Agriturismo Le Gerlette: ciak si gira

Iniziano il 28 febbraio 2011 presso l’agriturismo Le Gerlette della famiglia Salvadori a Braccagni le riprese del cortometraggio “La Moneta” della regista Silvia Fazzi di Follonica. Tra gli attori Alessandro Salvadori e Giordano Dringoli, casting effettuato dalla nota attrice Barbara Enrichi. La Maremma sempre più set di cinema: il 3 marzo parte la serie televisiva del “Commissario Manara” quasi interamente girato a Orbetello (dove contiamo di vedere in azione anche il braccagnino Umberto Lamioni); poi l’imminente “Manuale d’amore 3” girato a Castiglione della Pescaia, con una parte girata anche agli Acquisti.

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  1. Nello ha detto:

    Dire che la nostra zona sia bella è come scoprire l’acqua calda. Nel giro di pochi mesi cineasti e attori di fama mondiale, augurio per i nostri, sono qui, prima Veronesi e C. agli Acquisti, ora la Fazzi alle Gerlette.
    Buona fortuna a Sandro che con la sua passione ha creato una bella azienda, anche con crismi di risparmio energetico (impianto fotovoltaico) come si deve, ottenendo anche un buon profitto rispettando, soprattutto, la terra.
    Due note a margine:
    1) se viene il Polo ciò sarà possibile?
    2) perchè se Veronesi, la Fazzi, il gruppo Manara 2 e molti altri prendono come esterni la Maremma, la reclamizzata fiction della Rai sulla Maremma (da quanto era reale ho dimenticato il titolo) è stata girata in Argentina con cow boy, fiumi immensi e poi non so altro perchè dopo le prime scene cambiai canale

    • roberto ha detto:

      Si chiamava Terre Ribelle di Cinzia Th Torrini, una regista innamorata della nostra terra che prima di girare in Argentina ha provato in Maremma, ma i costi e le difficoltà organizzative erano proibitive.
      Non ci scordiamo però che si trattava di una fiction, quindi di una finzione. E’ un po’ come pretendere che tutti i western dovessero essere girati in America. Non credo che alla fine sia stata una cosa negativa per la Maremma.
      Certo i puristi maremmani storceranno il naso ma, sono convinto, se a qualche purista gli avessero chiesto di andare in Argentina a fare consulenza (pagando bene) sarebbe andato, eccome sarebbe andato.

      • Ric ha detto:

        Non sono assolutamente d’accordo: gli Spaghetti Western o italo western (come dicevano gli americani) hanno una loro collocazione culturale ben differenziata e facevano dell’ambiente circostante solo una aggiunta “emozionale”. Infatti i western prima di Sergio Leone (il regista più famoso anche in USA per questo filone di film) e specialmente diretti da John Ford avevano come base il messaggio di un West di conquista, di persone tutto sommato corrette ma costrette a sopravvivere specie contro i pellerosse, considerati assassini e capaci di qualsiasi gesto spregevole. Nello spaghetti western c’è stata una rivisitazione del paesaggio (al centro della azione), dei personaggi (chi non si ricorda di Franco Nero che fa Django?) e delle situazioni che terminavano con un finale scoppiettante (morti e feriti a profusione, grande uso delle armi, ecc.). Forse non molti sanno che, oltre la Spagna e parte di alcune zone abbandonate attorno a Roma, molte scene sono state girate qui all’Amiata…
        Va detto che questo genere di film ha avuto grandi consensi anche dagli americani al punto che loro stessi cominciarono ad avviare una rivisitazione del genere Western; in fondo Leone curò molto che gli ambienti assomigliassero – nel campo visivo della cinepresa – al vero Far West e a deserti del tutto simili a quelli del Texas. Nella ambientazione della fiction sulla Maremma si vede un ambiente (vegetazione, coltivazione, fiumi, persone, case, fattorie, modi di fare e di agire, ecc.) completamente diverse dalla Maremma toscana. Se è stato solo una questione di budget (cosa che non credo molto…) poteva se non altro nel campo della cinepresa riprendere ambientazioni molto simili alle maremmane. E poi qui in maremma non ci sono MAI stati cow boys con pistole e fondine e fiumi di ampiezza sudamericana (l’Ombrone è un fiume torrentizio); non si tratta di essere puristi, si tratta di impersonare un ambiente ed una popolazione (quella maremmana…) nel giusto modo, almeno se la regista veramente ama la Maremma….

  2. Ric ha detto:

    Concordo con Nello specie sul suo secondo punto: per quale ragione i registi che intendono impersonare la Maremma la trasformano in una ambiente texano o sudamericano?
    Anche io ho guardato la fiction della Rai ambientata in Maremma e dopo poco ho cambiato canale: non era la Maremma neppure del fine ‘800 o primi del ‘900. I maremmani di quei tempi al limite portavano una piccola pistola monocolpo (ne ho visto un esemplare dei primi del ‘900) e non cinturoni con fondine texane; per il resto l’abbigliamento e i cappelli della fiction erano di cow boys americani o sudamericani. Lasciamo da parte tutto il resto: la Maremma aveva sue precise peculiarità sia nell’ambiente che nello stile di vita delle persone. Dopo aver passato molti anni in una azienda agricola che faceva agriturismo ho potuto constatare che molti non toscani hanno ancora una visione bucolica della Maremma; l’ambiente era certamente difficile tra l’800 e il ‘900 ma certamente esistevano aziende agricole avanzate e le terre erano coltivate dovunque; l’unica peculiarità era l’allevamento dei cavalli e delle vacche maremmane affidato a butteri che non erano i soliti mandriani sudamericani, ma operai agricoli che facevano il proprio lavoro con grande competenza ed amore verso il bestiame brado.
    Inoltre la Maremma non si ferma come ambiente a quella grossetana, ma esiste una Maremma Pisana che va da Orciano Pisano fino alla provincia di Livorno con colline del tutto simili alle crete senesi (cipressetto in cima e terra perfettamente lavorata intorno), una Maremma Livornese che va da Cecina sino ai confini della provincia di Grosseto ed una maremma Grossetana (anticamente si chiamava maremma Senese…) che è coltivata e con i colori forti che la contraddistinguono. Poi c’è anche una maremma Laziale in provincia di Viterbo, brulla e formata da colline dolci e lavorate. Non si pensi che la dizione Maremma sia un termine nuovo: lo stesso Dante Alighieri raffigurava l’inizio della Maremma in Cecina. E’ bene che questi signori cineasti o registi studino prima la storia di qui e soprattutto la geografia perchè la terra maremmana è completamente diversa da quella raffigurata nelle ultime fiction ed erano ambienti italiani e non argentini…

  3. braccagni.info ha detto:

    Parla la regista Silvia Fazzi
    “Perchè avete scelto la location proprio a Braccagni?”
    -“Le Gerlette” è un posto bellisimo, spazioso, silenzioso, ideale per il set e ci ha conquistati anche la gentilezza e la disponibilità della famiglia Salvadori”-

  4. silvia fazzi ha detto:

    sono daccordo con molti di voi. dopo aver girato e girovagato per lungo e largo per l’italia sono tornata qui nella mia maremma, terra che tanti criticano ma che tutti amano. sarò fedelissima nelle riproduzioni del set. io voglio che si veda realisticamente tutto della mia maremma e in tutto il suo splendore dovrà apparire questo immenso e meravigliso territorio e se mi riuscirà a partire dalle scuole elementari, medie e superiori TUTTI I RAGAZZI saranno coinvolti a raccontare tramite interviste, reportage, documentari e cortometraggi, cosa è la maremma attraverso tantissimi argomenti, tra cui anche le ricette della nonna che creerà un “cucinato e esportato” anzichè “cotto e mangiato” e si potranno ascoltare le ricette delle vecchie nonne maremmane e vi sembrerà di essere assolutamente a casa, in mezzo ai nostri attori. Parola di Fazzi!!!

  5. braccagni.info ha detto:

    Silvia Fazzi e tutta la troupe della CORALLO FILM ringrazia alessandro salvadori – Agriturismo LE GERLETTE per la disponibilità, simpatia e pazienza che sta dimostrando in questi giorni durante le riprese del film.

    Segnaliamo che tra gli attori c’è anche il nostro amico Alessandro, mentre non c’è Giordano Dringoli.

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