A rischio feste come il 25 aprile ed il 1 Maggio?

Festa 1 Maggio

Una delle disposizioni più ad “effetto” del d.l. 138/2011 è quella riguardante lo spostamento delle festività civili. Il punto è previsto dall’articolo 1, comma 24: “a decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa Sede, nonchè le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica”.

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RSSNumero commenti (36)

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  1. mezzolitro ha detto:

    Che in Italia si facciano troppi ponti festivi è di grandissima evidenza, sicchè se si sfoltiscono le ricorrenze è più che positivo, peccato che, alle solite, come è come non è, solo le feste laiche saranno spostate, mentre le festività religiose rimangono tali e quali…

  2. Ric ha detto:

    Allora: il 1° gennaio è festa allo stesso tempo civile e religiosa in quanto ricorrenza di precetto per i cattolici ma anche civile perchè 1° giorno dell’anno quindi caro Mezzolitro che facciamo? Si toglie o no? Se si toglie, il cenone di San Silvestro è bene finisca subito dopo mezzanotte perchè il giorno dopo dobbiamo andare al lavoro. Nel 1977 sono state abolite le feste di San Giuseppe (19 marzo), SS Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno, ma è comunque festa patronale di Roma), l’Ascensione ed il Corpus Domini sono state spostate alla domenica successiva, il 4 novembre (Festa delle Forze Armate) che è stata spostata alla prima domenica di novembre, la Festa dell’Epifania era stata spostata da quell’agnostico di Andreotti (!) alla prima domenica successiva e poi ripristinata coram populi su pressioni della Chiesa. La Festa della Repubblica (2 giugno) veniva festeggiata con apparato sovietico negli anni ’70, poi un po’ Pertini e un po’ i suoi successori cercarono di farla fuori; solo ultimamente e cioè nel 2001 è stata ripristinata. Altre feste, come quella che festeggiava la stipula del Concordato fra Santa Sede e Governo Italiano, sono state abolite nel 1977.
    Attualmente le feste cattoliche di precetto e riconosciute dal Concordato (quindi ci vorrebbe un’altro Concordato tra Stato Italiano e Santa Sede per eliminarle) sono:
    Tutte le domeniche; Santa Madre di Dio o Ottava di Natale (1 gennaio); Epifania (6 gennaio); Assunzione di Maria Vergine (15 agosto; attenzione: Ferragosto non è festa civile!); Tutti i Santi (1 novembre); Immacolata Concezione (8 dicembre); Natale (25 dicembre); Lunedì dell’Angelo o Pasquetta; Santo Stefano (26 dicembre); il giorno del Santo Patrono cittadino.
    Ora, caro Mezzolitro, ti dico quali saranno i giorni di festa che spariranno: l’Aniversario della Liberazione (25 aprile); la Festa del Lavoro (1* maggio); l’Anniversario della Repubblica (2 giugno). Dal punto di vista della festività hanno carattere semi-religioso: Pasquetta (venne adottata nel 1949 per prolungare le festività pasquali: quindi niente più gita fuori porta); il 1° gennaio (ne ho già parlato); e il 26 dicembre, Santo Stefano (niente ponte con Natale). Contento te…

    • mezzamestola ha detto:

      vorrei proporre una riflessione, si tolgono lefeste perchè? Abbiamo un serio problema economico, da un lato abbiamo sempre meno occupati e gli stipendi e le pensioni segnano il passo causando una diminuzione degli acquisti, dall’altro abbiamo una diminuzione del PIL che dipende da tante cose, comrpesa la contrazione del mercato, inteso come diminuzione della domanda e aumento dei costi di produzione e trasformazione… poi abbiamo una manciata di delinquenti che speculano in borsa (penso ai grandi signori della terra i nuovi padroni, non ai piccoli risparmiatori… che con i loro intgerventi selvaggi determinano il bene e il maledi milioni di persone… ma siamo sicuri che togliere giornate di festa e aumentare quelle di lavoro in una situazione dove il lavoro che c’è non basta per tutti, sia una scelta giusta, a mei conti non tornano, e lo dico chiaramente, la soluzione è una riforma europea e statunitense che introduca la tassazione dei movimenti finanziari… è l’unico modo per controllare gli speculatori, se loro comprano e vendono causando larovina di interi stati e milioni di persone, che paghino il fio dei loro giochi, così con quelle tasse gli stati possono rifarsi ed evitare di mett3ere in ginocchio l’economia e la gente. FInirà che il nuovo secolo si giocherà sulla lotta tra la gente che muore di mancanza di lavoro e gli speculatori finanziari…

      • Nello ha detto:

        Mi scuso, perchè se trattiamo certi argomenti, gioco forza si scende in politica.

        Se ho capito bene, anche Mezzamestola, come i due grandi d’Europa ( meglio così entrambi si autodefiniscono) propone la tassazione delle transazioni finanziare. Bene mi sembra che l’economista Tobin la propose negli anni ’70 e da allora tanti ci hanno provato e nessuno c’è riuscito: mi sembra che ieri la Borsa (o meglio, come dice il sopranominato, i grandi speculatori) ha dato una risposta netta, in media -6% su tutte le piazze, con MIlano, al solito, maglia nera con decine di sospenzioni per ribasso e Fiat che da sola si mangia il 12% circa (mi dispiace per l’Italia, ma sono contento per certe scelte scellerate del suo management).
        Chiusa la parentesi borsistica, veniamo al problema.
        Idea personale, quindi se ne può discutere ad iosa: reputo il ministro Tremonti un grande rammendatore, nel senso che sa rattoppare e sopravvivere fino alle estreme conseguenze di questi giorni, poi però naufraga, non so per quanto suo demerito, quando deve agire per salvare veramente la nave dal naufragio.
        Una gaffe eccezionale è stata la Robin tax sull’energia, basta guardare , scusa Mezzamestola, la risposta della Borsa sulle casse del Tesoro italico: mi sembra che in un giorno solo abbia perso circa 2mld, con il crollo simultaneo di Terna-Enel-Enel Green Power (quasi mai in negativo dalla quotazione) e Snam (cioè il ramo energia ENI), tutte società a maggioranza Tesoro (addirittura quella della Rete Elettrica al 100%).
        Quindi la gaffe delle festività è solo una goccia, ma fa comodo perchè si distoglie la discussione da problemi più profondi.
        Non credo che accorpare alla domenica le feste sia un risparmio economico, come vorrebbero anche dimostrare (è, al limite, un incentivo alla produttività) quindi in linea di massima sono contrario, ma se veramente si vuole fare sul serio, tutte le feste dovrebbero essere accorpate alla domenica, Concordato o no, ma così facendo si va contro la Chiesa, quindi contro una buona fetta dell’elettorato che sostiene questo Governo, quindi via le feste che danno noia agli elettori e avanti Savoia, in barba al grido d’allarme anche degli operatori turistici (molti loro elettori, ma in percentuale niente) di una perdita secca stimata per il prossimo anno (mi sa che ci dovrebbero essere diversi ponti, visto che quest’anno non ce ne sono stati) di 24 milioni.
        Rispondendo a Ric, è vero, furono tolte delle festività nel ’77, ma furono dati ulteriori 6 giorni di permesso, ridotti a 4 con il reintegro della Befana e del 2 giugno (per alcune categorie molto più importanti delle ferie, perchè si possono prendere spezzati e addirittura per chi vuole essere pagati) ed inoltre per sopperire a quella crisi fu adottata una forma politica che fece chiasso e che ora la maggioranza (ma quale che sulla attuale manovra al momento ha dichiarato di presentare emendamenti, addirittura superiori all’opposizione) non ne vuole sapere.
        La forma politica adottata allora, per i più giovani, si chiamava “Governo di Unità Nazionale” dove il PCI di Berlinguer (altro livello) dava l’appoggio esterno e riuscì in meno di un anno a far scendere l’inflazione reale da circa il 15% al poco più del 8%, ma fu fatto, oltre all’abolizione delle festività, un atto di coraggio: il blocco della contingenza. Passò solo grazie all’accordo politico a cui si unirono i sindacati.
        Altri tempi, forse, ma soprattutto altre teste.
        Termino: mi sbaglio o ieri i TG parlavano di accordo bipartisan per soprassedere all’accorpamento delle festività perchè non portavano niente? Leggerò stamane, ma se così fosse il Rammendatore sarebbe una volta di più smentito dai suoi stessi uomini, ma lui festeggia i 64 anni a Lorenzago con Bossi che, anche sul suom operato, oggi dice bianco e domani nero (l’ultima sulle pensioni)
        Meditiamo gente, e cerchiamo di salvarci il c…, perchè siamo noi poveri bischeri a pagare in tutti i versi.

        • Ric ha detto:

          Il senso del mio intervento era questo: perchè togliere 3 feste civili quando ve ne sono una decina di religiose? E poi non è detto che le attuali feste civili vengano festeggiate il giorno stesso della ricorrenza: il 4 novembre per esempio viene celebrato la domenica successiva la data calendariale…
          Il senso del mio intervento è questo: l’Italia campa di turismo e come tale deve consentire un corretto svolgimento delle festività; vi immaginate togliere Pasquetta (Lunedì dell’Angelo) quando è uno dei giorni più trafficati e di maggior movimento turistico dell’anno dopo Ferragosto? Che danno si farà a tutta la filiera turistica (albergatori, ristoratori, ecc.)?
          E poi le feste religiose: guardate che esse sono festeggiate in tutto il mondo, anche in Paesi dove la produttività è ben superiore alle italiche possibilità. In USA per esempio vengono festeggiati: il primo dell’anno (New Year Day); il Martin Luther King’s Day (festeggiato in quasi tutti gli Stati americani); il 12 febbraio si festeggia il Lincoln’s Birthday (compleanno di Lincoln…); sempre questo mese si festeggia il Washington’s Birthday; marzo ed aprile c’è la Pasqua (Easter Day); sempre a marzo c’è il St. Patrick’s Day (festeggiatissimo a New York); l’ultimo dì di maggio viene festeggiato il Memorial Day (tipo il nostro 4 novembre…); il 4 luglio abbiamo il famosissimo Independence’s Day; il primo lunedì di settembre il Labor’s Day (il nostro 1° maggio); il 2° lunedì di ottobre si festeggia il Columbus Day (la nostra festa…). E poi che dire delle altre feste? Halloween è festeggiata il 31 ottobre (e la vogliono festeggiare anche qui….); poi c’è il Veteran Day; il Thanksgiving Day (la Festa del Ringraziamento dove si immolano tutti i tacchini d’America); Natale (Christmas Day).
          Insomma gli altri sono più stupidi di noi visto che mantengono tutte queste feste? Oppure il Ministro Tremonti vuol far vedere di saper lui come fare per far lavorare questi scansafatiche di italiani che, bene o male, hanno portato il Paese ad essere l’ottava potenza mondiale???

        • mezzamestola ha detto:

          nello, la tua osservazione sulla risposta della borsa alla richiesta di Francia e Germania che vogliono la tassazione delle operazioni speculative è esattamente il motivo per cui non c’è ormai altra strada, o si tassabili e si controllano fin che siamo in tempo, alleandoci con gli USA, o tra poco saremo in balia di pochi e ben saldi centri di potere che potranno decidere le sorti del mondo … questo causera una guerra nel momento in cui non potremo più accettare il disastro, sarà una guerra non per il petrolio ma per il controllo dei flussi finanziari… quindi piaccia o meno, questo scempio immorale deve cessare, e chi è per la deregulation è complice morale di queste cose. se regolamentiamo, sappiamo bene che gli speculatori andranno a cat i loro affari in altri mercati…. ebbene se aspettiamo ancora qualche anno l’Europa e gli USA non saranno più in grado di imporre questa politica negli altri mercati senza usare la forza…. e sarà guerra per la supremazia dei mercati finanziari che si sono lasciati diventare Lo strumento per dominare il mondo senza dargli regole e limiti… oppure credi che i tuoi figlioli potranno godere ancora del benessere che puoi dargli se la Cina aumenta ancora oltre il 30% l’acquisto del debito pubblico USA e non sappiamo quanto incida ed abbia in mano il nostro? poi vengono anche gli altri motivi più spiccioli… tassare allo 0,05 le operazioni speculative in Europa in un anno darebbe circa 600 miliardi alla banca centrale che potrebbero essere riutilizzati per far fronte e compensare proprio questi scossoni speculativi…

  3. roberto ha detto:

    Il decreto del Governo ha fatto parlare molto, anche per quanto riguarda Grosseto, in quanto si era paventata la soppressione della Provincia. Poi l’attenzione si è spostata anche sull’accorpamento alla domenica delle festività nazionali per evitare ponti ed aumentare la produttività. In questo caso la prima reazione è stata quella del settore turismo, in quanto ovviamente i “ponti” portano ad un incremento dell’attività. Anche in Maremma i “ponti” primaverili sono sempre stati un’anteprima dell’estate.
    Ma ci sono anche altri significati, oltre a quelli reddituali, che l’abolizione di queste festività portano con sè.
    Significati simbolici e pratici. Il primo che mi viene in mente è proprio il fatto che, soprattutto in passato, ho sempre considerato (con riferimento alle tradizioni popolari di Maremma) il 30 aprile ed il 1 maggio un po’ come il Natale. Sapere che il 1 maggio rischia di non essere più segnato in rosso sul calendario mi lascia di stucco.

    • mezzolitro ha detto:

      Il 1° maggio “sindacale” ormai è un rito fuori dal tempo, le organizzazioni sindacali più rappresentative sanno solo farsi la guerra fra di sè, come si dice “chiappalo il sindacato!” il precariato impera e di conseguenza le attività sindacali come le abbiamo conosciute vanno a farsi benedire, quindi visto che tutto si risolveva in un mega-concerto a Roma, se ne può fare anche a meno.
      Idem con patatine pè il 1°maggio dei maggerini, chi vuole festeggià l’arrivo della primavera lo può fare benissimo la 1° domenica di maggio, dov’è il problema?
      per quanto riguarda il piagnisteo del comparto “vacanziero” che già vede ridursi il guadagno, vogliamo parlare di quanto ci costa la cattiva abitudine di “ponteggiare” dei lavoratori delle amministrazioni pubbliche?

      • Nello ha detto:

        Mezzolitro ci sei o ci fai?
        Il ponteggiare dei pubblici impiegati costa quantop quello dei privaiti impiegati, cioè niente.
        Infatti il ponteggiare come lo chiami tu è un vezzo italico, ma forse di tutto il mondo, ma il costo equivale alle ferie che ognuno, salvo casi eccezionali ormai non più vincolanti come prima nei metalmeccanici, prende quando vuole.
        Diverso è il discorso per quanto riuguarda la produttività,poichè si interrompe la seguenza lavorativa, ma nel caso della manovra parlano di risparmio ovvero è una bufala.
        Per quanto riguarda la simbologia delle feste mi sembra proprio che alla sagra oltre a friggerte le patatine ti sei fritto anche qualcos’altro: è come dire festeggiamp il Capodanno, non il primo di gennaio, ma visto che ci siamo festeggiamolo la domenica successiva e nell’occasione anticipiamo la Befana, così con una fava si prendono due piccioni.

      • Ric ha detto:

        Sembra strano che un lavoratore come te ritenga inutile il I° Maggio, dopotutto anche gli Stati Uniti hanno la propria festa del lavoro (Labor’s Day) proprio lì dove i sindacati non hanno grande presa sulla società; insomma qui noi si vuole essere più bravi degli altri, ma guarda che i sindacati ci sono in Paesi come la Francia e la Germania dove le cose, crisi o non crisi, vanno meglio che qui da noi.
        Magari sarebbe il caso che il nostro Governo governasse e facesse manovre economiche solidali verso chi non ha invece che favoritismi per le classi medio-alte, aiutasse chi non ha sulle spese sociali, non cercasse di spaccare la società italiana in due tra poveri e ricchi eliminando la classe intermedia. E poi queste norme che senso hanno? L’Italia è un Paese che vive di turismo: esiste una classe lavorativa che si appoggia sul turista anche quello italiano (vi sono italiani che possono fare vacanze e ricche, basta andare a Castiglione della Pescaia…). C’è una attività collaterale all’agricoltura che è l’agriturismo: ti immagini cosa accadrebbe se eliminassero i ponti di Pasqua ed il giorno del I° dell’anno?
        Riguardo il I° Maggio: passi che è una festa certe volte fuori epoca in questi momenti di crisi, ma un lavoratore come te che ritiene inutile il ruolo del sindacato ora mi sembra una cosa un poco strana. I sindacati devono riformarsi, vero, ma i sindacati sono necessari…. anche quelli che si mettono contro la volontà del Governo Berlusconi.

  4. Ric ha detto:

    Caro Mezzolitro, in tempi di vacche grasse ognuno pensa a se stesso, in tempi di crisi nera (in cui siamo) ognuno pensa a sè stesso; questa è la conclusione che ti posso fare sulle recenti determinazioni del Governo in tema di risanamento del bilancio pubblico e che ancora dovranno essere approvate dai due rami del Parlamento. Il fatto di voler ripianare il debito pubblico con questa norma (eliminazione delle feste civili) non solo non darà nessun risultato economico pratico, ma provocherà un danno ancora maggiore in un comparto (il turismo) di primaria importanza per l’Italia. Insomma: l’Italia campa di turismo. Un recente studio dell’ENIT su dati Banca d’Italia ha accertato che nel periodo gennaio-ottobre 2010 il turismo straniero in Italia ha portato 26.087 MILIONI di euro con una variazione dello 0,6% rispetto al magrissimo 2009. L’Osservatorio Nazionale del Turismo stabilisce le percentuali di arrivi e partenze dei turisti in Italia; nel presente anno 2011 la regione italiana maggiormente visitata sarà il Veneto (e non la Toscana…) non solo per l’appeal di Venezia, ma per il mare che costa meno rispetto alla costa tirrenica. La Toscana rappresenta solo il 5° posto dopo Veneto, Lazio, Emilia Romagna e Sicilia. Il tipo di destinazione preferita nei periodi di ponti pasquali è l’agriturismo; questo tipo di recettività rappresenta (quando inquadrato nelle disposizioni di legge sugli agriturismi) un valore aggiunto per l’azienda che fa girare intorno tutta una serie di servizi (maneggi, vendita di prodotti agricoli, gastronomia, artigianato, attività di svago) che rappresentano un ulteriore valore aggiunto di filiera. In poche parole, attorno ad un agriturismo girano intorno varie figure che vivono facendo attività di servizio verso i turisti. Alla fine di tutto questo discorso, caro Mezzolitro, il fatto di eliminare Pasquetta e il Primo dell’Anno, rappresenterà un mancato introito di tutti in quanto come ben sai se te spendi 1 euro in un esercizio commerciale, grande percentuale di questo va al mondo che “gira” intorno all’esercizio commerciale stesso.
    Vedi, anche io vengo dal mondo dell’agricoltura dove la parola vacanza significa bighellonare, ma il mondo del turismo per noi italiani rappresenta un valore aggiunto e non di poco per la bilancia dei pagamenti.

  5. Granocchiaio ha detto:

    Eppure c’era qualcuno che già dal 1977 difendeva a spada tratta l’abolizione delle festività infrasettimanali:

    ……..deve essere molto netto il rifiuto della violenza come metodo di lotta politica, c’è un abuso , un abuso grossolano del termine violenza…..….perché io addirittura ho letto su un settimanale che uno degli esponenti, non nuovi, del movimento degli studenti più radicali, ritiene per esempio che sia violenza l’accordo per l’abolizione delle festività infrasettimanali…………………

  6. Carlo Vellutini ha detto:

    Ma agli operatori turistici – che contribuiscono e non poco al PIL- qualcuno glielo ha spiegato che abolendo i ponti avranno un bel po’ di danno? A me sembra che si stia creando una bella guerra tra poveri!!!! E lo dice uno che fa un tipo di lavoro per cui ponti o non ponti, festivi o non festivi, domeniche o non domeniche gli cambia poco…Per altri, però, cambia eccome!!! Un bel ponte del 1° maggio o del 25 aprile non è male per le nostre coste…ma neppure per la Fiera del Madonnino, tanto per citare un esempio vicino a noi e che sfrutta spesso il 25 aprile come data di riferimento!!!! Ci sono dei modi semplici per risparmiare soldi ed invece tirano fuori dal cilindro delle soluzioni che ci vuole una bella fantasia…Oppure c’è un secondo fine? Guarda strano che a farne le spese saranno la Festa della Liberazione ed il 1° Maggio che da anni qualcuno vuole disconoscere!!!!

  7. roberto ha detto:

    Un emendamento approvato all’unanimità dalla commissione Bilancio del Senato ‘salva’ 2 giugno, 1 maggio e 25 aprile ma non le feste patronali.

  8. mezzamestola ha detto:

    proprio a braccagni in questa piazza che ha un cordone ombelicale con il maggio e i maggerini, sentir denigrare e svalutare una festa che aveva fatto diventare il paese il punto di ritrovo toscano almeno per il primo maggio… , stona, e chi da al maggio poca importanza evidentemente non ne sente più la portata di momento di festa per riflettere, festa non concessa ma presa ai padroni…. forse poveri illusi pensate che i padroni non esistano più e pensate di non averne?… w il primo maggio !!!

    • Ric ha detto:

      Caro Mezzamestola, ti riporto un articolo del Giornale riguardo l’ultima manovra di Governo (speriamo sia l’ultima); in poche parole il relatore Azzolini ha presentato una norma con la quale è possibile, previo consenso dei sindacati firmatari dell’accordo del 28 giugno, licenziare i dipendenti anche senza la giusta causa prevista dall’art. 18. I due sindacati CISL ed UIL hanno manifestato “soddisfazione” per il riconoscimento dell’accordo del 25 giugno che “rafforza” il potere del sindacato ed evita “la sottoscrizione di accordi pirata di sigle sconosciute a livello sindacale”. In poche parole due principali sindacati italiani che hanno associati il 50% dei lavoratori italiani (l’altro 50% lo ha la CGIL) acconsentano che venga messo in discussione la validità dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che prevedeva il reintegro di lavoratori licenziati senza la giusta causa che è alla basa di tutti gli statuti dei lavoratori europei. Lasciamo fare tutte le scuse di “rafforzamento” del ruolo del sindacato che accompagnano questa bozza di norma, ma te festeggeresti il I° Maggio con queste organizzazioni sindacali che si ricordano della Festa dei Lavoratori solo per organizzare il concerto del I° Maggio a Roma e poi, altrettanto amabilmente, si accordano con chi vuole la morte della contrattazione sindacale? Spiegamelo…

      • mezamestola ha detto:

        Caro Ric, come dicevo quando ero rappresentante sindacale , se il sindacato sbaglia non vuol dire che non ci sia bisogno del sindacato, ma che va corretto…
        Il sindacalismo è uno strumento necessario come lo sono i partiti politici, io domani mattina sono in piazza con la CGIL, eppure da venti anni ormai non sono più un lavoratore dipendente iscritto al sindacato.

    • mezzolitro ha detto:

      Pè quanto riguarda la festa del 1° maggio intesa come festa della primavera, i maggerini mi sembrano dei patetici sopravvissuti alla storia, contenti loro…;
      Pè quanto riguarda la festa del 1° maggio intesa come festa dei lavoratori (o del lavoro), in Italia non è più una cosa seria da anni, magari più in là nel tempo ci toccherà rimetterla sù cò le barricate, ma per ora…

  9. roberto ha detto:

    Chissà se queste festività nazionali non sono state abolite perchè è stato riconosciuto il loro valore simbolico, oppure perchè fanno comodo al turismo e fanno girare soldi.

    • Granocchiaio ha detto:

      quali?

    • Nello ha detto:

      Mi sembra di sparare sulla Croce Rossa: questo governo fa e disfà senza cognizione di logica.
      Se avessero tolto le tre festività a cui alludi, avrebbero gioco forza dovuto togliere anche le festività religiose, e non fatevi infinocchiare dal Concordato, per loro è possibile modificare la Costituzione con un decreto e relativa fiducia (ho già scritto in altra pagina che siamo in regime, vogliamo essere buoni, semidittatoriale) figuratevi cosa gli ci sarebbe voluto stracciare e rifare, in questo caso, il terzo concordato.
      No il motivo è che in Italia (e questo vale sia per la destra che per la sinistra o come si vogliono chiamare i due schieramenti)non si muove se Dio,in questo caso reale, non voglia.
      Per cui non diamo ulteriori dispiari al Vaticano, non togliamo le feste religiose e , per pari opportunità, rimettiamo anche le tre laiche che ci davano tanto fastidio (politico, non economico in quanto loro in economia ci sanno quanto me, leggere quanto rilasciato dal sottosegretario Crosetto). Unico problema è il Santo Patrono, che rimane solo a Roma e come dice Ric crea un grosso problema soprattutto al Sud, vuoi vedere che ad ottobre in occasione della leggi di stabilità 2012 anche questo rientra in esercizio, forse con altra definizione.
      Sapete quando è il Santo Patrono di Siena? io di preciso no, mi sembra sia a dicembre, però i senesi che la vedono lunga lo hanno spostato al 16 Agosto e state tranquilli che manovra o non manovra i senesi in quella data continueranno a fare festa (già ora trovano il sistema di avere il pomeriggio libero per il 2 Luglio). Non credete che i vari deputati del sud, pur di stare attaccati al seggiolone, anche se a stipendio ridotto si dice ma c’è da crederci, non intervengano? io penso proprio di sì

      • Ric ha detto:

        Gli “Accordi di Villa Madama” vennero stipulati quale atto conseguente i precedenti Patti Lateranensi e furono sottoscritti dal Presidente del Consiglio Bettino Craxi (grande figura di statista anche se storicamente contestato) e la Santa Sede rappresentata dal Cardinale Agostino Casaroli. L’atto sottoscritto venne ratificato con la Legge 25 marzo 1985 n. 121 “Ratifica ed esecuzione degli accordi firmati a Roma il 18 febbraio 1984” congiuntamente ad un protocollo addizionale. In essi – all’articolo 6 – erano regolate anche le festività religiose che lo Stato Italiano riconosceva come festività da festeggiare da parte dei cittadini soprattutto in funzione dei contratti collettivi nazionali del lavoro che, una volta per tutte, vedevano regolamentato il riconoscimento di festività parificate a quelle civili.
        Gli stessi accordi riconoscevano la possibilità di revisione degli articoli sottoscritti senza ricorrere a “revisione costituzionale” ma di COMUNE ACCORDO tra Stato Italiano e Santa Sede, questo ovviamente nel rispetto dei mutamenti politico-sociali della nazione.
        Per questa ragione risultano intoccabili le feste religiose sottoscritte con la Santa Sede a meno di un accordo ben preciso tra i due Stati; c’è comunque da immaginarsi cosa ne pensi il Vaticano sulla abolizione del Lunedì dell’Angelo o di altre festività religiose principali. Riguardo le feste patronali io ho i miei dubbi che il Vaticano possa acconsentire a spostare alla prima domenica successiva una festività come quella della liquefazione del sangue di San Gennaro a Napoli (il Santo se la sentirà di eseguire la domenica successiva il miracolo a comando del Governo Berlusconi?) oppure altre feste come quella di Sant’Agata a Catania o anche quella di Sant’Efisio a Cagliari (si festeggia da 355 anni!). Guardate che le feste patronali in Italia rappresentano un patrimonio di cultura che viene dalla notte dei tempi e sono anche un incentivo per il turismo anche straniero (la Macchina di Santa Rosa attira turisti da tutto il mondo). Dunque non sono d’accordo che passeranno facilmente norme restrittive sulle festività religiose, a meno che i cittadini rinuncino passivamente per imposizione politica, ma questo è un’altro discorso.

        • mezzamestola ha detto:

          grande figura di statista anche se storicamente contestato??

          Craxi è morto latitante, quindi uno statista condannato dallo stato in cui era stato presidente del consiglio per tanti anni, salvo non ritenere che i giudici erano comunisti così come la procura che sosteneva l’accusa…

          No, Craxi non era un grande statista, perchè con quel metro di giudizio anche Berlusconi lo sarebbe, Craxi ha strumentalizzatto la democrazia per il suo scopo , il potere politico suo e del suo partito dove era diventato il padrone assoluto (ma vi ricordate l’uso delle prefenze per controllare i voti?), non per il bene della democrazia, ricordo che i suoi oppositori all’interno del PSI venivano irrimediabilmente messi fuori dal partito, e i politici che non lo apprezzavano e lo combatterono furono da Pertini a Moro fino a Berlinguer. La questione morale era il problema principale del suo PSI, e il sistema di potere del PSI di allora era costruito sulle bustarelle e su metodi evidenziati da tangentopoli.
          Si parlava qui di conflitto di interessi… Craxi è il padre di questo, Berlusconi ha ricevuto le sue TV da Craxi quando la procura, rispettando le leggi che il cavaliere non aveva rispettato, gli imponeva di smettere … fece una legge di corsa contro gli interessi dello stato che annullava le norme secondo cui la procura stava agendo.
          Se Craxi fosse stato uno statista l’Italia adesso avrebbe un fortissimo partito Socialista, e dio sa quanto ce ne sarebbe bisogno, invece lo ha distrutto, dissanguandolo politicamente, togliendogli la moralità e la dignità che si era guadagnato in un secolo di storia e di lotte.
          Adesso il sistema corrotto e monopolisitco è figlio del ‘grande statista’ Craxi… che grande statista non è mai stato per me; ma evidentemetne ci sono nostalgici di un’epoca in cui le BR uccisero Moro per impedire il compromesso storico che ci avrebbe risparmiato il malaffare in politica, che ci avrebbe definitivamente staccato dall’influenza sovietica nel pc e che avrebbe fatto fare un passo avanti alla democrazia.
          Savo pensare che Berlinguer era della stessa pasta di Craxi, che Moro era anche lui come Craxi, che Pertini e Craxi erano la stessa cosa.

          Questa la mia opinione.

          • Ric ha detto:

            Ok per il 99% di quello che dici: sono d’accordo e poi non sono socialista e men che mai craxiano (pensa un po’, si chiamano tra loro compagno e sono dentro il Pdl…). Craxi ha rappresentato un periodo molto buio per la nostra democrazia sfociato poi in “Mani pulite” e con il quale caddero personaggi che erano stati potentissimi esponenti della DC, del PSI ecc. Craxi va giudicato su quello che effettivamente è stato: uno statista capace per certi atti da lui compiuti (e gli accordi di Villa Madama ne furono un esempio). Per il resto si entra in una discussione politica in cui non vorrei cadere; i successori di Craxi e specialmente Berlusconi non hanno avuto la medesima lungimiranza politica. Berlusconi poi tende a far credere agli italiani di governare con una nuova tecnocrazia liberal conservatrice, ma in realtà si tratta di atti arroganti al limite di una dittatura bianca strisciante che ormai è passivamente accettata nel Paese. Anche Craxi è stato un arrogante e uno che ha fatto pesare il proprio potere specie con coloro che lo contestavano da fuori la politica (Beppe Grillo ne è stato un esempio); certo che è caduto in maniera molto frettolosa, ma un nuovo potere si stava impadronendo dell’Italia. Questo è stato.

  10. mezzamestola ha detto:

    Ric infatti mi pareva strano che tu avessi tutta questa stima per Craxi, credo che ora , almeno secondo me, la cosa abbia assunto una dimensione molto vicina al vero, quel vero che poi nessuno potrà mai conoscere fino in fondo.

    • patrizio ha detto:

      Aggiungo che riguardo al processo sulle tangenti per la metropolitana Milanese, le condanne di Craxi furono annullate dalla cassazione perchè nel frattempo era stato modificato l’art. 513 del Codice di Procedura Civile che disponeva che le prove assunte durante le indagini preliminari dovevano essere riassunte, quindi ripetute tutte, nel corso del giudizio, così tutte le testimonianze che indicavano Craxi come colui che incassava, e che avevano portato al giudizio e alle condanne, vennero tutte ritenute nulle.

      Va bene siamo garantisti, ma la Legge 7 agosto 1997, n. 267
      “Modifica delle disposizioni del codice di
      procedura penale in tema di valutazione delle prove”
      pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 186 dell’11 agosto 1997

      venne fatta nel bel mezzo del governo di centrosinistra retto da Romano Prodi… mi pare proprio un altro bel regalo del nostro centrosinistra che è lo stesso che poi in questi anni ha pure celebrato Craxi a Roma in ricorrenze ufficiali, ma leggete questo articolo che ricostruisce i fatti per come si svolsero:

      archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/17/Tangenti_condanna_annullata_Craxi_co_0_980417670.shtml

      copiate il link sul motore di ricerca e vi porterà alla pagina del’articolo che comunque copiaincollo sotto

      La Suprema corte: processo da rifare. L’ ex leader psi doveva scontare 8 anni e 3 mesi. Sentenza da rivedere anche per gli 80 imputati che patteggiarono
      Tangenti Mm, condanna annullata a Craxi
      La Cassazione: le accuse vanno ripetute in aula. Borrelli: ecco l’ effetto della riforma del 513

      —————————————————————– La Suprema corte: processo da rifare. L’ex leader psi doveva scontare 8 anni e 3 mesi. Sentenza da rivedere anche per gli 80 imputati che patteggiarono Tangenti Mm, condanna annullata a Craxi La Cassazione: le accuse vanno ripetute in aula. Borrelli: ecco l’effetto della riforma del 513 MILANO – La sentenza che aveva confermato la condanna di Bettino Craxi a otto anni e tre mesi di galera, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, e ad un risarcimento danni di 50 miliardi per le tangenti sulla metropolitana milanese, e’ stata annullata e rinviata a Milano. Il processo, nella parte che riguarda l’esule di Hammamet, dovra’ essere ripetuto tenendo conto del nuovo articolo 513: e tanto peggio per gli oltre 80 imputati che per quella storia hanno patteggiato. Sorti analoghe si profilano all’orizzonte per molti altri processi – simbolo, di Mani pulite e non solo, dall’Enimont all’Ambrosiano. Esultano i legali di Bettino (“Finalmente riconosciute le nostre ragioni”), scuotono la testa il pool e Borrelli: “Perche’ stupirsi? Questi sono esattamente gli effetti della riforma. Da noi, purtroppo, ampiamente previsti e annunciati…”. Ad annullare la condanna di Craxi e’ stata, ieri, la sesta sezione penale della Cassazione, presieduta da Luigi Sansone, che ha accolto il ricorso presentato dall’ex leader psi e dall’imprenditore Luigi Civardi dopo la sentenza d’appello del 5 giugno ’97. In quella sede, come in gran parte dei processi celebrati prima della recente riforma, la Corte d’Appello milanese aveva basato la sua ratifica della condanna di primo grado su una montagna di confessioni e chiamate in correita’: le quali, pero’, pur messe a verbale durante le indagini preliminari non erano state ripetute in aula dagli interessati. Tutto da rifare, dice ora la Cassazione: senza interogatorio e controinterrogatorio in aula, come da nuovo articolo 513 del codice, non c’e’ dichiarazione che possa essere considerata “prova”. Con poche eccezioni e con quel che ne segue. Accusato di finanziamento illecito, turbativa d’asta e corruzione, l’ex leader del Psi si era sempre difeso sostenendo che tutti i miliardi raccolti con gli appalti della metropolitana finirono nelle casse del partito. Certo, il suo amico Silvano Larini aveva messo a verbale che “in quegli anni gli portava i soldi pure in camera da letto”. Ma se quella era la “prova – cardine”, come l’ha chiamata ieri l’avvocato Giannino Guiso, resta il fatto che “Silvano Larini non si e’ mai presentato a confermarla in dibattimento”. Tutto da rifare: con buona pace dello stesso Larini, che per quelle stesse vicende ha gia’ patteggiato e si ritrova oggi con la sua brava condanna a due anni sulla schiena. Dire che il pronunciamento della Cassazione abbia suscitato sorpresa in procura, d’altra parte, sarebbe del tutto fuori luogo: “Semplicemente – ha detto Saverio Borrelli – ora possiamo cominciare a vedere in concreto gli effetti della riforma dell’articolo 513 del codice di procedura penale. E toccare con mano i guasti determinati da tali modifiche. Del resto – ha concluso – io non posso commentare una sentenza della Cassazione: e tutto quello che avevamo da dire sull’articolo 513 lo abbiamo gia’ detto ampiamente n passato”. ” + una riforma che ristabilisce il principio del contraddittorio”, spiegano esultanti gli avvocati Guiso e Lo Giudice. “Principio sacrosanto”, avevano ripetuto piu’ volte quelli del pool: ma applicarlo ai processi in corso – avevano profetizzato – sarebbe stato devastante. La legge, in origine, aveva limitato gli effetti del nuovo articolo 513 ai soli processi di primo e secondo grado. Ma la sezioni riunite della Suprema Corte, due mesi fa, avevano stabilito che questo avrebbe creato disparita’ tra gli imputati: e fissarono il principio per cui la nuova norma era da applicarsi anche ai processi pendenti in Cassazione. Da quel momento in poi, il testo della riforma diveniva in pratica “retroattivo”: la prima conseguenza importante e’ appunto la sentenza di ieri. “Una volta tanto – insistono i legali di Craxi – vediamo applicata la legge”. E a questo punto, inevitabilmente, in primo piano torna la questione dei tempi. A parte i reati di finanziamento illecito e turbativa d’asta, che ormai sono prossimi alla prescrizione, le accuse di corruzione resteranno in piedi – secondo i calcoli ancora approssimativi dei legali – fino al 2005. Sara’ un processo lungo, quello che va a ricominciare? L’avvocato Guiso sorride: “Beh, bisognera’ convocare un sacco di testi, vedere cosa dicono… si’, credo che ci vorra’ per forza del tempo”. —————————————————————– LA SCHEDA Da Enimont al Conto Protezione ecco gli altri giudizi a rischio Per Bettino Craxi, l’unica sentenza definitiva (gia’ confermata in Cassazione) e’ la condanna a 5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni – Sai: lo stesso affare che ha portato in carcere Cusani. Ecco invece i principali processi di Tangentopoli che rischiano l’annullamento per la riforma del 513. CRAC AMBROSIANO – La bancarotta da 1500 miliardi della banca di Calvi ha portato a 33 condanne. In primo piano Gelli e Tassan Din, ma anche Bagnasco e De Benedetti. Da oggi la Cassazione esamina il processo che e’ a rischio per il silenzio tenuto in aula da personaggi come Pazienza. Anche Craxi, con Martelli, e’ stato condannato in appello per uno stralcio che riguarda il Conto Protezione: 7 milioni di dollari confessati dal socialista Larini, che in tribunale non rispose. MAXITANGENTE ENIMONT – Per la “madre di tutte le mazzette” sono stati condannati anche in appello tutti i segretari del pentapartito, da Craxi a Forlani, e poi Bossi. Anche qui la Cassazione, il 29 maggio, potrebbe annullare, perche’ le ammissioni raccolte nel processo Cusani non furono ripetute nel giudizio principale. TANGENTI DISCARICHE – La Cassazione ne discutera’ l’otto giugno. Qui il silenzio dell’ex dc Frigerio (ora in Forza Italia) potrebbe garantire la prescrizione, tra gli altri, a Paolo Berlusconi.

      Foschini Paolo

      Pagina 4
      (17 aprile 1998) – Corriere della Sera

  11. Serena ha detto:

    Buongiorno a tutti, non ho capito una cosa, ma le festività tipo 25 aprile o 1 maggio sono state abolite o sono ancora valide?
    Grazie mille

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