Don Luigi Corsi lascerà la Parrocchia di Braccagni

E’ oramai ufficiale: don Luigi Corsi è in procinto di lasciare la Parrocchia San Guglielmo di Braccagni

Don Luigi Corsi (Foto Longobardi)

per raggiunti limiti di età.

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RSSNumero commenti (55)

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  1. Imbianchino scrive:

    Grazie Mezzamestola per la precisazione. Devo dire che per il Polo Logistico anche io concordo su una soluzione separata dall’abitato di Braccagni. Per il resto, dato che un Vescovo è – lo si voglia o meno da parte dei non credenti – una istituzione, è importante questa sua visita a Braccagni. Direi anzi che appare come un occhio di riguardo da parte della Curia per questa popolazione che assieme alle problematiche della comunità parrocchiale ha importanti necessità di ordine sociale (lavoro, anziani, malati, ecc.). La comunità di Braccagni non è esente dagli stessi problemi sociali della città di Grosseto con in più il fatto che l’agricoltura maremmana è in crisi assieme ai pochi insediamenti industriali ed artigianali locali. E’ quindi necessario che una Istituzione venga a conoscere di persona non solo i lati positivi della vita della comunità parrocchiale, ma anche le difficoltà degli abitanti della frazione. Può essere che il blog serva a rendere noto delle problematiche sociali, ma qui dovrebbero intervenire i visitatori del blog con i propri problemi ed eventuali suggerimenti, e spero che lo facciano.

  2. braccagni.info scrive:

    Fatmir Koliq ha già lasciato la Parrocchia di Braccagni; le ultime messe sono state officiate nuovamente da Don Luigi.
    Previste comunque a fine mese novità, con tanto di arrivo del Vescovo di Grosseto Mons. Agostinelli.

    • Imbianchino scrive:

      Intanto fra tutti ci auguriamo che il Vescovo nomini presto il nuovo parroco della frazione e che risolva questo periodo di “vacanza” del titolare della sede parrocchiale.
      Oltre tutto non va dimenticato che Braccagni, a parte le piccole dimensioni del paese, è una vasta località rurale fatta da numerose famiglie di agricoltori ed operai alle prese con i problemi impellenti di questa crisi economica. Come il resto d’Italia, non va dimenticato che il paese ha seri problemi per il futuro lavorativo dei propri abitanti per cui sarebbe auspicabile che anche la Curia stimolasse un intevento delle Istituzioni nel trovare rapide e certe soluzioni. Non dimentichiamo fra i tanti problemi degli abitanti di Braccagni: il Polo Logistico che i politici tendono ad imporre vicino al centro abitato; lo sviluppo urbanistico della frazione, gli anziani e i malati che necessitano di aiuto. Con tali problematiche ben volentieri accoglieremo il Vescovo di Grosseto, la cui visita fa capire l’importanza con cui viene affrontata la successione del parroco.

      • mezzamestola scrive:

        Concordo con Imbianchino, i problemi del nostro circondario sono veramente seri, e con lui auspico che anche la Curia ne prenda atto e ci aiuti a capire e a risolvere la situazione difficile che stiamo vivendo.

        Sul Polo Logistico devo dire solo una cosa, le note presentate in comune a firma di diversi cittadini di Braccagni e campagna, chiedono non di non costruire il polo, ma di non farlo attaccato al paese ma dove era ed è ancora previsto che venga costruito, cioè al Madonnino; questo come ben si può capire, non compromette assolutamente i posti di lavoro per la gente del luogo.

  3. imbianchino scrive:

    Fa piacere vedere come il nostro Don Luigi sia apparso sulle cronache locali di tutti i giornali toscani ed addirittura su internet dopo 35 anni di ministero tra la gente di Braccagni e delle campagne vicine; un riconoscimento che – sia ben chiaro alla Curia Vescovile che sicuramente ci legge su questo blog – è del tutto spontaneo e comunque un ringraziamento della popolazione verso il proprio parroco unito ad un augurio di buona permanenza per il nuovo sacerdote che assume questo incarico.
    Ma c’è un qualcosa d’importante che Don Corsi ha lasciato a Braccagni: la Corale Livallia, una corale piccola e di autentici amatori che è stata molto più che un semplice coro parrocchiale perchè classificatosi al 2° posto al Convegno Regionale delle Scholae Cantorum Santa Cecilia, e che si è esibito varie volte in Vaticano, un fiore all’occhiello della frazione che ha portato e porta il nome di Braccagni per la Toscana ed oltre.
    Adesso non è dato di sapere se Don Luigi continuerà a dirigere la Livallia o se il nuovo parroco si assumerà l’onere di essa oppure se la Curia si interesserà di questa realtà culturale di paese, ma è necessario che la comunità di Braccagni si faccia partecipe di ciò: per costituire una corale ci vogliono molti anni ma per scioglierla solo pochi attimi. Io mi auguro che la Sentinella del Braccagni, quale promotrice del canto popolare, si impegni a mantenere vivo l’interesse da parte di tutti i paesani per il mantenimento di questa bella realtà culturale locale, che continui a portare la musica corale ed il nome di Braccagni dappertutto in Italia assieme ad un grazie sentito per Don Luigi che la ha costituita e diretta per moltissimi anni.

    • Nello scrive:

      Bravo Imbianchino. Mi associo sul Coro LIvallia, anche se mi sarebbe piaciuto, visto che lo sanno fare, che il repertorio fosse allargato (oltre che musica sagra, anche operistica e popolare).
      Anch’io spero che il Coro continui, ma secondo voci paesane (ripeto sono per me voci), mancano i “ricambi” ai coristi, ma dubito che possa mancare anche il ricambio principale. E’ vero che don Luigi rimane in zona e può continuare in questo compito, ma, come per tutti, l’età pone dei limiti ( mi sembra che anche la rinuncia, fra l’altro rimandata per molti anni, alla parrocchia sia da collegarla ad essa). Il dubbio sul nuovo parroco, che per ora non conosco(spero,per la mia indole, che avvenga in occasione della festa di S.Anna del CPS), è che al momento è “provvisorio” e, che se così fosse, non penso possa prendere decisioni a lunga scadenza.

      • Ric scrive:

        Anche io ho sentito, ovviamente per voci, di difficoltà di questa corale. Sarebbe il caso che qualcuno intervenisse e soprattutto che l’intera comunità di Braccagni (non solo quella vicina alla parrocchia) si facesse carico del mantenimento di essa. E’ un pezzo di cultura di Braccagni che non va dimenticato ed anzi aiutato a continuare la propria attività.

      • non canterino scrive:

        Il repertorio non sacro non sarà sterminato ma nemmeno confinato alla sola a quel tipo di musica
        Solo per ricordo (e spartiti della mia signora che colà canta) posso segnalare questo piccolo ma significativo elenco

        Pezzi di musica non sacra della Corale Livallia

        Canti alpini
        La Montanara
        Signore delle cime
        Dove sei stato alpino
        Sul ponte di Perati

        Popolari

        Pastorale natalizia
        Maremma amara
        Ninna nanna
        Il grillo è buon cantore

        Tratti da opere

        Va pensiero Nabucco
        Il coro dei lombardi
        La Vergine degli angeli

        Come già detto elenco a memoria, ma ci sono molti altri pezzi che sono stati in programma

      • non canterino scrive:

        Il repertorio non sacro non sarà sterminato ma nemmeno confinato alla sola a quel tipo di musica
        Solo per ricordo (e spartiti della mia signora che colà canta) posso segnalare questo piccolo, ma significativo, elenco

        Pezzi di musica non sacra della Corale Livallia

        Canti alpini
        La Montanara
        Signore delle cime
        Dove sei stato alpino
        Sul ponte di Perati

        Popolari

        Pastorale natalizia
        Maremma amara
        Ninna nanna
        Il grillo è buon cantore

        Tratti da opere

        Va pensiero Nabucco
        Il coro dei lombardi
        La Vergine degli angeli

        Come già detto elenco a memoria, ma ci sono molti altri pezzi che sono stati in programma

      • Granocchiaio scrive:

        Il repertorio non sacro non sarà sterminato ma nemmeno confinato alla sola a quel tipo di musica
        Solo per ricordo (e spartiti della mia signora che colà canta) posso segnalare questo piccolo, ma significativo, elenco

        Pezzi di musica non sacra della Corale Livallia

        Canti alpini
        La Montanara
        Signore delle cime
        Dove sei stato alpino
        Sul ponte di Perati

        Popolari
        Pastorale natalizia
        Maremma amara
        Ninna nanna
        Il grillo è buon cantore

        Tratti da opere
        Va pensiero Nabucco
        Il coro dei lombardi
        La Vergine degli angeli

        Come già detto elenco a memoria, ma ci sono molti altri pezzi che sono stati in programma

        • Nello scrive:

          Torno a ripetere, niente da ridire sul coro, ci mancherebbe, anche sul repertorio indirettamente avevo confermato quello che elenchi, dicendo “visto che lo sanno fare”. Non mi risulta però che facciano concerti ad hoc, e le varie melodie le inframezzano sul loro repertorio che, come mi disse lo stesso don Luigi diversi anni fa, è prettamente sacro.
          Se ti può interessare all’ultima festa degli ottantenni del CPS (nell’occasione fu festeggiato lo stesso coro) il concerto che tennero fu esemplare, ma solo ad ultimo si esibirono in un canto non sacro cioè un esecuzione per me perfetta di “Maremma amara”

        • Imbianchino scrive:

          Direi che è necessario, a prescindere dal repertorio della corale, che comunque la comunità di Braccagni si occupi del mantenimento o del rilancio di essa nel caso che il nuovo parroco o la comunità parrocchiale non siano in grado di farlo. E’ normale che essendo stata fondata in seno ad una parrocchia e diretta da un parroco il suo repertorio sia prevalentemente sacro; è bello sapere che sia in grado di affrontare anche uno profano così da potersi esibire in un concerto pubblico. Una corale è un pezzo di cultura che caratterizza una comunità: Braccagni la possiede quindi fra tutti impegnamoci a mantenerla vitale.

  4. sentinella scrive:

    Oggi su Il Tirreno e sul Corriere di Maremma c’è il comunicato che riportiamo.

    Ps: per Imbianchino: ieri ci hai letto nel pensiero; comunque se continui a scrivere su questo blog ci fai davvero molto piacere.

    Don Luigi Corsi lascia la Parrocchia di Braccagni per raggiunti limiti di età

    Don Luigi Corsi, originario della Provincia di Latina, ha studiato a Roma ed ha celebrato la sua prima messa nella Basilica di S. Maria degli Angeli in Piazza del Popolo a Roma; dopo vari incarichi nelle parrocchie vicino a Roma, tra le quali il Santuario di Genezzano, è arrivato in Maremma a Borgo Carige e successivamente a Braccagni dove ha celebrato la prima messa da parroco il 31 agosto 1975 (ben 35 anni fa!).
    In questo tempo ha celebrato battesimi, prime comunioni, preparato i ragazzi per la Cresima, matrimonio, accompagnando la Comunità anche nei momenti tristi dei funerali, ma in ogni occasione ha sempre trovato le parole giuste per farci godere la felicità del momento bello, ma anche della consolazione e speranza nei momenti meno belli.
    Grande appassionato di musica sacra, ha costituito la Corale Livallia che ha diretto e continua a dirigere e che ha fatto conoscere il nostro paese per le impeccabili esibizioni effettuate in molte città della Toscana e non, ma prevalentemente alla Basilica di San Pietro.
    La Sentinella del Braccagni lo ringrazia per i suoi 35 anni di sacerdozio a Braccagni, durante i quali ha dimostrato il suo forte e chiaro rigore morale, una guida spirituale che ha costituito un saldo punto di riferimento per tutta la Comunità di Braccagni.

    • settepiani scrive:

      Meno male che l’imbianchino ha messo il dito sulla piaga,in verità il sottoscritto era molto amareggiato del silenzio del nostro giornale “La Sentinella” le solite notizie di”va via è arrivato il nuovo ….forse provvisorio”….no non andava bene….ora qualche punto in più ha acquisito. Vedete che il “NESSUNO” mensionato dal settepiani pian pianino escono fuori. E’ proprio vero, noi braccagnini,facciamo soffrire per l’indifferenza ma in fin dei conti siamo più buoni del……pane (così la mi nonna diceva)

  5. imbianchino scrive:

    Don Luigi se ne è andato in silenzio, senza proclami e falsi addii. Pur non essendo un cattolico osservante devo far notare che il suo Ministero si è svolto per oltre trent’anni nella frazione con sue decisioni più o meno condivisibili dalla popolazione locale, ma questo fa parte della impostazione di vita e delle aspettative pastorali del sacerdote: si può sbagliare agli occhi degli altri ed essere nel giusto per varie altre cause.
    Ora mi viene a pensare questo: ma se nelle aziende si fa un piccolo regalo o una festa di addio per coloro che si pensionano, perchè a Don Luigi non fare una piccola festa se non di “rigraziamento” ma di addio?
    Trenta e più anni di ministero pastorale non sono pochi, sono una vita passata a dire Messe, a fare Comunioni, a amministrare l’Estrema Unzione, a pensare e fare per la parrocchia che non è piccola, e lasciare andare così – senza un pensiero – un uomo non mi sembra un gesto bello da parte di atei o credenti che siano gli abitanti di Braccagni.

    • roberto f. scrive:

      Mi associo a quanto detto sopra: non mi piace che Don Luigi esca di scena in sordina, dopo tanti anni di vita pastorale all’interno di Braccagni. Sono sicuro che la nostra Comunità saprà tributargli il giusto e doveroso saluto di ringraziamento, che si merita. Ed io ci sarò.

    • Monile scrive:

      Ringrazio il Granocchiaio e l’Imbianchino che meglio non potevano descrivere e mettere un punto a questi commenti, con eleganza e precisione.
      Sono concorde, inoltre, con l’Imbianchino che auspica una festicciola al nostro parroco che ci ha accompagnato nei momenti belli, ma anche e soprattutto in quelli brutti (si finisce tutti sotto terra…)!!!!

    • Nello scrive:

      Peccato che il Presidente deln CPS “Gli anta”, per me amichevolmente Don Bruno, sia nella sua residenza estiva a sciacquarsi nel mare elbano, perchè sicuramente sarebbe intervenuto.
      Lo faccio io come Segretario del Centro: noi festeggeremo Don Luigi domenica 25 pv in occasione della cena di S.Anna.
      E’ chiaro, per motivi organizzativi alla cena c’è un numero chiuso, ma è prevista una Santa Messa all’aperto, mi sembra ore 18.00 ma posso essere più preciso, questa senza limiti, presso l’asilo sarà occasione sia per festeggiarte Don Luigi e fare la conoscenza con Don Fatmir (questo vale per chi come me non è abituato a frequentare la Parrocchia)

      • settepiani scrive:

        Finalmente, il senso civico dei braccagnini si è scvegliato, GRAZIE all’Imbianchino a Monica a Nello, Roberto ed altri,a prescindere dal credere e non credere, da condividere e non, ma stà il fatto che la responsabilità educativa di una popolazione venga fuori e sotterri certi pregiudizzi iscritti da alcuni in questo blog.A Braccagni a prescindere da certi personaggi siamo molto civili e se a volte escono commenti non coerenti alla nostra indole maremmana probabilmente perchè sono esseri ………veramente non so come considetrarli…….ma accettiamoli lo stesso, la nostra bontà non ha limiti.

        • imbianchino scrive:

          La maggioranza dei parroci, dalle parrocchie urbane a quelle di campagna, ha una vita molto diversa dalla nostra: combattono in prima linea per far del bene, della carità, per eseguire il loro Ministero e poi in vecchiaia, una volta costretti a lasciare, vanno a finire in ospizi per sacerdoti anziani e per di più da soli, spesso senza una persona cara che li assista fino alla loro fine. In questo una comunità dovrebbe dare atto al proprio parroco, indipendentemente dal consenso o meno che ha riscosso nel corso degli anni, di riconoscergli quell’affetto che gli spetta per aver impegnato gran parte della propria vita assieme alla gente del luogo. Io non sono molto esperto in affari ecclesiastici, però un parroco che va in pensione ha generalmente più piacere di essere festeggiato con una cerimonia religiosa che non con una laica; in questo caso suggerirei di accordarsi con il nuovo parroco di Braccagni ed organizzare una bella festa con tutta la comunità paesana nel quale vengano bambini, giovani e adulti del luogo. Sicuramente gli farà molto più piacere che non un presente o un discorsetto di convenienza. E poi, voi che avete questo bel giornale La Sentinella del Braccagni, fategli un piccolo articolo di ringraziamento e di commiato assieme al benvenuto per il nuovo parroco e vedrete che lo farete felice. E per gli atei o coloro che lo criticano, mettete da parte per un giorno le critiche: voler bene fa bene e l’affetto è una cosa gratuita.

  6. Granocchiaio scrive:

    Carissima signora o signorina Monile

    Da braccagnina dovrebbe sapere che in paese ci sono sempre stati sportivi un pochino sboccacciati che amano criticare. Soprattutto le cose che non vivono e non conoscono.

    Da sempre nei paesi c’è la triade dei maggiorenti che come dei santi patroni viventi sono la a rappresentare e amministrare con diversi scopi e compiti la vita dei paesani.
    Come sicuramente lei avrà intuito questi sono il Maresciallo dei Carabinieri, il Medico Condotto e il Parroco.

    Del primo i paesani ne possono parlare bene o male, ma prudentemente sottovoce o in penombra.
    Del secondo i paesani ne parla bene o male soprattutto nelle attese all’ambulatorio.
    Del terzo se ne parla – soprattutto male – quando lascia il suo compito al successore.
    Ma mentre nei primi due si tratta generalmente di tutto il paese, per il parroco avviene qualcosa di assai diverso. Provo a spiegarmi.

    Chi condivide la fede e frequenta molto o quasi mai la chiesa, generalmente vive questo cambio della guardia con un misto di affetto e di rimpianto verso il parroco che se neva. E questo indipendentemente da come ha svolto la sua funzione il parroco: Loro sanno quanto difficile e delicata e sia la missione.

    Poi ci sono quelli che vedono questa funzione come il fumo agli occhi e coerentemente non frequentano. E conseguentemente non conoscono – se non dal di fuori – problemi e problematiche del caso. Però stia tranquilla – carissima Monile – che saranno i primi e a strillare e squittire sentenze e battutacce. Questo è un classico e vero esempio del “ruggito dei coniglioli”.

    Perché ne stia certa – gentile Monile – che di sicuro hanno provato assai di più le disfunzioni sempre possibili del Maresciallo o del Medico, ma se ne guardano bene dal criticare in pubblico. E tantomeno per iscritto qui sul blog.

    Ma quando si tratta di sparare sul malcapitato, che nel caso specifico sanno difficilmente disponibile e avvezzo a rispondere in un blog, diventano tutti super esperti e capo popoli a gogò. Che sarebbe poi un edizione particolare del “tiro al piccione” tramutatasi nell’occasione nel “tiro al corvo nero”.

    Ma si ricordi anche – mia gentile Monile – che in fondo sono dei bravi ragazzi, che si vogliono bene tra di loro, c’è cameratismo, (Scusate ragazzi, ma secondo voi, questa “Monile” che vole….), e di conseguenza anche certe battute vanno intese riferite a questo tipo di contesto, dove un
    “basta NON ROMPERE LE PALLE AL PROSSIMO” e un “CHISSENEFREGA” non va inteso come riedizione di battute del poro zio, ma solo versioni casarecce del più strafighetto Whocares?

    • mezzolitro scrive:

      E’ vero, avevo fatto atto di sottomissione alle sagge parole del Ric, però il granocchio vole sempre l’ultima parola (magari fosse una, è prolisso fino alla sfinimento!!),
      così mi tocca mette i puntini sulle i e anche sulle u, ecc…
      Allora, non ho mai voluto offende nessuno, magari mi sò un pò scocciato con il Gino che anche lui ‘un si sa dove vole andà a parà con quel discorso stringato e un pò ambiguo, per quanto riguarda la sig. o sig.ra Monile vale il detto “il mondo è bello perchè è vario” anche nell’accezione “il mondo è bello perchè è avariato”

  7. Monile scrive:

    Salve a tutti…
    Da Braccagnina (e non Braccagnola), mi sento chiamata in causa su questo argomento.
    Siano atei o credenti, le persone che interagiscono in questo blog, secondo me, non devrebbero mai perdere di vista una cosa semplicissima: l’educazione!!!!
    Ma che modi di parlare sono questi?!?!?! E con che toni!!!!
    Diciamo che “rompono le palle” tutta quella massa inutile di persone che non crede in niente, se non nella propria grande IGNORANZA, sia di modi che di fatto!!!
    Bye, bye.

  8. sentinella scrive:

    Annuntio Vobis Magnum: Habemus Sacerdotis in Braccagni
    Si chiama Fatmir Koliq, viene dal Kosovo ed ha 34 anni il nuovo Parroco della Parrocchia San Guglielmo di Braccagni.
    E’ opportuno precisare che l’assegnazione è a titolo provvisorio e non sappiamo se in seguito sarà riconfermato.
    Comunque sia, facciamo sicuramente un augurio di benvenuto a questo giovane parroco, chiamato a svolgere la sua funzione pastorale in questa Chiesa di pianura, e alla quale la Comunità di Braccagni è molto legata.

  9. parrocchiano scrive:

    Oggi pomeriggio alle 17,45 ho risentito le campane che invitavano alla Messa, ed in effetti poi mi hanno detto che è stata celebrata da un giovane parroco.
    Fateci sapere se finalmente la nostra Parrocchia ha un nuovo prete.

  10. Roberto Tonini scrive:

    Raccolgo l’invito del Settepiani e nel ringraziare il carissimo Don Luigi fornisco l’elenco dei parroci che ha avuto la nostra parrocchia fin dalla consacrazione della chiesa, nel 1940 appunto.

    Dal 1940 al 1955 Don Pietro (Rigon) gli servivo la Santa Messa agli Acquisti
    Dal 1955 al 1961 Don Giuseppe (Sebastiani) All’elezione del Papa Giovanni XXIII che seguimmo dal televisore che era nella sala cinimatografica esclamò: e vai, questo sì che è proprio un bel Papa!
    Dal 1961 al 1962 di nuovo Don Pietro (Rigon)

    In questo periodo ci sono stati anche altri tre parroci che però avevano la carica di Vice, sono:
    Don Roberto (giocava bene a pallone)
    Don Giacomo (aveva una Guzzi 250 sport e si metteva la tuta da motociclista sopra la tonaca solo dopo aver passato la casa del Concialini)
    Don Luigi, che poi andò agli Olmini

    Dal 1962 al 1968 Don Giorgio (Gaggioli)
    Dal 1968 al 1975 Don Ugolino (Ugolini)
    Dal 31 agosto 1975 ad oggi Don Luigi (Corsi)

    Per quello che mi riguarda un grazie a tutti loro.

  11. Granocchiaio scrive:

    Carissimo Settepiani

    Mi dispiace contraddirti, ma siccome mi sento (non) chiamato in causa devo segnalarti che proprio il mio intervento su questo blog –vedi più in basso – terminava con un la frase “Per quello che mi riguarda dico un grazie grande come un secolo allo spirito alto e bello di Don Luigi”, che mi pare proprio quello che tu dici nessuno aver fatto.

    Anche sulla base di quello che diceva Viviana mi ero ripromesso di ritornare su questo argomento, ma vuoi l’afa e la temperatura “percepita” non sono giornate che conciliano la scrittura.

    Sono invece d’accordo con te nel fatto che queste funzioni cosi utili a tanti sono perlopiù sottovalutate se non sbeffegiate.
    Se ne parla casomai spesso in tono critico per dire “eh, si però…….”, magari da parte di chi non è personalmente nemmeno troppo coinvolto nella cosa.
    Per essere più chiaro: chi va poco o niente in chiesa, chi non è credente e quindi non troppo coinvolto in questi aspetti, spesso è la stessa persona che si sente autorizzato a disquisire su tipo di servizio ha reso il soggetto alla comunità.

    È una battuta forse un po’ troppo usata, ma anch’io “resisto a tutto, fuorché alle tentazioni” e quindi ne cito un’altra che suona grosso modo così “che noia questi atei, non sanno far altro che parlare di cose di chiesa…..”

    Vedere FB per chi non crede a questo.

    • settepiani scrive:

      Carissimo,
      il “nessuno” che hai letto nel mio intervento non era riferito a te,avendo letto in precedenza i tuoi pensieri…ma diretto verso altri lidi. Altri ancora avranno esternato di persona stima ed affetto a Don Luigi ed il mio “nessuno” non è riferito neanche a loro. Tuttavia questo “nessuno” esiste!

    • mezzolitro scrive:

      Spero che come parroco vi assegnino Don Giovanni dell’Olmini, così, a voi braccagnoli, vi rimette in careggiata; mi sembra che ne avete proprio bisogno!

      • Granocchiaio scrive:

        Noto con piacere che le mie parole non sono andate al vento e che quindi chi partecipa ai problemi dello spirito con cognizione di causa non solo interviene opportunamente nel dibattito, ma avendo esperienza diretta in materia, suggerisce un parroco per il nostro paese.

        Io non so se noi abbiamo bisogno di essere rimessi in carreggiata, ma intanto pare che proprio Mezzolitro vada fiero del trattamento ricevuto. Appare evidente che lui sia stato rimesso in carreggiata, nonostante il nome, e che bonariamente ce lo raccomandi.

        Riflettendoci sopra credo proprio che abbia ragione: di persone come lui da raddrizzare pare anche me che ce ne sia a iosa a ben guardare nel nostro paese.
        Ben venga quindi Don Giovanni dagli Olmini!

        • mezzolitro scrive:

          E’ proprio vero, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…
          Per certe teste nemmeno S. Antonio farebbe il miracolo…

        • mezzamestola scrive:

          ora non esageriamo, i problemi dello spirito non sono esclusiva di chi frequenta le chiese (anzi la mia esperienza mi dice che spesso chi le frequenta di certi problemi si occupa poco, almeno quanto chi non le frequenta), ne si fa un buon servizio dicendo che almeno qualcuno che ha ricevuto una raccomandazione dovrebbe esserci… salvo che si intenda raccomandazioni per presentarsi davanti a san pietro…
          perchè a me chi raccomanda come chi è raccomandato sinceramente non piace per niente.

          in ogni caso 35 anni sono tanti e anche se non avevo rapporti con lui, a dir la verità quando ho letto che deve andar via mi è dispiaciuto, che vada in pace e serenità e chi lo sostiuirà speriamo che apra gli occhi ai braccagnini sul grande guaio che gli sta per capitare tra capo e collo… il Polo dentro casa.

  12. settepiani scrive:

    In verità mi sento mortificato come braccagnino…..e lo sapete perchè? A prescindere se uno creda o non creda alle funzioni che ha un parroco – parlo di Don Luigi- resta il fatto che per oltre 30 anni è stato colui che ha battezzato, ha sposato, ha dato i sacramenti a noi di braccagni ed ora per la sua età e lo stato di salute ci deve lasciare. Non ho sentito nessuno dire una parola, un saluto, un grazie, anzi non vorrei riportare alcune frasi…..lasciamo perdere…Vorrei sapere il perchè; non credo che abbia fatto solo del male, avrà fatto anche delle cose buone e favori e raccomandazioni varie… non mi dite di no. Sono stato diversi anni fuori da Braccagni per lavoro,allora lo spirito di noi braccagnini non era questo,non c’era indifferenza, ma il rispetto per le persone socialmente inserite come base di riferimento della popolazione era la nostra dignità, la dignità che solo una popolazione civile deve avere. Non prendete le mie parole come un appunto, forse stò sbagliando io, tutto stà cambiando…….il modo di vedere……le persone……….

  13. roberto scrive:

    Venerdì 18 giugno si è celebrata la messa in ricordo della scomparsa del mi babbo avvenuta 10 anni. Praticamente è stata l’ultima messa infrasettimanale celebrata da don Luigi. Dalla settimana successiva non ci sono infatti più le messe pomeridiane, ma solo quelle del fine settimana, sempre con Don Luigi. Devo dire che il pomeriggio partecipavano pochi fedeli, era comunque un appuntamento che si perpetuava da sempre.
    Rimane questo periodo vuoto, dove tra l’altro la comunità di Braccagni non sa a chi rivolgersi in caso di bisogno di funzioni religiose.
    Anche da questa “piazza” è importante fornire informazioni.

  14. Granocchiaio scrive:

    Io Don Luigi lo conobbi presto quando arrivò nei primi anni 70 perché, non ricordo come, si sparse la voce che voleva fare la messa con le chitarre.
    Quello era il tempo che si vedeva anche in televisione complessini con chitarre tastiere e batterie suonare in chiesa proprio durante la Santa Messa.
    La cosa m’incuriosì e mi presentai per saperne di più
    Lui disse che sì, gli sarebbe piaciuto fare della musica durante la funzione religiosa e avrebbe visto bene anche il suono delle chitarre e quant’altro.
    Io non ci pensai due volte ed ingaggiai un amico che in chiesa non è che ci venisse poi un granché. Però con il fatto che glielo chiesi io e soprattutto perché era una novità si decise di andare.
    Non è che si ebbe un gran successo, ma una certa scossa all’ambiente fu data.
    La musica in chiesa io l’avevo già sperimentata perché da adolescente Don Giacomo mi aveva ingaggiato come voce bianca, anzi ero il solista. Io mi ricordo solo questo e non so capacitarmi come fossi riuscito a cantare in pubblico. Da solo!

    L’esperimento delle chitarre in chiesa non durò molto, ma servì ad attirare l’attenzione sulla musica in chiesa.

    Molto di più e molto meglio avrebbe poi fatto vedere di che cosa era capace Don Luigi in fatto di musica.
    In pratica prese una brancata di zappe e con maestria e una determinazione al limite dell’ostinazione riuscì a farle suonare come fosse un’orchestra ad archi.
    Se poi dipendesse dal fatto che era lui che riusciva a tirar fuori da queste zappe un’anima nascosta e invisibile a loro stesse, o se invece riuscì a plasmare la materia trasformando il generoso ornello del manico in un prezioso acero di violino, questo poco importa.
    Quello che importa è che riuscì fare una Corale con la C molto maiuscola.

    Questa arrivò a vette semplicemente inusitate. Io stesso, confuso tra i coristi, sono stato a (fare finta di) cantare sul sagrato di San Pietro, a fianco di Papa Giovanni Paolo II. E poi in San Pietro stesso, accompagnando la messa del pontefice. Cosa normalmente ammessa solo alla corale della Cappella Sistina.

    E allora Don Luigi ha passato più di un trentennio qui in paese solo per prendere un esercito di zappe e trasformarlo in un complesso di più che onorevoli coristi?
    Molti lo pensano. Secondo me non è esattamente così.
    Ma questo lo racconto un’altra volta.
    Magari riprendendo il discorso iniziato da Viviana in fatto di “tanti cambiamenti ed in una società fortemente secolarizzata (dove) si sono fatti avanti tanti altri ” gestori ” più organizzati e più accattivanti……….”

    Per quello che mi riguarda dico un grazie grande come un secolo allo spirito alto e bello di Don Luigi.

  15. viviana scrive:

    Non conosco don Luigi, l’unica occasione che ho avuto di incontrarlo fu quando , diversi anni fa , celebrò una messa per noi di Braccagni che festeggiavamo i nostri cinquanta anni di vita . Ricordo che allora nell’omelia ricordò scherzosamente che eravamo solo a metà del nostro percorso terreno , augurando a tutti di continuare fiduciosi la nostra camminata .
    Nei commenti sul blog leggo qualche critica . Nello ricorda i tempi lontani , quando la parrocchia svolgeva attività importanti , specialmente per i giovani .
    E’ vero : l’educazione , lo sport, l’animazione , tutto allora passava attraverso l’azione della chiesa e se avevi la fortuna , come avemmo noi alla fine degli anni 50 , di trovare un prete intelligente e soprattutto attivo ed entusiasta , ecco che la parrocchia diventava il punto di riferimento della maggior parte di noi .
    Il tempo ha portato tanti cambiamenti ed in una società fortemente secolarizzata si sono fatti avanti tanti altri ” gestori ” più organizzati e più accattivanti. La parrocchia ha perso drammaticamente terreno , così come fare il prete è diventato un ” lavoro ” sempre più difficile .
    Auguri a chi sostituirà don Luigi .. sperando che qualcuno venga davvero perchè una parrocchia senza prete è proprio triste ..

  16. Carlo Vellutini scrive:

    Già da qualche settimana circolava voce che un serio candidato potesse essere il parroco di Roccastrada (da 12 anni in quella parrocchia)…Però tutto dipende dal giro che vogliono dare ai vari prelati!!!

  17. roberto scrive:

    Ogni parroco ha i suoi aspetti positivi e negativi. Personalmente ho sempre avuto grande stima per Don Luigi.

  18. gino scrive:

    Per il bene del paese, spero che venga un parroco migliore di don luigi.

      • Nello scrive:

        Ha detto bene Roberto: come tutti anche i preti hanno lati positivi e negativi. Personalmente non ho nulla con don Luigi sul lato puramente pastorale, i dubbi nascono sui rapporti con la popolazione, specie con la gioventù. Chiaramente non sono più i tempi in cui avevamo parroci che mettevano in primis il bene dei ragazzi, e con bene intendo l’apertura completa degli spazi della chiesa, quante partite a calcio balilla si facevano in canonica, nel campo di calcio e/o nel piazzale antistante la chiesa c’erano sempre partite di norma Braccagni-Stazione e quante rotelle di pattini ho consumato sotto i portici. I più siamo rimasti a quei tempi e credo, ma spero vivamente il contrario, non torneranno più.

  19. voci di paese scrive:

    Sulla sostituzione di don Luigi per ora sono corse queste voci in paese, ossia l’arrivo di:
    il parroco di Montepescali don Giorgio;
    quello dell’Olmini;
    nominare uno di Braccagni diacono;
    un prete nero.
    Addirittura è stato ventilata l’ipotesi che alla Parrocchia di Braccagni non venisse assegnato alcun prelato.
    Mi auguro che la Sentinella, come viene a sapere qualcosa, ci informi.

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