Cara Grosseto, ma quanto sei cara?

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Cara Grosseto, ma quanto sei cara?

    sul Tirreno di oggi vengono riportati i prezzi calcolati dal Codacons in un paniere di prodotti che rispecchia la spesa tipo di una famiglia. Ecco così che Grosseto risulta essere la più cara di tutta la Toscana mentre la più risparmiosa risulta essere Siena che lo è sia per la Toscana che a livello nazionale.
    Grosseto è 70esima a livello nazionale, essendo più cara di grandi città come Firenze, ma anche Milano e Roma!

    Se si vanno a spulciare i prezzi si scoprono delle curiosità veramente scioccanti, come dice appunto il Tirreno.
    Si vede per esempio che
    per 1 kg di patate a Grosseto occorrono 0,84 euro contro le 0,69 del nazionale e le 0,50 di Siena, e cioè rispettivamente + 22% e + 68%

    Non va meglio con 200 grammi di parmigiano dove a casa nostra ci vogliono 6,45 euro, mentre ce ne vogliono 5,08 di media in Italia e 5,17 a Siena

    Ancora peggio con 1 lt di bagnoschiuma dove si va dalle 4,74 a Grosseto ai 3,59 del nazionale e i 3,17 di Siena con aumenti rispettivamente del 32% e del 50%

    Il record si fa con 66 cl di birra: a Grosseto bisogna sborsare 1,80 mentre di media in Italia sono sufficienti 1,18 euro e a Siena addirittura 0,99, il che equivale a dire +53% sulla media italiana e +82% sul prezzo di Siena!

    Che dire?
    Potremmo dire per esempio che non siamo certo ai primi posti in Italia e in Toscana in quanto a reddito per cui, come si dice, piove sul bagnato.

    Magari va meglio su altri settori commerciali? No questo non lo penso proprio, anzi io penso che in altri settori sia anche peggio.
    Se qualcuno pensa che sia un andazzo tutto nuovo si sbaglia di grosso: la cosa non è nuova e me la fece scoprire negli anni 70 un nostro agente che girava in continuazione tutta l’Italia. Era un single e come tale si faceva la spesa da solo. Essendo poi un tipo piuttosto pignolo conosceva tutti i prezzi delle varie voci di spesa. Fu lui a raccontarmi appunto che i supermercati di allora erano a Grosseto i più cari da lui visitati. Tutto partì dall’acqua minerale che è facilmente comparabile perché le marche sono tutte abbastanza note e distribuite in tutta Italia. Ecco già da quelle a lui pareva impossibile che uno stesso prodotto, della stessa marca e presso la stessa catena di supermercato (mi pare all’epoca fosse la Standa) ci fosse così tanta differenza, e invece c’era e come. chiese spiegazioni e gli dissero che era proprio una politica aziendale………

    Fu facile poi scoprire che nell’abbigliamento o nelle scarpe, per esempio, lo steso capo, della stessa marca a Grosseto costava normalmente di più che a Siena o a Livorno. Provato e riprovato.

    E allora cosa dire? Tanto e poco. Certo sarebbe bello farsi spiegare le cose dai nostri beneamati commercianti, quelli in particolare che vogliono risolvere la crisi economica finanziaria cercando di fare spendere di più alla gente………….magari aprendo tutte le domeniche e qualche festa ricordata
    il che sarebbe come dire cercare di curare un briaco offrendogli un fiasco di vino!

  2. Igor ha detto:

    Io ho letto l’articolo e faccio il commerciante: quando vuoi venire a vedere i prezzi di acquisto all’ingrosso dei beni che rivendo sarò ben felice di mostrarteli, così mi potrai dire se gonfio i prezzi od, invece, mi si gonfia il fegato. Per quanto riguarda la grande distribuzione e la loro politica dei prezzi non so che dirti ma 1 litro di latte intero fresco “Latte Maremma” comprato a “I Gigli” costava €0.90 mentre a me lo fatturavano €1.30 + iva… Le aperture domenicali se sono un problema della grande distribuzione che se lo risolvano, ma perché fare di tutta l’erba un fascio e darmi delle imposizioni anche a me nel mio piccolo? Ogni volta che c’è una scadenza fiscale io devo ottemperare in ogni modo altrimenti mi tagliano le gambe (per ora solo economicamente) ed oltretutto devono anche obbligarmi a non lavorare? Ma sarà una decisione che riguarda solo me!

    • Nello ha detto:

      Mi riallaccio a quanto dice Igor. Mi ricordo che quando Roberta gestiva il Minibar (forse molti non sanno a che mi riferisco ma noi vecchi paesani ricordiamo l’evoluzione della latteria del Vannini e di Jenny) trovai il suo marito alla Coop che comprava dei liquori. Alla mia osservazione stupita mi rispose che li pagava meno al Supermercato che dai grossisti. Da quanto dice Igor posso pensare che si posa identificare a Roberta e compagno, ciò non toglie che Grosseto (comune o provincia) sia cara e non soltanto nel commercio. Quando lavoravo (giravo in pratica per mezza Toscana) era evidente la cosa andando al ristorante (legato anche ai prezzi dei beni di prima necessità): ad esempio mangiando alle Bagnore o ad Abbadia (si e no 25 Km, ma province diverse) c’era in un pasto tipico classico (primo secondo acqua e vino, ma dai badenghi c’erano anche gli antipasti) la differenza di 3,00€ e non mi sembra poco.
      Personalmente (diciamo che me lo posso permettere, non perchè sono un Nababbo) spesso unisco “l’utile al dilettevole”, cioè vado in giro con la Signora ma contemporaneamente faccio la spesa.
      A Grosseto è nato con tanto di gran cassa mediatico il famoso Centro Commerciale al Casalone, bene ci sono andato e i prezzi erano in linea con gli altri negozi o supermercati della città; se andiamo ai Gigli o al Leonardo (poco più di due ore di macchina) i prezzi sono molto più bassi non solo nei confronti di Grosseto, ma anche di negozi analoghi di Firenze o Roma, quindi senza entrare nel merito specifico, necessari o meno questi grossi centri commerciali, servono da calmiere: non si può dire altrettanto in Maremma

    • Granocchiaio ha detto:

      Carissimo signor Igor

      Ho letto con attenzione il suo articolo e partecipo alla sua amarezza per lo stato attuale delle cose.
      Non so e non voglio sapere in quale settore commerciale lei opera (anche se di sicuro mi pare che venda latte), ma resta il fatto che l’analisi fatta non fa altro che fotografare una situazione che era già nota a tutti. Tutti quelli che la volevano vedere.
      La Grande Distribuzione fa la propria politica dei prezzi perché c’è qualcuno che gli fornisce il latte a meno di 90 centesimi mentre a lei lo stesso fornitore lo fattura a 1 euro e 30 + IVA. Allora sarebbe da chiedere non alla Grande Distribuzione ma al produttore del “Latte Maremma” che politica fa lui e come la giustifica.

      Le aperture domenicali sono state una trovata della Grande distribuzione per accaparrarsi più clienti perché certamente sono più preparati e strutturati per restare aperti anche 365 giorni all’anno. Ora hanno fatto i conti della serva e cioè se la gente non c’ha da spendere è inutile, anzi antieconomico, aprire la domenica e quindi stanno facendo marcia indietro. Questo vale per la grande distribuzione e ancor più per la piccola. Se ho la capacità massima di spesa di 100, 100 posso spendere anche se i negozi stanno aperti la domenica e magari anche la notte.

      Questo detto 15 o 20 anni fa i negozi stava chiusi la domenica e non credo che le cose andassero peggio.

      È la logica cieca e stolta del consumismo che ci porta a questi obbrobri. Siamo in crisi? E allora per venirne fuori spendiamo di più! Le sembra logico e fattibile questo?

      E poi veniamo pure a quella bella trovata di chi sostiene che aprire i negozi alla domenica è un lodevole servizio sociale reso ai cittadini. Cosa più cretina è difficile da dire. Si potrà parlare di rendere questi “servizi sociali” ai cittadini quando prima dei negozi saranno aperti il sabato e la domenica i laboratori per i prelievi del sangue, gli ambulatori specialistici per le visite, le poste, gli uffici del Comune e della Provincia e potrei continuare per un bel pezzo. Tutte cose che dobbiamo purtroppo fare durante la settimana, perdendo ore o giorni di lavoro: immagino il disagio suo per esempio, con la sua attività. Se uno è solo che fa? Chiude bottega e va farsi il prelievo, o una visita specialistica, o incassare un assegno postale in una fila interminabile e così via.

      Vede bene che allora sarebbe il caso di darsi tutti una calmata e rimettere i valori giusti al loro posto.

      Il settimo giorno meglio riposarsi e comunque non lavorare mi creda.

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