Lutti nel mondo delle tradizioni popolari

La scomparsa di Elidio Benelli, Edo Pettorali e Luciano Falciani.

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  1. sentinella ha detto:

    La scomparsa di Elidio Benelli, Edo Pettorali e Luciano Falciani
    LUTTI NEL MONDO DELLE TRADIZIONI

    Elidio Benelli
    La Maremma, si sa, è terra di tradizioni popolari. Ma non quelle fatte ad uso e consumo del turista di passaggio, ma di quelle espressioni vere, autentiche, che si tramandano di generazione in generazione, come il “maggio” e l’ottava rima.
    Tutto ciò da vita a dei personaggi che solo questa terra è in grado di produrre, e che diventano dei veri e propri simboli di una identità, e la cui scomparsa, ogni volta che avviene, ci riempie di tristezza. E’ successo così per il decano dei cantastorie Eugenio Bargagli, è successo per la scomparsa del poeta estemporaneo Elidio Benelli, avvenuta il 4 maggio 2010 all’età di 89 anni. 89 anni. Tanti, si dirà. Ma l’età non gli impediva di essere sempre sulla breccia. In particolare con Mauro Chechi e la Lipe di Elino Rossi portava la nostra tradizione dell’improvvisar cantando a giro per l’Italia con l’entusiasmo di un giovanetto.
    Era piacevole intrattenersi a parlare con lui, e soprattutto ascoltarlo mentre cantava. La sua figura, il suo modo di porsi, la sua melodia, ci riportava ai grandi poeti dell’ottocento: attento, acuto, mai volgare.
    Di poeti in ottava ne abbiamo incontrati tanti. Alcuni tendono a chiudersi, a non trasmettere il loro sapere, la loro arte. Elidio, e con lui ci mettiamo anche il nostro grande amico, il fratello Francesco Benelli, sono fatti di una pasta diversa. Gli piace tramandare, che quanto da loro portato avanti per una vita con passione possa continuare attraverso i giovani.
    Grazie Elidio, gran bella persona e condoglianze alla famiglia, in particolare al fratello Francesco al quale siamo particolarmente vicini.

    Lassù nell’alto si può ben sperare
    Che ci sia spazio per ogni pianeta
    Dove un giorno poi si può trovare
    Ogni scomparso lontano poeta
    Come Benelli Elidio che scompare
    E che ha raggiunto oggi la sua meta
    Ed è salito del Parnaso in cima
    Addio maestro dell’ottava rima.
    Elino Rossi (Presidente Lipe)

    Ricordavi la stalla ed il fienile
    Pianure colli e case maremmane
    Dove giunge il profumo nel cortile
    Dal forno dove è stato cotto il pane
    Dove discende giù dal campanile
    Il dolce e grave suono di campane
    Dove si attinge l’acqua con la brocca
    E il bimbo ascolta, guarda e si balocca.

    Questo nei versi di una filastrocca
    Appoggiato ai ricordi oggi cantavi
    Quando giungeva dalla vecchia rocca
    Un’eco della voce dei tuoi avi
    Così senza il sorriso sulla bocca
    Un ultimo contrasto l’affrontavi
    Con il destino che non ti lasciava
    Un po’ di spazio per un’altra ottava.
    Mauro Chechi

    Edo Pettorali
    Con Edo c’è sempre stato un rapporto particolare. Il nostro Gruppo all’inizio degli anni novanta aveva tanti sogni e tanta voglia di fare. Ci piaceva soprattutto il “maggio”, ma c’era da costruire tutto: trovare i componenti della squadra, i suonatori e soprattutto il poeta.
    Scoprimmo Edo Pettorali seguendo il giovane (allora) Sergio Cinci. A quel tempo (intorno al 1993) il Cinci cantava nella squadra del Pettorali, poi le loro strade si divisero e le nostre si incontrarono.
    Ed è stato un incontro felice. Con Edo Pettorali abbiamo condiviso “maggi”, ribotte, bellissime trasferte come quella sull’Appennino a Riolunato. Lui sempre accompagnato dall’inseparabile moglie Assuntina.
    Ci piaceva Edo, per la sua figura retta, fiera, perché impersonificava la tradizione; sicuramente il formarsi di nuovi poeti, come Enrico Rustici, devono a lui qualcosa.
    Poi gli acciacchi, la malattia, il progressivo ritirarsi nel podere Aronne nei dintorni di Massa Marittima.
    Di lui ci rimarranno tanti ricordi, nonché la sua voce nella musicassetta con la registrazione della Festa del 1’ Maggio 1998, proprio mentre presenta la squadra di Braccagni, e chi ci piace rammentare:
    “Siamo di Maggio amici miei ci provo
    una squadra la devo presentare
    di amici qui a Braccagni ce n’ho un covo
    e quindi io li vengo a ringraziare;
    si questa festa vorrei dir rinnovo
    è bella e la si deve festeggiare
    con poche parole e pochi lagni
    or vi presento la squadra di Braccagni”

    Il continuo fluire del tempo potrà incidere sulla persistenza del “maggio” e sulle nostre tradizioni, ma non sui nostri ricordi legati a stagioni indimenticabili.
    (Edo Pettorali è morto il 16 giugno 2010 all’età di 76 anni. Condoglianze alla moglie Assuntina e ai figli Gregorio e Stefano)

    Luciano Falciani
    Sapevamo che Luciano Falciani ed il gruppo Maremma in Musica questo anno non erano stati a cantare il Maggio perché Luciano non stava bene. Ma non ci aspettavamo però che il 30 maggio 2010 Luciano ci lasciasse per sempre. Ci rammarica ancor di più il fatto di averlo saputo tardi, a fine anno, quando abbiamo telefonato a casa per avere sue notizie.
    Con Luciano i rapporti sono sempre stati stretti: più volte sono stato a trovarlo nella sua bottega di barbiere; lui ed il suo gruppo ci sono sempre stati vicini nella splendida avventura nel raduno delle squadre dei maggerini del 1 maggio di Braccagni. Già, il suo gruppo Maremma in Musica, al quale teneva tantissimo e che ha rappresentato sicuramente una espressione grossetana importante nel canto popolare, sempre presente ai “maggi” e alle “befanate”, e che si è avvalso anche di collaborazioni di rilievo, come quella del poeta Francesco Benelli.
    Ciao Luciano. Un amico, un amico vero.
    R.F.

  2. sentinella ha detto:

    Composizione in ottava rima dedicata al grande scrittore di Manciano
    L’immagine della Maremma: Alfio Cavoli

    1
    Musa che vegli l’elicona fonte
    Che dei poeti è ricca sorgente
    Fammi salire sul Parnaso monte
    Dammi l’estro perché di un gran docente
    Voglio parlar con rime sciolte e pronte
    Tu di quest’arte sei la più potente
    Se disposta sei a darmi una mano
    Per far ricordo di un gran genio umano

    2
    Alfio Cavoli un dì nel Maremmano
    Nacque che regno fu del brigantaggio
    E senza perdere tanto tempo invano
    Fece tra eventi storici un gran viaggio
    Tu con la carta e con la penna in mano
    Della storia hai scritto ogni passaggio
    Senza cercare mai onore e gloria
    Lasci alla Maremma la tua storia

    3
    Potessi come te fare memoria
    Ma non ho dono di letteratura
    Sol canterò per te la tua vittoria
    Per la passione e per la tua cultura
    In poesia ti chiedo sanatoria
    Aspettando quel frutto che matura
    Certo che come te non tocco cima
    Ma ti ricordo con l’ottava rima

    4
    Ci hai lasciati ma godi sempre stima
    I tuoi scritti ci dan la garanzia
    E si rinforza ancor di più quel clima
    Della storia e della poesia
    Della Maremma come c’era prima
    Il progresso ce l’ha portata via
    Va scomparendo ogni tradizione
    Come dicevi tu con gran ragione

    5
    Rispetto avesti tu per le persone
    Hai dato nella scuola insegnamento
    Tutto cercavi con grande attenzione
    Narrando della guerra quel momento
    Che i Tedeschi fecero invasione
    La gioventù era tutta al reggimento
    Di ogni mamma dolor i cuor rinserra
    Ed il sangue bagnò la madre terra

    6
    Oggi c’è l’approfitto e ognun si afferra
    Pensa a portare acqua al suo molino
    E nel suo nucleo ognuno si rinserra
    Con la gola e la brama del quattrino
    Che per il soldo è pronto a far la guerra
    Cercando di varcar l’altrui confino
    Per passarsela libero e giocondo
    E diventar padron di tutto il mondo

    7
    Quel globo che natura fe rotondo
    Ha le sembianze uguali ad una sfera
    E questa è realtà non mi confondo
    Bramar dovrebbe ognun la sua bandiera
    Non si può stare in pace un secondo
    Ti puoi trovare nella mano nera
    Tra gli uomini non ci sono i garanti
    Sembra tornato il tempo briganti

    8
    I contadini di Maremma amanti
    Che in naturale ambiente hanno vissuto
    Non ce la fanno più a tirare avanti
    Perché certi valori hanno perduto
    I mercati non sono più costanti
    Abbandonare i campi hanno dovuto
    Per seguire purtroppo altri sentieri
    E cedere a gente di altri mestieri

    9
    Tu ricordando i tempi di ieri
    Dichiarando addio Maremma bella
    Sei a capo tu di tanti condottieri
    Questa è realtà non è storiella
    E del passato bene lo primieri
    La Maremma e la sua vecchia novella
    Che ognun di noi ha sempre tanto amato
    Oggi si copre di cemento armato

    10
    Nei tanti libri che tu hai pubblicato
    Hai fatto storia di tanti briganti
    Giunti tutti in Maremma da ogni lato
    Non eran certamente buoni santi
    Anche il più buono aveva assassinato
    Al bosco si inoltravan latitanti
    Si affrontò il destin come si poteva
    E pur con la zanzara che pungeva

    11
    Alfio che di cultura assai ne aveva
    Approfondì la storia dei briganti
    Gli archivi praticò come poteva
    Per ricercare i fatti più eclatanti
    Assieme ogni indizio lui metteva
    Perché la verità venisse avanti
    Come fece parlando del più astuto
    Di Tiburzi il re di Montauto

    12
    Della ricerca tutto ha riveduto
    Pensa e bene si mette ad indagare
    Pensando al fatto e a come fu compiuto
    Così nuova scoperta viene a fare
    In Capalbio al prete chiede aiuto
    Negli archivi così potè trovare
    Dopo centanni e più tutti gli anelli
    Che legano il carteggio Rosatelli
    13
    La verità che cambierà i modelli
    Su come è morto il vecchio brigante
    Che a ucciderlo non furon questi o quelli
    Come dice la storia falsa ed errante
    E grazie a Monsignor Domenichelli
    Che della verità si fa garante
    Riportando alla luce la memoria
    Chiuse da se Tiburzi la sua storia

    14
    Al grande Alfio ogni onore e gloria
    Gli tributi la gente Mancianese
    Abbassi un momento la sua boria
    E un monumento di grandi pretese
    Dedichi a lui per rendergli memoria
    A lui che tanto diede e nulla chiese
    Spirito grande di nostra Maremma
    Di cui resta la guida e invitto stemma

    Elino Rossi

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