il nuovo Ufficio Postale

il nuovo ufficio postale

il lavoro riprende

…………..e il lavoro riprende

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RSSNumero commenti (12)

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  1. Granocchiaio ha detto:

    reportage fotografico al volo
    .
    stasera un piccolo commento,
    ma se non c’è qualcuno che mi vuole anticipare, ben accetto!

    • viviana ha detto:

      Io ricordo l’ufficio postale dei miei tempi , quando non c’erano certo problemi di file e di attese snervanti .
      Era situato nel palazzo del dott. Nisi, davanti alla scuola e quindi vicinissimo a casa mia .
      La maestra Mascherini mi aveva dato l’incarico di andare , ogni mattina , a ritirare la posta della scuola e così , a metà mattinata , uscivo e , orgogliosa del compito da svolgere , attraversavo la strada ed entravo nell’unico e modesto locale dove la postina mi rilasciava qualche lettera o piccolo plico del direttore o del provveditorato agli studi .
      Pochi minuti e rientravo in classe .
      Così tutte le mattine .
      Quell’uscita, che spezzava il ritmo della mia giornata scolastica , mi faceva sentire importante e mi piaceva tanto
      Peccato , però , che fossi l’unica ad usufruire di questa piccola concessione : se la maestra avesse fatto uscire a rotazione anche gli altri , tutti le avrebbero voluto un po’ più bene .

  2. Ric ha detto:

    Caro Granocchiaio permettimi di dire che in questi tempi di smantellamento degli uffici della Pubblica Amministrazione e specialmente degli uffici postali della Provincia di Grosseto, il fatto che si inauguri un nuovo ufficio postale e che quindi si doti una comunità di un pubblico servizio essenziale è una notizia da prima pagina.
    Per questa ragione non si può che salutare come estremamente positiva questa novità che immagino farà contenti anche i pensionati del Gruppo gli Anta.

    • Granocchiaio ha detto:

      Beh, in effetti in questi tempi di smantellamenti degli uffici della Pubblica Amministrazione e specialmente degli uffici postali della Provincia di Grosseto, se la notizia fosse dell’apertura di un nuovo ufficio o addirittura la ri-apertura di un ufficio, certo sarebbe un sollievo per molti. Peccato che si tratti solo di un trasferimento di sede. Dalla vecchia Aurelia si va nel nuovo centro commerciale, e questo è sicuramente un beneficio per chi deve andare in questo ufficio, soprattutto per il fatto che sarà sempre più agevole e meno pericoloso che tentare di parcheggiare in Via Aurelia Nord, la dov’erano le Poste.

      Questo detto il beneficio c’è stato, ma non così eclatante come si possa pensare. Per esempio ci fosse stata l’inaugurazione di un diverso modo di servire il pubblico, tanto per citarne una, mi sarebbe sembrata davvero una utile e sorprendente iniziativa: quella si che sarebbe stata un’inaugurazione esaltante!

      Temo purtroppo che le lunghe file davanti all’unico impiegato disponibile (l’altro è sempre impegnato in qualcos’altro) a prova di nervi continueranno come prima. Non stò a fare mille esempi, che ci sarebbero tutti, ma provate ad aver bisogno di fare una raccomandata nei giorni di pagamento delle pensioni e poi mi direte. Nel 2009 con Internet prorompente e la posta cartacea sempre più calante cosa si fa per rendere più allettante il servizio postale? Niente, o meglio, si fanno tentativi che all’atto pratico mi pare non diano poi risultati apprezzabili.

      Forse ci vorrà una spallata finale per vedere se l’omo vive o l’omo muore. Per esempio avere la possibilità di fare una e-mail raccomandata, magari con A.R. che mi sa che ci siamo quasi. O magari che la gente prenda sempre più confidenza con il Web e cominci a pagare bollettini, acqua, telefono, TV, bollo auto, fare rimesse di denaro tramite il banking home, cioè la tua banca sul PC di casa, per non parlare di farsi accreditare la pensione sul proprio conto corrente bancario, e addio file!!!
      Diverse di queste ci sono già e io le sto adoperando da qualche anno.

      Peccato che per ora le uniche iniziative appariscenti delle poste siano la mostra di vendita negli uffici postali di CD e DVD non ho fatto caso se di Hit Parade, o di Old Revival.

      • Ric ha detto:

        La possibilità di fare raccomandate online c’è o meglio c’era; infatti credo che non sia un servizio utilizzato ancora.
        Quando ancora ero alla cooperativa le Poste mi diedero la possibilità di utilizzare (gratis…) un servizio telematico chiamato Raccomandata OnLine. In effetti me lo installarono ed era un sistema complicatissimo dotato di una chiavetta (immagino contenente un certificato digitale) e con una serie tortuosa di passaggi per poter inviare la raccomandata per via telematica. La prima volta che la adoperai non funzionò così che chiamai le Poste per avere chiarimenti e queste mi rimandarono ad un call center il cui telefono squillava a vuoto senza una risposta da un operatore. Dopo qualche tempo di tentativi inutili lasciai questo servizio senza mai averlo usato. In effetti è difficile che un ufficio invii una semplice raccomandata con un foglio di testo; più normale è che nella busta della raccomandata vengano inseriti dei documenti che con il servizio online non possono essere uniti.
        All’estero le poste funzionano e bene; difficile andare in un ufficio postale in Spagna e trovare una fila chilometrica: generalmente i pensionati si fanno accreditare la pensione sui conti correnti o sui libretti postali ed usano il bancomat (tarjeta postal) per ritirare il contante. Il pagamento continuativo di acqua luce e gas è normalissimo e generalmente con costi molto bassi (comunque inferiori alla scocciatura di stare 1-2 ore in fila). Logico che si tratta non solo dello spirito di adattamento degli utenti o dei pensionati all’uso della “moneta digitale”, ma anche di una seria politica di trasferimento del denaro contante in denaro digitale attuata dalle Poste. Sarebbe bello che qualche dirigente od operatore delle poste dicesse la sua in questo blog.

        • Granocchiaio ha detto:

          Io credo che la possibilità tecnica di fare raccomandate online esita, e non da ieri. Il problema è come al solito che certe innovazione, magari utilissime per i cittadini, non sono poi messe a disposizione per motivi di “opportunità economico-finanziaria”. Cioè:

          “ finche c’è da mungere una mucca che da buon latte, da brucare un bel pascolo grasso e verde, perché andare a fare investimenti su qualcosa che magari ci fa guadagnare meno e a prezzo di investimenti da fare? Tanto vale aspettare, intanto mangiamo su questo prato grasso e tranquillo, tanto poi quella cosa li mica ci scappa…………”

          questa non è fantapolitica economica, è realtà. Non solo nelle poste. Basterebbe indagare e aprire un po’ gli occhi sulla telefonia, su quello che si potrebbe vantaggiosamente fare per tutti e non è ancora il momento giusto perché………vedi sopra.……………

          non voglio qui aprire un dibattito che rischierebbe di essere senza fine, ma pongo questa domanda:
          prima c’era la S.I.P. e non si stava poi mica tanto bene, se non altro per l’onnipotenza e la strafottenza del gestore unico, cioè monopolistico
          Poi è venuta la deregulation, gli altri gestori, che portando concorrenza avrebbero abbassato i costi e migliorato i servizi!

          Messa così sembra una presa in giro.
          C’è qualcuno che si sente di dire che da quando ci sono le varie TELECOM, TIM, VODAFONE, WIND, TELE 2, 3, 4 (non so più quante ce ne sono) è in grado di dire che lui oggi spende meno, o è servito meglio, o magari tutt’e due?
          C’è qualcuno che voi conoscete che sia in grado di dire se un gestore è più conveniente dell’altro? Se sì, sulla base di che cosa? Delle loro offerte?
          Se non fosse che si sta parlando di servizi ormai essenziali e che pesano sulle nostre tasche e sull’intera nostra economia, ci sarebbe da ridere. Ma non c’è niente da ridere, io non ci rido proprio, anzi.

          Ma torniamo alle nostre Poste e alla loro efficienza, intesa come quella che esiste in diversi paesi esteri evocata dal Ric, certo non nella nostra Posta che più propriamente penso si possa parlare di inefficienza cronica.

          Cito un piccolo esempio per dare l’idea di quanto siamo distanti nella prestazioni di servizi ai cittadini e all’economia del paese.
          Una ventina di anni fa, e sottolineo 20 anni fa, dovevo esportare dei piccioni macellati verso un paese a noi assai vicino. Mi chiesi come avrei potuto fare, perché il cliente poi voleva distribuirli freschi, non congelati, immediatamente ai ristoranti e ai privati cittadini a casa loro! A me sembrava impossibile ma l’importatore mi disse: lei me li porti freschi in dogana in cartone alimentare e poi al resto ci penso io. Incredulo gli chiesi come avrebbe fatto. E lui: con la posta! Io glielo feci ripetere perché credevo di aver capito male, ma lui mi disse certo con la posta, noi ci limitiamo a mettere del ghiaccio secco, mettere il sottovuoto e poi spedire in modo che possa arrivare in tempo utile sia presso i ristoranti che tutti privati a casa loro. Alla fine pensai: se lo dice lui, a me va bene.

          Ho esportato circa 800 piccioni alla settimana per dieci anni a quel cliente, di Zurigo. Anche se si trattava delle poste Svizzere mi sembra che noi stiamo per terra e loro sulla Luna, o viceversa.
          E pensare che m’hanno detto che anche gli svizzeri hanno due soli gioielli tra le gambe, proprio come noi italiani.

          per quanto riguarda l’auspicable intervento di qualche dirigente od operatore dell Poste, beh, io ci spero un po pochino………….

          • Ric ha detto:

            Il denunciare l’inefficienza dei nostri servizi pubblici appare più come uno sparare sulla Croce Rossa che una critica oggettiva sul suo malfunzionamento. In effetti gli impiegati delle Poste fanno il possibile in mezzo a tagli sugli organici, pensionamenti non reintegrati da nuovo personale, trasferimenti ad altri incarichi di personale addetto al pubblico. Spezzo una lancia a favore di questi lavoratori che hanno a che fare con enormi file dalla mattina appena aperto l’ufficio postale fino all’ora di chiusura. Ma se si deve parlare di inefficienza io parlo del Banco Poste che banca è solo di nome perchè non effettua bonifici (o almeno fino al tempo in cui lavoravo come amministrativo), non fornisce conti correnti con fidi bancari, e così via. Anche ultimamente ho dovuto fare un versamento di una cifra piuttosto elevata attraverso un conto corrente postale. Mi presento allo sportello e l’impiegato non accetta un assegno bancario; dico: vengo con un assegno circolare (che è pure denaro contante perchè già pagato prima dell’emissione) e il cassiere mi dice no che non può riscuoterlo. Alla fine mi dice: vieni con il contante; ma alla mia obiezione che girare per la città con 3.200 euro in tasca è pericoloso lui allarga le braccia e mi dice: caro signore altro non posso accettare a pagamento di un bollettino di conto corrente postale. Ora mi domando: ma che razza di banca è una banca che non accetta pagamenti per bonifico, per assegno circolare o per altro mezzo se non per il contante? Loro fanno delle grandi campagne pubblicitarie sui loro servizi bancari che non ci sono. Io ho un conto corrente bancario, ma uso quello e pur che sia costoso mi garantisce un servizio che le Poste Italiane non mi forniscono.

  3. sentinella ha detto:

    Per quanto sia contrario ai lunghi reportage fotografici (preferirei mettere le foto un po’ alla volta), devo dire grazie al Granocchiaio per questa documentazione fotografica in tempo reale.
    L’inaugurazione di un nuovo Ufficio Postale è sempre un momento importante all’interno della vita della Comunità di un paese.
    Senza contare il fatto che ora la mi mamma non deve più andare sull’Aurelia, ma gli basta attraverrsare la strada ed è arrivata!

  4. Granocchiaio ha detto:

    Veramente io ho criticato proprio i servizi pubblici e non specificatamente gli impiegati delle Poste
    non mi pare che nel mio intervento attaccassi le ultime ruote del carro
    anzi a me paiono delle vittime come noi, basta guardarli in faccia: qual’è l’ultima volta che avete visto sorridere un impiegato delle poste dietro il bancone?

    Se l’impiegato ti ha fatto tutte quelle storie assurde per fare il versamento della cifra elevata è evidente che non è una sua iniziativa, ma la conseguenza di un sistema pensato e deciso in alto, in una parola “dalle Poste”

    Anche nell’esempio che facevo io del pacco di piccioni freschi spediti ai ristoranti e alle massaie con sicurezza di consegna sollecita, roba che se lo dici oggi alla Poste italiane ti prendano per matto, e dico oggi, non venti anni fa quando in Svizzera era già possibile farlo, non è certo per colpa dell’impiegato delle Poste italiane se questo è per loro fantascienza. E pensare che le consegne in quel paese comprendano anche piccole località quasi sperdute tra le Api………….e li funziona ancora tutto questo!

    Per ritornare all’esempio che facevi tu. Si mettono a fare un servizio e lo lanciano con tanto di campagna pubblicitaria con nome ed aggettivi altisonanti, ma se poi vai a vedere da vicino ti accorgi che in qualche posto la falla esiste, quello che sarebbe normale aspettarsi da loro non c’è.

    Chiaro anche che se si trovano delle file indecenti davanti agli sportelli la colpa non sia per forza dell’impiegato ma dei turni che non hanno sufficiente personale o delle forze in essere mal distribuite e organizzate. È per questo che dicevo che ancora meglio di un ufficio trasferito in zona migliore per i parcheggi sarebbe stato bello avere un servizio pensato organizzato in maniera più adeguata ai reali bisogni dei cittadini. O magari entrambi le cose.

    • Ric ha detto:

      L’accenno agli impiegati delle poste mi è venuto perchè spesso nelle file davanti ad uno sportello postale mi è capitato di sentire i soliti intelligenti criticare questi lavoratori che da soli tirano avanti una baracca che fa acqua dappertutto. Va detto che con l’obbiettivo di privatizzazione delle aziende di stato spesso il taglio del personale è il primo elemento che i manager sanno attuare invece che una razionalizzazione delle risorse. Basta vedere cosa sta succedendo alla Royal Mail (le poste reali britanniche) che scoprono all’improvviso un buco finanziario senza fine che si tradurrà come è logico aspettarsi con il taglio del personale che è sempre il primo a pagare le malefatte dei dirigenti di stato. Generalmente queste strutture non vanno intese come aziende ma come servizio obbligatorio nei confronti dei cittadini, quindi questi eccessi di razionalizzazione si traducono in minore servizi, sofferenza del personale (in tutti i sensi..), malcontento della clientela.
      Inutile dire che solo certi paesi riescono a mantenere servizi decenti con una trasformazione in azienda privata; tra questi è anche la Svizzera che ha sì un territorio limitato, ma molto accidentato e che deve servire utenti in luoghi impervi e scarsamenti accessibili.
      Mi sarebbe piaciuto un intervento di qualche dipendente di poste italiane. Chi sa se c’è qui online?

      • Granocchiaio ha detto:

        Quello di impiegati non troppo amati dal pubblico e presi spesso come colpevoli di un servizio di cui loro sono l’ultima e sfortunata ruota del carro è un tormentone che non è solo delle Poste.

        Vero che per decenni le Poste sono state terreno di pascolo per clientele da soddisfare in cambio di………gratitudine. E forse allora c’erano i classici due o tre che lavoravano con i sei o sette che non battevano un chiodo. E anche qui non solo nelle Poste, ma anche nelle Poste.

        Che poi oggi di fronte alla crisi economica, di fronte ad una evoluzione telematica travolgente la burocrazia non sia capace di stare – non oso dire all’avanguardia a guidare – ma nemmeno nelle retrovia ad inseguire il progresso e l’evoluzione travolgente dei metodi e delle possibilità tecnologiche di oggi, questo si che è il vero dramma. Che stiamo pagando noi e pagheranno molto di più i nostri figli e i nostri nipoti se non cambia musica. Ma io la vedo di molto bigia la questione.

        Si sta a discute se prende l’ombrello o l’impermeabile mentre fuori c’è già l’alluvione.

  5. nello ha detto:

    Ric dice che di questi tempi l’apertura di un nuovo Ufficio postale va considerato un successo, in quanto di norma vengono chiusi. Beh, è vero, ma nel recente sono stati chiusi tutti gli uffici dei paesi vicini e molti clienti si sono riversati a Braccagni aumnetando così il volume di lavoro. Mi sembra di capire che sei uno nuovo, ma ti ricordo che quando l’Ufficio era dove ora c’è l’edicola oltre al Direttore c’erano due impiegati, il lavoro era strettamente quello postale e non come ora che si è evoluto con banca, rivendita di ogni cosa dal CD alle televisioni etc. Guarda si parla della metà anni 90 non della preistoria. Ora c’è la Direttrice e, non sempre, un impiegato che di norma cambia ogni mese: mi sembra il minimo che ci siamo le file. A proposito nel vecchio ufficio c’erano due panche per sedere, nel nuovo solo tre poltrocine (di legno).
    Per quanto riguarda il servizio bancario ve lo raccomando: oltre a quello che hai ben illustrato (da aggiungere che l’Acquedotto del Fiora sul famoso balzello di 40,00€ al posto della domiciliazione bancaria esclude il conto posta, per cui un correntista postale o ne apre uno in una banca oppure paga il balzello) c’è da rilevare che un Ufficio nuovo, che a detta dei Dirigenti è innovativo per la Toscana, non ha il Postamat……. e qualcuno, quando aprì la banchina, disse che tre banche a Braccagni erano troppe

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