LO SCAVO ARCHEOLOGICO DI SAN MARTINO IN PIANO

 

Data:

venerdì 28 maggio 2010
Ora:
10.00 – 21.00
Luogo:
BRACCAGNI (GR)
Via:
Via Dei Garibaldini 45 – c/o BANCA DELLA MAREMMA
Città/Paese:
Braccagni, Italy
   
Dalle ore 10,00 alle ore 21,00 mostra dei reperti dallo scavo del 2008,
realizzata in collaborazione con la soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, il Corso di Laurea in Conservazione e Gestione dei Beni Archeologici dell’Università di Siena ed il Museo Archeologico di Grosseto.
Alle ore 18,00, RELAZIONI:
MARIO Cygielman – GIULIANA Agricoli (Sopr. Beni Archeologici Toscana)
EMANUELE Vaccaro (Università di Cambridge)
ROBERTO Farinelli (Università di Siena)
Ore 20,00: Aperitivo in Giardino

Archiviato in: LA VITA DI PAESE

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RSSNumero commenti (18)

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  1. sentinella ha detto:

    La giornata si preannuncia molto interssante, per il suo valore storico/culturale.
    Poi c’è anche il discorso del Polo.

  2. patrizio ha detto:

    siamo già a 32 persone che hanno confermato la loro presenza, e con me son 33 perchè vengo apposta da Bari per esser con voi… a presto quindi

    • mezzolitro ha detto:

      Questa sì che è una iniziativa che può far girare le palle alle alte sfere!!!
      cercate di usarla almeglio, senza inutili cadute di stile che purtroppo è il vostro forte.
      Auguri.

  3. sentinella ha detto:

    Cava di Pieve per un ri-utilizzo rurale post-bonifìca.
    di Edo Galli (Presidente del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro)
    “le pietre sono pietre
    non quei quattro sassi
    che intendono i miei maremmani”

    Quel campo ad est di Casa al Pino e a sud di casa Mancini, delimitato dalla strada ferrata per Siena ha sempre restituito ad ogni aratura cocci,cotto, pietra e ossa umane. Ha sempre rappresentato nella memoria di tutti noi il fascino del mistero, delle rovine antiche.
    Le pietre della Pieve ormai diruta da secoli, nell’ottocento e primo novecento furono riutilizzate come cava di prestito per la costruzione dei poderi limitrofi, ma specialmente per Casa Mancini. Evidente è la patera della pieve che decora la facciata sud del casolare, nonché le pietre di cantonata in travertino squadrato. Quando entrai per la prima volta nella vecchia stalla del podere mi parve di calpestare il pavimento della pieve con le mangiatoie al posto dell’altare. Fu un’emozione grande, forte, anche perché il proprietario di allora voleva realizzarci sopra una colata di cemento per rimettere il camion. Mi consentì il recupero. Così con le pietre e la tavola della mangiatoia realizzai il mio focolare (vedi il “fuoco rituale”). L’effìge con le sedici anse o petali l’ho scolpito anche sulla vela del focolare dei fondi, insieme al quadrifoglio di Vetulonia e all’astofele etrusco. Così mi radico alla mia terra, mi ancoro ai sassi e con il mio lavoro li spargo per la maremma, riciclo e riuso storie antiche in epoca contemporanea, in una follia tutta mia. Qualcuno forse ci ha fatto fortuna o semplicemente decontestualizzato una piccola collezione di manufatti. Poco importa, lo scavo di San Martino del Plano nell’agro di Braccagni, eseguito in emergenza dall’Università di Siena tra febbraio e Marzo del 2008 conferma e verifica ciò che conoscevamo rivelando una presenza etnisca sconosciuta, proiettando “Braccagnii tra il VI sec. a.c. e il XIII secolo”.
    La nostra storia si arricchisce di un tassello importante, la presenza di una comunità etnisca stabile nelle immediate adiacenze dell’insenatura marina che lambiva le radici dei poggi e allora come oggi vi era la traversa per da Roselle a Vetulonia, l’incrocio per Roccastrada via Poggio Romano detta dei Muricenghi. Per secoli confinati a Sentinelle di crocicchi e al servizio delle fattorie dell’agro rurale.
    Questa indagine va supportata, divulgata, stimolata a proseguire nella ricerca per la verità e la conoscenza. Oggi abbiamo la possibilità di conoscere più a fondo tutto questo, basta scavare, proseguire con l’indagine archeologica, individuare la chiesa e se necessita fare dei saggi di scavo anche di là dalla ferrovia.
    Questo testo che qui doverosamente come Gruppo e Sentinelle pubblichiamo, tratto dal Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana 4/2008, presenta un documento della prima indagine di scavo diretta dal dott. Mario Cygielman, coordinata dal dott. Emanuele Vaccaro e supportata dagli studenti del corso di laurea in conservazione comunicazione e gestione dei beni archeologici di Grosseto. Con una analisi della dott.ssa Giuliana Agricoli. Se pur tecnico vuole arrivare al territorio come strumento di conoscenza e di stimolo per le nuove generazioni per una nuova lettura della storia della comunità Braccagni – Montepescali (che va al di là del campanile).
    Oggi i Beni culturali non hanno più il rispetto che si meritano, sono oltraggiati e deturpati dalla società contemporanea e le istituzioni li ignorano spesso e volentieri. In un tempo dove la media alta di italiani crede che il Colosseo sia stato costruito da Giulio Cesare e le politiche culturali non hanno più risorse per l’arte e il ns patrimonio culturale cade a pezzi, dobbiamo avere il coraggio di invertire la rotta. Dobbiamo agire secondo coscienza. Questo è lo sforzo che chiedo alla comunità per dare uno stimolo ha chi ha le vere possibilità finanziare e di competenza. A volte basta poco, può diventare una strada da percorrere.

  4. patrizio ha detto:

    si avvicina il grande giorno, sarà interessante capire che cosa nasconde il terreno sopra il quale hanno pensato di edificare il Polo Logistico.

    Intanto sembrava che tutti fossero a favore del polo…. invece si scopre che dopo pochi giorni, già 87 persone si sono iscritte al gruppo
    NO AL POLO LOGISTICO DI BRACCAGNI
    su facebook

    piano piano la gocciolina d’acqua tanto vituperata e presa in giro, di coloro che erano contro il Polo come il sottoscritto, sta’ assumendo dimensioni di un torrentello… chissà che piano piano diventi un fiume in piena capace di travolgere tutti coloro che sono a favore del polo… (travolgere politicamente intendo, se non stanno più attenti a quello che la gente pensa e vuole)

    • mezzolitro ha detto:

      Tanto pè esse sicuri di che si parla, se non sbaglio l’area degli scavi E’ OLTRE il confine del fantomatico Polo, quindi il polologistico dà noia anche se solo lo sfiora?
      Così, a prescinde?

  5. domanda ha detto:

    Ma scusate, il Polo non interessa l’area tra Casa Mancini, la ferrovia e Casal al Pino?

    • patrizio ha detto:

      mezzolitro mezzolitro… queste cose le sai meglio di me, chiedi ai tuoi amici…

      comunque il polo riguarda l’area che nel fotomontaggio è piena di capannoni, quindi casalpino rimane fuori così come fuori rimane casamancini. Ma rimangono fuori per modo di dire… gli fanno un centro del genere a cento metri …. è come se glielo facessero in casa per me.

      Gli scavi per ora si sono fatti dalla parte di casalpino fino alla ferrovia di siena, il polo verrà fatto dall’altra parte della ferrovia di siena verso l’aurelia ma….
      c’è un ma…

      – gli scavi dovevano proseguire anche oltre la ferrovia verso l’aurelia, ma ad un certo punto sono venuti a mancare i finanziamenti per farli… sembra strano… ma è così, con la crisi anche se promettevano bene, perchè riguardano un insediamento importante e avevano trovato anche reperti in oro…., pare che non si trovino più una ventina di mila di euro per capire se abbiamo un’altra risorsa archeologica o meno… ovvio che i finanziamenti in arrivo per 150 milioni di euro coprono con la loro luce ogni fiammella di speranza archeologica… ma basterebbe un pò di buon senso sntico per capirlo senza dovertelo spiegare ogni volta…

      poi bisogna dire che sono state fatte foto aeree con una tecnica particolare che verranno mostrate durante l’evento, se fanno in tempo ad elaborarle… e queste diranno che cosa c’è sotto l’area dove verrà il polo.

      In più, e mi cheto, anche se il sito archeologico si fermasse alla ferrovia di Siena, dopo cinque metri ci si costruisce un polo in quel modo… cioè ogni possibilità di utilizzo turistico della zona andrebbe a farsi friggere…

      il problema dei pro e dei contro poi va visto tenendo conto, cari amici di braccagni e montepescali, e della campagna, che se ora le vostre case e i terreni valgono 10 dopo nessuno più le comprerà, per me, a quel prezzo, quindi il costo che impone ai residenti una tale costruzione industrial-catramante è molto elevato ed in cambio uno che ottiene?….

      Io poi comunque anche se raddoppiasse il prezzo di casa non vorrei il polo per ragioni ambientali, paesagistiche e di cultura dello sviluppo sostenibile in una zona deputata ad un altro stile di vita…. molto più alto che quello che si avrà con tutto quel fracasso e via vai .. oltre che non si sa bene che merci o altro..

      quindi il discorso è più ampio, mezzolitro è inutile che insisti ad indicare il dito, la sua unghia sporca… io e gli altri guardiamo il cielo stellato, la luna con un piccolo sforzo lo pui fare anche te… provaci dai!!

      • mezzolitro ha detto:

        Vedi Patrizio, l’errore più grande che si può fare in casi come questo, secondo me, è quello di dare per scontato che chi legge il blogghe sappia vita, morte e miracoli del paese,della provincia, della nazione del globo terraqqueo ecc…; invece no caro mio, quindi il mio era solo uno stimolo a chi sa più o meno come va il mondo a dare maggiori informazioni possibili a noi belle anime che non si sa un cazzo.

        • patrizio ha detto:

          si mezzolitro, ho capito ho capito… e forse la mia risposta un pò critica non te la meriti, fai bene a precisare e chiedere, quando posso ti rispondo… ma invito anche gli altri che leggono a dire la loro, prometto massimo rispetto per ogni opinione.
          ti devo un cinquino al bozzone quando vengo…

      • roberto ha detto:

        Però l’intervento di Mezzolitro è servito a fare chiarezza: l’area del Polo non insiste sul sito di San Martino. E’ vicina, sicuramente qualche reperto ci sarà anche lì, ma ditemi un pezzo di terra della Maremma dove non salta fuori qualche resto etrusco o romano.
        A me tutto questo interessa il giusto, nel senso che in questo momento sono più attratto dalla conoscenza del valore storico degli scavi effettuati. Certo è, come aveva già osservato Mezzolitro, che se sull’area del Polo ci fosse stato un sito di importanza rilevante, questo poteva essere una freccia nell’arco dei “no polo”.
        Parlare di un interesse turistico, anche questa mi pare un po’ azzardato, anche se potrebbe costituire una traccia molto interessante a testimonianza del nostro passato.
        Mi immagino un ipotetico sviluppo: non si trovano i soldi per continuare gli scavi? Sono sicuro che lo sponsor si troverebbe…. e non mi stupirei che fosse proprio la società incaricata della costruzione del Polo!

        • patrizio ha detto:

          la ferrovia di siena è stata costruita 800 anni dopo, non è che il sito archeologico si è fermato alla ferrovia, è molto probabile che la ferrovia l’abbia semplicemente tagliato in due, anche perchè è normale pensare che si sviluppi proprio a monte, quindi nell’area del polo.

          Il problema più grosso però, non è questo, ma è la mentalità di chi minimizza il polo e così facendo lo favorisce…

          io invece voglio dire chiaro che sono contro in ogni caso, e ricordo ai braccagnini, montepescalini e camagnoli del posto, che il polo costerà molto, e peserà sulle loro tasche, perchè secondo me la svalutazione delle case e dei terreni della zona colpirà praticamente tutti.

          In più si aggiunga l’inquinamento acustico, quello visivo, quello materiale, la viabilità, insomma… centinaia di autotreni … la qualità della vita peggiorerà, braccagni e montepescali da paradiso diventeranno inferno….. e saremo tutti più poveri, ma siamo sicuri che queste cose piacciono agli abitanti?

          intanto siamo arrivati a 100 iscritti che dicono no al polo logistico di braccagni.

  6. Nello ha detto:

    Mi sembra di capire che ora tutto dipenda da questi benedetti scavi. Non so il valore degli stessi, ne saprò di più alla presentazione del 28, certo ha ragione Roberto quando dice che basta scavare un pò di più e di “ciotoli” se ne trova quanti se ne vuole. Però su questi ciotoli qualche dubbio mi rimane:
    – Ho sentito dire, non credo che sia una di quelle che vengono chiamate “leggende metropolitane”, che molti agricoltori si sono preoccupati di passare più volte nei campi perchè arando è comparso qualche “resto”, questo perchè avgrebbero perso il raccolto se qualcune ne fosse venuto a conoscienza;
    – Durante la costruzione della Senese per i resti trovati di una villa di età romana sono stati prima bloccati i lavori, poi fatta una variante (così il costruttore è andato a nozze) ed ora nessuno “caca” questi resti. Del resto gli scavi di Roselle sono poco a monte;
    – a Roma durante la costruzione delle due linee metro e anche ora con la terza fermano i lavori ad ogni piè sospinto e sì che li di restio ce ne sono.
    Dunque che che se ne dica anche questi scavi potrebbero, e ribadiscono potrebbero, essere una spinta per il “NO”.
    C’entra poco, ma è sintomatico. Durante una riunione pubblica sulla viabilità , sapete quelle in cui si dice e si chiede e cdi dicono si avete ragione ma poi non fanno niente, un gruppo di cittadini chiese di installare un autovelox perchè sulla via Aurelia la gente andava troppo forte. Fu inutile che io dicessi di non darsi la zappa sui piedi, gli autovelox fu messo e molti braccagnini (fra cui alcuni che lo avevano richiesto) furono pizzicati.
    Ora mi rivolgo a chi fra le righe “suggerisce” che la PILT potrebbe sponsorizzare la squadra di calcio, sponsorizzare gli scavi: PERCHE’ non prendete una posizione netta dicendo sì al polo? qui non siamo sul Gruppo di FB, qui siamo in piazza e al discussione è ammenssa in tutti i sensi.

    • patrizio ha detto:

      Nello concordo, chi è a favore del polo lo dica e discutiamone, che male c’è…

      Andiamo avanti con passo fermo e deciso, da una parte c’è chi guarda al danaro, agli interessi, dall’altra chi guarda alle proprie idee senza niente guadagnarci se non in dignità.

      Ognuno scelga da che parte stare liberamente e secondo coscienza, ma lo faccia alla luce del sole, in modo chiaro e trasparente.

  7. Nello ha detto:

    Sono appena rientrato dalla bella riunione tenuta presso la banchina. Quante belle cose ci sono state dette e quante si potrebbero fare. Peccato che come al solito i miei paesani si sono dimostrati ignoranti e, una volta tanto, lo dico in senso spregiativo. C’erano molti presenti, penso che il Presidente del G.T.P.G.S. su questo sia contrento, ma come lui stesso ha fatto notare, ma per me vecchio paesano non era necessario, erano proprio i braccagnini grandi assenti. Una volta tanto che a Braccagni viene fatto qualcosa di interessante (ed il Gruppo su questo è encomiabile) si latita: ma che si vuole?
    La presentazione del sito è stata eccezionale: i due relatori sono stati chiarissimi e mi sembra che l’auditorio ne sia stato soddisfatto. Se si volesse fare del sano campanilismo ci hanno presentato in un piatto d’argento una bella rivincita sui nostri vicini castellani.
    Grazie Edo per la bella serata.
    Una vena polemica visto che finora non ne ho fatta: il prof. Cygielman, se ho ben capito Responsabile per la Sovrintendenza per la ns. provicia, ha detto che per quanto li riguarda il polo, che andrebbe a occupare area di interesse archeologica di grandissimo interesse sopecie per l’alto medioevo, non andrebbe fatto, ma purtroppo loro possono dare solo un parere non vincolante, ma se la popolazione…… Quale? i soliti quattro bischeri che da oltre un anno scrivono sul blog? in fondo di braccagnini presenti erano pochi di più

    • Carlo Vellutini ha detto:

      Purtroppo mi sono goduto solamente il PRE del convegno. Avrei dovuto seguirlo in toto, ma come sa bene Edo, Roberto ed altri, la dichiarazione di Cygielman secondo cui il Polo non andrebbe fatto si è rivelata una “bomba” da sparare subito…Non è un caso che è finita sui titoli del TG. Troppo grossa per rimanere ferma a Braccagni. Il punto dunque è questo: come cambia realmente la storia dagli studi effettuati? Nel caso in cui si voglia fare leva su questo per opporsi al Polo bisogna pensare solamente a forze interne a Braccagni oppure cercare di allargare la questione Mi ricordo – anche se ero un po’ più giovane- che le battaglie della Bartolina e di Montemassi hanno avuto successo non tanto perché sposate a livello locale, ma perché sono diventate di portata nazionale. E alla fine sono stata bloccate dall’alto. ontinuo a pensare che, forse, siamo arrivati troppo tardi, ma la domanda che vi pongo è: c’è tempo per fare una campagna mediatica di livello elevato? E soprattutto illustri studiosi come quelli che sono intervenuti a Braccagni sono pronti a metterci la faccia? Perché se lo dice il Blog de La Sentinella non siamo nessuno, ma – il mio telegiornale ne è un adimostrazione- se inizia a dirlo una persona che conta allora la bomba scoppia….E quanto meno una pubblicità al contrario non fa comodo a nessuno!!!

  8. mezzolitro ha detto:

    C’ero anch’io, è stato davvero interessante, di sicuro sarebbe stato interessante anche la mattinata con le classi elementari di Braccagni se ci fossero andate.
    Ma le maestre della scuola elementare in che mondo vivono? Se non portano i bambini a questi eventi (tra l’altro a nemmeno di 200 metri di distanza..)dove pensano di portalli? Quando l’ho saputo mi sò cascate le braccia.
    Per il resto tutto come previsto, Braccagnini pochi, Montepescalini uno, s’è rivisto anche un’arruffapopoli d’annata, spero stia alla larga.

  9. sentinella ha detto:

    I ritrovamenti di San Martino sono particolarmente importanti perchè è stata compiuta una campagna di scavo sistemativa (anche se fino ad oggi incompleta), ed era dai tempi della Torraccia (nella vigna del Guglielmini) che non venivano fatti dei ritrovamenti archeologici ufficiali nella nostra zona. Allora (siamo nel 1969) rinvenimenti sporadici e occasionali portarono alla scoperta di un abitato protostorico, di una necropoli, con tracce di strutture antiche.
    Questa volta siamo in presenza di un sito che appare ben più importante anche se, ad onor del vero, nelle due bacheche presenti nella Banca della Maremma con l’esposizione di alcuni reperti ritrovati, non abbiamo visto pezzi di particolare valore pregiato.
    L’incontro di ieri ha confermato quando già fu esposto nel nostro incontro del 1993 “Presenze etrusco romane in agro di Montepescali”, ossia appare sbagliato il luogo comune che in questa zona non possono esserci presenze di vita arcaiche in quanto occupata da un lago. Il nostro piano sorgeva sulle rive del lago Prile, vi erano villaggi di pescatori, ci venivano coltivate le viti, snodo di importanti vie di comunicazione. Ed è normale pensare che, con il deteriorarsi delle condizioni del lago, la popolazione sia salita nei poggi circostanti.
    Il Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro ha puntato molto su questo evento, non badando a spese e completamente autofinanziato. Ha riscosso un buon successo, ma forse inferiore alle aspettative degli organizzatori, soprattutto, come ha rivelato Edo Galli, per la scarsa presenza “braccagnina”. Di sicuro questa volta gli abitanti della nostra frazione non potevano non sapere.
    Rimane il fatto che la nostra storia si arricchisce di un altro tassello importante e speriamo che un giorno, quanto ritrovato, possa fare bella mostra di sè, magari proprio nel Museo degli usi civici di Montepescali.

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