“appunti di questo soggiorno maremmano” di Rosetta Melani

 

Pitigliano: monumento al Villano

parco della maremma

 

parco della maremma

 

parco della maremma

 

parco della maremma

 

parco della maremma

 

panorama da Montemassi


Pagina dove Rosetta Melani, tornata in Maremma per presentare il suo libro “Fedora, tasselli di una vita difficile”, ha voluto raccontare le note che l’hanno colpita in questo girovagare. Sia in negativo che in positivo. Quindi obbiettiva e sempre innamorata della sua terra d’origine e dei suoi abitanti.

 

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RSSNumero commenti (16)

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  1. braccagni.info ha detto:

    appunto nr 1
    Domenica 3 luglio.

    CAMMINATA IN CAMPAGNA

    Stamattina bella camminata 2h, un pezzo d’asfalto e poi strada sterrata piena di pezzi di rami, forse caduti in seguito al temporale di ieri. Bellissima natura qui a Castel di Pietra, aspra e dolce, profumi aspri e dolci come quelli di una donna durante l’amplesso. Tutto sembra immobile, solo ogni tanto una lieve brezza mi bacia il collo. Silenzio ingioiellato da voci di uccelli. Le punte dei miei bastoncini battendo i ciottoli emettono un suono che mi disturba, li sollevo, cammino senza il loro aiuto. Anche i miei passi fanno rumore, le suole delle scarpe spezzano piccoli rami, sollevano piccoli sassi. Vorrei non fare rumore mentre avanzo osservando cipressi scuri e seri, vorrei scivolare silenziosamente mentre mi riempio l’anima di questa bellezza… ………continua
    Rosetta Melani

  2. braccagni.info ha detto:

    appunto numero 2

    AGRITURISMO IL MULINACCIO

    Bella e simpatica chiaccherata con la proprietaria dell’agriturismo il Mulinaccio di Giuncarico in cui mi trovo, signora Teresa, quasi subito solo Teresa perché siamo passate al “tu”. Di che cosa finiscono per parlare le donne italiane dopo un po’ che sono insieme? Di figli naturalmente, lei ne ha due, femmine, bellissime bionde e adolescenti. Teresa mi offre un bicchiere di vino rosé fatto da loro, biologico e buono. Lo apprezzo e lei mi da una bottiglia che metto in frigo. Decido di prepararmi un piatto di pasta con i fagiolini (di Teresa) e così faccio cuocere insieme penne e fagiolini, scolo lasciando pochissima acqua e aggiungo mezzo cucchiaino di curcuma (ottimo antinfiammatorio) dal colore giallo intenso che con i fagiolini crea un bell’effetto. Aggiungo olio biologico (di Teresa) e della ricotta fresca di pecora proveniente da Follonica. Piatto abbondante che gusto con intenso piacere senza sentirmi troppo in colpa, (nella mia folle mente ogni giorno mi propongo di stare a dieta) naturalmente che faccio? Un ci posso mica beve l’acqua sola eh no! lo accompagno con un’altro bicchiere di rosé che non mi disturba né lo stomaco, né la testa. Leggo un po’ di pagine di questo bel thriller e faccio una passeggiatina con Castagna che litiga con il cane dell’agriturismo. Litiga perché non socializza con i suoi simili e questa cagnolona è giovane grossa e allegra mentre Castagna è piccola vecchia e con l’artrosi. Inizia a diventare buio e io mi siedo nel portico davanti a una fila di immancabili cipressi che sembrano soldati in fila a guardia di questo luogo. Sono sola con il mio cane, dalla casa padronale non giungono suoni, e io mi beo di questa solitudine, osservo il cielo diventare sempre più nero. Mi piace osservare il cielo quando non ci sono luci intorno così, che nel buio quasi assoluto le stelle sono più visibili e brillanti. Il pensiero corre a due luoghi da me visitati, stupendi, in cui le stelle erano incredibilmente tante da rimanere a bocca aperta per lo stupore di quella meraviglia. Uno è il deserto della Libia e l’altro è un paesino incredibilmente suggestivo, San Pedro de Atacama in Chile. Un luogo magico che mi piacerebbe tanto rivedere. Guardo le stelle lasciando andare la mente, i grilli fanno un po’ di casino e Castagna seduta accanto a me, 10 kg di bontà e amore incondizionato nei miei confronti, è attenta, ascolta non riconoscendo questo suono. Sempre, quando guardo a lungo il cielo mi chiedo perché noi esseri umani non vogliamo renderci conto di quanto piccoli siamo e, conscia della mia piccolezza, spingo dentro casa Castagna e me ne vado a dormire…
    ……………continua
    Rosetta Melani

  3. braccagni.info ha detto:

    appunto numero 3

    MONTEPESCALI

    Salgo sù a Montepescali, “il paese sospeso” come lo chiamo fra me e me.
    Sospeso perchè standoci dentro, anche spostandosi di poco, si ha l’impressione di essere su di una grande mongolfiera tanto lo sguardo spazia intorno. Molti paesi in questa zona consentono allo sguardo di percorrere grandi spazi, ma a mio parere, nessuno come Montepescali. Forse Sticciano? Vedendolo da giù sembrerebbe, non so devo andare a vedere.
    Sono arrivata già da qualche giorno ma la voglia di mare come quella di guardarmi intorno mi ha impedito di venire su prima. Il mi cugino mi rimprovera “almeno un colpo di telefono pe dì che sei arrivata lo potevi fa’ o no?”. Ha ragione e mi vergogno un po’.
    Faccio un piccolo giro in paese per attaccare in qualche punto le locandine che informano della presentazione del mio libro. Vedo che nel cortile delle scuole ci sono degli espositori con abiti appesi,
    entro e mi accorgo di un piccolo mercatino che mi ricorda quello che veniva fatto in passato sotto le logge dove ora c’è la pizzeria. Un signore chiamato “il fiorentino” vendeva le stoffe e la biancheria per la casa.
    Saluto due o tre persone che non vedevo da tempo e, come sempre succede quando vengo in questo luogo, mi accorgo che qualcosa si è ulteriormente spento e non riesco a comprendere il popolo maremmano che abbandona luoghi come Montepescali per scendere a vivere in paesi bassi tipo Braccagni o in città.
    Adesso i braccagnini non me ne vogliano, ma come fate a preferire Braccagni a Montepescali, come fate?
    Mi sono sentita dire “ma sai a Braccagni c’è tutto e a Montepescali un c’è niente” ma cosa tutto, ma cosa tutto… e po so tre km, mica 50. Montepescali aveva tutto signori, tutto,e non so per quale ragione si è lasciato morire questo TUTTO. Non capisco, non riesco a capire e mi indigno. Montepescali è un bel paese e non lo dico cosi tanto per dire, lo è davvero. La maggior parte dei borghi medievali ha stradine strette e maleodoranti, perché gli odori sono rimasti attaccati a quelle antiche mura mai accarezzate dal sole. Non è così per Montepescali,oddio con questo non voglio dire che ci siano ampie strade no, ma le stradine, le scalinate non sono troppo strette, la maggior parte delle case è ben esposta.
    Insomma se io avessi i soldi mi comprerei una casa qui, è sempre stato il mio desiderio.
    Non ci abiterei tutto l’anno, cinquantanni di Piemonte mi hanno dato se non le radici almeno qualche ramo e poi i figli sono lassù. Mi piacerebbe ecco, viverci da maggio a settembre.
    No non mi annoierei affatto, mi piace camminare e qui potrei farlo bene in mezzo alla natura senza dover prendere la macchina come invece devo fare dove abito. Potrei muovermi per il paese, perdendo tempo (che tempo perso non è) a chiaccherare con le persone che incontro. Potete dirmi che non c’è quai più nessuno, non importa non mi interessa la folla, mi interessa la singola persona.
    Fotograferei i gatti(il paese ne è pieno) e i vecchi. Guarderei, osserverei, vedrei tutto.
    Spesso si guarda senza vedere, io voglio vedere. Farei i dolci, scriverei storie che gli altri raccontano.
    Farei volontariato, magari al museo e lo terrei bene come se fosse casa mia, sono bravissima a scartavetrare avvitare, verniciare ecc.ecc.
    Ora però basta Rosetta non divagare come sempre che mi diventi noiosa, tanti i soldi un ce l’hai, la casa un te la poi comprà e allora fai come hai sempre fatto, quando poi venì, vieni guardi e te ne vai tenendoti un sogno che non devi mai lasciar morire, non come stanno lasciando morire questi paesi. Perché lo sai: I sogni sono come le onde del mare che nascono piccole e lente per poi diventare grandi riempiendosi di illusioni. Così i sogni corrono e corrono…alcuni hanno paura e regrediscono fino a scomparire. Altri acquistano forza e quando incontrano barriere di paura, pregiudizi e indifferenza di cui gli uomini si rivestono, “sbattono” e tornano indietro gonfiandosi di forza e volontà per riprovare, ma spesso, troppo spesso si infrangono e muoiono. Gli altri che coraggiosamente saltano oltre cadendo nelle braccia della magia…si illuminano e diventano REALTA’…..
    continua
    Rosetta

  4. rosetta ha detto:

    Appunti di questo soggiorno maremmano nr 4

    CASTEL DI PIETRA

    Stamattina presto sono andata a camminare con un’amico di Ribolla, anche lui emigrato al Nord tanti anni fa.
    Vogliamo andare su quel poggio a Castel di pietra dove ci sono i resti di un antico castello in cui si dice, trovò la morte Pia de’ Tolomei e il mio amico ricorda una lapide recante un verso di Dante. Mi racconta di esserci stato molti anni fa insieme alla moglie che nel pancione aveva il loro primo figlio, ricordava, proprio per questo particolare, un sentiero semplice e libero dalla macchia.

    Invece noi non lo troviamo, sbagliamo per almeno tre volte, (non c’è nessuna indicazione) Pensiamo di aver trovato il sentiero giusto in mezzo a una macchia di rovi e ficaie selvatiche.

    Indosso una conottiera e mi graffio le braccia, ma dopo pochi metri arriviamo in una piccola radura, davanti a noi ci sono i resti di un antico castello sui quali fanno bella mostra di se, dei vecchi ponteggi e delle vecchie tavole. Da una targa posta in un muro apprendiamo che alcuni anni fa sono stati fatti degli scavi che hanno riportato alla luce reperti piuttosto interessanti…(continua)…

  5. rosetta ha detto:

    Segue appunti nr 4

    CASTEL DI PIETRA

    Ecco sulla parete di sinistra la lapide della quale si ricordava il mio amico “Ricorditi di me, che son la Pia; Siena mi fé,
    disfecemi Maremma: salsi colui che ‘nnanellata pria disposando m’avea con la sua gemma”.

    (Purgatorio V, 130-136)

    Pia de’Tolomei (Siena,…Maremma XIII secolo) fu, secondo una tradizione legata agli antichi commentatori della Divina Commedia, una gentildonna senese identificata con la Pia citata da Dante ne V canto del purgatorio.

    (Da Wikipedia)

    Se chi come me non conosceva questa storia, su internet
    C’è una bella informazione con relative foto anche riguardo a dei resti umani trovati durante uno scavo.

    A mio parere, questo è un sito molto interessante e non capisco perché sia stato abbandonato. Si voi mi direte

    Io però sono una testa dura e continuo a non capire e a indignarmi, (ormai sono l’indignazione in persona) va bene,
    forse posso capire che manchino i fondi, per continuare gli scavi, perché purtroppo “i fondi” sono in “ fondo” alle tasche dei nostri politici, ma almeno ripulire dalla macchia
    quel sito che fra breve ne sarà completamente coperto.
    Ripulito, potrebbe accogliere le scolaresche in una gita solo di mezza giornata oppure i gruppi della terza età. Il disinteresse e l’incuria degrada l’essere umano…(continua)

    • Roberto Spadi ha detto:

      Credo che preservare i siti d’interesse storico dovrebbe essere una priorità di un paese civile, forse noi non siamo più un paese civile.
      La filosofia dominante è che se non c’è un ritorno economico nessuno si occupa più di niente.
      Quindi gli unici che si potrebbero occupare di mantenere a posto il castello di Pia potrebbe essere un Consorzio tra gli agriturismi della zona.
      Così, per dire…

      • rosetta ha detto:

        si, hai ragione Roberto dovrebbero essere tutte le strutture ricettive della zone che sono davvero tante,fra un po’ ci sono più agriturimi che cicale. Però io penso che nei comuni ci sia chi di competenza, possa trattare l’argomento, che ne so, istruzione? Pari opportunità? Pro loco? Menefreghismo dilagante purtroppo come ovunque. Ad esempio: oggi mi sono nuovamente -indignata- nel constatare, passandoci davanti, ma com’è possibile che in una città, dico CITTA’ non paesino. Dico com’è possibile che a Grosseto ci siano dei cartelli stradali-Quelli blu fatti a freccia che dovrebbero indicare le varie località-siano solo blu, ragazzi non si vede la scritta all’interno, ma non ve ne siete accorti? Probabilmente voi no perché conoscete le strade, ma chi non le conosce? Provate a guardare quelli della rotonda dove ci sono gli archi, quella che da Grosseto si immette nell’aurelia. OHHHH ce ne sono 4 o 5 che dovrebbero indicare Livorno Roma ecc,bene sono solo blu, la scritta bianca dentro non c’è più. E non sono solo quelli, ne ho visti altri dei quali non so dire l’ubicazione. Polemica????

  6. rosetta ha detto:

    Appunto nr 5

    PARCO DELLA MAREMMA

    Avrei ancora delle impressioni dei giorni scorsi da raccontare, ma sono appena rientrata dall’Alberese così contenta di questa giornata che devo scrivere.
    Insomma, non ci crederete, ma davvero io non ero mai stata nel Parco della Maremma e stamattina, scarpe giuste e inseparabili bastoncini, ho fatto la visita guidata all’interno del parco.
    Itinerario A2-Le torri.
    La guida, un giovanotto molto preparato mi ha fatto apprendere molte cose, oltre a guidarmi con altre persone in luoghi belli e particolarmente suggestivi.
    Dalla prima torre, raggiunta attraverso un sentiero piuttosto impervio, gli occhi si sono fermati su di una tavola apparecchiata di meravigliosa natura.
    Lo sguardo umano ha bisogno di nutrimento esattamente come lo stomaco, e mentre lo stomaco
    trasforma il cibo in carburante per il corpo, gli occhi trasformano la bellezza, in nutrimento per l’anima. Ed io oggi, mi sono davvero saziata.
    Grazie Maremma.
    (continua)

  7. Rosetta ha detto:

    Appunti nr 6

    MONTEMASSI

    Andando verso Ribolla, le rovine del castello di Montemassi mi attraggono e così mi dirigo verso il paese per visitarlo. E’ un bel paese, e anche da qui, una vista mozzafiato. Giro un po’ per il paese salutando qualche persona anziana seduta sull’uscio. Ci sono due donne anziane che da una loggia parlano con un’altra signora che si trova sull’uscio di una casa più in basso, si raccontano la ricetta dei pomodori ripieni e io da ciacciona quale sono, mi infilo nel discorso, -riso cotto precedentemente, oppure crudo?-. Scopro che una delle due signore, (la quale si doveva essere fatta la tinta ai capelli e portava in testa una cuffietta di plastica trasparente) si chiama Fedora come il titolo del mio libro. Le saluto e vado oltre, verso il castello. Da quel momento sono sola, arrivo su in cima dove ci sono le rovine e il mio arrivo fa sollevare un certo numero di piccioni dai sassi sui quali si trovavano. Mi guardo intorno, è molto suggestivo, la vista stupenda, odo però un rumore sordo, profondo, mi avvicino ad una delle torri dalla quale lo sento venire. Capisco che dentro devono esserci forse, decine e decine di nidi di piccioni e il suono che sento è il loro tubare. Quel suono, all’interno della torre, acquista un che di inquietante, è profondo, quasi un cupo lamento, non mi piace e mi allontano.
    Mi guardo ancora un po’ intorno e inizio a scendere, ma mi fermo, ho la sensazione di essere osservata. Mi giro lentamente e il mio sguardo vede, o crede di vedere, una evanescente figura femminile dietro la grata di quella che in passato era una finestra. Forse un secondo, l’abito bianco e blu non ha contorni netti come invece hanno gli occhi e le mani che stringono le sbarre di ferro. Porto nuovamente lo sguardo davanti a me sulla pianura scuotendo la testa, poi torno a girami indietro. Non c’è nulla, solo la grata di ferro e il lamento cupo che proviene dai piccioni. Mi do una manata in testa. Strulla che sei, te e la tua immaginazione che ti fa vedere ciò che non é.

  8. braccagni.info ha detto:

    Appunti nr 7

    CASTIGLIONI DELLA PESCAIA

    E’ arrivata mia figlia Carlotta, è venuta a trovarmi ma si fermerà soltanto quattro giorni quindi andiamo subito a Castiglione. Dopo la spiaggia gironzoliamo per il borgo vecchio, sempre bello, e scatto alcune foto a Carlotta che diversamente da me, è molto fotogenica. Camminando ci troviamo davanti a un palazzo che ha conficcate nella facciata, delle lunghe aste di ferro terminanti in ganci dai quali pende un’altra asta di ferro che termina con un anello. Ci chiediamo incuriosite, a cosa mai potessero servire, non riusciamo a trovarne l’utilità. Pochi passi più avanti su di un uscio aperto troviamo una signora un po’ avanti con gli anni robusta e sorridente che ci saluta cordialmente. Ricambiamo il saluto e ci fermiamo chiedendole se è del luogo, risponde di sì, che è nata in quella via come suo padre e suo nonno.
    Allora io le chiedo se è a conoscenza della funzione di quegli strani ganci, lei ci guarda un attimo, guarda i ganci e esplodendo in una sonora risata risponde “a impiccacci l’omini” questa risposta data attraverso il riso contagia anche noi e ci uniamo alla risata. Successivamente la signora ci dice di non sapere a cosa servissero e ci invita a entrare in casa parlando un po’ di lei, di quando era giovane e poi con fare sornione ci invita a seguirla in un’altra stanza. Io e Carlotta la seguiamo un po’ sorprese da questa familiarità e entriamo in una camera da letto all’interno della quale su un grande letto matrimoniale, fanno bella mostra di se una trentina di bambole di stoffa. Bellissime, il viso anch’esso di stoffa, è dipinto a mano e tutte indossano abiti diversi fra loro accompagnati da gioielli riciclati da vecchie collane. Esclamazioni di meraviglia da parte nostra e da risate quando la signora le gira sotto-sopra per farci vedere “le mutande”. Ci racconta ancora un po’ della sua vita e ci fa’ entrare in un’altra stanza per mostrarci la vecchia Singer con la quale cuce tutto.
    Avrebbe ancora voglia di parlare, ma noi dobbiamo andare e ci salutiamo come se ci conoscessimo da tempo. In strada mia figlia mi guarda sorpresa e io le dico “vedi queste cose possono accadere in Maremma. In cinquantenni di Piemonte, non mi è mai successo

  9. braccagni.info ha detto:

    Ultimi appunti di questo soggiorno maremmano

    Pensavo di terminare i miei appunti raccontando una bella serata. Invece no, non lo è stata. Allora; avevo acquistato già la scorsa settimana il biglietto per assistere all’opera Carmen
    nella rassegna “Lirica in piazza” a Massa Marittima. L’idea di un’opera in quella bella piazza mi entusiasmava e non vedevo l’ora che arrivasse stasera. Sono andata a Massa piuttosto presto pensando che avrei avuto difficoltà con il posteggio, e avevo ragione, non riuscivo a trovarlo, quindi stupidamente mi sono infilata in una stradina sconnessa dalla quale non riuscivo più ad uscire, (sono piuttosto imbranata) per cui vedendo arrivare due uomini mi sono rivolta a loro. Erano francesi molto gentili e mi hanno aiutata. Io quando non trovo posteggio vado decisamente in crisi. Comunque dopo un po’ l’ho trovato, lontano ma non importa tanto ero in anticipo. Questa è la prima parte negativa: la seconda, una Carmen che non mi è piaciuta per niente, infatti sono qui perché non ho resistito e nell’intervallo sono uscita. Mi trovavo a metà della piazza, secondi posti costo 22 euro, l’orchestra si sentiva poco, la cantante che impersonava Carmen (una gitana bionda????) era sensuale come una saponetta e il tenore che impersonava Don Josè aveva una voce assolutamente incolore e la postura come quella di un soldatino di latta. La gente applaudiva, forse io sono troppo critica, fatto è che non mi è piaciuta e basta.
    Arrivati a questo punto, io non so se qualcuno ha letto o meno i miei appunti, se è così spero non si sia annoiato, comunque saluto tutti gli amici del blog che ringrazio per avermi ospitata e ricordo che se interessa il mio libro “Fedora…” lo si può trovare al Bar di Montepescali .
    Ciaoooooooooooooooooooooooooooooooo Rosetta

  10. Granocchiaio ha detto:

    Riceviamo e pubblichiamo quelli che la stessa autrice definisce “Ultimi appunti di questo soggiorno maremmano”.
    Prendo l’occasione quindi per ringraziarla pubblicamente per aver contribuito in maniera così sincera e aperta a farci vedere, tramite i suoi occhi e i suoi sentimenti,
    spigolature e piccoli affreschi di questa nostra terra.
    Non sempre sono state rose e fiori, ma proprio per questa ragione più veri , più sinceri e più apprezzabili.
    Traspare da ogni sua riga l’amore e l’orgoglio di essere nativa di Maremma, ma proprio per questo il suo vedere fermo ed obbiettivo ci ha saputo indicare cose sbagliate che hanno fatto male prima di tutto proprio a lei.
    Abitando i nostri paesi e le nostre città spesso non riusciamo più a vedere storture o cialtronerie che non fanno bene a nessuno. Solo che ormai gli occhi e i sensi ci sono abituati e come sterilizzati da questo tran tran, nemmeno ci facciamo più caso.
    E invece lei puntualmente ci segnala questo come richiamo alla realtà, certe volte anche con una certa rabbia, proprio a dimostrare l’attaccamento e l’amore per le nostre cose.
    Certo tutto non è stato visto negativo, ma anzi momenti piacevoli e bellissimi non sono mancati. E in questi casi si è sentito l’orgoglio di appartenere a questa terra e a questo popolo.

    Un’altra nota di merito gli va data d’obbligo, è di quella di essersi messa a disposizione del blog del paese, e quindi a beneficio di tutti. Prima con la presentazione del suo libro, poi con queste note che ha pensato e proposto di sua iniziativa.
    Il successo è stato notevolissimo: lei non lo sa e glielo dico qui pubblicamente, ma le sue note sono state lette da centinaia e centinaia di persone. E questo mi pare sia il più grande grazie che tutti potevamo dargli.
    A queste aggiungo i miei personali ringraziamenti, mentre invito a riflettere e poi magari a seguire l’esempio di questa nostra conterranea che si aperta a noi pubblicando le proprie impressioni di queste sue vacanze maremmane.
    Poche, per non dire “PUNTE” (come si dice noi in Maremma per dire niente) persone e tantomeno donne si sono presentate a partecipare alla vita sociale: l’augurio è che il suo sia quindi un esempio per tutti a partecipare alla vita sociale in questa piazza virtuale.
    Grazie Rosetta e arrivederciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.

    Ti aspettiamo per la presentazione del tuo prossimo libro!!!!!!!!!!!!!!

  11. Nello ha detto:

    Ho letto con interesse gli appunti di Rosetta e, come dice il Granocchiaio ed anche la stessa autrice, forse per noi è consuetudine e non approfondiamo la cosa.
    A dir la verità io sono anni che ripeto a operatori turistici che conosco quanti “soldoni” possono(vista la crisi sarebbe meglio dire”avrebbero potuto”) fare, sfruttando a modino il nostro territorio. Senza scomodare la vicinanza delle città simbolo internazionale (Roma, Firenze, Siena per citare le più famose) penso alle nostre vestigia, Vetulonia e Roselle Massa M. ma anche se vogliamo altri siti , tipo S.Martino in piano, dove lo stato di abbandono è visibile oppure, come per S. Martino, si pensa bene di porci un bel Polo Logistico (forse in parte ridimensionato ma sempre circondato da 35 ha di area industriale).
    Melani , come Meschinelli della mia mamma, è un cognome tipico di Montepescali e quindi senza scomodare il Castello della Pia (che da buon maremmano nonostante sia già nel terzo “anta” non ho mai visitato) gli ricordo il suo borgo. Anche se da buon braccagnino dico “montepescali dalle alte mura fuori è brutto e dentro fa paura”, la prima tappa che faccio con i miei amici “foresti” (e visto che anch’io, non come Rosetta, sono stato anni fuori, proprio nel periodo che più si sviluppano amicizie), ma purtroppo il detto campanilistico si rivela vero: un gioiellino in stato d’abbandono completo.

    • rosetta ha detto:

      Caro Nello prima di tutto ti ringrazio per essere stato uno di quelli (il Granocchiaio dice parecchi, e io sono tutta gongolante)che hanno letto i miei appunti. Hai ragione Montepescali è un bellissimo paese e io ne ho scritto nell’appunto n 3, ma una parte nel trasmetterlo al granocchiaio si è persa. Nell’articolo io definivo il mio paese come “il paese sospeso” e così io lo chiamo dentro di me. Paese sopeso perché standoci dentro sembra alla mia immaginazione, di stare nel cesto di una molgolfiera tanto la vista spazia a 360°e poi dico che a differenza di altri paesi, anche l’interno è bello perché le strade e le scale non sono troppo strette così che anche gli odori si dissolvono. Io sono innamorata di Montepescali e infatti l’anno prossimo ci rimarrò 5 mesi aveno preso accordi su un appartamento in affitto. Il paese però dovrebbe tornare a essere un paese intero, non spaccato in due come è adesso per via di stupide questioni. Ciao Nello

  12. Granocchiaio ha detto:

    mi scuso per il disguido capitato nell’articolo su Montepescali. In effetti nel testo originale trasmessomi c’erano dei simboli – apparentemente innocui – che invece hanno la caratteristica di cancellare completamente il contenuto compreso tra questi.

    ho provveduto a sostituire il vecchio pezzo “monco” di questi periodi con il nuovo rimesso in stato

    leggeto perchè è tutta un’altra cosa!

  13. Granocchiaio ha detto:

    gli ultimi piccoli appunti sulla Maremma Rosetta ce li fa avere in forma di ricordo fotografico

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