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	<title>Commenti a: La Festa del Maggio: la nostra Woodstock</title>
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		<title>Di: sentinella</title>
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		<dc:creator>sentinella</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 17:56:03 +0000</pubDate>
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		<description>Cosa fanno i nostri amici Francesco Burroni e Lisetta Luchini? Riceviamo e pubblichiamo.

PAURAAAAA!!!!!
 
... da Giovedì 12 Novembre alle ore 21 su Fox Crime (Canale Sky 114) andrà in onda la prima delle sei puntate della fiction televisiva
&quot;Il mostro di Firenze&quot; nella quale interpreto il ruolo di Mario Vanni, compagno di merende del Pacciani.  
 
Cordiali saluti
Francesco Burroni
 
PS ma io in realtà sono buono....




14 novembre ore 21.00 -15 novembre ore 17.00
Teatro Le Laudi
Via Leonardo Da Vinci, 2/r - Firenze
 
LISETTA LUCHINI &amp; ENZO CARRO
in 
 
Duetti incantati… parte seconda
(Il viaggio continua)
 
Recital a due voci e quattro mani: canto, ragionamenti, storie e... chitarre
 
Torna ancora il tema “duetto” per la coppia Enzo &amp; Lisetta con questo brillante recital di canzoni e non solo. Gli artisti, giocando come sempre con le loro voci, interpretano brani diversi fra loro: arie da salotto, macchiette, ballate popolari, stornelli, ecc. attingendo dall’infinito repertorio non solo della canzone napoletana e del canto toscano ma anche della rivista, dell&#039;operetta e della canzone d&#039;autore. Il tutto collegato da originali poesie e scenette comiche, buffi battibecchi sul contrasto maschio/femmina e sulle diverse culture delle rispettive città:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa fanno i nostri amici Francesco Burroni e Lisetta Luchini? Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>PAURAAAAA!!!!!</p>
<p>&#8230; da Giovedì 12 Novembre alle ore 21 su Fox Crime (Canale Sky 114) andrà in onda la prima delle sei puntate della fiction televisiva<br />
&#8220;Il mostro di Firenze&#8221; nella quale interpreto il ruolo di Mario Vanni, compagno di merende del Pacciani.  </p>
<p>Cordiali saluti<br />
Francesco Burroni</p>
<p>PS ma io in realtà sono buono&#8230;.</p>
<p>14 novembre ore 21.00 -15 novembre ore 17.00<br />
Teatro Le Laudi<br />
Via Leonardo Da Vinci, 2/r &#8211; Firenze</p>
<p>LISETTA LUCHINI &#038; ENZO CARRO<br />
in </p>
<p>Duetti incantati… parte seconda<br />
(Il viaggio continua)</p>
<p>Recital a due voci e quattro mani: canto, ragionamenti, storie e&#8230; chitarre</p>
<p>Torna ancora il tema “duetto” per la coppia Enzo &#038; Lisetta con questo brillante recital di canzoni e non solo. Gli artisti, giocando come sempre con le loro voci, interpretano brani diversi fra loro: arie da salotto, macchiette, ballate popolari, stornelli, ecc. attingendo dall’infinito repertorio non solo della canzone napoletana e del canto toscano ma anche della rivista, dell&#8217;operetta e della canzone d&#8217;autore. Il tutto collegato da originali poesie e scenette comiche, buffi battibecchi sul contrasto maschio/femmina e sulle diverse culture delle rispettive città:</p>
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		<title>Di: Granocchiaio</title>
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		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 20:57:38 +0000</pubDate>
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		<description>Con queste premesse più che un’altra sezione ci vorrà un’isola a parte o un’intera nazione. Perché di cose da dire, spiegare e chiarire ce n’è più che un vagone un treno, e bello lungo.

Non ci spaventiamo, anzi. Quando si trova chi vuole parlare delle cose che a te interessano e ti accorgi che  ci sono cose da spigare e da farsi spiegare, beh, per me è il massimo.

Bando alle ciance, non so se stasera ce la farò a far traslocare tutto l’ambaradam in un altro articolo, ma ora mi preme partire e chiarirti certe cose sugli Shadows. 

Per prima cosa chiariamo un concetto di base non indifferente. Noi siamo partiti con il parlare di Jimi Hendrix, che forse è stato il miglior chitarrista rock di sempre, che si però anche Eric Clapton, e bla bla bla. Qui in effetti si parlava di chitarristi e non di gruppi. Io parlando degli Shadows sono andato a scivolare su di un gruppo e non il singolo chitarrista. E con loro, più che con altri la precisazione è fondamentale, e ora cercherò di spiegarmi.

Non è che Hank B. Marvin (solista) sia stato una schiappa o un dio sulla chitarra, così come il suo degno compare Bruce Welch alla chitarra ritmica. Sono stati buoni, molto buoni assai innovativi, qualche volta su qualche pezzo (specie Welch) particolarmente bravo, qualche volta Marvin assai innovativo e precursore sia nella tecnica che nei fraseggi. 

Nati come The Drifters, che subito diventano The Shadows, sono stati grandi, anzi grandissimi, come gruppo, come suono, ma soprattutto come ORCHESTRAZIONE dei pezzi. L’uso e l’equilibrio dei quattro strumenti era quasi maniacalmente calibrato e perfetto, tanto da sembrare assai studiato a tavolino. E in effetti lo era. nati come gruppo di Cliff Richard, noto cantante inglese, beneficiarono come lui della bravure di Norrie Parramor, un genio di arrangiatore, di mago delle sale di incisione, e poi anche produttore sia dell’uno che degli altri. 

Io posseggo una considerevole  serie di registrazioni degli Shadows, dal vinile ai primissimi CD, a filmati su VHS dal vivo nelle varie tournée, alle varie esibizioni in TV, insomma tanta roba sia dal vivo che da studio. 
Tecnicamente non c’è nemmeno confronto: sono cento volte meglio in sala di incisione che dal vivo.

Perché li vengono fuori le migliori cose. lo studio delle partiture per ogni singolo strumento, all’orchestrazione, all’arrangiamento l’adattamento del pezzo. 
E poi il suono. Non sono solo eco Ric: questo fece effetto, lo so, perché anche noi lo rincorremmo come disperati nei primi anni 60! Se si parla di effetti c’era anche il repeat, l’alone, e altre mille diavolerie. Poi venne lo Hua Hua, il distorsore, e altri mille. Loro usarono un po’ tutti, ma a differenza di come può apparire a prima vista, molto meno di come si dice. In effetti ti ho messo nei pezzi a campione del reparto Video del Blog alcuni dei pezzi più significativi compreso quell’Atlantis che sicuramente è quello che contiene più effetti di ogni altro. Riascoltato, ce n’è, ma non una esagerazione tanto da sembrare stucchevole. È un mosaico di effetti, ma non mi pare che sia così scandaloso. (poi ti dirò con quale versione confrontare questo pezzo).

La novità, quella vera, era nella qualità e nella pulizia dei suoni. I suoni dei singoli strumenti e i suoni del gruppo così come venivano amalgamati. Ti do una misura di come io seguissi e cercassi di capire queste cose. 
All’epoca non c’era ne Internet, ne You tube, ne il Web, ma nemmeno tante notizie stampate, e tutto si doveva cercare alla meglio. Dove alla meglio a Grosseto voleva dire Olmi………
Per scoprire che chitarra era quella usata da Bruce Welch per accompagnare Apache – il pezzo con cui esordirono nel luglio del 1960 (e quindi non i primi anni 50) ho dovuto aspettare più di 45 anni per sapere che fu una Gibson J200! Per quella di Marvin, almeno la più famosa, quella più usata in sala e poi anche in qualche rara riedizione nelle tournee, si sa che era la mitica Fender Stratocaster  il numero di serie 34.346, finished in Fiesta Red, with gold hardware, pare che sia stata la prima Strato importata in Europa da Cliff Richard che gliela regalò. (Ho dei filmati nella quale si vede tutta la sua età, graffi e rigature compresi)
E poi gli amplificatori AC 30, i Fender americani, le italianissime attrezzature per gli effetti 
Meazzi Echomatic e successivamente con Binson Echorec……………….

Per ora, con molta pena, mi fermo qui, sapendo che forse tu ho detto si e no il 5% di quello che devo dirti.

Mi fermo con due cose: una recensione che dice:

“Gli Shadows hanno portato la musica strumentale allo stato dell’arte e hanno influenzato musicalmente una generazione di musicisti del calibro di Eric Clapton, Jeff Beck, George Harrison, Jimmy Page, David Gilmour, Pete Townsend, Brian May, Mark Knopfler, Tommy Iommy, Ritchie Blackmore e tanti altri. Molti di loro hanno avuto successo in generi musicali diversi, ma tutto è partito dal sound dei leggendari Shadows”


E una piccola guida all’ascolto dei pezzi che sono qui nel blog:
http://www.braccagni.info/video/i-video-del-granocchiaio/the-shadows/

Apache – luglio 1960 – studi Abbey Road – il loro primo pezzo, 20 settimane #1 UK
Atlantis – 1963 – il max dell’eco (poi ti fornirò la copia di paragone)
The Savage - 1961 – live
The Savage – 1961 – versione da studio: nota la differenza e nota pure la parte della chitarra ritmica di Welch
Shadoogie – arrangiamento del Guitar Boogie – la migliore versione di sempre (for me)

Guarda pute questo indirizzo, mi pare di aver capito che te la strighi bene con l’inglese: ce la facciamo questa gitarella?
www.cliffrichard.org/news/exclusive.htm  

</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con queste premesse più che un’altra sezione ci vorrà un’isola a parte o un’intera nazione. Perché di cose da dire, spiegare e chiarire ce n’è più che un vagone un treno, e bello lungo.</p>
<p>Non ci spaventiamo, anzi. Quando si trova chi vuole parlare delle cose che a te interessano e ti accorgi che  ci sono cose da spigare e da farsi spiegare, beh, per me è il massimo.</p>
<p>Bando alle ciance, non so se stasera ce la farò a far traslocare tutto l’ambaradam in un altro articolo, ma ora mi preme partire e chiarirti certe cose sugli Shadows. </p>
<p>Per prima cosa chiariamo un concetto di base non indifferente. Noi siamo partiti con il parlare di Jimi Hendrix, che forse è stato il miglior chitarrista rock di sempre, che si però anche Eric Clapton, e bla bla bla. Qui in effetti si parlava di chitarristi e non di gruppi. Io parlando degli Shadows sono andato a scivolare su di un gruppo e non il singolo chitarrista. E con loro, più che con altri la precisazione è fondamentale, e ora cercherò di spiegarmi.</p>
<p>Non è che Hank B. Marvin (solista) sia stato una schiappa o un dio sulla chitarra, così come il suo degno compare Bruce Welch alla chitarra ritmica. Sono stati buoni, molto buoni assai innovativi, qualche volta su qualche pezzo (specie Welch) particolarmente bravo, qualche volta Marvin assai innovativo e precursore sia nella tecnica che nei fraseggi. </p>
<p>Nati come The Drifters, che subito diventano The Shadows, sono stati grandi, anzi grandissimi, come gruppo, come suono, ma soprattutto come ORCHESTRAZIONE dei pezzi. L’uso e l’equilibrio dei quattro strumenti era quasi maniacalmente calibrato e perfetto, tanto da sembrare assai studiato a tavolino. E in effetti lo era. nati come gruppo di Cliff Richard, noto cantante inglese, beneficiarono come lui della bravure di Norrie Parramor, un genio di arrangiatore, di mago delle sale di incisione, e poi anche produttore sia dell’uno che degli altri. </p>
<p>Io posseggo una considerevole  serie di registrazioni degli Shadows, dal vinile ai primissimi CD, a filmati su VHS dal vivo nelle varie tournée, alle varie esibizioni in TV, insomma tanta roba sia dal vivo che da studio.<br />
Tecnicamente non c’è nemmeno confronto: sono cento volte meglio in sala di incisione che dal vivo.</p>
<p>Perché li vengono fuori le migliori cose. lo studio delle partiture per ogni singolo strumento, all’orchestrazione, all’arrangiamento l’adattamento del pezzo.<br />
E poi il suono. Non sono solo eco Ric: questo fece effetto, lo so, perché anche noi lo rincorremmo come disperati nei primi anni 60! Se si parla di effetti c’era anche il repeat, l’alone, e altre mille diavolerie. Poi venne lo Hua Hua, il distorsore, e altri mille. Loro usarono un po’ tutti, ma a differenza di come può apparire a prima vista, molto meno di come si dice. In effetti ti ho messo nei pezzi a campione del reparto Video del Blog alcuni dei pezzi più significativi compreso quell’Atlantis che sicuramente è quello che contiene più effetti di ogni altro. Riascoltato, ce n’è, ma non una esagerazione tanto da sembrare stucchevole. È un mosaico di effetti, ma non mi pare che sia così scandaloso. (poi ti dirò con quale versione confrontare questo pezzo).</p>
<p>La novità, quella vera, era nella qualità e nella pulizia dei suoni. I suoni dei singoli strumenti e i suoni del gruppo così come venivano amalgamati. Ti do una misura di come io seguissi e cercassi di capire queste cose.<br />
All’epoca non c’era ne Internet, ne You tube, ne il Web, ma nemmeno tante notizie stampate, e tutto si doveva cercare alla meglio. Dove alla meglio a Grosseto voleva dire Olmi………<br />
Per scoprire che chitarra era quella usata da Bruce Welch per accompagnare Apache – il pezzo con cui esordirono nel luglio del 1960 (e quindi non i primi anni 50) ho dovuto aspettare più di 45 anni per sapere che fu una Gibson J200! Per quella di Marvin, almeno la più famosa, quella più usata in sala e poi anche in qualche rara riedizione nelle tournee, si sa che era la mitica Fender Stratocaster  il numero di serie 34.346, finished in Fiesta Red, with gold hardware, pare che sia stata la prima Strato importata in Europa da Cliff Richard che gliela regalò. (Ho dei filmati nella quale si vede tutta la sua età, graffi e rigature compresi)<br />
E poi gli amplificatori AC 30, i Fender americani, le italianissime attrezzature per gli effetti<br />
Meazzi Echomatic e successivamente con Binson Echorec……………….</p>
<p>Per ora, con molta pena, mi fermo qui, sapendo che forse tu ho detto si e no il 5% di quello che devo dirti.</p>
<p>Mi fermo con due cose: una recensione che dice:</p>
<p>“Gli Shadows hanno portato la musica strumentale allo stato dell’arte e hanno influenzato musicalmente una generazione di musicisti del calibro di Eric Clapton, Jeff Beck, George Harrison, Jimmy Page, David Gilmour, Pete Townsend, Brian May, Mark Knopfler, Tommy Iommy, Ritchie Blackmore e tanti altri. Molti di loro hanno avuto successo in generi musicali diversi, ma tutto è partito dal sound dei leggendari Shadows”</p>
<p>E una piccola guida all’ascolto dei pezzi che sono qui nel blog:<br />
<a href="http://www.braccagni.info/video/i-video-del-granocchiaio/the-shadows/" rel="nofollow">http://www.braccagni.info/video/i-video-del-granocchiaio/the-shadows/</a></p>
<p>Apache – luglio 1960 – studi Abbey Road – il loro primo pezzo, 20 settimane #1 UK<br />
Atlantis – 1963 – il max dell’eco (poi ti fornirò la copia di paragone)<br />
The Savage &#8211; 1961 – live<br />
The Savage – 1961 – versione da studio: nota la differenza e nota pure la parte della chitarra ritmica di Welch<br />
Shadoogie – arrangiamento del Guitar Boogie – la migliore versione di sempre (for me)</p>
<p>Guarda pute questo indirizzo, mi pare di aver capito che te la strighi bene con l’inglese: ce la facciamo questa gitarella?<br />
<a href="http://www.cliffrichard.org/news/exclusive.htm" rel="nofollow">http://www.cliffrichard.org/news/exclusive.htm</a>  </p>
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		<title>Di: Ric</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4424</link>
		<dc:creator>Ric</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 19:40:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=2776#comment-4424</guid>
		<description>Caro Granocchiaio, ho letto con attenzione il tuo intervento molto accurato e sono convinto che su certe affermazioni sei stato motivato dal cuore e da certi ricordi che sicuramente ti hanno formato come musicista; in effetti gli Shadows sono stati dei precursori nella disposizione strumentale e sulla esecuzione (io eseguivo War Lord ai miei tempi); sinceramente soffrivano della mancanza di effetti che sono venuti qualche anno dopo e dobbiamo ammettere che l&#039;uso smodato di echo che ne faceva Hank Marvin, rendeva l&#039;interpretazione un po&#039; stuccosa. Dobbiamo ammettere però che quelli erano gli anni &#039;50 e a quell&#039;epoca era il massimo del moderno; oltretutto sono stati i capostipiti di formazioni strumentali in cui non erano presenti fiati o archi.
Sulla supremazia di chitarristi si potrebbe stare qui a discuterne per giorni ma poi si sarebbe troppo noiosi per coloro che leggono il blog: in fondo sono passati cinquant&#039;anni dagli Shadows e quarant&#039;anni dai Beatles e Rolling Stones. A me potrebbe piacere Ruby Thursday a te farebbe andare fuori testa Yellow Submarine ma poi le cose non cambierebbero. Sugli esecutori esistono delle classifiche stilate da riviste del settore e sui brani musicali ci sono siti specializzati dove vi sono descrizioni minuziose fino alla paranoia.
Ai miei tempi ero un seguace dei Beatles ed ho molte pubblicazioni sulle loro musiche, parole, arrangiamenti, ecc. I Rolling Stones rappresentavano per me dei &quot;duri&quot; nelle proprie esecuzioni; i Beatles rubavano qua e là nella cultura gallese ed inglese brani di musica folk che rieseguivano molto bene e che sono stati successi mondiali.
Come ho detto a Mezzamestola io ho incominciato intorno a 13 anni con una chitarrina di cartone dono dei miei genitori, poi sono passato a chitarre più impegnative fino alla attuale Admira concierto (vecchia ormai più di venticinque anni) ed una Ovation modificata con corde di nylon perchè ad un certo periodo presi la sbandata per la chitarra classica e poi per la bossa nova.
Comunque è bene che i nostri discorsi (per non essere tacciati di fuori tema) li continuiamo su un&#039;altra sezione del sito invitando tutti gli amanti della chitarra a seguirci ed a intervenire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Granocchiaio, ho letto con attenzione il tuo intervento molto accurato e sono convinto che su certe affermazioni sei stato motivato dal cuore e da certi ricordi che sicuramente ti hanno formato come musicista; in effetti gli Shadows sono stati dei precursori nella disposizione strumentale e sulla esecuzione (io eseguivo War Lord ai miei tempi); sinceramente soffrivano della mancanza di effetti che sono venuti qualche anno dopo e dobbiamo ammettere che l&#8217;uso smodato di echo che ne faceva Hank Marvin, rendeva l&#8217;interpretazione un po&#8217; stuccosa. Dobbiamo ammettere però che quelli erano gli anni &#8217;50 e a quell&#8217;epoca era il massimo del moderno; oltretutto sono stati i capostipiti di formazioni strumentali in cui non erano presenti fiati o archi.<br />
Sulla supremazia di chitarristi si potrebbe stare qui a discuterne per giorni ma poi si sarebbe troppo noiosi per coloro che leggono il blog: in fondo sono passati cinquant&#8217;anni dagli Shadows e quarant&#8217;anni dai Beatles e Rolling Stones. A me potrebbe piacere Ruby Thursday a te farebbe andare fuori testa Yellow Submarine ma poi le cose non cambierebbero. Sugli esecutori esistono delle classifiche stilate da riviste del settore e sui brani musicali ci sono siti specializzati dove vi sono descrizioni minuziose fino alla paranoia.<br />
Ai miei tempi ero un seguace dei Beatles ed ho molte pubblicazioni sulle loro musiche, parole, arrangiamenti, ecc. I Rolling Stones rappresentavano per me dei &#8220;duri&#8221; nelle proprie esecuzioni; i Beatles rubavano qua e là nella cultura gallese ed inglese brani di musica folk che rieseguivano molto bene e che sono stati successi mondiali.<br />
Come ho detto a Mezzamestola io ho incominciato intorno a 13 anni con una chitarrina di cartone dono dei miei genitori, poi sono passato a chitarre più impegnative fino alla attuale Admira concierto (vecchia ormai più di venticinque anni) ed una Ovation modificata con corde di nylon perchè ad un certo periodo presi la sbandata per la chitarra classica e poi per la bossa nova.<br />
Comunque è bene che i nostri discorsi (per non essere tacciati di fuori tema) li continuiamo su un&#8217;altra sezione del sito invitando tutti gli amanti della chitarra a seguirci ed a intervenire.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Ric</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4421</link>
		<dc:creator>Ric</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 15:47:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=2776#comment-4421</guid>
		<description>Innanzitutto caro Mezzamestola ti ringrazio anche io per le gentili parole, cerco di avviare un piccolo dibattito ovviamente rispettando le idee degli altri che sono preziose perchè appunto differenti e perchè segnano un desiderio di confrontarsi che - come avrai visto dagli eventi politici e di costume di oggi - sono caduti nel triviale e nello scontro continuato.
Arthur Miller nella sua commedia &quot;Morte di un commesso viaggiatore&quot; (un classico della letteratura americana e del mondo) parlava del &quot;sogno americano&quot; e, ripercorrendo le vicende del suo protagonista, marcava la non attuabilità di questo sogno basato sul riscatto dei singoli in una società multi razziale, liberista, imprenditoriale, con a base la famiglia e di contorno principi e valori di Stato, Libertà e Civiltà. Hendrix apparteneva ad una classe (quella degli immigrati) che trovarono difficoltà enormi nell&#039;adeguarsi a quella dei bianchi (considerata dominante e trainante della economia e civiltà americana); essendo un virtuoso dello strumento ebbe motivo di riscatto una volta raggiunta la notorietà al punto che fu maestro di Eric Clapton (anche lui virtuoso della chitarra ma bianco ed europeo).
Hendrix, al momento della sua esibizione a Woodstock era già una star conosciuta in tutto il mondo ma era anche il simbolo di questo Sogno Americano nel quale la capacità artistica (che indubbiamente possedeva) lo aveva fatto emergere nella società americana e lo aveva reso benestante. Sulla storia dei 30.000 dollari non mi pronuncio perchè non ne conosco i termini; la verità è che lui è stato in mano a procuratori senza scrupoli i quali approfittarono del suo stato di tossicodipendente, ricorda che sono i procuratori a chiedere i cachet e non gli artisti.... e gran parte del cachet spetta a loro.
Molti artisti americani coerentemente con le proprie idee hanno cantato musiche di protesta e quel periodo della società americana ha partorito un gran numero di musicisti di livello mondiale. Le occasioni di questa protesta sono state la guerra nel Vietnam, la Guerra Fredda, il Sogno Americano infranto da una società - quella dei più umili - incapace di emergere. Loro hanno cantato questa protesta e lo hanno fatto bene, molte canzoni sono rimaste nella storia della musica ed è giusto che ne abbiano tratto profitti: la musica è un bene che rimane nel tempo.
Riguardo l&#039;ultima parte del tuo commento devo dire che per me riguardo la maggioranza dei tossicodipendenti essi sono &quot;vittime&quot; della droga e non &quot;corrotti&quot;. Il tossicodipendente per larga maggioranza è una persona che ha avuto difficoltà nell&#039;inserirsi nella società e da essa ne è stato travolto. Hendrix va rivalutato anche per questo: un grande musicista ed una povera vittima che ha fatto una brutta fine troppo giovane.
Io sono stato un chitarrista autodidatta; ho cominciato con una chitarretta comprata dai mei genitori quando avevo 13 anni e poi piano piano sono approdato alla chitarra classica che ho studiato un pò da autodidatta finendo alla fine sulla samba e bossa nova brasiliana. Mi sono rimaste due chitarre e cioè la mia Admira concierto spagnola e una chitarra Ovation con corde di nylon. Purtroppo da anni le ho attaccate al chiodo ed ancora ogni tanto le prendo per sentire il loro suono ma le mani non sono più quelle di una volta........</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto caro Mezzamestola ti ringrazio anche io per le gentili parole, cerco di avviare un piccolo dibattito ovviamente rispettando le idee degli altri che sono preziose perchè appunto differenti e perchè segnano un desiderio di confrontarsi che &#8211; come avrai visto dagli eventi politici e di costume di oggi &#8211; sono caduti nel triviale e nello scontro continuato.<br />
Arthur Miller nella sua commedia &#8220;Morte di un commesso viaggiatore&#8221; (un classico della letteratura americana e del mondo) parlava del &#8220;sogno americano&#8221; e, ripercorrendo le vicende del suo protagonista, marcava la non attuabilità di questo sogno basato sul riscatto dei singoli in una società multi razziale, liberista, imprenditoriale, con a base la famiglia e di contorno principi e valori di Stato, Libertà e Civiltà. Hendrix apparteneva ad una classe (quella degli immigrati) che trovarono difficoltà enormi nell&#8217;adeguarsi a quella dei bianchi (considerata dominante e trainante della economia e civiltà americana); essendo un virtuoso dello strumento ebbe motivo di riscatto una volta raggiunta la notorietà al punto che fu maestro di Eric Clapton (anche lui virtuoso della chitarra ma bianco ed europeo).<br />
Hendrix, al momento della sua esibizione a Woodstock era già una star conosciuta in tutto il mondo ma era anche il simbolo di questo Sogno Americano nel quale la capacità artistica (che indubbiamente possedeva) lo aveva fatto emergere nella società americana e lo aveva reso benestante. Sulla storia dei 30.000 dollari non mi pronuncio perchè non ne conosco i termini; la verità è che lui è stato in mano a procuratori senza scrupoli i quali approfittarono del suo stato di tossicodipendente, ricorda che sono i procuratori a chiedere i cachet e non gli artisti&#8230;. e gran parte del cachet spetta a loro.<br />
Molti artisti americani coerentemente con le proprie idee hanno cantato musiche di protesta e quel periodo della società americana ha partorito un gran numero di musicisti di livello mondiale. Le occasioni di questa protesta sono state la guerra nel Vietnam, la Guerra Fredda, il Sogno Americano infranto da una società &#8211; quella dei più umili &#8211; incapace di emergere. Loro hanno cantato questa protesta e lo hanno fatto bene, molte canzoni sono rimaste nella storia della musica ed è giusto che ne abbiano tratto profitti: la musica è un bene che rimane nel tempo.<br />
Riguardo l&#8217;ultima parte del tuo commento devo dire che per me riguardo la maggioranza dei tossicodipendenti essi sono &#8220;vittime&#8221; della droga e non &#8220;corrotti&#8221;. Il tossicodipendente per larga maggioranza è una persona che ha avuto difficoltà nell&#8217;inserirsi nella società e da essa ne è stato travolto. Hendrix va rivalutato anche per questo: un grande musicista ed una povera vittima che ha fatto una brutta fine troppo giovane.<br />
Io sono stato un chitarrista autodidatta; ho cominciato con una chitarretta comprata dai mei genitori quando avevo 13 anni e poi piano piano sono approdato alla chitarra classica che ho studiato un pò da autodidatta finendo alla fine sulla samba e bossa nova brasiliana. Mi sono rimaste due chitarre e cioè la mia Admira concierto spagnola e una chitarra Ovation con corde di nylon. Purtroppo da anni le ho attaccate al chiodo ed ancora ogni tanto le prendo per sentire il loro suono ma le mani non sono più quelle di una volta&#8230;&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: mezzamestola</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4414</link>
		<dc:creator>mezzamestola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 07:28:49 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Ric, prima di tutto mi accodo agli altri nei complimenti per come scrivi, la competenza che dimostri, senza sbatterla in faccia o usarla contro, ma per spiegare e far capire, oltre che sostenere le tue ragioni; in parole povere ti riconosco educazione e  rispetto dei tuoi interlocutori, cosa rara e su internet preziosa.

Vorrei a questo punto, per rispetto a chi legge, a me stesso, ma anche e soprattutto a te, precisare che il giudizio su Hendrix non l&#039;ho espresso per primo, ma vi sono stato portato per dire la mia, facendo però salva la sua arte, che se leggi bene... ho precisato che la mettevo da parte... questo perchè volevo parlare di altro... e non ci sono riuscito, per cui ci riprovo.

Quando intendo altro non vorrei però finire, anche se poi ci sono finito, a dare giudizi sull&#039;uomo... perchè chi può giudicare l&#039;uomo?.. Giudico casomai il suo comportamento.

Volevo cogliere una grande contraddizione che nel passato, quando da ragazzo e adolescente, credevo nel valore della musica non solo come fenomeno di intrattenimento, ma anche di impegno sociale, di denuncia, di protesta contro ciò che sembrava non giusto, contraddizione dicevo, che non appena mi resi conto esistere, ne soffrii moltissimo e fui sull&#039;orlo di una crisi esistenziale, nel senso che poi forse feci un passo avanti verso la mia crescita (o degenerazione) attuale.

Il rock come fenomeno di massa, inteso come musica fruita, manda dei messaggi nella mente delle persone, sia nel loro inconscio che nel mondo concreto del loro modo di vivere, nelle azioni e comportamenti. 

Chi seguiva Woodstock subiva questo aspetto oppure se ne nutriva consapevolemnte?

Il rock esprimeva ciò che avevano da dire?

Che cosa aveva di coerente con questo messaggio il modo di creare, di offrire e di viverci sopra da parte degli organizzatori del festivall, e dei musicisti che vi parteciparono facendosi pagare il triplo di quello che di solito prendevano?....

Ecco l&#039;incoerenza che colgo e denuncio in queste cose, da un lato si predica bene, con chitarra e batteria, e chi ascolta ci crede fine in fondo.... 
dall&#039;altro si razzola male.... 

l&#039;inno americano straziato dai suoni della guerra è emblematico, il pacifismo.... il vivere di.... di che cosa?... 

I gruppi e i musicisti che si esibivano proponevano e contribuivano a far sentire che c&#039;era un modo di vivere diverso, ma quale?.. Quello che gli si svolgeva davanti nel fango... e tra la droga, e che invocava ideali di fratellanza e di nonviolenza... 

ma al contempo per offrire quell&#039;arte da quel palco si era chiesto proprio ciò che quell&#039;arte denunciava, ciò che quella musica sembrava deprecare...  cioè ci si era venduti... allo stesso dio danaro che era la causa principale della guerra e del mondo che si voleva denunciare con quella musica, ascoltandola in quel modo, vivendo in quel modo.

Per questo se mi si santifica Francesco d&#039;Assisi che si spoglia e lascia tutto e vive degli stessi valori degli Hippies ma in modo coerente con questi, io mi tolgo tanto di cappello, mentre se mi si santifica chi postula quei valori e poi li tradisce vendendosi per danaro e cedendo alla droga, cioè agli stessi strumenti che erano la causa della guerra e di cui la guerra si nutriva (danaro per le armi e droga per mandar a morire i soldati) mi ribello;

non condanno Hendrix, non lo giudico come uomo, condanno l&#039;incoerenza e il grande inganno che questi artisti rappresentano per me, per il mio piccolo e provinciale modo di pensare.

Quando ascolto il suo pezzo sull&#039;inno degli USA, a pelle mi vengono i brividi, rivedo il napalm, la gente uccisa e straziata, scorrono davanti a me le immagini raccontate da Tiziano terzani nei suoi libri ed articoli, ma non posso fare a meno di pensare anche alla grande delusione di un fenomeno così bello che ha come sacerdoti persone che essendo uomini come me, non hanno saputo poi vivere con coerenza i valori e le sensazioni che proponevano.... 

In questo non c&#039;è male... solo che bisogna chiamarlo con il suo nome... Hendrix che si fa pagare 30.000 dollari predica bene... razzola male.... 

Se avesse suonato gratis, o meglio, se si fosse fatto pagare il doppio e avesse speso speso i soldi per realizzare gli ideali che propugnava con la sua musica... sarei stato pronto a santificarlo... 

Quelle che da ogni dove vengono poi riferite come svolta nel modo di vedere il mondo... mentre per me  sono il momento in cui quei valori si manifestano e vengono strumentalizzati, fagocitati dalla stessa società che vorrebbero cambiare... Woodstock, Hendrix e chi salì su quel palco (Baez compresa), penso nel mio intimo, sono l&#039;inizio della fine... 

eppure trovo la ballata di Sacco e vanzetti cantata dalla voce di joan, una delle emozioni più intense che la musica riesce a farmi vivere....

E vi assicuro che la delusione e lo sconforto è alto, mi riconcilia con la vita e la speranza, l&#039;aver conosciuto persone che nessuno mai ricorderà, che non sono mai saliti su un palco, ma hanno vissuto la loro vita coerentemente fino in fondo. Il vecchio del filmato &#039;terra madre&#039; per me vale più, sul piano della coerenza e dei valori umani che possono veramente salvare l&#039;umanità, migliorarla, di hendrix e le sue suonate... di baez e le sue ballate...
 solo San Francesco di Assisi regge il confronto nella mia piccola mente.
Persone semplici, figli di nessuno, che ad esempio non hanno mai voluto una macchina, o non hanno mai accettato una casa in proprità, e cose del genere... persone non corrotte ne da droga ne da danaro... coerenti fino in fondo (disposti a pagare di persona a rinunciare a tutto per di vivere secondo le proprie idee) con quello che pensano (giusto o sbagliato che sia) ce ne sono al mondo, accanto a noi... basterebbe cercarle.  Io volevo dire questo, e anche se sono solo uno strimpellatore... la chitarra l&#039;ho cullata anche io tra le mie braccia, tanti e tanti anni fa... so cosa vuol dire sentire le sue corde vibrare nella mente ancor prima che nell&#039;aria... poi la calcina e i mattoni l&#039;anno sostituita e non ne sento la mancanza, la rispetto, la guardo... ma sta bene dentro l&#039;armadio come un vecchio vestito che ogni tanto spolvero per cercare la giovinezza che non torna più... per fortuna..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ric, prima di tutto mi accodo agli altri nei complimenti per come scrivi, la competenza che dimostri, senza sbatterla in faccia o usarla contro, ma per spiegare e far capire, oltre che sostenere le tue ragioni; in parole povere ti riconosco educazione e  rispetto dei tuoi interlocutori, cosa rara e su internet preziosa.</p>
<p>Vorrei a questo punto, per rispetto a chi legge, a me stesso, ma anche e soprattutto a te, precisare che il giudizio su Hendrix non l&#8217;ho espresso per primo, ma vi sono stato portato per dire la mia, facendo però salva la sua arte, che se leggi bene&#8230; ho precisato che la mettevo da parte&#8230; questo perchè volevo parlare di altro&#8230; e non ci sono riuscito, per cui ci riprovo.</p>
<p>Quando intendo altro non vorrei però finire, anche se poi ci sono finito, a dare giudizi sull&#8217;uomo&#8230; perchè chi può giudicare l&#8217;uomo?.. Giudico casomai il suo comportamento.</p>
<p>Volevo cogliere una grande contraddizione che nel passato, quando da ragazzo e adolescente, credevo nel valore della musica non solo come fenomeno di intrattenimento, ma anche di impegno sociale, di denuncia, di protesta contro ciò che sembrava non giusto, contraddizione dicevo, che non appena mi resi conto esistere, ne soffrii moltissimo e fui sull&#8217;orlo di una crisi esistenziale, nel senso che poi forse feci un passo avanti verso la mia crescita (o degenerazione) attuale.</p>
<p>Il rock come fenomeno di massa, inteso come musica fruita, manda dei messaggi nella mente delle persone, sia nel loro inconscio che nel mondo concreto del loro modo di vivere, nelle azioni e comportamenti. </p>
<p>Chi seguiva Woodstock subiva questo aspetto oppure se ne nutriva consapevolemnte?</p>
<p>Il rock esprimeva ciò che avevano da dire?</p>
<p>Che cosa aveva di coerente con questo messaggio il modo di creare, di offrire e di viverci sopra da parte degli organizzatori del festivall, e dei musicisti che vi parteciparono facendosi pagare il triplo di quello che di solito prendevano?&#8230;.</p>
<p>Ecco l&#8217;incoerenza che colgo e denuncio in queste cose, da un lato si predica bene, con chitarra e batteria, e chi ascolta ci crede fine in fondo&#8230;.<br />
dall&#8217;altro si razzola male&#8230;. </p>
<p>l&#8217;inno americano straziato dai suoni della guerra è emblematico, il pacifismo&#8230;. il vivere di&#8230;. di che cosa?&#8230; </p>
<p>I gruppi e i musicisti che si esibivano proponevano e contribuivano a far sentire che c&#8217;era un modo di vivere diverso, ma quale?.. Quello che gli si svolgeva davanti nel fango&#8230; e tra la droga, e che invocava ideali di fratellanza e di nonviolenza&#8230; </p>
<p>ma al contempo per offrire quell&#8217;arte da quel palco si era chiesto proprio ciò che quell&#8217;arte denunciava, ciò che quella musica sembrava deprecare&#8230;  cioè ci si era venduti&#8230; allo stesso dio danaro che era la causa principale della guerra e del mondo che si voleva denunciare con quella musica, ascoltandola in quel modo, vivendo in quel modo.</p>
<p>Per questo se mi si santifica Francesco d&#8217;Assisi che si spoglia e lascia tutto e vive degli stessi valori degli Hippies ma in modo coerente con questi, io mi tolgo tanto di cappello, mentre se mi si santifica chi postula quei valori e poi li tradisce vendendosi per danaro e cedendo alla droga, cioè agli stessi strumenti che erano la causa della guerra e di cui la guerra si nutriva (danaro per le armi e droga per mandar a morire i soldati) mi ribello;</p>
<p>non condanno Hendrix, non lo giudico come uomo, condanno l&#8217;incoerenza e il grande inganno che questi artisti rappresentano per me, per il mio piccolo e provinciale modo di pensare.</p>
<p>Quando ascolto il suo pezzo sull&#8217;inno degli USA, a pelle mi vengono i brividi, rivedo il napalm, la gente uccisa e straziata, scorrono davanti a me le immagini raccontate da Tiziano terzani nei suoi libri ed articoli, ma non posso fare a meno di pensare anche alla grande delusione di un fenomeno così bello che ha come sacerdoti persone che essendo uomini come me, non hanno saputo poi vivere con coerenza i valori e le sensazioni che proponevano&#8230;. </p>
<p>In questo non c&#8217;è male&#8230; solo che bisogna chiamarlo con il suo nome&#8230; Hendrix che si fa pagare 30.000 dollari predica bene&#8230; razzola male&#8230;. </p>
<p>Se avesse suonato gratis, o meglio, se si fosse fatto pagare il doppio e avesse speso speso i soldi per realizzare gli ideali che propugnava con la sua musica&#8230; sarei stato pronto a santificarlo&#8230; </p>
<p>Quelle che da ogni dove vengono poi riferite come svolta nel modo di vedere il mondo&#8230; mentre per me  sono il momento in cui quei valori si manifestano e vengono strumentalizzati, fagocitati dalla stessa società che vorrebbero cambiare&#8230; Woodstock, Hendrix e chi salì su quel palco (Baez compresa), penso nel mio intimo, sono l&#8217;inizio della fine&#8230; </p>
<p>eppure trovo la ballata di Sacco e vanzetti cantata dalla voce di joan, una delle emozioni più intense che la musica riesce a farmi vivere&#8230;.</p>
<p>E vi assicuro che la delusione e lo sconforto è alto, mi riconcilia con la vita e la speranza, l&#8217;aver conosciuto persone che nessuno mai ricorderà, che non sono mai saliti su un palco, ma hanno vissuto la loro vita coerentemente fino in fondo. Il vecchio del filmato &#8216;terra madre&#8217; per me vale più, sul piano della coerenza e dei valori umani che possono veramente salvare l&#8217;umanità, migliorarla, di hendrix e le sue suonate&#8230; di baez e le sue ballate&#8230;<br />
 solo San Francesco di Assisi regge il confronto nella mia piccola mente.<br />
Persone semplici, figli di nessuno, che ad esempio non hanno mai voluto una macchina, o non hanno mai accettato una casa in proprità, e cose del genere&#8230; persone non corrotte ne da droga ne da danaro&#8230; coerenti fino in fondo (disposti a pagare di persona a rinunciare a tutto per di vivere secondo le proprie idee) con quello che pensano (giusto o sbagliato che sia) ce ne sono al mondo, accanto a noi&#8230; basterebbe cercarle.  Io volevo dire questo, e anche se sono solo uno strimpellatore&#8230; la chitarra l&#8217;ho cullata anche io tra le mie braccia, tanti e tanti anni fa&#8230; so cosa vuol dire sentire le sue corde vibrare nella mente ancor prima che nell&#8217;aria&#8230; poi la calcina e i mattoni l&#8217;anno sostituita e non ne sento la mancanza, la rispetto, la guardo&#8230; ma sta bene dentro l&#8217;armadio come un vecchio vestito che ogni tanto spolvero per cercare la giovinezza che non torna più&#8230; per fortuna..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4409</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 23:55:32 +0000</pubDate>
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		<description>Tanto per confermare la mia tesi, il Ric ci dà una dimostrazione del suo sapere. 
Poi la chicca che è come me un ex chitarrista mi dà gioia e sorpresa: “te vai a giudica le carogne!”

Nel merito della nostra piccola polemica mi pare già che una cosa vada sottolineata, e cioè che ognuno è libero di adoperare i propri parametri per giudicare chi sia stato il miglior chitarrista vissuto. 

Intanto il termine rock per l’enorme confusione cui è stato sottoposto nel tempo è talmente vago e discutibile che io lo lascerei da parte.
Non nego il valore di Hendrix ed in particolare l’innovazione da lui apportata nell’uso della chitarra, specie per il suo “esagerare” ed il suo personalissimo stile fatto di tanta violenza fino all’esagerazione. Notevolissimo e forse irripetibile l’uso del suo quasi colloquiare tra la sua voce e la sua chitarra come se fossero due cose separate che vivevano di autonoma vita. Pochi hanno ripercorso così bene questa strada da lui tracciata. 

Sull’uso del distorsore non credo sia stato lui il precursore: basta pensare che il più famoso riff con distorsore di tutti i tempi non è suo ma di Keith Richard in Satisfaction, con i Rolling Stones (1965), pezzo e riff che io continuo a considerare non solo il più famoso, ma anche il più bello, originale, innovativo e inossidabile (tormentone).

Se si vuol mantenere il discorso sulla storia e le date forse il primo – e forse il precursore – di quello che s’intende comunemente per rock è   “Link Wray (Frederick Lincoln Wray), inventore di una tecnica chitarristica di sette anni in anticipo sui tempi del Vero Rock. Link Wray ha inventato il power chord esplorando da pioniere le potenzialità sonore di distorsione e fuzz”. 
“Anche Chuck Berry (al secolo Charles Edward Berry - 18 10 1931) viene considerato l&#039; iniziatore del genere perché nel 1958 diede alle stampe &quot;Johnny B Goode&quot; grande brano dalla ritmica elettrica rock con riff e soli sovrastanti ed in primo piano : tipici del Rock a venire. “  Il virgolettato è rilevato da critica storica.

Personalmente penso più al secondo che di tecnica ce n’aveva assai poca, in compenso ci’aveva una fantasia ed innovazione che difficilmente si è vista in seguito. E questo lo penso io. 

Per ritornare un momento su Hendrix. La sua versione di &quot;Johnny B Goode&quot; è emblematica e quasi propedeutica per capire ed illustrare il suo stile e la sua “opera” nel modo d’intendere la chitarra. Sono dettagli talmente chiari che non credo ci sia da spiegare molto.

Per tornare alla storia: si dice che &quot;You Really Got Me&quot; dei Kinks (1965), &quot;Satisfaction&quot; (1965) dei Rolling Stones e &quot;My Generation&quot; (1965) degli Who siano stati i veri capisaldi del rock.

Ma ora voglio accennare al “mio” personale tragitto nel mondo della chitarra.
Lo accenno solo, perché lo vorrei svolgere con calma e con spazio, per chi può interessare, ma per stanotte l’ora è tarda, domattina mi devo alzare presto, e ci’avrei da scrivere un so quanto.

Quindi mi limiterò a dare queste tracce: sono figlio degli Shadows. E qui non solo c’è storia, ma lunga e da approfondire. Per me restano il gruppo che ha segnato per sempre il tipo di formazione chitarra solista, chitarra ritmica, chitarra basso e batteria. Non a caso esistono di loro pochissimi pezzi cantati, essendo la loro produzione migliore esclusivamente strumentale.

Hanno avuto il torto di essere di poco precedenti ai Beatles e dei Rolling Stones e quindi nascosti al grosso pubblico dal successo di questi, che però avevano caratteristiche completamente diverse.

Mi sono piaciuti subito i Beatles, mi ci è voluto di più a capire i Rolling Stones, che non mi vergogno a dire apprezzo più ora da vecchio che allora da giovane. Ma il mio cuore e il mio intendere la chitarra era quella degli Shadows. E non tanto per il suo solista Hank B. Marvin, ma del loro insieme. Bruce Welch la ritmica e fondatore insieme a lui del gruppo. Loro due non sono mai cambiati a differenza della chitarra basso e della batteria.

Dopo di loro un solo chitarrista mi ha dato lo stesso entusiasmo di piacere: Mark Knopfler dei Dire Straits. Ma, guarda caso, non solo lo ritengo nato nel solco, nello stile e nei gusti degli Shadows, ma l’ha poi confessato lui stesso in recenti interviste.

Il resto, per me, ci sono differenze da l’uno all’altro, ma i Santana, o gli Eric Clapton o lo stesso Hendrix, per me, sono qualche scalino più giù. E ripeto come mio gusto e predilezione.  

Ora mi fermo, per flessione e per rispetto di chi legge, ma tanto son convinto che solo chi ha suonato la chitarra o che ama il genere sia arrivato a leggere il pezzo fino a qui.

Arrivederci alle prossime puntate.

A proposito Ric, due o tre cose:
1) che ne diresti di tagliare a piè pari questi interventi e metterli in un articolo separato prima che il GF ci venga a fa qualche romanzina?
2) ti sei un po’ espresso, ma lo dici apertamente quali sono i tuoi capo scuola’ o i tuoi preferiti di sempre?
3) hai suonato anche in pubblico? Quando? Con chi?

Ciao Ric, ti voglio bene!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per confermare la mia tesi, il Ric ci dà una dimostrazione del suo sapere.<br />
Poi la chicca che è come me un ex chitarrista mi dà gioia e sorpresa: “te vai a giudica le carogne!”</p>
<p>Nel merito della nostra piccola polemica mi pare già che una cosa vada sottolineata, e cioè che ognuno è libero di adoperare i propri parametri per giudicare chi sia stato il miglior chitarrista vissuto. </p>
<p>Intanto il termine rock per l’enorme confusione cui è stato sottoposto nel tempo è talmente vago e discutibile che io lo lascerei da parte.<br />
Non nego il valore di Hendrix ed in particolare l’innovazione da lui apportata nell’uso della chitarra, specie per il suo “esagerare” ed il suo personalissimo stile fatto di tanta violenza fino all’esagerazione. Notevolissimo e forse irripetibile l’uso del suo quasi colloquiare tra la sua voce e la sua chitarra come se fossero due cose separate che vivevano di autonoma vita. Pochi hanno ripercorso così bene questa strada da lui tracciata. </p>
<p>Sull’uso del distorsore non credo sia stato lui il precursore: basta pensare che il più famoso riff con distorsore di tutti i tempi non è suo ma di Keith Richard in Satisfaction, con i Rolling Stones (1965), pezzo e riff che io continuo a considerare non solo il più famoso, ma anche il più bello, originale, innovativo e inossidabile (tormentone).</p>
<p>Se si vuol mantenere il discorso sulla storia e le date forse il primo – e forse il precursore – di quello che s’intende comunemente per rock è   “Link Wray (Frederick Lincoln Wray), inventore di una tecnica chitarristica di sette anni in anticipo sui tempi del Vero Rock. Link Wray ha inventato il power chord esplorando da pioniere le potenzialità sonore di distorsione e fuzz”.<br />
“Anche Chuck Berry (al secolo Charles Edward Berry &#8211; 18 10 1931) viene considerato l&#8217; iniziatore del genere perché nel 1958 diede alle stampe &#8220;Johnny B Goode&#8221; grande brano dalla ritmica elettrica rock con riff e soli sovrastanti ed in primo piano : tipici del Rock a venire. “  Il virgolettato è rilevato da critica storica.</p>
<p>Personalmente penso più al secondo che di tecnica ce n’aveva assai poca, in compenso ci’aveva una fantasia ed innovazione che difficilmente si è vista in seguito. E questo lo penso io. </p>
<p>Per ritornare un momento su Hendrix. La sua versione di &#8220;Johnny B Goode&#8221; è emblematica e quasi propedeutica per capire ed illustrare il suo stile e la sua “opera” nel modo d’intendere la chitarra. Sono dettagli talmente chiari che non credo ci sia da spiegare molto.</p>
<p>Per tornare alla storia: si dice che &#8220;You Really Got Me&#8221; dei Kinks (1965), &#8220;Satisfaction&#8221; (1965) dei Rolling Stones e &#8220;My Generation&#8221; (1965) degli Who siano stati i veri capisaldi del rock.</p>
<p>Ma ora voglio accennare al “mio” personale tragitto nel mondo della chitarra.<br />
Lo accenno solo, perché lo vorrei svolgere con calma e con spazio, per chi può interessare, ma per stanotte l’ora è tarda, domattina mi devo alzare presto, e ci’avrei da scrivere un so quanto.</p>
<p>Quindi mi limiterò a dare queste tracce: sono figlio degli Shadows. E qui non solo c’è storia, ma lunga e da approfondire. Per me restano il gruppo che ha segnato per sempre il tipo di formazione chitarra solista, chitarra ritmica, chitarra basso e batteria. Non a caso esistono di loro pochissimi pezzi cantati, essendo la loro produzione migliore esclusivamente strumentale.</p>
<p>Hanno avuto il torto di essere di poco precedenti ai Beatles e dei Rolling Stones e quindi nascosti al grosso pubblico dal successo di questi, che però avevano caratteristiche completamente diverse.</p>
<p>Mi sono piaciuti subito i Beatles, mi ci è voluto di più a capire i Rolling Stones, che non mi vergogno a dire apprezzo più ora da vecchio che allora da giovane. Ma il mio cuore e il mio intendere la chitarra era quella degli Shadows. E non tanto per il suo solista Hank B. Marvin, ma del loro insieme. Bruce Welch la ritmica e fondatore insieme a lui del gruppo. Loro due non sono mai cambiati a differenza della chitarra basso e della batteria.</p>
<p>Dopo di loro un solo chitarrista mi ha dato lo stesso entusiasmo di piacere: Mark Knopfler dei Dire Straits. Ma, guarda caso, non solo lo ritengo nato nel solco, nello stile e nei gusti degli Shadows, ma l’ha poi confessato lui stesso in recenti interviste.</p>
<p>Il resto, per me, ci sono differenze da l’uno all’altro, ma i Santana, o gli Eric Clapton o lo stesso Hendrix, per me, sono qualche scalino più giù. E ripeto come mio gusto e predilezione.  </p>
<p>Ora mi fermo, per flessione e per rispetto di chi legge, ma tanto son convinto che solo chi ha suonato la chitarra o che ama il genere sia arrivato a leggere il pezzo fino a qui.</p>
<p>Arrivederci alle prossime puntate.</p>
<p>A proposito Ric, due o tre cose:<br />
1) che ne diresti di tagliare a piè pari questi interventi e metterli in un articolo separato prima che il GF ci venga a fa qualche romanzina?<br />
2) ti sei un po’ espresso, ma lo dici apertamente quali sono i tuoi capo scuola’ o i tuoi preferiti di sempre?<br />
3) hai suonato anche in pubblico? Quando? Con chi?</p>
<p>Ciao Ric, ti voglio bene!</p>
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	</item>
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		<title>Di: Ric</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4408</link>
		<dc:creator>Ric</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 20:45:03 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Granocchiaio che Jimi Hendrix sia considerato il miglior chitarrista rock vissuto non lo dico io ma gli studiosi e i biografi; tant&#039;è vero che io apprezzo di più Eric Clapton.
Hendrix aveva qualcosa di esasperato nelle sue interpretazioni, spesso al limite della follia (una volta pare diede fuoco alla propria chitarra); inoltre eseguiva i suoi riff con una ripetitività ossessiva marcata usando il distorsore (un effetto della chitarra che poi venne adottato da tutti i chitarristi rock). Le spezzature di Hendrix sono in larga parte non eseguibili da chitarristi normali; solo Eric Clapton (che venne instradato dallo stesso Hendix verso la chitarra) eseguiva all&#039;inizio dei propri concerti un brano di Hendrix per onorarne la memoria.
Eric Clapton ha affinato nel tempo uno stile sobrio e con influenze di rock e blues. Il blues di Clapton , al quale ritornò dopo le esprienze degli anni &#039;70, si è andato a maturare nel 1994 con l&#039;album From the Cradle. Il suo soprannome &quot;slow hand&quot; ha varie interpretazioni tra le quali la più attendibile è quella di una esibizione con il suo amico Carlos Santana nel quale si vedeva la differenza di impostazione della mano sulla tastiera e di espressione fra i due musicisti. In particolare si può dire che Clapton da perfetto inglese è compassato e difficilmente marca i passaggi delle dita con movimenti del corpo, mentre Santana ha origini latine e quindi più espressivo.
Detto questo posso dire che anche io sono stato un chitarrista, ma da tempo ho appeso lo strumento al classico chiodo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Granocchiaio che Jimi Hendrix sia considerato il miglior chitarrista rock vissuto non lo dico io ma gli studiosi e i biografi; tant&#8217;è vero che io apprezzo di più Eric Clapton.<br />
Hendrix aveva qualcosa di esasperato nelle sue interpretazioni, spesso al limite della follia (una volta pare diede fuoco alla propria chitarra); inoltre eseguiva i suoi riff con una ripetitività ossessiva marcata usando il distorsore (un effetto della chitarra che poi venne adottato da tutti i chitarristi rock). Le spezzature di Hendrix sono in larga parte non eseguibili da chitarristi normali; solo Eric Clapton (che venne instradato dallo stesso Hendix verso la chitarra) eseguiva all&#8217;inizio dei propri concerti un brano di Hendrix per onorarne la memoria.<br />
Eric Clapton ha affinato nel tempo uno stile sobrio e con influenze di rock e blues. Il blues di Clapton , al quale ritornò dopo le esprienze degli anni &#8217;70, si è andato a maturare nel 1994 con l&#8217;album From the Cradle. Il suo soprannome &#8220;slow hand&#8221; ha varie interpretazioni tra le quali la più attendibile è quella di una esibizione con il suo amico Carlos Santana nel quale si vedeva la differenza di impostazione della mano sulla tastiera e di espressione fra i due musicisti. In particolare si può dire che Clapton da perfetto inglese è compassato e difficilmente marca i passaggi delle dita con movimenti del corpo, mentre Santana ha origini latine e quindi più espressivo.<br />
Detto questo posso dire che anche io sono stato un chitarrista, ma da tempo ho appeso lo strumento al classico chiodo&#8230;</p>
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		<title>Di: il granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4404</link>
		<dc:creator>il granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 16:48:28 +0000</pubDate>
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		<description>Alla faccia del bicarbonato!

Altro che Granocchiaio: qui ci’avemo in casa un fior di critico da far invidia a diverse riviste specializzate e giornali!

Non so com’è messo sull’altra musica, ma su questo versante è tanta roba, credetemi. Non solo sa e conosce, ma inquadra il tutto nel giusto contesto con riflessioni e osservazioni pertinenti e adeguate. E anche senza voler stupire a tutti i costi come spesso capita anche con quelli che vengono ritenuti  bravi o presunti tali.

Non sono d’accordo su tutto quello che dice, ma questo è normale, tra persone normali.
Per esempio io non penso che Jimi Hendrix sia stato “il più grande chitarrista del mondo”, sebbene siano in molti a dirlo.

Questo assomiglia assai a qual’è stato il ciclista più bravo di tutti i tempi, (Girardengo? Binda, Bartali? Coppi? Mercks? Indurain? Armstrong?) o ai calciatori (Pelè, Cruyff, Maratona?) e così via. 
Per di più scambiando spesso la velocità  o la tecnica dello strumento con “il più bravo”.

Credo che specie per i chitarristi, come per altri strumentisti, cantanti o campioni dello sport stesso, valga assai il gusto personale di ognuno di noi. 

Il più bravo di tutti mi sa troppo di tifoso...................</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alla faccia del bicarbonato!</p>
<p>Altro che Granocchiaio: qui ci’avemo in casa un fior di critico da far invidia a diverse riviste specializzate e giornali!</p>
<p>Non so com’è messo sull’altra musica, ma su questo versante è tanta roba, credetemi. Non solo sa e conosce, ma inquadra il tutto nel giusto contesto con riflessioni e osservazioni pertinenti e adeguate. E anche senza voler stupire a tutti i costi come spesso capita anche con quelli che vengono ritenuti  bravi o presunti tali.</p>
<p>Non sono d’accordo su tutto quello che dice, ma questo è normale, tra persone normali.<br />
Per esempio io non penso che Jimi Hendrix sia stato “il più grande chitarrista del mondo”, sebbene siano in molti a dirlo.</p>
<p>Questo assomiglia assai a qual’è stato il ciclista più bravo di tutti i tempi, (Girardengo? Binda, Bartali? Coppi? Mercks? Indurain? Armstrong?) o ai calciatori (Pelè, Cruyff, Maratona?) e così via.<br />
Per di più scambiando spesso la velocità  o la tecnica dello strumento con “il più bravo”.</p>
<p>Credo che specie per i chitarristi, come per altri strumentisti, cantanti o campioni dello sport stesso, valga assai il gusto personale di ognuno di noi. </p>
<p>Il più bravo di tutti mi sa troppo di tifoso&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ric</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4392</link>
		<dc:creator>Ric</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 21:53:43 +0000</pubDate>
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		<description>Mezzolitro, è la verità che Hendrix era un drogato e per causa di droga è morto, ma non mi sembra giusto volerlo catalogare solo per questo e per una (presunta) cupidigia di denaro. Tutti sanno che egli fu una vittima dei suoi procuratori e che al momento del concerto di Woodstock era una star internazionale. Forse qualcuno dimentica (o non sa...) che gli organizzatori andarono anche da John Lennon e gli chiesero di partecipare e lui disse che sarebbe andato con la Ono Plastic Band (la sua compagna Yoko Ono) e gli organizzatori replicarono: no grazie e non invitarono John Lennon, uno dei Beatles per intenderci....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mezzolitro, è la verità che Hendrix era un drogato e per causa di droga è morto, ma non mi sembra giusto volerlo catalogare solo per questo e per una (presunta) cupidigia di denaro. Tutti sanno che egli fu una vittima dei suoi procuratori e che al momento del concerto di Woodstock era una star internazionale. Forse qualcuno dimentica (o non sa&#8230;) che gli organizzatori andarono anche da John Lennon e gli chiesero di partecipare e lui disse che sarebbe andato con la Ono Plastic Band (la sua compagna Yoko Ono) e gli organizzatori replicarono: no grazie e non invitarono John Lennon, uno dei Beatles per intenderci&#8230;.</p>
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		<title>Di: mezzolitro</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4391</link>
		<dc:creator>mezzolitro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 21:18:53 +0000</pubDate>
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		<description>Ric, sei tutti noi!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ric, sei tutti noi!!!!!!!!</p>
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		<title>Di: Ric</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4390</link>
		<dc:creator>Ric</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 20:28:19 +0000</pubDate>
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		<description>Beh non direi... innanzitutto nel passato, io parlo degli anni &#039;70 ci sono stati cantanti le cui canzoni vengono suonate tuttora. Va fatto un ragionamento e domandarsi perchè la memoria (ormai queste canzoni sono memoria...) passa al disopra del presente. Riguardo l&#039;orgoglio di essere maremmano e l&#039;orgoglio di cantare le canzoni della propria terra: ok, ma se mi piace anche il jazz faccio male?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh non direi&#8230; innanzitutto nel passato, io parlo degli anni &#8217;70 ci sono stati cantanti le cui canzoni vengono suonate tuttora. Va fatto un ragionamento e domandarsi perchè la memoria (ormai queste canzoni sono memoria&#8230;) passa al disopra del presente. Riguardo l&#8217;orgoglio di essere maremmano e l&#8217;orgoglio di cantare le canzoni della propria terra: ok, ma se mi piace anche il jazz faccio male?</p>
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		<title>Di: Ric</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4389</link>
		<dc:creator>Ric</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 20:18:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=2776#comment-4389</guid>
		<description>Prima di andare a liquidare il più grande chitarrista del mondo come avido e tossicodipendente bisogna leggersi non tanto Wikipedia (che è scritta un pò con le opinioni di tanti utenti spesso saccenti e non informati) quanto le recensioni e le biografie fatte su di lui da gente seria. Innanzitutto Hendrix era un uomo di colore e come tale fu discriminato nella vita poi, dato che era un virtuoso inarrivabile, venne gestito da Chas Chandler degli Animals il quale lo fece conoscere al pubblico che a quel tempo apprezzava i chitarristi bianchi per ragioni razziali. Hendrix aveva una vita terribile conteso tra sale di incisione e concerti ripetuti così che cadde, come moltissimi altri musicisti rock, nelle grinfie della droga per la grande stanchezza fisica e psicologica che quel tipo di vita riservava. La sua esibizione a Woodstock rimane negli annali della musica rock per il modo con cui interpretò l&#039;inno americano e per come seppe imitare le esplosioni dei cannoni con il proprio strumento parafrasando la guerra del Vietnam. Se poi dobbiamo andare nei particolari si può dire che neppure Eric Clapton (attualmente il più grande chitarrista vivente assieme a Carlos Santana) riuscì ad eguagliarlo quanto a velocità di esecuzione e perfezione di fraseggiamento. Se poi ci si deve attaccare alla esosità dei suoi cachet (è vero: ha lasciato una fortuna) va anche detto che venne manipolato da impresari e procuratori senza scrupoli: la sua stella si bruciò, come dice Paolo Galori, nel tentativo di non replicare se stesso di fronte a chi gli chiedeva la prova della sua divinità. E&#039; stato veramente un grande uomo e un grande musicista, non credere a quello che scrivono in internet su di lui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di andare a liquidare il più grande chitarrista del mondo come avido e tossicodipendente bisogna leggersi non tanto Wikipedia (che è scritta un pò con le opinioni di tanti utenti spesso saccenti e non informati) quanto le recensioni e le biografie fatte su di lui da gente seria. Innanzitutto Hendrix era un uomo di colore e come tale fu discriminato nella vita poi, dato che era un virtuoso inarrivabile, venne gestito da Chas Chandler degli Animals il quale lo fece conoscere al pubblico che a quel tempo apprezzava i chitarristi bianchi per ragioni razziali. Hendrix aveva una vita terribile conteso tra sale di incisione e concerti ripetuti così che cadde, come moltissimi altri musicisti rock, nelle grinfie della droga per la grande stanchezza fisica e psicologica che quel tipo di vita riservava. La sua esibizione a Woodstock rimane negli annali della musica rock per il modo con cui interpretò l&#8217;inno americano e per come seppe imitare le esplosioni dei cannoni con il proprio strumento parafrasando la guerra del Vietnam. Se poi dobbiamo andare nei particolari si può dire che neppure Eric Clapton (attualmente il più grande chitarrista vivente assieme a Carlos Santana) riuscì ad eguagliarlo quanto a velocità di esecuzione e perfezione di fraseggiamento. Se poi ci si deve attaccare alla esosità dei suoi cachet (è vero: ha lasciato una fortuna) va anche detto che venne manipolato da impresari e procuratori senza scrupoli: la sua stella si bruciò, come dice Paolo Galori, nel tentativo di non replicare se stesso di fronte a chi gli chiedeva la prova della sua divinità. E&#8217; stato veramente un grande uomo e un grande musicista, non credere a quello che scrivono in internet su di lui.</p>
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		<title>Di: S-concertato</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4388</link>
		<dc:creator>S-concertato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 19:57:57 +0000</pubDate>
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		<description>da piccino, nonostante qualcuno dicesse che facevano perde la vista, facevamo un esercizio che dalle nostre povere parti di campagna si chiamava &quot;il gusto&quot;

in paese, lo chiamarono poi con una parolaccia

da grande si abbandona, normalmente, questa abitudine, perchè insistere non farebbe perdere la vista, ma sarebbe segno serio di rincoglionimento

N.B. è noto che tale procedura si possa fare sia fisicamente che intellettualmente, e mi pare questa seconda il caso in questione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da piccino, nonostante qualcuno dicesse che facevano perde la vista, facevamo un esercizio che dalle nostre povere parti di campagna si chiamava &#8220;il gusto&#8221;</p>
<p>in paese, lo chiamarono poi con una parolaccia</p>
<p>da grande si abbandona, normalmente, questa abitudine, perchè insistere non farebbe perdere la vista, ma sarebbe segno serio di rincoglionimento</p>
<p>N.B. è noto che tale procedura si possa fare sia fisicamente che intellettualmente, e mi pare questa seconda il caso in questione</p>
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	<item>
		<title>Di: bi-folk</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4385</link>
		<dc:creator>bi-folk</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 19:39:21 +0000</pubDate>
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		<description>I bifolchi arano il terreno che verrà seminato  e darà i suoi frutti.
Certi bi-folk seminano canti (negli anni &#039;70) e nascono gruppi che faranno crescere i loro canti.  Solo che i bifolk  anzichè guardarli con orgoglio, manifestano un malcelato fastidio per tutto ciò che sa di passato.
Quanta incoerenza.... quanta voglia di dimenticare le proprio origini...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I bifolchi arano il terreno che verrà seminato  e darà i suoi frutti.<br />
Certi bi-folk seminano canti (negli anni &#8217;70) e nascono gruppi che faranno crescere i loro canti.  Solo che i bifolk  anzichè guardarli con orgoglio, manifestano un malcelato fastidio per tutto ciò che sa di passato.<br />
Quanta incoerenza&#8230;. quanta voglia di dimenticare le proprio origini&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: S-concertato</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2009/08/22/la-festa-del-maggio-la-nostra-woodstock/comment-page-1/#comment-4384</link>
		<dc:creator>S-concertato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 19:24:03 +0000</pubDate>
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		<description>Bellina la trovata di spezzare il vero attributo di bifolco in bi-folk
Ma stando alla logica ci si dichiara bi-folk per coprire (perché?) la qualifica di bifolco, e giocando, come lui fa con le parole, si potrebbe:

vero è che la definizione prima di bifolco sta per “quegli che ara e lavora il terreno co i buoi” ma anche, barbone, scortese, screanzato, sgarbato, burino, cafone, maleducato, villano, zotico, buzzurro, barbone, beduino, cavernicolo, straccione, incivile, ineducato……………”

vero poi che oggi arare il terreno co i buoi si vede – e raramente - solo al cinema
indi per cui si deve dedurre che, causa lapsus il nostro si confessa per esser o sentirsi come tutti gli altri sinonimi indicati, insomma non aratore

a questo punto mi ribello e dico: Sappi – bi folco -  che 
- chi è fiero di essere figlio di povera gente, di contadini, badilanti, non forzatamente deve essere o è un bi folco, magari ci sei tu e ti piace pure…….
- e non è né un obbligo né un titolo particolare di merito essere per forza fiero di essere Maremmano  
- non è sinonimo di ripudiare i canti della propria terra il fatto che questi non siano di tuo gradimento o peggio ti facciano du palle così

Magari è colpa del fatto che te lo propinano ad ogni pasto, ad ogni notte, ad ogni festa, ad ogni comunione, ad ogni più insulsa occasione, ad ogni scurreggia del modo:

du palle……………………………………………………..

in questo senso ci potrebbe però essere un pur labile parallelismo con il concerto di Woodstock: anche quello: du palle……………….</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellina la trovata di spezzare il vero attributo di bifolco in bi-folk<br />
Ma stando alla logica ci si dichiara bi-folk per coprire (perché?) la qualifica di bifolco, e giocando, come lui fa con le parole, si potrebbe:</p>
<p>vero è che la definizione prima di bifolco sta per “quegli che ara e lavora il terreno co i buoi” ma anche, barbone, scortese, screanzato, sgarbato, burino, cafone, maleducato, villano, zotico, buzzurro, barbone, beduino, cavernicolo, straccione, incivile, ineducato……………”</p>
<p>vero poi che oggi arare il terreno co i buoi si vede – e raramente &#8211; solo al cinema<br />
indi per cui si deve dedurre che, causa lapsus il nostro si confessa per esser o sentirsi come tutti gli altri sinonimi indicati, insomma non aratore</p>
<p>a questo punto mi ribello e dico: Sappi – bi folco &#8211;  che<br />
- chi è fiero di essere figlio di povera gente, di contadini, badilanti, non forzatamente deve essere o è un bi folco, magari ci sei tu e ti piace pure…….<br />
- e non è né un obbligo né un titolo particolare di merito essere per forza fiero di essere Maremmano<br />
- non è sinonimo di ripudiare i canti della propria terra il fatto che questi non siano di tuo gradimento o peggio ti facciano du palle così</p>
<p>Magari è colpa del fatto che te lo propinano ad ogni pasto, ad ogni notte, ad ogni festa, ad ogni comunione, ad ogni più insulsa occasione, ad ogni scurreggia del modo:</p>
<p>du palle……………………………………………………..</p>
<p>in questo senso ci potrebbe però essere un pur labile parallelismo con il concerto di Woodstock: anche quello: du palle……………….</p>
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