non solo per noi anti Polo logistico allo Spiga) regolamento urbanistico. Per correttezza ho ritenuto soprassedere ad approfondimenti su questo problema, ma, con gli amici, non siamo stati con le mani in mano. Stiamo continuando a ricercare documentazione per poi procedere nelle opportune sedi affinchè si eviti lo scempio. Non ci fidiamo delle dichiarazioni più o meno a nostro favore date sia dalle istituzioni (Regione, Provincia e lo stesso comune) e/o dai politici, per cui gioco forza la nostra opera invade anche il Regolamento urbanistico nel suo insieme.
    Come da tanti scritto o detto durante le assemblee, nelle note al Regolamento urbanistico gli estensori dello stesso hanno riportato che la popolazione di Braccagni aveva dato esito favorevole alla localizzazione del polo come individuato nel regolamento stesso, durante le famose giornate della Partecipazione. Non so come possano asserire quanto scritto, a meno che abbiano ritenuto parola populi quella di un gruppo politico, in quanto io ho partecipato a tutte le giornate (tre per l’esattezza) esclusa l’ultima, quella alla Camera di Commercio, in quanto mi sono sentito preso in giro a Braccagni e Montepescali: alla richiesta di dove localizzare il Polo fu risposto (al Prof. Vellutini in particolare)che il problema non era a loro conoscenza e quindi non era il caso di parlarne, anche se il richiedente insistette dicendo, giustamente, che lo sviluppo del paese sarebbe stato diverso se il Polo fosse stato localizzato a Sud o a Nord dello stesso.
    Io sono pronto a testimoniare la cosa di fronte ad una eventuale richiesta di un Magistrato, dicendo anche che nel bel mezzo dell’area dello Spiga, oggetto del progetto PILT, gli architetti, dopo le famose giornate, posero , con le realtive infrastrutture, la stazione di partenza della funicolare per Montepescali (da me chiamata “Funicolare Biadone”, visto il suggerimento provocatorio dell’amico). Tale disegno era ben visibile nella sala della Circoscrizione, ora, dopo la sua dismissione, non so che fine abbia fatto.
    Mi sono sentito preso in giro, come detto, in quanto pochissimo tempo dopo (se non erro il 9 giugno 2009) la Giunta dava l’autorizzazione alla PILT di procedere alle varie richieste delle Autorità competenti per l’accettazione del suo progetto, ed il Pool degli architetti pagati (dal Comune? o dalla Regione? non ricordo bene)non ne sapeva nulla…..
    Mi risulta poi che anche nella giornata finale, alla Camera di Commercio, forse anche in maniera più drastica, i cittadini presenti furono zittiti sull’argomento.
    Quindi che era presente ad una delle giornate e si ricorda come si sono svolte, dovrebbe, civilmente, portare la sua testimonianza. Un “io c’ero e hanno detto….” può essere utilissimo alla causa.

  13. GranocchiaioNo Gravatar scrive:

    Non ho visto la trasmissione in questione, ma ho letto un articolo, del Tirreno del 4 u.s., penso sullo stesso argomento, e firmato da Enrico Pizzi che lavora proprio presso TV9.
    Abbiamo letto l’interessante articolo, ma era talmente vaga la motivazione, che non ci è sembrato il caso di riportarla. Ci piace riportare notizie certe e precise anziché fare polveroni per fare polveroni. Può darsi che i nostri colleghi abbiano fatto lo stesso ragionamento.
    Comunque per non far mancare niente ai nostri lettori riporto qui di seguito l’articolo in oggetto.

    IL TIRRENO
    2011-12-04
    Grosseto. Inchiesta del pm Stefano Pizza sul progetto urbanistico affidato all’architetto Gorelli La Procura indaga sul regolamento La polizia ascolta amministratori e tecnici, ma per ora nessun inquisito
    Si vuole far luce su alcune accuse mosse dal Pdl che ipotizzò presunti favori al familiare di un ex assessore

    ENRICO PIZZI
    GROSSETO. Il regolamento urbanistico del Comune di Grosseto e l’incarico per la sua redazione, affidato ad un professionista esterno, il professor Gianfranco Gorelli, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento del sostituto procuratore Stefano Pizza, che nella settimana appena trascorsa si è mosso negli uffici del servizio urbanistica del Comune capoluogo.
    Il tutto con l’aiuto degli uomini della squadra mobile della Questura di Grosseto.
    Proprio a inizio settimana la polizia, su ordine della Procura, ha acquisito i faldoni con i documenti in originale relativi sia al regolamento urbanistico che è stato adottato e attende di essere approvato, sia alla procedura con cui, nel 2007, si è arrivati all’incarico dell’architetto Gorelli e successivamente del suo gruppo di lavoro.
    Nel corso della settimana, poi, sono stati sentiti in Questura come persone informate sui fatti lo stesso architetto Gorelli, il precedente dirigente dell’urbanistica Franco Tarsi, che ha ricoperto l’incarico dal 2006 al 2008, la funzionaria responsabile del procedimento per la formazione del regolamento urbanistico Rossana Chionsini, l’attuale dirigente dell’urbanistica, Marco De Bianchi, che era stato sostituito nel 2006 (dall’allora muova giunta Bonifazi) con Tarsi ed era stato messo al suo posto circa due anni dopo. Sono stati sentiti poi alcuni dipendenti del settore urbanistica; il sindaco Emilio Bonifazi conferma di essere stato sentito anche lui e gli altri componenti della giunta precedente.
    Non risultano esserci indagati, né trapelano dettagli sui contenuti dell’inchiesta. Si può solo ipotizzare che la Procura abbia deciso di andare a fondo rispetto a quanto accaduto nell’aprile del 2010, quando, un’interrogazione dell’allora capogruppo del Pdl Luca Montemaggi aveva sollevato un polverone fino a portare l’assessore all’urbanistica dell’epoca, Moreno Canuti, a rimettere la delega a questo settore nelle mani del sindaco Bonifazi, rimanendo però assessore al commercio.
    Nella sua interrogazione Montemaggi chiedeva, tra le altre cose, spiegazioni sulla partecipazione dello stesso Canuti al voto sulla delibera di giunta con cui si era avviato il procedimento della variante normativa al piano strutturale, la variante che, tra le altre cose, ha tolto ogni valore conformativo al piano strutturale che era stato approvato dall’amministrazione di centrodestra.
    Per questo Montemaggi accusava la giunta di voler approvare la variante per poter pianificare il territorio direttamente con il nuovo regolamento urbanistico e affermava che così facendo a Batignano si sarebbero spostati i perimetri della zona edificabile sui terreni del suocero dell’assessore.
    Un’accusa di fronte alla quale l’allora assessore Canuti, che si è sempre detto sereno, portò in Procura tutti gli atti relativi alla variante, dopo aver rimesso le deleghe al sindaco. Non è escluso che proprio da qui abbia avuto origine l’inchiesta.
    Nei giorni della polemica innescata da Montemaggi, Bonifazi spiegò anche che ciò su cui si era basato il capogruppo del Pdl era probabilmente qualche bozza di proposta nata in occasione dei Forum della Partecipazione, dunque niente di più di un’ipotesi e nessun atto deciso e approvato.

  14. Roberto SpadiNo Gravatar scrive:

    E’ successa una cosa strana, la settimana scorsa TV9 ha trasmesso un servizio al Tg sull’inchesta in corso della Procura di Grosseto su presunte irregoralità sulla stesura del Piano Regolatore del comune di Grosseto, solito standard, agenti che visitano gli uffici, acquisiscono atti, ecc..
    Fin qui niente di strano, è routine giudiziaria italiana, dove (giustamente) gli amministratori pubblici sono soggetti spesso a queste prove di resistenza, visto che non solo devono “subire” le pulci delle opposizioni, ma spesso ci si mettono anche i privati cittadini, da soli o riuniti in comitati.
    E qui arrivo al punto, ma come è stato possibile che una notizia del genere che sembrerebbe vera manna per il comitato “SOS BRACCAGNI” dei
    preoccupati dalla costruzione a Braccagni di un polo logistico e una zona industriale attaccata al paese, sia passata sotto silenzio?
    Forse hanno “bucato” la notizia? Strano perchè, mi dicono, è stata ripresa anche dal Tirreno;
    Forse a Braccagni siamo così avanti che oramai il nostro stile è più “British” che maremmano? Non sarebbe male, però così addio alla “lotta dura senza paura” con cui s’era partiti…

    • nelloNo Gravatar scrive:

      Mi sembra strano che un componente del Comitato “sos braccagni.net” faccia queste osservazioni. Se ti accrada la notizia è stata , solo marginalmente, ripresa su FB, ma se leggi l’artico riportato anche dal Granocchiaio si dice “niente”, o meglio si fa riferimento a cose dette e scritte già nel 2010. Come si legge nel Tirreno e come tu stesso dici, sembra che siano cose di routine. Stai tranquillo che noi non dormiamo, spesso anticipiamo le notizie, è chiaro che, aspettando l’evolversi della situazione, non ci sbilanciamo. L’unica cosa che c’è di certo che, se il problema è la querelle Montemaggi-Canuti, la Procura inciamperà anche sul Polo in quanto, sembra, ha preso tutti i documenti in questione (la variante al PR inerente a Batignano è la stessa di Braccagni), quindi lasciamo lavorare in pace gli inquirenti, se vedono del torbo stai tranquillo che approfondiranno (il fotovoltaico docet, anche qui l’indagine è partita qualche tempo fa).
      Per questo approvo l’operato di Braccagni.info e di Sos-Braccagni.net di non dare peso alla notizia con il rischio di creare false attese, stai tranquillo se ci saranno sviluppi sia io che altri componenti del Comitato su entrambi i blog daranno spazio e sarai accontentato

      • Roberto SpadiNo Gravatar scrive:

        Io non mi riferivo alla discussione sul blog, che è, in genere, per pochi intimi, ma semmai fare comunicati sui giornali, tv, radio, ecc.. per rimarcare che le forzature, alla lunga non pagano, non solo dal punto di vista penale /amministrativo, ma anche e soprattutto d’immagine. Vedi quello che sta succedendo a Scarlino, dove ora tutti piangono, ma se avevano fatto le cose a modo, senza forzare l’interpretrazione di leggi e regolamenti, adesso sarebbe tutta un’altra musica.
        Comunque se si tratta di attuare uno stile super garantista, sono d’accordo, speriamo di non dovercene pentire, perchè ai nostri amministratori, di tutti i livelli, i comitati restano indigesti e al di là di frasi di convenienza, se potranno ci spelleranno.

        • nelloNo Gravatar scrive:

          Qui non c’è garantismo o quant’altro: qui c’è una notizia di stampa che ipotizza su un inchiesta della Procura, dimmi te come noi possiamo inserirci?
          Anche su Scarlino, sembra che tu la sappia lunga.Io so solo che da oltre un anno, dopo corsi e ricorsi, l’impianto funzionava, se lo faceva aveva avuto le autorizzazioni, non credo che fossero false, chi di dovere gliele aveva date, poi lacrime di coccodrillo degli ennesimi ricorrenti, che hanno dimpstrato di non sapere nemmeno quello che facevano. Non bisognava aver studiato l’algebra, si dicava da ragazzini, per prevedere la contromossa alla fermata sarebbe stata prima la cassa d’integrazione, poi, se questa fosse definitiva, il licenziamento. Non entro nel merito della cavolate che hanno detto per ritorgere la colpa sulla proprietà, la più bellina è stata quella che poteva funzionare con biogas, come all’inizio, senza sapere (o cercando di farci passare per cooglioni) che il riconoscimento del VIA e dell’AIA per l’inceneritore, annullava tutte le percedenti autorizzazioni.
          Noi almeno questo non lo facciamo, fin qui ci siamo mossi con documenti ufficiali alla mano, diciamo che qualcuno della controparte, l’hanno dimostrato alle assemblee, non sapeva nemmeno di cosa si parlasse. Ecco su questo si potrebbe versare fiumi d’inchiostro, ma scusami sarebbe un errore intervenire sui problemi della Variante PR-Procura

          • Roberto SpadiNo Gravatar scrive:

            L’inserimento è facile, perchè la pietra dello scandalo, vero o presunto lo dirà la Procura, è la variante al piano strutturale per Batignano che è la stessa su cui poggia il Polo allo Spiga…

          • Carlo VellutiniNo Gravatar scrive:

            Sulla questione dell’inchiesta credo che in effetti si debba attendere il corso della magistratura che sta agendo su un tema diverso da quello del Polo Logistico. E’ chiaro che la documentazione comprende anche quello, visto che la variante di Batignano è la stessa di Braccagni. Credo che se verranno ravvisate delle irregolarità la magistratura procederà d’ufficio, se queste – sul piano penale- non ci dovessero essere analizzerà trarrà le sue conclusioni. penso, però, che cercare di interpretare che cosa facci la magistratura sia sbagliato. Visto poi che l’indagine al momento è scattata su un altro tema non credo che il Comitato, per ciò che gli compete, possa intervenire.

  15. mezzolitroNo Gravatar scrive:

    In questo momento il sindaco Bonifazi, intervistato da TV9, stà dicendo che è vero che la Regione ha posto una pesante (tombale…) osservazione negativa sulla costruzione/ubicazione del polo agroalimentare-logistico a Braccagni anzi, secondo lui (un pò piccato…) la Regione non lo vuole neppure al Madonnino.
    Se ne faccia una ragione…

  16. GambiniNo Gravatar scrive:

    Leggendo quello che ha scritto Nello non ho capito bene una cosa: lui vuole che chi ha parlato in prima ora a favore del Polo resti fermo e irremovibile sulle proprie posizioni o invece desidera che con tragitto personale cambi idea e si metta contro il Polo?
    Paragonare a Berlusconi o come nuovo Scilipoti chi si è mosso da posizioni contrarie, o almeno dubbie, verso posizioni critiche verso la localizzazione del Polo, non mi pare una cosa né giusta, né generosa, né particolarmente brillante.
    A me pare che il “meglio tardi che mai!!!” di Carlo sia assai più coerente, razionale ed utile.
    Io credo che proprio ai politici bisognava parlare per primi e di più piuttosto che ad una platea troppo spesso incline a “Tacere, credere ed obbedire” ai capi partito.
    Quindi anche a mezzolitro chiedo: ma te vuoi che questi restino sulle loro proprie posizioni o che ci ripensino?

    • nelloNo Gravatar scrive:

      In premessa due cose ricordo a Gambini.
      1) il mio intervento non è stato contro la persona, come Carlo è amico di Simone, io vista l’età, pur conoscendolo, ero amico del padre e come stimavo lui, stimo Simone come persona, qui si parla di cose politiche, quindi secondo me l’aspetto cambia.
      2) penso che non frequenti con assiduità il blog, perchè avresti notato che il 28 Marzo (mi pare la data dell’approvazione dell’RU) la mia critica nei confronti di Marchetti (ed anche di Iacobucci) era di altri toni, perchè io sono per il rispetto delle idee (siano esse colimanti o meno con le mie) e se non erro dissi solo che forse io avrei agito diversamente, visto che tutta l’opposizione era uscita.
      Veniamo ad ieri.
      E’ vero forse Carlo, pur essendo sulla mia linea, ha usato toni migliori, del resto professionalmente non è paragonabile come un ignorante non nativo montepescalino (facciamo un pò di campanilismo non guasta e forse serve a smorzare i toni), ma il riferimento ai due politici viene quasi naturale (il primo è famoso per il suo dire e il susseguente disdire, il secondo, forse su questo posso essere d’accordo con te è più pesante, ma l’ho paragonato a lui solo perchè le sue dichiarazioni seguono quelle di Chelini).
      Se vuoi posso correggermi e dire che come S.Paolo è rimasto folgorato sulla via di Damasco, ma il succo non cambia.
      Anch’io sono felicissiimo della posizione assunta da Simone ieri (del resto come di quella dell’API), ma ….
      Ma quali sono state le cose così tremende tenute nascoste e venute a galla dal 3 Ottobre u.s. ad oggi ? A me pare che ci siano state solo dichiarazioni di facciata politica del Sindaco e del Capo gruppo in consiglio ,nonchè segretario comunale PD, Panfi: bene entrambi hanno rafforzato la tesi del polo allo Spiga (tralascio le posizioni dall’opposizione). Lui fece un intervento a favore del polo sotto il Baluardo, anche e soprattutto da Montepescalino, mi stonò allora, e sul blog prese una bordata di fischi, è chiaro che oggi ci si possa chiedere il perchè della sua nuova posizione ed io lo attribuisca alla posizione del Segretario API (fra l’altro nuovo e quindi non aveva espresso ancora una posizione politica, o almeno io non l’ho vista).
      Per quanto riguarda il parlare ai politici prima di fare “platea”, ti rammento che i politici sono venuti a quella platea, lui non c’è mai venuto, ripeto nemmeno a quella di Montepescali. Inoltre, puoi chiedere a chi nomino se è vero o no, ma in pratica tutti gli aspiranti a sindaco, molti consiglieri (vecchi e papabili) sono stati incontrati da noi , quasi tutti su loro richiesta. Singolarmente poi è stato frequente un confronto con politici (io ad esempio ho avuto contatti con quelli del mio partito, ma anche con altri che mi conoscono, fra l’altro non uso mai il cognome proprio per non creare confusione), ma ripeto Marchetti , almeno con il nostro Comitato, è sempre stato assente.
      Comunque io sono uno dei tre bischeri che due anni fa hanno cominciato a smuovere le acque in difesa del mio (e del Suo) paese, figurati un pò se non sono contento della sua apertura, lo sarei stato maggiormente se non si fosse accanito, come hanno fatto altri, contro le nostre posizioni sicuramente fino ad poco più di un mese fa.

      • mezzolitroNo Gravatar scrive:

        Ci vole pazienza, caro Nello, vedrai che saranno sempre di più quelli del “concone” che si accoderanno (alcuni ob collo torto…) alle nostre
        posizioni, dove ‘un c’è destra o sinistra, solo buon senso.

  17. mezzolitroNo Gravatar scrive:

    Stai a vedè che piano-piano i politici(?) locali, di maggioranza e non, si accorgono che s’ha ragione noi di Braccagni.

  18. Carlo VellutiniNo Gravatar scrive:

    Ricevo e pubblico dal Circolo Territoriale FLI di Grosseto.

    “Futuro e libertà per l’ Italia dalla sua costituzione in provincia, ha preso posizioni nette esprimendo la propria contrarietà al polo logistico nel territorio di Braccagni, con posizioni suffragate da interventi a mezzo stampa del coordinatore provinciale Moreno Bellettini e del circolo territoriale FLI del Casone di Scarlino, fino a portare la questione ai tavoli regionali del movimento. Oggi constatiamo che qualcosa si stà muovendo: La regione Toscana con le osservazioni al progetto, ha di fatto affossato l’ insediamento del polo logistico a Braccagni; Per la prima volta leggiamo con soddisfazione la proposta di un consigliere di opposizione di spostare a Scarlino il centro di smistamento, località da sempre proposta da FLI per i noti motivi strategici, autostradali, portuali, aeroportuali e ferroviari. Fino ad ora alla caparbietà di insistere nell’area di Braccagni da parte della maggioranza politica che amministra il territorio, nonostante le motivate voci contrarie e l’ opposizione di tutta la popolazione dell’ area interessata e non solo, avevamo raccolto flebili proposte alternative di alcuni consiglieri di opposizione e per ultima quella di un assessore, i quali proponevano in modo piuttosto superficiale lo spostamento del polo logistico nella zona del Madonnino di Roccastrada, zona a rischio idraulico al di là dell’ aurelia, lontana dal nodo ferroviario, dislocata in una posizione difficoltosa per la viabilità del traffico pesante, gioco forza da utilizzare per raggiungere lo scalo ferroviario più vicino. A noi simili proposte sembrano una specie di “SOCCORSO ROSSO” trasversale al fallimento dell’ area agroindustriale del Madonnino Roccastradino, voluta fortemente dal Marras quando ricopriva la carica di sindaco di Roccastrada. Per FLI a questo punto, non servono spostamenti “tappabuchi” o tavoli di concertazione da passarella, utili soltanto a fare perdere altro tempo. Considerato che i soldi ci sono, essendo già stati assegnati dalla regione alla provincia per studi sull’ agroalimentare e la logistica, è il tempo di decidere velocemente e dotare la nostra provincia di un opera essenziale attesa da anni. Siamo sicuri che se le amministrazioni pubbliche interessate, approvassero definitivamente dove collocare il polo logistico, troverebbero senza dubbio privati disposti ad investire. Per la cronaca, a Scarlino, già da tempo esiste questa concreta disponibilità, basta muoversi , pianificare, concordare ma soprattutto volere.
    Circolo territoriale Futuro e Libertà per l’ Italia Grosseto

    il presidente Simonetta Baccetti”

  19. NelloNo Gravatar scrive:

    Stamane leggendo il Tirreno ho ripreso coraggio. Il Berlusca dimissionario mi aveva lasciato un vuoto tremendo, chi avrebbe preso il suo posto nel dire ora bianco e poi ribadire che mi avete frainteso o meglio, voi giornalisti comunistacci ecc…..
    Finalmente un lampo di luce, io che leggo, oltre che la stampa nazionale, anche, e con attenzione, quella locale sono andato in sollucchero: finalmente abbiamo a Grosseto, o meglio qui da noi, il sostituto del Berlusca. Mancava dicesse pubblicamente che da cittadino di Montepescali ha sempre detto che il Polo sotto il Baluardo non s’ha da fare e il gioco era fatto. Ma l’amico Marchetti è coerente con le sue idee, non ha detto così, solo perchè, si scoprirà forse nella prossima puntata, se vuole conferma deve attenersi al capo come novello Schilipoti. No lui come cittadino di Montepescali ha detto in consiglio che il Polo andava benissimo sotto il Baluardo, ma in questi tre secoli, pardon ho perso la cognizione del tempo, in questo mese e mezzo sono cambiate moltissime cose, non le dice, ma forse il punto principale è che Chelini è diventato Segretario Provinciale dell’API e al suo insediamento ha detto cose ben precise, se non ricordate, leggete le dichiarazioni rilasciate dall’amico sono le stesse (ricordo che un politico sardo ha dovuto fare reprimenda per aver copiato il discorso d’insediamento da un altro governatore). La barzelletta sta inoltre nel dire che il Sindaco ha cambiato parzialmente idea, sì su questo può aver ragione fino a qualche tempo fa ha detto che avrebbe fatto il polo agro-alimentare di 4Ha e non cosiderare gli altri 29Ha passati a zona industriale perchè atto, in pratica, dovuto; nell’ultima intervista (in oocasione di un convegno sugli investimenti, mi pare) ha detto che si comuncia con um modulo e poi si vedrà. Non mi risulta come dice che anche Bonifazi abbia parlato di rivedere il problema, nè come fattibilità nè come localizzazione (al limite lo ha fatto Marras), anzi ha criticato pesantemente le osservazioni della Regione, non come Marchetti che ora le prende a pretesto.
    Ultima analisi, tenendo conto che l’intervistatore, e non lui per essere precisi, ricorda le sue origine e lui non nega, perchè non è mai intervenuto nelle tre assemblee pubbliche tenute a Braccagni o meglio in quella tenuta a Montepescali?
    Ora che quei tre bischeri che nel luglio del 2009 si schierarono apertamente, e prendendo anche schiaffoni (metaforici) dai loro concittadini, hanno avuto un seguito numeroso (quante volte ci hanno criticato a non esserci schierati politicamente) e forse intravedono un risultato positivo, è bene cavalcarli, tanto gli italiani, da per tutto, ma soprattuto in politica hanno la memoria corta, e le elezioni non sono così lontane (va bene per tutto, politiche amministrative etc.)

    • Carlo VellutiniNo Gravatar scrive:

      Parto da un punto fondamentale: meglio tardi che mai!!! Quando lessi la prima uscita di Simone Marchetti (che ho sempre detto per me è prima di tutto un amico – seppur con posizioni diverse in quel caso- e poi un esponente politico) mi stupii molto, proprio per il fatto che è nato e cresciuto a Montepescali. Detto questo mi attendevo, però, un suo ravvedimento, tanto più dopo che il segretario del suo partito, l’Api, era stato chiaro su questo punto, cioè riportare il Polo al Madonnino. Dall’inizio della nostra battaglia ho sempre ritenuto che il buonsenso dovesse prevalere e, oggi, con un certo ritardo vediamo che in molti vengono sulle nostre posizioni e questo mi rende felice. Vuol dire che quanto dicevamo non era da “sindrome di Nimby” come ci bollò qualcuno, ma una cosa logica e razionale. Soprattutto in tempi in cui i soldi pubblici vanno spesi ed anche bene. L’ipotesi Spiga è fuori da ogni logica e, soprattutto, porta a costi, non tanto diretti quanto anche indiretti, che sono troppo elevati, mentre il Madonnino è già “tarato” per strutture di questo genere. Ben vengano dunque i cambi di idee, purché non si dica “io l’avevo detto”. I due bischeri che all’inizio si sono accorti della cosa e gli altri sette che ne hanno iniziato a parlare che che poi hanno dato vita al Comitato Sos Braccagni hanno dimostrato che il confronto ci vuole e può anche essere utile. E che, soprattutto, se uno riceve uno schiaffo, anche mediatico, bisogna saper reagire. Non a parole, ma con i fatti. E forse, alla fine, qualcuno non chiederà scusa, ma comunque ammetterà di aver sbagliato!!!!

  20. NelloNo Gravatar scrive:

    Sul Tirreno odierno è riportata una intervista (giornalista Lancisi) in cui il Governatore Rossi si scaglia contro i Comitati che più o meno spontanei nascono a difesa dei cittadini e/o del suolo. Nello specifico il Governatore si riferisce a quello di Castelfranco contro il Pirogassioficatore. Ho una conoscenza superficiale del problema e quindi non entro nello specifico, ma su quello che Rossi ha detto sì. Più o meno al giornalista che gli faceva notare la famosa legge sulla Partecipazione (illustrata anche con un esempio) il Governatore ha risposto: i Comitati devono intervenire prima e non dopo quando sono state concesse le autorizzazioni.
    Di primo acchito dico che il Governatore ha perfettamente ragione, ma non credo che legga i nostri blog, mi riferisco anche a quello del nostro Comitato (sicuramente lo fanno i giornalisti, almeno locali, del Tirreno e lo possono informare), ma se lo avesse fatto avrebbe visto come il comune di Grosseto ha gestito “le Giornate della Partecipazione per l’arredo urbano” e non solo con interventi di iscritti al comitato “sos Braccagni.net”. I cittadini dell’ex Circoscrizione 7 (così non si fanno distingui campanilistici e così erano le convocazioni) alla richiesta di delucidazioni sul Polo, i redatori dissero che in pratica non ne sapevano nulla (nonostante che all’epoca il progetto PILT stava ottenendo le prime autorizzazioni), ma in compenso nel verbale finale redatto in data 30 novembre 2009 fu scritto che i ciittadini dei due paesi interessati erano favorevoli all’opera. Come fa ad affermare il Governatore che il Comitato (ed anche il Coordinamento esistente) doveva prendere posizione prima delle autorizzazioni visto che la popolazione non ne era stata informata ne dagli organi dell’amministrazione (in primis il sindaco poi, a caduta, dai due consiglieri che ci rappresentavano e il consiglio di cirrcoscrizione, le minuscole non sono uno sbaglio) e nemmeno dai vari partiti politici. Strano che praticamente l’iter delle autoriizzazioni era iniziato nel 2008, con la spinta definitiva in data 30/06/2009. Forse le persone giuridiche (fra parentesi anche fisiche) non ne sapevano nulla? sarebbe grave.
    Ora, rimanendo a noi, in pratica il Governatore a noi ci dà dei disfattisti, siamo amremmani e gli attacchi ormai all’ordine del giorno ormai ci sfiorano e basta, ma sarebbe il caso che si informi delle cose prima di sputare sentenze.

    • Carlo VellutiniNo Gravatar scrive:

      Il problema è la generalizzazione dei Comitati che fanno i politici. Rossi ha da fare anche con quelli contro l’Ikea ed altri ancora. Il punto è che se guarda le proposte di Sos Braccagni, nel caso specifico, dice esattamente quello che ha detto la Regione con le sue osservazioni!!!!

  21. Carlo VellutiniNo Gravatar scrive:

    Bonifazi sul Corriere di Maremma di oggi sul Polo Logistico.

    Il dibattito Il sindaco dice la sua e stuzzica: “La Regione boccia la localizzazione, ma finanzia lo studio sui due poli: è schizofrenia?” “La priorità è il polo agroalimentare” Bonifazi: “La piattaforma logistica? Vedremo se metterà le gambe”

    GROSSETO – (g.d’o) “La priorità di questa Amministrazione è il Polo agroalimentare. L’ho detto e lo ribadisco: il nostro approccio sarà modulare, a tappe e la prima tappa è il polo agroalimentare. La piattaforma logistica? Averla pianificata non significa avere già tutto pronto; vedremo se il progetto metterà le gambe”. Il sindaco si inserisce così nel dibattito sul Polo logistico riaperto dall’assessore provinciale Gianni Chelini, in occasione del congresso dell’Api che lo ha eletto segretario. In quella circostanza Chelini aveva ammonito a “fare presto”, ma anche bene ipotizzando un ridimensionamento della struttura e anche una sua diversa collocazione rispetto a Braccagni, magari al Madonnino o anche altrove. Ad accogliere la proposta dell’assessore provinciale è stato il consigliere di opposizione Massimo Felicioni, che ha chiesto un tavolo di concertazione – lui da sempre contrario alla localizzazione a Braccagni – indicando come zone più idonee Scarlino o Grosseto nord. Ora il sindaco dice la sua, con toni cauti, senza dare per scontato nulla e ribadendo alcuni punti fermi. A partire dal fatto che “obiettivo del Comune è il Polo agroalimentare“, che è altra cosa dalla piattaforma logistica e che risponde all’esigenza riconosciuta da tutti di fare proprio dell’agroalimentare il punto di svolta per l’economia locale. “Siamo pronti a fare tutte le valutazioni del caso – precisa il sindaco – e le faremo nelle sedi e nei momenti opportuni, ovvero in fase di esame delle osservazioni al regolamento urbanistico. E’ lì infatti che ci sarà da ragionare sulla localizzazione di tutti gli insediamenti produttivi della città. Naturalmente – rileva – una infrastruttura come il Polo logistico ha bisogno di essere vicina allo snodo ferroviario”. Bonifazi ribadisce, comunque, che “la scelta imboccata da questa Amministrazione e colta da pochi è di procedere con un percorso modulare, ovvero: partiamo dal polo agroalimentare, poi vedremo”. Il sindaco torna, poi, sulle parole di Chelini. Sopratutto laddove sottolinea la necessità di non precludersi alcuna ipotesi sulla localizzazione, anche alla luce delle osservazioni della Regione Toscana, che hanno sostanzialmente bocciato l’ipotesi Braccagni. “E’ vero, la Regione – fa notare il sindaco con una punta di polemica – fa le osservazioni, ma assegna anche le risorse alla Provincia per effettuare studi sul’agroalimentare e la logistica. Significa che non è pregiudizialmente contraria all’ubicazione di queste due infrastrutture, anche perchè quando ha finanziato gli studi conosceva l’ipotesi di localizzazione. Cos’è: c’è schizofrenia? Noi – aggiunge – abbiamo proceduto alla pianificazione sempre in coerenza con il Pit e il Ptc, ovvero i piani dei due enti a noi sovraordinati: Regione e Provincia”. Insomma, quello del Polo logistico resta ancora un tema delicato, su cui facilmente si innescano confronti dialettici quando non vere e proprie polemiche. E comunque – precisa il sindaco – gli enti pianificano, poi sono i privati a dover investire

    • NelloNo Gravatar scrive:

      Che dire: dammi un pizzicotto per vedere se so sveglio.
      Da politico cerca sempre di arrampicarsi sugli specchi difendendo strenuamenmte quello che di giorno in giorno scricchiola sempre più. Ora non ha più il Comitato di fronte oppure certa opposizione (da valutare se realmente o per motivi meramente politici), ma prima la Regione, poi le aperture di Marras alla trattativa per la localizzazione, poi il segretario dell’API, in maggioranza (IdV da sempre schierata contro la posizione), che dice apertamente no allo Spiga prendendo come riferimento le osservazioni della Regione. Ora difende la sua creatura dando degli schizzofrenici ai fiorentini che a suo dire buttano via i soldi dandoli per fare studi allo scopo e poi bocciano i risultati fatti. Me ne intendo pèoco , ma quando fu presentato lo studio Invitalia si parlava genericamente di Braccagni, l’Ass. Reg. All’agricoltura Salvadori in campagna elettorale all’ex asilo disse che la Regione aveva individuato la nostra Provincia come sede di Polo Agroalimentare possibilmente nel comune di Grossseto, l’ubicazione di cui era a conoscenza (lo Spiga) era forse da rivedere. Il Madonnino è l’area che in primis individuava il PTC per il polo sia Agroindustriale che Logistico, guarda caso è e/o confina nel comune Grosseto, quindi che è schizzofrenico? forse quello che la sera a braccagni dice bianco e la mattina dopo a grosseto dice nero?
      Altro punto c’ha sempre assicurato che la zona industriale sarebbe stata nmssa a pbella posta rtanto a nessuno interessava ed ora dice : di parter da un modulo e poi da cosa nasce cosa. Beh, questa mi sembra propiro schizzofrenia.

    • Roberto SpadiNo Gravatar scrive:

      Ammettiamo che l’agroalimentare sia strategico per l’economia della provincia, può darsi; la regione finanzia gli studi di fattibilità, tutto bene; quello che noi si contesta è la LOCALIZZAZIONE.
      Che non la sceglie la regione, quindi il Sindaco faccia meno il furbo e tenga presente il nostro punto di vista:
      la zona industriale è al Madonnino.

  22. NicolaNo Gravatar scrive:

    Massimo Felicioni (Grosseto Oggi) contrario alla realizzazione dell’opera a Braccagni «Il Polo logistico sì, ma a Scarlino»

    GROSSETO. Il Polo logistico? Sì, ma a Scarlino, che è un ottimo punto di nodo strategico, e non a Braccagni, che è a rischio idraulico. «Siamo sempre in tempo a cambiare zona», secondo Grosseto Oggi (lista di Massimo Felicioni), che spiega di aver accolto «con soddisfazione il lungimirante intervento di Api che chiede alle istituzioni di discutere del concetto di Polo Logistico».
    «Crediamo che questa struttura, improntata sull’agroalimentare, rappresenti una buona opportunità di sviluppo per il territorio, soprattutto se sostenuto da indirizzi puntuali e finanziamenti della Regione e realizzato in una posizione strategica, in relazione a condizioni portuali, autostradali, aeroportuali e ferroviarie. Ecco perché ribadiamo che l’area più adatta a ospitare questo centro di smistamento sia quella di Scarlino (o in alternativa Grosseto Nord), per la condizione oggettiva del sito: un potenziale snodo ricco di collegamenti, anche con la provincia di Livorno. Sarebbe il caso di valutare a fondo questa possibilità – spiega Felicioni – coinvolgendo in un tavolo di concertazione la Provincia, la Camera di Commercio, le associazioni di categoria che possono aiutare una chiusura strategica sulla scelta, tutelando gli interessi di tutti i soggetti coinvolti, in primis i cittadini. La scelta di Braccagni? Il Regolamento urbanistico deve essere approvato dal Comune e siamo in tempo ad apportare le modifiche necessarie a tutelare la popolazione. Anche perché l’area del Madonnino rientra tra le zone a rischio idraulico: non commettiamo lo stesso errore fatto in passato sul territorio. Le conseguenze sono visibili a tutti».
    Il Tirreno

  23. GranocchiaioNo Gravatar scrive:

    POLO LOGISTICO: “Struttura essenziale, facciamola subito anche altrove”
    nuovo intervento sull’argomento

    Chelini, rieletto segretario provinciale, lancia la sua proposta che cambia le carte in tavola Polo logistico, l’Api stringe i tempi “Struttura essenziale, facciamola subito anche altrove”

    GROSSETO – (g.d’o) “Il vero cambio di marcia per questa provincia può arrivare dall’agroalimentare e per questo dobbiamo passare dalla logica del distretto rurale a quella del distretto agroalimentare. Per farlo, però, abbiamo bisogno di veder realizzate al più presto due infrastrutture non più rinviabili: la piattaforma logistica e il polo della qualità agroalimentare”. A dirlo è l’assessore provinciale allo Sviluppo economico, Gianni Chelini, nel corso del primo congresso provinciale di Alleanza per l’Italia (Api), che lunedì sera lo ha eletto all’unanimità segretario provinciale. Che l’agroalimentare sia la chiave di volta per lo sviluppo del territorio non è una novità delineata lunedì dall’Api. La novità, semmai, sta in quello che subito dopo ha aggiunto Chelini a proposito del Polo logistico. E’ noto che gli strumenti urbanistici del Comune di Grosseto lo collocano nel contesto di Braccagni e note sono anche le polemiche che l’ipotesi ha generato. Chelini, infatti, ha aggiunto che avendo lui stesso, a suo tempo, votato in favore del Polo logistico non vorrebbe vedere una infrastruttura decisiva per questo territorio restare imbrigliata nelle maglie di una localizzazione “affossata dalle osservazioni della Regione Toscana”. Dunque? Per il neo segretario dell’Api le alternative sono due: “Possiamo ipotizzare anche una infrastruttura di dimensioni più piccole rispetto a quelle previste, da realizzare magari nell’area del Madonnino, oppure non avere paura di ipotizzare addirittura il cambio di localizzazione. L’importante – ha aggiunto – che qualsiasi decisione venga assunta in tempi rapidi, perché questa infrastruttura è fondamentale per lo sviluppo economico della provincia, per l’internazionalizzazione delle nostre imprese, per l’occupazione”. Anche perché – è il ragionamento del segretario dell’Api – la piattaforma logistica “va saldata col Polo della qualità agroalimentare”, l’altra infrastruttura- scommessa di questi anni. Chelini ha commentato con soddisfazione l’inserimento del Polo nel Psre della Regione come centro di rilevanza regionale. Accanto all’agroalimentare, Chelini ha indicato nel turismo l’altro asse fondamentale di crescita, sollecitando procedure urbanistiche che consentano lo sviluppo o la riqualificazione delle strutture turistico- ricettive, auspicando un fondo rotativo della Regione per il potenziamento di queste infrastrutture e puntando anche sulla nautica e le infrastrutture portuali “anche come valvola di sfogo per il settore edile”. Per l’Api, insomma, sono le politiche per lo sviluppo e la crescita dell’economia locale a rappresentare l’unica possibile arma vincente per le Amministrazioni locali. “La crisi che attraversa il Paese – ha osservato Chelini – è drammatica anche perché è una crisi che colpisce pesantemente anche la finanza pubblica, che non è più in grado di garantire la coesione sociale solo attraverso le politiche di bilancio”. Serve far leva su altro, su politiche attive “che incidano sull’economia e quindi sull’occupazione”. Sul piano più prettamente politico Chelini ha spazzato via l’ipotesi che in provincia di Grosseto possa attecchire un terzo polo sganciato tanto dal Pd che dal Pdl. “L’Api – ha detto dal palco del congresso di fronte ad una platea di 150 iscritti, di delegazioni di tutti i partiti, davanti al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e al presidente della Provincia Leonardo Marras – è e sta nel centrosinistra”. Poi un messaggio al Pd “come principale forza di maggioranza relativa: sia generosa nella sua capacità di aggregare. Per noi il Partito democratico – ha poi aggiunto – è il nostro principale alleato, non il nostro principale”. In platea anche l’Udc con Gabriele Bellettini e il coordinatore provinciale Jacopo Tonelli. Ai centristi Chelini ha detto di “vedere con grande favore l’avvicinamento costante al centrosinistra” auspicando che “la collaborazione avviata a Grosseto nell’Amministrazione Bonifazi si allarghi sempre di più”. Il congresso, oltre a Chelini, ha eletto Moreno Lazzeri segretario amministrativo e ha nominato una direzione di 28 componenti.
    da CORRIERE DI MAREMMA 09 11 2011

    • Carlo VellutiniNo Gravatar scrive:

      Spero che quanto detto da Gianfranco Chelini si possa tradurre in consiglio comunale in una proposta da parte di Simone Marchetti (che è tra i 28 del direttivo dell’Api). Sinceramente conoscendo Simone mi sembra strano (nonostante le dichiarazioni rese in pubblico) che non possa non condividere una nuova localizzazione del Polo!!!

  24. fabrizio fabbriniNo Gravatar scrive:

    In sintonia con alcuni che sono intervenuti su questo blog contro il polo logistico, credo che sia venuto il tempo di lasciare da parte le chiacchere e di incominciare ad agire concretamente.
    Spero che già dall’assemblea di lunedì 31 ottobre siano definite le linee da intraprendere, anche quelle giudiziarie se necessarie.
    Non riesco ancora a capire l’ostinazione dell’amministrazione sulla scelta della localizzazione del polo attaccato al paese di Braccagni. Ritengo anche inopportuno il comportamento di quei cittadini contrati all’opera ma che, nell’ultime elezioni comunali, hanno dato la loro preferenza a Bonifazi, quando quest’ultimo ha sempre sostenuto che il sostegno ricevuto lo avrebbe considerato favorevole al suo intero programma elettorale.

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