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	<title>Commenti a: POLO LOGISTICO INTERMODALE DI BRACCAGNI</title>
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		<title>Di: Granocchiaio</title>
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		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 16:21:05 +0000</pubDate>
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		<description>POLO LOGISTICO, LE ILLEGITTIMITA’ SONO EVIDENTI
By comitato On 9 febbraio 2012 · Leave a Comment

Il sindaco faccia un passo indietro e opti per il Madonnino

Continuo a non capire il comportamento del Comune di Grosseto sul Polo logistico di Braccagni e soprattutto a non comprendere il perseverare di questo atteggiamento da parte del sindaco Emilio Bonifazi. Non solo non tiene conto del rischio idraulico e dell’art.142 della legge regionale finanziaria 2012,  che certo aiuta a escludere la fattibilità del Polo Logistico a Braccagni: non prende nemmeno in considerazione  l’illegittimità della previsione del centro nella variante al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico, che il comitato Sos Braccagni vuole impugnare davanti al Tar. C’è infatti un netto contrasto della previsione “Braccagni” con gli strumenti di governo del territorio, come il Ptc della Provincia ed il Pit della Regione Toscana. Insomma, gli unici a difendere la validità del progetto sono i nostri amministratori. Perché tutta questa insistenza? Cosa c’è dietro?

Ritengo che sia necessario mettere un punto fermo non a una bagarre politica ma ad una condizione formale di contenuto normativo, altrimenti vuol dire che ci possiamo dimettere tutti risparmiando tempo e denaro non solo pubblico ma soprattutto personale.

Va bene, non si vuol fare il polo logistico a Scarlino dove invece sarebbe stato logico al di là  di ciò che dicono i tuttologi amministratori: spiegateci allora perché non si vuol fare dove previsto originariamente dal Piano strutturale, cioè al Madonnino, dove tra l’altro sono state investite risorse economiche pubbliche per la messa in sicurezza idraulica del sito, tenendo conto anche dell’adiacente comparto già urbanizzato presente nel Comune di Roccastrada. Torno a ripetere c’è qualche cosa che ci sfugge. Vogliamo davvero credere che si spenderanno da parte del privato 20 milioni di euro per le opere di messa in sicurezza a Braccagni? Credo che al Madonnino ne siano stati spesi circa 8 di milioni di euro.

Ritengo che soprattutto in questo momento di gravi crisi che il nostro Paese sta attraversando, in una Maremma che ha bisogno di essere rilanciata e non penalizzata da scelte tecniche e politiche scellerate (e comunque a nostro pensiero anche illegittime), il buon senso è ciò che, come si dice in Maremma “salva capre e cavoli”. Non ci sarebbe veramente nulla di male, anzi dimostrerebbe carattere, senso di responsabilità e lungimiranza, riconoscere che la strada intrapresa in altri momenti era sbagliata e che ad oggi serve tornare indietro.

Massimo Felicioni

Capogruppo Grosseto Oggi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>POLO LOGISTICO, LE ILLEGITTIMITA’ SONO EVIDENTI<br />
By comitato On 9 febbraio 2012 · Leave a Comment</p>
<p>Il sindaco faccia un passo indietro e opti per il Madonnino</p>
<p>Continuo a non capire il comportamento del Comune di Grosseto sul Polo logistico di Braccagni e soprattutto a non comprendere il perseverare di questo atteggiamento da parte del sindaco Emilio Bonifazi. Non solo non tiene conto del rischio idraulico e dell’art.142 della legge regionale finanziaria 2012,  che certo aiuta a escludere la fattibilità del Polo Logistico a Braccagni: non prende nemmeno in considerazione  l’illegittimità della previsione del centro nella variante al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico, che il comitato Sos Braccagni vuole impugnare davanti al Tar. C’è infatti un netto contrasto della previsione “Braccagni” con gli strumenti di governo del territorio, come il Ptc della Provincia ed il Pit della Regione Toscana. Insomma, gli unici a difendere la validità del progetto sono i nostri amministratori. Perché tutta questa insistenza? Cosa c’è dietro?</p>
<p>Ritengo che sia necessario mettere un punto fermo non a una bagarre politica ma ad una condizione formale di contenuto normativo, altrimenti vuol dire che ci possiamo dimettere tutti risparmiando tempo e denaro non solo pubblico ma soprattutto personale.</p>
<p>Va bene, non si vuol fare il polo logistico a Scarlino dove invece sarebbe stato logico al di là  di ciò che dicono i tuttologi amministratori: spiegateci allora perché non si vuol fare dove previsto originariamente dal Piano strutturale, cioè al Madonnino, dove tra l’altro sono state investite risorse economiche pubbliche per la messa in sicurezza idraulica del sito, tenendo conto anche dell’adiacente comparto già urbanizzato presente nel Comune di Roccastrada. Torno a ripetere c’è qualche cosa che ci sfugge. Vogliamo davvero credere che si spenderanno da parte del privato 20 milioni di euro per le opere di messa in sicurezza a Braccagni? Credo che al Madonnino ne siano stati spesi circa 8 di milioni di euro.</p>
<p>Ritengo che soprattutto in questo momento di gravi crisi che il nostro Paese sta attraversando, in una Maremma che ha bisogno di essere rilanciata e non penalizzata da scelte tecniche e politiche scellerate (e comunque a nostro pensiero anche illegittime), il buon senso è ciò che, come si dice in Maremma “salva capre e cavoli”. Non ci sarebbe veramente nulla di male, anzi dimostrerebbe carattere, senso di responsabilità e lungimiranza, riconoscere che la strada intrapresa in altri momenti era sbagliata e che ad oggi serve tornare indietro.</p>
<p>Massimo Felicioni</p>
<p>Capogruppo Grosseto Oggi</p>
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		<title>Di: Nello</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-13/#comment-12597</link>
		<dc:creator>Nello</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 19:18:16 +0000</pubDate>
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		<description>In effetti anche questa voce è circolata, anzi mi sembra che proprio qui tempo addietro è stata riportata. Non so quanto posssa essere attendibile anche per il collegamento ai tre siti. In pratica Cannicci è in esaurimento e, se non ero non è stato trovato in zona un luogo per la discarica, mi sembra che il non riciclablile vada nel senese (Chiusi?), alle Strillaie viene portato e lavorato il riciclabile, per CDR (doveva andare a Scarlino ed è di stamane la notizia riportata dal Tirreno che il Sindaco deve trovare dove bruciarlo, viste le note vicende) e compost, Scarlino al limite può essere considerato un inceneritore (come a Valpiana) o una centrale a CDR. Penso che per qui il collegamento ai rifiuti sia stato fatto, vuoi perchè fra le molteplici attività della PILT c&#039;era anche lo stoccaggio e fra i soci c&#039;era (c&#039;è) Agrideco; altro punto che porta ai rifiuti è che il progetto prevede una centrale (di discreta potenza) a biomasse, che in pratica può bruciatre di tutto, al limite anche rifiuti. 
Comunque da qui a dire che il Polo divenga una discarica ce ne vuole, anzi dirrei che si potrebbe trattare di una di quelle leggende metropolitane (la zona è passata come industriale e come tale dovrebbe essere soggetta a ICI anche se onestamente non ci sono state polemiche e sì che per quell&#039;area la tassa dovrebbe essere pesante..., se la cartella è arrivata, so per certo che a piccoli è arrivata))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti anche questa voce è circolata, anzi mi sembra che proprio qui tempo addietro è stata riportata. Non so quanto posssa essere attendibile anche per il collegamento ai tre siti. In pratica Cannicci è in esaurimento e, se non ero non è stato trovato in zona un luogo per la discarica, mi sembra che il non riciclablile vada nel senese (Chiusi?), alle Strillaie viene portato e lavorato il riciclabile, per CDR (doveva andare a Scarlino ed è di stamane la notizia riportata dal Tirreno che il Sindaco deve trovare dove bruciarlo, viste le note vicende) e compost, Scarlino al limite può essere considerato un inceneritore (come a Valpiana) o una centrale a CDR. Penso che per qui il collegamento ai rifiuti sia stato fatto, vuoi perchè fra le molteplici attività della PILT c&#8217;era anche lo stoccaggio e fra i soci c&#8217;era (c&#8217;è) Agrideco; altro punto che porta ai rifiuti è che il progetto prevede una centrale (di discreta potenza) a biomasse, che in pratica può bruciatre di tutto, al limite anche rifiuti.<br />
Comunque da qui a dire che il Polo divenga una discarica ce ne vuole, anzi dirrei che si potrebbe trattare di una di quelle leggende metropolitane (la zona è passata come industriale e come tale dovrebbe essere soggetta a ICI anche se onestamente non ci sono state polemiche e sì che per quell&#8217;area la tassa dovrebbe essere pesante&#8230;, se la cartella è arrivata, so per certo che a piccoli è arrivata))</p>
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		<title>Di: preoccupato</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-13/#comment-12596</link>
		<dc:creator>preoccupato</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 15:59:12 +0000</pubDate>
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		<description>Ci sono voci che dicono che Braccagni sarebbe il fulcro su cui girano gli interessi per la gestione e il trattamento dei rifiuti, non a caso si trova nel mezzo al triangolo CANNICCI-STRILLAIE-SCARLINO ; qualcuno sa niente di questo è può confermarlo o smentirlo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono voci che dicono che Braccagni sarebbe il fulcro su cui girano gli interessi per la gestione e il trattamento dei rifiuti, non a caso si trova nel mezzo al triangolo CANNICCI-STRILLAIE-SCARLINO ; qualcuno sa niente di questo è può confermarlo o smentirlo?</p>
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		<title>Di: Nello</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-13/#comment-12595</link>
		<dc:creator>Nello</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 07:26:11 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sono dimenticato di dire che l&#039;UE ha dato l&#039;ok al progetto, era sulla cronaca di Firenze della Repubblica di Giovedì.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono dimenticato di dire che l&#8217;UE ha dato l&#8217;ok al progetto, era sulla cronaca di Firenze della Repubblica di Giovedì.</p>
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		<title>Di: Nello</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-13/#comment-12594</link>
		<dc:creator>Nello</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 07:23:01 +0000</pubDate>
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		<description>Mezzolitro dice che sono gli oneri di urbanizzazione a fare gola, ma penso che in un progetto previsionale di 400 milioni siano in molti a volerci mettere il becco. Cito ancora quella cifra, anche se dai più si sente dire che ci sarà di minimo un ridimenzionamento, in quanto nel RU l&#039;area Spiga non viene chiamata, che so, &quot;area industriale nord Braccagni&quot; o meglio ancora &quot;Area indusatriale Spiga&quot; (come erroneamente è citata Zona o area Via Concialini che a Braccagni non esiste); no viene citata proprio come &quot;area PILT&quot;. Nel periodo di costruzione, almeno fino a che non sarà installato il cantiere, anche i commercianti di Braccagni qualche caffè o qualche etto di mortadella o pranzo in più lo faranno, ma poi non credo che la casa duri a lungo, così per le piccole o medie imprese locali. No penso che ci mangieranno i soliti grossi, con il rischio grosso per i piccoli di rimanere dopo bruciati. Per chi non lo sapesse già da tempo in Rete circola (o circolava non so perchè non ci sono più andato) la Pubblicità-avviso di vendita per capannoni in area PILT di una Società, che si sfruttava progetti di professionisti locali che con lei hanno sicuramente lavorato, ma non era di
Grosseto.
Ultima per ora, ma ennesima nel tempo, annotazione. Anche oggi i Nostri si sentono presi in giro dalla Regione, perchè si sarebbe rimangiata la parola e molto di più, con le osservazioni sul Polo e poi con il famigerato (su questo bisogna però dargliene anche atto) art. 142 della legge 66/11. Da tempo un &quot;cavallo di battaglia&quot; del Governatore Rossi era il Corridoio Balcanico, cioè un collegamento fra l&#039;Europa orientale e la Spagna, con punti di riferimento in Italia i porti di Ancona e Livorno (non Piombino come vorrebbero le autorità locali, ricordate la polemica dell&#039;aggregazione alla nostra provincia?), sfruttando la viabilità &quot;Due Mari&quot;-Aurelia (o meglio Tirrenica)? Mi si sa dire a cosa servirebbe un Polo Logistico a Braccagni (dirrò di più) in provincia di Grosseto? Credo che sia più logico investire per un eventuale sviluppo di quello esistente in area labronica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mezzolitro dice che sono gli oneri di urbanizzazione a fare gola, ma penso che in un progetto previsionale di 400 milioni siano in molti a volerci mettere il becco. Cito ancora quella cifra, anche se dai più si sente dire che ci sarà di minimo un ridimenzionamento, in quanto nel RU l&#8217;area Spiga non viene chiamata, che so, &#8220;area industriale nord Braccagni&#8221; o meglio ancora &#8220;Area indusatriale Spiga&#8221; (come erroneamente è citata Zona o area Via Concialini che a Braccagni non esiste); no viene citata proprio come &#8220;area PILT&#8221;. Nel periodo di costruzione, almeno fino a che non sarà installato il cantiere, anche i commercianti di Braccagni qualche caffè o qualche etto di mortadella o pranzo in più lo faranno, ma poi non credo che la casa duri a lungo, così per le piccole o medie imprese locali. No penso che ci mangieranno i soliti grossi, con il rischio grosso per i piccoli di rimanere dopo bruciati. Per chi non lo sapesse già da tempo in Rete circola (o circolava non so perchè non ci sono più andato) la Pubblicità-avviso di vendita per capannoni in area PILT di una Società, che si sfruttava progetti di professionisti locali che con lei hanno sicuramente lavorato, ma non era di<br />
Grosseto.<br />
Ultima per ora, ma ennesima nel tempo, annotazione. Anche oggi i Nostri si sentono presi in giro dalla Regione, perchè si sarebbe rimangiata la parola e molto di più, con le osservazioni sul Polo e poi con il famigerato (su questo bisogna però dargliene anche atto) art. 142 della legge 66/11. Da tempo un &#8220;cavallo di battaglia&#8221; del Governatore Rossi era il Corridoio Balcanico, cioè un collegamento fra l&#8217;Europa orientale e la Spagna, con punti di riferimento in Italia i porti di Ancona e Livorno (non Piombino come vorrebbero le autorità locali, ricordate la polemica dell&#8217;aggregazione alla nostra provincia?), sfruttando la viabilità &#8220;Due Mari&#8221;-Aurelia (o meglio Tirrenica)? Mi si sa dire a cosa servirebbe un Polo Logistico a Braccagni (dirrò di più) in provincia di Grosseto? Credo che sia più logico investire per un eventuale sviluppo di quello esistente in area labronica.</p>
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		<title>Di: mezzolitro</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-13/#comment-12592</link>
		<dc:creator>mezzolitro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 14:47:38 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che quello che può far gola sono gli &quot;oneri di urbanizzazione&quot; che visto il valore dell&#039;opera dovrebbero avere una discreta consistenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che quello che può far gola sono gli &#8220;oneri di urbanizzazione&#8221; che visto il valore dell&#8217;opera dovrebbero avere una discreta consistenza.</p>
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		<title>Di: fabrizio fabbrini</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-13/#comment-12590</link>
		<dc:creator>fabrizio fabbrini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 11:48:26 +0000</pubDate>
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		<description>Seguo sempre in maniera interessata l&#039;evolversi della situazione legata al polo logistico, approvando in pieno l&#039;azione intrapresa dal comitato No polo Braccagni. Quello che mi chiedo e che non mi spiego è l&#039;ostinazione del Comune di Grosseto e della Provincia di costruirlo allo Spiga. Formulo nuovamente la domanda: a chi giova?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Seguo sempre in maniera interessata l&#8217;evolversi della situazione legata al polo logistico, approvando in pieno l&#8217;azione intrapresa dal comitato No polo Braccagni. Quello che mi chiedo e che non mi spiego è l&#8217;ostinazione del Comune di Grosseto e della Provincia di costruirlo allo Spiga. Formulo nuovamente la domanda: a chi giova?</p>
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		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-13/#comment-12574</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:12:29 +0000</pubDate>
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		<description>diversi interventi sulla stampa a proposito del Polo Logistico
ecco qui sotto i più recenti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>diversi interventi sulla stampa a proposito del Polo Logistico<br />
ecco qui sotto i più recenti</p>
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		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-12/#comment-12573</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:11:18 +0000</pubDate>
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		<description>CORRIERE DI MAREMMA  10-02-2012
AMBIENTE
Grosseto Legambiente sulla pianificazione urbanistica “Più attenzione al rischio idraulico”
 GROSSETO Legambiente ribadisce, a proposito della legge sul rischio idraulico, che pur essendo necessaria una verifica per contestualizzare la norma tenendo conto delle caratteristiche, questo deve essere fatto con una forte coerenza rispetto alla filosofia che sta alla base del provvedimento emanato dalla Regione. “In pratica il problema non è determinato dalla realizzazione di staccionate, muretti e piccole opere, ma alla pericolosità - spiega Angelo Gentili - di una pianificazione urbanistica”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CORRIERE DI MAREMMA  10-02-2012<br />
AMBIENTE<br />
Grosseto Legambiente sulla pianificazione urbanistica “Più attenzione al rischio idraulico”<br />
 GROSSETO Legambiente ribadisce, a proposito della legge sul rischio idraulico, che pur essendo necessaria una verifica per contestualizzare la norma tenendo conto delle caratteristiche, questo deve essere fatto con una forte coerenza rispetto alla filosofia che sta alla base del provvedimento emanato dalla Regione. “In pratica il problema non è determinato dalla realizzazione di staccionate, muretti e piccole opere, ma alla pericolosità &#8211; spiega Angelo Gentili &#8211; di una pianificazione urbanistica”.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-12/#comment-12572</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:10:31 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;IL TIRRENO 09-02-2012&lt;/strong&gt;

PANORAMA POLITICO
«Andremo al Tar, se servirà» Braccagni, il Comitato contro il Polo logistico: i problemi ci sono al di là del rischio idraulico Sono in tanti contro le nuove norme introdotte dalla Regione Toscana
 Il polverone intorno alla norma della finanziaria regionale non si abbassa. Ad alzarlo era stato l&#039;assessore comunale all&#039;Ambiente Giancarlo Tei. A stretto giro di posta era arrivata la risposta dell&#039;assessore regionale Annarita Bramerini, che aveva rassicurato: ci saranno 180 giorni per adattare la norma, pensata dopo i disastri della Lunigiana. Poi le prese di posizione dell&#039;Ance, degli agricoltori e, in ultimo, degli ordini professionali. Senza contare gli anatemi di Lamioni e Marras agli Stati generali dell&#039;edilizia. Da tutti l&#039;appello a Firenze perchè tenga conto delle peculiarità dei territori, visto che una norma di questo tipo di fatto condizionerebbe quasi tutta la piana grossetana. A favore dell&#039;articolo 142 della legge regionale si era espressa invece Legambiente.

di Gabriele Baldanzi GROSSETO L&#039;articolo 142 - Interventi nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata - contenuto nella Legge Finanziaria 2012 della Regione Toscana, continua a essere tema di dibattito, terreno di scontro. Ieri sera Il Comitato Sos Braccagni ha tenuto una conferenza stampa, a Grosseto, per replicare alle dichiarazioni del sindaco Emilio Bonifazi a proposito dell&#039;inedificabilità nelle aree a rischio idraulico, con conseguenze - pare di capire - per il futuro Polo logistico di Braccagni, avversato dalla stragrande maggioranza dei cittadini della frazione e delle aree limitrofe. Ma è davvero così? L&#039;articolo 142 uccide definitivamente il polo logistico di Braccagni nei termini in cui è stato immaginato dal Regolamento urbanistico del Comune di Grosseto? Per Fabio Bargelli, presidente del Comitato Sos Braccagni, le cose stanno diversamente. «L&#039;articolo 142, è vero, pone ulteriori vincoli, fissa paletti che al momento sembrano insormontabili. Insomma ci aiuta. Tuttavia la collocazione del polo logistico a Braccagni resta illegittima a prescindere. E noi - qualora questa previsione restasse nel regolamento urbanistico - impugneremo davanti al Tar la scheda e la variante al piano strutturale». Al fianco di Bargelli, ieri sera, c&#039;erano l&#039;avvocato Patrizio Galeotti, Roberto Spadi, Nello Lolini, Maurilio Boni, Vladimiro Capecchi e l&#039;architetto Luca Barbacci. A turno hanno parlato delle &quot;evidenti incompatibilità&quot; che esistono tra la scelta che il Comune pare intenzionato a fare (il polo logistico attaccato al paese) e le previsioni del Piano territoriale di coordinamento (lo strumento con cui la Provincia governa l&#039;uso del territorio) e la disciplina del Pit, il piano di indirizzo territoriale della Regione. Per l&#039;avvocato Patrizio Galeotti «Il Comune di Grosseto ha preso una strada sbagliata ed è arrivato il momento di ammetterlo e tornare indietro. Noi diciamo sì alla previsione che era contenuta nel Piano strutturale (il Polo era al Madonnino, non assediava la frazione - ndr), perché su quella scelta c&#039;era stata la convergenza tra istituzioni e popolazione. Al Madonnino, peraltro, sono già stati spesi 8 milioni di euro per prevenire il rischio idraulico mentre a Braccagni si parla di interventi di messa in sicurezza dell&#039;area per 20 milioni, a carico del privato…». Poi le stoccate a Bonifazi. «Ogni anno i primi di novembre - attacca Bargelli - rilancia l&#039;allarme Ombrone per la città di Grosseto, adesso dice che in Maremma il reticolo idraulico è sotto controllo. E&#039; davvero sicuro che Braccagni non sia a rischio? La storia recente dice un&#039;altra cosa..». Le conclusioni sono affidate a Luca Barbacci, un tecnico: «Noi crediamo che in questa fase, dove a Firenze si norma, a Grosseto si discute e a Braccagni ci si arrabbia, un tentativo di sintonizzare le posizioni sia necessario. L&#039;articolo 142 norma la pianificazione del territorio ma non a caso è inserito in una legge finanziaria. E&#039; evidente dove si vuole andare a parare. Ecco perché bisogna fare a monte scelte di prevenzione dei rischi. Quindi partendo proprio dal regolamento urbanistico».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TIRRENO 09-02-2012</strong></p>
<p>PANORAMA POLITICO<br />
«Andremo al Tar, se servirà» Braccagni, il Comitato contro il Polo logistico: i problemi ci sono al di là del rischio idraulico Sono in tanti contro le nuove norme introdotte dalla Regione Toscana<br />
 Il polverone intorno alla norma della finanziaria regionale non si abbassa. Ad alzarlo era stato l&#8217;assessore comunale all&#8217;Ambiente Giancarlo Tei. A stretto giro di posta era arrivata la risposta dell&#8217;assessore regionale Annarita Bramerini, che aveva rassicurato: ci saranno 180 giorni per adattare la norma, pensata dopo i disastri della Lunigiana. Poi le prese di posizione dell&#8217;Ance, degli agricoltori e, in ultimo, degli ordini professionali. Senza contare gli anatemi di Lamioni e Marras agli Stati generali dell&#8217;edilizia. Da tutti l&#8217;appello a Firenze perchè tenga conto delle peculiarità dei territori, visto che una norma di questo tipo di fatto condizionerebbe quasi tutta la piana grossetana. A favore dell&#8217;articolo 142 della legge regionale si era espressa invece Legambiente.</p>
<p>di Gabriele Baldanzi GROSSETO L&#8217;articolo 142 &#8211; Interventi nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata &#8211; contenuto nella Legge Finanziaria 2012 della Regione Toscana, continua a essere tema di dibattito, terreno di scontro. Ieri sera Il Comitato Sos Braccagni ha tenuto una conferenza stampa, a Grosseto, per replicare alle dichiarazioni del sindaco Emilio Bonifazi a proposito dell&#8217;inedificabilità nelle aree a rischio idraulico, con conseguenze &#8211; pare di capire &#8211; per il futuro Polo logistico di Braccagni, avversato dalla stragrande maggioranza dei cittadini della frazione e delle aree limitrofe. Ma è davvero così? L&#8217;articolo 142 uccide definitivamente il polo logistico di Braccagni nei termini in cui è stato immaginato dal Regolamento urbanistico del Comune di Grosseto? Per Fabio Bargelli, presidente del Comitato Sos Braccagni, le cose stanno diversamente. «L&#8217;articolo 142, è vero, pone ulteriori vincoli, fissa paletti che al momento sembrano insormontabili. Insomma ci aiuta. Tuttavia la collocazione del polo logistico a Braccagni resta illegittima a prescindere. E noi &#8211; qualora questa previsione restasse nel regolamento urbanistico &#8211; impugneremo davanti al Tar la scheda e la variante al piano strutturale». Al fianco di Bargelli, ieri sera, c&#8217;erano l&#8217;avvocato Patrizio Galeotti, Roberto Spadi, Nello Lolini, Maurilio Boni, Vladimiro Capecchi e l&#8217;architetto Luca Barbacci. A turno hanno parlato delle &#8220;evidenti incompatibilità&#8221; che esistono tra la scelta che il Comune pare intenzionato a fare (il polo logistico attaccato al paese) e le previsioni del Piano territoriale di coordinamento (lo strumento con cui la Provincia governa l&#8217;uso del territorio) e la disciplina del Pit, il piano di indirizzo territoriale della Regione. Per l&#8217;avvocato Patrizio Galeotti «Il Comune di Grosseto ha preso una strada sbagliata ed è arrivato il momento di ammetterlo e tornare indietro. Noi diciamo sì alla previsione che era contenuta nel Piano strutturale (il Polo era al Madonnino, non assediava la frazione &#8211; ndr), perché su quella scelta c&#8217;era stata la convergenza tra istituzioni e popolazione. Al Madonnino, peraltro, sono già stati spesi 8 milioni di euro per prevenire il rischio idraulico mentre a Braccagni si parla di interventi di messa in sicurezza dell&#8217;area per 20 milioni, a carico del privato…». Poi le stoccate a Bonifazi. «Ogni anno i primi di novembre &#8211; attacca Bargelli &#8211; rilancia l&#8217;allarme Ombrone per la città di Grosseto, adesso dice che in Maremma il reticolo idraulico è sotto controllo. E&#8217; davvero sicuro che Braccagni non sia a rischio? La storia recente dice un&#8217;altra cosa..». Le conclusioni sono affidate a Luca Barbacci, un tecnico: «Noi crediamo che in questa fase, dove a Firenze si norma, a Grosseto si discute e a Braccagni ci si arrabbia, un tentativo di sintonizzare le posizioni sia necessario. L&#8217;articolo 142 norma la pianificazione del territorio ma non a caso è inserito in una legge finanziaria. E&#8217; evidente dove si vuole andare a parare. Ecco perché bisogna fare a monte scelte di prevenzione dei rischi. Quindi partendo proprio dal regolamento urbanistico».</p>
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	</item>
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		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-12/#comment-12571</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:09:32 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;CORRIERE DI MAREMMA – 09-02-2012&lt;/strong&gt;
AMBIENTE
Polo logistico Braccagni Il particolare Duro attacco: “Il tempo ancora c’è” “Siamo pronti a ricorrere al Tar, ma Bonifazi corregga gli errori”
 GROSSETO Il Comitato Sos Braccagni.net ha già pronte le carte per procedere ad un ricorso al Tar contro il regolamento urbanistico se non verrà stralciata la variante che sposta il Polo Logistico dal Madonnino al paese. “Siamo pronti per il ricorso - dicono il presidente Bargelli e l’avvocato Galeotti in conferenza stampa - Non vogliamo però che le colpe del fatto che il Regolamento Urbanistico verrà bloccato ricadano su di noi. Il sindaco ha tutto il tempo per correggere gli errori che noi abbiamo segnalato in più di un’occasione”. Ovviamente il ricorso cercherà di essere specifico. “Noi cercheremo di localizzarlo il più possibile - dice l’avvocato Galeotti- però è chiaro che se per il Regolamento ci limiteremo al Polo, però dovremo impugnare la variante al Piano Strutturale che sposta l’opera dal Madonnino e quella non riguarda solo il Polo Logistico ma anche altre previsioni. In questa situazione economica preferiremmo non frenare ulteriormente l’economia maremmana a causa di un ricorso che può essere evitato”. Il Comitato ricorda come sia sempre stato pronto al dialogo con l&#039;amministrazione e che già quando fu definita irricevibile per errore una sua osservazione dal Comune non la impugnò per non frenare l’iter di approvazione del regolamento. “Quello che però ci sorprende di più - dicono i membri del Comitato- è come si sposti il Polo dal Madonnino ed al contempo si spendano 8 milioni di euro per la messa in sicurezza idraulica di quest&#039;area, finita sott’acqua nell&#039;alluvione del 2004. Vi sono state realizzate le idrovore ed i fori sotto l’Aurelia”. Ma c’è di più. “Ci domandiamo - dice il Comitato - perché il Sindaco parla di sicurezza del reticolato idraulico maremmano e poi lanci costantemente l’allarme Ombrone?”. Aggiungendo anche come sia il Consorzio Bonifica che l’Ato abbiano sollevato perplessità sulla realizzazione del Polo Logistico alle porte di Braccagni. 

&lt;strong&gt;c.vel.&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CORRIERE DI MAREMMA – 09-02-2012</strong><br />
AMBIENTE<br />
Polo logistico Braccagni Il particolare Duro attacco: “Il tempo ancora c’è” “Siamo pronti a ricorrere al Tar, ma Bonifazi corregga gli errori”<br />
 GROSSETO Il Comitato Sos Braccagni.net ha già pronte le carte per procedere ad un ricorso al Tar contro il regolamento urbanistico se non verrà stralciata la variante che sposta il Polo Logistico dal Madonnino al paese. “Siamo pronti per il ricorso &#8211; dicono il presidente Bargelli e l’avvocato Galeotti in conferenza stampa &#8211; Non vogliamo però che le colpe del fatto che il Regolamento Urbanistico verrà bloccato ricadano su di noi. Il sindaco ha tutto il tempo per correggere gli errori che noi abbiamo segnalato in più di un’occasione”. Ovviamente il ricorso cercherà di essere specifico. “Noi cercheremo di localizzarlo il più possibile &#8211; dice l’avvocato Galeotti- però è chiaro che se per il Regolamento ci limiteremo al Polo, però dovremo impugnare la variante al Piano Strutturale che sposta l’opera dal Madonnino e quella non riguarda solo il Polo Logistico ma anche altre previsioni. In questa situazione economica preferiremmo non frenare ulteriormente l’economia maremmana a causa di un ricorso che può essere evitato”. Il Comitato ricorda come sia sempre stato pronto al dialogo con l&#8217;amministrazione e che già quando fu definita irricevibile per errore una sua osservazione dal Comune non la impugnò per non frenare l’iter di approvazione del regolamento. “Quello che però ci sorprende di più &#8211; dicono i membri del Comitato- è come si sposti il Polo dal Madonnino ed al contempo si spendano 8 milioni di euro per la messa in sicurezza idraulica di quest&#8217;area, finita sott’acqua nell&#8217;alluvione del 2004. Vi sono state realizzate le idrovore ed i fori sotto l’Aurelia”. Ma c’è di più. “Ci domandiamo &#8211; dice il Comitato &#8211; perché il Sindaco parla di sicurezza del reticolato idraulico maremmano e poi lanci costantemente l’allarme Ombrone?”. Aggiungendo anche come sia il Consorzio Bonifica che l’Ato abbiano sollevato perplessità sulla realizzazione del Polo Logistico alle porte di Braccagni. </p>
<p><strong>c.vel.</strong></p>
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		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-12/#comment-12570</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:08:40 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;CORRIERE DI MAREMMA -  09-02-2012&lt;/strong&gt;
AMBIENTE
Grosseto Polo logistico Il Comitato attacca il sindaco
 Ieri incontro nella sala di via De Amicis per parlare del futuro della struttura di Braccagni

GROSSETO “Non è l’art. 142 della legge finanziaria regionale a bloccare il Polo logistico di Braccagni, ma è lo stesso Pit regionale”. E’ chiaro il comitato Sos Braccagni.net nel replicare al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi che l’aveva additato di fronte ai professionisti come quello che impedisce la nascita dell’infrastruttura alle porte di Braccagni. “L’art. 142 non è il solo - dice il presidente del Comitato Fabio Bargelli - non va però dimenticato che la legge finanziaria regionale è, appunto una finanziaria e non una legge di indirizzo territoriale come è il Pit. L’art 142 è all’interno di questa legge per impedire due cose: che ci siano rischi che comportano spese maggiori per l’ente pubblico, e, proibendo nuove costruzioni ma prevedendo solo restauri, che un numero maggiore di persone vadano a risiedere in zone a rischio mettendo in pericolo la loro incolumità”. Bargelli, coadiuvato dagli altri membri del comitato, l’avvocato Patrizio Galeotti, l’architetto Luca Barbacci, Nello Lolini, Roberto Spadi, Maurilio Boni e Vladimiro Capecchi, ha spiegato come il sindaco abbia omesso di ricordare come le osservazioni della Provincia di Grosseto e della Regione Toscana abbiano detto di no allo spostamento del Polo dall’area del Madonnino a quella alle porte di Braccagni perché in contrasto con due norme sovraordinate rispetto al regolamento stesso, ma anche al Piano strutturale. “La Provincia - dice Bargelli - ricorda come per la realizzazione dell’area industriale si debba rispettare il Ptc, il piano territoriale di coordinamento, che lo prevede al Madonnino e non a Braccagni. La Regione va invece oltre e nelle sue osservazione si oppone alla realizzazione del Polo a pochi metri da Braccagni a causa di una maggiore consumazione di suolo, dell’elevato rischio idrogeologico dell’area, per l’elevato valore paesaggistico della zona anche in relazione alla visuale panoramica da Montepescali. Per queste ragioni, scrive la Regione, che l’opera è incompatibile con il Pit, il piano di indirizzo territoriale”. Su questo focalizza il suo intervento l’avvocato Galeotti. “Il Comune - dice - può anche non prendere in considerazione un’osservazione che viene da un privato, ma non può mettere da parte quella di un ente sovraordinato cui lo stesso Piano Strutturale deve adeguarsi. A maggior ragione il Regolamento Urbanistico”. Per queste ragioni, dunque, non si può ridurre al solo articolo 142 della Legge Finanziara la mancata realizzazione dell’opera. Il Comitato Sos Braccagni.net la proposta l’ha ben chiara. “Non siamo succubi della sindrome del Nimby - dice Bargelli- Noi vogliamo solamente che venga stralciata la variante che sposta il Polo dal Madonnino all’area alle porte del paese, dovendo rialzare il terreno di due metri a terrazza su Braccagni con una previsione di spesa per il privato di 20 milioni di euro per la messa in sicurezza idraulica della zona e con l’obbligo della manutenzione delle opere che dovrebbero garantire il futuro di Braccagni”. 

&lt;strong&gt;Carlo Vellutini&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CORRIERE DI MAREMMA &#8211;  09-02-2012</strong><br />
AMBIENTE<br />
Grosseto Polo logistico Il Comitato attacca il sindaco<br />
 Ieri incontro nella sala di via De Amicis per parlare del futuro della struttura di Braccagni</p>
<p>GROSSETO “Non è l’art. 142 della legge finanziaria regionale a bloccare il Polo logistico di Braccagni, ma è lo stesso Pit regionale”. E’ chiaro il comitato Sos Braccagni.net nel replicare al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi che l’aveva additato di fronte ai professionisti come quello che impedisce la nascita dell’infrastruttura alle porte di Braccagni. “L’art. 142 non è il solo &#8211; dice il presidente del Comitato Fabio Bargelli &#8211; non va però dimenticato che la legge finanziaria regionale è, appunto una finanziaria e non una legge di indirizzo territoriale come è il Pit. L’art 142 è all’interno di questa legge per impedire due cose: che ci siano rischi che comportano spese maggiori per l’ente pubblico, e, proibendo nuove costruzioni ma prevedendo solo restauri, che un numero maggiore di persone vadano a risiedere in zone a rischio mettendo in pericolo la loro incolumità”. Bargelli, coadiuvato dagli altri membri del comitato, l’avvocato Patrizio Galeotti, l’architetto Luca Barbacci, Nello Lolini, Roberto Spadi, Maurilio Boni e Vladimiro Capecchi, ha spiegato come il sindaco abbia omesso di ricordare come le osservazioni della Provincia di Grosseto e della Regione Toscana abbiano detto di no allo spostamento del Polo dall’area del Madonnino a quella alle porte di Braccagni perché in contrasto con due norme sovraordinate rispetto al regolamento stesso, ma anche al Piano strutturale. “La Provincia &#8211; dice Bargelli &#8211; ricorda come per la realizzazione dell’area industriale si debba rispettare il Ptc, il piano territoriale di coordinamento, che lo prevede al Madonnino e non a Braccagni. La Regione va invece oltre e nelle sue osservazione si oppone alla realizzazione del Polo a pochi metri da Braccagni a causa di una maggiore consumazione di suolo, dell’elevato rischio idrogeologico dell’area, per l’elevato valore paesaggistico della zona anche in relazione alla visuale panoramica da Montepescali. Per queste ragioni, scrive la Regione, che l’opera è incompatibile con il Pit, il piano di indirizzo territoriale”. Su questo focalizza il suo intervento l’avvocato Galeotti. “Il Comune &#8211; dice &#8211; può anche non prendere in considerazione un’osservazione che viene da un privato, ma non può mettere da parte quella di un ente sovraordinato cui lo stesso Piano Strutturale deve adeguarsi. A maggior ragione il Regolamento Urbanistico”. Per queste ragioni, dunque, non si può ridurre al solo articolo 142 della Legge Finanziara la mancata realizzazione dell’opera. Il Comitato Sos Braccagni.net la proposta l’ha ben chiara. “Non siamo succubi della sindrome del Nimby &#8211; dice Bargelli- Noi vogliamo solamente che venga stralciata la variante che sposta il Polo dal Madonnino all’area alle porte del paese, dovendo rialzare il terreno di due metri a terrazza su Braccagni con una previsione di spesa per il privato di 20 milioni di euro per la messa in sicurezza idraulica della zona e con l’obbligo della manutenzione delle opere che dovrebbero garantire il futuro di Braccagni”. </p>
<p><strong>Carlo Vellutini</strong></p>
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	</item>
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		<title>Di: Nello</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-12/#comment-12550</link>
		<dc:creator>Nello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 18:51:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=2592#comment-12550</guid>
		<description>S&#039;è tenuta questo pomeriggio la conferenza stampa del Presidente del Comitato &quot;sos braccagni.net&quot;.
La conferenza è la logica conseguenza ai ripetuti articoli apparsi sulla stampa locale relativamente al ritardo dell&#039;approvazione del RU e il legame attuale che ad esso è connessa la legge regionale 66/2011 in particolare il suo art.142, che in pratica blocca la costruzione in zone a rischio idrogeologico. Il Sindaco nei suoi interventi ha richiamato anche il Polo Logistico facendo capire che tale legge impedisce la sua costruzione. Partendo da questa posizione il Presidente del Comitato ha ritenuto di indire una conferenza stampa per ripetere quella che è la nostra posizione e esporre per l&#039;ennesima volta che, per noi ma supportato da documenti ufficiali, il Polo non si può fare al di là della legge sopramenzionata che sarà al limite solo una cosa in più. Ha ribadito che già la Regione aveva posto dei grossi dubbi, in pratica aveva bocciato, l&#039;ubicazione allo Spiga, guarda caso facendo riferimento anche al rischio idrogeologico, osservazioni poste ben prima della legge 66 (che è di fine anno). Il Presidente ha ulteriormente ribadito al Sindaco che la Regione aveva contribuito allo studio di fattibilità del Polo in base al Piano Strutturale, che lo posizionava al Madonnino e non a quello che poi il comune ha deciso successivamente, cioè allo Spiga. E&#039; stato ribadito che l&#039;eventuale ritardo dell&#039;approvazione del RU non debba essere attriubuito, in qualche maniera, al Comitato, anzi. Il Comitato poteva benissimo fare approvare la Variante nella data stabilita, quando, con un colpo di mano inaccettabile da parte degli addetti, la nostra osservazione non fu presa in considerazione asserendo la sua presentazione fuori tempo, quando noi avevamo il protocollo. Se ciò non fu fatto è perchè il Comitato fece presente la cosa per tempo e l&#039;approvazione fu rimandata ad un successivo Consiglio comunale. Se avessimo voluto in qualche modo danneggiare l&#039;iter, bastava fare approvare la Variante e successivamente impugnare il tutto davanti al TAR, e qualunque fosse stato l&#039;esito, sicuramente l&#039;approvazione del RU sarebbe slittata ben oltre alla data prevista ora dal Sindaco( stamane la stampa riportava il mese di Giugno).
C&#039;è stata la dichiarazione ufficiale, finora era solo a conoscienza dei componenti del Comitato, che qualora il RU venisse approvato con la localizzazione del Polo allo Spiga, verrà impugnato di fronte al TAR, si impugnerà solo la parte relativa al Polo, sperando che con questo non si danneggi l&#039;economia locale. Poichè la conferenza era il qualche maniera collegata alla legge 66/11, un giornalista ha chiesto quale fosse l&#039;idea del Presidente su una sua eventuale modifica. La risposta, ribadendo che la legge per il nostro fine era solo un &quot;in più&quot;, è stata che dovrebbe essere modificata in quanto l&#039;art.142 è nato anche a seguito delle alluvioni in Lunigiana e Liguria, alluvioni devastanti per la forza dei fiumi, cosa ben diversa da noi in pianura, in cui una eventuale esondazione porta ad allagamenti e non a distruzioni. L&#039;unico punto di rischio analogo a Genova ci sarebbe per la cementificazione e la copertura del torrente Rigo come prevede il progetto PILT, intervento che avrebbe l&#039;effetto &quot; Bisagno&quot; di Genova.
Ulteriore inofrmazione domani sui quotidiani e a TV9</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>S&#8217;è tenuta questo pomeriggio la conferenza stampa del Presidente del Comitato &#8220;sos braccagni.net&#8221;.<br />
La conferenza è la logica conseguenza ai ripetuti articoli apparsi sulla stampa locale relativamente al ritardo dell&#8217;approvazione del RU e il legame attuale che ad esso è connessa la legge regionale 66/2011 in particolare il suo art.142, che in pratica blocca la costruzione in zone a rischio idrogeologico. Il Sindaco nei suoi interventi ha richiamato anche il Polo Logistico facendo capire che tale legge impedisce la sua costruzione. Partendo da questa posizione il Presidente del Comitato ha ritenuto di indire una conferenza stampa per ripetere quella che è la nostra posizione e esporre per l&#8217;ennesima volta che, per noi ma supportato da documenti ufficiali, il Polo non si può fare al di là della legge sopramenzionata che sarà al limite solo una cosa in più. Ha ribadito che già la Regione aveva posto dei grossi dubbi, in pratica aveva bocciato, l&#8217;ubicazione allo Spiga, guarda caso facendo riferimento anche al rischio idrogeologico, osservazioni poste ben prima della legge 66 (che è di fine anno). Il Presidente ha ulteriormente ribadito al Sindaco che la Regione aveva contribuito allo studio di fattibilità del Polo in base al Piano Strutturale, che lo posizionava al Madonnino e non a quello che poi il comune ha deciso successivamente, cioè allo Spiga. E&#8217; stato ribadito che l&#8217;eventuale ritardo dell&#8217;approvazione del RU non debba essere attriubuito, in qualche maniera, al Comitato, anzi. Il Comitato poteva benissimo fare approvare la Variante nella data stabilita, quando, con un colpo di mano inaccettabile da parte degli addetti, la nostra osservazione non fu presa in considerazione asserendo la sua presentazione fuori tempo, quando noi avevamo il protocollo. Se ciò non fu fatto è perchè il Comitato fece presente la cosa per tempo e l&#8217;approvazione fu rimandata ad un successivo Consiglio comunale. Se avessimo voluto in qualche modo danneggiare l&#8217;iter, bastava fare approvare la Variante e successivamente impugnare il tutto davanti al TAR, e qualunque fosse stato l&#8217;esito, sicuramente l&#8217;approvazione del RU sarebbe slittata ben oltre alla data prevista ora dal Sindaco( stamane la stampa riportava il mese di Giugno).<br />
C&#8217;è stata la dichiarazione ufficiale, finora era solo a conoscienza dei componenti del Comitato, che qualora il RU venisse approvato con la localizzazione del Polo allo Spiga, verrà impugnato di fronte al TAR, si impugnerà solo la parte relativa al Polo, sperando che con questo non si danneggi l&#8217;economia locale. Poichè la conferenza era il qualche maniera collegata alla legge 66/11, un giornalista ha chiesto quale fosse l&#8217;idea del Presidente su una sua eventuale modifica. La risposta, ribadendo che la legge per il nostro fine era solo un &#8220;in più&#8221;, è stata che dovrebbe essere modificata in quanto l&#8217;art.142 è nato anche a seguito delle alluvioni in Lunigiana e Liguria, alluvioni devastanti per la forza dei fiumi, cosa ben diversa da noi in pianura, in cui una eventuale esondazione porta ad allagamenti e non a distruzioni. L&#8217;unico punto di rischio analogo a Genova ci sarebbe per la cementificazione e la copertura del torrente Rigo come prevede il progetto PILT, intervento che avrebbe l&#8217;effetto &#8221; Bisagno&#8221; di Genova.<br />
Ulteriore inofrmazione domani sui quotidiani e a TV9</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mezzolitro</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-12/#comment-12539</link>
		<dc:creator>mezzolitro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 17:59:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=2592#comment-12539</guid>
		<description>Vedi Nello che il problema è tutto nella &quot;memoria corta&quot; che affligge gran parte di noi cittadini, amministratori e giornalisti; infatti appena succedono disastri parte il pianto greco sul perchè si sono costruite le case sulle piane alluvionali, perchè si sono tombati i torrenti, ecc..., mi semra inutile continuare tanto la musica si conosce tutti.
Per non farsi mancare niente anche l&#039;ipocrisia regna sovrana, sicchè lo sport più praticato da quanti menzionati sopra è il &quot;rigira-frittate&quot; o &quot;menar il can pè l&#039;aia&quot;, come preferisci; questo porterà SICURAMENTE ad una modifica della legge, magari in un primo tempo leggera, perchè bisogna preservare l&#039;economia(altro pianto greco...) poi piano piano dell&#039;ambiente non glie ne fregherà più a nessuno, almeno fino alla prossima alluvione...
Ma, c&#039;è sempre un ma cari amministratori-costruttori-speculatori (quelli non mancano mai...), come disse il Presidente Scalfaro: &lt; &lt; io non ci stò! &gt;&gt; e ci sarà sempre qualcuno, come me, che vi manderà (o almeno ci proverà) di traverso le vostre manovre. 
Così parlò mezzolitro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedi Nello che il problema è tutto nella &#8220;memoria corta&#8221; che affligge gran parte di noi cittadini, amministratori e giornalisti; infatti appena succedono disastri parte il pianto greco sul perchè si sono costruite le case sulle piane alluvionali, perchè si sono tombati i torrenti, ecc&#8230;, mi semra inutile continuare tanto la musica si conosce tutti.<br />
Per non farsi mancare niente anche l&#8217;ipocrisia regna sovrana, sicchè lo sport più praticato da quanti menzionati sopra è il &#8220;rigira-frittate&#8221; o &#8220;menar il can pè l&#8217;aia&#8221;, come preferisci; questo porterà SICURAMENTE ad una modifica della legge, magari in un primo tempo leggera, perchè bisogna preservare l&#8217;economia(altro pianto greco&#8230;) poi piano piano dell&#8217;ambiente non glie ne fregherà più a nessuno, almeno fino alla prossima alluvione&#8230;<br />
Ma, c&#8217;è sempre un ma cari amministratori-costruttori-speculatori (quelli non mancano mai&#8230;), come disse il Presidente Scalfaro: < < io non ci stò! >> e ci sarà sempre qualcuno, come me, che vi manderà (o almeno ci proverà) di traverso le vostre manovre.<br />
Così parlò mezzolitro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nello</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/07/22/polo-logistico-intermodale-di-braccagni/comment-page-12/#comment-12536</link>
		<dc:creator>Nello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:39:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=2592#comment-12536</guid>
		<description>Onestamente non so se ridere o piangere, sicuramente sono basito. Tutti a lamentarsi della famigerata legge 66/11 con l&#039;art. 142 che scontenta tutti. Il Sindaco che vede compromesso l&#039;RU, le associazioni edili e/o quelle dei tecnici che dicono che a Grosseto non si può più costruire, il Presidente degli architetti che, associandosi alle lamentele, dice che &quot; questa è una piana alluvionale. Dal  1966 sono state fatte opere importanti e non ci sono più stati problemi.....&quot; (dal Tirreno di oggi). 
Dove sta la mia meraviglia? Da quello che è invece la realtà. Il Sindaco ogni anno si lamenta del rischio Ombrone, addirittura ha detto che è peggio del 1966, ma nonostante tutto da allora sono nati interi quartieri attaccati ai suoi argini e, mi sembra, lo stesso RU preveda la edificazione in prossimità del Casello idraulico. Dove erano le varie associazioni quando alcuni &quot;bischeri&quot; braccagnini nell&#039;estate 2009, quindi due anni abbondati prima del famigerato art. 142, mettevano in guardia del rischio idrogeologico che stava dietro il progetto Polo al Podere Spiga. Dove erano quando l&#039;RU è stato adottato, e meglio ancora dove erano quando è stato approvata la Variante, dove con un colpo di mano era stata stracciata l&#039;osservazione del Comitato &quot;sos braccagni.net&quot;, e solo dopo una alzata di scudi dai banchi dell&#039;opposizione, da noi sollecitati, è stata fatta marcia indietro con una figura alquanto meschina e rimandata l&#039;approvazione. Al Presidente degli Architetti faccio notare che il  Comune di Grosseto non va da Ponte Mussolini al Poponaio (anche se l&#039;alluvione del 1966 non ci arrivò), ma comprende anche altre frazioni e guarda caso Braccagni prima e la zona del Madonnino poi hanno subito grosse inondazioni (famosa quella del 2004 a seguito della quale sono in corso grossi lavori non ancora terminati) e relativamente alla frazione il grosso del dramma è nato (e continua tuttora anche se in maniera ridotta) con l&#039;avvento della Variante Aurelia.
E&#039; indubbio che la legge 66/11 limita enormemente lo sviluppo edilizio (mi sembra che circa 70-80% del comune sia interessato, come buona parte della provincia), ma mi sembra che anche l&#039;RU ci abbia messo del suo, perchè se da un lato da via libera alle costruzioni, secondo me, ignorante però in materia, in certe forme anche illogiche, è anche vero che nella sua illogicità non permette interventi in tantissime costruzioni (a Braccagni sono molte le case passate a valenza storica e quindi con previsioni di intervento solo per sicurezza). Come ho detto sono ignorante in materia edilizia, ma mi serge spontanea una domanda: com&#039;è possibile che questo benedetto Regolamento ossannato nel marzo del 2011, ormai ad un anno della sua adozione non sia stato ancora approvato, affossato da migliaia di osservazioni in primis dagli stessi Uffici che ne hanno curato la stesura?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Onestamente non so se ridere o piangere, sicuramente sono basito. Tutti a lamentarsi della famigerata legge 66/11 con l&#8217;art. 142 che scontenta tutti. Il Sindaco che vede compromesso l&#8217;RU, le associazioni edili e/o quelle dei tecnici che dicono che a Grosseto non si può più costruire, il Presidente degli architetti che, associandosi alle lamentele, dice che &#8221; questa è una piana alluvionale. Dal  1966 sono state fatte opere importanti e non ci sono più stati problemi&#8230;..&#8221; (dal Tirreno di oggi).<br />
Dove sta la mia meraviglia? Da quello che è invece la realtà. Il Sindaco ogni anno si lamenta del rischio Ombrone, addirittura ha detto che è peggio del 1966, ma nonostante tutto da allora sono nati interi quartieri attaccati ai suoi argini e, mi sembra, lo stesso RU preveda la edificazione in prossimità del Casello idraulico. Dove erano le varie associazioni quando alcuni &#8220;bischeri&#8221; braccagnini nell&#8217;estate 2009, quindi due anni abbondati prima del famigerato art. 142, mettevano in guardia del rischio idrogeologico che stava dietro il progetto Polo al Podere Spiga. Dove erano quando l&#8217;RU è stato adottato, e meglio ancora dove erano quando è stato approvata la Variante, dove con un colpo di mano era stata stracciata l&#8217;osservazione del Comitato &#8220;sos braccagni.net&#8221;, e solo dopo una alzata di scudi dai banchi dell&#8217;opposizione, da noi sollecitati, è stata fatta marcia indietro con una figura alquanto meschina e rimandata l&#8217;approvazione. Al Presidente degli Architetti faccio notare che il  Comune di Grosseto non va da Ponte Mussolini al Poponaio (anche se l&#8217;alluvione del 1966 non ci arrivò), ma comprende anche altre frazioni e guarda caso Braccagni prima e la zona del Madonnino poi hanno subito grosse inondazioni (famosa quella del 2004 a seguito della quale sono in corso grossi lavori non ancora terminati) e relativamente alla frazione il grosso del dramma è nato (e continua tuttora anche se in maniera ridotta) con l&#8217;avvento della Variante Aurelia.<br />
E&#8217; indubbio che la legge 66/11 limita enormemente lo sviluppo edilizio (mi sembra che circa 70-80% del comune sia interessato, come buona parte della provincia), ma mi sembra che anche l&#8217;RU ci abbia messo del suo, perchè se da un lato da via libera alle costruzioni, secondo me, ignorante però in materia, in certe forme anche illogiche, è anche vero che nella sua illogicità non permette interventi in tantissime costruzioni (a Braccagni sono molte le case passate a valenza storica e quindi con previsioni di intervento solo per sicurezza). Come ho detto sono ignorante in materia edilizia, ma mi serge spontanea una domanda: com&#8217;è possibile che questo benedetto Regolamento ossannato nel marzo del 2011, ormai ad un anno della sua adozione non sia stato ancora approvato, affossato da migliaia di osservazioni in primis dagli stessi Uffici che ne hanno curato la stesura?</p>
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