A RISCHIO LA PRIMA ELEMENTARE DI BRACCAGNI?

Ci è giunta voce che nell’anno scolastico 2010/2011 potrebbe non esserci la classe prima elementare a Braccagni, causa mancanza di un numero adeguato di alunni iscritti. Sarebbe un fatto clamoroso.

Solidea e le altre mitiche bidelle

 

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  1. Nello ha detto:

    Se la foto è del 1956 posso dire: altri tempi, la mia classe era numerosa e la Prima l’ho fatta a Braccagni (sono in prima fila sulla foto all’estrema, per me sic!!!, destra). Ora bisogna risparmiare e non si guarda in faccia nessuno, pochi iscritti la Prima non si apre o….? Mi sembra che qualcosa di analogo è successo anni addietro all’asilo, forse interessata la stessa classe e fu fatto un solo gruppo con una sola insegnante. Non so se con l’ordinamento scolastico attuale si possa fare la pluriclasse, ma non credo, per cui quei cinque (così sembra) alunni dovranno iniziare fin dalle elementari a fare anda e rianda penso su Grosseto. E’ proprio vero: per risparmiare non si guarda a spese. Purtroppo credo che sia impraticabile anche fare come in altri posti dove c’erano tanti nonni che non avevano mai frequentato la scuola e iscrivendosi consentivano il raggiungimento del numero legale per il corso scolastico. Credo che l’unica speranza (scusate la parentesi politica) sia che quanto riportato dai giornali ci sia una rottura nella maggioranza governativa e i nostri caporioni diano retta al Presidente del Senato per nuove votazioni: per prendere quella ventina di voti dei familiari di quei “bistrattati bambini” tutti i nostri politici si faranno in quattro per mantenere la Prima elementare a Braccagni

    • ex alunno della scuola di braccagni ha detto:

      Scrivo un appello ai genitori braccagnini, di campagne limitrofe, montepescalini e dintorni.
      La scuola di Braccagni ha sempre fatto il proprio dovere, chi l’ha frequentata ha sempre avuto una base solida, una formazione importante sia che poi abbia scelto di smettere di studiare e si sia fermato alla licenza media, sia per chi ha scelto di proseguire negli studi o in altre carriere difficili.
      Non pensiate che nelle scuole di Grosseto venga data una formazione migliore, e soprattutto a Braccagni c’è un ambiente ancora a dimensione di alunno.
      Questo influisce positivamente sulla futura indole di chi frequenta scuole come la nostra.
      E’ uno dei fattori che danno ai ragazzi campagnoli una marcia in più quando decidono di tirarsi su le maniche ed impegnarsi in qualche cosa nella vita. Genitori, allora, per salvare la scuola che fa la scuola, e non considera i ragazzi solo un numero, pensateci sopra due volte prima di portare vostro figlio da un’altra parte, ve lo dice chi da Braccagni è partito ed ora è andato molto più avanti della ‘semplice’ laurea…. e come me sono tanti quelli che hanno realizzato i loro sogni, sia che abbiano continuato a studiare sia che abbiano deciso di impegnarsi nella vita in altro modo. Salviamo la nostra scuola, salviamo il futuro dei nostri figli.

  2. Granocchiaio ha detto:

    Non ho ben capito una cosa, quale sarebbe il giusto comportamento in questi casi? Aprire ugualmente la classe con insegnanti e quant’altro o che cosa?

    E se per esempio i ragazzi invece di cinque fossero due? Si dovrebbe aprire lo stesso?
    E se, sempre per esempio, ci fosse un solo ragazzo? Si dovrebbe aprire lo stesso?

    O forse ci vuole un limite?

    • Nello ha detto:

      Il problema è proprio questo: esiste un limite minimo per cui non si può aprire un corso sia esso elementare o medio. Io non so il numero esatto, ma credo sia almeno di una decina di scolari.
      Il fatto è legato sia ai bambini che come ho detto si dovranno sorbire per tutto il corso elementari il trasferimento in altra località (ipotizzo Grosseto, perchè penso non sia attuabile la pluriclasse), ma lo è anche per la/le insegnanti che si vedono sopprimere la cattedra, forse ai più poco interessa, ma pe almeno 5 anni sono due o più posti di lavoro in meno…..almeno che non vengano riciclate fra i 400 posti sventolati del Polo logistico

  3. viviana ha detto:

    E’ triste pensare che il prossimo anno scolastico potrebbe aprirsi senza il gruppo dei più piccoli , quelli che per la prima volta entrano a far parte del grande esercito degli studenti .
    Chi di noi non ricorda l’emozione di quel primo giorno di scuola , quando facevi il tuo ingresso in quel mondo nuovo che ti affascinava e ti intimoriva nello stesso tempo ?
    In casa ti avevano preparato al grande passo e ti avevano fatto mille prediche perchè capissi che la scuola avrebbe richiesto impegno , serietà e disciplina : il tempo del solo gioco era ormai passato .
    Per noi braccagnini degli anni ’50 non c’era stata nemmeno la fase intermedia dell’asilo che, in modo significativo , avrebbe facilitato il passaggio alla nuova realtà .
    La mia prima classe fu sistemata in una stanza della parrocchia, un’aula enorme perchè noi bambini eravamo davvero tanti , più di trenta di sicuro .
    Molti venivano dalla campagna , erano abituati alla presenza rassicurante dei familiari e di pochi altri e soffrivano, più di noi di paese, il distacco da casa .
    C’era chi si abituava velocemente e chi stentava ad accettare questo cambiamento di vita e si disperava per settimane .
    Qualche mamma era costretta a rimanere nascosta nei pressi della scuola , pronta a farsi viva quando la disperazione del figliolo diventava troppo penosa anche per lei .
    Mi viene in mente Marcellina che non voleva saperne di restare in quella grande aula e non trovava conforto osservando gli altri bambini che parevano sentirsi a loro agio , come se fosssero a casa loro .
    Passavano poi i giorni e alla fine il processo di scolarizzazione arrivava a compimento . Più che arrendersi all’idea che, bene o male, lì bisognava stare , io credo che un po’ per volta si imparasse ad apprezzare quello che via via si imparava .
    E così la mattina , seduti su quei grandi banchi di legno, uno sguardo furtivo ai campi che vedevamo dalle grandi finestre , un sospiro per reprimere il desiderio di essere là,ed eccoci pronti ad ascoltare quello che la maestra diceva e che per noi era sempre una novità: il bagaglio delle noste conoscenze anche quel giorno sarebbe cresciuto .
    In quel momento eravamo disposti ad accettare tutto incondizionatamente , con il tempo avremmo imparato ad essere più critici e selettivi

  4. Carlo Vellutini ha detto:

    In realtà mi risulta che in paesi vicini con sei ragazzi (vedi Sticciano) si faccia tranquillamente la classe. Il rischio per le scuole è quello di non raggiungere i 50 bambini in totale. Ma non è il caso di Braccagni. Mi sembra strano che tra il nostro paese, Montyepescali e la campagna non si riescano a trovare almeno sei bimbi di prima…Considerando anche la popolazione di immigrati che vivono nella nostra zona.

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