Polo logistico intermodale
Scritto da Fidanzi il 14-feb-2011 Totale commenti 154
Martedì 22febbraio 2011 alle ore 21.00
Via dei Garibaldini ex-Asilo Braccagni
Incontro pubblico con la cittadinanza
Saranno presenti il Sindaco di Grosseto EMILIO BONIFAZI,
esponenti politici di maggioranza ed opposizione, personalità e professionisti della società civile.
Modera il Giornalista Carlo Vellutini
Per informazioni: http://www.braccagni.net/ email: sos@braccagni.net
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«L’amministratore unico è illegittimo» Annullata la delibera dalla «Pilt Spa»
LA DELIBERA dell’assemblea dei soci della «Pilt Spa» con la quale si nominava un amministratore unico al posto del Consiglio di amministrazione è illegittima, per cui deve essere annullata. E’ quanto ha stabilito nell’udienza di ieri il giudice Vincenzo Pedone che ha accolto la richiesta avanzata dai componenti del collegio sindacale della stessa società assistiti dall’avvocato Silvia Muratori secondi i quali, appunto, la decisione ratificata dai soci durante l’assemblea del 7 marzo 2011 aveva violato una norma dello statuto della Spa, più precisamente le previsioni dell’articolo 20 che affidava l’amministrazione della società al consiglio di amministrazione (che avrebbe potuto essere composto da un minimo di tre a un massimo di cinque elementi) e non, invece, come avrebbe comportato la delibera poi impugnata, ad un organo monocratico come sarebbe stato l’amministratore unico.
La «Pilt Spa» è la società che deve seguire la realizzazione del Polo logistico di Braccagni, progetto che stenta ancora a decollare e che non trova consensi unanimi, e nel marzo dello scorso anno i soci furono costretti a riunirsi in seguito alle dimissioni anticipate di alcuni componenti del Cda e da quell’assemblea uscì la decisione di nominare un amministratore unico e di affidargli la gestione della società. Ma per arrivare a una gestione del genere sarebbe stato necessario modificare in precedenza lo statuto, passaggio che — invece — non ci fu. Inoltre, ha evidenziato il collegio sindacale, la delibera era viziata anche da un altro aspetto: l’argomento non era stato inserito all’ordine del giorno.
E LE PERPLESSITÀ dei componenti del collegio sindacale non si fermano qui. Il 19 marzo del 2011, infatti, furono loro a presentare un ricorso al Tribunale lamentando «l’atteggiamento gravemente omissivo assunto dall’organo amministrativo in relazione alle numerose richieste e solleciti di consultare i libri sociali e visionare la contabilità aziendale». In pratica, sosteneva il collegio sindacale, era impossibile svolgere le funzioni di controllo legale e di revisione contabile perché la documentazione della società non era stata messa a disposizione. Anche in questo caso i giudici (Pedone, Ottati e Conte) hanno dato ragione ai ricorrenti riscontrando «una situazione di impossibilità a compiere il mandato, risultando impossibile escludere la sussistenza di gravi irregolarità nella gestione societari». Da qui la decisione del Tribunale di nominare un perito con il compito di effettuare un’ispezione sui libri sociali e contabili della «Pilt». L’accertamento è ancora in fase di svolgimento.
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
Web http://www.provincia.grosseto.it e-mail urp@provincia.grosseto.it
2012-06-15
Questa notizia rafforza in me la convinzione che “questo polo-logistico ‘un s’ha d’affare!”.
Alez dice cose giuste se… c’è un se, infatti il polo agroalimentare da fare a braccagni, zona madonnino, è cosa prevista nel piano strutturale da quasi un decennio, quindi ben venga, al madonnino dove la legge lo prevede, se invece Alex pensa di farlo attaccato al paese, dove voleva farlo la PILT, quella che dopo tre giorni dall’adozione del regolamento urbanistico violava il suo stesso regolamento interno, e per questo oggi è stata condannata dai giudici di grosseto, allora deve leggere e studiare un pò prima di esprimere giudizi avventati, soprattutto le leggi e i pareri della regione, della provincia, dell’autorità di bacino, dei vigili urbani e del comitato sos braccagni net. dopo se ne riparla perchè non si può parlar di cose serie senza essere seriamente informati, altrimenti si confondono le idee a tutti e si fa brutta figura, quindi Alex chiarisca il possibile equivoco per favore, su cui i politici fino ad oggi hanno giocato per confondere la gente, o lasci che di queste cose ne parli chi se ne intende.
“Più Made in Maremma nei supermercati”
Torna a parlare il nostro lettore che si firma “Alex”. Riparte da dove era arrivato qualche giorno fa, e cioè dalla promozione dei prodotti locali nei supermercati, invece di pensare a “boicottare a prescindere” i nuovi punti vendita…. Riceviamo e pubblichiamo, ringraziando ancora Alex per le sue interessanti osservazioni.
Grosseto: “C´é da ammettere che é alquanto frustrante vedere conoscenti, amici, parenti dedicare anima, cuore e corpo all´agricoltura per migliorare sempre di piú la qualitá dei loro prodotti e vedere il loro lavoro divenire inutile in quanto nei supermercati in piena stagione estiva vi sono cocomeri dalla Turchia, pesche ed albicocche dall´Argentina, pomodori dal Marocco o magari a Settembre l´uva da Sudafrica o Australia – scrive Alex – Con tutto il rispetto per quei paesi, ma la cosa é un boccone amarissimo per i produttori della zona da dover ingoiare. Ci sono grandissime pubblicitá sulla Maremma riguardante il fatto che é il primo distretto agricolo Europeo e l´altissima qualitá (che lo é veramente) dei suoi prodotti ma tutto ció é inutile quando nei supermercati si trova un panorama diverso e questi prodotti tanto pubblicizzati sembrano divenuti una raritá. I prodotti locali dovrebbero trovare la prioritá negli scaffali dei supermercati, perché per quanto si possa incentivare l´esportazione, ma é doveroso che anche a livello locale i prodotti trovino una collocazione di primo piano.
Ci vuole anche una reazione a livello commerciale, diventare attivi.
Il Polo Logistico di Braccagni deve essere realitzzato con la funzione di lanciare l´agricoltura maremmana, diventare un centro di smistamento dei prodotti agricoli locali, di tutta la Maremma, da Rosignano a Tarquinia, per i commerci verso i supermercati sia locali che al di fuori e perché no, magari anche Europei. Dovrá inoltre servire come centro di trasporto dei prodotti da destinare alla trasformazione per i vari stabilimenti al di fuori della Maremma. Non sono gli altri che devono prendere, ma é la Maremma a portare. Questo polo logistico di Braccagni deve avere funzione di essere un punto di riferimento centrale di tutte le aziende locali, dalle piú piccole alle piú grandi. Allora si che si puó dire che il polo agroalimentare é divenuto realtá, ma ci vuole una cooperazione di tutte le imprese, una unione, non piú individualitá e guerre fra i piccoli, ma una cooperazione, come giá stá accadendo con le imprese maremmane che stanno prendendo parte alle iniziative di Grosseto Export”.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 11 Giugno 2012 09:09)
MaremmaNews 11 06 2012
Leggendo l’articolo scritto con il nobile intento di valorizzare i prodotti del nostro territorio trovo l’indicazione che dovrebbe essere il Polo Logistico di Braccagni a lanciare l’agricoltura maremmana. Senza peraltro citare cifre di produzioni e di flussi che dovrebbero interessare la struttura.
Credo che se invece l’attenzione venisse volta a cosa e come viene proposta la nostra produzione, in particolare da parte della Grande Distribuzione, forse sapremo meglio come affrontare il problema.
Voglio segnalare un fatto credo indicativo del modo della preparazione e degli indirizzi di queste strutture.
Mi reco al reparto macelleria di un (molto) grande supermercato grossetano e al banco riservato al contatto diretto con il pubblico, penso per avere un più diretto rapporto con noi, chiedo se posso avere della carne di Maremmana. La signora resta interdetta, pare non capire e allora preciso che intendo dire di “bestia Maremmana”, quella con le grandi corna che penso anche lei conoscerà come simbolo del nostro territorio. La signora chiede un attimo di permesso e si reca all’interno del reparto per consultarsi con i superiori. Dopo poco ritorno e mi annuncia, quasi trionfante, che hanno della carne di Chianina, però allevata in Maremma, quindi si può dire “Maremmana”. Io non ho saputo se ridere o mettermi a piangere, o incazzarmi perché forse mi volevano prendere per il c..o.
Poi, pensando alla mia salute, al fatto che non mi devo arrabbiare troppo, ho detto: no grazie signora lasci perdere. Lei mi è parsa un po’ delusa della mia reazione.
Io credo che finchè la grande, ma anche la piccola, distribuzione si comporta così con uno dei prodotti più identificativi del nostro territorio è inutile andare a cercare fantasmi.
Quello che ha scritto Alex poteva andare bene (in un paese normale) fino a dieci anni fà; adesso lo strapotere della grande distribuzione è così totalizzante che come spieghi bene te con il tuo aneddoto, oramai noi consumatori ci illudiamo di andare al supermercato a “scegliere” i prodotti che ci pare (vado lì perchè c’è tutto) invece si prende quello che vuole qualche manager che ha fatto i “suoi” conti e che delle nostre preferenze culinarie se ne sbatte, alla grande.
Inoltre il polo logistico che era stato immaginato Braccagni avrebbe peggiorato la questione, infatti vi era prevista la dogana che, magia-magia, avrebbe consentito alle ditte trasformatrici e spedizionere di far arrivare i prodotti dalla qualunque e trasformarli in “made in Maremma” con tutte le garanzie di legge!
Insomma, c’abbiamo il naso già forato, farci passà un anello è un attimo, se non si sta attenti.
Penso che il Signor Alex, che mi sembra molto informato sui prodotti ed in particolare sula qualità del made in Maremma, si debba informare meglio su quello che e (era?) il Polo Logistico di Braccagni. Il Granocchiaio ha portato un aneddoto, Mezzolitro accenna alla Dogana prevista, io dico quello che un rappresentante legato alla GDO espresse in un incontro ristretto con alcuni componenti del Comitato “sos braccagni.net”. In breve disse che il Polo Logistico sarebbe stata una risorsa perchè potevamo sfruttare il porto di Piombino per far arrivare i prodotti, al che, l’attuale pPresidente del Comitato sbottò: bene così non avremmo più i pomodori di Pachino, ma quelli di Pechino. Il Dirigente non rispose.
Poi solo per erudire Alex, mi sai dire cosa ha a che fare L’Agrideco, socia della PILT, con la filiera agroalimentare maremmana? A parte il nome che ti può aver ingannato è una società di smaltimento rifiuti a meno che tu non consideri da buttare i nostri prodotti. In parole povere il Polo che vogliono (volevano?) fare a Braccagni non ha niente a che vedere con l’agroalimentare e fra i soci promotori c’era forse un pò di legame nella Camera di Commercio (mi sembra al 5%, ma potrei sbagliarmi), non c’era traccia fra i soci di GDO e conferdazioni di categoria; non è che loro sì vorrebbero un polo ma tutto diverso da quello prospettato a Braccagni. Ricordo comunque ad Alex che da qualche tempo, in piena campagna Polo sì Polo no,l’Ortofrutta (che da anni lavora in zona prodotti ortofrutticoli provenienti dall’area che tu mezioni, cioè la Maremma indicata da Dante , da Cecina a Corneto) ha progettato e successivamente impiantato il suo nuovo stabilimento non tenendo conto del Polo logistico di Braccagni, ma al Madonnino e nela pubblicità all’opera spiccava in primo piano la foto del progetto con tanto di piattaforme logistiche proprie. Nelle stesse condizioni, cioè com piattaforme logistiche proprie, ci sono al Madonnino due vecchie realtà dell’agroalimentare locale, il famoso a tutti i livelli OL.MA e la ex CONVIMA, ora Chiantigiane; e dal 2009 la Certifild (mi sembra che sia la dizione giusta) nata da OL.MA e Montalbano per la commercializzazione internazionale del nostro ( e di altri) oli.
Come vedi, caro Alex, chi vuole ha provveduto e, guarda caso in una zona dove lì veramente era previsto un Polo Agroalimentare con logistica e non un polo logistico (cosa ben differente). E come vedi a oggi,lì, la GDO non è presente (si parla di Consorzio Agrario ed anche se si possono trovare nei suoi market prodotti alimentari, non si può paragonare a COOP, CONAD, PAM etc.).
Granocchiaio, resposnsabile del blog, giustamente tesse le lodi ad Alex,io sono un maremmano e oggi ho risposto sparando anche stupidate agli occhi di molti, ma io sono abituato a partecipare alle discussioni via web scrivendo e mettendoci la faccia, non lo faccio per interposta persona, da domani sarei grato ad Alex, che chiaramente non conosco e non mi interessa se sia uno pseudonimo o il nome vero, che scrivere direttamente è facile, anche se può dar noia il primo incontro con richiesta di certe informazioni. Per cui se vuole partecipare a discussioni con me sarà il caso che lo faccia in forma diretta. Grazie
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Il polo agroalimentare mette radici a Rispescia
Il centro sta prendendo forma all’ex Enaoli dove si candida a diventare un punto di riferimento a livello nazionale. L’assessore Rossi: «Pronto il gruppo di lavoro»
Un centro per lo sviluppo dell’agroalimentare in Maremma si farà e, con tutta probabilità, sarà la sede dell’ex Enaoli di Rispescia ad ospitarlo, con l’Azienda regionale di Alberese futuro ente capofila nella direzione della struttura. A spiegarlo è stato l’assessore provinciale all’agricoltura, Enzo Rossi, durante la presentazione dei risultati scientifici del Centro ricerche strumenti biotecnici Crisba di Grosseto all’Istituto Agrario Leopoldo di Lorena. Una spinta alla soluzione – su una questione che ha creato in passato qualche discussione di troppo – venne data lo scorso anno dal governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, quando giunse a Grosseto per sostenere la candidatura a sindaco di Emilio Bonifazi e in merito propose l’idea di un polo di sviluppo agroalimentare in provincia. «Da tempo – dice l’assessore – stavamo pensando concretamente di individuare un’area nella provincia di Grosseto dove collocare un centro di riferimento nazionale per l’agroalimentare e questo finalmente sta diventando realtà. Un gruppo di lavoro della Provincia, di concerto con la Regione Toscana, sta infatti elaborando il relativo progetto». In questo periodo, insomma, si stanno muovendo i primi “concreti” passi per l’avvio vero e proprio del progetto. Il gruppo di lavoro è costituito da due dirigenti dell’ente locale, Fabio Fabbri – dipartimento sviluppo rurale – e da Alessandro Lombrano – dipartimento sviluppo sostenibile – che lavoreranno al progetto insieme ai colleghi della Regione. Non è ancora possibile conoscere i tempi per la realizzazione dell’innovativo polo – che si candida a diventare un punto di riferimento per le imprese locali e non – ma è certo che l’annosa questione, nelle intenzioni dei promotori, si risolverà e l’individuazione della sede dell’ex Enaoli, da sempre laboratorio di pratiche sullo sviluppo sostenibile, sembra la più giusta. Anche per dare una svolta definitiva all’agricoltura locale che, stando sempre alle parole dell’assessore, «deve essere sostenuta e valorizzata continuamente, in una terra che vive di agroalimentare». Da parte sua la Provincia sponsorizza in maniera molto convinta l’idea. «Si tratta di un progetto – conclude Rossi – che è parte di un iter la cui conclusione avverrà con l’approvazione, come prevede la legge, da parte della Giunta regionale».
IL TIRRENO 05 06 2012
Tutto ok, è solo un modo pè buttà i soldi in un carrozzone che dovrebbe(!?) dì alle aziende del settore che-come-dove produrre e come-dove vendere le produzioni.
Un’altra fabbrica di fumo senza arrosto.
In un primo momento era stata prevista a Braccagni, poi preferirono aggiungere la parola LOGISTICO che lo faceva diventà tutt’altra fava…
è risaputo che sono un tipo abbastanza slow
stavolta sono talemnte slow che non arrivo proprio……………….a capire
c’è qualcuno disponibile a fare il punto (chiaro) della situazione?
Ti ricordi quella presentazione che ci fecero alla sala Pegaso in provincia su di un polo agroalimentare a Braccagni?
Quello.
Che dire, non c’è niente di meglio che creare confusione così i nostri politicanti possono fare e disfare rimanendo lindi e puri (si fa per dire) per la prossima tornata.
Nel luglio 2010, come ricorda Mezzolitro, in sala Pegaso fu presentato il polo agroalimentare per la provincia di Grosseto, dove fra le altre cose, a dir la verità pochi capannoni (sistema modulare su due ettari con possibilità di espandersi),era previsto un laboratorio per la certificazione dell’eccellenze, per questo motivo fu indicato Braccagni a fronte di altre proposte (ad es. il Casone già sede di industria chimica che poco si confaceva con l’agroalimentare). Nello stesso periodo, o meglio anche in precedenza, si parlava in un centro per l’eccellenza ad Alberese. In occasione dell’ultima fiera del Madonnino addirittura fu fatta una presentazione in pompa magna, ed io in verità capii che tale centro sarebbe nato nell’azienda regionale. Ieri sul Tirreno viene fuori l’ex ENAOLI, niente da dire per carità, sarebbe anche un posto ideale, ma….. Ma lì c’è la sede universitaria di infermieristica, c’è già la sede di LegaAmbiente (con relativa festa agostana) ora ci si vuole mettere anche il Centro d’eccellenza, è vero che l’ambiente è grande,ma mi sembra che ci sia già molta acqua al fuoco.
Ergo si parla tanto, si fanno conferenze, e poi non se ne fa di nulla, chiaramente per colpa di altri.
Un pò come il Polo Logistico dove a fronte delle primissime rimostranze, anche qui riportate, dei primi contrari (ancora aveva da nascere il nostro Comitato), sul rischio idraulico (dirrei meglio idrogeologico, ma visti i dubbi espressi la settimana scorsa all’assemblea in merito meglio lasciar paerdere)si viene ancora oggi disconosciuti, dicendo che per quel motivo e solo per quello la Regione ha imposto lo stop. Vedi logica politica, lo sbaglio non va riconosciuto, ma solo subito da organi superiori……..
Piuttosto, come mi suggerisce un amico lontano (in esilio al Sud…), “perchè il Sindaco non prende coraggio e chiede a quelli che hanno i capannoni nella zona pip attaccata a Braccagni, vi do stessa area al Madonnino senza farvi pagare oneri di urbanizzazione, in cambio l’attuale area artigianle PiP di Braccagni la trasformano in area edificabile con possibilità di farci villette a schiera (magari cò una piazza, aggiungo io…), con giardini, ecct…. così incentivano a spostare i capannoni o a distruggerli del tutto, in cambio di un’area urbanizzabile e quindi con margini di guadagno per i proprietari dei capannoni, tutto senza forzature, chi ci sta lo fa altrimenti rimane dove è?”
Magari è irrealizzabile, però a me mi garba parecchio questa ideuzza…
E’ vero che la Lega ha subito un tracollo, ma se per arrivare a queste conclusioni ti occorre l’imbiffata da un “sudista” sei alla frutta. Ti vanti di essere stato presente al forum della partecipazione urbanistica,allo scopo t’eri impegnato a testimoniare che non si era parlato assolutamente di polo, se non per un “non sappiamo niente” ad una domanda rivolta da un braccagnino acquistato (anche lui sudista….è di Grosseto). Quello che richiedi era nella domanda. Andrea chiese su dove doveva sorgere questo polo, se a nord o a sud del paese;alle risposta evasiva, cui ho accennato, rimandò dicendo che era una cosa importante avere la certezza, perchè su questa si sarebbe svolto con più precisione il forum, in quanto da essa dipendeva lo sviluppo del paese.
Fatta questa premessa, dico che tutto è fattibile, ma ci sono dei piccoli grossi problemi.
Il più è vedere l’applicazione della nuova legge 145, se come e cosa si può fare nell’area (ti ricordo che una delle ragioni del no della Regione al polo era legato rischio idraulico), dopo bisogna convincere gli artigiani (ricorda che c’è un ristorante e alcune attività commerciali nei capannoni), ma soprattutto il Comune che non ha lacrime per piangere dova trova il dinero per rifarglieli al Madonnino (per la demolizione non ci sono problemi, la metterebbe nell’urbanizzazione a carico dei costruttori). Trovato poi l’accordo fra i più dovrà, penso visto le conoscenze che ho avuto “divertendomi” nel Comitato SOS Braccagni.net, fare una nuova variante al piano strutturale o regolatore (come vedi ancora sono alla PEP, piccola enciclopedia popolare). Ecco forse, se davvero creasse interesse la tua proposta, questa sarebbe la strada percorribile, in fondo l’unica stonatura vera, sarebbe l’attività del Menghini, in particolare la presenza di macchine operatrici (camion, trattori etc) che intaserebbero un pò il tuo mondo fantastico (il resto, come tutto è recuperabile e molto probabilmente anche stando così la zona, un pensierino al miglioramento viario c’avrà pensato anche l’amico Franco, o meglio i suoi figli)
La Regione boccia il polo di Braccagni e le nuove case
GROSSETO Gli uffici comunali hanno terminato il lavoro sulle osservazioni al regolamento urbanistico, il Comune si prepara ad accogliere la maggior parte delle osservazioni della Regione, per evitare il blocco del regolamento stesso, ma ancora l’approvazione definitiva tarda ad arrivare. Dall’11 aprile scorso le osservazioni al regolamento urbanistico, con le controdeduzioni degli uffici, sono sulla scrivania del sindaco Bonifazi, ma ancora non è stato dato il via libera, al presidente della IV commissione Lorenzo Mascagni, per convocare la commissione e iniziare l’esame del lavoro fatto dagli uffici prima di portare tutto in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. È il primo dato che emerge dopo l’incontro di venerdì tra l’opposizione di centrodestra, il sindaco Bonifazi, che è anche assessore all’Urbanistica, il progettista del regolamento, l’architetto Gianfranco Gorelli e il dirigente dell’urbanistica Marco De Bianchi. «I tecnici incaricati – spiega il capogruppo del Buongoverno Luigi Colomba – hanno completato il lavoro accogliendo completamente 334 osservazioni, parzialmente 394, respingendone 395 e dichiarandone inammissibili 22». Ma Colomba rileva anche che «Dall’esposizione del sindaco e dei tecnici è scaturito che le osservazioni regionali devono essere accolte in grandissima parte se si vuole scongiurare il “commissariamento del Comune” da parte della Commissione Paritetica Interistituzionale, con ulteriori insopportabili ritardi nell’approvazione del regolamento urbanistico». Insomma, alla fine quelle osservazioni, che erano state bollate come di routine proprio dal sindaco, in realtà si sono dimostrate piuttosto efficaci se, a quanto pare, l’indirizzo dato è quello di accoglierne la gran parte, per evitare un contenzioso con la Regione davanti alla Commissione paritetica. A essere colpite saranno previsioni come quella del tanto discusso polo logistico di Braccagni per il quale «le osservazioni regionali sono tali – dice Colomba – che ne mostrano forse l’inutilità e comunque l’esigenza di circoscriverlo all’area Pip, a nord della frazione», ma saranno tagliate anche le previsioni abitative, perché «seguendo le prescrizioni regionali – dice ancora Colomba – non si possono mantenere le previsioni residenziali che comportano ampliamento del perimetro urbano, e dunque consumo di nuovo suolo, ma occorre favorire tutti gli interventi di recupero e di ricucitura», e altri tagli colpiranno le previsioin commerciali di grande e media distribuzione, così come «in questa logica – dice Colomba – bisogna cancellare le previsioni di nuovi insediamenti produttivi, osteggiati dalla Regione, per non pregiudicare la conclusione di quelli avviati, come l’ampliamento del Pip Nord, S. Martino, Aurelia Nord e Dirudino».
Enrico Pizzi
Il Tirreno 20 05 2012
Come componente del Comitato SOS Braccagni.net mi sento in dovere di aggiustare un pò il tiro sulle dichiarazioni di Colomba. Chiaramente lui da opposizione va a calcare la mano sul fatto che la Regione (centrosinistra) ha fatto delle osservazioni che in pratica impongono al Comune (anch’esso di centrosinistra)una clamorosa marcia indietro. Mi dispiace che Colomba non faccia riferimento al lavoro del Comitato, perchè le osservazioni della Regione (stando a quanto riportato tempo addietro dalla stampa) ricalcano in pieno le posizioni esposte fin dai primissimi tempi quando ci mettemmo in moto (inutilità e cementificazione abnorme).
Comunque quanto sopra mi era stato esposto dallo stesso Bonifazi il 10 Maggio, in occasione della presentazione del libro del Granocchiaio,ma mi lasciò perplesso la dichiarazione sull’eventuale mini polo agro-alimentare, non tanto per la sua posizione (nell’area negli anni scorsi c’era già attività agroalimentare) quanto per le leggi regionali (art. 142 lg 61/11, e ora aggiornato con la legge 145): penso che i 20 milioni previsti per la messa in sicurezza idraulica per l’area (progetto polo logistico) siano ancora necessari e non credo che, almeno per alcuni anni vista la crisi, non ci siano investitori disposti a rischiare su un opera che egualia in pratica tale spesa.
21 apr 2012
Braccagni – Associazione Il Futuro della Maremma – Tavola Rotonda
La Maremma verso il polo d’eccellenza agro-alimentare
ore 15 – Area fieristica del Madonnino
In occasione della 34esima edizione della Fiera del Madonnino, l’Associazione culturale “Il Futuro della Maremma”, con il patrocinio e la collaborazione della Provincia di Grosseto e del Comune di Grosseto organizza una tavola rotonda dal titolo “La Maremma verso il polo d’eccellenza agro-alimentare”, sabato 21 aprile 2012 alle ore 15 (Fiera del Madonnino-Braccagni).
Partendo dal presupposto che l’associazione è formata esclusivamente da giovani e il suo scopo è quello di promuovere azioni al fine di accrescere e valorizzare il nostro territorio e le sue eccellenze, è apparsa importante la necessità di trattare il progetto del polo d’eccellenza agro-alimentare ad Alberese, che tanto è stato ed è ancora oggi al centro di molte discussioni.
Da qui parte l’obiettivo dell’evento: proporre ai cittadini della provincia di Grosseto un incontro pubblico a cui possono assistere e intervenire liberamente al fine di dibattere realmente le opportunità, i vantaggi e l’utilità che un polo agro-alimentare può avere sul nostro territorio.
Portale della Provincia di Grosseto
metto anche qui questo articolo perchè mi pare ci sia una certa attinenza
E’ vero c’è molta attinenza, ma come al solito, leggendo l’avviso, molta confusione. Come fanno notare i promotori dell’incontro si parla da tempo di polo agro-alimentare d’eccellenza all’Alberese, polo questo sì sollecitato dalla Regione, nè parlò con enfasi in campagna elettorale 2010 il futuro assessore regionale Salvadori sia al Parco che, poco dopo, qui a Braccagni. Anche se è scontato, mi domando che senso ha fare il polo d’eccellenza ( che altri non è che un laboratorio di valutazione dei prodotti)nel Parco e contemporaneamente proporre un polo agro-alimentare a Braccagni? Notate che quando i favorevoli volevano imporci il progetto PILT allo Spiga (è lo stesso periodo della campagna elettorale) fra le altre cose scartavano a priori l’ipotesi Casone in quanto area fortemente industriale (chimica in particolare) che non poteva essere associata all’agroalimentare ed in particolare al laboratorio di controllo prodotti ,non so quale sigla usare ma chiamamoli per attinenza ai vini, DOC della Maremma. Se questo benedetto polo verrà fatto il laboratorio sarà qui, oppure si fanno ulteriori movimenti per portare il prodotto a Braccagni, prendere i campioni , portarli all’Alberese e poi dare il via libera alla logistica? E’ vero siamo in Maremma, ma siamo italiani per cui ” pur di risparmaire non si guarda a spese”
Bravo Nello! C’hai preso in pieno! Aggiungerei anche un bel “complicazione affari semplici”, perchè voler fare per forza il polo-logistico al podere Spiga, appiccicato al paese invece che al Madonnino dove c’è già una zona industriale già attrezzata e IN SICUREZZA IDRAULICA…
Ma a quale sicurezza idraulica ti riferisci, visto che sul RU, nonostante gli otto milioni (soli?) di soldi pubblici spesi, e tuttora considerata “area ad alto rischio”, in pratica peggio che nel 2004?
Che ti devo dì, vorrei tanto conosce il funzionario (della Regione? Della Provincia? Del Comune? Forse di Marte…) che ha pasticciato col rosa sulle carte dedicate al rischio idraulico del comune di Grosseto; forse, a pensacci un pò, è meglio di no.
La cosa più bella è il rimbalzo di responsabilità tra Comune e Provincia. Il Comune ha sempre detto, in via più o meno formale, che era la Provincia a volere il Polo allo Spiga. La Provincia ha sempre premuto sull’acceleratore parlando della necessità della ferrovia, anche se poi in pubblico, va dato atto che Leonardo Marras si è sempre difeso dal fatto che con il Comitato non ha mai voluto il confronto perché la localizzazione non sarebbe stato compito suo”! Ora delle due l’una. O tutti hanno finalmente capito che la soluzione migliore è il Madonnino e se ciò dovesse divenire definitivo sarebbe una grande vittoria del Comitato che ha fatto capire in tutti i modi il perché della sua contrarietà allo Spiga ed il suo favore al Madonnino. Oppure tutti volevano il Madonnino e chi ha previsto lo spostamento (tecnico o politico che sia) non ci avevano capito nulla. Siccome la seconda la vedo poco probabile, io credo che alla fine il privato che voleva per forza investire sullo Spiga (la Pilt) non abbia più questo interesse (mi sembra che tutto sommato il indaco e l’ex assessore Canuti furono chiari sul fatto che la richiesta di spostamento era giunta da un privato) e la politica è tornata a prevedere l’infrastruttura laddove riteneva giusto che dovesse stare. Se così fosse, però, mi preoccuperebbe di molto il fatto che un privato abbia potuto condizionare una scelta che, invece, incideva sull’interesse di un’intera comunità. Spero che non sia così…ma in questo Paese non mi meraviglio più di nulla!!!
Benissimo, ma mi domando cosa c’è dietro? Il PTC è antecedente all’adozione del RU e in quell’occasione la Provincia non prese una posizione netta, diceva più o meno che erano problemi prettamente comunali, a lei bastava che venisse fatto. Ora invece di nuovo allineati al Madonnino. Penso che chi come me fa parte del Comitato “sos braccagni.net” sarà contento se ciò avvenisse, ma come la Camusso sulla nuova forma dell’art.18, io aspetto a leggere le carte definitive.
Polo logistico e trasformazione Cav-Rta È scontro tra Provincia e Comune
NON C’È PACE per il Regolamento urbanistico del Comune di Grosseto in via d’approvazione.
Dopo le pesanti osservazioni della Regione, che di fatto aveva accusato l’Amministrazione di un uso eccessivo di suolo (con questo primo Regolamento verrebbe già occupato il 75% del suolo previsto dall’intero Piano strutturale), ora arrivano anche quelle della Provincia, che praticamente stoppa il Comune capoluogo sia sulla possibilità di convertire in unità residenziali almeno il 30% di Cav e Rta, sia sulla possibilità di realizzare il Polo logistico e intermodale a nord di Braccagni, che al contrario per la Provincia deve sorgere al Madonnino, ovvero in quella che tanti anni fa era la sua destinazione originaria. A dire il vero per quanto riguarda le Cav e le Rta, la Provincia va contro non solo al Comune ma anche alla Regione, che nelle sue osservazioni prevede questa possibilità. La Regione consente infatti, sia nelle zone urbane che nel territorio aperto, di cambiare la destinazione da uso turistico-ricettivo a residenziale delle strutture Rta e Cav ma «la funzionalità strategica di tali interventi deve essere adeguatamente valutata sotto il profilo paesistico, ambientale, culturale, economico e sociale e la loro sostenibilità dovrà essere verificata puntualmente rispetto alle risorse disponibili sul territorio e rispetto al contesto paesaggistico di riferimento.
È quindi necessario verificare la sostenibilità dei cambi d’uso previsti».
INSOMMA la Regione dice che si può cambiare, ma con giudizio. Invece stante alle osservazioni della Provincia tutto questo non è possibile. «Occorre modificare la norma — si legge nell’osservazione — non ammettendo la modifica della destinazione d’uso da turistico-ricettiva (Rta e Cav) a residenziale delle strutture ottenute dalla trasformazione del patrimonio edilizio con destinazione agricola ricadenti nel territorio aperto in area ad esclusiva funzione agricola così come individuata dal Piano strutturale sulla base del Ptc allora vigente. Ptc che inibiva in tali zone il riuso del patrimonio edilizio esistente per nuova residenza a soggetti diversi dall’imprenditore agricolo, fatti salvi gli edifici mai utilizzati a fini agricoli».
ANCORA più pesante l’osservazione della Provincia sul Polo intermodale logistico, Nel Ptc tra i capisaldi della mobilità è riportato il Centro intermodale merci, localizzato in località Braccagni-Madonnino. «Il Ptc — recita l’osservazione della Provincia — indica che il programma di sviluppo integrato industriale e infrastrutturale sarà incentrato sul nuovo centro intermodale del Madonnino, in corrispondenza del quale saranno incentivate le localizzazioni di attività produttive innovative, integrate da sistemi collettivi di servizi alle imprese. Pertanto occorre prevedere l’area di trasformazione all’interno dell’Utoe n.10 di Braccagni nel rispetto di quanto disposto dal Ptc, tenuto conto che si tratta di una previsione che riveste un ruolo strategico a supporto dello sviluppo territoriale provinciale».
LA NAZIONE 05 04 2012