A Milano il Maremma Wine Shire

foto maremma wineshire

Il presidente della Camera di commercio di Grosseto Giovanni Lamioni, in collaborazione con Grosseto Fiere e Luca Maroni e con il sostegno di banca Etruria, ha presentato martedì sera alla città di Milano, con una cena tipica maremmana,   la seconda edizione di Maremma Wine Shire, il salone dei vini della Maremma Toscana, che si svolgerà domenica 21 e lunedì 22 novembre a “La Pelota” a Milano. È stato così sancito ufficialmente il legame tra la città di Milano e la Maremma grazie alla presenza delle autorità locali, tra cui gli assessori comunali al Capitale umano Luigi Rossi Bernardi e alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna, dei rappresentanti delle maggiori testate nazionali e delle televisioni, (Sole 24 Ore, Corriere della Sera, La Repubblica, Rai), di esponenti del mondo dello spettacolo come la regista Cinzia TH Torrini. Alla cena di presentazione, infatti, che si è svolta a palazzo
Giureconsulti, è stato servito un menù a base di specialità maremmane accompagnate dai vini locali delle aziende della provincia di Grosseto, il tutto curato dallo chef di Massa Marittima Francesco Bracali. La cena di presentazione, ideata in collaborazione con Confesercenti di Grosseto, all’interno del progetto “In punta di gusto”, fa parte di un programma di marketing territoriale, volto alla conoscenza della Maremma. “Esportare i prodotti locali fuori dei confini regionali – ha spiegato durante la cena il presidente Lamioni – significa dare luce alla nostra terra e allo stesso tempo presentarla al resto del mondo. Il senso di questa serata – ha concluso Lamioni – è far conoscere i sapori nostrani a coloro che, toccando con mano la Maremma, possano raccontarla e promuoverla” . 

Archiviato in: LE MANIFESTAZIONI

Tag:

RSSNumero commenti (7)

Lascia una risposta | Trackback URL

  1. braccagni.info ha detto:

    Ci fa davvero molto piacere questa iniziativa in favore del Parent Project, associazione che raccoglie fondi per combattere la distrofia muscolare.

    Maremma Wine Shire, il salone dei vini della Maremma Toscana che si svolgerà a Milano il  21 e 22 novembre, sostiene Parent Project Onlus.
    Durante la manifestazione, gli appassionati del buon bere potranno cogliere l’occasione di donare 5 euro in favore della ricerca sulla Distrofia muscolare di Duchenne. E ovviamente potranno degustare i vini di ben 160 espositori della provincia di Grosseto ed esplorare i prodotti di una terra che negli ultimi anni ha regalato vini di eccellenza e che vanta D.O.C.G. (Morellino di Scansano), ben sette D.O.C. (Ansonica Costa dell’Argentario, Bianco di Pitigliano, Capalbio, Montecucco, Monteregio di Massa Marittima, Parrina, Sovana).
    Maremma Wine Shire – Milano
    Domenica 21 novembre 17.30 – 22, lunedì 22 11-20
    La Pelota, via Palermo 10 (zona Brera)

  2. braccagni.info ha detto:

    Fa sempre piacere leggere “Braccagni” su giornali importanti. Ecco quanto riportato da Panorama:
    “Passione Maremma”
    “L’obiettivo è fare diventare la Maremma l’Andalusia italiana” sostiene convinto Giovanni Lamioni, presidente della Camera di Commercio i ideatore di Maremma wine shire. La fiera ha debuttato a maggio a BRACCAGNI (Grosseto) e arriva a Milano il 21 e 22 novembre.
    “L’entroterra maremmano è ancora selvaggio e incontaminato, grazie al rapporto virtuoso fra verde e cemento…
    Prima della seconda edizione di maggio 2011 a BRACCAGNI, Maremma wine shire si sposterà a Roma a gennaio.

    • mezzamestola ha detto:

      ma il Lamioni non è tra quelli che vuole costruire il polo logistico sotto montepescali ?… Alla faccia dell’andalusia… se fosse vivo Ibn Quzman, chissà che cosa dirrebbe di un simile accostamento… dopo aver deturpato il paesaggio e la vita della gente con un simile sgorbio-logistico-industriale, paragonarla alla bella e soave andalusia patria anche di un poeta indimenticabile, García Lorca .

      • roberto ha detto:

        Non so se Gianni Lamioni, Presidente della Camera di Commercio di Grosseto, vuole il Polo Logistico di Braccagni. Quello che so è che è una persona che ha davvero a cuore le sorti della Maremma, ne promuove lo sviluppo ma tende a salvaguardarne la propria identità storica, culturale e ambientale.
        Nella prima presentazione del Maremma wine shire di Milano, era entusiasta perchè l’evento si svolgeva in zona Brera. Cosa significa? Vai a rileggerti Bianciardi e lo capirai.

        • patrizio g. ha detto:

          tutti vogliono difendere la maremma, dipoende da che cosa, c’è chi vorrebbe difenderla da chi non vuole il polo logistico a braccagni perchè sarebbero persone che pensano solo al proprio orticello (come me), e c’è che la vuole difendere da chi la vorrebbe distruggere costruendoci strutture industriali-logistiche in odor di attività che con la maremma non hanno niente a che spartire…

          Ma dalla tua risposta leggo che Lamioni è contrario al polo logistico, giusto?… Perchè l’identità storica la difendiamo proteggendo gli scavi di san martino, dove vogliono costruire il polo, e la veduta del paese medioevale di montepescali, sotto cui vogliono costruire il polo (Se Lamioni conosce Biaciardi saprà che a Montepescali ha insegnato la mamma del nostro letterato più importante e di montepescali ha parlato anche Bianciardi).
          Lamioni vuole salvaguardare l’identità culturale, bene allora non può permettere che in trenta ettari attaccati ad un paese storiamente agricolo, si costruisca un polo industriale… perchè quello logistico sembra solo una parte…

          Lamioni vuole salvaguardare l’identità ambientale? allora non vuole che li si costruisca il polo.. non ci sono alternative…

          Allora ne prendo atto… e lo invito ad iscriversi al Comitato SOS Braccagni, gli diamo la tessera di socio onorario…

          se invece è a favore del Polo, allora non è vero che vuole salvaguardarne l’identità storica, culturale e ambientale.

          Il piede in due staffe almeno in maremma, terra di butteri, un si può tenere, la gente se ne accorge subito… anche se credo che sei te che glielo metti in due staffe, perchè sul tirreno tempo fa lui era allineato con marras e il sindaco, che parlavano di polo logistico necessario alla maremma.. ma sai, io non lo conosco, magari se legge e vuole replicare, spiegandop dove vuol tenere il suo piede, se nella staffa del polo che vuole la pilt o i nquella del comitato sos braccagni che quel polo non lo vuole, ci farebbe un piacere e renderebbe un servizio a tutti.

          • Nello ha detto:

            Non conosco a fondo Lamioni, ma alla presentazione del Polo in Provincia fece un discorso politico, cioè sto con il polo, ma contemporaneamente contro. Iniziò dicendo che i grossetani avevano affrontato la crisi “uscendone” meglio degli altri toscani, snocciolando cifre in merito, e questo senza risorse logistiche e per quanto riguardava la logistica l’unico problema era verso il Corsini, fra l’altro uno dei fiori all’occhiello dei gusti maremmani, in quanto molte volte dovevano fare trasbordi a Paganico in quanto molti autotrenisti non andavano a Casteldelpiano, causa strade inadeguate. Disse anche che il risultato ersa stato attenuto senza autostrade, porti, aeoroporto e ferrovia, correggendosi poi dicendo che quest’ultima c’era, ma mancano i treni…….. Concluse dicendo che però il polo logistico sarebbe stato necessario per tutti i motivi che poi dicono gli altri.
            MI sembra inoltre che la Camera di Commercio abbia una partecipazione nella PILT e Lamioni ne è Presidente da alcuni anni.

          • Ric ha detto:

            Magari il Lamioni ha semplicemente letto Bianciardi perchè lo scrittore è morto nel 1971 ovvero quasi quaranta anni fa… comunque il fatto di indicare come modello l’Andalusia alla Maremma quasi mi fa rimanere senza parole. Se lui fosse andato a leggere El Corréo de Andalucía sulla situazione economica della regione avrebbe avuto questi risultati: ad una indagine condotta dalla IESA la disocuppazione in Andalusia rappresenta per l’ 89% degli andalusi il problema maggiore, seguita al 22% dalla crisi economica, al 17% dalla insicurezza del domani e la delinquenza. Il direttore generale dell’Istituto di Studi Economici Juan Emilio Iranzo ha giudicato come “drammatica e deplorevole” la situazione che sta attraversando l’Andalusia che pone in maniera manifesta la rigidità istituzionale e gli ostacoli esistenti davanti alle attività d’impresa”. Se poi si vuole scendere sull’ambiente agricolo andaluso, paragonarlo con la Maremma è quasi un miraggio, in quanto pur avendo caratteristiche tipicamente mediterranee, l’Andalusia ha gravi carenze territoriali dovute alla desertificazione. Su ciò giocano fattori climatici estremi quali il clima caldissimo nel periodo estivo, scarsezza di precipitazioni che provocano un deficit idrico che si riflette sulle coltivazioni al limite della aridocoltura.
            Probabilmente Lamioni si riferisce all’allevamento bovino andaluso (che rappresenta il 10% del totale della penisola Iberica) che ha razze autoctone tra le quali si distacca la “Vaca marismeña” letteralmente Vacca Maremmana (!) che ha identici tratti di rusticità e vita frugale in completa assenza di allevamento stallino. Ma da lì a dipingere come modello la regione Andalusa per la nostra bellissima (sotto l’aspetto agricolo/economico/sociale) maremma ce ne corre e come!….

Lascia una risposta

Devi essere iscritto per scrivere un commento.