OSTERIE D’ITALIA 2010

 

Francesco ed Elena, Ezio e Flavio 

20 anni di Osterie d’Italia

anche Braccagni ai vertici dei locali Slow Food

 lunedì 23 novembre nella Sala della Protomoteca in Campidoglio in Roma è stata presentatalala nuova edizione 2010

osterie 2010

waters petrini allemano

Alice Waters, Carlo Petrini e Gianni Alemanno

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  1. Roberto Tonini ha detto:

    Si è tenuto ieri 29 agosto 2009 a Scandicci presso il Castello dell’Acciaiolo il secondo Parlamento di Terra Madre Toscana

    Hanno partecipato all’evento Carlo Petrini Presidente di Slow Food Internazionale, Roberto Burdese Presidente di Slow Food Italia, Piero Sardo Presidente della Fondazione per la Biodiversità, Giovanna Licheri Presidente di Slow Food Toscana e i governatori Luca Fabbri, Massimo Bernacchini e Carlo Gazzarrini.

    Intervenuti polirci e rappresentanti delle varie istituzioni tra i quali Claudio Martini Presidente di Regione Toscana, Maria Grazia Mammuccini Amministratore dell’ARSIA e Giuseppe Monaci Assessore all’Agricoltura e l’Ambiente per il Comune d Grosseto.
    Presenti inoltre i Fiduciari delle varie Condotte Toscane, competenti dei Comitati di Condotta, rappresentanti dei Presidi Slow Food Toscani e delle Comunità del Cibo di Terra Made.

    Per la nostra Condotta di Grosseto era presente il sottoscritto come Fiduciario, Susanna Tonini e Giorgio Pernisco come componenti del Comitato di Gestione della Condotta, Enzo Flaminio in rappresentanza dell’appena nata Comunità dell’olio di Batignano ed Edo Galli per il progetto Maremma-Cine-Bus.

    Enzo Flaminio ha presentato la Comunità dell’Olio di Batignano, fresca di costituzione, mentre Edo Galli ha riscosso la sua parte di applausi presentando il progetto Maremma-Cine-Bus.
    Sempre per Grosseto il sottoscritto fiduciario è intervenuto per parlare del percorso intrapreso per la costituzione della Comunità dei Butteri Maremmani, progetto iniziato con l’Assessore Monaci, l’Azienda Agricola Regionale dell’Alberese, l’Associazione dei Butteri Maremmani e altri soggetti interessati alla Comunità.
    Con commento successivo al presente riporto il testo del discorso da me letto per la Comunità dei Butteri.

    Per Grosseto è intervenuto poi il Governatore Slow Food Italia e S.F. Internazionale Massimo Bernacchini con il progetto sull’Arcipelago Toscano, mentre il Fiduciario del Monteregio Fausto Costagli ha riferito sul progetto di Gusto Pulito. Gianfranco Rossi ha parlato quindi della Comunità del Cibo di Petricci dove c’è – forse – la prima via al mondo intitolata a Terra Madre!

    La Rete di Terra Madre Toscana (Slow Food, Presìdi, Comunità del cibo, Istituzioni, cuochi, associazioni, docenti, ecc.) si è ritrovata per presentare, discutere, approvare i progetti di sviluppo culturale, sociale e di economia locale che saranno alla base del lavoro dei prossimi mesi, fino all’appuntamento di Terra Madre 2010. E’ stata anche l’occasione per parlare di Terra Madre Day, giornata internazionale del mangiare locale. che si terrà il 10 dicembre 2009.

    Roberto Tonini
    Fiduciario Condotta Grosseto
    Referente Presidio Razza Maremmana
    Coordinatore della Rete di TERRA MADRE in TOSCANA provincia di GROSSETO

  2. Roberto Tonini ha detto:

    LA COMUNITA’ DEI BUTTERI MAREMMANI
    (intervento al Parlamento di Terra Madre Toscana)

    Mi chiamo Roberto Tonini e sono anche fiduciario Slow Food di Grosseto, referente per il Presidio della Razza Maremmana e Coordinatore della Rete di Terra Madre.

    Sono nato nella fattoria degli Acquisti, nella più profonda Maremma toscana e per questo ci chiamano granocchiai, e io quindi sono un Granocchiaio di Maremma. Ho fatto in tempo a vedere il mi babbo che faceva gli ultimi turni all’idrovora per prosciugare gli ultimi ettari del padule e in pratica terminare il lavoro della bonifica maremmana.

    In fattoria tre fatti mi pare abbiano segnato certi passaggi della mi vita:
    1. Il mi babbo che era capo officina della grande fattoria degli Acquisti governando molti attrezzi e trattori agricoli
    2. nel sottotetto della casa dove fui partorito c’era la piccionaia di fattoria
    3. davanti all’officina c’era il mandriolo pe le bestie e le scuderie dove i butteri sellavano i loro cavalli per andare a badare le Maremmane

    infatti:

    Per i primi 15 anni di lavoro ho costruito attrezzi e macchine agricole nell’officina che il mi babbo aveva messo su una volta venuto via da fattoria a causa anche della riforma agraria che da noi si chiamava Ente Maremma. Questa si chiamava BRAIMA.

    Nei successivi 15 anni ho diretto un’azienda agraria che possedeva il più grande allevamento di piccioni d’Europa. Questi furono definiti i più buoni piccioni d’Europa, grazie anche ad interpreti come Fulvio Pierangelini, Annie Fecole e Valeria Piccini, solo per citare quelli a noi più vicini. Questa si chiamava Azienda Agraria Meleta.

    Da dieci anni mi sto occupando di una ferramenta che il mi nonno apri in paese nei primi anni 50 e che io oggi non riesco a chiudere, ma mi occupo anche di Slow Food, di un blog del mio paesino, e poi cerco di fare anche il nonno. Inutile dire quello che prediligo: sono diventato nonno per la terza volta da 15 giorni.

    Ma ci sono due progetti che mi stanno prendendo enormemente in quest’ultimo anno. Progetti a cui sono molto affezionato e che mai avrei sognato da piccolo di dover affrontare.

    Come dicevo sono referente per Slow Food per la razza Maremmana e come completamento a questo progetto alla fine dell’anno 2008 grazie all’appoggio di Giuseppe Monaci, Assessore all’agricoltura per il comune di Grosseto, e all’Azienda Agricola della Regione Toscana dell’Alberese – che avrà un ruolo centrale nel progetto – assieme a loro abbiamo deciso di realizzare la COMUNITA’ DEI BUTTERI MAREMMANI.

    Recentemente – in occasione della sua venuta all’azienda regionale dell’Alberese – dove siamo stati ospiti per i lavori del Coniglio dei delegati di Slow Food Internazionale, anche il nostro Presidente Carlo Petrini è stato fatto partecipe di questo nostro desiderio e abbiamo ricevuto non solo approvazione ma anche stimolo rinnovato per portare a buon fine il progetto stesso. (Forse incoraggiato in questo dal fatto di averlo sul momento equipaggiato di uncino e cappello originali da buttero Maremmano)

    Ci siamo buttati in questo percorso e ho così scoperto che forse è più facile imbrancare e sbrancare una mandria di bestie Maremmane che un gruppo di Butteri Maremmani!

    Non è che alla mia età mi scoraggi tanto facilmente e quindi sono andato avanti. proprio seguendo le tecniche loro, cercando di capire quali erano le bestie da tenere d’occhio e quale direzione prendere per compiere questa strada assieme.

    Oggi abbiamo le idee più chiare ed un progetto solido e definito di dove si vuole arrivare.

    Se lo faremo, e io ne sono certo, credo che sarà la prima comunità che tutelerà un mestiere che non produce direttamente cibo, ma vuole perpetuare e tramandare un mondo di saperi e formare nuovi butteri affinché questo nobile mestiere non abbia mai a finire.

    Uno dei primi punti del programma è l’istituzione di una specie di scuola per formare nuovi e giovani butteri. Ci sono fortunatamente ancora delle aziende che impiegano questi lavori e quindi il tragitto dovrà portarli a questo nuovo impiego.
    Scuola fatta dalla teorie alla pratica, finchè ci sono butteri capaci d’insegnare e trasmettere i loro saperi. Ce ne sono ancora, ma mica tanti.
    E poi tutti i linguaggi, la storia, l’iterazione con la Bestia Maremmana, senza la quale, è bene ricordarlo, il buttero non esiste.

    Oggi qualsiasi ragazzo italiano sa cos’è un Cow-boy, ma pochi di questi, anche se maremmani sanno cos’è un Buttero!

    Anche per questo noi lavoriamo, per cambiare questa storia.

    Ma la vita – e forse il caso – mi ha fatto trovare a questo punto anche una possibilità e un’occasione che mai avrei sperato di avere.

    Quasi per gioco nel nostro blog paesano viene fuori una piccola polemica. Braccagni è un piccolo paese, assai migliorabile, non è un paese antico, e se devo essere sincero nemmeno poi tanto bello. Il paese bello è sopra di noi, Montepescali, che risale al 1100 o giù di li.
    Noi abbiamo un paio di strade lunghe e parallele e un po’ di traverse. La piazza non ci s’ha perche nel 1970 quando fu fatto il piano regolatore il Comune cu disse che ormai le piazze NON ANDAVANO PIU’ DI MODA!

    Tutte le nostre vie sono intitolate ai Garibaldini, compresa la principale che appunto è il viale dei Garibaldini. Un giorno ti vedo apparire su di un post la proposta di fare un monumento, forse davanti una specie di piccolo centro commerciale aperto da poco, un monumento ad Anita Garibaldi!

    Anita chi? Mi precipito io a rispondere sul blog.

    E li detti la stura ad un nodo, ad una rabbia che avevo nel gozzo da 40 anni.

    Per l’alluvione del 66 che tutto il mondo ricorda per i tremendi danni che subì Firenze, nessuno, o quasi, si ricorda della contemporanea alluvione di Grosseto. E ti pareva? Già mettersi a fassi veni l’alluvione non è da furbi, se poi te la fai venire assieme a Firenze E PROPRIO DA BISCHERI
    Secondo voi a chi guardava la gente? Ci guardano poco in tempi normali, figurarsi nell’occasione………

    Ma la cosa che più mi bruciava – e nel blog lo dissi – era che in quell’occasione in tutta la provincia si ebbe una sola vittima. Era un buttero della fattoria degli Acquisti e si chiamava Santi Quadalti.
    Tentò di recuperare una parte della mandria di Maremmane che già stava per essere sopraffatta dallo straripamento della Bruna e la conseguente alluvione che stava assediando anche la fattoria.
    Quell’ultimo atto di generosità gli costò la vita.

    Santi era il mio eroe quando a 6 anni lo ammiravo sellare il suo cavallo e poi lui per farmi felice faceva impennare il suo Morello con una stellina bianca in fronte.

    Sul blog successe una cosa inaspettate: tutto il paese si scatenò a favore di Santi.
    Oggi mi ritrovo a presiedere il comitato per l’erigendo monumento al Buttero Santi Quadalti.

  3. Roberto Tonini ha detto:

    Intervento di Enzo Flaminio per la Comunità dell’Olio di Batignano pin occasione del Parlamneto di Terra Madre Toscana

    Buongiorno, sono Enzo, faccio parte dell’ ASSOCIAZIONE Festa dell’ Olio di Batignano, in cui ricopro la carica di segretario e vi porto il saluto della nostra presidente, sig.ra Manuela Goracci, la quale, per precedenti improrogabili impegni, non ha potuto qui oggi essere presente.

    Sono qui per parlarvi di questo percorso che la Associazione della quale faccio parte ha recentemente deciso di seguire e che ci sta portando alla definizione della “Comunità del cibo dei produttori per l’ olio di Batignano”.

    Prima di tutto due parole per permettervi di individuare il paese di Batignano.
    Batignano è una piccola frazione di Grosseto che si incontra lungo la statale Grosseto-Siena, in direzione di Siena, e dista circa dieci chilometri da Grosseto.

    Sorge su una collina a nord-est del territorio comunale, ha avuto forse origini antiche, ma si sviluppò in epoca medioevale intorno al suo castello che controllava lo sbocco della via verso Siena sulla piana grossetana e intorno ad alcune miniere di piombo e di argento.
    Fu feudo degli Aldobrandeschi.
    Passò nel trecento sotto il dominio di Siena e quindi del Granducato di Toscana.
    Nel 1738 fu riunito al Comune di Grosseto.

    Batignano è un caratteristico borgo medioevale che conserva resti che danno al paese un certo tono di antichità.
    La coltura dell’ olivo e la produzione di olio ha sempre avuto grande importanza nell’ economia del paese: già in epoche remote esistevano in paese ben tre frantoi pubblici, le cosiddette “uliviere”.

    Quindi due parole per descrivere l’ Associazione Festa dell’ Olio di Batignano, la quale è nata, esclusivamente con carattere di volontariato, per organizzare una manifestazione folcloristica denominata “Festa dell’Olio di Batignano”, unicamente per promuovere il paese ed evidenziarne svariati aspetti, quali le tradizioni, la cultura e di riflesso anche gli aspetti economici presenti sul territorio.
    A partire dall’ anno 2006, in coincidenza con il rinnovo dei membri del consiglio di amministrazione, il nostro organismo, allineandosi a quanto da più parti si sta facendo per l’ ambiente “MAREMMA”, si è fatto carico di un nuovo, ulteriore compito ben più specifico e consono rispetto al contesto in cui opera.

    Ci siamo proposti di promuovere e valorizzare un prodotto, quale l’ olio di Batignano, la cui buona qualità è stata da sempre apprezzata, conosciuta, e tramandata nella cultura popolare della Maremma, ma che troppo poco è stata FORMALIZZATA o UFFICIALIZZATA.
    Noi abbiamo ritenuto che un prodotto come l’ olio che si produce a Batignano, che oltre all’ aspetto economico coinvolge la cultura, la storia e le tradizioni della sua terra, sicuramente meriti un riconoscimento adeguato, come quello che ci siamo proposti di ottenere aderendo all’ iniziativa della costituzione della Comunità del Cibo di Slow Food.

    Questo approfittando di condizioni climatiche ed ambientali particolarmente favorevoli e tenendo ben presente, fin dall’ inizio, che TUTTE LE AZIONI fossero messe in atto con l’ appoggio di TUTTI i produttori olivicoli presenti sul territorio, facendoli aderire ad un protocollo di produzione.

    All’ inizio, per raggiungere gli obiettivi di cui sopra l’ Associazione si è fatta promotrice di un marchio, denominato “Il Venerabile”, riservato alle olive prodotte ESCLUSIVAMENTE nell’ ambito dei confini amministrativi della frazione di Batignano, marchio di cui detiene i diritti di utilizzo in quanto regolarmente depositato.

    Il nome, già di per sé accattivante, si rifà a quello del Venerabile Padre Giovanni da S.Guglielmo, un religioso agostiniano vissuto sul territorio intorno al ‘600, a cui vennero attribuiti poteri straordinari ed ancora oggi molto onorato dalla gente del posto.

    Quindi, prima abbiamo la definizione del marchio ed oggi la definizione di questa Comunità del Cibo ed è così che una festa tradizionale, una semplice manifestazione, più che altro, a carattere folcloristico, ambisce a crescere fino a raggiungere un obiettivo di ben altro spessore, come quello di dare ufficialità e riconoscimento ad un prodotto tipico, in modo che possa infine farsi CONOSCERE ed APPREZZARE come prodotto in grado di uscire dai ristretti confini in cui nasce e si produce.

    Ad oggi possiamo già contare un paio di riconoscimenti di rilievo.
    L’ inserimento dell’ Azienda “Le Sementarecce” del Dott. Mario Mencarelli presso Nomadelfia nella Guida agli extravergini 2009 di Slow Food, il cui olio risulta segnalato con una oliva.
    L’ azienda de “Le Sementarecce” è uno dei produttori più rilevanti tra gli aderenti al protocollo di produzione.

    Altro riconoscimento importante si trova nella “Guida agli extravergini e alle aziende produttrici” curata dalla Dott.ssa Iole Piscolla, recentemente presentata dal Comune di Grosseto – Assessorato alle Politiche Rurali, finalizzata alla conoscenza della Maremma e alla valorizzazione dei suoi prodotti tipici.
    Un capitolo di questa è stato dedicato alla attività svolta dalla nostra Associazione e all’ extravergine de “Il Venerabile”.

    Per quanto sopra esposto siamo incentivati a proseguire la nostra attività di promozione dell’ extravergine di Batignano de “Il Venerabile” attraverso la Comunità del cibo dei produttori per l’ olio di Batignano” in seno a Slow Food aderendo alle future e varie iniziative che Slow Food stessa riterrà di mettere in atto.

    Ringrazio i responsabili della Condotta Slow Food di Grosseto per averci invitato a questo evento e tutti i presenti per l’ attenzione.

  4. Roberto Tonini ha detto:

    Slow Folk: al Parlamento di Terra Madre Toscana c’era anche questo

    Per salvaguardare economie diverse, prime fra tutte quelle agricole e alimentari, al fine di garantire l’autonomia dei popoli e un sapiente e diversificato utilizzo delle risorse della terra, è necessario salvaguardare le
    diverse identità culturali che quelle economie hanno alimentato.

    Tre anni fa Slow Food Scandicci, in collaborazione con l’Istituto Ernesto De Martino, elaborò questo progetto, riprendendolo dalle sollecitazioni contenute in “Visioni e progetti”, manifesto del 6° Congresso Slow Food Italia.

    Con Ivan Della Mea, allora presidente dell’Istituto De Martino, scomparso in questi giorni, elaborammo un programma che vedeva Scandicci e Sesto come luoghi in cui a un convegno si affiancassero giornate di musica, cucina, campagna e altro ancora.

    La mancanza di fondi ci fece abbandonare il progetto. Lo riprendiamo ora perché sia il punto di partenza di un percorso che porti all’elaborazione di un
    Manifesto in cui la difesa del cibo buono, pulito e giusto si unisca alla difesa della cultura popolare.

    Questa, spesso misconosciuta, una cultura a tutto tondo nella uale l’oralità dei canti (di lavoro, i festa, di protesta sociale) e dei riti (propiziatori, i maggi, le passioni..) e delle fabulazioni (filastrocche, leggende, conte..) ha lo stesso segno e la medesima importanza delle colture della terra e delle bestie e della cucina.

    Questo è il senso di Slow Folk: nostra patria è il mondo intero perché la cultura di tradizione orale non ha frontiere.

    Programma del 28 agrosto
    saluto: Gianni Gianassi Sindaco di Sesto F.no
    introduzione: Stefano Arrighetti Presidente Ist. Ernesto De Martino
    interventi: Gianni Tamino Università di Padova
    Antonio Damasco Direttore artistico
    Festival Oralità Popolare – Torino
    Marco Magistrali Gruppo La Leggera
    Raffaele Pinelli Consulente artistico Slow Food Italia
    Francesco Guccini Cantautore e scrittore
    Enzo Brogi Consigliere regionale Toscana
    Promotore legge regionale sulla musica
    conclude: Carlo Petrini Presidente Slow Food
    ore 20,00 Buffet a cura di Slow Food Piana Fiorentina
    ore 21,30 Rassegna di gruppi folk
    Donne di Giulianello/Marco Cignetti (Latina)
    Collettivo folcloristico montano (S. Marcello P.se)
    Coro degli Etruschi (Maremma)
    Suonatori della Leggera (Val di Sieve)

    Programma del 29 agosto
    ore 21,30 Rassegna di gruppi folk
    Teatro del Pomario (Castello dell’Acciaiolo)
    I Vagabondi della Comunità di Petricci (Grosseto)La tazza di Arianna (Volterra)
    Suonatori Terra Terra (Val di Sieve)

    Programma del 30 agosto
    dalle ore 15 Passeggiata nelle vigne
    accompagnati dai Suonatori Terra Terra
    e merenda in Fattoria
    presso la Fattoria di San Michele a Torri
    sulle colline di Scandicci
    ingresso gratuito
    ore 20 Bistrot del Mondo – Da Bobo all’Acciaiolo
    Cena toscana irlandese
    a cura di F.Cianchi e G.Masterson
    ore 21,30 Teatro del Pomario
    Musica irlandese con WHISKY TRAIL
    Danze a cura di Painting Steps
    Letture a cura di Maurizio Novigno

    Forse un’occasione mancata della nostra comunità locale………………

  5. maremma cine bus ha detto:

    Un appuntamento speciale è quello che aspetta il pubblico questa sera all’arena Cavallerizza a Grosseto. La rassegna cinematografica realzzata dal Cinema Stella con il Comune di Grosseto ospita l’ultimo appuntamento con il Cinebus, il cinema itinerante che il Gruppo tradizioni Popolari Galli Silvestro ha portato in estate in giro per la provincia raccontando la Maremma che fu. La sera si apre alle 21,30 con un documentario del 1960 realizzato dal regista Giampiero Pucci dal titolo “Maremma ieri e oggi2; seguirà il film “Terra Madre” di ermanno Olmi realizzato in collaborazione con l’associazione Slow Food.

  6. Granocchiaio ha detto:

    Braccagni ai vertici dei locali Slow Food
    20 anni di Osterie d’Italia

    lunedì 23 novembre nella Sala della Protomoteca in Campidoglio in Roma è stata presentatalala nuova edizione 2010

    erano presenti Gianni Alemanno, sindaco della Città di Roma, Carlo Petrini, presidente di Slow Food Internazionale, Alice Waters, vice presidente Slow Food Internazionale e chef di fama mondiale, Paola Gho, curatrice Osterie d’Italia, Marco Bolasco, direttore editoriale di Slow Food Editore, nonché, ovviamente, gli osti premiati.
    A seguire pranzo con i prodotti e le osterie di Roma e del Lazio presso l’Aranciera in San Sisto piazzale di Porta Metronia.

    Con 1696 locali segnalati, 221 Chiocciole assegnate ai migliori indirizzi e un formato più pratico esce in libreria la nuova edizione di Osterie d’Italia

    Un compleanno importante quello che Osterie d’Italia – Sussidiario del mangiarbere all’italiana – celebra quest’anno: si festeggiano infatti i vent’anni dell’unica guida – la più venduta in Italia nel settore delle guide enogastronomiche – dedicata ai locali dove si pratica la migliore cucina regionale.

    La Chiocciola di Slow Food, «il riconoscimento più importante, assegnato alle osterie che ci piacciono in modo speciale per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza», come spiega Paola Gho, quest’anno è stata assegnata a 221 locali. Il Piemonte, con 26 indirizzi, è la regione con il maggior numero di osterie premiate, davanti a Toscana (21), Lombardia e Campania (19), Veneto (18), Lazio (14), Puglia (13) ed Emilia Romagna (12); seguono Marche, Friuli Venezia Giulia e Sicilia (9), Alto Adige, Liguria e Basilicata (8), Abruzzo (7) e Trentino (6); chiudono Calabria (5), Umbria (4), Sardegna e Cantone Ticino (2), Molise e Valle d’Aosta (1).
    Due altri simboli (una bottiglia e una mezzaluna di formaggio) premiano poi, rispettivamente, le cantine più fornite e i locali che presentano la migliore selezione di caci; una segnalazione particolare è inoltre riservata ai locali accessibili ai disabili e a quelli che offrono menù adatti agli intolleranti al glutine

    La terza chiocciola di Slow Food all’Oste Scuro di Braccagni

    Proprio nell’anno in cui la famosa guida delle Osterie d’Italia di Slow Food compie i suoi primi venti anni arriva in Maremma la terza “Chiocciolina” con la quale Slow Food premia i migliori locali.

    In provincia di Grosseto sono segnalati quiindici di questi locali. Due di questi che già si fregiavano di questo prestigioso riconoscimento e cioè L’Antica Fattoria del Grottaione di Flavio Biserni a Montenero e Il Cantuccio di Francesco Angeloni a Buriano, e sono stati riconfermati entrambi nell’ultima edizione.
    Quest’anno si aggiunge per fare tris L’Oste Scuro di Braccagni dove Ezio ed Ida da qualche anno esercitano con profonda cultura gastronomica e passione il loro mestiere. Il locale era già segnalato con un bottiglia ed una formina di cacio ad indicare la prima una scelta di vini ricca e qualificata, la seconda un “Locale del buon formaggio”, con una selezione di prodotti caseari particolarmente ricca per quantità e/o interessante per tipologia.
    Ora con questo prestigioso riconoscimento fa l’en plein con tutti i simboli di qualità di Slow Food, performance che riesce a solo ad altri 3 locali in tutta la Toscana!

    Elenco dei locali della provincia di Grosseto presenti in guida:
    Arcidosso: AIUOLE (bottiglietta vino)
    Braccagni Oste Scuro (chiocciolina, bottiglietta vino, formina di cacio)
    Buriano: Il Cantuccio (chiocciolina, formina di cacio)
    Civitella Paganico: Locanda nel Cassero
    Follonica: Pacianca (formina di Cacio)
    Gavorrano: La vecchia Hosteria
    Isola del Giglio: La Paloma
    Manciano: Da Paolino
    Massa Marittima: da Tronca
    Massa Marittima: La Tana del Brillo parlante (formina di cacio)
    Montenero: Antica Fattoria del Grottaione (chiocciolina e Bottiglietta vino)
    Scansano: La Cantina (bottiglietta vino)
    Sorano: Hostaria Terrazza Aldobrandeschi
    Tirli: La Luna (bottiglietta vino)

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