Autostrada Tirrenica

tracciato recente

vecchio tracciato

 

Aperto l’articolo sull’Autostrada, aperto il dibattito per cercare di capire e dire la propria opinione

Come base di partenza riporto tre articoli di tre momenti e fonti diversi

MAREMMA CHE STRADA di Marco Bucciantini e Marco Rossi

Fonte: L’Unità, 18 novembre 2008

Matteoli: Tirrenica pronta nel 2016, non costerà un euro allo Stato – 16 giugno 2011

 Regione Toscana – Confronto costruttivo in Regione con gli Enti locali grossetani – 11/07/2011

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  1. braccagni.info ha detto:

    MAREMMA CHE STRADA
    di Marco Bucciantini e Marco Rossi

    Chi vuole l’opera lo chiama Corridoio Tirrenico, per evocare il focolare
    e quel collegamento così domestico, gentile, utile per spostarsi fra
    stanze calde, ovvero porti, distretti produttivi, il mare e la terra.
    Chi l’avversa, la chiama Autostrada della Maremma, per rimandare
    all’asfalto e associarlo alla Maremma verde, ossimoro e sfregio:
    sventrare le colline dei butteri, del Morellino e dei cinghiali.
    Comunque finisca la disputa semantica, trattasi della stessa cosa.
    Cioè, di niente. Per ora: il Cipe ha in calendario lo sblocco di 16,5
    miliardi per le Infrastrutture, come annunciato dal ministro Altero
    Matteoli. Serviranno anche per la Cecina-Civitavecchia. È l’ennesimo
    punto di partenza di una storia datata. Questa.
    Il signor Cotta
    È la storia di una strada che non c’è, eppure c’è da 2 mila e 300 anni.
    Il console romano Aurelio Cotta si pose il problema di collegare Roma
    a Pisa, dove c’era un promettente porto sul Tirreno da valorizzare. Nel
    240 avanti Cristo ci vollero trent’anni per trasformare un’idea nella
    prima grande infrastruttura viaria della penisola. Nel 1969, l’ingegner
    Mario Bruni – accanito fan della mobilità su gomma – immaginò di
    raddoppiare l’antica strada statale numero 1, l’Aurelia, con
    un’autostrada a pedaggio fra Livorno e Civitavecchia. Nell’anno in cui
    l’uomo mise piede sulla Luna, di Woodstock e di Piazza Fontana, di
    Pintor e gli altri che fondano il Manifesto, quella strada sembrò
    necessaria: per costruirla venne appositamente istituita la Sat
    (società autostrada tirrenica) che aveva come unico oggetto sociale
    proprio l’autostrada a pedaggio. Quarant’anni dopo quella necessità è
    ancora una disputa fra sostenitori e denigratori, fra genti contrite
    dagli incidenti che insanguinano la vecchia statale e altre
    preoccupate dei vigneti del Morellino (e delle case di villeggiatura a
    Capalbio). Al dibattito non partecipa più il cinghiale maremmano:
    temendo di essere asfaltato, si è estinto (si era rifugiato sull’isola
    d’Elba, ma non ha mai preso il traghetto per Piombino).
    La Storia
    A trainare il dibattito, da sempre, non è il territorio ma la volontà
    politica. Processo auspicabile, se è vero che la politica è dovere di
    scegliere e fare. Ma non si fa. La commissione parlamentare
    Oddorisio constatò, nel 1976, che quell’autostrada (e altre opere)
    avrebbe portato alla bancarotta lo Stato. Corrado Mantoni, detto
    semplicemente Corrado, inventava Domenica In, Scalfari e Caracciolo
    fondavano la Repubblica, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” vinceva
    gli Oscar, sviscerando l’assurdità degli ospedali psichiatrici. “Assurda
    è l’autostrada – dicono Wwf e Legambiente – e si sono persi molti
    anni per mettere in sicurezza l’Aurelia».
    La questione si scalderà sempre attorno a questi due fuochi.
    L’autostrada in Maremma tornò nel piano delle infrastrutture
    pubbliche solo nel 1982, l’anno di Pablito e l’Italia Mundial. I soldi
    non c’erano, ma si spendevano: erano gli anni Ottanta, da bere. Così
    si costruirono i primi 40 chilometri, da Livorno a Rosignano, che si
    poggiano su giganteschi piloni tanto da essere il viadotto più lungo e
    caro d’Europa. Il resto, fra Rosignano e Civitavecchia, fu impedito
    dalla Commissione d’impatto ambientale, la Via, istituita con il
    ministero dell’Ambiente (1987: Paolo Rossi si era appena ritirato dal
    calcio). Fu la prima bocciatura di una grande opera pubblica, tanto
    era mal concepita. L’aveva – fra l’altro – progettata la Rocksoil di
    Pietro Lunardi. Nel 1997 i dimenticati Jalisse sbancano Sanremo e i
    laburisti vincono le elezioni britanniche, dopo il ventennio Tory, e la
    Sat è piena di debiti, senza prospettiva: gestisce una mini autostrada,
    sta fallendo. Dal governo arrivano 172 miliardi di lire, per campare.
    Contemporaneamente viene sospesa la licenza a costruire l’opera. Un
    non sense. L’allora sottosegretario ai lavori pubblici, con delega alle
    Autostrade, era Antonio Bargone.
    Progetti e incidenti
    Col nuovo millennio, e con il governo Amato, l’Aurelia torna
    protagonista. C’è un’urgenza: se a nord dell’Alberese la strada è
    affiancata da una variante a 4 corsie che permette di scorrere
    velocemente, nel tratto maremmano si viaggia fra paesi e svincoli da
    incubo, avvolti da alberi dal grosso fusto.
    Fra Tarquinia e l’Alberese è la stessa strada tracciata dal console
    Cotta, un ammodernamento servirebbe, perché lì si muore, ogni
    giorno: nel tratto a sud di Grosseto il dato di incidenti/km è di 0,87,
    contro la media italiana di 0,42 (e del tratto a quattro corsie). Così,
    nel 2001, c’era il progetto per modernizzare la statale, c’era
    l’approvazione di massima della Via, c’era il consenso degli
    ambientalisti e c’erano i soldi, 600 miliardi di vecchie lire.
    Berlusconi tornò al governo, disegnò l’Italia nella lavagna di Vespa,
    asfaltò da Palermo a Lugano, ci mise dentro tutto e fu il modo più
    sicuro per non fare niente. Lunardi, intanto, era il nuovo ministro:
    cestinò il progetto dell’Aurelia, “commissariò” l’Anas piazzando
    uomini di fiducia, e riportò a galla il suo vecchio progetto di
    autostrada maremmana, già bocciato 12 anni prima.
    C’era però un reale e condiviso consenso politico sull’opera, delle
    Regioni e del governo. La discussione si spostò sui tracciati: la giunta
    di Claudio Martini riuscì a coinvolgere ingegneri e architetti di rango
    per stendere un’autostrada costiera a minor impatto ambientale. Su
    quel progetto incontrò il favore degli enti locali interessati, con
    qualche sindaco riottoso e con la Maginot dei villeggianti di Capalbio,
    pronta a usare i trattori e i giornali. La Sat, poi, era spalancata: ne
    era diventato presidente proprio Bargone e la società fu reintegrata
    nel diritto di realizzare e gestire l’autostrada.
    La fine
    A ridosso di Montalto di Castro la strada è rallentata: c’è il solito
    camion insuperabile, nella corsia unica. C’è il solito morto per la
    strada. Oggi è un giorno uguale agli altri, da Civitavecchia (porto
    importante) a Grosseto – snodo per raggiungere anche l’Adriatico –
    sono 109 chilometri, e due ore di macchina. L’Italia frena.
    Intorno a Capalbio 14 incroci a raso fanno allargare e stringere la
    strada come una fisarmonica. La questione balla sul tavolo del Cipe,
    il comitato interministeriale che deve preventivare e validare i costi
    delle opere da fare. Fino ad ottobre mancava il parere della Regione
    Lazio sul tracciato costiero, l’unico su cui vi era convergenza e sul
    quale il ministero dell’ambiente Matteoli si era espressamente speso,
    allegando il suo parere a corredo del via libera della Commissione
    sull’impatto ambientale.
    Quello della Regione Toscana era lì da tempo. «L’autostrada è fatta
    pensando all’Italia – spiega l’assessore Riccardo Conti – il ministro
    ha dichiarato che il primo cantiere deve partire massimo entro
    sei mesi e a noi ci va bene». Però «ci devono garantire – va avanti
    l’assessore – il collegamento tra i porti di Piombino e Livorno e la
    riorganizzazione della viabilità nella zona della Maremma». E
    quindi trasformare l’Aurelia in una strada «alternativa» e secondaria.
    Maggio non è lontano, forse per la Regione Lazio è perfino una
    scadenza frettolosa: l’assessore ai Lavori pubblici, Bruno Astorre, non
    parla. Di Aurelio Cotta non abbiamo il cellulare.
    Fonte: L’Unità, 18 novembre 2008

  2. braccagni.info ha detto:

    16 giugno 2011
    Matteoli: Tirrenica pronta nel 2016, non costerà un euro allo Stato

    L’autostrada Tirrenica (Livorno-Civitavecchia) dovrebbe essere “completata interamente a inizio 2016″. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli (nella foto), sottolineando che “è un’opera che non costa un euro allo Stato” e che “dopo 40 anni in cui si è cercato di realizzare questa infrastruttura indispensabile per la Toscana e per l’Italia finalmente si è arrivati al progetto condiviso”.
    Entro fine giugno sarà completato il tratto Rosignano-San Pietro in Palazzi, mentre a luglio saranno avviati i lavori sul tratto Civitavecchia-Tarquinia (15 chilometri) il cui completamento è previsto per giugno 2014. “Abbiamo cercato di fare un progetto bancabile”, ha spiegato Matteoli a margine della presentazione del progetto definitivo da parte di Sat (Società Autostrada Tirrenica), “e così l’opera non costerà una lira allo Stato anche per le opere compensative”.
    Il progetto definitivo per il completamento dell’A12 ha ottenuto il via libera dell’Anas, come ha confermato il presidente Pietro Ciucci. L’auspicio, ha detto Ciucci, è quello di “arrivare nei tempi più rapidi possibili all’apertura dei cantieri”. Il costo complessivo dell’opera nel nuovo piano è due miliardi di euro, rispetto al progetto di 3,7 miliardi che il Cipe aveva approvato.
    Ciucci ha precisato che il nuovo piano, a differenza di quello allegato alla convenzione del 2009, non prevede “alcun valore di subentro alla scadenza della concessione. Rispetto alle ipotesi progettuali precedenti si è deciso di sviluppare l’intero tracciato autostradale sul percorso attuale della statale 1 “Aurelia”. In riferimento al tratto di Orbetello, a causa del forte impatto sul territorio e dei costi rilevanti, “è stata abbandonata la soluzione prevista dal progetto preliminare. Il nuovo progetto prevede l’ampliamento in sede con due corsie per senso di marcia, con la prescrizione da parte dell’Anas dell’inserimento di una corsia di emergenza nel tratto Ansedonia-Fonteblanda, non prevista nel progetto preliminare.
    Il costo complessivo dell’opera nel nuovo piano (comprensivo del ‘lotto 1′ Rosignano Marittimo-San Pietro in Palazzi in corso di esecuzione e del ‘lotto 6a’ Civitavecchia-Tarquinia), al netto del ribasso del 15 per cento, ipotizzato dalla Sat, risulta pari a 2 miliardi di euro, rispetto al progetto di 3,7 miliardi di euro che il Cipe aveva approvato e che comprendeva gli interventi di realizzazione del ‘Lotto 0-Maroccone Chioma’, della viabilità di ‘Penetrazione al porto di Piombino’ e di un tracciato in variante alla statale Aurelia e non sul tracciato stesso dell’Aurelia come, invece, previsto attualmente dal piano.
    16 giugno 2011

  3. braccagni.info ha detto:

    Regione Toscana
    AUTOSTRADA TIRRENICA

    Confronto costruttivo in Regione con gli Enti locali grossetani
    “E’ stato un confronto costruttivo, che è servito per fare chiarezza sulle rispettive posizioni e per mettere a punto una visione comune dell’opera e dei miglioramenti necessari”. Così l’assessore ai trasporti e infrastrutture, Luca Ceccobao, sintetizza il senso dell’incontro sul progetto definitivo dell’autostrada tirrenica che si è svolto stamani in Regione con la Provincia di Grosseto, per la quale era presente il vice presidente Marco Sabatini, e i Comuni grossetani interessati.

    “Dalla discussione – spiega Ceccobao – sono emersi due punti fondamentali: che l’autostrada serve al territorio e che va fatta bene, con un progetto di qualità che le necessità del territorio esalti e rispetti. E per fare questo sono necessarie nuove verifiche per rafforzare la viabilità locale”.

    Le richieste di miglioramento su cui hanno convenuto Regione e Enti locali nei confronti di Sat e Anas – che, sempre stamani, hanno partecipato ad una seconda fase dell’incontro – riguardano in particolare la questione del sistema di pedaggiamento, che deve essere equilibrato e, soprattutto, deve prevedere forme di esenzione e specifiche attenzioni per la grande utenza. Va inoltre rivista, con maggiori garanzie per il territorio, la proposta per la viabilità locale, che appare al momento frammentaria e debole: in particolare per quanto riguarda il nodo di Orbetello, che presenta i limiti più evidenti, e poi per quelli di Fontebranda, Albinia, Orbetello Scalo e Ansedonia.

    Nella discussione sono intervenuti anche i sindaci di Orbetello, Capalbio, Gavorrano, Follonica e Massa Marittima, manifestando il loro punto di vista, ponendo lo stesso accento su una maggiore attenzione alla viabilità locale.

    “L’autostrada va fatta bene, e soprattutto deve rappresentare un’opportunità in più per il nostro territorio – dichiara il vicepresidente Sabatini-. Il progetto trasmesso da Sat, che stravolge l’accordo del 2008 raggiunto dopo 40 anni di discussioni, invece ci fa fare un passo indietro dal punto di vista infrastrutturale e in particolare nel diritto alla mobilità dei nostri cittadini. Prendiamo atto del completo disimpegno del governo nei confronti del nostro territorio che ha provocato il cambiamento del progetto. Detto ciò, i principi che stanno alla base dell’accordo del 2008 sono per noi irrinunciabili e per questo l’ipotesi di un tracciato interamente sulla S.S. Aurelia è irricevibile. Cogliamo con favore l’attenzione dimostrata quest’oggi dall’assessore Ceccobao e la Provincia, così come i Comuni grossetani, non si esimeranno da un confronto costruttivo che auspichiamo porti ad un risultato positivo per il nostro territorio”.

    E’ stato già fissato un nuovo appuntamento per lunedì 18 luglio, nel quale sono previsti ulteriori approfondimenti tecnici sul progetto e prime risposte di merito, sulle specifiche questioni, da parte dei tecnici di Sat e Anas.
    11/07/2011 18.04
    Regione Toscana

  4. Nello ha detto:

    Non c’è che dire: da Braccagni.info abbiamo già materriale a iosa per discutere.
    Bello l’articolo tratto dall’Unità, onestamente pensavo fosse tratto dall’edizione dei giorni scorsi.
    A questo fa da contraltare l’intervento del Ministro Mattioli, questo sì dei giorni scorsi: lo Stato non paga un euro per il completamento della Tirrenica, nel 2016 sarà completata. Mi sembrano il proclami che la forza, allora al governo locale, in campagna elettorale 2001 faceva:”Terme Fatte”-“Aeroporto Fatto” ed altre amenità del genere (vedere la situazione ad oggi).
    Mattioli dice che allo Stato non costa un euro; vorrei vedere se alla fine è così, intanto da 3,6 mld il costo è sceso a poco più (per ora, ma siamo in italia sicuramente se va bene alla fine è lo stesso) di 2 mld, in compenso il pedaggio è rimasto invariato 0,15€ /Km (parole di Bargone o del Presidente,non ricordo bene).
    Mattioli dice (il 16 Giugno) che nel 2016 (qui sicuro Bargone dixit 2017) sarà terminata e con Giugno di quest’anno sarà aperta fino a S. Pietro in Palazzi; peccato che il 27 Giugno abbia, lui, inaugurato il primo Km dalla vecchia barriera (Rosignano) alla nuova di Vada. Forse, spero, intendeva dire che con la fine di giuno iniziavano i lavori da Vada a S.Pietro in Palazzi.
    Mi fa specie quanto detto dall’Assessore Ceccobao, come anche aveva evidenziato Marras nell’intervista a TV9, che va rivisto qualcosa, ma non erano (in Regione)fermamente convinti della nuova idea sulla sovrapposizione Aurelia-Autostrada?.
    Come si vede la chiarezza su quest’opera che dovrebbe essere risolutiva per la viabilità Nord-Ovest europeo-Palermo è tutta da venire.
    Qualcuno, parlando, mi ha già etichettato: dicendo sempre NO (vedi anche Polo) non si va verso un miglioramento della vita economica e sociale.
    Io invece reputo che spesso il “NO” non è riduttivo (vedere la posizione del Comitato “sos braccagni net” sullo stesso polo) ma costruttivo.
    Mi sembra una emerita cavolata fare l’Autostrada su una strada di per sè funzionale (anche con limiti specie nella zona Sud), inoltre, tanto per contraddire il Ministro, ricordo che dal Chioma (Quercianella) a Grosseto Sud la Variante Aurelia è stata finanziata dall’ANAS, cioè Stato.
    Il mio “NO” è solo sulla sovrapposizione delle due infrastrutture, ma sono per una Autostrada vera, costruita con i criteri attuali (tre corsie + una, aiuola spartitraffico ampia etc).
    Inoltre, dove sono le complanari, specie a sud, visto che non esiste una viabilità seria alternativa? Ci dovrà pensare la Provincia, ma anche in questo il Ministro ha ragione: allo Stato la Tirrenica non costa nulla…..

  5. mezzolitro ha detto:

    Ragazzi/e, lo sapete, io sò duro di comprendonio, inoltre sò uno scarso utilizzatore di autostrade, sicchè sò un pò in difficoltà a capì se è un bene o un male che la nascente autostrada Tirrenica si “mangi” la nuova aurelia; quindi, ditemi, che mi cambia a me abitante di Braccagni cò la nuova viablità che comporterà la messa in opera dell’autostrada? mi raccomandoo concetti chiari e BREVI.

    • Nello ha detto:

      Per prima cosa eri un abitante di Braccagni (o meglio del volgo).
      Comunque a te cambia poco perchè non la puoi utilizzare in prima persona a meno che il tuo scooter sia superiore a 150 (o 250) cc.
      Comunque bando agli scherzi per il breve spostamento (Braccagni-Grosseto) in pratica cambia poco e solo sulla viabilità, più problematico uno spostamento lungo esempio andare a Livorno:o fai l’autostrada con relativi costi (ripeto sembra 0,15€/Km)+ spese aggiuntive per il pagamento dal Madonnino a Follonica (minimo 1,10€ di bollettino) o smadonnando fai la vecchia Aurelia con la circumnavigazione di Venturina e Cecina e relativa perdita di tempo. Se l’autostrada fosse ex novo sta a te scegliere liberamente se fare veloce (ma con minimo tre bartriere) prendendo l’autostrada (130 Km/h); se andare così e così con la variante oppure fare un giro romantico (in questo caso senza smadonnare) utilizzando la vecchia Aurelia.
      Il punto però non è tanto quale arteria utilizzare, ma il traffico che forzatamente aumenterà sulla vecchia Aurelia.
      Io ho vissuto fino al 1974 sulla via Aurelia (nella vecchia cabina per capirsi) e ho visto l’evolversi della viabilità sud-nord .
      Fino al 1960 circa una marea di autotreni e che romba per superare il ponticino del Ciardi (per i nuovi sarebbe la salitella per lo Spiga); con l’apertura della A1, diminuzione drastica dei mezzi pesanti, con nuovo aumento all’apertura della Cisa.
      Ora non dico che sarà di nuovo così, ma certamente tutti venendo da sud e dovendo venire qui o a Ribolla etc una volta arrivati alla barriera di Grosseto Nord escono e prendono la vecchia Aurelia (stesso discorso dal Nord, giunti alla barriera di Follonica).
      (comunque puoi leggere in un reporrtage del Tirreno dei giorni scorsi i problemi per andare da Grosseto N a S).
      Non so cosa succederà lato Sud della provincia perchè l’unica cosa certa (ma poi sarà vero?) che l’autostrada dovrebbe sovrapporsi all’Aurelia, ci saranno 8-9 svincoli, ma il collegamento fra i vari paesi è top secret in quanto non si sa da dove e come saranno le complanari

      • Ric ha detto:

        L’Autostrada Tirrenica è già di per sè pagata dalla SAT (Società Autostrada Tirrenica) che ha in cassa i soldi necessari per costruirla; quindi non si capisce perchè Matteoli (che pure è toscano di Cecina, credo) si spertichi a trovare una soluzione di risparmio economico (a chi?, alla SAT?) e cerchi di mediare sulle richieste degli ambientalisti mossi più o meno da tematiche ambientali ma anche da necessità di salvare le pretese di taluni (specie verso Capalbio…) che temono espropri e cantieri davanti alle proprie aziende. E poi: per quale ragione si conosce prima il piano degli espropri ma non si conosce il tracciato definitivo? Forse c’è qualcosa da nascondere…
        Il fatto di sottoporre a pedaggio una strada già esistente impone che la viabilità locale sia servita da complanari; per questo motivo il tratto Braccagni – Grosseto Nord è al momento sufficiente ad assorbire un certo volume di traffico, ma cosa succederà quando molti camionisti cercheranno di entrare nella complanare vecchia Aurelia per risparmiare pedaggio? Io un poco conosco il mondo degli autotrasportatori e loro se trovano il modo di risparmiare soldi, per uguali Km. sono capaci di venire da Livorno a Grosseto sulla vecchia Aurelia con i problemi che ne deriveranno. E un cittadino di Grosseto che dovesse andare verso Orbetello per ragioni di lavoro, non essendoci al momento un progetto di complanare in questa tratta, sarebbe obbligato a pagare il pedaggio tutti i giorni, andare e ritornare.
        Per quanto riguarda il pedaggio: esso è dovuto quando ci sono le caratteristiche di autostrada; per esempio il Grande Raccordo Anulare (GRO) di Roma possiede questi requisiti incluso quello delle corsie di emergenza (obbligatorie sulle autostrade), mentre già si sa che l’attraversamento della piana dell’Ombrone tra Grosseto Est e Grosseto Sud effettuato in viadotto, non comporterà l’allargamento del viadotto stesso ed alcuni tratti tra Fonteblanda e Capalbio, saranno senza corsia d’emergenza. Un risparmio per la SAT ma di certo non per il Governo che, come dice Matteoli, non caccia un euro.

  6. Carlo Vellutini ha detto:

    Credo che Mezzolitro per avere una risposta potrebbe chiedere a Roberto Spadi che in una delle assemblee sul Polo Logistico – un intervento credo riportato dal blog- fece una descrizione perfetta del nostro paese quando con l’autostrada il traffico locale si riverserà sulla vecchia Aurelia. Ovviamente lui ci sommò anche gli autotreno che avrebbero dovuto “ravvivare” il Polo, ma il concetto non cambia!!! Per i nostalgici, però, sarà una vittoria: torneremo agli anni ’70 ed ’80 prima della nascita dell’Aurelia a 4 corsie.

  7. Nello ha detto:

    Dove eravamo rimasti.
    Contrari alla sovrapposizione Autostrada-Aurelia Provincia e Comuni Sud, sconosciuta ufficialmente la posizione delò Comune di Grosseto.
    Ora si sta aprendo il fronte nord, strano ma è quella parte di Autostrada la cui sovrapposizione aveva trovato, fino ad ieri , tutti d’accordo, meno qualche bastian contrario come il sottoscrittto.
    Borghi ieri ha cercato di far aprire gli occhi , in primis, ai gavorranesi suoi amministrati ma anche a chi fin ora ha fatto orecchi da mercante (come Mezzolitro che provocatoriamente chiede cosa cambia per la viabilità).
    Anche il Sindaco espone il pericolo grosso dell’aumento del traffico sulla vecchia Aurelia, causa ticket esoso anche ai residenti, e guarda caso indica le difficoltà che troveranno le frazioni gavorranesi (che come braccagni) sono attraversate dalla vecchia statale.
    Lui va oltre alle mie dissertazioni, in quanto Amministratore deve vedere (e prevedere) oltre. Lui dice che per rendere “regolare” la Tirrenica spariranno molte strade (di varia tipologia) che fiancheggiando l’attuale Variante collegano i vari poderi.
    Anche a Braccagni si presenta lo stesso caso, visto che sicuramente l’allargamento sarà verso monte (non ci sono spazi verso valle, ed anche strutture in prossimità rischiano molto visto che ci vuole uno spazio d’obbligo libero), a rischio sono la strada che da Tondicarlo in pratica raggiunge la vecchia cava, non ci sarà la posssibilità di creare una viabilità alternativa per alleggerire l’incrocio fra via Pantaleo-Aurelia N.-Malenchini; che dire poi in zona Cafaggio dove sia a monte che a valle ci sono abitazioni e che, come il Tirreno accennò, giustamente, per l’allargamento verso la ferrovia, sparirebbe quella strada, penso privata, che c’è fra le due infrastrutture? Notare che quell a può essere considerata non solo per la manutenzione ferroviaria, come s’è potuto vedere nel tempo, ma anche strada di soccorso, in quanto non ci sono collegamenti diretti fra la ferrovia e la viabilità ordinaria in molti punti fra Grosseto e Montepescali Stazione (come da orario TrenItalia)

    • mezzamestola ha detto:

      Io dico che l’atostrada deve attraversare il parco dell’ucellina attraverso una galleria che da nord a sud nasconde il percorso dentro le colline, poi deve costeggiare tutto il itorale con un terrapieno e senza sbocchi sotto per l’acqua, così fa da diga alle mareggiate, deve attraversre castiglioni della pescalia con una sopraelevata che dal porto arriva fino alle dune, così il lungomare diventa ombreggiato e si può passeggiare anche quando piove… poi sarei per tagliar di netto roccamare espropriando un pò di ville, ed infine a punt’ala ci farei uno svincolo che arriva direttamente al porto… poi folonica, li non c’è problema, si fa pasare dentro la pineta , mi fermo qui, il resto del percorso lo decidano quell del luogo…
      mi pare che la mia soluzione sia in linea con le soluzioni che la politica grossetana, PD e suoi massimi dirigenti, continuano a sollecitare per il polo logistico a braccgni in loclità spiga… però la mi soluzione avrebbe anche il vantaggio di bonificare la diaccia botrona per frci immensi parcheggi per containers oltre che naturalmente costruire un porto commerciale a castiglioni della pescaia e al castello farci la dogana…

  8. Granocchiaio ha detto:

    Finalmente una iniziativa per l’autostrada! Finalmente qualcuno che non si limita a dire qui no, qua nemmeno, la non se ne parla, la rompe, qui c’intasa, la ci strozza, e così via in compagnia cantando.

    Finalmente qualcuno che dice no al progetto e propone qualcosa di diverso e di concreto. Facile anche pe i ragazzini sire sempre no. Un po’ diverso dire no e proporre la propria soluzione.

    Finalmente qualcuno che si spreme le meningi e tira fuori delle soluzioni.
    Ci sarà chi avrà da ridire anche sulle proposte di mezza mestola, ma lui però ci ha provato. Come dire, ognuno da quello che può e che più gli sembra giusto.
    Quindi un bravo a mezza mestola che ci ha indicato un sua soluzione alternativa.

    Vediamo quanti fautori del no sono disposti a sporcarsi le mani e fare la propria proposta.

    • Nello ha detto:

      Caro Granocchiaio a te non ti smuove nessuno: o è bianco o è nero, per te il grigio non esiste.
      C’è modo e modo di dire “sì” o “no”: io ho sempre detto, sia su questa pagina sia altre volte prima che questa nascesse, no a questo progetto, sì ,se veramente è necessaria, ad una autostrada vera, cioè con 3 corsie+l’emergenza per ogni senso di marcia e un’aiola spartitraffico ampia (visto che in altro blog citi Vinitaly, come quello che c’è sulla Brennero praticamente da Modena a Verona).
      Ecco su un’autostrada così non avrei nulla da ridire, accetto senza nessuna remora il progetto ora in discussione, ma senza pedaggio per tutti lato Nord in quanto tutta la variante da Rosignano a Grosseto Sud è stata fatta dall’ANAS cioè con i nostri soldi; potrei accettare il progetto a Sud dove lì bisogna veramente intervenire, ma deve essere completato con adeguate complanari a carico SAT e con pedaggio in quanto i lavori sarebbero praticamente in toto alla SAT (da rivedere in questo caso gli attraversamenti urbani).
      Mi sembra che vuoi comunque un tracciato, bene ti rimando agli anni 70 al primo progetto (mi sembra fosse targato SALT, ma in pratica da essa è nata la SAT), era fatto da ingegneri e non da un peritaccio (ma non morto)come me .Per capirsi passava sotto Massa, dietro Montepescali, Manciano etc., addirittura avevo una cartina stradale comprata all’epoca con tratteggiato il percorso. In pratica però saltò tutto (e siamo tuttora a combattere) perchè i Signori del Vapore modificarono quel tracciato, presentandone uno a mare meno costoso.
      Il filosofo Giovan Battista Vico affermò la teoria dei corsi e ricorsi storici (lui parlava di generazioni): bene ci risiamo dopo 40 anni (nel 2008) e grosse discussioni fra amministrazioni locali toscane, laziali e fra le due regioni, governo e SAT si giunse ad un accordo, il CIPE approva, costo circa 3,7 mld, dopo 3 anni si cambia in pratica unilateralmente le carte in tavola e si presenta un nuovo progetto dal costo di circa 2,2 mld, con obbligo di pedaggio per tutti alla modica cifra di 0,15€/Km (parole degli amministratori SAT), senza complanari e senza lotto “0” (Boccale-Vada): Granocchiao chi è che non vuole l’autostrada Nello che fa delle richieste o gli altri che propongono progetti capestro?

  9. Granocchiaio ha detto:

    Caro Nello
    Qui non si tratta di solo bianco o di solo nero, anzi è proprio il contrario: ce ne ha fatte di tutti i colori!
    Rileggiamo – sintetizzando quanto scritto e anche da te apprezzato su L’Unità, 18 novembre 2008
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    Nel 240 avanti Cristo ci vollero trent’anni per trasformare un’idea nella prima grande infrastruttura viaria della penisola.
    Nel 1969, l’ingegner Mario Bruni – accanito fan della mobilità su gomma – immaginò di raddoppiare l’antica strada statale numero 1, l’Aurelia, con un’autostrada a pedaggio fra Livorno e Civitavecchia. Nell’anno in cui l’uomo mise piede sulla Luna, di Woodstock e di Piazza Fontana, di Pintor e gli altri che fondano il Manifesto, quella strada sembrò necessaria: per costruirla venne appositamente istituita la Sat (società autostrada tirrenica) che aveva come unico oggetto sociale proprio l’autostrada a pedaggio. Quarant’anni dopo quella necessità è ancora una disputa fra sostenitori e denigratori, fra genti contrite dagli incidenti che insanguinano la vecchia statale e altre preoccupate dei vigneti del Morellino (e delle case di villeggiatura a Capalbio).
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    La commissione parlamentare
    Oddorisio constatò, nel 1976, che quell’autostrada (e altre opere) avrebbe portato alla bancarotta lo Stato.
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    “Assurda è l’autostrada – dicono Wwf e Legambiente – e si sono persi molti anni per mettere in sicurezza l’Aurelia».
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    L’autostrada in Maremma tornò nel piano delle infrastrutture
    pubbliche solo nel 1982, l’anno di Pablito e l’Italia Mundial. I soldi non c’erano, ma si spendevano: erano gli anni Ottanta, da bere. Così si costruirono i primi 40 chilometri, da Livorno a Rosignano, che si poggiano su giganteschi piloni tanto da essere il viadotto più lungo e caro d’Europa (una delle autostrade più care del mondo (Pisa-Rosignano M), ma era veramente necessario costruirlo?)) . Il resto, fra Rosignano e Civitavecchia, fu impedito
    dalla Commissione d’impatto ambientale, la Via, istituita con il
    ministero dell’Ambiente
    (1987: Paolo Rossi si era appena ritirato dal calcio
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    Col nuovo millennio, e con il governo Amato (l’intervistato più intervistato di Mareamma, sì, quello con una pensione di 31.411 euro al mese. Che fanno 1047 euro (lordi) al giorno – n.d.r.),
    l’Aurelia torna protagonista. C’è un’urgenza: se a nord dell’Alberese la strada è affiancata da una variante a 4 corsie che permette di scorrere velocemente, nel tratto maremmano si viaggia fra paesi e svincoli da incubo, avvolti da alberi dal grosso fusto.
    Fra Tarquinia e l’Alberese è la stessa strada tracciata dal console Cotta, un ammodernamento servirebbe, perché lì si muore, ogni giorno: nel tratto a sud di Grosseto il dato di incidenti/km è di 0,87, contro la media italiana di 0,42 (e del tratto a quattro corsie). Così, nel 2001, c’era il progetto per modernizzare la statale, c’era l’approvazione di massima della Via, c’era il consenso degli ambientalisti e c’erano i soldi, 600 miliardi di vecchie lire.
    Berlusconi tornò al governo, disegnò l’Italia nella lavagna di Vespa, asfaltò da Palermo a Lugano, ci mise dentro tutto e fu il modo più sicuro per non fare niente. Lunardi, intanto, era il nuovo ministro: cestinò il progetto dell’Aurelia, “commissariò” l’Anas piazzando uomini di fiducia, e riportò a galla il suo vecchio progetto di autostrada maremmana, già bocciato 12 anni prima.
    C’era però un reale e condiviso consenso politico sull’opera, delle Regioni e del governo. La discussione si spostò sui tracciati: la giunta di Claudio Martini riuscì a coinvolgere ingegneri e architetti di rango per stendere un’autostrada costiera a minor impatto ambientale. Su quel progetto incontrò il favore degli enti locali interessati, con qualche sindaco riottoso e con la Maginot dei villeggianti di Capalbio, pronta a usare i trattori e i giornali.
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    A ridosso di Montalto di Castro la strada è rallentata: c’è il solito camion insuperabile, nella corsia unica. C’è il solito morto per la strada. Oggi è un giorno uguale agli altri, da Civitavecchia (porto importante) a Grosseto – snodo per raggiungere anche l’Adriatico – sono 109 chilometri, e due ore di macchina. L’Italia frena. Intorno a Capalbio 14 incroci a raso fanno allargare e stringere la strada come una fisarmonica. La questione balla sul tavolo del Cipe, il comitato interministeriale che deve preventivare e validare i costi delle opere da fare. Fino ad ottobre mancava il parere della Regione Lazio sul tracciato costiero, l’unico su cui vi era convergenza e sul quale il ministero dell’ambiente Matteoli si era espressamente speso,
    allegando il suo parere a corredo del via libera della Commissione
    sull’impatto ambientale.
    Quello della Regione Toscana era lì da tempo. «L’autostrada è fatta pensando all’Italia – spiega l’assessore Riccardo Conti – il ministro ha dichiarato che il primo cantiere deve partire massimo entro sei mesi e a noi ci va bene». Però «ci devono garantire – va avanti l’assessore – il collegamento tra i porti di Piombino e Livorno e la riorganizzazione della viabilità nella zona della Maremma».

    Brani tratti da L’Unità, 18 novembre 2008

    Anche la nuova Giunta Regionale della Toscana di Rossi non pare contraddire la linea di Conti.
    E così si arriva ad oggi dove pare che ognuno abbia la formula per giudicare la realizzazione dell’autostrada come la peggior diavoleria del diavole e dove NESSUNO PROPONE UN’ALTERNATIVA REALISTICA E REALIZZABILE. Tutti pare vorrebbero la formula per fare felici tutti, ma non si ode una voce univoca per una soluzione alternativa globale realistica e realizzabile.
    Anch’io confesso di capirci poco, la soluzione non è semplice.
    L’unica cosa che mi è comprensibile è quella che troppo spesso le giuste cause sono combattute dalle persone sbagliate e nel peggiore dei modi possibili.
    Sono i paladini dell’oscurantismo sempre pronti ad una pregiudiziale opposizione al progresso.
    Ce ne abbiamo dei bei campioni anche qui tra noi in Maremma.

    E così mentre nel 240 avanti Cristo ci vollero trent’anni per trasformare un’idea nella prima grande infrastruttura viaria della penisola, noi oggi, con tutte le potenzialità e i mezzi tecnologici ed economici del nostro tempo, dal 1969 ad oggi (quindi dopo 42 anni, quasi mezzo secolo) siamo ancora qui a contare i ceci.

    Bella la cartina che hai presentato, e la metto in bella mostra. con un po’ di attenzione si riesce avedere il tragitto pensatoi all’epoca. A me sarebbe piaciuto quel percorso. Perché non fu accettato e poi eseguito? La risposta mi sembra tutta qui sopra. E un’onesta analisi.

    • Nello ha detto:

      In effetti ci vuole buon occhio per vedere il tracciato previsto nel ’69, l’importante è sapere che anche quello che ha scritto il giornalista dell’Unità non è cosa campata in aria.
      Siamo in là con l’età e fra poco sostituiremo il Caloni, come lui sostituì il Bastiani, come memoria storica del paese, ma già ora possono affiorare i ricordi. Il giornalista dice che al tempo di Claudio Aurelio ci vollero 30 per costruire lAurelia, oggi siamo già a 42 per continuare quei 220 Km circa di autostrada mancante, come se ci si sposta verso Siena sono ormai oltre 60 anni che si cerca di fare una ex 223 seria. Anche su questa arteria (escludendo le trasformazione in 4 corsie)per una trentina d’anni s’è tirato avanti per contentare tutti (e alla fine nessuno) sul tracciato. Quello classico sarebbe stato seguendo le vallate Ombrone -Arbia, con rischio nebbia, ma tutta in pianura. Ragioni politiche hanno portato al percorso attuale con un impresa all’epoca quasi insormontabile (galleria del Petriolo) e ritardi cronici.
      Attualmente la politica per me pesa enormemente sulla stessa arteria (basta vedere l’avanzamento dei lavori con i governi che si succedono, partendo dal presupposto che, escluso due lotti, gli altri sono tutti coperti economicamente), ma pesa e ha pesato anche sul corridoio tirrenico. Pensiamo quanto tempo è passato dalla realizzazione della 4 corsie fra Grosseto e Quercianella (ed ancora c’è da fare quella da Quercianella al Boccale) rispetto al lato sud (ma lì i romani dovevano andare all’Argentario). Ora i primi paletti sono stati economici, ogni imprenditore (si può essere d’accordo o meno) investe per guadagnare e così si presenta un progetto , viene accettato, dopo si ritorna sui nostri passi e si cambia le carte in tavola cercando di guadagnare di più. Così è stato negli anni 70 così è oggi, con l’aggravante bipartisan della piccola Atene, come viene chiamata dai media Capalbio. Lì “estata” la nomenclatura italica (politica, culturale) e non vuole che il “volgo” vada a infettare i suoi “possedimenti”.
      Per la Senese a 4 corsie dicevo tanti anni fa (quando la cominciai a utilizzare quasi giornalmente per lavoro) che forse i miei figli avrebbero avuto la gioia di percorrere questi 68 km in poco più di mezz’ora, non credo che i miei nipoti (che almeno sulla carta hanno tempi lunghi a venire) abbiano la gioia di andare a Roma da Braccagni in un ora e mezzo…..

  10. Nello ha detto:

    Finalmente anche il Comune di Grosseto ha preso una posizione ufficiale in attesa della Conferenza di Servizio del prossimo 3 Agosto.
    Sono contento perchè, pur non chiudendo la porta al progetto attuale, riporta in tanti punti la posizione già da molti affrontata in queste pagine: mancanza di viabilità alternativa sia in città che nei centri nurbani (penso a anche Braccagni) specie in presenza di pagamento pedaggio, fa notare gli attraversamenti a raso che sono sulla Aurelia (chiaramente ora lato Sud) il che indica la necessità di companari serie e non utilizzo di strade sterrate e7o di modesta larghezza.
    Speriamo che qualcuno ne tenga conto

  11. Granocchiaio ha detto:

    ecco pubblicata la cartina gentile rimessa da Biadone

    credo comunque che questa sia il tracciato di cui si sta’ parlando attualmente, mentre l’altro era quello previsto negli anni 70, senza sovrapposizione dell’Aurelia tracciato a monte) e che fu bocciato da Verdi, WWF e poi dal governo steso causa costi troppo alti

    era probbilmnte il progetto più serio, valido e opportuno

    • Biadone ha detto:

      Questo è il tracciato che andava bene a tutti, approvato dal CIPE nel 2008. I quadratini verdi sono caselli liberi da pedaggio, quindi per andare da Grosseto Sud a Follonica non si doveva pagare, mentre oggi, con il nuovo progetto, ci vogliono far pagare.
      Tutti gli automobilisti e camionisti che non vorranno pagare pedaggio si riverseranno sulla vecchia aurelia con il famoso effetto vintage descritto da Mezzolitro.
      Bel progetto!! Io sono per quello del 2008. Perchè è stato cambiato???

      • mezzolitro ha detto:

        Per la precisione, l’espressione “effetto vintage” per descrivere ciò che accadrà con la nuova viabilità che avremo con la “creazione” dell’autostrada Tirrenica a Braccagni ‘unn’è mia, io non sono in grado di arrivare a certe vette letterarie.

        • mezzamestola ha detto:

          inizio ad apprezzare l’idea della teleferica che da braccagni andava a Montepescali, che durante la partecipazione promossa dal comune, dove non si è mai affrontato il problema del polo logistico, venne proposta come soluzione ed inserita negli atti del comune come proposta della cittadinanza… tanto per dire che se uno chiedeva di fare un canale navigabile che collegasse braccagni al mare per poter parcheggiare il proprio canotto davanti alla chiesa, ci mettevano anche quella proposta li…

          la teleferica serviva a permettere ai braccagnini di poter uscire dal paese dopo la costruzione dell’autostrada, perchè sfido chiunque a pensare che se non si progetta una viabilità alternativa seria, braccagni non risenta dell’intasamento da traffico di cui già ha sofferto venturina ad esempio.

          una soluzione all’autostrada sarebbe quella di creare una seconda viabilità dentro il paese a senso unico, facendo diventare l’aurelia vecchia a senso unico per l’altro verso.

          Questa nuova viabilità potrebbe essere fatta su via anita garibaldi facendola allacciare alla rotonda che incrocia il nuovo braccio che va costruito per il soprapasso a sud di braccagni, e verso nord dovrebbe sfociare ad un’altra rotonda sull’aurelia proprio dove ora c’è il ponticino sul Rigo… girando dietro alla attuale zona artigianale, che dovrebbe trasformarsi, riqualificandosi, in polmone verde.

          Così avremmo due arterie locali a senso unico che permetterebbero lo smaltimento del traffico locale senza troppe difficoltà, per gli autotreni si potrebbe pensare ad una variante che partendo dal cimitero, dove sfocia la strada del cavalcaferrovia, tagliando per i campi del concialini, prosegua verso il ponte della ferrovia a nord, dove andrebbe creato un altro soprapasso che vada a ricollegarsi allo svincolo dell’autostrada e alla zona industriale e agroalimentare del madonnino.

  12. Carlo Vellutini ha detto:

    DALL?UFFICIO STAMPA DELLA PROVINCIA DI GROSSETO.

    “Siamo determinati a volere la realizzazione dell’autostrada, ma è anche necessario rispettare standard di qualità progettuale che non penalizzino il territorio”

    La Provincia di Grosseto organizza due giorni di incontri aperti ai cittadini, alle associazioni e a tutti gli attori politici locali per discutere sul tracciato dell’autostrada Tirrenica. Mercoledì 27 luglio alle 16:30, nella sala Pegaso di Palazzo Aldobrandeschi, si riuniranno le commissioni consiliari congiunte per approfondire la proposta di tracciato della SAT (Società Autostrada Tirrenica) ed i punti critici presenti, mentre giovedì 28 alle ore 15:00 si svolgerà il Consiglio Provinciale aperto per presentare la posizione della Provincia.

  13. Roberto Spadi ha detto:

    Non sono potuto andare alla manifestazione di ieri in provincia sull’autostrada tirrenica, mi dicono che alla fine, per Braccagni, è emerso che “l’effetto vintage” sarà una certezza se il tracciato rimarrà quello prospettato.
    Che si fa? Ci toccherà mettere su un’altro comitato?
    Speriamo di no, speriamo che le forze politiche locali si facciano carico del problema.
    calmi,lo sò da me, chi visse sperando…

    • MEZZAMESTOLA ha detto:

      un altro comitato……… con le strade abbiamo praticamente nessuna possibilità di spuntarla senza la volontà politica delle PA locali, l’interesse pubblico lì è determinante ….. cioè a differenza del polo un ci sono norme locali che tengano… se vogliono ti fanno una galleria che entra al calvello ed esce alle versegge senza vhiderti niente , vedi la tav…. l unico modo per fermarla sono i delinquenti oppure i pacifisti, ma quelli veri che digiunano fino alla morte non quelli di moda ora

    • robi ha detto:

      Credo che per l’impatto che ha sul traffico dentro al paese si debba sommare al problema del polo logistico/intermodale/area industriale/mini agroalimentare e quindi il Comitato sia sempre lo stesso…purtroppo. Comunque mi ha fatto piacere partecipare alla riunione della Provincia perchè l’impressione ricevuta è che anche le Istituzioni locali siano dalla nostra parte in questo caso.
      Come è stata presentata è chiaro che non s’ha da fa’.

  14. Carlo Vellutini ha detto:

    Vista la competenza di Patrizio volevo chiedere una consulenza per i navigatori del blog.
    Se la SAT decidesse di mantenere l’attuale tracciato dell’autostrada, evidentemente non voluto dalle amministrazioni locali, queste si possono opporre o l’interesse nazionale prevarrebbe su quello locale? Della serie i nostri amministratori hanno il potere di bloccare questo progetto?
    Per Braccagni più che l’effetto vintage c’è anche da considerare un altro elemento: che impatto avrà l’allargamento da 16 a 24 metri della carreggiata (mi sembra che questa sia una modifica necessaria)? Perché non è tanto l’asfalto da allargare quanto tutto il terrapieno dell’attuale quattro corsie. Alla base la strada si allargherebbe di ben più di otto metri…non vorrei che qualcuno si trovasse l’autostrada in casa…in tutti i sensi!!!

    • patrizio g. ha detto:

      l’iter è particolare, la cnferenza di servizi che si terrà il 4 agosto è un momento cruciale, occorre poi superare la normativa nazionale che si rifà a quella europea che impone dei limiti e dei vincoli, che sono in gran parte ripresi da q

  15. patrizio ha detto:

    mi è scappato il dito…

    insomma in paroloe povere, le opere di quella portata sono di compentenza governativa, e salvo il rispetto di alcuni parametri, tali progetti per la loro particolare valenza di opere di interesse pubblico nazionale, possono derogare a tutte le normative locali, e gli interessi delle collettività locali che attraversano, possono essere subordinati agli interessi più importanti della collettività nazionale; scendere nel dettaglio sarebbe una atto di autolesionismo, tanto tecnica è la cosa. Di certo c’è che alcuni principi come il rispetto di parametri di sicurezza, o anche di rispetto paesagistico e storico, sono si vinvolanti, ma con accorgimenti studiati possono anche venir superati… insomma la volontà politica quì la fa da padrona. Ecco perchè è importante che le PA locali si coalizzino, primo perchè possono avere più peso politico a Roma, poi perchè se ci fosse da far ricorsi al TAR sarebbe meglio che a farli fossero le PA e non i singoli cittadini da loro raprpesentate.
    E’ tutto un altro par di maniche rispetto al POLO Logistico così come lo volgiono fare a braccagni… avremmo meno possibilità di impedire scelte come la corsia a monte e la mancanza di svincoli, o il pedaggio… anzi… non avremmo proprio nessun appiglio giuridico… ecco perchè parlavo di pacifismo d’altri tempi pensando a Ghandy… l’unica vera forza che può fermare un’opera del genre, non sarebbe nemmeno la protesta violenta, ma una intera collettività che incrocia le braccia e fa come facevano in India… e se poi a rischio della vita cominciano a digiunare dieci cento mille diecimila persone maremmane… nessuno potrà mai farla. Come vedi però è tutto un altro par di maniche.

    • Nello ha detto:

      Forse hai ragione, ma mi sembra di capire che il Governo se n’è lavato le mani.
      Da varie dichiarazioni di esponenti politici e no, sembra che il motivo principale per cui siamo ritornati indietro rispetto al progetto del 2008 (che io già osteggiavo per la tratta nord, uguale all’attuale esclusa la gratuità per i residenti) e che è venuto meno il contributo statale(copertura concessione).
      Altro punto con cui noi braccagnini (te ne sei il portabandiera) ci scontriamo è quello che dice l’UE. Per il nostro paese bisogna rispettare i paramentri europei, di qui sensi unici ad iosa o pista dragster in via Garibaldini perchè, così ci hanno indottrinato, occorrono misure limite (ma stranamente non a Grosseto) e la nuova Tirrenica risponde a questi famosi limiti di viabilità.
      Come sai bene quale sia la mia idea di ricorsi al TAR, comunque condivido quanto dici: ha suicuramente più peso il ricorso di “consorzi” di comuni (in Toscana altro grosso argomento di discussione attuale, ma sai siamo d’estate e su qualcosa bisogna intervenire) che di singoli

      • patrizio ha detto:

        quando parlo di competenza governativa, intendo sul piano delle autorizzazioni, non delle modalità di realizzazioni che coma è stato fatto poi vengono delegate o concesse ad altri…

        è l’iter autorizzativo che è incardinato a livello Nazionale, come per la costruzione di un porto ad esempio; questo toglie l’autonomia decisianale agli enti locali e permette di passar sopra la loro compentenza in virtù del supposto (e reale) itneresse nazionale di un’opera di tal portata.

        Altra cosa poi è il resto.. credo di aver chiarito l’equivoco,

        inoltre prepariamoci a digiunare se vogliamo ottenre qualche cosa, perchè è l’unica arma che abiamo… e a me fa pure bene… quindi se ce ne srà bisogno digiunerò…

  16. Nello ha detto:

    Nei giorni scorsi ho letto, nella cronaca locale del Tirreno, l’intervento di un rappresentante di un’Associazione (nonricordo nè il nome nè l’associazione, forse la CNA?) che mi sembra veramente appropriato.
    Lui , come altri me compreso, vorrebbero un’autostrada vera e capendo le difficoltà economiche che comporterebbe (sicuramente ben oltre i 3,6 mld del progetto 2008)dice in pratica di dividere l’opera in due tronchi. subito da Civitavecchia a Grosseto, poi il resto.
    Secondo me le sue motivazioni sono giuste. La viabilità , autostrada o no, sotto Grosseto, oltre che pessima, è pericolosa (oltre 500 attraversamenti a raso,dicono, attraversamenti di paesi, strettoia dalla Torba al Chiarone) per cui in quella zona va fatto un drastico intervento (autostrada) e nel contempo intervenire sulla vecchia Aurelia per utilizzarla per il traffico locale (suona sempre la dizione “Strada dei Parchi” ).
    Nel contempo utilizzare da Grosseto Sud a Cecina la Variante che ha già caratteristiche di superstrada e può contenere adeguatamente il traffico previsto anche per i prossimi anni (non è il caso di andare tanto in là con il tempo, in quanto non credo che i costi del carburante diminuiranno e quindi gli spostamneti subiranno dei grossi cambiamenti, come già successo ieri con allarme da bollino nero sulle autostrade, ma poi rivelatosi solo quasi grigio).
    In questa maniera passerebbero tre o quattro anni e si potrebbero risolvere tanti problemi anche sul lato nord (vedi utilizzo per tutti di una strada a scorrimento veloce senza pedaggi, vedi il rischio di scomparsa di viabilità locale etc), nel contempo si potrebbe mettere mano al famoso “Lotto Zero” (Boccale-Chioma invocato dalla Livorno politico-economica) tanto inviso alla SAT, come in pratica ha dimostrato all’apertura della nuova barriera di Vada, dove l’indicazione evidente per Livorno era per l’Autostrada, mentre in piccoletto, rispetto all’indicazione Rosignano, c’era quello della SS1 livorno. Sembra robetta, ma per tanti, specie quelli non locali errore da 3-4 euro.

  17. robi ha detto:

    Riflettendo sulla nostra viabilità mi rendo conto che siamo solo ostaggi degli stessi personaggi che hanno perso completamente il contatto con gli stessi cittadini. Facendo riferimento a quanto affermato dall’on. Matteoli (eletto chiaramente tra le fila del consiglio interstellare) il giorno 16/06/2011 quando dice che “l’autostrada sarà pronta entro il 2016 senza un euro di costo per la Stato” mi sono fermato a riflettere: ma la Stato chi è? Per la nostra Costituzione e per quanto ci hanno insegnato lo Stato è l’insieme dei cittadini (che pagheranno a caro prezzo saranno pure costretti a farlo) e non l’insieme dei Senatori, Deputati e compagnia cantando, questi dovrebbero essere l’espressione dei primi…. Inoltre: la Valutazione di Impatto Ambientale aveva accettato il percorso a nord di Grosseto anche in considerazione del fatto che rimanendo gratuito non andava a peggiorare la circolazione locale in tale tratto, a sud aveva chiesto di riformulare la soluzione prospettata…. Nel definitivo è tutto stravolto: questo vuol dire che deve ripartire l’iter di approvazione poiché cambia l’impatto sul territorio! A proposito: lo Stato ha pagato l’Aurelia, pagherebbe la nuova soluzione ed anche il margine che la SAT vorrà realizzare, ma non è che il nuovo progetto serva a far dire a tutti che andava bene quello del 2008 e superare così lo scoglio di Capalbio? A pensar male si fà peccato….

  18. Granocchiaio ha detto:

    Stamattina sul giornale La Nazione in Cronaca di Groseto a pag. 5 si legge un bell’articolo che si presenta così: “L’alternativa? Un tracciato interno”.
    Si parla ovviamente della polemica sull’ultimo tracciato dell’Autostrada. E si riparla di un tracciato interno che avrebbe (avuto) un minor impatto ambientale e valorizzare zone non ancora coinvolte nel turismo costiero.

    Ma questa alternativa c’era, è esistita e io stesso in un precedente aticolo lo ricordavo. Ora sulla Nazione si torna a parlare di alternativa interna.
    Mi sono ricordato di un intervento di Gabriele Baccetti (all’epoca assessore al Comune di Grosseto) fatto sul Corriere di Maremma in data 6/11/2005, un intervento scherzoso, ma profetico.
    Per chi è interessato lo può leggere cliccando qui sotto:
    http://www.provincia.grosseto.it/giornali/_35_pdf/_353540p1.pdf

  19. Granocchiaio ha detto:

    I soliti noti
    ……………che ritornano

    Ieri mattina segnalavo l’articolo sulla Nazione a proposito del tragitto autostradale della Tirrenica, con l’eloquente titolo: “L’alternativa? Un tracciato interno”.
    Poi segnalavo un intervento sul Corriere di Maremma del 6 11 2005 di Gabriele Baccetti dove veniva ricostruito tutto il penoso calvario di questo progetto.

    Da questo racconto in particolare si capisce chi voleva il tragitto interno e chi non lo voleva, e soprattutto chi semplicemente NON VOLEVA L’AUTOSTRADA. Il partito cioè che da decenni sta vincendo questa battaglia con espedienti e favole di ogni tipo.

    A Braccagni ha lavorato dal 1965 fino agli anni 90 una fabbrica di attrezzi agricoli e macchianti per calcestruzzo – la BRAIMA – nella quale io ne sono stato socio e amministratore. Per questo so quanto ci è mancata una via di comunicazione come questa. Ancora oggi mi dicono che le spedizioni in arrivo per la ditta Corsini di Casteldelpiano vengono lasciate a Paganico! Chi lavora in Maremma parte già con un handicap pesantissimo causa la viabilità.

    Eravamo – e siamo – un isola in mezzo alla terra.
    Circondati purtroppo da terra e non da mare. Si perché il mare con una barca più o meno grossa si trasporta di tutto. Ma in un territorio senza strade adatte ai grandi transiti non si fa niente. O si fa con sacrifici e costi incredibili. Sicuramente più cari e più scomodi di qualsiasi altro territorio italiano.
    Quanto dico è facilmente constatabile guardando l’insieme della carta stradale d’Italia: è come osservare una gamba (lo stivale) percorso da vene ed arterie su tutto il territorio. Su tutto tranne il triangolo Civitavecchia – Siena – Rosignano. Nel triangolo non c’è circolazione, né sanguigna ne stradale.
    Non avevamo – e non abbiamo – bisogno di Poli più o meno logistici, ma di strade moderne e funzionali assolutamente si. Per tutta l’economia e gli abitanti del territorio.

    Bene, cioè male. Stamattina sul Tirreno a pag IV Grosseto “il vice presidente nazionale di Italia Nostra, Nicola Caracciolo, a nome dell’intera associazione ambientalista……………..ribadisce la propria posizione di totale contrarietà all’autostrada sostenendo che sarebbe sufficiente, e anche meno costoso, un adeguamento nei tratti più pericolosi dell’attuale Aurelia da parte dell’Anas”

    Per la serie appunto: i soliti noti

    Purtroppo quando volano questi uccelli qui non è generalmente buon segno.

    • Ric ha detto:

      Caro Granocchiaio, ho letto oggi un blog chiamato “Il Cambiamento” nel quale, con data 1° settembre, appare un articolo dal titolo emblematico: “Le false verità sull’autostrada Tirrenica” a firma di Alessandro Rizzato con il quale ovviamente si spara a zero sull’autostrada contestando punto per punto tutti i requisiti positivi che tale opera avrebbe. Alla fine il Rizzato afferma: “Vogliamo una viabilità sicura, gratuita (sic), poco impattante ambientalmente ed economicamente… ecc. ecc.”. Mi dà a pensare che il Rizzato abiti a Viggiù o a Canicattì per sparare così su un’opera che effettivamente manca alla Toscana tirrenica meridionale e soprattutto che rappresenterà quella effettiva connessione con il Nord Europa che nel futuro non dovrà tenere conto più di barriere nazionali o fisiche. In effetti ci sono alcuni punti che dobbiamo riconoscere come limitanti per l’Autostrada Tirrenica e cioè: 1) La sua realizzazione è caduta in un periodo di crisi economica mondiale ed anche se esistono le risorse per poterla realizzare si cerca di limitarne i costi a semplici “riadattamenti” di strutture esistenti sulla variante Aurelia; 2) La contestazione che la circonda è per lo più mossa da movimenti ambientalisti che sono a loro volta sponsorizzati da privati interessati a non vedersi espropriare od ostacolare ambientalmente le rispettive proprietà (leggi Capalbio ed Orbetello); l’infrastruttura progettata appare come una vessazione nei confronti dei cittadini perchè è la realizzazione di un’autostrada a pedaggio dove prima c’era una strada ad accesso gratuito ed a 4 corsie diretta verso Civitavecchia senza d’altra parte fornire una valida viabilità complanare alternativa. Non sto a ripercorrere i punti positivi e negativi: alla fine dobbiamo ammettere che l’opera dovrà essere eseguita tenendo conto che al 2011 esiste una parte d’Italia e per di più diretta verso la Capitale sprovvista una struttura autostradale decente. Io che vado spesso a Roma con l’Aurelia devo ricordare che vi sono limiti di velocità a 70 Kmh subito dopo Ansedonia e fino ed oltre Capalbio; attraversamenti a raso da Grosseto Sud fino al Chiarone, molti incroci pericolosi perchè non serviti da sovrappasso; possibile attraversamento di animali per mancanza di recinzione dell’Aurelia da Grosseto Sud al Chiarone. Quindi, alla fine, va trovata una soluzione congrua per tutti: ambientalisti che pretendono giustamente di non deturpare un paesaggio significativo per l’intero Paese, ma anche la richiesta dei cittadini che viaggiamo con mezzi di trasporto deve essere tenuta in considerazione e senza fare i soliti pastrocchi all’italiana con i quali per accontentare tutti si peggiora la situazione esistente.

    • Nello ha detto:

      Non sono un estimatore di Caracciolo e della sua associazione, però se hai letto bene pone in cima al suo ragionamento gli argomenti della SAT: nel 2008 previsti 52000, mi sembra, ma potrei sbagliare, per il 2020, oggi la stessa SAT dice che saranno 31000; penso che qualche dubbio ci possa frullare per la testa. Inoltre lui contesta il”Free Flow” (questo ci riguarda in modo particolare perchè è la forma dio pedaggio,fuori le barriere) che è un pericoloso balzello per gli automobilisti, in quanto ti troveresti in una strada (perchè praticamente la Variante sarà la Tirrenica da Grosseo a Rosignano) senza accorgetene. Spero involontariamente, ma ne dubito, il giochino è andato in onda con l’apertura della nuova barriera di Vada, in quanto andando verso nord Livorno era indicato a caratteri cubitali per l’autostrada, mentre era indicata in caratteri piccoli la SS1 Livorno, sotto il ben più visivo Rosignano Marittimo, molti ci sono cascati e hanno messo nelle casse della SAT circa 5.00€ per ritrovarsi a Stagno.
      Attualmente reputo inopportuna una Variante-Autostrada da Grosseto verso nord (anche perchè solo parzialmente avrà 3 corsie o anche solo la corsia emergenza a norma) in quanto il traffico viene smaltito bene anche nel punto critico,in estate, di Vada (almeno stando alle dichiarazioni SAT), ma ritengo necessario un drastico intervento verso Civitavecchia, in quanto Caracciolo non fa altro che proporre quello che dice oggi la SAT, solo che lei prevede di utilizzare l’Aurelia con adeguamenti, qui veramente autostradali, lui dice di adeguarla, ma come? come la Variante? o più semplicemnete allargarla dove possibile e rimassicciarla?
      Ribadisco il concetto già esposto : bisogna fare un autostrada ex novo, se proprio la vogliono da da Vada a Civitavacchia, altrimenti, sempre ex novo, soluzione migliore da Grosseto al Lazio, si paga il pedaggio e, aspettando tempi migliori per l’economia (verranno sicuramente), si crea un cruzzolino per eventualmente completarla.
      Hai detto bene questo tipo di Casta è quella più pericolosa: non fa fare niente, dicendo bianco quando gli altri dicono nero e viceversa.
      Due note.
      Autostrada e Senese a 4 corsie non risolvono il problema Corsini, i bilici trovano difficoltà da Paganico a Castel del Piano e non credo che Caracciolo e C. starebbero zitti se si intervenisse (e ce ne sarebbe bisogno) sulla viabilità amiatina.
      La Braima ha cessato l’attività più o meno con l’apertura della Variante, non pensi, vista la tua posizione all’epoca, che già questa avrebbe provveduto a migliorarne la logistica?

  20. Gabriele Baccetti ha detto:

    La citazione, su questo blog, di un mio vecchio intervento ( mi dà lo spunto per pronunciarmi nuovamente sulla questione autostradale, dopo anni in cui sono rimasto spettatore silente e perplesso.
    Mi ricordo che da Assessore alla Mobilità del Comune di Grosseto, negli anno 2001 – 2006, ebbi modo di proporre alcune osservazioni e di formulare qualche suggerimento anche in merito alla programmazione della mobilità a livello regionale.
    Principalmente ricordo che evidenziai (unico fra i rappresentanti degli enti locali toscani) l’opportunità di adeguare la bellissima tratta ferroviaria Grosseto – Siena, che avrebbe un’importanza fondamentale per Grosseto, con benefici effetti ambientali ed economici.
    Poi mi dichiarai (unico fra i rappresentanti degli enti locali toscani) contrario alle gare europee per il trasporto pubblico locale, perché sapevo (lo sapevano tutti) che la liberalizzazione sarebbe stata finta e, d’altra parte, non c’erano ancora le condizioni, in ambito locale, per una seria apertura al mercato del settore.
    Infine sono sempre stato a favore di un tracciato autostradale, a sud di Grosseto, interno e non costiero. Una convinzione, la mia, che nasce prima di tutto dal buon senso e poi trova conferma nelle analisi socio economiche e negli studi tecnici. Infatti a livello provinciale tutti gli strumenti di programmazione, a memoria d’uomo, sottolineano l’esigenza di contrastare lo spopolamento ed il depauperamento delle zone interne e di tenere sotto controllo la pressione antropica sulla costa; poi dal punto di vista tecnico è facilmente dimostrato che l’impatto ambientale di una autostrada è minore sulle colline che in pianura; infine i valori venali delle aree da espropriare per il tracciato interno sarebbero enormemente inferiori, come sarebbero minori le interferenze con probabili emergenze archeologiche, con reti impiantistiche e, prima di tutto, con presenze residenziali e produttive.
    Io penso davvero che questa drammatica vicenda dell’autostrada sia emblematica della inefficacia del nostro modo di amministrare la cosa pubblica, con un sistema politico autoreferenziale, che ricerca il successo personale o di fazione e non il bene comune.
    Non so ad oggi quanto una possibile ragionevole soluzione per la realizzazione dell’autostrada Livorno Civitavecchia sia ormai compromessa, tuttavia mi auguro che a) non venga realizzato il tracciato costiero a sud di Grosseto, perché avrebbe un impatto sociale, economico ed ambientale devastante, b) che venga riconosciuta la priorità di investire nella viabilità a sud di Grosseto, piuttosto che nel tratto a nord, già decentemente servito da una superstrada.

  21. Granocchiaio ha detto:

    Leggo con piacere il lucido e realistico articolo di Ric.
    Sull’argomento ognuno, cioè praticamente tutti, si sono sentiti autorizzati a dire tutto e il contrario di tutto. Ma con certe reticenze sospette.

    Riguardo al 1°) punto di Riccardo vorrei osservare che è vero che è caduta in un periodo di crisi economica mondiale – e italiana in particolare – ma vorrei aggiungere che quando il problema negli anni 60 venne fuori (periodo in cui si costruiva autostrade anche a richiesta dell’ultimo politico italiano) i nostri politici locali hanno brillato per la loro particolare e inimitabile assenza di progetti e iniziative. Provate per esempio a vedere quante mini-autostrade si sono fatti costruire nel nord est i ras locali. Poi provate a cercare quali opere pubbliche sono riusciti a far realizzare in provincia di Grosseto i nostri politici negli ultimi 50 anni.

    Sul 2°) punto dello stesso articolo si evidenzia come tutti gli strilli delle varie colorazioni degli ambientalisti non siano quasi mai indenni da sponsor molto interessati a NON FARE. Gente che, senza girarci tanto intorno, noi in Maremma usiamo chiamare “mangiapane a tradimento”

    E qui mi viene a mente non solo la disamina del Ric, ma l’articolo da lui citato dove si può apprezzare la nuova tavola dei 10 comandamenti scritta da tale Alessandro Rizzato. Ma di cosa campa costui?

    Quando parla di utilità per lo sviluppo del territorio, asserisce che “è falso” che l’autostrada serva a questo scopo. Porta in prima fila il turismo e la necessita di offrire strade in “un ambiente unico, ancora (per poco) ben conservato, armonico, poco urbanizzato, fuggendo, in molti casi, da quello degradato in cui vive, fatto di svincoli, viadotti, cavalcavia, asfalto, cemento, poli logistici, capannoni, cioè da quello che un’autostrada comporterebbe e che si vorrebbe riproporre qui”.
    E qui viene fuori l’immagine precisa di cosa sognano e auspicano questi signori per noi e per il nostro territorio.
    Dimenticando che dovunque , e quindi anche nel nostro territorio, esistono anche altre realtà produttive come l’agricoltura e tutta una serie di piccole e piccolissime attività produttive che hanno bisogno di strade comode e moderne per le loro attività.
    Per il turismo, ma soprattutto per i loro sogni, auspicano non autostrade, ma semplici strade che magari rallentino il viaggiare dei turisti, si che loro con questa lentezza possano maggiormente godere dei panorami nostri. Magari si potesse ritornare alle vecchie e care carrarecce impolverate! Quella si che sarebbe vita!
    Quello sì che sarebbe un bel richiamo turistico. Mi sembra strano non sia stata evocato anche la benefica e taumaturgica “decrescita felice”!

    Magari per rendere più naif il tutto poter riprodurre dal vero la mitica scena del film “non ci resta che piangere” con Troisi (Mario) che passa davanti al Doganiere che chiede a ripetizione:
    – Chi siete? Cosa fate? cosa portate ?
    – Niente…….ma è roba….
    – Si ma quanti siete?
    – Due, io e lui
    Un fiorino!
    Poi cade un sacco e Troisi torna indietro a riprenderlo e allora il Doganiere senza alzare la testa:
    – Chi siete?
    – Quelli che sono passatiti adesso con il carro…ed è caduto il sacco qua
    – Cosa portate ?
    – Niente, quello di prima……ma siamo passati proprio adesso…..
    – Un fiorino!
    – Ma…
    – Un fiorino!
    Allora Troisi/Mario paga e va per ripartire e dice:
    – Grazie
    Il Doganiere
    Ehi! Chi siete?
    – Ma siamo quelli di prima..porto…………..
    – Cosa portate?
    – Porto ulive, caciotte, pane…
    E cos’ dicendo posa sul tavolo qualcosa della merce trasportata
    – Si ma quanti siete?
    – Uno! So entrato e sto uscendo……
    – Un fiorino!
    – Cioè….uno entra esce .paga sempre 1 fiorino…….
    E paga di nuovo 1 fiorino poi dice Grazie, arrivederci e risale sul carro
    Poi Benigni/Saverio gli fa notare di aver lasciato sopra il tavolo la mercanzia che aveva fatto vedere al Doganiere e allora Troisi/Mario scende e cautamente si avvicina e chiede…..
    – Scusi……….vorrei
    Un Fiorino!
    E finalmente, per la serie quando ci voci vo:
    – Ma vaffa…….

  22. Nello ha detto:

    Dopo tante polemiche che ho scritto in altre pagine, facciamo una battuta.
    Ho scoperto che il mio navigatore TomTom, mod. XL IQ Routes/340-2G acquistato a metà luglio, ha già deciso: da Roma la Tirrenica arriva fino la curva del Pitorsino, poco prima di Orbetello per chi non c’ha preso la multa per eccesso velocità. La scoperta ieri quando per vedere il suo funzionamento l’ho inserito dalla Puglia fino a casa. Giunto all’area di servizio Tirreno (Santa Severa) ho notato che mi dava indicazione di oltre 70 Km da percorrere sulla autostrada (a dir la verità non la indicava come Tirrenica, ma, mi sembra , Azzurra o Mare azzurro, cambiando la dizione in SS1 una volta entrato e ripartito dal distributore di Montalto posto sulla via Caninese e dopo avermi redarguito che sbagliavo strada).
    Saranno sicuramente contenti il Sindaco di Capalbio e3 i vip che frequentano la zona, non so la reazione del Sindaco di Orbetello, però a suo favore TomTom ha lasciato aperte quasi tutte le ipotesi fra Ansedonia e l’Osa.

    • Ric ha detto:

      Il problema del limite di velocità è quello più importanti fra i vari problemi che affliggono la viabilità a sud di Grosseto. Con gli attraversamenti di Orbetello, la curva dopo lo svincolo di Ansedonia e l’aumentare e diminuire la velocità massima consentita nel successivo tratto tra La Torba e Capalbio, attualmente si corre il rischio di vedersi ritirare la patente con una super-multa per non essersi accorto di queste variazioni repentine di velocità. Io stesso viaggio con il GPS anche in tratti che conosco bene ma che nascondono l’insidia di una limitazione improvvisa di velocità ammessa. C’è da dire che il tratto tra Fonteblanda e Capalbio “interessa” ad una casta di persone che hanno fatto della zona una loro residenza secondaria vuoi per l’amenità dei luoghi (sono veramente belli), vuoi per la vicinanza con Roma ed alla fine vuoi anche per le lussuose residenze che questi VIP si sono costruiti e che sentono come danneggiate da un tratto interno della Tirrenica.
      Va però rimarcato il fatto che Capalbio, l’Argentario, il lago di Burano e la laguna di Orbetello, Magliano in Toscana e Talamone sono delle località di grande bellezza paesaggistica e storica che vanno salvaguardate; ma, d’altra parte, l’autostrada Livorno-Genova non passa nelle vicinanze delle Cinque Terre? E poi molte autostrade hanno complanari di tutto rispetto, come la Cassia che praticamente è complanare all’Autostrada del Sole tra Siena e Roma e che consente uno sfogo di traffico non di poco conto sulle località interne.
      Quindi 1) Salvaguardare il paesaggio e la storicità dei nostri bei borghi del sud della provincia; 2) Costituire una valida complanare ad un’autostrada che praticamente obbliga al pedaggio gli utenti tra Grosseto e Capalbio. Non dimentichiamo che una nuova autostrada aumenta il traffico veicolare sul Tirreno e soprattutto fare i pastrocchi ipotizzati (barriera a pedaggio a Grosseto Nord) significa il trasferimento del traffico pesante tra Livorno e Grosseto Nord sulla complanare Vecchia Aurelia, fatto che provocherebbe un enorme disagio sia per le popolazioni residenti nel tratto e che creerebbe un intasamento a nord della città di Grosseto. Ci saranno pure degli esperti che hanno pensato a questo…

  23. Carlo Vellutini ha detto:

    Domani sera alle 21 su TV9, nel corso di Pagina 9, si tornerà a parlare di autostrada tirrenica, con alcuni rappresentanti della zona Nord della provincia e della Val di Cornia…

  24. Ric ha detto:

    Ho letto le ultime novità sulla realizzazione dell’Autostrada Tirrenica ed in particolare dell’audizione che il Presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras ha tenuto con la Commissione Lavori Pubblici della Camera. In tale commissione Marras ha letto una relazione sul contesto paesistico attraversato dalla costruenda autostrada e sulla delicatezza del medesimo dichiarando che “c’è un’esigenza oggettiva di salvaguardare la vivibilità delle comunità locali e di realizzare l’autostrada su un tracciato che offra opportunità alle nostre ambizioni produttive, evitando che questa finisca solo per essere un’arteria di attraversamento del territorio”.
    Inoltre Marras ha rimarcato “l’opportunità di introdurre fasce agevolate di pedaggio per i residenti che si vedranno privare della libera fruizione dell’attuale variante Aurelia, e la necessità per il tratto da Grosseto al Chiarone di Capalbio di avere una viabilità complanare degna di questo nome, oltre naturalmente di prevedere un tracciato autostradale in variante rispetto all’Aurelia nel troncone che attraversa tutto il territorio del Comune di Orbetello”.
    Mi pare di capire che non ci saranno sconti nè agevolazioni per coloro che percorreranno questa infrastruttura e che i grossetani che sono costretti ad andare tutti i giorni a Orbetello per lavoro dovranno rassegnarsi a pagare il pedaggio autostradale pur non disponendo di viabilità complanare verso sud.
    Invece il punto dovrebbe essere questo: garantire per coloro che viaggiano verso Orbetello una viabilità alternativa e complanare alla vecchia Aurelia che permetta a molti automobilsti pendolari di evitare il pedaggio. Inoltre non mi è chiaro perchè Marras sottolinei l’esigenza di salvaguardia del paesaggio se poi l’Autostrada Tirrenica passerà sopra la vecchia Aurelia: il paesaggio (almeno sostanzialmente) non ne verrà modificato.
    Inoltre, a mio avviso, bene ha fatto il Partito Democratico a chiede un’audizione del Monistro Altero Matteoli e dei vertici Anas riguardo la costruzione di questa autostrada di serie B che prevede di riscuotere un pedaggio extralusso secondo le volontà dalla Sat. In poche parole: tutto sbagliato da parte del Ministero dei Lavori Pubblici nel costruire “al risparmio” un’opera che scontenterà tutti: cittadini, in primis, comunità e utilizzatori dell’autostrada stessa, poi.

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