Servizio Sanitario: 10 e lode

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Quando il servizio sanitario funziona come si deve

    Quante volte sentiamo lamentarsi dei servizi sanitari nelle forme e nelle situazioni più diverse. Dalle lunghe attese per un esame, alle lunghe attese al CUP (Centro Unico Prenotazioni), dai cervellotici sistemi per il ritiro degli esami al pagamento dei ticket, e si può continuare per un bel po’. Perfino entrare con l’auto e poi parcheggiare è un rebus.

    Fortunatamente, come al solito, qualche isola felice si trova. Per isola felice intendo qualcosa che funziona regolarmente ed in maniera adeguata. Dovrebbe essere la regola, mentre spesso è un’eccezione.
    Voglio raccontare in ogni caso una di queste eccezioni (di normalità).

    Tredici anni fa ho fatto una grossa operazione con esito positivo. Ho dovuto tuttavia fare dei controlli con delle TAC almeno una volta all’anno per diversi anni. Poi visto che le cose erano ok mi è stato spiegato dal primario che mi operò che potevamo fare il controllo ogni due anni, e poi in seguito anche qualcosa di più. Se non ci fossero stati eventi eccezionali.
    Così sono arrivato a poco tempo fa e mi sono accorto che era passato un bel po’ di tempo dall’ultimo controllo. Allora ho chiesto al primario (via e-mail) cosa mi consigliava di fare. Una ventina di minuti dopo ho trovato la e-mail di risposta: fare una TAC con liquido di contrasto, come al solito, dove io preferivo.
    A questo punto vale la pena segnalare che io ho in tasca il numero telefonico del reparto dove lavora il primario, il suo cellulare privato (per eventuali urgenze), il numero del suo ambulatorio, l’indirizzo e-mail, ed il collegamento su Skype. Non è un trattamento che fa verso di me in particolare, lo fa con tutti quelli che lo chiedano. Ovviamente non abusarne è il minimo.
    Ecco perché ho avuto la risposta in brevissimo tempo. Altre volte mi è successo in questi anni e la sua risposta (personale) poteva tardare al massimo 24 ore.

    Rispondo dicendo dove ho intenzione di fare la TAC e chiedo altre informazioni pratiche.
    Questa volta la risposta mi viene direttamente sul mio cellulare: la segretaria mi dice che ho l’appuntamento per il giorno 30 alle ore 11.00, digiuno dalla sera prima, esami del sangue per verifica possibilità di fare la TAC con contrasto, e il giorno 30 presentarsi nel suo ufficio, tale reparto, tale piano, tale numero di stanza. Intanto mandare la fotocopia della tessera sanitaria avanti retro.

    Faccio gli esami prescritti ed il giorno 30 vado accompagnato dal mio amico Enzo che tanto lui non fa niente e poi dobbiamo parlare di un po’ di certe cose.
    Alle undici meno 5 del giorno trenta vado nella stanza indicata e la signorina mi consegna una busta che dovrò presentare all’ufficio a fianco della TAC. Così faccio, presento questa busta, poi riempio dei moduli e ritiro degli fogli con sopra un numero. Quando chiameranno questo numero entrerò a fare gli esami. Tutto svolto nel giro di pochi minuti. Infatti ci sediamo a parlare con Enzo alle ore 11.15. Non passano che 5 minuti e viene chiamato il mio numero. Esce una dottoressa che mi fa accomodare in un piccolo ufficio dove mi fa tutta una serie di domande circa l’operazione avuta, il decorso, ecc. rispondo e gli dico che mi sono portato dietro anche una decina di chili di lastre che non sono altro che le TAC fatte da me in questi ultimi 13 anni. Infine mi accompagna da una infermiera che mi invita a prepararmi all’esame con le raccomandazione e le domande di rito. Ormai sono un po’ esperto. Sono abbastanza tranquillo, loro sono molto professionali e comprensive e dopo una quindicina di minuti tutto è finito. Esco e con Enzo riprendiamo i nostri discorsi.

    Quando ci salutiamo Enzo mi fa: certo stamani hai avuto un bel trattamento dell’USL. Si, rispondo io, veramente ottimo. Cioè come dovrebbe normalmente essere. Peccato che sia solo un’eccezione.

    • Nello ha detto:

      Non so se devo ritenerti fortunato oppure, vista la via intrapresa per fare la TAC, sia stato privilegiato (non so se la sede del Primario menzionato fosse la stessa del laboratorio radiolaogico), comunque di fatti del genere ne ho sentiti alcuni.
      Personalmente , per fortuna, non ho avuto molte necessità di CUP e relative richieste, comunque le rare volte che ho chiamato ho avuto il collegamento abbastanza rapidamente e devo dire anche appuntamenti in tempi brevi, ma andando negli ospedali periferici (per mio figlio una TAC a Grosseto dopo circa tre mesi dalla richiesta, a Massa dopo una decina di giorni e tempi tecnici simili al tuo).
      Però….
      A mia moglie il 7 giugno le fu consigliato di fare la MOC, nello stesso giorno al CUP le fu dato appuntamento per la mattina del 21 (o 23?) Novembre,esame fattibile solo di mattina (per motivi di lavoro aveva chiesto di pomeriggio) al modico ticket di € 63,00. Non c’era urgenza quindi, anche se a malincuore per l’orario, accettò. Poi scendemmo a portare la ricevuta del ticket per un esame fatto dalla Dottoressa che aveva consigliato la MOC all’accettazione delle visite intra-menia (mi sembra si chiami così, cioè dottori ospedalieri che visitano a pagamento), domandammo se facevano la MOC anche lì a pagamento.Avemmo risposta affermativa, solo che cambiando il Radiologo dovevamo attendere dieci giorni per fissare l’appuntamento. Verso il 20 giugno chiamo e, MIRACOLO, il 23 p.v ore 16.00 può fare questa benedetta MOC.
      Domanda: ma se un paziente chiede di fare la visita nel pomeriggio per non perdere ore di lavoro (nel caso di mia moglie fozatamente un giorno di ferie) perchè non dirgli che per contentarlo deve andare a pagamento (nella stessa struttura!!!!!!!!!!!)?
      AH, dimenticavo, la differenza di spesa è esorbitante: SOLO DUE, dico due, EURO (con solo 65,00€ fa in poco tempo e alle sue esigenge la MOC).
      Penso che su questo la Dott.sa Scaramuccia (ass. regionale) e il Dott. Mariotti dovrebbero riflettere.

  2. Granocchiaio ha detto:

    Veramente siamo molto strani! Scrivi di un mal servizio sanitario e in millanta si aggregano a dire la propria e a soffiare sul fuoco.
    Scrivi di qualcosa che funziona molto bene e quasi nessuno si muove.
    È un po’ come la Divina Commedia: piace molto di più l’Inferno che il Paradiso!

  3. Giorgio ha detto:

    Caro Granocchiaio,
    siamo fatti così!
    Ogni giorno milioni di persone vengono sottoposte ad esami medici, a visite specialistiche, ad esami diagnostici, ad operazioni chirurgiche, a riabilitazione ecc. ma basta un singolo caso, un errore, per scatenare la stampa sulla malasanità! Mentre i sigoli casi di eccellenza, a meno che non si tratti di virtuosismi di chirurgia estrema, non accendono l’interesse delle persone e della stampa. Passano per normali.
    E’ che nei confronti del nostro stato di salute o di malattia siamo, più che in ogni altro campo, disarmati;
    giudichiamo prevalentemente la forma ma non la sostanza! I tempi di attesa, la cortesia delle persone, la pulizia degli ambienti, la qualità dei pasti … naturalmente tutte cose importanti e da tenere in debita consideraziona ma, ma, ma! Che dire di cosa ci fanno? Ci dobbiamo fidare …
    Un esempio è il fatto che racconta Nello: siccome l’esame MOC è una di quelle attività diagnostiche, diciamo così, mal utilizzate nel senso che si fa correntemente a tutte le donne in menopausa per scoprire (acqua calda) che soffrono di osteoporosi … si dibatte sull’appropriatezza di questo esame (leggete quanto scrive la ASL di piacenza
    o la Regione Emilia Romagna e l’unico modo che trova il sistema per limitarne l’uso improprio è quello di allungare la lista di attesa, calmierando così gli esami inutili rispetto a quelli uliti! E’ un sistema barbaro? Certo! Meglio le linee guida, protocolli ecc. ma una bella MOC non si nega a nessuna …
    A proposito Granocchiaio, se dei peccati non si dice il peccatore almeno delle virtù si può dire! Dov’è questo reparto così efficiente?

  4. Granocchiaio ha detto:

    Si, caro Giorgio, la cosa che si conferma è quella che la notizia che “un cane morde il suo padrone” non dice niente a nessuno mentre fa notizia “padrone morde il suo cane”
    Nel caso attuale le esperienze generali di tutti noi ci portano ad indicare come eccezione ed eccezionali i medici e i servizi resi in maniera adeguata, con diligenza, modestia, disponibilità, organizzazione, flessibilità, efficienza. Mentre la normalità è tutto il contrario cialtroneria, supponenza, disorganizzazione, rigidità, burocrazia, inefficienza.
    Tutto questo ci da la misura di come siamo stati martoriati psicologicamente.
    È vero il contrario, sono e devono essere nella norma i primi che al posto di tutte gli aggettivi che ho citato ne basta uno solo: professionalità.
    Tutto il resto è aria fritta.
    L’esempio che ho citato io è questo, organizzazione, disponibilità, flessibilità, puntualità, efficienza, cioè professionalità. A me piace pensare che questi fanno bene i compiti loro affidati e possono essere ringraziati solo per senso di riconoscenza e di cortesia. Non con senso di ammirazione come se fosse un mezzo miracolo. O anche intero. Come del resto faccio pure io.
    No loro stanno facendo bene il loro lavoro, punto e basta.
    Sono gli altri che sono dei cialtroni e, lasciamelo dire in maremmano, dei “mangiapane a tradimento”.
    Dove è successo questo Giorgio? Dio sa quanto avrei voluto risponderti qui da noi in Maremma. No, non è così purtroppo. A me è successo con l’Ospedale di Cisanello a Pisa.

    P.S. Mi ero dimenticato di dire che dopo pochi giorni una telefonata mi dice che il dottore ha visto i risultati e dice che è tutto ok. Dopo pochi giorni ancora mi arriva un bustone con le lastre, il referto definitivo e un DVD dell’esame eseguito.

  5. mezzolitro ha detto:

    Ho avuto bisogno del 118, un pò alla svelta, ieri pomeriggio; dopo alcune difficoltà a trovarmi (non era facile, mi trovavo un pò stranito in un vigneto fra il Bottegone e Vallerotana)in poco tempo mi hanno portato al pronto soccorso già monitorato e stabile, dove ho avuto un’eccellente assistenza da parte del personale durante la prima mezz’ora di permanenza nella struttura; dopo, quando hanno accertato che non c’era più pericolo immediato sono stato trasfrito nella “flash room” ad aspettare i risultati delle analisi e dei referti delle visite specialistiche, facendo le terapie per rimettermi in piedi.
    Qui, ormai abbastanza presente a me stesso, ho visto passare decine e decine di persone con le più svariate patologie reali o presunte, uno spaccato della società che mi ha sorpreso, commosso e divertito.
    Anche qui, anzi soprattutto nella flah room ho incontrato un vero angelo, l’infermiera Gloria, simpatica, professionale, caritatevole, aguzzina, ecc…, che ha fronteggiato con leggiadra sicurezza una sequela di avvenimenti senza soluzione di continuità finchè ad un certo punto, mentre mi faceva l’ennesimo prelievo gli ho chiesto se fosse sempre così, una vera babilonia.
    Lei ha alzato il sopracciglio, ha fatto finta di pensarci
    su e poi ha detto: ma meglio! Oggi va di lusso, ci sono stati giorni peggiori, dopo la Costa Concordia è tutta discesa!
    Grazie Gloria.

  6. Granocchiaio ha detto:

    Se da una piccola o grande esperienza in ospedale si torna a casa abbastanza soddisfatti è cosa buona e giusta, ma si tende a veder tutto rosa. Se dalla stessa esperienza non ne vieni fuori alla grande quello che riesci a vedere va dallo scuro al nero pesto.
    Mi fa piacere che mezzolitro abbia avuto questa esperienza tutto sommato così positiva, comunque tale da fargli vedere così rosa.
    In questi ultimi anni ho avuto purtroppo spesso del pronto soccorso e mai ho avuto sensazioni simili a quelle di mezzolitro.
    Già all’accettazione se c’è da fare un prelievo di sangue difficilmente ci trovi una “vampira” di professione. Il più delle volte sono dei generosi apprendisti che devono in qualche maniera fare esperienza su qualcuno. Io che ho una situazione quasi tragica con le vene e i prelievi ne so qualcosa. È una pia aspirazione quella che dicendo: guardi che ho vene assai difficili, potrei avere qualcuno un po’ vampiro? Se dopo due o tre bucotti non ce la facciamo ecco che arriva uno, o meglio ancora, una vampira e finalmente la cosa ha esito. Bracci dilaniati a parte.
    Si parla giustamente di rispetto della vita privata (privacy) ma se sei devi recitare a voce abbastanza chiara e forte tutti i tuoi aspetti clinici e personali davanti a tutti non mi pare che questo sia molto coerente.
    La fortuna. Qui più che in qualsiasi altro posto la fortuna gioca un ruolo fondamentale. No solo per l’entità del tuo male, ma anche per quante persone sono in quel momento ricoverate nel pronto soccorso. Senza arrivare agli eccessi visiti di recente in televisione, anche qui da noi può capitare di essere ricoverato in una stanza con qualcuno che ha già iniziato la strada per l’ultimo cammino. Per esempio.
    Se la cosa non è grave ma hai bisogno di attendere i risultati io sono stato parcheggiato in una stanzetta di attesa che non mi è mai parsa una cosa decente. Assieme a noi armadi aperti con vari presidi e attrezzature mediche, ma soprattutto soli e abbandonati a noi stessi per tutto il tempo. In caso di necessità qui vengono parcheggiati anche pazienti con la flebo. Ricorda una signora con una colica di reni che aveva appunto la flebo inserita. Si vedeva benissimo quanto soffrisse. Ebbe la necessità di rimettere e lo fece in un cestino portacarte che era là. Il risultato stesse li fino a che dopo un tre ore io non me ne fui andato.
    Probabilmente a me non fu riservata la “flash room” che peraltro non so tuttora che cosa sia. Dal momento che mezzolitro non ce lo dice deve essere che so rimasto un po’ addietrato. Infatti nemmeno su Wikipedia sono riuscito a scoprire cosa sia. Non voglio pensare che sia una situazione per cui rimani flashato e dopo ti sembra tutto rosa.
    Ognuno di noi in quelle circostanze cerca una sua “Gloria” scrutando e cercando di capire chi potrebbe essere quello più disponibile e “umano”. Come in tutti i casi ce ne sono di migliori e di meno migliori. Certo avere costantemente informazione sui tempi, sul decorso e sulle prospettive di quello che potrà succederti sarebbe di grande conforto, ma non è sempre così. Io in quella stanzetta ci ho parcheggiato diverse volte e mai meno di du o tre ore, ma anche di più.
    Che dire? Sono contento per mezzolitro. Non contesto il suo dieci e lode, anch’io ne ho dato uno convinto a suo tempo proprio in questa stanza del blog. Ma per esperienza dico che è stato anche abbastanza fortunato.
    Se dovessi tornare da quelle parti mi auguro che anch’io possa essere ammesso alla “flash room” e che possa trovare una mia “Gloria”.

    • mezzolitro ha detto:

      La tua è tutta invidia…

    • Nello ha detto:

      Secondo me la verità sta nel mezzo. Da quando è stato fatto il nuovo Pronto soccorso le cose sono, a detta di molti, migliorate, ma ci sono ancora voci contrarie. Forse Mezzolitro è stato super fortunato ad “aver” trovato la porta aperta, Granocchiaio al contrario non lo è stato: peccato che però esalti il sindacalista che si da da fare per i posteggi e non riesca a risolvere, se tuttora ci sia il rischio che lui ha esposto (a dir la verità non è la prima volta), i problemi dei malati

  7. Granocchiaio ha detto:

    Caro mezzolitro
    Come darti torto? Certo che la mia è tutta invidia!
    Ma i fatti restano e nessuno mi ha ancora spiegato cosa sia la “flash room”
    Forse uno stimolo a cercare di apprendere l’inglese agli anziani e tardi come me?
    Se è così penso che sia una trovata formidabile: sai quanti tardi come me non capiranno che c..zo sia?
    Peggio: ci saranno dentro e non sanno quale fortuna hanno avuto: andare nella famosa Flash Room

    Caro Nello

    Per sapere se veramente è così migliorato bisognerebbe andarci da ricoverati, cosa che peraltro non mi auguro per niente
    Vedi che vuoi riattizzare il groviglio dei parcheggi: so che è deleterio e pericoloso ricominciare, ma tanto per stabilire almeno una verità: io non ho mai esaltato il sindacalista che si da da fare per i posteggi, mentre è vero il fatto che io l’ho difeso dai tuoi attacchi e richiami ad allinearsi alle tue direttive

    • mezzolitro ha detto:

      La flash room è attigua alla shock room;
      Appena arrivi e ti giudicano grave fili dritto nella shock, quando t’hanno rattopato alla meglio passi alla flash, dove fai le terapie, aspetti i referti e se vuoi puoi avere un parente vicino.
      I medici passano spesso mentre l’infermieri sò sempre presenti.
      Chiaro? Esauriente? Stamani sò dovuto ripassà dal Pronto soccorso e c’era il solito casino, un vero porto di mare, tra l’altro la croce rossa di Braccagni è sempre tra i protagonisti, oggi c’era pure Nadia cò una signora che non ho riconosciuto.

  8. mezzolitro ha detto:

    Non è che mi hanno dato buca, la situazione era oggettivamente complicata, io non ero in punto di morte così non ho insistito, ma era chiaro che se mi impuntavo avrebbero fatto fronte, facendomi aspettare il giusto, ma avrebbero fatto l’esame.
    Mi sorprendi ranocchio, vai su twitter e non ti lamenti, vai su facebook e non fiati,linki a più non posso con google e non sbuffi, lo so, ogni tanto ti piace fare il pesce in barile…

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