Grifone d’Oro 2011 a Giotto Minucci

Giotto Minucci  Grifone d’Oro 2011

Il Consiglio Direttivo della Pro Loco dal Sindaco Bonifazi per l’assegnazione del Premio

 

Grosseto: Il Consiglio Direttivo della Pro Loco di Grosseto si è riunito il 4 luglio nell’ufficio del Sindaco Emilio Bonifazi, in rappresentanza anche del Presidente della Provincia Marras, e ha sottoposto i nominativi selezionati dall’Associazione meritevoli dell’assegnazione del riconoscimento del Grifone d’Oro,

onorificenza assegnata ogni anno per San Lorenzo a privati o enti che si sono particolarmente distinti e che hanno contribuito ad esaltare i valori culturali, economici, sociali e turistici della città e della Maremma.

“Un appuntamento importante – ha commentato il Sindaco Bonifazi – che continua dal 1957 a dare lustro alla città, attraverso la celebrazione di quelle grandi personalità della cultura, dell’economia e dello sport che hanno lasciato e continuano a lasciare un segno importante nella storia di questa terra”.

Requisito fondamentale per la candidatura al premio è quello di aver dato lustro alla terra natale nel corso della loro carriera o attività creativa, oppure aver soggiornato ed operato in Maremma in modo tale da valorizzarne le potenzialità e favorirne lo sviluppo.

Quest’anno a maggioranza è stata decisa l’assegnazione del Premio al maestro Giotto Minucci. Nato a Montepescali nel 1926, Minucci si distingue come studioso e ricercatore attento, particolarmente competente e appassionato della storia locale. Sue sono le pubblicazioni “La città di Grosseto e i suoi vescovi”, “I grandi usurpatori di campane da Napoleone a Mussolini”, “Un sigillum del XIV secolo”, “L’ultima ghigliottina della Maremma” solo per citarne alcune. Alcune opere sono depositate nella libreria del Congresso degli Stati Uniti, nelle biblioteche nazionali di Roma e Firenze e nelle principali università italiane e straniere. Alla fatica della ricerca il nostro concittadino alterna lo studio dell’orologeria antica (arte di cui è insigne maestro, come testimoniano le molteplici convocazioni ricevute da ogni parte del mondo) nonché quello delle tecniche di riproduzione su pergamena di codici manoscritti, oltre a dissertazioni sugli usi civici presso l’Università di Trento.

Il Direttivo della Pro Loco aveva comunque selezionato come meritevoli anche il cantastorie Mauro Chechi e il consorzio Grosseto Export.

Il Grifone sarà assegnato, alla presenza delle autorità e della cittadinanza, la sera del 10 agosto in piazza Dante, in occasione delle celebrazioni del Patrono della Città di Grosseto.”

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RSSNumero commenti (26)

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  1. roberto ha detto:

    Complimenti!

  2. mezzolitro ha detto:

    Caro roberto, ‘un ti sei sciupato troppo cò i complimenti, il Cav. Minucci merita alla grande questo premio!|
    Di sicuro il 10 agosto sarò in piazza a festeggiarlo!
    Di sicuro se gli fanno fà un discorso bisognerà portassi la colazione perchè, conoscendolo, si farà un pò tardi…

  3. Carlo Vellutini ha detto:

    Complimenti a Giotto!!!! Credo che il premio se lo meriti tutto sia per le sue ricerche sulla storia locale sia per aver rilanciato gli Usi Civici. Credo che gli ultimi anni, proprio per la questione della diatriba che si è creata su questo argomento, abbia sofferto molto per attacchi personali che gli sono piovuti addosso. Credo che il Grifone d’Oro sia il giusto riconoscimento per la sua attività!!!!

  4. Ric ha detto:

    Complimenti vivissimi al Cav. Giotto Minucci, certamente un esperto e grande cultore di storia e autore di numerosi testi originali che sono autentiche pietre miliari per la storia della Maremma Grossetana.
    Da noi tutti un sincero augurio per questo riconoscimento importante.

  5. roberto ha detto:

    Per dovere di cronaca riporto che Giotto Minucci è stato in ballottaggio per il Grifone con il nostro amico, cantastorie e poeta in ottava rima, MAURO CHECHI, altro personaggio che con i suoi canti mantiene alto il vessillo delle tradizioni popolari maremmane.

    • mezzolitro ha detto:

      Caro roberto, pur partendo dal presupposto che a ognuno gli piace quello che gli pare, mi sembra di mischià l’acqua coll’olio a paragonà Giotto cò il Chechi; secondo me, la poesia estemporanea, vi dovete rassegnà, ha poca o punta valenza artistica, perchè spesso e volentieri la qualità dei canti è direttamente proporzionale alla qualità del vino mesciuto in occasione delle performance canore.
      Scherzi a parte, di sicuro un giorno anche le tradizioni popolari MAREMMANE avranno un giusto riconoscimento, certo che se lesciate in mano a gente che è nata, vissuta, arricchita al nord, poi ‘un vi venite a lamentà se ‘un vi considera più nessuno.

  6. Granocchiaio ha detto:

    Dal sito di Proloco Grosseto.

    Grifone D’oro

    L’Associazione Pro Loco della città di Grosseto, nell’intento di esaltare i valori culturali, economici, sociali e turistici della città e/o della Maremma, istituisce un pubblico riconoscimento da conferire a persone che ne risultino meritevoli ai fini predetti. Il Premio può essere assegnato anche ad Enti ed associazioni che abbiano acquisito analoghe benemerenze. Le suddette persone o Enti o Associazioni devono essere originarie della Provincia di Grosseto e devono avere dato lustro alla terra natale nel corso della loro carriera o attività creativa; oppure devono avere aggiornato ed operato in Maremma in modo tale da valorizzarne le potenzialità e favorirne lo sviluppo.

    Albo D’Oro
    GRIFONE D’ORO
    ELENCO DEGLI INSIGNITI CON IL PREMIO “GRIFONE D’ORO”

    1958 Ferdinando Innocenti (industriale e filantropo)
    1959 Carlo Cassola (narratore)
    1960 Società Corale “G Puccinl”
    1961 Ildebrando Imberciadori (storico);
    1962 Piero Fanti (ingegnere delle telecomunicazioni);
    1963 Organizzazione R.E.S.O. (Riva del Sole, turismo);
    1964 non assegnato;
    1965 Monte dei Paschi di Siena;
    1966 IV° Aerobrigata (soccorsi alla popolazione);
    1967 Tolomeo Faccendi (scultore);
    1968 Eurovinil (settore industriale);
    1969 Luciano Bianciardi (scrittore);
    1970 non assegnato;
    1971 Renato Pollini (Sindaco di Grosseto);
    1972 Società Maremmana Corse Cavalli;
    1973 non assegnato;
    1974 Ambrogio Fogar (esploratore);
    1975 non assegnato;
    1976 non assegnato;
    1977 Vico Consorti (incisore);
    1978 Cooperativa Terrazzieri (lavori di honifica);
    1979 Natale Lorenzini (imprenditore);
    1980 Società Storica Maremmana (studi storici sul territorio maremmano);
    1982 Adam Pollock (musica nel chiostro);
    1983 Madrigalisti di Magliano (polifonia anche rinascimentale);
    1984 Mario Luzi (poesia);
    1985 Parco Naturale della Marernma (ecologia);
    1986 Roberto Ferretti (tradizioni popolari – postumo);
    1987 Giuliana Ponticelli (conservazione dell’ambiente);
    1988 Giuseppe Guerrini; Marcello Legaluppi (rappresentanza diplomatica negli U.S.A – postumo);
    1989 Prof. Aldo Mazzolai
    1990 Gianfranco Elia (Rettorato dell’Università di Pisa);
    1991 Mario Umberto Dianzani (ricerca medica e rettorato dell’ Università di Torino);
    1992 Geno Pampaloni (critica letteraria);
    1993 Alfio Cavoli (divulgazione della storia e delle tradizioni locali);
    1994 Centro Militare Allevamento e Rifornimento Quadrupedi;
    1995 Capitolo della Cattedrale di Grosseto;
    1996 Telemaremma (comunicazione);
    1997 Alessandra Sensini (campionessa di wind surf);
    1998 Antonio Nepi (fondatore ed ex Presidente dell’Associazione Pro Loco);
    1999 Yacht Club Punta Aia (Luis Vuitton Cup e America’s Cup);
    2000 Alfio Giomi (campionati europei di atletica leggera);
    2001 Famiglia Bianchi (imprenditoria);
    2002 Rgt. Savoia Cavalleria 3° (Missioni all’estero).
    2003 Polo Universitario Grossetano
    2004 Soc.Sportiva BBC Orioles Grosseto
    2005 Festambiente
    2006 Unione Sportiva Grosseto Calcio
    2007 Orchestra Sinfonica ” Città di Grosseto”
    2008 Banca Della Maremma Credito Cooperativo di Grosseto
    2009 Tele Tirreno Maremma Channel

  7. bruno terzo ha detto:

    Complimenti vivissimi. L’assegnazione del premio al Maestro Giotto Minucci è il giusto riconoscimento dell’opera di ricerca svolta nel corso degli anni, non sempre apprezzata come meritava. Pur a conoscenza che l’attuale consiglio degli Usi Civici ha già fatto quello che poteva, sarebbe bello che CHI PUO’ caldeggiasse la assegnazione della laurea Honoris Causa da parte dell’Università di Trento per i contributi dati da Giotto alla materia. Sono davvero molto felice e congratulazioni per la ottimo scelta al Comitato Direttivo della Pro loco e a chi contribuito alla individuazione del nostro insigne paesano.

  8. roberto ha detto:

    L’assegnazione del Grifone d’Oro a Giotto Minucci non mi sorprende più di tanto, anche perchè già in passato era stato uno dei candidati al ricevimento dell’ambìto riconoscimento cittadino. E’ un premio che sicuramente lo riempirà di gioia, anche perchè raggiunto in età avanzata.
    Essendo stato (ed in parte lo sono ancora) un appassionato di storia locale (in particolare Braccagni e dintorni), fin da giovane le strade con Giotto si sono incrociate. Ho sempre ammirato la sua passione, che un po’ ricorda lo “storico locale” così come descritto da Luciano Bianciardi. A quei tempi sotto, sotto, un po’ lo contestavo, in particolare non concepivo che un paese (in questo caso Montepescali) potesse essere considerato l’ombelico del mondo. Devo dire che in tempi più recenti, le sue battaglie per gli usi civici hanno fatto crescere la mia stima nei suoi confronti. Non solo competenza nella materia trattata, ma anche una salda difesa di principi ed ideali, legati ai diritti della popolazione. Le amarezze non sono mancate, ma questo premio sono sicuro lo ripagherà di tutti gli sforzi, di tutto l’impegno, di tutto il coraggio dimostrato. Onore a Giotto Minucci.

  9. Roberto Spadi ha detto:

    La prima volta che ho sentito parlare di Giotto, fine anni ottanta, primi dei novanta, fu quando Leo Nucci voleva fare la domanda per il legnatico all’Usi, venne a casa mia entusiasta, era stato a Montepescali e aveva visto il Museo della civiltà contadina, figurarsi, era proprio il suo centro!
    Giotto lo stava creando, era ancora alla ristrutturazione dell’immobile, ma già alcuni attrezzi agricoli vecchi come il cucco erano già lì e Leo era come un bambino in un negozio di giocattoli e caramelle.
    L’ho conosciuto all’inaugurazione del Museo, con Leo arrivammo tardi (la campagna veniva prima di tutto…) così s’andò direttamente al buffet, e tra una fetta di salame e una tartina Leo mi presentò a Giotto che pur essendo preso a fare i convenevoli con le autorità, ci spiegò per filo e per segno il perché e il percome degli Usi Civici, della civiltà contadina, degli orologi (davvero notevole l’orologio della torre civica ritrovato e ristrutturato), ecc…
    Ebbi modo di farlo innervosire, perché “pungolato” (“vedi a Montepescali come siamo forti?”) dal Paladini, mi toccò tirare fuori il meglio di me raccontando agli esterrefatti Vescovo, comandante dei Carabinieri e credo anche il Prefetto che i montepescalini erano sì bravi a darsi da fare per il loro paese (sagra, premi letterari, Usi Civici, ecc…) ma che poi sciupavano tutto andando in giro per la provincia al seguito della squadra di calcio ad azzuffarsi con le tifoserie(?) locali.
    Fino al 2000 non ci siamo più incrociati, fino a quando, per le note vicende legate agli Usi Civici di Montepescali abbiamo intrapreso la lotta contro gli abusi, a vario titolo, della Regione, del Comune, della Provincia e di qualche notabile (o presunto tale) del paese.
    Che dire, si è creato un bel rapporto, ci sentiamo spesso, anche con Mara, il suo angelo custode; il suo compito non è stato dei più semplici, gli è toccato erudirmi un po’ alla svelta sugli Usi Civici, c’è riuscito perché è un vero MAESTRO nel senso che sa spiegarti le cose così bene che non puoi non impararle, questa è la sua forza, ha la capacità straordinaria di mettere in fila gli argomenti in modo tale che è semplice capire, anche per i “duri” come me.
    Certo che se gli capita a tiro uno che “non vuol capire” diventa un leone, come quella volta che in Comune mi toccò reggerlo sennò si avventava contro un funzionario che si ostinava a non intendere che due neo consiglieri dell’Usi, Marchetti e Paolini, erano incompatibili con la carica, come poi è stato accertato con sentenza di cassazione, già me lo vedevo che scaraventava il poveretto dalla finestra.
    Magari non l’avrebbe fatto, magrolino com’è, però la forza d’animo non gli manca, anzi, ha sopportato diverse angherie con notevole classe, opponendo alla cianfrusaglia degli arroganti, argomenti inoppugnabili, tant’è che ad oggi si è levato parecchie soddisfazioni, mentre quell’altri pagano le spese giudiziarie.
    Non voglio mettermi qui a fare lodi sperticate ad un uomo di così profonda cultura umanistica, non sarei in grado, mi basta dire che all’Università di Trento il suo nome è un autentico paspartout, aggiungo che frequentandolo ho potuto constatare che la sua persona è stimata in tutta Italia e all’estero, come profondo conoscitore delle proprietà collettive, della storia medioevale, tantè che per esempio una volta (più d’una…) mi chiamò perché aveva problemi con la connessione internet, così andai a casa sua e l’ho trovato che si scambiava mail con una signora norvegese o finlandese che poi è diventata un premio Nobel!
    Caro Giotto, (e Mara) goditi questo premio, non solo è strameritato ma credo che farà da volano ad altre soddisfazioni che ti meriti.

  10. mezzamestola ha detto:

    Non ho mai avuto il piacere di conoscere personalmente l’uomo, ma chi ha già scritto me ne ha sempre parlato con ammirazione e rispetto, e le cose che ha fatto non hanno bisogno di altro per rinforzare il convincimento che sia un uomo speciale e da rispettare, da ricordare ma anche da celebrare; voglio quindi unirmi al coro di complimenti e di felicitazioni, sperando di poter, anche se indegnamente, un giorno stringere la mano al Cav. Giotto Minucci.

  11. Nello ha detto:

    Mi sembra inutile continuare a parlare della Persona, altri lo hanno fatto, in particolare l’attuale Presidente degli Usi civici.
    Sui vari premi ho già detto come la penso in un confronto tempo indietro con il Granocchiaio, non ho cambiato idea, ma essendo un riconoscimento penso che questa volta la Pro Loco abbia agito bene (non come quando il Grifone fu dato allo Yacth Club Punta Ala x Luna Rossa, specie dopo che Bertelli disse che in caso di vittoria non avrebbe difeso la coppa nelle nostre acque): Giotto ha fatto tanto per la sua terra, quindi ben in linea con i temi del premio.
    La nostra zona penso sia stata premiata in quanto l’altro candidato era Mauro Chechi, ormai un habituè die paesi.
    Spadi, visto che ne parli anche, invece di andare a Trento per gozzovigliare e fare gli occhi languidi, non dire che non è vero in quanto un video lo attesta, perchè non prendi per tua la richiesta del Presidente del nostro Circolo di Promozione Sociale, e non ti fai portavoce per la laurea Honoris a Trento?

  12. Carlo Vellutini ha detto:

    Purtroppo le regole per le lauree honoris causa sono strane e spesso non vengono assegnate a chi le merita. Di fatto sono scelte politiche e visto il settore specifico di competenza di Giotto non so se la cosa verrà presa in considerazione. Sono convinto che se avesse collaborato con l’Università di Siena la cosa sarebbe stata più semplice. Anche perché il professor Ascheri, che ho avuto il piacere di avere come docente di Storia del Diritto Italiano, è un grande esperto di Usi Civici (ha condotto uno studio approfondito su quelli di Montorgiali) dunque la materia interessa e poi avrebbero un personaggio della zona. Ciò non toglie che se a Trento vorranno prendere in considerazione di celebrare Giotto con la Laurea Honoris Causa hanno già la proposta dei nostri Usi Civici e, dunque, potrebbero andare avanti con la procedura, magari integrandone il curriculum con il Grifone d’Oro appena ricevuto.
    Per quanto riguarda Giotto devo dire che ho avuto la fortuna di collaborarci quando era presidente del seggio elettorale di Montepescali ed io ero il suo vice. Fu lui, avendo raggiunto il limite di età, a spingermi a fare richiesta per diventare presidente con la speranza che potessi essere il suo successore a Montepescali. Presidente fui nominato e lui ne fu molto felice, lo fu un po’ meno per il fatto che il Comune mi assegnò due volte al seggio di Braccagni ed altre due a quello di Batignano, lasciando ad altri il seggio di Montepescali che, all’epoca, era molto piccolo e con tanti anziani e, dunque, c’era bisogno di un rapporto più umano che burocratico, dunque di una persona che conoscesse un po’ tutti. In realtà di Giotto ho ricordi fin da quando ero piccolo, ricordo che viaggiava con una Topolino, quando era già cosa rara, poi con una 500, dunque con una 127. Al di là del nome che evocava il grande artista fiorentino, sin da piccolo ero un appassionato di orologi, ed il fatto che quando avevo intorno ai 3 anni fu ritrovato quello di Montepescali a Ginevra grazie ad una sua perizia e – se non sbaglio- fu anche uno dei protagonisti dell’inserimento dell’attuale orologio sulla facciata del Comune, mi è sempre rimasta una figura familiare e simpatica. Poi ci sono le storie locali. Forse quella di Montepescali senza Giotto sarebbe rimasta la storia di qualsiasi paesino. Lui – come ha scritto Roberto in precedenza- ha sempre considerato il suo paese il centro del mondo ed in questo modo l’ha raccontato e lo ha voluto lasciare a chi oggi lo vive.

  13. fabrizio fabbrini ha detto:

    Esprimo i migliori complimenti all’amico Giotto per l’ambito riconoscimento.

    • Tancredi fu Braccagni ha detto:

      È proprio vero, bravo rob.: è veramente cosa buona e giusta!
      Poi che sia data a Giotto o a Cimabue…….che differenza fa?
      Sempre montepescalini sono

  14. Ric ha detto:

    La cerimonia di consegna del Grifone d’Oro al Maestro Cav. Giotto Minucci sarà preceduta da un concerto eseguito dall’Orchestra Città di Grosseto diretta dal Maestro Massimo Merone in cui verranno eseguite Le Quattro Stagioni di Vivaldi e Astor Piazzolla (Las Cuatro Estaciónes Porteñas). Sicuramente una esibizione indimenticabile per la città di Grosseto.

    • mezzolitro ha detto:

      Vorrei avè qualche ragguaglio in più sullo svolgimento della serata: orari, se bisogna prenotà i posti pè vedè la cerimonia e se si mangia qualcosa… insomma le solite cose.
      Ric, fai il miracolo!

      • rob. ha detto:

        Ieri ho parlato con Carini, Presidente Pro Loco Grosseto. Gli ho detto che dare il riconocimento ad un montepescalino…. è stata cosa buona e giusta!!!

      • Ric ha detto:

        L’unico sistema per trovare posti è andare in Piazza Dante molto prima (penso prima delle 20, ma anche le 19.30) e piazzarsi sulla sedia senza staccarsi mai. Io canto in una corale il cui maestro è lo stesso direttore d’orchestra che dirige la notte della premiazione, ebbene: neppure i suoi famigliari sanno se avranno un posto assicurato, tanto si pensa sarà la partecipazione cittadina. Vuoi una dritta? Portati una seggiola pieghevole da casa, questo molti faranno. Questo vale per gli abitanti di Montepescali: portatevi una bella sedia pieghevole da casa e almeno sarete sicuri di assistere al concerto ed alla premiazione del nostro Maestro Cav. Giotto Minucci!

        • Ric ha detto:

          Ultime notizie dallo staff del Sindaco di Grosseto. L’accesso a piazza Dante (piazza delle Catene) è gratuito; i posti a sedere sono riservati alcuni per le autorità ed il resto per la popolazione che vuole assistere al concerto e la premiazione del Grifone d’Oro. Il numero di sedie che verranno poste sarà adeguato, ma stante il grande numero di persone che sicuramente parteciperà alla cerimonia si consiglia di giungere PER TEMPO in piazza Dante oppure di organizzarsi con sedie pieghevoli.

  15. Roberto Spadi ha detto:

    Stasera tutti in piazza Dante a festeggiare Giotto Minucci che ritira il Grifone d’oro!

  16. rob. ha detto:

    Ho appena visto la diretta TV: premiato Giotto Minucci, soprattutto come ricercatore storico. A lui i saluti della Città di Grosseto, rappresentata dal Vescovo, Sindaco, Prefetto, Presidente Provincia e Don Cencioni. A far gli onori di casa Carini (presidente Pro-Loco) e Giancarlo Capecchi. In questo momento si sta esibendo l’ex braccagnino Ettore Candela.

  17. Ric ha detto:

    Nella bella cornice di Piazza Dante, piena in ogni ordine di posti di cittadini convenuti ad assistere al concerto della sezione di archi dell’Orchestra Città di Grosseto, ho visto la premiazione del Maestro Cav. Giotto Minucci.
    Con grande piacere devo dire che questa è stata una delle più belle edizioni di consegna del Grifone d’Oro, stante la pacatezza e la grande emozione che il Maestro Minucci non riusciva a nascondere specie nel momento in cui Mons. Franco Cencioni ha ricordato il momento in cui assieme hanno frequentato il Seminario Vescovile di Grosseto. Bella edizione e soprattutto una bella esecuzione delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi e la inusuale esecuzione de “las cuatro estaciónes porteñas” di Astor Piazzolla, indimenticato musicista argentino esecutore di pezzi classici di tango e di altri ritmi argentini con il bándeon.
    A margine della manifestazione si registra la presenza in Piazza delle Catene di Pippo Franco, uno dei tanti artisti italiani affezionati alla Maremma.
    Di nuovo tanti auguri al Maestro Cav. Giotto Minucci.

  18. Granocchiaio ha detto:

    Il carissimo amico Giotto Minucci ci fa pervenire questo interessante articolo uscito dulla rivista Terra Nuova il 28 febbraio 2012

    Gli usi civici non si vendono! E’ reato!

    Il decreto Salva Italia vorrebbe svendere anche le terre collettive, autorizzando i comuni a cedere i beni di uso civico. Ma la proprietà collettiva è per sua natura invendibile. L’appello nazionale della Consulta Nazionale

    Riportiamo e diffondiamo per esteso i contenuti del documento elaborato dal Direttivo della Consulta Nazionale della Proprietà collettiva, riunitosi a Roma lo scorso 25 febbraio, che ha lanciato un accorato appello teso in difesa delle proprietà collettive.

    Si vuole evitare in ogni modo che le terre collettive vengano vendute e svendute, come sta purtroppo avvenendo in alcuni contesti territoriali, dai Comuni che ne detengono l’amministrazione attraverso una riduttiva ed illegittima interpretazione dell’art.66 del decreto Salva Italia, che autorizza i Comuni a vendere i beni agricoli ed a vocazione agricola di loro proprietà. Tra questi non possono rientrare, come invece in alcuni casi sta avvenendo, i beni soggetti ad uso civico che sono e continuano ad essere INALIENABILI, INUSUCABILI, IMPRESCRITTIBILI e IMMUTABILI nella loro destinazione agrosilvopastorale.

    Queste vendite dal punto di vista giuridico si configurano come reati, nei cui confronti l’Autorità Giudiziaria verrà chiamata ad intervenire per accertare le responsabilità dei singoli.
    Da parte nostra ci preme anche sottolineare come non si tratti del salvataggio di un relitto storico, ma del rilancio di un istituto vivo, attuale ed utilizzabile anche per nuove esigenze che la nostra società sta esprimendo in questo momento di crisi.
    Non si tratta di un patrimonio di scarso e residuale valore, se l’Istat ha recentemente censito una realtà molto diffusa e variegata delle realtà collettive sul territorio nazionale estesa per più di 1.103.000 ettari di terreno (il 4,4% della SAU e l’8,85% della SAT in Italia).
    Svendere gli usi civici e le proprietà collettive, nell’attuale fase di sviluppo delle aree rurali, e della montagna in particolare, le cui strategie fanno affidamento essenzialmente nel modello di sviluppo locale e in quello di sviluppo sostenibile, vuole dire impoverire più di quanto non si creda il nostro Paese. Alla proprietà collettiva va riconosciuta infatti la capacità di fare propri anche gli stimoli provenienti dall’esterno della comunità locale a favore della comunità stessa, di trattenerne in loco gli effetti moltiplicativi, di far nascere indotti nella manifattura familiare, artigianale, nella filiera dell’energia delle risorse rinnovabili e nel settore dei servizi.

    L’esperienza e le ricerche dimostrano che dove la proprietà collettiva è presente ed opera si riscontra più che altrove il mantenimento delle popolazioni a presidio del territorio (pubblico, collettivo, privato), l’integrazione fra patrimonio civico e famiglie residenti, l’integrazione tra patrimonio civico e imprese locali, la manutenzione del territorio e la conservazione attiva dell’ambiente, la garanzia di un marchio ambientale, la coesione della popolazione e la creazione di comportamenti coope-
    rativi in campo economico, sociale, ambientale.

    Proprio oggi quindi la valorizzazione del patrimonio collettivo avrebbe effetti benefici sulla tenuta e sulla ripartenza del nostro sistema economico tanto segnato dalla crisi in atto a costo zero per le pubbliche istituzioni e per la popolazione.
    Ci si rivolge al Governo, affinché anche nei decreti che il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali dovrà emettere ai sensi dell’art.66 del decreto Salva Italia, venga esplicitamente esclusa l’applicabilità di quelle norme alle proprietà collettive ed agli usi civici anche se detenute dalle amministrazioni comunali.
    Ci si rivolge al Presidente della Repubblica ed alla Corte Costituzionale, affinché vigili nel rispetto della legge alla luce dei precetti costituzionali posti a tutela delle proprietà collettive.

    Ci si rivolge alle Regioni, che mantengono la competenza amministrativa sul tema, affinché vigilino sulla corretta applicazione delle norme a presidio della proprietà collettiva e degli usi civici.
    Ci si rivolge all’Anci, affinché metta al riparo i propri associati da violazioni di legge che comportano responsabilità penali ed amministrative anche gravi.
    Ci si rivolge ai Sindaci ed agli amministratori Comunali, affinché tutelino la proprietà collettiva sul proprio territorio ritenendolo un bene che è e deve rimanere di una collettività, nella certezza che questa sia una risorsa di sviluppo non solo per l’immediato ma anche per le generazioni future.
    Ci si rivolge infine alle Comunità frazionali, perché rivendico e si riapprioprino, secondo quanto prevede la legge, dei beni che spettano loro come comunità e che non possono essere assoggettati a vendita ed a destinazioni diverse da quelle che la stessa comunità ha deciso e deciderà di dare.

    Proprio l’attività della comunità può mettere in guardia le amministrazioni e denunciare gli atti illegittimi già commessi, oltre che rendere tutti consapevoli che le proprietà collettive e gli usi civici sono una risorsa per tutti gli aventi diritto che non può essere venduta a pena di rimanere tutti più poveri, oggi e per il futuro. Ciò deve essere fatto in accordo con le amministrazioni comunali, con il mondo agricolo e con la società civile, nella consapevolezza che dove queste proprietà vengono correttamente gestite, ne trae beneficio un intero territorio inteso come collettività ma anche come sistema economico e sociale.

  19. Granocchiaio ha detto:

    GROSSETO DOPO 190 ANNI CELEBRA DI NUOVO DOMANI 3 MARZO, UN MAXPROCESSO

    Proprio la mattina del 3 Giugno 1822 alle ore sette precise ebbe inizio in GROSSETO il MAXIPROCESSO contro LA BANDA DEI BARBIERI operante in Toscana e si concluse il 7 dello stesso mese dopo che la RUOTA CRIMINALE , avente la sede nel palazzo POZZI ( l’attuale museo ) antistante la Chiesa di S. Pietro , ebbe terminato il pubblico dibattimento ascoltando 190 testimoni provenienti da molte località della Toscana , dalla provincia di Grosseto , dalle Marche , dall’Umbria dalla Lombardia.

    La Corte era composta dal Presidente LUIGI BONCI , e dagli auditori : ANTONIO ALBERTI – CLEMENTE CLEMENTI – ANGELO PETRINI e dall’Avvocato fiscale ANGELO MAESTRI – contro gli imputati: LUIGI MENCHINI – LUIGI MASOLINI -TOMMASO GIANNESCHI – SERAFINO CRISTOFANI – VINCENZO BARTOILI – colpevoli della strage della famiglia TACCHIA Giovan Battista , Filippo e Bernardo di Castel di Croce (Norcia) e di numerosi furti violenti . I predetti erano difesi dagli avvocati : GIOVANNI COSTANTI – MICHELE DE RE – PITRO BOLDRINI .

    I capi d’accusa erano riuniti in n. SETTEMILA pagine . La Ruota Criminale di Grosseto emise una condanna a morte da eseguirsi per mezzo della GHIGLIOTTINA nei confronti di TOMMASO GIANNESCHI di Brandeglio di Lucca , la cui esecuzione avvenne nell’attuale Piazza Rosselli la mattina del 16 Novembre del 1822 e quattro sentenze ai pubblici lavori a vita per gli altri imputati. Le notizie di cui sopra sono riportate nel libro “ L’ULTIMA GHIGLIOTTINA DELLA MAREMMA – A.D. 1822 “ Giotto Minucci

    Sempre attento alla storia del nostro territorio il sempre presente Giotto Minucci ci segnala questa interessante osservazione

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