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	<title>Commenti a: &#8220;Via Pannocchiesca&#8221; a Montepescali</title>
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		<title>Di: braccagni.info</title>
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		<dc:creator>braccagni.info</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 08:40:38 +0000</pubDate>
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		<description>Manfred Pfister 

(Berlin-Montepescali) 
Presentazione del libro di UMBERTO BAGLIONI: Via Pannocchiesca, 
Manziana, Vecchiarelli, 2010 
(Montepescali, 17 Settembre 2010, ore 16.30Museo 
Amministrazione separata degli Usi civici) 


Buona sera a tutti, 

Un particolare saluto al Sindaco di Grosseto, Dott. Emilio 
Bonifazi, e al suo Assessore alla cultura Simone Ferretti e, 
naturalmente, al nostro autore Umberto Baglioni, Cavaliere 
della Republica. 
Io sono il meno qualificato di tutti noi convocati in questa 
sala per presentare il libro di Umberto Baglioni. Primo: ognuno 
qui parla italiano molto meglio di me. Lo mastico 
soltanto un po’, e dunque dovete avere un po’ di pazienza 
con me. 
E secondo: Non sono nato qui a Montepescali, non sono 
Maremmano né Toscano o Italiano come voi e per ciò sono 
estraneo al mondo di cui parla il libro di Umberto: Montepescali 
fra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni 
Settanta in cui Umberto e nato e cresciuto e che lascò alla 
fine della sua adolescenza per farsi autonomo. L’unica qualificazione 
che forse vanto a presentare il suo libro è la mia 
qualificazione professionale di docente di letteratura che ha 
dedicato gran parte della sua vita a studiare libri come 
quello di Umberto, ciò autobiografie, romanzi di formazione 
o racconti etnografici. 
Essendo così poco qualificato per il mio ruolo da presentatore, 
mi sento onorato di più dell’invito di Umberto e di 


PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

Piero Innocenti, mio collega, vicino di casa e amico, e della 
loro fiducia che io, proprio io, possa presentare il libro su 
Montepescali qui a Montepescali e ai Montepescalesi. 
Bastava però leggere e ri-leggere i ricordi e memorie di Via 
Pannocchiesca e non mi sentivo più totalmente estraneo a 
questo libro ed a questa vita che racconta. Mi accorgevo che 
il mondo che narra Umberto, il mondo della gente di Via 
Pannocchesca, è già diventato parte della nostra vita – dico 
nostra, perche vorrei includere anche mio moglie Elfi – e 
approfondisce la nostra immagine del paese in una maniera 
commovente ed illuminante. 
Se anche siamo arrivati in Via Pannocchiesca quasi dieci 
anni dopo che Umberto aveva scambiato la casa paterna 
con le caserme dei Carabinieri, mi incontrai nel suo libro col 
passato di tanti vicini della nostra nuova casa, che nel fra’ 
tempo sono diventati più che vicini. Il primo era Tonino 
Mearini, che si impiegava spontaneamente e generosamente 
nella sistemazione del nostro giardinetto – e che ci portava 
anche Pasquale, il padre del’autore. Già al nostro primo 
incontro Pasquale e noi ci siamo accorti di un incrocio dei 
nostri mondi: come racconta anche il libro, Pasquale era 
calzolaio prigioniero a Berlino e soffriva i bombardamenti 
aerei in un bunker sotto la Alexanderplatz di Berlino; noi, a 
questo punto, stavamo per trasferirci da Monaco a Berlino. 
Presto ci siamo conosciuti con il resto del nucleo familiare – 
con la mamma Severina con il suo talento accattivante di 
improvvisare canti spiritosi sui di noi tutti in ottava rima, e 
alla fine anche col figlio Umberto dagli occhi celesti come il 
padre, che veniva ogni tanto per brevi soggiorni, coronato 
per noi dall’aurèola di eroe epico, cioè brigadiere e poi maresciallo 
dei carabinieri. E pian piano siamo stati assunti in 

2 



PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

una rete di amichevole vicinanza, passando le serate estive 
insieme, fuori dei portoni di Pasquale e Severina, di Giuliano 
e Ninni, in veglie fin alle ore piccole o cenando a tavole 
lunghe sulla piazza del Topo o la piazzetta del bidone, ora 
della meridiana, godendo i leggendari spaghetti dell’orto di 
Luciana, le sue donzelle, cinghiali in umido e lumache. 
Sono tali memorie condivise che ci tirano dentro il libro – e i 
veri Montepescalesi forse ancora più forte di noi. Però anche 
senza un tale legame personale fra lettore e autore, anche 
senza queste memorie condivise, piace molto il libro. 
Perche Umberto sa raccontare le cose in dettagli suggestivi, 
sa ricreare i sui genitori, parenti, amici e compaesani in ritratti 
vivaci e indimenticabili, sa intrecciare le centinaia di 
storie in un ritmo fluido attraverso le stagioni dell’anno e 
attraverso gli anni della sua vita, mescolando il profondamente 
commovente con un umorismo profondamente umano. 
Non mi sono stupito quando sono venuto a sapere 
che Umberto sta scrivendo la sua vita; per tanti autori il 
primo libro è una specie di autobiografia e conoscevo già 
due autobiografie ubicate a Montepescali. Però mi sono stupito 
quando lessi il suo libro: non sapevo, non mi aspettavo 
nemmeno, che Umberto sapesse scrivere così bene – senza 
quelle pretese letterarie o tracce di falso romanticismo che 
sciupano tanti primi libri di autobiografia. 
Ascoltiamo una fra le tante pagine in cui parla dei sentimenti 
per il suo babbo. Presta la sua voce all’autore Tonino 
Mearini, nel libro il giovane marito della sua giovane moglie 
Luciana: 

3 



PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

Testo 1 
(Inizio Capitolo 6., pag. 27) 


Durante il periodo invernale trascorrevo il giorno all’asilo dalle suore, 
dove restavo fino alle quattro e mezza. 
La sera poi con mia madre si aspettava il ritorno del babbo. 
Molte volte, quando tutti gli operai si attardavano insieme alle donne 
del vicinato, andavamo loro incontro ed io chiamavo: «Babbo». 
Una sera il ritardo fu più lungo del solito. 
Era buio pesto, non c’era la luna a fare chiarore. 
Non vi fu risposta ai nostri richiami, finchè sentimmo un fruscio di 
fronde: eccoli stavano venendo. 
Erano seri in volto e Libertario il marito di Bina e vicino di casa ci disse: 
«Non dovete chiamare a nome, da domani in poi fischierete; noi vi 
risponderemo con un altro fischio». 
Rimasi perplesso ma non dissi nulla. Io non riuscii come al solito ad 
accogliere babbo a suon di baci. Si accorse della mia sorpresa e appena 
entrò in casa ci spiegò. Era stato giorno di paga, ma il ragioniere 
che doveva provvedere a tale incombenza era arrivato tardi. Il buio 
aveva accresciuto i timori di eventuali rapine da parte di sconsiderati. 
Gli operai si erano divisi ed avevano scelto itinerari diversi scagliona-
ti nel tempo per tornare a casa. 
Da quel giorno imparai a fischiare; le donne, compresa mia madre 
non ci riuscivano. Quando da lontano si sentiva rispondere al fischio, 
era una grande gioia per tutti. 


Quel fischio, con cui babbo e figlio si identificano, salutano 
e rincontrano negli oliveti imbrunanti della collina parla, in 
un linguaggio simbolico di grande tenerezza, della dolcezza 
dei sentimenti fra babbo e figlio e indica che in questo libro 
è il legame fra figlio e padre – meno che, come di solito, 
quello fra figlio e madre – che costituisce il principale filo 
conduttore emozionale del libro. 
Perché mai si scriverebbe un’autobiografia se non col motivo 
di definire se stesso in termini di scelte fatte ed esperienze 
avute, di rendersi conto di se stesso e di dare un senso 
alla propria vita vissuta, una forma coerente, un ritmo di 

4 



PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

crescita e liberazione? E spesso si sente quel bisogno in una 
fase cruciale della vita, che chiede una tale auto-definizione 

– nel nostro caso, presumo, fu l’entrata del’autoreprotagonista 
nella libertà del pensionamento dopo gli anni 
di servizio pubblico, un passaggio da una forma di vita in 
un&#039;altra, che coincideva col morire e la morte del padre amato, 
che lo lasciò doppio orfano. 
Il modello classico della autobiografia e quella di Goethe col 
suo titolo intrigante di Dichtung und Wahrheit, ‘Poesia e Verità’, 
che suggerisce che ciascun racconto della propria vita 
coinvolge invenzione o finzione. Umberto, però, rinuncia 
all’invenzione, e la poesia del suo libro risiede nella scelta 
fra le verità concrete del suo mondo, stimolando tutti i sensi, 
colori, profumi e sapori della vita vissuta degli uomini e 
donne, dei vecchi e giovani, degli esser umani e gli animali 
di Via Pannocchiesca. 
Non segue neanche il modello dell’autobiografia come confessione, 
quello di San Agostino o Rousseau: ha poco o 
niente da confessare e il «senso di colpa per le sue scelte», 
che menziona alla fine del libro, rimane indefinito. Il suo 
sguardo non è indiscretamente introspettivo o narcisista, 
ma uno sguardo diretto verso gli altri ed al mondo esterno. 
Sentiamo come descrive la sua inquietudine, la sua nostalgia 
per tutto quello che sta per lasciare al momento della 
voluta partenza da Montepescali e la casa paterna, ricordando 
i cortei funerali: 
Testo 2 
(Cap. 26., pag. 136) 


Al cimitero vecchio la grande curva, stretta e poi giù, verso l’ultima 
destinazione, tra le preghiere delle donne e i discorsi degli uomini: 

5 



PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

«poveretto, ha fatto presto, aperto e chiuso era pieno, chissà ora la 
moglie come farà?» A causa della curva troppo stretta il corteo funebre 
doveva fare manovra di retromarcia e ripartire. 
Molte persone che avevano seguito il feretro si fermavano lì e si mettevano 
sedute sul muretto, preferendo non continuare. In quei momenti 
di attesa, raccolto nei miei pensieri, nei ricordi della persona 
conosciuta, fissavo il grande cipresso nato dentro il chiostro del cimitero 
vecchio. Era grandissimo e il fusto ne dimostrava l’età. Si vedeva 
dall’Aurelia e stava in direzione di Porta Nuova, in linea d’aria con le 
scalette, l’arco di Gosta, casa di Via Pannocchiesca. Al ritorno, a 
gruppetti, di nuovo una sosta al muretto del cimitero vecchio; 
l’occhio cadeva sempre sul cipresso. 

E ancora, sulla ultima pagina, un paio di pagine avanti: 

Testo 3 
(Cap. 27., pag. 141) 


Ora anche quel cipresso è stato abbattuto. E so che là dietro, in linea 
d’aria, non c’è più nessuno che mi aspetta. In Via Pannocchiesca 
non c’è più nessuno. 

I sentimenti dentro di sé sono proiettati sul mondo esterno, 
un mondo di cose semplici e quotidiane, però importanti e 
significanti. Anche in questo il libro di Umberto si distingue 
dalle autobiografie classiche di un San Agostino, Rousseau 
o Goethe: lui non si presenta come un personaggio grande o 
straordinario; presenta invece la sua vita come ordinaria, 
fra gente umile e ordinaria, senza grandi imprese o successi. 
Ciò non ostante insiste e dimostra che anche l’ordinario 
può essere straordinario, può costituire una vita ricca di vicende 
a faccende, di emozioni e sensazioni. Come scrive 
Umberto: «Così siamo cresciuti: vivendo ogni giorno 
un’avventura» (33). Così gli riesce a catturare l’interesse e 

6 



PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

l’affetto del lettore per sé e i suoi e per la gente di Montepescali. 
Permettetemi di scegliere come esempio per quel incanto 
dell’umile il ritratto umoristico di una vicina che Elfi ed io 
conoscevamo ed amavama e ricordiamo ancora affettuosamente 
per averci regalato una volta una splendida pianta 
per il nostro giardino – tutte e due, purtroppo, ora già morte. 
L’estratto comincia in chiesa: 

Testo 4 
(Cap. 12., pag. 54) 


Le donne del coro intonavano i canti, con non poche difficoltà. Le 
stecche erano all’ordine del giorno. Le coriste erano le stesse donne 
che ricamavano o lavoravano a maglia presso le suore alle quali la 
madre superiora cercava di insegnare l’armonia del canto, riuscendo 
poco nel suo intento. 
Flora, ad esempio, andava per proprio conto e a nulla valevano i 
continui richiami di Suor Modesta: o partiva prima o gorgheggiava 
troppo. Spingeva le altre a continuare, anche quando il canto avrebbe 
dovuto essere terminato, obbligando Don Giuseppe ad attendere 
che smettessero per riprendere la messa. 
Flora abitava in Via Corsi Salviati. Molto distinta, era una signorina 
ben vestita, truccata anche se con troppo rossetto, capelli di un castano 
scuro anch’esso un po’ troppo vistoso, ciglia folte ma curate. 
Era sempre gentile, quasi smielata. 
Si sfogava soltanto una volta all’anno impersonando il ruolo della 
Befana. 
La sera della vigilia dell’Epifania, si truccava in modo da rendersi 
irriconoscibile agli occhi di noi bambini. Si metteva una parrucca di 
capelli bianchi e un fazzoletto sulla testa, una maschera e vecchi vestiti, 
una cesta vuota dietro le spalle, un bastone e vai. 
Andava in ogni casa dove c’erano i bambini che, come me, credevano 
all’esistenza della vecchietta. Era così mal concia che faceva paura 
e invece di rallegrare la sera della vigilia, la trasformava in un incubo. 


7 



PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

Si metteva seduta e ci chiamava: «Allora dimmi, come sei stato 
quest’anno, hai fatto arrabbiare i tuoi genitori? Che regalo hai chiesto?
» 
Le solite domande, alle quali quasi nessuno riusciva a rispondere. 
«Mi hai già preparato i fascinotti di fieno e scopo?» domandava con 
voce camuffata. E chi riusciva ad aprire bocca? Si restava impietriti 
dalla paura, con mezzo vicinato alla porta che se la spassava alla 
faccia nostra. 
Naturalmente in ogni casa ognuno le offriva qualcosa, un dolcetto, 
un bicchier di vino. Fatto sta che, quando aveva finito di girare per 
il paese, molte volte Flora era completamente ubriaca. 

La storia della sua vita che Umberto racconta in un tessuto 
di tante storie piccole come quella della Signorina Flora 
comincia con la nascita del protagonista e finisce quando 
lascia Via Pannocchiesca per traversare la soglia da quel 
mondo intimo ad un mondo più grande e pieno di responsabilità 
adulte. Invece di narrare l’intera vita fino al presente 
in cui la scrive -come fanno le autobiografie tradizionali 

– Umberto, fermandosi al punto cruciale del taglio del cordone 
ombelicale, segue il modello del classico romanzo di 
formazione, sia quello del Wilhelm Meister di Goethe o quello 
del più grande romanzo formativo del Novecento, il Ritratto 
del’artista da giovane di James Joyce. Ci sono sempre 
due movimenti in questa trama della formazione: il bimbo 
deve imparare di inserirsi nelle reti della famiglia e del 
milieu sociale, includendo le istituzioni scolastiche dall’asilo 
alla scuola, che lo formano al modo loro; e il giovane poi reagisce 
e diventa un individuo, emancipandosi dalle strutture 
di vita imposte su di lui e si alza in volo in un definitivo 
gesto di conferma della sua nuova e precaria autonomia – il 
Stephen di Joyce per Parigi, Umberto per Livorno. È questa 
la trama centrale del libro di Umberto, questo processo di 
individuazione, esilarante e dolorosa allo stesso tempo, su8 



PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

scitando un senso forte di smarrimento e nostalgia. E al centro 
di questa trama stanno i suoi affetti profondi per il padre 
così tenero e indulgente, e per la madre che svolgeva 
un’autorità quasi patriarcale. 

Un ultimo motivo perché mai meriti leggere questo libro, e 
poi ho finito. Umberto racconta non soltanto la sua vita, ma 
anche la vita della sua strada e del suo paese. Come un etnografo, 
studia le strutture di interazioni della gente, e fra 
la gente e la natura, le risorse naturali dai campi ai boschi, 
dalla coltivazione degli ulivi alla caccia; come un cartografo, 
mappa le case di Via Pannocchiesca, le strade e piazze di 
Montepescali, e il paese e la Maremma. Un luogo, si potrebbe 
dire, ha bisogno di essere narrato così, narrato dalla 
gente e in particolare da scrittori per diventare reale e concreto. 
Da evocare di nuovo grandi – anche troppo grandi – 
esempi: la Dublino che conosciamo è la creazione di Joyce, 
la Parigi di Balzac o Proust, la Vienna di Roth o Schnitzler, 
la Trieste di Italo Svevo... e noi abbiamo ora il nostro Umberto 
Baglioni che ha trasformato per noi Montepescali in 
una visione, uno spazio simbolico di un modo di vivere e 
convivere, in uno stato d’anima di emozioni di felicità o sofferenze 
Si intende, l’immagine di Montepescali che rende non è statica; 
e piuttosto l’immagine di un paese in trasformazione 
permanente attraverso gli anni e decenni: Non soltanto il 
protagonista cambia, cambia anche il suo paese e cambiano 
l’uno con l’altro. E la storia del paese, che si estende dal periodo 
del fascismo e della occupazione tedesca fino ad oggi, 
e una storia ambigua come quella del protagonista: la storia 
di una modernizzazione che porta alla gente progresso e 

9 



PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

privazione allo stesso tempo. Un regime ancora quasi feudatario 
cede a più moderne relazioni di lavoro; le case affollate 
di bimbi si svuotano e cade la popolazione; spariscono 
gli asini, le galline, i maiali dal paese e l’invadono le macchine; 
arriva la televisione e diventano più brevi e più rare 
le veglie; cede la povertà al benessere e al consumismo e 
aumentano lo spreco, i rifiuti ed i sacchetti di plastica; arrivano 
i nuovi impianti di luce, che illuminano tutti i vicoli 
ed angoli del paese, e sparisce il buio che creava quiete e 
stimolava le fantasie. 

Vorrei concludere su questa nota. Ecco, i suoi pensieri nostalgici 
stimolati dalla risistemazione della casa paterna dopo 
la sua partenza.. Prego, Tonino: 

Testo 5 
(Cap. 24., pag. 132) 


Il nuovo impianto elettrico aveva sostituito le prese di ceramica e il 
filo di seta ritorto. Il bagno era ormai parte integrante della casa. 
Non si doveva più uscire nel terrazzino; avevamo la vasca da bagno 
e lo scaldabagno. La tinozza dove avevo fatto il bagno per anni riscaldato 
dal calore della stufa, fu portata in cantina, accanto alla pila 
per lavare i panni a mano. Il vasino di plastica celeste, che portavo 
da piccolo in giro per casa, trovò appropriata sistemazione in bagno. 
I rotoli di carta igienica sostituirono i fogli di carta paglia, ormai 
introvabile. Ci sembrava in questo modo di scrollarci di dosso 
la povertà, che diminuissero le distanze tra noi e coloro che erano 
sempre stati “ricchi”. 
Ma era come lasciare un amico che ti ha seguito per tanto tempo e 
del quale ci vergognamo un po’, tanto che quando lui ci saluta, noi 
voltiamo la faccia dall’altra parte. In questo modo abbiamo perso 
molto. Ancora oggi ho nostalgia di quella mia povertà dei pantaloni 
corti cuciti da mia madre con tessuti di risulta, con qualche toppetta, 
ma puliti. Delle camicie con il collo o i polsini rovesciati. Dei maglioni 
o delle canottiere di lana che erano state il mio incubo per an


10 



PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 

ni. Delle scarpe risolate, con le semenze che spuntavano e bucavano 
i piedini: «Mamma sento bucare» mi lamentavo. Lei mi invitava a 
darle la scarpa: «Togli un attimo, fammi sentire, sì c’è il chiodino 
aspetta». Due o tre colpetti con la lastra del ferro da stiro sul pavimento 
ed ecco la puntina ribattuta. La suola non bucava più. Nostalgia 
dei guanti e dei calzini sferruzzati da mia nonna. Del buongiorno, 
spontaneo, fresco, desideroso di amicizia scambiato per la 
strada. Dei cibi portati a casa e del poter sentir dire: «assaggia, senti 
come è buono». Della porta di casa aperta a qualcuno che bussa per 
un saluto e la buona notte. Delle grandi litigate per nulla. Delle 
giornate trascorse a sentire novelle. Dall’avere al fianco l’amore che 
non si perderà, che non svanirà, che non si offenderà, che non tradirà, 
che offrirà anche la sua vita. L’amore di una mamma. 
«Dove sono? Quasi non la riconosco più questa casa» domandavo 
tra me e me. Ero nella stanzina, ormai di passaggio, che era stata il 
teatro dei miei giochi. Là dove ora si apriva la porta del bagno, a 
Dicembre allestivamo il presepe. Un nuovo lampadario pendeva 
dal soffitto. Essenziale, moderno. 

11</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Manfred Pfister </p>
<p>(Berlin-Montepescali)<br />
Presentazione del libro di UMBERTO BAGLIONI: Via Pannocchiesca,<br />
Manziana, Vecchiarelli, 2010<br />
(Montepescali, 17 Settembre 2010, ore 16.30Museo<br />
Amministrazione separata degli Usi civici) </p>
<p>Buona sera a tutti, </p>
<p>Un particolare saluto al Sindaco di Grosseto, Dott. Emilio<br />
Bonifazi, e al suo Assessore alla cultura Simone Ferretti e,<br />
naturalmente, al nostro autore Umberto Baglioni, Cavaliere<br />
della Republica.<br />
Io sono il meno qualificato di tutti noi convocati in questa<br />
sala per presentare il libro di Umberto Baglioni. Primo: ognuno<br />
qui parla italiano molto meglio di me. Lo mastico<br />
soltanto un po’, e dunque dovete avere un po’ di pazienza<br />
con me.<br />
E secondo: Non sono nato qui a Montepescali, non sono<br />
Maremmano né Toscano o Italiano come voi e per ciò sono<br />
estraneo al mondo di cui parla il libro di Umberto: Montepescali<br />
fra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni<br />
Settanta in cui Umberto e nato e cresciuto e che lascò alla<br />
fine della sua adolescenza per farsi autonomo. L’unica qualificazione<br />
che forse vanto a presentare il suo libro è la mia<br />
qualificazione professionale di docente di letteratura che ha<br />
dedicato gran parte della sua vita a studiare libri come<br />
quello di Umberto, ciò autobiografie, romanzi di formazione<br />
o racconti etnografici.<br />
Essendo così poco qualificato per il mio ruolo da presentatore,<br />
mi sento onorato di più dell’invito di Umberto e di </p>
<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>Piero Innocenti, mio collega, vicino di casa e amico, e della<br />
loro fiducia che io, proprio io, possa presentare il libro su<br />
Montepescali qui a Montepescali e ai Montepescalesi.<br />
Bastava però leggere e ri-leggere i ricordi e memorie di Via<br />
Pannocchiesca e non mi sentivo più totalmente estraneo a<br />
questo libro ed a questa vita che racconta. Mi accorgevo che<br />
il mondo che narra Umberto, il mondo della gente di Via<br />
Pannocchesca, è già diventato parte della nostra vita – dico<br />
nostra, perche vorrei includere anche mio moglie Elfi – e<br />
approfondisce la nostra immagine del paese in una maniera<br />
commovente ed illuminante.<br />
Se anche siamo arrivati in Via Pannocchiesca quasi dieci<br />
anni dopo che Umberto aveva scambiato la casa paterna<br />
con le caserme dei Carabinieri, mi incontrai nel suo libro col<br />
passato di tanti vicini della nostra nuova casa, che nel fra’<br />
tempo sono diventati più che vicini. Il primo era Tonino<br />
Mearini, che si impiegava spontaneamente e generosamente<br />
nella sistemazione del nostro giardinetto – e che ci portava<br />
anche Pasquale, il padre del’autore. Già al nostro primo<br />
incontro Pasquale e noi ci siamo accorti di un incrocio dei<br />
nostri mondi: come racconta anche il libro, Pasquale era<br />
calzolaio prigioniero a Berlino e soffriva i bombardamenti<br />
aerei in un bunker sotto la Alexanderplatz di Berlino; noi, a<br />
questo punto, stavamo per trasferirci da Monaco a Berlino.<br />
Presto ci siamo conosciuti con il resto del nucleo familiare –<br />
con la mamma Severina con il suo talento accattivante di<br />
improvvisare canti spiritosi sui di noi tutti in ottava rima, e<br />
alla fine anche col figlio Umberto dagli occhi celesti come il<br />
padre, che veniva ogni tanto per brevi soggiorni, coronato<br />
per noi dall’aurèola di eroe epico, cioè brigadiere e poi maresciallo<br />
dei carabinieri. E pian piano siamo stati assunti in </p>
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<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>una rete di amichevole vicinanza, passando le serate estive<br />
insieme, fuori dei portoni di Pasquale e Severina, di Giuliano<br />
e Ninni, in veglie fin alle ore piccole o cenando a tavole<br />
lunghe sulla piazza del Topo o la piazzetta del bidone, ora<br />
della meridiana, godendo i leggendari spaghetti dell’orto di<br />
Luciana, le sue donzelle, cinghiali in umido e lumache.<br />
Sono tali memorie condivise che ci tirano dentro il libro – e i<br />
veri Montepescalesi forse ancora più forte di noi. Però anche<br />
senza un tale legame personale fra lettore e autore, anche<br />
senza queste memorie condivise, piace molto il libro.<br />
Perche Umberto sa raccontare le cose in dettagli suggestivi,<br />
sa ricreare i sui genitori, parenti, amici e compaesani in ritratti<br />
vivaci e indimenticabili, sa intrecciare le centinaia di<br />
storie in un ritmo fluido attraverso le stagioni dell’anno e<br />
attraverso gli anni della sua vita, mescolando il profondamente<br />
commovente con un umorismo profondamente umano.<br />
Non mi sono stupito quando sono venuto a sapere<br />
che Umberto sta scrivendo la sua vita; per tanti autori il<br />
primo libro è una specie di autobiografia e conoscevo già<br />
due autobiografie ubicate a Montepescali. Però mi sono stupito<br />
quando lessi il suo libro: non sapevo, non mi aspettavo<br />
nemmeno, che Umberto sapesse scrivere così bene – senza<br />
quelle pretese letterarie o tracce di falso romanticismo che<br />
sciupano tanti primi libri di autobiografia.<br />
Ascoltiamo una fra le tante pagine in cui parla dei sentimenti<br />
per il suo babbo. Presta la sua voce all’autore Tonino<br />
Mearini, nel libro il giovane marito della sua giovane moglie<br />
Luciana: </p>
<p>3 </p>
<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>Testo 1<br />
(Inizio Capitolo 6., pag. 27) </p>
<p>Durante il periodo invernale trascorrevo il giorno all’asilo dalle suore,<br />
dove restavo fino alle quattro e mezza.<br />
La sera poi con mia madre si aspettava il ritorno del babbo.<br />
Molte volte, quando tutti gli operai si attardavano insieme alle donne<br />
del vicinato, andavamo loro incontro ed io chiamavo: «Babbo».<br />
Una sera il ritardo fu più lungo del solito.<br />
Era buio pesto, non c’era la luna a fare chiarore.<br />
Non vi fu risposta ai nostri richiami, finchè sentimmo un fruscio di<br />
fronde: eccoli stavano venendo.<br />
Erano seri in volto e Libertario il marito di Bina e vicino di casa ci disse:<br />
«Non dovete chiamare a nome, da domani in poi fischierete; noi vi<br />
risponderemo con un altro fischio».<br />
Rimasi perplesso ma non dissi nulla. Io non riuscii come al solito ad<br />
accogliere babbo a suon di baci. Si accorse della mia sorpresa e appena<br />
entrò in casa ci spiegò. Era stato giorno di paga, ma il ragioniere<br />
che doveva provvedere a tale incombenza era arrivato tardi. Il buio<br />
aveva accresciuto i timori di eventuali rapine da parte di sconsiderati.<br />
Gli operai si erano divisi ed avevano scelto itinerari diversi scagliona-<br />
ti nel tempo per tornare a casa.<br />
Da quel giorno imparai a fischiare; le donne, compresa mia madre<br />
non ci riuscivano. Quando da lontano si sentiva rispondere al fischio,<br />
era una grande gioia per tutti. </p>
<p>Quel fischio, con cui babbo e figlio si identificano, salutano<br />
e rincontrano negli oliveti imbrunanti della collina parla, in<br />
un linguaggio simbolico di grande tenerezza, della dolcezza<br />
dei sentimenti fra babbo e figlio e indica che in questo libro<br />
è il legame fra figlio e padre – meno che, come di solito,<br />
quello fra figlio e madre – che costituisce il principale filo<br />
conduttore emozionale del libro.<br />
Perché mai si scriverebbe un’autobiografia se non col motivo<br />
di definire se stesso in termini di scelte fatte ed esperienze<br />
avute, di rendersi conto di se stesso e di dare un senso<br />
alla propria vita vissuta, una forma coerente, un ritmo di </p>
<p>4 </p>
<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>crescita e liberazione? E spesso si sente quel bisogno in una<br />
fase cruciale della vita, che chiede una tale auto-definizione </p>
<p>– nel nostro caso, presumo, fu l’entrata del’autoreprotagonista<br />
nella libertà del pensionamento dopo gli anni<br />
di servizio pubblico, un passaggio da una forma di vita in<br />
un&#8217;altra, che coincideva col morire e la morte del padre amato,<br />
che lo lasciò doppio orfano.<br />
Il modello classico della autobiografia e quella di Goethe col<br />
suo titolo intrigante di Dichtung und Wahrheit, ‘Poesia e Verità’,<br />
che suggerisce che ciascun racconto della propria vita<br />
coinvolge invenzione o finzione. Umberto, però, rinuncia<br />
all’invenzione, e la poesia del suo libro risiede nella scelta<br />
fra le verità concrete del suo mondo, stimolando tutti i sensi,<br />
colori, profumi e sapori della vita vissuta degli uomini e<br />
donne, dei vecchi e giovani, degli esser umani e gli animali<br />
di Via Pannocchiesca.<br />
Non segue neanche il modello dell’autobiografia come confessione,<br />
quello di San Agostino o Rousseau: ha poco o<br />
niente da confessare e il «senso di colpa per le sue scelte»,<br />
che menziona alla fine del libro, rimane indefinito. Il suo<br />
sguardo non è indiscretamente introspettivo o narcisista,<br />
ma uno sguardo diretto verso gli altri ed al mondo esterno.<br />
Sentiamo come descrive la sua inquietudine, la sua nostalgia<br />
per tutto quello che sta per lasciare al momento della<br />
voluta partenza da Montepescali e la casa paterna, ricordando<br />
i cortei funerali:<br />
Testo 2<br />
(Cap. 26., pag. 136) </p>
<p>Al cimitero vecchio la grande curva, stretta e poi giù, verso l’ultima<br />
destinazione, tra le preghiere delle donne e i discorsi degli uomini: </p>
<p>5 </p>
<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>«poveretto, ha fatto presto, aperto e chiuso era pieno, chissà ora la<br />
moglie come farà?» A causa della curva troppo stretta il corteo funebre<br />
doveva fare manovra di retromarcia e ripartire.<br />
Molte persone che avevano seguito il feretro si fermavano lì e si mettevano<br />
sedute sul muretto, preferendo non continuare. In quei momenti<br />
di attesa, raccolto nei miei pensieri, nei ricordi della persona<br />
conosciuta, fissavo il grande cipresso nato dentro il chiostro del cimitero<br />
vecchio. Era grandissimo e il fusto ne dimostrava l’età. Si vedeva<br />
dall’Aurelia e stava in direzione di Porta Nuova, in linea d’aria con le<br />
scalette, l’arco di Gosta, casa di Via Pannocchiesca. Al ritorno, a<br />
gruppetti, di nuovo una sosta al muretto del cimitero vecchio;<br />
l’occhio cadeva sempre sul cipresso. </p>
<p>E ancora, sulla ultima pagina, un paio di pagine avanti: </p>
<p>Testo 3<br />
(Cap. 27., pag. 141) </p>
<p>Ora anche quel cipresso è stato abbattuto. E so che là dietro, in linea<br />
d’aria, non c’è più nessuno che mi aspetta. In Via Pannocchiesca<br />
non c’è più nessuno. </p>
<p>I sentimenti dentro di sé sono proiettati sul mondo esterno,<br />
un mondo di cose semplici e quotidiane, però importanti e<br />
significanti. Anche in questo il libro di Umberto si distingue<br />
dalle autobiografie classiche di un San Agostino, Rousseau<br />
o Goethe: lui non si presenta come un personaggio grande o<br />
straordinario; presenta invece la sua vita come ordinaria,<br />
fra gente umile e ordinaria, senza grandi imprese o successi.<br />
Ciò non ostante insiste e dimostra che anche l’ordinario<br />
può essere straordinario, può costituire una vita ricca di vicende<br />
a faccende, di emozioni e sensazioni. Come scrive<br />
Umberto: «Così siamo cresciuti: vivendo ogni giorno<br />
un’avventura» (33). Così gli riesce a catturare l’interesse e </p>
<p>6 </p>
<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>l’affetto del lettore per sé e i suoi e per la gente di Montepescali.<br />
Permettetemi di scegliere come esempio per quel incanto<br />
dell’umile il ritratto umoristico di una vicina che Elfi ed io<br />
conoscevamo ed amavama e ricordiamo ancora affettuosamente<br />
per averci regalato una volta una splendida pianta<br />
per il nostro giardino – tutte e due, purtroppo, ora già morte.<br />
L’estratto comincia in chiesa: </p>
<p>Testo 4<br />
(Cap. 12., pag. 54) </p>
<p>Le donne del coro intonavano i canti, con non poche difficoltà. Le<br />
stecche erano all’ordine del giorno. Le coriste erano le stesse donne<br />
che ricamavano o lavoravano a maglia presso le suore alle quali la<br />
madre superiora cercava di insegnare l’armonia del canto, riuscendo<br />
poco nel suo intento.<br />
Flora, ad esempio, andava per proprio conto e a nulla valevano i<br />
continui richiami di Suor Modesta: o partiva prima o gorgheggiava<br />
troppo. Spingeva le altre a continuare, anche quando il canto avrebbe<br />
dovuto essere terminato, obbligando Don Giuseppe ad attendere<br />
che smettessero per riprendere la messa.<br />
Flora abitava in Via Corsi Salviati. Molto distinta, era una signorina<br />
ben vestita, truccata anche se con troppo rossetto, capelli di un castano<br />
scuro anch’esso un po’ troppo vistoso, ciglia folte ma curate.<br />
Era sempre gentile, quasi smielata.<br />
Si sfogava soltanto una volta all’anno impersonando il ruolo della<br />
Befana.<br />
La sera della vigilia dell’Epifania, si truccava in modo da rendersi<br />
irriconoscibile agli occhi di noi bambini. Si metteva una parrucca di<br />
capelli bianchi e un fazzoletto sulla testa, una maschera e vecchi vestiti,<br />
una cesta vuota dietro le spalle, un bastone e vai.<br />
Andava in ogni casa dove c’erano i bambini che, come me, credevano<br />
all’esistenza della vecchietta. Era così mal concia che faceva paura<br />
e invece di rallegrare la sera della vigilia, la trasformava in un incubo. </p>
<p>7 </p>
<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>Si metteva seduta e ci chiamava: «Allora dimmi, come sei stato<br />
quest’anno, hai fatto arrabbiare i tuoi genitori? Che regalo hai chiesto?<br />
»<br />
Le solite domande, alle quali quasi nessuno riusciva a rispondere.<br />
«Mi hai già preparato i fascinotti di fieno e scopo?» domandava con<br />
voce camuffata. E chi riusciva ad aprire bocca? Si restava impietriti<br />
dalla paura, con mezzo vicinato alla porta che se la spassava alla<br />
faccia nostra.<br />
Naturalmente in ogni casa ognuno le offriva qualcosa, un dolcetto,<br />
un bicchier di vino. Fatto sta che, quando aveva finito di girare per<br />
il paese, molte volte Flora era completamente ubriaca. </p>
<p>La storia della sua vita che Umberto racconta in un tessuto<br />
di tante storie piccole come quella della Signorina Flora<br />
comincia con la nascita del protagonista e finisce quando<br />
lascia Via Pannocchiesca per traversare la soglia da quel<br />
mondo intimo ad un mondo più grande e pieno di responsabilità<br />
adulte. Invece di narrare l’intera vita fino al presente<br />
in cui la scrive -come fanno le autobiografie tradizionali </p>
<p>– Umberto, fermandosi al punto cruciale del taglio del cordone<br />
ombelicale, segue il modello del classico romanzo di<br />
formazione, sia quello del Wilhelm Meister di Goethe o quello<br />
del più grande romanzo formativo del Novecento, il Ritratto<br />
del’artista da giovane di James Joyce. Ci sono sempre<br />
due movimenti in questa trama della formazione: il bimbo<br />
deve imparare di inserirsi nelle reti della famiglia e del<br />
milieu sociale, includendo le istituzioni scolastiche dall’asilo<br />
alla scuola, che lo formano al modo loro; e il giovane poi reagisce<br />
e diventa un individuo, emancipandosi dalle strutture<br />
di vita imposte su di lui e si alza in volo in un definitivo<br />
gesto di conferma della sua nuova e precaria autonomia – il<br />
Stephen di Joyce per Parigi, Umberto per Livorno. È questa<br />
la trama centrale del libro di Umberto, questo processo di<br />
individuazione, esilarante e dolorosa allo stesso tempo, su8 </p>
<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>scitando un senso forte di smarrimento e nostalgia. E al centro<br />
di questa trama stanno i suoi affetti profondi per il padre<br />
così tenero e indulgente, e per la madre che svolgeva<br />
un’autorità quasi patriarcale. </p>
<p>Un ultimo motivo perché mai meriti leggere questo libro, e<br />
poi ho finito. Umberto racconta non soltanto la sua vita, ma<br />
anche la vita della sua strada e del suo paese. Come un etnografo,<br />
studia le strutture di interazioni della gente, e fra<br />
la gente e la natura, le risorse naturali dai campi ai boschi,<br />
dalla coltivazione degli ulivi alla caccia; come un cartografo,<br />
mappa le case di Via Pannocchiesca, le strade e piazze di<br />
Montepescali, e il paese e la Maremma. Un luogo, si potrebbe<br />
dire, ha bisogno di essere narrato così, narrato dalla<br />
gente e in particolare da scrittori per diventare reale e concreto.<br />
Da evocare di nuovo grandi – anche troppo grandi –<br />
esempi: la Dublino che conosciamo è la creazione di Joyce,<br />
la Parigi di Balzac o Proust, la Vienna di Roth o Schnitzler,<br />
la Trieste di Italo Svevo&#8230; e noi abbiamo ora il nostro Umberto<br />
Baglioni che ha trasformato per noi Montepescali in<br />
una visione, uno spazio simbolico di un modo di vivere e<br />
convivere, in uno stato d’anima di emozioni di felicità o sofferenze<br />
Si intende, l’immagine di Montepescali che rende non è statica;<br />
e piuttosto l’immagine di un paese in trasformazione<br />
permanente attraverso gli anni e decenni: Non soltanto il<br />
protagonista cambia, cambia anche il suo paese e cambiano<br />
l’uno con l’altro. E la storia del paese, che si estende dal periodo<br />
del fascismo e della occupazione tedesca fino ad oggi,<br />
e una storia ambigua come quella del protagonista: la storia<br />
di una modernizzazione che porta alla gente progresso e </p>
<p>9 </p>
<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>privazione allo stesso tempo. Un regime ancora quasi feudatario<br />
cede a più moderne relazioni di lavoro; le case affollate<br />
di bimbi si svuotano e cade la popolazione; spariscono<br />
gli asini, le galline, i maiali dal paese e l’invadono le macchine;<br />
arriva la televisione e diventano più brevi e più rare<br />
le veglie; cede la povertà al benessere e al consumismo e<br />
aumentano lo spreco, i rifiuti ed i sacchetti di plastica; arrivano<br />
i nuovi impianti di luce, che illuminano tutti i vicoli<br />
ed angoli del paese, e sparisce il buio che creava quiete e<br />
stimolava le fantasie. </p>
<p>Vorrei concludere su questa nota. Ecco, i suoi pensieri nostalgici<br />
stimolati dalla risistemazione della casa paterna dopo<br />
la sua partenza.. Prego, Tonino: </p>
<p>Testo 5<br />
(Cap. 24., pag. 132) </p>
<p>Il nuovo impianto elettrico aveva sostituito le prese di ceramica e il<br />
filo di seta ritorto. Il bagno era ormai parte integrante della casa.<br />
Non si doveva più uscire nel terrazzino; avevamo la vasca da bagno<br />
e lo scaldabagno. La tinozza dove avevo fatto il bagno per anni riscaldato<br />
dal calore della stufa, fu portata in cantina, accanto alla pila<br />
per lavare i panni a mano. Il vasino di plastica celeste, che portavo<br />
da piccolo in giro per casa, trovò appropriata sistemazione in bagno.<br />
I rotoli di carta igienica sostituirono i fogli di carta paglia, ormai<br />
introvabile. Ci sembrava in questo modo di scrollarci di dosso<br />
la povertà, che diminuissero le distanze tra noi e coloro che erano<br />
sempre stati “ricchi”.<br />
Ma era come lasciare un amico che ti ha seguito per tanto tempo e<br />
del quale ci vergognamo un po’, tanto che quando lui ci saluta, noi<br />
voltiamo la faccia dall’altra parte. In questo modo abbiamo perso<br />
molto. Ancora oggi ho nostalgia di quella mia povertà dei pantaloni<br />
corti cuciti da mia madre con tessuti di risulta, con qualche toppetta,<br />
ma puliti. Delle camicie con il collo o i polsini rovesciati. Dei maglioni<br />
o delle canottiere di lana che erano state il mio incubo per an</p>
<p>10 </p>
<p>PFISTER: Presentazione, 17 Settembre 2010 </p>
<p>ni. Delle scarpe risolate, con le semenze che spuntavano e bucavano<br />
i piedini: «Mamma sento bucare» mi lamentavo. Lei mi invitava a<br />
darle la scarpa: «Togli un attimo, fammi sentire, sì c’è il chiodino<br />
aspetta». Due o tre colpetti con la lastra del ferro da stiro sul pavimento<br />
ed ecco la puntina ribattuta. La suola non bucava più. Nostalgia<br />
dei guanti e dei calzini sferruzzati da mia nonna. Del buongiorno,<br />
spontaneo, fresco, desideroso di amicizia scambiato per la<br />
strada. Dei cibi portati a casa e del poter sentir dire: «assaggia, senti<br />
come è buono». Della porta di casa aperta a qualcuno che bussa per<br />
un saluto e la buona notte. Delle grandi litigate per nulla. Delle<br />
giornate trascorse a sentire novelle. Dall’avere al fianco l’amore che<br />
non si perderà, che non svanirà, che non si offenderà, che non tradirà,<br />
che offrirà anche la sua vita. L’amore di una mamma.<br />
«Dove sono? Quasi non la riconosco più questa casa» domandavo<br />
tra me e me. Ero nella stanzina, ormai di passaggio, che era stata il<br />
teatro dei miei giochi. Là dove ora si apriva la porta del bagno, a<br />
Dicembre allestivamo il presepe. Un nuovo lampadario pendeva<br />
dal soffitto. Essenziale, moderno. </p>
<p>11</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: braccagni.info</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7999</link>
		<dc:creator>braccagni.info</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 08:39:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=6068#comment-7999</guid>
		<description>Piero Innocenti 

Presentazione del volume 
UMBERTO BAGLIONI, Via Pannocchiesca, Manziana, Vecchiarelli, 2010 
Montepescali, 17 Settembre 2010 


L&#039;occasione che ci vede riuniti oggi è la presentazione del libro Via 
Pannocchiesca, di Umberto Baglioni, uscito nella primavera di quest&#039;anno 
presso la Casa editrice Vecchiarelli, e presentato con grande 
successo il 22 Maggio scorso a Rocca Sinibalda, da tempo nuova residenza 
del suo Autore. Oggi nutriamo la speranza di rinnovare il 
successo di allora, confortato nel frattempo da una rapidissima diffusione 
del libro, in ristampa mentre parliamo. 

Sono cittadino di questo paese da più di due decennî, e per di più 
nella via Pannocchiesca di cui parla Baglioni; questo mi darebbe forse 
titolo a parlare, certo non per primo. La mia funzione è qui solo di 
rappresentare la Casa editrice, che ha prodotto il manufatto e che 
vuole esprimere sentimenti di riconoscenza e di orgoglio. 
Riconoscenza verso la città di Grosseto, che come Circoscrizione di 
Montepescali e Montepescali Scalo ha patrocinato e sostenuto concretamente 
l&#039;iniziativa, onorata poi dalla presenza del Sindaco e del-
l&#039;Assessore della cultura del Comune, di cui siamo grati. 
Riconoscenza anche verso Presidenza e vice-Presidenza dell&#039;Amministrazione 
separata degli Usi civici, che ha messo generosamente a 
disposizione i bellissimi locali in cui questa manifestazione si svolge. 
Riconoscenza, infine, verso il collega ed amico Manfred Pfister, universitario 
berolinese che da tempo ama firmare i proprî scritti «Berlin-
Montepescali», essendo anch&#039;egli compaesano d&#039;elezione (e da 
più anni di me), che ha accettato con entusiasmo di parlare del libro, 
avvalendosi della collaborazione del comune amico Antonio Mearini 
per la selezione e la lettura di brani scelti. 

Il nostro marchio, Vecchiarelli, è attivo da oltre un quarto di secolo, 


Presentazione Montepescali: 17 Settembre 


ereditando una precedente ragione sociale Gela Reprints. Fino da allora 
si pone come editore di nicchia, specializzato in prodotti della 
ricerca e dell&#039;insegnamento universitarî; abbiamo in catalogo pubblicazioni 
di numerossimi Atenei italiani e non italiani; dell&#039;Istituto 
Warburg di Londra; del Consiglio nazionale delle ricerche. Gli argomenti 
sono Antiquaria, Archivistica, Bibliografia, Bibliologia, Biblioteconomia, 
Catalogazione, Cultura materiale, Filologia, Iconologia, 
Storia medioevale e rinascimentale. 
Non si tratta esattamente di argomenti di intrattenimento: sono destinati 
ad una cerchia non vasta, toccata per corrispondenza e su catalogo, 
senza sfidare il percorso, impervio per i piccoli, della grande 
distribuzione in libreria. Tale caratteristica conferisce lo svantaggio 
della piccola dimensione economica (i conti devono quadrare, perché 
l&#039;accesso al credito è soffocante), ma dà la forza straordinaria 
della specializzazione, in virtù della quale, solo per fare un esempio, 
il catalogo della Biblioteca del Congresso di Washington, la più 
grande del mondo in questo momento, ha acquistato e documenta 
regolarmente attorno al 30% dei nostri titoli: che sono circa 440 tuttora 
&quot;vivi&quot;, cioè disponibili in commercio, e circa altrettanti per 
quanto attiene il catalogo storico, degli ormai esauriti. 

Nicchia nella nicchia, e vengo al punto, la Vecchiarelli coltiva una 
piccola sezione di letteratura, in cui sono stati pubblicati, o ripubblicati, 
titoli che vanno da La spia, primo poliziesco italiano (di Arturo 
Olivieri Sangiacomo, il così detto &quot;capitano romanziere&quot;, breve la 
sua vita tra il 1861 e il 1903), a Federigo Tozzi, alle poesie di Oreste 
Bisazza Terracini (porta il nome del padre, presidente dell&#039;Assemblea 
Costituente nel 1946), a memoriali e storie di famiglia, a poesia 
in lingua vernacola, al romanzo autobiografico Riva opposta del nostro 
Chioccon, a proposito del quale abbiamo pubblicato anche uno 
studio sulla sua importante biblioteca privata. In pochi passaggi, insomma, 
si arriva all&#039;area in cui si può inscrivere il libro di Baglioni, 
sito fra memorialistica e racconto di formazione. 

Orgoglio speciale della nostra Casa Editrice è incoraggiare autori 

2 



Presentazione Montepescali: 17 Settembre 


giovani, spesso sconosciuti, talvolta, come in questo caso, esordienti, 
dando alla luce opere che forse non avrebbero trovato un loro spazio. 
Il mio ruolo editoriale si è dunque coniugato bene con l&#039;essere 
compaesano e poi amico di Baglioni, che però sconoscevo come 
scrittore, almeno fino allo scorso autunno. Venire a contatto con 
questo suo lato e convincerlo ad uscire allo scoperto è stato tutt&#039;uno. 
Il prodotto è qui sul tavolo, e tocca ad altri che non a me illustrarlo. 

*** 

Dò la parola, nell&#039;ordine, al Sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, 
anche perché so che ha impegni pressanti che lo chiamano altrove, 
all&#039;Assessore alla cultura, Simone Ferretti, e al prof. Pfister.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Piero Innocenti </p>
<p>Presentazione del volume<br />
UMBERTO BAGLIONI, Via Pannocchiesca, Manziana, Vecchiarelli, 2010<br />
Montepescali, 17 Settembre 2010 </p>
<p>L&#8217;occasione che ci vede riuniti oggi è la presentazione del libro Via<br />
Pannocchiesca, di Umberto Baglioni, uscito nella primavera di quest&#8217;anno<br />
presso la Casa editrice Vecchiarelli, e presentato con grande<br />
successo il 22 Maggio scorso a Rocca Sinibalda, da tempo nuova residenza<br />
del suo Autore. Oggi nutriamo la speranza di rinnovare il<br />
successo di allora, confortato nel frattempo da una rapidissima diffusione<br />
del libro, in ristampa mentre parliamo. </p>
<p>Sono cittadino di questo paese da più di due decennî, e per di più<br />
nella via Pannocchiesca di cui parla Baglioni; questo mi darebbe forse<br />
titolo a parlare, certo non per primo. La mia funzione è qui solo di<br />
rappresentare la Casa editrice, che ha prodotto il manufatto e che<br />
vuole esprimere sentimenti di riconoscenza e di orgoglio.<br />
Riconoscenza verso la città di Grosseto, che come Circoscrizione di<br />
Montepescali e Montepescali Scalo ha patrocinato e sostenuto concretamente<br />
l&#8217;iniziativa, onorata poi dalla presenza del Sindaco e del-<br />
l&#8217;Assessore della cultura del Comune, di cui siamo grati.<br />
Riconoscenza anche verso Presidenza e vice-Presidenza dell&#8217;Amministrazione<br />
separata degli Usi civici, che ha messo generosamente a<br />
disposizione i bellissimi locali in cui questa manifestazione si svolge.<br />
Riconoscenza, infine, verso il collega ed amico Manfred Pfister, universitario<br />
berolinese che da tempo ama firmare i proprî scritti «Berlin-<br />
Montepescali», essendo anch&#8217;egli compaesano d&#8217;elezione (e da<br />
più anni di me), che ha accettato con entusiasmo di parlare del libro,<br />
avvalendosi della collaborazione del comune amico Antonio Mearini<br />
per la selezione e la lettura di brani scelti. </p>
<p>Il nostro marchio, Vecchiarelli, è attivo da oltre un quarto di secolo, </p>
<p>Presentazione Montepescali: 17 Settembre </p>
<p>ereditando una precedente ragione sociale Gela Reprints. Fino da allora<br />
si pone come editore di nicchia, specializzato in prodotti della<br />
ricerca e dell&#8217;insegnamento universitarî; abbiamo in catalogo pubblicazioni<br />
di numerossimi Atenei italiani e non italiani; dell&#8217;Istituto<br />
Warburg di Londra; del Consiglio nazionale delle ricerche. Gli argomenti<br />
sono Antiquaria, Archivistica, Bibliografia, Bibliologia, Biblioteconomia,<br />
Catalogazione, Cultura materiale, Filologia, Iconologia,<br />
Storia medioevale e rinascimentale.<br />
Non si tratta esattamente di argomenti di intrattenimento: sono destinati<br />
ad una cerchia non vasta, toccata per corrispondenza e su catalogo,<br />
senza sfidare il percorso, impervio per i piccoli, della grande<br />
distribuzione in libreria. Tale caratteristica conferisce lo svantaggio<br />
della piccola dimensione economica (i conti devono quadrare, perché<br />
l&#8217;accesso al credito è soffocante), ma dà la forza straordinaria<br />
della specializzazione, in virtù della quale, solo per fare un esempio,<br />
il catalogo della Biblioteca del Congresso di Washington, la più<br />
grande del mondo in questo momento, ha acquistato e documenta<br />
regolarmente attorno al 30% dei nostri titoli: che sono circa 440 tuttora<br />
&#8220;vivi&#8221;, cioè disponibili in commercio, e circa altrettanti per<br />
quanto attiene il catalogo storico, degli ormai esauriti. </p>
<p>Nicchia nella nicchia, e vengo al punto, la Vecchiarelli coltiva una<br />
piccola sezione di letteratura, in cui sono stati pubblicati, o ripubblicati,<br />
titoli che vanno da La spia, primo poliziesco italiano (di Arturo<br />
Olivieri Sangiacomo, il così detto &#8220;capitano romanziere&#8221;, breve la<br />
sua vita tra il 1861 e il 1903), a Federigo Tozzi, alle poesie di Oreste<br />
Bisazza Terracini (porta il nome del padre, presidente dell&#8217;Assemblea<br />
Costituente nel 1946), a memoriali e storie di famiglia, a poesia<br />
in lingua vernacola, al romanzo autobiografico Riva opposta del nostro<br />
Chioccon, a proposito del quale abbiamo pubblicato anche uno<br />
studio sulla sua importante biblioteca privata. In pochi passaggi, insomma,<br />
si arriva all&#8217;area in cui si può inscrivere il libro di Baglioni,<br />
sito fra memorialistica e racconto di formazione. </p>
<p>Orgoglio speciale della nostra Casa Editrice è incoraggiare autori </p>
<p>2 </p>
<p>Presentazione Montepescali: 17 Settembre </p>
<p>giovani, spesso sconosciuti, talvolta, come in questo caso, esordienti,<br />
dando alla luce opere che forse non avrebbero trovato un loro spazio.<br />
Il mio ruolo editoriale si è dunque coniugato bene con l&#8217;essere<br />
compaesano e poi amico di Baglioni, che però sconoscevo come<br />
scrittore, almeno fino allo scorso autunno. Venire a contatto con<br />
questo suo lato e convincerlo ad uscire allo scoperto è stato tutt&#8217;uno.<br />
Il prodotto è qui sul tavolo, e tocca ad altri che non a me illustrarlo. </p>
<p>*** </p>
<p>Dò la parola, nell&#8217;ordine, al Sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi,<br />
anche perché so che ha impegni pressanti che lo chiamano altrove,<br />
all&#8217;Assessore alla cultura, Simone Ferretti, e al prof. Pfister.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7299</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 20:25:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=6068#comment-7299</guid>
		<description>Ci sono pervenute, e quindi pubblichiamo, la ricevuta per € 522,00 e la lettera di ringraziamento da parte della Associazione Onlus ALCLI  Giorgio e Silvia. 

La somma è stata incassata e quindi poi offerta  in occasione della presentazione del libro 17 settembre scorso a Montepescali.

Veramente una gran bella cosa ed una giornata indimenticabile!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono pervenute, e quindi pubblichiamo, la ricevuta per € 522,00 e la lettera di ringraziamento da parte della Associazione Onlus ALCLI  Giorgio e Silvia. </p>
<p>La somma è stata incassata e quindi poi offerta  in occasione della presentazione del libro 17 settembre scorso a Montepescali.</p>
<p>Veramente una gran bella cosa ed una giornata indimenticabile!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: umberto baglioni</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7220</link>
		<dc:creator>umberto baglioni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 14:12:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=6068#comment-7220</guid>
		<description>vorrei ringraziare la sentinella del braccagni, con tutti i suoi rappresentanti che hanno fatto pubblicità e che sono venuti alla presentazione del libro.
una bellissima giornata, offuscata dalla morte di SABATINA BELLI, la sorella di IRENE. le mie tate. un destino. Raccontate nel libro.
A loro vorrei dedicare il successo di quell&#039;evento,  un pensiero che rimaranno sempre nel mio cuore insieme agli affetti più profondi.
Grazie di cuore a tutti anche da parte dell&#039;associazione ALCLI, che per bocca della sua presidente, mi ha confermato che la casa albergo adesso è una realtà. sono stati assegnati i fondi per la sua realizzazione.
E questa per me è la notizia più bella.
Durante la manifestazione sono stati raccolti circa 500 euro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vorrei ringraziare la sentinella del braccagni, con tutti i suoi rappresentanti che hanno fatto pubblicità e che sono venuti alla presentazione del libro.<br />
una bellissima giornata, offuscata dalla morte di SABATINA BELLI, la sorella di IRENE. le mie tate. un destino. Raccontate nel libro.<br />
A loro vorrei dedicare il successo di quell&#8217;evento,  un pensiero che rimaranno sempre nel mio cuore insieme agli affetti più profondi.<br />
Grazie di cuore a tutti anche da parte dell&#8217;associazione ALCLI, che per bocca della sua presidente, mi ha confermato che la casa albergo adesso è una realtà. sono stati assegnati i fondi per la sua realizzazione.<br />
E questa per me è la notizia più bella.<br />
Durante la manifestazione sono stati raccolti circa 500 euro.</p>
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	<item>
		<title>Di: mezzaidea</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7219</link>
		<dc:creator>mezzaidea</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 11:50:38 +0000</pubDate>
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		<description>Eh... l&#039;anello al naso si usa con i tori, perchè son pericolosi.... ma a braccagni per ora vedo solo tante pecore e pecoroni... 
poche volpi, qualche civetta e rari cignali solitari che danno un pò fastidio a destra e manca... 
mah... speriamo bene ma la vedo brutta...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eh&#8230; l&#8217;anello al naso si usa con i tori, perchè son pericolosi&#8230;. ma a braccagni per ora vedo solo tante pecore e pecoroni&#8230;<br />
poche volpi, qualche civetta e rari cignali solitari che danno un pò fastidio a destra e manca&#8230;<br />
mah&#8230; speriamo bene ma la vedo brutta&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mezzolitro</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7218</link>
		<dc:creator>mezzolitro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 09:52:40 +0000</pubDate>
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		<description>Eh! Lo sò, io vengo dalla campagna, dove però c&#039;è la gente sveglia, che ha occhi pè vedè e orecchi pè sentì.
Voi a Braccagni &quot;paese&quot; giusto il naso vi serve, vi ci hanno messo l&#039;anello...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eh! Lo sò, io vengo dalla campagna, dove però c&#8217;è la gente sveglia, che ha occhi pè vedè e orecchi pè sentì.<br />
Voi a Braccagni &#8220;paese&#8221; giusto il naso vi serve, vi ci hanno messo l&#8217;anello&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mezzalira</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7216</link>
		<dc:creator>Mezzalira</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 18:21:47 +0000</pubDate>
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		<description>pe forza, un sei mica di braccagni te</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pe forza, un sei mica di braccagni te</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mezzolitro</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7211</link>
		<dc:creator>mezzolitro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 17:01:25 +0000</pubDate>
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		<description>Effettivamente in foto rendo poco... La fotogenia non è tra le mie doti migliori...
Comunque sono soddisfatto della riuscita della manifestazione, anche se tutta questa braccagnosità che ci trovate io non l&#039;ho vista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Effettivamente in foto rendo poco&#8230; La fotogenia non è tra le mie doti migliori&#8230;<br />
Comunque sono soddisfatto della riuscita della manifestazione, anche se tutta questa braccagnosità che ci trovate io non l&#8217;ho vista.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Vellutini</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7210</link>
		<dc:creator>Carlo Vellutini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 08:56:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=6068#comment-7210</guid>
		<description>Sono felice di essere riuscito a liberarmi in extremis per esserci alla presentazione del libro. Sia per quella che è l&#039;opera di per sé sia per aver constatato come, di fronte ad inziative di questo tipo, si riescano ad unire bene Braccagni e Montepescali. Credo che questo sia uno dei successi più importanti dell&#039;iniziativa di ieri. Ho visto infatti una bella risposta braccagnina con presenze di rilievo. Il libro poi dimostra come, di fatto, i due paesi siano legati. Ragionando su alcuni dei passaggi letti, infatti, anche nei ricordi di Umbero Baglioni non si può prescindere da quello che è il contatto diretto tra il colle ed il piano. Siccome  credo che un libro, al di là di quello che è il suo contenuto abbia sempre uno scopo principale che non è quello di dare risposte, ma di far riflettere, il successo della manifestazione di ieri mi porta ad alcune considerazioni che già avevo esternato in passato. Possibile che due paesi così vicini ed anche legati da affetti che stanno nei ricordi e nelle parentele che ancora esistono possano viaggiare così separati? Possibile che se sui giornali Montepescali si lamenta per il degrado e lo debbano fare solo loro, mentre Braccagni, che ha tutto l&#039;interesse a conservare il suo centro storico (perché quello è), non doebba seguirlo a ruota così come con Montepescali non si possa essere un tutt&#039;uno su altre battaglie che coinvologono la nostra zona? Il Polo Logistico, magari anche per ragioni diverse, potrebbe essere un altro tema di unione, ma credo che su tante cose ci si debba unire ancora di più ed intensificare quelli che sono gli scambi di opinione su due paesi che sono tanto vicini quanto, purtroppo, distanti. Personalmente ogni volta che salgo a Montepescali mi diverto a percorrere le strade e mi sento a casa mia. Questo vuol dire che, alla fine, questa distanza non è così ampia. Ieri mi sono fermato a parlare con alcuni montepescalesi che trovo spesso a Braccagni e questa vicinanza si percepisce. Allora perché non fare ancora più iniziative che leghino le due realtà, visto che poi la risposta c&#039;è? Il blog sotto questo aspetto è lo strumento ideale e credo che il successo - anche a Braccagni- della presentazione del libro di Umberto Baglioni stia anche nell&#039;opera portata avanti sul sito dal Granocchiaio. Credo che questa esperienza possa essere ripetuta. Vedendo i paesi limitrofi un po&#039; mi dispiace constatare, ad esempio, quanto Sticciano Scalo si consideri un&#039;unica realtà con Sticciano Alto e da noi ciò non avvenga. E&#039; vero che qui si pagano contrasti anche di alto tipo, però sono fiducioso. E su questo tema credo che gli Usi Civici, con il presidente Spadi che ho scoperto essere anche un fine diplomatico, potrebbero giocare un ruolo determinante. Dunque se un libro deve far riflettere, io da quello di Umberto Baglioni lascio questo messaggio...A voi le vostre considerazioni e le vostre opinioni, sia sul libro che sulla manifestazione!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono felice di essere riuscito a liberarmi in extremis per esserci alla presentazione del libro. Sia per quella che è l&#8217;opera di per sé sia per aver constatato come, di fronte ad inziative di questo tipo, si riescano ad unire bene Braccagni e Montepescali. Credo che questo sia uno dei successi più importanti dell&#8217;iniziativa di ieri. Ho visto infatti una bella risposta braccagnina con presenze di rilievo. Il libro poi dimostra come, di fatto, i due paesi siano legati. Ragionando su alcuni dei passaggi letti, infatti, anche nei ricordi di Umbero Baglioni non si può prescindere da quello che è il contatto diretto tra il colle ed il piano. Siccome  credo che un libro, al di là di quello che è il suo contenuto abbia sempre uno scopo principale che non è quello di dare risposte, ma di far riflettere, il successo della manifestazione di ieri mi porta ad alcune considerazioni che già avevo esternato in passato. Possibile che due paesi così vicini ed anche legati da affetti che stanno nei ricordi e nelle parentele che ancora esistono possano viaggiare così separati? Possibile che se sui giornali Montepescali si lamenta per il degrado e lo debbano fare solo loro, mentre Braccagni, che ha tutto l&#8217;interesse a conservare il suo centro storico (perché quello è), non doebba seguirlo a ruota così come con Montepescali non si possa essere un tutt&#8217;uno su altre battaglie che coinvologono la nostra zona? Il Polo Logistico, magari anche per ragioni diverse, potrebbe essere un altro tema di unione, ma credo che su tante cose ci si debba unire ancora di più ed intensificare quelli che sono gli scambi di opinione su due paesi che sono tanto vicini quanto, purtroppo, distanti. Personalmente ogni volta che salgo a Montepescali mi diverto a percorrere le strade e mi sento a casa mia. Questo vuol dire che, alla fine, questa distanza non è così ampia. Ieri mi sono fermato a parlare con alcuni montepescalesi che trovo spesso a Braccagni e questa vicinanza si percepisce. Allora perché non fare ancora più iniziative che leghino le due realtà, visto che poi la risposta c&#8217;è? Il blog sotto questo aspetto è lo strumento ideale e credo che il successo &#8211; anche a Braccagni- della presentazione del libro di Umberto Baglioni stia anche nell&#8217;opera portata avanti sul sito dal Granocchiaio. Credo che questa esperienza possa essere ripetuta. Vedendo i paesi limitrofi un po&#8217; mi dispiace constatare, ad esempio, quanto Sticciano Scalo si consideri un&#8217;unica realtà con Sticciano Alto e da noi ciò non avvenga. E&#8217; vero che qui si pagano contrasti anche di alto tipo, però sono fiducioso. E su questo tema credo che gli Usi Civici, con il presidente Spadi che ho scoperto essere anche un fine diplomatico, potrebbero giocare un ruolo determinante. Dunque se un libro deve far riflettere, io da quello di Umberto Baglioni lascio questo messaggio&#8230;A voi le vostre considerazioni e le vostre opinioni, sia sul libro che sulla manifestazione!!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7208</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 08:38:11 +0000</pubDate>
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		<description>ma vah !?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma vah !?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: rob.</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7207</link>
		<dc:creator>rob.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 08:28:55 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti per l&#039;immediato servizio fotografico. Se ci fosse da dare un voto alle foto, io lo darei ad  Elena e Irene Pieraccini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per l&#8217;immediato servizio fotografico. Se ci fosse da dare un voto alle foto, io lo darei ad  Elena e Irene Pieraccini.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7206</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 06:23:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=6068#comment-7206</guid>
		<description>Nell’affollata presenta nazione di ieri dei commenti affatto banali e formali. Tutti hanno parlato in maniera informale ma assai pertinente e gradevole. 

&lt;strong&gt;Piero Innocenti&lt;/strong&gt; che faceva il padron di casa come rappresentante della &lt;strong&gt;VECCHIARELLI EDITORE&lt;/strong&gt; ha dettato tempi e modi della presentazione. Il tutto con garbo e senza tanta prosopopea. 

È toccato poi al Sindaco che ha addirittura commentato brevemente tutto il libro, almeno nei passi che lo hanno più emozionato. Pare proprio che Umberto abbia colpito nel segno: &lt;strong&gt;Bonifazi &lt;/strong&gt;ha commentato con acutezza e diversi collegamenti a fatti paralleli di persone e famiglie di altri paesi come Montepescali.

È intervenuto quindi l’Assessore &lt;strong&gt;Ferretti&lt;/strong&gt; che si è mostrato particolarmente toccato da passaggi del libro così veri e comuni per molti di noi.

Una vera e propria rappresentazione critica è stata fatta magistralmente dal &lt;strong&gt;Prof. Manfred Pfister&lt;/strong&gt; ormai concittadino di Montepescali da diversi anni. Con il suo più che buon italiano declamato con un evidente accento tedesco che,  bontà sua, ho udito per la prima volta nella mia vita, suonare perfino dolce e melodioso (!), ha rappresentato una vera e propria opera critica dal vivo. In questo si è fatto aiutare da un insospettabilmente bravo&lt;strong&gt; Tonino Mearini&lt;/strong&gt; che ha letto passi significativi e funzionali all’esposizione del Prof Manfred. 

È stata una vera e propria performance riuscita in maniera meravigliosa. Lui bravo a trovare la chiave di lettura e i riferimenti letterari più adatti (non per niente è un po’ il suo mestiere), la platea che mostrava di gradire con mormorii di approvazione se non di sorrisisi e di risate, là dove occorreva. 
Ma la bravura del nostro Prof è andata oltre, ha proprio interpretato la sua parte, con modulazioni, alti, bassi, pause, ed espressioni da consumato attore.

Senz’altro il migliore “attore” della presentazione.
Ho chiesto al Prof se poteva fornirci copia del suo intervento ed avendo acconsentito potrò entro breve pubblicarlo qui sul blog.

Ha infine parlato l’incaricata dell’Associazione &lt;strong&gt;ONLUS ALCLI GIORGIO E SILVIA&lt;/strong&gt; signora &lt;strong&gt;Santina Proietti&lt;/strong&gt; che con parole commosse  ha rammentato come  le somme proveniente dalla vendita del libro siano destinate alla realizzazione di una casa famiglia a Rieti per i bambini malati di leucemia del reparto oncologico diretto dal Dott. Capparella. Tutto questo attraverso l’Associazione Onlus ALCLI che a Rieti è appunto collegata con il reparto oncologia dell’ospedale.
Il libro è già in seconda ristampa.

Ha chiuso gli interventi l’autore &lt;strong&gt;Umberto Baglioni&lt;/strong&gt; che a quel punto mi è parso particolarmente liberato e sollevato dalla morsa delle emozioni che hanno pervaso tutti e ovviamente anche lui che aveva gli occhi lucidi come diversi altri nella sala.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’affollata presenta nazione di ieri dei commenti affatto banali e formali. Tutti hanno parlato in maniera informale ma assai pertinente e gradevole. </p>
<p><strong>Piero Innocenti</strong> che faceva il padron di casa come rappresentante della <strong>VECCHIARELLI EDITORE</strong> ha dettato tempi e modi della presentazione. Il tutto con garbo e senza tanta prosopopea. </p>
<p>È toccato poi al Sindaco che ha addirittura commentato brevemente tutto il libro, almeno nei passi che lo hanno più emozionato. Pare proprio che Umberto abbia colpito nel segno: <strong>Bonifazi </strong>ha commentato con acutezza e diversi collegamenti a fatti paralleli di persone e famiglie di altri paesi come Montepescali.</p>
<p>È intervenuto quindi l’Assessore <strong>Ferretti</strong> che si è mostrato particolarmente toccato da passaggi del libro così veri e comuni per molti di noi.</p>
<p>Una vera e propria rappresentazione critica è stata fatta magistralmente dal <strong>Prof. Manfred Pfister</strong> ormai concittadino di Montepescali da diversi anni. Con il suo più che buon italiano declamato con un evidente accento tedesco che,  bontà sua, ho udito per la prima volta nella mia vita, suonare perfino dolce e melodioso (!), ha rappresentato una vera e propria opera critica dal vivo. In questo si è fatto aiutare da un insospettabilmente bravo<strong> Tonino Mearini</strong> che ha letto passi significativi e funzionali all’esposizione del Prof Manfred. </p>
<p>È stata una vera e propria performance riuscita in maniera meravigliosa. Lui bravo a trovare la chiave di lettura e i riferimenti letterari più adatti (non per niente è un po’ il suo mestiere), la platea che mostrava di gradire con mormorii di approvazione se non di sorrisisi e di risate, là dove occorreva.<br />
Ma la bravura del nostro Prof è andata oltre, ha proprio interpretato la sua parte, con modulazioni, alti, bassi, pause, ed espressioni da consumato attore.</p>
<p>Senz’altro il migliore “attore” della presentazione.<br />
Ho chiesto al Prof se poteva fornirci copia del suo intervento ed avendo acconsentito potrò entro breve pubblicarlo qui sul blog.</p>
<p>Ha infine parlato l’incaricata dell’Associazione <strong>ONLUS ALCLI GIORGIO E SILVIA</strong> signora <strong>Santina Proietti</strong> che con parole commosse  ha rammentato come  le somme proveniente dalla vendita del libro siano destinate alla realizzazione di una casa famiglia a Rieti per i bambini malati di leucemia del reparto oncologico diretto dal Dott. Capparella. Tutto questo attraverso l’Associazione Onlus ALCLI che a Rieti è appunto collegata con il reparto oncologia dell’ospedale.<br />
Il libro è già in seconda ristampa.</p>
<p>Ha chiuso gli interventi l’autore <strong>Umberto Baglioni</strong> che a quel punto mi è parso particolarmente liberato e sollevato dalla morsa delle emozioni che hanno pervaso tutti e ovviamente anche lui che aveva gli occhi lucidi come diversi altri nella sala.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Granocchiaio</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7205</link>
		<dc:creator>Granocchiaio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 22:02:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=6068#comment-7205</guid>
		<description>questi una parte dei volti visti alla presentazione del libro

altre domani qui e su FB</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>questi una parte dei volti visti alla presentazione del libro</p>
<p>altre domani qui e su FB</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7204</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 19:35:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=6068#comment-7204</guid>
		<description>Prime impressioni della presentazione del libro. Pomeriggio sicuramente piacevole, denso di ricordi e di emozioni. Accanto all&#039;autore, Umberto Baglioni, dei relatori di prima qualità; in rappresentanza del Comune addirittura l&#039;Assessore Ferretti ed il Sindaco Emilio Bonifazi. Bene accompagnare la presentazione con immagini soprattutto d&#039;epoca con didascalie che facevano pensare, in qualche caso addirittura commuovere. A Mearini il compito delle letture. La saletta degli Usi Civici ha fatto fatica a contenere il numeroso pubblico, notevole la presenza braccagnina. Bene anche la finalità benefica della vendita del libro, con abitanti di Rocca Sinibalda dell&#039;Associazione Alcli giunti sino qua.
Alla fine anche il nostro blog ha voluto omaggiare l&#039;autore consegnando una cornice con la foto di Pasqualino (babbo di Umberto)ritratto con altri tre dipendenti della Fattoria Grottanelli alla Rialtina durante una cacciata al cinghiale. Altro tuffo nel passato, prima di tuffarsi nel buffet.
A questo punto aspettiamo le foto del Granocchiaio, che probabilmente in questo momento avrà finito di cenare con Umberto Baglioni, che ringraziamo per questo pomeriggio e per la sua evidente sensibilità unita ad una sorta di pudore.
E mentre aspetto le foto, vado in camera a leggere il libro e a gettarmi nei ricordi di un passato che è passato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prime impressioni della presentazione del libro. Pomeriggio sicuramente piacevole, denso di ricordi e di emozioni. Accanto all&#8217;autore, Umberto Baglioni, dei relatori di prima qualità; in rappresentanza del Comune addirittura l&#8217;Assessore Ferretti ed il Sindaco Emilio Bonifazi. Bene accompagnare la presentazione con immagini soprattutto d&#8217;epoca con didascalie che facevano pensare, in qualche caso addirittura commuovere. A Mearini il compito delle letture. La saletta degli Usi Civici ha fatto fatica a contenere il numeroso pubblico, notevole la presenza braccagnina. Bene anche la finalità benefica della vendita del libro, con abitanti di Rocca Sinibalda dell&#8217;Associazione Alcli giunti sino qua.<br />
Alla fine anche il nostro blog ha voluto omaggiare l&#8217;autore consegnando una cornice con la foto di Pasqualino (babbo di Umberto)ritratto con altri tre dipendenti della Fattoria Grottanelli alla Rialtina durante una cacciata al cinghiale. Altro tuffo nel passato, prima di tuffarsi nel buffet.<br />
A questo punto aspettiamo le foto del Granocchiaio, che probabilmente in questo momento avrà finito di cenare con Umberto Baglioni, che ringraziamo per questo pomeriggio e per la sua evidente sensibilità unita ad una sorta di pudore.<br />
E mentre aspetto le foto, vado in camera a leggere il libro e a gettarmi nei ricordi di un passato che è passato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: braccagni.info</title>
		<link>http://www.braccagni.info/2010/09/05/via-pannocchiesca-a-montepescali/comment-page-1/#comment-7193</link>
		<dc:creator>braccagni.info</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 11:45:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.braccagni.info/?p=6068#comment-7193</guid>
		<description>Ricordiamo che domani pomeriggio venerdì 17 settembre alle ore 16 a Montepescali ci sarà, come annunciato in anteprima assoluta da questo blog, la presentazione del libro di Umberto Baglioni.
Ci saremo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordiamo che domani pomeriggio venerdì 17 settembre alle ore 16 a Montepescali ci sarà, come annunciato in anteprima assoluta da questo blog, la presentazione del libro di Umberto Baglioni.<br />
Ci saremo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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