Terra Madre 2010

nostra raccolta di foto a Terra Madre

discorso di Carlo Petrini per l’apertura di Terra Madre 2010 – 1° parte

discorso di Carlo Petrini per l’apertura di Terra Madre 2010 – 2° parte

discorso di Carlo Petrini per l’apertura di Terra Madre 2010 – 3° parte

qui di sotto pubblicheremo articoli, interventi e tutto ciò che riguarda Terra Madre 2010

in particolare i link per vedere e sentire gli attori e gli eventi della grande manifestazione

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  1. Granocchiaio ha detto:

    messaggio di Carlo Petrini per Terra Madre 2010

    Tuesday, 19 October 2010
    Benvenuti a Terra Madre 2010

    Dal 21 al 25 ottobre tornano a Torino Terra Madre e il Salone del Gusto, i più grandi momenti di incontro del popolo slow. Sotto lo sguardo dei media del mondo intero, le comunità del cibo, i soci, i produttori si riuniranno in un’esplosione di diversità.

    Siamo finalmente pronti per accogliere le comunità del cibo e tutti i membri di Slow Food che verranno a Torino dal 21 al 25 ottobre. Terra Madre e Salone del Gusto, oltre a essere due eventi di grande rilevanza internazionale – che infatti attireranno l’attenzione dei media di tutto il mondo – sono anche il momento che ogni due anni segna una grande riunione del popolo slow. Comunità del cibo, soci, produttori e amici da ogni angolo del pianeta arriveranno nel capoluogo piemontese per incontrarsi e per conoscere di più uno dell’altro, per conoscere di più il cibo. Sarà un’esplosione di diversità che, come è accaduto per tutte le passate edizioni, ci coinvolgerà, a tratti ci commuoverà, ma più di tutto ci arricchirà. Guardo sempre a questi momenti topici con la più totale apertura, e anche un po’ d’impazienza, perché sono curioso di quanti e quali stimoli mi offriranno questa volta, di quali straordinarie storie verrò a conoscenza, di quante belle persone potrò incontrare.

    È proprio la diversità la forza di questi eventi. È diversità umana, una biodiversità evoluta nelle culture delle comunità, all’interno dei loro territori, nei loro prodotti, nelle loro conoscenze. Averle insieme in unico posto è un qualcosa che già di per sé sa sprigionare tutta la forza della diversità, sempre palpabile a Torino in quei giorni, e che ci fa anche intuire quanto la salvaguardia della biodiversità naturale sia determinante per il nostro futuro. Senza di essa e dei legami che sappiamo costruire con lei saremmo orfani, orfani della nostra Terra Madre.

    Dalle lingue e le culture indigene protagoniste in apertura, passano per tutti i temi che ci stanno più a cuore, fino al documento di Terra Madre che prepareremo, presenteremo nell’assemblea plenaria di chiusura per consegnarlo poi ai governanti di tutto il mondo, Terra Madre sarà ancora una volta il simbolo di tutta la diversità del mondo. Sarà ancora una volta l’espressione forte di quanto il cibo debba tornare al centro delle nostre vite per immaginare un futuro migliore, prima che le comunità tornino a casa, ancora più forti, ancora più determinate a compiere il loro semplice ma fondamentale lavoro quotidiano. È per questo che non vedo l’ora di incontrarvi tutti a Torino.

    Carlo Petrini
    Presidente di Slow Food Internazionale

  2. Granocchiaio ha detto:

    Terra Madre 2010 conta oltre 6400 partecipanti da 161 Paesi. Tra questi, vi sono 4432 delegati (contadini, allevatori, pescatori, produttori, cuochi, docenti, studenti e musicisti) suddivisi in 1557 comunità del cibo e coordinati da 650 volontari.

    La cerimonia di apertura
    Si è svolta il 21 ottobre nel pomeriggio al PalaOlimpico di Torino la cerimonia inaugurale della quarta edizione di Terra Madre, l’incontro mondiale delle comunità del cibo realizzato da Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Cooperazione Italiana allo Sviluppo – Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food.

    Preceduto dalle danze tradizionali del gruppo macedone Akud Mirce Acev, a dare il benvenuto è stato il Segretario della Fondazione Terra Madre, Paolo Di Croce, il quale ha sottolineato che al centro del meeting del 2010 ci sono le diversità culturali e linguistiche e, dunque, la salvaguardia delle etnie, delle lingue autoctone e la valorizzazione dell’oralità e della memoria. «La forza di Terra Madre – ha detto Di Croce – sta nella sua capacità di crescere localmente e di organizzarsi autonomamente, così come è stato testimoniato dal Terra Madre Day svoltosi lo scorso dicembre e dai numerosi incontri tenutisi sin dal 2007 a livello regionale e nazionale».

    Il Sindaco della Città di Torino, Sergio Chiamparino: «Il mondo aperto è bello perché l’incontro tra persone diverse crea conoscenza e cultura e sono queste a far andare avanti il mondo».

    «La Regione è amica di Terra Madre – ha detto l’Assessore al Bilancio della Regione Piemonte, Giovanna Quaglia – perché quest’appuntamento fa grande l’immagine del Piemonte nel mondo

    I protagonisti della giornata di apertura sono stati però soprattutto i rappresentanti di alcune comunità indigene, una per ciascun continente, i quali hanno espresso il loro discorso nella propria lingua madre. Ha assunto, dunque, in quest’ottica ancora maggiore valore la tradizionale sfilata delle bandiere preceduta da canti tradizionali eseguiti dall’Orchestra Internazionale per la Pace Pequeñas Huellas formata da circa 200 bambini e ragazzi. Ospite d’eccezione il maestro Claudio De Simone, il quale ha guidato l’esecuzione dell’inno europeo.

    Ad aprire la serie di interventi, è stata l’Africa con l’etiope Malebo Mancha Maze, rappresentante degli agricoltori di lingua gamo, il quale ha iniziato il suo discorso benedicendo i partecipanti con l’erba verde delle sue montagne. La lingua gamo è di tradizione esclusivamente orale e non può, pertanto, essere trascritta. Da lui è arrivato il messaggio: «Se vogliamo mantenerci in vita e poter mangiare – ha detto – dobbiamo saperci abbracciare tutti». I Gamo rappresentano una delle comunità agricole più antiche dell’Etiopia meridionale.

    Per le Americhe è intervenuto Adolfo Timòtio Verà Mirim, leader del popolo Guaranì Mbya e responsabile del Presidio del cuore di palma Juraça. Il paese di origine della lingua Guaranì è il Paraguay, dove esso è ancora la seconda lingua. Non esiste uno stato o una nazione Guaraní: la loro identità si fonda su lingua, religione e cultura; la musica e il canto sono, in particolare, considerati manifestazioni divine, ma soprattutto elementi di coesione potentissimi. Timòtio ha affermato: «Dobbiamo unirci per dire al mondo che esistono altri modi di rapportarsi con la natura e tra gli esseri umani. Che possiamo avere accesso alle risorse della Terra senza distruggerla. Che esistono modi più giusti e sostenibili di organizzare le società umane, in cui prevalga la giustizia, l’uguaglianza e il rispetto tra le persone e le diverse culture. Dove le differenze siano accettate e rispettate da tutti». In chiusura del suo intervento, Adolfo Timòtio ha voluto salutare i presenti con un cantico bene augurante della tradizione guaranì.

    Di seguito, è intervenuta Albina Morilova, rappresentante del continente asiatico con la comunità dei nativi Kamchadal. La penisola della Kamchatka, con i suoi 472 000 chilometri quadrati e 450 000 abitanti, si trova all’estrema propaggine della Russia, appena al di sopra dell’arcipelago delle isole del Giappone. La comunità dei nativi Kamchadal riunisce gli indigeni della penisola di Kamchatka con lo scopo di conservare e ricreare la cultura e la gastronomia nazionale, educando i suoi membri e organizzando eventi culturali. La comunità si occupa prevalentemente della pesca di salmone selvatico, ippoglosso e merluzzo, consegnando il prodotto fresco ai mercati locali e ai consumatori. La Morilova, nel corso del suo intervento, ha affermato: «Le grandi aziende pescano tutto, non lasciando la parte necessaria alla riproduzione; prendono il caviale per guadagnare soldi, lasciando i rifiuti e gli scarti del pesce sulle coste dei fiumi e dell’oceano. A loro non interessa se il pesce risalirà i nostri fiumi anche l’anno prossimo, a loro non interessa per niente il futuro».

    Ol-Johán Sikku, delegato europeo di etnia sàmi e responsabile del Presidio del suovas di renna ha sostenuto: «Il mondo sta cambiando, l’ambiente non è più vigoroso. Possiamo vedere ferite sempre più aperte in natura. I Sàmi, insieme con tutti gli altri popoli indigeni, sono i primi a essere colpiti dalle conseguenze dei cambiamenti climatici globali. Responsabili dell’inquinamento ambientale, dell’avvelenamento dell’acqua e di un clima che cambia sono i Paesi industrializzati e le aziende che né se ne prendono cura, né si assumono responsabilità per il futuro della Terra, almeno fino a quando potranno fare profitti a breve termine. Non possiamo più accettare questi metodi! Insieme abbiamo l’opportunità e la forza di influenzare i leader più potenti del mondo». I Sámi hanno una lingua propria e una cultura profondamente plasmata dalle condizioni estreme in cui vivono. Il loro inverno dura più di sei mesi. Da sempre la carne di renna è il cibo più importante dei Sámi.

    Aunty Beril Van Oploo, aborigena australiana di Darlington, ha raccontato come il suo sogno di realizzare un istituto alberghiero dove insegnare la cultura e le cucine tradizionali degli aborigeni si sia trasformato in realtà: «I giovani che vengono da me sono come uccelli con le ali spezzate. Una volta laureati, sono persone che vanno fiere della propria cultura, delle conoscenze acquisite e della leadership che fa sentire loro di essere in grado di controllare il proprio destino, i loro viaggi e realizzare i loro sogni. Dobbiamo lavorare affinché le risorse della Terra siano garantite alle future generazioni». Yaama Dhiyaan è la prima e unica scuola alberghiera australiana specializzata in cultura e cucina indigena. Nella lingua Yuwaalaraay degli aborigeni Gamillaroi della regione nordoccidentale del Nuovo Galles del Sud, yaama significa “benvenuto” e dhiyaan “famiglia e amici”.

    A chiudere la cerimonia è stato il Presidente di Slow Food, Carlo Petrini, il quale ha sottolineato come le popolazioni indigene presenti a Terra Madre abbiano ricordato ai partecipanti il senso profondo dell’armonia con la natura. «I principali depositari dei saperi tradizionali – ha detto Petrini – sono gli indigeni, i contadini, le donne e gli anziani, proprio le categorie meno considerate oggi dalle istituzioni e dai media». Citando il filosofo francese Edgar Morin, Petrini ha detto che «tutto deve cominciare e tutto è già ricominciato» evocando le forze di una nuova silenziosa rivoluzione dal basso che la rete di Terra Madre può contribuire a realizzare. Ha quindi esaltato il processo di metamorfosi, intesa come trasformazione, da realizzare attraverso tre atteggiamenti mentali da assumere, ciascuno di noi: valorizzare la diversità che è la forza creatrice del mondo; rafforzare la reciprocità tipica delle civiltà rurali basate sul dono e contro-dono; puntare su dialogo e incontro per ritrovare il senso profondo della fraternità. Rivolgendosi agli oltre 3000 giovani presenti, il Presidente di Slow Food ha poi affermato: «A voi è data una grande opportunità: conciliare la scienza e le moderne tecnologie con i saperi tradizionali». In chiusura del suo discorso, Petrini ha infine elencato tre linee guida per trasformare il mondo alla deriva: far crescere l’economia verde e decrescere i consumi industriali; rafforzare la reciprocità; puntare sul dialogo e sull’incontro.

  3. Granocchiaio ha detto:

    Seguendo l’input del buon Riccardo forniamo i link diretti per leggere i vari interventi di Terra Madre, più che quelli del Salone del Gusto
    sperando di far cosa gradita

    Intervista a Francesco Panella, presidente dell’UNAAPI, al termine del Laboratorio della Terra su “Miele e api”.
    Lingua: italiano
    http://www.youtube.com/watch?v=-nAj0ErYdZU&feature=player_embedded#!

    Intervista a Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia Politica all’Università di Bologna, Adjunct Professor of International Political Economy alla Johns Hopkins University, Bologna Center e presidente dell’Agenzia per le Onlus, al termine del Laboratorio della Terra “Beni, scambi e risorse comuni”.
    Lingua: italiano

    http://www.youtube.com/watch?v=JGjTnD0tF9E&feature=player_embedded

    Intervista a Jean Michel Berho, allevatore di anatra Mulard dell’Adour. La comunità è costituita da una trentina di allevatori professionali e da una cinquantina di amatori, residenti nel dipartimento Landes, regione Aquitaine.
    Lingua: francese
    http://www.youtube.com/watch?v=Ly-K2M1eCas&feature=player_embedded

    Presentazione dello Spazio Giovani di Terra Madre, con gli incontri organizzati dallo Youth Food Movement.
    Lingue: italiano, inglese
    http://www.youtube.com/watch?v=bg_rC0mu2h4&feature=player_embedded

    Intervista della dott.ssa Cristina Bertazzoni, docente di metodologia della ricerca pedagogica presso l’Universita di Brescia, al termine del Laboratorio della Terra “Politiche Alimentari 6 – Educazione Sostenibile”.
    http://www.youtube.com/watch?v=Kb3yNKTWiqo&feature=player_embedded#!

    Terra Madre 2010, l’incontro regionale USA, con interviste allo scrittore e attivista Raj Patel e al presidente di Slow Food USA Josh Viertel.
    Lingua: inglese

    http://www.youtube.com/watch?v=sgtrMINk6TQ&feature=player_embedded

    Interviste al termine del Laboratorio della Terra “L’agricoltura familiare rifiuta gli OGM”, con gli interventi dell’attivista Nirmala Nair e di Clayton Brascoup, fondatore del Traditional Native American Farmers.
    Lingua: inglese
    http://www.youtube.com/watch?v=66BGGIDOB2Y&feature=player_embedded

    A Terra Madre 2010, l’incontro regionale Asia.
    Lingua: inglese
    http://www.terramadre.info/pagine/incontri/leggi.lasso?id=59B8729E18fa61BAB0GXY1F07411&ln=it&tp=3

    Intervista di Alastair Kenneil, produttore del documentario Pig Business.
    Lingua: inglese
    http://www.youtube.com/watch?v=3q_znf-vEiw&feature=player_embedded

    I delegati di Terra Madre 2010 rispondono alla domanda “Cos’è Terra Madre?”
    Lingua: italiano, inglese
    http://www.youtube.com/watch?v=QbaI-tsMhNk&feature=player_embedded

    Intervista di Amadou Wade, delegato senegalese della comunità dei Pescatori artigiani della Fénagie-Pêche
    Lingua: francese
    http://www.youtube.com/watch?v=jb51ujvZmJc&feature=player_embedded

    Suoni di Terra Madre, con intervista al co-direttore Azio Citi
    Lingua: italiano
    http://www.youtube.com/watch?v=b9JG_MAW3gU&feature=player_embedded

    Terra Madre e le culture indigene

    Lingua: inglese
    http://www.youtube.com/watch?v=-UJ27u0_LGo&feature=player_embedded

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